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Appunti del Corso di Estetica, modulo I 2006-2007, secondo semestre (Gianluca Garelli)

Il gusto come problema filosofico


raccolti da: Viviana Arena Valeria Manco Davide Cancila Chiara Fortezzi Elisa Foschini 1. Il problema della definizione di una disciplina. Esiste una certa divergen a su come de!inire la disciplina !iloso!ica" C#$ c%i la guarda in modo dogmatico dividendola in categorie, ma in realt& non si pu' dare una de!ini ione c%e valga per sempre e c%e non guardi ai suoi sviluppi" (vviamente )uesto vale anc%e per l#estetica" Il nostro percorso %a uno speci!ico punto di parten a c%e ci porter& a sviluppare progressivamente l#argomento: la vicinan a della pu**lica ione, in apertura del ++ secolo, di due opere !ondamentali" ,ueste sono l#Estetica come scienza dellespressione e lin uistica enerale, pu**licata nel -.02 da /enedetto Croce, e i !rincipia Ethica, pu**licati nel -.00 da Gorge Ed1ard 2oore" 3ue opere molto lontane nel concepire la !iloso!ia ma accomunate da almeno un aspetto, per noi di particolare interesse: il ricorso alla no ione di intuizione" Croce de!inisce l#esperien a estetica (ossia cosa si possa concepire come arte e cosa non sem*ri avere tale validit&) attraverso la categoria dell#intuizione" 4#opera d#arte $ il risultato cio$ della dialettica !ra intui ione ed espressione" 4#artista %a un#intui ione, ed attraverso la sua modalit& espressiva d& vita ad una materia artistica" 5er', sorge un du**io: c%e rapporto c#$, in Croce, tra le due no ioni6 7i $ tra loro e)uili*rio, o non !orse piuttosto uno s)uili*rio6 4a risposta $ c%e, in ultima analisi, appare pi8 importante l#intui ione dal momento c%e, gra ie ad essa, l#opera sta gi& tutta nella mente dell#artista ed $ nella sua !orma migliore" 4#espressione va intesa dun)ue an itutto come un me o per reali are ci' c%e $ gi& compiuto dall#intui ione" 7a detto c%e Moore non parla esplicitamente di estetica, dato c%e i !rincipia si occupano di pro*lemi morali" In )uesto senso, egli delinea una prospettiva c%e si potre**e de!inire di realismo antinaturalista: esistono cio$ propriet& morali c%e non sono riconduci*ili a propriet& naturali" 9ulla *ase della tradi ione empiristica (soprattutto :ume), 2oore ritiene cio$ c%e non sia corretto c%e i ragionamenti volti a indagare la verit& della natura e della sua conoscen a si applic%ino alla morale" 3etto in *reve: il !atto c%e una cosa esista non signi!ica di per s; c%e essa sia *uona< ovvero: dalla semplice posi ione dell#essere non si pu' ricavare un dovere (!allacia naturalistica)" (ra per': se si volesse ora sostituire la parola =etica> con =estetica>, e la no ione di =*uono> con )uella di =*ello>, troveremmo un per!etto parallelismo tra i due concetti" In!atti, c%e cos# $ davvero il *ello6 5otremmo !are tanti esempi: l#amici ia, una can one, una donna? 2a ci' sare**e limitativo rispetto alla portata della )uestione: perc%; ancora non avremmo risposto in generale il che cosa" 9eguendo l#argomenta ione di 2oore, si potre**e cercare di risolvere in prima approssima ione la )uestione dicendo c%e tutto ci' c%e tiene insieme )ueste risposte $ una propriet& naturale delle cose, per esempio il piacevole" 3ire c%e il *ello $ piacevole per' $ solo uno spostamento del pro*lema originario, e la crea ione di un altro" 3o**iamo in!atti c%iederci: lo spettro semantico delle due parole (bello e piacevole) coincide davvero6 E soprattutto: siamo poi proprio sicuri, a )uesto punto, di saper de!inire almeno il piacevole6 /ello e piacevole in!atti sono propriet& c%e non coincidono del tutto: non creano una tautologia" /ello $ dun)ue, secondo l#argomento c%e 2oore adopera per il *uono, una propriet& autoevidente, autonoma ed oggettiva, nel senso di oggetto d#intuizione primitiva< una )ualit& c%e si potre**e de!inire sopravveniente" 4a -

proposta di 2oore $ in un certo senso paradossale, giacc%; sem*ra rivendica l#oggettivit& di un#intui ione" 5er spiegare il paradosso, potremmo !orse citare @ant, il )uale attri*uisce alla legge morale ra ionalit& ed oggettivit&, $ oggettiva in )uanto valida per tutti nel regolare imperativamente l#a ione" Appare ora evidente dove si possa riscontrare la coinciden a tra Croce e 2oore in am*ito estetico: proprio nell#intui ione, e ci', nonostante il !atto c%e i due !iloso!i appartengano a due matrici culturali opposte" ,uesto e molto signi!icativo" Il ric%iamo a una no ione pro*lematica come )uella di =intui ione> %a !atto sA c%e l#estetica !osse al centro di un di*attito !iloso!ico molto acceso" Ludwig Wittgenstein pu**lic' nel il "ractatus lo ico#philosophicus, e, sulla scorta del neopositivismo, ela*or' una teoria rappresentazionale del lin ua io" Il linguaggio, se deve essere signi!icativo, deve corrispondere anali are le condi ioni di validit& di una proposi ione del tipo =9 $ 5> (ossia: a un certo soggetto spetta un certo predicato)" 9econdo Bittgenstein, una !rase %a senso solo se i nomi c%e la compongono rispecc%iano stati di fatto< tutto il resto $ insensato" Esistono allora am*iti del sapere c%e %anno senso, come )uelli naturali, ed altri c%e non lo sono, come appunto l#etica e l#estetica" In )uesto senso, $ em*lematica la proposi ione !inale (n" 7) del trattato: =9u ci' di cui non si pu' parlare, si deve tacere>" 3a una parte c#$ il discorso c%e pu' avere legittime pretese di verit& e oggettivit&< dall#altra c#$ il dominio dell#insensato" Come $ noto, )uesta non sar& certamente l#ultima parola di Bittgenstein al riguardo dell#estetica e dell#etica" 2a, sul piano storico-culturale, )uali sono le conseguen e di posi ioni come )ueste6 Alfred J. Ayer, !ra i padri della !iloso!ia analitica, scrisse $in ua io% verit& e lo ica (-.06) proprio sulla scia di una lettura rigida del "ractatus 1ittgensteiniano e di altri testi neopositivistici< e !inA per concludere proprio c%e l#etica e l#estetica non !ossero scien e" Esse esprimere**ero solo uno stato emotivo" 3ire c%e )ualcosa =mi piace> sare**e, sul piano argomentativo, nulla di pi8 c%e dire =evviva )uestoC>: gli attri*uti dell#etica ed estetica si limitere**ero secondo ADer a esprimere uno stato emotivo di c%i pronuncia il giudi io (emotivismo)" Eei primi anni del Eovecento, l#estetica va dun)ue incontro a una sorta di riduzionismo, o addirittura di ne ativismo: la !iloso!ia (soprattutto in area analitica) scopre c%e il di*attito sull#estetica e sull#etica riguarda )uestioni non concrete e tangi*ili, e )uindi non riesce a !ondarsi" 5er cui, le solu ioni c%e rimangono sono poc%e: -) il razionalismo eliminativista elimina l#estetica dalla !iloso!ia stessa, in )uanto incapace di argomentare ra ionalmente< 2) la rinascita di una certa tenden a verso un#estetica positivistica (nell#am*ito soprattutto del cosiddetto neopositivismo) riconosce c%e essa esiste, e perci', si deve !ondare attraverso le scien e, le sole a poterla de!inire" 4e esperien e estetic%e sare**ero, da )uesto punto di vista, misura*ili in per esempio c%iave psicolo ica, e )uindi possono rispondere con regolarit& misura*ile a determinate leggi" Fn esempio estremo potre**e essere costituito, in )uesto senso, dall#ideale di macc%ine capaci di registrare parametri come il *attito cardiaco, le varie rea ioni !isic%e ed emotive di un soggetto di !ronte ad un#opera d#arte: la registra ione di )ueste rea ioni ci dare**e cosA una misura ione scienti!ica del suo stato emotivo, =esteticamente> sollecitato" G evidente tuttavia c%e ci' vorre**e dire orientare l#estetica verso una psicologia positivistica c%e non !are**e c%e ri*adirne l#inesisten a come considera ione !iloso!ica vera e propria" '. (na considerazione storica) il battesimo dell*estetica+ moderna% tra ,aum arten e -ant. Il !atto c%e non si possa de!inire una volta per tutte c%e cosa l#estetica sia non implica per' c%e la sua vicenda storica sia priva di signi!icato, e c%e non sia degna di essere filosoficamente interpretata" 5er esempio, ed $ )uanto ci si propone di !are )ui, si potre**e )uantomeno anali are il pro*lema del usto a livello storico" 3el gusto non $ sempre esistita una de!ini ione< del resto, non *isogna lasciarsi s!uggire il signi!icato meta!orico di )uesta no ione" 4a parola =gusto> designa in!atti pur sempre, in primo luogo, uno dei cin)ue sensi, an i: l#intimo !ra di essi" Eppure, in am*ito estetico, )uesta no ione 2

come vedremo travalica il livello soggettivo, e diventa signi!icativa per una pi8 ampia conce ione storico-culturale generale" Hutto ci' pone la )uestione, per esempio, del divenire storico dell#estetica e delle sue categorie I ossia, innan itutto, del rapporto !ra lestetica antica e lestetica moderna" 4a domanda in primo luogo potr& essere allora: l#estetica antica $ paragona*ile a )uella moderna, nell#interrogarsi su cosa sia il *ello e l#arte6 9e I come $ pro*a*ile I !ra i due modi di vedere si dovesse riscontrare una grande distan a, o addirittura un a*isso, l#idea (portata avanti per esempio in am*ito !enomenologico) di !ondare per sempre l#estetica su )ualcosa di puro e di a priori !inire**e per incontrare molte di!!icolt& nel rendere ragione di come la =sensi*ilit& estetica> possa cam*iare col tempo (si pensi alla varia ione appunto del gusto)" 2a il pro*lema deve essere posto in maniera ancora pi8 radicale" 9i pu' davvero dire c%e sia esistita un#estetica antica6 Certamente no, se guardiamo alla disciplina e alla no ione di =estetica> da un punto di vista propriamente moderno" 9A, invece, se osserviamo c%e, per esempio, sia in 5latone sia in Aristotele, o magari in 5lotino e Agostino, sono stati trattati argomenti in senso lato =estetici>" Come possiamo renderci ragione di )uesta incongruen a6 Fn serio approccio storico deve incominciare da un#analisi dell#origine etimologica della parola =estetica>" Essa ci rivela come, in un certo senso, )uesta parola nasca )uasi da una piccola *ugia dalle grandi conseguen e: sia, cio$, dovuta a una falsa etimolo ia" =Estetica> si !a derivare dal dal greco =a.sthesis> (la stessa radice del ver*o aisth&nomai), c%e signi!ica =sensa ione, perce ione>" I !iloso!i moderni sulla *ase di tale parola %anno dato origine al termine estetica attraverso un calco arti!icioso dell#aggettivo aistheti/on, appunto un attri*uto c%e indicava il sensi*ile" I greci in!atti non pensavano certamente di parlare di =estetica> come disciplina,n; di !ondarla !iloso!icamente" 5er loro, an i, l#esperien a percettiva non aveva nulla a c%e !are con la *elle a artistica (come invece sem*rere**e essere, in prima approssima ione, per la !iloso!ia moderna)" C%i $ stato colui, dun)ue, c%e %a !into di ric%iamarsi a una auctoritas antica per !ondare una disciplina !iloso!ica nuova6 9i tratta di un discepolo di C%ristian Bol!!, padre dell#illuminismo tedesco e !iloso!o del 9ettecento, seguece di 4ei*ni " Bol!! sistemati a il pensiero lei*ni iano attraverso la !iloso!ia di Aristotele (4ei*ni in!atti non era un !iloso!o sistematico come Aristotele)" Il discepolo di Bol!! di cui si parla $ Alexander G. Baumgarten" G stato lui a inventare e adoperare la parola =Estetica> per la prima volta nelle sue due opere: Meditazioni su alcuni aspetti del poema (-706) e Aesthetica (-7J0--7JK)" Lra le varie de!ini ioni c%e /aumgarten o!!re di =estetica>, ce ne sono due particolarmente signi!icative, di cui si tratta di comprendere la compati*ilit&" Egli intende per estetica: -) la noseolo ia inferiore, ossia la !iloso!ia della conoscen a dovuta alle !acolt& in!eriori< 2) la scienza filosofica c%e si occupa del bello" /aumgarten ela*ora dun)ue un sistema !iloso!ico c%e vede l#estetica intesa sia come la !iloso!ia del *ello e dell#arte, sia come analisi !iloso!ica delle !acolt& in!eriori della conoscen a: entram*e le de!ini ioni sono tuttavia *asate sugli stessi principi" Eella prospettiva scolastica, la nostra mente, nell#atto del conoscere, si articola in intelletto (la !acolt& superiore c%e pensa per concetti) e in sensibilit&, la !acolt& in!eriore e ricettiva delle esperien e" Era stato Cartesio (Meditazioni metafisiche, -6M-) a esigere c%e il sapere trovasse !onda ione solida in una ra ionalit& c%e ne garantisse il valore universale e necessario: invece la sensi*ilit& non ci d& tale !ondamento, se no ne risultere**e giusti!icata la legittimit& di )ualsiasi opinione" (gnuno in!atti %a una propria esperien a soggettiva e non tutti condividiamo le stesse esperien e" Cartesio invece diceva c%e la verit& di un#esperien a $ resa valida dal !atto c%e -) a**iamo la certe a del co ito, ossia di essere cosa pensante< 2) possediamo le idee innate, an itutto )uella di 3io, della cui esisten a ritiene c%e la ragione possa o!!rire prova certa" (ra, il pro*lema c%e ci si pone $: c%e rela ione c#$ tra soggettivit& ed oggettivit& nell#am*ito estetico6 Baumgarten, con la gnoseologia in!eriore vuole dare all#estetica il ruolo di scien a !iloso!ica della conoscen a percettiva" Aristotele diceva c%e non c#$ niente nella nostra conoscen a c%e non sia passato dai sensi" /aumgarten, rimanendo nella prospettiva lei*ni iano-1ol!!iana, dice c%e le nostre 0

conoscen e sono garantite da due )ualit&: la chiarezza e la distinzione" 2a gi& secondo Cartesio una conoscen a $ vera )uando $ evidente, ossia c%iara e distinta< e )uesto $ per esempio un criterio valido per distinguere la realt& dal sogno" I !iloso!i scolastici come /aumgarten, si so!!ermano sul legame !ra i due termini" C%iare a e distin ione sono in!atti per loro due radi pro ressivi della conoscen a: una rappresenta ione pu' essere c%iara ma non ancora distinta, ma non viceversa" Eella prospettiva della scuola, la !acolt& in!eriore e )uella superiore colla*orano in una continuit& all#attivit& conoscitiva: attraverso la sensi*ilit& a**iamo una rappresenta ione c%iara, e )uando )uesta diviene evidente anc%e per l#intelletto a**iamo anc%e la sua distin ione" Essi non vogliono intendere la mente come divisa in due, ma semmai come !un ionante in due modi diversi, secondo appunto due facolt&: vivremmo altrimenti, paradossalmente, in mondi paralleli" /aumgarten attri*uA dun)ue alla lo ica lo studio della !acolt& superiore, e all# estetica )uello della !acolt& in!eriore" (@ant metter& in )uestione tale conce ione, accettando la separa ione !ra le due !acolt&: perci' come vedremo sar& !ondamentale comprendere il ruolo c%e nella sua !iloso!ia sar& rivestito dall#immagina ione)" ,uesto $ un modello di pensiero ipoti ato per non cadere nello scetticismo c%e rappresenta l#impossi*ilit& di conoscere ra ionalmente ed oggettivamente" A di!!eren a di 3io, c%e %a una conoscen a sia particolare c%e universale e possiede la c%iare a e la distin ione di tutte le rappresenta ioni, l#uomo, c%e %a una mente !inita, limita la propria conoscen a attraverso il condi ionamento dei sensi" 9e noi avessimo la capacit& di !ar sA c%e tutte le nostre conoscen e da c%iare divenissero anc%e distinte, saremmo paradossalmente come 3io< tuttavia siamo costitutivamente collocati nello spa io e nel tempo, a**iamo un#esisten a !inita" 3io invece, come a!!erma 4ei*ni , %a presente la totalit& del mondo nello spa io e nel tempo ()uindi anc%e la totalit& della storia)" (ra, /aumgarten a!!erma c%e della c%iare a si pu' parlare in due acce ioni: -) chiarezza intensiva: pi8 si intensi!ica la c%iare a di una rappresenta ione, o meglio, di una sua nota caratteristica, pi8 essa va in dire ione della distin ione (propriet& )ualitativa)< 2) chiarezza estensiva, la )uale, pi8 c%e esprimere )ualitativamente la propriet& di ci' c%e si conosce, ne enumera )uantitativamente le varie caratteristic%e" 2a tutto ci' cosa %a a c%e !are con il *ello6 7a detto c%e per /aumgarten l#opposto di una conoscen a c%iara e distinta $ una conoscen a chiara e confusa" Eon si tratta di una contraddi ione, nonostante )uello c%e super!icialmente potre**e sem*rare" Etimologicamente, in!atti, il signi!icato di con!usa (con-!usa) $ =!usa insieme>" E**ene: /aumgarten riscontra nella poesia una !orma di discorso nel )uale prevalgono rappresenta ioni c%iare e con!use" ,uindi la poesia esprime la miglior chiarezza estetica possi*ile (una c%iare a cio$ priva di distin ione)< laddove, invece, la logica !a a!!idamento su rappresenta ioni c%iare e distinte" Ecco allora c%e )uella pro*lematica coinciden a tra la conoscen a sensi*ile e il sentimento del *ello (cio$ sostan ialmente le due de!ini ioni dell#estetica sopra ricordate) si giusti!ica nell#a!!erma ione c%e il *ello $ la migliore espressione della sensi*ilit& estetica, perc%; esso $ percepito )uando, nelle immagini della poesia, le rappresenta ioni sono c%iare ma mescolate tra loro (non distinte)" 3un)ue logica ed estetica sono, appunto, due am*iti della !iloso!ia separati" Come viene recepita la novit& terminologica proposta da /aumgarten6 Anc%e in )uesto caso, la storia si rivela un po# complicata" A Johann G. Sulzer, un !iloso!o svi ero di lingua tedesca, si deve per esempio un#opera monumentale, la "eoria universale delle belle arti (-77---77M): una sorta di vero e proprio di ionario di argomento estetico" 9e vi leggiamo la voce =Estetica>, troveremo scritto c%e essa, secondo 9ul er, $ =la !iloso!ia delle *elle arti, ovvero la scien a c%e dalla natura del gusto deriva sia la teoria universale sia le regole delle arti *elle>, la )uale =deve essere !ondata sulla teoria della conoscen a indistinta e delle sensa ioni>" Anali ando taNle de!ini ione per punti, vedremo c%e: -) l#estetica da disciplina gnoseologica diviene ormai an itutto !iloso!ia delle arti *elle, a poco pi8 di venti anni dalla pu**lica ione delle teorie di /aumgarten< 2) il usto serve a !ormulare una teoria generale su c%e cosa l#arte sia, e )uindi serve a spiegare in c%e cosa ne consiste la *elle a" Il passaggio $ importante, perc%; in )uesto modo l#estetica diviene una !iloso!ia: a) descrittiva di c%e cosa l#arte sia< *) normativa rispetto a come l#arte (nella M

!attispecie la poesia) deve essere composta" Il c%e signi!ica: le opere c%e non rispettano e trasgrediscono la de!ini ione normativa di !atto non possono essere c%iamate davvero =arte>" 9econdo tale teoria le arti vanno eseguite secondo un certo criterio I criterio *asato sulla consapevole a del !un ionamento dei meccanismi conoscitivi sensi*ili dell#uomo" In mmanuel !ant (-72M--K0M) gli e!!etti del discorso *aumgartiano sono a dir poco oscillanti" Eel -76M @ant scrive un#opera precritica non troppo nota, le 0sservazioni sul sentimento del bello e del sublime" ,ui egli incomincia a ela*orare una prospettiva in largo senso OesteticaP< eppure $ curioso riscontrare come, a )ualc%e anno dalla pu**lica ione delle opere di /aumgarten, la parola =estetica> non compaia neanc%e una volta nello scritto" 4#assen a del termine non pu' essere casuale n; )uantomeno una mancan a da parte di un autore cosA attento nei riguardi della !iloso!ia scolastica, e di /aumgarten in particolare" ,uando @ant scrive la Critica della ra ion pura (-7K-), le cose in parte cam*iano" Innan itutto, la critica della ragion pura $ l#analisi della ragione dal punto di vista delle !orme del suo !un ionamento, e non del suo contenuto materiale" 5er @ant la ragione $ =pura> perc%; va riempita con la sensi*ilit& (ossia con la materia tratta dall#esperien a)" (ra, $ noto c%e il genitivo pu' avere due valori: oggettivo e soggettivo" In )uesto caso la critica =della> ragion pura %a la ragione per oggetto, ma la critica stessa, essendo operata dalla ragione medesima, !a sA c%e )uesta diventi anc%e soggetto (dice @ant: giudice del tri*unale della ragione in cui )uesta giudica se stessa e le proprie pretese)" Eella Critica della ra ion pura vediamo comparire proprio il termine estetica, c%e si !a addirittura titolo della prima se ione: =Estetica trascendentale>" 5er @ant, le nostre !orme pure e a priori di conoscere nella sensi*ilit& sono lo spazio e il tempo" 3un)ue, come per lo stesso /aumgarten, anc%e )ui da @ant l#estetica viene vista come la scien a della sensi*ilit&< ma con un metodo nettamente diverso: )uello della !iloso!ia trascendentale (c%e studia non gi& le cose in s1, di cui nulla possiamo sapere, ma il modo con cui noi possiamo conoscere i fenomeni)" @ant invece in una nota di!!ida esplicitamente dall#adoperare il termine estetica nell#altra acce ione *aumgarteniana, in ri!erimento alla critica d#arte e al *ello, ritenendo c%e si tratti di un uso e)uivoco e s*agliato" @ant scrive in seguito la Critica della ra ion pratica (-7KK) e la Critica del iudizio (-7.0)" (ccupiamoci di )uest#ultima, c%e da molti $ considerata come il primo grande testo classico dell#estetica moderna" @ant suddivide la Critica del iudizio in due parti, e la prima prende il nome proprio di =Critica del giudi io estetico>: laddove per' @ant si occuper& proprio di no ioni come il *ello e il su*lime, e non pi8 a!!atto della conoscen a sensi*ile""" $ evidente dun)ue c%e anc%e la seconda acce ione della parola =estetica> viene ora accolta da @ant" In c%e modo e con )uali modi!ica ioni particolari, lo vedremo tuttavia pi8 avanti" Fn#ultima considera ione storica in proposito, in ri!erimento a Georg Wilhelm "riedrich #egel (-770--K0-), altra grande !igura dell#idealismo tedesco, la cui !iloso!ia sar& !ondamentale per lo sviluppo dell#estetica moderna" 9oprattutto gra ie ad un suo allievo (:"G" :ot%o), il )uale trascrisse le sue le ioni, ci sono pervenute le sue le ioni di !iloso!ia dell#arte ( $ezioni di estetica, pu**licate postume !ra il -K0J e il -K0K)" E**ene: $ interessante notare come :egel, nella prima pagina di )ueste le ioni, annunciando al suo pu**lico c%e l#argomento di studio sar& la !iloso!ia dell#arte, sottolinei !ra l#altro c%e non sa se in proposito l#utili o del termine =estetica> sia davvero appropriato, )uantomeno se si pensa al signi!icato con!erito alla parola da /aumgarten e ripreso da @ant" Qiassumendo: si pu' insomma a!!ermare c%e negli anni c%e vanno da /aumgarten a :egel, attraverso @ant, nasce )uella disciplina c%e si $ soliti designare come =estetica moderna>" Eel -7.0 @ant compie cio$ una sorta di passo indietro ed accoglie a sua volta l#espressione =estetica> in ri!erimento al discorso !iloso!ico sul *ello" Lorse proprio in )uesta scelta Nantiana, c%e anali eremo pi8 avanti nelle sue peculiarit&, $ da scorgersi il vero atto di nascita dell#estetica moderna, intesa come am*ito disciplinare speci!ico della !iloso!ia" Em*lematica in )uesto senso $ l#a!!erma ione di Croce, c%e de!inisce meta!oricamente @ant come lo scopritore di un =nuovo continente> della !iloso!ia" 2. !roblemi di definizione del iudizio di usto% nel tempo e nello spazio. J

Il gusto, in !isiologia, designa un sistema sensoriale c%e interpreta attraverso la lingua e il palato stimoli !isici" 4#acce ione traslata, meta!orica di usto !a sA c%e la parola designi un modo di sentire, di pensare, di condividere esperien e con le altre persone (dun)ue, paradossalmente, un senso condiviso)" Il gusto $ lintimo !ra i cin)ue sensi: sem*ra cio$ prestarsi meno di tutti alla comunica ione" 2entre la vista e l#udito sono i sensi a distan a, l#oggetto vi $ cio$ percepito sen a contatto, gli altri sensi, a partire dal tatto, esigono il con-tatto con l#oggetto stesso, in particolare il gusto, c%e addirittura ne esige una interiori a ione, un#introdu ione nel nostro corpo dell#oggetto" Eell#antic%it& il ver*o latino sapere conservava le due acce ioni di gusto: =possedere un senso del gusto>, e )uindi =saper giudicare>" G dun)ue con una trasla ione c%e =sapere> diventa concettuali a ione e matura ione dell#esperien a sensi*ile, capacit& di giudicare" Fn senso c%e diviene sentimento, modo di sentire< diviene un piacere, un diletto, c%e non si limita a giudicare un )ualcosa di OassaggiatoP, ma valuta )ualcosa di pi8 complesso: valuta cio$ se un )ualcosa $ caratteri ato da bellezza e bont&" Eonostante le apparen e, $ di!!icile distinguere !ra )ueste due no ioni" 9i pensi ancora a San $aolo, nel cap" 7II della $ettera ai 3omani, l& dove mette in )uestione la pure a della legge, il criterio della morale" Egli a!!erma: c%i crede di !are il *ene viene coinvolto nel peggiore peccato possi*ile, la super*ia< e dice: =A me, c%e ero inten ionato a !are il *ene, vicino $ il male>" In tale a!!erma ione adotta il termine /al4n: una parola c%e in greco antico (anc%e nella lingua della /oin1) signi!ica tanto =*uono> )uanto =*ello>" %&a Cantarella, studiosa dell#antic%it&, $ autrice dello studio Itaca (2002), da cui prendiamo spunto per ulteriori considera ioni" 4#opera studia la nascita della no ione del diritto nella Grecia antica" In particolare si so!!erma nel passaggio dalla Grecia arcaica a )uella classica: lo stesso titolo $ rappresentativo, indicando la terra dell#eroe Flisse" 4#autrice riprende poi la distin ione antropologica tra shame culture e uilt culture: =cultura di vergogna> e =cultura di colpa>" 9i tratta ovviamente di modelli ideali c%e, nelle varie societ&, prevalgono in vario modo l#uno sull#altro" 4a cultura di vergogna consiste nell#adeguamento alle regole, non ottenuto attraverso l#imposi ione di norme e divieti, ma attraverso modalit& c%e implic%ino il *iasimo e l#esclusione sociale" 7i sono cose c%e si giudicano inopportune anc%e se non illegali, secondo una sensi*ilit& c%e potremmo de!inire in senso lato =morale> e =estetica> assai pi8 c%e giuridica" Il modello contrario della cultura di colpa implica c%e la pena per certe trasgressioni sia il peso del senso di colpa, ed eventualmente una puni ione giuridicamente regolata" 7a detto c%e tale distin ione non $ un#inven ione della Cantarella ma nasce a met& del Eovecento< l#autrice se ne serve per anali are il comportamento delleroe omerico, l#impulso c%e lo spinge ad agire" Gli eroi omerici, in!atti, non provano vergogna, per esempio, nell#eserci io della violen a verso il nemico< e nemmeno verso l#eserci io smodato e tracotante della violen a" An i, i poemi omerici tendono ad attri*uire la responsa*ilit& di tali a ioni agli d$i c%e si impossessano dell#animo umano, o al !ato, al destino da cui non si pu' s!uggire" 4#antic%ista Walter ". 'tto, ne 5li d6i della 5recia, a!!erma c%e negli eroi omerici prevalgono gli aspetti vitali dell#essere: essi non rispondono a una legge morale, c%e per loro sare**e stata )ualcosa di anacronistico, ma si mani!estano cosA anc%e nella massima *rutalit&" Interessante $ )uindi per noi l#osserva ione per cui, secondo la Cantarella, la molla c%e !a scattare la vergogna negli eroi non scaturisce dal loro interno, *ensA dall#esterno: essa $ occasionata dal dispre o sociale, dal *iasimo: in ci' c%e dall#illuminismo in poi potremmo designare in senso lato =opinione pu**lica>" In una societ& come )uella, il ruolo di (mero, il poeta narratore, diviene allora di importan a !ondamentale" Egli $ colui c%e ricostruisce i !atti, la storia e li tramanda secondo la sua visione" 3etiene cio$ un enorme potere: decide cosa e come deve !are l#eroe, ed $ colui c%e dispone davvero della !ama e della memoria: persino gli d$i %anno *isogno della sua parola per esistere davvero" Gli esempi della Cantarella sono tratti dal dialogo !ra Ettore e Andromaca e dall#ira di Ac%ille" 7irt8, per i greci aret1, $ no ione di!!erente dal latino virtus, c%e signi!ica an itutto =!or a>" Aret1 invece $ eccellen a c%e designa l#essere migliore rispetto a tutti gli altri" Aidos $ invece insieme il pudore e la vergogna, e elencheie $ la voce popolare c%e attri*uisce la vergogna" 4#Iliade7, nel canto +II, narra di Ettore c%e in un momento di cedimento non vuole scendere a con!litto con Ac%ille, sapendo c%e lo attendono la scon!itta e la morte" 5i8 c%e 6

il timore della morte, per', a tur*arlo $ la paura $ di apparire vinto: c%e si dir& di lui6 ,uesto stesso impulso lo spinge a vincere lo sgomento, nonostante la resisten a di Andromaca, la moglie, e tutti gli argomenti morali c%e essa sem*ra addurre per persuaderlo a non s!idare Ac%ille: la morte di Ettore avre**e in!atti conseguen e catastro!ic%e per la sua !amiglia e per la sua citt&" Ettore non si piega alle sollecita ioni della moglie perc%; in lui scatta non tanto la paura della distru ione, ma la vergogna per la !ama corrotta da un atto vile" ,uesto tratto di atten ione alla dimensione del giudi io pu**licamente (pi8 avanti si potr& dire: =politicamente>) condiviso si conserva, altrimenti, anc%e nella Grecia classica e pi8 tarda" 5er esempio $latone, nello Ione, un dialogo sui poeti e sui rapsodi, mette ancora in )uestione il ruolo della poesia come !rutto dell#ispira ione divina" Il poeta deterre**e, cosA, il potere di tramandare la parola, di O!areP il mondo, il sapere" I Sofisti, dal greco =sapienti>, erano per altro verso coloro c%e davano assoluta centralit& alla parola" E, come si $ visto, un individuo prima di essere in possesso di una aret1 (virt8), $ detto virtuoso: la sua virt8 dipende da una dimensione di memoria pu**lica, ossia dal !atto c%e )ualcuno lo nomini tale" 4#am*iguit& della parola si riscontra anc%e notoriamente nella tragedia< ed %uri(ide, ultimo grande tragediogra!o greco, )uasi a sottolineare l#am*iguit& di tale tradi ione !ondata principalmente sul detto e sulla parven a, riscrive il mito di Elena sulla *ase di una tradi ione secondo cui, a essere rapita, non sare**e stata davvero la moglie di 2enelao, *ensA un suo simulacro (am*iguit& della cosa, prima e oltre c%e della parola)" Qicapitolando: nell#analisi di Eva Cantarella del testo omerico notiamo c%e in *attaglia la vergogna $ considerata peggiore della morte, e c%e la cosa c%e conta davvero, anc%e ontologicamente, $ la !ama" ,uesto aspetto riguarda l#etica dell#eroe" 4#uomo c%e si trova a !ar !ronte all#aidos (vergogna) non $ in!atti l#uomo volgare, ma solo colui c%e %a la virt8" C%i non $ valente, eroe, non deve sentire la vergogna" Eotiamo c%e tale idea !inisce per consolidare socialmente una sorta di doppio legame: restituisce l#uomo comune al )uotidiano, al nostro sentire comune, ma allo stesso tempo lo esclude dal mondo eroico" ,uesto doppio legame spacca la societ& greca" 4a democra ia greca, pur risultando lontana dalla democra ia moderna, !ar& !ra l#altro l#enorme s!or o di tras!ormare una morale riservata agli eroi in morale condivisa da tutti i cittadini" Grande considera ione per la parola parlata si avr& nell#Atene del )uinto secolo, c%e vede da un lato la cele*ra ione dell#am*iguit& della parola nel teatro tragico (Edipo !raintende le parole dei messaggeri), dall#altro la cele*ra ione del potere della parola attuata dai so!isti" Eel passaggio da (mero alla polis del )uinto secolo avremmo )uindi la !ama c%e sancisce l#eccellen a dell#eroe prima, la parola come strumento del potere di cui i cittadini possono servirsi poi" Eotiamo l#importan a del ruolo della parola anc%e in due opere del so!ista Gorgia: 8ul non essere o sulla natura (la natura $, paradossalmente, il non essere: estrema conseguen a dell#am*iguit& del linguaggio)< e Encomio di Elena, in cui l#autore costituisce un discorso sul !atto c%e Elena, accusata di essere la scatenatrice della guerra di Hroia, non %a colpa, per il !atto c%e $ stata costretta con la forza e la violen a da 5aride o convinta dall#amore o dalla parola" Il discorso $ per Gorgia un =signore possente> cui vano sare**e resistere" 7i $, in )uesto discorso (c%e ric%iama certi aspetti di )uanto sopra si $ detto a proposito di Euripide), grande maestria retorica: se esso risulta in!atti molto convincente $ perc%; l#autore, in una sorta di circolo virtuoso, si serve della parola e della sua e!!icacia retorica per di!endere la parola stessa" 5arlando di shame culture possiamo ricordare in!ine anc%e un esempio datoci da uno dei saggi raccolti dell#antropologo Gregory Bateson nel volume Verso un ecolo ia della mente" Il saggio risale al -.0. ed $ intitolato ,ali. Il sistema di valori di uno stato stazionario" C%e cos#$ uno stato sta ionario6 Fna comunit& c%e tende a mantenere inalterati gli e)uili*ri delle sue strutture sociali" /ali viene educata secondo principi =non sc%ismogenici>: gli uomini vi sono cresciuti secondo un modello c%e tende ad eliminare ogni con!litto pericoloso per la conserva ione di )uell#e)uili*rio sociale" Esistono dun)ue a /ali, secondo /ateson, !orme di in!ra ione al vincolo sociale c%e non vengono punite giuridicamente, ma provocano biasimo sociale" 9econdo l#autore, la deterren a di )uesto sistema !un iona allo stesso modo di )uella dei sistemi giuridici punitivi" 9. Il * usto+ come nozione propriamente moderna. 7

Eella cultura moderna il termine gusto, come si $ detto, designa )ualcosa di pi8 vasto e pi8 complesso del semplice am*ito sensoriale" Fn !iloso!o c%e si $ s!or ato di trovare una spiega ione adeguata per l#appartenen a della no ione di =gusto> alla cultura moderna $ #ans)Georg Gadamer (-.00-2002), ultimo rappresentante !orse della grande tradi ione della !iloso!ia classica tedesca" Al -.60 risale Verit& e metodo" 7ediamo di intendere an itutto *revemente il titolo di )uesto saggio" 4a tradi ione !iloso!ica moderna interpreta la !iloso!ia come !onda ione metodologica della conoscen a" @ant parla esemplarmente, nella Critica della ra ion pura, di metodo del corretto uso dei giudi i nel senso c%e la scienti!icit& dei nostri giudi i $ !ondata su strutture a priori della nostra mente :cate orie)" @ant aveva cercato di sancire il metodo della corretta !iloso!ia della conoscen a, identi!icando )uindi verit& e metodo" 3a ci' non pu' c%e seguire un#alternativa di )uesto genere: o l#arte non %a assolutamente verit&, oppure all#arte si riconosce la massima verit& possi*ile" Ed $ esattamente )uanto, secondo Gadamer, $ successo dopo @ant nella storia della !iloso!ia" 5er parte sua, Gadamer ritiene invece c%e tale idea de**a essere superata perc%; essa %a implicato storicamente la svaluta ione di tutti gli altri atteggiamenti !iloso!ici c%e non sono an itutto scienti!ici" 5er cui, egli pu' sostenere c%e verit& e metodo sono due cose di!!erenti" Fna letura !ondamentale per lui $ stata )uella del saggio di Martin #eidegger, $ori ine dellopera darte (-.06), in cui l#autore dice c%e l#arte $ uno dei modi in cui si mani!esta originariamente la verit&" 4a prima alternativa, secondo la )uale l#arte non %a verit&, $ per Gadamer troppo riduttiva rispetto a un mondo in cui le esperien e non possono essere riduci*ili solo a )uelle della ra ion pura. 4#esperien a di una certa cosa si pu' !are in modi diversi" Con il meccanicismo della critica della ragion pura, per esempio, non si potre**e distinguere (e gi& @ant se ne era accorto) un animale da una macc%ina, ossia non si spieg%ere**e per esempio il meta*olismo" G per motivi come )uesto c%e @ant avre**e poi scritto !ra l#altro la Critica del iudizio" Eel dire invece c%e, d#altra parte, c%e l#arte viene dotata secondo alcuni di massima verit&, Gadamer %a in mente tutti i pensatori c%e vedono la scien a come un modo di pensare caduco: ad esempio, in et& romantica, "riedrich W.J. Schelling, il )uale, nel 8istema dellidealismo trascendetale (-K00), de!inisce in!atti l#Assoluto come =unit& indi!!eren iata di natura e spirito>, a!!ermando c%e il pensiero teoretico, prigioniero della contrapposi ione !ra soggetto e oggetto, risulta troppo riduttivo per dispiegare l#assoluto" 9olo l#arte $ in grado di cogliere )uell#unit& indi!!eren iata, pu' andare oltre il dualismo natura-spirito, cio$ in c%iave sim*olica pu' restituire l#intui ione tale e )uale a )uella per cui 3io conosce e crea le cose" 9olo l#arte, in altre parole, per 9c%eling $ la rivela ione del genio capace di intuire la verit& dell#uno" G noto c%e 9c%elling sar& poi !ortemente criticato da :egel, c%e paragona l#assoluto ad un colpo di pistola, un *otto c%e vuole arrivare su*ito (cio$ sen a la !aticosa media ione del concetto) al divino: cosa c%e per :egel non $ invece possi*ile sen a un complesso discorso dialettico" In )uesto contesto (la =5re!a ione> alla Fenomenolo ia dello spirito) :egel avre**e paragonato poi l#Assoluto sc%alling%iano anc%e alla =notte in cui tutte le vacc%e sono nere>, intendendo un luogo in cui non $ possi*ile cogliere le di!!eren e: per rendere conto delle )uali, non *asta dun)ue la sola intui ione, c%e $ propriamente un sentimento individuale" Altro esempio c%e si potre**e addurre a sostegno della tesi gadameriana $ )uello di Arthur Scho(enauer, autore de Il mondo come volont& e rappresentazione (-K-.)" 9econdo 9c%open%auer, il mondo del !enomeno $ rappresenta ione, =velo di 2aDa>, mentre la cosa in s; $ costituita dalla 7olont&, principio meta!isico inesausto il )uale !a sA c%e la vita di tutti gli esseri sia una continua oscilla ione !ra il dolore e la noia" 3a )uesto stato di cose non ci si pu' li*erare ovviamente per uno s!or o di volont& propria (sare**e una *anale contraddi ione pretendere di li*erarsi volontaristicamente della volont& stessa), ma an itutto proprio tramite l#arte, c%e %a la capacit& di intuire le idee, le pure !orme la cui contempla ione ci li*era dal velo di Ma;a" 4#opera d#arte consente la visuali a ione del mondo ideale, delle !orme prive di con!littualit&" (ra, tornando a Gadamer, a suo modo di vedere l#arte c%e diventa tutto e l#arte c%e diventa niente sono due punti di vista c%e, in ultima analisi, ri!iutano c%e l#arte a**ia )ualcosa di autenticamente comune con la verit&" In entram*e le alternative in!atti arte e verit& si trovano su due piani di!!erenti: $ )ui c%e nasce )uella di!!icolt& c%e caratteri a tutta la storia della moderna =coscien a K

estetica>" Anc%e nel momento in cui l#arte riceve valuta ione straordinaria vi in!atti $ una messa tra parentesi del )uotidiano: l#arte diviene una sorta di =domenica della vita>" 9i tratta )uindi, per Gadamer, di cercare di impostare il discorso estetico (cio$ l#analisi !iloso!ica del rapporto fra arte e verit&) tenendo conto dei limiti di )uesta deriva c%e l#estetica %a assunto negli ultimi 2J0 anni: precisamente )uella tenden a c%e l#%a !atta diventare )ualcosa di =autonomo>" <. 5usto e *senso comune+. 4#estetica moderna intrattiene dun)ue un rapporto am*iguo con la verit&: ed $ anc%e per )uesto c%e $ cosA di!!icile darne una de!ini ione" 5er ovviare a )uesta di!!icolt&, Gadamer propone dun)ue in Verit& e metodo di individuare alcuni concetti storicamente !ormati negli anni in cui l#estetica tende ad autonomi arsi" 5er !are ci' parte dalla no ione di usto e da )uella di senso comune" Hali no ioni, o meglio pro*lemi storicamente corrispondenti, si possono scorgere per la prima volta in Aristotele, e precisamente nell#Etica =icomachea e nel De anima" (vviamente, per tutto ci' c%e a**iamo detto in preceden a, non si potr& a!!ermare c%e nell# Etica =icomachea compaia la no ione di gusto" E tuttavia Gadamer dice c%e =l#etica greca, l#etica della misura, 6 in senso profondo e comprensivo unetica del buon usto>" 5ensando al modello etico di Aristotele, e nell#intento di tradurre il suo modo di pensare la morale, *isogna ri!arsi secondo Gadamer ad una no ione c%e per noi moderni parre**e an itutto estetica" In!atti ci sono no ioni !ondamentali nell#etica di Aristotele come phr4nesis, sagge a e eus;nes>a% perspicacia, c%e non possono essere spiegate sulla *ase dell#orth4s lo os, cio$ del discorso giusto e corretto (il discorso ra ionale sul modello della matematica)" 9agge a e perspicacia sono in!atti due categorie !ondamentali per comprendere la vita umana, c%e non sono spiega*ili in termini logico matematici" Il sapere pratico, il !are, non pu' essere ricondotto a un modello di ra ionalit& rigida (appunto l#orth4s lo os)" 9e vogliamo giudicare il valore morale di un uomo nel momento in cui si con!ronta con il mondo, il modo pi8 ragionevole $ !are I dice Aristotele I come !anno i muratori dell#isola di 4es*o, i )uali usavano il re olo di $esbo, ossia un metro estremamente !lessi*ile, per misurare le colonne con le loro curvature" Allo stesso modo noi, nel discorso morale, non do**iamo pretendere di ri!arci all#orthos lo os, ma necessitiamo di un discorso pi8 duttile, adatta*ile al proprio oggetto" Ci vuole insomma duttilit& di pensiero per comprendere il mondo" 2a come si possono interpretare phr4nesis e eus;nes>a6 3ice Aristotele, e Gadamer lo cita: =che la sa ezza non sia scienza (episteme) 6 chiaro. Essa ri uarda lultimo termine delle deliberazione e si contrappone allintelletto astratto (c%e ragiona in termini logici)" $a sa ezza ha per lo etto lultimo particolare (la realt& concreta delle cose)" 5er cui non c#$ scien a della sagge a ma aisthesis (sensa ione)>" Eon c#$ insomma episteme della sagge a, *ensA sensa ione, aisthesis: a un criterio in senso lato =estetico>" Ecco perc%; secondo Gadamer la preistoria del concetto di gusto $ riconduci*ile all#etica di Aristotele" Hale no ione torna in Cicerone nel De 0ratore, secndo il )uale =la capacit& o facolt& di iudicare (gusto connesso al giudi io) non pu4 essere dedotta intermini astratti n1 a ri ore pu4 essere inse nata>" 9i tratta di una sorta di senso inconsapevole c%e $ indipendente dall#intelletto, e c%e esige di essere educato" Gadamer a!!erma c%e un altro aspetto importante di )uesta =preistoria> del gusto si trova )uindi nel De anima" Ivi Aristotele dice c%e la /oin6 aistesis (senso comune) $ =la perce ione c%e %a come oggetto i sensi*ili comuni a tutti i sensi>, ossia $ il !ondamento della cenestesia" In altre parole: )uando diciamo marrone-!reddo-pesante in ri!erimento al tavolo, )uesto $ un oggetto la cui immagine $ dovuta al il concorso di pi8 sensi, c%e $ resa possi*ile appunto dal = senso comune>" Esso, dice Aristotele, $ sempre attivo e in interrela ione con noi" E non solo con gli uomini" Ecco perc%; esso non risiede nell#intelletto, del )uale non sono dotati tutti gli animali sen ienti" (Aristotele risolver& la di!!icilissima )uestione ricorrendo alla no ione di phantasia, c%e $ la capacit& di !ornire dei phantasmata, cio$ l#immagine di ci' c%e appare, i !enomeni)" Il primo grado della conoscen a per Aristotele $ )uindi la sensa ione" G per' solo la !antasia a !ornire l#inter!accia tra sensi*ilit& e intelletto" 4#immagina ione consente cio$ la ritenzione della traccia (ossia la .

presta ione c%e ci consente di percepire l#immagine dopo c%e il percepito non c#$ pi8), trattiene l#immagine e solo se )uesta avviene si pu' concettuali are l#oggetto" G dun)ue il senso comune c%e !a convergere e mette insieme le singole perce ioni" 3ove si trova )uesto luogo6 Eella prospettiva !isiologica di Aristotele esso si trova in prossimit& del cuore" Egli in!atti pensava, sulla *ase delle sue osserva ioni, c%e !osse il !lusso del sangue a trasportare le sensa ioni" (sserviamo c%e per esempio 4eonardo !ra gli altri accoglier& nella sostan a )uest#idea, ma colloc%er& il senso comune vicino al cervello e agli occ%i: =4#occ%io riceve le species ovvero le similitudini degli o*ieti e li d& all#impressiva, alla sensi*ilit&, il )uale li trasporta al senso comune e li $ giudicata> ("rattato della pittura). 7i $ gi& )ui l#idea I ed $ ci' a cui do**iamo esplicitamente prestare atten ione I c%e il senso comune eserciti un giudi io: ossia c%e nella sensa ione non avvenga solo la rice ione, ma cominci la discrimina ione< ossia, c%e un certo giudi io preceda l#intelletto" 4a colloca ione di 4eonardo $ molto signi!icativa !ra l#altro anc%e per )uesto motivo: se $ nell#occ%io c%e convergono le sensa ioni, $ l#occ%io c%e %a la predominan a su tutti i sensi< ed ecco perc%; a suo dire la pittura aveva una !un ione educativa: poic%; $ capace di sollecitare il giudi io anc%e in c%i non sa leggere, proprio in virt8 del senso comune" A proposito della !antasia e dell#immagina ione: 2artin :eidegger nel li*ro del -.2., intitolato -ant e il problema della metafisica, pu**licato dopo l#interru ione di Essere e tempo (-.27), sostiene c%e la vera !acolt& in gioco nella Critica della ra ion !ura $ ancora l#immagina ione" Essa permette in!atti la continuit& nelle diverse !asi della conoscen a, c%e per @ant (a di!!eren a, come si $ visto, c%e per i !iloso!i della scuola lei*ni iano-1ol!!iana, come /aumgarten) era pro*lematica, essendo separate le due !acolt& (sensi*ilit& e intelletto) da cui scaturisce la nostra conoscen a" 9econdo /aumgarten, in!atti, sensi*ilit& e intelletto (lo a**iamo visto) sono due !un ioni della stessa !acolt&: esiste una continuit& tra di esse nel senso c%e la concettuali a ione operata dall#intelletto $ una progressiva c%iari!ica ione della conoscen a sensi*ile" 9e invece le rappresenta ioni derivano dall#esterno si tratta di capire come sia possi*ile il passaggio dalla sensi*ilit& all#intelletto" Eella sua prospettiva !iloso!ica, Lei*niz aveva ritenuto proprio per )uesto c%e =da !uori> non potesse venire nulla alla nostra conoscen a: sulla scorta di 5latone, egli a!!erma dun)ue c%e la conoscen a $ gi& da sempre nella nostra mente introducendo la !igura della monade c%e rappresenta la soggettivit&, la sostan a, la mente alla )uale 4ei*ni riduce tutto il mondo percepito" 2a si pu' escludere totalmente l#esperien a esterna dalle !onti del nostro conoscere6 4#o*ie ione mossa dai grandi empiristi al ra ionalismo lei*ni iano sar& proprio )uella per cui non esistono idee innate ma esperien e esterne" In et& moderna ci saranno )uindi da una parte i ra ionalisti (Bol!!, /aumgarten, prima ancora 4ei*ni ) c%e garantiscono la ra ionalit& della conoscen a, dall#altra gli empiristi (4ocNe) c%e garantiscono l#apporto dell#esperien a" @ant capisce l#inconcilia*ilit& dei due punti di vista, c%e risultano opposti, e ne scorge i punti de*oli" 4a sua solu ione sar& appunto la Critica della ra ion pura, secondo cui esiste una struttura trascendentale (!orme pure del conoscere) c%e tuttavia sono per cosA dire riempite dall#esperien a" (ra, per tornare a Gadamer, seguendo la storia della parola senso comune si proseguir& la storia del concetto di gusto ai suoi al*ori" Eel -6MK un !iloso!o spagnolo, Baltasar Graci+n, scrive $acutezza e larte dellin e no: uno !ra i primi testi !iloso!ici importanti nei )uali compare la parola gusto, de!inito come: =facolt& di distin uere il bello e di goderne nonc%; di co liere nella pratica il punto di vista delle cose>" Elemento di novit& di )uesta pagina $ il nesso tra gusto e *ello, associato appunto alla capacit& di cogliere nella pratica la misura, il punto giusto delle cose e delle situa ioni I virt8 c%e $ poi di !atto la phronesis (sagge a), ovvero come si $ detto la capacit& di essere ragionevoli" Interessante per noi $ soprattutto l#osserva ione successiva di Gadamer, il )uale dice di GraciRn c%e il suo ideale del gusto derivere**e dalla risposta ad un pro*lema politico: la legittima ione del =ter o stato>" 4#incrocio tra phronesis e senso comune deve essere cio$ inteso nella sua insospetta*ile portata politica, valutando il contesto c%e $ )uello dell#assolutismo, dalla lotta della monarc%ia assoluta contro la no*ilt&, della preistoria del ter o stato" Come mai nasce la no ione di gusto in un contesto politico dove si ra!!or a il ter o stato6 Ecco c%e l#indagine sul gusto diventa )uasi un pro*lema di !iloso!ia politica" Il gusto $ il concetto su cui si *asa la *uona societ&, -0

legittimata non pi8 dalla nascita, dall#appartenen a !amigliare alla classe, ma dalla comunan a di giudi i e valori condivisi" Ci troviamo cio$ secondo Gadamer di !ronte ad uno slittamento meta!orico c%e tras!orma il =gusto> da privato a pu**lico" Eel periodo illuministico si avr& il trion!o di )uesta no ione di gusto" 4a societ& sente cio$ il *isogno di legittimare i suoi modi di giudicare: )uesta la ragione per cui, all#improvviso, in )uesto periodo saranno scritti numerosissimi trattati !iloso!ici sul gusto" ,Sulla di&ersit- dei contesti culturali richiamati a lezione. si &eda la &oce /Gusto0 in allegato1 ?. !recursori di -ant in area britannica) ,ur/e e @ume. %dmund Bur2e pu**lica nel -7J. la seconda edi ione (la prima era del -7J7) dell#Inchiesta filosofica sul senso del bello e del sublime, preceduta da una =Introdu ione> intitolata 0n "aste, =9ul gusto>" 3i )uesta no ione a!erma: si tratta del = un iudizio piA raffinato prodotto in parte da una percezione dei piaceri primari del senso% in parte da Buelli secondari dellimma inazione% nonch1 dalle conclusioni della ra ione circa i vari rapporti di Buesti piaceri e le passioni delluomo% li usi e le azioni>" ,uindi il gusto $ inteso da /urNe come piacere dei sensi c%e per' per cosA dire non *astano da soli, e vengono educati dall#immagina ione e poi dalla cultura" 4a *ase del gusto $ insomma uguale in tutti gli uomini, ma i gusti sono varia*ili proprio perc%; educati soggettivamente" Bur2e $ una lettura !ondamentale per @ant, in )uanto nella Critica del iudizio estetico @ant si ri!& al concetto *urNiano di gusto per proporre la distin ione tra le due categorie estetic%e !ondamentali del sentimento del *ello e del sentimento del su*lime" Il gusto $ )uindi per /urNe !rutto dei piaceri !isici (piaceri primari del senso), ma non $ solo un giudi io relativo ad un semplice piacere corporeo" 4a loro origine $ la stessa, solo c%e nel caso della perce ione estetica il gusto esprime un giudi io pi8 ra!!inato, pi8 ela*orato rispetto alla semplice perce ione sensoriale" ,uesta viene !iltrata attraverso i modelli culturali proposti dalla natura (piaceri secondari dell#immagina ione) ai )uali le esperien e dei sensi vengono appunto con!rontate" 5er esempio il piacere dell#opera d#arte $ comune al piacere diretto del senso (per esempio la di!!eren a tra la perce ione di un )uadro e )uella di una !etta di torta), solo molto pi8 ra!!inata ed ela*orata" 9e una cosa ci piace non dipende solo dalle sue )ualit& intrinsec%e, ma anc%e dal !atto c%e nel piacere provato per un oggetto $ sedimentato anc%e un !ondo storico (in ri!erimento al contesto e alla situa ione sociale culturale)" Hutti gli uomini condividono le stesse !acolt& mentali, solo c%e le esercitiamo in maniere di!!erenti" Il dialogo $ possi*ile appunto perc%; le *asi sono le medesime per tutti" Il discorso di /urNe $ peraltro particolarmente signi!icativo sul piano politico< in!atti egli aggiunge c%e : =tra li uomini ri uardo alle Buestioni di usto vi 6 una discordia minore piA che non ri uardo alla ma ior parte di Buelle cose che dipendono dalla pura ra ione. 5li uomini si trovano molto piA facilmente daccordo nel iudicare pre evole una descrizione di Vir ilio che nel discutere sulla verit& o falsit& di una teoria di Aristotele>" /urNe non ritiene giusto insomma considerare il gusto come una conoscen a di importan a rispetto a )uella ra ionale" 9pesso in realt& partiamo dalla !ormula ione di giudi i di gusto dei )uali non siamo nemmeno consapevoli< rovesciando la teoria del gusto di /urNe viene !uori in!atti una teoria del pregiudi io" 4#idea c%e condividiamo in maniera prera ionale certi valori con una comunit& vuol dire c%e certe volte ci troviamo d#accordo su un giudi io estetico rispetto ad un discorso prevalentemente ra ionale deriva dal !atto c%e a**iamo pregiudi i molto radicati" Ed ecco c%e l#altra !accia della teoria del gusto $ la critica degli illuministi al pregiudi io irra ionale: il pregiudi io come critica nei con!ronti della tradi ione, critica del modo di pensare costituito non solo da !acolt& ra ionali ma anc%e dal mondo condiviso c%e condi iona )ueste !acolt&" Eegli stessi anni (-7J7) viene pu**licato $a re ola del usto di 3a&id #ume, un !iloso!o c%e notoriamente avre**e dato molto !ilo da torcere a @ant" :ume sviluppa l#idea della variabilit& del --

iudizio di usto in c%iave scettica" Egli a!!erma: =6 naturale che noi cerchiamo una re ola del ustoC una re ola mediante la Buale possano essere conciliati i vari sentimenti de li uomini% o almeno una decisione che% una volta espressa confermi un sentimento o ne condanni un altro >" :ume )uindi dice c%e $ normale c%e si cerc%i di sta*ilire in c%e modo giudic%iamo le !accende relative al gusto, ma la regola ricercata rispetto al gusto non $ proprio identica a )uella c%e troviamo )uando ci si occupa di conoscen a: aggiunge in!atti anc%e, a proposito di )uest#ultima, c%e =fra le mille differenti opinioni che uomini diversi possono nutrire rispetto allo stesso o etto% ve n6 una% e una sola che 6 iusta e vera>" 7ale a dire: se ci pronunciamo sul colore di un oggetto, ci possono essere opinioni diverse (date magari da un daltonico o da un soggetto distante dall#oggetto osservato per dire), ma tramite )ualc%e criterio di indagine si potr& accertare )uale sia la sola vera opinione al riguardo" Al contrario mille diversi sentimenti riguardo a un oggetto sono in )ualc%e modo tutti giusti, perc%; nessuno rappresenta )uello c%e $ realmente nell#oggetto (la *elle a non $ una )ualit& intrinseca)" Eon si pu' persuadere un interlocutore della *elle a di una cosa con lo stesso grado di certe a con cui possiamo !arlo riguardo al colore di )uest#ultima" Il gusto indica )uindi una certa con!ormit& o rela ione tra l#oggetto e gli organi o !acolt& della mente c%e lo percepiscono" Eon c#$ una ragione oggettiva per cui una cosa pu' piacere o meno" Insomma: la *elle a per :ume non $ una )ualit& delle cose stesse, $ soggettiva< )uindi = 6 evidente che nessuna re ola di composizione 6 determinata in base a ra ionamenti a priori o pu4 essere considerata come unastratta conclusione dellintelletto mediante il confronto di Buei caratteri% di Buelle relazioni di idee che sono eterne e immutabili>" Insomma: tramite la ragione non possiamo dedurre le regole per produrre un#opera d#arte" Eon possediamo in!atti criteri a priori su ci' c%e sia *ello o *rutto perc%; il *ello $ soggettivo< eppure )uella del *ello $ una soggettivit& c%e per a!!ermarsi ric%iede )ualc%e consenso" Il !ondamento del sentimento del gusto diventa allora lesperienza: donde l#utilit& di osserva ioni generali relative a ci' ce si $ trovato universalmente piacevole in tutti i paesi e in tutte le epoc%e" D. $a *Critica del 5iudizio+% fra ,aum arten e @ume. (n problema morfolo ico. :ume scrive il saggio sul gusto nel -7J7, un anno prima dell#uscita del secondo e ultimo volume dell#Estetica di /aumgarten" G evidente c%e, anc%e in am*ito estetico, le teorie dei due !iloso!i sono esattamente agli antipodi: :ume non riconosce in!atti criteri oggettivi c%e spieg%ino come produrre un#opera d#arte (in )uanto i giudi i di gusto sono soggettivi), /aumgarten invece a!!erma (a**iamo visto) c%e sulla *ase della de!ini ione del *ello si possono dedurre le regole del comporre artistico" In am*ito estetico, prima di @ant, c#$ )uindi la compresen a di due tradi ioni apparentemente inconcilia*ili tra loro, ma c%e non sono altro c%e la riproposi ione di )uello c%e nell#am*ito conoscitivo era stato il pro*lema da cui prendeva le mosse la Critica della ra ion pura: mettere insieme la ra ionalit& cartesiana con l#empirismo locNeiano, ovvero il !atto c%e ci siano conoscen e a priori c%e l#esperien a riempie di contenuto" 4a Critica della ra ion pura riconosce c%e ci sono !orme pure a priori della conoscen a riempite per' dal molteplice dell#esperien a" Eella Critica del iudizio si ripresentano le due stesse tradi ioni, ma in am*ito estetico: da una parte un criterio ra ionale della *elle a, dall#altra l#importan a massima dell#esperien a nella !orma ione del gusto" @ant vuole dun)ue ela*orare una prospettiva estetica c%e spieg%i una certa condivisi*ilit& dell#esperien a di gusto con il !atto c%e un gusto non pu' essere imposto" Eel !arlo, egli si trova )uindi in me o a )ueste due correnti: una tradi ione empirista c%e conduce verso lo scetticismo e il relativismo del giudi io di gusto e una ra ionalistica c%e invece porta al normativismo" 4#origine dei nostri gusti $ empirica, ma il !atto c%e si possa discutere intorno ad un oggetto di gusto, nonostante l#altro interlocutore non possa essere riconduci*ile ragionevolmente a ci' c%e diciamo, signi!ica c%e nel giudi io di gusto c#$ una pretesa di universalit& c%e non si esaurisce nel relativismo" Il paradosso $ c%e si cerca di rendere universale un nostro sentire particolare, ma si avverte pure c%e )uesta pretesa $ impossi*ile proprio per la natura soggettiva del nostro sentire" Eel dicem*re -7K7 @ant manda una lettera a !arl Leonard 4einhold, uno dei suoi primi discepoli" Qein%old, secondo @ant, avre**e potuto contri*uire alla di!!usione della sua !iloso!ia tra -2

il pu**lico, dando una !orma pi8 accattivante e una c%iave maggiormente popolare a una !iloso!ia propriamente accademica" Eel dicem*re -7K7 dun)ue, )uando era appena stata data alle stampe la Critica della ra ion pratica, Qein%old riceve una lettera in cui @ant asserisce: =ho scoperto un tipo di principi a priori nuovo rispetto ai precedenti. $e facolt& dellanimo sono infatti tre ) 1E facolt& conoscitiva% 'E sentimento di piacere e dispiacere% 2E facolt& di desiderare. @o trovato principi a priori per la prima nella Critica della ra ion pura :teoreticaE e per la terza nella Critica della ra ion pratica. 8i tratta di trovare un principio a priori anche per la seconda facolt&% il sentimento di piacere e dispiacere% e sebbene prima ritenessi impossibile trovarne% sono stato messo su Buesta strada dalla sistematicit& che lanalisi delle facolt& prima nominate mi ha fatto scoprire nellanimo umano>" 5roviamo ad anali are in sintesi il contenuto di )uesta lettera" Ci sono principi a priori sia per la ragione pura sia per )uella pratica, ma tra le due @ant individua un ter o elemento apparentemente privo di tali principi, o almeno: !ino alla reda ione della Critica della ra ion pratica @ant pensava c%e lo !osse" Fno dei classici luog%i comuni su @ant $ c%e !osse ossessionato dallo strutturare il suo pensiero in una maniera arc%itettonica e sistematica estrinseca, !or atamente ricondotta al modello di ra ionalit& ela*orata nella Critica della ra ion pura" @ant in )uesta lettera invece a!!erma c%e se c#$ un motivo per cui $ arrivato a concepire c%e ci siano principi a priori anc%e per il sentimento di piacere e dispiacere, )uesto $ stato dettato proprio dalla struttura arc%itettonica scoperta nelle due !acolt& precedenti" Anc%e se non lo troviamo enunciato esplicitamente in )uesta lettera, potremmo !orase anticipare c%e la scoperta di @ant $ nel !atto c%e la sensazione piacevole non coincide con il sentimento di piacere e dispiacere< la sensa ione in!atti non si potre**e dotare di principi a priori c%e ce ne spieg%ino la piacevole a o meno, in )uanto il giudi io sull#oggetto del senso si pu' ricondurre a )ualit& riscontrate nell#oggetto, ma non pretendere negli altri" 4a sensa ione in )uesto senso $ sempre vera, in )uanto non si pu' con!utare la verit& di una sensa ione soggettiva" @ant tuttavia capisce c%e il sentimento di cui si parla, )uando si cerca di de!inire per esempio il bello, non $ )uesto, ma $ una !acolt& della mente" Continua poi @ant nella lettera a Qein%old : =cosicch1 ora riconosco tre parti della filosofia% o nuna delle Buali ha i propri principi a priori che vi si pu4 enumerare. 5razie ad essi 6 determinabile lambito della conoscenza in tal modo possibile ) filosofia teoretica% teleolo ia e filosofia pratica. $intermedia 6 certamente la piA povera di fondamenti di determinazione a priori>" C%e cosa signi!ica la parola =teleologia>6 Essa $ lo studio !iloso!ico del principio della !inalit&, dal greco t1los (c%e signi!ica =*ersaglio>, ci' a cui si mira)" 2entre la ragion pura e la ragion pratica capiscono !in da su*ito )uali sono i principi a priori e cercano di dedurli (con tutte le di!!icolt& annesse a )uesta di!!icile opera ione, e i relativi limiti), la teleologia non gode di principi analog%i< nel sentimento del piacere e dispiacere ci troviamo dun)ue di !ronte al paradosso di un principio a priori c%e non si giusti!ica con una categoria o pi8 in generale con struttura trascendentale solida (per esempio la legge morale, per la Critica della ra ion pratica) come avveniva negli altri due casi" Il c%e signi!ica: manca una categoria certa e universalmente condivisa a priori di !inalit&, tale c%e tutti possono condividerla< le regole sono date dalla nostra mente ma non sono date una volta per sempre< ci' %a a c%e !are, come vedremo, con il !atto c%e bello $ ci' c%e di volta in volta piace" (3un)ue, diciamo !in d#ora la presta ione ric%iesta al iudizio di usto non potr& essere una presta ione determinante come )uella c%e !onda sinteticamente a priori la validit& del giudi io conoscitivo)" Conclude in!ine @ant nella lettera a Qein%old: =spero di aver pronto verso pasBua con il titolo di FCritica del usto7 il manoscritto Buandanche non lopera stampata>" G noto invece c%e il li*ro sare**e uscito nel -7.0 e con il titolo di Critica del iudizio, suddivisa al suo interno in Critica del iudizio estetico e Critica del iudizio teleolo ico, due parti a prima vista eterogenee: una si occupa in!atti del *ello e del su*lime, l#altra della !inalit& nella natura e innan itutto dell#organi a ione propria degli esseri viventi" Eella Critica del iudizio teleolo ico @ant voleva in!atti !ondare una !iloso!ia a priori c%e corrisponda all#opera ione c%e egli stesso aveva !atto con la !isica di Ee1ton nella Critica del ra ion pura< se )uest#ultima era stata la !onda ione della !isica di Ee1ton, la Critica del iudizio teleolo ico voleva essere !ra l#altro la !onda ione !iloso!ica di una scien a della vita" -0

,ual $ dun)ue il legame della *elle a con le )uestioni !iloso!ic%e circa la di!!eren a !ra il vivente e ci' c%e non lo $6 A *en vedere, si tratta del pro*lema c%e aveva caratteri ato la !iloso!ia da Cartesio in poi" Cartesio diceva in!atti c%e l#essere umano era caratteri ato dalla compresen a di res eGtensa (materia, corpo) e res co itans (mente), mentre gli animali erano da lui considerati privi di )uest#ultima< 4ei*ni a sua volta, sia pure in una prospettiva decisamente pi8 complessa, riconosce la stessa cosa, considerando gli animali alla stregua di macc%ine per!ette" @ant contesta )uesto principio: da una pate cio$ si ri!& alla !isica di Ee1ton, dall#altra per' si rende conto c%e essa non $ su!!iciente per spiegare scienti!icamente la di!!eren a costituita dalla vita, ossia in altri termini non o!!re principi su!!icienti a distinguere i !ondamenti a priori della !isica da )uelli della *iologia (@ant dice c%e deve ancora nascere un =Ee1ton del !ilo d#er*a> c%e sappia spiegare come nasce la vita nel modo in cui Ee1ton %a spiegato meccanicisticamente la legge di gravita ione universale)" (ra, la no ione di *elle a e di vita stanno insieme proprio sulla *ase del principio trascendentale di )uesto ter o aspetto della !iloso!ia c%e si colloca tra conoscere e desiderare (c%e $ poi il pro*lema della coesisten a nel mondo di necessit& e li*ert&)" In *reve: il pro*lema del *ello $ accomunato al pro*lema della !inalit& e nella !attispecie del vivente gra ie al concetto di finalit&" %rnst Cassirer, uno dei padri del neoNantismo, nel suo studio Vita e dottrina di -ant ci o!!re una c%iave di accesso a )uesto di!!icile nesso concettuale, )uando a!!erma: ==el diciottesimo secolo la parola finalit& non si nifica deliberazione intenzionale. =on 6 cio6 conseBuenzialismo di mezzi e scopi% ma 6 libero concordare delle parti di un molteplice in una unit& dotata di senso e di armonia>" Fn oggetto $ dotato di !inalit& insomma )uando ci appare composto di parti c%e sono !ra loro in accordo, in maniera tale c%e )uesto accordo suscita in noi l#idea di un#armonia" 4a de!ini ione di CassArer della !inalit& $ importante per sgom*rare il campo da un e)uivoco, li)uidando l#idea c%e essa signi!ic%i innan itutto l#o**iettivo c%e )ualcuno si propone per raggiungere un determinato scopo, un certo !ine utile: va )uindi superata l#ordinaria conce ione strumentale del concetto di =!ine> o =scopo>" 5er capire c%e cosa intendesse @ant per !inalit&, !acciamo un salto indietro nella storia della !iloso!ia, e ricordiamo )uanto a!!erma Aristotele in Metafisica (A, 0) e in Fisica (/, -.K a 2M0), ove egli ela*ora la cosiddetta teoria delle cause" 4#incipit !amosissimo della 2eta!isica dice c%e =sapienza 6 conoscenza di cause>: )uindi lo studio delle cause $ l#unico c%e pu' condurre a dare un interpreta ione dell#essere" (ra, secondo Aristotele )ueste cause sono !ondamentalmente Buattro: -) materiale< 2) formale< 0) efficiente< M) finale" 4#esempio aristotelico $ anc%e a**astan a cele*re" 5ensiamo a una casa: la sua causa materiale sar& la materia prima con cui $ costruita, )uella !ormale il progetto dell#arc%itetto, )uella e!!iciente c%i e!!ettivamente la costruisce (l#operaio, il muratore ecc") e )uella !inale il !atto essere a*itata< per Aristotele )uindi a**iamo conoscen a di c%e cosa sia un ente, nella !attispecie una casa, se ne riconosciamo le )uattro cause" Cerc%iamo dun)ue di tradurre in termini aristotelici la de!ini ione di !inalit& data da Cassirer" Eel secondo li*ro della Fisica (cit") troviamo una !rase importante per c%iarire l#interpreta ione di !inalit& in @ant: 3ice Aristotele: =in effetti il Fche cos67 Scausa !ormaleT e il Fci4 in vista di cui7 Scausa !inaleT% sono una cosa sola>" Aristotele in )uesto passo sta pro*a*ilmente ri!erendosi alla peculiarit& degli esseri viventi: se nel caso della casa causa !ormale e causa !inale coincidono solo in senso molto lato, negli enti dotati di vita )uesti due aspetti sono identici, o meglio sono due modi diversi di considerare la stessa realt&" 9u )uesta *ase possiamo allora dire: la no ione c%e tiene insieme giudi io estetico e giudi io teleologico $ )uella di forma, ma in )uella acce ione per cui appunto la !orma, come si legge in Aristotele, !a tutt#uno con la no ione di fine" Fn essere vivente (dotato di anima e di capacit& di muoversi) come si di!!eren ia da un automa c%e magari lo riproduce per!ettamente6 4a di!!eren a per @ant $ proprio nel !atto c%e, nel caso dell#essere vivente, causa !ormale e causa !inale coincidono, nel senso c%e $ l#unico essere dotato della capacit& di darsi la propria !orma come !ine" Ci' signi!ica c%e l#essere vivente $ dotato di metabolismo (ancorc%; @ant non adoperi direttamente )uesto termine, esso ci sem*ra rendere l#idea della cosa in )uestione), ossia della capacit& di prendere della materia dall#esterno, e di tras!ormarla al suo interno (nutrirsi, riprodursi) conservando cosA la propria !orma" A un primo livello la materia esterna viene meta*oli ata e tras!ormata secondo un disegno corrispondente alla propria !orma (conserva ione)< a un secondo -M

livello la !orma $ !ine nell#essere vivente in )uanto )uesto $ l#unico tipo di essere capace di riprodursi generando un essere simile a s;, ossia prendendo della materia e riproducendola in una !orma simile alla propria" Hornando alla de!ini ione di Cassirer: possiamo spiegarci in )uesto modo come il conservare la propria !orma in ragione della !inalit& stessa non corrisponda a una deli*era ione inten ionale: il !atto c%e risultato dell#intero processo sia il mantenimento della !orma signi!ica c%e la !orma $ la mani!esta ione mor!ologica di un#armonia c%e rende possi*ile )uesta stessa riprodu ione di s;, )uesto (para!rasando @ant) incremento delle !or e vitali" Interpretando in )uesto modo la !inalit&, @ant pu' li*erarsi dai numerosi pro*lemi c%e il concetto di !ine si portava appresso, ancora in rela ione alla Critica della ra ion pura< in )uanto )uest#ultima aveva come scopo anc%e )uello eliminare la meta!isica dogmatica c%e !iniva nel provviden ialismo, ovvero la meta!isica scolastica di 4ei*ni e dei suoi discepoli, secondo la )uale tutto ci' c%e $, in )uanto dotato di dignit& ontologica, $ *ene I per cui ogni cosa, anc%e la pi8 terri*ile, potre**e corrispondere a un disegno divino, come avre**e ironicamente sottolineato 7oltaire nel Candide" Importante $ dun)ue capire c%e )uando usa la categoria di !inalit& nella Critica del iudizio @ant non vuole in alcun modo riproporre un#idea di provviden ialismo: gi& per )uesto motivo si era del resto ri!iutato, nella Critica della ra ion pura, di inserire la no ione di !inalit& nella tavola delle categorie: perc%; se la !inalit& costituisse un principio del nostro giudi io determinante, tutti gli oggetti della natura sare**ero in )ualc%e modo !inali ati, e 3io sare**e l#essere per!etto c%e %a creato il mondo nel modo migliore possi*ile: anc%e disastri tremendi come il terremoto di 4is*ona, c%e sconvolse nel -7JJ la coscien a degli intellettuali europei, sare**ero ottimisticamente giusti!icati" H. 5iudizio determinante e iudizio riflettente. ,uindi @ant %a *isogno per cosA dire di OripulireP epistemologicamente la no ione di !inalit&, e per )uesto non la !a corrispondere a!!atto al disegno divino, )uanto piuttosto all#idea della !orma degli esseri viventi, e della li*era mani!esta ione estetica dei !enomeni" 9i tratta di capire in )uale modo si potr& dun)ue parlare in !iloso!ia di !inalit& sen a trasgredire i limiti sanciti dalla Critica della ra ion pura< il pro*lema diventa cio$ )uello di ela*orare un nuovo strumento teorico c%e permetta un ricorso non dogmatico alla no ione di !inalit&" Hale strumento diventa, in @ant, la distin ione tra iudizio determinante e iudizio riflettente" Eella Critica della ra ion pura, a proposito del giudi io, appare !ra l#altro )uesta de!ini ione: =!ensare 6 iudicare>" C%e cosa signi!ica )uesta a!!erma ione6 9econdo @ant, ogni volta c%e pensiamo )ualcosa, $ come se la nostra mente, consapevolmente o meno, ela*orasse una proposi ione (o un insieme di proposi ioni connesse !ra loro) del tipo =9 $ 5> - vale a dire: a un certo soggetto (9) spetta un certo predicato (5)" 3ire o pensare c%e =un !oglio $ *ianco> $ appunto lunione di un so etto con un predicato" ,uindi tutti i nostri contenuti mentali sono ritenuti da @ant, pi8 o meno direttamente, riconduci*ili a )uesto tipo di giudi io< pi8 ancora, ogni pensiero $ sempre un giudi io" Hale giudi io, poi, pu' avere contenuti sensati (dire appunto c%e =il !oglio $ *ianco>, se si $ in presen a di un !oglio di )uel colore) o insensati (dire, per esempio assurdo, c%e =il !oglio $ un ele!ante>)< la Critica della ra ion pura sta*iliva appunto i limiti entro i )uali i giudi i si potevano !ormulare correttamente< laddove poi la Critica della ra ion pratica spiegava in c%e senso per esempio ci siano am*iti, come la morale, in cui pensare e conoscere non coincidano, e tuttavia si possano !ormulare proposi ioni coerenti c%e non trovano corrispettivo nell#esperien a, ma c%e non per )uesto possono dirsi semplicemente s*agliate o insensate" 5er @ant, la proposi ioni relative alla morale non sono in alcun modo ampliative del sapere, ma non sono contraddittorie con i dettami della Critica della ra ion pura" 9e parliamo di 3io da un punto di vista della ragione pura teoretica !iniamo per a!!ermare cose non dimostra*ili< -J

ma se ne parliamo correttamente dal punto di vista della ragione pratica possiamo dire cose molto sensate e rilevanti, in ri!erimento alla legge morale" Qiepilogando potremmo dire dun)ue c%e per @aEH: - Giudicare $ pensare, ma non sempre pensare $ conoscere< - (gni pensiero $ riconduci*ile a uno o pi8 giudi i, del tipo: =9 $ 5> (unione di un soggetto a un predicato)< - Il !atto c%e pensare sia giudicare non signi!ica c%e i pensieri siano sempre veri e sensati, giacc%; si possono !ormulare anc%e giudi i !alsi< - Eon tutti i pensieri sono dimostra*ili (non tutti sono conoscen a secondo i criteri della Critica della ra ion pura), ma non tutto ci' c%e non $ dimostra*ile $ di per s; !asullo o irrilevante< - 3un)ue, per @ant ci sono pensieri c%e aspirano alla validit& scienti!ica, altri c%e non ne sono dotati a!!atto, alcuni dei )uali !alsi (per esempio dire c%e =il !oglio $ un ele!ante>), altri invece sono pensa*ili secondo criteri di una ra ionalit& c%e non si pu' de!inire conoscen a ma c%e comun)ue %a senso in un determinato am*ito (si pensi alla legge morale e ai suoi postulati, )uali si trovano nella Critica della ra ion pratica)" Eella Critica del iudizio @ant a!!erma dun)ue, in apertura, c%e il giudi io pu' essere di due nature: determinante o riflettente" ,uando si !ormula un giudi io, si collega un soggetto particolare (secondo il solito esempio: =il !oglio>) a un predicato universale (il concetto di =*ianco>) c%e non si applica solo a )uel soggetto (*ianca pu' essere in!atti anc%e la parete, una scatola ecc")" E**ene: il giudi io determinante $ appunto )uel tipo di giudi io di conoscen a di cui @ant aveva parlato nella Critica della ra ion pura" Il giudi io $ nell#un caso =determinante> perc%; gli oggetti non li percepiamo come cose in s; ma come !enomeni, e la conoscen a dei !enomeni $ consentita (appunto, =determinata>) dalle strutture trascendentali della mente (spa io, tempo, categorie, idee della ragione)" Eon $ possi*ile dire come siano !atte le cose in s;< per avere una conoscen a scienti!ica si deve ricorrere alla no ione di =trascendentale>, ossia (in estrema sintesi) aver c%iare )uelle conoscenze formali c%e mettiamo noi, in )uanto soggetti conoscenti, nei fenomeni: tali costanti sono appunto le strutture trascendentali della nostra mente" In una cele*re lettera, il poeta #einrich &on !leist avre**e e!!icacemente detto con un#iper*ole c%e nella prospettiva Nantiana, in un certo senso, $ come se vedessimo tutte le cose tramite degli occ%iali verdi: il !atto c%e tutte le cose ci appaiano verdi non vuole dire c%e lo siano =in s;>, *ensA dipende dalla natura degli occ%iali c%e indossiamo ()ui meta!ora delle strutture trascendentali della nostra mente)" Il giudi io si c%iama determinante, dun)ue, )uando riguarda l#applica ione di strutture trascendentali date a priori, c%e determinano il presentarsi dei !enomeni" I !enomeni si presentano a noi solo in )uanto sono determinati dalle nostra strutture mentali: come sono le =cose in s;> non lo sapremo mai" Esiste per' un altro modo per uni!icare =9 $ 5>: appunto il giudi io riflettente" ,uesto giudi io non %a la pretesa di determinare come le cose siano !atte, *ensA esprime il ri!lettersi un nostro stato d#animo nel momento in cui un certo !enomeno si presenta a noi" 3un)ue, una proposi ione come =la rosa $ rossa> sar& un giudi io determinante< la proposi ione invece =la rosa $ *ella> I c%e %a a c%e !are evidentemente con la dimensione estetica I sar& un giudi io ri!lettente" Il concetto di =*ello>, in!atti, non esprime una determina ione del !enomeno, non $ una )ualit& oggettiva dell#oggetto, *ensA $ uno stato d#animo c%e la rappresenta ione dell#oggetto suscita in c%i lo osserva" Eell#introdu ione alla Critica del iudizio, @ant spiega la distin ione tra giudi io determinante e ri!lettente in )uesto modo: =il iudizio in enere 6 la facolt& di pensare il particolare come -6

contenuto nelluniversale. 8e 6 dato universale% la re ola% il principio% la le e% il iudizio che opera la sussunzione 6 determinante. 8e invece 6 dato soltanto il particolare e il iudizio deve trovare luniversale% il iudizio 6 semplicemente riflettente>" 3a un punto di vista !ormale )uindi nel giudi io determinante l#universale $ dato (cio$ lo a**iamo gi&), nel giudi io ri!lettente $ trovato (va dun)ue cercato di volta in volta)" 5er esempio il concetto di un colore ce lo a**iamo, ma il concetto di *ello no, per il motivo c%e non $ un concetto universale< non a**iamo una no ione di *elle a o di !inalit& c%e sia uguale in tutte le menti di tutti gli uomini" In altre parole: per )uanto riguarda la conoscen a, la scien a pu' secondo @ant aspirare a !ornire dei concetti certi< ma nell#am*ito del giudicare estetico ci' non si veri!ica, perc%; il mettere insieme la no ione di *elle a a una esperien a particolare non li accomuna semplicemente, ma deve spiegare di volta in volta cosa sia )uesto universale c%iamato in causa, il =*ello>" Insomma: esprimendo un giudi io estetico non ci si pu' avvalere secondo @ant di una legge gi& data, ed $ come se, ogni volta, si dovesse rendere conto dall#ini io del proprio criterio" Come vedremo, non solo in ri!erimento alla *elle a, ma per parlare della finalit& in enerale (di cui la *elle a $ un caso) a**iamo *isogno di ricorrere, nella prospettiva Nantiana, al giudi io ri!lettente" Hra parentesi, )ualcuno potre**e domandare a )uesto punto: il giudi io morale in @ant, dato c%e non %a pretese scienti!ic%e n; ampliative del sapere, $ un giudi io ri!lettente6 4a risposta a )uesta domanda $ no: da un punto di vista !ormale il giudi io etico non si pu' con!igurare in maniera diversa da un giudi io determinante (anc%e se non riguarda la conoscen a), dato c%e l#universale (nella !attispecie, la legge morale) $ dato, $ presente di per s; alla ragione umana !inita< in caso contrario, il =*uono> sare**e considerato come un universale da cercare, sicc%; la morale ne risultere**e relativi ata, mentre per @ant la legge morale $ un fatto dato a priori" I. Il iudizio di usto in -ant. 9i potre**e dire c%e, in @ant, l#idea del giudi io di gusto $ una sostan iale smentita del prover*io secondo il )uale del gusto non si deve n; pu' discutere< del gusto invece secondo il !iloso!o di @Unigs*erg si pu' (e si deve) )uasi solo discutere, non se ne pu' !are a meno, in )uanto $ un giudi io c%e !ormuliamo sentendoci in dovere di accogliere le argomenta ioni degli altri, ma di dire anc%e la nostra" Eel corso del Eovecento moltissimi !iloso!i si sono !ra l#altro ispirati proprio alla Critica del iudizio per ipoti are un modo di pensare dialogico e non dogmatico, )uindi (in )ualc%e modo) anti-meta!isico< #annah #arent per esempio %a scritto una "eoria del iudizio politico. pu**licata postuma negli anni ottanta, in cui la !iloso!a si ri!& all#idea Nantiana del giudi io ri!lettente per ela*orare una !iloso!ia politica orientata sulla *ase delle categorie di gusto e dialogo intersoggettivo, nonc%; di una universalit& non dogmatica" Come spiega @ant il giudi io di gusto6 Incominciamo dalla 5re!a ione della Critica del iudizio, e precisamente dal secondo capoverso: =Era dunBue veramente lintelletto% che ha il suo proprio dominio nella facolt& di conoscere% in Buanto esso contiene a priori i principi costitutivi della conoscenza% che doveva essere messo dalla critica desi nata in enerale col nome di critica della ra ione pura nel suo sicuro possesso contro tutti li altri competitori>: compito della Critica della ra ion pura era dun)ue garantire la validit& del giudi io determinante, ossia il corretto uso delle categorie dell#intelletto, dimostrando la validit& dei principi costitutivi a priori della conoscen a (spa io, tempo, categorie?)< e, prosegue @ant, =allo stesso modo che alla ra ione% la Buale non contiene a priori principi costitutivi se non soltanto relativi alla facolt& di desiderare% 6 stato assicurato il suo possesso nella critica della ra ion pratica>" 5er @ant esiste cio$ anc%e un altro am*ito, )uello della morale, c%e %a a c%e !are con la ragion pratica e c%e %a pure dovuto avere la sua dimostra ione di validit& (nella seconda Critica di @ant)" In certo modo troviamo nella pre!a ione )uindi un riepilogo di )uanto si era letto nella lettera a Qein%old" In!atti @ant prosegue: =0ra% se il iudizio% che nellordine delle nostre facolt& di conoscere fa come da termine medio fra lintelletto e la ra ione% abbia anche per s1 stesso principi a priori% e se Buesti principi siano -7

costitutivi o semplicemente re olativi% e se il iudizio dia a priori la re ola% il sentimento di piacere o dispiacere come il termine medio tra la facolt& di conoscere e la facolt& di desiderare% ecco ci4 di cui si occupa la presente critica del iudizio>" @ant )uindi individua tra l#intelletto e la ragione la !acolt& intermedia del iudizio, in corrisponden a di )uell#elemento intermedio c%e nella lettere a Qein%old veniva de!inito come sentimento del piacere e del dispiacere" Il !iloso!o individua cio$ tre am*iti della !iloso!ia, due ormai assodati, e un ter o c%e %a la particolarit& di servirsi di un modo di giudicare c%iamato iudizio riflettente" 4a di!!icolt& della teleologia (espressione c%e ricorreva nell#epistola) consiste proprio nel !ondarsi su un principio c%e %a *isogno di veri!ica ione di volta in volta" /uttiamo ora una rapida occ%iata d#insieme all#=Indice> della Critica del iudizio" Essa $ composta in )uestto modo: - 5re!a ione - Introdu ione - 5arte I: Critica del giudi io estetico (c%e %a per oggetti a) il /ello I li*ero o aderente *) il 9u*lime I matematico o dinamico) - 5arte II: Critica del giudi io teleologico (c%e studia la !inalit& interna della natura)" 5arliamo dun)ue *revemente dell#Introdu ione" 7a detto c%e )uella premessa al testo nel -7.0 non $ l#Introdu ione originaria, *ensA )uella c%e viene de!inita dagli studiosi 8econda introduzione alla critica del iudizio" Esiste in!atti un testo c%e @ant non %a mai voluto dare alle stampe, a*itualmente de!inito !rima introduzione alla critica del iudizio" Essa non %a avuto di!!usione non tanto per argioni di lung%e a eccessiva, come sem*ra voler giusti!icare @ant, )uanto piuttosto (come %a osservato 7ittorio 2at%ieu) perc%; @ant si rende conto c%e nel testo della !rima introduzione c#$ un elemento in )ualc%e modo pericoloso per l#impianto complessivo della sua !iloso!ia critica" 3agli scam*i epistolari scopriamo c%e un corrispondente aveva c%iesto a @ant uno scritto nel )uale trovare riassunte le complesse prospettive del pensiero Nantiano" @ant, in risposta, dice c%e gli avre**e mandato un testo nel )uale sare**e contenuto esattamente il nucleo del suo pensiero: noi sappiamo c%e )uel testo $ appunto la !rima introduzione alla Critica del iudizio" 3un)ue @ant la riteneva importante" Eppure l#aspetto insidioso del testo, c%e lo rende prudente nel di!!onderlo, $ la no ione di =tecnica della natura>" Qesosi conto c%e ci sono elementi della variet& della natura c%e non sono riconduci*ili per!ettamente alla struttura trascendentale presente nella Critica della ra ion pura, comprende anc%e c%e tale struttura risulta non gi& inadeguata, *ensA insu!!iciente" 4a Critica della ra ion pura considera in!atti la natura da un punto di vista !ormale (formaliter)< ma la natura $ ricca anc%e di leggi particolari, ossia di un =materiale> c%e d& luogo a !enomeni concreti come le leggi della *iologia, della c%imica, ecc" (e non solo della !isica ne1toniana)" Lenomeni c%e sono spiega*ili solo sulla *ase di una spontanea attivit& or anizzatrice e produttiva (appunto una =tecnica>) insita nella natura stessa" 9e le cose stanno cosA, per', @ant si rende *en presto conto c%e la sua !iloso!ia !inisce per prestare nuovamente il !ianco all#o*ie ione di :ume: se le singole scien e speciali e le loro =leggi particolari> non possono essere spiegate solo con lo Osc%eletroP di strutture trascendentali del conoscere !ornito dalla Critica della ra ion pura, giacc%; esso necessita di essere in )ualc%e modo riempito I ma non semplicemente dall#esperien a, in )uanto essa $ !alsi!ica*ile e particolare" Il tarlo dello scetticismo ricompare )uindi, proprio perc%; da un punto di vista =materiale> la Critica della ra ion pura appare carente< il riempitivo materiale dell#esperien a mette nuovamente in gioco la pure a trascendentale c%e doveva essere la !onda ione di ogni scienti!icit& possi*ile" 5er )uesto nella !rima introduzione della Critica del iudizio viene ela*orata l#am*igua no ione di tecnica della natura, secondo la )uale la natura possiede una forza capace di darsi delle forme " E in!atti, tale no ione sare**e davvero utilissima per spiegare egregiamente (ancora una volta) la di!!eren a tra un essere vivente e un automa< il Buid mancante a un essere non vivente ()uella )ualit& -K

identi!icata nelle scorse le ioni come il meta*olismo, nella sua duplice !un ione) verre**e in!atti per cosA dire supplito da )uesta tecnica agita dalla natura stessa" Huttavia, a *en guardare, accettare semplicemente )uesta no ione vorre**e dire accettare un principio ra ionale c%e plasma delle !orme, ma c%e non 6 la ra ione" 4a tecnica della natura risc%ia cio$ di diventare una sorta di ra ionalit& esterna alla ragione umana, c%e viene ammessa come esistente nella natura stessa per spiegare )uel tanto c%e la ragione umana stessa non riesce a spiegare (appunto, per esempio, la di!!eren a tra un organismo e un meccanismo)" Ammettere tutto ci' mettere**e dun)ue in crisi la cosiddetta =rivolu ione copernicana> c%e sta alla *ase della Critica della ra ion pura, secondo la )uale noi non conosciamo n; possiamo aspirare a conoscere come sono !atte le cose in s;, ma dei !enomeni conosciamo a priori solo )uello c%e noi stessi mettiamo per contri*uire al sorgere delle rappresenta ioni" 4a prospettiva di una li*era e autonoma =tecnica della natura> piaceva ad alcuni lettori di @ant, tra cui J. Wolfgang Goethe, c%e negli stessi anni andava ela*orando un sistema della natura c%e cercava di spiegare le origini (lo (rphJnomen, il =!enomeno originario>) di )uella !or a vivente c%e $ la natura stessa" Goet%e trovava in!atti nella Critica del iudizio una !iloso!ia meno astratta di )uanto non trovasse nella Critica della ra ion pura" @ant aveva )uindi ottime ragioni per togliere )uesta introdu ione dalla circola ione< ma ci sono altresA ottime ragioni per inviarla a c%i gli c%iedesse in amici ia un compendio dello spirito del suo !iloso!are" In!atti @ant si rende conto ormai c%e ogni pretesa costruttivistica, da parte della !iloso!ia trascendentale, di ridurre la conoscen a della natura a una struttura dettata dalla ragione deve scontrarsi con )ualcosa di esterno c%e non $ mai deduci*ile a priori: con una !or a viva c%e viene da !uori, e c%e tuttavia mette in pericolo la stessa scienti!icit& del pensiero, c%e aspira alle caratteristic%e di universalit& e necessit&" @ant ritir' dun)ue la !rima introduzione con la scusa di un#eccessiva lung%e a (non c%e )uella pu**licata sia poi particolarmente *reve)< mentre nella seconda e de!initiva Introdu ione viene inserita per la prima volta con c%iare a la distin ione tra giudi i determinanti e giudi i ri!lettenti c%e a**iamo visto sopra" 7iene cercato e trovato un escamotage, cio$, per sottrarsi alle pro*lematic%e appena accennate proprio attraverso il tentativo di c%iari!icare )uale sia il valore epistemologico dei giudi i ri!lettenti" 4a solu ione consiste nell#a!!ermare c%e il iudizio riflettente non ha valore costitutivo% bens> re olativo" Il termine costitutivo, in )uesto contesto, %a un valore simile all#attri*uto =determinante> predicato del medesimo giudi io conoscitivo< un giudi io %a valore costitutivo cio$ )uando costituisce gli oggetti dell#esperien a, ovvero: li o etti dellesperienza non possono presentarsi se non attraverso Buel iudizio (c%e $ giudi io determinante, appunto)" @ant nega dun)ue c%e la teleologia e il corrispondente principio a priori della !acolt& intermedia tra intelletto e ragione (la !inalit&) mettano capo a un principio costitutivo, in )uanto se la !inalit& lo !osse, tutti gli oggetti (come si $ detto) ci sem*rere**ero in )ualc%e modo !inali ati, addirittura cio$ necessari e voluti da una provviden a: tutte le cose sem*rere**ero cio$ *uone< !orse, addirittura, non si potre**e distinguere !ra oggetti inanimati e animati" 9e il principio della !inalit& !osse costitutivo tutti gli esseri apparire**ero cio$ viventi, nel senso c%e sare**ero tutti parte del grande organismo vivente c%e $ il mondo: mentre @ant invece insiste nella distin ione il vivente e il non vivente, per distinguersi !ra l#altro da 4ei*ni , il )uale aveva ipoti ato c%e la sostan a o monade (il principio meta!isico dell#universo) altro non contenga in s; se non l#intero mondo totalmente animato e vivente, rispetto al )uale ci sare**ero tuttavia gradi di vita consapevoli e altri dormienti" 5er 4ei*ni , dun)ue, la di!!eren a tra un meccanismo e un organismo non $ ontologica ma di consapevole a: solo l#essere umano, dotato di appercezione, %a consapevole a del proprio essere vivente< ma la sua sostan a $ in per!etta continuit& con gli esseri c%e non lo sem*rano, essendo monadi dormienti" Ancora una volta riscontriamo c%e l#ontologia lei*ni iano-scolastica $ dun)ue una !iloso!ia della continuit&, mentre il criticismo di @ant $ un pensiero della discontinuit&: ricordiamo c%e anc%e sensi*ilit& e intelletto per @ant sono separati, in!atti $ indispensa*ile il termine medio dell#immagina ione per spiegarne la =radice comune>" C%e signi!ica invece valore re olativo6 -.

5er spiegare il motivo per il )uale il giudi io ri!lettente %a valore regolativo, @ant ricorre all#espressione =come se>" 5er esempio, per illustrare la di!!eren a tra un cane vivente e un automa meccanico c%e ne riproduce per!ettamente le !atte e, non *asta il meccanicismo di Ee1ton" Il vivente va spiegato sulla *ase del principio della finalit&, la )uale tuttavia non $ una )ualit& oggettiva della cosa n; un principio determinante del !enomeno, *ensA I dice @ant I va considerata da noi =come se> appartenesse a )uel !enomeno come sua legge" @ant de!inisce tutto ci' un principio euristico, ovvero un modo c%e la mente %a per spiegare la di!!eren a, un#ipotesi di lavoro e!!icace per rendere coto di alcuni !enomeni naturali, c%e tuttavia non si pu' dire =costituisca> )uel !enomeno stesso" 4a ripresa Nantiana del pro*lema della !inalit& $ dun)ue svolta all#insegna della pruden a, onde non ricadere in una meta!isica dogmatica" ,uesta pruden a si c%iama principio re olativo e non costitutivo: esso non mette capo a un giudi io determinante, ma a un uso ri!lettente della !acolt& di giudicare" Adottare un principio regolativo vuol dire per esempio c%e )uando la nostra mente deve spiegare per ragioni epistemologic%e la di!!eren a il vivente il meccanicismo deve !ormulare un giudi io di )uesto tipo: =l#essere vivente $ come se !osse !inali ato>< ossia la !inalit& $ il modo in cui noi re oliamo il nostro modo di considerare un dato oggetto per spiegarne certe propriet& ricorrenti nell#esperien a, sen a c%e tuttavia pretendiamo di sta*ilire c%e tale oggetto $ dotato in s; di !inalit& (non possiamo saperlo)" Fn principio euristico $ dun)ue un#ipotesi intepretativa di ci' c%e appare alla nostra rappresenta ione, non pu' essere una tesi !orte" 5er tornare dun)ue all#indice generale della Critica del iudizio: c%e cosa accomuna il iudizio estetico al giudizio teleolo ico6 9econdo @ant, ad accomunarli $ proprio il !atto c%e am*edue, pur occupandosi di am*iti apparentemente diversi (il *ello e il su*lime da una parte< la !inalit& interna e i !enomeni viventi dall#altra) !un ionano in maniera simile, in )uanto ipoti ano regolativamente (=come se>) la presen a nell#oggetto di una certa armonia" Hanto il *ello )uanto il vivente non sono cio$ spiega*ili se non attraverso la presen a di una certa armonia c%e non pu' essere una )ualit& intrinseca del !enomeno ma pu' essere giusti!icata solo come sentimento suscitato ri!lessivamente in c%i osserva l#oggetto stesso" Lacciamo un ulteriore passo avanti" 9ono due le parole c%e @ant adopera per de!inire i diversi tipi di universalit& c%e caratteri ano rispettivamente il giudi io determinante e il giudi io ri!lettente" Il giudi io ri!lettente an i, lo si $ visto, si muove all#interno del paradosso, per cui esige il consenso (ed $ )uesto il motivo per cui si disputa), ma allo stesso tempo $ consapevole dell#impossi*ilit& c%e )uesto consenso s!oci in una concordan a determinata da un criterio assoluto (un principio a priori dato una volta per tutte e applica*ile al caso presentato dall#esperien a)" @ant dun)ue per distinguere la validit& di un giudi io determinante come =la rosa $ rossa> da )uella di un giudi io ri!lettente, come =la rosa $ *ella>, usa (invero non sempre con indiscuti*ile coeren a), due parole di!!erenti: - All emeinheit V =universalit&>, l#universalit& del rosso, o meglio ancora della no ione di causa (intesa come categoria pura dell#intelletto, secondo la dedu ione o!!erta dalla Critica della ra ion pura): l#universalit& vincolante per il retto uso del giudi io determinante< ) 5emein Klti /eit V =validit& comune>, l#esigen a di una condivisione universale propria del giudi io ri!lettente estetico" 4a distin ione $ peraltro etimologicamente a**astan a ar*itraria: le due parole %anno la stessa radice etimologica ( emein V =comune>)" 3un)ue, )uando esprimo un giudi io ri!lettente su )ualcosa (ad esempio =la rosa $ *ella>), esprimo un giudi io c%e )uasi attri*uisce il predicato al soggetto con un condi ionale: =$ come se la rosa !osse *ella per me>" G una solu ione adottata per venir !uori da una di!!icolt& linguistica, serve a ricordare il !atto c%e la *elle a non $ una )ualit& attri*uita all#oggetto, ma $ una )ualit& ri!lessa" In altri termini, si $ detto, $ un#ipotesi euristica: il *ello non $ una )ualit& propria della rosa, ma esprime )uello c%e io provo )uando vedo )uella rosa: $ il ri!lesso del mio sentire, e devo ipoti are, seppur non ne possa avere conoscen a, c%e la rosa sia *ella, $ come se !osse *ella, non riesco a non vederla tale"

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,uesta soggettivit& $ ancora pi8 evidente nel caso di un#opera d#arte, laddove $ nello spa io del =come se> c%e si apre la discussione sul suo valore estetico, perc%; la *elle a e la *rutte a non sono )ualit& della cosa *ensA modi di sentire" ,ualcuno potre**e ora legittimamente domandare: c%e necessit& c#$ di )uesto ulteriore come se del giudi io ri!lettente, se $ vero I come $ vero I c%e gi& tutta la !iloso!ia Nantiana si !onda sulla cosiddetta =rivolu ione copernicana>, ossia sul !atto c%e tutto ci' c%e noi diciamo non $ conoscen a delle cose in s; ma si deve al nostro modo di conoscere i !enomeni6 7a detto, per rispondere alla )uestione: il giudi io ri!lettente non $ alternativo al giudi io determinante, ma semmai $ un rado ulteriore di eserci io della !acolt& di giudicare" (vvero: l#oggetto di un giudi io ri!lettente (=la rosa $ *ella>), $ in preceden a i& determinato dall#intelletto, giacc%; in caso contrario non ne avremmo a!!atto rappresenta ione (la rosa oltre ad essere *ella, $ anc%e =una> rosa, $ =rossa>, ovvero $ per esempio =per terra>)" Cio$ il giudi io ri!lettente aggiunge )ualcosa rispetto a ci' c%e $ dato dal solo giudi io determinante: in )uesto caso aggiunge il sentire estetico" 1L. I Buattro *titoli+ della bellezza. Eei primi 22 paragra!i della Critica del Giudi io, @ant presenta l#=Analitica del giudi io estetico> e !ornisce la cosiddetta =Buadruplice definizione del bello>: )uattro de!ini ioni diverse della parola O*elloP, essen iali per comprendere c%e cosa sia il giudi io di gusto secondo @ant" In generale, la migliore de!ini ione di analitica $ )uella ricava*ile dall#etimologia: =analisi> proviene dal greco anal;ein (=sciogliere>, scomporre negli elementi !ondamentali)" A**iamo visto nelle le ioni scorse: l#estetica moderna nasce dopo la met& del 9ettecento, ma nasce su*ito per cosA dire con un e)uivoco: nasce con una acce ione principale, in /aumgarten , c%e @ant nella Critica del iudizio ignora, per riprendere piuttosto una de!ini ione dell#estetica c%e in /aumgarten era su*ordinata a )uella gnoseologica" (ra, vogliamo cercare di capire in c%e senso in @ant la no ione di *ello si connetta con la no ione di gusto e come, per la nascita dell#estetica moderna, sia !ondamentale vedere in c%e modo @ant tras!ormi la no ione di gusto"Hematica la cui importan a era stata sottolineata da Gadamer, c%e in Verit& e metodo parlava (si ricorder&) della no ione di gusto nata nel cuore della modernit&, insieme con la rivendica ione del ruolo politico da parte del ter o stato nell#et& dell#assolutismo" 9i pu' )ui *revemente ricordare c%e anc%e un altro !iloso!o contemporaneo %a insistito su )uesto versante: si tratta del !rancese 4uc LerrD, il )uale nel -..0 %a pu**licato @omo aestheticus. $invenzione del usto nellet& della democrazia" 4#idea di LerrD non $ lontanissima da )uella gadameriana: la nascita del gusto avviene in concomitan a a precise condi ioni storico-politic%e (anc%e se poco rigoroso risulta )ui l#uso della no ione di =democra ia> presente nel sottotitolo" Eell#=Analitica del *ello> @ant d& dun)ue )uattro de!ini ioni, articolate su )uattro modi diversi di a!!rontare la )uestione c%e, a *en vedere, sono i medesimi titoli sotto i )uali @ant eredita e interpreta gi& nella Critica della ra ion pura la teoria del giudi io di Aristotele: )uantit&, )ualit&, rela ione e modalit&" 5er @ant, sono )uesti i modi con cui la nostra mente giudica: ossia i )uattro tipi di operare l#unione di un soggetto e un predicato" C%e signi!ica in concreto )uesta )uadriparti ione6 5rendiamo il solito esempio: =la rosa $ rossa>" E**ene: )uando dico la rosa $ rossa, $ come se )uesto giudi io del tipo =9 $ 5> ne contenesse secondo @ant di !atto )uattro: -) giudi io di Buantit&: ,uante rose ci sono6 Fna 2) giudi io di Bualit&: Com#$6 Qossa (!ra l#altro) 0) giudi io di rela ione: (anc%e se non appare dalla !ormula ione del giudi io, la rosa sta in un contesto): )ual $ il rapporto !ra la rosa e gli altri !enomeni circostanti6 (per esempio $ =per terra>, o =sul tavolo>, =punge> ecc") 2-

M) giudi io di modalit&: riguarda la natura della copula: )uell# =$> c%e congiunge soggetto e predicato indica un#esisten a reale (una rosa presente), una semplice possi*ilit&, ovvero una necessit&6 Insomma: )uando !ormulo un giudi io del tipo =9 $ 5>, sto, di !atto, !ormulando )uattro giudi i e non uno solo< la proposi ione =la rosa $ rossa> sottintende cio$ una )uadruplice attivit& di sintesi del giudi io: c#$ una rosa< )uesta rosa %a certe )ualit& (il rosso)< intrattiene certi rapporti con gli altri !enomeni circostanti< c#$ I ma potre**e anc%e non esserci, cosA come ci sono giudi i c%e invece indicano una necessit& (=la somma degli angoli interni di un triangolo $ V -K0W>)" Con la modalit&, non $ in )uestione soltanto la rosa (=9>), ma anc%e )uel ver*o essere (=$>), la copula" 5er )uesta ragione, nella Critica della ra ion pura le categorie dell#intelletto () prima ancora le !orme del giudi io) sono distri*uite sotto i )uattro titoli di )uantit&, )ualit&, rela ione, modalit&" 4a stessa cosa vale anc%e per il giudi io estetico, nella cui tratta ione tuttavia @ant non comincia dalla )uantit&, ma dalla )ualit&" 9econdo @ant in!atti, poic%; il giudi io estetico $ !ondamentalmente disinteressato alla presen a della cosa, esso esprime un sentimento c%e vorre**e essere una )ualit& dell#oggetto: ci sono insomma *uone ragioni per cominciare dalla )ualit&" 5i8 volte $ stato detto, e lo a**iamo anc%e ricordato, c%e @ant $ sem*rato ad alcuni ossessionato dalla rigidit& delle riparti ioni della ragione, e pi8 in generale dall#idea di un#architettonicit& del pensiero (la )uadriparti ione compare !ra l#altro anc%e nella Critica della ra ion pratica)" 2a per non !arci ingannare, do**iamo dare a )uesta struttura un valore euristico: lo stesso @ant scrive nella lettera a Qein%old c%e la simmetria arc%itettonica delle sue opere non $ una smania estrinseca, un#ossessione calata dall#alto su una materia invece varia, *ensA un me o applicando il )uale si ottiene una tratta ione esauriente" 11. Il primo momento del iudizio di usto) la Bualit&. A!!rontiamo adesso la prima se ione della Critica del iudizio estetico, l#=Analitica del *ello>, in ri!erimento alla Bualit&" $a definizione del usto% messa Bui a fondamento% 6 la se uente) esso 6 la facolt& di iudicare del bello1 3e!ini ione: =Il gusto $ la !acolt& di giudicare del *ello>" Cita ioni da cui partiamo: I momenti% cui ha ri uardo Buesta facolt& del iudizio nella sua riflessione% ho cercato di iudicarli sulla scorta delle funzioni lo iche :perch1 nel iudizio di usto 6 pur sempre contenuta Bualche relazione con lintellettoE. I momenti in cui 6 ripartita Buesta analitica sono li stessi delle funzioni lo iche% cio6 delle cate orie. Il iudizio estetico :la rosa 6 bellaE 6 pur sempre simile a Buello lo ico :la rosa 6 rossaE% la struttura che unisce so etto e predicato 6 la stessa. @o cominciato dal momento della Bualit&% perch1 il iudizio estetico del bello ha ri uardo ad esso in primo luo o. Il iudizio estetico del bello ha a che fare in primo luo o con la Bualit&. M 1. Il iudizio di usto 6 estetico !er discernere se una cosa 6 bella o no% noi non riferiamo la rappresentazione dello etto mediante lintelletto% in vista della conoscenzaC ma% mediante limma inazione :forse con iunta con lintellettoE% la riferiamo al so etto% e al suo sentimento di piacere o dispiacere. Il iudizio di usto non 6 dunBue un iudizio di conoscenza cio6 lo ico% ma 6 esteticoC il che si nifica che il suo fondamento non pu4 essere se non soggettivo"2
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@ant, Critica del iudizio, Qoma-/ari, 4ater a, -..7, p" 7Ivi, pp" 7--70

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4#intelletto non serve al giudi io estetico, poic%; si tratta di un giudi io ri!lettente e non determinante (ovvero nell#unione di un particolare 9 con un universale 5: l#universale non $ dato da sempre)" Ci serviamo di un#altra !acolt&, c%e @ant c%iama =immagina ione>, in tedesco Einbildun s/raft (V !acolt& di costruire delle immagini, di cui l#italiano immagina ione, da ima o, costituisce )uasi una tradu ione-calco)" 4#immagina ione deve esercitare nel giudi io estetico un lavoro di supplenza rispetto a )uello c%e l#intelletto non !a, lavoro c%e viene comun)ue compiuto con la presen a nascosta, non conclamata dell#intelletto" Eella !rase limma inazione :forse con iunta con lintellettoE il !orse non esprime l#incerte a della presen a ma la particolarit& della congiun ione, un modo particolare in cui lavorano insieme: =l#immagina ione in )ualc%e modo congiunta con l#intelletto>" In altri termini l#immagina ione deve inventare un#immagine c%e sostituisca )uell#immagine universale c%e garantisce la validit& del giudi io determinante, per cui il giudi io di gusto non $ un giudi io di conoscen a, $ estetico e non logico" 4a conseguen a, c%iaramente espressa da @ant, $ che il suo fondamento non pu4 essere se non so ettivo, certo di una soggettivit& particolare, ma privo della garan ia di )uell#oggettivit& O*lindataP c%e $ propria del giudi io di conoscen a" @ant !a )uindi su*ito un esempio (ritorna l#immagine aristotelica dell#edi!icio): Il rappresentarsi con la facolt& conoscitiva :in una rappresentazione chiara o confusaE un edifizio re olare ed appropriato al suo scopo% 6 una cosa del tutto diversa dallesser cosciente di Buesta rappresentazione col sentimento di piacere"0 ,uando noi con la !acolt& della conoscen a, ci rappresentiamo )ualcosa come ad esempio un edi!icio, diciamo )ualcosa di diverso dall#essere coscienti di )uesta rappresenta ione col sentimento di piacere, in altri termini )uando a**iamo c%iare a della rappresenta ione di una casa non necessariamente )uesta casa ci piace anc%e dal punto di vista estetico" Eella parentesi @ant cita i criteri dell#estetica di /aumgarten (rappresentazione chiara o confusa) e contesta )uella dimensione di continuit& !ra estetico e logico, c%e considera invece indipendenti: un giudi io estetico (la casa $ *ella): )uest#ultimo non %a niente a c%e vedere con la per!e ione conoscitiva di )uella rappresenta ione" 5er spiegare c%e cosa sia la *elle a, dal punto di vista dei segni caratteristici della sua mani!esta ione, @ant continua: $a rappresentazione 6 riferita interamente al so vitale% sotto il nome di piacere o dispiacere. etto% e% veramente al suo senso

Eel percepire il *ello viene accresciuto il senso vitale, si sta*ilisce tra )uesto oggetto e la soggettivit& c%e lo conosce un#armonia< ma )uesto piacere, determinato dalla presen a di )uella rappresenta ione, non dipende dal !atto c%e si conosca come )uesto oggetto de**a essere" ,ui in realt& si tratta di un pro*lema complesso, c%e come vedremo ritorner& nel X -7, laddove @ant proceder& ad una distin ione tra *elle a li*era e *elle a aderente, e ritorner& proprio sull#esempio della casa, !orse l#esempio pi8 di!!icile per de!inire c%e cosa sia la *elle a pura" Eel X- @ant perviene dun)ue alla prima ac)uisi ione: il giudi io di gusto $ ateoretico, non %a niente a c%e !are con la conoscen a, *ensA %a a c%e !are col piacere" M'. Il piacere che determina il iudizio di usto 6 scevro di o ni interesse Eel X2 esamina invece la di!!eren a del giudi io di gusto dalle altre !orme di piacere" 9econdo @ant cio$ il giudi io di gusto %a a c%e !are con il piacere, ma $ un piacere privo di ogni interesse, un piacere puro" (9i tratter& poi, ovviamente, di vedere se esista un piacere puro, e addirittura se @ant riesca mai a de!inire )ualcosa come tale, li*erandolo di tutta l#empiricit&") N detto interesse il piacere% che noi con iun iamo con la rappresentazione dellesistenza di un o etto. Ouesto piacere perci4 ha sempre relazione con la facolt& di desiderare.M
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Ivi, p" 70 Ivi, pp" 70-7J

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Il piacere interessato nasce nei con!ronti di un oggetto, )uando )uesto non $ solo rappresentato ma $ presente, ed $ possi*ile desiderarlo, consumarlo, usarlo" G )uel piacere c%e pu' nascere soltanto dalla presen a dell#oggetto c%e lo suscita, c%e la impone" 4a !acolt& con la )uale giudic%iamo l#oggetto del piacere interessato nella nostra mente non $ il sentimento di piacere o dispiacere ()uella !acolt& c%e sta a met& tra la ragione conoscitiva e la ragione pratica), ma $ la ragione pratica, $ il desiderio, $ la !acolt& di desiderare" Il piacere puro, invece, $ )uello non compromesso dalla presen a dell#oggetto, di cui solo la rappresenta ione $ necessaria" @ant termina il X 2 a!!ermando: 0 nuno deve riconoscere che Buel iudizio sulla bellezza% nel Buale si mescola il minimo interesse% 6 molto parziale e non 6 un puro iudizio di usto" Il giudi io di gusto, per essere davvero tale, non si deve mescolare al minimo interesse, non si deve mescolare al desiderio di consumare l#oggetto, di usarlo con la sua rappresenta ione" =on biso na essere menomamente preoccupato dellesistenza della cosa% ma del tutto indifferente sotto Buesto ri uardo% per essere iudice in fatto di usto" In )uesto paragra!o della Critica del iudizio, @ant procede sempre per dicotomie, apre sempre nuove alternative ed elimina progressivamente uno dei due corni della )uestione" 5ossiamo a**o are uno sc%ema:

conoscen a piacevole 56 Giudi io di gusto piacere 58 puro 59 interessato utile *uono 57 santo
(termine peraltro non usato da @ant)

Eella prima coppia di paragra!i @ant anticipa gi& le ragioni per cui, anc%e in am*ito estetico, egli non potr& concordare n; con /aumgarten n; con :ume" 5er /aumgarten il piacere estetico nasce sullo stesso cammino c%e !a nascere la conoscen a< il c%e $ proprio )uanto @ant contesta nel X-: indipendentemente dalla c%iare a o non c%iare a di una rappresenta ione sensi*ile posso provare il piacere estetico" Eel X 2 il ri!erimento $ :ume e la sua visione del *ello connessa all#utile, il suo campo di grano trovato *ello (secondo un cele*re, a*usato esempio) perc%; se ne potr& ricavare !arina e )uindi pane: )uesto giudi io $ compromesso dall#interesse (inter#esse V stare in me o, essere coinvolti dall#esisten a di )ualcosa), dall#essere coinvolto !isicamente dalla presen a della cosa" In altri termini, perc%; esista il giudi io sul *ello non ci deve essere la minima preoccupa ione dell#esisten a della cosa" Eei paragra!i successivi @ant si dilunga )uindi a spiegare le varie !orme di )uesto interesse, per )uanto a**ia c%iarito c%e non si tratti di piacere estetico< egli tuttavia vuole !are i conti con tutte )uelle posi ioni dell#estetica c%e l#avevano preceduto e c%e avevano con!uso il *ello con varie altre !orme di giudi io sulla cosa" G consapevole c%e molti prima di lui avevano con!uso il giudi io estetico con il giudi io sensuale (piacevole, X0) o con il giudi io morale (buono, XM)" 9econdo il X 2M

0, !iacevole 6 ci4 che piace ai sensi della sensazioneJ" 9e il piacevole dipende dalla sensa ione e )uindi dalla presen a della cosa, $ ovviamente altro dal piacere del *ello, disinteressato, *asato sulla pura rappresenta ione" 9econdo il X M, invece, ,uono 6 ci4 che% mediante la ra ione% piace puramente pel suo concetto. Chiamiamo Bualche cosa buona :utileE Buando essa ci piace soltanto come mezzoC unaltra invece% che ci piace per se stessa% la diciamo buona in s1. In entrambe 6 sempre contenuto il concetto di uno scopo% il rapporto della ra ione con la volont& :almeno possibileE% e per conse uenza un piacere le ato allesistenza di un o etto o di unazione% vale a dire un interesse.6 C%e il *uono dell#utile non sia il piacere disinteressato $ evidente: de!inisco una cosa *uona in )uanto, come me o, mi permette di raggiungere un certo !ine ($ *uono perY utile per? i due aggettivi diventano )ui sinonimi)" Ecco perc%; )uesta *ont& non potr& essere con!usa col giudi io di gusto: essa $ in!iciata all#origine dall#interesse per l#utili o della cosa, dalla piossi*ilit& di !arne uso" Eel testo Nantiano, nei capoversi successivi si susseguono degli esempi e compaiono per!ino i paradigmi di )uello c%e potremmo c%iamare il suo gusto personale: I fiori% i dise ni liberi% Buelle linee intrecciate senza scopo che vanno sotto il nome di fo liami non si nificano niente% non dipendono da alcun concetto determinato e tuttavia piacciono. ,uesti esempi presentano alcune di!!icolt&" In primo luogo, dal punto di vista estetico si a!!erma c%e gli oggetti decorativi %anno pi8 valore degli oggetti utili: riprendendo l#esempio della casa, secondo il precetto Nantiano, per giudicare una casa non dovremmo giudicarne l#utilit& in alcuno modo" E ancora, le cose esteticamente pi8 vicine alla sua idea di piacere disinteressato sono gli ornamenti, )uell#eccesso di elemento estetico c%e non risponde a nessuna !inalit& se non a s; stessa" 3#altra parte, anc%e il *uono in s;, c%e a**iamo de!inito OsantoP, in )uanto con!orme alla legge morale, non $ in )ualc%e modo disinteressato, perc%; l#intervento di un istan a superiore (in )uesto caso il =9ommo /ene>) mette in crisi ancora una volta la pure a del giudi io di gusto" Qicapitolando: a**iamo a!!rontato la distin ione tra il *ello e l#utile e successivamente )uella tra il *ello e il *uono" Il *ello $ un sentimento di piacere disinteressato, si de!inisce interessata )uel tipo di rela ione c%e esige la presen a dell#oggetto, il suo utili o, c%e ce se ne possa appropriare< mentre il piacere estetico $ il piacere c%e si accontenta della rappresenta ione 9i potr& discutere sull#esisten a di un#esperien a di piacere davvero disinteressato, o meglio, se @ant sia riuscito veramente a !ormulare un#estetica c%e sia indipendente dalla !isiologia e dalla psicologia" Il tentativo di @ant $ di !ondare, anc%e per l#estetica, cosA come per la teoria della conoscen a e per la morale, una !iloso!ia trascendentale, un pensiero c%e non si occupi delle cose, ma dei modi della nostra rela ione alle cose" Hrovare un approccio trascendentale al pro*lema della *elle a signi!ica distinguere l#estetica tanto dalla psicologia )uanto dalla !isiologia, a!!ermare c%e il *ello non $ il piacevole signi!ica dire c%e il *ello non $ n; il piacere c%e ci $ dettato dall#esperien a, dalla !rui ione dei sensi (!isiologia) n; c%e $ )uel piacere sottile, c%e $ suscitato in noi da un procedimento psicologico" Il discorso di @ant si vuole arrestare a un livello trascendentale, cio$ c%e precede tutto ci' c%e poi si rapporta con l#oggetto concreto" 2olti, nei secoli successivi, l#%anno considerato un progetto costitutivamente !allimentare, ritenendo c%e nessun piacere sia disinteressato: "riedrich :ietzsche credeva c%e tutti i piaceri nascondessero un interesse, magari da decostruire per comprenderne la provenien a" Gadamer parlava della no ione di giudi io di gusto nata !ra 9eicento e 9ettecento come *aluardo ideologico del ter o stato, di una classe sociale in ascesa" Gianni Carchia propone una lettura del piacere disinteressato in @ant interessante e attuale da un punto di vista teorico: immaginare una rela ione con l#oggetto, di cui non $ importante la presen a materiale, signi!ica ela*orare uno spa io perc%; l#oggetto appaia nella sua verit&" Linc%; la rela ione con l#oggetto $ condi ionata da interessi di )ualsiasi tipo (ad esempio il piacere c%e ne posso ricavarne o la *ont&), l#oggetto non appare mai
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Ivi, pp" 7J-7." Ivi, pp" 7.-K0"

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autenticamente per )uello c%e $, ma sempre in !un ione del modo di rela ionarvisi, in !un ione di una sua utili a*ilit& di )ualc%e tipo" Carc%ia sostiene c%e il grande tentativo Nantiano, di li*erare il giudi io di gusto dall#interesse, consista proprio in un intento di restituire all#oggetto l#assoluta li*ert& della sua apparen a" 4#oggetto appare perc%; appare" E soltanto in )uesta assoluta li*ert& della sua apparen a si d&, secondo Carc%ia interprete di @ant, anc%e la sua verit&, perc%; soltanto nella prospettiva in cui l#oggetto non $ su*ordinato all#interesse di c%i lo guarda ma si d& autonomamente, allora $ pensa*ile c%e sia davvero li*ero, non condi ionato o manipolato" Cerc%iamo ora di capire ulteriormente perc%; il *ello non possa essere assimilato al *uono" In generale, la no ione di =*ont&> si pu' de!inire sotto due aspetti: l# utile, c%e $ il modello classico dell#utili a*ilit& e )uindi dell#interesse, in cui la presen a dell#oggetto $ !ondamentale per l#utili o, e il buono, anc%#esso non assimila*ile al *ello" 5er comprenderne il motivo do**iamo ri!arci alla )uestione della legge morale, al centro della )uestione trattata nella Critica della ra ion pratica" @ant scrive: buono 6 ci4 che PluomoQ apprezza% approva% vale a dire ci4 cui d& un valore o ettivo7 non c#$ possi*ilit& di con!ondere il *uono con il *ello, per la stessa ragione per cui i giudi i dell#etica sono pi8 simili ai giudi i determinanti c%e a )uelli ri!lettenti: perc%; la )ualit& c%e attri*uiamo, il *uono, $ un universale dato, c#$ gi&, $ oggettivo" 4#uomo %a l#accesso oggettivo alla legge morale, a c%e cosa sia il *uono< anc%e se, c%iaramente, )uella della morale non $ la stessa pretesa di oggettivit& per esempio della categoria di causa" 9appiamo inoltre anc%e c%e il giudi io di gusto $ propriamente )uel luogo del nostro modo di pensare nel )uale il giudi io $ ri!lettente e non determinante o, in altri termini, nel )uale l#intelletto non riesce ad andare !ino in !ondo nel suo compito, ma %a *isogno della !un ione supplente dell#immagina ione: )ui l#universale non $ dato ma deve essere ricercato" Il *uono %a un valore oggettivo, garantito dall#accesso dell#umanit&, in ogni singolo individuo, alla legge morale" 5er cui si pu4 dire che di Buesti tre modi del piacere Pil piacevole% il bello% il buonoQ% unico e solo Buello del usto del bello 6 un piacere disinteressato e libero" Fna cita ione c%e va in dire ione della spiega ione di Carc%ia: )ui disinteressato diventa sinonimo di li*ero, non condi ionato da )ualcosa di eteronomo (V c%e %a la legge !uori di s;)" 4a *elle a $ il luogo dell#autonomia, $ il luogo in cui la cosa risponde soltanto della sua apparen a perch1 in esso P iudizio del belloQ lapprovazione non 6 imposta da alcun interesse% n1 dai sensi% n1 dalla ra ione non c#$ alcun interesse n; dei sensi (piacevole) n; della ragione (*uono)" 5oco sopra, parlando del *uono, @ant scrive Buesto punto% del resto% potr& esser interamente chiarito e iustificato solo in se uito 5i8 avanti nella Critica del iudizio il !iloso!o torner& su )uesto punto, sul rapporto tra *ello e *uono" ,ui *asti dire c%e nella prospettiva di @ant *ello e *uono non sono la stessa cosa, al massimo, il *ello pu' essere simbolo del *uono, simbolo del bene" 4a rela ione tra *elle a e *ont& non $ una rela ione di identit&: nell#a!!ermare )uesto @ant vuole prendere le distan e da un#altra grande tradi ione !iloso!ica, )uella dell#estetica medievale, c%e aveva ela*orato la teoria dei trascendentali, ovvero delle note comuni e generalissime dell#essere, attri*uti di 3io al massimo grado: unit&, verit&, *ont& (unum% verum% bonum), caratteri ai )uali in certi !iloso!i si aggiunge anc%e la *elle a (pulchrum)" Eell#essere assoluto )uesti caratteri sono presenti al massimo grado" 5er @ant, come ormai sappiamo, =trascendentale> signi!ica una struttura della mente e non una )ualit& dell#essere, e ri!iuta l#idea c%e *ene e *ello siano due !acce della stessa medaglia, non c#$ un#immediata converti*ilit&, mentre se li consideriamo attri*uti di 3io non sare**ero altro c%e due modi in cui guardiamo le propriet& ontologic%e assolute dell#essere sommo" Alla conclusione del primo momento, )uello )ualitativo, troviamo in!ine la de!ini ione:
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Ivi, pp" K0-K7"

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Il usto 6 la facolt& di iudicare un o etto o un tipo di rappresentazione mediante un piacere% o un dispiacere% senza alcun interesse. $o etto di un piacere simile si dice bello. 3a sottolineare come l#oggetto e la sua rappresenta ione a**iano )ui (e solo )ui) la stessa !un ione" ,uando la rela ione $ disinteressata, l#oggetto di )uesto piacere (o dispiacere) prende il nome di *ello" ,uesta $ la prima de!ini ione c%e d& @ant del giudi io sul *ello, una rela ione c%e uni!ica la no ione di *elle a con )uella di gusto" (Lra parentesi" 4a *elle a disinteressata, incarnata nella meta!ora della rosa, meta!ora c%e percorre tutta l#opera, presente soprattutto nel secondo momento, non $ un concetto nuovo e originale, ma si inserisce in una tradi ione pi8 ampia" 4a *elle a della rosa $ un classico della letteratura !iloso!ica e non solo" Eelle postille al roman o Il nome della rosa Fm*erto Eco spiega il titolo scelto proprio con la )uantit& delle suggestioni contenute nell#immagine della rosa, sim*olo della *elle a per eccellen a, della *elle a gratuita" Come non citare $usi nolo e la rosa del racconto di (scar Bilde, ma ancor prima il lavoro del mistico tedesco del 9eicento, sicuramente conosciuto da @ant, An elus 8ilesius, autore del Il pelle rino cherubico (-67J)6 9i tratta di una delle pi8 importanti opere della letteratura mistica, scritta in versi, !ra i )uali il cele*re =die 3ose ist ohne Rarum>, =la rosa $ sen a perc%;>, l#idea c%e )uesto !iore ci pone di !ronte alla pura mani!esta ione di )ualcosa la cui *elle a non corrisponde a nessuno scopo se non la sua pura presen a" 5er arrivare ad un altro grande poeta del Eovecento, 5aul Celan, c%e %a scritto Die =iemandsrose, =4a rosa di nessuno>") 1'. Il secondo momento del iudizio di usto) la Buantit&. Il secondo momento del giudi io di gusto, si inserisce, all#interno della )uadriparti ione, nel momento della )uantit&" 5artiamo dalla de!ini ione !inale: N bello ci4 che piace universalmente senza concettoH 4a )uantit& $ espressa nell#avver*io =universalmente>: la )uestione $ cio$ sempre relativa al grado di validit& del giudi io di *ello, c%e $ appunto universale, ma aconcettuale" 9i tratta dun)ue )ui di occuparsi del *ello dal punto di vista )uantitativo, vedere )uale sia l#estendi*ilit& del giudi io del *ello" ,uanti sono coloro c%e possono !ormulare )uesto giudi io6 Hutti" Il giudi io sul *ello $ )uel giudi io c%e %a valore universale, ma la sua particolarit& $ di essere aconcettuale" Come $ possi*ile )uesto apparente paradosso6 Entra di nuovo in campo la distin ione tra i giudi i determinanti e i giudi i ri!lettenti: il giudi io determinante $ )uello c%e dispone dell#universale come concetto, il giudi io ri!lettente non dispone dell#universale ma deve andarlo a cercare" Essere sen a concetto signi!ica dover !ormulare un giudi io ri!lettente, o in altri termini: se esistesse il concetto di *ello tutti dovre**ero trovare *elle le stesse cose" Invece il *ello $ )uel particolare risultato del sentimento di piacere c%e nasce implicando un#esigen a di universalit&, una pretesa c%e valga per tutti, c%e per' non si pu' !ondare su una categoria, su un#applica ione indiscriminata di un#universale a un particolare" Come si ri*adisce nel X 6, Il bello 6 ci4 che 6 rappresentato% senza concetti% come lo etto di un piacere universale. ,uesto piacere deve insomma essere universale ma )uesta universalit& non si pu' !ondare sulla presen a di un universale gi& dato Ouesta definizione del bello pu4 essere dedotta dalla precedentePBuella relativa alla Bualit&Q% per la Buale esso 6 lo etto di un piacere senza alcun interesse. Difatti colui che ha coscienza di essere disinteressato nel piacere che prova di Bualche cosa% non pu4 iudicare la cosa medesima se non come contenente un motivo di piacere% che sia valevole per o nuno"

ivi p"-0J

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In realt&, a *en vedere, la seconda de!ini ione e la prima sono in !ondo e)uivalenti, perc%; 6 proprio il fatto che manchi interesse il fondamento delluniversalit&" 9e avessimo un punto di vista coincidente con )uello dei sensisti, se pensassimo cio$ c%e il piacere del *ello e il piacere del piacevole sono la stessa cosa, non ci renderemmo ragione da una parte del !atto *anale ma importante c%e c#$ anc%e c%i non $ d#accordo con noi" 3all#altra, se rimando al senso, rimando a )ualcosa c%e $ costitutivamente soggettivo e non universale, e se intrattengo con l#oggetto una rela ione interessata, sar& molto di!!icile immaginare c%e )uel tipo di interesse possa essere esteso a tutti, perc%; ognuno avr& il proprio interesse, il proprio modo di rapportarsi all#oggetto, servendosene come oggetto di desiderio e di piacere" G necessario escludere )uesto legame alla radice, il piacere estetico non %a niente a c%e !are col piacevole, soltanto sul rapporto disinteressato $ possi*ile !ondare l#universalit&, proprio perc%; )uesto tipo di !rui ione possa valere per tutti" 9i tratta dun)ue del !ondamentale passaggio logico dalla prima alla seconda de!ini ione: $ soltanto la mancan a di interesse c%e porta all#universalit&" 9oltanto il !atto c%e nessuno con!onda il suo piacere particolare con il valore universale della cosa pu' attirare l#universalit&" 4#universalit& in )uestione, l#universalit& del *ello, $ allora l#universalit& del !un ionamento della nostra mente: il *ello non $ un concetto universale" 5ensiamo, tra parentesi, al dialogo di 5latone intitolato "eeteto (-J- d JJ), !rai cui protagonisti c#$ il so!ista 5rotagora: )ui compare la OsuaP !amosa de!ini ione di c%e cosa sia l#uomo: =l#uomo $ misura di tutte le cose>" 5latone si vuole con!rontare proprio con il relativismo sensistico, il suo grande nemico, accettando il )uale dovremmo ammettere c%e ognuno %a il suo modo assolutamente soggettivo di percepire" E**ene: anc%e @ant ri!iuta )uesta strada, cerca un modo per conservare un margine di Ooggettivit&P" 4a sua strategia )ui $ per' )uella di dividere il *ello dal piacevole, e giungere ad una oggettivit& di tirpo particolare, giacc%; essa non sta nell#oggetto, *ensA nel nostro modo di giudicarlo" Il giudi io ri!lettente porta all#oggettivit& delle nostre modalit& di ricerca del *ello, ma )uesto *ello $ c%iaramente soggettivo" 3un)ue siamo di !ronte a )ualcosa come un universale (do**iamo pensare nello stesso modo) c%e tuttavia $ so ettivo (possiamo arrivare a una conclusione diversa)" Eella conoscen a e nella morale ci' non $ possi*ile, cio$ possiamo certamente arrivare a conclusioni diverse, ma esiste un#unica solu ione corretta< nell#estetica Nantiana, invece, non si pu' dire c%e un giudi io =$ s*agliato> puramente e semplicemente: un giudi io di gusto pu' essere meno convincente, condi ionato com#$ magari da un certo modo di vedere, ma non gli si pu' rimproverare la mancan a di oggettivit&" Eppure, nel !ormulare un giudi io estetico ci sem*ra comun)ue strano c%e )ualcuno c%e dovre**e ragionare esattamente come noi giunga ad un#altra solu ione" In realt& potremmo spingerci a dire: nella prospettiva Nantiana, )uesto $ il modo di giudicare pi8 li*ero: $ un modo di giudicare c%e avviene in nome soltanto della li*era apparen a dell#oggetto, giudicato in una maniera priva di interesse" Eell#inten ione di @ant il giudi io estetico lascia essere la cosa, lascia c%e la cosa sia lA, la contempla nella sua totale autonomia" In )ualc%e senso $ un modo totalmente =democratico> (vedi, )uesta volta *en a proposito, il sottotitolo dell#opera sopra citata di 4uc LerrD, o l#interperta ione di Carc%ia) anc%e nei con!ronti degli altri giudicanti, perc%; tutti %anno lo stesso diritto di pronunciare il loro giudi io" Anc%e nella Critica della ra ion pura si a!!erma c%e tutti gli uomini ragionano nello stesso modo, eppure l& sono le categorie della mente umana a essere uguali per tutti< nel giudi io estetico il modo di ragionare $ li*ero, stimola le !acolt& mentali c%e devono interagire in tutti i soggetti allo stesso modo, ma c%e non saranno mai o**ligate a giungere lo stesso risultato: colui che iudica I dice @ant I si sente completamente libero rispetto al piacere che dedica allo etto. 4a li*ert& $ reciproca non $ soltanto la li*ert& dell#oggetto: $ dun)ue anc%e la li*ert& del soggetto, c%e non %a *isogno materialmente dell#oggetto c%e giudica, per cui il suo giudicare $ totalmente gratuito proprio come gratuita $ la *elle a: e li non potr& trovare alcuna condizione particolare% esclusiva del suo so etto% come fondamento del piacere e dovr& Buindi considerarlo come fondato su Bualcosa% che si possa presupporre anche in o ni altro 3un)ue, la esigen a di =validit& comune> del giudi io di gusto si *asa sul !atto c%e il modo di pensare degli altri si !onda sulle stesse !acolt& su cui si !onda il mio: 2K

e li parler& cos> del bello come se la bellezza fosse una Bualit& dello iudizio fosse lo ico PSQ sebbene sia soltanto estetico

etto% e il suo

il risultato di )uesto giudi io estetico $ c%e emette un giudi io c%e nella sua struttura $ come un giudi io logico, sem*ra un giudi io determinante, ma )uesta somiglian a si !onda soltanto sulla pretesa di universalit& del giudi io ri!lettente, non sulla sua oggettiva universalit&" ,uando !ormuliamo un giudi io =Z $ *ello> ci sem*ra !ormalmente identico a =Z $ rosso>, o ancora meglio a =Z $ causa di D> ($ sempre un giudi io della !orma =9 $ 5>, e )uel O*elloP sem*ra un universale come =rosso>)< ma )uesta $ solo una somiglian a di !orma, poic%; in realt& i due tipi di giudi i sono diversi: Bui 6 innanzitutto da notare che una universalit&% che non abbia fondamento nei concetti dello etto :Buandanche soltanto empiriciE% non 6 punto lo ica% ma estetica% cio6 non include una Buantit& o ettiva del iudizio% sibbene soltanto una Buantit& so ettivaC per la Buale io adopero lespressione di validit& comune :Gemeing[ltigNeitEI" @ant si so!!erma sulla di!!eren a !ra il giudi io logico e il giudi io estetico dal punto di vista !ormale, insomma, proprio perc%; $ consapevole c%e un possi*ile e)uivoco $ costituito dall#identit& !ormale delle due proposi ioni, ma: nel primo caso $ un#oggettivit& data una volta per sempre, nel secondo c#$ una pretesa di oggettivit&" ora Bui 6 da notare che nel iudizio di usto non viene postulato altro che tale voce universale% ri uardo al piacere senza mediazione di concetti% e Buindi la possibilit& di un iudizio estetico Il giudi io estetico ricerca non la necessit& ma la possibilit&: )uando )ualc%e cosa $ detto *ello e si %a la pretesa c%e tutti lo dicano tale, $ necessario che tutti lo possano fare, non $ un dovere assoluto, ma un dover#potere" G interessante notare anc%e c%e l#espressione =voce universale> (in tedesco all emeine 8timme), ric%iama un#altra parola molto utili ata nella Critica del iudizio per indicare l#universalit& propria del *ello: Einstimmun (c%e signi!ica =accordo>)" 4a meta!ora $ sempre )uella della voce: nel giudi io estetico $ come se tutti !ossero c%iamati a dire la loro, in vista di un possi*ile e auspica*ile accordo< $ come se ogni volta c%e !ormuliamo un giudi io estetico si udisse la domanda =E tu cosa ne pensi6 9ei d#accordo anc%e tu6 9ei disposto a riconoscere insieme a me un tipo di universalit& in )uell#oggetto6>" 3ato c%e il gusto alla !ine, non dimentic%iamolo, $ un modo di pensare comune a un#epoca, nella )uale tutte le voci possano accordarsi su )ualcosa, ma non sono o**ligate a !arlo" Eel X . si assiste a un altro modo di concepire la di!!eren a c%e c#$ tra il *ello e il piacevole, aggiungendo tuttavia )ualcosa di pi8" Il titolo del paragra!o recita: Esame della Buestione% se nel iudizio di iudizio sullo etto o viceversa.-0 usto il sentimento di piacere precede il

,uando dico c%e una cosa $ *ella, il piacere c%e provo precede la !ormula ione della !rase o in realt& provo piacere esprimendo il giudi io6 ,uale delle due circostan e $ condi ione dell#altra6 A precedere $ la presen a del piacere oppure il giudi io di gusto6 4a risposta di @ant $ )uesta: 8e ci fosse prima il piacere per lo etto dato% e al iudizio di usto spettasse solo il compito di attribuire alla rappresentazione dello etto la comunicabilit& universale di Buel piacere% si avrebbe un procedimento intimamente contraddittorio. 9e prima venisse il piacere dell#oggetto e il giudi io di gusto !osse successivo, nello sta*ilirne la comunica*ilit& universale saremmo di !ronte ad una contraddi ione"

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Ivi, p" .J" Ivi, pp" ..--0J"

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!erch1 allora Buel piacere non sarebbe che il semplice piacevole della sensazione% e% Buindi% per sua natura% potrebbe avere soltanto una validit& particolare perch1 dipenderebbe immediatamente dalla rappresentazione% con la Buale lo etto 6 dato 5ensiamo per converso al piacere c%e ci viene dal mangiare una !etta di torta: prima la mangio, trovo c%e $ *uona, poi comunico (!ormulo un giudi io del tipo: =la torta $ saporita>)< prima viene il piacevole, poi il relativo giudi io di gusto< ma con )uesto %o escluso !in dall#ini io ogni pretesa di universalit&, perc%; in )uesto caso il piacevole $ assolutamente individuale" Il pro*lema $ )uindi c%e l#oggetto )ui deve essere dato, ci deve essere, deve essere lA, e )uesto nostro consumarlo non $ comunica*ile universalmente" 0ra se deve essere pensato come puramente so ettivo il fondamento del iudizio su Buesta comunicabilit& universale della rappresentazione% cio6 senza un concetto dello etto% essa non pu4 essere altro che lo stato danimo che risulta dal rapporto delle facolt& rappresentative tra loro% in Buanto Bueste riferiscono una rappresentazione data alla conoscen a in enerale 9e dun)ue il piacere del piacevole $ un piacere c%e precede il giudi io, il piacere del *ello se ue il giudi io" Al centro del X ., potremmo dire, c#$ una radicali a ione del metodo trascendentale, )uel metodo (ricordiamo) c%e non si occupa di come sono !atti gli oggetti, ma del nostro modo di conoscerli" @ant dimostra come il *ello sia suscitato da un gioco tutto interno al soggetto, ossia nasca dal modo in cui le !acolt& della mente entrano in rela ione tra loro",uando attri*uisco l#aggettivo *ello ad un certo oggetto, lo attri*uisco perc%; il piacere c%e mi suscita la sua presen a, o la sua rappresenta ione, %a prima generato in me )ualcosa" ,uesto piacere, insomma, $ !rutto di un moto c%e si $ a ionato nel mio animo, e non dell#e!!etto meccanico esercitato dalla cosa su di me" Il *ello nasce per una particolare rela ione tra le !acolt& c%e costituiscono la nostra mente" 5er spiegarlo @ant ricorre ad un#interpreta ione del modo in cui le !acolt& dell# imma inazione e dell#intelletto entrano in gioco nel giudi io estetico: modo del tutto particolare e diverso da )uello per la !ormula ione di un giudi io determinante" 5roviamo a costruire uno sc%ema: Giudi io determinante sc%ematismo Lacolt& superiore (intelletto) intermedia (immagina ione) in!eriore (sensi*ilit&) -) Eel iudizio determinante l#universale $ dato ed $ applicato al particolare: vale a dire, l#universale c%e sta nell#intelletto viene applicato ad un oggetto dei sensi (peraltro, c#$ sempre *isogno del molteplice dell#esperien a altrimenti la !orma conoscitiva dell#intelletto, ossia la categoria, rimane vuota)" 4#intelletto possiede, !un iona per categorie, c%e permettono di ordinare il mondo< sen a di esse avremmo solo !lussi di perce ioni" 4a priorit& Nantiana $ )uella di rispondere alla critica scettica della conoscen a, $ necessario sta*ilire c%e le rela ioni tra le cose siano rispondenti a leggi universali, ma sappiamo c%e non $ possi*ile c%e la conoscen a sia determinata meramente dalla dimensione empirica, giacc%; )uesta non ne garantisce la scienti!icit& (non permette di garantire nessi universali e necessari, essendo sempre !alsi!ica*ile)" 2a, date le categorie, in )uale modo una certa categoria si applica all#esperien a6 (vvero: in )uali casi l#intelletto $ legislativo rispetto alla sensi*ilit&6 Eella Critica della ra ion pura l#immagina ione viene c%iamata in causa proprio per spiegare in c%e modo si applic%i una certa categoria al molteplice dell#esperien a" Ad esempio, dati due !enomeni successivi, come distinguere tra un nesso causale e una mera contiguit& temporale6 9e due eventi si svolgono rispettivamente nei momenti H- e H2, ci deve 00 Giudi io ri!lettente

essere un modo ragionevole per immaginare c%e in alcuni casi siano connessi causalmente (Ecausa di E2), propter hoc, ed in altri casi non ci sia un nesso vincolante, ma una semplice successione temporale, post hoc (per usare una terminologia %umiana)" ,uesto delicatissimo compito, nel capitolo 8chematismo dei concetti puri dellintelletto contenuto nella Critica della ra ion pura, $ a!!idato all#immagina ione" 4#immagina ione $ )ui il modo in cui la sensi*ilit& $ strutturata, e costituisce una sorta di inter!accia tra l#intelletto e l#esperien a" Eel processo conoscitivo il dato sensi*ile viene =sc%emati ato>, ovverosia incanalato dall#immagina ione c%e predispone il dato a essere categori ato in un certo modo" 4#immagina ione, !acolt& notoriamente riproduttiva di immagini, nella genesi delle rappresenta ioni %a anc%e una !un ione produttiva: aiuta, cio$, a produrre l#esperien a, d& una sorta di imprinting allo spa io e al tempo, in maniera tale c%e i dati c%e provengono dall#esperien a siano indiri ati adeguatamente verso l#universale" ,uando per' l#immagina ione %a )uesta !un ione di incanalamento dei dati dell#esperien a verso l#intelletto, allora la sua !un ione $ rigida, non pu' !are altro, se non consentire )uesto scam*io sempre nello stesso modo" 2) Eel iudizio riflettente invece, come sappiamo, non possediamo un universale ma partiamo da un#esperien a, un dato, e ricerc%iamo un universale, c%e non sar& necessariamente uguale per tutti (la linea dello sc%ema non pu' avere la stessa perentoriet& di )uella del giudi io determinante, e per )uesto $ stata conven ionalmente tratteggiata)< tutti )uanti, per', avremo la possi*ilit& di provare un certo piacere" Esso $ dovuto al !atto c%e, mentre nel giudi io determinante il rapporto tra le tre !acolt& $ rigido, e dun)ue non pu' c%e avvenire in un certo modo, nel caso del giudi io ri!lettente il rapporto $ li*ero, assistiamo I dice @ant I a un =li*ero gioco delle !acolt&>" Ed $ proprio )uesto li*ero gioco delle !acolt&, nel momento in cui crea un accordo armonico e spontaneo, a generare il giudi io di gusto, il )uale antecede cosA il piacere" 4a vera causa del *ello non $ dun)ue l#oggetto, ma il giudi io di gusto stesso" 0ra se deve essere pensato come puramente so ettivo il fondamento del iudizio su Buesta comunicabilit& universale della rappresentazione% (?se do**iamo cio$ pensare c%e l#universalit& del giudi io di gusto, non sia come )uella del giudi io determinante, ma piuttosto come una validit& comune, cio$ a met& strada tra la sua inaggira*ile soggettivit& e la pretesa di una valore comune, sen a un concetto di *ello?) cio6 senza un concetto dello etto% essa non pu4 essere altro che lo stato danimo che risulta dal rapporto delle facolt& rappresentative fra loro% in Buanto Bueste riferiscono una rappresentazione data alla conoscenza in enerale11 (?dun)ue la causa del provare piacere $ il rapporto tra le !acolt& rappresentative)< mentre le facolt& conoscitive% messe in ioco da Buesta rappresentazione% son Bui in ioco libero% perch1 nessun concetto determinato le costrin e ad una particolare re ola di conoscenza I il c%e signi!ica: le !acolt& non danno luogo a una sc%emati a ione della sensi*ilit&, come nella Critica della ra ion pura, ma la rela ione tra intelletto e immagina ione $ )ui completamente li*era" 8icch1 lo stato danimo in Buesta rappresentazione deve essere Buello che 6 costituito dal sentimento del libero ioco delle facolt& rappresentative in una rappresentazione data% rispetto a una conoscenza in enerale. 0ra ad una rappresentazione con cui 6 dato un o etto% affinch1 ne nasca in enerale una conoscenza% apparten ono limma inazione% per lunione del molteplice dellintuizione e% lintelletto% per lunit& del concetto che unisce le rappresentazioni. Ouesto stato di libero iuoco delle facolt& conoscitive in una rappresentazione con cui 6 dato un o etto% deve poter essere universalmente comunicatoC perch1 la conoscenza% come determinazione dello etto% con cui date rappresentazioni :in BualunBue so ettoE debbono accordarsi% 6 lunica specie di rappresentazione che val a per o nuno.
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Eel giudi io ri!lettente immagina ione e giudi io ri!lettente sono in li*ero gioco, e Buesto stato di libero iuoco deve poter essere universalmente comunicato" 4a tradu ione italiana a!!ianca curiosamente i ver*i =dovere> e =potere>" Qi!lettiamo su )uesti termini: $ necessario c%e gli uomini possano provare il sentimento di piacere estetico, ma c%e ci' accada non 6 dovuto, $ solo possi*ile c%e lo provino tutti di !ronte alle stesse rappresenta ioni" In altri termini, le menti degli uomini sono !atte tutte allo stesso modo, tutti possiedono cio$ un#immagina ione e un intelletto, ma mentre tutti )uelli c%e ragionano in maniera sensata non possono non concordare nel giudi io determinante (in cui le !acolt& non sono li*ere), nel caso del giudi io ri!lettente tutti devono-poter provare il *ello, ma non sono o**ligati a provarlo, poic%; si tratta in )uesto caso di un sentimento di piacere c%e scaturisce di un li*ero gioco" 3a )uesta asser ione si pu' dun)ue evincere c%e: -) 4a presen a di una rosa nella nostra esperien a pu' interagire con le !acolt& rappresentative in due modi diversi: da un lato dal punto di vista del giudi io determinante, poic%; se non applicassi per esempio la categoria di unit& al molteplice, non avrei neanc%e una rosa, *ensA un semplice !lusso di rappresenta ioni< mentre d#altro lato il giudi io ri!lettente, )uando $ !ormulato (c#$ ma potre**e anc%e non esserci), aggiunge )ualcosa d#altro, e di )ui sorge il piacere prodotto dalla rela ione armonica tra intelletto e immagina ione (come se )uesta rappresenta ione com*aciasse con la mia =idea> della *elle a di una rosa, c%e per' in )uesto caso non rimanda a un universale)" Anali ando la storia dell#estetica, il !iloso!o polacco Wladislaw ;atar2iewicz (importante storico della disciplina) %a notato c%e in tutta la cultura occidentale il *ello si presenta in vari modi, ma in )uesta vicenda c#$ un !ilo conduttore principale, ed %a cosA !ormulato la cosiddetta =Grande Heoria> del *ello: in )uasi tutti i tempi le diverse culture occidentali %anno concepito il *ello come armonia, ovvero a partire da 5itagora si $ a!!ermata l#idea c%e il *ello si potesse ricondurre a rapporti numerici di propor ione matemati a*ile, di ordine !ra le parti (c#$ una grande ecce ione a )uesta teoria: 5lotino e il neoplatonismo, sulla scorta di alcuni dialog%i di 5latone)" (sserviamo c%e l#idea del =li*ero gioco armonico delle !acolt&> inserisce dun)ue anc%e @ant in )uesta tradi ione: anc%e per lui in!atti la *elle a nasce dall#armonia, ma )uasi a radicali are la sua imposta ione trascendentale e propriamente moderna, in @ant non si tratta di un#armonia !ra le parti dell#oggetto, ma tra le !acolt& rappresentative del soggetto" 2) 4#apertura al giudi io ri!lettente $ una grande novit&, all#interno del sistema Nantiano" G evidente in!atti c%e il giudi io ri!lettente mette in gioco !ortemente la storicit& del soggetto (il !atto c%e viva in una certa epoca, condivida con i suoi contemporanei certe convin ioni e non altre)< nella ricerca dell#universale, della 5emein Klti /eit, la !ormula ione del giudi io di gusto non $ legata )uindi soltanto alle !acolt& rappresentative del soggetto, ma si riempie per cosA dire di contenuti, c%e non sono indi!!erenti alla stessa no ione ricercata" Il gusto pu' essere considerato come il !atto c%e una certa comunit& pu' condividere un certo modo di giudicare< sar& molto di!!icile, in altre parole, c%e due comunit& magari lontane nel tempo concepiscano *elle le stesse cose" 4a di!!eren a $ dovuta alla mo*ilit& di )uesto tipo di giudi i, c%e stanno all#interno di un usto condiviso" 4a ricerca dell#universale $ condotta sulla *ase degli esempi concreti o!!erti dalla storicit& (anc%e per noi: sare**e possi*ile ela*orare una teoria del *ello sen a sapere minimamente c%e cos#$ una statua greca o un )uadro astratto6)" Il nostro modo di cercare l#universale $ intriso della nostra esperien a, il nostro gusto $ intriso della nostra storia: insomma all#estetica non $ applica*ile il modo di pensare, l#orthos lo os (per dirla ancora con Aristotele) della Critica della ra ion pura" 8e la rappresentazione data% che provoca il iudizio di usto% fosse un concetto che unisse lintelletto e limma inazione nel iudizio dello etto allo scopo di conoscerlo% la coscienza di Buesto rapporto sarebbe intellettuale :come nello schematismo o ettivo della facolt& di iudizio% di cui tratta la CriticaE. Ma allora il iudizio non sarebbe dato relativamente al piacere o al dispiacere% e perci4 non sarebbe un iudizio di usto.

12. Il terzo momento del iudizio di usto) la relazione. 02

Anc%e per il ter o momento, )uello relativo alla rela ione, prendiamo le mosse dalla de!ini ione conclusiva: $a bellezza 6 la forma della finalit& di un o senza la rappresentazione duno scopo.1' etto% in Buanto Buesta vi 6 percepita

Hutte le de!ini ioni del *ello, !in )ui espresse, contengono dei paradossi" Qicapitoliamo: si $ parlato !inora di -) un piacere sen a interesse< 2) un universale sen a concetto" (ra si parla di 0) una !orma della !inalit& (TUec/mJVi /eit) sen a rappresenta ione dello scopo (TUec/): una paradossalit& )uasi all#estremo, )uasi in termini di contraddi ione linguistica" C%e cosa signi!ica essere =!inalit& sen a !ine>6 5er comprendere il senso di )uesta domanda, rintracciamo all#ini io del ter o momento la de!ini ione di scopo: 8e si vuol definire che cosa sia uno scopo secondo le sue determinazioni trascendentali :senza presupporre niente di empirico% come sarebbe il sentimento di piacereE% esso 6 lo etto di un concetto% in Buanto Buesto 6 considerato come la causa di Buello :il fondamento reale della sua possibilit&EC e la causalit& di un concetto rispetto al suo o etto 6 la finalit& :!orma !inalisE12 9tiamo cercando di de!inire c%e cosa sia uno scopo, secondo le sue determina ioni trascendentali e non secondo le determina ioni empiric%e, e cercando anc%e di capire )uale sia il !ine di una cosa, avendo, per', ormai lo sappiamo, eliminato la no ione di utile" E**ene, dice @ant, in una de!ini ione di )uesto tipo lo scopo 6 lo etto di un concetto% in Buanto Buesto 6 considerato come la causa di Buello" Il concetto de!inisce l#oggetto, e lo scopo si ri!erisce ad un certo tipo di oggetti, c%e il concetto non si limita a de!inire, ma ne costituisce addirittura la causa" 9i tratta di un pro*lema arduo a capirsi: in c%e modo e in c%e senso il concetto, c%e %a una dimensione propriamente logica (astratta), pu' essere causa dell#oggetto, c%e %a una dimensione propriamente ontologica (concreta)6 @ant intende dire c%e la causalit& $ il fondamento della possibilit& di )uell#oggetto, lo scopo di un oggetto $ il concetto di )uell#oggetto, in )uanto ne $ il !ondamento della possi*ilit&, cio$, )uell#oggetto non ci sare**e, se non ci !osse anc%e )uel concetto c%e lo rende possi*ile" $a causalit& di un concetto rispetto al suo o etto 6 la finalit&: )uando un concetto esercita una causalit& sull#oggetto, )uesta si de!inisce !inalit&, ovvero forma finalis (espressione proveniente dalla tradi ione scolastica)" A**iamo gi& accennato al termine forma finalis )uando ci siamo interrogati sulla struttura della Critica del 5iudizio, c%iedendoci come vi potessero coesistere la Critica del iudizio estetico e )uella del iudizio teleolo ico< nonc%;, ripetutamente, a proposito della lettera a Qein%old, del dicem*re -7K7" 5i8 ancora: per spiegare il signi!icato della teleolo ia, a**iamo dovuto !are ri!erimento alla Fisica di Aristotele, in particolare alla teoria aristotelica delle )uattro cause (materiale, !ormale, e!!iciente e !inale)" Eell#espressione forma finalis notiamo dun)ue c%e sono accostati i nomi di due delle )uattro cause" 5er comprendere c%e cosa sia la !inalit& di un organismo, diceva Aristotele, do**iamo appunto mettere insieme causa !ormale e causa !inale: il che cos6 e il ci4 in vista di cui sono una cosa sola (Fisica, II, -.K a 2M )" 3un)ue, nel contesto c%e ora ci interessa: lo scopo $ )uella !orma di un oggetto c%e oltre a essere !orma $ anc%e !ine, ed $ )uel !ine c%e per essere sta*ilito %a *isogno di essere anc%e !orma" 5ensiamo nuovamente al caso dell#essere vivente, c%e $ in grado di riprodurre se stesso, a due livelli: mantenendosi in vita e generando un essere simile a s;" E**ene: -) 4#essere vivente $ )uell#essere c%e $ in grado di riprodursi, secondo il modello A /

laddove A e / possono essere per esempio padre e !iglio, o lo stesso soggetto in due momenti diversi, della sua esisten a" 5er' atten ione: nel caso del vivente, la particolarit& di )uesto rapporto
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causale $ di essere preceduto logicamente da un altro rapporto causale: anc%e A %a una causa, c%e c%iameremo Q/ (rappresenta ione di /): Q/ A /

9e A e / si ri!eriscono allo stesso essere in due momenti diversi, $ stato possi*ile il passaggio da A a / solo perc%; A conteneva gi& in s; la !orma di /, ossia la possi*ilit& di informare la materia secondo una certa legge" 4e due causalit& non stanno esattamene sullo stesso piano (in!atti sono su due livelli diversi nello sc%ema): Q/ $ una realt& rappresentativa, $ un principio di in!orma ione, non un essere vivente appartenente alla serie cui appartengono A e / stessi" Qileggiamo la de!ini ione dello scopo alla luce di )uesto sc%ema 4o scopo $ lo etto di un concetto% in Buanto Buesto (il concetto) 6 considerato come la causa di Buello (l#oggetto), e la causalit& di un concetto rispetto al suo o etto 6 la finalit&. Il =concetto> Q/ $ considerato come causa dell#oggetto A: il concetto Q/ $ la !inalit& di A, tanto $ vero c%e A produce /, ma / $ possi*ile perc%; prima di essere / $ Q/, rappresenta ione di /, dato in!ormativo, c%e in!orma anc%e A" 5er cui $a rappresentazione delleffetto 6 allora il principio che ne determina la causa% e la precede. Q/ A /

Q/ $ allora il principio c%e determina il !atto c%e A sia causale e preceda logicamente )uesta causalit& stessa" Eon potremmo concepire logicamente la rela ione tra A e / se non ipoti assimo la causa di A gi& come Q/, cio$ se non avessimo il concetto dell#oggetto come determina ione del suo scopo, come causa dell#oggetto stesso" In )uesto senso un concetto pu' essere una causa di un oggetto: )uando cio$ )uesto oggetto $ gi& da sempre in!ormato secondo )uel concetto" $a finalit& dunBue pu4 essere senza scopo% Buando non possiamo porre in una volont& la causa di Buella forma% e tuttavia non possiamo concepire la spie azione della sua possibilit& se non derivandola da una volont&. C%e vuol dire @ant con )uesta a!!erma ione6 /isogna essere molto prudenti nell#interpretarla" Huttavia, $ =come se> (ipotesi meramente euristica e di valore re olativoC) ci !osse una =volont&> c%e %a inventato tutto )uesto" A noi non $ dato di immaginare )uesta volont& come =esistente>, ma $ anc%e vero c%e sen a immaginarla, sen a ipoti are un pensiero di )uesto Q/, non riusciamo nemmeno a immaginare A come causa di /" 9i $ detto c%e l#espressione usata da @ant nel paragra!o ., libero ioco delle facolt&, ovvero la rela ione di accordo spontaneo c%e si crea tra intelletto e immagina ione nel giudi io di gusto, assume una rilevan a signi!icativa alla luce della cosiddetta Grande teoria> individuata da HatarNie1ic " 4a )uale, si $ anc%e ricordato, conosce importanti ecce ioni in certi dialog%i platonici (8imposio, Fedro)e soprattutto nella lettura e sistema ione c%e di essi !ece $lotino, nelle sue Enneadi (particolarmente I, 6, =9ul *ello intelligi*ile>)" 5er @ant, tuttavia, l#armonia non $ una )ualit& inerente all#oggetto giudicato *ello, *ensA $ il carattere del rapporto tra le !acolt& umane impegnate nel giudi io di gusto" In alcuni punti per', come nel paragra!o -M, c%e tratta le 0biezioni sulla purezza del iudizio di usto, emergono peraltro elementi pi8 prossimi al modello in senso lato platonico" 5er comprendere meglio )uesta vicinan a, si deve considerare c%e per 5lotino la *elle a sinonimo di armonia escludere**e la possi*ilit& stessa c%e certi !enomeni appaiano *elli in virt& della loro semplicit&: $ il 0M

caso per esempio di una stella, la cui *elle a $ comprensi*ile non con l#idea di armonia tra le parti ma con lo splendore della sua luce c%e rimanda all#Fno, principio meta!isico ed assolutamente li*ero gra ie alla cui sovra**ondan a il mondo nasce per emana ione, e rispetto al )uale su*isce distan iamento e corru ione nel suo compromettersi con la materia" 4#estetica plotiniana, in stretta connessione con la meta!isica, a!!erma )uindi c%e la luminosit& di una stella ric%iama l#assoluta li*ert& dell#Fno e non l#armonia tra molti" (ra, proprio il paragra!o -M a!!ronta possi*ili o*ie ioni circa la pure a del giudi io di gusto sancita dalla de!ini ione del primo momento, relativo alla )ualit& del giudi i stesso: @ant !a )ui un esempio signi!icativo citando la semplicit& di esperien e estetic%e come =il verde di un prato> o =la pure a di un suono>: elementi c%e sem*rano avere a c%e !are solo la sensa ione nella sua materialit&, e c%e invece a suo dire meritano comun)ue l#attri*uto di =*elle>" Eon riusciamo per' a capire la possi*ilit& c%e entri in gioco )ui l#armonia tra le !acolt&, essendo noi in presen a soltanto di una sensa ione nella sua assolute a: $ in )uesto punto c%e trapela la prospettiva di 5lotino, cio$ l#esisten a di !orme di esperien a c%e nella loro assolute a sensi*ile sem*rino non ric%iamare un modello di *elle a riconduci*ile all#armonia" A )uesto pro*lema @ant d& una spiega ione, per )uanto coerente con il suo pensiero, c%e per' non rester& sen a conseguen e e pare in certo modo con!igurarsi come una sorta di ecce ione: in casi come )uesti, a suo dire, il piacere estetico del giudi io di gusto non riguarda ci' c%e ci piace in senso empirico ma la purezza dellesperienza in s1: riguarda cio$ la forma e non la materia dell#oggetto in )uestione, la pure a come aspetto !ormale I c%e del resto costituisce l#unico carattere c%e si possa con certe a comunicare< giacc%;, se il *ello riguardasse an itutto la materia, si avre**e a c%e !are con il piacevole, mentre sappiamo c%e la sensa ione del singolo $ per natura soggettiva, non universali a*ile" ,uesto pensiero appare interessante per le implica ioni sulla storia delle arti !igurative: pi8 avanti, nello stesso paragra!o, @ant oscilla in!atti tra la posi ione assunta e l#insoddis!a ione da essa derivante, come nella consapevole a di aver toccato un punto molto delicato" @ant sostiene c%e, in tutte le arti fi urative (tra le )uali nel 9ettecento veniva incluso il giardinaggio)% il dise no 6 lessenziale, mentre S?T il colore pertiene allattrattiva. ,uest#a!!erma ione rappresenta )uasi una presa di distan a dal punto di vista pro*lematico a!!rontato prima riguardo alla pure a del colore, )ui relegato all#attrattiva, cio$ al piacere interessato proprio di )ualcosa c%e ci attrae" In )uesto passaggio, inoltre, si sente il segno, l#eredit& della disputa sulla priorit&, in pittura, del contorno o del colore animata nel 9ettecento in particolar modo da Johann J. Winc2elmann e dal pittore Anton 4. Mengs" All#interno di )uesto di*attito dell#estetica settecentesca, dun)ue, @ant prende le parti dei sostenitori del disegno" 2a dall#intera )uestione possiamo concludere c%e il !ondamento della sua teoria estetica, *asato sostan ialmente sull#armonia, conosce anc%e oscilla ioni )uando si tratta di esperien e am*igue tra *ello e piacevole" 19. Il *parer on+. ,ellezza libera e bellezza aderente. Fn altro tema caro a @ant occupa il penultimo capoverso del paragra!o -M: la natura del piacere estetico dei fre i, accessori esteriori" 4a colloca ione marginale di )uesto argomento parre**e indicare c%e in )uestione ci sia solo un#appendice del discorso: ad esempio il du**io se le cornici dei )uadri de**ano a loro volta essere oggetti artistici o il pi8 so*rie possi*ili per rimandare al loro contenuto" Ancora una volta per' il tema apparentemente marginale (come tutto il paragra!o) risulta particolarmente insidioso" Fna lettura super!iciale, elementare, parre**e suggerire c%e, dal momento c%e il !regio consiste come nell#installa ione di un elemento estetico secondario su )uello principale, preponderante, $ importante c%e esso non trapassi in ornamento, ossia c%e non risulti eccessivamente ridondante" A uno sguardo pi8 attento per', alla luce di )uesto passo, la domanda da porsi $ piuttosto, di nuovo, )uella gi& *revemente ricordata nelle le ioni precedenti: a )uali opere d#arte @ant %a !inora concretamente pensato, scrivendo la sua Critica del iudizio6 9em*ra legittimo rispondere c%e il modello dell#estetica Nantiana sia prevalentemente naturalistico, o almeno, c%e per @ant la *elle a artistica sia tale )uando sa riprodurre la *elle a naturale e il genio artistico sia colui c%e sa produrre con la stessa naturale a con cui crea la natura" Huttavia 0J

sare**e di!!icile trovare opere d#arte c%e si adattino al giudi io di gusto puro" 3al paragra!o -, si $ visto, emerge l#esempio di un pala o: ma se lo prendessimo troppo sul serio, dovremmo eliminare ogni elemento di utilit& dal giudi io della sua *elle a" G )uindi di!!icile capire )uali esperien a artistic%e siano cosA pure, e viene da c%iedersi se @ant non sia troppo esigente rispetto al giudi io estetico, perc%; (per ritornare al nostro esempio) non parre**e possi*ile giudicare la *elle a di un#opera d#arte arc%itettonica indipendentemente magari, !ra l#altro, anc%e dall#utilit& !un ionale dei suoi spa i ecc" Il modello Nantiano, cosA rigido, a )uesto punto sem*rere**e allora )uasi rovesciare paradossalmente l#idea c%e esperien e secondarie come il !regio, il parer on, a**iano solo una !un ione di accompagnamento all#esperien a estetica principale, giacc%; paradossalmente il !regio costituisce !orse l#unico prodotto artistico c%e rispetta davvero l#ideale di pure a Nantiana" A )uesto proposito, un saggio di Jac<ues 3errida dedicato appunto a )uesta pagina di @ant, Il parer on, contenuto nell#opera $a verit& in pittura (-.77), a!!erma c%e )uesto elemento di apparente marginalit& !orse incarna il vero modello Nantiano di *elle a, poic%; il paradigma di *elle a assoluta si applica meglio a ci' c%e $ inutile per de!ini ione" Come presentendo possi*ili o*ie ioni, nei paragra!i successivi, in particolar modo nel paragra!o -6 @ant ela*ora allora una distin ione !ondamentale tra bellezza libera e bellezza aderente" 4a bellezza libera, de!inita anc%e per se stante, va a, non $ vincolata a nulla ed $ stata l#oggetto esclusivo, !inora, del discorso, essendo )uella c%e permette il li*ero gioco delle !acolt& umane e )uella c%e secondo la )uantit& non presuppone alcun concetto< la *elle a aderente a un concetto, invece, $ condi ionata, e sem*ra contraddire in toto )uanto a!!ermato, perc%; con la sua de!ini ione rientrano due no ioni !inora a*orrite nella conce ione del *ello, cio$ concetto e scopo (ovvero l#utilit&)" ,uesta *elle a, in altri termini, sem*ra contraddire la no ione stessa di *elle a, perc%; in essa ritorna tutto ci' c%e minava alla *ase la possi*ilit& di un giudi io di gusto puro< ma $ comprensi*ile c%e @ant la teori i, perc%; si trova a dover render conto delle di!!icolt& emerse !inora, soprattutto del !atto c%e se si !ormula un giudi io di gusto puro, non compromesso con l#interesse per l#oggetto o la presen ialit& di esso nelle dinamic%e del desiderio, l#unica conclusione c%e ne possiamo trarre $ c%e esso si applic%i per!ettamente a oggetti artistici come i !regi: cio$ sem*reremmo incentrare l#analisi estetica solo su aspetti marginali dell#oggetto artistico" 9i tratta dun)ue di ra!!inare in )ualc%e modo la teoria ela*orata !inora, perc%; non $ possi*ile c%e una teoria dell#arte o un sistema delle arti perdano di vista la grande arte" Accanto alla *elle a li*era di cui %a trattato !inora, @ant dice dun)ue c%e ne esiste un secondo tipo, in cui ritorna la no ione di concetto, anc%e se in un#acce ione diversa rispetto a )uella in cui appariva nella de!ini ione del II momento, dove il concetto rappresentava l#universale di *elle a c%e non pu' essere dato una volta per tutte nella !ormula ione del giudi io di gusto, perc%; ri!lettente" ,ui il concetto $ in!atti )uello della cosa in )uestione: il concetto dell#oggetto" 5er comprender )uesto punto do**iamo ritornare all#esempio della !ine del paragra!o -, cio$ il pala o: se si vuole conoscere un pala o se ne deve possedere il concetto, sapere c%e cosa sia, altrimenti, con una immagine (piuttosto in!elice) dello stesso @ant, saremmo come =l#iroc%ese> c%e a con!ronto con le opere d#arte pre!erisce una *ettola" (A proposito dell#in!elicit& di )uesta immagine, si potr& notare c%e l#illuminismo, il )uale pure rappresenta un momento di svolta nella storia della ra ionalit& occidentale, propugni spesso il modello di una ragione astratta c%e non concepisce c%i non vi si con!orma, a cui pu' al massimo OconcedereP la propria tolleran a: gesto c%e per' implica la certe a della propria posi ione di superiorit&)" Il concetto cosA inteso $ dun)ue un elemento nuovo e !ondamentale nel giudi io di gusto relativo alla *elle a aderente" 5er de!inire la *elle a stessa di una cosa non si pu' !are a meno di possedere il concetto della cosa c%e giudic%iamo: nel caso del pala o, se non ne introducessimo il concetto sare**e di!!icile anc%e solo comprendere la possi*ilit& di un giudi io di gusto" 5er giudicare la *elle a di un pala o, in!atti, la possi*ile o*ie ione di un arc%itetto c%e dicesse indispensa*ile includere anc%e altri aspetti di esso, come la !un ionalit& dei suoi spa i, l#utilit& c%e lo !accia rispondere alla propria !un ione, sare**e !ondata: ci' non signi!ic%ere**e contraddire il piacere puro del *ello o comprometterlo con l#interesse del voler godere =esteticamente> di )uel pala o, ma soltanto ammettere ragionevolmente c%e tra le sue caratteristic%e ci de**a !igurare 06

anc%e la !un ionalit&" In conclusione, )uindi, capiamo c%e esistono opere d#arte, in generale oggetti estetici, c%e si devono comprendere !acendo loro interagire il concetto di ci' c%e devono essere, cio$ con!rontando l#esperien a c%e di essi a**iamo in )uanto oggetti con il loro concetto, pena la mancata !ormula ione di un giudi io di gusto completo: in )uesto sta la de!ini ione della *elle a aderente" 5assando in rassegna gli altri esempi addotti dallo stesso @ant, vediamo )uindi come egli inserisca i !iori (si $ gi& visto: la rosa) tra i modelli di una *elle a naturale, li*era, e lo !accia sen a includere nel proprio giudi io conoscen e particolari, tecnic%e, a livello di *otanica" 5er altro verso, tuttavia, !ra gli esempi di *elle a c%e presuppongono il concetto di ci' c%e la cosa giudicata *ella de**a essere si cita anc%e il cavallo: e )ui sorge un#ulteriore di!!icolt&" 7iene da c%iedersi cio$ )uale sia il criterio della scelta Nantiana< ovvero, in altre parole, in c%e cosa consista la di!!eren a tra un !iore e un cavallo, se tale di!!eren a riposi in ultima analisi (ma contraddittoriamenteC) sul !atto c%e il cavallo risponde a certi criteri di utilit& (un =*el> cavallo $ )uello, per esempio, c%e corre veloce, o c%e traina con !or a), o piuttosto sul concetto di )uesto animale costruito sulla *ase di certe esperien e, c%e %anno costituito i vari e diversi scopi per i )uali nel corso dei secoli un cavallo $ stato giudicato un ottimo esemplare o meno" 7edremo pi8 avanti c%e un#accusa di sottile antropocentrismo $ stata mossa alla no ione di *elle a aderente ancora da 3errida" 3a )uesto punto contrastato emerge c%iaramente come @ant pensi =dialetticamente>, cio$ come la sua ri!lessione sia alimentata da )uella c%e :egel de!iniva =l#in)uietudine> del pensiero, c%e nel muoversi trascina tutto con s;" 7ale a dire: se prima sem*rava c%e tutta la *elle a dovesse essere li*era, adesso siamo costretti !orse addirittura a ridurre la *elle a li*era a un puro ideale, mentre tutto ci' c%e concretamente rimane sare**ero *elle e aderenti, ossia possi*ilit& di *elle a accompagnate dal concetto di ci' c%e la cosa dovre**e essere" Luigi $areyson, nel suo saggio $estetica di -ant (-.6K), di )uest#incoeren a cerca di dare una spiega ione secondo cui )uesto passaggio, e in particolare gli esempi addotti da @ant, mettono in )uestione l#intero rapporto artenatura" In!atti se per gli esempi tratti dall#arte $ evidente la ragione della pre!eren a per la *elle a aderente, ci si deve domandare come mai essa possa riguardare anc%e !enomeni naturali" 9appiamo c%e @ant, nella Critica del iudizio teleolo ico, se non un arc%itetto c%e progetti il concetto delle cose (ossia c%e concepisca le cose sulla *ase di un disegno orientato verso il loro scopo) individua nella natura per' almeno una !inalit& negli organismi viventi" (ra, anc%e per ci' c%e riguarda propriamente il giudi io estetico, cio$ la considera ione limitata al pro*lema del rapporto artenatura, 5areDson dice: =ne li o etti di natura c6 sempre uno scopo% una finalit& interna% fermarsi a Buesta 6 formulare un iudizio teleolo ico% prescinderne 6 formulare un iudizio estetico >" In altre parole, per la natura, riguardo a una cosa naturale, giudi io estetico e teleologico in ultima analisi coincidono: a livello estetico, la natura stessa pare cosA divenire paradigma di *elle a aderente e la *elle a li*era scomparire dall#ori onte della nostra considera ione< $ come se la *elle a li*era !osse rinvenuta cio$ solo nei casi in cui non si %a competen a rispetto all#oggetto del giudi io" Ci' rappresenta l#ennesimo rovesciamento inaspettato all#interno del discorso Nantiano" In particolar modo, l#estetica Nantiana, c%e si era inaugurata all#insegna della pure a del giudi io di gusto, sem*ra ora venire messa nuovamente in )uestione riguardo al contenuto dei paragra!i - e M, poic%; l#introdu ione della no ione di concetto della cosa ric%iama in causa la distin ione !ra il *ello e il *uono (in )uanto una cosa c%e risponde appieno al suo concetto pu' essere de!inita *uona in s;) e anc%e la distin ione tra *elle a e conoscen a" A partire dal )uarto capoverso del paragra!o -6, in!atti, @ant a!!erma c%e allo stesso modo che lunione del piacevole :della sensazioneE% con la bellezza PSQ impediva la purezza del iudizio di usto% la purezza stessa 6 alterata dallunione del buono :cio6 di ci4 per cui il molteplice 6 buono rispetto allo etto% secondo il suo fineE con la bellezza < e continua pi8 oltre sostenendo c%e il piacere che si prova per il molteplice in una cosa% in relazione con lo scopo interno che determina la possibilit& della cosa stessa% 6 un piacere fondato sopra un concetto " ,uando cio$ nella pure a della de!ini ione del *ello rientra la no ione di *uono, si compromette anc%e la pure a del giudi io di gusto e la sua indipenden a dal *uono" Fna conseguen a importante di tutto ci' $ c%e il usto% da Buestunione del piacere estetico con il piacere intellettuale% uada na Buesto% che viene fissato e se non diventa universale% li possono per4 essere prescritte re ole" 07

In causa, )uindi, si ripropone la di!!icolt& di rela ione di @ant con la posi ione scolastica e in particolare il suo rapporto con /aumgarten, c%e !ondava l#estetica nelle sue due acce ioni (gnoseologia in!eriore e scien a del *ello) uni!icate I si ricorder& I sulla *ase di una sostan iale continuit& tra sensi*ilit& e intelletto" Il programma di @ant di conciliare, di !ar interagire, )uesta prospettiva scolastica con )uella empirista di matrice *ritannica, cio$, non esclude la possi*ilit& c%e )ui ritorni in gioco l#idea di *elle a di /aumgarten !ondata sulla progressione dal con!uso al c%iaro: anc%e se non c#$ un ritorno a )uesta posi ione, l#espulsione del concettuale messa in atto dal paragra!o - non impedisce c%e una nuova acce ione di concetto si ripresenti nel paragra!o -6, in cui il concetto dell#oggetto $ l#unico modo per sta*ilire regole pragmatic%e anc%e se non di gusto" 4#eredit& ra ionalistica in @ant, dun)ue, $ pi8 pesante e pi8 pro*lematica di )uanto non sem*ri a prima vista" 4#altro pro*lema da porsi, sulla scia di )uanto sostenuto da 3errida sempre nel saggio Il parer on, $ )uali siano i criteri per de!inire un prodotto della natura, ad esempio un cavallo" 4a possi*ile risposta, c%e un cavallo de**a incarnare )uello c%e noi immaginiamo sia il suo concetto, ovvero rispondere a )uelli c%e noi immaginiamo essere gli scopi per cui esiste, spinge 3errida a suggerire c%e @ant si trovi vicino al pericolo di sancire come criterio del giudi io estetico, nonostante le distin ioni argomentate in preceden a tra *ello e utile, proprio un criterio antropocentrico e dun)ue di !atto su*ordinato all#utile< in pratica, !iniremmo per considerare il cavallo sulla *ase delle caratteristic%e c%e di esso a noi servono, sta*ilite almeno in *ase al retaggio di tutta la storia della nostra cultura, c%e $ (!ra l#altro) una cultura del dominio del#uomo sulla natura" Con ci', $ evidente c%e dietro l#apparente neutralit& del giudi io di gusto, si $ ad un passo dal ritorno della centralit& dell#utile, anc%e se il ritorno alla !un ione non $ una scelta individualistica ma una riproposi ione di un concetto superiore, un#utilit& delle specie e non del singolo" 4#introdu ione tra gli esempi di *elle a aderente della *elle a umana non deve peraltro stupire: la conce ione di @ant dell#uomo come !ine in s;, capace di determinare la *elle a di tutte le cose in virt8 della loro utilit&, $ una eredit& propriamente umanistica: la posi ione intermedia ed e)uidistante dell#uomo tra animale e divinit& ne garantisce la posi ione peculiare e l#eccellen a nella natura" 4a conseguen a c%e @ant trae da )uesta introdu ione inaspettata del concetto nel giudi io di gusto $ c%e il gusto stesso dall#intelletto guadagna la possi*ilit& c%e gli siano prescritte regole, anc%e se non di gusto: nel (aragrafo 8= si avverte tutta la preoccupa ione Nantiana, per cosA dire, di Olimitare i danniP, con la ria!!erma ione dell#idea c%e non si sta*ilisca un#estetica normativa" ,ui @ant ri*adisce c%e il *ello non $ un concetto, ma l#oggetto di un giudi io estetico in cui si %a a c%e !are con una dimensione soggettiva a diversi livelli, anc%e se l#argomento principale del paragra!o, esposto su*ito dopo, $ il pro*lema, la necessit& di capire la rela ione tra la pretesa di universalit& propria del giudi io estetico e la storicit& del giudi io estetico stesso, ci' c%e @ant c%iama laccordo% per Buanto possibile% di tutti i tempi e di tutti i popoli ri uardo a Buesto sentimento nella rappresentazione di certi o etti" In altre parole, se esiste il *ello I c%e non $ un concetto ma un#esigen a I si tratta di capire )uale sia la rela ione c%e esso intrattiene con la storia in cui si reali a in canoni, in criteri di!!erenti" Ci' c%e @ant %a in preceden a illustrato sulla *elle a aderente, attraverso la no ione di idea normale estetica, )ui introdotta e distinta su*ito dall#idea ra ionale, spiega perc%; in epoc%e diverse si !issino gusti particolari, perc%; in epoc%e diverse cio$ si considerino esemplari alcuni prodotti oggetti del giudi io di gusto" 5er sta*ilire la *elle a aderente, la *elle a c%e dipende dal concetto, ad esempio di un cavallo, noi possediamo un concetto empirico (no ione gi& presente nella Critica della ra ion pura) di cavallo ricava*ile dall#esperien a< un passo ulteriore rispetto ad esso, in dimensione intersoggettiva, $ l#idea normale estetica, cio$ un#immagine scaturita dalla sovrapposi ione ideale di tutti gli esemplari" Astrarre un concetto empirico $ il dun)ue il presupposto per ottenere l#idea normale estetica come criterio elementare, primo elemento per giudicare l#oggetto, ovvero un prototipo di gusto" 5er illustrare )uesto punto complicato del suo discorso, @ant !a allora un#esempli!ica ione storica, riguardo alla *elle a umana: anc%e per l#uomo l#opera ione di sovrapposi ione ideale di tutte le immagini $ avvenuta e si $ concreti ata nel canone di !olicleto per la scultura, c%e sta*ilisce rapporti armonici ideali tra le parti del corpo umano, ed $ divenuto la norma della scultura classica 0K

sulla scorta di un#opera ione c%e esemplari a per cosA dire l#idea normale estetica" 5roprio la possi*ilit& di concreti are le idee normali estetic%e !a sA c%e esse diventino il canone di un gusto, di un#epoca" 3el resto, )uando si giudica la *elle a umana $ di!!icile se non impossi*ile con!rontarsi in )ualc%e modo (!osse pure in negativo) con il canone di 5olicleto, e ancora di pi8 lo era al tempo di @ant, in un clima ed un#epoca (ricordiamolo) di ritorno al classicismo, c%e aveva ripreso vigore dalla pu**lica ione di )uello c%e $ universalmente considerato il mani!esto del neoclassicismo, i !ensieri sullimitazione dellarte reca (-7JJ) di BincNelmann" ,uest#a!!erma ione c%e anc%e @ant sem*ra dun)ue condividere, secondo cui la *elle a sare**e una media ragionevole dei rapporti tra le parti di un corpo rientrere**e in una visione armonica della *elle a stessa<a proposito dell#ideale della bellezza costituito dall#uomo, per', va detto c%e il testo $ su*ito messo in discussione in una nota, dove si a!!erma, nella considera ione della *elle a umana, la presen a di un elemento ulteriore" Ancora una volta, cio$, @ant costruisce un sistema e su*ito mina alla *ase il canone di *elle a sta*ilito e sottoscritto come idea di propor ione tra le parti, perc%; si rende conto c%e la matemati a ione della *elle a non $ su!!iciente: se la *elle a umana esprimesse solo propor ioni desumi*ili attraverso una media, il volto per!ettamente regolare di un modello sare**e necessariamente *ello, ma invece non sempre si pu' dire tale se non %a nulla di caratteristico. ,uesto termine, inserito per la prima volta in una tratta ione !iloso!ica da Giuse((e S(alletti. $ la segnala ione dei limiti del classicismo e dell#idea di BincNelmann, secondo cui le opere grec%e sono nate in un mondo ideale e sono espressione di una *elle a ideale valida per i moderni come oggetto di imita ione" 5er 9palletti nella costru ione del *ello manca )ualcosa c%e si aggiunga a )uest#ideale astratto, e )uesto )ualcosa si identi!ica nel caratteristico" @ant d& di )uesto termine un#interpreta ione con!orme all#inclina ione etica generale del suo pensiaro: se il canone di 5olicleto $ ottimo per un trattato di anatomia, esprime il canone della specie, esso tuttavia non esprime il tratto !ondamentale della *elle a individuale, il carattere, c%e per' non dev#essere prevalente e pregiudicare l#idea normale per non degenerare in caricatura" ,uesto altro termine introdotto, nuovo per l#estetica, avr& !ortuna sulla no ione di *ello )uando sar& entrato in crisi il sistema %egeliano, c%e vuole il *ello come massima espressione sensi*ile dell#Idea: gli allievi dello stesso :egel rivendic%eranno per il caratteristico lo statuto di categoria estetica di pari dignit& del *ello ()uando !arl 4osen2ranz scriver& addirittura una Estetica del brutto)" 5er tornare a @ant, egli $ gi& consapevole c%e volti per!ettamente regolari esprimono uomini aridi se manca loro un tratto espressivo, caratteristico, c%e ne esprima il carattere etico: )uest#a!!erma ione $ importante perc%; implica la possi*ilit& c%e il genio a**ia una sua mani!esta ione sensi*ile, in cui la natura esula dalle propor ioni, e )uest#idea rappresenta il !ilo diretto con una disciplina pseudo-scienti!ica c%e ritiene di poter desumere dalla !orma del corpo di un uomo la sua attitudine morale, la !isiognomica, e c%e avr& grande successo nell#(ttocento" In conclusione, nella nota di @ant, la no ione di caratteristico, c%e in seguito avr& !ortuna ma c%e all#epoca era ancora poco di!!usa, rappresenta una rivincita sulla normali a ione" 1<. Il Buarto momento del iudizio di usto) la *modalit&+. 5roseguendo nella lettura della Critica del iudizio, il passaggio successivo da cui partire per proseguire nell#analisi $ la lettura del Ouarto momento del iudizio di usto, una de!ini ione di esso c%e parte dalla modalit& ma c%e non sem*ra nuova, an i pare ancora una volta un modo diverso di guardare allo stesso pro*lema della de!ini ione, vista in preceden a, del 9econdo momento: il bello 6 ci4 che% senza concetto% 6 riconosciuto come o etto di un piacere necessario" 4a conclusione del ,uarto momento dice cio$ c%e, dal punto di vista modale, una !rase =Z $ *ello> %a una pretesa di necessit&" ,uesto termine pu' trarre in inganno perc%; @ant !inora, si ricorder&, aveva usato l#espressione =deve potere>, mentre )ui sostiene c%e la necessit& accompagna il giudi io di gusto" Huttavia )ui non si parla della necessit& di condivisione di un sentimento, perc%; esso pertiene alla s!era soggettiva: la necessit& riguarda l#esisten a stessa, la possi*ilit&, del giudi io di gusto, ed $ )uindi comprensi*ile perc%; )uest#a!!erma ione sia l#altra !accia dell#universalit& sen a concetto, della pretesa universalit& propria del *ello come oggetto del giudi io di gusto" 0.

5er comprendere meglio )uesto punto, tuttavia, $ necessaria la lettura dei paragra!i precedenti< in particolare, nel paragra!o 20 compare una no ione emersa a tempo de*ito a proposito del De anima di Aristotele, nella cui opera si parlava di senso comune (/oin1 aisthesis)" In @ant =senso comune> %a un nuovo signi!icato, non incarna pi8 una !acolt& dell#animo umano, ma una caratteristica della nostra societ&: il necessario termine di media ione tra il pensiero di Aristotele e )uello di @ant $ rappresentato da una scuola !iloso!ica (la 9cuola sco ese del senso comune) di ampia in!luen a proprio su )uei !iloso!i *ritannici c%e %anno posto le premesse per il successo della no ione di gusto nel 9ettecento, !ra cui :ume e /urNe" Il senso comune $ inteso ora come il modo di giudicare condiviso da una societ&, e in )uest#acce ione $ c%iaro tanto il suo legame con il gusto come condivisione di valori estetici e morali, )uanto il !atto c%e anc%e @ant usi )uest#espressione in senso OsocialeP< $ anc%e )uesto passaggio di signi!icato dalla acce ione individuale a )uella collettiva di =senso comune>, come necessit& del !atto c%e la societ& possa condividere dei valori, c%e segna, aiutandone a comprendere il senso, la nascita dell#estetica moderna" Il paragra!o -K, l#esordio del )uarto momento del giudi io di gusto, $ in proposito signi!icativo< )ui @ant ini ia col passare in rassegna le tre categorie della modalit&: possi*ilit& ( Di o ni rappresentazione posso dire che almeno 6 possibile che essa :in Buanto conoscenzaE sia con iunta con un piacere), realt& (Ci4 che chiamo piacevole% dico che mi produce realmente piacere ) e necessit& (Ma del bello si pensa che abbia una relazione necessaria col piacere)" Il *ello cio$ produce necessariamente un piacere, ma )uesta necessit& $ particolare, non $ una necessit& teoretica oggettiva, cio$ non dipende da una categoria, e non $ nemmeno una necessit& pratica, dipendente cio$ dalla legge morale: essa $ una necessit& esemplare" (gni epoca storica individua insomma degli esempi del proprio gusto, proprio come era stato per l#antic%it& con il canone di 5olicleto< )uesti esempi rappresentano un orientamento a cui tutti i mem*ri della societ& sentono la necessit& di aderire, tuttavia in certi casi pu' non succedere, perc%; del gusto non si pu' addurre una regola: della regola non si %a !ormula ione, se ne %anno solo reali a ioni, esempi storicamente esistenti come le opere d#arte, c%e dettano il gusto di un#epoca, intorno a cui una societ& costruisce se stessa proprio riconoscendo in esse il proprio gusto" Fna possi*ilit& di dissenso resta per', come si $ visto, aperta, perc%$ di un gusto, anc%e se dominante, si %a sempre e comun)ue non la regola ma esempi c%e di essa sono soltanto una mera approssima ione" ,uest#ultima conclusione in particolare va ri*adita come !ormula ione di pensiero straordinaria in @ant, perc%;, all#epoca, BincNelmann aveva imposto un modello di gusto classicistico, poi invalso anc%e in campo !iloso!ico" 4a pu**lica ione dei !ensieri sullimitazione dellarte reca di BincNelmann nel -7JJ, del resto, aveva gi& in preceden a provocato la rea ione di Johann G. #erder, la cui idea !orse era nota anc%e a @ant: se da una parte egli concordava con BincNelmann nel sostenere c%e le opere grec%e !ossero la reali a ione massima della *elle a e il !rutto di condi ioni naturali e storic%e unic%e e irripeti*ili (per cui l#arte greca costituiva il massimo canone di *elle a), :erder negava tuttavia c%e l#unica possi*ilit& lasciata ai moderni !osse l#imita ione di un tale modello irraggiungi*ile< )uesto ri!iuto del principio di imita ione si sviluppava poi nell#idea c%e i moderni dovessero creare un#arte originale e corrispondente alle proprie condi ioni storic%e, naturali e sociali" A tal proposito, egli contrapponeva a 9o!ocle, modello poetico di BincNelmann, 9%aNespeare, la cui opera rappresenta una rivolu ione dirompente nella storia del genere tragico, c%e va contro alla teoria pseudo-aristotelica (interpreta ione dogmatica e normativa della !oetica) delle tre unit& di luogo, tempo e a ione" Hornando a @ant: per completare )uesta visione $ necessario integrarla con la gi& a!!rontata no ione di =senso comune> incontrata nel paragra!o 20, dove $ de!inita come principio so ettivo% che solo mediante il sentimento e non mediante concetti% ma universalmente% determini ci4 che piace e dispiace: cio$ non come buon senso, ma come condivisione di un giudi io estetico, il necessario presupposto c%e tutti siano capaci di giudicare c%e !onda la pretesa di universalit& del giudi io di gusto" 19. Il problema del usto da -ant al =ovecento) una panoramica. ,Si &eda la &oce /Gusto0 allegata agli a((unti1 M0