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Dalla fine della guerra al primo governo Mussolini ( dal novembre del 18 all' ottobre del 22) si susseguirono

sei diversi governi: Orlando, Nitti, Giolitti, Bonomi (due volte), Facta. Questa instabilit politica era il sintomo di una grave crisi della vecchia classe dirigente liberale. Nelle elezioni del 19 il partito socialista e il partito popolare, sommati insieme, detenevano la maggioranza alla camera ma erano troppo distanti ideologicamente per potersi alleare. N era possibile un accordo fra liberali e socialisti. Sempre pi precarie risultavano le coalizioni di governo fra liberali, democratici e repubblicani. Perci nella classe dirigente liberale guadagn terreno l'ipotesi di un'alleanza elettorale che comprendesse i nazionalisti e anche i fascisti (ne fu fautore Giolitti). Nelle elezioni del 15 maggio del 21 i fascisti furono chiamati a presentarsi all'interno delle liste di blocco nazionale con i liberali e altri gruppi di centro, in quei collegi del centro-nord dove era presumibile una vittoria socialista. Le elezioni, precedute da una campagna elettorale insanguinata dalle violenze squadriste, videro un calo della sinistra rispetto al 19, una sostanziale tenuta dei liberali, un lieve aumento dei popolari. I fascisti ottennero 31 seggi. Il parlamento risult ancora pi frazionato. Le forze liberal-democratiche potevano avere la maggioranza solo con i deputati fascisti (fra i quali Mussolini). Ci rese debolissimo il nuovo governo presieduto da Bonomi, e accrebbe il peso politico dei fascisti. Mussolini si inser abilmente in questa situazione, forte dell'appoggio degli agrari, del ceto medio e degli imprenditori che iniziarono a considerare il fascismo una possibile soluzione in senso antisindacale e anti-socialista della crisi italiana. Al congresso dei fasci nel novembre del 21, Mussolini riusc a trasformare il vecchio movimento nel partito NAZIONALE FASCISTA, che gli forn un pi solido strumento di azione: mentre gli squadristi spadroneggiavano nel paese, Mussolini utilizzava il partito per operare sul piano della legalit politica. Il programma del partito fascista era molto lontano da quello originario del 19: prevedeva uno Stato forte e la limitazione dei poteri del parlamento; esaltava la nazione e la competizione fra le nazioni; proponeva la restituzione all'industria privata di servizi essenziali gestiti dallo Stato ( come le ferrovie e i telefoni) ; invocava il divieto di sciopero nei servizi pubblici. Era un programma nettamente CONSERVATORE e NAZIONALISTA che rassicurava la borghesia agraria, industriale e commerciale. Nel frattempo il movimento socialista si indeboliva a causa di ulteriori divisioni. La prima si verific al Congresso di Livorno del Partito socialista, tenutosi nel gennaio del 21; un gruppo dell'ala sinistra del partito ( tra cui Gramsci, Togliatti e Bordiga) se ne distacc, dando vita al partito COMUNISTA DI ITALIA. Causa della scissione era il giudizio negativo,dato da questo gruppo che si distacca dal partito, sulla linea politica del partito socialista, ritenuta inadeguata a costruire una reale prospettiva rivoluzionaria. Un ulteriore fattore di attrito era il rifiuto opposto dalla maggioranza del partito socialista ad accettare le condizioni dettate da Lenin per l'adesione alla TERZA INTERNAZIONALE ( quali l'espulsione della componente riformista e l'assunzione della denominazione di partito comunista). Una seconda scissione si ebbe all'inizio dell'ottobre del 22 : l'ala riformista, di fronte all'aumento della violenza squadrista, decise di appoggiare il debole governo liberale di LUIGI FACTA. Allontanati dalla direzione massimalista del partito, formarono il PARTITO SOCIALISTA UNITARIO (primo segretario MATTEOTTI). Il partito socialista risultava cos diviso in 3 tronconi. Si delineava ormai la sconfitta dell'intero movimento socialista italiano. Segno della disfatta socialista fu il cosiddetto SCIOPERO LEGALITARIO, uno sciopero generale proclamato in difesa delle libert politiche e sindacali, che fall, dando ai fascisti il pretesto per una devastante rappresaglia contro le organizzazioni operaie. Profonde divergenze maturavano anche all'interno del partito popolare, tra la destra cattolico-moderata, il centro di Sturzo e De Gasperi, la sinistra di provenienza sindacale. La destra conservatrice si orient verso un'alleanza con Mussolini. Nella tarda estate del 22 Mussolini giudic maturi i tempi per un'azione di forza. Mentre da un lato trattava con gli esponenti liberali (Giolitti e Salandra) la formazione del nuovo governo che sostituisse Facta e che comprendesse anche i ministri fascisti, dall'altro preparava una concentrazione di squadristi armati nella capitale: nell'agosto Mussolini aveva riorganizzato le squadre in una milizia fascista, sotto un comando unificato. La MARCIA SU ROMA inizi gli ultimi giorni di ottobre con l'occupazione di edifici pubblici in varie citt dell'Italia centro settentrionale e il 28 ottobre colonne fasciste, senza incontrare nessuna resistenza, entrarono nella capitale. Dal punto di vista militare, i fascisti non avrebbero potuto fronteggiare con speranza di successo una reazione dell'esercito italiano. Tale

reazione non vi fu perch VITTORIO EMANUELE 3 rifiut di firmare il decreto di stadio d'assedio per difendere Roma. Il sovrano si pieg davanti alla minaccia dei fascisti, convoc a Roma Mussolini e gli diede il compito di formare il nuovo governo, che sar composto da 5 esponenti fascisti e altri ministri liberali, filo-fascisti e nazionalisti. La marcia su Roma e il primo governo Mussolini segnavano il crollo delle istituzioni liberali e democratiche: in pochi anni il fascismo avrebbe cancellato ogni forma di legalit democratica e di libert politica e sindacale. Il periodo dall'ottobre del 22 al gennaio del 25 viene considerato una fase di transizione verso il vero regime fascista. In questo periodo Mussolini present il partito fascista come una maggioranza diversa da quelle liberali e rassicur l'opinione pubblica, che aveva visto nel fascismo un mezzo per garantire l'ordine e la pace sociale. Sia in Italia che all'estero, il fascismo veniva visto solo come forza conservatrice capace di opporsi con successo al pericolo di un'affermazione socialista. Questo giudizio non coglieva il carattere profondo del fascismo, quello cio di essere una forma politica tendenzialmente totalitaria. In questo periodo di transizione, furono costituiti: il GRAN CONSIGLIO DEL FASCISMO ( dicembre 22), un organo che comprendeva i massimi esponenti del partito e i membri fascisti del governo e che esercitava forte influenza sul governo stesso, la MILIZIA VOLONTARIA PER LA SICUREZZA NAZIONALE, una sorta di esercito parallelo agli ordini del capo del governo che inquadrava le squadre d'azione fasciste; la CONFEDERAZIONE NAZIONALE DELLE CORPORAZIONI SINDACALI, che riuniva i sindacati fascisti e che di l a poco sarebbe divenuta l'unico sindacato autorizzato a operare nel paese. La stabilit del governo di Mussolini era tuttavia minacciata, oltre che dall'opposizione socialista e comunista, dal fatto che ne facevano parte forze politiche certamente non fasciste, quali i popolari e i liberal-democratici, che insieme avevano una maggioranza numerica in parlamento. Tra i popolari si apr il conflitto tra la componente sturziana, che giudicava il fascismo incompatibile con gli ideali del cattolicesimo popolare, e quella clerico-moderata, che sosteneva Mussolini. Mussolini, smorzando i toni iniziali anti-clericali, riusc a guadagnare consensi nella parte pi conservatrice del mondo cattolico e in Vaticano, anche grazie ad alcuni provvedimenti contenuti nella legge di riforma scolastica approvata nel 23 dal ministro GENTILE. In questo modo, tramite pressioni del Vaticano e una violenta campagna della stampa fascista, Mussolini indusse Don Sturzo a dimettersi da segretario del partito popolare. Al fine di rinsaldare la maggioranza di governo e di togliere spazio alle opposizioni, Mussolini riusc a far approvare nel 23 una nuova legge elettorale maggioritaria ( cio che si adotta il sistema proporzionale ma con un premio di maggioranza a chi ottiene pi voti), legge ACERBO. Alla lista che avesse ottenuto la maggioranza sarebbero stati assegnati i due terzi dei seggi. Con questa legge si and alle elezioni dell'aprile del 24 che furono il momento di svolta nel passaggio alla dittatura fascista. Il partito fascista si present alle elezioni all'interno di una lista nazionale (LISTONE), di cui facevano parte fascisti,nazionalisti ed esponenti liberali, cattolici della componente clerico-moderata. Gli oppositori invece si presentarono in ordine sparso, con pi liste separate. Il listone ottenne un grande successo, con il 65% dei voti. Mussolini ora, oltre a disporre di una maggioranza netta, riusc a portare in Parlamento un alto numero di deputati. Il successo di Mussolini, oltre che dal terrorismo contro gli oppositori, dalle divisioni fra quest'ultime e i brogli durante le elezioni, nasceva indubbiamente dal fatto che il fascismo stesso era riuscito a proporsi di fronte alla borghesia, alla classe dirigente conservatrice e ai ceti medi come forza politica in grado di garantire la stabilit politica e l'ordine sociale. Il 10 giugno 1924 MATTEOTTI, dopo un forte discorso alla nuova camera ne quale aveva denunciato i brogli elettorali, fu rapito e ucciso da una squadra fascista. Il delitto Matteotti scosse profondamente l'opinio