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La Carboneria galatinese

I moti carbonari a Galatina cominciarono fin dai tempi del regno d Gioacchino Murat; e s'andarono sempre pi intensificando dopo il ritorno del Borbone a Napoli. Pass anche da Galatina, e vi sost per qualche giorno in casa di un prete borbonico, il generale scozzese Richard Church, che Ferdinando I aveva mandato in giro per la provincia di Lecce, tra la fine del 1817 e gli inizi del 1818, con lo scopo di sopprimere le sette carbonare, che pullulavano un po' dovunque. L'esistenza di una vendita carbonara a Galatina, intitolata Novelli Bruti, documentata da un diploma di affiliazione, datato 30 luglio 1820. Il documento fu rinvenuto soltanto nel 1851, tra le carte del defunto Giacomo Comi, dei baroni di Corigliano d'Otranto, uno tra primi carbonari del Salento. Il Comi, come Innocenzo Calofilippi di Galatina e Donato Granafei, ebbe un ruolo importante nella vicenda risorgimentale di Terra d'Otranto. Il Granafei, marchese di Sternatia, era stato capace di far ruotare intorno alla vendita dei Novelli Bruti di Galatina, di cui faceva parte in qualit di oratore, molte altre vendite sorte quasi a raggiera intorno alla citt di S. Pietro: quella di Lequile, Corigliano, Martano, Alessano, Gallipoli, e di altri centri a sud di Lecce, fino al Capo di Leuca. Quando a Galatina avvenivano le riunioni plenarie e ve ne furono non poche, in barba alla polizia borbonica e allo spionaggio di oscuri figuri e delatori del luogo , i carbonari di Galatina svolgevano un lavoro di sorveglianza, degno dei pi intelligenti organismi di massima sicurezza. Qualche volta, tuttavia, il covo fu scoperto, come accadde nel palazzo di Luigi Mezio, fervente carbonaro. Le riunioni periodiche dei carbonari galatinesi avvenivano in qualche casolare dell'agro. Una sede rimasta memorabile quella della Torre, nella masseria omonima, in agro di Soleto, ma ad un fischio da Galatina, sulla via per Corigliano d'Otranto. Anche oggi, a sinistra del crocivio al limite del grande complesso industriale della cementeria Colacem (una volta Fedele), nascosta tra moderne ville molto belle, sparse qua e l sulla via vicinale SoletoSogliano Cavour, si pu scorgere questa Torre, in parte diruta, ma avvolta in un'aria di mistero; quivi, di notte, si davano appuntamento gli iscritti alla vendita dei Novelli Bruti e ad altre vendite dei centri vicini. Altre riunioni avvenivano nei giorni di grande mercato, quali erano quelli delle tre fiere tradizionali, che, come si detto, si tenevano a Galatina il gioved dell'Ascensione, in quello del Corpus Domini, e il 25 novembre, festa di S. Caterina d'Alessandria. Il flusso eccezionale di gente che conveniva dai paesi del Salento leccese, ed anche da pi lontano, rendeva pi

difficile controllo dei carbonari da parte della polizia borbonica. In queste circostanza; ed anche in altre, come ad esempio durante le feste patronali negli ultimi giorni di giugno, gli incontri avvenivano nella sacrestia di qualche chiesa, mentre si celebravano le funzioni religiose. Una di queste assemblee si tenne il giugno 1816, festa del Corpus, nella chiesa delle Grazie (o, meglio, della Grazia): che poi era la chiesa facente parte del convento dei Domenicani, in seguito chiamata chiesa del Collegio per la presenza degli Scolopi che, fin dal 1854, vi avevano aperto una scuola-convitto; ed oggi, infine, detta chiesa del l'Immacolata, in piazza Alighieri, una volta chiamata Largo S. Domenico od anche Largo Fontana. Indubbiamente, nella chiesa della Grazia, una volta cacciati i Domenicani dopo la soppressione napoleonica degli Ordini religiosi e la chiusura dei conventi e monasteri, doveva esservi qualche prete secolare, connivente con i carbonari. Le cronache dicono che questi fosse un canonico Papadia. Le stesse fonti dicono che alla funzione erano presenti il marchese di Sternatia, il citato Granafei, e lord William Bentinck, il diplomatico britannico che aveva costretto re Ferdinando e la regina Maria Carolina a rifugiarsi a Vienna (1813). Il Bentinck sosteneva i liberali del Mezzogiorno che reclamavano la Costituzione. In quell'assisa intervenne il fior fiore della Carboneria di tutta la Puglia, della Basilicata e della Calabria (R. Rizzelli, Memorie, op. cit. in bibliogr. p. 19). Dopo poco pi di un anno dalla grande assemblea della Grazia, il 25 novembre 1817, fiera di S. Caterina, un altro incontro segreto fu tenuto nella citata tenuta della Torre, con una partecipazione massiccia della carboneria provinciale. (da Galatina Storia & Arte, Antonio Intonaci, Panico, Galatina, 1999).

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