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Esercitazione Algebra lineare

Marco Gattulli 13 gennaio 2012


ESERCIZIO 1. Calcolare il determinante della matrice

A=

1 2 6 0 i i 5 4 0 0 0 7i 2 4 12 0

Svolgimento. Questesercizio gi svolto nel le Determinanti. ESERCIZIO 2 (Prodotto vettoriale o prodotto esterno). Calcolare il prodotto vettoriale a b dove a= 1 0 1
T

b = 2 1 1

Svolgimento. Il prodotto vettoriale tra due vettori mi restituisce un vettore (mentre il prodotto interno si faceva sempre tra due vettori ma mi restituisce uno scalare) ortogonale a quei vettori e di norma il prodotto delle norme dei vettori per il seno dellangolo compreso tra loro: ab=c (c|a) = 0 (c|b) = 0 c = a b sin() Siccome a e b individuano un piano, per capire se il vettore risultante c perpendicolare entrante o uscente da quel piano, si usa la regola della mano destra : a il pollice destro, b lindice destro e c il medio che ci dice dov diretto il vettore c. 1

Ci sono diversi modi per calcolare il prodotto vettoriale tra due vettori, noi vedremo come si fa con il determinante. Il prodotto vettoriale tra due vettori a b = c, dove a = a1 a2 a3
T

b = b1 b2 b3

c = c1 c2 c3

si ottiene in questo modo: i j k det a1 a2 a3 = c1 i + c2 j + c3 k b1 b 2 b3 i, j, k sono i versori (vettori di norma 1) delle tre direzioni degli assi cartesiani, rispettivamente dellasse x, y, z . Questo per dire che in seguito al determinante (che mi restituisce uno scalare), il vettore c sar c = c1 c2 c3 . In sica si usa molto scrivere un vettore di R3 c = c1 c2 c3 c = c1 i + c2 j + c3 k , perch non altro che scrivere: c1 1 0 0 c = c1 0 + c2 1 + c3 0 = c2 c3 0 0 1 Vediamo nel nostro caso cosa si ottiene. i j k 1 a b = det 1 0 2 1 1 [Si sviluppa obbligatoriamente secondo la prima riga] = i det 0 1 1 1 1 0 j det + k det 1 1 2 1 2 1

T T

come

= i + 3j k Quindi c = 1 3 1
T

ESERCIZIO 3 (Area di un triangolo). Calcolare larea di un triangolo di vertici A(0, 1) B (2, 3) C (3, 3) Svolgimento. 2

Un modo per calcolare larea di un triangolo di vertici P1 (x1 , y1 ) usando il determinante: AreaP1 P2 P3 1 1 1 1 = det x1 x2 x3 2 y1 y2 y3

P2 (x2 , y2 )

P3 (x3 , y3 )

C il modulo perch il determinante pu risultare negativo. In questo caso si parla di area orientata: se i vertici sono stati presi in senso antiorario, larea verr positiva 1 (non un caso se n dalle elementari ci hanno abituato a scrivere i vertici delle gure in senso antiorario, anche se magari il concetto di area orientata sfuggiva allintuizione delle maestre della scuola primaria); nel caso in cui si riportino in senso orario, larea risulter negativa (argomenti di Analisi II ). Nel nostro caso viene: AreaABC 1 1 1 1 = det 0 2 3 2 1 3 3 [Si sviluppa secondo la prima colonna perch ha pi zeri] = = 1 (15 + 1) = 8 2 1 2 3 1 1 1 det + 0 + 1 det 3 3 2 3 2

ESERCIZIO 4. Trovare gli autovalori della matrice A, dire qual la loro molteplicit algebrica e geometrica; inne calcolare i relativi autovettori.

A=

0 1 1 3 2 1 0 0 2 0 0 0

0 1 1 2

Svolgimento.
Spesso in matematica e in sica, il senso antiorario associato allessere positivo. Questa non altro che una convenzione radicata nel tempo, infatti la matematica e la sica si sono sviluppate nellemisfero boreale, e qui la rotazione della Terra viene percepita in senso antiorario, quindi dovendo dare ad un senso il segno + e ad un senso il segno -, si preferito basarsi sul comportamento della realt, come spesso accade.
1

Troviamo gli autovalori ponendo il polinomio caratteristico di A uguale a zero, questo perch noi cerchiamo e v tali che Av = v , quindi Av = v Av v = 0 (A I )v = 0 Stiamo cercando vettori non banali (cio diversi da quello nullo) che soddisno questa formula. Ma quello un sistema omogeneo di matrice A I e se vogliamo che la soluzione non sia banale, dobbiamo porre il suo determinante diverso da zero. Quindi calcoliamo il determinante di

A I =

0 1 1 0 3 2 1 1 0 0 2 1 0 0 0 2

e poniamolo uguale a 0: det(A I ) = 0 (2 )(2 )(2 + 2 3) = 0 ( 2)2 ( + 3)( 1) = 0 Quindi gli autovalori sono: 1 = 2 2 = 3 3 = 1 Le molteplicit algebriche sono m1 = 2, m2 = 1, m3 = 1 (dove mi si riferisce a i ). Possiamo gi dire che sia la molteplicit geometrica d di 2 e di 3 1 perch d m. Calcoliamo gli autovettori e quindi la molteplicit geometrica di 1 = 2. Vediamo come fare richiamando la formula (A I )v = 0 : stiamo cercando i v che rendono vero il sistema lineare (A I )v = 0, quindi sostituiamo a lautovalore che ci interessa e siccome il sistema omogeneo, per trovare gli autovettori relativi a , e dunque lautospazio, bisogna calcolare lo spazio nullo della matrice A I (che coincider con lautospazio).

Applichiamo allora leliminazione di Gauss sulla matrice A I con = 2:


2 1 1 3 4 1 0 0 0 0 0 0

0 1 1 0

1 1 1 0 2 2 5 1 0 2 1 2 0 0 0 1 0 0 0 0

1 1 1 0 2 2 1 0 1 5 2 5 0 0 0 1 0 0 0 0

Da cui si ricava per il teorema nullit pi rango che dim(N (A)) = 1 (essendo che la matrice ha 3 colonne dominanti, dunque il rango uguale a 3); per cui la molteplicit geometrica dellautovalore = 2 1. Troviamo una base per lo spazio nullo di questa matrice che sar anche una base dellautospazio e quel vettore di base sar lautovettore cercato. Dalla forma ridotta della matrice si ricava il vettore soluzione:
3 5 1 5

=5

3 1 5 0

Questo trovato lautovettore relativo allautovalore = 2. Non importante che mettere, tanto in ogni caso un elemento dellautospazio. Verichiamo che abbiamo fatto giusto: riprendiamo la denizione di autovalore e autovettore Av = v e verichiamo tale uguaglianza:

0 1 1 3 2 1 0 0 2 0 0 0

0 1 1 2

3 1 5 0

6 2 10 0

= 2

3 1 5 0

Passiamo adesso allaltro autovalore = 3. Adesso non dar pi tutte le spiegazioni teoriche, essendo ovviamente uguali a quelle date per lautovalore precedente.

Applichiamo lEliminazione di Gauss alla matrice A I con = 3:


3 3 0 0

1 1 1 1 0 5 0 0

0 1 1 5

1 1 1 3 3 0 0 2 0 0 5 0 0 0

0 1 1 5

1 1 1 0 3 3 0 0 1 1 2 7 0 0 0 2 0 0 0 5

1 1 1 0 3 3 0 0 1 1 2 0 0 0 1 0 0 0 0

Da cui ricaviamo che la dimensione dello spazio nullo e quindi la molteplicit geometrica dellautospazio 1 (ma lo sapevamo gi). Una base dello spazio nullo e quindi un autovettore, si ricava dalla forma ridotta:

1 3 0 0

=3

1 3 0 0

Verichiamo luguaglianza Av = v :

0 1 1 3 2 1 0 0 2 0 0 0

0 1 1 2

1 3 0 0

3 9 0 0

= 3

1 3 0 0

Passiamo adesso allaltro autovalore = 1. Applichiamo lEliminazione di Gauss alla matrice A I con = 1:

1 1 1 3 3 1 0 0 1 0 0 0

0 1 1 1

1 1 1 0 0 2 0 0 1 0 0 0

0 1 1 1

1 1 1 0 0 0 1 1 2 0 0 0 1 2 0 0 0 1

1 1 1 0 0 0 1 1 2 0 0 0 1 0 0 0 0

Da cui ricaviamo che la dimensione dello spazio nullo e quindi la molteplicit geometrica dellautospazio 1 (ma lo sapevamo gi). Una base dello spazio nullo e quindi un autovettore, si ricava dalla forma ridotta:

0 0

=1

1 1 0 0

Verichiamo luguaglianza Av = v :

0 1 1 3 2 1 0 0 2 0 0 0

0 1 1 2

1 1 0 0

1 1 0 0

= 1

1 1 0 0

Ricapitoliamo qui quello che abbiamo trovato:

1 = 2

m=2

d=1

v=

3 1 5 0

2 = 3

m=1

d=1

v=

1 3 0 0 1 1 0 0

3 = 1

m=1

d=1

v=