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Materiale tratto dalle Dispense del Corso di Aggiornamento Profe Materiale tratto dalle Dispense del Corso di Aggiornamento

Professionale ssionale
in Ingegneria Sismica Organizzato dal DISEG e dagli Ordini degli in Ingegneria Sismica Organizzato dal DISEG e dagli Ordini degli Ingegneri Ingegneri
di Genova, Imperia, la Spezia, Savona (2004) di Genova, Imperia, la Spezia, Savona (2004)
EDIFICI ESISTENTI IN EDIFICI ESISTENTI IN
MURATURA: MURATURA:
Esempio di verifica sismica su un Esempio di verifica sismica su un
caso studio caso studio
Dr. Ing. Sonia RESEMINI
DISEG, Universit di Genova
Materiale tratto dal corso di aggiornamento professionale Materiale tratto dal corso di aggiornamento professionale
Ordine Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova degli Ingegneri della Provincia di Genova
Materiale didattico preparato dalling. Serena Cattari , dalling. Emanuela Curti, dalling. Stefano
Podest, dal Prof.Ing. Sergio Lagomarsino e dalling. Sonia Resemini (DISEG, Universit di Genova)
180 110 200 110 155 120 305 110 170
1460
1
3
0
1
1
0
3
1
0
1
1
0
1
6
0
1
1
0
1
3
0
1
0
6
0
230 110 365 120 295 110 230
6
0
4
2
2
3
6
1
6
4
3
6
2
8
2
6
0
60 577 314 36 377 60 36
1
0
0
1
7
0
2
1
0
1
7
0
1
8
0
1
7
0
1
8
0
1
5
0
2
8
0
3
5
0
3
5
0
3
8
0
Il caso studio
Rappresentativo del costruito storico in muratura presente sul territorio italiano;
Composto da quattro piani;
Struttura verticale in muratura ordinaria
Solai in latero-cemento nei primi tre piani e in struttura lignea allultimo piano.
Tetto in struttura lignea composta da capriate e copertura leggera.
Pianta delledificio rettangolare con dimensioni massime di 10,60x14,60m.
Pianta 1piano Prospetto lato Nord
N
La progettazione sismica degli edifici in muratura nellOrdinanza
n.3274 20/3/2003 e successive modifiche
Geometria delledificio (punto 11.5.2.1);
Dettagli costruttivi (punto 11.5.2.2);
Propriet dei materiali (punto 1.5.2.3).
Piano delle indagini
11.5.2 Dati necessari e identificazione del livello di conoscenza
La conoscenza delledificio in muratura oggetto della verifica risulta di
fondamentale importanza ai fini di una adeguata analisi, e pu essere conseguita
con diversi livelli di approfondimento, in funzione dellaccuratezza delle
operazioni di rilievo, delle ricerche storiche, e delle indagini sperimentali.
Tali operazioni saranno funzione degli obiettivi preposti ed andranno ad
interessare tutto o in parte ledificio, a seconda della ampiezza e della rilevanza
dellintervento previsto.
11.5.2.2 Dettagli costruttivi (continua)
Si distinguono:
Verifiche in-situ limitate: sono basate su rilievi di tipo visivo effettuati
ricorrendo, di regola, a rimozione dell'intonaco e saggi nella muratura che
consentano di esaminarne le caratteristiche sia in superficie che nello spessore
murario, e di ammorsamento tra muri ortogonali e dei solai nelle pareti. I
dettagli costruttivi di cui ai punti a) e b) possono essere valutati anche sulla base
di una conoscenza appropriata delle tipologie dei solai e della muratura.
In assenza di un rilievo diretto, o di dati sufficientemente attendibili, dovranno
comunque essere assunte, nelle successive fasi di modellazione, analisi e
verifiche, le ipotesi pi cautelative.
Verifiche in-situ estese ed esaustive: sono basate su rilievi di tipo
visivo, effettuati ricorrendo, di regola, a saggi nella muratura che consentano di
esaminarne le caratteristiche sia in superficie che nello spessore murario, e di
ammorsamento tra muri ortogonali e dei solai nelle pareti. Lesame degli
elementi di cui ai punti da a) ad f) dovr estendersi in modo sistematico
allintero edificio.
11.5.2.3 Propriet dei materiali (continua)
Si distinguono:
Indagini in-situ limitate
Indagini in-situ estese
Indagini in-situ esaustive
Tabella 11.D.1 dell'allegato
11.D:
Valori di riferimento dei
parametri meccanici (minimi
e massimi) e peso specifico
medio per diverse tipologie di
muratura
La misura delle caratteristiche
meccaniche della muratura si
ottiene mediante esecuzione di
prove, in situ o in laboratorio.
L'uso dei risultati delle prove
sar utilizzato in combinazione
con quanto riportato nella
tabella 11.D.1 dell'Allegato
11.D, secondo quanto descritto
al punto 11.5.3.
Livello di
Conoscenza
Geometria Dettagli costruttivi Propriet dei materiali Metodi di analisi FC
LC1 Limitate verifiche
in-situ
Limitate indagini in-situ Tutti
1.35
LC2 Estese indagini in-situ Tutti
1.20
LC3
Rilievo strutturale
Estese ed esaustive
verifiche in-situ Esaustive indagini in-
situ
Tutti
1.00

Lapprofondimento con cui ciascuna classe di indagini prevista determina il
livello di conoscenza raggiunto, che graduato su tre livelli (punto 11.5.3): LC1,
LC2 e LC3. Da essi discende la metodologia di definizione dei valori medi dei
parametri meccanici associati alla muratura in esame e la quantificazione del
Fattore di Confidenza (Tabella 11.5.1).
11.5.3 Livelli di conoscenza
Tabella 11.5.1 Livelli di conoscenza in funzione dellinformazione disponibile e conseguenti metodi
di analisi ammessi e valori dei fattori di confidenza per edifici in muratura
Per i diversi livelli di conoscenza, per ogni tipologia muraria, i valori medi
verranno definiti in modo diverso (tabella 11. D.1)
Nel caso in cui la muratura in esame abbia certe caratteristiche, la normativa prevede
lintroduzione di coefficienti correttivi, proposti in Tabella 11.D.2
Geometria (punto 11.5.2.1)
LC2 Rilievo strutturale
E necessario prevedere il rilievo strutturale delledificio finalizzato:
alla determinazione di piante, alzati e sezioni;
allidentificazione delle diverse tipologie costruttive degli orizzontamenti, delle
scale e delle fondazioni;
alla localizzazione di eventuali nicchie, cavit o canne fumarie;
al rilievo delleventuale quadro fessurativo e deformativo.
180 110 200 110 155 120 305 110 170
1460
1
3
0
1
1
0
3
1
0
1
1
0
1
6
0
1
1
0
1
3
0
1
0
6
0
230 110 365 120 295 110 230
6
0
4
2
2
3
6
1
6
4
3
6
2
8
2
6
0
60 577 314 36 377 60 36
Pianta 1piano
Schema dei solai ai piani 1,2e 3
Schema del solaio dellultimo piano
Schema di una capriata
della copertura
Il caso studio: identificazione del livello di conoscenza
Nel caso studio si assunto:
tipologia della muratura in mattoni pieni;
buon grado di collegamento, sia tra le pareti verticali, sia tra queste e gli
orizzontamenti, tale da garantire un comportamento scatolare dellintera struttura;
la presenza di catene di piano posizionate alle quote dei solai (nelle due direzioni
ed ancorate ai muri di spina);
lesistenza di architravi in muratura costituiti da piattabande resistenti a flessione
efficacemente ammorsati alle estremit nelle pareti.
Dettagli costruttivi (punto 11.5.2.2).
LC2 verifiche in-situ estese ed esaustive
Il caso studio: identificazione del livello di conoscenza
Propriet dei materiali (punto 11.5.2.3)
LC2 verifiche in-situ estese
Il grado di approfondimento richiesto per raggiungere il livello di conoscenza LC2 deve
soddisfare quanto previsto per le indagini in-situ estese. E quindi necessario eseguire
almeno, per ogni tipo di muratura presente:
in maniera estesa e sistematica, esami visivi della superficie muraria, con saggi
superficiali e interni per ogni tipo di muratura presente;
prove con martinetto piatto doppio;
prove di caratterizzazione della malta ed, eventualmente, dei blocchi.
Verifica della corrispondenza della muratura esistente con le
tipologie definite nella tabella 11.D.1 dell'Allegato 11.D.
Il caso studio: identificazione del livello di conoscenza
Valori di riferimento dei parametri meccanici (minimi e massimi) e peso specifico medio per
diverse tipologie di muratura (tabella 11.D.1)
fm
(N/cm2)
0
(N/cm2)
E
(N/mm2)
G
(N/mm2)
w
(kN/m3) Tipologia di muratura
min-max min-max min-max min-max
Muratura in pietrame
disordinata (ciottoli, pietre
erratiche e irregolari)
60
90
2
3.2
690
1050
115
175
19
Muratura a conci sbozzati,
con paramento di limitato
spessore e nucleo interno
110
155
3.5
5.1
1020
1440
170
240
20
Muratura in pietre a spacco
con buona tessitura
150
200
5.6
7.4
1500
1980
250
330
21
Muratura a conci di pietra
tenera (tufo, calcarenite, ecc.)
80
120
2.8
4.2
900
1260
150
210
16
Muratura a blocchi lapidei
squadrati
300
400
7.8
9.8
2340
2820
390
470
22
Muratura in mattoni pieni e
malta di calce
180
280
6
9.2
1800
2400
300
400
18
Muratura in mattoni
semipieni con malta
cementizia
(es.: doppio UNI)
380
500
24
32
2800
3600
560
720
15
Muratura in blocchi laterizi
forati (perc. foratura < 45%)
460
600
30
40
3400
4400
680
880
12
Muratura in blocchi laterizi
forati, con giunti verticali a
secco (perc. foratura < 45%)
300
400
10
13
2580
3300
430
550
11
Muratura in blocchi di
calcestruzzo
(perc. foratura tra 45% e 65%)
150
200
9.5
12.5
2200
2800
440
560
12
Muratura in blocchi di
calcestruzzo semipieni
300
440
18
24
2700
3500
540
700
14

Il caso studio: valori medi dei parametri meccanici in base al livello
di conoscenza raggiunto
I valori dei parametri meccanici medi
da associare alla muratura in esame,
nel caso di livello di conoscenza LC2,
vengono assunti pari al valore medio
degli intervalli riportati in Tabella
11.D.1,
Tipologia della muratura in mattoni
pieni con malta di calce
Dallanalisi dei dettagli costruttivi e
delle propriet dei materiali
fm (N/cm
2
) 230
0 (N/cm
2
) 7.6
E (N/mm
2
) 2100
G (N/mm
2
) 350
w(kN/m
3
) 18
Tipologia di muratura
Malta
buona
Ricorsi o
listature
Connessione
trasversale
Iniezioni
di malta
Intonaco
armato
Muratura in pietrame
disordinata (ciottoli, pietre
erratiche e irregolari)
1.5 1.3 1.5 2 2.5
Muratura a conci sbozzati, con
paramento di limitato
spessore e nucleo interno
1.4 1.2 1.5 1.7 2
Muratura in pietre a spacco
con buona tessitura
1.3 1.1 1.3 1.5 1.5
Muratura a conci di pietra
tenera (tufo, calcarenite, ecc.)
1.5 - 1.5 1.7 2
Muratura a blocchi lapidei
squadrati
1.2 - 1.2 1.2 1.2
Muratura in mattoni pieni e
malta di calce
1.5 - 1.3 1.5 1.5
Muratura in mattoni
semipieni con malta
cementizia (es.: doppio UNI)
1.3 - - - 1.3
Muratura in blocchi laterizi
forati (perc. foratura < 45%)
1.3 - - - 1.3
Muratura in blocchi laterizi
forati, con giunti verticali a
secco (perc. foratura < 45%)
1.3 - - - 1.3
Muratura in blocchi di
calcestruzzo
(perc. foratura tra 45% e 65%)
1.3 - - - 1.3
Muratura in blocchi di
calcestruzzo semipieni
1.3 - - - 1.3

Dallanalisi dei dettagli costruttivi:
Tipologia della muratura in mattoni
pieni con malta di calce;
Presenza di connessione
trasversale.
Fattore correttivo pari ad 1,3
da applicare solamente ai
parametri di resistenza,
lasciando invariati i moduli
elastici.
Il caso studio: valori medi dei parametri meccanici in base alle
migliori caratteristiche o consolidamenti riscontrate
Tabella 11.D.2 dell'allegato 11.D
f
m (N/cm
2
) 299
0 (N/cm
2
) 9.88
E (N/mm
2
) 2100
G (N/mm
2
) 350
w(kN/m
3
) 18
Fattore correttivo pari ad 1,3
da applicare solamente ai
parametri di resistenza,
lasciando invariati i moduli
elastici.
Tipologia di muratura
Malta
buona
Ricorsi o
listature
Connessione
trasversale
Iniezioni
di malta
Intonaco
armato
Muratura in pietrame
disordinata (ciottoli, pietre
erratiche e irregolari)
1.5 1.3 1.5 2 2.5
Muratura a conci sbozzati, con
paramento di limitato
spessore e nucleo interno
1.4 1.2 1.5 1.7 2
Muratura in pietre a spacco
con buona tessitura
1.3 1.1 1.3 1.5 1.5
Muratura a conci di pietra
tenera (tufo, calcarenite, ecc.)
1.5 - 1.5 1.7 2
Muratura a blocchi lapidei
squadrati
1.2 - 1.2 1.2 1.2
Muratura in mattoni pieni e
malta di calce
1.5 - 1.3 1.5 1.5
Muratura in mattoni
semipieni con malta
cementizia (es.: doppio UNI)
1.3 - - - 1.3
Muratura in blocchi laterizi
forati (perc. foratura < 45%)
1.3 - - - 1.3
Muratura in blocchi laterizi
forati, con giunti verticali a
secco (perc. foratura < 45%)
1.3 - - - 1.3
Muratura in blocchi di
calcestruzzo
(perc. foratura tra 45% e 65%)
1.3 - - - 1.3
Muratura in blocchi di
calcestruzzo semipieni
1.3 - - - 1.3

Tabella 11.D.2 dell'allegato 11.D
Il caso studio: valori medi dei parametri meccanici in base alle
migliori caratteristiche o consolidamenti riscontrate
I valori medi delle caratteristiche di resistenza sono stati divisi per il Fattore di
Confidenza che, nel caso di LC2, pari a 1,20.
Livello di
Conoscenza
Geometria Dettagli costruttivi Propriet dei materiali
Metodi di
analisi
FC
LC1 Limitate verifiche in-situ
Limitate indagini in-
situ
Tutti

1.35
LC2 Estese indagini in-situ Tutti

1.20
LC3
Rilievo strutturale
Estese ed esaustive
verifiche in-situ Esaustive indagini in-
situ
Tutti

1.00

Quantificazione del Fattore di Confidenza
fm (N/cm
2
) 249,2
0 (N/cm
2
) 8,23
E (N/mm
2
) 2100
G (N/mm
2
) 350
w(kN/m
3
) 18
Parametri meccanici di calcolo e peso
specifico medio per la tipologia di muratura
e per il livello di conoscenza LC2
Il caso studio: valori di calcolo dei parametri meccanici in base al
livello di conoscenza raggiunto
I valori medi delle caratteristiche di resistenza sono stati divisi per il Fattore di
Confidenza che, nel caso di LC2, pari a 1,20.
Livello di
Conoscenza
Geometria Dettagli costruttivi Propriet dei materiali
Metodi di
analisi
FC
LC1 Limitate verifiche in-situ
Limitate indagini in-
situ
Tutti

1.35
LC2 Estese indagini in-situ Tutti

1.20
LC3
Rilievo strutturale
Estese ed esaustive
verifiche in-situ Esaustive indagini in-
situ
Tutti

1.00

Quantificazione del Fattore di Confidenza
Il caso studio: valori di calcolo dei parametri meccanici in base al
livello di conoscenza raggiunto
Se lanalisi lineare occorre
dividere i valori ottenuti per il
fattore di sicurezza
m
=2
fm (N/cm
2
) 124,6
0 (N/cm
2
) 4.12
E (N/mm
2
) 2100
G (N/mm
2
) 350
w(kN/m
3
) 18
Moduli fessurati Punto 8.1.5.2
fm (N/cm
2
) 249,2
0 (N/cm
2
) 8,23
E (N/mm
2
) 2100
G (N/mm
2
) 350
w(kN/m
3
) 18
fm (N/cm
2
) 124,6
0 (N/cm
2
) 4.12
E (N/mm
2
) 2100
G (N/mm
2
) 350
w(kN/m
3
) 18
Analisi non lineari Analisi lineari
fm (N/cm
2
) 249,2
0 (N/cm
2
) 8,23
E (N/mm
2
) 1050
G (N/mm
2
) 175
w(kN/m
3
) 18
fm (N/cm
2
) 124,6
0 (N/cm
2
) 4.12
E (N/mm
2
) 1050
G (N/mm
2
) 175
w(kN/m
3
) 18
Il caso studio: valori di calcolo dei parametri meccanici adottati
ANALISI DEI CARICHI: carichi permanenti
Solai primi tre piani

Pignatte con travetti
prefabbricati ad interasse 0.5 m
1.20 kN/m
2

Soletta collaborante 4 cm,
armata con rete elettrosaldata
6/1515
0.04 m25 kN/m
3
1.00 kN/m
2

Peso proprio struttura 2.20 kN/m
2


Soffitto a gesso da 1.5 cm 0.015 m12 kN/m
3
0.18 kN/m
2

Sottofondo di allettamento
(s = 2.5 cm) in malta di cemento
0.025 m21 kN/m
3
0.53 kN/m
2

Pavimento in ceramica 0.44 kN/m
2


Peso permanente solaio 1.15 kN/m
2


Peso proprio struttura 2.20 kN/m
2

Peso permanente solaio 1.15 kN/m
2

Totale peso solaio Gsolaio 1,2,3 3.35 kN/m
2


Solaio ultimo piano
Correnti 10x14 cm
(interasse 0.5 m)
(1.00/0.50)(0.10 m0.14
m6 kN/m
3
)
0.17 kN/m
2

Assito (s = 2.5 cm) 0.025 m6 kN/m
3
0.15 kN/m
2

Peso proprio struttura 0.32 kN/m
2


Soffitto in regoli e cannicciato 0.36 kN/m
2

Caldana (s = 4cm) 0.04 m7 kN/m
3
0.28 kN/m
2

Sottofondo di allettamento
(s = 3 cm)
0.03 m18 kN/m
3
0.54 kN/m
2

Pavimento in gres 0.40 kN/m
2


Peso permanente solaio 1.58 kN/m
2


Peso proprio struttura 0.32 kN/m
2

Peso permanente solaio 1.58 kN/m
2

Totale peso solaio Gsolaio 4 1.90 kN/m
2


ANALISI DEI CARICHI: carichi permanenti
Scala su soletta in laterizio e cemento armato gettato in opera
Soletta in pignatte (H = 16+4 cm) 2.20 kN/m
2

Intonaco soffitto inferiore a gesso 0.18 kN/m
2

Gradini in materiale leggero 0.80 kN/m
2

Rivestimento in gres 0.50 kN/m
2

Incidenza ringhiere 0.10 kN/m
2

Totale peso scala Gscala 3.78 kN/m
2


Elementi strutturali copertura 1.27 kN/m
2

Piccola orditura lignea e manto
in coppi
1.10 kN/m
2

Totale peso copertura Gcopertura 2.37 kN/m
2


Copertura
ANALISI DEI CARICHI: carichi permanenti
ANALISI DEI CARICHI: azioni variabili

Carico accidentale: ambiente non suscettibile di
affollamento (D.M. LL. PP. 16 - 1 - 1996)
Q1 2.00 kN/m
2

Carico accidentale: scale (D.M. LL. PP. 16 - 1 - 1996) Q2 4.00 kN/m
2

Carico accidentale: tetto non accessibile (D.M. LL.
PP. 16 - 1 - 1996) non minore di 0,5 kN/m
2

Q3 1.00 kN/m
2

Neve (D.M. LL. PP. 16 - 1 - 1996) Q4 1.00 kN/m
2


In aggiunta ai carichi permanenti di cui sopra, sono state considerate
le seguenti azioni variabili:
In accordo con quanto prescritto nel D.M. LL. PP. 16 gennaio 1996, il carico della
neve Q
4
non va cumulato con il carico accidentale Q
3
sulla medesima superficie.
Poich essi, dallanalisi dei carichi, assumono lo stesso valore, sar indifferente
considerare luno o laltro (nella combinazione si indicher Q
4
).
( )
I K K 2i Ki
i
E G P Q + + +

dove:

I
E azione sismica per lo stato limite in esame;
G
K
valore caratteristico dei carichi permanenti;
P
K
valore caratteristico dellazione di precompressione, a cadute di tensione avvenute;

2i
(SLU e SLD) coefficiente di combinazione che fornisce il valore quasi-permanente della
azione variabile Qi;
Q
Ki
valore caratteristico della azione variabile Qi.
Per quanto riguarda il fattore dimportanza
I
, introdotto al fine di disporre di un livello di
protezione antisismica differenziato in funzione dellimportanza e delluso della struttura esaminata
(punto 2.5), nel caso in esame risulta pari a 1.0 (edificio ordinario).
Combinazione dellazione sismica con le altre azioni
(punto 3.3)
2i
0.3
0.8
0.2
Destinazione duso
Abitazioni Q1
Scale Q2
Tetto e copertura con neve Q4, Q3
Solai piani intermedi
3.35 + 0.32.00 = 3.95 kN/m
2
Solaio ultimo piano
1.90 + 2.37 + 0.32.00 + 0.21.00 = 5.07 kN/m
2
Scale
3.78 + 0.84.00 = 6.98 kN/m
2
( )
I K K 2i Ki
i
E G P Q + + +

Combinazione dellazione sismica con le altre azioni


(punto 3.3)
Gli effetti dell'azione sismica saranno valutati tenendo conto delle masse associate ai
seguenti carichi gravitazionali:

Ei =

2i

Copertura
Archivi
Carichi correlati
Carichi indipendenti

1,0
1,0
0,8
0,5
Solai piani intermedi:
G K solaio 1,2,3 3.35 kN/m
2
Q1 2.00 kN/m
2
3.35 + 0.50.32.00 = 3.65 kN/m
2
Solaio ultimo piano:
G K solaio 4 1.90 kN/m
2
G K copertura 2.37 kN/m
2
Q1 2.00 kN/m
2
Q4 1.00 kN/m
2
1.90 + 2.37 + 0.50.32.00 + 1.00.21.00 = 4.77 kN/m
2
Scale :
G K scala 3.78 kN/m
2
Q2 4.00 kN/m
2
3.78 + 0.50.84.00 = 5.38 kN/m
2
+
K Ei Ki
i
G ( Q )
Nei confronti delle azioni orizzontali possibile assimilare il comportamento di una parete in
muratura a quello di un assemblaggio di pannelli. In particolare dallosservazione dei danni
indotti dai terremoti reali e dallanalisi dei dati di prove sperimentali, risulta come tipicamente il
danneggiamento sia concentrato in porzioni ben definite della parete: i pannelli murari verticali
(maschi murari) e le travi di accoppiamento in muratura (fasce di piano); di contro nelle zone
di connessione tra fasce e maschi si riscontra generalmente lassenza di meccanismi di
fessurazione e sistematici fenomeni di danno.
Il modello di telaio equivalente
(8.1.5 e 11.5.4.4 Metodi di analisi)
Il modello a telaio equivalente
Ledificio stato modellato come assemblaggio 3D di telai equivalenti (pareti murarie)
e orizzontamenti (solai), utilizzando il codice di calcolo TREMURI.
Il modello di calcolo composto globalmente da 8 pareti, 189 nodi e 235 elementi per
un totale di 894 gradi di libert di cui 70 vincolati. La massa complessiva del modello
risulta pari a 1046 t.
La modellazione delledificio
1
0
0
1
7
0
2
1
0
1
7
0
1
8
0
1
7
0
1
8
0
1
5
0
2
8
0
3
5
0
3
5
0
3
8
0
180 110 200 110 155 120 305 110 170
1460
1
3
0
1
1
0
3
1
0
1
1
0
1
6
0
1
1
0
1
3
0
1
0
6
0
230 110 365 120 295 110 230
6
0
4
2
2
3
6
1
6
4
3
6
2
8
2
6
0
60 577 314 36 377 60 36
E necessario modellare tutte le pareti con funzione strutturale, trascurando le
tramezze di spessore pari a 0.100.15 m di cui il contributo irrigidente per il
complesso funzionale si pu ritenere non significativo.
Individuazione delle pareti portanti
La modellazione delledificio
P1
P2
P3
P4
P5 P6 P7 P8
3.30
4.70
2.00
6.25 4.25 3.50
Ciascuna parete stata modellata assemblando elementi che simulassero il
comportamento delle travi di accoppiamento in muratura ordinaria (fasce), dei
pannelli murari (maschi) e delle porzioni rigide costituite dai nodi secondo i
criteri di modello a telaio equivalente.
Modellazione della geometria delle pareti portanti
La schematizzazione stata effettuata a partire dallanalisi della conformazione
dei prospetti, prestando particolare attenzione alla morfologia ed al
posizionamento delle aperture.
1
0
0
1
7
0
2
1
0
1
7
0
1
8
0
1
7
0
1
8
0
1
5
0
2
8
0
3
5
0
3
5
0
3
8
0
La modellazione delledificio
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
n17
n1017
n2017
n3017
n4017
N1 N2 N3 N4
N101 N102 N103 N104
N201 N202 N203 N204
N301 N302 N303 N304
N401 N402 N403 N404
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
n17
n1017
n2017
n3017
n4017
N1 N2 N3 N4
N101 N102 N103 N104
N201 N202 N203 N204
N301 N302 N303 N304
N401 N402 N403 N404
Modellazione della geometria delle pareti portanti: irregolarit nellallineamento
delle aperture
Nel caso della parete 6, la larghezza della fascia 616 stata mediata per
riprodurre realisticamente la diffusione delle tensioni nel caso del non perfetto
allineamento delle aperture tra il piano terra e il primo; cos pure nel caso della
parete 1 laltezza dei nodi 2 e 3 stata valutata in modo tale da modellare il
comportamento della porzione muraria posta tra la finestra e la porta.
Parete 1 Parete 6
La modellazione delledificio
600 601 602 603
604 605 606 607
608 609 610 611
612 613 614 615
616 617
618 619
620 621
622 623
N2
N102
N202
N302
N402
N6
N106
N206
N306
N406
N10
N110
N210
N310
N410
N14
N114
N214
N314
N414
300
301
302
303
304
305
306
307
308
309
310
311
312
313
314
315
316 317
318 319 320
321 322 323
324 325 326
N9 N10 N11 N12
N109 N110 N111 N112
N209 N210 N211 N212
N309 N310 N311 N312
N409 N410 N411 N412
201
202
203
204
205
206
207
208
209
210
211
212
213
214
215
216
217
218
219 220 221 222
223 224 225
226 227 228
229 230 231
n18
n1018
n2018
N5 N6 N7 N8
N105 N106 N107 N108
N205 N206 N207 N208
N305 N306 N307 N308
N405 N406 N407 N408
Modellazione della geometria delle pareti portanti: irregolarit nellallineamento
delle aperture
Nei casi in cui il non allineamento sia netto (parete 3) oppure ci sia uninterruzione nella
sequenza delle stesse (parete 2) pi realistico non inserire alcuna fascia e modellare
lintera porzione come nodo rigido
Parete 2 Parete 3
La modellazione delledificio
Aperture originarie murate: si suggerisce di simulare delle aperture, in quanto
tale condizione appare pi conservativa anche per una ridistribuzione delle
tensioni quanto mai incerta nella situazione reale.
Modellazione dei solai
I solai di piano delledificio in esame si possono distinguere in due tipologie:
quelli realizzati in latero-cemento e quelli in legno dellultimo piano.
Sono modellati come elementi ortotropi a comportamento membranale ed
identificati da una direzione di orditura. In particolare il modulo di taglio G
12
condiziona la ripartizione delle azioni orizzontali tra le pareti.
La modellazione delledificio
Modellazione del vano scala
Il contributo da esso fornito in termini di massa eccitabile sotto lazione sismica
stato tenuto in conto applicando unazione concentrata nei nodi sui quali grava, in
ragione dellarea dinfluenza di ciascuno di essi.
Il criterio adottato quello di riprodurne leffetto in termini di massa totale,
sommando tale contributo a quello proprio dellultimo solaio.
Modellazione della copertura
Modellazione delle catene
Si modellano come elementi elastici resistenti solo a trazione, con un certo valore di
pretensione.
ANALISI STATICA NON LINEARE
PUSHOVER 1 Forze proporzionali alle masse
PUSHOVER 2 Forze proporzionali alla prima forma modale
(approssimabile con quelle proporzionali a masse*altezze)
ANALISI STATICA LINEARE
Forze proporzionali alle masse*altezze
METODI DI ANALISI
ANALISI DINAMICA MODALE
ANALISI DINAMICA NON LINEARE
Nellesempio si svilupper la verifica a Stato Limite Ultimo
Effetti torsionali:
punto 4.4. : in aggiunta alleccentricit effettiva dovr essere considerata
uneccentricit accidentale spostando il centro di massa di ogni piano, in ogni
direzione considerata, di una distanza pari al 5% della dimensione massima del
piano in direzione perpendicolare allazione sismica
e
x
= 0.05 L
;
e
y
= 0.05 B
CONSIDERAZIONI GENERALI
Combinazione delle componenti dellazione sismica:
ANALISI LINEARI
I valori massimi della risposta ottenuti da ciascuna delle due azioni orizzontali
applicate separatamente potranno essere combinati sommando ai massimi ottenuti
per lazione applicata in una direzione il 30 % dei massimi ottenuti per lazione
applicata nellaltra direzione.
ANALISI STATICA NON LINEARE: Non c combinazione delle componenti
dellazione sismica.
ANALISI DINAMICA NON LINEARE: Le componenti dellazione sismica si
assegnano gi nellanalisi nelle due direzioni (accelerogrammi in x e y).
Azione sismica verticale
ANALISI STATICA LINEARE
Calcolo della distribuzione di forze (Punto 4.5.2)
Lanalisi statica consiste nellapplicazione di un sistema di forze
distribuite lungo laltezza delledificio assumendo una
distribuzione lineare degli spostamenti. La forza da applicare a
ciascun piano data dalla formula seguente:

=
j j
i i
h i
W z
W z
F F
Dove:
g )W (T S F
1 d h
/ =
W peso complessivo della costruzione
W
i
e W
j
peso delle masse ai piani i-esimo e j-esimo rispettivamente
z
i
e z
j
altezze dei piani i-esimo e j-esimo rispetto alle fondazioni
g accelerazione di gravit; coeff. Funzione del periodo T e
dellaltezza delledificio
ANALISI STATICA LINEARE
Calcolo della distribuzione di forze (Punto 4.5.2)
Calcolo del periodo fondamentale
Punto 4.5.2 della normativa
per edifici che non superino i 40 m di altezza, in assenza di calcoli
pi dettagliati, T
1
pu essere stimato attraverso la formula:
4 / 3
1 1
H C T =
0.085 edifici con struttura a telaio in acciaio
0.075 edifici con struttura a telaio in cls
0,05 altri edifici
C
1
=
Valutazione approssimata
H=13.80m
C=0.05
T
1
= 0.358 s
ANALISI STATICA LINEARE
Calcolo della distribuzione di forze (Punto 4.5.2)
duttilit della
tipologia strutturale

u
/
1
coefficiente di
sovraresistenza
q = fattore di struttura
S
d
(T
1
) spettro di accelerazione di progetto (m/s
2
) (punto 3.2.5)
Calcolo del taglio alla base
1
( ) /
h d
F S T W g =
Sa
T
Spettro elastico
Spettro di progetto
ANALISI STATICA LINEARE
Calcolo della distribuzione di forze (Punto 4.5.2)
Calcolo del taglio alla base
1
( ) /
h d
F S T W g =
Nel caso di verifica con analisi lineare ed impiego del fattore q, il valore
da utilizzare per quest'ultimo pari a:
q = 2.0
u
/
1
per edifici regolari in elevazione
q = 1.5
u
/
1
negli altri casi
in cui
u
e
1
sono definiti al punto 8.1.3. In assenza di pi precise
valutazioni, potr essere assunto un rapporto
u
/
1
pari a 1.5. La
definizione di regolarit per un edificio esistente in muratura quella
indicata al punto 4.3.1, in cui il requisito d) deve essere sostituito da: i
solai sono ben collegati alle pareti e dotati di una sufficiente rigidezza e
resistenza nel loro piano.
Edifici esistenti (pto.11.5.4.2)
ANALISI STATICA LINEARE
Calcolo della distribuzione di forze (Punto 4.5.2)
Calcolo del taglio alla base
1
( ) /
h d
F S T W g =
Verifica di regolarit in altezza (pto.4.3.1)
I sistemi resistenti verticali (telai- pareti) si estendono per tutta laltezza
delledificio
Massa e rigidezza non hanno bruschi cambiamenti dalla base alla cima
delledificio (ovvero da un piano allaltro le variazioni di massa sono <
25% e quelle di rigidezza sono contenute nei limiti del 30% (riduzione) e
10% (aumento)
Controllo sui restringimenti della sezione orizzontale
SI
SI
NON PRESENTE
q = 2.0
u
/
1
per edifici regolari in elevazione
In definitiva: q = 2.0 * 1.5 = 3
ANALISI STATICA LINEARE
Calcolo della distribuzione di forze (Punto 4.5.2)
T
1
S
d
(T
1
)
T
c
(=0.5 suolo B)
Per entrambe le direzioni si ricade nellambito del plateau dello
spettro di progetto, dunque dato da:
q
2.5
S a (T) S
g d
=
Suolo B, zona 3 a
g
=0.15g ; S = 1.25
Calcolo del taglio alla base
1
( ) /
h d
F S T W g =
S
d
= 1.53 m\s
2
ANALISI STATICA LINEARE
Calcolo della distribuzione di forze (Punto 4.5.2)
Calcolo del taglio alla base
1
( ) /
h d
F S T W g =
Il peso complessivo della costruzione W direttamente
ricavabile dal modello:
W = M
totale
*g = 1045746 (kg)*9.81(m\s
2
)= 10.26 MN
un coefficiente pari a 0,85 se ledificio ha almeno tre
piani e se T
1
< 2 T
C
, pari a 1,0 in tutti gli altri casi
= 0.85
Il taglio alla base risulta cos completamente determinato!!
ANALISI STATICA LINEARE
Forma della distribuzione di forze risultante
N13 N14 N15 N16
N113 N114 N115 N116
N213 N214 N215 N216
N313 N314 N315 N316
N413 N414 N415 N416
Esempio:
Parete 4
=
j j
i i
h i
W z
W z
F F
Calcolo delle sollecitazioni
Eccentricit accidentale;
Combinazione delle componenti dellazione sismica.
Note, per ciascuno di questi casi, le sollecitazioni negli elementi si
procede alla verifica degli stessi
NOTA: la verifica puntuale su ciascun elemento!!
(a) (b) (c)
Pressoflessione Scorrimento Taglio
MECCANISMI DI COLLASSO DI PANNELLI MURARI
8.2.2.1 Pressoflessione nel piano
ANALISI STATICA LINEARE
Verifica di sicurezza degli elementi (pto. 8.2.2)
Momento
resistente ultimo
Larghezza complessiva della
parete (compresa la zona tesa)
Spessore della zona
compressa della parete
Tensione normale media
riferita allarea totale (= P\lt)
Resistenza a compressione di
calcolo, ovvero f
k
\
m
M
u
= (l
2
t
o
/ 2) (1
0
/ 0.85 f
d
) (8.2)
Dati geometrici
noti della
sezione
Nota dal calcolo delle
sollecitazioni
f
k
resistenza a compressione
assunto per la muratura in esame

m
pari a 2 (pto 8.1.1)
NOTA: se lelemento risulta soggetto a trazione il momento resistente ultimo
risulta nullo!!!
11.5.8.1 Pareti murarie
d 0
0 d 0
t
5 . 1
1
b
5 . 1
t l V

=
ANALISI STATICA LINEARE
Verifica di sicurezza degli elementi
Edifici esistenti
Rispettivamente lunghezza e
spessore del pannello
Tensione normale media riferita
allarea totale (= P\lt)
b un coefficiente correttivo legato
alla distribuzione degli sforzi sulla
sezione, dipendente dalla snellezza
della parete (= f (h\l))
Noti dai dati geometrici della sezione
Nota dal calcolo delle
sollecitazioni

0k
resistenza a taglio di
riferimento per la muratura in
esame (
0d
=
0k
\
m
)
Travi in muratura
ANALISI STATICA LINEARE
Verifica di sicurezza degli elementi
Azione assiale nota Verifica secondo quanto previsto per i
maschi murari
Azione assiale non nota
dal modello di calcolo e
presenti, in prossimit
delle travi in muratura,
elementi resistenti a
trazione
Verifica secondo quanto previsto al
punto 8.2.2.4
V
t
= h t f
vk0
/
M
= h t f
vd0
in cui :
h l'altezza della sezione della trave;
f
vd0
la resistenza di calcolo a taglio in assenza di compressione
ANALISI STATICA LINEARE
Verifica di sicurezza degli elementi
8.2.2.4 Travi in muratura
Si determina il valore della resistenza a taglio V
t
Si determina il valore della resistenza a taglio V
p
[ ] ) 85 . 0 /( 1 2 / ht f H h H M
hk m p p u
=
dove H
p
il minimo tra la resistenza a trazione dell'elemento teso disposto
orizzontalmente ed il valore 0.4f
hd
ht; f
hd
=f
hk
/
m
la resistenza di calcolo a compressione
della muratura in direzione orizzontale (nel piano della parete). Nel caso di analisi statica
non lineare essa potr essere posta uguale al valore medio (f
hd
= f
hm
).
2 / l M V
u p
=
Il valore della resistenza a taglio sar assunto pari al
minimo tra V
t
e V
p
ANALISI STATICA LINEARE
Verifica di sicurezza degli elementi
Noti i valori delle resistenze dei singoli elementi, occorrer
verificare per ciascuno di essi:
M
sollecitante
< M
resistente
T
sollecitante
< T
resistente
La verifica si ritiene superata se per tutti gli elementi tali
condizioni soddisfatte !!!
ANALISI STATICA LINEARE
Esempio di verifica
Esempio : modello senza eccentricit accidentale aggiuntiva
Direzione X Direzione Y
Tipo di suolo Zona 1 Zona 2 Zona 3
T
res
/T
soll
0.44 0.62 1.04
M
res
/M
soll 0.43 0.60 1.00
T
res
/T
soll
0.36 0.50 0.83
M
res
/M
soll 0.34 0.48 0.80
T
res
/T
soll
0.33 0.46 0.77
M
res
/M
soll 0.32 0.45 0.74
A
B, C, E
D
Tipo di suolo Zona 1 Zona 2 Zona 3
T
res
/T
soll
0.42 0.59 0.99
M
res
/M
soll 0.30 0.43 0.71
T
res
/T
soll
0.34 0.47 0.79
M
res
/M
soll 0.24 0.34 0.57
T
res
/T
soll
0.31 0.44 0.73
M
res
/M
soll 0.23 0.32 0.53
A
B, C, E
D
Tipo di suolo Zona 1 Zona 2 Zona 3
A 0.30 0.43 0.71
B, C, E 0.24 0.34 0.57
D 0.23 0.32 0.53
Tipo di suolo Zona 1 Zona 2 Zona 3
A 0.43 0.60 1.00
B, C, E 0.34 0.48 0.80
D 0.32 0.45 0.74
Minimo dei due rapporti M
res
\M
soll
e T
res
\T
soll
ANALISI STATICA LINEARE
Esempio di verifica
Esempio : modello senza eccentricit accidentale aggiuntiva
Combinazione delle componenti dellazione sismica
COMBINAZIONE X-0.3*Y
Tipo di suolo zona 1 zona 2 zona 3
A 0.428 0.599 0.998
B, C, E 0.342 0.479 0.798
D 0.317 0.444 0.739
COMBINAZIONE X+0.3*Y
Tipo di suolo zona 1 zona 2 zona 3
A 0.432 0.605 1.009
B, C, E 0.346 0.484 0.807
D 0.320 0.448 0.747
COMBINAZIONE Y-0.3*X
Tipo di suolo zona 1 zona 2 zona 3
A 0.299 0.419 0.698
B, C, E 0.239 0.335 0.558
D 0.222 0.310 0.517
COMBINAZIONE Y+0.3*X
Tipo di suolo zona 1 zona 2 zona 3
A 0.298 0.417 0.695
B, C, E 0.238 0.334 0.556
D 0.221 0.309 0.515
La verifica si completa considerando il minimo valore tra tutte le
possibili combinazioni delle componenti dellazione sismica e
della valutazione delleccentricit aggiuntiva!!!!!
A titolo di esempio si riportano solo alcune delle combinazioni che necessario
analizzare
1. analisi modale
2. calcolo forze modali e relativa risposta
3. combinazione degli effetti associati alle diverse
forze modali per es. SRSS (o CQC)
4. combinazione con gli altri carichi:
altri carichi SRSS (o CQC)
ANALISI DINAMICA MODALE (Punto 8.1.5.3)
Metodologia
1. analisi modale
ANALISI DINAMICA MODALE
Applicazione al caso studio
Periodi e frequenze di vibrazione, masse partecipanti su ogni modo
Massa totale =1045748kg
Modo 1 2 3 4 5
[1/sec] 17.63 20.37 23.15 46.07 53.33
T [sec] 0.36 0.31 0.27 0.14 0.12
freq [1/sec] 2.81 3.24 3.69 7.33 8.49
Massa X [kg] 81 710126 63398 14 123800
Massa Y [kg] 746008 267 7461 151235 15
Massa Z [kg] 11 0 37 14 10
Modi in Y
massa partecipante 86%
Modi in X
massa partecipante 86%
Dovranno essere considerati
tutti i modi con massa
partecipante superiore al 5%,
oppure un numero di modi la
cui massa partecipante
totale sia superiore all85%.
ANALISI DINAMICA MODALE
Modi di vibrazione (AUTOVETTORI )
Modo 1 Modo 2 Modo 3
Applicazione al caso studio
1. analisi modale
P1
P2
P3
P4
P5 P6 P7 P8
P1
P2
P3
P4
P5 P6 P7 P8
P1
P2
P3
P4
P5 P6 P7 P8
Modo 4
P1
P2
P3
P4
P5 P6 P7 P8
Modo 5
P1
P2
P3
P4
P5 P6 P7 P8
2. calcolo forze modali e relativa risposta
ANALISI DINAMICA MODALE
Metodologia
{
k
} {
k
}
= |p
k
|
max
= g
k
S
a
(T
k
)/
2
k
Effetto
massimo
sul modo
Applicazione forze al modello
Distribuzione di forze
relative al singolo modo
k
( )
max
,
eq
k k k k a k k
g S T = = f Kq M
2. calcolo forze modali e relativa risposta
ANALISI DINAMICA MODALE
Applicazione forze al modello
Distribuzione di forze relative al singolo modo
k
( )
max
,
eq
k k k k a k k
g S T = = f Kq M
Applicazione al caso studio
Sa
T
Spettro elastico
Spettro di progetto
T
k
S
d
(T
k
)
g
k
Modo1 863.72
Modo2 842.69
Modo3 251.79
Modo4 388.89
Modo5 351.85
ANALISI DINAMICA MODALE
{q(t)}
=
{
1
}
p
1
(t)+
{
2
}
p
2
(t)+ p
3
(t) +.
{
3
}
3. combinazione degli effetti associati alle diverse
forze modali SRSS
Risposta
globale
Combinazione dei
modi SRSS
Valutare leffetto sollecitazioni e spostamenti complessivi mediante
unopportuna regola di combinazione modale
E = ( E
i
2
)
1/2
Applicazione al caso studio
4. combinazione con gli altri carichi:
ANALISI DINAMICA MODALE
Alle sollecitazioni ottenute dalle analisi lineari con carichi
elementari (peso proprio, carichi variabili, ecc.) sono sommate e
sottratte le sollecitazioni legate alla combinazione modale.
Applicazione al caso studio
La verifica deve essere effettuata per ogni elemento con lo stesso
procedimento gi illustrato per lanalisi statica lineare
altri carichi SRSS
5. verifica
ANALISI DINAMICA MODALE
Applicazione al caso studio: modello senza eccentricit accidentale aggiuntiva
5. verifica
COMBINAZIONE PP+ X+0.3*Y
Tipo di suolo zona 1 zona 2 zona 3
terreno A 0.441 0.617 1.028
terreno BCE 0.353 0.494 0.823
terreno D 0.326 0.457 0.762
COMBINAZIONE PP+X-0.3*Y
Tipo di suolo zona 1 zona 2 zona 3
terreno A 0.495 0.694 1.156
terreno BCE 0.396 0.555 0.925
terreno D 0.367 0.514 0.856
COMBINAZIONE PP+Y-0.3*X
Tipo di suolo zona 1 zona 2 zona 3
terreno A 0.394251 0.551952 0.919919
terreno BCE 0.315401 0.441561 0.735935
terreno D 0.292038 0.408853 0.681422
COMBINAZIONE PP+Y+0.3*X
Tipo di suolo zona 1 zona 2 zona 3
terreno A 0.353 0.494 0.823
terreno BCE 0.282 0.395 0.659
terreno D 0.261 0.366 0.610
A titolo di esempio si riportano solo alcune delle combinazioni che necessario
analizzare
La verifica si completa considerando il minimo valore tra tutte le
possibili combinazioni delle componenti dellazione sismica e
della valutazione delleccentricit aggiuntiva!!!!!
ANALISI STATICA NON LINEARE
Metodologia
La metodologia proposta nella OPCM 3274 e succ. mod. si basa sullassunzione
che la risposta di un sistema a N gradi di libert possa essere correlata alla risposta
di un sistema equivalente ad 1 grado di libert.
Lapplicazione della metodologia proposta prevede lesecuzione dei seguenti passi
per ciascuna delle distribuzioni applicate:
Analisi pushover per la definizione della curva di capacit
Conversione al sistema bilineare equivalente
Determinazione della risposta massima in spostamento del sistema equivalente,
tramite lo spettro di risposta anelastico, per il periodo del sistema bilineare
equivalente
Conversione dello spostamento del sistema equivalente nella configurazione
deformata della struttura e verifica
Non si applica la combinazione delle due componenti orizzontali dellazione
Analisi pushover per la definizione della curva di capacit
ANALISI STATICA NON LINEARE
La distribuzione di forze da adottare (Punto 4.5.4.2 e 8.1.5.4)
una distribuzione di forze proporzionali alle masse;
una distribuzione di forze proporzionale alle forze modali
corrispondenti al primo modo, approssimabile con una uguale a
quella adottata dellanalisi statica lineare.
Devono essere applicate due differenti distribuzioni di forze
orizzontali, applicate ai baricentri delle masse a ciascun piano:
Punto di controllo
Generalmente assunto coincidente con un punto allultimo piano o ad
un piano baricentrico in altezza, rispetto alla distribuzione delle forze
applicata
ANALISI STATICA NON LINEARE
Nodi di controllo : direzione X
P1
P2
P3
P4
P5 P6 P7 P8
2
6
X
Y
Parete 2
Nodi di controllo
201
202
203
204
205
206
207
208
209
210
211
212
213
214
215
216
217
218
219 220 221 222
223 224 225
226 227 228
229 230 231
n18
n1018
n2018
N5 N6 N7 N8
N105 N106 N107 N108
N205 N206 N207 N208
N305 N306 N307 N308
N405 N406 N407 N408
Nodo 305
600 601 602 603
604 605 606 607
608 609 610 611
612 613 614 615
616 617
618 619
620 621
622 623
N2
N102
N202
N302
N402
N6
N106
N206
N306
N406
N10
N110
N210
N310
N410
N14
N114
N214
N314
N414
ANALISI STATICA NON LINEARE
P1
P2
P3
P4
P5 P6 P7 P8
2
6
X
Y
Nodi di controllo : direzione Y
Parete 6
Nodi di controllo
Nodo 302
ANALISI STATICA NON LINEARE: Direzione Y
Pushover proporzionale alle masse
Vpicco
0.8*Vpicco
0
500000
1000000
1500000
2000000
2500000
3000000
0 0.005 0.01 0.015 0.02 0.025
spostamento [m]
T
a
g
l
i
o

a
l
l
a

b
a
s
e

[
N
]
nodo 102
nodo 202
nodo 302
nodo 402
N1
N101
N201
N301
N401
N5
N105
N205
N305
N405
N9
N109
N209
N309
N409
N13
N113
N213
N313
N413
500 501 502 503
504 505 506 507
508 509 510 511
512 513 514 515
516 517 518
519 520 521
522 523 524
525 526 527
528 529 530
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
N2
N102
N202
N302
N402
N6
N106
N206
N306
N406
N10
N110
N210
N310
N410
N14
N114
N214
N314
N414
600 601 602 603
604 605 606 607
608 609 610 611
612 613 614 615
616 617
618 619
620 621
622 623
3
4
5
6
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
N3
N103
N203
N303
N403
N7
N107
N207
N307
N407
N11
N111
N211
N311
N411
N15
N115
N215
N315
N415
700 701 702 703
704 705 706 707
708 709 710 711
712 713 714 715
716
717
718 719
720 721
7 8
9 10
11
12
97
98
99
100
101
102
103
104
105
106
107
108
Parete 5 Parete 7 Parete 6
Collasso per taglio
Collasso per pressoflessione
Esempio: modello senza eccentricit accidentale aggiuntiva
ANALISI STATICA NON LINEARE: Direzione Y
Pushover proporzionale alle masse*altezze
0
500000
1000000
1500000
2000000
2500000
3000000
0 0.005 0.01 0.015 0.02 0.025 0.03 0.035 0.04 0.045
spostamento [m]
T
a
g
l
i
o

a
l
l
a

b
a
s
e

[
N
]
nodo 102
nodo 202
nodo 302
nodo 402
N1
N101
N201
N301
N401
N5
N105
N205
N305
N405
N9
N109
N209
N309
N409
N13
N113
N213
N313
N413
500 501 502 503
504 505 506 507
508 509 510 511
512 513 514 515
516 517 518
519 520 521
522 523 524
525 526 527
528 529 530
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
N2
N102
N202
N302
N402
N6
N106
N206
N306
N406
N10
N110
N210
N310
N410
N14
N114
N214
N314
N414
600 601 602 603
604 605 606 607
608 609 610 611
612 613 614 615
616 617
618 619
620 621
622 623
3
4
5
6
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
N3
N103
N203
N303
N403
N7
N107
N207
N307
N407
N11
N111
N211
N311
N411
N15
N115
N215
N315
N415
700 701 702 703
704 705 706 707
708 709 710 711
712 713 714 715
716
717
718 719
720 721
7 8
9 10
11
12
97
98
99
100
101
102
103
104
105
106
107
108
Parete 5 Parete 6 Parete 7
Collasso per taglio
Collasso per pressoflessione
Esempio: modello senza eccentricit accidentale aggiuntiva
ANALISI STATICA NON LINEARE: Direzione Y
Confronto delle due distribuzioni (nodo 302 quota 10.8 m)
0
500000
1000000
1500000
2000000
2500000
3000000
0 0.005 0.01 0.015 0.02 0.025 0.03 0.035
spostamento [m]
T
a
g
l
i
o

a
l
l
a

b
a
s
e

[
N
]
nodo 302
distr.massa*altezza
nodo 302 distr.massa
ANALISI STATICA NON LINEARE: Direzione X
Pushover proporzionale alle masse
0
500000
1000000
1500000
2000000
2500000
3000000
3500000
4000000
0 0.005 0.01 0.015 0.02 0.025 0.03
spostamento [m]
T
a
g
l
i
o

a
l
l
a

b
a
s
e

[
N
]
n17
n1017
n2017
n3017
n4017
N1 N2 N3 N4
N101 N102 N103 N104
N201 N202 N203 N204
N301 N302 N303 N304
N401 N402 N403 N404
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
n18
n1018
n2018
N5 N6 N7 N8
N105 N106 N107 N108
N205 N206 N207 N208
N305 N306 N307 N308
N405 N406 N407 N408
201
202
203
204
205
206
207
208
209
210
211
212
213
214
215
216
217
218
219 220 221 222
223 224 225
226 227 228
229 230 231
1
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
N13 N14 N15 N16
N113 N114 N115 N116
N213 N214 N215 N216
N313 N314 N315 N316
N413 N414 N415 N416
400
401 402
403
404 405 406 407
408 409 410 411
412 413 414 415
416 418
419 420 421
422 423 424
425 426 427
428 429 430
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
Parete 1 Parete 4 Parete 2
Collasso per taglio
Collasso per pressoflessione
Esempio: modello senza eccentricit accidentale aggiuntiva
ANALISI STATICA NON LINEARE: Direzione X
Pushover proporzionale alle masse*altezze
0
500000
1000000
1500000
2000000
2500000
3000000
0 0.005 0.01 0.015 0.02 0.025 0.03
spostamento [m]
T
a
g
l
i
o

a
l
l
a

b
a
s
e

[
N
]
n17
n1017
n2017
n3017
n4017
N1 N2 N3 N4
N101 N102 N103 N104
N201 N202 N203 N204
N301 N302 N303 N304
N401 N402 N403 N404
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
n18
n1018
n2018
N5 N6 N7 N8
N105 N106 N107 N108
N205 N206 N207 N208
N305 N306 N307 N308
N405 N406 N407 N408
201
202
203
204
205
206
207
208
209
210
211
212
213
214
215
216
217
218
219 220 221 222
223 224 225
226 227 228
229 230 231
1
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
N13 N14 N15 N16
N113 N114 N115 N116
N213 N214 N215 N216
N313 N314 N315 N316
N413 N414 N415 N416
400
401 402
403
404 405 406 407
408 409 410 411
412 413 414 415
416 418
419 420 421
422 423 424
425 426 427
428 429 430
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
Parete 1 Parete 2 Parete 4
Collasso per taglio
Collasso per pressoflessione
Esempio: modello senza eccentricit accidentale aggiuntiva
Effetto delleccentricit : Esempio Direzione X
0
500000
1000000
1500000
2000000
2500000
3000000
0 0.005 0.01 0.015 0.02 0.025
spostamento [m]
T
a
g
l
i
o

a
l
l
a

b
a
s
e

[
N
]
con eccentricit
senza eccentricit
ANALISI STATICA NON LINEARE
ANALISI STATICA NON LINEARE
Conversione al sistema bilineare equivalente (Punto 4.5.4.3)
:
vettore rappresentativo della deformata legata alla distribuzione di forze
applicata alla struttura, normalizzato al valore unitario della componente
relativa al punto di controllo
:

=
2
i i
i i
m
m
coefficiente di partecipazione

=
b
F
F
*

=
c
d
d
*

=
bu
y
F
F
*
*
*
*
k
F
d
y
y
=
*
*
*
2
k
m
T =
Caratterizzazione del sistema equivalente:
i i
m m =
*
ANALISI STATICA NON LINEARE
Conversione al sistema bilineare equivalente (Punto 4.5.4.3)
Analisi statica lineare (distribuzione di forze proporzionale
al prodotto masse*altezza) (punto 8.1.6)
Deformata corrispondente
Normalizzazione della deformata al
valore unitario della componente
relativa al nodo di controllo
Vettore
Calcolo del coefficiente di partecipazione

=
2
i i
i i
m
m
Calcolo del coefficiente di partecipazione
Calcolo della massa
i i
m m =
*
ANALISI STATICA NON LINEARE
Conversione al sistema bilineare equivalente (Punto 4.5.4.3)
Nodo i-esimo
Massa i-esima
Deformata coerente con la
distribuzione di forze
dellanalisi statica lineare Vettore
Componenti m
i
Componenti
i

=
2
i i
i i
m
m

Calcolo del coefficiente di partecipazione
NODO massa deformata (m)
101 12375 0.001559
102 15610 0.001586
103 20426 0.001591
302 10907 0.0046
303 13250 0.004594
304 7598 0.004598
401 5124 0.005488
402 7742 0.005506
403 7950 0.005498
208 19291 0.002946
305 19724 0.004409
306 11298 0.004434
307 10840 0.004415
308 15409 0.004415
.. .. ..
305
0.354
0.360
0.361
1.043
1.042
1.043
1.245
1.249
1.247
0.668
1.000
1.006
1.001
1.001
..
ANALISI STATICA NON LINEARE
Conversione al sistema bilineare equivalente (Punto 4.5.4.3)
Definizione della bilineare equivalente alla curva di capacit ottenuta
dallanalisi pushover (vedere anche punto 8.1.6)
Per definire univocamente la bilineare equivalente sono necessarie 3 condizioni:
d
u
*
k*
F
y
*
k*
Rigidezza elastica individuata tracciando la secante alla curva di capacit nel
punto corrispondente ad un taglio alla base pari a 0.7 volte il valore massimo
d
u
*
Spostamento ultimo pari a quello della curva di capacit in corrispondenza della
riduzione del 20% valore massimo del taglio alla base
F
y
*
Ottenuto tramite luguaglianza delle aree sottese dalle curve tracciate fino allo
spostamento ultimo del sistema
0
500000
1000000
1500000
2000000
2500000
0 0.002 0.004 0.006 0.008 0.01 0.012 0.014 0.016 0.018 0.02
spostamento [m]
T
a
g
l
i
o

a
l
l
a

b
a
s
e

[
N
]
curva di capacit
bilineare equivalente
Bilineare equivalente (nodo 305 quota 10.8 m)
ANALISI STATICA NON LINEARE: Direzione X
d* = d\
V* = V\
Esempio: distribuzione proporzionale massa*altezza
0.7* Vpicco
d
u
*
F
y
*
NOTA: pari a 1.19
ANALISI STATICA NON LINEARE
massa*altezza massa
m* (kg) 655403 655402.991
1.19 1.19
Fy* (N) 2155609 2615110
d
u
* (m) 0.0171 0.018456287
k* (N/m) 259878673 313900024
T* (s) 0.316 0.287
Distribuzione
Direzione X (nodo di controllo 305)
Direzione Y (nodo di controllo 302)
massa*altezza massa
m* (kg) 649705 649704.565
1.14 1.14
Fy* (N) 2039353 2247234
d
u
* (m) 0.0276 0.015755062
k* (N/m) 185226860 239310174
T* (s) 0.372 0.327
Distribuzione
*
*
*
2
k
m
T =
NOTA:
Conversione al sistema bilineare equivalente (Punto 4.5.4.3)
Esempio: modello senza eccentricit accidentale aggiuntiva
ANALISI STATICA NON LINEARE
Idea base: riduzione operata facendo riferimento al concetto di duttilit
Riduzione operata introducendo un fattore di
riduzione R (Fajfar 2000):

< +
=
C
C
C
T T
T T
T
T
R
,
, 1 ) 1 (

Sistema anelastico:

R
S
S
ae
a
=
de d
S
R
S

R
S
S
ae
a
=
de d
S
R
S

=
Sa
S
D
Du Dy
Au
Ay
Curva di capacit
(bilineare)
Spettro anelastico ridotto
PP
Spettro elastico iniziale
Determinazione della risposta massima in spostamento
ANALISI STATICA NON LINEARE
Determinazione della risposta massima in spostamento
Con riferimento allazione sismica definita al Punto 3.2:
C
T T
*
) (
*
max ,
*
max
T S d d
De e
= =
C
T T
*
max e,
C *
*
max e, *
max
d
* T
T
1) (q 1
q
d
d
(

+ =
*
* *
*
) (
y
Ae
F
m T S
q = Con:
N.B.: Nel caso di risposta elastica per q*<1 porre:
max ,
*
max e
d d =
Nota: il valore di q* non pu comunque eccedere 3 per gli
edifici in muratura ordinaria (punto 8.1.6)
ANALISI STATICA NON LINEARE
Conversione dello spostamento del sistema equivalente nella
configurazione deformata della struttura e verifica
Noto
*
max
d ricondursi allo spostamento massimo del punto di
controllo del sistema originario immediato dalla:
*
max max
d d =
*
F
*
d
*
max
d
Spettro elastico
Spettro anelastico ridotto
ANALISI STATICA NON LINEARE
Verifica
Nel seguito vengono riportati i risultati delle verifiche, per
ciascuna delle due direzioni (si ricorda che nellambito
dellanalisi statica non lineare non necessario effettuare
alcuna combinazione delle azioni) in termini di rapporto:
max
u
d
d
Si precisa che in ciascun caso necessario verificare il valore
di q* (valore limite 3!!!)
La verifica si completa considerando il minimo valore tra le due
direzioni (e per ciascuna tra le due distribuzioni) considerando
tutti i modelli che tengano cono delleccentricit accidentale
aggiuntiva!!!!!
ANALISI STATICA NON LINEARE: Direzione Y
Verifica e confronto dei risultati (nodo controllo 302)
Distribuzione proporzionale alle Masse
zona 1 zona 2 zona 3
terreno A 0.60 0.86 1.56
terreno BCE 0.40 0.59 1.12
terreno D 0.25 0.38 0.81

Rapporto D
ultimo
\D
max
Controllo q*
q* zona 1 zona 2 zona 3
terreno A 2.54 1.81 1.09
terreno BCE 3.17 2.27 1.36
terreno D 3.43 2.45 1.47
q*> 3 !!!!
Esempio: modello senza eccentricit accidentale aggiuntiva
zona 1 zona 2 zona 3
terreno A 0.87 1.24 2.11
terreno BCE 0.59 0.85 1.54
terreno D 0.37 0.55 1.11

ANALISI STATICA NON LINEARE: Direzione Y
Verifica e confronto dei risultati (nodo controllo 302)
Distribuzione proporzionale alle Masse*Altezze
Rapporto D
ultimo
\D
max
Controllo q*
q* zona 1 zona 2 zona 3
terreno A 2.74 1.96 1.17
terreno BCE 3.42 2.45 1.47
terreno D 3.70 2.64 1.58
q*> 3 !!!!
Esempio: modello senza eccentricit accidentale aggiuntiva
Metodologia
Definizione del modello geometrico tridimensionale della struttura
Definizione delle masse interessate allevento sismico e loro
applicazione sotto forma di carichi gravitazionali nel modello
Definizione dello smorzamento della struttura
Definizione del legame costitutivo non lineare del materiale
Definizione dellinput sismico
Svolta lanalisi e calcolata la risposta nel tempo della struttura
sollecitata da un dato accelerogramma possibile passare alla
verifica della stessa
ANALISI DINAMICA NON LINEARE (Punto 8.1.5.5 e 4.5.5) ANALISI DINAMICA NON LINEARE
Accelerogrammi
Accelerogrammi spettro compatibili ( terreno B , PGA = 0.15 g
Zona 3)
SLU, componente orizzontale, acc. 4
-0.4
-0.3
-0.2
-0.1
0.0
0.1
0.2
0.3
0.4
0.5
0 5 10 15 20
Tempo [s]
A
c
c
e
le
r
a
z
io
n
e
[g
]
SLU, componente orizzontale, acc. 5
-0.5
-0.4
-0.3
-0.2
-0.1
0.0
0.1
0.2
0.3
0.4
0 5 10 15 20
Tempo [s]
A
c
c
e
le
r
a
z
io
n
e
[g
]
-0.5
-0.4
-0.3
-0.2
-0.1
0.0
0.1
0.2
0.3
0.4
0.5
0 5 10 15 20
Tempo [s]
A
c
c
e
l
e
r
a
z
i
o
n
e

[
g
]
7 differenti gruppi di
accelerogrammi
(al minimo 3 gruppi)
ANALISI DINAMICA NON LINEARE
Esempio: analisi effettuate per ciascun gruppo di accelerogrammi
applicando rispettivamente in direzione X laccelerogramma
scalato al 100% ed in direzione Y quello scalato al 30%
-3000000
-2000000
-1000000
0
1000000
2000000
3000000
1
1
1
8
2
3
5
3
5
2
4
6
9
5
8
6
7
0
3
8
2
0
9
3
7
1
0
5
4
1
1
7
1
1
2
8
8
1
4
0
5
TAGLIOX
TAGLIOY
Risultati in termini di storia temporale
-0.02
-0.015
-0.01
-0.005
0
0.005
0.01
0.015
0.02
1
8
6
1
7
1
2
5
6
3
4
1
4
2
6
5
1
1
5
9
6
6
8
1
7
6
6
8
5
1
9
3
6
1
0
2
1
1
1
0
6
1
1
9
1
1
2
7
6
1
3
6
1
1
4
4
6
Taglio di base Spostamenti dei nodi
ANALISI DINAMICA NON LINEARE
-3000000
-2000000
-1000000
0
1000000
2000000
3000000
-0.02 -0.015 -0.01 -0.005 0 0.005 0.01 0.015 0.02
Taglio di base X
Spostamento di un
nodo di controllo
Dmax
ANALISI DINAMICA NON LINEARE
Verifica
-0.02
-0.015
-0.01
-0.005
0
0.005
0.01
0.015
0.02
1
8
7
1
7
3
2
5
9
3
4
5
4
3
1
5
1
7
6
0
3
6
8
9
7
7
5
8
6
1
9
4
7
1
0
3
3
1
1
1
9
1
2
0
5
1
2
9
1
1
3
7
7
1
4
6
3
Ricerca dello spostamento massimo raggiunto a seguito
dellapplicazione di ciascun gruppo di accelerogrammi per ciascun
nodo!
7 gruppi di accelerogrammi: media dei risultati ottenuti
3 gruppi di accelerogrammi: massimo risultato ottenuto
(o comunque inferiore a 7 )
ANALISI DINAMICA NON LINEARE
Verifica
Spostamento massimo raggiunto nel nodo 401
Dmax
(401)
= 0.018 m
Tale valore rappresenta la domanda richiesta dallazione
sismica da confrontare ancora con la capacit del sistema
Confronto effettuato con i risultati forniti da unanalisi
pushover con una distribuzione di forze proporzionale alle
masse sia in direzione X sia in direzione Y (questultima scalata
del 30 %)
Risultati Pushover:
=
ultimo
max
D
D
Risultati Dinamica
non lineare:
=
ultimo
max
D
D
1.48
1.56 !!!!!
CONFRONTO DEI RISULTATI
Analisi non lineari
I risultati sono equivalenti in termini qualitativi
=
ultimo
max
D
D
CONFRONTO DEI RISULTATI
Analisi statica lineare
Tipo di suolo zona 1 zona 2 zona 3
terreno A 0.285 0.399 0.664
terreno BCE 0.228 0.319 0.531
terreno D 0.211 0.295 0.492
Analisi dinamica modale
Tipo di suolo zona 1 zona 2 zona 3
A 0.298 0.417 0.695
B, C, E 0.238 0.334 0.556
D 0.221 0.309 0.515
I risultati sono equivalenti in termini qualitativi
Analisi lineari
CONFRONTO DEI RISULTATI
Analisi lineari e non lineari
Analisi statica lineare Analisi statica non lineare
Tipo di suolo zona 1 zona 2 zona 3
A 0.298 0.417 0.695
B, C, E 0.238 0.334 0.556
D 0.221 0.309 0.515
Tipo di suolo zona 1 zona 2 zona 3
terreno A 0.597 0.863 1.557
terreno BCE 0.398 0.587 1.116
terreno D 0.249 0.381 0.812
Lanalisi statica lineare una analisi semplificata e quindi ragiona in termini
pi conservativi;
Differente approccio per la combinazione delle componenti dellazione sismica;
Dominio di rottura assunto;
Caratterizzazione della domanda.
Meccanismi Meccanismi locali locali
Negli edifici esistenti in muratura spesso avvengono collassi parziali
per cause sismiche, in genere per perdita dell'equilibrio di porzioni
murarie.
Muratura di buona qualit Muratura di qualit scadente
Formazione di lesioni e
comportamento per blocchi rigidi
Fessurazione diffusa,
disgregazione e distacco tra i
paramenti
Meccanismi Meccanismi di RIBALTAMENTO GLOBALE di RIBALTAMENTO GLOBALE Meccanismi Meccanismi di RIBALTAMENTO GLOBALE di RIBALTAMENTO GLOBALE
Meccanismi Meccanismi di RIBALTAMENTO PARZIALE di RIBALTAMENTO PARZIALE
11.5.4 Valutazione della sicurezza
11.5.4.1 Livelli di protezione antisismica e fattori di
importanza
11.5.4.2 Azione sismica
11.5.4.3 Modellazione della struttura
11.5.4.3.1 Meccanismi locali
11.5.4.3.2 Aggregati edilizi
11.5.4.3.3 Edifici misti
11.5.4.4 Metodi di analisi
11.5.4.5 Combinazione delle componenti dellazione sismica
11.5.5 Verifiche di sicurezza
11.5.5.1 Verifica globale semplificata per gli edifici in
aggregati edilizi
11.5.4.3.1 Meccanismi locali
obbligatorio valutare la sicurezza dell'edificio nei confronti
di tali meccanismi.
Un possibile modello di riferimento per questo tipo di
valutazioni quello dellanalisi limite dellequilibrio delle
strutture murarie, considerate come corpi rigidi non resistenti a
trazione; la debole resistenza a trazione della muratura porta
infatti, in questi casi, ad un collasso per perdita di equilibrio, la cui
valutazione non dipende in modo significativo dalla deformabilit
della struttura ma dalla sua geometria e dai vincoli.
Nonostante le costruzioni in muratura presentino una grande
variet per tipologie, dimensioni e materiali, losservazione dei
danni a seguito di eventi sismici ha mostrato meccanismi
locali ricorrenti, a cui fare riferimento per le verifiche.
ALLEGATO 11.C Analisi dei meccanismi locali di
collasso in edifici in muratura
Le norme propongono il metodo dellanalisi limite dellequilibrio
secondo lapproccio cinematico per la verifica obbligatoria della
vulnerabilit alla creazione di meccanismi locali in parti
delledificio:
- Analisi cinematica lineare
- Analisi cinematica non lineare
Per questo tipo di meccanismi, la verifica allo stato limite di
danno non indispensabile.
L'analisi deve essere eseguita su un numero limitato di
meccanismi, riconosciuti tra i pi probabili, in considerazione
della tecnologia costruttiva o individuati, a seguito di un sisma,
sul manufatto in oggetto o su altri edifici simili.
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
Scelta dei meccanismi di collasso
Valutazione dellazione orizzontale che attiva tale
cinematismo
Determinazione dellandamento dellazione orizzontale
che la struttura progressivamente in grado di sopportare
allevolversi del meccanismo
Analisi cinematica lineare
Analisi cinematica non lineare
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
1. trasformazione di una parte della costruzione in un sistema labile
(catena cinematica), attraverso lindividuazione di corpi rigidi, definiti
da piani di frattura, in grado di ruotare o scorrere tra loro
Per ogni possibile meccanismo locale ritenuto significativo per ledificio, il
metodo si articola nei seguenti passi:
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
2. valutazione del moltiplicatore orizzontale dei carichi
0
che
comporta lattivazione del meccanismo (stato limite di danno)
Principio dei Lavori Virtuali
Si applicano ai blocchi rigidi le seguenti forze:
- i pesi propri dei blocchi, applicati nel loro baricentro;
- i carichi verticali portati dagli stessi (pesi propri e sovraccarichi
dei solai e della copertura, ecc);
- un sistema di forze orizzontali proporzionali ai carichi verticali
portati, se queste non sono efficacemente trasmesse;
- eventuali forze esterne (ad es. catene metalliche);
- eventuali forze interne (ad es. ingranamento tra i conci murari).
Assegnata una rotazione virtuale
k
al generico blocco k, possibile
determinare gli spostamenti delle diverse forze nella rispettiva direzione

0
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
2. valutazione del moltiplicatore orizzontale dei carichi
0
che
comporta lattivazione del meccanismo (stato limite di danno)
-
fi
o
1 h
h h
n
1 i
i y, i
m n
1 n j
j x, j
n
1 i
i x, i 0
L F P P P =
|
|

\
|
+

= =
+
+ = =
(11.C.1)
Principio dei Lavori Virtuali

0
P1
P1
1
1
1
x,1 1
y,1 1
= ( )
= ( )
G C
G C
y y
x x

x,i
lo spostamento virtuale orizzontale del
punto di applicazione delli-esimo peso P
i
,

y,i
lo spostamento virtuale verticale del punto
di applicazione delli-esimo peso P
i
, assunto
positivo se verso lalto;
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
3. valutazione dellevoluzione del moltiplicatore orizzontale dei
carichi al crescere dello spostamento d
k
di un punto di controllo della
catena cinematica, usualmente scelto in prossimit del baricentro, fino
allannullamento della forza sismica orizzontale;
Il valore del moltiplicatore pu essere valutato utilizzando lequazione
(11.C.1), riferendosi alla geometria variata.
Lanalisi pu essere svolta per via grafica, individuando la geometria
del sistema nelle diverse configurazioni fino al collasso, o per via
analitico-numerica, considerando una successione di rotazioni virtuali
finite e aggiornando il sistema.
Se le diverse azioni (forze peso, azioni esterne o interne) vengono
mantenute costanti allevolversi del cinematismo, la curva pressoch
lineare. In tal caso, in via semplificata, richiesta la sola valutazione
dello spostamento d
k,0
per cui si ha lannullamento del moltiplicatore, e
la curva assume la seguente espressione:
(11.C.2)
( )
0 , k k 0
d / d 1 =
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
4. trasformazione della curva cos ottenuta in curva di capacit
(oscillatore equivalente), ovvero in accelerazione a
*
e spostamento d
*
spettrali, con valutazione dello spostamento ultimo per collasso del
meccanismo (stato limite ultimo), definito in seguito;
Noto landamento del moltiplicatore orizzontale dei carichi in funzione
dello spostamento d
k
del punto di controllo:
0
0 1
0
*
* *
n m
i
i
P
g
a
M e
+
=

= =

1 *
* *
n m
i
i
P
g
a
M e
+
=

= =

accelerazione sismica spettrale


accelerazione spettrale di attivazione

+
=
+
=

=
m n
1 i
i k x,
m n
1 i
x,i i
k
*
P
P
d d spostamento spettrale
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
d*
a*
a
0
*
d
0
* d'
0
*
a'
0
d
u
*=0.4 d'
0
*
(a)
(b)
(a) con forze esterne variabili
(b) lineare ( )
0 0
1
* * * *
/ a a d d =
Lo spostamento ultimo a collasso du
*
il minimo tra:
1) il 40% dello spostamento per cui si annulla a
*
, valutato su una curva in
cui si considerino solamente le azioni di cui verificata la presenza fino
al collasso;
2) lo spostamento corrispondente a situazioni localmente incompatibili (ad
es., sfilamento di travi), nei casi in cui questo sia valutabile.
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
5. verifiche di sicurezza, attraverso il controllo della compatibilit degli
spostamenti e delle resistenze (ANALISI CINEMATICA NON
LINEARE) o delle sole resistenze (ANALISI CINEMATICA LINEARE)
Stato limite di danno (NON OBBLIGATORIA)
La verifica soddisfatta qualora
cio, se laccelerazione spettrale di attivazione del meccanismo sia
superiore all'accelerazione dello spettro elastico definito nel punto
3.2.6, valutata per T=0, opportunamente amplificato per considerare
la quota della porzione di edificio interessata dal cinematismo
|

\
|
+
H
Z
5 . 1 1
5 . 2
S a
a
g
*
0
(11.C.7)
La verifica la medesima sia nellANALISI CINEMATICA NON
LINEARE, sia nellANALISI CINEMATICA LINEARE
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
Stato limite ultimo (ANALISI CINEMATICA LINEARE)
Verifica semplificata con fattore di struttura q
La verifica soddisfatta qualora
in cui q il fattore di struttura uguale a 2.0.
|

\
|
+
H
Z
5 . 1 1
q
S a
a
g
*
0
(11.C.8)
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
Stato limite ultimo (ANALISI CINEMATICA NON LINEARE)
Verifica mediante spettro di capacit
Confronto tra la capacit di spostamento ultimo du
*
del meccanismo locale
e la domanda di spostamento d.
d valutato su uno spettro definito analogo a quello per elementi non
strutturali (punto 4.9), in corrispondenza del periodo secante T
s
*
u
*
s
d 4 . 0 d = spostamento secante
*
s
a accelerazione in corrispondenza del periodo
secante, valutata sulla curva comprensiva di
eventuali forze esterne non assicurate a
collasso
*
s
*
s
s
a
d
2 T =
periodo secante
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
Stato limite ultimo (ANALISI CINEMATICA NON LINEARE)
Verifica mediante spettro di capacit
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
Stato limite ultimo (ANALISI CINEMATICA NON LINEARE)
Verifica mediante spettro di capacit
Confronto tra la capacit di spostamento ultimo du
*
del meccanismo locale
e la domanda di spostamento d.
d valutato su uno spettro definito analogo a quello per elementi non
strutturali (punto 4.9), in corrispondenza del periodo secante T
s
( )
( )
2
s
s 1 d s g 2 2
s 1
1 s
1 s D d s g 2
1 D
D s d s g 2
3 1 Z H T
T < 1.5T (T ) = a S 0 5
4
1 1 T T
1 5TT Z
1.5T T < T (T ) =a S 1 9 2 4
H 4
1 5TT Z
T T (T ) =a S 1 9 2 4
H 4
.
.
. .
.
. .
| |
+
|
|

+
\
| |
+
|

\
| |
+
|

\
(11.C.9)
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
OSSERVAZIONI (1):
E necessario individuare correttamente i meccanismi da analizzare
Presenza di incatenamento (forza esterna)

0
P1
P1
1
F1

0
P1
P1
1

0
P2
P2
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
OSSERVAZIONI (1):
E necessario individuare correttamente i meccanismi da analizzare
Ribaltamento globale con buon ammorsamento
Analisi Limite dellEquilibrio (approccio cinematico)
OSSERVAZIONI (1):
E necessario individuare correttamente i meccanismi da analizzare
Presenza di solaio intermedio spingente

0
P2
P2
1
2

0
P1
P1
C1
C12
C2
APPLICAZIONE: ALLEGATO 11.C Analisi dei
meccanismi locali di collasso in edifici in muratura
Ribaltamento fuori piano della sommit di una parete (timpano)
9.0 m
6.0 m
6.0 m
1.5 m
Materiale tratto da appunti del Prof. G. Magenes (Universit di Pavia)
9.0 m
6.0 m
6.0 m
1.5 m
6
.
0
0

m
1
.
5
0

c
m
0.40 m
o
APPLICAZIONE: ALLEGATO 11.C Analisi dei
meccanismi locali di collasso in edifici in muratura
Materiale tratto da appunti del Prof. G. Magenes (Universit di Pavia)
Materiale tratto da appunti del Prof. G. Magenes (Universit di Pavia)
6
.
0
0

m
1
.
5
0

c
m
0.40 m
o
.
5
0

m
W
W
P
P'
x1

x0

y0
.40 m
O
1
.
5
0

m
APPLICAZIONE: ALLEGATO 11.C Analisi dei
meccanismi locali di collasso in edifici in muratura
Materiale tratto da appunti del Prof. G. Magenes (Universit di Pavia)
APPLICAZIONE: ALLEGATO 11.C Analisi dei
meccanismi locali di collasso in edifici in muratura
.
5
0

m
W
W
P
P'
x1

x0

y0
.40 m
O
1
.
5
0

m
peso/m
2
del tetto (incluse le capriate): 1.4 kN/ m
2
peso della muratura: 20 kN/m
3
Si assume che ogni timpano porti 1/3 del carico
verticale trasmesso dalla trave di colmo, P = 26 kN
P=1/2 del peso = 1.5 P = 39 kN
Baricentro delle masse del timpano: 1/3 dellaltezza
Si assume che P sia applicato in mezzeria del
muro
0 2 . 0 2 . 0 ) 5 . 0 ' 5 . 1 (
0
= + W P W P
Equilibrio diretto dei momenti nella
condizione limite:
162 . 0
5 . 0 ' 5 . 1
2 . 0 2 . 0
0
=
+
+
=
W P
W P

Materiale tratto da appunti del Prof. G. Magenes (Universit di Pavia)


APPLICAZIONE: ALLEGATO 11.C Analisi dei
meccanismi locali di collasso in edifici in muratura
0 '
0 0 0 0 1 0
= +
y y x x
W P W P
162 . 0
5 . 0 ' 5 . 1
2 . 0 2 . 0
0
=
+
+
=
W P
W P

.
5
0

m
W
W
P
P'
x1

x0

y0
.40 m
O
1
.
5
0

m

2 . 0 ; 5 . 1 ; 5 . 0
0 1 0
= = =
y x x
0 2 . 0 2 . 0 5 . 0 5 . 1 '
0 0
= + W P W P
Valutazione della massa partecipante M
*
:
usando
x1
come spostamento di controllo,
x0
=
x1
/3
( )
( )
162 . 6
333 . 0 1 ' 81 . 9
333 . 0 1 '
P
P
M
2 2
2
m n
1 i
2
i x, i
2
m n
1 i
i x, i
*
=
+
+
=
|

\
|
=

+
=
+
=
W P
W P
g

Oppure, con lapplicazione del PLV:


Materiale tratto da appunti del Prof. G. Magenes (Universit di Pavia)
APPLICAZIONE: ALLEGATO 11.C Analisi dei
meccanismi locali di collasso in edifici in muratura
.
5
0

m
W
W
P
P'
x1

x0

y0
.40 m
O
1
.
5
0

m

Valutazione dellaccelerazione di attivazione a


0
*
:
Frazione di massa partecipante e* :
806 . 0
'
162 . 6 81 . 9
/
1
* *
=
+

= =

+
=
P W
P gM e
m n
i
i
2
*
0
*
1
0
*
0
m/s 972 . 1
806 . 0
81 . 9 162 . 0
=

= = =

+
=
e
g
M
P
a
m n
i
i

Verifica tramite il metodo lineare


(stato limite ultimo):
|

\
|
+
H
Z
5 . 1 1
q
S a
a
g
*
0
con q = 2.0
Materiale tratto da appunti del Prof. G. Magenes (Universit di Pavia)
APPLICAZIONE: ALLEGATO 11.C Analisi dei
meccanismi locali di collasso in edifici in muratura
Verifica tramite il metodo lineare
(stato limite ultimo):
|

\
|
+
H
Z
5 . 1 1
q
S a
a
g
*
0
con q = 2.0
6
.
0
0

m
1
.
5
0

c
m
0.40 m
o
78 . 0 =
H
Z
dove Z= 7.02 m laltezza del
baricentro dei pesi P e W
rispetto alla fondazione e H =
7.5 m
( ) S a
S a
a
g
g
202 . 1 936 . 0 5 . 1 1
0 . 2
*
0
= +
Il meccanismo verificato se
a
g
S a
0
*
/1.202 = 1.641 m/s
2
= 0.167g
Materiale tratto da appunti del Prof. G. Magenes (Universit di Pavia)
APPLICAZIONE: ALLEGATO 11.C Analisi dei
meccanismi locali di collasso in edifici in muratura
.
5
0

m
W
W
P
P'
x1

x0

y0
.40 m
O
1
.
5
0

m

Valutazione dellandamento -
x1
(-d
k
)
per spostamenti finiti.
Tutte le forze sono proporzionali ai pesi,
quindi la relazione -d
k
lineare:
( )
0 , k k 0
d / d 1 =
Valutazione dello spostamento d
k,0
per forza
orizzontale nulla (per es. momenti resistenti
nulli):
0 ) 2 . 0 ( ) 2 . 0 (
1 0
=
x x
P W
0 ) 2 . 0 ( ) 3 / 2 . 0 (
1 1
=
x x
P W
m 326 . 0
3 /
2 . 0 2 . 0
0 , 0 , 1
=
+
+
= =
P W
P W
d
k x
Verifica tramite il metodo non lineare
(stato limite ultimo):
Materiale tratto da appunti del Prof. G. Magenes (Universit di Pavia)
APPLICAZIONE: ALLEGATO 11.C Analisi dei
meccanismi locali di collasso in edifici in muratura
.
5
0

m
W
W
P
P'
x1

x0

y0
.40 m
O
1
.
5
0

m

Valutazione dello spostamento effettivo


del sistema 1 d.o.f equivalente :

+
=
+
=

=
m n
1 i
i k x,
m n
1 i
x,i i
k
*
P
P
d d
k k
d 68 . 0
) ' ( 1
333 . 0 1 '
d =
+
+
=
W P
W P
m 222 . 0 d 68 . 0 d
k,0
*
0
= =
m 089 . 0 d 4 . 0 d
*
0
*
u
= =
m 035 . 0 d 4 . 0 d
*
u
*
s
= =
Materiale tratto da appunti del Prof. G. Magenes (Universit di Pavia)
APPLICAZIONE: ALLEGATO 11.C Analisi dei
meccanismi locali di collasso in edifici in muratura
d
*
a
*
d
0
*
d
u
*
=0.4d
0
*
d
s
*
=0.4d
u
*
a
0
*
a
s
*
(2/T
s
*
)
2
*
*
*
2
s
s
s
a
d
T =
m 222 . 0 d 68 . 0 d
k,0
*
0
= =
m 089 . 0 d 4 . 0 d
*
0
*
u
= =
m 035 . 0 d 4 . 0 d
*
u
*
s
= =
sec 92 . 0 T
*
s
=
Materiale tratto da appunti del Prof. G. Magenes (Universit di Pavia)
APPLICAZIONE: ALLEGATO 11.C Analisi dei
meccanismi locali di collasso in edifici in muratura
Si assume come periodo fondamentale delledificio un valore
precedentemente determinato, pari a T
1
=0.2 s
Si ottiente T
s
*=0.92 >1.5 T
1
=0.3 s
Quindi, assumendo, per esempio,
a
g
S = 0.2g = 1.962 m/s
2
,
La domanda effettiva in termini di spostamento vale:
*
u 2
*
1 *
d m 0.089 m 071 . 0 4 . 2 9 . 1
4
5 . 1 ) ( = < = |

\
|
+ =
H
Z T T
S a T
s
g s

La verifica tramite il metodo non lineare (stato limite ultimo) per


il cinematismo di ribaltamento del timpano soddisfatta