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Il disegno archeologico della ceramica

Cynthia Mascione, Arianna Luna Il disegno affianca la schedatura dei reperti, utile allarticolazione della tipologia, accompagna e illustra in fase di edizione il testo, fino a sostituirlo per ci che concerne la descrizione morfologica (ARTHUR 1994). In ogni caso il disegno di un oggetto deve essere confrontabile con altri realizzati allinterno della stessa ricerca, ma anche allesterno e deve essere quindi realizzato secondo criteri univoci che rendano universale la sua comprensione. A questa esigenza risponde larticolazione di una serie di norme tese ad alleggerire il disegno, liberandolo da caratterizzazioni pesanti che rispondono pi a criteri estetici (limmagine reale delloggetto fornita a miglior diritto da una fotografia) e a dare rilievo alle informazioni morfologiche. Il disegnatore opera una mediazione e sceglie di rappresentare e di mettere in rilievo alcuni dettagli piuttosto che altri (elimina senzaltro eventuali tracce recenti derivate dalla deposizione o dal prelievo delloggetto; la fotografia al contrario ne documenta lo stato senza alcun tipo di interpolazione). quindi essenziale una conoscenza approfondita delle tipologie dei materiali e delle tecniche di fabbricazione per poter comprendere loggetto prima di disegnarlo. La tendenza attuale di liberare la superficie del disegno da informazioni ridondanti (ad esempio le linee di congiunzione dei frammenti) per sottolineare il grado complessivo di integrit del vaso, le modanature e le linee derivanti dalla modellatura (linee di tornio, tracce della stecca, ditate ecc.). In Italia le convenzioni riguardanti il disegno della ceramica comuni peraltro a tutti i contenitori a prescindere dal materiale in cui sono realizzati hanno assunto caratteristiche univoche solo negli ultimissimi decenni (per una storia del disegno archeologico vedi Penello in LEONARDI ET AL. 1991, 18-41), mentre gli aspetti teorici e pratici sono stati oggetto di riflessioni metodologiche solo a partire dal 1991 (LEONARDI ET AL. 1991, 41-72; Manzelli in SANTORO BIANCHI 1997, 181-189). Impostazione del disegno Il disegno della ceramica prevede la trasposizione di un oggetto tridimensionale su un piano, attraverso una proiezione ortogonale e mediante lorganizzazione del foglio in settori destinati a esplicitare le informazioni riguardanti le varie parti di un contenitore. Vi saranno informazioni primarie in quanto basilari e irrinunciabili tese a esemplificare la forma (una o pi sezioni del corpo ceramico) e le dimensioni (diametro dellorlo e/o del fondo, altezza) e informazioni secondarie in quanto dipendono dalle prime e aggiungono dati ulteriori che documentano la vista prospettica, la decorazione o altri interventi presenti sulla superficie del vaso. Il passaggio al disegno bidimensionale prevede limpostazione di una (nel caso di frammenti) o due (nel caso di manufatti che conservano tutto il profilo) linee di orizzonte (orizzontali e quindi parallele se il vaso non deformato) e di una linea ortogonale, mediana, che divide lo spazio-carta in due settori (fig. 38): quello di sinistra destinato al disegno della sezione del vaso (secondo una norma ormai consolidata nei paesi europei; nelle pubblicazioni statunitensi possibile trovare la sezione a destra) e alle eventuali informazioni riguardanti la superficie interna, quello di destra alla vista prospettica del profilo e della superficie esterna. La distanza fra le due linee di orizzonte data dallaltezza del vaso. Gli spazi al di sopra e al di sotto delle linee di orizzonte superiore e inferiore possono essere utilizzati per informazioni ulteriori riguardanti conformazioni particolari o decorazioni dellorlo e
Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti, Introduzione allo studio della ceramica in archeologia. Siena 2007, 87-100

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della superficie esterna del fondo (fig. 39). Le linee di orizzonte hanno la funzione di determinare linclinazione delloggetto. Il disegno quindi deve essere orientato rispetto a un piano orizzontale, deve documentare il profilo nel punto di massima conservazione, ma non pu essere in alcun modo ricostruttivo. Il disegno di vasi interi Il disegno inizia dalla sezione. Questo dato, invisibile soprattutto in presenza di vasi integri, deriva dalla somma dei profili esterno e interno, rilevati lungo uno stesso asse verticale che taglia idealmente il corpo ceramico. Nel caso di contenitori integri, o che conservano comunque il profilo intero, il disegno si avvale di tre dati fondamentali: la misura esterna dei diametri inferiore e superiore e dellaltezza. Linclinazione del profilo data dalla differenza fra i due diametri. Il disegno procede normalmente dal basso verso lalto: si imposta quindi la linea di orizzonte inferiore, poi laltezza e la linea di orizzonte superiore (parallela allinferiore se il vaso non presenta deformazioni). Le misure dei diametri sono facilmente rilevabili con un righello nei contenitori integri o che conservano lorlo per una porzione superiore alla met della circonferenza (facendo attenzione a non misurare la corda). Laltezza viene ugualmente misurata con una squadra o con un righello, tenendo conto di alcuni accorgimenti (fig. 40): nella trasposizione su carta della misura rilevata che si ottiene appoggiando verticalmente la squadra sul tavolo, tangente al punto di massima espansione del vaso si deve tenere conto dello spazio pi o meno ampio che lo strumento presenta prima dellinizio delle tacche di misurazione; laltezza va rilevata in corrispondenza del bordo superiore e non del bordo esterno; le squadre devono essere posizionate con angoli di 90. Se la circonferenza conservata per una porzione inferiore alla met necessario ricostruire la misura del diametro. Questa operazione pu essere svolta utilizzando un cerchiometro (foglio predisposto con una serie di cerchi concentrici posti normalmente a distanza di 5 o 10 mm.; fig. 41) oppure utilizzando unapplicazione geometrica che permette di ricostruire gli assi di almeno due corde allarco di circonferenza conservata (Teorema: in una circonferenza lasse di una qualsiasi corda passa per il centro), assi che determinano, nel punto di intersezione, il centro. Si riporta quindi sulla carta larco di circonferenza esterno o interno conservato (facendo aderire al foglio lorlo o il fondo del vaso o utilizzando un profilografo; fig. 43); si individuano sullarco disegnato almeno tre punti ben conservati (per tre punti non allineati passa una sola circonferenza) e quindi attendibili (A, B, C) e su questi si fa perno con il compasso tracciando delle circonferenze (larco di apertura del compasso indifferente); si tracciano le rette che passano nei punti di intersezione delle circonferenze (corrispondenti agli assi delle corde AB, BC) e il punto di incontro determina il centro (fig. 42). In presenza di un contenitore di dimensioni ridotte, le tre misure di base sono sufficienti per completare il disegno del profilo: per questa operazione indispensabile luso di un profilografo o sagomatore (in gergo pettine; fig. 43), attrezzo provvisto di aghi o lamelle, metalliche o in plastica, che permettono di rilevare con estrema precisione limpronta delloggetto (al fine di non rovinare la superficie del vaso bene spingere gli aghi verso il pezzo, piuttosto che il contrario). In presenza di contenitori di dimensioni superiori alla lunghezza del profilografo si dovranno rilevare sulla superficie esterna altri punti (pi o meno corrispondenti a punti salienti: massima espansione del ventre, modanature, carena). Come per la misurazione dellaltezza, questa operazione viene svolta con una squadra posta in verticale, in posizione tangente al vaso: si possono cos ricavare le coordinate (x, y) da riportare sulla carta tenendo conto degli accorgimenti gi esposti (fig. 44).

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Il disegno del profilo interno si esegue con il profilografo, dopo aver rilevato con un calibro (a scorrimento orizzontale o ad arco, in gergo ballerina; fig. 43) e in pi punti lo spessore della parete e del fondo. In presenza di contenitori chiusi possibile che il profilografo non sia utilizzabile, se non forse per un breve tratto corrispondente alla bocca: il disegno del profilo interno pu essere realizzato mediante un pi fitto rilievo della variazione di spessore del corpo ceramico. Graficamente questa procedura viene esplicitata mediante luso della linea tratteggiata (fig. 45). Le eventuali informazioni supplementari (linee di tornio, modanature, decorazioni ecc.) riguardanti la superficie interna possono essere rappresentate nello spazio fra la sezione e la linea verticale mediana. Il profilo della parte destra (vista prospettica) direttamente dipendente da quello sinistro (viene letteralmente ricalcato!) quando il vaso non presenta deformazioni; in caso contrario si dovr procedere ex novo come per il profilo sinistro (fig. 47). Nel campo di destra deve essere esplicitato il grado di conservazione delloggetto (fig. 48) e vi sono indicate le informazioni riguardanti la modellazione della superficie esterna. Il mezzo grafico per la resa delle modanature la linea continua, di spessore ridotto e tracciata dal punto corrispondente al profilo interno (sinistra) o esterno (destra) fino alla linea mediana. Nel caso in cui la decorazione sia composta da cordoni o bugne o quantaltro aggiunto in spessore al corpo ceramico che costituisce il profilo, il dato deve essere esplicitato nel disegno della sezione, separando graficamente le due entit. Stesso principio va applicato alle prese e alle anse, elementi che sono aggiunti al corpo del vaso gi tornito (fig. 49): la sezione sinistra comprender anche la sezione verticale dellansa (rappresentata poi a destra, in vista prospettica, solo in caso di contenitore biansato), accompagnata da una sezione orizzontale (fig. 45), assente in presenza di ansa orizzontale (fig. 49). Il disegno dei frammenti Un frammento viene disegnato se contiene in s informazioni utili a una classificazione morfologica o a un repertorio decorativo. Deve quindi presentare un orlo o un fondo sufficientemente conservato ai fini della determinazione dellorientamento (e quindi della forma). Il disegno di un frammento di parete (disegnato per la presenza di una decorazione o di unansa di tipologia nota) pu essere realizzato utilizzando, per la determinazione della sua inclinazione nello spazio, le linee di tornio, la carena o una qualsiasi modanatura, elementi che, se sufficientemente conservati, permettono anche la ricostruzione del diametro. Il disegno di un frammento prevede limpostazione di una sola linea di orizzonte, corrispondente allorlo o al fondo e proceder dal basso verso lalto o dallalto verso il basso in conseguenza della porzione conservata. Il disegno di un fondo. La procedura sar molto simile a quella adottata per un vaso intero: sar ricostruita la misura del diametro (fig. 42) e il dato verr riportato sul foglio in corrispondenza di un linea di orizzonte posta nella parte bassa del foglio; la linea mediana verticale sar tracciata in corrispondenza dellasse delloggetto per unaltezza equivalente al grado di conservazione del frammento. Linclinazione sar calcolata appoggiando il fondo sul foglio, in modo che il suo diametro esterno combaci con il punto disegnato e in modo che la superficie di appoggio conservata aderisca al tavolo (se il pezzo sbeccato devono appoggiare almeno tre punti). Con una squadra possono cos essere rilevate le misure (coordinate) corrispondenti al punto di massima conservazione (fig. 50) da riportare sulla carta. Il profilo esterno pu a questo punto essere realizzato con laiuto del profilografo. Lo spessore pu essere registrato agevolmente anche con un semplice calibro a scorrimento orizzontale.

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Il disegno di un orlo. Sar necessario ribaltare la procedura: le misure verranno prese a partire dallalto. Sar quindi tracciata una linea di orizzonte nella parte alta del foglio e la linea mediana sar sviluppata verso il basso con unaltezza corrispondente alla conservazione massima del frammento. Il primo dato utile comunque la ricostruzione della misura del diametro (fig. 42), misura che verr quindi riportata sul foglio sulla linea di orizzonte. Le misure successive (coordinate di uno o pi punti) e linclinazione del frammento verranno rilevate appoggiando lorlo sul foglio, in modo che il suo diametro esterno combaci con il punto disegnato e in modo che la superficie di appoggio conservata aderisca al tavolo (se il pezzo sbeccato devono appoggiare almeno tre punti). Con una squadra possono cos essere rilevate le misure (coordinate) corrispondenti al punto di massima conservazione da riportare sulla carta (fig. 51). Frammenti di diametro non determinabile. Il grado di conservazione influisce non solo sulla possibilit di individuare le dimensioni di un contenitore (con un possibile errore di identificazione nellambito comunque della stessa forma funzionale: coppa coppetta), ma anche sulla determinazione della sua inclinazione e quindi della sua forma funzionale (un piatto diventa un coperchio, una coppa un piatto) o, nel migliore dei casi, della sua tipologia. Il criterio grafico per la rappresentazione di frammenti che, pur permettendo il riconoscimento di una presumibile inclinazione (desunta da linee di tornio, da modanature o da confronti bibliografici), non consentono la ricostruzione del diametro, prevede la soppressione della linea mediana (figg.. 52-53). (C.M.) Decorazione Poich la resa grafica di ogni reperto archeologico deve essere quanto pi possibile chiara al fine di favorire al massimo linformazione, la rappresentazione fotografica risulta necessaria al fine di integrare la conoscenza dellaspetto morfologico-decorativo di un reperto, non filtrata dallinterpretazione del disegnatore e dalle convenzioni del disegno tipologico. La resa grafica dei motivi decorativi presenti sui reperti avviene sullo stesso foglio che contiene il disegno della forma, a sinistra dellasse mediano se si trova sulla superficie interna, a destra se si trova sulla parte esterna del vaso. Quando le figurazioni sono costituite da elementi geometrici o fitomorfi, che si ripetono senza variazioni significative sullintero corpo del recipiente, i motivi vengono riprodotti realisticamente e in prospettiva, come sono disposti sulla superficie del manufatto (fig. 54). Se la raffigurazione ha una logica compositiva pi complessa, che presenta elementi unici e non ripetuti, necessario sviluppare il motivo in un campo a parte, di forma curvilinea, oppure a banda orizzontale o verticale, da collocare vicino alla forma cui la decorazione va associata (figg. 55-57). Nel caso in cui i motivi siano sullorlo del vaso, essi andranno rappresentati in un campo curvilineo (che riproduce il diametro del bordo visto dallalto) posto sopra la parte sinistra del disegno (fig. 39). Nella messa a punto del panorama morfologico-decorativo di un determinato centro produttore, forma e decorazione possono essere rappresentate separate, ognuna con il proprio repertorio tipologico (fig. 57). Per i materiali classici, medievali e postmedievali, la tendenza attuale di semplificare quanto pi possibile il disegno dei motivi, al fine di renderli leggibili: le decorazioni impresse, plastiche o graffite, infatti vengono rese mediante una semplice linea continua, limitando molto, o eliminando del tutto, ogni tipo di ombreggiatura (fig. 58). Non viene pi usato, almeno per la ceramica classica e postclassica il puntinato, ovvero lombreggiatura, se non in via eccezionale per rendere alcuni tipi di decorazione (fig. 59), resa

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egregiamente in chiaroscuro anche con luso sapiente del pennino (Ricci in SAGU ET AL. 1990, figg. 414, 426-427, 527-528). Le decorazioni pittoriche vengono disegnate mediante norme grafiche basate essenzialmente sulle differenze cromatiche, per le quali tuttavia non esiste un vero e proprio apparato convenzionale, e vengono rese di volta in volta in maniera diversa. Nel caso della maiolica arcaica le parti in bruno vengono disegnate sempre con tratti continui pi o meno spessi che definiscono il motivo nel suo insieme, mentre le parti in verde possono essere rappresentate tramite puntinature o altri motivi convenzionali (graticci, embricazioni ecc.; figg. 55-56). Nel caso in cui oltre al bruno e al verde compaia anche un altro colore, ad esempio il giallo, questo viene reso con campiture ancora diverse, in modo che si distinguano bene i vari colori impiegati. Norme grafiche editoriali Il passaggio a china per ledizione dei materiali prevede alcune norme che riguardano lo spessore del tratto: le linee di orizzonte e la mediana sono disegnate con penne sottili (0,1-0,2), mentre viene dato risalto alla sezione e alla vista prospettica mediante lutilizzo di penne di spessore maggiore (0,2-0,3). Spessore ridotto viene attribuito anche alle linee di tornio e alle altre caratterizzazioni delle superfici (carene e decorazione). Per la decorazione impressa resa in puntinato si utilizza un pennino di spessore ridotto (0,1) e lombreggiatura determinata da una fonte di luce posta idealmente in alto a sinistra con inclinazione di 45. La sezione viene resa normalmente con una campitura a linea obliqua (45), a tratto sottile, realizzata mediante luso di un tratteggigrafo (fig. 60). La spaziatura fra le linee oblique proporzionale alla riduzione cui il disegno deve essere sottoposto. possibile comunque che le sezioni siano lasciate vuote o campite in nero, consuetudine adottata soprattutto per i grandi contenitori (anfore), che necessitano di una forte riduzione. Il disegno realizzato in scala 1:1, ma per la stampa viene sottoposto a riduzione in ragione di 1:2 o 1:3, mentre per i manufatti di grandi dimensioni si utilizzano riduzioni ancora maggiori (la scala deve comunque essere sempre dichiarata in didascalia o, se comune a tutti i disegni, allinizio del testo). Materiale per il disegno Fogli di carta millimetrata; fogli di carta da lucido; matita HB; squadre (preferibilmente della stessa marca o con tacche di misurazione identiche); compasso; profilometro (fig. 43); calibro a scorrimento orizzontale o/e ad arco (fig. 43); tratteggigrafo (fig. 60). (A.L.) Riferimenti bibliografici
ARTHUR 1994 LEONARDI ET AL. 1991 MANZELLI 1997 SAGU ET AL. 1990 ARTHUR P. (a cura di), Il complesso archeologico di Carminiello ai Mannesi: Napoli (scavi 19831984)- Galatina 1994 LEONARDI G., PENELLO G., Il disegno archeologico della ceramica e altri problemi, Saltuarie del laboratorio del Piovego 2. Padova 1991 MANZELLI V., La documentazione grafica e fotografica dei materiali, in SANTORO BIANCHI S., Archeologia come metodo. Le fasi della ricerca (Quaderni del seminario di archeologia 1). Parma 1997 SAGU L., PAROLI L. (a cura di), Lesedra della Crypta Balbi nel medioevo (XI-XV secolo). Firenze 1990 ***

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Fig. 38 Disegno di C. Mascione.

Fig. 39 Da PUCCI G. (a cura di), La fornace di Umbricio Cordo. Lofficina di un ceramista romano e il territorio di Torrita di Siena, Firenze 1992. Disegno di C. Mascione.

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Fig. 40 Disegno di C. Mascione.

Fig. 41 Disegno di C. Mascione.

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Fig. 42 Disegno di C. Mascione.

Fig. 43 Fotografia di C. Mascione.

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Fig. 44 Disegno di C. Mascione.

Figg. 45-46 Da MASCIONE C., PUCCI G., Manifattura ceramica etrusco-romana a Chiusi. Bari 2003.

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Figg. 47-48 Da MASCIONE C., PUCCI G., Manifattura ceramica etrusco-romana a Chiusi. Bari 2003.

Figg. 49 Da MASCIONE C., PUCCI G., Manifattura ceramica etrusco-romana a Chiusi. Bari 2003.

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Fig. 50-51 Da MASCIONE C., PUCCI G., Manifattura ceramica etrusco-romana a Chiusi. Bari 2003.

Fig. 52-53 Da PUCCI G. (a cura di), La fornace di Umbricio Cordo. Lofficina di un ceramista romano e il territorio di Torrita di Siena, Firenze 1992 (disegni C. Mascione).

Fig. 54 Da MANACORDA D. (a cura di), Il giardino del Conservatorio di S. Caterina della Rosa. Firenze 1985.

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Figg. 55-56 Da FRANCOVICH R., LUNA A., La donazione Marco Bernardi. Maiolica arcaica e zaffera a rilievo dei secoli XIV e XV. Siena 2001.

Fig. 57 Da RICCI A., Ceramica a pareti sottili, in Atlante delle forme ceramiche, II. Roma 1985.

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Fig. 58 Da FRANCOVICH R. La ceramica medievale a Siena e nella Toscana meridionale (secc.XIV-XV). Firenze 1982.

Fig. 59 Da PUCCI G. (a cura di), La fornace di Umbricio Cordo. Lofficina di un ceramista romano e il territorio di Torrita di Siena. Firenze 1992 (disegno di C. Mascione).

Fig. 60 Fotografia di C. Mascione.

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