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IL RESPIRO: ENERGIA DIVINA, UNIVERSALE E UMANA.

Il respiro un percorso di andata e ritorno dallesterno allinterno. la meditazione pi semplice. la possibilit di conoscere la molteplicit della nostra natura, del mondo e delluniverso. Il respiro strettamente connesso ad una sostanza incorporea che pervade lUniverso: il Prna, descritto da alcune scritture Ind come un fascio di scintille denergia intelligente da cui tutte le persone nascono, per poi vivere e dissolversi. Il termine sanscrito Prna significa energia cosmica. A volte, il termine tradotto anche con respiro o energia vitale, ma molto pi di tutto ci. Senza Prna, non c vita. Il Prna permea il Cosmo ed ogni tipo di esistenza, da quella umana a quella dei vari sistemi solari e delle galassie. La connessione tra corpi celesti, pianeti, stelle ed esseri umani, avviene grazie al Prna. In effetti, tutti questi corpi sono costituiti da una stessa sostanza che li permea in consistenza e forma diversa, perci anche con funzionalit differenti. Il Prna il potere creativo ed anche lenergia fondamentale alla base della Conoscenza. Il Prna, infatti, a livello macrocosmico lenergia onnipresente nellUniverso che si manifesta in due aspetti: limmanifesto o energia di pura Coscienza e il manifesto o energia della creazione. A livello microcosmico, lenergia che sostiene e pervade il corpo umano, in connessione con il respiro che funge da veicolo al suo fluire. Per l'Ayurveda (scienza della vita, ayu), il respiro strettamente connesso al Prna e perci, pu regolare le funzioni della mente, della memoria, del pensiero, delle emozioni, ecc.. Respirare bene importante. Respirare in modo adeguato, potenzia gli effetti dell'energia cosmica. Anzi, inspirazione ed espirazione corrispondono alle due facolt essenziali: la capacit di ricevere e di accogliere; la capacit di abbandonare e lasciar andare. La funzione respiratoria segna il confine tra il mondo cosciente e quello inconscio; per questo, lo strumento pi accreditato per riattivare la comunicazione tra queste due dimensioni, spesso disgiunte e in lotta tra loro. Infine, il respiro collegato alle funzioni vitali: il suo ritmo, lampiezza e la frequenza influiscono anche sul sistema nervoso. Respirando in modo consapevole e armonioso, si attiva un vero processo di liberazione. Si prende coscienza con dolcezza dei contenuti rimossi e bloccati, come ci che impedisce il cambiamento che porta alla liberazione. Emergono e si risolvono emozioni come la paura, la sofferenza, linquietudine, ci che non accettiamo di noi, ci che rifiutiamo, langoscia per il futuro, le afflizioni per il passato, ecc.. Patanjali, il saggio che scrisse lo Yoga Sutra, suggerisce alcuni metodi efficaci per prendere coscienza del respiro: focalizzare il punto in cui laria esce ed entra nel corpo, attraverso le narici; oppure, ascoltare il respiro e perdersi nel suo suono. Insomma, il respiro la funzione umana pi vicina al Prna. Negli organismi viventi, il Prna si manifesta come energia vitale che circola nel corpo, attraverso varie correnti. Negli esseri umani, il Prna circola attraverso 5 differenti flussi, secondo il tipo di Vayu ( aria o respiro), associato a specifiche funzioni vitali: 1. UDANA-VAYU: ARIA CHE MUOVE VERSO LALTO. il flusso in cui lenergia va dallombelico alla testa. UDANA associato allenergia della parola e del suono. Governa la crescita del corpo, labilit di essere eretti, di eruttare, di parlare, di provare entusiasmo e di esercitare il potere della volont. Attraverso questo flusso, scorre la nostra migliore energia, quella capace di sviluppare coscienza e conoscenza. 2. PRNA -VAYU: ARIA CHE SI MUOVE VERSO IL BASSO. il flusso energetico, associato al torace e allenergia della respirazione. Va dalla testa allombelico. Prna permette alle creature umane di muoversi. Questo flusso governa la recezione dellenergia che viene dallesterno, attraverso il cibo, lacqua, laria, le impressioni sensoriali e le esperienze. Prna ha una natura propulsiva che guida lindividuo verso la vita e che mantiene ogni cosa in movimento. 3. SAMANA-VAYU: ARIA CHE BILANCIA. Qui lenergia muove dalle aree periferiche dellintero corpo allombelico, attraverso unazione vibratoria. il flusso energetico, associato allenergia della digestione a tutti i livelli. Agisce sulla funzionalit gastro-intestinale per digerire il cibo, su quella dei polmoni per digerire laria e su quella della mente per digerire le esperienze sensorie, emotive e mentali.

4. APANA-VAYU: ARIA CHE SPINGE. Qui lenergia muove in dentro e in fuori, dallombelico alla base della colonna vertebrale. Governa ogni forma di eliminazione e riproduzione. Agisce sulleliminazione delle scorie, la fuoriuscita dellossido di carbonio, la fuoriuscita delle urine, la fuoriuscita del seme, sul flusso mestruale e sulluscita del feto dallutero materno. A livello profondo,

governa la fuoriuscita delle sensazioni negative, delle emozioni e delle esperienze pesanti racchiuse nellindividuo. la base di tutto il sistema immunitario. 5. VYANA-VAYU: ARIA CHE SI MUOVE IN FUORI. Qui lenergia parte dallombelico allintero corpo. Questo flusso associato alla distribuzione dellenergia nellintero corpo. Governa la circolazione a tutti i livelli. Distribuisce lenergia del cibo, dellacqua, dellossigeno e dei pensieri. Questo flusso fa da assistente agli altri quattro, permettendo il movimento e inviando la forza necessaria per la funzionalit del corpo. Questi cinque flussi circolatori del Prna sono necessari alla sopravvivenza. Non sempre, per, sono bilanciati nel modo giusto. I riti, le visualizzazioni, la musica, i colori e gli aromi possono essere strumenti preziosissimi per equilibrare il flusso delle 5 manifestazioni praniche. La meditazione, i mantra e il pranayama, per, sono gli strumenti pi appropriati per equilibrare la quintuplice manifestazione del Prna nellessere umano. Durante la meditazione, il respiro diventa calmo e profondo, a volte addirittura impercettibile. Il Prna strettamente connesso allelemento Aria, a sua volta in stretta connessione con lEtere o spazio. Ora lElemento Aria associato al senso del tatto, mentre lelemento Etere associato al suono. Per questa ragione, la meditazione, attraverso il suono interiore del mantra e il contatto epidermico con la japa mala, molto efficace, soprattutto, con i bija mantra, i mantra-seme, ossia monosillabici. Il Pranayama, invece, una vera e propria "scienza del respiro" e come tale, si fonda su regole e principi ben precisi. Il principio di base il raggiungimento dellequilibrio tra lenergia femminile e lenergia maschile, i due flussi energetici che, prescindendo dal sesso della persona, esistono e agiscono nellessere umano, attraverso il ritmo respiratorio. Tramite la respirazione a narici alterne, ogni praticante pu iniziare un vero percorso di conoscenza ed equilibrio delle due energie polari. Secondo i principi del Pranayama, la respirazione completa necessita di quattro fasi: PURAKA: Inspirazione KUMBHAKA: Ritenzione. Pausa a polmoni pieni. RECHAKA: Espirazione. SUNYAKA: Sospensione. Pausa a polmoni vuoti. Le pause sono i momenti pregnanti in cui avviene il contatto diretto con la conoscenza, in qualsiasi modo la si voglia concepire. Il Prna si percepisce durante le pause che separano linspirazione e lespirazione. Proprio come avviene per la meditazione, quello che si prova con questi esercizi pu essere compreso solo, praticandoli. L'alba e il tramonto sono i due momenti pi adatti a queste pratiche, soprattutto alla meditazione, perch corrispondono alla pausa tra un movimento e laltro della respirazione; ne sono, in effetti, la corrispondenza sul piano temporale e giornaliero. Il crepuscolo il momento del giorno pi sacro perch rappresenta le situazioni di confine tra cielo e terra, tra notte e giorno, tra divino e umano, tra noi e il mondo, tra la coscienza e la nescienza. Praticare in questo particolare momento, ha effetti pi forti e rapidi. Volendo e potendo, lideale sarebbe avere una stanza riservata esclusivamente a queste pratiche. A livello spirituale, tutte le pratiche su indicate sono attuate per accedere alla consapevolezza del Soffio Divino che permea l'universo. L'inspirazione, allora, diventa il modo per accogliere il Soffio, mentre l'espirazione labbandono delle resistenze per aprirsi ad una dimensione cosmica. Non , comunque, necessario abbracciare la vita spirituale per apprendere a respirare bene o a meditare. Secondo la fisiologia induista, tutti gli esseri viventi, attraverso la respirazione, creano una confluenza tra il mondo esterno e quello interno, ossia comunicano e interagiscono, cambiando se stessi e apportando cambiamento allambiente. Chi si dedica alla respirazione cosciente, si apre a nuove dimensioni di se stesso. Chi sa aprirsi a queste nuove dimensioni, trascendendo la realt consueta, riesce ad avere uno sguardo pluralista e multiculturale verso il mondo. Dedicarsi al passaggio di questenergia, per aiutare gli altri, per insegnare o trasmettere certe pratiche, richiede comportamenti molto coerenti. Per esempio, chi non si impegnato a conoscere se stesso in maniera profonda, continua e reale, come pu trasmettere pratiche dequilibrio, attraverso la meditazione, la respirazione o quanto altro? Ritengo utile rilevare che prima di cominciare a praticare il Pranayama, importante re-imparare a respirare, poi affrontare le pratiche di base. La pi semplice pratica respiratoria Sukha, composta dall'inspirazione e

dall'espirazione, eseguite in modo consapevole. Segue Samavritti, una tecnica in cui le due fasi dell'atto respiratorio hanno la stessa durata. Infine, si pu passare al Pranayama vero e proprio. In realt, in questi luoghi e di questi tempi, apprendere a respirare gi una pratica completa in s, senza dover, necessariamente, praticare il Pranayama. La nostra respirazione, infatti, diventata corta, discontinua e affannosa. Sarebbe utile riappropriarsi di una respirazione pi naturale. La stessa mente umana si esteriorizzata, fino a perdere la facolt di percepire i sottili movimenti interiori del proprio essere. Non tutto, per, perduto non vi assolutismo, nemmeno nella perdita. Vi sono numerosissimi percorsi per ritrovarsi. Attraverso la respirazione cosciente, per esempio, si possono recuperare anni di dispersione energetica. Voglio concludere, leggendovi una storiella: C'era una volta un astrologo-ministro che, avendo sbagliato una previsione, cadde in disgrazia. Il re lo fece rinchiudere in cima ad una torre, dove sarebbe dovuto restare, fino alla morte. Il ministro aveva una moglie molto innamorata. Una notte di luna piena, ella si rec ai piedi della torre e chiam il marito, chiedendogli che cosa potesse fare per lui. Egli le chiese di respirare con lui, attraverso il soffio unito. Questo era un modo per mantenersi uniti da lontano. A volte, poteva persino produrre la soluzione inattesa ad un vecchio problema. Dopo una profonda respirazione, si sentirono molto uniti e trovarono la soluzione. In una notte di Luna nuova, daccordo con il marito, la moglie ritorn alla torre e port una fune lunghissima, una robusta corda, un lungo filo di cotone, un filo di seta lungo moltissimi metri, uno scarabeo e un po' di miele. Leg solidamente il filo di seta allo scarabeo e spalm le sue antenne con una goccia di miele, poi lo lasci andare libero, lungo il muro della torre. Lo scarabeo part per il suo lungo viaggio. Sentendo lodore del miele, l'animale lentamente procedeva nella speranza di trovarlo. Cos raggiunse la sommit della torre. Allora il ministro lo afferr, impossessandosi del filo di seta. Sua moglie attacc subito all'altra estremit del filo di seta quello di cotone. Dopo aver tirato su il filo di cotone, leg alla sua estremit la cordicella ed infine leg la fune. Il marito si avvinghi alla fune per discendere dalla torre e fugg. Nel nostro corpo, la respirazione il filo di seta. Imparando a dirigerlo, prenderemo il filo di cotone. Dopo, troveremo la cordicella, poi la fune del Prna, e infine la libert. Qual , invece, il significato dello scarabeo? Questa domanda non implica una risposta univoca e assoluta. Invito ognuno a trovare la propria, attraverso le correnti che modulano il flusso del respiro cosmico: lo spirito del pluralismo e dellintercultura.