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MOZIONE PER IL MANTENIMENTO DELLA GESTIONE DIRETTA DI ASM

DEI SERVIZI IDRICI INTEGRATI

IL CONSIGLIO COMUNALE DELLA CITTÀ DI VIGEVANO

PREMESSO CHE

La L.R. Regione Lombardia n. 26/2003, e successive modificazioni, obbligava a mettere a gara


l’erogazione dei servizi idrici, mettendo così le basi per la privatizzazione dell’acqua in tutta la
Lombardia.

Già nell'ottobre 2006 il Governo Prodi aveva impugnato per incostituzionalità la medesima legge
regionale.

A partire da luglio 2007 molti Comuni della Lombardia hanno votato la proposta di un Referendum
abrogativo delle parti della legge regionale 18/2006 che obbligavano a privatizzare i servizi idrici. Ben
144 consigli comunali lombardi hanno votato il Referendum, tra cui i comuni di Bergamo e Lodi. Il
Referendum è stato ritenuto ammissibile il 5 febbraio 2008 dal Consiglio Regionale. L'azione dei
comuni referendari ha portato, il 27 gennaio 2009, alla modifica della legge regionale 18/2006: ora gli
ATO lombardi possono decidere autonomamente per l'affidamento diretto "in house" dell'intero
servizio idrico a società totalmente pubbliche. L'ATO della Provincia di Lodi ha già deliberato per
l'affidamento diretto del servizio.

Il Piano d'Ambito della Provincia di Pavia, approvato dal Consiglio di Amministrazione ATO in data
22/12/2008 e non modificato successivamente, prevede invece la separazione fra Gestione ed
Erogazione dei Servizi Idrici Integrati e la messa a gara dell'Erogazione dei Servizio entro la fine
dell'anno.

CONSIDERATO CHE

Il Piano d'Ambito prevede inoltre, ai sensi dell'art. 23bis, c.8, del D.Lgs. 112/2008, la cessazione
anticipata al 31 dicembre 2010 di tutte le concessioni relative al Servizi Idrici Integrati, rilasciate con
procedure diverse dall’evidenza pubblica, con l’eccezione di quelle affidate nel rispetto dei principi della
disciplina comunitaria.

Che lo stesso Piano d'Ambito prevede in base alla norma dettata dall’art. 113, c. 15bis, D.Lgs.
267/2000, che le concessioni proseguano sino a naturale scadenza nel caso di:
- le concessioni rilasciate con procedure ad evidenza pubblica;
- le concessioni affidate a società a capitale misto pubblico privato nelle quali il socio privato sia stato
scelto mediante procedure ad evidenza pubblica che abbiano dato garanzia di rispetto delle norme
interne e comunitarie in materia di concorrenza;
- le concessioni affidate a società a capitale interamente pubblico a condizione che gli Enti pubblici
titolari del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri
servizi e che la società realizzi la parte più importante della propria attività con l’Ente o gli Enti pubblici
che la controllano.

Che già le Aziende attualmente titolari delle concessioni in oggetto dei Comuni di Pavia e Voghera
hanno manifestato con atto formale depositato presso l'AATO l'intenzione di proseguire nella gestione
dei Servizi Idrici Integrati in quanto sussisterebbe la condizione secondo cui gli Enti pubblici
eserciterebbero quel "controllo analogo" a cui la norma dell'art. 113 D.Lgs 267/200 fa riferimento.

Che il Co.Vi.R.I. - Comitato per la Vigilanza sull'uso delle Risorse Idriche, organo del Ministero
dell'ambiente fra i cui compiti fondamentali vi è quello di garantire l'osservanza dei principi della legge
di riforma dei servizi idrici, con particolare riferimento all'efficienza, efficacia ed economicità del
servizio, alla regolare determinazione ed al regolare adeguamento delle tariffe, nonché alla tutela degli
interessi degli utenti - ha presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato, contro l’Autorità
d'Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Pavia per l’annullamento del Piano d’ambito a causa
dei criteri per la determinazione delle tariffe, fra i quali:
1. il livello di ricavo permesso oltre a non incentivare il gestore a massimizzare la produttività e ad
adottare un comportamento efficiente, lo incentiva a incrementare le vendite in violazione del principio
di un uso sostenibile della risorsa e di una politica di risparmio;
2. ammette costi in tariffa che non sono riconosciuti dal Metodo normalizzato e non prevede alcun
sistema di efficientamento;
3. applica aliquote di ammortamento non conformi al Metodo e consente anche l’ammortamento
finanziario;
4. raddoppia la voce relativa alla remunerazione, prevedendola sia sull’attività svolta dal soggetto
erogatore che sugli investimenti realizzati dalla società patrimoniale;
5. non prevede un limite massimo di crescita annuale delle tariffe;

CONFERISCE MANDATO AL SINDACO E ALLA GIUNTA AFFINCHE':

1) attraverso i propri rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione ATO venga bloccata la


procedura di pubblicazione del bando per l'individuazione del Soggetto Erogatore;

2) attraverso i propri rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione di ASM si decida di far valere, al
pari delle Aziende controllate dai comuni di Pavia e Voghera, la clausola che permette di proseguire
nella gestione dei Servizi Idrici Integrati;

3) attraverso i propri rappresentanti nell'Assemblea dell'ATO si faccia portatore di nuovi indirizzi in


merito alla definizione delle tariffe, raccogliendo le obiezioni del Co.Vi.R.I. e che in ogni caso non
portino al raddoppio in pochi anni delle tariffe in essere per i cittadini vigevanesi.

Vigevano, 17 giugno 2009

Antonio Costa Annalisa Vella

Roberto Guarchi Daniele Semplici