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Progetti

Veronica Dal Buono

dixon & jones

Dal centro di Londra alla Provenza:

questa è la privilegiata scelta della fami- glia inglese che ha individuato nel Haut Var il luogo ideale dove realizzare la pro- pria residenza per il tempo della villeg- giatura, dell’otium, della vita domestica, in contemplazione della natura.A pochi chilometri dal villaggio di Bargemon, zona rurale del sud-est della Francia, il Col du Bel Homme, sul quale si attesta la costruzione, costituisce una naturale barriera per i venti da nord, aprendosi a sud attraverso la sella di colline che si af- facciano sul Mediterraneo. Il progetto dell’abitazione, realizzato dagli architetti inglesi Dixon & Jones,

Villa in Haut Var, Provenza, Francia

devole promenade, funge da cornice alla vista prospettica ed al giardino.Anche le camere, poste al primo piano, godono del fortunato rapporto con gli spazi abitabili all’aperto, grazie ai collega- menti assicurati da due rampe di scale:

la prima sale direttamente dal soggior-

no d’ingresso; la seconda conduce alla corte esterna con piscina. Planimetricamente, si tratta di una costruzione lunga e stretta, con piccole aperture sul lato nord per consentire la

ventilazione, aperta verso il verde del parco e verso l’orizzonte sul lato sud. Anche la sezione del corpo di fabbrica, con la profondità di una sola stanza e corridoio, favorisce un’efficace e sem- plice ventilazione.Nel dipartimento del Haut Var vige un rigoroso regolamento

di pianificazione con stretti vincoli nei

confronti del patrimonio ambientale. Costruire ex-novo significa rispettare le convenzioni locali, non solo nella geo- metria delle costruzioni,alte non più di sei metri e con tetto a falde, ma in par-

ticolare nella scelta dei materiali: finitu-

ma in par- ticolare nella scelta dei materiali: finitu- La relazione tra spazi aperti e costruito:

La

relazione tra spazi aperti e costruito: la piscina

di

“Villa in the Var”.

Nella pagina a fianco:

vista sullo spazio della corte interna con piscina.

FOTOGRAFIE Morley von Sternberg

risponde direttamente alla natura topo-

re

esterne conformi alla tradizione e,

grafica del luogo dove terrazzamenti in muratura a secco, per centinaia di anni, sono stati utilizzati per la tradizionale coltivazione delle olive. Contempo-

quindi, colori chiari che variano in sfu- mature dal beige al bianco per le super- fici involucranti; forte presenza del “cotto” per le pavimentazioni; puntua-

raneamente, il riferimento tipologico,

le

ricorso ai materiali naturali.

così chiaramente ispirato alla “villa con

Il

progetto di Dixon & Jones si impe-

giardino all’italiana”, corrisponde al desiderio espresso dal committente di provare la vita “in orizzontale”, sicura- mente diversa da quella che conduce nella villetta georgiana di cinque piani, stretta e condensata in verticale, dove vive abitualmente. Generose sono le dimensioni per l’enfilade di spazi che coesistono fianco a fianco nell’abitazio- ne: la sequenza al piano terreno, com- posta da salone d’ingresso, loggia, sog- giorno, converge, attraverso il continuum del pergolato, nello spazio aperto della

gna ad inserirsi in questo contesto. Nonostante gli architetti inglesi abbia- no dovuto dibattere a lungo con il Dipartimento di Pianificazione locale affinché il progetto fosse approvato (un iter dal 2002 al 2006), il Batiment de France (corrispondente alla nostra Sovrintendenza) ne ha infine stabilito la conformità alle norme, nello specifico definendolo “distinto esempio di equi- librio a coniugare il linguaggio verna- colare dominante e l’eredità del moder- no”. A corroborare la valutazione, ha

piscina. Costante è anche il dialogo tra sale interne e sale all’aperto, possibile

contribuito anche la scelta attuata per la costruzione in muratura portante, cela-

solo in area mediterranea, che si esplica

ta

alla vista dal bianco intonaco, adotta-

attraverso la linearità del fronte sud

ta

con soddisfazione dal committente,

della villa dove il pergolato lungo ses- santa metri, oltreché formare una gra-

anche per il regime esente da manuten- zione che conferisce all’abitazione stessa.

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CIL

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PROGETTI

Planimetria generale dell’abitazione, piano terra e primo piano.
Planimetria generale dell’abitazione,
piano terra e primo piano.

Il sistema costruttivo prescelto è infatti la tecnologia del monomur, letteralmen- te “mono-muro”(A.Lusardi, “Il “mono- mur”, in Costruire in Laterizio, n. 104, pp. 62-69, 2005), ormai un sistema “classico” per la Francia (e per altri Paesi quali Germania, Austria e Gran Bretagna), la cui qualità “ecologica” è senza dubbio elemento d’elezione. La villa costituisce, dunque, uno specifico esempio di muratura in blocchi di late- rizio rettificato a giunti sottili,in questo caso anche armati perché portanti e privi di telaio in cemento armato (fatta eccezione per la teoria di pilastri che costituiscono la pergola). Il sistema denota, inoltre, la propria adattabilità anche alla latitudine del regime clima- tico mediterraneo.Gli elementi struttu- rali in laterizio, in apparenza non dissi- mili dai comuni blocchi forati, sono in realtà evoluti blocchi “rettificati”a inca- stro,ovvero realizzati con una particola- re tecnologia produttiva che, grazie al taglio con dischi diamantati, permette che le facce di appoggio, superiore e

Vista dell’abitazione da nord-ovest.

Posa del blocco angolare sul sottile strato di malta orizzontale.

inferiore, siano perfettamente planari e parallele. In questo specifico caso, sono stati utilizzati blocchi dal formato stan- dard 373x300x249 mm, dal peso non superiore singolarmente ai 20 kg. Tali elementi possiedono una particola-

re dentellatura di precisione sulle facce

verticali che consente l’innesto perfetto

tra gli stessi, permettendo di eliminare l’utilizzo della malta nei giunti verticali

e limitandone l’impiego al solo letto

orizzontale. Questo significa ridurre anche i tempi di posa e, di conseguen- za,i costi di costruzione e di gestione di un cantiere praticamente “a secco”. La planarità delle facce di appoggio dei blocchi, e la malta speciale che è pre- scritto utilizzare per il giunto orizzon- tale, fanno sì che lo strato risultante sia estremamente sottile: un millimetro di spessore contro i circa dieci necessari per i blocchi comuni. Con l’incastro “a secco”,dunque,lungo il giunto vertica- le,il consumo di malta si riduce così del novanta per cento e, assieme ad essa, si riduce l’impiego di gru e di betoniere,

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si riduce l’impiego di gru e di betoniere, 46 CIL 133 il consumo di acqua ed

il consumo di acqua ed energia elettri- ca, la produzione di sfridi, con un can- tiere più pulito e sicuro. Le murature in blocchi rettificati, per la loro omogeneità, si pongono, inoltre, come un supporto ideale per l’intona- co.Il comportamento uniforme di tutta la parete permette, così, di evitare i fenomeni che si manifestano abitual- mente sulle facciate degli edifici, quali

la parete permette, così, di evitare i fenomeni che si manifestano abitual- mente sulle facciate degli
fessurazioni e differenti colorazioni sugli intonaci. Unitamente all’utilizzo di malte speciali per la preparazione e

fessurazioni e differenti colorazioni

sugli intonaci. Unitamente all’utilizzo

di malte speciali per la preparazione e la

messa in opera dei blocchi monomur, occorrono attrezzi specifici forniti dai produttori che assicurano anche un adeguato “pacchetto” di formazione e assistenza iniziale alle maestranze.

I metodi di applicazione della malta

speciale definita dalla norma tecnica

specifica, la perfetta planarità degli ele- menti, il giunto verticale a incastro e la forma ergonomica dei blocchi, nonché l’assenza dell’operazione di bagnatura, rendono comunque la posa estrema- mente semplice e rapida. Specificatamente, i laterizi impiegati sono valutati come di elevata biocom- patibilità in quanto prodotti unicamen-

te con impasti di argille naturali e fari-

na di legno, addizionata all’impasto nelle fasi iniziali della lavorazione per garantire un’uniforme miscelazione, quindi totalmente privi di additivi chi- mici. È durante la cottura che la farina di legno, sottoposta a combustione

totale, lascia all’interno del laterizio cotto un’infinità di microcavità vuote contenenti solo aria. Sono le microca-

vità a conferire al laterizio ottime qua- lità termoisolanti e una eccellente tra- spirabilità in grado di equilibrare gli eccessi di umidità interna: le pareti “respirano”, assicurando così il rapido smaltimento del vapore che si produce nelle abitazioni, impedendo fenomeni

di condensa interstiziale e riducendo

costosi interventi di manutenzione. La microporosità garantisce un isolamento

termico naturale, favorendo la riduzio-

ne dei consumi di energia, sia per il

riscaldamento invernale,sia per il raffre- scamento estivo, con conseguente risparmio sulle spese di gestione degli edifici e impatto nullo sull’ambiente. L’inerzia termica della massa muraria, aggiunta al potere termoisolante, per- mette inoltre di mantenere pressoché costante la temperatura interna ridu- cendo sensibilmente gli effetti delle escursioni termiche esterne. Nella muratura con blocchi rettificati, infine,

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PROGETTI

si ottiene un incremento della resisten- za termica complessiva della parete gra- zie anche all’incidenza praticamente nulla dei ponti termici dovuta alla sot- tigliezza del giunto orizzontale e all’as- senza di quelli verticali. Le prove in laboratorio ne hanno inoltre dimostra- to le ottime prestazioni meccaniche, così come la resistenza al fuoco ed il potere fonoisolante.Dal 1° luglio 2009, anche il Decreto ministeriale 14 gen- naio 2008, riferimento nazionale per la progettazione, contempla l’utilizzo strutturale dei blocchi rettificati in late- rizio per le costruzioni in muratura portante (NTC 2008,capitolo 4.5,arti- colo 4.5.2.2. “Elementi resistenti in muratura”). ¶

Scheda tecnica

Progetto:

Margot and Edward Jon Architects

Strutture:

Jean Paul Radigois Ingenieur

Sup. area:

300 m 3

Sup. costruita:

85 m 2

Cronologia: 2002, progetto; 2007 costruzione