Sei sulla pagina 1di 59

International Alumni Association Scuola Mattei

1989 Petrolio a Berlino


La crisi petrolifera sovietica
e l’implosione dell’URSS

San Donato Milanese


30 ottobre 2009

Stefano Casertano
Stefano Casertano
Qualche nota sul relatore

 Docente di “Economia e Politica del Petrolio” presso l’Università di Potsdam, in Germania

 MBA in economia ed energia presso Columbia University (2006-2008)

 Ph.D. in Economia e Politica Internazionale presso l’Università di Potsdam (2006-2009)

 Senior Consultant per Booz & Company (2003-2006) e consulente; attualmente board Member
di “The Apricum Group”

 Ha guidato un progetto di riorganizzazione della direzione negoziati in eni E&P nel 2008-2009

 Abita nell’ex-Berlino Est

Stefano Casertano
 www.stefanocasertano.it

 stefanocasertano@gmail.com

Stefano Casertano
Di cosa NON parleremo oggi

 South Stream – Nabucco

Stefano Casertano
Di cosa NON parleremo oggi

 South Stream – Nabucco

 Medvedev – Putin

Stefano Casertano
Di cosa NON parleremo oggi

 South Stream – Nabucco

 Medvedev – Putin

 La Crisi Ucraina

Stefano Casertano
Di cosa parleremo oggi

 Oggi ricostruiremo il ruolo del petrolio come determinante dei rapporti tra Russia e Stati Uniti
dal 1945 al 1991

Stefano Casertano
Stefano Casertano
Era il 9 novembre 1989: iniziò un periodo di grandi speranze

  Fukuyama’s End of History

  The Washington Consensus

  The opening of Russia to democracy and foreign capitals

Stefano Casertano
Nuovi elementi geopolitici erano emersi, primo fra tutti l’intervento
di Putin in Cecenia nel 1999, che ha imposto nuove regole per gli
interventi militari sovietici

Stefano Casertano
L’intervento in Cecenia portò al’attenzione di tutti la questione della
situazione energetica del Mar Caspio

 Per la Cecenia passava una vecchia pipeline


sovietica da Baku a Novorossiysk, sul Mar Nero

 Erano in corso pressanti trattive per tutte le


opportunità di sviluppo energetico nell’area del
Caspio:
–  Azerbaijan
–  Turkmenistan
–  Kazakistan

 Si stavano ultimano gli accordi per I corridoi di


transito energetico, in una trattativa che
coinvolgeva paesi non produttori:
–  Georgia
–  Armenia
–  Turchia
Stefano Casertano
E a quel punto si è iniziato a parlare di “Nuova Guerra Fredda”

Stefano Casertano
La “Nuova Guerra Fredda” sarebbe stata molto diversa rispetto a
quella precedente

“Vecchia” Guerra Fredda “Nuova” Guerra Fredda


1945 - 1991 1999 - 2009

•  Confronto tra diverse ideologie •  Confronto tra democrazie presidenziali


politiche

•  Confronto tra sistema economico •  Confronto tra due economie


liberale e di comando capitalistiche aperte

•  Confronto tra sistema imperiale “di •  Confronto tra due sistemi di mercato
mercato” e “marxista-territoriale” con elementi di controllo territoriale

Stefano Casertano
L’aspetto territoriale era centrale nel modello di controllo
sovietico…

Afghanistan
1980-1988 Germania Est
1953

Cecoslovacchia
1968

Ungheria
1956

Stefano Casertano
E con l’intervento in Iraq nel 1991 era diventato parte anche delle
strategie americane

Stefano Casertano
La Russia era arretrata dalla frontiera del Caspio, e il controllo delle
risorse energetiche locali era secondo gli analisti la “base” della
Nuova Guerra Fredda

Stefano Casertano
Ma non si tratta di una “Nuova Guerra Fredda”: l’elemento
energetico è sempre stato presente nello scontro, e l’implosione
sovietica rappresenta un riassetto strategico delle parti

1991
Fine
dell’URSS
Visione
politica 1945 - 1991 1991 - 2009
tradizionale

1991
Riassetto
strategico

Visione
strategico- 1945 - 1991 1991 - 2009
energetica

Stefano Casertano
Una visione incentrata solo sugli aspetti politici non consente di
comprendere il quadro strategico alla base del confronto
energetico tra i blocchi

Stefano Casertano
Per iniziare: in che rapporto si sono trovate la Guerra Fredda
politica e quella strategico-energetica?

LA GUERRA FREDDA POLITICA E’ STATA UN CONFRONTO POLITICO-ECONOMICO TRA


RUSSIA E STATI UNITI CON L’OBIETTIVO DI IMPORRE DIVERSI MODELLI POLITICO-
SOCIALI

LA GUERRA FREDDA STRATEGICO-ENERGETICA E’ STATA UN CONFRONTO MILITARE-


DIPLOMATICO, CON L’OBIETTIVO DI CONTROLLARE LE RISORSE ENERGETICHE
MONDIALI

-  Non esiste sempre una distizione netta tra I due aspetti

-  Il motore dello scontro è di tipo nazionalista: le diverse ideologie economico-sociali


possono essere interpretate come espressione delle anime nazionali

Stefano Casertano
PER UNA STORIA DELLA GUERRA FREDDA ENERGETICA

Stefano Casertano
Proprio per una questione petrolifera gli alleati ruppero nel 1945 la
collaborazione della Seconda Guerra Mondiale

Stefano Casertano
Le reazioni politiche degli alleati

–  Harry Truman, insieme al premier britannico Clement Attlee, fece appello alle Nazioni Unite

Stefano Casertano
Le reazioni politiche degli alleati

–  Harry Truman, insieme al premier britannico Clement Attlee, fece appello alle Nazioni Unite

–  Ordinò alla Sesta Flotta di stabilirsi nel Mediterraneo Orientale

Stefano Casertano
Le reazioni politiche degli alleati

–  Harry Truman, insieme al premier britannico Clement Attlee, fece appello alle Nazioni Unite

–  Ordinò alla Sesta Flotta di stabilirsi nel Mediterraneo Orientale

–  Fece rimpatriare le spoglie dell’ambasciatore turco a Washington

Stefano Casertano
Le reazioni politiche degli alleati

–  Harry Truman, insieme al premier britannico Clement Attlee, fece appello alle Nazioni Unite

–  Ordinò alla Sesta Flotta di stabilirsi nel Mediterraneo Orientale

–  Fece rimpatriare le spoglie dell’ambasciatore turco a Washington


1. Impiegò la nave più grande della marina americana, l’USS Missouri

Stefano Casertano
Le reazioni politiche degli alleati

–  Harry Truman, insieme al premier britannico Clement Attlee, fece appello alle Nazioni Unite

–  Ordinò alla Sesta Flotta di stabilirsi nel Mediterraneo Orientale

–  Fece rimpatriare le spoglie dell’ambasciatore turco a Washington


1. Impiegò la nave più grande della marina americana, l’USS Missouri
2. Sulla stessa nave i giapponesi avevano firmato la resa

Stefano Casertano
Le reazioni politiche degli alleati

–  Harry Truman, insieme al premier britannico Clement Attlee, fece appello alle Nazioni Unite

–  Ordinò alla Sesta Flotta di stabilirsi nel Mediterraneo Orientale

–  Fece rimpatriare le spoglie dell’ambasciatore turco a Washington


1. Impiegò la nave più grande della marina americana, l’USS Missouri
2. Sulla stessa nave i giapponesi avevano firmato la resa
3. L’ambasciatore era morto da tre mesi

Stefano Casertano
Le reazioni politiche degli alleati

–  Harry Truman, insieme al premier britannico Clement Attlee, fece appello alle Nazioni Unite

–  Ordinò alla Sesta Flotta di stabilirsi nel Mediterraneo Orientale

–  Fece rimpatriare le spoglie dell’ambasciatore turco a Washington


1. Impiegò la nave più grande della marina americana, l’USS Missouri
2. Sulla stessa nave i giapponesi avevano firmato la resa
3. L’ambasciatore era morto da tre mesi

Stalin comprese che “aveva raggiunto il limite di ciò che poteva pretendere appellandosi alla
collaborazione di guerra” (John Lewis Gaddis)

Stefano Casertano
L’aspetto petrolifero dietro il confronto iraniano

 Aspetto difensivo sovietico: protezione dei pozzi petroliferi di Baku

Stefano Casertano
L’aspetto petrolifero dietro il confronto iraniano

 Aspetto difensivo sovietico: protezione dei pozzi petroliferi di Baku

 Aspetto aggressivo sovietico: pressione per ottenere concessioni petrolifere


–  Invio del vice-ministro per gli Affari Esteri Sergey Kavtaradze, con la missione di ottenere
concessioni petrolifere
–  Kavtaradze organizzò diverse sommosse a Tehran facendo leva sul partito comunista del
Tudeh
–  Delegittimazione del primo ministro e nomina (dopo alterne vicende) di Ahmed Qavam

–  Soluzione: il gioco della “Vecchia Volpe”

Stefano Casertano
Ai tempi, gli Stati Uniti erano visti come “forza liberatrice” sia
rispetto all’URSS, che rispetto alla Gran Bretagna…

Stefano Casertano
…e Washington avrebbe attraversato una “parabola” in Medio
Oriente che sarebbe terminata nel 1979 con la Rivoluzione Islamica

Stefano Casertano
Nel 1951, in risposta alla nazionalizzazione promossa dal primo
ministro iraniano Mossadeq, la CIA organizzò una sollevazione
popolare per il cambio di governo

Stefano Casertano
Prima offensiva petrolifera sovietica
La crisi di Suez nel 1956

Stefano Casertano
Prima offensiva petrolifera sovietica
La crisi di Suez nel 1956

Stefano Casertano
Prima offensiva petrolifera sovietica
La crisi di Suez nel 1956

 Nei dieci anni successivi alla crisi:


–  Le spedizioni di petrolio sovietico verso l’estero passarono da 3,7 milioni di tonnellate a
85,8, pari al 30% della produzione nazionale
–  Il 55% dei volumi era destinato ai Paesi occidentali.

 L’Italia fu tra i protagonisti del boom sovietico


–  Nel 1955 il barile russo soddisfaceva il 2% della domanda nazionale, per 250.000 tonnellate
–  Nel 1958 le importazioni erano aumentate a più di un milione, per il 7% del fabbisogno
–  Nel 1959, un nuovo contratto di Mattei portò le importazioni a oltre 3 milioni, per il 16% del
fabbisogno nazionale. L’Italia era il maggior acuirente mondiale di petrolio sovietico

 Il petrolio russo non solo risollevò le finanze statali, ma impose a Washington anche una
strategia di riallineamento politico degli acquirenti – è qui che l’Italia irrompe sulla scena
internazionale, e Mattei compie il suo capolavoro diplomatico

Stefano Casertano
Seconda offensiva petrolifera sovietica
La guerra dello Yom Kippur nel 1973

Stefano Casertano
Seconda offensiva petrolifera sovietica
La guerra dello Yom Kippur nel 1973

 Nel 1973 le esportazioni petrolifere sovietiche crebbero dell’11%, e I prezzi aumentati


consentirono di aumentare le entrate del 20%

 Inoltre, l’URSS comprava petrolio dal Medio Oriente per rivenderlo (Yemen, Siria, Iran), e
poteva beneficiare di una differenza tra:
–  Prezzi di vendita all’Europa basati su valutazioni spot
–  Pressi di acquisto dal Medio Oriente basati su contratti di lungo periodo, fissati prima del
1973

 Il deficit statale russo prima dello Yom Kippur era di 700 milioni di dollari, e nei primi nove mesi
del 1973 era esploso a oltre 1.300 milioni di dollari

 Solo nell’ultimo trimestre, la pioggia di valuta pesante fece chiudere l’anno in attivo per 360
milioni

 L’URSS divenne la maggior produttrice mondiale di petrolio

Stefano Casertano
Terza offensiva petrolifera sovietica
La rivoluzione islamica in Iran

Stefano Casertano
La Rivoluzione Islamica rappresenta la fine della parabola
americana in Medio Oriente

 Presa di coscienza islamico-sciita in senso anti-americano

 Differenza di percezione tra Est e Ovest del Medio Oriente (in Egitto, Anwar Sadat interrompe
la politica anti-israeliana iniziata da Nasser)

 Ingresso sovietico in Afghanistan

Stefano Casertano
Accerchiamento dell’Arabia Saudita

Stefano Casertano
L’epoca di Ronald Reagan

Stefano Casertano
L’epoca di Ronald Reagan

Stefano Casertano
La nuova situazione energetica americana

 Per ben tre volte, l’Unione Sovietica era stata sull’orlo del fallimento, e per ben tre volte era
riuscita a risollevare le finanze statali facendo leva sulle esportazioni di idrocarburi

 Gli automobilisti americani erano tornati a far la fila davanti ai distributori di benzina

Stefano Casertano
L’attacco deliberato americano

 Secondo analisi CIA del periodo, ogni volta che il barile prendeva un dollaro in valore, le
entrate sovietiche in valuta pesante saliviano di un miliardo di dollari

 Nella National Security Decision Directive 32 del 1982, Reagan stabilì che era necessario
attaccare l’Unione Sovietica non tramite confronti diretti, ma facendo in modo che scontasse
le “conseguenze dei suoi problemi economici”

 Un altro report CIA del 1983 stabilì che 20 dollari al barile era il prezzo ottimale per l’economia
americana, rispetto ai 34 dollari del mercato; e che questo avrebbe “avuto effetti devastanti
sull’economia sovietica”

Stefano Casertano
La prima offensiva petrolifera americana della storia

 Reagan il primo giorno del suo mandato eliminò i controlli interni sui prezzi petroliferi, che
avevano bloccato lo sviluppo dell’industria estrattiva sul suolo nazionale

 La liberalizzazione dei prezzi fece in modo che si sviluppasse una nuova produzione in Alaska;
a questo si unirono nuovi flussi di produzione dal Mare del Nord e dal Golfo del Messico

 Nel 1985 il direttore della CIA Bill Casey venne inviato in Arabia Saudita per parlare con il
principe Turki, suo omologo, e riferire delle scoperte della CIA

Stefano Casertano
Il crollo del prezzo del petrolio nel 1986

Stefano Casertano
Diversi motivi per il crollo del prezzo… avrebbe l’Arabia Saudita
potuto fare altrimenti?

 Diminuzione della domanda:


–  La domanda mondiale di petrolio era salita in media del 3,9 % l’anno dal 1976 al 1979
–  Nel 1980 scese dello 0,7%, e toccò i 63 milioni di barili al giorno
–  Nel 1983 toccò i 59 milioni di barili al giorno

 L’OPEC era al limite della sua tenuta: nella prima metà del 1983 la produzione era di 16 milioni
al giorno, la più bassa da quasi vent’anni, con un margine residuo che veniva stimato in quasi
10 milioni

 L’energia nucleare aveva sostituito parte delle necessità energetiche delle economie
occidentali

 L’industria energetica URSS risentiva di debolezze interne: già nel 1977 la CIA riteneva che
l’URSS sarebbe stata colta da una crisi produttiva nei primi anni Ottanta (ER 77 – 10147)

Stefano Casertano
Diversi motivi per il crollo del prezzo… avrebbe l’Arabia Saudita
potuto fare altrimenti?

Stefano Casertano
Esistevano anche delle collaborazioni tecnologiche tra i produttori
di tecnologia estrattiva e di trasporto americani, e le imprese statali
URSS

 Nel 1979, l’URSS aveva dedicato il 22 percento dei suoi scambi commerciali a tecnologie ed
equipaggiamenti energetici occidentali (3,4 miliardi di dollari)

 Per un report governativo, non c’era “dubbio che la produzione petrolifera sovietica sia stata
assistita dalla tecnologia e dalle attrezzature occidentali”

 Esistevano però due fattori che limitavano tale impatto:


–  I russi stavano cercando di affrancarsi dalla dipendenza tecnologica occidentale, perché
temevano di diventarne troppo dipendenti
–  La tenuta delle attrezzature americane era limitata, perché gli addetti sovietici non
ricevevano la formazione adatta per l’impiego e la manutenzione – a parte la lentezza nella
fornitura di pezzi di ricambio e assistenza dall’estero

 Il mondo del lobbying di Washington fece del suo: se si privavano i russi del sostegno
tecnologico americano, “sarebbero diventati più aggressivi verso il Medio Oriente”

Stefano Casertano
Esistevano anche delle collaborazioni tecnologiche tra i produttori
di tecnologia estrattiva e di trasporto americani, e le imprese statali
URSS
Produzione media annuale dei nuovi pozzi sovietici

Stefano Casertano
Il crollo degli introiti petroliferi di Mosca

Stefano Casertano
La controffensiva sovietica: il gasdotto Urengoi-6

 Progetto per 40 miliardi di metri cubi l’anno di gas (South Stream ne prevede 62)

 Tubo lungo 5.800 chlometri, che avrebbe attraversato 700 corsi d’acqua

 Caspar Weinberger, segretario della difesa, suggerì a Reagan di fare di tutto per bloccare lo
sviluppo del gasdotto – era solo il 1981!

 Reagan impose il blocco delle esportazioni tecnologiche energetiche dall’Occidente tramite il


CoCom – Comitato per il Coordinamento dei Controlli delle Esportazioni Multilaterali

 Margareth Thatcher non la prese bene…

 La questione si risolse solo nel 1985 – e l’Urengoi fu ultimato con anni di ritardo, e il 50% della
capacità pianificata

Stefano Casertano
La crisi petrolifera sovietica

 Negli anni Sessanta, circa 120 nuovi pozzi erano stati scoperti in URSS; negli anni Settanta
solo 40

 A partire dal 1986, I fondi destinati agli investimenti energetici aumentarono a tal punto che,
nel 1988, raggiunsero il 25% del totale degli investimenti realizzati in URSS

 I Paesi socialisti finirono per pagare il petrolio più dei Paesi occidentali nel 1986

 Quando i prezzi si ripresero, il 10% del petrolio destinato all’Europa Orientale venne dirottato
verso i Paesi capitalisti

Stefano Casertano
Crolla il Muro di Berlino, implode l’URSS

 Per l’inizio del 1989, la questione non era “se” il Muro di Berlino sarebbe crollato, ma “quando”

 Fu il primo segnale incontestabile della crisi dell’Impero Sovietico

Stefano Casertano
Il 1991 sovietico: un cambio di strategia

 Passaggio russo a un sistema in grado di “allocare meglio risorse scarse”

 Merito di Gorbaciov:
–  Gestore della disgregazione sovietica, evitando la sindrome balcanica che esplodeva in
contemporanea
–  Capace di adattarsi alle situazioni contingenti sfidando il partito: dall’ “Accelerazione” alla
“Glasnost”

Stefano Casertano
Stefano Casertano
Stefano Casertano
 www.stefanocasertano.it

 stefanocasertano@gmail.com

Stefano Casertano