Sei sulla pagina 1di 198

1

\\t IGthrarg

Imttermtg nf Nortl| Carolina

///J Ci

'
>

lntoror bg

tp Btalf rttr

ani*

7SI.

TI9t
M

V/>''r-

n.Twr

t-Y'
This hook must not

he tahen fvorn the Lihrary huilding.

/^y'i
tWlkp.

Digitized by the Internet Archive


in

2013

http://archive.org/details/trattatodimusicaOOtart

TRATTATO

MUSICA
SECONDO LA VERA SCIENZA

DELL'

ARMONIA.

IN

PADOVA, MDCCLIV.
Nella Stamperia del Seminario.
Appreffo Giovanni Manfr.

CON LICENZA DE SUPERIORI, E

PRIVILEGIO.

DECIO AGOSTINO TRENTO


All'erudito, e cortefe Leggitore

fp|il> che
I

il

pi delle voice fuole accadere


adoperarti,
e tener diepenfavano, fuc-

agli

uomini di

devo

ero a quello a che meno cede a me in oggi, che diftratto dagli 51 ftudj per il tenor delle cofe mie , pur efpormi agli occhi dei Letterati in atto di
!
j

un Libro di nuovo , e grave argomento. Quello Libro egli un parto del virtuofifprefentar

loro

fimo Signor Giufeppe Tartini il quale volendo grazioiamente condifeendere a me, eh' era vogliofo di faper 1' origine, e la feienza pi toflo che la pratica della Mufica, fi adoperato in eftendere quello Trattato, il quale per la novit del metodo, e per la fceltezza delle cognizioni, fupera di gran lunga ogni attentato pi vivo di qualunque ricerca , eh*
,

io gli abbia

mai

fatta fra i noftri privati tratteni-

menti
la

Imperciocch ficcome Egli tutto immerfo nello invefligare , e nello feorrere da capo a fondo
.

Scienza ffico-armonica \ cos non pu a meno che di quella pi affai non tratti che della Mufica , piccolo micelio bench deliziofo, derivante da quella gran fonte In quello modo per Ei ci ha forniti di un bene ridondante cos , che io capace non fono di goderne appieno e quindi mi trovo condotto alia dura neceifit di patire la taccia di ^iconofeente verfo di Lui, o d' invidiofo e d'ingiu.

ri

fio

fio cogli

nomini

eruditi

quando amaffi meglio di

lafciar anzi perire tal bene nella obblivione, che di parteciparlo a coloro, che fapranno goderne pi di me a faziet . Quanto a Lui , che per modeftia fomma fi fempre gagliardamente commoffo al folo cenno di voler io mettere in luce quefto fuo dono, fo eh* Ei non riceve per un tratto di gratitudine la risoluzione di ufare come di cofa mia , di quefti fuoi Scritti; ma quanto al tenerli occulti, e privar cos il Pubblico di quefto vantaggio , tolga Iddio da me tal penftere, eh' io ftimo indegno d* ogni uomo onefto. Io per a Voi li prefento, correfe , ed erudito Leggitore , che ne farete pi degno estimatore di me : e la offerta poi fi far degna di Voi , f vi compiacerete di leggerne il con-

tenuto con matura ponderazione. N mi opponefte gi di non fendi voi paffione o diletto alcuno per
la

Muftca, o di non intenderla baftevolmente-, che mal mi opporrefte poich fol tanto che vogliate voi rifalire alcun poco verfo F origine di lei , trovarete una fonte di cognizioni filofofiche non volgari viva perenne inefaufta. Da quefta preziofa fonte derivano fempre le dimoftrazioni, e le verit filofofiche onde ha felicemente afperfo quefto Trattato il noftro Autore Leggetelo dunque di buon animo attentamente che di quefta mia afferzione
: .
:

vi trovarete
ti

s prefto perfuafo, come dei rari talendi Lui fi tofto perfuafa qualunque perfona erudita y ch'abbia avuta occafione di praticarlo familiarmente. E f nel leggerlo Ei vi reca piacere, vi prego di ci fedamente , che mi aggiungiate col giudicio voftro, e col voftro applaufo tanto di conto y eh' io mi tenga pago di aver tratto un gior-

no

no

ad onta cT ogni fua difefa , dal nafcofto filenzio , ove una troppo rigida modeftia 11 che certo , quando lo vuol giacente , e fepolto fi prenda la cofa in fomma , dovr valermi per un
queft*
,
. ,

uomo

teftimonio di riconofcenza , e di affetto verfo di Lui y che amo affai da gran tempo e da cui fomfento effere amato. Quefto fi il mio intendimento nel pubblicare quefto Trattato; e intendo in oltre di atteftare al Mondo tutto , che f io non fono fornito a dovere di Lettere , riverifco per profondamente chiunque fia fornito di Let-

mamente mi

tere

Riverifco perci anerudizione , e dottrina cora Voi, Lettore erudito e cortefe , e vi delidero ogni maggiore felicit.
,
.

GI

GIUSEPPE
JL

T A R T

NOBILE SIC CONTE

DECIO AGOSTINO TRENTO


O
finalmente

fcritto

con ordine
fi

feconda

il

di

lei

comando quanto
in diverfi

tra

noi

variamente

difcorfo
ficale

tempi fopra V Armonia Mu:

teorica,

e pratica

particolar fuo

dilet-

to

Neil' obbedirla
fi

mi

fon

compiaciuto

per

, che nel fecondare quello fuo defideria, vengo ad efercitare quella doppia legge di rifpet.

due ragioni
e

La prima
,

to

di

amore

che

le
,

profeflb
fi

La

feconda
di dover

fignificantif-

ma

nel

cafo prefente

quella

ripaflare

con;

tutta la

maggior rifleffione quelle difpute, che tra noi fono occorfe nel trattare in voce quella materia . Il di lei inge-

gno veramente profondo, e fiftematico non capace di acquietarfi ad una ragione fingolare, feparata da quella catena di ragioni, che conducono per forza a que' tali principi
pofTa aflegnarfi altro principio. Io pur troppo ne ho la prova a mie fpefe; con-

primi, fopra de' quali certamente non


fettandole
di

nuovo quanto le ho confeffato altre volte, che per rifponder adeguatamente alle di lei obbiezioni fempre gravimme, e fempre fiftematiche , ho dovuto penfar molto.

Ora fiamo
di

nel

cafo

alle

flrette

Ella

fi

compiaciuta

trattar
di

meco

difcorfivamente quello

fogge tto fenza impe-

gno
rie;

fludio

metodico, fenza ordine di tempo, e di mateper fuo diletto, e non per fua occupazione

in

fomma

Pu

darfi beniffimo,

che molte volte Ella non abbia avvertito

tito a tutte le

difficolta,
,

e opposizioni;

perch febben
fia

il

fuo

ingegno

fia
:

prontiffimo

e la fua

facile

memoria non
talora
il

che inaltrove

telligenza
la

nientedimeno

divertire

mente; e quefto fviamento bench dipenda per lo pi da circoftanze eftrinfeche , pu tanto e tanto far s , che a tutto con efattezza. non fi pofTa avvertire Quante volte fono flati
.

interrotti

li

noftri difcorfi

da fue
?

vifite,

e affari

fenza averli

mai

ripigliati,

e
il

confumati

Ora

io

fotto gli

occhi

fiftema intiero,

e ordinato.

mi compiacio di porle Lo leggera a


,

fuo comodo ; non le sfuggir ne ; ed io ritornato in Citta


tereffe
il

cofa alcuna dalla confideraziofentir

con piacere

di

e con in-

fuo giudicio
nella
.

che per

me

momento fommo
nafce
dalle coil

1/ ordine prefo
f
,

efpofizione del Trattato

com' Ella vedr


della

Ho

feparato da queft' ordine

breve

trattato

Scienza Aritmetica, acci ella porla rivederlo,


al

e tenerfelo pronto
di
cui
il

bifogno.

Il

di

pi di
,

quefta Scienza,

fuperfuo prefenuna minima parte temente Le mantengo fedelmente il patto di non attendere all' erudizioni , e le giuro di non aver durato fatica nel man-

trattato

tenerglielo con tutta efattezza.

Ho

creduto inutil cofa


dell'

il
,

di-

fendere
ila

alle

minime

particolarit

Armonia

pratica

contrappunto. -Le avrei fatto torto fapendo io per prova


,

quali

quanti corollarj ella fappia legittimamente dedurre


propofizione. Oltre di che
fi

da una

ficura

in quefto trattato non altro


del fiftema
tivi,
e

mio proponimento che formare uno fcheletro


il

muficale dedotto da principj


fue
parti integrali
,

fifici

dimoftra-

conftituito dalle

in

tal

modo, che

non
alla

lafci

luogo veruno di aggiungere


foftanza
,

o levare cofa alcuna

di

lui

febben vi refta luogo a molte deduzio-

ni; e tale, f non

m'inganno,

flato

il

fuo defderio
rifo

comando
fcrivere

Non mi

fon poi potuto difendere da un

fmo-

derato cagionatomi dal primo penfiero venutomi in capo di


ilj

trattato prefente

in

iftile

piuttofto colto,

che pia-

no

no. Buona forte, che non vi ho alloggiato. Lo ftile baffo, non che piano; e cos'i va bene, perch cos ella vede, che ferivo di cuore , e non di tetta . In iomma io ho fatto
il

meglio, che ho potuto, e faputo per obbedirla, e dedi

fidero

cuore

di. effervi

riuicito.

TRAT*

TRATTATO PREMESSO.
Hi E L
I

breve preferite trattato


,

piccola parte della Scienza

aritmetica antica
perazioni di
le

ragioni

le comuni o fmmare, fottrarre, moltiplicar , e divider L' immediato , e profiimo fondamento di


fi

fuppongono cognite

quefta parte

dipende dalla dimoftrazione affegnata nel terzo Capitolo, Propofizione fefta, Figura VI, per dimoftrare , che nella feftupla fi trova periodo, e compidupla
dimoftrata

armonico fiftema in forza de' quatprincipio primo univerfale del mezzi di qualunque rafftema Di confeni comune efTendo quattro gione, armonico, geometrico, aritmetico, contrarmonico; Per dimoftrazione comune dar la dupla 120, o, efTendo il mezzo armonico 80, l'a-

mento

della

eftenfione integrale dell'

tro mezzi
.

della

ragion

90, il contrarmonico 100 , e nella fpraccennata dimoftrazione -rifultando oltre i tre affegnati un altro mezzo , eh' 84 ; f fono veMa dati li far vero mezzo anco il quarto ri mezzi li tre affegnati tre mezzi , armonico aritmetico, contrarmonico, non vi manca f non geometrico, che manil geometrico. Dunque il rifultato 84 il mezzo ca: molto pi perch rifulta tra il mezzo armonico 80, e aritmetico p. Non efTendo 84 n latino, n l' altro de' due mezzi fuddetti , e rifultando dimoftrativamente tra li medefimi , dentro de' quali deve trovarli il mezzo geometrico, far 84 il mezzo geometrico rifpettivo all' armonico fiftenia; qual mezzo ridotto con li fuoi eftremi relativi 120, do, a numeri primi, io, 7,5. Di quello tal mezzo, come geometrico, non fi ha , n pu averfi idea perch contro la definizione , e intelligen, za comune. S' intende, e definifee, che il mezzo geometrico fia quello,
ritmetico
.

le

2
le

TR^TTvfTO DI MUSIC**.
cui

di

differenze fono tra loro in ragione eguale alla


.

ragione dimida-

ta degli eftremi

Dato i, 2, 4, faranno
la

le

differenze

1,2. Dunque

in ragione eguale alla ragion

4.

Ma

dati

5, 7, io,

dimidiata, 1 , 2, e 2, 4 degli eftremi 1, ragion formata dalle differenze 2, 3, non

eguale alla ragione 5, 7, n alla ragione 7, io degli eftremi 5, 10/ n lo pu effere, perch 5, 7* 7, io non fono ragioni eguali tra loro. Dunque 7 non , n pu effer mezzo geometrico condo la definizione, e intelligenza comune. Tutto vero dimoftrativarnente j anzi ( per corollario metrico moltiplicato in f fteffo dovendo produrre quanto
tiplicati tra

tra

5, io,

fe-

il

mezzo

geo-

gli

eftremi mol-

loro, chiaro, che moltiplicato

in f fteffo producendo 45?,

non pu effer 7 mezzo , geometrico fecondo la definizione , e intelligenza comune . Oltredich cofa nota, che quando nel numero aritmetico comune non vi fia la ragione duplicata., come 1, 4 ragion duplicata di 1, 2; cos 4, 9 ragion duplicata di 4, 6 ec. , inaffegnabile il mezzo geometrico in nue gli eftremi

5, io,

tra

loro producendo 50

mero

razionale

effendo

piti
,

afoma

che proporzione,
della
ferie

che data
,

qua-

lunque ragione femplice zo geometrico rifpettivo


le col

o
e
di

comporta
quantit

aritmetica
e

il

mezper
li-

irrazionale
,

per

inaffegnabi-

numero razionale,

folamente affegnabile
alla

e dimoftrabile

nea..

Dopo

aver tuttoci accordato

Scienza Geometrica

fi

deve indagare
appartiene,

cofa debba accordarfi alla Scienza armonica, a cui quello


ria la fua analif

mezzo

e da cui dimoftrativarnente dedotto. Per conofcer la fua natura neceffa-

Dati li tre termini 5 . dati a ragguaglio di converfione di

7, io

de' quali

fono differenze 2

de' quali fono differenze che 2,3; 7 fomma di 3 , 4 dalle due differenze 2. 3 il riiultato
.

io, 14,

mezzo negli eftremi li tre termini 7, 3, 4, fi rileva, che 5 fomma di


fommate

la
le

Ma

ragion

due ragioni formate fubdupla, 6, 12, e

12

per eguale a 5

io,
la

eftremi del

mezzo 7,

e a

7, 14, eftremi

del

mez-

zo io

mini del
quiterza

......
.

Dunque

formazione de' due numeri


la

5,7

la

fomma

de' ter-

due ragioni integranti

dupla; cio fefquialtera 3, 2, 2

fef-

fomma "5"
e.

4 3, 3; fomma ~f
, :

ci in genere di principio

primo. Rifpetto a que-

fio principio

certo,

che 5 relativo

alla

ragion fefquialtera

relativo alla ragion .fefqui terza


te

come
effer

quelle due ragioni

3, 2; 7 fommaalla du-

formano
Dati
li

la

dupla

cos

5,7,

devono
e

termini
fia

relativi

pla. Si deve dunque efaminare di qual natura


tre

quella relazione.
fia

termini, 5, 7,

io,

formata una ferie, o

progreflio-

ne

TR<ATTvfTO DI MUSICA.
ne per
ti

fomma

nel

modo

feguente per eftremi dupli, 5,


1

7
1.

,-

io ragguaglia-

ad una linea divifa in dieci parti eguali

,,

J-O

r
12, 17, 24 ragguagliati 12 17
alla fteffa linea divifa in

pam 24
58

19 41 58

ragguagliati alla fteffa linea divifa in parti

70
Si trova, che

5?$?
il

140

ragguagliati alla ftefia linea divifa in parti


di

140

ec.

prodotto

7, come mezzo geometrico

della

fubdu-

5, io, moltiplicato in f fteffo, manca dal prodotto degli eftremi 5, io, moltiplicati tra loro della ragione differenziale 4$?, 50. Che il prodotto di 17, come mezzo geometrico della fuhdupla 12, 24, moltiplicato in f fteffo , eccede il prodotto degli eftremi 12, 24 moltiplicati tra loro della ragione differenziale 285?, 288. Dunque in molto minor differenza di 457, 50. Che il prodotto di 41 , come mezzo geometrico delpla
la

manca dal prodotto degli 58, moltiplicato in f fteffo moltiplicati tra loro differenziale id8i , della ragione 58, 29, 1^82. Dunque in differenza molto minore di 288, 285?. Che il prodotto di 90, come mezzo geometrico della fubdupla 70, 140, moltiplicato in f fteffo,. eecede il prodotto degli eftremi 70, 140, moltiplicati tra {oro della ragione differenziale 9801 9800. Dunque indifferenza molto minore di 1682, i<58i.- Ma la progreflione infinita e in infinito va fempre piti approdi mando il prodotto del mezzo come geometrico, al prodotto degli eftremi Dunque tal mezzo di natura geometrica in
fubdupla 25?
,

eftremi

fi.

genere

confeguenza geometrica la fua relazione agli eftremi Della ftefia natura faranno le rifpetjive differenze che procedono dalla prima pofizione de' due termini' 5, 7.
,

e per

,,

12.
differenze
5.

17.
7.
li

24.
ftefli

"25?.

4T.
17.

58.

70.
z<?.

12.
tre

140. 99. ec. 41.

Ma

pi. Dati

termini 5, 7,

la proporzion dupla geometrica difcreta

7X\
35
ntmetico
plicando
identica
tra
il
>

$*\7

io, formanti per moltiplica 7 e dedotto il mezzo aio,

4P>- 5>
r

7
numeri
tutte
.

li

due mezzi 49
e
gli

50,. far
j

mezzo,,
gi
di

eftremi
in

49 2 70, 99
:

y in
,

intieri

dula

140. Dunque
eli

pofizione
dafca
li

alla

dedotta

moltiplica
dupla someUrica. difcreta.

70
!

\S

minor

differenza
il

Ma

99

e dedotto

mezzo

aritmetico

tra

due

99 /\. i4
'

A
2

O^JO. <?8O0, o8oi.. 13.8O

mez-

4
J380,
tiplicati

t Riattato di

musica.

mezzi ^8oo, 0801,.


in
tiplicato in

far p8oo: a:; duplicati i tre termini 6930', 9800:2 r 13860, ig<5oi 27720, il prodotto del mezzo ipdoi molf fterfo far 38410^201; degli eftremi 1380, 27720 mol,

tra loro far

3841^9200

differenza completa

della unit in ci-

nove. Dunque natura di mezzo geometrico in genere. Ma non eguaglia mai nel fuo prodotto o per. eccello , o per diffetto della unit il prodotto degli eftremi^ ed formato col numero razionale,. Dunque in ifpecie fi deve chiamare, e definire mezzo geometrico razionale incompleto a differenza del mezzo geometrico irrazionale completo , crr il mezzo fecondo la intelligenza comune. i di cuiData dunque qualfivoglia proporzione geometrica, difcreta mezzi fiano tra loro in differenza di unit, il mezzo aritmetico tra quelli due mezzi far il mezzo geometrico razionale incomplto della ragione rifpettiva degli eritemi ; e quefto nel fuo prodotto ecceder della unit il prodotto degli eftremi fenzach mai vi fiano, n poflano mai effervi frazioni Indi un comodo infinito per 1' affegnazione delle radici di. qualunque ragione in numeri razionali e per la minorazione dell' ecceffo, o difetto delle radici in progreffione infinita. Perch volendoti per efre
,.
.

,.

fempio

affegnare-

le

radici

della

ragione, fbfelquialtera

2,3,

ridotta la
1

ragione a proporzione geometrica difcreta. in 20, 24, 25 , 30, far 24:2. il mezzo aritmetico tra i due mezzi 24, 25, Duplicati eftremi, e mez-

zo

in

della ragione

40, 49, 60, faranno 40, 49; 2, 3 , con 1' ecceffo della
.

ed egualmente
unit
nel

49,60,
refta

radici

prodotto, di

49. Per

che'

40 49 40 49. 1600 2401 loco, 2400, eguali


s.

Ma
a

fottratta.

la

unit

da

2401
vuole

2400, e
la diffe-

2
i

Dunque,
termini

ec.

Se

fi

minorar

renza,

moltiplichino
*

tre

49

/\ 60
,

Affegnato

il

mezzo

i960, 2400 2401., 2940. due 2400, 2401, duplicati eftremi, e mezzo 24^0:2 tra in 3^20, 4801, 5880, faranno radici molto pi proffi me della ragione 2 , 4801 3, cos 3 20, 4801 come 4801 5 8S0:. Perch 3^20 440 3^20.
aritmetico
i ,
...

15366400

23040601

da 23049601 , reft'a 23049600, e per 15366400, 23049600 ragione eguale a 2, 3. Dunque ec. Quando fi vogliano affegnare le radici delle radici:, per efempio le radici di 40, 4p" ridotti li due termini a proporzione geometrica difere* ta } e dedotto il mezzo aritmetico tra i due mezzi della proporzione , il'
fottratta la unit
-,

Ma

mez-

TRsATTvfTO DI MUSICA.
terze ec. infinito; ed egualmente
infinito
il

mezzo dedotto congiunto con qualunque de' due eftremi formar le ricer^ cate radici. Quello progreffo di affegnazione di radici prime, feconde,
progreffo della
.

zione

dell'

eccedo, e difetto
in

di

tutte le

radici luddette

Ma

non
fi

minorafi danconfer-

no

radici
ec.

quello fenfo

non come

geometriche. Dunque

ma

Ella Sig.

Conte

fi

degni di avvertire, che nel Trattato ratificate

pieno di proporzioni geometriche


zione
i

difcrete io chiamo centri delia proporarmonico, aritmetico, dentro de' quali fi rinchiude tanto il mezzo geometrico completo d' intelligenza comune , eh- 1' inefprimibile co' numeri razionali , quanto il mezzo geometrico incomeh' 1' efprimibile co' numeri razionali . Lo pleto di quella Scienza fleffo faccio rifpetto a' due mezzi, aritmetico, e contrarmonico nello fteifo rifpetto. So per altri princip] di chiamarli giuftamente co'l nome di centri.- Ma nulla importando il nome baila eh' ella intenda la cofa da me chiamata con quello nome Avverta parimenti che quando per efempio io dico tra 5,7) come

mezzi

rifpettivi,

,.

radici duple, efiervi


t)

in

prodotto la ragione

differenziale

40, 5j
fi

di

cul

eccede 5 , o manca 7 rifpetto alla ragione completa , che care, dico in foflanza lo fleflb , che fi dice dalla feienza

vuol- indi-

proporzioni, e mi fpiego. Supporta la

proporzione

5,7,
fi

comune delle io, e dati da


della pro-

una parte

5,7,

dall'

altra

7, io, come

radici degli

eftremi

porzione, per dimoftrare qual ecceda, quaf manchi, zione a 35 , 4<?,. 50, 70. In quella vi fono i due

riduce la

propor-

mezzo

40. a 35

Egualmente 40 a

come 7 a 5 70 come 7

il

a-

49, 50; il mezzo 50 a 35 come io a 7. io: 50 a 70 come 5 a 7. Comu


1

mezzi'

nemente

il

che 457 manca di 70, 50 eccede di 70, perch 70' termine maggiore della proporzione , indicante una linea divifa in
s'

intende

parti fettanta

Cos intendo
;

anch' io
cos

rifpetto

alla alla
,

foflanza

della

indi-

cata materiale quantit

ma non
de'
,

rifpetto

ragione, che neceffa-

riamente
di feienza

rifulta

dalla differenza

due mezzi

forma
eftremi

il
,

centro

del-

la proporzione.
,

Da

quella
le

che per
,

me t
e non

principio primo
dagli
,
.

ed capo

io defiimo
la

differenze

Non
,

effen-

do
la

neceffaria

fpiegazione di quel
,

principio

prefenre fpiegazione
e

acci

ella

intenda
il

che io fuppongo foflanzialmente ci

bada
che io

voglio dire r

acci fappia

riportare

mio modo

particolare al

modo
7
co

comune
Ritornando
al

principio

primo

come fmma

di

2.,

3;

me fomma
perch

fono radici geometriche due ragioni 2 , 3; 3, 4, formano la dupla, far' propofizione univerfale , che nella proporzione aritmetica di prima fen> plicit fommate le due ragioni formanti la proporzione, i termini rifui-tanti faranno radici geometriche incomplete degli eflremi della proporzio*ne
di

3,4,
le

incomplete

della

dupla,

fommate

6
ne
.

T R^TT^TO
Sia la proporzione

T)I
y

MUSICA..
5
_

aritmetica 3

,.

Saranno 7

,,

radici

di

3,

3> 4

Somma 7
7
5.. Perch
moltipl.

p
unit

?
5?;
fottratta

da 4?

81

refta

48

80; ma
S*a la

4P

proporzione

eguale a 3,, aritmetica

81 5. Dunque ec.
4,. 5
,

',.

Saranno p

11

radici di

4r
? p
ir

2, II
4 5. Perch
moltipi.

n-

fottratta la unit,,

80, 120

eguale a

4, S

fia

81 121 2, 3. Dunque ec.

(leffo duplicando i termini della data proporzione , e due mezzi aritmetici tra il mezzo,, e gli eftremi . Data la fubdupla in aritmetica proporzione , far 2 3 , 4 . Duplicati i termini far 4, 6 y 8. Dedotti li due mezzi , far 5 tra 4, 6; far 7 tra 6, 8. Saranno 5 , 7 , radici della dupla Profeguendo con quello metodo data proporzione aritmetica di 5, 6, 7, duplicati in ic, 12, 14: dedotti 1 due mezzi 11, 13, faranno radici della ragione 7j e per ra-

Sar dunque lo
i

deducendo

5,
,.

dici delle

radici

duple

Cos in infinito ec.


feconde
terze radici

Rifpetto poi alf ecceffo, e difetto


fa

fempre maggiore

alle

,.

come mezzo

aritmetico tra 4,

prime dalle quali pa ec fi offervi che dato dato 7 come mezzo aritmetico tra 6 r
delle radici
,
,.

8, la loro indicazione, e fignificazione differente dalla loro moltiplica. Nella moltiplica eccedono, o mancano della unit , e per fono radici geometriche incomplete febben quando li voglia ridurre il loro ma; neggio a calcolo efatto, facile il confumarlo dimoftrativamente, perdi'
nota
dimoftratiyamente
la la

ragione

differenziale-

dell*'

ecceffo

e difetto

..

Ma

loro indicazione, e lignificazione del

nale completo fecondo la definizione, e . S indica , e lignifica la media proporzionale- della ragione 2,3,. perch' . la fomma di 2 3 . Il termine 7 indica e lignifica la media proporzio, nale della ragione perch* la fomma di 4. Per dato un Cir-

mezzo geometrico irraziointelligenza comune Il termine

3,

jr

colo,

il

di

cui diametro
parti
.

fia

divifo in cinque
,

parti,

eguali, condotto
la

il

f*

no

dalie due

alla

circonferenza

il

feno

far

e lignificata da 5 Aggiunte allo fteffo diametro altre e per fatto di fette parti; dedotta dal diametro accrefciuto la nuova circonferenza maggiore,, e condotto il feno dalle tre parti alla circonferenza > il feno? far la linea indicata, e lignificata da 7; e quelle due linee faran-

indicata due parti eguali ,

linea

no

TRJ2TT*4T0 DI MUSICA.
Tio

geometricamenre tra loro, come lato, e diagonale del quadrato: in foftanza radici duple geometriche complete. Egualmente dati <p , 1 1 , radici geometriche incomplete della ragione 2 , , 3 fi divida il diametro in nove parti eguali , e dalle quattro parti fi
conduca il feno alla circonferenza. Il feno far la linea indicata, e ligniAllo ftefTo diametro aggiunte altre due parti eguali , e per ficata da g fatto di undeci parti ; dedotta dal diametro accrefciuto la nuova circonferenza maggiore, e condotto dalle cinque parti il feno alla circonferenza,
.

due linee faQuella la intrinfeca fignificazione di tali numeri aritmetici come radici , ed chiara, perch' la propriet infeparabile dalla loro formazione per fomma. Se 5 fomma di 2 , 3 j f 7 fomma di 3, 4* e le due ragioni fubil

feno far

la

linea

indicata, e lignificata da

1 1

e quelle

ranno

radici

geometriche complete della

ragione
,

2,3.

fefquialtera

2,3,

lubfeiquiterza 3

4 formano

nella

loro

fomma
,

la

ra-

gion dupla, chiaro, che la media proporzionale di 2 , 3 media la proporzionale di 3 , 4 faranno tra loro, come lato, e diagonale , cio radici duple, Egualmente f g la fomma di 4, 5, f 11 la fomma di 5, 6- e le due ragioni fubfefquiquarta 4, 5, fubfefquiquinta 5, 6 for-

mano

nella loro

fomma
la

la

fefquialtera

chiaro,
5
,

che

la

media
radici
la

proporfefquial-

zionale di
tere ec.
di

media proporzionale di 4, 5, Indi ne viene, che da tali numeri

6 faranno
,

fa

infeparabile

propriet
moltipli-

trovarfi chiufi in differenza di

unit tra due numeri

quali

cati

tra loro producano la quantit completa,

perch appunto
quella
.

tali
,

numeri
eh'

indicano, e fignifkano la media formata da due numeri fuddetti


chiufo da

proporzionale di
,

ragione

4, 6. Dunque

da cui fono chiufi dalla ragione fubfefquialcera

Per efempio 5 7 chiuib da 6 ,

8. Dunque dalla ragione fubfefqukerza. Ma la media proporzionale tra 4, <5 , la media proporzionale tra 6 , 8, fono tra loro come lato, e diagonale, e per radici duple ^ egualmente moltiplicato 4 per 6, il prodotto 24: moltiplicato 6 per 8, il prodotto 48 , e per i due prodotti fono tra loro in ragion dupla , Dunque cos ec. In forza di tali radici , e di tal metodo fi pu dimoftrativamente affegnare qualunque linea geometrica di prima pofizione , o fia di radice prima Si proponga di formar geometricamente il lato, e la diagonale di un quadra.

to

Dico che

ridotte a

proporzione

geometrica

diicreta

le

radici

duple

5, 7, io,

in

7,/\

5^7

7 io

e dedotte le differenze

tra

35, 4^,

drffe-

35- 4?- 50- 7 renza 14- tra 3=5, 50. dif. 15; tra 50, 70, dif. 20; tra 4p , 70, dif. 21; fi avranno i quattro termini delle differenze, 14, 15, 20, 21, quali fi dividano in due ragioni, cio in 14, 15, e in 20, 21. Si avr una nuova forma di proporzione inverfa , in cui tra 21, 14, fi trova-

8 vara la fefquialtera ,- tra 20, 15 la fefquiterza , come inverfamente nella dupla geometrica difcreta 6 8, p, 12, fi trovano in forza de' mezzi 8 , 9 , le ftefle ragioni rifpettive agli eftremi . Perci fommate le due
ragioni

TRo4TT^T0 DI MUSICA.

14 20

*5

21

fi

ha

in rifultaro

la

ragione

280, 315, quale

in

ao, 315
numeri primi
la

ragione
il

centro della dupla

Ora

dico che divifb


di

diametro di un Circolo
il

in parti

geometrica difcreta eguali 20 , fomfteffo

ma

15,
25?

e dedotto

feno

da 14

prolungato
2.0

lo

diametro di

parti eguali

alle

prime lino a 41, fomma di

21, formato nuovo Circo*


4i
.

lo a ragguaglio del diametro accrefciuto

e dedotto

il

feno da

20,

fi
.

av-

ranno

in

quelli due feni lato,

diagonale geometricamente
moltiplicato

dedotti

La

14 per 1$ , il prodotto 2lOy moltiplicato 20 per 21, il prodotto 420. Dunque ragion dupla tra 420, 210. Ma lo fteffo deve fuccedere nelle parti 14, 15 del primo
chiara
,

dimoftrazione

perch

diametro moltiplicate tra loro per dedurre il quadrato del primo feno: egualmente nelle parti 20, 21 del fecondo diametro per dedurre il quadrato del fecondo feno. Dunque lato, e diagonale ne' due leni, quali fono le radici de' due quadrati. Lo fteffo fi dica di 5?, 11, radici fefquiaitere, alle quali fia aggiunto il terzo termine fefquialrero a p; indi ridotti li tre termini a proporzione geometrica difcreta, e dedotte le differenze, come fopra ec. Cos di 13, 15, radici fefqui terze , alle quali fia aggiunto il terzo termine fefquiterzo a 13. Cos in fomma di tutte le radici formate da numeri impari , alle quali fia aggiunto il terzo termine, che co'l primo formi la ragione, di cui il primo, e il fecondo fo-

no

le

radici
fteffo

Lo

fuccede nelle radici dedotte dalle proporzioni

geometriche di-

fcrete. Dalla dupla geometrica difcreta

6, 8, p, 12, radici dedotte 12, 17, 24. Dalla fefquiakera geometrica difcreta 20, 24, 25 30, radici
,

dedotte
fcreta
,

40
e

60 , ec. Ridotte le radici operando come fopra fi avr lo


,

49

proporzione
effetto
.

geometrica diIl

fteffo

Corollario

che

rifulta
,

chiaro
di

Non

potendofi dare linea geometrica di prima pofia

fizione

fia

radice prima, che non^


razionali

riducibile alla

pofizione qui

dimoftrata di due termini


effer

coftituenti

ragione

non

n pu

principio
fi

primo
,

di

quantit.

Dunque

conclude

quantit irrazionali

che alla fcienza armonica , che non fa ufo di , fervono quelli numeri come radici geometriche ind'

complete. Alla fcienza Geometrica fervono ne del vero luogo, e vero modo di dedurre

indicazione
linee

e lignificazio-

le

medie

proporzionali,
co-

TR^TT^T
Tome
radici
e nell'

DI MSICA.
.

no , va ragione, eh' la foftanza principale. Quefto quanto io credo l'ufficiente al bifogno particolare , e univerfondamento, e il modo , di cui fale del Trattato, acci ella intenda il mi vaglio per le rifpettive dimoftrazioni fondamento , e modo s fattamente proprio del fi fico-armonico fiftema , che il ridurlo al comune linguaggio delle note Scienze dimoftrative fia per mia opinione impoifibii cofa. Perch la quantit non il fine del fiflema, il mezzo li fine, com' ella vedr chiaramente , la ragione j e non in un rifpetto ma in Qualunque ragione dev' effer nella quantit difereta , e non nella molti continua. Deve confiderarfi ne' tre generi , armonico, geometrico, aritmetico; Perci fi fa neceffario F ufo continuo delle proporzioni geometriche Dediferete. Deve fempre fupporfi in fiftema, non mai fuori di fi ftem a 1' il e altre ragioni ecceffo perch ve compararfi dentro il fiftema ad Deve efpridifetto una ragione reale , che fi computa nel fiftema
: .

geometriche complete delle rifpettive ragioni altro fenfo fono radici geomretnche dimoftrative

Ma

9
e
nell'
li-

della rifpetti-

,.

merfi in

modo

facilmente adattabile a linea

fonora, e a note
di

ratificali

ec.

Tanto

bafta per

convincermi della impoffibilit


la

ufare altro

modo
,

fenza

che io aggiunga
brevit tralafcio.
t

confiderazione di que' rifpetti pi importanti


poi
il

che per

Che

modo da me

ufato porti feco qualche novi-

e per confeguenza qualche difficolt , lo conofeo , e confefib ; ma e, gualmente conolco, e confetto, che non pu evitarfi Giovi in tal caio di ridurre il i' ffer certi quanti fiamo, che quando folle ancor poffibile
.

prefente

modo

particolare al
difficolt
,

modo comune

delle altre

feienze

dimoftrati,

ve

ne verrebbe

e ofeurit fenza proporzione maggiore

e inu-

<tilit

afToluta alla ratificai

Profefone,

C-

IO

CAPITOLO PRIMO.
De' Fenomeni armonici,
loro

natura

Tonificatone

^J* ~* F* ** ^Sffi fie^on:tr^otr:t\^:,o\rt' 2$ dt fiao^di^i


le A'

tromba manna, trombe da

Fenomeni armonici comunemente noti di lenifica/, nn^ z.one particolare fono la corda teft fu", mo^o

i;

ori

fiato,

e corni di

caccia

cabalo t dZ
'

taTfiert df

>

ch

per

e fieno

il

g rave

naturale della eorda, ed


della corda

altri '

quali al fuono

come

fono
*

come ?

15, 5, 9 ; in note nimicali f una, fi divide in f ftefnel /p. ^ ^


J
5

5 ~ ^ g <

'

D un Du que
*

la

?.'

* corda,
,

che

$*$ per
perch

la

armonicamente
#

proporzione armo-

n ca
j

La tromba marina, trombe eno un.fcrme. fc


r ~ ["filf^^' mfimto. Sono ,

^^ii^^^^^^^*
da
fiato
,

e corni di

caccio

f
'

j-

'
1 .

de,la fei ;e "" iViiV


'

a "iwuiM.ta

ica

tiene delle
r

frazioni irazioni

numeroso,

cali

3 o, zo,

W,

1.2 "
' ,

I0

e 'c.

n0

^ *

An

muli"

2r
6o-ee

d0

C
i

fiatorrcor m
fizione

di' c a'l

a d
fi 1

,a

fiscamente evid nte


Ella

\w"

mrina'non Se come

ma
cht

r
v

fi*?
fi

fi

"I ^ T

T* f?*>

vibTaS'

}T

nota, e fuori di qualunque oppoftru nri da fiato La tromba 'a corda col dito finch tocchi la ta 8 ' lm ftrumen d arco, Violoncello, Violino ec 3mSaK * dit > che fva d ' f" lcro ; " 1
fia

Ou a " d ^'
'

LM 9
fU '

"?

ue fta

' 6 *" r" 8


De '

^
'

"}

effe

"

"**,
.

"^

tr

mbe une

"

C0nti

Lcedere ne
eorda
fiu

la

B fuCCede "*"., ? " P u erch ,l dlto comprimente la P tafii^l forma tatuer fiempre un nuovo capotalo ; coficch tficamente
Violoncello

""""
ec '

'

V?fi

"

TR^ITT\ATO DI MUSICA.
imponibile, che
fino
all'

ir
tali

le

vibrazioni della corda Tuonata fu


il

finimenti pafil

avanzo della corda,, eh' tra


e

dito del

fuonatore, e
la

capota-

lo

naturale.

Ci premetto
poterf

fuppofto

come

fificamente vero
air.fi:

cagione di non
della ferie

avere nella tromba

marina

Tuoni

le

non

quelli
la
^

armonica delle frazioni, tficamente evidente.. tromba marina J i_ J_ t^


.

Sia

AB
'

corda
dito
e

della

poggiato da Ifuo-

4.

2,

met
corda

della

cor-

AC. La
BC,
in

E,

D C

^
^

t>

^a

atera ^liente a P"


il

Jp.natore

in

da
eguale
fi

AB
AC,
li

fuoni
di

la

vibrazione

AC
il

con
cri

la

nota velocit panar eguale in

CB,

ad

ritornar e-

guale in

ACB

CA;

e continuar finch
i

fuona per

punti, ful-

avanti, e indietro, in infinito.


in D,. eh'
della

Dunque

per parti eguali. Sia


e
i

dito del fuonatore

3.

corda

AB,

fi

fuoni

AD.

La

panar eguale in D F , eh* 3 della corda A B dimentre gi. fono comunemente noti i fulcri naturali , che fa , per le la corda determinata da un fulcro artificiale in vigore della legge di natura,, che il moto fi moltiplica a ragguaglio del grado di forza parvibrazione di
vjfa.

AD

per 3

tecipato

al

da

in

fulcri

AD

Egualmente pafibr in FB, ritornando moto, e mantenuto F, da F in D, da D in A ec. finche fi fuona per li puntilo Dunque per parti eguali F B avanti e indietro ia infinito
.

Cos fucceder porto


infinito

il

dito

in

E
i

,.

fuonata la corda
naturali

AE_4;
daL

e cosi in

per

ia

ferie

armonica delle frazioni. Fin qui


fulcri
,

dall' arbitrio

pu cadere oppofizione, perch umano fi formano


ciale,

n vi cade, u vi che indipendentemente


fulcro
artifi-

nella corda

determinata
*

noa

lafciano luogo

dubbio, alcuno _

Sia di

nuovo
.

la ftefia

corda

AB iV

'

--

divifa per 5

Sia appoggiatoli diin

to

del

fuonatore
della

e fuoni

la porzione'

corda

AH

che 5 di

AB. La

vibrazione

di

AH
pa

pafTai eguale in

HI,
met

eh'

5'.

Ma
E 5
.

far tificamente- impoflbile,

che

fi

eguale

nel refiduo I

eh'

Si

IB
I

diverfa

per

dalle,

prime

vibrazione in e ritornando- indietro per li punti


far

dunque nuova

HLA
iti

s'

incontrar in I con la prima vibrazione

di

..

Ma

panan-

do

K, non

folamente non

s'

incontrar nella

vibrazione IH,,
2.

ma

in-

ter-

12

TR^fTT^TO DI
H

~MUfIC*f.

terrompendol , e dividendola ne Hafcer per neceffit fifica la d'irruzione: e fucceffivamente paffando in L , della , della vibrazione I vibrazione. e per confeguenza fifica ceffar il fuono, che immediatamente di. Si fentir dunque ( come di fatto fi fente ) pende dalla vibrazione un certo tal qtial ronzamento, che nafce dal contralta delle due divercafo tficamente f vibrazioni, e che non mai fuono, perch in tal imponibile . Quello folo efempio fi c?ede fufficiente per far toccar con mano la cagion fifica di doverli trovar fuono fu la tromba marina nella fola ferie armonica delle frazioni , e di. non doverli trovar fuono in qua-

HA;

AH

lunque
ferie

altra

ferie.
fi

eguali, acci vi

Perch rilevandoli la neceflit fifica fuono , quelle non fi poffono avere


della unit collante in infinito

delle
f

vibrazioni
dalla foia

non

armonica a cagione

iii
,

numeratrice deifrazioni potr

le

frazioni
il

ec.

La

fola

unit rifpettiva alle

fuono, perch divide in parti eguali tutta la corda ; e in confeguenza le vibrazioni formate da fulcri naturali rellano eguali alla prima vibrazione del fulcro artificiale determinato fempre dalla unit armonica rifpettiva alla frazione. Dunque fuori della unit armonica in genere , e in fpecie far tficamente impofiibile qualunque fuono nella tromba ma-rina e in tal fenfo, e riipetto le unit armoniche' fono vere monadi fifiche. So, che co '1 nome comune devono chiamarfi parti aliquote, ma quello non il mio bifogno , n un tal nome fpiega quanto io voglio fignificare. Io -confider dimoftrativamente e tficamente il loro individuo carattere di unit, come fi vedr fempre pi in progreflb. In tal rifpetto
dare
*

nulla fignifica

il

nome
Organo

di parte aliquota.- tutto


rette

fignifica

il

nome

di unit

da un pedale fono molte , fono tra loro di fuono diverfo, fuonano tutte equitemporaneamente; e pure non fi fente f non un folo fuono, eh' -il graviflimo La loro difpofizione , o fia ferie , diverfa fecondo i diverfi regillri ma fofanziaimente armonica elferrd.o tficamente imporfib.ile ottenere da qualunque altra ferie lo fteflb intento Data dunque una ferie di carme di Organo difpofia ne' loro fuoni armonicamente in tal modo fuonando il pedale , che regge tutte le canne fuddette non fi /#v * fentir f non il folo fuono graviffimo
canne
di
,
:

Le

Cfolfaut.
ieffo
,

Dunque

in que-

-"

Ilo

fenomeno

il

diverfo ridotto

allo

la

nioltiplicir. al-

$r~?

la unit in forza

della ferie armonica-.

-e-Data una ferie


difpolle nella loro
ec.
,
eli

corde pendole fonore fuppolle di

egual groffezza

adattato

a ciafeuna

lunghezza come i quadrati delle frazioni 1, 4, <? , i&, corda un pelo fempre eguale , i fuoni delle cor-

de

TRiATTtATO DI MUSICA,
da fuddette fono in note muficali
,

13

come

mero, come 60, 30, 20, 15, 12, io:


ae armonica.

.
;

-G.

-&

ln

J? progreflio-

417"'

XI
-e-

Le

ofcillazioni

delle

fuddette corde fono equitemporanee con quefla leg1

g, che mentre
1

la

corda

ofcilla
1

una volta,

la

corda

olcilla

due voifletto

te, la corda

tre, la
gli
fi

corda
dia
il

i<5

quattro

eo r

e
.

s'

incontrano

nello

punto

quando

moto

a ragguaglio

Lo

ftefb

identicamente

fuccede, f data una ferie di corde eguali in lunghezza, e groffezza , alla prima fi adatti un pefo y alla feconda fi adattino pcfi quattro ( ciafcuno
eguale
alla quarta pefi fedeci ec. Si al primo ) alla terza pefi nove , avr egualmente ne' fuoni la ferie armonica,, e nelle ofcillazioni equitemporanee la unit.
,.

zione

fenomeni armonici comunemente noti La loro indica tficamente manifesta . La corda del nionocordo, o del cembalo, febben una in le fteffa , predace tre fuoni in ferie e corni di armonica La tromba marina ( e cosi le trombe da fiato caccia ) non ha, n pu aver mono,- f non nella unit come armonica Le canne di organo di fuono tra loro diverfo formano un folo fuono, quando Mano difpofle armonicamente. Le corde pendole fonore , perch ino in progreffione armonica ne' loro- fuoni , si riducono alla unit nelle loro ofcillazioni Dunque il fiftema armonico riduce il diverfo allo flefQuelli fono
,

e lignificazione

,.

fo;

la

mohiplicit alla unit

e data

la

femplice unit

come
.

fuccede

Dunque divide in f fteffa armonicamente fi ) dal fiftema armonico infeparabile la unit confiderata in qualunque ri{petto, anzi il fiftema armonico fi rifolve nella unit, come in fuo prinnella corda di tre fuoni

cipio.

La confeguenza troppo legittima, perdi' indipendente dall' arbitrio umano.


Si

fifica

per affetto

che prova mirabilun nuovo fenomeno armonico molto di" pi Dati due fuoni di qualunque finimento unificale, che pofia protrarre, e rinforzare il fuono per quanto tempo fivoglia ( trombe , corni di caccia finimenti d! arco , oboe ec ) fi ha un trzo fuono prodotto dall' urto de' due volumi di aria molli dalli due dati fuoni Nulla importa al prefente bifogno la fpiegazione fifica del modo,, con cui fi produce quello terzo fuono j bafta il fatto, e quello fi ha
poi feopertoe,

mente

lo ilefTo-,

debito di fpiegare

. Da un fuonator di neaHiente con arcata forte,, e foftenuta

Violino
i

fi

fuonino
intervalli

equiterapora-

feguenti

perfettamen

14
te

TR*ATT*ATO- DI MUSICA,

intuonati

Si

feriti r
il

un terzo fuono

affatto d-

flinguihile,. e

Ci

far

fottopofta fegnato in

note

eh "mie

miife

Lo
la fu a

fretto

fucceder,
nello, (tetto

faranno, Tuonati gli efpofti intervalli da due fuo,,

natori di Violino dittanti tra loro cinque h

nota
'

12 uditore porto nel


qu.efto

o fei patti fuonando ciafcuno tempo, e fempre con arcata forte , e (ottenuta.. mezzo ri (petti vo de due fuonatori fentir molto pi
5

terzo fuono,. che vicino

a.

ciafcuno de' due fuonatori: fegno


, 1'

Tfico

evidente della cagione del terzo fuono,, eh'

urto, de'

due

rifpettivi vo..

lumi

fletto

corde Tuonate Si avr lo da due fuonatori: di /Oboe porti' tra loro in molto maggior E (Tendo il fuono dell' Oboe, pi, forte del Tuono del Violino, fi diftanza fentir meglio il rifultato terzo fuono, e nel mezzo rifpettivo de' due fuonatori fi fentir egregiamente , (ebbene (i fente abbattanza. in qualunque Dedotti tutti, i terzi (boni , che Tficamente rifukano da qualunque (ito intervallo f triplice integrante la ferie armonica fino a quel fegno , che.
d' aria

motti dalle vibrazioni delle due

efltto
.

ferve alla pratica mufcale,. fono

feguenti
,

o l a. praticamente ottava, Dato 1' unifono, e data li ragion dupla rifulta alcuna terzo fuono di forte non fuono Data la fefquialtcra o fi a. praticamente, quinta rifulta. il terzo
.

unifono alla nota grave della quinta


tutti,

..

Eu

il

pi

difficile

diftinguerfi di

perch unifono/

ma

fi.

diftingue abbattanza,.

g&i s
Data, la fefqui terza h

a-e-a

fa,

praticamente quarta

il

terzo,

fuono

in.

quinta grave conia nota grave, della quarta

TE

TT

Data

la

fefquiquarta

fi a.

in ottava grave con.

la.

nota,

grave della

praticamente terza maggiore, terza, maggiore


...
.

il

terzo fuono;

Data

la fefquiquintaj, o

fia

praticamente

terza:

minore

il

terzo fuono

in

TR<ATT*4T0 Di MUSIC Jr.


in decima maggiore grave con
la

nota

grave

della terza

i$ minore.

Data
giore

la fefquiottava
,

fia

drupla orave

fia in -decima quinta

tuono maggiore , il terzo fuono e in qua* con la nota grave del tuono mag-

Data
minore
.

la fefquinona>
,

fia

fefquiottava grave

fia in

tuono minore > il terzo fuono in quadrupla decima fella con la nota grave del tuono

^-^

qQ

Data

la fefquidecimaquinta,

o
la

fia

femtuono maggiore*

il

terzo fuono

in vigefima prima grave con

nota grave del femituono maggiore

Data finalmente
"minore

la fefquivigefima
fella

quarta

fia

femituono

terzo fuono in vigefima

grave

con

la

nota grave

minore , il del femituono

M
Que-

t*
Quella_
la

legge

TR*fTT^TO DI MUSICA
tfica

T' L^ no
,

pi

del terzo fiiono in


fi

muficah. Se tono comporti, o come

rifpecto 'sol'

infKW*
"n

fi.

chiamano 1 3 m9 IOre " V0,tata ''" iore ha lo che aveva come terza; maggiore

ti f m
fieffo

riti"

terzo

fut

La

terza

che aveva

come

minore rivoltata in feda maggiore ha lo terza minore, ma in ottava acuta

fletti

te, fu r n '

dime iffimo dall re e minore perch a granitica fik coglie , 1 P punto perfetta intonazione, e una ben nirml, Al# r
terzo fuono
.

xiore, ore dalle aaue due Vft lette queff intervalli s intuonafo Cadimene e il grave; non tanto facile dalla quinta a cagione del? due tuoni maggiore, e minore perch nel confonde un tuoni con 1'
-

rm COm P StrlSftr ame^'T ^ana


5
''

oIl
>

due terze maggiore, e mi5S maggiore, e minore farili/r:^ -,


.
,

da113

voltati,

,. dalle

zL^o'f Pf* jf nfe / d '^ C,le dal '

^
fi

*rt

"^ r

^ *#

fifi

Per
i

xo,

R.dotti

magg.ore, p, 81

fiS"^ T " 4s!r. terzo

due'tuoni a termine^comune ffrl nA il minore. La differenzaTtra'so n bare era fu0n tuonTicfo e'ut^ J.
fuono
erch
'

^tj^t^TtJ^Tng^lT
p.

d deiIa loro

^T"
*
*"

*^ a
r

/ o

"

--ano Z:

^ ^^
V
per-

Sia in tuono di Cfolfaut che il dato intervallo tuo-

tri-

-,

rt

'JJ* no minore.

Ut

terz0

^ono,

mi ncercar guarnente

di

due cofe.

La

prima,

da qualunque
da-

TiRiTTJfTO DI MUSICA.
lato

17

produca terzo fuono. Rifpondo, eh' eccettuato F unifo* no, e la ottava-, l produce da qualunque in genere generaliflmo ; perch il terzo fuono fi ha non folo dagl' intervalli comporti da quantit razionale, ma fi ha ancora dagl' intervalli compofu da quantit irraziointervallo
fi

nale.

Mi

fpiego. Sia
fia
1'

un dito
in
,

del fuonatore in Dlafolr, e fia Tempre co,

fante }

altro

Gflreut

fi

muova
f~\
<^*-r\

verfo Ffaut

continuando femta . Tal progreffo' far un continuo , dentro cui quantit irrazionali In quas' incontraranno to fifico ,di tal continuo fi voglia fermar il dittatore, fi avr fempre il terzo fuono o cogni
fenz' alzarlo

mai

dalla corda

pre

1*

arca-

certamente lunque punto

dal fuo-

to, o inco-

gnito: voglio dire o diftinguibile, o indiftinguibile nella fua intonazione Dico di pi , che pu effervi feienza dimoftrativa di quel tale terzo fuo-

no, che deve produrli da due linee fonore , una delle quali fia razionale, 1' altra irrazionale ma geometricamente cognita Da ci ella dedurr , immediatamente, che molto piti dev' effervi feienza dimoftrativa del terzo fuono prodotto da due linee fonore razionali Ma di ci in voce Mi domander poi ella in fecondo luogo in qual relazione fi trovi
e
.

quefto terzo fuono agl'intervalli rifpettivi., da' quali riiulta

che

dati

Se-

guenti intervalli,
de' quali

ri-

fpettivo

terzo
fottopo-

fuono
fto
,

il

^
sB=
qualunque
intervalli
altro

quefto far

A%^
. .

Le

rifpondo,

dimoftrativa-

jttLe

mente
ti

e-^e

ir

9-*

il

Baffo
e

armonico de' daintervalli


,

fottoponga . Solamente fi avottavo, e decimo, fono in ragione diverfa da quello appare. Il fefto, e 1' ottavo non fono terze minori, ma fefquifefte^ cio il Gflreut U molle la nota, che divide arr; 1' interva ~ monicamente la quarta Elami , Gfl^__^ e per ^ P er ^ ^ intervallo s~-^^

far paralogifmo

Baffo vi
,

fi

verta, che

tre

fegnati

fefto,

/--

6\7

reut

minore

della ter-

li

SA

3 <5.

Cos
s
il

1'

intervallo otta 70

coin

decimo, riportando Gflreut

./OSO,
^G-e*-^Que-

acuto

V&

il Violino,,' v dalla fatto natura trova nella troni* perch fi luto dalla natura armonica per caccia lo efpongo di nell' ecorni fiato , e da ba marina, trombe ;

TR*4TT*4tO DI 18, Quello intervallo di faciliffima intonazione fopra

MUSICA.

fempio fuddetto. PremefTo, e fpiegato il fenomeno, la deduzione patente. Dato il fiftema armonico delle frazioni , e adattato a linea fifica fonora , dico , che da qualunque femplite intervallo della ferie armonica infinita fi avr femi

pre lo fteflb terzo fuono, e far unifono al fuono della corda fonor

2.

Per evitare il fuperfluo fia il fiftema armonico fino alla feftupla. Data la quinta fi ha il terzo fuono unifono alla nota grave della quinta . Dunque dalla Z quinta compofta dal fecondo , e terzo termine della ferie fi avr il terzo fuono unifono al fecondo termine. Maque1

fio
il

2 y dunque

ec.

Data

la

quarta

fi

-/!_
,

terzo fuono in quinta grave con la *~V~3~ ha nota grave della quarta . Dunque dalla quarta compofta dal terzo to termine della ferie
,

e'

quar-

fi

avr

il

terzo fuono unifono


1

al

fecondo termi-

ne , eh' in quinta grave . Ma quello 2 . Dunque ec. Data la terza maggiore fi ha il terzo fuono in ottava grave della nota grave della terza maggiore* Dunque dalla terza maggiore compofta dal quarto, e quinto termine della ferie fi avr il terzo fuono unifono al fecondo termine,
eh*

in ottava grave.

Ma

quello 2
1

Dunque
g'

ec.

Cosi

dell'

ultimo inconfe-

tervallo, eh' la terza

minore,

cos di tutti
i
1

infiniti

intervalli

curivi dal profeguimento della ferie

7, 8, 9,
,

ec.

in infinito.
.

La

dedu1

zione chiara

il

rifultato

maravigliofo

e fingolare

Perch da u*

na parte non pu negarfi, che il terzo fuono collante in infinito in 2 non fia la radice fifica del fiftema armonico ; ed cofa tficamente evidente. Dall' altra non vi , n vi pu effer calcolo dedotto dalle feienze fino ad ora note di quantit, in di cui forza
fi

fpieghi

fi

rifolva

un fenomeno, che dipende

dalla quantit, e che

ha per legge

11

fifica
1

una

propriet di quantit affatto nuova, cio che

dato 2,

rifulti

2
,

11

3,
,

rifulti

2; dato
1

3,4,

dato

20, 21
di
tal

rifulti

2; dato 100,

101

rifulti

2 ec.
unit

Intanto per

mezzo

fenomeno

refta tficamente

riabilita la

.co-

TRJtTT*ATQ DI MUSICA.
i

ip
.

collante in infinito in
lla

2. ,

come

radice ffica del fiftema armonico

Que-

fenomeni comunemente noti. Ma da quefV ultimo di nuova fcoperta fi deduce in precifione, eh' molto di pi fopraccennato oltre ci , che rimane a dedurre il Perch poi non fi trovi quello terzo fuono nella unit, eh' il prinunit
fi

era dedotta in genere dagli altri

-1

, e il primo termine del fiflema armonico , ma in a , eh' il fecondo termine del fiftema* perch dalla dupla, o fia praticamente ottava non fi abbia terzo fuono, quando fi ha da qualunque dato intervallo in genere, fi fpiegher in progreffo a luogo opportuno, e neceffario*

cipio

CA-

%0

CAPITOLO SECONDO.
Del
Circola t fua natura
,

e /gnifica^jane'-.

DOve due
glia

fi

tratta

di ftabilire

un

fiftema

neceffit

congiunger

generi, ffco, e dimoftrativo in tal

modo, che

fano infepara*

bili tra loro, e formino un flo principio. Cosi dovr reggere qualunque fiftema; e noi ne faremo convinti quando intendiamo abbastanza cofa vo-

dire

un
.

folo principio *.

Vuol dire, che


dedotto dalla
,
...

il

calcolo, con cui fi dima*


tfica
, ,

ftra, dev' effer intrinfecamente

natura
,

della

cofa di-

mofttata

Cos

non
,

altrimenti

due generi

fifico

e dimoflrativo for-

mano

tra loro

un
fi

folo principio
eh'
la

La

legge fevera
fiftemi

ma

giufta

e in

forza di tal legge

pietra di paragone di

qualunque
fin'

fiftema finV

comatematico ,
zione.
tica

trovaranno

ben pochi

che non patifeano ecceora note fono fon.,

Mi

fpiego meglio.
,

Le

feienze di quantit
in rifpetti diverfi

date tutte fu la quantit


..

ma

E* fondata fu la quantit coftituita

confeguenza

dal

numero

aritmetico

la feienza aritmeda parti eguali razionali / e w comune i, a, 3, 4, ec. Vi la.

Vi

feienza armonica. E' fondata fu la quantit coftituita da parti ineguali ra

111
,

zionali/ e in confeguenza dalle frazioni 1, 2, 3, 4, ec. Vi . la feien* za geometrica . E' fondata fu la quantit continua y da cui procede la irrazionale, che non fi pu efprimere co'l numero, e con le frazioni Vi fono molte altre feienze fondate in altri rifpetti , 1' Algebra ,. il calcolo
.

Tutte fono adattabili al ffco , come: quanto. Ma quefta propofizione non convertibile , perch non vero che il ffco, come quanto, fecondo la propria intrinfeca natura, fia adat-. labile b tutte le feienze fuddette. Sia 1' efempio evidentiffimo nella corda di tre fuoni Tutte le note feienze di quantit fono adattabili a tal cor-da fecondo i loro diverfi rifpetti. Ma f la corda, come fnora*. indipendentemente dall' umano arbitrio fi fpiega in f fteffa armonicamente , per che fi divide da per f in 1,3, 5 / dunque tficamente efclude qualunque altro modo di quantit Dunque 1' adattazione di qualunque altro
differenziale; degi' infiniteim ec.
,

1.

corda, che fficamente fi dichiara armonica , far un paralogifmo bello, e buono y fenzach nulla gli fuffraghi la poflbilit Mi genere dell' adattazione di qualunque altro modo di quantit Va be niffimo , che confiderata aftrattamente la corda , come linea retta in genere, poffa effer oggetto , e foggetto di quantit rifpettivo a qualunque
di quantit
alla
,

modo

feienza. Sta a vedere, f concretamente

fa

Specificata
,

o>

no

dalla

natu-

ra a qualche oggetto

,.

e foggetto particolare

come appunto

fuccede nel dato

TRjITTjITO DI MUSICA.
Perch in dato efempo fi certamente e umano y
.

21
dell' arbitrio

tal

cafo
l

la

natura avr pi forza

Calcolo , quando non Saranno in confeguenza vere far tutte le deduzioni dimoftrative ; niuna delle deduzioni tfiche far vera* e per far fempre vera la legge fuddetta, che per lo ftabilimento di qualunque fiftema fificomatematico fia neceffaria la congiunzione de' due generi , fifico, e dimoftrativo in tal modo, che fiano infeparabii tra loro,
faller

adattazione del
.

il

precifamente

voluto

dalla

natura

e formino un fol principio.


In confeguenza ho debito di trovare nel gunit , che fi trovata nel genere tfico* Effendo necefTarie alla dimoftrazione le figure geometriche , tra tutte le figure poffibili non vi , n vi pu effere, fenon il circolo, che fia uno in f fteffo^ ed uno, perch g' infiniti raggi condotti dal centro alla circonferenza fono eguali j e quelli nuli' altro fono fenon la unit medelima , che forma mecanicamente il circolo neh" apertura di compaffo ; il
fottofcrivo alla legge
.

Mi

nere dimoftrativo quella

fteffa

Dunque il circolo che non , n pu effere in qualunque altra figura uno nel fuo principio primo, ed intrinfecamente uno tra tutte le pof.

fibili

figure.
balta che

no

il circolo fia uno in genere. Ho debito dimoftrarlo uarmonica, perch uno di unit armonica il principio fifico. Quefta cofa facile , bench ( per quanto io credo ) da' Geometri non avvertita. Procedendo a tutto rigore nella pofizione delle figure dimoftra-

Non

di unit

tive

acci fedelmente rapprefentin la pofizione de" dati


linea retta, e di linea
eh* "la

filici

fi

trova efridot-

fer neceffaria la pofizione di

curva.

Dunque
delle

te a figura faranno quadrato, e circolo,

maflima

fenomeni fificoarmonici dimoftrano la neceffit di tal pendola per f una linea retta , comune al diametro del circolo, e al lato del quadrato circofcritto. Le ofeillazioni della corda pendola fono curve in fpecie-. Non fapendofi di qual delle due figure fia propria la linea retta perch' comune ; dunque fono necefTarie le** due figure fuddette, perch hanno la linea retta comune. Lo fteffo fi dica in genere della corda tela fui monocordo bench non fiano fin ora dimoftrate circolari le di lei vibrazioni. Lo fteffo fi dica del terzo fuono rifultante dalle due corde Tuonate equitemporaneamente Le due date corde fono in fol-ido due rette linee tfiche fonore. Li due volumi d' aria molli dalle due corde fono in folido due sfere. Dunque in piano linea retta, e circolare* e in confeguenza di figura, quadrato, e circolo , aventi la linea retta comune. Perch poi il quadrato deva effere circofcritto, e non ifcrkto r apparir nel progreffo in molti modi, febben a ci bafta f avvertire, che
, , .

curve. I pofizione. La corda

la linea retta ha priorit di natura


tutte le

fopra la

linear circolare

cofa

tfica

mente, e dimofrativamente vera. Fiocamente


Tue
parti.

in tutto

Y univerfo,

in

fibik fenza la

Dimofrativamente nella coftruzione del circolo, mipoffuppoizione di una retta linea . Dunque a ragguaglio quadra*

1%.

TR<ATT\ATa DI MUSICA.
la.

drato circoferitto, circolo ifcritto. Supporta dunque neceffaria


delle
loro,

pofiziaru

due figure, diventa confeguentemente neceffaria


per dedurre
dal. rifultato. la

loro,

natura

.,

comparazione era Sia dunque la prima proqpo*


la

fizione,

Propq/i^ione

prima

Figura

quadrato circoferitto , circola dupla radicale in BC, egualmente lato c^el quadrato Perch e fmidiametro, o fia apertura di compaffo del circolo. Cos egualmente . diagonale dello fteffo quadrato, e corda dell' arca del quadrante della fteffo circolo . Indi i tre punti comuni in triangolo comune.. Quando dunque fiano da compararli, tra loro le due figure nella fteffa categoria, dimoftrativamente neceffario defumer la categoria dalle due linee comuni BC, A C Dunque dalla ragion dupla radicale. Indi per corollario fi ha in categoria comune la progreditone de' feni in perch hanVI, e de' feni protratti in, BO, no principio comune in e cos la progrefiione delle corde in AI; e delle ipotenufe in N, perch hanno prin*.
tra loro le
,,

PEr

comparare
la.

due figure

ifcritto,

pofizione di prima

femplicit. la ragion

AC.

BC

AEC.

ABCD, AC

ABC

..

BO, TH,

TM, VN,

BO;

AO,

AH,
cipio

AO, AM, A

comune

in

AO..
Propq/^jone feconda^ Figura

Ih

divifo qualunque k^ geometrico rifpetto ai diametro, divifo ), fia protratto al lato, del quadrata circoferitto . Dico % che il quadrato dedotto dal feno far mezzo armonico , il quadrato dedotto dal feno protratto far mezzo aritmetico della ragione , in. cui fi . divifo il diametro : ridotta la fuddetta ragione a proporzione geometrica, difereta. formata da due mezzi , armonico, aritmetico, Sia io, di cui 7. Sar divifo il 3, diametro far p, di CB, B nella ragione 3, 7. Il quadrato di diametro ) 25 ^ feno protratto. met del feno D del CE. , del C 21 ( 4P Ma. data la proporzione geometrica difereta della ragione 3,7,1 quattro termini, fono 15 de' quali 21 mezzo armonico, 25 21 , 25 , 35 mezzo aritmetico della fuddetta ragione ; e fono eguali a due quadrati 21 dei feno, 25 del feno protratto Dunque ec. Cos di qualunque ra-* gione ec.
^Ato. nel circolo per il diametro razionalmente

no

AB

AC

GB

AC

,.

,.

,,

Proporzione ter^a

Figura

IIL,

Ara cjurffunque corda nel circolo

dedotta per divifione razionale det diametro dal iuo feno, e dal punto comune A; data, la ipotenufa der

t
to
il

r^tt^to
il

di Musica.
,

23
e dallo fteffo pun*

dedotta dallo fteflb feno protratto al lato del diametro

comune A-, dico, che

quadrato della

corda far

quadrato della ipotenufa far


ridotta la

mezzo contrarmonico

della

mezzo armonico ragione mag-

giore dimidiata aritmetica di quella ragione ^ in cui


tro
:

fuddetta
il

ragine a proporzione

{pra, ed aggiuntovi
di

mezzo contrarmonico
p.
Il

cui

AH

fia

5,
il

HB

quadrato di

C feno far 45 . Sommati i due quaquadrato di drati 25 , 45 , far 70 il quadrato della corda C , ipotenufa del triangolo rettangolo E feno protratto , e per eguaC . Il quadrato di ie al femidiametro, far 40, quale fommato col quadrato di 25 lae in cnfeguenza

AH

fi divifo il diamegeometrica difcreta come Sia il diametro 14,

far

25

di

AB HB

81;

AH

to

comune
di

de'

due

triangoli

rettangoli

AHC, A HE,
il

AH
74

far

il

qua-

drato della ipotenufa

AE

Dunque

in numeri primi

quadrato di

37. Ma data la proporzione geometrica difcreta di 5,7* ragione maggiore dimidiata aritmetica della ragione 5 , 9 , in cui fi divifo il diametro perch 7 divifore aritmetico di 5 , o , e la ragione ( 5 , 7, maggior ragione di 7, o ), faranno i cinque termini coftitun-

35

AE

AC

proporzione 30, 35, 3, 37, 42, de' quali 35 mezzo armoni^y mezzo contrarmonico , e per eguali a due quadrati di C 35, th E 37. Dunque te. Cos di qualunque ragione ec. Ella avverta, che quella 10 chiamo in genere maggior ragione, la di cui differenza dedotta da' fuoi eftremi maggiore della differenza dedotta dagli eftremi della ragione comparata . Ridotte le due ragioni 5,7; 7 , , a termine comune , far 35 a 49, come 5 27; far 35 a 45, come 7 a 0. tra
ti

la

co,

Ma

3?> 49) differenza 14; tra 35, 45, differenza io; e 14 pi di io. Dunque 35 , 40 maggior ragione di 35 45 e per 35 40, come maggior ragione, contiene in f 35, 45, come ragion minore. Dunque comparate tra loro le due figure, quadrato circoferitto , e circo* Io ifcritto, inquel rifpett, in cui convengono tra loro per pofizione di
, , , ,

prima

femplicitj

, ,

li

trova
fopra

il

quadrato fecondo
,

le

due progreflioru Variacoftantemente armonico*


.

mente aritmetico

e contrarmonico
(

il

circolo
fua

Ma

uno per

dimoftrato

dalla

cofruzione

Comparato
(

alla figura neceffaria,

ed unica per la comparazione, armonico

prefen-

temente dimoftrato
dimoftrare

Dunque

uno

di unit

armonica

il

che

fi

doveva

Che poi la ragione, in cui fi divifo il diametro , fi trafporti a proporzione geometrica difcreta , e in cnfeguenza fi riduca ad una ragione a* itratta comune , in cui , come genere , convengono circolo , e quadrato , ci nulla orla alla dimofrata propofizione anzi maggiormente la conferma * Perch nuli' altro avendofi fatto, f nonch fcuoprire il genere, in cui convengono le due figure, quali fono di fpecie tra loro diverfe, tale feoperta non folamente conferma la propofizione* ma in oltre forma feienza completa della medefima : infegnand il principio comune delle due figure * Per

24
Per
jdifputa
;

TR^TT^TO
ed
la impoffibilit

DI MUSICA.
premetto un fatto
il
1'
,

la totale intelligenza di

tal principio

eh' fuor di

di

coftrui.re

circolo per apertura di

com)

paffo fenza la formazione della ragion fubdupla tra

fo, e

il

diametro in qualunque delle infinite poflbili ragioni , vi antecedentemente nel diametro la ragion dupla talmente intrinfeca al medefimo, che quando non vi fia, non , n pu effer diametro. Quando dunque fi divide il diail

refta vera la feguente propofizione

diametro. In forza di quefto fatto ( che innanzi di divider ,

apertura di compafc fempliciffimo in apparenza

metro, fi divide intrinfecamente , e inevitabilmente la ragion dupla, eh' a priori, in una ragione diverfa, eh' a pofieriori. Quella feconda pu
effer,
e

non

effer,

perch dipende

dall' arbitrio

della

divifione

del dia-

metro in qual ragione fi vuole. Ma la prima non pu non effer , perch non dipende dall' arbitrio, ma dalla neceffit della coftruzione , ed condizione, fine qua non. In confeguenza dimostrati vamente impoflibile
il

feparar la relazione della ragione arbitraria alla ragion


.

neceffaria

coftitutiva del diametro

Per ne viene

che dalla neceffaria relazione


arbitrio deb-

delle

due ragioni

cio la dupla di natura, e la formata di

ba rifultare una terza forma di ragione , che geometricamente le congiunga, e in cui fia evidente, che la prima forma fempre la ragion dupla. Sia 1' efempio della riduzione 7 a proporzione geome3, trica difereta in numeri primi fecondo il rigore della feienza aritmetica.

AC

CB

Dico fecondo

il

rigore, perch prefentemente

fatto

modo
al

eh'

ben

tutt' altro

fi adopra che feienza aritmetica

il

numero
bifogna

in s

Per ridurla o
tor-

neceffaria la

fomma

de' termini

3, 7,
1'

eh'

io,

e per

nare

diametro

AB;
)

o
,

neceffaria
i

affegnazione del

mezzo

aritmeti-

due termini 3, 7, e per bifogna tornare femidiametro 5 ; E nella operazione e formula o fi prenda il diametro , o il femidiametro , in qualunque modo forza tornare a' termini della prima ragione , eh' la dupla Dato dunque il mezzo aritmetico 5 tra 3 , 7 ( e il mezzo a rmonic o neceffario far fempre 1' apertura di compaffo ) fi moltiplica 3 per 5-1 5 3 per 7-21 : proporzione per formata la geometrica ed 5 in ferteffo-25 7-35, 5
co
(

ed la legittima

tra

all'

apertura di compaffo

fia

difereta della ragione 3 , 7, in monico 21 , 1' aritmetico 25.

15

21
f

25

35

di

cui

Ma
,

1'

affegnazione del
effer

il mezzo armezzo aritme1'

tico dimoitrativamente neceffaria

non pu non

apertura di

compaffo

non vero , che parlando dalla ragione 3 , 7, alla eguale 15, 35, fi palli ad una ragione diverfa; ma anzi vero, che la ragione 3 , 7 di arbitrio fi riduce al fuo principio primo in 15,-35 di neceffit, perch fi riduce intrinfecamente all' apertura di com;

dunque non

iolo

paffo

come
pih
.

al

uo centro
.

che indipendentemente dal noftro arbitrio

il

principio primo

Ma

Divifo

il

to del feno

mezzo armonico

diametro in qualunque ragion razionale, il quadratra i rettangoli , che hanno per bali le
par-

TR^TT^T'O DI MUSICA.
parmi del diametro, e per altezza
il

3$

raggio.

ro, che il'raggio Tempre collante il genere.; e che in forza del raggio, come genere,, e come principio primo, 11 verifica la
pofzione in tutte le fu parti

In quefta proporzione chiaappunto

mia pro-

fupponga la ragion dupla principio primo procede il Circolo Sia in ipotefi finch fi dimoftri in. teli, come far tra poco. Dico, che gli eltremi 15, 35, eguali alla ragione di 3 , C B 7 , non fono numeri attratti , perch ino infeparabili dalla ragion dupla come principio primo; e non fono di
infinitamente pi
, ,

Ma

fi

armonico potenziale

da cui

AG

genere.,
drati
.

e categoria diverfa da' quadrati di


la

AC, C B

perch fono
fi

qua-

Acci
il

dimoftrazione formi fcienza univerfale

a la figura

IV

in cui

diametro
feni, e
li

AM

fia

armonicamente divifo in 2
alla

dedotti

li

feni protratti rifpettivi

3 4 ec. Siano divifione; le ragioni, in

cui

divifo il diametro , fiano ridotte a proporzione geometrica difformata da >due mezzi., armonico, aritmetico; e tutto il calcolo fia ridotto a ferie comune.
fi

creta

Figura IV. prima,


ridotte a ferie quadrati
c/tremi
de' feni

comune
quadrato
de' feni protratti
1

divifo
1

-Ragioni, in cui fi il diametro


1

AM

in proporzione

geom. difcreta
6. 8.

eftremi

A31
1

a a a

"A

41
L

Jm 3 4M
2
1

p. 4.

iz

<5oo

di 3
1

C 800

di 3

G poo

1206

2..

3.

6
40
1$
1

450
360

di

4
I

D 675
E
576

di

H poo
poo

1350

A51

L
4
5

io. 16. 25.


3.
5.

di $
di

di $ I

1440
1500

A61

56M

p.

300

F 500

di

6 K poo

Sar dunque

Duncme
to di

il

raggio, o

AB

quadrato di 2 B poo la mifura comune delle ragioni. fia 1' apertura di compaffo. ragguaglio il quadradiagonale far 1 800 ; a cui comparati gli eftremi maggiori
il

formano

la ferie

feguente

1200 a 1800, come 2 a 3; nella ragione del diametro divifo in 1, 2. 1350 a 1800, come 334; nella ragione del diametro divifo in 1 3. 1440 a 1800, come 4 a 5; nella ragione del diametro divifo in 1, 4. 1500 a 1800, come 5 a d; nella ragione del diametro divifo in 1, 5. Dunque la ferie rifultata eguale alla ferie delle ragioni delle differenze armoniche fommate, quali ragioni fono formate dalla fomma rifpetti,

va ragguagliata

all'

eftremo, eh'

il

diametro.

Pro-

1$

T R.4TT'JTTO DI
60.
30.
differenze armoniche

MUSICA.
20.
15.
5.

Progreffione armonica

12.
3. 2.

io
48.

30.

io.

3-

40-

4S.
48.
r

Sommate 40.

45.
*

50.

ma 40
45 o 48 50

a a
a

60 come 2 do, come 3 ^ 00 come 4 come 5 <5o


,

a
.

3. 4. J 5. 6.
I
.

'

a
a

dunque emiale m
,

alla

,,

iene lupenore accennata r

Dunque
tatto

riportando
fi

la

progfefTione armonica 1

diametro,

avr nelle cofde, e nelle futtefe

2 , 3 , 4 ec. in A B de* complementi in rag,

guaglio ad

AB
il

la

progreffione radicale de' quadrati

fuddetti

eftremi del

mezzo

coftante aritmetico
eh'

pco

feno protratto, e del rifpettivo

mezzo

ar-

monico,

Feno

Figura IV, feconda


Ragioni, in cui fi divifo il diametro

AB

quadrate-di A B 1800 dunque li quadrati di

dunque
'quadrati
al

li

quadrato

A31
j^

23B
1

AC 600

1200

di

BC

di

BC

1200

di di

AB

1800, come 2 a
,

A41
1

34B
1

diAD4So
diAE3c^o
di

i3$odiBD
i44odiBE
1500
di

diBDi3So
diBEi440
di

A B 1800

come

3 a 4.

ASI a4JB A61


a

AB
AB

1800

come4
come
5

a . a 6.

56B

AF

300

BF

BF

1500

1800

Dunque a ragguaglio gli eftremi 15 , 35 , lono quadrati infeparabili dalla ragion dupla mo a priori e far propofizione univerfale relativi alla proporzione geometrica difereta,

non fono numeri attratti, ma radicale, come principio pridimoftrata


a cui
fi
,

che

gli

eftremi

ridotta la

ragione

data nel diametro, e di cui

fi trova mezzo armonico il quadrato del fequadrato del feno protratto, fono tutti quadrati, e fono intrinfecamente nella prima corda, o fia diagonale AB, perch fono nelle corde , e futtefe de' complementi della medefima fatta diametro, e divifa nella prima data ragione Si creder poter opporre, che dalla fuddetta dimoftrazione fi prova bens il circolo uno di unit armonica , ma fi prova tale comparativamente al quadrato, e non per f* il che Infognava dimoftrare. Ma ci non fi dimoftrar mai in forza de' feni , perch anzi per il contrario li ferii del

no, mezzo aritmetico

il

circolo fono per f


il

mezzi geometrici

e fono proprj

del circolo

Dunque

circolo

per f geometrico.

La oppofizione una dimoftrazione, e pur nulla tiene . La mia propofizione fondata nella infeparabilit delle due figure , circolo, e quadrato. Quefto il mio datole provato: centro comune, linea comune, e
pun-

TR*ATT*ATO> DI
punti comuni nelle due figure".

MUSICA.
il

27
dal quadrato

Dunque

circolo feparato

e confederato da per f un falfo l'apporto- nella mia propofizione . Ci perch quello punto della ultima bafta, e avanza ai mio intento.

Ma

s in ragguaglio a cole importanza s in ragguaglio al preiente fiftema maggiori , fia intieramente confumato ' dimoftrazione Algebraica, che data la unit con un termine indefinito x r acci tra quelli due termini fia affegnato il mezzo podi bile , niun' altro mezzo dimoftrativamente affegnabile , f non il termine 2, come mezzo armonico tra il dato 1 , e il termine indefinito x Io non fo in
,,
..

quanti, e

quali

modi
1'
,

fi

coftrailca

la

d'mioftraz'one
.

da' Profeflori

di tal

lcienza, perch

Algebra

mi

ignota

So bens

per la
1'

mia fcienza,
aflegnarla,
s

che cos dev'

e fiere

perch egualmente
fleffo..

nella

mia
al

lcienza Aritmetica vi

la dimoftrazione, che prova lo


tato y

Stimo fuperfluo

perch diventarebbe neceffaria una nuova aggiunta


s

perch avendofi

dall'

Algebra

la

premetto breve tratficurezza. della propofizione, ci

bafta al

mio intento. Rimane a indagare


fi

in

qua!
Il

figura geometrica

per forza
s

e necefit

della ilia corruzione


fa

trovi tal rifultato- dimoftrativo in

fatto

modo, che
il

condizione, fine qua

non

rifultato patente

nella

coftruzione del

circolo. L' apertura di compatto la data unit. Il diametro

termine

2 dedotto dall' apertura di compatto per forza, e neceftit della coftruzione. Il termine indefinito la circonferenza dedotta per forza , e necefiit della coftruzione. Oh. quali,, e quante confeguenze da tal vifta,, s' vera! Ma come, e quando mai fi potr, dimoftrare altrimenti? Porle col dire che una linea, retta rivoltata, in f fletta coftruifee il circolo, e in tal cafo la coftruzione fatta dal diametro, e non dal femidiametro ,. eh' T apertura di compaffo? Ma io domander, che mi fi afiegnr il centro del
J;

diametro relativo alla circonferenza. Allora finita ogni diiputa,. perch F apertura. di compaffo - il raggio,, e il centro.. Forf. ( e con ragione ) perch dati li due termini 1,2, fia dimoftrativamente- inaffegnabile il terzo termine, come armonico, quale in tal cafo dovrebb' effer la circonferenza Ma quefto . imponibile . Perch, febben la quantit della circonferenza in ragguaglio al diametro non pofla venire affegnata ( e in tal rifpetto fi accorda indefinita); nondimeno chiaro, che potendofi approfti;

?.

mare alla di lei quantit per progreffione infinita di fempre. maggior approfnmazione. coL mezzo de' poligoni ifcritti ,, e circoferitti , fi trova il diametro alla, circonferenza, nella ragione di 7 a quafi 22 Egualmente
.

chiaro che dati quelli tre

come diametro,

22.

come

termini,, 3: 2 come apertura di compaffo, 7 circonferenza ( nulla importando, nei cal preferi2.

7
1.
:

22.

te,

il

di

pia di 22.

faranno

le

differenze

15- Ma
II
2,

gli

eft're-

"

2.
i

TRjTToTO- DI MUSICA.
i-

due termini differenziali 3, 2; 15, e mi 3:2, 22 fer dovrebbero nella ragione degli eftremi/ e non lo fono, n poffono effervi dimoftrativamente . Dunque dimoftrativamente imponibile , che it' circolo fia armonico, e fia il fuppofto termine indefinito. E pep il termine
foffero armonici,
li

indefinito affegnato dall'

Algebra
all'
..

s'

intende di quella quantit

confine

pu
,

protrarr]

infinito

non mai

di quella quantit.,,

che non ha che ha>

confine col pi

e col

meno

oppofizione dimoftrativa, intrinfecamente dedotta dalla mia pofzione; e pur nulla conclude, perch refta vera la mia propofizione , di-

La

moftrata in genere dalla unit della figura circolare/ in fpecie dalla comparazione del circolo al quadrato. Effendo egualmente indiffolubili le mie dimoftrazioni , e la dimoftrazione oppofta , la legittima confeguenza fi , cheli

termine indefinito *

fi

poffa

e debba

intendere in due diverf (enfi,,

nel fenfo

comune,
folo cafo
.

e nel
,

mio
fi

particolare.

Gi

fi

fa da'

Geometri non

effer

provino dimoftrativamente due propofizioni Pure io dico anticipatamente che qui non fi oppongono tra loro opporle altrimenti, e ci fi vedr a ftio luogo. Ma procediamo alla fifca precifoquello
il

in cui

ne

a cui

Sia

non vi - rifpofta un Cilindro fonoroy per efempio un timpano, o tamburo. Suppo.,

ne le due pelli tra loro unitone uno naturale dello finimento, e

nella percuffione

fi

fentono due fuoni

Clolfaut; un altro di confenfo,, ed al fuono naturale.. fubfefquiterzo Gfolreut grave,


fia

O
n^e
ih consenso

nat urale

Si fepari dal Cilindro

o
~

fia

timpano

la pelle

fuperiore
,.,,,.,,, 1,.,-^,.,,.,,

o
,
,;...,

inferio*

re, alla quale


ftia

fi

lafci

il

tela.
far
di

1" T

''

rr

piccolo cerchio r; ~ a r

a cui raccomandata

perche
<;,,-..,;

r'"""

uno

fuono

.,,_...,,,
il

,,..,,,
,

to, con cui

fuono naturale forma


/

la

ragione fefquialtera

fp\y

'

m h consenso

**-n
naturala

La /perienza dev' effer diligentemente iftituita . Le due pelli del Ci-. indro fiano unifone, eguali, e lifeie quanto meglio fi pu, acci il fuo-. no fia pi pronto all' effetto. li difeernitore de' due fuoni fia efperto per diftinguerli j e giudicarli. Per altro. 1' effetto comunemente noto nel tim-.
pa-

TR^TT^TO
pano, o
fia

DI MUSICA.
nella pelle

ip
Cilindro*
fefquiterza

Cilindro .;

non era noto


,

feparata dal

All' efame..

Data

la

ragion dupla

il

mezzo
.

aritmetico in

col termine maggiore della dupla


quialtera con lo

il mezzo armonico f N ReKo termine maggiore, 12, 8. 6. Dunque la

12. 9

6;

in

fef-

arit.

fefqui-

arm.

terza determina la dupla aritmetica, la fefquialtera determina la dupla armonica. Il Cilindro un quadrato, che fi rivolge in le fteflb. , e li due

fuoni del Cilindro fono tra loro in fefquiterza . La pelle feparata dal Ci" lindro circolare, e li due fuoni della pelle feparata fono tra loro in fefquialtera.

La

fefquiterza determina la dupla aritmetica

h^ fefquialtera
1'

de-

termina
la

la

dupla armonica, e nella ragion dupla

coftituito

efame per

prima propofizione . Dunque li due fuoni fefquiterzi del Cilindro lo determinano tficamente aritmetico , perch la forma del Cilindro un quadrato; li due fuoni della pelle feparata la determinano tficamente armonica, perch la fua forma un circolo. Dunque le due figure comparate quali fono in piano, tali fono in folido; quali dimoftrativamente , tali tficamente. Dunque ( per corollario ) il mono di confenfo nelle due fuddette figure altro non , f non il centro fifico rifpettivo della figura, qual centro a ragguaglio lo fteflb, che il mezzo ricettivo in piano. E per la natura aritmetica tanto intrinfeca al quadrato , la natura armonica tanto intrinfeca al circolo, quanto il loro centro rifpettivo. perch l potrebbe opporre, che il Cilindro non immediatamen-

Ma

quadrato , che fi rivolge in f fteiTo , a differenche immediatarnenre circolare ( e ci appunto bafta , e avanza al mio intento ) fia immediatamente il quadrato in piano E' dimoftrazione de' rudimenti primi geometrici, / che fatto centro in C defcrit- f , colf intervallo to il circolo CB; cos fatto centro in C, colf inte

un quadrato

ma un
,

za della pelle feparata

D
e

"

^ O

tervallo

CD

defcritto

il

circolo

DA

dal punto

O
E
,

della interfecazione condotta la perpendicolare in

far la retta

EO

al
il

lato del

ce fefquiterza; e per

quadrato
a 3
.

quadrato in radial. quadi

AC
il

drato di quiterzo
la

far

come 4
,

Ecco

centro

fef-

nel quadrato

dedotto intrinfecamente dal-

quadrato, eh' il fuo lato. Indr ne viene, eh" Cilindro dalle due figure quadrangolare, e circolare dipende intrinfecamente dalla linea E dedotta per circolo ; e per nel Cilindro il mono di confenfo pili grave del fuono naturale , perch il
unit coftitutiva
del

effendo comporlo

il

fuono di confenfo ha la fteffa relazione al fuono naturale, che ha il qua* drato di al quadrato di EO. Dallo ftelTo principio ne viene , che dato in piano il triangolo equilatero circoferitto al quadrato, e il circolo ifcritto al quadrato, fi trovi il

AC

trian-

"

30

TR^fTT\AT0 DI MUSIC**:.
al

triangolo equilatero

quadrato,
a

come

quafi

291
;
fi.

224:
il

ragione minore

della fefquiterza,. maggiore- della, fefquiquarta

trovi,

drato

come

quafi

della fefquiquarta..

venta un

Conoy
f

14:. ragione minore della rivolgendone in f lteffo il. triangolo equilatero dirivolgendone in f ftefb, il quadrato diventa un Cilindro
il,

circolo al qua-. fefquiterza ,. maggiore

Ma

rivolgendone in

fteffo. il

circolo diventa una. sfera*


in folido
,,

ed dimoftrato da
e in
fuperfice fono

Archimede,
tra loro

che.

Cono, Cilindro, Sfera,


fe(<qui altera,

continua. 5?, ^,4. Dunque del paflaggio delle, dette figure dal retto, al circolare le figure
in

proporzione

in forza

cambiano
,

natura di ragione, perch in retto la ragione, era' irrazionale, in circolare razionale.; e quella ragione, che. in retto era tra, la fefquiterza
e, fef-

determina alla fefquialtera Ma la fefquialtera . la ragione precifa,. che determina il fiftema: armonico. Dunque la natura, circolare . intrinfecamence- armonica Che la fefquialtera ita la predfa ragione, determinante il. fifteima armonico , lebben . cofa per f nota y
quiquarta
,,

in

circolare

fi

...

...

fi.

dimoftra in pi modi

..

Data, la dupla
1

1,2,

il

progreffo

per

formar

proporzione, tanto pu. elTer ad


1

e^

la proporzione, far

geometrica con
1

tinua; quanto ad 3 "


2..

la proporzione far, armonica..

Ma
2
,

ii-

pollo 3

dopo.

fi

forma, necefiariamente
determinatoil

la.

ragione- fefquialtera
..

tra

fefquialtera determina la

proporzione armonica
il

Ma

dunque la. 3 determinata, la pr-,


,..

porzione

fiftema

dunque
,,

ec.

Supporlo

fenomeno
1

del terzo foono


,

tficamente certo

che non

avendoli, terzo fuono dalla dupla


1

il.

primo

terzo, fuono prodotto, dalla,

fefquialtera

23,

ed

unifono, ad 2
fi

..

Dunque,

il

dice fifica del fiftema armonico,,

ha

in figura

eli

primo terzo fuono, ra-. unit, prima perch (


_

unifono),, e per principio, primo, dalla ragione


fefquialtera determinante, e cofituente
il

fefquialtera

Dunque

la.

fiftema armonico- nella produzio.

ne

terzo, fuono, come unit prima.. dimoftrazione Algebraica ( in fenfo tiretto Al g br ai co ) della unit col termine x, avente il termine 2 come, mezzo armonico,, ' certo,, che. tra quelli tre. termini 1 , 2, *,. non vi ,, n vi pu efir praporzio-ne,, perch da 2 a x. non. vi ,, n. vi pueffer ragione.. Dunque retta la ragion fubdupla 1 , 2 ,, indeterminata a proporzione. effendo dimoftra-.
del.

primo
la.

Data

Ma

2 mezzo- armonico, e il mezzo determinando gli efiremi alla propria natura,, far egualmente- certo, che- la data unit . determinata armonica dal dedotto termine 2.. Dunque reftando. efcl ufo il termine; indefinito te dal-, la proporzione , di cui ^ incapace, refta primo termine armonico 2, fecondo termine armonico 1 .. Ma una ragione, non determina proporzione, e l "da-.
t.o

ta.

TR^TTtATO DI MUSICA.

J*

12 ragione dimoftrtivamente armonica ; dunque per necemt dimoftrativa fi deve concretare il terzo termine armonico) che determini la detta ra gione a proporzione armonica, di cui la data ragione in potenza dimo"

Dunque il terzo termine far 3 , quale con la data unit forma Dunque la fefquialtera determinante ec. Dunque in foftanla fefquialtera za il mezzo 2 fi converte nella unit armonica-. La data unit fi converte
Arativa
.

in

armonico/ indi

la

progreffione armonica infinita determinata

da 3.
r

Tuttoci identicamente fuccede nella costruzione del circolo.


t, eh' T apertura di compaffo,
fi

La

data uni-

converte nel femidiametro


*

come 2.

Il
cir-

dedotto

reftando efclufa la mezzo 2 fi converte nel diametro come 1 conferenza come termine indefinito, e inclufa nel diametro la potenza

del-

EfTendo impiombile maggior precisione di quefta in ciafeun genere , tfico, 'e dimoftrativo, refta provata per fempre Ja propofizione , che il circolo fia intrinfecamente armonico. Qui l apre opportunamente il luogo di affegnar la cagione , per cui dalia dupla non fi ha, n fi pu aver terzo fuono ; e per cui il terzo fuono
la progreffione

armonica

all'

infinito.

debba trovarf in 2
definito

La

dupla dedotta dalla data

unit

e dal termine in.

x , indivifibile in feni affoluto , e univerfale Perch dimoftrandofi non effer capace 1 .v, di altra divifione che di 2, come mezzo armonico, reftano indivifibili in qualunque fenfo li tre termini 1 , 2 x. Dunque la dupla armonica, perch indivifibile, principio primo univerfale a priori E dunque tficamente imponbile, che dalla dupla fi
,
1

pofa aver terzo fuono

Perch
fi

il

terzo fuono radice tfica del fiftema

armonico,
principio

e f dalla

dupla
,

averle

terzo fuono

non farebbe
.

la

dupla

primo a

priori

ma

principio primo a pofleriori

chiaro nella

1, 2, te, che la dupla in tal modo dedotta ragione potenza armonica . Io mi prevalgo con qualche renitenza dei termini di principio a priori, di principio a pofleriori , di potenza, di atto ec. perch io che in quefti tempi qualunque termine Ariftotelico viene deriiuddetta pofizione
di

non mi far imputato a difetto che io di migliori , o di uguali nel affegnarmene Mondo ad mio prefente Difogno E* dunque imponibile in qualunque fenfo , che da
fo
;

ma Y

ufo di
il

quelle locuzioni

disfido tutto

dotto

ragione potenziale fi poflfa aver r atto tfico determinante , e concretante, eh' il terzo fuono ma fi dovr avere dalla ragione fefquialtera , eh' la determinante , e concretante il fiftema armonico . ^Dunque per
tal
1

neceflt fifica

dimorimi va deve cadere


1
1

il

terzo fuono

in 2

termine

medio congiungente

le

due ragioni

1.2,3.
Ella

32 Ella dir, che quella metafifica bella

TR^TT^TTO DI MUSIC*?.
,

buona

Io

le

rifponder,
filici

che a

tal

metafifica fon neceffari amente condotto da' miei


.

dati

infe-

parabili dalle dimoftrazioni

Quando

io
il

poffo tenermi in pregio di effer forf

non fia convinto di paraliogifmo , primo ( almeno in quelli tempi )

che fcuopra la metafifica delle fcienze di quantit, dedotta dalle cole finche in tal modo , che fa imponibile il fepararla . Seguo il vero , eh' e fon certo di averlo fin' ora feguito a nelle cofe, fin dove mi conduce

tutto rigore.

Cos far fino


fi

alla fine.

Da
dupla

quanto
fia

conclufo qui fopra ne viene per corollario, che la rainfeparabili


tra

gion tripla

ragion di fiftema,. Perch effendo


potenziale
,

loro la

come ragione

la

fefquialtera

come ragione
dal termine

attuale del
i

fiftema armonico, ed effendo

congiunte tra loro

2, che nel

terzo fuono la radice


tripla

tfica del

fiftema, bifogna concepirle neceffariamente

fomma. Ma quella la tripla- dunque la Per ragione di fiftema fi vuol dire, che nella ragion tripla inclufo il fondamento intiero dei fiftema armonico j non intiera del fiftema armonico. li vuol dire, che fia inclufa la eftenfione Perch fondamento intiero del fiftema , eftenfione intiera del fiftema fono due cofe diverfe, come fi vedr a fuo luogo. Il corollario chiaro, n ha bifogno di maggior fpiegazione. Da quefto corollario, e da quanto fi aggiunger, dipende la foluzione della difficolt oppofta all' affegnazione da me fatta della data unit al raggio, del dedotto mezzo armonico 2 al diametro, del termine indefinito a; alla circonferenza. Ripeto la oppofizione . Se la circonferenza armonica, le due differenze tra il raggio, diametro , e circonferenza, dovranno trovarli in ragione eguale alla ragione formata da due eftremi, raggio, e circonferenza. Ma non lo fono , n poffono effervi dimoftrativamente ( nulla oliando alla dimoftrazicne il non poterfi determinare la
in quella ragione, eh' la loro
ragione di fiftema.

circonferenza

Dunque

falfa

1'

adattazione fuddetta

concede, che in ragguaglio alla legge delle differenze, quali nella proporzione armonica devono trovarfi tra loro nella ragione degli efi

Gi

flremi
cipio

un prinha debito di efaminare, f quefto principio primo, dal quale fi deducono le leggi armoniche , fia foggetto a quella legge , che da elfo procede ; o pure le in f fteffo, e nella fua intrinfeca natura debba effer confederato in altro modo . Per tal efame , che per effer della ultima importanza fi deve iftituire a tutto rigore , neceflariio affimi er que' foli dati , che o di fatto, o dimoftrativamente fono fcuri. Sia il primo, che data la fubdupla non folamente Z , 2 , acci gli fia affegnato il terzo termine armonico ,
,

la fuddetta oppofizione di cui

indiffolubile

Ma

trattandoli di
fi

primo,

fino ad ora occulta la natura intrinfeca,

non pu quefto
qnarlo.

affegnarf

ma

anzi

fi

dimoftra
nota..

la

impoffibilit
il

di

aff-

La

dimoftrazjojie

comunemente

Sia

fecondo, che data


la

TRJtTVyfTO DI MUSICA.
la corruzione

33
infeparabile dalla
di fatfi-

del

crcolo per apertura di compaffo


il

coftruzione la ragion dupla tra


to. Sia
il

raggio, e

il

diametro. Quello
propof.

terzo, che dato

il

circolo ifcritto al quadrato, quelle due


(

gure hanno

comune

la

ragion dupla radicale

prima

in

BC

e-

gualmente femidiametro del circolo, e lato del quadrato; in C egualQuello mente corda dell' arco del quadrante, e diagonale del quadrato egualmente di fatto, ed dimoftrazione Le relative confeguenze fono Dunque 'nel primo dato la dupla ( e a ragguaglio le lue radici ) evidenti
. . .

ragione a priori in genere univerfaliffimo . Perch nulla oliando , che dato 1,3; dato 1, 4 ec in infinito, egualmente non fia afegnabile il
terzo termine armonico
,

la

forza dimoftrativa cade

fempre fopra

la

du,

come prima ragione della ferie moltiplice 1,2, 1,3, 1,4 ec. pla e come ragion femplice., e non comporta. 1, 3, ragione comporta daldupla, e fefquialtera , e cos in infinito. Se la dupla 1,2, foife capace del terzo termine armonico, lo farebbe egualmente tutta la ferie del genere moltiplice. Dunque la forza dimoftrativa Ita nella dupla. Dunque
la

in ogni fenfo, e in qualunque

modo
f il

ragione a priori

Nel fecondo
fua

terzo dato f

il

circolo ha intrinfeca la ragion dupla nella


il

coftruzio-

ne

tra

il

raggio, e

diametro;

finizione la ragion dupla radicale tra la diagonale


figure

quadrato ha intrinfeca nella fua co e il lato ; f le due ,


,

convengono

nella dupla in
la

prodotto
,

in radice

dunque devono
,

aver intrinfecamente

potenza dupla

relativa alla
.

ragione

in cui con-

vengono, e eh' intrinfeca alla loro coftruzione E quella potenza dupla altro non pu, n dev' effere, fenon la ragione producente le radici della dupla radicale BC, AC, propof. prima; e fi vuol dire le radici delle radici

duple.

Quando

ci

fi

dimoftri
,

in
fi

quel

modo

eh'

poffibile

poflbno esprimere in numero aritmetico comune, fenon per approffimazione , ma che bada , e avanza per dimoflrare la ragione ricercata ) far non folamette dimoflrato quanrifpetto alle quantit

irrazionali

che non

to qui

fi

propone,
le

ma

nello fteffo

tempo faranno dimoftrativamente con*


fi

te-

fermate tutte
ferenza
circa
(

antecedenti propoizioni del prefente

(tema.

Siano dunque in precifione i tre termini, raggio, diametro, e circonSiano efprefli in numero con le tre pofizioni , di Archimede, .
e
la

Mezio,
)

Ceulen y
j

di

circonferenza; di
la

Archimede 7 il raggio, 14 il diametro, 44 ( in Mezio 113 il raggio, 216 il diametro, 710


,

in

circa

circonferenza; di Ceulen
fatica

ifeanfare

la

maggior
il

riducendole

looooooooo
ca)
la

ragio,

circonferenza.

2000000000 il Da ciafeuna pofizione

prendendo dieci cifre fole per primi per 5 ) a' numeri diametro, 2831853C7 ( in cir(

fiano dedotte le differenze, e

fiano

fommate

tra loro.

Di

34

TR^TT^TO DI MUSICA.
7
14

Di Archimede
differenze

44
30 7 37 fomnta
delle differenze.

Di Mezio
differenze.

113 113

22<5

710

484

"3
597
Di Ceulen ioocoooooo
differenze.
1

fomma

delle differenze

2000000000 6283185307 000000000 4283185307


l>O00O0OCO

5283185307 fomma

delle difE,

Si domanda in qual ragione li trovi la fomma delle differenze al termine della circonferenza. Rifpondo, che 37, 44 di Archimede; 597, 710 di Mezio; 5283185307, 6283185307 di Ceulen fono tutte radici delle
radici duple
;

lo dimoftro
99 99

Radici duple r

70. 99. 140; perch

140 70.

9 g01

eccede 99 di 9800 in prodotto.

iono

9801.

9800.
'

'"

'

pi

efatte

408* 577. S16

perch
.

577 577

Sl6 408. eccede 577,

ma molto meno

di

99.

232929.

232928.
<j01

molto t pi
_

1 9 , 13860. 19601. 27720^ perche 19601


, >

'.'"

2 772 13860. eecede 19601,

ma

molto meno.

elatte

384199201.

384199200.

Affegnate

le

medie proporzionali
far

rifpettive tra

in

280 396 ,
,

333 medio proporzionale

...

70, 99

moltiplicati per

.333

396
,

in differenza di

280 333 110889. 110880.

in numeri primi

12320, 1232 1.
1

Tra 408, 577

far

medio proporzionale 485

in

circa, vi far la

differenza in prodotto di

77441 77440
far

e frazioni.

Tra

1380, 19601

medio

proporzionale

16482:

in

circa,

vi far la differenza in prodotto di

771788, 771789

e frazioni.

Dunque

in ragguaglio alla

prima pofizione

cos

280, 333, come 333,


39&

TR^TT^TO
%p6
fono radici della ragion dupla primi
in

DI MUSICA,
radicale

280, 396, quale

in

35 numeri

70. pp. In ragguaglio


1

alla

feconda pofizione cos


radici

408, 485:5
ragion
2

circa,

radicale

come 485:5 in 408, 577; e fono

circa,

577, fono
delle
2

della

dupla
alla

pi

efatte

prime.

In ragguaglio
.

terza pofizione cos

13860, 16482

ca, 1^601, fono radici della

come 16482 5 ragion dupla radicale 13860, ipoi


:

in circa,

in
;

cir-

e fodi

no molto pi

efatte.
i

Ma

comparati
,

due

termini

37

44

dedotti
radici

dalla

pofizione
fi

Archimede
comparati

alle

tre

pofizioni di radici

delle

duple

trova, che

280 44 12320

333 37 123 21

differenza.

comparati a

408 44 44880
13860

485 37 44881

differenza

comparati a

16482:5
37 76231
differenza.

44 7230
la ragione

va minorando a ragguaglio della maggior efatezza delle radici , alle quali vengono comparati Dunque nulla oftando alla dimoftrazione il non poterfi determinare la precifa quantit delle radici affegnate, due termini dedotti dalla pofizione di Archimede fono radici Omettendo la inudelle radici duple , o fia della ragion dupla radicale
differenziale
. i .

tile

fatica di

tutte le

comparazioni

fiano

comparati
proffimi
al

.dotti

dalla

pofizione di Ceulen
delle

ftrate radici

radici

( come pi duple 37, 44.

due vero

termini de)

alle

dimo-

Per
a

la differenza

1770285
.

rifulta
gli

6283185307 44 37^ 232460153508 23247785035^. ragione differenziale di 13230 la


5283185307.
fteffi.

13 131, e frazioni

Comparati
efatte
di

termini di Ceulen
2

alle

radici

delle radici duple pi


la

tutte a
la le

ragion differenziale di

16201

della

prima. Dunque dimoftrata primo armonico non cade fotto

13860, 16482: 5 in circa, rifulta Dunque minore 16202, e frazioni il principio Dunque mia propofizione
.

leggi

delle

differenze

armoniche

ma

ca-

36
cade fotto

TR*ATT\ATO DI MUSICA.
le leggi

della

potenza dupla

eh'

priori

eh'

quanto

fi

doveva dimoftrare
Indi ne viene per corollario,, eh' efpreffo
il

prefente flftema con la poil


,.

tenza dupla
vi-

con
la

1'

attuale fefquialtera determinante


il

fiftema

fi

tro-

per differenza

ragione, che vi tra

diametro

e l eirconfren-

za. Mi fpiego. Dupla potenza fono le dimoftrate radici 37, 44. Si aggiunga per terzo termine la fefquialtera. Saranno i tre termini 37, 44,

66.
ca
.

Ma
1

tra

37, 44 differenza
il

7'*

tra

dimoftrazione di Archimede

diametro

44, 66 7 la
, ,

differenza

22,

e per la
in
,

circonferenza 22
piti

cir-

Dunque
:

ec.

Sia la potenza dupla

con

radici
1

efatte

2&0

333,

400
di

..

Saranno
eh'

le

due differenze 53-,


efatta,
j

166:1. Comparate
fi

alla pofizione

Mezio,

pili

ferenziale completa

113, 355 37629, 37630. Dunque

trova la
ec.

minima ragione

dif-

perch fiano confumate per fempre tutte le difficolt-,, che poffono come intrinfecamente, e per f armonico , torno alla prima opposizione, e la ripeto. Il circolo non , n pu effer intrinfecamente, e per f armonico. Perch i feni, che fono veramente ,, e unnicamente proprj del circolo fono tutti mediet geometriche , o fia linee
opporfi al circolo.,

Ma

medie proporzionali Dunque il circolo intrinfecamente e per f geometrico, e non armonico.. Si fciolta quefta obiezione rifpondendo , cheli circolo feparato dal quadrato un fall fuppofio rifpetto alla mia pr? pofizione, che fuppone la infeparabilit delle due figure. Ma qui fi vuoi feiogliere pi precifamente , e da tal foluzione fi vedr qual , e quanta riferva alle volte fi debba avere nel preftar F affenfo alle fteffe dimoftra zioni. Perch certamente la oppofizione fuddetta una dimofirazione e pure per rifolverla intieramente io dico, che il circolo fi dimoftra intrinfecamente e per f armonico appunto per quefto, perch i feni veramente , e unicamente proprj dei circolo fono geometrici / coficch f tali non foffero , il circolo non farebbe , n potrebbe mai effer armonico di pro..
,,,

pria intrinfca natura.


feni,
tali.

La
tali,

foftanza della foluzione

non

confifte
,.

dunque

ne'

come dimoftrativamente geometrici, ma


Dico, che fono
il
.

nella ragione

per cui fono*

perch
di-

il

tura aritmetico,

circolo

propria intrinfca

quadrato di propria intrinfca na* natura armonico . Lo de-

molir

Date
plicate

le

proporzioni geometriche diferete di


,

prima femplicit
,

il

loro-

centro formato dalle due mediet


tra

armonica

e aritmetica

quali molti-

producono quanto gli eftremi moltiplicati tra loro. E per confiderato nelle due mediet fuddette il loro centro , come infepa* rabile, e congiunto, ha forza di centro geometrico e in tal rifpetto la proporzione geometrica continua. Confiderato come feparabile , e diviIo , centro di proporzione geometrica difereta * e in quello fecondo feri-.
loro,

fo

s'

intendono comunemente

le

proporzioni fuddette

s'

intendono

otti-,

ma-

TR*4TT*fT0 DI MUSIC**.

37

inamente. Ci premetto, fi dimoftrato nella feconda proporzione , che dato nel circolo per il diametro razionalmente divifo qualunque feno, indi protratto il feno al lato del quadrato circonfcritto, il quadrato dedotto dal feno mezzo armonico, il quadrato dedotto dal feno protratto mez* zo arkmetico della ragione, in cui fi divifo il diametro, ridotta la ragione a proporzione geometrica difereta. Ora fi vuol vedere qual fia intrinfecamente a priori
la

natura del feno, e per qual ragione diventi mezal

zo geometrico in rifpetto

diametro divifo. Sia per.

Propofi^jone quarta

Figura IV. prima.

D
di

Ivifo

armonicamente
ec.
,

il

diametro
e
protratti

AM
tutti

in

ec.

dedotti I

feni 3
fcritto

da

C, 4 D, 5 E C in G, da

al

lato del
,

quadrato

circoi

D
,

in

H,

da
1

E B

in I ec.

dico, eh' ettendo


di

fe-

ni protratti

eguali al femidiametro 2

apertura

compatto,

il
(

circolo
e

fua natura intrinfeca

e in forza della fu a figura

nuli' altro fa

nuli'

pu fare dimoftrativamente ) fenon ittrarre al femidiametro, quella tal porzione di linea, quale fottratta che fia, refli 1' avanzo, cio il feno , in radice di mezzo armonico rifpettiva allo fletto femidiametro , come radice di mezzo aritmetico , relativi alle proporzioni geometriche diferete del genere moltiplice 1 , 2 1 , 3 j 1 , 4 ee.
altro
ai

feno protratto, cio

in infinito.

Di 1, 2, proporzione geometrica monico, 5? mezzo aritmetico.

difereta

6y

S-

p, 12; 8 mezzo
<5 ;

-ar-

Di

1, 3, proporzione geometrica difereta

2, 3, 4,

3 mezzo

ar

monico, 4 mezzo aritmetico.


zo armonico

Di 1,4, proporzione geometrica difereta io, 16 25 mezzo aritmetico ec,


,

25, 40; 16 mez


1

Ma
feno.

dato

il

quadrato di 3
in

femidiametro p
fi

di

Dunque

forza del circolo

fottratta dal
1

3 C 8 , ed il femidiametro la por-

zione di linea
radice di

CG,

per la cui fotti-azione 3


della

G
1

feno del circolo retta in


1

8.

Ma

8 mezzo armonico

dupla, e
r 1
,

il

feno 3

di-

vide

il

diametro

AM

nella ragion
e in

dupla

A3

Dunque

il

circolo di fua intrinfeca natura,

forza della fua figura riduce in g

nere la natura aritmetica , alla natura armonica e in ifpecie nuli' altro ; fe, fenon fottrarre al. femidiametro , o fia apertura di compatto quella tal

38
porzione di linea
radice di
,

TR^TT*4T0 PI MUSICA.
quale fottratta
,

retti

il

feno

proprio del circola


,

in

mezzo armonico
.
,

rifpettiva al femidiaraetro

come
,

radice di

mez-

zo aritmetico
altri

Evitando come
altri
,

cofa difutile

il

dimoftrare

lo fletto negli

feni

e lo fletto negli

generi di proporzione

fuperparticolare

fuperparziente ec.
fteffo.-

dico,, che in genere

ballando alla univerfaliffima

nalmente divifo; quantunque fiiflifta metro fotte divifo irrazionalmente. Suflifte, e fuffifter in eterno, con la fola differenza , che non potr venire efpretta co' numeri razionali , perch fi ridurr alle radici delle radici, il che chiaro, n ha bifogno di prova. Dunque f da' Geometri fi definifee il circolo un riluttato d' infiniti

generaliflimo fi trover Tempre lo dimofirazione, che il diametro fia raziola dimofirazione anche nel cafo eh' efl- dia-

Poligoni , perch per poligoni ite-ritti , e circoferitti fi va fempre pi approfmando alla circonferenza in progreffione infinita, con ragione, e fondamento molto maggiore io defini feo il circolo un riluttato d' infiniti mezzi armonici , perch la fua coftruzione df neceflit dimoftrativa riduce ii iemidiametro, o fia apertura di compatto con la filtrazione della differenza , che vi tra il feno , e feno protratto , a una ferie infinita di

mia definizione ficuro, quanto fondamento de' Geometri, perch non fi data ancora ( n fi dar mai ) la dimofirazione , che di fatto i poligoni fi riilvano nel circolo Vi far in infinito la differenza delta unit, che non fi potr mai confumare qual differenza corrifponde ( a
mezzi armonici.
Il

fondamento

della

la

data dimofirazione.

Non

ficuro

il

ragguaglio

di

principi primi

alla

differenza della unit, che vi tra

il

mezzo armonico,

e l'aritmetico in infinito.

congiunti tra loro in

Se poi quelli due mezzi, armonico, e aritmetico fiano intrinfecamente un foto termine, chiaro, che quefio termine far mezzo geometrico, perch avr congiunta in f fletto la propriet, e natura, che avevano rifpettivaraente tra loro i due mezzi feparati y e la propriet, che per efempio ha la quadrupla geometrica difereta io, 16 , 25, 40, ne' due mezzi 16 armonico, 25 aritmetico, quali moltiplicati tra loro, producono quanto gli efiremi moltiplicati tra loro, avr la quadrupla geometrica continua io, 20, 40, nel foto termine 20 , mezzo geometrico tanto degli efiremi 10, 40, quanto de' mezzi 16, 25. Cosi fuccede identicamente ne' feni rifpetto a' principi primi delle- cofe. Si ha
ne* feni congiunta la propriet, e natura de* due mezzi armonico, e aritmetico. La propriet e natura del mezzo aritmetico fia nel punto dove comincia il feno, eh' la linea retta comune al quadrato e al circolo,, gi

dimoftrta altrove per aritmetica in priorit


natura del

di

natura
finifee

E
il

la

propriet e
,

mezzo armonico
fi

fia

nel punto

dove
,

feno
il

eh' la

linea circolare. Rifpetto alia linea circolare

che

determina
alla

punto

ar-

monico
snune

del feno,
1

qui fopra dimofirato. Rifpetto


il

linea

retta co-

2 apertura cU compatto, che determina


'

punto aritmetico- dello


ftef-

'

TR^fTT^fTO DI MUSICA.
leffo feno,
fi

39
9

dimoftra con

moka
1

facilit

Nella quarta figura

eh'

li

prima delle due,


in

fi

trafporti

NB

linea

eguale
1

ma non comune;

2 apertura di compatto, e linea comune che vuol dire, fi dividano i due


1

termini in
alla fteffa

fuppone il vidente dei principio aritmetico della fua deduzione . foffero in tal fenfo geometrici , cio includenti in le
natura del

2 , e fi torna per forza che fono congiunti in 2, Il feno , che per la fua deduzione dimoftrazione data qui fopra diametro divifo in parti eguali, e per aritmetiche, prova e.

NB,

Dunque
fleil

le

leni

non

la

propriet, e
,

e la mezzo aritmetico determinata dalla linea retta comune circolalinea dalla propriet, e natura del mezzo armonico determinata il circolo non farebbe n potrebbe mai efler armonico di propria inre
, ,

trinfeca natura;

eh'
fi

quanto
fatto

fi

doveva dimoftrare.
,

Ella Sig. Conte


la

maraviglier

che io mi
fi

fia

data

la

pena

di

provar

mia propofizione

in s

modo, che
,

redi

non folamente convin-

to,

ma

oppreflb dal pefo delle ragioni

fondamento principale del mio filtema


pofizione per f
,

fi

Oltre che quella propofizione il degni di credermi , che la pro-

dal fiftema muficale di tal, e e indipendentemente che fon ficuro non effervi la eguale in tutte le note u inane feienze. Anzi lppia , che qui ho detto il meno di quanto fi pu

tanta importanza

dire.*

il pi appartiene ad altra feienza . Intanto refta conclul, che il circolo fia intrinfecamente armonico; e che la fua dimoftrativa coftruzione dipenda dalla ferie infinita delle preporzioni geometriche diferete , il di cui mezzo aritmetico fia efpreffo dal

k-no protratto al lato del quadrato circoferitto ( e quefto feno protratto fempre il femidiametro, o fia raggio), dal qual feno in forza della linea circolare fia fttratta quella tal porzione di linea retta , per cui la linea, che rimane ( ed fempre il feno del circolo ) fia nel fuo quadrato al quadrato dello fteffo feno protratto , come il mezzo armonico al mezzo aritmetico della ragione { ridotta fempre a proporzione geometrica difcreta ), in cui lo fteffo feno protratto ha divifo il diametro. Dico di pi, che f forf poflibile fenza 1' ajuto dei circolo ifcritto 1' affegnazione della linea radicale producente nel fuo quadrato la ragione del mezzo armonico rifpettivo al mezzo aritmetico , di cui linea radicale il feno protratto, farebbe dimoflrativamcnte poffibile la coftruzione del circolo in forza
fola di
tal

linea; e dato

per efempio
rette

figura

V
,

il

quadrato
a

AB CD
,

infinitamente

pieno

di

linee

in

piano

paralelle

CB

finita*

per lo efempio; da ciaicuna dedotto il mezzo armonico rifpettivo farebbe formata la linea circolare del quadrante il che gi dimoftrato. ci non effendo poffibile, fenon appunto in forza della linea circolare, refta in confeguenza dimoftrata per fempre la
ivi affegnate

mente

BAC,

Ma

linea circolare, o fia circonferenza

un

riiultato d' infiniti

mezzi armonici
in ra*

4o
in radice.
.

T R ATTUATO DI
il

MUSICA,
2
,

armonico, perch tale in radix deve adattarli alla figura , circolare in forza della fua natura , e corruzione e che il termine indefinito x fia la circonferenza, quale col termine 2 forma una ragione indefinita. Quella ragione in foftanza una ragione armonica trafcendente comporta dalla tripla, come ragione fondamentale del fiftema armonico, e da due centri rifpettivi delle due ragioni formanti la tripla , cio dupla , e fefquialtera . Sommati quelli due centri formano quella ragione incircolo intriniecamente

ce

Dunque Dunque vera

la

proporzione

che

cognita nel fuo principio, inaffegnabile nella fua quantit


oltre
di
la

precifa, di

cui

ragion tripla
quafi.

la

circonferenza eccede

il

diametro

cio la ragione

21

21. Di 335? a quafi 355 di


triplo 330 ec. no ftimo ben
fatto darle

Archimede rifpetto a 7 diametro , di cui triplo Mezio rifpetto a 113 diametro , di cui Se ben ci non appartiene all' intento prefente, nondimedi

22

una idea
i

forza ella fappia per fcienza

concreta di tal principio , in di cui primi componenti della fuddetta ragione


della
e

e fappia per fcienza la cagione immediata

impoflbilit
intereffante
,

della qua-

dratura del circolo.


l

La

cofa affatto
piti
.

nuova,

e per

non

deve quanto
Si

tralafciare
fin'

molto

perch diventa

una prova univerfale di


la

ora

fi

dimoftrato

{labilit

in

quello Capitolo ragion potenziale

dupla, ragion
ragion

at-

tuale la fefquialtera dell'

armonico fiftema

Indi la

tripla

fonda-

mentale , come fon-ima della dupla, e fefquialtera. ragguaglio affegnati due centri rifpettivi, potenziale della dupla, attuale della lefquialtera, dico che la loro lmma former quella ragione incognita , di cui oltre la tripla la circonferenza eccede il diametro Chiamo centro potenziale della dupla quella tal ragione di quantit irrazionale, che in forza delle proporzioni geometriche calerete ( dimoflrate principio primo , e comune del circolo , e del quadrato ) dedotta dal centro delle radici duple ridotte a proporzione geometrica diicretaj e fono 5,7, gi dimoftrate in quello Capitolo. Ridotte a proporzione geometrica diicreta fono 30, 35, 3, 37, 42, Si prenda la ragione formata da due mezzi 36 aritmetico, 37. contrarmonico, e di quefta ragione fi affegni il mezzo aritmetico. Duplicati 3, 37 in 72, 74, far 73 il mezzo aritmetico affegnato . Di quei due 72 , lli tre termini fi prendano 73 , e fecondo la fcienza del premerlo trattato fi afiegnino le radici della ragione formata da due termini
.

72, 73. Saranno 289, 2pi

perch moltiplicati in

feftefT

28p 289

Zpi ^pi,

83521

8481

83521
e comparati
i

due prodotti

alla ragione

73

84681 72

Ma

z$p mez-

69733 6o973 a
20

TRJCTT*$TQ DI -MUSlCJt:
zo
aritmetico tra

41

200
288,
e

200,

-quali moltiplicati tra loro

producono 288.

83520
Egualmente api mezzo aritmetico
2572
tra

200,

202,

quali moltiplicati tra

loro producono

290;

8352, 8468

fono eguali alla ragione

72, 73,

perch

84680 848 8352 72 73 ,

Dunque

ec,

La

ragione formata da due termini

609696
radicali

609696
201
,

285?,
della

io

chiamo centro potenziale dedotto


-

dal

centro delle
della

dupla , ragione potenziale del Sifema y e dal modo fua deduzione fono dimoftrativamente convinto , che cosi lo devo
radici

chia*

mare, perch'

formato dalle radici delle radici

di

35, 37=
ragione
di

Chiamo

centro attuale della fefquialtera quella tal


fefquialtera

quantit

razionale, eh' dedotta dal centro della

ridotta a proporzio-

ne geometrica difereta in 20, 24, 25, 26 ; 30. Li due mezzi , aritmefuddetta ratico 25, contrarmonico 26 formano il centro attuale della gione Quelli due centri devono defumerfi da' mezzi contrarmonici relativi,, perch fi veduto, e di inoltrato, che la quantit della circonferenza trafcendentale Dunque il ragguaglio dev' effer di natura di quantit contrarmonica, che corrifponde alla quantit negativa dell' Algebra,
.

..

e per propria intrinfeca natura trafeende


relativo alla ragion dupla in potenza
terabile, e incompleto, perch'
,

la

unit

aritmetica

la

Il

centro

al-

perch

cos

ragione

non

fi

poflbno efprimere co
Il

'1

comporto da due termini irrazionali, che numero aritmetico f non per approfTma*

zione.

centro relativo alla ragion fefquialtera in atto, perch cosi


E' inalterabile, e
,

la ragione.

completo, perch'
dico-,

comporto da due termila

ni razionali

e completi

Tutto ci neceffariamente premeffo


centri former

che

fomma
fin'
il

di

quefti

due
retti

per approffimazione quella

tal

ragione

ora

incognita,
del pril

di cui oltre la ragion tripla la circonferenza eccede


|

diametro; e
irrazionali

fkando fecondo

il

metodo

del trattato

due termini
,

mo

centro

per fempre
la

maggior
i

approffimazione

la

ragione fuddetta
infinita
.

apprerffimer fempre pi alla vera quantit per progreflone


|

Si

prendano per

prova
in

proflmi al vero

pochi

due termini di Mezio 113, 355 , come pi. Triplicato 113 in 339 , far 339, numeri
.

':

355
de
il

la

ragione

dell' eccetto,

di

cui oltre la tripla

la

circonferenza ecce-

diametro. Si fommino i due centri: della dupla 280, 201. r

della fefquialtera

25
722.5

26.

fl

com P arl

la

ra lone rlfultata

7 a2 5>

7566.
F

75 66

>

42
7S66,
retta la
alla

TR^TT^TO
ragione di

DI MUSICA.
7225
7S 66

Mezio 339, 355


a cui

minima
il

differenza

razionale della unit in

339 2564875, 2564874,


289, eccede
il

355

di cui

termine

7225,
la

fommata

la

radice

ter-

mine
le

di

Mezio 355
comune
,

indicante la circonferenza.
fcienza del
trattato
;
,

Ma
e

la

differenza raziona-

della unit fecondo

indicazione
1'

dimoftrativa
fi

del

principio

delle ragioni

comparate
radice

termine 7225

a cui

fommata

la

289

trova nei quale per intrinfeca poecceflb


di

fizione crefce a ragguaglio del

termine

relativo 25? 1

quanto

crefce

ragguaglio la ragione 288, 290, dalla ragione 290, 292. Dunque vera la pofizione, e la dimoftrazione de' due centri fommati , come indicanti
la fuddetta ragione
.

339, 355*

primi terSi riducano a proporzione geometrica difcreta i due Pi mini 72, 73, da' quali fi dedotto il primo centro. Affegnato il mezzo aritmetico tra 72, 73, duplicati in 144, 146, far 145. Indi la proI

44^\7 I 45

porzione geometrica difcreta

145

/\ 146

20880
Si

affegni

il

mezzo

aritmetico
tutti
li

tra

21024. mez. arm. 21 170. 21025. mez. aritm. due mezzi , armonico 21024, arit-

metico 21025. duplicati

termini far la pofizione.

42048 mezzo armonico 42049 mezzo affegnato 42340. 42050 mezzo aritmetico Li due termini 41760 , 42049 , faranno radici della ragione 72 73 molto Alla ragione 41760, pi eftte di quello fiano 289 291 42049 Sommata la ragione, 26 25
41 760.
,

e alla ragione rifultata

1044000
355

comparata

la ragione di

Mezio

1093274 33P

per la differenza

114:370620000.

114:370619886

rifulta la

minima ragione differenziale


della

Dunque minore

3.251051: 114 3251052: 114 prima differenza 2564875, 2564874. Dunque vero ec.

La mia
tralafcio di

propofizione

non effendo

diretta
s
;

alla

quadratura
alle

del circolo,

maggiormente avvanzarla

in rifpetto
s

diverfe: relazioni

e fignificazioni della ragione

72

73

in

rifpetto alla
le

maggior

efattezr-

za della fua pofizione, e delle fue radici. Solamente


che
la

faccio offervare,

fomma

de'

due termini della fuddetta

ragione

73,

vuoi di

145
re

t r<att<atq di music**.
re
il

mezzo contrarmonico

della

ragione

u,

43
a proporzione

13,

ridotta

.143. mezzo arra, 132. 144. mezzo aritm. jl$6. E le faccio offer145. mezzo contrar. vare, che li due termini fuddetti 11, 13, fono le radici delle radici duQuella ofTervazione fa conofcere ad evidenza la verit del ple 5 , 7 principio primo nella potenza dupla, e la necefTit di ridurre il calcolo al mezzo contrarmonico Dopo tuttoci fi pu ancor dubitare f la ragion tripla fia talmente injtrinfeca al circolo, che fia imponibile il fepararla dalla di lui dimostrata natura, e formazione. Ma la cofa troppo chiara nella proporzione geometrica difcreta della tripla ; 2 , 3,4, 6 . Si dimoftfato , che il dia* metro aritmetico per natura, la circonferenza armonica per natura. Si dimoftrato, che il centro aritmetico della ragion dupla la fefquiterza, ed evidente che il centro della tripla afiegnata formato dall' avanzo di
geometrica difcreta in
.

due duple, 2 3 4 6 in ragion fefquiterza


aritmetico, appartiene
,

Dunque

il

centro

come

diametro e ci, che appartiene alla circonferenaltro non pu , n dev' eiTer a tutto rigor matematico za , come armonica f non la fomma della tripla armonica.* eiclufo qualunque altro mezzo, che non fia armonico. Ma dato il mezzo aritmetico del centro fefquiterzo 3,
ai

4,
<5,
ti
,

Data
11
.

3, 2,

la fomma de' tre termini condimenti la tripla armonica Dunque indipendentemente da' poligoni ifcritti e circofcritdeli'

e folamente in forza de' principi


fi

fcienza aritmetica

fa

che neceffariamente
: :

armonico l (tema e della legittima il diametro alla circonferenza

deve trova rfi in ragguaglio di 3 a a 1 1 in numeri intieri di 7 a 22. Ecco dunque ad evidenza la infeparabilit della ragion tripla dal circolo Se qualche ofcurit vi rimane rifpetto alla ragion fefquiterza, che forma il centro, ancor quella fi rifchiara facilmente con geometrica dimoftrazione, in di cui forza non folo fi rileva la verit del centro fuddetto, ma fi vede di pi la necefTit del calcolo contrarmonico. raggio C A li deL' apertura di compaffo o fia termini a 4p, eh' il quadrato di 7 , ed il mezzo aritmetico della fefquiterza geometrica difcreta mezzi
,

4. ~ 49.

#'

arm aritm.

s. J

50. contram. Relativamente a D

eguale a O.
in

CA

fi

mezzo contrarmomeo so
ragion fefquiterza
in

aggiunga DO <j
fi

il

E F,

da cui

deduca

la

OF,

come 37:2. Dico, ck

44
condotto
x
il

fR^TT^TO
feno da

DI MVSICof^

e condotta da x in B l corda fiit> diametro, e la futtefa x B fi avr la ragione di 14 a 11, cio del quadrato circofqritto al circolo ifcritto . Ommetto il calcolo, perch facile, e chiaro,, e dico. Dunque la ragione fuddetta fi ha dal centro aritmetico fefquiterzo, e dalla ragion fefquiterza riportata al mezzo contrarmonico relativo. Dunque doppia prova e della verit dei

per x in

M,

tefa

B,

tra

AB

centro fefquiterzo
la natura di

e della trafcendenza della tripla nel circolo rifpetto ali

quantit contrarmonica

Le
mezzi

dir
in

di-

2,3,4,
a
3

pi, che data la tripla geometrica difcreta con tutti li tre ^ > e ridotti li cinque termini a fomma nel rao* S

4
5

'.
li

do feguente

4
7

7
radici

"

<5,

ella

trover, che

due termini 5, 7, fono


e

le

r
11
,

della dupla: p-,

le

radici

della fefquialtera;

7, p, una meil
.

dia ragione aritmetica tra le due eftreme ragioni. Si riduca

a maggior approffimazione di radice dupla rifpetto al termine 5

termine 7 Moltipli14:

14
eati
tutti
li

quattro

termini

per 14,. faranno

70
Aggiunta
,.
-

14 7 08

14 p 126

ir,

154
le.

la

unit a
.

p8 dedotto da 7
.

far

pp

quale con

70 former

70,

radici duple

molto pi

efatte di 5

,7. Perch 70 dupla 4900

99 gg p8oi

in differenza di

!..

Ella trover tra pp-, X2e>, eh' il centro degli eftremi , la ragione dr< li a 14, cio del circolo ifcritto al quadrato circoferitto. Ecco in quaL

modo
-

la ragione del circolo al quadrato l contiene nella tripla. Dalla pofizione fuddetta ne viene , che prendendo la ragione fefquiter* aa con la ragione fopraffegnata 7, p, o fia fuper 2 parz. 7,. e riducen. do quelle due ragioni a proporzione geometrica difcreta

mezzi

42
di

con

li

3, 4 in mezzi aritmetici dedotti


:

48 arm; 40 aritm. 5^ 50 contrai*.


dalli

mezzi 63 arm.
.

f
7
,

4
6$

aritm.
contrai*.
,

72

di

in

due mezzi

rifpettivi

armonico,

a--

ritmetico della fefquiterza aritmetico, contrarmonico della fuper 2 parz. fi formi la predi a pofizione di Mezio di 22c> quadrato ifcritto a 355 7,
circolo circoferitto

non per poligoni, ma con mezzi dedotti. Ecco il modo, e il fatto*.


Duplicati tutti
li
.

la

fempike

fomma

de' due-.

termini in
,

Somma,
126

p6
84 .

P8
100.

*7 adotto

IIZ

dedoo

xl

07

Somma, 226 1Z9


a
35,5,

22^

Ecco

TRjfTTsATO DI MUSICA.
Ecco
fpiegata la natura
,

45'

contrarmonica

in

129 dedotta da due

mezzi;

e contrarmonico rifpetto alla ragione 7 , p; e confermato il centro fefquiterzo in pj rifpetto alla fefquiterza, perch 07 termine dimoftrativamente indicante il mezzo geometrico della fefquiterza 84, 112. aritmetico

Le
5<5,

dir finalmente, che dato

il

di proporzione rifpetto alla

fefquiterza

termine 56, eh' 42, 5 e, e alla

il

fuper 2 parz.

mezzo comune 7,

dedotta dal medefmo la tripla geometrica difereta in 5<5, 84,: e ridtto a proporzione geometrica difereta il centro fefquii<58/ 112,

72;

terzo

84, 112, con

tutti

li

tre

mezzi come fopra,


li

cio

84:
Ceulen

578.

112^

100
io le far nafeere fotto gli occhi

numeri

precifi

di

per diametro

il

mezzo contrarmonico 100,


armonica con
la

e per

circonferenza

ma

della tripla altro

lia

operazione di

aggiunger

afTumendo la lemal termine

termine in ragione di 50 a 51, e di riportare la tripla armonica al termine aggiunto. La ragione aggiunta di 50 a 51 necef* faria di neceflit di principio, ed relativa alla prima dimoftrata posizione della ragione 25 26 , dedotta dalla fefquialtera , e fommata alle radici 28*?, zpi ec. Affumendofi per diametro il mezzo contrarmonico
,
,.

56 un

100,

a giufto

ragguaglio forza di riportare la tripla armonica


eh'

al

cen--

dal 25, 20, in mezzo contrarmonico della fefquialtera ragiofuddetta mezzo aritmetico della il o fia far centro, 51 50, 52, ne, qual mezzo co'l termine 50 forma la ragione fopracennata di 50, 51 . Voglio dire in foftanza , che come prendendoli per diametro il mezzo aritmetico 98 e per circonferenza la fomma della tripla armonica 56, 84, 168 eh' 308, fi ha la ragione dedotta da Archimede di 7 a 22*, cos prendendofi per diametro il mezzo contrarmonico 100, e per circonferenza la fomma della tripla armonica, riportata nel primo termine all' affegnata ragione di 50, 51, che nafee neceffariamente da principj del
tro della ragione

formata
.

mezzo aritmetico, e Dunque duplicando 25 26 ,


dal
,

prefente fftema

fi

avr la ragione dedotta da Ceulen di

0000000. ec

314.15926

ec.

Per comodo del calcolo fiano accredititi di tre zero li tre termini delarmonica $6, 84, 16%. Saranno 5000, 84000, 18000. Dai primo termine 5000 fi deduca il fecondo in ragione di 50 a 51. Sar 57120, da cui fi deduca la tripla armonica: in 57120, 85680, 171360. Sommati li tre termini, far la fomma 31^160* Ma le prime lei cifre di Geulen fono 314159^ dunque fin qui in differenza della unit nella ultima cifra. Gra ella fappia , che il termine affluito 51 effendo incom~ pleto, e dovendoli ridurre li tre termini 50, 51 , 52, a proporzione geola tripla

metrica difereta per affumere fecondo la natura renza non pi il mezzo aritmetico, ma bens

armonica
il

della

circonfe-

mezzo armonico

dedot-

to dal centro della proporzione fuddetta,, ridotto a proporzione geometri-

4<$

TR<ATT\4TQ DI MUSICA.
fi

ca difcreta/ quando ci
fi

faccia in progreffione
relativi
,

infinita, e a ragguaglio*

riporti la tripla

armonica a termini
unit
tra le
fi

non

folo

non

fi

trova pi
principe
*.

la differenza della
affatto diverfi
,

cifre

qui

fopra rifultate

da due

vanno identificando in progreffione infinita La operazione lunga, e tediofa, ed io ho avuto la pazienza di efeguir h fino a cifre 8. Il rifukato $jii<?&66, 85679700 > J 7^3S9S98.
le cifre

ma

$7119866 85679799 *7 l 35959 s


Diametro

100000000
si

m ma 3 '4^3 ^ Ceulen 314150205


.

ec .

Dopo
deffi

prove

fatte

ella

non

crederle

mai

Sig.

Conte, che

io

preten
del cir-

in forza del

mio

fiflema di andar incontro alla

quadratura

il contrario, ed di dimoftrare la impoffibilit delquadratura del circolo in forza appunto del mio fifiema La radice della impoffibilit nel punto B della quarta figura , come punto comune

colo. Pretendo bens


la

della retta

e della curva

BGD

Si di inoltrato in
1 z

quefta figu~
dedotti

ra,che
feni

11 C
,

divifo

armonicamente

il

diametro
li

AM

in

ec.

e dedotti

feni

protratti

11 G
,

2, 3,

ec.

li

ec.

il

circo,

lo per propria natura nuli' altro fa f

non

fottrarre al feno protratto

eh'

femidiametro, quella tal porzione di linea, la quale fottratta che fa , refli 1' avanzo, eh' il feno, in radice di mezzo armonico rifpettiva al lemidiametro come radice di mezzo aritmetico , relativi alla ferie infinita

il

delle proporzioni

geometriche diferete dedotte dal


in

genere moltiplice

1,3"
come 8

,4,
il

ec.

infinito
1

Per

fi

trova
quello

il

quadrato del

feno 3

quadrato di 3

come o

mezzo armonico
1
1

quello

mezzo
cui
fi

aritmetico della
divifo
1
il

dupla 6 , 12, eguale alla dupla 3,3 M, in diametro ec-. Ora certo, che la ferie fuddetta comin-

eia in

riportando la divifione
di

2 1, di
,

111
B 2,
che divide
il

diametro

AM
.

11
A
A
,

in

e in 2
,

M
,

Dunque
rifukato

al.

numero
2

della

ferie

moltiplice

far

il

di

Dunque

11
la

forma

/ uni1

tadi eguali

ma

divene

coin diverfo

2 da 2

e quefto da
1

2
.1

M
3
fo-

E' certo

che

udii'

applicazione della ferie fuddetta al diametro

TR^TT^TO
1

DI MUSIC**.
1
1

47
li

fono
i:ivi

gli

eftremi della ragione

; 1

e 3
t

fono

mezzi

rifpec-

armonico, aritmetico. Cos


1

4,

fono

gli

eftremi della ragio

ne

fono

li

mezzi
,

rifpettivi

armonico

11
,

aritmtico ec,

Dunque

in forza della fteffa ferie


z

che comincia in 2

e in 2

M
.

co

me

eftremi, certo, che in 2


,

B
,

devono

eflervi
I

realmente
aflurd

li

due mezzi

rifpettivi

armonico
il

aritmetico

altrimenti vi
1

patente

Ma

certo, che
fremi
,

punto comune 2 del mezzo 2


la
ferie

B
1

refta
t
,

comune
,

agli e

e a

mezzi per tutta

infinita

in

3
1

ec.

e per

il

con-

trario

il

punto comune
,

dello

fteflb
.

progreflb
lazioni
,

ma

fi

divide realmente
e di

di

mezzo armonico ,
,

mezzo B 2 non refta comune nel Dunque nel punto B vi fono due remezzo aritmetico ; e quefte due relala

zioni fono tanto reali

quanto reale

feparazione de' due

mezzi nei

progreflb, e quanto reale il principio di quattro termini , cio due eltremi, e due mezzi rifpetto alla fteffa ferie, che procede in infinito per due eftremi , e due mezzi reali . La conclufione evidente . Per negarla

bifogna negar tutto.

Ma

quello impoflibile.
la

Dunque

ec.

Ci premeflb

dico impoflibile

quadratura del

circolo rifpetto alla

idea, modo, e fcienze comunemente note di quantit. Se la linea circolare realmente feparata dalla linea retta nel loro principio primo , eh' ri punto* come mai fi pu pretendere di ridurre la linea circolare in retta fenon

pretendendo appunto un' impoflibile? Se la natura di quantit armonica come realmente diftinta , e diveda dalla natura di quantit aritmetica mai fi potr cambiare una natura nell' altra ftando le medefime nel loro

principio primo?

qui rifpetto alle fcienze

note di
.

quantit

finifee

per

Tempre

la

ricerca della quadratura del circolo

Ecco dunque Sig. Conte in quefti due primi Capitoli pofto fotto gli occhi fuoi queir efemplare di feienza fificarmonica, da cui ella deve defumer la giufta idea per riportarla alla Mufica ne' Capitoli feguenti Pe.

r mi fon dilatato, e ho divagato di molto in quefto fecondo Capitolo per cofe non affatto neceffarie al fiftema Muficale; avendo io creduto ben
fatto di efporle in molti,
e diverfi afpetti
la foftanza,
il

modo,

il

me-

todo di quefta feienza, acci dalla raccolta delle diverfe idee particolari ella formi nella fua mente la idea pi completa, e univerfale che fia potabile s per il particolar fuo piacere , s per il prefente bfogno . Ma in ogni modo forza eh' ella fi contenti di quefta , che io chiamo con ve:

rit

48
rita

TR^TT^TO
mio
f

DI MUSICA.
giudicio credo fufficiente

piccolifma porzione, che a

tanto rifletta, che


calcoli

ben quella
(

fcienza

come
di

. Ella indimoftrativa abbia i fuoi

particolari, e diflinti
eli

una prova
tra
i

ci

il

breve premerlo
di

trat)

tato,

per altro

il

minimo

calcoli proprj

quella fcienza,

nondimeno fi vale fecondo il bifogno di qualunque altra fcienza di quantit,* ma didimamente della Geometria, con cui conviene particolarmente e nelle pofizioni , e nelle propofizioni , e nel metodo rifpetto al genere dimoflrativo. Cos dev' efTere, perch il circolo comune in genere a quedue feienze , febben in ifpecie , anzi in precifione appartenga alla fcienza armonica. La differenza foflanziale tra quelle due feienze fi , che fine; la fcienza la fcienza geometrica fi propone la dimoflrazione come
lle

armonica come mezzo.

Il

fine

di quella fcienza
fia

fi

la ricerca

della ra-

qual ;^e per cofa chiara, che pi, perch oltre il genere dimoflratiMolto la differenza foflanziale. fatto fifico in s modo , che fia imponibile il feil genere abbraccia vo parare un genere dall' altro. Ella lo ha veduto fin ora, e lo vedr fino

gione, per cui la cofa dimoftrata

alla fine

CA-

40

CAPITOLO TERZO,
DEL SISTEMA MUSICALE
Confortante-) Diffonan^e
,

loro

Natura ,

e Definizione.

Circolo SEdiametro per


il

per f, e di fua intrinfeca natura armonico* dunque


f, e di fua intrinfeca natura
,

il

dev' efer armonicamente

divifo.

La

eonfeguenza legittima

ed corollario di

quanto

fi

dimo-

ftrato. Si avverta per, che io

figura circolare, fenza di cui

non intendo preferi ver confini all' ufo della o non vi farebbe, o farebbe imperfettiffima la

Geometria uno in f
feienze di
la

fomma utilit , e importanza . Il circolo talmente che rifponde a qualunque idea , e a qualunque ufo di quantit, le quali tutte di neceffit debbono aver per principio
feienza di
,

fteffo

unit in diverfi rifpetti -. Intendo folamente ( coftretto dalla giuda legge propongami da principio ) di feguire a tutto rigore la di lui natura fifica, e dimoftrativa
fia

fin
fi

dove mi conduce fenza prendermi

arbitrio

alcuno;

poi ci, eh' effer

voglia in rifpetto alle altre feienze, alle quali tut*

te refta il fuo luogo, e il iuo ufo. Se il diametro fi deve dividere armonicamente, perch il circolo per f armonico j dunque non deve formarli il fiftema nei diametro, ma bens nelle corde, complementi, e feni dedotti dal diametro armonicamente divifo, come neceflariamente ap* partenenti al circolo j e in tal pofizione fi deve trovare tutto il fiftema uni vedale.. Se tutto il fiftema uni vedale dunque in ifpecie a ragguaglio delle corde, complementi , e feni il fiftema armonico , 1' aritmetico, il geometrico le confonanze, e le difbnanzej la loro natura , ufo, e vera definizione. Dico vera, perch la definizione fin' ora comunemente ricevuta, che le confonanze fiano cofa grata all' orecchio, ingrata cola le dilibnanze, ben tutt' altro che definizione.

.*

Ma
la

innanzi di profeguire
il

fi

fa

neceffaria la efatta fpiegazione del

prefen-

te fiftema, fopra

quale potendo occorrere due gravi difficolt, far che


delle

propofizione

e foluzione
difficolt

medefime ferva

render chiaro

il

fifteli-

ma. La prima

quella. Nel diametro,

come femplice

retta

nea armonicamente divifa, dedotti i quadrati della frazione, del rifpettivo avanzo , e del feno, il di cui quadrato fi forma dalla multiplica della frazione nell' avanzo , fi ha antecedentemente quanto fi ha pofteriormente ne' quadrati della corda, complemento, e feno dedotti dalia data divifione. Non fi vede dunque
plice retta linea,

pu aver nella femDico, che rifpetto riportarli al prefente fiftema, da' fenomeni tficamente dimoftrato armonico per eccellenza, la cagione necefiria , ed anzi una evidentiffima prova della

neceffaria

cagione

per cui quanto


figura

fi

debba

alla

circolare.

la

SO
la

TR^TT^TO

ftefli

come comune

4 ragione al creolo nella corda dedotta da 1 del diametro Relcom Elemento dedotto da z del diametro, e nel feno, che refta ftVed
, .

gi dimoftrata natura armonica della figura circolare . Sia d.yifo per 3 ; fi, diviio da feno nella ragione i, 2 . Sar l di i- far 4 ,1 quadrato di 1; far 2 il quadrato del feno. del feno la quadrupla geometrica

DI MUSICA.

continua, i, 2

R iport

S MS
il
i

diametro

"

al

p erch a La proporzione in cen-re che nel diametro geometrica nel circolo fi converte in , armonica l feno ,n ifpec.e, che ne diametro mezzo geometrico, nel circolo f con verte ,n eftremo armonico. Ecco fciolta lacrima difficolt confermata , armonica
'

fZ\T X V Z
l
,

diametro, e al circolo, ne " a r,pla nica

fi

trova

cambiata

/ ^3,

rrr del feno

'

^* ST
riportare a

la

fimo" q uadZ

2.

la

figura circolare, e dimofirata


fi

la

neceffit

colo qualunque operazione


a

di

ci"

faccia

fo ra P

il

diametro

rilpetto

pr

feme
'>*

CO d

pei nte
Tn

d da li
,

k
fi

ef"
T

twKV
alla

e F< p0 rZ,0nl affeSn3K D lemma figura nelle quali ; r contiene fi tutto il fift ema no ,n quefto^prinapio^le frazioni. Li due efempj

;w;,

" T^r efpnme m g r


-

fi

8 enere

pr " C, O P

a{lratto

^lq

propulsione. note ^muficali annette


fi
,

rifai
e
fc!

primo

condo
per le
dell'

in

1,

2",

3, 4, J, 6. Interzo
compofie
in
i

in

\,\,

|J,

|.

quarto
fiftema, '

ragioni

in
I

4, 9, / ,
II

%C'U.
I

Indi lo fteffo

efempio fecondo efempio terzo

dell'

in

--

. 3 4 5 2, 3, 4, 5, 2.
,

3, 4

4.

dell'

efempio quarto in

altro principio

quel fiftema , che f, ha da Un un' primo, e indipendente. Dico, che quando rettamente s' intenda il prefente fiftema, quella difficolta non ha uogo. Il fft eraa foftanzialmente fondato (oprai e na
evidente
tre
la la

Dunque

4, $,16,15,3%.
al

mutile la riduzione

circolo di

lo lata

deduzione del

fiftema particolare

uni vedale da

generi

vamente nota
porzioni

Mte*
,

di

natura particolare di ciafeun


di

da ciafeun cenere quantit. Perci efTer deve dimoft a ri

in^o^ngorofo
aftratto ouale, e
tripla
fi

termine
al la

coftitu
il
.-

JeT
faperfi

oro
fola

mente
fempio

che nulla giova


qual

bilobo

in

generer
,

proporrne
,

S^a

la

dpreffionc

armonica efpreffa avr bens feienza di

come

fopra

in

f, l ,
'

1.
b'en

a que ft a

proporzione /

ma ^iL

lunula! 6'
pr-

TR^TT^TO
produr fcienza relativa
di
al

DI MUSICA,
.

preferite

fiflema

Perch
il

fi

abbia
i

tal

51 faenza ,
f

neceiTit effenziale ildoverfi fapere, che


2

termine 3 per

armo

nicoj che

imma

di

nel primo aritmetico, come il termine 3 in due rifpetti unit: nel fecondo armonico, come mezzo armonico della ra*
:

nel primo mezzo gion dupla y che il termine 9 in quattro rifpetti armonico della tridiremo geometrico della ragion dupla.- nel fecondo nel quarcontinua." diremo geometrico dilla fefquiakaa nel terzo pla/
:

to deve cambiarfi in 4.
delle ragioni

Non

balta.

forza fapere

la

cofhtuenti ciafcun fiflema; la cagione, e

il

natura particolare modo, per cui


confi-

un cenere di quantit fi cambia, in genere diverl: il determinato rifu-hato il ne di ciafcun fiflema particolare/ f ordine, il legame congiunzione de' falerni ec. Tutto ci, e molto di pi in tal inio
,.

cella
,

ai-

petto

li

vedr nel

preferite

capitolo, e nel rimanente

del

Trattatto
di

eiTer

lllanzialmente neceiTario alla coflituzione di quella tal icienza

Armo-

nia, che intanto nel titolo del Trattato io chiamo con ragione vera fcien-

za, inquanto
ie

alla

fua coflituzione

integrale

non
la

balta la loia

faenza delarmonica
a-

proporzioni. Quello effendo lo fpirito, e


,

foftanza del fiflema, f ro

ricerco

che per efempio nella efpreffione

della

proporzione

12'
>

flratta

fi

dimoftrino

le

tre

nature diverfe di quantit,, e diftin2

tamente de' quattro rifpetti del terzo termine 9 f ne dimoltrmo due Io1' armonico, relativi a due ragioni diverfe, e li , e il geometrico come dipendenti da una fla porzione, certo che per tal dimollrazione e formiei dati e la mia identica za aiTumere in orecifone la mia figura, polizione, come principio primo Quando dunque rettamente s intenda il fiflema, non {blamente la propoda difficolt non ha luogo , ma anzi li converte nec e {fari amen te in mia ragione. Che poi formato 1' univerfal fiflema da' tre dedotti fiflemi particolari h armonico , aritmetico, geometrii , .

co:
fale,
le

{labilit fcienza
-la

frazioni,

immagine non vi ha dubbio alcuno


fcienza di

legge di ciafcun fiflema particolare, e dell' univerdi quella fcienza, e di quella legge polTa elprimerii con
,

Ecco dunque
il

la

legittima fpiegaattratto delle

zione della difficolt. Considerato da una parse


frazioni

principio
la

come

proporzione;
,

dall' altra

divifione

armonica
ali ratto

del diametro nella fettima figura

il

traiporto

delle ragioni
il

ispettive al

circolo, e nulla
r.

pi, certo che in quello fenfo


circolo una

principio

efemplare

il

immagine

di

quefb efemplare. In
r

tal

fenfo

mi valgo

io fteflb di quello principio nel Capitolo primo fenomeni, quali certamente non- potrei giudicare armonici

per enunciare
f

anteceden
te-

3.

52

TRyfTTUTO DI MUSIC\4\
..

temente non mi fofle noto quello principio attratto Ma dimoftrato il circolo armonico, anzi radice armonica per intrinfeca natura , e perci neceffariamente confiderato come un principio dimoftrativo, armonico per f primo nel fenfo qui fpra efpofto , eh' il legittimo , e a cui fi trover corrifpondente a tutto, rigore il prefente Capitolo, e tutto il Trattato, altrettanto certo che il circolo nella fettima figura 1' elemplare: qualunque proporzione dedotta dalla fuddetta figura , e in qualunque modo
,,

efprefla

la

immagine
frazioni

...

Che
ila

il

circolo
j

rifpetto
tal

all'

armonico
il

fiftema fia

principio dimoftrativo per f primo


fitratto
il

che in

rifpetto
,

principio a?

delle

non

n primo, n

attratto

ma

abbia nel circolo


fia

fuo principio, e le fue radici, lo dimoftro, e perci

la

fettima

fi-

gura. Premetto faperfi comunemente,, che da pefi adattati a corda pendola fonora per la ferie de' quadrati, i, 4, p r ec. fi hanno i fuoni u* nifoni,, o fia eguali a' fuoni di una corda fonora tefa fu '1 monocordo, e I v I
divifa per le frazioni
in
il

no
la
fe

del

primo pefo,
1
,.,

2 ,\ ,. 4 ec. Fatta unifona la corda tefa al fuofuono dedotto da pefi 4 far unifono ai fuono del1

corda 2
fi

il

dedotto da pefi

fapia, che nel diametro

AM

al

fuono della corda 3 ec. Non fo poi dal centro condotto per circolo B

in b,

in e,

in

ec.

fuoni dedotti da ciafeun


a'

pefo

per ferie a-

ritmetica

Ad
i

1,2,3,4
fuppofte

ec. fiano eguali

fuoni della ferie


la

AM,

Ab,

A-c,

ec.

linee fonore.

Per formar

dimoftrazione batta, avverti-

re da una parte, che la

corda

AD
1

dedotta da
del

del

diametro eguale:
i
;

a 2 del diametro

la dedotta
1

da

diametro farebbe eguale a 3 del


1,

diametro
dall

medio proporzionale tra i iuoni del primo,, e quarto pefo perch cos il numero 2 tra i,4j del terzo pefo medio proporzionale tra i fuoni del primo, e nono pefo, perch cos il numero 3 tra 1,5? ec. Indi la dimoftrazione de' fuoni dedotti da' pefi 1,2,3,4 ec u nifoni a' fuoni di Ab, A e, Ad ec. Ci premeffo due cofe fono diraoftrauvamente certe.. La prima, che nel foio armonico fiftema fi trova la unica ferie reale includente le due quantit

la dedotta da 16 del diametro y altra , che il fuono del fecondo pefo

eguale a

del

diametro

ec.

AM,
,

di

natura diverfa

irrazionale

razionale
,

credute
i

fin'

ora incompatibili

nella fteffa ferie

La
:

cofa
de'
1

chiara

perch

fuoni de' numeri quadrati


irrazionali.

de' pefi fono razionali

numeri intermedj

2,3,

Egualmen-

te

di

AM

1, di

Ad

razionali.* di

Ab,
La
,.

Ae

irrazionali.

Ma

que-

lli,

e quelli fono in ferie.

Dunque

ec.

eguali ne' fuoni

fono

radicali

armoniche.

due ferie Egualmente chiaro , perch


feconda, che quefte

Ab

TR<ATT*TO DI MUSICA.
1
1

53

Ab
filoni di

a^

Ae

^
ec.

3,
ec.

Ad
fifico

/
,

4;
e

fuoni rifpettivi fono eguali a


ritolta,
fi

pefi

2,3,4;

Quanto da ci ne

fa

evidente.

Duiv
da
ec

que
1

nell'

armonico
I

fiftema

dimoftrativo
le

le frazioni

efpreffe

A
il

I,

J,

A
.

fono

in

prodotto
le

linee

AM,
.

Ab, A e

fono in

radice

Ma

quefte fono
al

corde del circolo


fi

Dunque

riportando
le

fiftema

armonico

circolo
,

nuli' altro

fa, f

non che
per ferie
ferie

riportarlo ai

fuo primo principio radicale


irrazionali,, e razionali,- e in

in cui fono rinchiufe

quantit
frazioni,

quefte tutta la infinita

delle

che nelf armonico fiftema dipende realmente da quefto principio/ nulla a ej oftando , che rifpetto alla pratica muficale non fi abbia ufo alcuno delle quantit irrazionali; bens importando fommamente che fi fappia il principio radicale, e reale del fiftema. Tralafcio poi di avanzar la propo
fizione rifpetto a* pefi
in forza de' quali tficamente , e dimoftrativarnente pombile la riduzione di una linea rettaJifica elaftica a linea fifica e relative circolare per mezzo di eorde fonore con certa legge " adattate
,. ,.

alle

corde del circolo.

Quanto ho detto, credo

fufficiente

alla

fpiegazio-

ne del fiftema, e per torno da capo alla prima confeguenza.. Se il diametro fi deve dividere armonicamente; f il diametto capace di effer divifo 'in infinito dalla progreffione armonica, e dell'infinito

non

vi

, n vi

pu

eiTere

feienza

dunque

forza dimoftrare

confini

della divifione, da' quali refta determinato il periodo, olia compimento della divifione fuddetta ; e in conferenza refta formato , e determinato il

fiftema armonico

Muficale. Praticamente
fia

fi

conviene
1
1 1

che quefto
il

perio-

do, o compimento
pra
ti
.

nella

feftupla

2
,

3 ,4, 5

, ,

6\ ed

Zarlino" fo-

il

numero

fenario ha detto cofe belLe


cos in

molte
vi

ma

nulla
il

concludenfia

In

fomma

pratica

fi

conviene,
..

ma

manca

pi, eh' la
affegna-

dimoftrazione fino ad ora ignota


bile,

Quefta in qualunque
dedotta

modo

certo, che dev' effer intrinfecamente

dal principio fonda-

mentale del fiftema. Principio fondamentale del fiftema fifico armonico dupla a priori . Dunque dalla dupla, come principio fondamentale fi deve dedurre- la fuddetta dimoftrazione . Di fatto imponibile dedurla da altro principio, ed io finceramente le confeffo averlo inutilmente tentato per pi anni: prova eftrinfeca bens, ma nello fteflb tempo evidente della verit, e coerenza del prefente fiftema E per credo con ragione, che fino
la
!

ad ora fiafi ignorata la dimoftrazione per quefto appunto, che non eflendovi f non. un folo- modo di affegnaria, e il modo dipendendo dalla cognizione intiera del fiftema , ignoto il fiftema , di neceffit doveva rimanere igno*
to
il

modo,
alla

in-

confeguenza

la

pofizione, in cui oltre ci, che

dimoftrazione. Sia dunque la feguente propropone a dimoftrare, cade il luogo opfi


indicazione deL principio del terz.o fuonc*.,

portuno

dimoftradva., e

fifica

Fter

54

TRiATT\ATQ DI MUSICA,.
Proporzione Quinta
.

Figura VI.

J.L

diametro

AM

fia

divifo
i
i i

armonicamente
ii

fino ad

6. Sar formata
i i

la.

fertupla

iti
A
Supporto
il

armonica in

1,2,3,4,5,0.

Siano feni del circolo 2


1

iir.

B
i-

5 E, F. Siano feni protratti 2 b, 3 e , 4 d , 5 e, 6 f. Saranno corde rifpettive del circolo AB, faranno ipotenufe de* ^triangoli rifpettivi dedotti dal quadrato, Ab, e,. Ad, Ae, f In primo luogo fiano ridotti i quadrati rifpettivi de' feni, e feni protratti ( dimortrati mezzi armonici , e aritmetici rifpettivi ) a ca-

4 D.

AC, AD, AE, AF;

tegoria

comune
di

di

numero

di

ferie

diametro

IVI

120,

far

la

feguente

posizione- in catego-

ria

comune

numero,

e di fen-e

Quadrati degli ertremi

Quadrati de' mezzi


armonici
I

Quadrati degli efiremi


eitremi eguali alla ferie1

aritmetici

2400
1800
>

3200

300
Seni

3 e
ec.

4800
S400

D4
1

270Q
2304 2000
(

3^00
3600
3.'oo

a 3 a 4. a

1440 1200

5
1

5760
6000
)
1

6
il

5.

Si fuppone dimortrato

AB

fono rudimenti primi geometrici


e
il

mezzo

proporzionale tra

diametro

AM

,.

femidiametro

2
ec.

e in confe-

guenza

la

fomma

de* quadrati

degli efiremi

4800 2400
7200

5400
1800
fempre
e-

7200
ipotenusa da
lato;
1

guale al quadrato di
iati

AB

7200
di r

per

gli

triangoli rettangoli comporti ne' due


,

dalle radici de' quadrati degli

eftremi

e nella

Ab
.

fem-

pre coftante, e

comune
.

tutti

triangoli.

R. n R.

di

di

2400 Z 4800

lato;
1

lato;
ec.
Ci

ipotenufa l

comune

D /''di *> r AB. // di


.

1800

'

5400

lato;

r ipotenula 2

co-.

mune
Si
la

AB

ortervi, e

noti,. che
,

il

principio a priori della fopra efporta. frie


differenze

progreffione armonica

le

fommate

ProgrefTione armonica

60

30
io

20

15

12
2
,

io

Eccettuata la dupla

differenze 30 60 * 30, come

$. 3 principio a priori

da cui fificamente-

non

T RUTTATO DI
3in
fi
)

MUSICA.
,

55
gi
fi

lia

fi

pu aver terzo fuono


,

refa

come

detto alfef-

trove

principio tfico attuale

concreto

del terzo fuono la ragione

quialtera 30, 20. Ma nelle differenze il principio concreto il primo termine 30, a cui fommato il fecondo termine io, far 40, a cui fommato il terzo termine 5, far 45, a cui fommato il quarto termine 3, far 48, a cui fommato il quinto termine 2, far 50. Sar dunque la ferie della progreffione armonica ( efclufo il primo termine 60 ) alla ferie delle differenze fommate, come la moltiplice lai, 1 a-a, 133, ec. come 1 a I Perch cos 3o a 30 2 a 1 20 a 40 1 a a 15 45 3 1 a 12 a 48 4 a 1 IO a So 5 e per come de' triangoli fopraddetti ipotenufa comune 4? di. .7200/ cos de' triangoli dedotti da quella ferie 20,40/ 15,45, ec. far5 20 eh' la fomma di 40 r ipotenufa comune la radice di o 45 ec

AB

60
Indi ne verr, che
duplicata la
eguale

60

ferie

20,40/ 15,45,
60
nel

ec.

in

40,80/

30,

0/ 24,06; 20,100;
40
30

moltiplicata per

modo

feguente

guale

24 20 Dunque
ec.
alla

per
fi

O 6o 60
60

24OO. l8o0s 1440. 1200.

effendo eguale la ferie delle


e
e

48CO. O 6o 54 9 per $760* 96 ^ 60 60 100 6coo ragioni 2400,4800; 1800,5400,


* .

ferie

dedotta dalla progreffione


,

armonica, e
refla

dalle differenze
le

fomlinea,

20,40; 15,45, ec. rifpettive cio $f 7200,


,

mate

in

confeguenza
,

eguali

due

ipotenufe
la
,

ff o
la

dimofrata in

AB

fopra cui fondata

la

progreffione

moltiplice de' feni

protratti

come
lati

mezzi degli efremi formanti


moflrato

fuddetta

progreffione

Di pi

refa di-

AB

come

ipotenufa
,

comune

de' triangoli

comporti ne' loro

dalla ferie

armonica

dalla ferie

delle

differenze armoniche
,

fommate
.

Gi
la

fi

fa

comunemente

effer quelle affezioni

e propriet infeparabili daldi

divifione armonica del diametro/ e in


il

ci nulla

nuovo

Ma

far

nuovo

Perch dato da una parte nel circolo qualunque feno purch razionale e non in dupla col diametro ) , ( e a ragguaglio il feno protratto, la ragione includente i due mezzi forma* ti da' due quadrati del feno, e del feno protratto fi trova collante in inprogreffo, e la conclufione
.

Sfinito

nel quadrato di

AB

triangoli

dedotti dalla fteffa ragione includente

egualmente ipotenufa collante in infinito de' i due mezzi ; e in tanto

ci fuccede

in

quanto

AB

R. 2

in

quanto

la

ragione

rifultante

da

5<*

TR^TT^TO
.

DI MUSICA.

due mezzi rifulta a priori dalla progreffione armonica , e dalle diffeDati dall' altra parte due fuoni renze armoniche fommate qualunque ( ad arbitrio purch razionali , e non in dupla ) fi trova terzo fuono co
da'
i

ftante in infinito

il

to di

AB
,

un
cos

rifultato
il

rifpettivo

termine 2, di cui radice e come il quadrade' quadrati de' due lati formanti il triangolo terzo fuono un rifultato fifico fonoro de' due dati

AB;

iuoni

come

tutto ci fuccede in

AB

in forza della progreffione


i

armo-

nica

cos tutto ci fuccede nel terzo fuono 2


il

in forza della
fia
il

progreffio-

ne armonica. Dunque

principio

comune, qualunque

modo

fifi-

co del terzo fuono. Ma tutte le affezioni , e propriet fuddette rifultano dimoftrativamente in B in forza della figura Circolare. Cos nel terzo fuono rifultano fiocamente le fleffe affezioni , e propriet in forza della

figura sferica infeparabile dal rifpettivo

volume
in

d'

aria
.

fonora

e la sfera in folido
,

un

circolo

piano

Dunque

mollo dalla corda li conferma

lo fteffo principio

e la fteffa

cagione

qualunque fia in folido il modo fifico la importando il modo fifico, con cui folamente importando, che la cagione in piano fia la fteffa , cio la radice
concludo
di

dell' effetto.
fi

folido, e in piano: Voglio dire, che nulproduce quello terzo fuono: ma


affezioni

comune

in

delle
dell'
1

fuddette in folido, e

armonica

progreffione

per

avere fcoperta

e {labilit

in

nica in folido, e in piano: effendo affurdo,


greffione poffano darfi due radici diverfe
,

2 la identit della radice armoche della fteffa identica prof

ben

fia

diverfa la categoria

( che non poco ) fatto nel progreffo iftituito principalmente per affegnare la dimoftrazone del fftema fifico armonico , come determinato nella fua eftenfione integrale alla feftupla. quella dimoftrazione fr~vada ora incontro fu la
il

Sia quello a buon conto

guadagno

di

tal

conclufione

fteffa

figura

VI,

con lo

fteffo

progreffo.

Proporzione Se/la

Figura VI.

LN I
tenul
le

fecondo luogo da' leni 2 B. 2


ec.

C,

111
2

D,

ec.

dedottele corde

AB,
del-

AC, AD,
Supporlo
il

e da' feni
ec.
,

protratti

2 b, 2
a

e, 2

d,

ec.
i

dedotte le ipoquadrati
di

Ab, Ac, Ad,


,

fiano dedotti rifpettivamente


ridotti

corde, e ipotenufe

diametro

AM

fiano

categoria
,

comune
i

quantit.
delle

120, come

fopra

faranno

quadrati

cor-

TRvfTTjfTO DI MUSICA -corde AB 7200. delle ipotenufe Ab 7200. A e 5200* AC 4800. Ad 4500 AD 30Q. A e 41 7. A E 2880. Af 4000. AF 2400. due quadrati di A B 7200, di A b 7200, Eccettuati
i

57

corri'

eguali,

fi

trova, che
a
,

1:2

14

4800, di A e 5200 fono come 13- Dunque duplicati in 24, z6 , fono come il mezzo armonico mezzo contrarmonico z della fefquialtera geometrica difereta il
i

due quadrati

di

AC

centrami.

2,0,

24, 25
a

me 4

30. I due quadrati di 5. Dunque duplicati in 8, io, come


,

2<5,

AD
il

g'oo,

Ad

4500,

coil

mezzo

contrarmonico io della dupla geometrica difereta


quadrati di

AE

40, 58, come

il

2880, A e 4176, come 20 a mezzo armonico 40, contrarmonico 58


'l

6,8,57,10,12. I due 20. Dunque duplicati in


della

11

armonico 8,

ragione
I

2 -,5, ridotta a proporzione geometrica difereta in 28,40,40,58,70-. Dunf 4000 , come 3 a $ Finalmente i due quadrati di F 2400 , que fenza duplicarli fono eguali al mezzo armonico 3 , contrarmonico $

della tripla

geometrica difereta
a'

2,3,4,5,6'. Aggiunti dunque


,

11
5200 4500

gli

eltre

mi

riflettivi
eftremi

fudett

quadrati

come mezzi

faranno
eftremi
ragioni degli eftrcmi

4000

2700
2oitf
i<5oo

AC -4800 AD 3600
AE

mezzi armonici

contrarmonici

Ae Ad Ae Af

'

6000 5400
come

2 a 3 2 a 4

Dunque
colo
,

a'

2 a 5 2 a 6 relativamente a' quadrati delle corde, che appartengono al quadrati delle ipotenufe , che appartengono al quadrato , fi

AF

2880 2400

4175 4000

S040 4800

cir-

tro-

va

quadrato circoferitto di natura contrarmonica ; fi conferma il circoarmonica. E ci in genere. In fpecie poi gli eftremi di quefta pofizione non convengono , n poffono convenire nella fomma^ perch il calcolo ridotto al mezzo contrarmonico. Ma ci nulla oliando
il

lo ifcritto di natura

all'

intento,

fia la

fomma

degli eftremi

4000
<5ooO

2700 5400
8100
comporlo di
di

2 016

5040
705<5

1600 4800

10000

6400
la

La

indicazione dimoftrativa del


dalle

principio
i

quefta progref*

fone formata

fomme
le

AB, Ab,

cui quadrati

formano

7200
7200. Perch

fomma

di

fomme
di

rifultate

hanno
di

tutte

radice quadra*

14400
ta; cio 100 di iooOj-

90

8100; 84

705 6 ; 80

di

6400

Ma

egual-

5g

TRATTATO
la

DI MUSIC Jf.
quadrata, eh' 120. Dunque di quefta progreffione

egualmente

fomma 14400 ha

radice

indicazione dimoftrativa del principio comporto il diametro Ab, come quadrati. in

AB,

Ma

AM

120. Dunque

il

principio radicale della progreffione radicale


ci

quadrate

nel

diametro

AM,
,

100,90,84,80 ( tutte radiacome 120. Dunque dal diametro


eh' tra

AVI

fottratta la

ragione fefquiquinta

120, oo,
.

la

linea

ret-

rimane 100, far ipotenufa del triangolo rettngolo continente oo Dal diametro A ne' fuoi due lati le radici della ragione 4000 fottratta la ragione feiquiterza, eh' tra 120, 90 , la linea, che rimane 90, far ipotenufa del triangolo continente ne fuoi due lati le radici delfottratta la ragione fuper la ragione 2700, 5400. Dal diametro 3 rimane che linea, ^ la parz. 7 eh' tra 120, 84 84 ^ far ipotenufa del triangolo continente ne' fuoi due lati le radici della ragione 2016, 5040 fottratta la ragione fefquiatera , eh' tra Finalmente dal diametro 120, 80, la linea, che rimane 80, far ipotenufa del triangolo conti* nente ne' fuoi due lati le radici della ragione i<5oo , 4800. Dunque nel diminuito per la ferie delle fuddette ragioni refta dimo* diametro A flrata la linea , fopra cui fondata la feconda pofizione dedotta da mezta, che
,

AM

AM

zi

armonici., e contrarmonici nella fteffa categoria di quantit

Ora fi vuol vedere cofa lignifichi , e dimoftri la ferie radicale 120,1 00 90,84,80-. La lignificazione , e dimoftrazione patente. Quella ferie
dedotta dai diametro di vifo nella
1

feftupla

armonica 1,2.,

3.4,5,6; non
i

pi, che farebbe fino a 7; non meno, che farebbe fino a 5; e il dia* metro per neceffit dimoftrativa del calcolo 120. In confeguenza 60 il femidiametro Si riducano quefii due termini in precifione, 120, 60,
.

proporzione geometrica difereta , in cui fano affegnati tutti affatto i mez* zi contrarmonico, aritmetico, geometrico ( rifpettivo al prefente fiftema ) e armonico. Altri non vi fono n pofibno efiervi di prima pofizione, e
cottrar.
aritfn.

geom.

rfti.

femplicit. Sar
trica difereta

dunque
tutti

120, ico, 9,
affatto
i

84,
.

80,

60.' dupla
la

geomeradicale

con

fuoi

mezzi
alla
la

Dunque

ferie

120, 100, p, 84, 80,


dotta dallo
pio
fteffo

identica

dupla geometrica difereta


dupla gi
dimoftrata
centri

de-

termine

120.
84,

Ma
.

princi-

univerfale

del

fiftema armonico

mezzi

contrarmonico
fono
i

100,

a-

ritmetico
della
fta

p,
;

geometrico
e
nell'

armonico
di

80

>

rifpettivi

tutti i mezzi , come centri , reconfumata la ragion dupla a ragguaglio del diametro divifo fino alla feftupla armonica , coficch come corrifponde 14400 prima fomma , cos al diametro 120 primo termine al mezzo armonico 80 ultimo mezzo corrifponde 6400 ultima fomma delle ragioni dedotte dalla feftupla armonica . Dunque nella feftupla

dupla

affegnazione

intieramente

intrinfecamente

re-

TR<ATT<ATO DI MUSICAjfefta

dimoftrato

il

periodo
:

,,

o compimento
,

della

%g, eftenfione integrale del


a.

fiftema fifico armonico

non pi

meno j

perch
e

ragguaglio confu,

mata integralmente,
il

e intrnfecamente la ragion dupla

che in genere
,

principio univerfate del fiftema

armonico^
y

in fpecie

precifione

radice quadrata della ferie dedotta dalla feftupla


nella feftupla
i

armonica

Indi ne* viene

armonica , e confumata che profeguendo la divifione del


i

diametro in 7, che immediatamente fuccede a 6 e deducendo a ragguaglio la radice quadrata , il termine dedotto diftrugge immediatamente il fiftema confonante, e lo convette nel fiftema geometrico continuo , che come fi vedr in quefto Capitolo, il fiftema delle difibnanze ,. che vuol
dire
1'

oppofto
i

al

fiftema confonante.

do per 7

termini
far

izo
il

Ecco la dimoftrazione. Moltiplicane 100, p, 84, 80, faranno 840, 700, 630
1

588, $60 ,
ci

540

dedotto da
ferie

7,

l'

aggiunto alla
il

ferie

delle

radi

quadrate.
al

Di

tutta la

effendo

840

fondamento

come diame-

tro, e

come termine
fefquiquinta

principale della ragion dupla, che corrifponde in ar-

certo che congiunto 840 a 700, fi fordetermina la dupla 840,. 420, a fiftema aritr metico confonante aggiungendo il termine $60. Congiunto 840 a 630, la fefquiterza, e il determina la dupla 840, 420, a fiftema afi forma ritmetico confonante Congiunto 840 a 588, fi forma la fuper 3 parz. 7 % e. fi determina la dupla a fiftema geometrico confortante j s' intenda fernprq il geometrico del prefente fiftema non mai il geometrico, continuo. Congiunto; 840 a $60 y fi forma la fefquialtera e fi determina la dupla
Baffo, fondamentale, e
fi

monia

ma

la

..

,.

,,

Ma congiunto 840 a 540 fi forma una a fiftema armonico, confonante ragione geometrica continua comporta di due fefquiquarte, o fiano. in pratica alla due terze maggiori, perch comparando la forma geometrica 16 y 2$
.,

,,

2i2i

^
'

riluttata

840, 540
350,,

che in numeri primi 14,. ,

la

differenza

e per talmente minima rifpetto all' armonico fiftema,. eh rifultato di due terze maggiori continue . Dunque prefup ponendo ci, che far dimoftrato nel preinte Capitolo , ed , che dalla geometrica proporzione continua, come da principio primo,, proceda il fiftema dindonante, refta dimoftrato che il termine aggiunta 540 diftrugge fftemi confonanti, armonia*, aritmetico , e li converte nel fiftei due

fia

di

innegabile

il

ma

diffouante

eh'

il

fttO:

contrario

Dunque

il

compimento

del fiftema

confonante h nel termine 5<5o.. Dunque nella feftupla relativamente a quattro, mezzi della dupla in genere, e al mezzo armonico in fpecie, e precifione Dopo il fondamento dell' afiegnata dimoftrazione pu, fervire d' indicazione dimoftrativa di quanto fi ftabilito, il quadrato ifcritto al
..
;

circolo

..

Si trover

che

il

feno.

dedotto

da

inclufo

nel

quadrato.
ifcrifr

So
ifcritto
.

TR*ATTjfTQ DI MUSTCrf*
i

vuol dedurre da 7 profeguend la divifione dalla feftupla alla fettupla, far efclufo dal quadrato ifcritto. Ma P ifcritto al ci reofori eto in ragion dupla. Dunque rifpetto alle due fuddette figure la feftupla armonica inclufa nella, dupla la fettupla armonica efclul . Servir eS-e
il

gualmente
tre fuoni,

d'

indicazione fificamonte dimoftrativa

dolio fteffb

11
necefiit i 1
, .

la

11
fono mezzi armonici
1

corda di

1,3,5- So 3^5,
la,

e Io fono ),

fupponf*

gono per

feltuplar

non potendo

efler

mezzo armonico,

non fuppofto 4 6
Se dunque
la

eftenfione
fi

integrale

del fiftoma

armonico
il

determinata
muficale den-

dalla feftupla armonica,

dovr contenere tutto

fiftema

tro la feftupla fteffa


vefi

procedere fino

al

Cos rigorofamente fine . Sia dunque

la

fin

ora proceduto, cosi defettima


,

figura

a cui fia con-

giunta la figura muficale..

Figura VII. Congiunta con gli efempi muficali , r, 2,3,4..

IN
A2
l

metro

111
AM
30,
Secondariamente
da'
fi

quella figura

fi

efpone primieramente

la

feftupla

armonica nel dia-

*
1

1 l l
1

divrfo per le frazioni in

2,3,4,5,^:

in numero

AM
il

60

metro

A3 20, A4 15, A 5 12, A 6 io. Dunque fuppofto diaA M come una linea fonora, fuoni relativi faranno identici
i
..

a*"

fuoni efpofti neli' efempio muficale I


ni formate

quadrati

AD, AE, AF.


drati
de'

efpongono in categoria comune di quantit le ragiodel diametro e delle corde AB,. AC, Egualmente fi efpongono le ragioni formate da' qua-

AM,
1

complementi

MB,
1

M C MD, ME, MF;e


,

le

ragioni

fbr*-

mate

da' quadrati de' feni

Quadrati di

AM

2B, 3C, 4D,

E, F. Sono

feguenti.

diametro-,

AB AC

AM

e delle corde

Quadrati de ? compie menti

Quadrati
de' feni

3600 1800
1200:

AD
AE AF

00
720
600

MB MC MD ME MF

1800

B poo

2400
2700
2880 3000

f
t
6

e
E>

800.

675
576"

F 500
Alte

TR^TT^TO

DI MUSICA.

Alle ragioni formate da' quadrati del diametro , e corde fono eguali le ragioni dell' efempio muficale 2. ( feftupla armonica, come fopra J. Alle ragioni formate da' quadrati de' complementi fono eguali le ragioni dell' efempio muficale 3 . Alle ragioni formate da' quadrati de' feni iono egual le ragioni Torniate dall' efempio muficale 4. Come tutti i rifpettivi quadrat fono in categoria comune di quantit , cos gli efempi ratificali corrifpondenu
fono a tutto rigore in categoria comune di note muficali / e per fuppofto Cfolfaut nota graviflma di tutti gli efempi 300, tutte le altre note crrifpori* dono identicamente a' numeri qui fopraffegnati a ragguaglio deli' elempio

Ora deve
lari
.

Il

primo,

efaminarfi quello efemplare in ciafcuno degli eiempi particoe il fecondo efempio identico- e f ben nuli' altro con-

tenga
ci

f non la feftupla armonica come eftenfione integrale del fiftema non orlante molto vi da efaminare,e flabilire in forza delle propriet,

e confeguenze di tal pofizione.

La

propriet fifica univerfale

il

terzo

mo1

no

infeparabile dai fiftema

di cui radice

armonica
il

Sar dunque Cfolfauc


in radice 2 ) folo a due a due fuc(

1800, ottava

di

Cfolfaut graviflmo

3600,

terzo fuono

che rifulter dalle note muficali fuddette intefe non ceflvamente, ma tutte prefe infieme/ -

1?--?L

S . ZM3Z5
Krzp Suono

TT~y
^TsZcmiP
della
1

e non folo prefe tutte infieme nell' ordine dimoftrativo

progrefione
1

armonica , coficch i termini componenti la feftupla armonica 2,3,4,5,0, debbano effer efpofti tutti integralmente, e con l'ordine rigoroi della progreflone armonica/ ma prefe ancora lato modo , o fi efpongano tutti i
termini della feftupla integralmente, o qualunque parte ad arbitrio; o fi efpongano con l' ordine rigorofo della progreflone, o con ordine diverfo,

purch
dente

il

tutto

fi

contenga Se
il

nella feftupla

armonica
collante in

La
1

ragione evila

perch' fifica

terzo fuono
1

2"

radice fifico-

della feftupla

terzo fuono 2 fi ha egualmente dal tutto , e dalle parti armonica in qualunque modo difpofte , fi dovr per forza fifica intender il fiftema muficale nel modo efpofto. Sar vero bens , che dalla feftupla integrale armonicamente difpofta fi avr in rifultato muficale l' ottimo effetto/ e da qualunque parte difpofta in proporzione armo,

armonica

il

n nica

fi
.

avr effetto migliore

che dalla

fletta parte
;

difpofta in

modo

di,

verfo

Anzi

far

il

primo Canone pratico muficale

che

le

parti cantanti

fuonantt fi dispongano giucche fta pojjibile in armonica- proporzione tra loro

Tue-

6%

t Riattato di musica..
piti

Tutto, ci vero per la ragione, che tale la natura del fiflma armoni*

co nel fuo principio cofticutivo, qua! principio tanto


to
te
piii femplice,. pereti'

perfetto, quan-

principio di unit, e quella unit


dalL'

integralmen*

armonica proporzione.. Ma come qualunque parte della feftupla, e in qualunque modo difpofta non folamente parte integrale di tal unit , ma di pi. nel terzo fuono ha la eh* il fuo tutto ; cos deve ftefla radice fifico-armonica * che ha tal unit

coftituita
dalla,

feftupla, intrinfecamente

,,

flabilirfi

che

nel.

modo

fuddetto

fi

abbia a intendere
corollario
il

il

muficale fillema..

Da
ferma
ca
.

quella legge (labilit nafee per

muficale, che pare oppofto alla legge.


Il
I.

Ma

non

fecondo Canone pratico vero , che anzi la condella feftupla armoni*


i

Canone
i i

quello
x

..

Che

nelle parti

integrali

I , 2 , 3 , 4 , 5 % 6 , non fi pongano, , , 1,2,4, bench contenuti nella feftupla . La ragione ancor qui . evidente, perch tfica. Se il terzo fuono la radice tfica del fiflema armonico, fificamen-

infieme quejli

tre

termini

te impoffibile,

che quelli tre termini

i,.

2,4,.

poffno, convenire^ al fide-,

armonico, perch fona due duple.. La dupla, come principio primo potenziale, non ha, n pu. avere radice tfica',, e per non produce, n pu produrre terzo fuono. Dunque nelle due duple fuddette non vi , n non mai l* armo pu effervi f non principio potenziale dell*' armonia hia attuale, e determinata. Saranno dunque poffibili, in tre termini le. com--

ma

il.

11

iii

iii"
j

binazioni 1,3,4..

>

>

ec -

>

perch da tutte

fi

avr
1

1*

ar-.

monia determinata da quella non fi ha


la.
fi.

combinazione di 1,2,4, perch armonia Si aggiunga che dak proporzione geometrica, continua procedono a priori le diffonanze, come vedr tra. poco, e i tre termini; fuddetti fono in proporzione geometrica,
..

Sar ripugnante

la

non

il

principio, dell'

continua

Dunque

f ben. fia

impoftbil cofa

che la ragion dupla

dell'

ar

monico dimeno

modo, poffa diventar diffonanza attuale , non-, chiara la difeonvenienza, quando fi difponga nella fteffa propor-. zione, da cui procedono le diffonanze attuali.. Dalle cofe fin' ora ftabiljte nafeono molte- ricerche, relative alla idea pra-. tica. del fillema muficale.. La prima ricerca nafce dal modo, con cui qui s' intende la feftupla , definita ellenfione integrale del fillema armonico
fillema in qualunque
..

certo, che praticamente, e nelle compofizioni mtificali


della

nella tfica
fi

ellenfione

mufica vocale-

,.

e molto,
a'"

pili;

della mufica

iftrumentale

trafeende di molto la feftupla rifpetto.


la

confini di grave,, e acuto.


di

Perch

mufica. iftrumentate
;

rifpetto gli ftrumenti


la

ufo

comune

abbraccia

cinque ottave almeno

mufica vocale ( nello, flato, naturale delle voci umane di uomo, e donna) appreffo a poco quattro ottave.. E per, praticamente i confini: di grave, e acuto eccedono di molto la feftupla , che
nel-

TRj'TTJTTO D MSCJt.
ella fua eftenfone integrale
ta
.

Tutto
,

ci

vero

ma

|| non contiene f non due ottave, e una quinnon ofta al fiftema Il di pi della feftupla
.

{labilit
all'

che praticamente

fi

ufa

"rispetto

al

grave

molto pi

rifpetto

acuto, nuli' altro foftanzialmente f non i termini della feftupla replicati per dupla o fia ottava in grave , e in acuto Per efempio 1' ul-,

timo termine della feftupla in acuto 6 , eh' Gforeut ultima nota dei primo, e fecond efempio muficale. Praticamente o in voce, o in fuono
i
fi

fentir

12,
cui

cio la ottava acuta dello fteflb Gforeut

Softanzialmente
far tficamen-

te

6,
,

di

dupla

12;

e cos

tutto a ragguaglio

Ma
al

e dimoftrativamente

imponibile

poter

aggiungere

fiftema feftuplo

in grave, o in acuto un termine qualunque , che non fia dedotto per dupla da un termine integrante la feftupla . Da ci nafee il terzo Canone muficale ed e , che la feftupla armonica eftenfone integrale del fiftema fi

-,

pu dilatare
ti

in

grave

e in

acuto moltiplicando per

dupla

trmini integrane

la feftupla.

La
'ma-,

feconda
in cui

ricerca nafee dal

fiftema* cio

un non

tutto concepito
le

parti

modo, in cui deve concepirfi il prefente come unit integrale , e come unit pricompongono il tutto , ma quefto fi divide nelri-

le fue

parti.

lever

meglio pu intenderti rifpettivamnte al fiftema ( fi ad evidenza dentro quefto Capitolo ) che riflettendo fempre
fui

alla

corda fonora tela


1

Monocordo,

dalla di cui percuffione

fi

hanno

tre

fuoni

1, 3, 5. Quefta corda,

eh'

il

tutto, e la unit prima integrale,


1 1

divide armonicamente da per f nelle fue parti 3,5, che fono i due fuoni di confenfo oltre il fuono graviffimo della corda intiera . E* certo,
fi

che finora non


zi
fi

fi

concepito in
al

tal

modo
fi

il

concepito
le

contrario

Perch

fiftema pratico muficale, anfono primieramente ftabiliti g'

intervalli del

fiftema, cio la ottava, la quinta, le due terze, maggiore,

due fefte , maggiore, e minore. Ommetto la quarta, perch veramente fopra quefto intervallo vi ftata fempre variet d' opinioni chi 1' ha voluto confonanza , chi diffonanza , ma di ci a fuo luogo.
e minore, e

Queft intervalli fi fono chiamati consonanze, ciafeuno da f; cio la ottava ( eh' la dupla ) confonanza perfetta ; La quinta ( eh' la fefqui altera

Le due terze maggiore, e minore, le due fefte ) confonanza perfetta maggiore, e minore ( che fono la fefquicjuarta la fefquiquinta , la fuper 2 parz. 3, la fuper 3 parz. 5 ) cialcuna da f confonanza imperfetta 1 E fi fono chiamate , anzi definite confonanze , perch 1' accordo , che vi in ciafcuna tra i due eftremi grave, e acuto coftituenti 1' intervallo, produce un effetto grato all' udito . Secondariamente poi da quelle confonan

ze

, ,

6$
ze

fi

TR<ATTrATO DI MUSICA.

comporlo per fomma


) fi

il

tutto

eh'

la feftupla

in cui

come

fi

conviene col preferite fifema . Cos praticamente fi intefo, e s' intende ancora in genere il fifema muficale. Dico in genere per difinguer dagli altri chiunque lo intende prefentemente in modo diverfo; ed ella ben fa, qual uomo, e quanto diftinto dagli altri in quefto particolare abbiamo qui in Padova nella -perfona dei P. Vallotti noftro Maefro di Cappella. E' dunque evidente la diverfit, anzi oppofizione di
detto fpra

concetto
parte vi

Ma
fra
il

franti le
il

cofe fin qui dimoftrate


,

e ftabilite
j
.

altrettanto e-

vidente qual

fia

concetto falfo

quale
,

il

vero

e in

confeguenza da qual
altro

bifogno di emenda

e correzione

Per

cofa ftrana
i

i (

che dopo

la

feoperta del

fenomeno della corda


) ;

di

tre fuoni
;

1,3,5
,

non
in>

mai

replicato abbaftanza

feoperta di molti anni


fifico

feoperta di notizia unieh'

verfale

feoperta

in cui

il

linguaggio chiaro talmente

non intenderlo , un errore di tal fatta non fa univerfalmente emendato. Sia dunque emendato almeno tra noi tficamente , e dimoftrativamente convinti E per s intenda per fempre il fifema armonico muficale come prima unit in genere , e come un tutto determinato dalla
poffibile
.

fefupla

eh'

la

fua integrale eftenfione

le

di cui parti integranti

fono

quali parti congiunte col tutto


1

e tra loro

formano per

11
,

ferie

g' intervalli

2
fia

eh' la ragion
1

dupla

fia

ottava y 2

eh'

la fefquialtera

11
fi

quinta , 3, 4, eh'

la

fefquiterza,

11
,

o
,

fia

quarla

ta * 4 , 5 , eh' la fefquiquarta , fefquiquinta, o fia terza minore.

fia

terza

maggiore
,

eh'

, che foSe fi ricerca di qual natura fia il tutto, fi rifponde, eh' di natura armonica , cio natura di unit e per identica alla natura non mai ben concepita, perch non mai ben intefa di perfettiffima confonanza , Acci poi fia ben intefa balta rifletter di nuovo ( dopo le cofe fpiegate , e ftabilite ) a' fenomeni fificoarmonici deferitti nel Capitolo primo. Cos s' intender e (Ter identica la natura confonante muficale alla natura armonica determinata dal dimofrato feftuplo confine. E qui verrebbe opportuna una curiofiffima , e fignificantiffima dimoftrazione , che confifte nel provar dimofrativamente, che ficcome la progreffione armonica dentro il circolo arriva alla fefupla, oltre di cui non vi progreffione cos la regreflione armonica verfo il principio

Se

ricerca di qual natura fiano quefti

intervalli

fi

rifponde

no

della

natura del tutto

di

cui fono parti integranti

j,*

primo dentro
greffione.

lo fteffo circolo arriva alla feftupla

oltre di

cui

non
il

vi re-

per dalla feftupla

fi

trova confinato, e determinato

circolo
in

TR^TTJfTO DI MUSICA.
in tal

6$
e torna

modo, che

il

circolo
il

forma circolo in

fteffo,
al

Ma
dall'

non torna conto

divagar troppo, e bafta

da capo. bifogno quanto fi gi

dimoftrato per corregger la idea delle confonanze concepite fin' ora ( come detto fopra ) ciafeuna da f, come elemento primo, e indipendente fi
altro; e tutte afleme componenti la feftupla per

fomma. Tanto

fal-

la

quella idea, quanto che


fia

la fteffa

poco, che qualunque intervallo, dupla febben principio potenziale, o fia la fefquialtera febben
tra

vedremo

principio attuale del fiftema,

quando
,

fi

confideri per f,
effer

come

indipen-

egualmente confonanza , e difTonanza muficale . E' chiaro , perch la dupla , appunto come principio a priori) nel fuo centro formato da' mezzi contrarmonico , aritmetico, geometrico, armonico ( dimoftrato nella fefta propolzione ) contiene le radici quadrate della feftupla eftenfione. E per dimoftrativamente imponibile la feparazione di queft due concetti , dupla integrale ( cio dupla geometrica difereta con tutti i fuoi mezzi ) , e feftupla integrale ( cio fiftema feftuplo armonico ) perch realmente formano circolo tra loro. Quando dunque fi voglia confiderare la dupla da f, e indipendente dal feftuplo fiftema, certo, che tal dupla non quella del prefente fiftema, e per non , n pu effer principio primo. Se non la dupla dei fiftema, pu effer egualmente confonanza , e principio di diffonanza muficale nel fenfo
i
i

dente dal fiftema feftuplo armonico

pu

fopra efpofto di
valli

,
.

a ragguaglio

molto pi

tutti

gli

altri

Inter*
il

fopraccennati

Da

quefto primo errore nato neceffariamente

fe-

condo , ed , che nella pratica muficale comune s' intende, che qualunque confonanza fia coftituita da due foli termini , grave e acuto e nulla pi. L' errore patente. Non vi , n vi pu effer confonanza, f non vi fia proporzione armonica Non vi , n vi pu effer proporzione armonica, f non vi fiano tre termini, il mezzo, e i due eftremi E nel dimoftrato prefente fiftema non vi pu effer proporzione armonica f non relativa alla integrale feftupla eftenfione . E* dunque notabile la dirle* renza del modo d' intender le confonanze unificali , perch vi la differenza da due termini a fei Altra , che due termini ( qualunque ) del feftu, , . .

plo fiftema

s'

intendano confonanti

perch fono parti integranti del

fifte-

ma:

che due dati termini per f, e fenz' alcuna relazione s' intendano formanti una confonanza. Il primo concetto vero, il fecondo fai fo ; ed un corollario di quanto fi dimoftrato, e fabilito. Da quefto coaltro ,

rollario nafee

il

quarto Canone

muficale
e la

va

quinta, quarta, ter^a maggiore,


,

ed , che gP intervalli di ottaterrea minore, come parti integranti


,

del feftuplo armonico fiftema


tutti confortanti
,

cV

perfettijjima

confonanza integrale
,

fono

perch fono della natura del fuo tutto

fia della fua unit


praticata.

integrale

La

ct la feftupla armonica , terza ricerca nafee dalla muiica univerfalmente

La
fi

noftra
chia-

mufca pratica abbraccia due generi diverfi

di

armonia: quello, che


I

ma

66

T RUTTATO PI
terza maggiore
i
,

MU SIC A.
corda fono
/

ma

di

e nafce dalla divifione armonica della


i
t i

ra in parti ineguali

a, 3, 4,^,2;

quello, che
ftefla

fi

chiama
corda in

di

terza

mi-

nore, e nafce dalla divifione aritmetica della


1
5

parti

eguali

2,3>45>'

in note muficali divifione

3H
tzrtnotva oitc'gz

armonica
divifione

m.

-nappi o:-Q,

aritmetica

-0-1

armonia difetta
flrtT)Q1'C

E' certo, che tutto


re
di

il

fin

ora riabilito appartiene unicamente


,

al

gene-

armonica 5 in niun modo al genere di armonia di terza minore , che vuol dire alla divifione aritmetica. E bench fi conferii, che 1' armonia di terza mino-

armonia

di

terza maggiore

che vuol dire

alla

divifione

re,

come dedotta

dalla divifione aritmetica

fia

quafi

prefa

in

prefh'to

dalla

faenza Aritmetica; e fi conferii, che il fiftema armonico ( eh' 1* armonia di terza maggiore ) fia per natura 1' unico, e per eccellenza il primo , nulladimeno vi il debito in chi fi propone di formare un fiftema univerfale di abbracciare i due generi diverfi del fiftema , e ridurli ad un genere folo, che fia 1' univerfale. Altrimenti nello ftefib fiftema vi faranno due principj diverfi, il che affurdo, e fi oppone alla vera idea di fiftema. Perch di fatto La ricerca non folo ragionevole ma neceffaria la noftra mufica fondata egualmente ibpra i due fuddetti generi d' armonia j e di fatto nulla fin qui fi detto del genere di armonia di Si conterza minore Intanto da quella ricerca fi prenda quello fi pu viene tra noi, che tanto il genere di armonia di terza maggiore, quanto il genere di armonia di terza minore fi eftenda fino alla feftupla, e nulla pi Convengo con la mufica pratica in quefta proporzione , per, .
. . .

ch in

breve

la

propofizione

far

dimoitrata.
di
il

Si

confefia

che
)

il

fifte-

ma

armonico ( eh' il genere di armonia natura T unico, per eccellenza, e perfezione

terza

maggiore
il

fia

per

primo; e

fiftema aritmetico

TR^TT^TO
tico
(

DI MUSICA.

6j

genere di armonia di terza minore ) fia flraniero , e acci* dentale riguardo alla mufica, come mendicato da una feienza divrfa, eh" T Aritmetica; e tanto per f, quanto comparato all' armonico fia imeh'
il

perfetto, e

mancante. Quello

fin'

ora flato

il

fentimento comune, a cui

nulla affatto aggiungo del

mio

che

Delle due parti di quella propofizione accordo affolutamente la prima terza maggiore fia per natura 1' unico, e il il genere di armonia di

perfetti filmo,

perch quello

il

voluto principalmente dalia


i i

natura, che

cosi

fi

fpiega e nella corda di


e nel

giore;

pedale degli Organi, dove

ch armonicamente difpofti ( no un folo fuono; e principalmente nel terzo fuono quale dimoflrativamente 1' unico, e vero Baffo , o fa fondamento delle date parti armonicamente difpofle/ e per fempre Baffo, e fondamento di armonia di
,

armonia di terza magfuoni tra loro diverfi, pere per armonia di terza maggiore ) formatre fuoni

1,3,5:

moki

i-nente, e

Quella propofizione in riguardo al terzo fuono tal . erettamente vera, che f foffe poilbile la invenzione di quel tale finimento, che o fuonato da f, come il violino capace di due fuoni equiremporanei , o fuonato col fuo eguale, come 1' Oboe incapace di due fuoni cquitemporanei , produceffe il terzo fuono di forza tale , eh' eguagliale la forsi

terza maggiore

za del fuono naturale dello finimento, l'opratale finimento farebbe impoffbile la elocuzione della mufica dedotta dalla divifione aritmetica, cio praticamente mufica compofia per terza minore La prova gi fatta con due Oboe -ed un Violino. L' armonia unificale di terza minore era
.

I terzi fuoni rifultanti

che chiaramente

fi

diftinguevano

fono;

,Q wr?i L

si toni

perch

di

stxor
S'

dono Suono
di

to producano
ti.

mufica qua! orrido efTet a confronto di tali par* Di fatto cosi fu rilevato da quanti intervennero alla prova, eh' erano
tali

immagini chiunque ha fenfo ragionevole


Baffi
,

o fiano fondamenti

pofli

OttQ

6S
prova ridotte

TR^TT\AT DI MUSICA.
Per lo contrario nello
fteffo atto, e
in.

otto Profeffori di mufica.


le Rette,

tempo

della

note muficali a terza maggiore

e rifultando

1-

unico terzo Tuono

wczp suona
chiunque 1 ottimo effetto prodotto d tale armonia, in Baffo dimoftrativo armonico - il rifultato fifico terzo fuono . Cos Co* di fatto fegi per comune giudicio, e confenfo de' fuddetti Profeffori s feguir in perpetuo appreffo chiunque, bench di gran lunga in s fatta prova i terzi fuoni rifiatanti- non eguaglino di forza i fuoni naturali.
S'

immagini

cui

il

In
di

tal

rifpetto accordo la feconda parte della propofizione

che F armonia
fia

terza minore comparata all'armonia df terza maggiore

imperfetta,,

per lo contrario l'armonia di terza maggiore fia la perfettiflma , e la immediatamente,, e principalmente voluta dalla natura in s fatto modo , che per eccellenza s' intenda , e fi chiami giuda* mente in genere 1' armonia muficale. Quanto poi a quella parte della fee mancante di molto.. to, che

conda propofizione ,. in cui fecondo il modo comune- a intendere fi deci1' armonia dalla faenza. di terza minore fi prefa in preftito Aritmetica, e fia quafi ftraniera, e accidentale alla mufica, ci nego af. folutamente; e per lo contrario dico, che il fiftema dell' armonia di ter-za minore non folo infeparabile dal fiftema dell' armonia di terza maggiore
,

ma

anzi

lo fteffo identico fiftema

che per
i

e indipendente-,

mente da qualunque principio

diverfo

include

due generi di

armonia.

Lo

dimoftro.
Eropofi?jone Settima. Figura VII: congiuntacori

gli efempi muficali

D 111
'Ata
la feftupla

armonica in

AM

diametro 6o
gli
i-

far

A a 30, A 3 20,.

A 4 15, A512, A 6 10.


i
.

Saranno

avanzi, o fiano complementi del

diametro, nee fonore, faranno efempio muficale 3

2M30, 3M40, 4M45,


Data
la

% fuoni rifpettivi in

M 48 M 50,
,

quali fuppofti
gli

li-

note muficali
difcreta

affegnati

neU

dupla

geometrica

in note muficali fon-

TR*ATTsATQ DI MUSICA.
fondata fopra Cfolfaut
linea fonora, far,
creta in
faut

o, che

corrifponde al diametro

AM

69

60

fuppofto
di(~

^y
x

Data
ficali

la fefquialtera

geometrica
lo fteffo

note mu-

y.
V?

fondata fopra
,

Cfol-

come diame-

tro

60

far

,0*

r'fS

a f

^=
so
-e.0

Dunque

eccettuata nelF efempio 3


la

in cui la ferie fuperiore armonica

mu (leale la prima nota Cfolfaut 30 T forma unit con la ferie inferiore de*

AM.

feconda nota Gfolreut 40 , e la terza nota Ffaut 45 fodue mezzi, armonico 40, aritmetico 45 della foprafignata dupla geometrica difereta. Egualmente la quarta nota Elami 48, e la quinta ultima nota 50 fono identiche a' due mezzi r armonico 48, ariemetico 50 della fopraffegnata fefquialtera geometrica difereta . Ma le tre note 30,40,45 dell' efempio muficale 3 Tono complementi delle tre note 30, 20, 15 dell' efempio muficale I, perch cos fono nel diametro Egualmente le due ultime note 48,50 deli' efempio muficale 3

complementi no identiche

a'

fono complementi delle due ultime note 12,10 deli' efempio muficale I,. perch cos fono nel diametro e neh" efempio muficale I gli eftremi di

30,20,15
Dunque
fono
i

fono

in dupla,,

gli

refla

dimoftrato, che

nell'

due mezzi armonico , fono i due mezzi armonico, e aritmetico della fefquialtera, perch fono gli avanzi, o fa complementi rifpettivi delle fuddette ragioni Ma il fiftema aritmetico di armonia di terza minore fondato fu la divifione aritmetica della fefquialtera, o fia praticamente quinta e la ultima nota Elaf 50 dell' efempio muficale 3 dimoftrata divifione aritmetica della fefquialtera , o fia quiita Dunque il fiftema aritmetico di armonia di terza minore fondato fopra la ultima nota dell' efempio mu*
ficali

15,12, IO fono in fefquialtera. efempio muficale 3 le due note 40,45 e aritmetico della dupla ; Le due note mu
eftremi

48,50,

Ma que. 3 , ha il fuo principio nel fiftema fuperiore feftuplo armonico, di cui relativamente complemento Dunque il fiftema aritmetico ( eh' f ar
ficaie

qual nota

corrifponde

nel diametro alia

linea 5

lla

minore ) non; folo infeparabile dal fiftema armonico lo fteflb identico fi ( eh' f armonia di terza maggiore ) ; ma anzi flema, che per f, e indipendentemente da qualunque altro principio include i due generi di armonia; eh' quanto fi doveva dimoftrare Riducendo la dimoftratione a pratica muficale, far f ar- >^s
raonia
di terza

monia
Il

intiera

Cfolfaut
,

ve 60

li

50, ultima nota 30, che forma ottava fuppone per fiftema come per
di

Elaf

dell'

efempio 3. ^Jjz
fi

acuto

col

Cfolfaut gra-

HS

fiftema

fuppo-

7Q
ne
la

TR^TT^TO DI MUSICA,

dupla principio primo a priori % perch dimoftrata , Il rimanente delle note muficali la quinta col mezzo aritmetico qui fopra dimoflrato. acci meglio s' intenda tuttoci praticamente , fi luppolina Qblfaut <5o ( che nella figura il diametro ) Baffo fondamentale di tutta 1' armonia

Ma

come

lo

ih

fatto ^
le

fi

confronto di tutte

note muficali

fupponga Baffo cortame dell' efempio I

,
,

come
e dell'

tallo fermo, a efempio 3 , de-

dotte dalla figura. Sar*

^,

1
S trova,, che

tzi
-
-e- -e

come

fopra

il

terzo Cfolfaut collante vi fono a confron-

to le due note Ffaut, Cfolfaut, e per Ffaut divifore aritmetico della ottava Cfolfaut j cfolfaut ( nulla importando che cfolfaut acuto fia pi alto un' ottava )* cosi fopra il quinto Cfolfaut collante vi fono a confronto le due note, Elaf, Gflreut, e per Elaf divifore aritmetico della quinta Cfolfaut, Gflreut, ( nulla importando , che Gflreut fia una quadrupla pi alto ) Ecco adunque ad evidenza la formazione del filicina dell' ar-

monia Qui

di

terza
fi

ella
il

produca

minore in Elaf ultima nota dell' efempio muficale 3. degni offervar meco in qual modo regga , e qual fi Ile ma, terzo luono , che certamente non ha luogo nell' armonia di ter,,

za minore, anzi vi fi oppone. Siano polle a confronto di Cfolfaut come Baffo collante y e tallo fermo le note dell' efempio muficale 3 trafportate in acuto nel Violino per dedurre pi, fenfibilmente i riflettivi terzi fuonij e per compimento della offervazione fi aggiunga la ultima nota
1

chiufa, dedotta dalla dvifione del diametro oltre la feflupla in

7,

coficch

t avanzo

i
,

fia

complemento

fia

Saranno

f)
\/

O*i):
-fch

< >

olo "$ *&


i

e-

ter^i suoni riattila


In quella offervazione certo
ni

che ciafcuna nota muficale de' terzi filo% per f radice fificoarmonica delle due note foprappofte ; e in tal fenfo

armonico, e tutto appartiene all' armonia di terza maggiore. Ma certo altrettanto di certezza dimollrativa, che il progreffo de' terzi filoni aritmetico e che polle in armonia equitemporanea le cinque note ; de' terzi fuoni, formano in precifione il fiiema aritmetico, cio f armo-

tutto

TR<TT<ATO DI MUSICA.
na di
terza minore.

71
ultima
le

Sia poi

o non
il

fia
,

aggiunta la
perch date

Dota chiufa , refta f nitro note fuperior de' vi s* intende Ja quinle.

vero
ta

fiftema
in
-,

quat-

fuoni
inferiore
,

armonia equitemporanea eh' il Baffo fondamenta,

La

ofiervazione

curiofa

e intereffante

perch' fifica

La

fua indicazione la tripla geometrica difereca (5,5

,4,3,2
,

e quarta dall' eSi degni egualmente oflervare , che le note feconda fempio muficale 3 fono complementi delle note terza , e quinta dell' efempio muficale I* e fono tra loro nella fterTa muficale denominazione, Gfolreut, gfolreut ottava; Elami, elami quadrupla. Le due note dell' e1

fempio
tutta la

fono identicamente 3

5
1

della corda
1
i

perch

come 60

eh'

corda)

20,12;
dell'

cos

1,3,5. E
,

complementi
fefquialtera
fi

riflettivi,
,

che

fono
della

le

due note

dupla;
al1

In confenuenindicato
1

efempio 3

fono due mezzi armonici


della

Gfolreut

40

Elami 48

n vu
m

za refta confermato quanto

m
GME.,9. -e- ^-<r e- 6~o
fi

0_jj-\j -

trove, che la corda di tre fuorelativa


al

-6"o
feftuplo

ni

3>5

armonico
fi

fiftema, ed di natura circolare.

Riducendo ora
indi vifbile
,

a'fuoi principj

il

fiftetna univerfale,
.

trova, che tutto


rifpetto

riduce alla ragion dupla intefa in due rifpetti


e di

Nel primo

come

fempio muficale I do rifpetto come


ti

potenza armonica. E' chiaro nelle prime due note dell' Nel feconlo fieffo, che diametro, e femidiametro , ed
.

della

armonicamente ed aritmeticamente ne' complemenprogreione armonica e come regreffva al fuo principio primo per
divifibile
,

moto
con

E' chiaro nelle note dell' efempio 3 , quali la feconda nota della dupla, cio cja Cfolfaut 30, in cui
circolare
.

fi

partono dalverfo
il

formano unit
fuo

la

progreffione

armonica

dell'

efempio I;
li

ritornano
rifpetrivi

principio primo Cfolfaut <5o, parlando per


e
al

mezzi

armonico, e

aritmetico della dupla, e fefquialtera, e fermandoti

come

in

compimento,

periodo di fiftema nella nota Elaf 50, quale identicamente corrifponde mezzo contrarmonico della dupla geometrica difereta 6,8,9,10,12.

cio

con ci refta di nuovo dimoftrato quanto fi ftabilito nel principio , che la ragion dupla principio potenziale, la ragion fefquialtera principio attuale del fifema armonico. Perch f dalla dupla geometrica difereta

(5,8,9,10,12,
.

fi

fottri

il

in note muficali

frk.
*'
{l

mezzo Dunque
nore.

aritmetico 9
in

refta
il

(5,8,10,12:

precifione

fftema dell' ar-

monia
pio
;

di terza
,

mi12
;

/.'

n(T

Ma
s'

io

il

mezzo
1'

aritmetico della

fefquialtera 8

e refta efclula

-04? LQ^^ 1.0

m
fo

IO
il

incontra

mezzo

ultimo termine feftuaritmetico 9 della dupla (5, 12.


fi

Dunque

dupla

in potenza

concretata

nella fefquialtera

, .

72
tera in

TR^TT^TO
atto;
e in quella
s'

DI MUSICA.
5

compie la determinazione de due fiftemi di armonia di terza maggiore, e di armonia di terza minore. Ella avr curiofit di fapere in qual modo fi debba concepire confonante il genere di armonia di terza minore, giacch imponibile, che fi porfa concepire nel modo del genere di armonia di terza maggiore perch' impoflbile , che il terzo fuono radice collante in infinito dall' armonico fiflema, fia egualmente radice del fiftema aritmetico, quando gi ho fatto vedere qual confufione anzi ne verrebbe, f nell' armonia d terza minore forf ro fenfibili abbaftanza i terzi fuoni ri fui tanti da tale armonia Io la prego di fofpendere per un poco la fua giuria curiofit , finch mi
incontra, e
fi

fi

apra

il

Rimane
mate
flituito

luogo opportuno. ad efaminare 1' efempio


de' feni.

muficale
il

dedotto dalle
fi

ragioni for-

da' quadrati

E' certo, che

pratico

flema muficale co-

due generi di armonia di terza maggiore, e di terda un terzo genere, che praticamente fi chiama d diflbnanze a confronto de' due generi fuddetti , che fi chiamano di confonanze. Quello genere di diflbnanze rifulta da una congiunzione equitemporanea di voci , o fuoni difpofli in tali ragioni , o fiano intervalli , che non convengono n col fiftema armonico di terza maggiore , n con F aritmetico di terza minore. Anzi in quello genere bench la pratica muficale accerti nell' effetto, perch forma giudice 1' udito, e il fenfo comune, non accerta per nella cagione . Ci non fa maraviglia , perch f non fi faputo fin' ora il principio intrinfeco delle conionanze , molto meno fi poteva fapere il principio" intrinfeco delle diflbnanze , che fono intefe per il loro contrario. Di fatto come praticamente fi fono definite fin' ora le confonanze dall' effetto, cio un accordo di voci, o fuoni grafolo dalli

non

za minore.*

ma di

pili

to all'udito; cosi per lo contrario

fi

fono definite

le

diflbnanze un' accor-

do ingrato

all'

udito.
alla

Per

altro quello terzo genere


,

praticamente
altri

non

s'

intende eflenziale

mufica

come

s'

intendono
,

gli

due

ma

fola-

mente accidentale ; coficch quando fi voglia fi pofla far a meno del di lui ufo. Vuol dire in foflanza, che non poflbile una compofizione muficale fenza

confonanze; poflbile una compofizione muficale lenza diffonanze. Quelle diflbnanze poi fi fono intefe, e s' intendono praticamente nel modo lleflb, in cui fi fono intefe le confonanze ; cio intervalli, o fiano diflanze compolle di due termini, che corri l'pondono a due voci, o due fuoni in relazione di grave, e acuto. Come fi fono chiamati, e dequinta ec. , cos fi fono chiafiniti confonanze g' intervalli di ottava ,
mati
,

e definiti diflbnanze
il

g' intervalli

di

nona

lettima ec.

E come

la

pratica accerta"

numero

precifo degl' intervalli

confonanti

nella ottava

quinta, due terze, maggiore, e minore, e due felle, minore, e maggiore ( iopra la quarta effendovi variet di opinioni ) ; cos accerta egualmente il numero degl' intervalli diflbnanti nella feconda , quarta, fella,
iettima, e nona. Cos
s'

intende in

comune fenza

far torto

a chi

inten-

de

TR^TT^TTO DI MUSICA.
<de

73
diflbnanze vi

altrimenti in particolare.

Inltre per

il

maneggio

delle

una regola pratica a parte , quale prefer ve , che la nota diflbnante debba apparecchiarli con una -nota anteriore confonante, e unilona alla nota

diflbnante, che immediatamente fuccede

Indi la nota
,

diflbnante

rifolverfi in una nota pofteriore confonante

che difeenda

debba fempre o per

re di diflbnanza

tuono, o per femituono. Quella la teoria, e la pratica del terzo gene, neceflariamente premerla innanzi la dimoftrazione , e fpiegazione dell' efempio muficale 4. Qualunque fia, feguo al lolita il mio metodo rigorofo di Jafciarmi condurre dalla dimoftrazione, e dal fatto Dico per , che i feni , come geometrici , fono le radici del fiftema di fonante., e fono infeparabili dal fiftema univerfale. Lo dimoftro.

Figura VII. Efempi mufcali 2


ridurre PEr prendano
a
gli

categoria

comune
,

le

pofizioni

ommeflb

1'

efempio I,
ec.

fi

efempi mufcali

quadrati
fi

del diametro
1'

AM
2

2,3,4,
delle

dedotti dalle ragioni formate da'

corde

AB, AC,
futtefe

dedotto

efempio

da' quadrati

delle

MB,

AD da cui MC MD
,

ec.
1

da cui

fi

dedotto F efempio 3

da' quadrati

de' feni

tefe

dedotto I' efempio 4. E per come corde , futec. , da cui fi e feni fono in categoria comune di quadrati , cos, le note mufcali degli efempi fuddetti fono in categoria comune di ragioni . Per formar la
, ,

idea di quefto rapporto


ficale

fi

dica.
1

La

in

ragion

dupla con la feconda nota

prima nota Cfolfaut dell' efempio mudell' efempio muficale 2-.

Cos il quadrato del feno 2 B in ragion dupla col quadrato della corda A B. La feconda nota Dlafolr dell' efempio 4 in fefquialtera con
1

la terza

efempio 2 . Cosi il quadrato del feno 3 C in fefquialtera col quadrato della corda ec. Ci premerlo fi ponga a confronto muficale 1' efempio 4 dedotto da' feni coli' efempio 2 dedotto dalle corde* e vi fi fottoponga congiunto in armonia equitemporanea il fiftema armonico a ragguaglio della fua fpiegazione fuccefiva nell' efempio 2 ricordandoti per le cofe dimoftrate, che tal congiunzione non di arbitrio , ma di eflenza tfica , e dimoftrativa del fiftema armonico , quale a ragguaglio^della fua fpiegazione fi va
nota
dell'

AC

con-

74

TR^TT^TO
.

DI MUSICA.
~

congiungendo fino alla feflupla in unit integrale di armonia Saranno In quello confronto fi vede , che menJ^-J\ tre negli efemp di note fucceffive, 4,2,, "y [[]
fi

g O

P
'

".

'\
~~

jR^ <Q -S

\^

trova

la

fefquialtera

tra

B
(
)
,

dell'

efem-

pio 2 , e P dell' efempio 4 quinta tra Gfolreut , DlafoJr


di

in pratica la
a ragguaglio

confronto
fi

giunzione
le

due

nell' efempio fottopoflo di controva un' altra fefquialtera nelnte congiunte ( quinta tra

2$^
|)

gy

"p
\
t

Y}&ft-

AB

Cfolfaut, Gfolreut ). Dunque in tal confronto fi trova la geometrica proporzione, perch fi trova la fefquialtera conti-

j^ g
*T jY
"
'

Ce- Q= Tln n n'"

& r
i

jpAoAn
% marun^ione

n
B

5
"

nua

come 9,6,4.;
-Q-4.

in

note

muficali

Ma

la

felquialtera fottopolta

AB
e afovrapofla

'

la naturale del fiflema

armonico;

vien de-

terminata da P, che corrifponde al


1

quadrato del
la

feno 3

C.

Dunque

in

radice dal feno 3


.

determinata

fefquialtera

geometrica

natura di quantit/geometrica foftanzialmente oppofa alle due nature di quantit, armonica, aritmetica; perch dove quelle hanno per principio primo latinit, febben in diverfo rifpetto, quella ha per principio primo la dualit, come fi dimoflrato nella formazione
la

proporzione

Ma

de
alle

feni

Egualmente
,

la

due progreifioni
la

date fopra la infinita

progreffione geometrica foftanzialmentc oppofta armonica, aritmetica, perch dove quelle fono fonferie delle ragioni fempre diverfe, quella fondata
della
fletta

fopra

infinita

ferie

ragione
far

moltiplicata

Dunque
,

le

due proporzioni , armonica , ne geometrica in forza de'


muficale

aritmetica

fono confonanti
diffonante
'

la

proporzioV eleni pio


,

comrarj
,
.

Ma

4
fi

dedotto
1'

da' feni

quelli

fono

infeparabili

dalle corde

efempio 2 Dunque il fiflema diffonante infeparabile dal fiflema univerfale , il che fi doveva dimoflrare. Da quella dimoflrazione nafce il quinto Canone muficale ed ; che in genere qualunque accordo muficale far diffonante , f vi faranno nelC accordo due intervalli fimili di fpecie diverfa eccettuata pi per ufo , che
dedotto
,

da cui

per ragione

Per efempio due quinte , due quarte , due terze maggiori ec. non gi intefe in ottava tra loto, come: ^^ -Q. x perch le due quinte non fono di fpecie diverta: la fleflfa quin- f\\ qJL ta replicata in ottava, ma intefe nel modo feguente, dove due intervalli bens fono fimili , perch ^feUSZ US tanto il grave, quanto 1' acuto intervallo di quinT tay ma fono di fpecie diverfa \j)~ halafuabaperch il grave
)

la

ottava

"

gg
fe

'

TR^TT^TO
f in Ffaut
,

DI MUSICA.
.

j$
Canone
tra
,

1'

acuto in Cfoifaut
,

Di pi perch
fi

il

fia

vero

jion di

neceffit

che

due
,

intervalli

congiungano

loro in un

fia geometrica mezzo comune , coficch la fefqui altera , o fia quinta iebhen la proporzione fia geometrica deIl Canone refta vero continua
.

qualunque volta fia duplicato nel modo fuddetto qualunque intervallo componente l'accordo muficale. Nafte in ifpecie il fello Canone muficale , ed , che de due intervalli
creta
,

e in generale

fimili di fpecie diverfa far

il

confonante quello
.

che mtrinfecamente appartie*


quello
.

ne al fiftema armonico

o aritmetico

Sar

il

diffonante

che in niun

modo appartiene poco Dimoftrato 5


.

n pu appartenere a due fuddetti fijlemi


e {labilit

Si ip legher tra

il

principio del fiftema diffonante


i

in

dell' e-

impio 4, relativo
.

al

quadrato

dei

feno 3
relativi

C,
a'

per confeguenza

il

pro-

greffo diffonante far in Q_, R , S , nella feftupla Di fatto dell' efempio

quadrati de' leni contenuti


dell'
iteli*

Q_

loro

in
fi

feiquiterza

fia

quarta

confronto

efempio 4 fono tra efempio di congiun-

zione
cuta

trova un' altra fefquiterza

di fpecie
.

diverfa in

BC,

e quella la

feiquiterza naturale del fiftema


la la

4
di

vi

armonico Dunque la fuperiore , o fia adiffonante. Egualmente tra D dell' efempio 2, R dell' efempio fefquiquarta o fa terza maggiore. A confronto neli' efenapio
,

congiunzione
la

fi

trova un' altra feiquiquarta

di

fpecie

diverta in

CD,
la
1

e quella

lefquiquarta naturale del fiftema armonico.

Dunque

fu-

Finalmente tra E dell' efempio 2, S deli efempio 4 vi la felquiquinta, o fia terza minore. A confronto nell' eiem pio di congiunzione fi trova un' altra fefquiquinta di fpecie diverfa in D E ed la naturale del fiftema armonico Dunque la fuperiore la diffonante. E qui compita la feftupla compito il fiftema.
periore la

diffonante.

Refta a

vedere qual

diftanza

formi

ciafcuno

di

quelli

eftremi

acuti

Q_i R, S, a confronto dell' eftremo armonico grave Cfoifaut A, che in precifione il terzo fuono , e per radice , baie , e in fomma Baffo

fondamentale
faut

di

tutta
di

1'

armonia

Comparato P
la

dell'

dell'

efempio

congiunzione,
,

diftanza di

efempio 4 a Cfoinona. Dunque real-

mente

nona diffonanza perch comporta di due quinte di fpecie diverfa. Comparato Q_ allo fteffo Cfoifaut, la diftanza di undecima, Dun-' que realmente la undecima diffonanza, perch comporta di due quarte. A quella diffonanza di undecima corrifponde identicamente in pratica la
la

diffonanza chiamata quarta, perch in pratica


eftremi non. da Cfoifaut

fi

prefa la

diftanza degli

efempio di congiunzione, ma da Cfoifaut C dell' efempio 2 , che veramente in diftanza di quarta da Ffaut Q, dell' efempio 4. Da ci nato in precifione 1' equivoco, e la confufione fopra la quarta , di cui fin' ora fi difputa , f fia confortanza , o diffonanza La quarta grave , cio C dell' efempio 2 , B dell' efempio di
dell'
.
('

2.

con*

7<*

congiunzione

ma
pio

^
i

RUTTATO Bl MUSICA.

"

-Oh

confonante
.

feftuplo

)'.

armonico

La

perdi' la quarta naturale del fidequarta acuta , cio dell' efem-

C
,.

P
e-

Q
la

dell'esempio 2

V
U'

dindonante

perch

non

appartiene

ne pu appar-

S-?

tenere al fiftema armonico*

e congiunca con la quarta grave forca continua . Non effendof ben di*
ra le due quarte, eftremi , nato

g ~~~~

ma

la

fefquiterza geometri-

ftinte

fecondo
la loro

loro natu-

i due equivoco , e confufione fuddetta . Se- poi in pratica nefce pi, comoda ( com' in fatto ) la fegnatura di 4*, che di- ir ne* numeri , che fi pongono al Baffo organico , fi continui pure fenza fcrupolo alcuno,, purch s' intenda nel. modo fuddetto . La dilucidazione era neceffria Comparato R dell' efempio 4 allo fteffo Cfolfaut A, la diftanza di duodecima eccedente , o fia ( come praticamente fi chiama ) fuperflua in note mufcali ~...$q. Dunque l duodecima fuperflua realmente diffonanza,. perch hcomporta di due terze maggiori y lagrave naturale del fiftema aidell' efempio di con- monico in 5 giunzione; 1' acuta non appaiIT tenente al fiftema armonico tra D deli efempio 2, R dell' efempio 4: in note muficali-. Di- quefta difpfe Q fonanza, non vi v n- vi ftata mai idea prap~"^u- tica , e diventa affatto nuova nel muficale fiftema . Vi ben- n diftbnan* s la za j che in pratica fi chiama fefta ( ma rigorofamente terzadeci-ma ,, come fi vedr a fuo luogo j , quale di primo afpetto pare a* naloga alla qui fopraffegnata . Ma non vero; intrinfecamente diver* fa. Perch la diffonanza chiamata praticamente di fefta effendo realmente una terzadecima ( effendovi in quefta lo fteffo- equivoco, che fi fcoper^ to nella quarta in ragguaglio alla vera diftanza ), che vuol dire in fiftema muficale di confronto, In %") non ha che fere con la duodecima fuperflua neper natura, n- }z, 'y- pei' denominazione d lettera mufl* cale. Non per natura, per*- ttfZO^Z che la duodecima fuperflua ' fonda~^" ta'; per natura fopra una terza maggiore a confronto di un^

non

effendof

comparati fecondo

natura

1'

CD
,

'

altra terza maggiore r eh' la naturale del fiftema armonico, e l terzadecima intrinfecamente fondata fopra la quarta acuta Alamir-, Elam ,, a confronto della quarta grave Cfolfaut, Gfolreut , eh' la naturale del fiftema armonico. Non per denominazione di lettera muficale, perch lanota acuta della duodecima fuperflua Gfolreut J^ , la nota- acuta della terzadecima Alamir , e per le diftanze fono realmente dive rfe quella di duodecima , quefta di terzadecima . Sia dunque la duodecimafuperflua una diffonanza di- nuovo acquifto, di cui tra poco fi vedr 1' u

fo.

Comparato finalmente S
.

diftanza di quartadecima

allo dell' efempio 4 Dunque realmente la

fteffo

Cfolfaut

A,

la

quartadecirna diffo-

nanza
in

DE

perch comporta di due terze minorici fpecie diveda. La gravedell' efempio di congiunzione, ed la naturale del fiftema* armotra'

nico. L' acuta

bf,

dell'

efempio.

4,

Gfolreut

dell'

efempio 2,
eh'

TROTTATO DI MUSICA.
eli*

la

non appartenente

al

fftema

armonico

A
A

77

quefta diffonanza di

quartadecima corrifponde identicamente in pratica la diffonanza , che fi chiama fettima^; niuna differenza effendovi, f non nel termine della digrave , e in pratica ftanza , che realmente deve prenderli da Clblfaut acuta Nel modo primo quartadecima , e fi prende da Cfolfaut ottava fettima nel fecondo ma vero il modo primo, non il icondo , perch
.

in foftanza cos in quella

come

nelle

altre

diffonanze
il

deve fupporfi
,

la

pofizione del frftema confonante innanzi di fupporre

fftema diffamante

quale non

fuffifte

per

ma

in forza del fftema

confonante
.

come ad
il

evidenza dimoftrativa fi ' veduto negli efempi fettimo Canone muficale, ed , che non fi d cuna, diffonante , f non fondata fopra la pofizione Offervando quanto nel fftema diffonante fi trova , che il prefente fftema conviene con la
sizione della

muficali
,

Da

ci nafee

n pu dar fi pfiatone al*


dedotto
e

confonante
,

riabilito,

fi

pratica

comune

nella po-

e della quartadecima , non conviene in alcun modo nella pofizione della feconda, perch non ha,, n pu aver luogo in quefto fftema: fegno, che non'

nona

della

undecima

fia

quarta

fia

fettima.

Ma

vi tal diffonanza

Il fallo

pratico
il

ed nato dalla fettima


o< fia

quale rifpetintegrale,

to alle note mufcali

componenti

fuo accordo,
fua

armonia
. .

convertibile in molti

modi

La
il

pianta fondamentale

in cui la nota srave grave Cfolfaut

Baffo
di

conversione
pofizioni
.

gna
Baffo

co

o fia Prima, numefi

trafpolzione

quefta
nel
i

fondamentale Nella pianta nafeono tre Baffo organico

(T

Seconda

che

nel

organico

zi ir
nel
la

fegna.

1
il

f~*

bj5 .Terza

Baffo organico
pofizione
pofti
.

fi

fegna
.

forbente del fallo


i

quefta terza
ri

numefopra
ifpecie

m
[r~7
la
.

ha

4 6
,
.

infieme
in
fallo
,

la
(

nota bf,
per

fi

dicono in
)

pratica

diffonanti

Indi
il

feconda
Nei-1'

numero 2

chiamata diffonanza
fuperiore
,

Ma
,

patente

pianta fondamentale

Cfolfaut.

Eia mi-

Gfolreut

ac-

cordo confonante , perch quefte tre note fono tra loro in armonica proporzione Aggiunta la nota bf fi aggiunge al fuddetto accordo una terza minore tra Gfolreut , Bf , quale non pu non effer diffonante, perch di fpecie diverfa dalla immediatamente fottopofta Gfolreut,
.

qual la naturale del fftema armonico Dunque la nota diffo, nante in preci fio-ne bf, fettima col Baffo fondamentale Cfolfaut. Nella terza pofizione la nota , che in; precifione forma feconda , a cui ' re.

Elaml

lativo
fo..

il

Come

numero -2 , Cfolfaut, che nella pianta fondamentale il Bafdunque pu effere, che tal nota fia diffonante, f quefta : il


78

. , ,

TRiATTtATQ DI MUSICA".
?

Baifo fondamentale
reut

Anzi

tutto

al

rovefcio

In qualunque luogo

fi
,
.

tro

vi per trafpofzione Cflfaut, far Tempre confonante, e cos


,

Elam

GfoU

non cambiano natura per cambiar luogo , e pofizione Sar qualunque luogo, e pofizione fi trovi per la fteffa ragione, che non cambia natura per cambiar luogo Dunque nella terza pofizione non Cflfaut , eh' z nel numero , non Elam , eh' 4 nel r numero, non Gfolreut, ch 6 nel numero, fono diffamanti ma la foia nota diffamante bf , a cui in numero corrifponderebbe 1 , e non 2 Dunque la diflbnanza chiamata feconda non vi n in quefto fiftema n in pratica muficale E un' errore, che fi deve emendare, e con T e
quali
bf diffamante in
.

fempio arfegnato altri molti di tal natura-. Efclufa per fempre la feconda come diffonanza , fi deve indagare , f debba efcluderf anco la terzadecima, ( in pratica feda ), che nel prefente fiftema non appare, e in pratica diflbnanza di molto ufo.. Nel fiftema non appare, ma inclufa nel quinto, e fefto Canone muficale dedotti dal fiftema Se per il quinto Canone vi fiano nell' accordo muficale due intervalli fimili di fpecie diverfa, vi far diffonanza* Dunque dato T O") accordo , vi Iara far diffonanza , perche V1 perch vi lono fono due intervalli li* fi-.
,.
.

h
[
,

mili

di

Z,

, [ 1

VQ -~,

e la quarlli

IL
j

MJ
"W
al

Q*\

'

fpecie diverfa, cio la quarta tra Gfolreut,


ta

Cflfaut;
di

...

tra

Elam, Alamir. Per


fimili
di

il

fefto

Canone,

que-

due

intervalli

fpecie diverfa

che appartiene
in niun

fiftema
a'

modo

appartiene

armonico , o aritmetico ; due fiftemi fuddetti . Dunque


la

confonante quello, difTonante quello , che

la

quarta tra Gfolreut

Cflfaut confonante, perch'


ta tra

naturale del fiftema armonico; la quarin

Elam, Alamir,
fiftema fuddetto
.

difTonante, perch

niun
dal

modo pu

la

apparte-

nere

al
.

Dunque

in

precifione

Alamir

nota difTo-

nante

Ma

quefta
la

in

diftanza di terzadecima

Baffo

fondamentale

Cflfaut.

terzadecima vera legittima diffonanza, e appartie-ne al prefente fiftema , che con la pratica fi accorda , e conviene Rimane ad elaminare, f quello fiftema fi accordi, e convenga con la.
..

Dunque

pratica nel

maneggio

delle diffonanze
,.

cio

nel* apparecchiarle

rifol-.

efame ritorniamo agli efempi muficali 2 , 3 , trovare , s' alla figura VII, dove tutto fi deve vero il prefente fiftema. Neil' efempio 4, eh' delle diffonanze , il pri-. mo progreffo da Cflfaut ( nota comune di tutti gli efempi ) a Dlafolconfronto di r , in cui fi trova la prima diffonanza, eh' la nona. tal progreffo fi trova nell' efempio 2 , eh' del fiftema armonico, il proverle nel
gi fpieg9to

modo 4 , anneft

Per

tal

grefb da Cflfaut 2

mento

a Gfolreut 3 EfTendo il fiftema armonico, il fondaprincipale dell' univerlale fiftema, perch' la radice, e cagione di tuttoci , che fi trova nel fiftema- in particolare, fi dovr dire, che nel
1 1

progreffo del fiftema armonico da Cflfaut

a Gfolreut

3,

eh',

una

fef-

quial-

TR^TTiATO DI MUSICA.
quialtera
,

J$

trova prodotta a confronto nelP esempio 4 la 1' difibnanza di nona, che realmente comporta da due quinte. Dunque quello quinta del progrefib armonico elemplare, o fia forma nella intervallo di quinta > eh' nell' efemplare , corrifponde nelP accordo equi-

fia

quinta

fi

a cui fi fottotemporaneo la feconda nota Gfolreut 40 dell' efempio 3 ponga il Baffo fondamentale Cfolfaut, che forma quinta col fuddetto GfolIn tal .precifo rifpetto di efemplare antecedente , e di efempio reut 40 confeguente fi trova il progrefib armonico dell'^ efempio 2 all' accordo equitemporaneo de' due efempi 3,4. Perch nell' efempio 2 il primo pro,
.

grefib

di dupla

cio da
la

1;

nell'

accordo
le

efempi efempi
,

3,4,

fi

trova

ragion dupla tra

due
.

ma

pofleriore alla dupla dell' efempio 2

equitemporaneo de' due prime note de' fuddetti In quello efempio 2 il

fecondo
pla
,

progrefib di quinta tra

P armonia
,

fi

confider

confiderarfi

cio:

/T[
V

feconde,

Gfolreut
tri-

fono tra loro in

-9-1
Gfolreut 3

Cfolfaut 2 , Gfolreut 3 , ma di triequitemporanea , come per natura deve ragguaglio negli efempi 3^4, le due note {> ]y 40 deljj efempio 3, Dlafolr dell' efempio 4 NelP eimpio 2 il terzo pia, ma poferiore

progreffo di quarta tra

Cfolfaut

P armonia fi confider equitemporanea. A due note terze , Ffaut 45 dell' efempio 3 , le fono in quadrupla , ma poferiore . In fomma fronto quanto fuccede antecedentemente nelP efempio 2 del fifiema armonico , tanto fuccede poferiormente negli efempi 3,4, riipetto al loro accordo equitemporaneo Egualmente quanto luccede nel progrefib fucceffivo dell' efempio 2 , cio di ottava , quinta , quarta , terza maggiore , e terza minore tanto fuccede nelP accordo equitemporaneo come fi vede in dell' efempio 3 rifpetto al Baffo collante fondamentale ,
ragguaglio ne'
.

ma

di quadrupla , f due efempi 3,4, Ffaut dell' efempio 4 per abbreviare il con-

quello efempio

onaug

<B

gggg

piana

*3fi*

Ye

*%$&,.

~XZ
e>

1
3,4,

#
dalle

^
futtefe
,

Dunque nel fifiema armonico dell' efempio 2 dedotto dalle corde vi apparecchio antecedente di ci, che poferiormente deve fuccedere negli
due fifiemi
degli

altri

efempi

dedotti

da'

feni

Quello apparecchio del fifiema armonico, che nella divifione armonica del diametro nelP efempio 1 fi pu chiamar giuftamente forma efemplare , determinazione di quelle ragioni , che devono fuccedere negli efempi che P identico dimoftrativo apparecchio delle difibnan2,3 , 4 , dico
, ,

ze,

So

TR^TT^TO

DI MUSICA.

ze, e che in quello apparecchio la pratica rauficale fi accorda , e conviene col fftema . Lo dimoftro La prima diflbnanza la nona, ed quinte . Dunque 1' apparecchio diflbnanza , perch comporta di due dev' efler una quinta , perch' la fua forma j e deve trovarfi in precifione di Baffo fondamentale nella feconda nota Gfolreut 40 dell' efmpio 3 , perch in cmefta nota fi trova i' efempio formato in quinta
.

Ma
ec.

ridotto

a pratica

muficale
.

1'

efemplare

cos

fi

trova
refta

in

pre-

cifione.

Dunque
(

dirno-

Arato

'

3. XJc/uinia ^consonante.

12.

assonarne

_,

-&
^o

IL

progresso ai quinta'

*&
fi

Ma
oile
la

cosi

in

precifione

s'

intende, e
la

opera in pratica muficale.


.

Dim-

pratica conviene

con

dimoftrazione

la undecima, ed diflbnanza, perch compodue quarte. Dunque 1* apparecchio dev' efler una quarta, perch' la fua forma , e deve trovarfi in precifione di Baffo fondamentale nella terza nota Ffaut 45 dell' efempio 3 , perch in quella nota fi trova 1' efernpio formato di quarta. Ma ridotto a pratica muficale 1' efemplare, co-

La

feconda diflbnanza

fta

di

fi

trova in precifione.
,

inoltrato

ec.
fi

Ma

cos in

tende

opera in prapratica

CW:(q.

CQ77SQ: jf|

t> ssona

Dunque
tica

refla
s'

di-

-e

precifione

in.

muficale
la

Dunque

la

con-

~?so

moflrazione

g nana

viene con

di-

ca muficale.
e

duodecima fuperflua, ignota fin' ora alla pratidiflbnanza, perch comporta di due terze maggiori. Dunque l'apparecchio dev' effer una terza maggiore, perch' la fua forma*

La

terza diflbnanza la

deve trovarfi in precifione di Baffo fondamentale nella quarta nota fidell' efempio 3, perch in quefta nota l trova l' efempio formato in terza maggiore. Ma ridotto a pratica muficale f -efemplare, cos fi trolami 48
app-.-77'

va

in precifione

^-^- m *aL
lv
-

Dunque
ec.

refta dimoftrato

xx

m
Ma

TR.ATT.yfTO DI

MUSICA.

Ma
le,
f

que la Finalmente la quarta^ diffonanza la decima quarta ; ed diffonan. za , perch comporta di due terze minori . Dunque 1' apparecchio dev* {Ter una terza minore , perch' la fua forma ; e deve trovarf in precifione di Baffo fondamentale nella quinta nota Elaf 50 dell' efernpio 3, perch in quella nota fi trova formato f efernpio di terza minore.

intenderebbe, e operarebbe in pratica ratificatal diffonanza foffe nota, e cos dovr ufarfi ora che nota. Dunpratica conviene con la dimoftrazione
s'

cos in precisone

"Ma

ridotto

pratica

muficale

efemplare, cos
ref a
J

fi

trova in precifione
cos

aW^mconso-.b&^onany <-w-

iy "
1

^T'
con

preciiione s intende, e

Ma_ *f^ opera m


fi

ca muficale.

Dunque

la

pranpratica conviene

35

ji

la dimoftrazione

'I

unn

'

'

I>

*&& minor &'**'


A
mai
ragguaglio
fi

verificher in genere qualunque efemplare dimo'ftrativo

a "confronto di qualunque efernpio pratico.; e f vi far


nell'

errore,

non

far

vero bens , che la pratica fi dilata molto pi nell' apparecchio delle diffonanze , perch non prende a rigore la regola di apparecchiarle col predio intervallo confonante , che poi diventa diffonante j ma qualunque intervallo confonante ferve all' apparecefemplare dimoftrativo.
. Per efernpio nella nona r~^ maggiore , e la diffonan\-qta. Nella undecima, o fia praticamente *fl 1' apparecchio una terza minore dif , la za una quarta ec. Ci nulla ofta al fi fi-

chio
tina

fuddetto

terza

^
|

j^
~)

1'

apparecchio

za

una

quin..q?)

..."

quarta
i'onan-

<;

OZI
'

ftema
e uni

prefente, a cui bafta di

produrre

il

principio
,

primo,
fi

verfale della regola dell' apparecchio

da cui

pofl'ano

poi

1Q
'

^z 5

^^(^.

V3
""O

dedurre molte giufte confeguenze, e regole particolari. Per altro la rego* la pratica dilatata nel modo (uddetto ha il fuo fondamento nel Canone quinto, ed relativa alle diffonanze dedotte dalla proporzione geometrica
difcreta,

come

la

regola del fiftema

intrinfecamente relativa

alle diffo-

nanze dedotte

dalla proporzione geometrica continua

Rilevato il fondamento dell' apparecchio delle diftcnanze, e loro coftituzione nell' efemplare armonico, da cui fi hanno antecedentemente come

forme le ragioni , che pofteriormente formano determinate diffonanze , chiaro, che la loro
nello fleffo fiftema armonico
,

1'

apparecchio
univerfale.
,

indi

fono
che

rifoluzione dovr trovarli

eh'

li fondamento

Ci

praticamente

s'

intende per apparecchio, cofituzione

rifoluzione di dif

fo

Si

T R^TT^TTO DI MUSICA.

. pofizione la cio un paffaggio della nota diffonante in una nota diverfa , che dev' effer confonante e deve difcender femore o per tuono, o per femituono. E per veriffimo, che la diflbnanza non iuflilte per f, ma in forza delle confonanze, antecedente, eh*

fonanza gi fi fpiegato altrove, ma giova ripeterlo. S' intende, che a diffonanza non pu iuffifter per f , ma deve dipendere intnnfecamente dalla confidanza . Per la prima pofizionc 1apparecchio antecedente della nota muficale confonante . La feconda pofizione la fletta nota muficafe confonante, che fi converte in diffonante La terza
fua rifoluzione in confonanza
,

recchio,
fiftema
fi

confeguente

eh'

la

rifoluzione

V apparecchio

F appa-

nel prefnte

veduto ad evidenza dimoflrativa . Con eguale evidenza fi dola rifoluzione . Premetto effermi ignota la ragione della pratica muficale, per cui debbano rillverfi le diffonanze difendendo per tuono , o per femituono ; non mai afeendendo. Se vi fia in pratica quella ragione, confetto di non faperlo. E' per cofa certa, che dev' effervi per dimofrazione , f cos in pratica fi opera , e fi opera bene . Dico dunque , che nella rifoluzione delle diffonanze cos in- pratica deve, operare*

vr vedere

come

fi opera, perch cos infegna la dimoftrazione del prefnte fiftema, ed la feguente

Dato

il

'fiftema f-

fluplo armonico nelle

A
ZSempoH

-g_

note muficali a confronto del fiftema delle diffonanze effendofi


dimoftrato, che
la for-

ma
h~ la

fefquialtera

2,3
la

M
;

nona fottopofta Dlafolr, perch comporta di due fefquialtere


quiterza 3
di

producente

la

forma

k^

, 4 la producente la undecima fottopofta Ffaut , perch compodue fefquiterze ec- ed effendofi dimoftrato, che le diffonanze in tanto iono diffonanze inquanto fono intrinfecamente coftimite dalla geo, metrica proporzione , e per per f non fufiftenti

rta

perch

incompati,

bili

col

fiftema
,

armonico

ne

viene

di

neceffaria
l

conferenza
ritornare
,

per

corollario

che

non

fuffiftendo

da
'

debbano

donde

dire in foftanza , che fi riflvano nel principio ftef h on 8 ine > e ln cui hanno la radice. Ma quello '-i e il Ta frema armonico ; dunque nel fiftema armonico devono rifolverNon bafta . Per la fteffa confeguenza , e corollario f la ragioU ne antecedente del fiftema armonico la forma dell' apparecchio del-

partirono

e vuoi

Cm

ia

diffonanza

la

ragione

confeguente
della

dei

fiftema
)

antecedente

alla

rifoluzione

diffonanza

armonico dovr effer

che
del-

fa-

fa

fonila

TR^'TT^TTO DI MUSICA.
delia

83
nello
fteffo

rifoluzione

do

con cui

il

perch per lo fiftema geometrico


,

fteffo
fi

principio

mo-

parte dal fiftema armonico, dee ritor-

narvi.
nante

Ma
fi

nel dato confronto del fftema

armonico

e del fftema diffo1 1

trova

che nel fftema armonico


1 1

dopo

la fefquiakera

2,3,

fuc-

cede la

fefquiterza

3, 4j

e la

fefquiakera fiata
1

la

forma

della diftb-

nanza di nona
\.

eh'

la fottopofta

a 3

ed ftata la forma
1

dell'

apparec-

Dunque la fefquiterza 3 , 4 dovr effer la forma della nona. Dunque la nota muficale, che in precifone deve rifolver la nona , dovr effer la nota chiufa muficale pofta immediatamente dopo Dlafolr , eh* la nona, perch nel fftema armonico fuperiore
chio della nona
.

rifoluzione della

1
,

dopo Gfolreut 3
i

che form la fefquiakera

con 2
1

fegue immediatamen-

te.

Cfolfaut 2

topofto Cfolfaut chiufo.

che forma la fefquiterza con 3 , e a cui uniino il fotProfeguendo con tal metodo la dimoftrazione, fi
fi

trova
r

che Ffaut undecima

rifolve in
.

Elami chiufo

unifono ad Eia
fi

mi

$*

del fiftema

armonico fuperiore
,

Gfolreut

duodecima fuperflua

rifolve

in Gfolreut naturale chiufo

unifono a Gfolreut 6
alle

del fiftema ar-

monico fuperiore ec. Ritornando con lo


1

fteffo

metodo dimoftrativo

due note muficali,

del fiftema armonico fuperiore, Cfolfaut prima^nota del fifte% diffonante, qual in ottava acuta del foprappofto , fi trova, che quema lla ottava nel fiftema diffonante rifoluta in Gfolreut chiufo, unifono a

Cfolfaut

Gfolreut
la
fteffa

del

fiftema armonico fuperiore


.

coficch in
1

quefto efemplare

ottava fa figura di diffonanza

ci perch nel fiftema armoni-

co fuperiore vi la ottava antecedente 1,2, quale dovendofi congiungere equitemporaneamente ne 11* armonia univerlale , di neeceffit fi trovano due ottave, cio la quadrupla in geometrica proporzione , come qui e per nel quinto Canone muficale vi la parentefi, 6 vecte> H eccettua E-ta ( pi per ufo, che per ragione ) la ottava Non efu fendo P diffonanza attuale, come ivi ho detto , il fuo paffagI

o
che

in

/
/

Gfolreut non

fi

pu dire rifoluzione.
1

Ma per
paffa

certo

la

rjj

dupla
ra

geometrica 2
1 1
.

fi

converte

nella

fef-

:a
quialte-

armonica 2 3

Ma

le

note muficali della rifoluzione L z

g4

TR<ATT\ATO Di MUSICA.
fono identiche
alle
fi

ne

delle diffonanze

co, come
tutte
le

vede nelle note chiufe


fi

dell'

note muficali del fiftema armoniefempio 4 qui addotto. Dunque

diffonanze fuddette

rifolvono nel loro principio, a cui ritorna-

no

a ragguaglio

con

la fteffa
(

le, che vi ritornino

coni'
(

per tuono
tica

e lernituono

partirono. Ma imponbievidente) f non difendendo- a ragguaglio ^eccettuata fempre la ottava ) ; dunque in pra-

legge, con cui

cos

deve

operarfi nella
,

rifoluzione delle diffonanze,


il il

come
1'

fi

opera,

perch cosi infegna

e dimoftra

prefente fiftema

Sia per

none

ratificale-

includente tutto

dirnoftrato fin qui fopra le


,

ottavo Cadiffonanze ~
fia
risoluta

che la dijjonan^a fia apparecchiata da nota condonante unsona

nota

e'on

fonante
'

che a- ragguaglio

dlia dijfonan^a

d'incenda per tuono>,

femituono.

muficali- 2,3,4, e per veconfonante, e diffonante, giova difeendere al particolare , acci una volta finalmente fi arrivi- a formar giufta idea delle confonanze, e diffonanze muficali .E certo in primo luogo, che nel prefente fiflema g' intervalli, .0 fiatle

Confumate

dimoftrazioni degli efempi


la

duta in generale

natura de' due fiftemi

ilo

ragioni di ottava, quinta


,

quarta ec. non poffono confiderarfi confo*


dalla feftupla
fi

nanti

non come

infeparabili

armonica

di
f

integranti*

ed certo, che in pratica

confiderano per

cui fono part; confonanti, coi

me

fiflema,

elementi primi componenti la. feftupla. forza, che vi fia nella pratica.
le

Non
fi

potendo effervi errore nef

Date in contrappunto
di quinta formato

due parti feguenti,

domanda,

f-

1'

intervall

r\

Dlafolr
diffonante

del

Te- ]|-^4-je-fr4-ft

&

fo con Cfolfaut del


?

\-~M1"

Q
I

E
I

"

' '

'"

Qua
'

mi, i,
te
,

un' un errore, 7. quanto dirlo- gy. <! to fenfo di con-^ Z~ ) fempi pio ,. le due D fonanti , ma non
1

fi

E
;

#>

w
\

fi'

q ~|

"

da Gfolreut del Baffo con nore ,. e da Ffaut del BafTenore fia confonante, o lunque delle due fi affer.perch. tanto confonannante in legittimo, eftrettrappunto . Come ft lv e* quinte fuddette fono- conin forza dell' intervallo di

quinta, bens in forza di tutto 1' accompagnamento dell' armonia , cio di terza, quinta ,. ottava, che s' intende infeparabile da Gfolreut, e Ffaut }! come Baffo fondamentale. E quello accompagnamento dedotto dalla fe*-

iupkjcome.

fi

vedr a fuo- luogo,. Alle

iteffe

due

parti

fi

fctopon-

8a

TR^TT^TO
ga ed
la

DI MUSICA.
nelle
lo
&

85

terza parte
le

come
muicali

neli'

eferhpio,

ecco

due
note

quinte
intervallo
il

diflbnanti
.

fteffe

precife

Dunque

fteffo

identico

confonante,
rifpetto

m
l,f
j

diffamante
tutta

fecondo
.

di ve rio

Dunque per deterF armonia confonante o di (Tonante biminarlo o , fogna fupporre tutta 1' armonia Ma queDunque V errore lla la feftupla
di
.

nella pratica, la verit nel prefente

fi-

ftema.

fC
perfezione maggiore
.

j..,'l

E' certo in fecondo luogo, che dal preferite


in particolare la
,

fiftema
di

vien determinata
principio poten-

o minore
,

ciafcuna ragione in,

tegrante la feftupla armonica


ziale dell'

La

dupla

o
.

fia

ottava
fia

armonico fiftema

ed a priori

Dunque
o

la

perfettifma di

quinta, il principio attuale del fiftema armonico, di cui la ragione determinante. La quinmaggior forza ta dunque far perfettiflma ragione confonante , ed avr fifca della ottava Per ifeoprire la natura delle ragioni conlecutive , fi torni agli efempi muficali 2,3, annerii alla Figura VII, e fi oiTervi di nuovo ci, che gi fi offervato. Neli' efempio 2 dopo l quinta Cibi-'
tutte le

ragioni confonanti.

La

fefquialtera,

faut

2, Gfolreut 3, fuceede
3, Cfolfaut 4.

II
I

la fefquiterza,

fi

a quarta formata da Gfol-

reut

confronto di Gfolreut 3

neli'

efempio muficale 3
,.

fi

trova Gfolreut

40

dimoftrato

mezzo armonico

della dupla

formante una quinta col termine grave Cfolfaut. In tal confronto l trova la quinta fempre armonica e neh' efempio
T

jj

21
-eC.0. cmima

e neh" efempio 3
fi

A confronto

poi di Cfolfaut
4*5

dell' e

fempio2,
fteffa

trova neir efempio 3 Ffaut

dimoftrato

mezzo

aritmetico della

formante una quarta con lo fteffo termine grave Cfol faut. In tal confronto fi trovala quarta neli' efempio 2 armonica , neli' efempio 3 aritmetica . Dunque * di do PP ia natura . Dunque non pu effer perfetta ragione *- CS-tfua YtCL ^" effendo cojr mune a due iftemi in confronto. Dunque la fefquiterza, o fia quarta ragione confonante imperfetta. Dopo la quarta fuceede neli' efempio 2 la felquiquarta , o fia terza maggiore formata da
dupla

"

'

11

Cfolfaut

4 v Elami 5

confronto

neli'

efempio 3

fi

trova

Elami 4$

$6
djmoftrato

TR*ATT\ATO DI MUSICA.
mezzo armonico
-

della fefquialtera. formante -^7 In. tal J tma terza maggiore col termine grave Cfolfaut p confronto fi trova la terza maggiore -fempre armonica, e [T Dunque la fefquiquarnell' efempio 2 , e nell' efempio 3 C&ter%a niayjiOYZ. ta , o fia terza maggiore ragione confonante perfetta nell' eim fefquiquinta, terza, quefta fuccede pio 2. o fia minore, la Dopo
.
..

1
-,

formata da Elami 5 Elaf 50 dimoftrato

-Gfolreut 6

confronto, nell' efempio 3


della, fefquialtera
t

fi

trova
,

mezzo aritmetico

-~,
,

JLa. formante ima terza minore coi. termine grave Cfolfaut In tal confronto fi trova la terza minore nell' efempio 1/ q aritmetica . Dunque di nell' efempio 3 2 armonica v onore doppia natura.. Dunque non pu effer perfetta ragione, Dunque la fefquiquinta , o effendo comune a due fifbemi in confronto fia terza, minore, . ragione confonante imperfetta. quanto fi dedotto della perfezione della quinta , e terza maggioe terza, minore corrifponde filcare,, e della imperfezione della quarta ,
....

<

,.

CjH^^^Z

..

mente
fono

faut 2

XX
identici a
;

la

corda una di

tre.
1

fuoni

perch

due fuoni
la

di

confenfo 3

s.

Gfolreut 3

efempio 2

formante

quinta eoa
I

Cfol-

ad Elami 5 formante la terza maggiore

ii

con
la

Cfolfaut

11

Se

la

natura include
reut

3,3,

efcluds 4.,

Cfolfaut

forma

quarta

con.

GfoU

3, Gfolreut 6 forma la terza minore con Elami 5 ), . fegno tfico della perfezione di quelle ragioni, della imperfezione di quelle.. Dunque cosi , fificamente, e dimorrativamente, come fi dedotto. Non cosi in pratica. Il prefente fiftema conviene con la pratica, nella, ottava, e quinta, come ragioni confonanti perfette. Non conviene col rimanente, eh' la quarta, e le due terze, maggiore, e minre.. La. quarta in

pratica

fi

intefa, e s
.

intende or confonante, or diifonante per T

equivoco fpiegato altrove


fette,

Le

perch poffono

alterarti

in terza, cambiando la terza maggiore t^\-lcIa minore per h "* p cr fo ; la terza minore in m per terza maggioTT ^C te-rzasnaggio !g O
..

^
i

due terze fi chiamano confonanze impercon gli accidenti ufi-cali di ^r, e di j

^_

T?\."i

>:

bu

s
di

In
Quefto concetto
tutte
le

un errore.

La

quarta ragione

altre

contenute nella feftupla armonica

confonante,, comeed imperfetta, perch'

TR</fTT<JTO DI
di

MUSICA.

%^

due terze fi concepifcano alterabili e confnanze ratificali per fiano accidenti imperfette , ripugna a due dagli * armonico, e aritmetico; e per nego affolutament la loro poffiftemi
doppia
natura a confronto.
le
i,

Che

fibile

alterazione in tal fenfo, e concetto.

Nel

cafo pratic

addotto non

ne la maggiore in minore, ma fi cambia la terza minore in maggiore , fiftema neh" altro, e fi pafla dall' armonia di terza magl cambia un giore all' armonia di terza minore ( e cos pei contrario ) non fo iamente per la terza cambiata, ma per F ordine cambiato delle ragioni. E per la terza non pi quella del rifpettivo fiftema , ma una terza affatto diverta. Ecco H efempio chiariffimo terza maggiore terza maggiore DO -del fiftema armonico, del fiftema aritmetico

1
terza
del fiftema

1t&
/2^

minore armonico

Uj

.Q.
..

terza minore
del fiftema aritmetico.

0=

C-

<2

Dunque
terze
,

falfo

il

pratico

concetto
la

della potfibile
,

alterazione

delle

due

in confeguenza falfa la deduzione

perfette.

Refta dunque vero, che


intriiifecamente

che per fiano confnanze im* terza maggiore ragione confonante


.

La terza minore ragione confonante imperfetta, perch' comune a due fiftemi in confronto. Da quefti due efempi pratici , e da quanto fi ftabilito nel fiftema, due cole fi fanno pi ch'evidenti. La prima fi , che in quefto fiftema non ha pi luogo quella tale oppofizione, in cui fi contiene intieramente
perfetta, perch'

armonica

la
tta

idea avutafi fin

ora del

mufcale fiftema g ed , che


intervalli

il

tritono, la

fe-

comporti da due fole voci* o fuoni, fono per f, e indipendentemente da qualunque fiftema ingrati all' udito ; e pei contrario la ottava, la quinta, la quarta, le due terze ec. intervalli egualmente comporti da due fole voci o fuoni > fono per f grati all'udito. Tale oppofizione qui non ha luogo, anzi una prova evidenti Mima della verit del fiftema. In genere non fi ha la formazione
,

fuperfua, la feconda diminuita,

Non fi ha la fcala mufcale, armonica. Si vedr nel feguente Capitolo. In ifpecie il tritono fi ha dal genere diatonico; genere primo, e univerfale, perch immediatamente/ dedotto dalla feftupla armonica La fefta fuperflua* la feconda diminuitale, fi hanno da due generi , cromatico , Enarmonico: generi fubalterni , e dedotti. Si vedr egualmente nel feguente Cadel tritono, f
f

non

data la fcala mufcale

non data

la feftupla

pitolo. In individuo dico, che intanto


all'

1' intervallo dei tritono ingrato udito, inquanto la nota grave Ffaut divide aritmeticamente la ottava Cllfaut, cfolfauty e la nota acuta Bmi divide armonicamente la quinta

Gfol-

88

TR*ATT^TO DI MUSICA.

Gflreut, Dlafolre.- che vuol dire quella quinta, eh' fondata fopra Gflreut divifore armonico della fleffa ottava Cfolfaut, cfolfaut. La congiunla nota grave Ffaut, ripugnante
dell' armonia armonico fiftema, da cui deve deQuando dunque s' inverta f fumerfi T armonia integrale, e la fua bafe ordine foftanziale, e fi ponga in grave un termine per natura aritmetico a confronto di un termine acuto per natura armonico, certo di certezall'
.

zione di quelli due mezzi, in cui refla bafe e fondamento

za dimoftrativa, che vi ripugnanza nella pofizione. Dunque far certo all' udito. La mia propofizione s precifamente vera , che ponendo per bafe , o fia termine grave Bmi , eh' 1' armonico , e per -acuto Ffaut , eh' 1' aritmetico , 1' intervallo perde la fua afprezza s fattamente, che pollo a confronto dell' inverfo, fi fente da chiunque la notabiliffima differenza . Ma tuttoci una prova del fiftema generale, di cui deduzione , e confeguenza / e
di certezza fifica, che tal intervallo far ingrato

cos

a ragguaglio della natura degli altri intervalli.

Dunque

ec.

feconda cofa evidente fi una confeguenza } ed la neceffn di dover dedurre la natura intrinfeca delle conlnanze, e la loro perfezione, e imperfezione dall' armonia integrale , e non dalle parti , o fiano ragioni integranti.

La

come gi fi dimoarmonica, da cui 1' armonia di terza maggiore/ la feftupla aritmetica, da cui 1' armonia di terza minore. Di quelle due armonie la perfettiflma , e la immediatamente voluta dalla natura^ ( com' chiaro ne' fenomeni ) quella di terza maggiore, cio la feftupla armonica, a di cui confronto fi trova molto meno perfetta 1' armonia di terza minore, cio la feftupla aritmetica. Dunque dalla maggiore, o minor perfezione dell' armonia dipendendo a ragguaglio 1' effetto , eh' la confonanza, biibgna indagare in che confida la maggior perfezione della feftupla armonica. Quella confifte nella maggior, e pi perfetta unit del fuo principio, e della fua radice dimoftrativa armonica , eh' il cirQueft' armonia integrale la feftupla in genere,
in
ifpecie la feftupla

flrato;

colo perfettamente uno in

fteffo, a cui

corrifponde tficamente, e iden-

ticamente
tro,

il

terzo fuono

come

radice

fifico-armonica
Il

perfettamente una
il
,

in f fteffa.

Non

cos

la

feftupla

aritmetica.

fuo principio
eguali

diamee per

come

per f linea retta, e

come

divihbile in parti

deduzione de' feni dimoftrativamente imIn fatti ponibile, f non fupponendo il diametro divifo in parti eguali il fiftema aritmetico dimoftrativamente dedotto nel prelnte fiftema, dedotto per fomma di parti eguali , che fono gli avanzi , o complementi delle frazioni armoniche. Quelle fono impre unit per propria intrinfeca natura; quelli fono fempre imme di unit per propria intrinfeca natura. E quella la radicai differenza de' due fiflerni , quale in lbftanza fi riduce alle due figure, Circolo ifcritto, Quadrato circolcritto, che vuol dire alla prima pofizione del prefente fiftema. L' crmonia di terza maggioaritmetiche. E' manifefto nella
..

re

TR^TT^TO DI MUSICA.

%9

te procede dal circolo dimoftrato per intrinfeca natura armonico . L' ar* monia di terza minore procede dal quadrato dimoftrato per intrinfeca na tura aritmetico. Alla natura del circolo corrifpondono li fenomeni fificoarmonici Alla natura del quadrato corrifpondono li fenomeni fificoarit.

qualunque Cilindro quadrato , tanto 1 pi perfetta 1' armonia di terza maggiore dell armonia di terza minore e a ragguaglio le parti integranti la rifpettiva armonia Perch quantunque fia vero, che le ragioni integranti le due feftuple armonica, aritmetica, fiano le fteffe, cio ottava, quinta, quarta, terza maggiore 5 e ter-za minore non vero per , che la ottava della feftupla aritmetica fia eguale di perfezione alla ottava della feftupla armonica Ne' due fiftem 1' ordine foftanza , e cofa reale y e quindi la ottava pofta nel luogo gra vidimo della feftupla armonica pi una, e in confeguenza pi perfetta della ottava pofta nel luogo acutiftimo della feftupla aritmetica , e cos a ragguaglio di tutte le ragioni integranti In oltre abufivamente chiamo quefte ragioni integranti le due feftuple rigor dimoftrativo fono integranti la feftupla armonica , di cui fono parti fono componenti la feftupla aritmetica, eh' la loro fomma. E per tanto pi fono di unit intrinfeca al fuo tutto nel fiffema armonico, di quello fiano nel fiftema aritmetici
,

tra'

quali

il

timpano

fia

tamburo

fonoro. Quanto pi uno in f

fteffo

il

circolo

del

metico.

Premeffe
za maggiore

tali
,
.

nozioni

fpiegazoni forza definire


integrale di voci
,

1'

unit fificoarmonica

armonia di tero fuoni contenuti

nella feftupla
le di

L' armonia di terza minore , unit fificoaritmetica integrao fuoni contenuti nella feftupla ragguaglio le ragioni dell' armonia di terza maggiore, unitadi fi'ficoarmoniche di voci, o luoni integranti la feftupla. Le ragioni dell' armonia di terza minore, unitadi fificoaritmetiche di voci, o fuoni componenti la feftupla. E f quefte fono le vere definizioni rispettive a' due fftemi , armonico , aritmetico, 1' armonia del fiftema diflbnante dovr definirli , unit fificogeometrica di voci , o fuoni fondati nella feftupla
voci
,
.

Quanto
le

fiano lontane quefte definizioni dalla


ella

idea avutafi

fin'

ora del-

confonanze, e diffonanze,

Sig.

Conte

lo

vede, e lo intende.
,

Ma

in quefte definizioni nulla effendovi di


neceffit fifica, e dimoftrativa, forza

mio

arbitrio
la

tutto

effendovi di

cambiar

vecchia idea nella nuo-

va.
definir 1' armonia, non la confonanza, e confonanza, e la diffonanza l'effetto ili* feparabile dall'armonia rifpettiva e per definita la cagione, definito Si

dir, che in tal

modo

diffonanza. Rifpondo, che


effetto,

la

1'

ragguaglio della cagione fuccede


fi

ma

unit

come cagione,
all'

per gradevoliffmio

nanza meno perfetta,

effetto. Dalla perfettifficonfonanza come effetto, e udito. Dalla unit meno perfetta fi ha la confoper meno gradevole all' udito Cos a raggua1'

ha

la perfettiffima

glio

p
pilo
fi
il

TR^TT.4T0 DI MUSICA.
tutto, e le parti di ciafcun fiflema. Si avverta fola mente
intefo
il
,

che non

mai ben

fiflema diffamante

non
all'

folo nella cagione,

ma nem-

meno
to
il

neir effetto, che pure dipende dal fenfo. Si definita


di

la diffonan-

za un' accordo

voci, o Tuoni ingrato

udito.

Io faccio giudice tut-

muficale di buon fenfo , e mi dica , f veramente la ben difdella nona della undecima armonia o quarta , della terzadecima pofia o feda, della quartadecima, o fettima ( diffonanze tutte ) Ha cofa ingrata
, ,

Mondo

all'

udito. E' tficamente imponibile

perch
e

nel fuo

modo

unit

ed

nel circolo.
dell'

Ha

beniffimo
di

il

fuo gradevole per f, e folamente polla a

confronto

armonia

terza

minore

molto pi

terza maggiore fa conofcere la fua diverfit.


definizioni delle confonanze
dell'
,

Da

ci

fi

deli' armonia di comprenda, f le

diffonanze
la

potevano

dipender

dai

fenfo

udito.

Ecco

il

vero confronto, e
di

vera idea.
la

Nella corda fonora

un monocordo, nella corda pendola fonora rag,

guagliata co' numeri quadrati de' pefi eguali

unit deile ofcillazioni e-

quitemporanee comune a tutte le tre proporzioni , armonica di terza maggiore, aritmetica di terza minore, geometrica delle diffonanze. Della
i i

2 3 ec. nella corda del monocordo , e de' pefi ec lie ll corda a pendola fonora nota comunemente la unit del1,4,9 le ofcillazioni equitemporanee . La inverfione della proporzione armonica effendo la proporzione aritmetica , fuccede tficamente lo fleffo ; e balla

proporzione
*

armonica

111

riflettervi

iii
,

perch
ec.

fia

noto

Nella proporzione geometrica


fleffo in

4 6 9

o pu-

re

,i2,i<5

iiiiii
6 7 8 9

deve fucceder lo
ec.
,

nica

45

fi

dica di

11
5?

111

da cui Se
le

feparando

111 578,

forza della progreffione armo-

iir
refla

4 6 o;

lo fleffo

12 6

ec.

vibrazioni della intiera

progreffione

armoni-

ca di

mente feparate,

equitemporanee , lo faranno egualqualunque modo Dunque la unit delle vibrazioni, o fia ofcillazioni equitemporanee genere univerfale di unit, in cui convengono tutte le tre fuddette armonie. La cagione a priori il circolo, da cui in genere procedono , e fono contenute , ed cagione,
fino a
e divife in
.

9 fono

tutte infieme

come uno per


mente cadente
il

fiia

intrinfeca natura

nulla a ci oliando
linea circolare dal

che
pefo

le

ofcilla-

zioni de' pendoli

fiano divertite dalla

eccentricafia

nel ritorno al
il

fuo centro*

ma

badando

che circolare che


le

fuo principio,
di

che

tficamente

chiaro. In forza di quello principio


,

comune
le

unit manifeflamente falfa la propofizione


il

vibrazio-

ni equitemporanee fiano la cagione delle confonanze,

fuo contrario del,

diffonanze, n vi bifogno di prova.

Non convengono

n poffono
con-

TRATTATO
diffonanze con
le

DI MUSICA,

pi

confonanze nella imr^", come principio eli convenire le armonica la unit, come il tutto* delnatura della Principio quantit. come la minima parte . unit, Effendo compofta aritmetica la natura la due nature , armonica , aritmetica ( fi dimola. natura geometrica dalle ftrato nella formazione de* feni ), ha il fuo principio nella dualit, e noni
nella unit
.

Dunque

ec.

Non convengono

le

diffonanze nella unit della


fi

radice ffica del terzo Tuono con le confonanze dell' armonico

(tema, di
deli* afi-

cui propriet individua, e particolare la radice ffica del terzo fuono ad


efclufiqne

non

folo delle diffonanze

ma

ancora delle

confonanze

ritmetico fiftema,

come

fi

dimostrato a fuo iuogo.

Non convengono

nalmente le diffonanze con le confonanze nella unir del feftuplo periodo, e compimento, in cui convengono tra loro l' armonico, e 1' aritmetico fiftema. Dipendono bens dalia natura circolare della feftupla > di cui
fono legittime deduzioni

Le
genere

confonanze poi

dell'
l*

aritmetico
di

fiftema

o Sa F armonia
,

di

terza
in u-

minore conviene con

armonia

terza maggiore

e delle diffonanze nel

comune
1'
,

di

unit delle ofcillazioni equitemporanee.


di

Conviene

nit con

armonia
e
:

terza maggiore nel genere


ragioni
la
(

particolare

della feftu-

pla eftenfione

in confeguenza delle

nenti la feftupla

eguali

alle

integranti

feftupla

bench inverfe ) compoarmonica. Conviene e-

gualmente con 1' armonia di terza maggiore nella unit , come principio primo di quantit; febben quelta come minima, quella come inanima. Il diverfo rifpetto non diftrugge la intrinfeca natura del principio comune, eh'
eftenfione.
la

unit, e lo fteffo
in

fi

dica delle ragioni


il

inverfe della
delle

feftupla

Appare

oltre, che offervato

numero

ofcillazioni e-

quitemporanee

della feftupla aritmetica,

in tal rifpetto convenga in unit con

l'armonico fiftema,
fuddetti

perch,

fono certamente in
.

progreffone
zi
i*i

Appare

ma

numeri armonica non j ani

certo effervi
d'

errore
il

nel

modo
delle
oicil-

comune

intender
.

olciliazioni

Se

il

numero numero delle

Z Q ^.^^a *M

-fo

*,

^
*
conse-

lazioni

infeparabile dagli archi

formati
i

dalle ocillrzioni

e in

guenza dair area contenuta dagli archi,


i

certo- di certezza dimotrativa

che nella

proporzione

armonica
fteffa

123

ec

le

aree
1 1

fommate

degli

archi

delle ofcillazioni fono- nella

proporzione

2 3 ec; e nella propor-

la

ido^

?2
zione
la

TR^TTvfTO DI MUSICA.
arirmetica

1,2,3,
ofcilla

fono

nella

fteffa

proporzione
arco

1,2,3
-p

ec.

Ecco

dimoftrazione.

Mentre

AB
2
1

una
due
tre

volta
volte volte

per
per
per
da'

i'

^>^
--"--^ ---D C E,
r

AFB, AC

ofcilla

arco
arco

AHD. Ma
che
arco
area
1'

AGC

AD

dell'

ofcilla

1'

per
arco

dimoftrato
1

quadrati,
area dell'
1

area

AG C

dell'

AFB;
dell'

v
l

area dell' arco

AHD
A

deli'

arco

AFB.

Dunque
ofcilla

ofcillando

due volte, mentre *


di

AB
1

una volta,

AG

former due archi


1

AGC

1'

uno

nelle loro

aree.

Dunque fommate

faranno

i;

e lo fteffo a

ragguaglio di

AD 3.

Dunque mentre AB' produce


r

nel fuo arco area


1

1,

AC

produce ne' fuoi due archi rea 2,

AD
.

ne' fuor tre archi area

3 ec-

Dunque le aree fommate degli archi rimangono in proporzione armoni* ca, come fono le linee producenti gli archi N giova l oppofizione ,.
che pu farfi dicendo, che non fi l f gli archi fiano di circolo , o di curva in genere; e per la dimoftrazione fuppone ci, che fi deve antecedentemente dimoftrare. Ci nulla giova, perch nulla deroga alla fuddetta dimoftrazione, quale nuli' altro prova
,

n deve provare
dell'

fenonch-

area dell' arco

AFB

come

all'

area

arco

AGC,

come 4;,

come 9. Siano archi di circolo, fano di curva in gefaranno fempre archi fimili . Dunque fempre vi far tra le loro aree la dimoftrata ragione . Ci dimoftrato , e premetto; che il numero delle ofcillazioni delle corde in progreffione armonica fi dica univerfalmente efdell'

arco

AHD

nere

fer in progreflione aritmetica


I;

1,2,3,4,

ec.

perch mentre
l

la

corda 1

ofcilla

e ci
chi,

, la corda 2 ofcilla due volte , la corda 3 tre volte ec. 1 pretenda ben detto, e intefo, quando le aree fommate degli ardelle ofcillazioni fono dimoftrativamente in progreffione armonica;;

una volta

fi

quando

il

numero 2

nuli* altro

lignifica, f
1
,

non
1.

le

due

ofcillazioni

di
il

e-

quitemporanee ad una ofcillazione di


ro 3
le tre ofcillazioni

e per

come fommate ,

nume-

equitemporanee di 3, e per come fommate ec; quan-

TR^TT\ATO DI MUSICA.
quando
(

p$
di
parti

Io fteflb

numero

fegno

dimoftrativo

di

quantit
,

ine*

guali nel fenfo ftretto della

numerazione

delle ofcillazioni

tutte ineguali

cafo

in cui diventa

fTurdo

dalla loro quantit, perch

quante come fono


ir errore.

) ;

1' attrazione del numero delle ofcillazioni non avrebbero quel numero , f non fofleror quello non errore , non fo pi qual pofla ef-

Ma

tuttoci di pafTaggio.

In due generici unit non conviene, e non pu convenire 1' armonia di terza minore con 1' armonia di terza maggiore , cio nella radice fi.flca del terzo fuono , e nella relazione al rifpettivo principio La radice fifica del terzo fuono, come fi detto, propriet Angolare dell' armonico fiftema , quale ha per fuo immediato principio il circolo , eh' la fua radice dimoftrativa . Il fiftema aritmetico non ha , n pu aver tal radice , perch ha per fuo radicai principio il quadrato . Indi per confeguenza la relazione diverfa, perch diverfo il principio. Refta dunque, che la fola armonia di terza maggiore abbia in f ftefTa cinque generi d
.

unit* e fono, la unit delle ofcillazioni, del feftuplo periodo, del principio primo di quantit, della radice fificoarmonica del terzo fuono, e
della

immediata relazione
feftefla

al

circolo,

come uno.
o
fia

Indi la fua particolare,


1'

e diftinta perfezione. Il fiftema aritmetico,

armonia

di

terza miofcillazio-

nore ha in

tre

generi di unit; e fono, la unit

delle

ni, del feftuplo periodo, e del principio primo di quantit . Il fiftema geometrico , o fia delle difTonanze ha in fefteffo un folo genere di unit ed la unit delle ofcillazioni. Cinque, tre, e uno, e tutto nel circo fo- Tanto balli del terzo Capitolo, eh' quafi riufeito un Trattato .-

G A*

?4

CAPITOLO
Bella Scala
,
e.

QJJ

A R T O.
Muftcale,
..

del

Genere pratico

Origine

Ufo-, e

Confeguen^e

armonia ALI' nia


la

congiunta la melodia, o fia cantilena. Se cantilenalo dalla cantilena fi abbia l'armonia,


il

dall'
fi

armo*
vedu1'

to nel capitolo antecedente nel fiflema armonico, in cui

tutto, eh'

deve fupporfi innanzi le parti , dalle qua, la cantilena. Lo fteffo fi vedr nel capitolo prefente. La differenza tra armonia, e cantilena fi , che nell' armonia le voci , o fuoni fono equitemporanei ,. perch fono tutti in unit integrale/ e per fono tutti nello fteffo tempo. Nella cantilena le voci, o fuoni fono iucceffvi perch non fono in unit integrale ,. ma individua j e per non fono nei
,

armonia li fi ha

la

unit integrale

tempo

fteflfo,

ma

fucceffivamente
di terza

Il

pratico efemplare

della cantilena
/"">

-,

la fcala

comune

maggiore,

da

cui

(dedotta la fcala di

terza minore

componenti mufica*due ragioni fefquiot-tava, e fefquinonay li femituoni dalla ragione fefquidecimaquinta. 11 pri-mo tuono fono fegnato in ragione fefquiottava , il fecondo in fefquinona , il terzo in fefquiottava , il quarto in fefquinona il quinto in fefquiottava^ e per tre fefquiottavi , due fefquinoni Quelli fi chiamano, maggiori , quelli minori a ragguaglio della ragione Li due femituoni fopra legnati' fono in ragione felquidecimaquinta , e fi chiamano maggiori,, perch' vi un' altro femituono pratico , che nafee dal ^^ aggiunto alla nota naturale,. $T% c ua ^ ^ n ra 8 I0ne ffqu"r.vntefima quarta, e pe-r minore del rg femituono naturale delia fcala. Di quella fcala,,
fcala
fi

In quella

trovano

li

cos

chiamati minimi

li,

cio tuoni, e femituoni

/- li

tuoni formati dalle

..

'

mi componenti fiamo debitori agli antichi GreF abbiamo adottata come ottima , perch la pi icmplice , e fecondo natura . Dico la piti femplice , perch i Greci tentarono 1' ufo di componenti pi minimi , e per divi-fero la cantilena in tre Generi, Diatonico , Cromatico , Enarmonico La fcala foprafTegnata la naturale del Genere Diatonico, e per il femituono in ragione fefquidecima quinta . il minimo intervallo del Genere Diatonico. Ale di
ci,
tali

mini-

ff

tri

TRJfTT^TO DI MUSICA.
stri

femituoni di minor ragione tifarono

Greci

ma
.

li

divifero

dal

95 Ge-

Altri ancor pi minere Diatonico e formarono il Genere Cromatico nimi e formarono il Genere Enarmonico. Di quelli tre Generi il Dia,

tonico
derni

il

fempliciffimo

fecondo natura

come
d'

fa

in pofTefTo uni-

verfale tra gli antichi


,

e lo

Greci , cos dopo migliaja far fempre . Perch quando in pratica

anni tra
adopri

noi
di

mo-

fi

intervallo

minore del fefquidecimoquinto , 1' orecchio di chi efeguifce , e colta non regge a cos fino, e minimo accordo. La fperienza
fta
,

chi a>

lo manife-

perch

fi

confonde

pur troppo

in pratica

il

femituono di ragione

fefquidecimaquinta
quarta
fla la

r\ VCL

Jfj

o %

r
-

col femituono di ragione felqui ventlima bench ancor quello fia fecondo natura. Que vera cagione , per cui fi abbandonato intie
te
il

ramenDiatola

Genere Enarmonico
quello
.

fi

ritenuto

il

nicoy cio

la

fomma
,

facilit della efecuzione di quello

fomma

difficolt della efecuzione di

Ci
'

balli per iflruzione fuf


,

fidente di quanto dagli Antichi

dalla pratica

comune

e dal confenfo
,

univerfale riabilito lenza impegnarli in fuperfue erudizioni

e nella foie:

gazione , e formazione de' due Generi Cromatico tanto pi inutile , quanto che nei prefente Capitolo
dimoflrativa di ciafcun Genere; non gi fecondo
ci
,

cofa Enarmonico , vedremo la forgente nomi importi da' Gre-

ma

fecondo

la

loro intrinfeca natura-.

Procedendo col mio metodo ho debito di dedurre dal prefente fiflema fteffa fcala, e gli Melfi Generi, f tale fcala, e tali Generi fono voluti dalla natura. Premetto effer tficamente , e dimoftrativamente certo, che e marina , non la fcala de' Corni da caccia , delle Trombe da fiato intieramente la fcala fopraffegnata j e pure in tali finimenti non vi ha luogo l'arbitrio umano, ma la loia natura. Ecco le due fcale a confronto
la
,

9 Scala de
1

atm

iuddetti

-a linimenti

me=^
SE
:

,. tu

. > g

&\\h. o y g
~
Vr7r

Scala pratica

comune.

\l

n
Primieramente nella
le di

-e-

^S

zrr .

-4

-Q-

fcala de' fuddetti

flrumcnti vi una nota mufica-

non vi , n vi pu effere nelcomune. Secondariamente la quarta , e feda nota della fcala comune inferiore non fi accorda con le relative della fcala fuperiorej e per quello non vi ho polla la linea di congiunzione , come nelle
la

pi, eh'

fettima nota, quale

la fcala pratica

al-

96
altre tutte, <juli

TRJITTJITO di musica.
fi

accordano tra loro all' unifono , e fono identiche dimoftrativamente. Perch dove nella fcala fuperiore vi la ragione di il a io tra le due note terza, e quarta, nella fcala inferiore tra le due note relative terza, e quarta vi la ragione di \6 a 15, cio il femituono maggiore. Dove nella fcala fuperiore vi la ragione di 13 a 12 tra le due note quinta, e fella , nella fcala inferiore tra le due note relative quinta, e feda vi la ragione di io a 5?, cio il tuono minore. Dunque concludo efter dimoftrativamente , e tficamente impoflibile la de-

duzione della fcala pratica comune dalla fcala

armonica de

fuddetti

ftru-

menti naturali

Ma

nel prefente fiftema effendo tutto dedotto da' principi fifco


integrale
,

e di-

moftra.tivo dell' armonia


ne' principj
fteffi.

ho debito

di

ricercare

Principio primo dimoftrativo la

deduzione dupla in genere. Da


tal
li

quella ridotta a proporzione geometrica difcreta con tutti

quattro mezzi
eftenfio-

VII.) proceder ne, di cui fono radici quadrate 1' eftremo, e i mezzi r nella dupla, e ne' fuoi mezzi, come in radici, Ma
fi

dimoflrato

propofiz. feda, figura

la feftupla

della dupla.
1'

pe-

armonia

feftupla

integrale

Ma

le radici
,

armonia tficamente
fuddetti
,

cio

dimoftrativamente fono lo fteffo , che le bafi dell' Baffi fondamentali . Dunque tutti li termini
,

perch tutti egualmente radici quadrate


propofizione
,

fono bafi

dell'

armonia

ci in genere.

Da

quella

dipende
l

la

nozione intrinfeca della natura della

quinta diminuita

che in pratica

adopra come Baffo fondamentale

&*
z:

f
geometrico 84 per giuftamente in pratica Baffo fondamentale, fe\;zj
fu a

La

radice dimoftrativa

il

mezzo

#eZI te jgfe Z2o

ben

tra

il

femituono maggiore

<tt \,
s
-

~ mezzo 84 >4. fi\. :.v rr^r\. vn u "TT /*


ladifferen- v
trinfecadil
.

( l

llllltl in nu"

za di
vifio-

~ZT : ~3E_ J*SL

g
*

2&J&-

e il femituono tonnato dal meri primi 21 , 20 ) vi fia 63 a 4. Per altro la inne dimoftrativa del tuono
quella.;

maggiore
e
la

fefquiottavo

dimoftrazione chiara nel prodi 14 per 15-210, di 20 per dupla , e ragion 210, 420 420;
il

-Q-
-e-

^p

5=
15lf> 21-20

p-72, di 6 per 6-36 ; cio e come 72. 8,p, fono li mezzi formanti il cen36, tro geometrico difereto della dupla d, I2y cos il centro
prodotto
di

per

fteffo

p,8,

diviio nelle ragioni preducenti la dupla,- quali ragioni foftanzialmente fo-

no

TRjtrr^ro di musica.
mo
la formila di

6% 8

di

6 9
,

e di

8,12;
8
IO

di

12

,*

91 6 t S t p,iz

6
14

6
15

9
21

dupla geometrica difereta. Jn fpecie poi, anzi in precifione


anneffi.
(

fi

rileva negli efempj muficali

2,3,4,

alla figura

VII

che

le

note

muficali
della

40 45
,

dell'

dimoftrate mezzi armonico, aritmetico

dupla 30,

60

efempio 3 ) fono bali

11

armonia perch fono Baffi fondamentali delle due note relative 3 , 2 , e delle relative Dlafolr , Ffaut dell' efempio 4. dell' efempio Cos egualmente fuccede nelle due note muficali 48,50, armonico, aritmetico dell' efempio 3 ( dimoftrate mezzi
d'
,

@X3l
E
9

""

della fefquialtera

40,60

).,

quali

fono

bafi

dell'

armoefem-

~?

pj

nia

formata
,

dalle

pio 2

dalle

due note relative dae note Gfolreut

5,5,
,

dell*

Bf

dell'

efem

fio

^
f
t

tr

1?

te-'
fi

Arizi in maggior precifione


'due mezzi della dupla

trova

che neir armonia


,

dipendente da*

non

vi fono terze maggiori

perch quelle appar*

tengono alla fefquialtera, o fia quinta armonicamente divifa ; e fi tocca con mano la distinzione dell' armonia procedente dal Baffo fondamentale de' due mezzi della dupla dall' armonia procedente dal Baffo fondamenta* fefquialtera le de' due mezzi della Sono due modi veramente diverto* di armonia. Perch la prima procedente da' due mezzi della dupla bens in proporzione armonica rifpetto a' termini relativi dimoftrativamente dedotti Ma tale armonia non ancora determinata , e concretata j il che tanto vero, quantoch pu ridurli all' armonia di terza mi.
.

nore aggiungendo

agli

fteffi
all'

Ma
tivi

non

cos

rifpetto

note chiufe muficali flj^, ^ ^ armonia procedente da' due mezJ L


termini
le
.
'

L-e-

>

zi della fefquialtera,

perch quello
di terza
.

modo

determinato,

fi

Z
il

concretato

all'

armonia

maggiore

da' termini rela-

TJ
fonda-

dimoltrativamente dedotti

Ed

ecco provato

praticamente

mento

del prefente fiiema nelle due ragioni/ dupla potenza

armonica, e
per

p8

T R^TTiATO Di
_,

MUSICA.

fefquiakera atto armonico , e per principio per principio potenziale attuale del fiftema. E' chiaro, che di quefti due modi di armonia il primo di maflima femplicit, perch' nella dupla; il fecondo di minor
fefquiakera. Egualmente chiaro , che quefti due modi fono nella tripla, come ragione di fiftema, perch fono inclu-

femplicit, perch' nella


i

fi

dagli eftremi

2, e
,

dell'

efempio 2.
fi

Ci premeffo

ftabilito
1'

fa evidente

la origine

della fcala

comune

diatonica. Si trafporti

armonia della

feftupla armonica.*

ch fuperfliiay ma quella fola porzione, che determina il co, fopra le tre prime note muficali dell' efempio 3, gi ftabilite di natura di Baffi fondamentali. La porzione di armonia, che determina il fiftema armonico', la quinta , o Ga fefquiakera armonicamente divifa Le tre prime note muficali dell' efempio 3 fono 1' eftremo , e i due mezzi armonico , aritmetico della dupla geometrica difereta

non tutta, perfiftema armoni-

6,8,57,12;. (7\.
di

Il

trafportodi quella
di arbitrio,

tal

porzione
neceflit, perch
dell'

armonia
il
,

<&t,
il

eflendo

fe-

primo
ftema

21 e6 Y. u
-<
altra legge
,

non

ma

di

ftuplo fiftema

armonico

efempio 2

il

dell' e-

mo

non pu aver
eh'
il

fempio 3 procedendo dagli avanzi del di armonia f non la determinata dal


.

prif

prif

mo,

fuo principio
delle
,

e la fua cagione

Dunque

la

fopraffegnataJ.

Dunque l'armonia
-

tre

note
nelle

Dico
fcala

che

prime muficali dell' efempio 3 far. tre armonie fi trova la origine della
in
.

;,..

comune

diatonica

precifione

di

note

muficali

in precifione di

ragioni

La

precifione delle note


le

muris-

ficali

patente

perch

feparate

note dalle

tre
la

pettive armonie; indi congiunte fucceflvamente


pratica della fcala per righe, e fpazi
,

tra loro

fecondo

idea

verr in rigor dimoftrativo la fcala.

f^r-cf^ 7

n^nBj

IL

per

corollario

cominciando dalla
le

prima

nota

mufcale

Cfolfaut, e

trafportando in ottava acuta

note gravi, verr la fcala

comune.

non 1' armonia dalla fcala. Dunque la fcala procede dall' armonia Dunque nel fiftema mufcale i tuoni, e iemituom non fono i minimi componenti; bens le minime parti fucceflive integranti. Che
,

T R*ATT*4T0 DI
Che quella no fn\.
.

MUSICA.
fi

gg
dimoftra. Sia-

fcala

fi a

la

comune in
;

precifione di ragioni,

TT

- Saranno

^
U__0
2.^.0

faranno
-9J.J2.

tzn:
lT$Q i.tuhl.2.0

e
z6q

Eu IL
2,70 2i6
Z"jr

JL
KO

Dunque
la fcala

far

tuono titano

ma a

min:

Setriii-

m-ao

tuono m aq:_

Sem 11 >*

Dunque
la
,

eguale alla fcala


la

zgp comune
,

I35-

I20

__^o

j)0~

in precifione di ragioni
l'

Scoperta, e {labilit

origine della fcala, vediamone


la fuddetta

ufo

La

fca-

che veramente
dall'

fi

tifa

in precifione di
fi

note muficali
,

ma non
fatto
il

in precifione di ragioni.

La

cagione

1'

organo
,

e clavicem.

balo coftituiti

ufo direttori, e regolatori dell' armonia


l'

radicale
e

D
fi

Baffo organico rinchiude tutta


1'

armonia

e cantanti

e fupnatori

accordano con
( f

organo per ben intuonare.


i

non

fi

moltiplichino

tafti

a
la

Ma organo, difmifura ) non hanno


ottava; e quafi

clavicembalo
intervallo
interval-

altro

perfettamente accordato,
li

non

tutti gli altri

e minori, tuoni, e femituoni fono accordati per difcretivo temperamento , e non fecondo la ragione , o fia forma dell' intervallo rifpettivo Dunque imponibile 1' ufo della fcala fuddetta in precifione di ragioni, perch in tal neceffario temperamento le ragioni reflano alterate nella loro forma. Per averne idea concreta, nell* organo, o clavicembalo tre terze maggiori, e quattro terze minori devono compire, e integrare una ottava terze maggiori
di

quinte', quarte, terze maggiori,

QVtoua
terze minori

"otto.ua
Dimoftrativamente tre va. 64. 80. 100.
64.
02.$.

terze

125.

maggiori non quattro terze

arrivano a integrare la ottaminori eccedono la ottava.

ottava

128
1080.

750..
nel

poo.

625.

ottava

\%g6. 1250.
la

Dunque
maggiori
,

temperamento bifogna accrefcer


perch

forma

4,5

delle terze

perch arrivino alla ottava

delle terze

minori

non

bifogna diminuire la forma 5 , 6 , ; eccedano la ottava . Il peggio fi , che quez

ioo

TRiATTUTO DI MUSICA.

quello tal temperamento non ha certa legge. Chi lo vuole eguale y chi pi e meno partecipato, chi pi in un luogo, che in un'altro. Ci tanto vero,

quanto che prefentemente e in Italia, e fuori d' Italia fi fi udia molto per trovar quel^ tal temperamento ragionevole , in cui convengano, e fi accordinole nazioni ( in ci tra loro difcordanti ) , le quali fanno ufo comune di quella mufica, e di quelli flrumenti Ma il caio difperato, perch non vi luogo a temperamento nella forma delle ragioni di fnema ; e il pretendere di diformar le ragioni con ragione contraddizione manifesta. Quefto cafo ha pi bifogno di prudenza,, che d' altro; ed io lodo infinitamente il fensimento del Padre Valloti noflro Maeftro come il pi ragionevole di tutti , perch il pi, prudente. Egli, dice, che fi deve lafciare a' talli bianchi dell' organo tutta la loro naturale perfezione ; s perch fono li natu.

rali

del
fa

ne
ri
,

Genere diatonico; s perch di quelli nel fervigio Ecclelaflico f maggior ufo: riducendo la mafi ma imperfezione a que' talli neche fono i pi lontani dal Genere diatonico , e di quali aiun' ufoil

In

oltre

offerva qual

piacere rifulta fuorfando

eccellentiffimo fuonatore^

come ora

organo ( ed egli flato compofitore eccellentiffimo, e ven>


1'
,

Maeftro

dell' arte

fua

dal confronto della perfezione

re degli accordi rifpetto alle varie modulazioni

che occorrono

maggiore, e minoSe il tem.

peramento
te
gli

fofe

eguale, o poco pi poco

meno, non

vi farebbe certamen-

quello chiaro oicuro, quale in pratica produce ottimo effetto . Cos eintende, e per mio giudicio talmente bene, che non vi fia rifpofla ragionevole in contrario. Io nel mio Violino, dove fuona-ndo adoppia cor-

da poffo incontrar fificamente la forma dell' intervallo fico di moli rati vo il tal terzo fuono , che deve rifuitare
,.

di
,

cui fegno

fi-

vantaggia per me , e per i miei fcolari della ficura intonazione , e in confeguenza 4.ell' ufo reale della fcala fuddetta in precifione di ragioni Bifogna per, avvertire , che quella fcala , bench dimoflrativamente dedotta non b perfetta intieramente in ciafcun poffibile confronto delle note muficali collituenti Tra Dlafolr ido, Alamir 108 in note muficali vi la quinil
..

ho

fefquialtera , la di cui forma 3 ,2. Ma comparando 160 j forma 3,2, vi la differenza di 80,81. Dunque di tanto eccede Alamir o manca Dlafolr per effer quinta perfetta Lo fleffo fuccede tra Dlafolr , Ffaut, terza minore in note muficali . Ma la forma della terza minore effendo 5 , 6 , e li numeri dimoflrativamente rifultatt effendo ido, 135; comparati alla forma 5 , 6 trova la fleffa differenfi za 80, .81,. di cui o eccede Ffaut, o manca Dlafolr. Quella ragione differenziale di 80,81 , il coma ratificale famofo , fopra la di cui partizione per il temperamento dell' accordo tanto fi difputato, e fi diiputa ancora Per me lo lafcio a fuo luogo , dove la natura lo ha pollo fenza
ta
,

fa

108

alla

penfare a dividerlo; e folamente offervo,

perch

me
non

ne d
gi

1'

occafione

che

nella fcala

fuddetta

fi

trova

tal

imperfezione

nell'

armonia
di

TRJtTT^TO DI MUSICA.
di

ioi

terza erza

~. maggiore, /fiy / fiy n


.

__,q_ non

gi
ar-

rTRT

'

nell'armonia armonia cu ma neu di terza r minore; 2 n S ener eixh P ? /^^ft | rr monia Ul di terza IVl^ct mi.IX^TT J Q -i
.

ilIUiJltl

1111-

nore di

ragioni
in fpecie
,

perfette fe
precifio-

fl

condo

la

forma;

ma

ne imperfetta, perch dipendente da Ffaut,


eftremi dupli della fcala,

dipendente da "Gfolreut , Cfolfaut termine principale della dupla. Quello un nuovo legno dimoflrativo della perfezione dell' armonico, delia imperfezione dell' aritmetico
fiftema
.

eh' mezzo aritmetico degli come per il contrario perfetta 1' altra, perch e da mezzo armonico de' fuddetti eflremi dupli

Nulla
alle

di

pi

m' impegno

in

quello punto
alla

fopra cui attender

che
clufa

fi

accordi tutta la mufical

Profefiione.
foftanza del contrappunto inSi ander per

Paffo

confeguenze, che vuol dire


nell'

intieramente

armonia, e
.

nella fcala.

me

(Volgen-

in tutte le fue parti, le quali fono molte, ioftanziali , e relative a tutto il fi (lem a Per ordinare il difeorfo premetto ci , eh' ella l come nozione pratica comune; ed , che il Baffo organico non effen-

do, e fpiegando

do una femplice nota muficale


tanti
,

come fono

le

appartenenti alle parti can-

s'intende in pratica, che porti (eco infeparabilmente, e per propria intrinfeca natura 1' accompaguamento di terza , quinta , e ote fuonanti
,

tava
per

qual accompagnamento
)

fi

(piega

in

cambio

di

prappofte
il

co'

numeri 3
1.

numero

in
Quefii numeri non
vi
s'
fi

-B-

intendendofi la noia -Qs~^

note unificali fomuficale del Baffo


fc*

tPHxzi

j2x:::

;;;

\zrza quinta ouaua


il

fegnano mai fopra

Baffo fondamentale, perch

quelli

intendono come infeparabili dal medefimo. Altri numeri dedotti da devono fegnarfi , e vi perci la regola pratica, che vedremo tra poco. Efaminiamo ora quelli numeri indicanti le nore dell'armonia integra-

le. Si dimollrato, che la eftenfione integrale dell'

armonia

la feffupla

~~ te i/<^7 minfd'iZp- "tao-

"&&&&
yrrr/
u

(-_

V^-

otta u

vede nell' efempio, una ottava, una quinta, una quarta, una terza magnore Quando nella pratica S lore e ^ una terza

Comprende
>

in

(leffa

come

fi

'

armonia del

Baffo

organico
fia

vi

fiano
1'

inclufi

tutti

quefti intervalli,

bifognar dire, che vi


quelle quattro

in
s'

compendio

armonia
g'

in-

tegrale, e per che in pratica ottimamente

intenda.

Ma
tutti

cos di fatintervalli

to

perch

in

note muficali vi

fono

fud-

102
fuddetti

nia

de

'g

T R^TT^TO DI QZT

MUSICA.

2X XE

JLL

H
.

Dunque
Baffo

nell*

armoindi-

organico

8
fuppofti

otta.ua ouinta Quarta, terrei terzz.


mocj. nim.
cata

il

da'

numeri 3 vi
infeparabii'i

compendio dell' armonia fefupla integrale timamente riabilito il Baffo fondamentale co'
dalla nota indicante
il

Dunque

in pratica ot-

fuddetti

numeri

Baffo fondamentale
fftema
,

quella pofizione di pratica armonia corrifpond dimoftrativamente la


del feftuplo

porzione

Baffo la dupla Et=


la.

fondamentale fondamentale
corrifpond

fbprapponendovi quale per dignit vi


fftema
il
.

la
s'

fola

ottava
,

del

intende

perch'

del

pofizione

fificamente

Egualmente alla terzo foono ch'


e-

fuddetil

vero
alla

Baffo fifico, perch' la fua radice: portando, che il terzo fuono rifpettiquinta , e alla quarta Ma in ottava acuta fuono nfpettivo alla terza maggiore,

~J~TT

3X

e-

nulla ini-

1
E

aas be
-9~ 4Jh
la

vo

del terzo
e alla ter-

za minore;
Cfolfaut,

ma

unicamente importanlo

do
per inevitabile
neceffit

che
e

za Cfolfaut, come

di

tficamente.

pofizione di
tfica,
,

come nota
fi

Baffo fondamentale, perch di


al

dimoftrativa tale rifpetto

fftema armonico di terza maggiore

di cui

prefentemente
li

tratta.

Ci premeffo,la prima confeguenza, che nafee


efempio 3 di armonia ) la
dell'
(

dalle tre

note muficSf

loro natura

Si

Ffaut 45
faut
y

mezzo
,

$& ^.'i

O q

fempre come Baffi fondamentali nozione delle cadenze muficali , e della dimoftrato Gfolreut 40 mezzo armonico 5
intefe

aritmetico della dupla


cio
e- ?q_

fia

ottava Cibi

cfolfaut

.5 0-8-

3
aria:

o -e-

m me??

La
eflive

cadenza

armoni- vu
fi

chia

dai

denominata dal mezzo, e per date quelle due note fuo* dal mezza fi chiama cadenza armonica , perch procede " note quelle due Date eftremo co al fuo , ffiTTg: procede 2. perch aritmetica, s i/cadenza ma mezzo aritmetico al fuo eftremo. Date ti
.

xn
,

mifla , perch cadenza n chiama w "" ** fi ^ ^ quelle aue quene due note note, r-yr'.' , procede dal mez- H J tQ gj zo aritmetico al mezzo armonico

La

cadenla
. c3(

za armonica

fi

V Li,

chiamata

dagli

antichi

Greci Autentica

TR^TT^fTO DI MUSICA.
.

103

cadenza Aritmetica Piagale Nulla a noi per ragione de' nomi/ barca fapere la loro dimoftrativa deduzione. La idea di quelle cadenze appref Ci , che nel fo a poco la fteffa , che rifulta dai difcorfo ben formato difcorfo il fenfo del periodo, nella compofizione muficale la cadenza* L' effetto fifico della cadenza armonica di armonia forte , maeftofa , e vivace . Dell'aritmetica di armonia languida, ma dolce. Della mifta di armonia foquSfi punto ammirativo del difftenuta , e non intieramente determinata
:

corfo.

La
,

loro intrinfcca natura rifpetto


di

a'

principj
tfici

primi di
dell'

mezzo ad
fuccef-

eftremo
fva.
Il

centro a circonferenza

veri fulcri
,

armonia

loro ordine dimoftrativo

ra, e origine. r
la

La

perch infeparabile dalla loro natucadenza armonica dimoftrativamente la prima, e pe-

principale, e perfetta/ corrifponde al fiftema armonico.

La

cadenza

aritmetica dimoftrativamente la feconda, e per

meno
,

principale, e

me-

no

perfetta:

corrifponde
,

al

fiftema aritmetico.

La

cadenza mifta dimo*


e

irativamente la terza
tutte
:

e per la

meno

principale

meno

perfetta di

corrifponde al fiftema geometrico

li

armonico, aritmetico. Dato 1 devono necetfariamente intenderli inclufe da due eftremi


la

perch comporta da due mezzi , ordine dimoftrativo delle tre cadenze, qua,

da' quali han-

no

origine, cio dalla ottava,

^^
E

-Q-

far

TT
-e

r>
-

o
vu0t
,

>

cdan-^a camis* armonica aritmetica

frusta

estremi

Da
| <

queft' ordine

dimoftrativo d cadenze
,

che forma un

prog'reffo di

note di
cale
altra
j

Baffo fondamentale

nafte

come da
una nota

radice la modulazione mufidi

voglio dire

il

paffaggio di

Baffo fondamentale ad un

nota diverfa di Baffo fondamentale . ( Spiego in tal modo il nome Hp modulazione per uniformarmi al fentmento , e intelligenza comune, perch cos in pratica s' intende la modulazione muficale, che in tal fen;

fo
!

ma

pi generale Cfolfaut

fi

fi

fpiegar

a fuo luogo ).
di
il

chiama paffaggio da un tuono ad un' altro , come Per ne viene, che per formar la integrale moin pratica
fi

dulazione
;e coftituire

dice coftituire

il
,

tuono
e
a

di

Cfolfaut,
il

tuono di Cfolfaut vuol dire principiare


delle cadenze
,

finire

periodo
apparte-

muficale in Cfolfaut fecondo la natura


'

Cfolfaut

nenti

la

pianta
s in

dimoftrativa

fia

la

fuddetta
,

in rigor

inalterabile

foftanza, che in ordine


,

pereh*
,

principio

matematico fia primo , ed


altri

efemplare a priori
;

da cui poi

la

pratica deve

pu dedurre

modi

di

modulazione,

ma

fempre da quello dipendenti.

La

104

TRslTTfT0 DI MUTICI.

feconda confeguenza, che nafce dalle tre note medefime dell' efempio 3 , come formanti le tre cadenze , e come inclufe dagli eftremi ducome dimoftrativamente affegnate nell' addotto efempio, pli ; in fomma
inalterabile , fi il numero armonico della non della fuppofta Mi fpiego. Praticamente fi adatta la fcala diatonica comune al Baffo fondamentale, e a quella fi foprappone per legge il tal numero organico indicante la tale armonia contenuta nelle parti cantanti , o fuonanti , delle quali quefta fuppofta fcala il Baffo, fondamentale. L numeri organici, che per legge fi foprappongono , confeffo di non faperli intieramente, perch nelle ricerche da me fatte per averne efatta cognizione ho trovato ne* Maeftri e Compofitori varie opinioni. La maggior parte per conviene ne' fguenti foprappofti.

La

in cui

foftanza

e ordine
,

vera fcala organica

1
Per intender
la
(

^C
u
\Y

X n=e;
,

-9-

loro fignificazione bifogna notare in primo luogo

che

quella nota, quale non

ha numero alcuno 8

porta feco

infeparabilmentc

fi detto fopra ) li numeri 3 , cio terza , quinta , ottava Non fegnano , ma vi s' intendono Qualunque di quefte note per f , e per propria intrinfeca natura il vero Baffo fondamentale , il che fi di.

come

fi

raoftrato co'

numeri
terzo

feffi

come compendio

della feftupla .
fi

fi

rileva

tficamente dal

dato, /Vr-

fuono . Perch come dato, fir\ r-v

fatto vedere

pi volte,

dato. ,^^

0-

w
Dunque
la

E
ier^o suona

nota

fopra
.

cui

s'

intende

il

numero

il

vero Baffo

armonico fondamentale Sia dunque chiamato ( fecondo 1' efempio addotto ) Cfolfaut prima bafe. In fecondo luogo Cfolfaut come prima bafe includendo nella fua armonia altre note , poffono egualmente prenderfi quefte per Baffi fondamentali ogni qual volta confervino efattamente nel loro numero organico
fl

armonia
bafe, .

di

Cfolfaut
''

Per

efempio

1'

armonia

di

Cfolfaut

come prima
prenderfi

kmi,ch'
fondafoprap-

'

-Q-Sf

Lafciando

la

fuori Cfolfaut

,,

pu
e
,

E-

Ov

fua

terza

maggiore,
condizione

porlo per Baffo

ji

tr*"
"

mentale
polligli

con

la

che
di

li

numeri
.

confervino

f armonia

Cfolfaut

Dun-

TR<ATT*ATO DI MUSICA.
Dunque
per neceffit dimoftrativa
il

105

numero organico
1

di

Elami

in prati-

t j

\\

Perch

accompagna-

_>. fottratto Cfolfaut , refta. mento di Cfolfaut effendo , 6^ *[ )[ fj -^C Il numero 3 di Cfolfaut 'jjS ftjj h diventa la nota fonda*v,ant\f> Elami "Plom il nnmp_ rn S di di Cfolfaut f'folfaut divendivenro mentale ; il nume numero 8 di Cfolfaut il ta il numero 3 di Elami ; diventa il numero 6 di Elami ; e li due numeri 3 6 , vogliono dire terza e fella. Il numero 3 non fi fegna, ma vi s' intende. Il numero 6 fi deve legnare, perch' il fuo fegno precifo diftintivo; e come vi s' intende il numero 3 fenza fegnarlo , cos vi s intende il numero 8 ( eh' la ottava di Elami ) fenza legnarlo. Si chiami dunque Elami ( come terza maggiore

^ O

<;

di Cfolfaut ) feconda bafe a diftinzione d Cfolfaut, eh' la prima bafe, Lafciando fuori Cfolfaut, Elami, pu prender* Gfolreut, eh' la quinta di Cfolfaut, e porlo per Baffo fondamentale con la fteffa condizione di confervare ne' fuoi numeri organici la ftefla armonia di Cfolfaut. Dunque per neceffit dimoftrativa il numero, o fia accompagnamento organico di Glol-

reut far . ,~^

Il

numela

venta

nota fondamentale il numero 4 di GfolGfolreut; il numero 8 di Cfolfaut diventa fl reut ; il numero 3 di Cfolfaut trafportato per ottava acuta in io, diventa il

t=
.< .y<
|
.'

icaca
effendo Cfolfaut cncuuu di vaunaui. Perch rercnei V armonia ui
Cfolfaut,Elami,refta

roS

di Cfolfaut

di-

1
fi il

fljY

3 1 H.3 ggg; {tEEl


""
'

>*+. -B-V y^ y\l

numero 6 di Gfolreut
il

Quelli due numeri


e vi
s'

6 4

fegno
)

precifo

diftintivo,

intende

devono fegnare , perch fono numero 8 ( ottava di Gfol-

dunque Gfolreut ( come quinta di Cfolfaut ) terza baie a diftinzione di Elami feconda bafe, Cfolfaut prima bafe. Altre note muficali non vi fono nell' armonia d Cfolfaut, f non la fua
reut

fenza fegnarJo.

Si chiami

ma in quella il torna al numero primo 3. Di quelle tre bafi chiaro, che la prima lia in le tutta la forza dell' armonia, perch' la principalmente voluta dalla natura. La feconda bafe ha forza minore, ma ben ufata ha molta vaghezza. La terza baie di forza minima; e non molti fono que' cali , ne' quali l porla uiare con
ottava acuta,

buon' effetto; e ci

circa

1'

ufo in

generale

Ma

la

foftanza quella,

6
che pollo per efempo
eh'
il

Gfolreut
bafe,

per Baffo
fi

numero

della terza

deve

fondamentale col numero 4, intendere, che la di lui prima

bafe

io
'

tr^tt^to
-

DI MUSICA.
grli
tb
L
'

'

4& una quinta pi fatto ^ ^ lamentale fegnato col nume- fi deve inla feconda bafe [ ma bafe fia una terza pi *>*3a

bafe

fia

N ~

'
,

"

'

Dato Elami per Baffo ro ^ c ^' ^ ^ numero


tendere, che
._

fon*
del-

} \

ragguaglio pofto per efem-

v^

pnrna folto

^iC

pjQ

^
f
'

la di

lui pri-

r ^-

(T
,,

^
'
'

^
.

Alamire per Baffo fondamentale fenza numero alcuno , far prima bafe. La fua terza , eh* il nu-

i-

s' corica

mero 3,
il

far la feconda bafe*

la fua
'*

quinta, eh*
allo fteffo

tf#se

'"prima ^oose

jj

numero

far la terza bafe

e tutte le tre ball

faranno
,

della fteffa eh'

armonia.

Ma

foprappofto
bafe

mero

della feconda e far

ma

Ffauc la

il nuarmonia prifua prima bafe, una terza pi lotto. Allo fteffo A,

il

numero 6

far

cambiata

Alamire immediatamente

6
amire
foprappofto
il

numero 4,

eh'

il

numero

della

terza bafe, far

egualmente cambiata 1' armonia prima, e feconda , e la fua prima bafe far Dlafolr, una quinta pi fotto. fpiegato ritorniamo a' numeri organici della fcala diatonica comune ; Ci pofta p'er Baffo fondamentale, e intefa dalla maggior parte de' Maef e Compofitori , come legge dell'accompagnamento. Sia ridotta~^tutta a prime bafi. <p

m
E

r fB> r@XX TI ETacati aia organico

1
;

'--'

"

> XI "

s).

-e-

comune.

xr
XI ~e~ prime WasH

-e"

XI XI

In quello efempio due cofe fono evidenti . La prima , che 1' armonia fuperiore, e inferiore intrinfecamente la fteffa. La feconda, che il progreffo delle prime bafi talmente difordinato , e irregolare , che veduto
da qualunque mediocre Compoftore
bile,
fi

conofeer
)

e confeffar

impraticail

Ma
1'

cos

e cos

di fatto

come

fi

pu praticare
fteffo ?

progref-

della fcala fuperiore, la quale

intrinfecamente lo
fi

per

peffimo

uno,

1'

altro,

come

al

pu

ftabilire

per

legge

di

accompa-

gnamento organico? Il fallo che la fcala convenga tanto

nato da un falfo fuppofto. Si fuppofto, Baffo , quanto a qualunque delle parti

cantanti, e fuonanti ; e fia quel dato, in cui tutte le parti gravi, medie, e acute debbano^ convenire. Il fuppofto manifeftamente fallo, perch la fcala conviene di natura intrinfeca alle parti medie, e acute . Le cadenze

convengono
tale^

di

natura intrinfeca alla parte grave

e le due cadenze principali

, eh' il Baffo fondamenprocedono dimoftrativamente per flto, e

TR*ATT\AT DI MUSICA.
non per
(cala
,

icj

veduto ne-11' efempio delle cadenze . Per il con vedere la deduzione della, fcala diatonica fatto comuio t-rario avendo Ballo fondamentale, tre note di delle armonia dall' ne t( ^ e la deduzione delle tre cadenze inclufe da' Tuoi eftremi si 7- j [ q
fi

come

^
u

dupli

foDrapla

HB^
|
j

>~nl /

*Q-

^-^

/*"**>

P
"*

V
}

G~> O
..

dia-

"

~
-U'

dico

che

porta la fca-

EZ U

tonica

comune

alle

note del

fondamentale di mort rati viiC^ben^c, arnio: aritraz: mista mente ordinate nelle cadenze , e negli eftremi , quelle faranno il Baffo e fi avr il vero numero orfondamentale della fcala diatonica comune
Baffo
,.

'"

ganica conveniente alla vera

fcala..

g
ffi

m O "

O-V^ ^y
dimoftrate

Q
le

Q
la

caen^ armo: anvne:

Wsta
f

'

Le

note
ec.

fottopofte

fono

foprappofle
fcala

fono
fi

dimoftrate
dedotta dall'
fi

Dunque
armonia
dedotte
"fcala
fi
,

"Ma

cosi

doveva, effere

delle tre
e

notej

^
*
li

perch
e f
tre

ordinate le
nel!' ar-

&"'

da quelle tre note cadenze , chiaro ,

fono che la

rifolver

ad evidenza P inganno , in cui incorfo. Tanto lontano, che la fcala poffa convenire al Baffo fonfi damentale , quanto che anzi la fcala una deduzione dal Baffo fondamentale. Non nego gi , che per arte % e per deduzione da' principi primi non pofa formarli una fcala , e vaierfi di una fcala pes Baffo fondafu a radice.

Ecco dunque

q O
"~"

monia

del fuo principio, e della

mentale . Lo concedo, e lo approvo, ma fenza pregiudizio di quelle due proporzioni . La prima, che n per natura , n per arte far mai deducibile con ragione la fcala ufata, e offervata come legge dalla maggior parte de' Compofitori , e Suonatori di organo, e clavicembalo . La feconda, che per f,, per propria intrinieca natura, e per principio primo tficaaver

mente, e diraoftrativamente certo, che la fcala diatonica comune non pu altri numeri organici nell' armonico fiftema, f non i fopraffegnati a
. i

confronto delle cadenze Salve quefte due propofizioni , troppo vi da dedurre cori ragione, e con ottimo effetto. Tanto vero, che Compoltori del fecole decimoquinto, uomini eccellenti fiumi 'nell'arte, ufarono per

io8

TR^TT^fTO DI MUSICA.
^
_
{ i

Baffo* fondamentale la fcala feguente coftituita quafi tutta di prime ball. T.fy La regola principale di quella fcala 1' ar^rptr

V '^r O
)

"

monia

,.

"

---_.
vi- -s'

di terza

o fia 1 accompagnamento o maggiore, o minore ) ,

poffibile
di quin-

ta naturale,

e di ottava in qualunque nota

detta fcala

La

ottava acuta

intende

Refta efclufo Bm, come prima bafe,. perch la di lui quinta naturale vi ( vuol dire la quinta , o fia fefquialtera nella fua forma di 3,, 1 ; o come li conta in pratica , comporta di tre tuoni , e un femituono ) * ma in vece ha una quinta diminuita di un. femituono x eh* in ragione

non

quinta, [giusta La fcala diatonica comune non ammettendo nelle fue note n ne perch non pu effer alterata nella fua natura; e le prime bali non? |j , ammettendo in quella fcala, f non le quinte gjufte naturali per Bm non pu efler nota di prima bafe. Deve poi effer feconda bafe. Perch' eli fendo la penultima nota, che con la ultima deve formar la cadenza armonica per determinare il tuono, di Cfolfaut, non pu effer f non feconda
roiminuiia

q&ina

*..

bafe

perch di

Bm

feconda bafe prima bafe Gfolreut


di unit:

,.

che con Cfolfaut


integra-

forma la cadenza armonica.. Quella fcala , eh' comporta


li
,

armoniche

e aritmetiche

e per per intrinfeca natura tra loro difgiunte, ha molte, e particolari bellezze, ma infeparabili da qualche crudit di modulazione,, da cui buona

parte de' fuddetti Componitori o non ha potuto difenderli' a cagione della


fteffa congiunta a molti impegni artificiali/ o non ha voluto, non facendone ftiraa. Quella crudit, e afprezza di modulazione nafee precifamente da Elami terza nota della fcala, perch fi voluto coftituire prima jbafe. Da ci ne viene, eh' effendo legge univerfaie dell' armonia, ( legge dedotta dalla fua natura ) che non folo vi Jia la intrinfeca congiunzione

pianta

delle parti col

nell' armonia equicongiunzione, e il legame deli' armonia fucceffiva tra lutto, e tutto, cio tra le note fucceflive di prima bafe, le quali fono tutte Baffi fondamentali, certo, che nella fcala fuddetta la coftituzione di Elami prima bafe fi oppone a quella legge y che. per f yeriffima. Perch effendo chiufo Elami prima baie da Dlallr anteriore prima bafe , da Ffaut porteriore prima baie , far t armonia delle tre note.

fuo

tutto, eh'
fi

il

Baffo fondamentale

temporanea;

ma

che

mantenga

la

fuo*

TR<ATT^TO DI MUSICA.
fucceflve di
bafe

io?
o
fia

di prima , ^ -Q tritono il vi tritoni due fono fucceffiva armonia V7rV~B^ queft' ( tre tuoni, due maggiori, uno ni un' intervallo comporto d nore, la di cui forma 32,45, e il di cui accordo ai-

Nel legame

relazione

pr, e duro

per proibito
.

dalla pratica

in cui

non

fi

ammette

le

non con particolari condizioni ) un tritono afeendente da Ffaut


te

Ecco
a

1
,

Bm

efempio un altro
,

Dunque
difeen-

da Bru a Ffaut. Dunque relazione


cattiva
e

e lega-

me di

ar-

monia

quale co , me pratico principio primo , dev' effer legge della ottima armonia s quitemporanea , che fucceffiva. Effendo imponibile, che vi fia difetto ne' primi principi, fegno, che il difetto nella deduzione da' principj . Si efamini dunque il principio primo della fcala fuddetta . La pianta dimc-

contro

la

natura

dalla

fcala,

ftrativa

di

quefta

fcala fta

nella dupla

geometrica

difereta

<5,8,p,i2,

confiderata nelle
dalla

due fefquiterze

6,8, 9,12,
formante
*
il

ragione fefquiottava

8,p,

centro

congiunte ne' loro eftremi della proporzione; e

per in note muficali far.

^> "^T

E' certo, che


triche

il

fprogreffo naturale della ferie delle


il

E -6H?

re
proporzioni geomecio dal

diferete fecondo
piti:,

progreffo del

numero aritmetico,

me-

che in pratica corrifponde dall' acuto al grave; ed certo, che volendofi formar fcala della quarta acuta Cfolfaut 6 , Gfolreut 8 , la fteffa fcala dovr formarfi della quarta grave Ffaut p, Cfolfaut 12, perch fono ragioni eguali. Dunque fecondo il progreffo naturale della proporzio-

no

ai

ne

la

quarta grave

formazione della quarta acuta dovr dar legge alla formazione della . Dunque imponibile , che trovandofi Bm feconda bafe
fi

nella quarta ridotta a fcala,

poffa trovar

ma

bafe nell'altra quarta

ri-

llpp
JJZ

"^^TT

dotta a fcala;
di quelle

E lami ^pv
Jj

pri-

e per onell' una, onell' altra

note muficali vi

1'

errore

Ma

in

Bm

nen

non

pu effere , perch per natura della fteffa fcala non pu prima bafe, anzi per neceffit della cadenza armonica dev' effer feconda lami,quale in forza dell' eguaglianbafe . Dunque l' errore in E"" Ma P iu ; Lo dev' effer per neza dev' effer feconda bafe. ffe n ' ceflit dimoftrativa j ftanza dell' armonia nella cak La fo>
vi
effer

f
.

On

fuddetta afeendente
le

fi

ridu-

ce nella tua pianta femplice al-

due cadenze armoniche, determinata da Ffaut , la e per la prima cadendo fia la modulazione

1B u
i

n:

la

prima

delle

quali

W*^H*f

feconda da j za determina il tuola feconda in in Ffaut


Cfol-

Cfolfaut

ilo
Cfolfaut
ft
.

TR^TT\ATa DI MUSICA.
Dunque
)

per neceffu

della.

Tua.

pianta

femplice.

ed hecf.

dimoftrativa

nica

coni'

comporta la cadenza armoFfaut, come fi trova in Cfolfaut ,/per formar il tuono in Ffaut, formato in. Cfolfaut Dunque la pianta comporta, dovr efier,
nella pianta
..

deve trovarli

da cui

la.

fcala.
otti-

"
/

IY

la fcala

nella fu a. armo-

^3
'

bfeg

<

Q^

Cos

ma
ni a

equitemporanea, e fucceffiva
non

e cos
nelle

non

vi

errore

In confeguenza
fano polle nella
bali,, e

vi

far,

crudit

n. durezza,

rifpettive modulazioni

Giova

poi

fapere in qual
le

modo,
,

e con qual ragione

fuddetta fcala

due

note.

Dlafolr

Alami r

come prime

come
che vi
r*

nafi di armonia aritmetica,

cio di terza

minore. Per faperlo con ragione


,

bifogna. faper antecedentemente la legittima, relazione, e diftanza


1115 dall

tra le due (cale di terza maggiore, e di terza minore. Voglio dire, che O
"v*
,
.

armonia di terza maggiore dedueendofi la fcala di terza maggiore dair armonia di terza minore dedueendofi la. fcala di terza minore,, come fi fa dimoftrativamente qual la prima nota dlia fcala di terza maggiore,, cos deve faperfi dimoftrativamente , qual debba effer la prima nota, della fcala di terza minore* e in confeguenza in qual relazione, e disianza il trovino tra loro quelle due fcale ; il che . infeparabile dal faperfi in. qual relazione, e diflanza fiano tra loro le due armonie di terza maggiore, e di, terza minore. Il faper \quefto non : poca, co-fa , perch per i'aperlo dimoflrativamsnte- bifogna affegnare- una. nota di Baffo fondamentale , che nello fl'effo tempo includa in f flefla le due armonie di terza maggiore, e di terza minore in diverfo rifpetto ; ma tanto 1' affegnazio-ne, quanto il rifpetto diverfo devono effere dimoflrativi . Quella tal nota di Baffo fondamentale , includente in f fteffa le due armonie di terza maggiore,, e di terza minore in diverfo rifpetto, vi . nel prefente fidema,, ed la ultima nota Elaf. 50 dell' efempio g anneflb alla Figura Perch VIL. Che includa in f feflb le due armonie fuddette chiaro
.

pollo Elaf per Bafib fondamentale, delle due.


r

note; a confronto

cio. di.

Gfolreut

dell'

efempio 2, e

di

Bf

dell'

efempio 4,

fi

trova Elaf.

pri-

ma

ba-fe.

di

armonia di terza -maggiore

Polla Elaf
|j!

fecondo la
,

propria natura di

mezzo aritmetico
gi

del-

la

fefquialtera

o
(

Ila

quinta

rv

...

altrove
,,

dimoflrato)'

confronto
e

di

Cfolfaut
e-

f2

fimo

mente
dello fleffo

come Bafib fonaltrove dimo-^pu


dell'

damentale.
flrato
)
,

collante

a confronto,

Gfolreut 6

efempio 2

|t

fi

trova Elaf feconda bafe

T B.*ATT*ATO DI

MUSICA.
terza minore.

ut
La
fua

'% di armonia di terza minore, di cui prima bafe Cfolfaut Baffo collante-. " Dunque refta dimoftrato ^ che Elaf include in f ftefib le
J T'

due armonie

di

terza maggiore, e di

vede dall' annetta Figura VII. Il rifpetto dimofrativamente diverfo, perch 1' armonia di Elaf di terza maggiore rifpetto a' feni , e di minore rifpetto alle corde . Dunque ec. AiTegnata queterza % '" 'f;(T"N fta nota , refta dimoftrato , che la fcala di terza maggiore ca a di terza minore in diftanza di fubfefq'uiquinta ^ a a ^ p ^rc o fa di terza minore. Perch da Elaf prima baie ( armo "frase nia di terza maggiore ) a Cfolfaut prima bafe di Elaf feconda bafe ( arLe fcale di monia di terza minore ) vi la diftanza di terza minore terza maggiore , e di terza minore fono dedotte dalle armonie lifpettive di terza maggiore, e di terza minore. Dunque dalla fcala di terza magDungiore alla fcala di terza minore vi la diftanza di terza minore que data qualunque fcala di terza maggiore , la fcala relativa di terza minore far pi grave di una terza minore. Dunque data la fcala di terzg. maggiore in Cfolfaut, la relativa di terza minore far in Alarair. Data la fcala di terza maggiore in Ffaut , la relativa di terza minore far in Dlafol* r. Quefte in precifione fono le due note Dlafolr , Alamir di prima bafe, porte nella fcala fuddetta, e congiunte relativamente al fuo principio di armonia di terza maggiore, da cui procedono nella fefquiterza, o fia quarta
fi
'

!Z affegnazione dimoftrativa,

come

comune, /itV

s~\
f

-[j& XnOny
da
cui

ffy
'

gai

^
"
}

y'j Q"

ai &fe qO

modulazioni non pu due armonie di terza magnon , giore, e di terza minore a differenza della fcala dedotta dall' armonia delle tre cadenze , quale tutta per intrinca natura di armonia di terza maggiore. E per quefta, eh' tutta di genere armonico, avr bens pi forza; ma quella, eh' m'irla de' due generi, armonico, aritmetico r avr pi variet Chi fapr opportunamente valerli o e pi dolcezza natura de* dell' una, o dell' altra, o della loro congiunzione fecondo la Conchiudo , che Temi muficali, avr 1' effetto, che pretende ottenere rifpetto all' armonia , e modulazione io non trovo nel prefente fiftema f non quefte due fcale fole , come principi primi , e leggi univerfali Qualunque altra da quefte diverfa , f far buona, e regolare , far di arte, e di deduzione: non far mai principio, n legge. La terza confeguenza, che nafee intriniecamente dalla fcala fuddetta, come formata di note fucceffive, la fpiegazione della natura di ciafeuna nota della fcala, rifpettiva a due fiftemi , confonante, e diiToname Alla fcala fuddetta fi fottoponga Cfolfaut , come Baffo fondamentale co* Man*

L'

effetto dell'

armonia

di

quefta fcala nelle fue


f fteffa le

effer

ottimo

perch include in

112
nante di Cfolfaut
,

TRj1TT4T0 DI MUSICA.
fi

frante, e nella fcala

diftinguano le note
,

dell'

accompagnamento confo,

cio di terza
dall'

quinta

ottava

dalle note

le

quali ne-

ceffariameme reftano efclufe

accompagnamento. Sar dunque.

tO

% t U
gere
all'
,

U# O
:

1 *-Ju

nona

ariete te r%a :guartai

czma)*arna%:c ima

Dalle note efclufe fi deduce praticamente la natura , e 1' ordine congiunto ai maneggio delle diffonanze , come altrove fi dedotto dimoftrativamente. La natura, perch qualunque delle note efclufe fi voglia congiun-

accompagnamento confonante
la

la

proporzione

dell'

accompagna-

mento

genere femplice o armonico , o aritmetico , diventa comporta di doppio genere, cio o armonico, e geometrico; o aritmetico, e geometrico; e per incompatibili tra loro, f non nel fiftema
f di

quale per

difibnante. L' ordine delle diffonanze congiunto al loro maneggio

perch

prima diffonanza, e proffima Cfolfaut difcendente per tuono Ffaut


,

Dlafolr

come nona,
la

la

fi
*

rifolve

nella

fua
,

come undecima

nota o fia

quarta,

feconda diffonanza, e difcendente per iemituono. Alamir

rifolve nella (u nota proflma

Elami

come terzadecima, o

fia fefta, la ter-

za diffonanza, fi rifolve nella fua nota proflima Gfolreut difcendente per tuono. Le tre note della rifoluzione delle diffonanze fuddette fono le precife dell' accompagnamento confonante del fottopofto Cfolfaut , come prima bafe; cio Cfolfaut, come prima bafe, rifolve la nona; Elami, come feconda bafe di Cfolfaut, rifolve la undecima; Gfolreut, come terza bafe di
Cfolfaut, rifolve
la

terzadecima.

per

le fuddette tre

diffonanze

fi

rifol-

vono fopra

prima baie Cfolfaut per intrinfeca natura della fcala , e della coftituzione del tuono di Cfolfaut rifpetto alle fue cadenze armonica aritmetica, quali ( come fi veduto altrove ) apparecchiano, e rifolvono
la fteffa

le fuddette diffonanze.

la quarta

o fia fettima Bm , che nell' ordine proffmo difcendente per tuono Alamir, quale non inclufo nell' accompagnamento conlbnante di Cfolfaut, perch non n terza, n quinta, n ottava, ma fefta di Cfolfaut, per impoffibile, che la quartadecima, o fia fettima fi rifolva in confonanza fopra la fteffa bafe, di cui diffonanza. Perci nella rifoluzione della fetcosi della quartadecima
,

Non

diffonanza

Avendo

tima
fa
/

forza, che la prima baie della diffonanza paffi ad una bafe diverla

per rifolvere

diffonanza.

Ma

quefta non potendofi rifolvere

non
in

T R*ATT*ATO Di

MUSICA.

113

in confonanza , e i numeri confonanti non effendo f non 3,5,8, non potr Ja fettima effer rifoluta , f non in terza , in quinta , e in ottava rifpettive ad una bafe diverfa. Se in ottava , far. rl A A

Se in terza

In quello efempio della fcala diatonica comune congiunta al Baffo fondamentale delle cadenze vi fono tutte le difibnanze pratiche mulcali non vi fono le due diffonanze dedotte dal prefente fflema, cio Glblreut Bf, dell' efempio 4 annefb alla Figura VII. Di quelle fi parlar in fine del Capitolo, perch non fono del genere diatonico.

^
li

^E u 3

5 if

^,

che nafce dalla fcla , e dal Baffo fondamentafia battuta muficale; il fenfo, e periodo rauficale; il ritmo, o fiano gli accenti mufcali. La mifura Due note fuccefive fono neceffarie per formar cadenza, cio uno de' mezzi della dupla
,

La

quarta confeguenza

la

le fuddetto,

mifura, o

col fuo eftremo


fervi
,

che

come

nell'

due mezzi tra loro , come gi fi fpiegato Ma fi ofefempio tutte le cadenze fi fono riportate a Cfolfaut
.

nota principale del tuono, e a due mezzi rifpettivi C prima intenzione di natura ) , cosi fenza dubbio ( alcuno in feconda intenzione di natura fi poffono
confiderai
1

gJEEEj^

Q S ..
,

le

cadenze in loro
,

ftefle,

come nafcono immediatamente,

e di

moftrativamente che e chiaro


natura tra
loro

cio
le

* Bj

fg" f^^TT^yL>
TI

ca-

come

In quella pofizione denze fono di egual le note , che la com-

pongono,
ta
,

la

che determina lifpettivo eftremo

nota, che propone la cadenza, di egual natura alla no come il mezzo di egual natura al fuo la cadenza , Se di natura eguale , dunque di valor eguale di tem.

po, quando
fa

fi

vogliano ridurre a mifura di tempo


parti

le

note iuddette

co-

neceffaria in

pratica per ridurre, e mantenere in unit equitemporanea

di
li

armonia
formanti

le
le

cantanti

e fuonanti

Dunque

le

otto note mufca-

quattro cadenze devono effer tra loro di egual valore, perIndi il tempo alla breve , in cui ch fono tra loro di egual natura ciafcuna cadenza forma una battuta di due tempi eguali , uno in gi
.

a-

U4
T altro in fu. me da prinfura procedono
li
-

TR\ATT^TO DI MUSICA.
em& e=^ x
-e-

o,-e---

Da

quefto tempo', co*

cipio

gli altri

quefto
la for

di mitempi eguatempo ha eorrelazio-

primo

ne con

pia dfegnata in

Come
da
.

ABe

TE
BC

ma 1,2,

della

du-

n ela

IX
TL
linea

TU

nea

A B
di

C
BC
mifura

suale in linea a

cos la

prima nota della battuta


integrano
battuta. Oltre la

eguale in

mifura di
cos le
vi
la

tempo
due

alla fecon-

Come AB,
la

AC,
1,2,

note integra-

no

forma

di

mifura

forma

2,3* come quella

dalla dupla a

cos quefta dalla fefquialtera cos


la

A B C B
a ciafcuna
li-

Come

AB

eguale

BC, CD,
.

prima nota
,

eguale

delle altre

due in quello tempo

Come

AB, B C CD

integrano la

cos le tre note eguali integrano la battuta di quefto tempo, nea Come che praticamente fi chiama di Tripola ( nome corrotto da Tripla ) le due ragioni dupla, e fefquialtera fono il fondamento integrale del museale fiftema, cos li due tempi fuddetti relativamente dedotti fono il fondamento integrale della mifura, o fa battuta, oltre di cui nulla vi da fperare di buono. Ci tanto vero, quanto che molti avendo tentato al?
.

AD,

tre

forme

di

mifura, invece di buon effetto han. trovato


per cui

fomma
,

confufio-

ne^ e cos fucceder fempre.

Da

tal
,

mifura

fi

dividono

le

fuddette cadenze

nafee
la

il

fenfo

muficale
dotto

e da molti fenfi

il

periodo. Si detto altrove, che


.

cadenza

fulcro di
il

armonia. Qui fi conferma, e fi fpiega Neil' efempio fopradprimo progreffo del Baffo da Cfolfaut ( nota principale del tuono ) a Gfolreut mezzo armonico, e con ci fi forma una cadenza, e una battuta. Qui vi dunque fenfo muficale, perch vi la ragione dell' eftremO al mezzo armonico. Il fecondo progreffo da Cfolfaut a Ffaut mezzo aritmetico, e con ci fi forma un' altra cadenza, e battuta. Qui egualmente vi

fenfo muficale

perch vi la ragione
aritmetico
dai

dell'

eftremo

al

mezzo
tra

a-

ritmetico.

Ma
il

quefto fecondo fenfo certamente diverfo dal primo quan-

to diverfo

mezzo

mezzo armonico

Dunque

il

primo,
nia

il
.

ca diverfit
,

fecondo fenfo vi intrinfeca divifione, perch vi intrinfeIl punto di quefta divifione io lo chiamo fulcro di armotrovar fempre tra la nota
la
,

quale

fi

che determina
.

la

cadenza

e la

nota fcceffiva, che propone

chiamarlo altrimenti,

fi

Se poi ad altri piacefte nuova cadenza chiami pur come fi vuole j bala che cos s'in-

tenda, perch cos . Da quefti fenf determinati dalle cadenze fi forma il periodo intiero di quattro battute di tempo alla breve , come fi vede
peli'

efempio fuddetto, e quefto

1'

efemplare di natura, a cui nulla aggiun-

TR^TT^TTO DI MUSICA.
.

in-

Non per deduco la confeguengiungo del mio, f non la offervazione za, che quefti primi efemplari devano efier legge inalterabile universale. Mancarebbe alla mufica una bellezza, eh' la variet in qualunque rifpetto. Ma dir b^ns , che la variet ftefa deve avere in ciafeun rifpetto il fuo efemolare , acci non fi divaghi a talento; e che il determinar il feni muficale a giufto periodo ie cadenze a fuo luogo , e il ridurre giova infinitamente alla fpiegazione del tema , che fi propone e alla chia,

rezza, e intelligenza del tema in chi afcolta.


centi lunghi, e brevi
il

Dalle cadenze ridotte a battuta nafeono gli nello ftefib ienlo, che ritmo de' Greci voglia dir quello, o altro

accenti
filld.be
,

nimicali

cio ac-

lunghe, e brevi. Se nulla a me Io intendo


.

accento lungo, e breve. Quello nella polka mufica un punto di villa


curiofo
.

certo, che noi abbiamo nella mufica le note corrifpondend al


u

Dato per efempio un dattilo nella parola barbara, abbiamo in giuftiffima relazione una minima, e due femiminime, r^~ perch la minima vale due femiminime , e per in precifio- fer tefono rrf^~ ne la minima la fillaba lunga le due femiminime barbara fllabe brevi. Abbiamo le due una femiminima , e due crome ~r--#-#-#- P er l ftefia ragione , che la femiminima vale due c crome, lunga , quefte fllabe brefillaba P er ^ 4 ue ^ a g 7~A *--' Abbiamo per una croma , e due vi ragione la fteffa g foarara crome che adatappare ec. Dunque femiq m m
valor delle
fi
1

labe.

>

'

'

tando un dattilo

tre
,

no, il

te
j,
,

muficali

in

genere

la
,

pnfia
fl-

ma

delle

quali

vaglia r
-

doppio delle due

feguenti
delle

confervata rigorofamente

la

ar^ara

natura di quantit

tre

labe y cio la prima lunga, e le altre due brevi. Appare, ma non . La cagione non dipende dal valor delle note , le quali rigorofamente ne' dati efempj corrifpondono al valor delle date fllabe . Dipende dal luogo della battuta,

tempo ordinario, eh' li pi coe da due crome. Ecfemiminima, mune, e le tre fllabe fiano efpreiTeda una pofiztone. podbilela ordinario luoghi battuta tempo della di co in quanti
dove
fi

porranno

le tre

note fuddette

Sia

il

3
'

A ^ p
barbara
fi

p p-

z~

tiaric ara

tartara
prima,
e
la terza

ara
alla

Altre pofizioni non fono poflbili, perch

torna

prima. Ora
al

un

fatto, che la
fllabe.

pofizione rifponde efattamente

valor

delle

feconda, e la quarta non rifponde altrimenti , perch la feconda fillaba, eh* breve, diventa lunga, e il rifukato della pronunzia muficale ad onta della nota breve e contro la volont del mufico real-

La

mente barbara, Le note muficali effendo fempre

!e

ftelTe,

il

dattilo iem-

pre

nd
ne
il

TR^ITT^TO DI MUSICA.
Ma
refta nella fua

pre lo (teffo, chiaro, che la ragione del cambiamento della fillaba breve in lunga il luogo, e non altro. nella prima , e terza porzioil luogo delia fillaba lunga il principio, e il mezzo della battuta , cio il primo , e il terzo quarto Per il contrario nella feconda, e quarta pofizione il datti lo non refta nella fua forma, ma fi cambia in un' Antibacchio; e il luogo della fillaba breve cambiata in lunga il mezzo della battuta , e il

dattilo

giuria

forma di mifura, e

principio della fuffeguente, cio ( come fopra } il primo, e il terzo quarto della battuta . Dunque per natura intrinfeca del luogo nel principio,

eonfeguenza

vi 1' accento lungo ( e in indipendentemente dalla parola, e dall' ar) bitrio umano. Ci tanto vero, quanto che fottoponendo lo fteffo dattilo alle ftefle tre note in modo, che la ultima fllaba fa principio, o mez-

e nel

mezzo

della battuta di

tempo ordinario

la fllaba

lunga

zo
ga
re
fi

di

battuta

?
i

re*"

g p y~g-^7j'
1

la ultima fllaba diventa lun*

barbara

n
la
,

la

diligenza

del

mufica

nel pronunciar
nell' abbre pu rimedia

al

n T arte del compofito barbara earoc ara viar la ultima nota quanto fatto, che cos inevitabilmente fuccede. Io non "ho al
delle
,
.

tra

ragione di quello fatto, f non la fopraftegnata


fenfi

come compofte di due note di eguale y come fulcri di armonia* e come


a battuta,

egual natura
muficali

cadenze ridotte per di forza E* ceno, che die

videndo

1'

efempio addotto delle cadenze nel

modo
, ,

feguente
tanti

P-v

ETOT
Tarb< ara
la
,

m mw
rS-*
!>

ec.
tili

e fottoponendov.i

dat-

reftano
.

intieramente nella

loro forma

certo

che traf
altro
, ,

ponendo
do
incontri
la
la

in

qualunque

mo-

fuddetta pofizione

do con
levare

fllaba

lunga

non

cadenza
1

in battere

quano in

o nel principio , o nel mezzo della battuta , le fillabe brevi fi cambieranno in fillabe funghe . E certo finalmente , che f per obbiettare l alfegni F efempio fuddetto in note fempre unifone, nelle quali appare che non vi fia cadenza, io rifponder-, che vi cadenza intrinfeca nelle prime baAltro , che non fi. fi fottopofte. cadenza nell' armonia voglia la
cio

propoftaf dal compofitore

quale

pu proporli
pi battute

,.

vuole
di tali

una, e
Baffo
cafi pra-

fopra

lo fterTo

fondamentale:
tici

altro , che in fpecie nella


la
fi

maggior parte
armonia

non vi fia intrinfecamente primo efemplare di natura non

cadenza
voglia

e che in genere

dall'

e fecondo il , muficale la caden*

za

TRATTATO

DI MUSICA.

tij

za nel luogo fuddetto . Quello batta , ed avanza per la mia ragione , da cui fon perfuafo , e convinco cio che 1' accento lungo ne' due luoghi indicati proceda dalla forza della cadenza, di cui quello il luogo naturale. Si voglia poi , o no la cadenza dal Compofitore , retta non ottante 1' accento

lungo ne' due luoghi fuddetti , come indipendente dall'arbitrio umano, dalle note, e dalle fillabe Il pi fi , che mi noto abbaftanza il pregiudizio contratto dal lungo ufo della battuta , per cui una Orcheftra intiera per lo pi fi accorda nelF accentare, o fia percuotere con maggior forza la prima nota di ciafcun quarto del tempo ordinario , e molto pi le due note del battere, e levare del tempo alla breve , perch o cos fi vede batter la mifura dal direttore della Orcheftra, o cos ciafcuno batte da f o co *i piede, o con la mente. E per formato , e prevenuto 1' animo dal coftume di fentire in que' luoghi una nota pi forte, e in apparenza
.

pi lunga delle altre

va cercando ragione

di

ci

che altro

non ufo, e pregiudizio. Lo fo benifmo , ma ci non nella mia opinione. Il fatto fi , che indipendentemente da coftume muficale ho oflervato pi volte io fteflb i balli popolari , e contadinetchi
diretti
(

non f ottante rimango

da un

Cembalo
,

Strumento
)
fi

com'

ella fa

lenza

mono

e che

non poff dire


.

fi

fuona
a

tratta

dalla

mano

fottopofta a forza di fole

percufloni

percufifioni maggiori , e ; efattifiima alle due mibrevi; relazione lunghe, e ire muficali di tempo alla breve, e di tri poi a ; le percuflioni maggiori fempre nel principio della mifura relativa. Giacch tal occafione qui, e

Tre

cofe

ho rilevato ad evidenza

minori equivalenti

frequente, ella Sig. Conte non la perda, e offervi; avr maEffendo io convinto da un fatco . di natura, e perfuafo, che in eguali circofanze lo fletto debba fuccedere appreflb qualunque Nazione , devo credere alla mia ragione appoggiata , e
in
villa

raviglia, e piacere di tanta precifione

provata da un fatto, che mi libera da qualunque fofpetto di pregiudizio. Tuttoci refta mirabilmente confermato dalla natura delle note d-ifcordanti. Quelle note rifpetto all' armonia non fono n confonanti, n diilonanti.
dell'

Non

confonanti, perch

in

niun

modo
,

fono inclufe nell


,

armonia
vuoi
di-

accompagnamento confonante di terza quinta re, che non fono n in terza, n in quinta, n
damentale Non diffamanti perch febben le negF intervalli di nona , undecima terzadeciraa
.

ottava

fi

in ottava del Baffo fonnote difcordanti s' incontrano


,

quartadecima

quali
9

tutti fono intervalli delle diffonanze, e per comuni alle note difcordanti

e alle diffonanti;

verfo dalla

nondimeno la loro natura, e il loro maneggio ben dinatura , e maneggio delle note diffonanti . Perch quefte devono
,

apparecchi arfi
al loro ufo

e rifolverfi

_,

quelle
,

fi

zione, perle fole, afcendenti


e potteriori
dell'

e difendenti

maneggiano fciolte da quella condi. Le due condizioni neceffarie


le

fono; prima, che fiano chiufe tra

accompagnamento lddetto
congiunte
,

di terza,

note confonanti anteriori , quinta, ottava, alle


,

quali

devono

eifer

come

loro

principio

loro

fcheletro
(

quafi

u8
(

TR^TT^TO
il

DI MUSICA*
)
.

quaf vefti del corpo di armonia confonante


loro luogo precifo
,

Seconda
di cui

che nella battu


ufo loro diventa

mufcale abbiano

fuori

1'

un follecifmo mufcale.
dente
della
.

La

loro origine dalla fcala afcendente, e difcen-

ridotta a battuta in

modo, che
ottava
fi

fonante di terza, quinta,


baffuta: fuppofto
il

le note dell' accompagnamento controvino nel principio , e nel mezzo

tempo, ordinario, e fuppofto. Cfolfaut Baffo, fon-

damentale collante,, come prima bafe

||g||g|||

-e-

E TL

IX

H
.

xr

In quefto efempio , eh' di prima femplicit , e per efemplare della deduzione di modi infiniti, . chiaro non eflervi cadenza alcuna , perch il Baffo . una fola nota, e prima bafe coftante E* chiara, che le note della fcala fottofegnate fono 1' accompagnamento confenante di Cfolfaut 1 prima bafe, e fono tutte nel principio, e nel mezzo della battuta. E 1' anchiaro ( e convengo con la intelligenza, e pratica univerfale ) che
teporre
,

il

pofporre per

un quarto

le

fuddette

note fottofegnate

un.

follecifmo mufcale

Ma
battuta

quefa fcala effendo dedotta per arte


)

^m
,

errore

errore.

wr. *-&-*
(

n
'

^s:
,

rifpetto alla mifura

fia

dalla fcala anteriore

dimoftrata
,

per natura di
cio
;

parti eguali net

valore delle note a cagione delle cadenze

e quefte
c

effendo

dedotte
delie

dal

prin
%

"CE

q[ (v^lr-^l ^n
il

qUi

cipio

primo affoluto

w
v /i

avm:
t\ (\

avitvr.
*

altrettanto chiaro, che


affoluto
trinfeca
delle cadenze

principio pruno

tv
le

t\

Ma

cadenze

^nr

in Cfolfaut per in

z^
note fuperiori acuquali s' inconi
ridotta
a temfcala

natura.

Da

quella principio primo fottratte


li

te fottofegnate,

reflano
li

quattro Cfolfaut inferiori, con

trano identicamente

quattro Cfolfaut fottopofli alla

po

TRATTATO
p
'Ordinario
>

D MUSICA.

ii$

e abbreviata per arte

m
e
.

mw
rzn
tt

04
-La
pr*

va chiara aggiungendo

le

note fottratte

B^E

Si
i

P2
.

PC f'f'IfN

'I

Dunque la veriiTima regola di porre nel fecondo , e quarto luogo, fa quarto della battuta le note difcordanti procede dal principio primo afibl'to delle cadenze in Cfolfaut , quale per intrinfeca natura deve tro varfi nel primo, e terzo luogo, o fa quarto della battuta. Ma ci fuccede in forza della cadenza Dunque concludo di nuovo , che 1' accento lungo ne' due luoghi fuddetti procede dalla forza della cadenza nulla importando , che fia efpreffa, o no , perch prima intenzione di natura, che debba effervi , e che quelli fiano i fuoi luoghi . Sono infinite le deduzioni da quello efemplare > come principio primo, e importano un trat:

tato
cati

pratico intiero.

Ma
,

io

intendo di
piti
.

ftabilire

principj

primi efemplif-

quanto bifogna
.

e nulla

fapendo quanto
la

ella fappia

da

Aggiungo folamente per fuo comodo


,

traccia delle

ben dedurre deduzioni di


propofiziof

quelle note difcordanti

perch

fi

pu

dire

un corollario

della

ne
nei

Se

le

note difcordanti nel tempo ordinario non poffono ufarfi

non

fecondo, e quarto luogo della battuta b perch devono efier chiufe dalle note dell' accompagnamento confonante y quali devono avere il pri-

mo

e terzo

luogo della battuta

dunque
fll

ragguaglio

potranno

ufari

molto

pi ne' quarti della battuta

Lm-^A-kB^u^AJ

ne*

gli

ottavi

^p-jjfr

di

meriti

~ j G
, ,

dilatarlo*

il

nono Canone muficale per

le

in maggior reJln%ione quanto fi vuole y in maggio? - ne di Me%a battuta non mai ^ e lanote difcordanti . Pu aver qualche
_,

ec.

In

fomma

battuta

'

ecce*

120

R^TT^TO

DI MUSICA.

<

eccezione nfpetto a que' tali modi di efpreffione muficale , i quali fono familiari al guflo corrente, in cui non fi fa fcrupolo di porre per foftanza ci, eh' modo della foflanza vuol dire in cambio delle note fon; damentajjL della cantilena i modi di buon gufto dedotti dalle note medefime. Neil ufo di tali modi s' incontreranno beniffimo le note difeordanti nel principio, e nel mezzo della battuta. effendo quella pi che altro una licenza poetica del fecolo corrente nulla pregiudica alla verit , del Canone fuddetto. La quinta confeguenza , che nafee dalle tre note dell' efempio , e la deduzione delle chiavi muficali di Ffaut 30 ^0 , Cfolg fauc Gfolreut. Di Ffaut per i Baffi. rr\ XI Di Cfolfaut , per i Tenori , Con- < ^" " 'f)'

Ma

"

S
**

V
,

traiti,

mezzi Soprani., e Soprani. Di Gfolreut per i Violini Obo


,

---<-~-^~

'f

natue
la

IH

q\U w
jfi

Flauti
di

ec.
,

rali

grave
del
,

relazione

tale

eflenfione

*
,. r

tfi

oia

e- appreno dell; voce umana iV .__ fono ilw appreffo a poco : ^^ che vuol dire in duodecupla. Il di pi nella voce umana raro; negli frumenti la eftenfione maggiore in grave, e molto piti in acuto , ma con poco buon effetto Paffo di volo per quelle materialit muficali , ballandomi aver indicato il loro principio nelle tre note fuddette principio abbondantiffimo , perch , com' ella fin' ora ha veduto da , quello procede quafi tutto il formale e il materiale ,
. :

m
g
}
andar

Gli eftremi
e

acuto.

mezzo

nella

to-

noftra mufica
'

Ma

della
fcale

converr

ben adagio
s

nelle

1 U2&

eia "ve

alle chiavi

fuddette, intefe

come modi"

nel noftro
.

fe nfo

moderno, come

nel fenfo degli antichi

Greci

Capitolo feguente. La fella, e ultima confeguenza la forgente cromatico , enarmonico , chiaramente indicata
flituito il

biiogno lar

tal

naturale de' due generi,


dall'

efempio

natura di quelli due generi in foftanza la infpefiazione della icala diatonica comune e infpeffazione vuol dire interpoli; zione di altre note tra le date note della fcala fuddetta Con ci certamente fi viene a mfpeffare la fcala perch non pu mai fuccedere , f , non aggiungendo alla fcala quelle tali note, che dividano li tuoni, e fenaturali della fcala in ragioni minori 1 Il luogo di tale infpeffaD xione appreffo 1 Greci era aflegnato per legge- ed era il luogo del femituono ovunque fi trova nella fcala diatonica comune Il confine della lipeffazione era riabilito da un Tetracordo, o Ila quarta , si materialniente nfpetto alle quattro note commenti il tetracordo . s formai. . .

Jqnanze muficali

La

delle

dif-

men-

7
mente
la

R<ATT ^fTO DI MUSICA.


.

ili
poflbili

in rifpetto alla ragion fefquiterza

Per
li

tre

luoghi

dei-

infpeffazione nella fcala

comune erano

feguenti

Tetracordi naturali del genere diatonico


j

Semit:
il

-VcW:
fi

acacWaeTr

"

Se
,

il

cenere era cromatico

ni

un

per fcala

) ;

formava da due femituoper falro , e non minore triemituono indivifbile ( una terza come afcendendo discend endo , e fi adoprva nella cantilena s
,

tetracordo

Tetracordi del
genere cro-

,_
~Z
.Sterni*-'

,,

wtrrm

matico

tncmi:

semit-:,'

Setnit:

Se il genere era enarmonico , il tetracordo fi formava dalla divifonc del femituono maggiore in due femituoni , e da un dicono parimenti indivifibile ( da una terza maggiore per folto, e non per fcala ) ; e fi cantava egualmente afcendendo, e difcendendo.

Tetracordi del genere

enarmonico

mmm
Semit; n\aa:
%iuiso
e
li
,

^m:

Li femituoni
giore del
di

del genere cromatico

le

divifioni

del
,

feniituono
e

magfta-

genere
effetti

enarmonico,
le

relativi

triemituoni

ditoni erano

molte fpecie fecondo


.

diverfe ragioni, o

forme,

con cui erano


e diftinti

dagenere di mufica erano particolari , letto ho Tuttoci gli effetti prodotti dalla mufica del genere diatonico . nel Zarlino , uomo ragionevole ? e diligente raccoglitore delle cofe antiche. Qual fia fiata la cagione di divider la fcala in tanti Tetracordi,
biliti

Gli

di

tal

femituono maggiore / di moltiplicar i femituoni per formar il genere cromatico ; di divider il femituono magio non la fo . Se poi mi fi dogiore per formar il genere enarmonico
quali per legge comincino dal
,

manda

le

in

forza del prefente fiftema


,

fia

poflibile la

infpeffazione della
,

fcala diatonica

e
,

fiano poffibili due nature di armonia

e melodia,
,

e-

guali alle melodie

fi

ano

cantilene

de'

due

generi

cromatico
dall'

enar-

monico,

-dico, che s, e lo di morir-

La
le tre

fcala

diatonica
dell'

comune dedotta
fia

armonia

del-

note

efempio 3

pofta
Lui
.il ..i
.

confronto del-

XP
le

f
le

note

C
ratificali

dell'

efempio 4.

*'

Scala diatonica

comune

iti

D u

due note legnate nella kala, far infpefTata da Gfolreut tra


le

TVXO kfe
jobbfea. 2T TT6^

'

&S?mjjio<2<
dunque riportando

L,
<-

Gfolreut naturale, e Aiamir

"'
. .

fari

inf,/r

r,r

trova

la

quinta

pitti
t

Lfegfo dT ,aLlt g2S > gte


1

"^ *Go
^--

'

el

ITat'

^la ,*

Gfolreut, Cfolfau't aTuto de a


aCUt

poffiLe

'

Data

tale

mfpeffaz.one trovo poffibile nella icala


.

di

quefte note

infpeflata

la

melodia

e Gfolreut

Vi

la fefqui-

'!; ^ r rfolffliir le, Uolfeut, e gli

Non ita non fta^n


comune
dev

b?ftf
'fi iia

KW*
aVe
il' nell
.

Q-U1 fono i due femituoni,minore tra Gfolreut Zrrrr ma g8 io ^ tra Gfolreut <%, e Aiamir! quinta UJUUi , o fia mj nore tra A ~* na terza minore > AlamilamiT""" '* eltremi

^foS a fondata

fono in quarta. Dunque formate-mi- tetra genere cromatico, ed^ f0rmat J da fia Cantilena - ^ quando

fatffKffl^
>

armonia

r
la

'

quale

principio

primo Perch f dall' armonia fi dedotta la egualmente dall' armonia fi deve dedurre a fLin|ffazion"
intnnfeca
al

in ogni

modo

lev' eifer il fcat dia onir,

effer

fftema
ucfta
>

Sdipen P ki il tetracordo cromalo Tuddtto con tot Ie feVera ma gfck Creine io non ? > ^! ? in do ff n mai dat 3d ,ntendre Che BH etichi tetracordi de' ' te generi?ftdd tri" Cr 0ma UCO annomeo, fiano dedotti per neceffit di minerai principio. k Sono dedotta arbitrariamente, e
S

J2*A

\9 a flf urconT Z1 m L

mOQ

Ch d

e deve nafeer da neceffit di

p n

^>
.
'.

come da andamento,

ipb^n

e prin i>io

SL

nulla pi

Mi

fpiego

con

la

pr.

T Rv4TT\ATO DI
prova . Sa fua armonia , ftrati numeri
;
.

tisica:
J

122
e
fia

tetracordo
e

diatonico
diatonica

modulazione naturale
fcala
,.

TTre-^

n !Z

ridotto alla
i

fecondo Sar

dimo-

della

%
Dunque
faut
,

rr2T:
mam
Baffo fondamenta- ^IH-T \
le di
'

la

modulazione
(

in Cfol-

ed formato

come

"
'

'*

prima bafe

^'

Cfolfaut
.

e^2
edi

fi

dice praticamente )

il

tuono

ragguaglio

il

tetracon

diatonico

gii

1 *:

a
Baffo fondamentale di
ii

prima bafe

e. sa mw* - 21
di
.

TT
e far formato
il

tuono

tonico,

E
1

oko-HzO;
'

Ffaut perch come

Ometto per
,

ora
fi

il

tetracordo dia-

accidentale

efaminar a parte ),

r cer
!

dula-

o, che li due tetracordi fuddetti nella loro mozione confervano efattamente la natura del tuono di
f

faut. La cofa chiara, perch le prime Cfolfaut elfendo le tre note dell' efempio 50 3 , qualunque di' quefte fi formar cadenza fi far in H' , V natura di Cfolfaut ; e folamente non fi potr formar cadenza armonica in Gfofreut " * perch. di quefta

Cfol-

ball

ar-

moniche

di

i^
'

^n

4^
(J
ter.

non

.,

nota
la

LZI "

vi

U W

nella

fcala diatonica

la

nota

relativa

cadenza armonica dovrebbe

effer,

^\ W 1
\

quale
Dlafolr

per formar

cio

con

-o
-e-

za maggiore
Stabiliti
.li
1

come

vi

in

Ffaut.
di
aI

-
_

due tetracor,
5

In TZ fucceffiva, o V fe
l

due tuoni di Cfolfaut, e ddwc, reft a ^dere


r

Ffaut,. relativi

morm.

ff

neccflita fia

modulazione , che non per arbitrio congiunta a due tuoni fuddetti. Secondo le cofe
di

f.

<F

&

a'

la

poffibile

relazione di ar-

ma

per

fin ora di-

Q,

2.

mo-

124
ico

TR^TT^ATO
efier poflbile,
f

J>1

MUSICA.
,

moiirate chiaro altra armonia fucceflva

non

giore alla fua relativa

o fia modulazione in tal fennon il paffaggio della prima bafe di terza magprima baie di terza minore ; cio da Cfolfaut in

Alamir, da Ffaut in Dlafolr . Perch cjuefte due note fono neceflariamente tra loro congiunte , e lo fono in s fatto modo , che data F una s* intende F altra , come fi fatto vedere a fuo luogo Indi la pratica mufcale ha dedotto le fcale tra loro relative di terza maggiore , e di terza minore , comuni gli accidenti , delle quali fono lgni che o non vi fono , o vi fono in chiave Data la icala di Cfolfaut, niun accidente vi in chiave - Egualmente nella fcala di Alamir, perdi' la fua relativa di terza minore. Data la fcala di Ffaut, f vi
. .

in chiave

il

fa

molle

vi far egualmente in
ec.

Dlafolr

perch' la

fua
1'
,

relativa di terza

minore

Ma

ci vero, com' poflfibile, che de-

dotto

il

tetracordo

cromatico

dal

tetracordo diatonico

di

Cfolfaut

armona fucceflva , o fia la modulazione del tetracordo cromatico efca dalla natura del tuono di Cfolfaut, e proponga il tuono in Dlafolr terza minore , che in niun modo appartiene a Cfolfaut , ma bens a Ffaut , come fuo relativo di terza minore ? Ecco il Tetracordo cromatico dedotto dal Tetracordo diatonico di Cfolfaut.

Q m O g
Cn atonico

<)Q Q

^:=

'

e aromatico

'

35

jj

o
-e-

H
^a
.

Quando fi aggiunga il Cfolfaut, chiaro , che il Baffo fonda mentale Alamir diventa prima bafe di terza maggiore, e propone la ca
denza armonica in Dlafolr
If:

tZZDZ

Lo

TR^TT^fTO DI MUSICA.
Lo
fteffo

125
diatonico
di

fuccede nel

Tetracordo

Cromatico dedotto dal

"e

&

Ffaut. ftir9-

o " ^tA

*
Il Baffo fondamentale propo* cadenza armonica in Gfolreut minore , che in niun modo ap=

ne

la

terza
partie-

ffiatonico

c/imrnatico

come
re.

(t^t
m

ne a Ffaut

ma

bens a Bf

fuo relativo di

terza maggio-

ir

&
U

^certamente cofa mi fi poffa rifpondere , fenonchgli antichi Io non fo .' s perch 1' armonia equitem... 1 anno intefa in quello modo Greci non poranea ( almeno fecondo la comune opinione ) non era tra loro in ufo, o perch non cognita , o perch non voluta ; s perch anno fuppofto che da minimi intervalli muficali fi compongano i maflmi , e in tal iuppofizione avevano arbitrio di dividere, e fuddividere a talento F intervaleh' il femituono maggiore , o moltiplicarlo fotto nulla Ma conclude, f quefto , o altro mi fi rifponda . forma. altra armonia equitemporanea ( e in confeguenza la fuccefliva ) voluta dalia natura ; li minimi intervalli procedono da maffimi , e fono propofizion dimoftrate . Dunque o per arbitrio , o per falfo fuppofto fi fono dedotti nei tal modo, e nel tal luogo dagli antichi Greci li due generi croma-

lo

minimo diatonico,

tico

enarmonico

perch

il

cromatico non rifponde

alla natura

del fuo

principio, e fi veduto; lo fteffo fi vedr dell' enarmonico. Sia ora porto all' efame il tetracordo cromatico del prefente fiftema, dedotto necerTari amente nel tal modo, e nel tal luogo; e fia ridotto ali'

armonia fucceifiva , o
'

fia

modulazione afeendendo

e difeendendo

E:

r g_^^Q

&

Ojft

C $

=
-

ho

iz6

TR^TT\ATO DI

M USTICA
I ..

SS YiQUoairusurcL
.

Wt E
Il

*
ir
f
.

#3?

s
22eepaffa in Alamir terza mino-

nzt

rifultato parla

da

La modulazione

re.

Dunque

faut.

La

congiunto a Cfocantilena afcendendo,, e difendendo paffa neceffariamente per g'

nel tuono di terza minore, intriniecarnente

il tetracordo, e 1' armonia ottimamente, e neceixariamente congiunta. Dunque il vero tetracordo cromatico quello e per il modo, e per il luogo, e per natura, e per fiftema. Se poi incon-

intervalli coftituenti

trandoli nella cantilena,

non
la

s'

incontra nel 'modo, e nel luogo del Greco

cromatico
la
di

tetracordo

colpa
.

non

mia/

del prefente fiftema, dal-

cui

forza fon condotto a confronto

Poffo aver errato non intendendo


nella
del.

fiftema
la fua.

Greco.
verit,

Ma
o

non poffo aver errato

prova datagli per dedurre,

fallita

prefente fiftema.

Parlo al tetracordo enarmonico , per la cui legittima deduzione neceliano ricordarne L efempio addotto nel capitolo' pi-imo per la produzio-

ne del

terzo-

fuono

,,

come

Baffo armonico fondamentale

..

Neil* efempio

iuddetto- vi fono fegnati, tre intervalli in ragione fefquifefta e fono il fito, 1 ottavo, e il decimo. Appajono terze minori , ma non fono ; ed ivi ho dimoftrato, che fono minori della ffq.uiquinta o fia terza min,.

re della ragione

m
la

35, 3, perch numeri primi 6 5 ; la forma


,

la

forma

della terza
intervalli

minore

42,35:
in nudei-

de' fuddetti

42, 36:

meri primi

7,6. Ho

fpiegato

che. nafeono- dalla divifione.

armonica

fefquiterza, o fia quarta,


di faciliftma

fto intervallo

lino

ed voluto dalla na-

^T-O
I

ftt?ft

trova facto dalla natura nel5 fiato, e ne corni di caccia: finimenti

^
,
..

ed ho avvertito, cheque? * intonazione fopra il Viotura armonica y perch fi le Trombe marina , e da

ne' quali
Si.

non

ha.

luogo

1'

arbitrio

umano

ma
il

la

fola

fifco-armonica. natura
1

aggiunga

dunque

in

nota

muficale

termine

coftituente

il

fuddetto- intervallo alla fcala diatonica

comune
cifra

infpeffata dall' efempio


a

U*.

4; e quella nota aggiunta fi fegni con la diftinzione di Bf fegnato- eoa la cifra ^ Sar
.

olo^b-^'-e-Qy ttq^s ttSwu

Da*

l'aggiunzione di quella nota, trovo poffibile nella (cala iuddetta la compofizione di un tetracordo enarmonico j cio del femi tuono maggiore divifo in due femituoni minot , e di lui ditono o fa terza ,

^ ata

TRofTTJlTO DI MUSIC *A;

IV%

maS

;giore

in quelle note.

jj-EL^ft

&T
(0

forme
Ridotto per
il

2iao- 3^$i

^23(^LJ^ ^.^z,.

fuo Baffo fondamentale


far.

difendendo,

oUW^
32

all'

armonia

afcendendo, co

^H+lo- n

HBBBSHSBSSBBISBB!

lo7

21
ta

e*

E' chiara dal rifukato la formazione del tuono in Ffauc, di cui no* fondamentale relativa Gfolreut prima bafe di terza minore rifpetto alla

feconda fcala di Cfolfaut altrove dimoftrata portata in Ffaut . ridotto per moAJT

/>
11

!LgoO( ^jfeggf

'

>

quale

traf-

fempio il fuddetto dente, e difcenden-

Q P 0^0
> i

,.Q,., W ^ 1J "
,

gBEln
tetracordo

Di

fatto

do di eenarmnico afcen

te a mifura,

folo fi fa evidente a qua* lunque Compofitore la formazione del tuono di Ffaut i ma

non

io dico di pi per mia fperienza, e per confenfo comune de*

f f..H.f

ft-

"fall.P

V;

ProfefTori

ammefli
aggiunto

alla

fperien-

za

che
,

un

fecondo
il

Violino

a di cui confronto

tintamente qon

la

primo Violino pu diftinguer ot intonazione la piccola differenza, che vi tra [^f*


grato
,

I 5J,

effetto talmente

che

nulla pi.

La

fperienza

per

1*

ef.

128
f
effetto

R^TT^TO
)

DI MUSICA.
per quinta in acuto

pi fenfibiie

fu

inftituita

Il

fegno

equivale nel

trafporto al fegno

[^

frW fcfempre il noftro Val( eccettuato perch nella muficale iollecifmo vi un efempio lotti ) , non folo rifoluta non quale la fettiraa, nota del vi una Baffo feconda
Si opporr da' Componitori in genere

che in quello

difendendo per feraituono, coni' rifoluta la fteffa fettima della penultima nota; ma di pi afcende, eh' molto peggio, e contro ogni rego_

la muficale

Io aggiungo , nemmeno apparecchiata , e pure fta ottimaperch cos deve ftare dimoftrativamente , e tficamente . Di, moftrativamente , perch febben l'armonica feftupla eftenfione non ammet.

mente bene

te nella fua unit integrale

oltre

~>

eh'

il

fuo confine

non per
progredire

che
1
'

il

fiftema
1

armonico

rilpetto

alla fua,

natura

non

poffa

ad 7
f la

ad 8

ec.

Anzi da quefto

in precifione
1

dimoftrativa

procede

che

eftenfione fta nel fuo confine di

rifulta

di

la fua

perfezione, perch
li

come
il

la feftupla

genere diatonico ( ineftenfione ha per radice la


il

dupla, e
1

fuoi
,

mezzi, cos

genere diatonico, che procede dalla


) ;

feftu-

pla eftenfione

dipende intieramente dalla dupla


il

la

eftenfione

oltre-

paffa

rifulta

genere

enarmonico

il

che

evidente

nell'

efem-

pio fteftb. Fifcamente , perch date in armonia quefte note, dico j che comparate in qualunque modo tra loro , fi avr fem5 pre terzo mono Gllreut , eh il Baffo armonico fondamentale

Dunque una tal fettima ceninante , non Dunque non ha bifogno di effer apparecchiata, n
.

ifTonante.
di

effer rifoluta;
fia

pu
e-

afeender, e pu discendere; e quando la intonazione

giufta

ftar

mal-

T R^TTJITO DI
dualmente bene
to
, .

MUSICA.
Perci nelle

119

manna,
la

ne

2,
f~*\

'ilei
Y
MI

Trombe
,

da

fia

Corni da
ta

caccia
(

dove
-,

per
i

natura vi
Profeffori

no-

fuddetta
la

balla
)
,

che

rifpetti-

vi

effervi fcrupolo al-

gio

quando

bi-

MI

cerchino
di

jfc

^
1=

non dev*

cuno
fogni;

ufar

quello paffag-

ftu$m

altrimenti

farebbe

To, che pretender con F arte noftra di correggere la Il meglio fi , che appreffo fificoarmonica natura Alla a poco fi fa lo fleffo dalla pratica comune equinta nota del tuono, che formi cadenza armonica con la nota principale del tuono , fi d la fettima fenz' apparecchiarla,. Nelle cadenze finali ufo quafi generale dell' accorra pagnamento organico di aggiunger la fettima alla nota, che propone la caRegala non vi , anzi contro la regola, perch tal fettima denza finale non apparecchiata . Ma la natura ha pi forza dell' arte Il piccolo divario , che vi tra Ffaut naturale , e Ffaut divifore armonico della quarta
.
-. . .

oj

|/Qr'^

,
l ,

cnva

--

non
e
1

balta a

cambiar
reit

armonia,
pi
dalla

a-t'-moruxo

orecchia
,

confor-

"~

vinta

perfuafa

za
tre

e dall' ottimo
,

effetto

de'

termini

armonicamente

difpofli

- che
jsj

dalla forza dei

quarto termine folo , eh' il Ffaut naturale rima, qual effendo molto proffmo al vero fuddetto , nulla , o poco di (turba f ottimo effetto

aggiunto

per

fet*

sLm

termine armonico dell'armonia. Indi

ne viene

che ad onta

di

non vi , n vi non quello.

pu

qualunque regola date le due parti effer altro Baffo armonico , f

quando

fi

voglia

quello Baffo
della

ottimo in

fleffo )

non

della fcala

prima armonica

>

ma

feconda fcala a fuo luogo affegnata e dimoflrata

Tot*

TRtATT^TO DI MUSICA. 130 Torno al Tetracordo Enarmonico, e dico, che queflo come voluto dalla natura del tuono, e dall' armonico fiftema
quello n per natura, n per fiftema
io
li

'

il
.

poffibiie

non
ci

f in

qual'modo

fiano riducibili

a regolata armonia, e a formazione di relativo al mono principale. Quando manchi tal condizione, dico, che fono formati per arbitrio, e non per necefiaria ragione.

vederne altro Tetracordi Enarmonici tuono neceffariamente


fo

non

Fuori di perch de' Gre-

Ora

vengo

alle

due

ultime

difTonanze

dell'

efempio

muficale

m& be-

per la di cui totale intelligenza era

neceflario premettere
della
.

come fi vedr comune fecondo


(

)
il

la

interazione
.

fcala

diatonica
tal

prefente fiftema

Replico

per

bis

fogno

1'

efempio della fcala fuddetta

ttQ^c o^k-s-^-a

Dico , che la diffonanza di duodecima formata da Gfolreut nanza del genere cromatico. Perch f il tetracordo cromatico ,

diffo-

far

dunque

la

diffonanza

II

fuo luogo naturale, fonanza , e in confemi tuono minore, la di


2.5
?

Dunque

la dif-

e del

genere cro-rQ

guenza il fecui forma 24, matico

fW^r
Dico , che
la

difibnanza di quartadecima

fia

fettima formata da Bf

dif.

fonan-

TR^TT^TO
fonanza del genere enarmonico
.

DI MUSICA.
f
il

131

Perch
j; ar l

tetracordo enarmonico ,

xpgpgr
j

^
io7 d
<ft
**

^^Tp-lL
f

'

!-

^ ^ un Ue \ z q UO go naturale.

diffonanza

il

fuo

13 y
,

-U^-

e
y
'

'

wi

Dunque
il

lo^ {) confeguenza^ ^, ^ ^ ^ femituono minimo , la di cui forma i ^- Q] 9 r ! ^ 35, 3 <5, del genere enarmonico. In quefto efempio fi vede il cafo, in cui la fettima
la

diffonanza

e in

P7U35'
r

fl
I

'

Il

>

rifolve

fopra la

fteffa

bafe, perch la fettima diffonante

fa

fa

rifolve nella
il

fettima confocircolare

nante
dell'

Lo

fa,

di

cui vera bafe fifico-armonica


fi

fottopofto Cfolfaut. In

forza di quefto efempio

rende
fcala

praticamente
diatonica

chiara la

natura
all'

armonico

fiftema

La

comune

ridotta

armonia

*G
(

come

fi

veduto

.
;

Fe=s

S 31 H n
.

^22=
3X

Quefta fcala , come afcendente , va ottimamente fecondo la natura deir armonia fucceflva Perch febben nella fefta , e nella fettima nota del
Baffo fondamentale vi
ci
fia

la

cattiva

relazione
,

del tritono,'*! 3l

ma

come ottimezzo armonico Gfolreut al mezzo aritmetico Ffaut Perch Ffaut effendo il mezzo imperfetto, Gfolreut il mezzo
non
del

ottante

non pu

negarfi

la fuccefone

perfetto

il

progreffo dalla imperfezione alla perfezione


dalla

voluto con
nell'
,

tal

chiarezza
f
tal

natura univerfale delle cofe, che non


;

ci refta

da dubitare
dalla

pro-

greffo fia d' intenzione della natura

molto pi
alla

armonico fiftema
mokiplicit
la

dove
alla
fa
,

in genere

il

progreffo dal quadrato al circolo

unit,- e in ifpecie dalla diffonanza

confonanza.

Ma

fcala ftef-

come

difcendente
>

tritono tra Gfolreut

va male per la fteffa ragione , perch fi trova il che nel difcendere diventa primo, e Ffaut, che di-

ven

Iglfc

TR^TT\ATQ DI MUSICA..
dai.

venta fecondo..
pafTaggio

natura armoni7,

m
;

Ora
~

certo, che quefia relazione, e quefta

perfetto

air imperfetto
tal

non

voluto
la.

dalla

ca fuccefliva, perch'' contro

fua.

inten-

ione

e f

compofitori ufaranno
..

pafTaggio,

commet-

teranno errore
quello.:

Ella Sig. Conte


fcla.
,,.

mi domandare

come mai

poffa darfi

fuddetta ,. la quale finalmente una diche deve darfi per neeeflit d principio. Se il fiftema armonico a priori , deve afcender la fcal , e non diicendere , perch, i progreiTb armonico per natura di principio dai grave all' acuto Si trovar dunque tutta, la. perfezione afcendendo / fi trovar fegno d' imperfezione difendendo Ma quando alla fcata fuddetta vi fi aggiunga Lkfa*. eh' l'aggiunto al fiftema enarmonico ,..' ed il voluto dalla natura fifico-armonica negli finimenti pi volte mentovati Trombe Corni di caccia ec , non folo fi toglie qualunque inconveniente ma nel Baffo fondamentale fifico-arnionico- rifulta. la natura circolare/. Ecco F

inconveniente nella
.

raoftrazione

Io

le

rifpondo

..

,.,

,.

,.

elempiio.

mi ^n

e-

m En

la-..

n
xz
..

W7
e-

u
il

oo
Baffo
fi

7:

-e

e-

IX

u
e quella.

retrogrado

Dunque- difcendendo
natura, circolare

la

fcala,.

rivolge

in

f fteflbj

Dall' aggiunzione, della nota


la diffonanza di
ipra. la
flefia,

fuddetta fi vede di nuovo il cafo, in, cut. quartadecima , o fia fettima maggiore ri.folve rigorofamente:: prima bafe ,, come, rifolvonov tutte le. altre, difibnanze r;

;Z

fegno:
5

manifeftirTimo- della
fiftema.
,,
,,

univerfal'

perfezione-

deli

armonico
la.

offervata
fiftemi

iua natura
,.

quando- fedelmente fi&: e sii- fi congiungano li,


diventi:

dedotti

ficch

un, folo,

fiftema.

univerfale
di fting.ua.

La. proporzione vera , N purch, fi. foftanziaimente il genere diatonico da..


...

gir

altri'

due- generi

Mi. fpiego,
fin

e la

ipiegazione.
fi

porr affatto in chiaro quanto


e dimoftrato- fopra
in forzai della
li

qui

detto,.
il

Nel terzo Capitolo fi confine della progrefiione armonica dentro la feftupl'a ,, e nulla pi
tre.

fiftemi'

...

dimo-ftrato
.

ci

ragion dupla,, la quale peril

f ftabilifce
altri,

fiftema perfetto,, e u-

ftiverfale % eh'

diatonico

a differenza degli

due fittemi

Croma-.
tico

TRJfTT\ATO DI MUSICA.
teo,

i^

Enarmonico, imperfetti,

particolari

La

perfezione, e univerfa

lit del

tica

genere diatonico a confronto degli altri due fi fa evidente in praquando appunto de' tre generi fi faccia un folo fiftema . Perch ri-

I* armonia del tuono principale delefier f non del genere diatonico condev' n la Compofizione non pu fonante, cio di terza, quinta, ottava, e nulla pi . Da ci ne viene, che qualunque nota, che fia principio, e fine di compofizione ; qualunque ultima nota di cadenza intermedia , che formi compimento di fenfo muficale* qualunque nota , che coftrtuifca tuono relativo al tuono prin-

fletto al fiftema confonante univerfale


,..

cipale,-

efclude affatto qua!

fi

voglia armonia
.

confonante di terza, quinta, ottava

che non fia la diatonica , Per efempio vi la fettima confoi

quale avendo la fu a forma in 7 , e per ri, manendo efclula dalla feftupla, non pu , n deve aver luogo in alcuna Potr aver luogo nella .delle note fpraffegnate , bench fia. confonante .

nante qui fopra dimoftrata

prima
in

delle

due note,

le

quali formano cadenza


.

armonica

come

lo

ha
a-

Cfolfaut dell' ultimo efempio qui fopraffegnato


in.

Ma

non potr mai

verlo

Ffaut, eh'
in
1'

la

nota della cadenza/ e cosi a ragguaglio, e uni-

venalmente

qualunque calo. Rifpetto al fiftema difonante univerfale armonia fondamentale, fopra cui fi reggono, le difionanze fempre diatonica non eifendovi n potendo efervi cafo alcuno, in cui fi trovi diftbnanza fondata fu altra armonia , che di terza , quinta ottava.. Ecco dunque ad evidenza {piegato in pratica ci,, che fi voluchiaro, che
:

to fignificare nella dimoftrazione del lecondo Capitolo riguardo' alla feftu-

pla,
.fico

come periodo, e compimento* della eftenfione integrale del fiftema fiarmonico.. Quando de' tre fiftemi fi faccia un folo fiftema, fi trova
,

e dimoftrativamenie
pla nel
ilio

praticamente
feftupla

che

il

diatonico formato dalla duefenfione


fia
il

centro
s

,.

e dalla

nella fua

perfetto,

X
ed
.

univerfale in
altri

fatto-

modo, che
,

fenza quello
folo fiftema
fi

impoffibile f ufo defi

gli

fiftemi.. Si

trova

che

il

diatonico
,

regge da

le,,

fumeiente a f fteffoy e
fi

per

ufato da' Greci

dagli antichi

I-

della fua natura, fi vuole a tutto rigore legittima con.e* coftituzione.. Si trova finalmente che il di pi bens feguenza di quello antecedente,, ma non mai neceffaria^ perch finalmentaliani, e

ufa

da noi quando

.te tutto

il

di

pi bens

modo
,

diverfo di
fempre
la

armonia
dedotta

ma non

gi fo-

ftanza diverfa..

Come

foftanza

dalla feftupla

fenza

mai poffibile n dimoftradvamente, n praticamente -di alterarla. Dunque con tutta- ragione refta dimoftrato, e, confermato nella feftupla il compimento, e periodo del finca- armonico fiftema- E qui finiico' il quar*
che
fia

to Capicolo,. che
ci

al
,,

pari

dell' altro

quafi

riufeito

im: trattato

'

Ma

in

non ho colpa perch non in mio armonica natura congiunge


'

arbitrio il

dividere ci

che L

<,

'

CA-

S
,

*34

CAPITOLO QUINTO.
De Medi,
a ftam Tuoni'rnujcali antichi,, e moderni*
Alla differenza delle chiavi mancali Scala diatonica cornane deducendofi
,

Ecclefiauica e mo ko pideHa Greca mufica antica diventa perci neceffario onefto capkolo in cui ner altro nulla ti pu effer di dimoftrativo, e poco di fifico Finche ho na vigato per ,1 mare, ho fatto
v.rla

k,

li

parte,

follane

e dalla divedi pofizione delh modi', o fiano mufivi

della noftra mufica

tS

non

Tempre ftlada (icura per ben io paflare ad altro mare , eh' incognito a quanti fiamo fo cofa poffa accadermi , Non afpetti

mo

dovendo

Ma

fc

dunque

tolo quella franchezza, che nafte dalla^hcurezza della verit, veduto ne capitoli antecedenti Gradifca .
la

da

me

cafo prefente, in cui fapendo io il di Li pa tlolar tal reaTa matel*ia P '"te intereffanriffima mantimma ; ,. ( Tk ,? / entro nella medefima per obbedirla a tentone n h da U " CMt ia ricerca d^modr muGcali per Peti^\ di cui mezzo, e della Poetica orazione gli antichi Greci eccitavano e fedavano a talento- le paffioni dell' animo umanoe dall' altro fi il . confronto di queft, modi- antichi

mia obbedienza ne
nternarfl

folamente

VS
qu

ft

ella

ha

il

vero

facrifizio

deK

mJn

"Ttr*

co' noftri

moderni 'Per ridurre

aUama

n tratta !' e q eCeffino in ' P limo k,0S ? intender re, vLi^ figmficarfi cofa voglia cola fi fi 'r per la parola Modo, Il modo intefo nel fen<b
-

rSmgjf^
firali
rpluri,,;
oi al

W
? rehgiofe

GreC

fi

haraaVa C "

arinomi

di

Trp!
ma-

iiiLcivdiii,

. . metr0

HiuCco'-P^
rica

orione
J; o gravi

canti

!"

t ""* "T* 8
e

^. e a

alle8rC

F ^ mK
>

***?
,

aa aiceia, e drfeeia; ad accenti

che accompagnava che fi tra ra '


'

il

canto del

nefte

b*>.
li

"
modi
.'

*>*

o-furiofe, e bacin fpecie

ec

erva li
<

11

?3& f'M* r& V ^ *;***&


e lt0
'

erano determinati nfine


;

tali

di

tali

&We * accenti
fuo

e
>

*
al

**
metro

relativi

tal

afcUn
'

rio Friio T?d Barc'icnS a r pra tal ma'teL fi

f t t ffiL',*^
Sor
a

anrichi'

C " Ven,va

dividuare le

P recifame "^ adattato alla materia Quello quanto fo. aPpreff P * P? C0 riievare dI " e > e fi ^Ifa conve "S no P co P iil v P meno ) gli Storici ''e Se P' fl Prenda in forza della
'

V^'

m0d aTCVa a
e&
Cra

nome

eC -

!****,

Dot

>

cul

N.

&ddte

ftoria

di

circoftanze,

Ver
Lie

in-

il

cafo difperato, perch le

an-

tiche

TR^TT^TO
tiene tra loro
,

DI MUSICA.
fi

13$
^

e molto pi le moderne
affatto

contraddicono
.

quel

eh'

peggio

mancano
la
,

monumenti,,
fia
5

ed efempj

che
t,

fi

pofia dubitare, f la ftoria

vera, o
e

falla,
il

Pare in confeguenza T Ma tali fono gli andubitar della fu a veriabballare


le
il

tichi,

che

riferirono, eh temerit efpreffa


e Ariftotile baftan
f
tal

Platone

per tutti

fanno

capo

Se

poi ella

mi domanda,
s.,

cofa fia poffibile in


fteffo

natura,

rifpondo con

franchezza che
ti

perch fon teftimonio io


,

cafi
(

a
f
,

me
non

occorfi
fallo

de' quali

ne

riferir

della poffibilit per molun foloy L'anno quattordice-

fimo

del

fecolo prefente nel

dramma

che

fi

recitava in

Ancona

v' era fui

principio dell'

Atto

terzo una riga di

recitativo non.

accompagnato da altri finimenti, che dal Baffo, per cui tanto in noi Profeffori , quanto negli Afcoltanti fi dettava una tal, e tanta commozione di animo, che tutti fi guardavano in faccia f un 1' altro per la evidente mutazione di colore, che fi faceva in ciafeheduno di noi. L' effetto non
era di pianto
di
(

mi

ricordo beniffimo

che

le

parole erano di fdegno

ma

un certo rigore, e freddo nel fangue , che di fatto turbava 1' animo. Tredeci volte fi recit il dramma, e fempre fegu f effetto fteffo univerfalmente^ di che era fegno palpabile il fommo previo flenzio, con cui l* uditorio tutto fi apparecchiava a goderne F effetto Ero troppo giovane per aver avvertenza di confermare 1' efempio, ed ora me ne duole. Che il Compofitore ( bench uomo eccellente di quel tempo ) fapeffe per faenza, che ne doveva feguire quel tale effetto , io no '1 credo y ma credo bens , che come uomo di ottimo gufto , e di fommo giudicio eh' egli era, fia fiato condotto dal buon fenl e dalle parole, ed abbia in quel punto incontrato accidentalmente la verit di natura E quindi conchiudo, che f fi d il principio della commozione , non vi ragione in contrario
. .

per.il fuo progreffo, e per la fua determinazione.


coli

movimenti
di

Il fatto , che in picper poco tempo molte volte da' Compofitori s' incontal

tra qualche punto fortunato di

za

ottenerlo con certezza


,

quando
e
di

nuarlo per molti movimenti


bilit

non vi regola, n faene molto meno di contiper qualche tempo notabile ,* e quello
forte.
fi

Ma

vuole

quanto io credo poter avanzar


del fatto rifpetto
a' a'

ficuro fopra la ftoria, e fopra la poffi.

Rifpetto

noftri
fi

modi antichi modi moderni, che con


pratica

altro
,

nome
riefee

li

chiamiamo
per lo
ftef-

Tuoni

bench

fappia di certo la loro natura

non
e

fo intorno al loro

numero. La

comune,

ufo

Ecclefiaftico, a

cui fervono in genere, gli fta bili fee otto. Zarlino ha pretefo , che fiano dodeci. Altri hanno pretefo altrimenti. Ma il loro numero nulla importa al prefente bifogno bafta , che fi fappia la loro formazione , e natu

ra. Quella confifte intrinfecamente nella fcala diatonica


rata nella fua eftenfione di ottava,
nella fua divifione

comune,
,

considearit-

armonica, e

metica

e nella diverfit

del luogo de' femituoni della fcala

qual diverfit
fca-

non procede, n pu proceder da

altro principio, fenon dal cominciare la

, ,

13$
(cra,

TR^TT^TO
Si

DI

MUSICA
le

da note divelle*

fono

ftabilite

dunque

ottave con quell'ordine

EZX e r^zxc -e- zr


Si fono
divife

armonicamente
CO.

aritmeticamente

in

quello

modo.

a.vm.

avr:

armi
( j

cl

afl m:

ca

SIS .n p-e~e
Lio-

Or
-W

SSZIZ-e-e-

xcn
con

IT

un e.

co.

anim;
Si fono
(

riempite tutte

g' intervalli
)
,

della fcala

diatonica
fi

comune

indi la diverfit del luogo de' femituoni

e a ragguaglio
,

fono ftabi-

Jiti

con lo
,

fteflb

ordine gli otto tuoni

quattro armonici

o fiano auten-

le cantilene,

e regole per , , o fiano piagali . cadenze rifpettive, coficch dalla cantilena, e dalla cadenza fi conofce ciafcun tuono. Quella la foftanza de' noftri modi, o tuoni. Bench poi io abbia trovato anneffo 1' addiettivo di Dorio al primo
tici

quattro aritmetici
e

Vi fono poi

leggi

tuono, atto
pofrigio
io
al
fia

agli

affetti

gravi dell'
di

animo ;
al

d'

Ipodorio
ad
,

al

fecondo
1'

atto
d'

a rallegrare lo fpirito

Frigio

terzo

atto

eccitar
ella
,

ira

I-

quarto
reftato

atto ad indurre la quiete ec.


.

pu credere
che quelli
,

che

non

perfuafo

Son bens perfuafo


gli antichi

affatto

noftri

modi

nuli'

abbian che fare con

e fon

perfuafo di pi

che la

loro istituzione

non fia la pi legittima . Perch in fuppofizione , che fi voglia divider la ottava armonicamente, e aritmeticamente , la divifione

la iftituita,

non

ma

quella,

rn apm: o
in quefto

aKItm: o-

a rrocr
Cosi
divifa la ftefla ottava
:

non mai

modo

perch la divifione non cade fopra la ftefla ottava ma fopra due ottave diverfe . Si dir , che nuli' altro fi voluto nella iftituzione , fenon il trafporto
della quarta acuta ru

OVm' anttn: -e-e-

XI "ero

gerg in quarta grave

-edata fempre la ftek

n=

tu
fa

quinta,
,

ljf

Indi la diverfit
^a

acuto

ZIISZ
*ri

diverfit della
,

ne fecondo

q-

la volont

della cantilena rifpetto a grave, e cadenza. Io rifponder , che va bee F arbitrio ; non va bene fecondo la nale

tura, e la ragione.

fi

vuole diverfit intrinfeca nelle cantilene, e nel-

TR^TT^TO
le cadenze.,

DI MUSICA.
fi

x^j
vuole*
chiaotle

no..
il

non

quello

Se non fi vuole, inutile la iftituzione; f vero modo di ottenerla, ma quello.. Date

vi muficali di Ffaut, Cfblfaut, Gfolreut., e a ragguaglio date

le tre

tave di terza maggiore

B|
,

con

le

fue

ZI

relative

di terza

minore
porzione uic vo, che

fi

a fatto

F efame

geometrica

difcreta.,

quali fano riducibili a proe quali non lo fiano . Tro-

TX
'"'-

no

efler riducibili a tal

le due ottave di Ffaut, e di Dlafolr non pofibproporzione j perch non poflbno efler divife fenoa

armonicamente

non mai aritmeticamente^


-e-

-^-

e-

oz:
erch J5m
",
.

non pu

efTer divifore
.

f: dovrbbe efier bf Ma que Gfolreut non pu efTer divifore", o fia mezzo aritmetico della ottava D, d, perch la fua terza maggiore, e la terza di Dlafolr mi-

aritmetico della Ottava quello efclufo dalla fcala diatonica. Duo*


,

fia

mezzo

xr TJ

nore per natura della fcala. nia nelle due note /TN
aritmetica, o fia plaga- ^37* Gfolreut forf della ftef.

Dunque
,

contrariet

e ripugnanza di

armo-

quali dovrebbero
le
,

formare
fia

la

cadenza

aritmetico eftremo Dlafolr Dunque li due tuoni fuddetti non fono divifibili, "QT v, S1J ^ few non armonicamente e per incapaci di altra cadenza , che di cadenza armonica . Dunque li due tuoni di Ffaut, e di Dlafolr non poflbno efler, fenon autentici
,

VT-q

Z Z

il

divifore

mezzo
.

&

natura di armonia

dell'

,,

Trovo, che le due ottave di Cfolfaut, e di Alamir fono riducibili a proporzione geometrica difcreta , perch fono capaci del mezzo armonico , e del mezzo aritmetico fecondo la natura dell' armonia rifpettiva ~Q* r>^ r>. EA chiaro . Dunque li due tuoni di Cfolfaut, e di Alamir poflbno efler autentici, e piagali,

apriainhr: armi aritmi

Trovo
no
ra della

riducibili

0-

O-

le due ottave di Gfolreut, e d Elami non foproporzione geometrica difcreta , perch fecond la natuloro armonia non fono capaci , f non del mezzo aritmetico: .rv 0"" j perch Dlanon mai del mezzo armonico ni flr che per natura della Scala di ar-

finalmente, che
a

3-

vj.fore

monia di terza minore , non armonico della ottava G , g , che per

pu

efler di*

la ftefla

natura di armonia

3%
di

ma

TR^TToiTO DI MUSICA.
^erza maggiore; e per non pu darli la cadenza armonica Bm nonpueflr divifore armonico della ottava

E,

ch

per-

la

di

lui

quinta manca per natura della


.

-fcala

mi tuono

_;

e per non pu darfi la cadenza

di un f-

i due tuoni di Gfolreut, e di Elami non poffon effer , fenon Cos >vedo diverfit intrinfeca nella iftituzione, e nel .rifili tato e cosi 1 tuoni fono otto realmente.. Ma tutto ci di pafTaggio, e torno all' intento primo, c% (a dire il vero non di ricercare , ma <f indovi) nare i modi antichi, di fpiegar i moderni, e compararli tra loro . Ma quanto fon noti, e fpiegabili i moderni, altrettanto, e molto pi. offendo ignoti gli antichi, iWa imponibile il loro confronto, e qui il capitolo dovrebbe ragionevolmente aver fine. Ma dovendo io continuarlo per obbedirla il di pi, che dir, far da me fedelmente diftinto nelle fue dalli, di ficurezza, di dubbio, e di opinione,. Premetto le cofe ficure. La prima di cjuefte , che li modi noftri moderni nulla han che fare co' modi antichi . Non mi faccio merito della prova, perch troppi fon quelli , che innanzi di me 1' hanno provato. Tuttavia il modo far differente, e fervir per condurmi a dir cofe di qualche importanza. Primieramente g' intervalli modi antichi fono affatto diverfr da' noitri: non dico tutti, ma in parte. Ariftide enumera fei modi con la preafione degl intervalli, cheli compongono. In ciafcun modo (a nulla fervendo il riportarli intieri , e co' loro nomi

Dunque

piagali.

dev'

effervi

il

narmonico
V

e-

Diefts
:

jj"^'

'q x%

emr;
sodia
li

*->-

enarmonica - 2&f* quefto Li m0cli no ** r * ^oncla " neJ^ a Tcala diatomc^ comune * n ann ' n o{r no avere tal intervallo a^noi afP r fatto ignoto, noi '""vgmum, inefeguibile . jji ~? e ~ per Li I1IUU1 O modi ami* antiC" "~*
efi
..

in

omnibus audienda

chi muficali erano s rigorofamente congiunti alla pro-

che il Popolo giudicava , co Poeta nelle fillabe lunghe

i
,

falli

( f

ve

n'

erano

commeffi dal muPoefia


,

e brevi relativamente alla

e alla

Mufica: punto

di (tona, in cui tutti

facciamo fervire la profodia alla mufica, pi . Nella legge preferittafi dadi antichi di conservare a rigore nella mufica le filiabe lunghe , e brevi, era imponibile d vocalizzare , cio il protrarre una vocale col canto per pi tempo di quello importava la fillaba
)

fatto .lontana da' noflri in cui ( parlando finceramente

convengono. Quefta una idea afmodi moderni, e dalla noftra mufica in genere,

non

la

mufica

alla

profodia,

Ma

ghiamo

me

Ma

. Noi per il contrario prolunvocali per pi battute, bench molte volte fiano brevi , codi amen, X di adoro ec.

le

qui ella, Sig. Conte,

mi

ricercar

iervare nella mufica a rigor di battuta le fillabe

veramente fia poffibile conlunghe, e brevi Io le


.

rifpon-

TR*ATT^fTO DI MUSICA.

x^ 9

rfpondo, eh* poffibile in genere, in fpecie, in individuo, perch, come fi detto nel Capitolo antecedente, nel valore delle note unificali vi
il tutto il bifogno a tal effetto. Tuttavia necettario diftinguere . valor della fillaba fi prende a tutto rigore, o diferetivamente. Se a tutto fuor di dubbio , che una fillaba lunga deve valere il tempo doprigore
,,

pio di una fillaba breve minima nr TT* vale

n pi

meno
di

ragguaglio rigorofo
Cb

una

il

tempo doppio^

una femi minima

quella

il

doppio

di

una croma

ec.

Ammetto
la mufica
in.

quello rigore, ecco la corrifpondenza della

profodia

del-

un verfo efametro
\j \j

rt

tempo

or-

dinaria

arida uiy um%u.ccmo qvvL

<&**

i^irnus

ooris

in Tripola

m^
9 23
,

fr&

'avmauiru.mq.uzca.no. vimu$ 'Jroi*^ %ui Con quelli due- elempj nuli' altro pretendo, le non di far vedere quat profpetto e qua! progreflo di note muficali rifulta in ciafeuno de' due
,.

t-p.
ttL

Ql

tempi

quando d riducano rigorofamente


le fillabe in s

le note
fatto

al

valor delle fillabe.


difpofle dalla

Ma

non pretendo poi, che


fi

modo

mi-

fura o fia battuta

corrifpondano

rigorofamente

al fenfo

muficale a cafo>

gione di quanto
l

detto nel Capitolo antecedente fopra gli accenti luni

ghi e brevi della mifura. Se cos fotte apprett


fimile

Greci, no
fi

'1

ma

co-

dovevano dillinguer in mufica le fillabe lunghe dalle brevi. Ma la mia opinione , che la mifura appretto Greci fotte prefa diferetivamente, e non a rigore. Se fono flati veri imitatori della natura , e f con la Poefia congiunta alla mufica
efier di
neceflit

doveva

affbluta ,

eccitavano, e fedavano le pafloni, forza, che abbiano avvertito a ci che fuccede nell' umano diicorfo . Quando quello fia congiunto a pattone
1'

t
,.

( a ragguaglio della paflione } maggior, e minore in fieflione di voce; maggior, e minor acume, e forza di tuono; maggior,

effetto naturale

e minor prolungamento
fone
s'
fi

di

incontra quella parola

parole, e fillabe ec. Nella efpreflione della pafche pi figntfica . quella ( e fenza flu,
delle altre
T

dio
ta

pone in maggior
,

villa
,

affrettandola

,
.

d' ira,

pro-

lungandola
(

di

meflizia ec.
)

e cos tutto a ragguaglio


alla

Il
,

mufico Poetra-

vero Filolfo

dovendoli conformare

natura

doveva incon-

T40
trare cafi infiniti,

TR'tATT'^TO DI
ne' quali
le
filabe

MUSICA.
fi

lunghe

dovevano prolungare

le

brevi accorciare molto pi del: rigorofo valore naturale per ben efprimer la paflone ; e ci a confronto del valor naturale di quelle altre , che non

fervivano alla paflone


difcretiva, e

r f

non per

difporla

Dunque
,

era

neceffaria una
rnufica
fi

non una

rigorofa battuta.

In

tal

cafo la loro

raf*

fomigliava
difcrezione

al
,
,

Recitativo de' noftri


anzi appena
f
fi fi

Drammi

Italiani
fia

in cui la battuta a
..

accorge, che vi
la

battuta

Cos dev'
,

effsr

certamente

deve imitare

natura di qualunque paflone

in cui

per coftante che fia , non , n pu efler regolato dalla eguaglianza il fuo moto, che per intrinfeca matura ineguale ^ Dunque niuna ferie di battute eguali pu corrifpondere a- tale idea * anzi non pu corrifponder nemmeno la mutazione della battuta di tempo ordinario in tripola, o per lo/ contrario perch nella diverfit de' tempi vi fempre' la eguaglianza de' moti coftitutivi de' tempi Nella femplice narrazione pu aver luogo la eguaglianza de' moti , e in confeguenza la battuta a rigore Ma s' vera la propofizione , che per muover altrui biigna efier moffo in f fteffo , (ed io la tengo per vera ) poche faranno le narrazioni , che fecondo natura poffano efler regolate da moto eguale,, perch poche fono le affatto efenti da qualunque paflone Mi conferma poi nella mia opinione 1' oflervare, che la mifura difcre,.

tiva

non

folo

non pu mai pregiudicare

al

valor delle fillabe


1'

ma

anzi aju-

ta infinitamente a determinarle quali fono con

fola, eh' di dare in qualunque cafo


fillaba

lunga a confronto della breve

..

almeno il Chi di noi dubitar

avvertenza di una regola doppio valor di tempo alla


,

dato in ratifica

il dattilo-ri sorofo
I

\J

U
a confronto del diferetivo

Lf

L /\ Q- -^-ftKar^ava.-

'barbara.
)

la

prima

fillaba

del
il

diferetivo

e lo fteffo

fi

dica delie

due brevi

fia

lunga?. Sar anzi

contrario,, e faremo pi certi del


.

valore

delle fillabe

nel fecondo
d' imitar

modo , che nel primo Indi comodo infinito al mufico Poeta con fomma facilit la natura E f noi , propoftoci lo fleflb fine cos faremmo, perch vogliamo credere, che i Greci abbian fatto altrimenti ? Fin qui non intendo di aver deviato dal propofito , eh' il confronto de' modi antichi co' noftri moderni , perch' eflendo infeparabile il confronto dalla ricerca di quella tal mufica , che coftituiva i modi antigeni , quanto ho detto , e far per dire , apparterr fempre all' intento Queft avvertenza diventa neceffaria, perch nel confronto io mi lafciar condurre dalla natura , e dalla ragione fin dove arrivar a comprendere 1* una e V altra. Star all' argomento nella foilanza non vi ftar forf- nelF
.
*-.

rdine.

Ma

innanzi.

noftri

modi moderni

congiunta

1'

ta dal concerto di

voci diverte, Baffo, Tenore,, Contralto

armonia equitemporanea formae- Soprano ,


Ella

TR<ATT^TO DI MUSICA.
.

141

Pure mi nota per buona forte Ella fa, eh' io non fon uomo erudito la difputa famoia , f gli antichi eonofceffero , e trattaffero 1' armonia intefa nel noflro fenfoy ma non mi nota la decifione. In. tal cal forza ricorrere alla fonte comune, eh' la natura . La fpecie umana la
fono le fleffe. Nulla importando nel noflro cafo la lo* relativa a' tempi , coflumi , leggi, educazione, modificazione ro diverfa bifog.no, che la radice fia la fretta , credo di badando al ec. , e governo
fletta,

le pafloni

e comune a' Gref fopra quello fondamento ficuro , feguente proporzione che avanzo la febben a' Greci fotte , fiata nota 1* armonia equitemporanea, non potevano, n dovevano tifarla ma unicamente dovevano fervirfi della canper ottenere 1' intento loro tilena a voce fola. Se 1' intento de' Greci era di eccitare non qualunque

non andar errato,


ci
,

e a noi

;.

commozione
no

in genere

ma

la tal

paffione in ifpecie
li

certo di certezza
,

di natura, che ciafeuna

pafione ha

fuoi moti
le

particolari

il

fuo tuo-

particolare di voce.

Prendo per efempio

due
-

tra

loro

opporle pag-

moto moto

allegrezza, e la meflizia L' allegrezza ha il fuo tuono di voce intenfo, e acuto. La meflizia ha il (uo e ci in genere tardo, e il tuono di voce rimetto, e grave ragguaglio del grado minore , o maggiore della rifpettiva paffione ( finch fla ne' fuoi confini, e nella fua natura) fi altera relativamente moto, e voce. Quello quanto fuccede in natura, e ciafeun di noi conofee a prolioni

pi univerfali,

1'

veloce

il

va

in f fletto tal
(

verit,

quando

vi rifletta.

Ora dico

io,

come mai pu

fecondo natura ) che con 1' armonia di quattro voci , eflremi delle quali il Baffo come grave, il foprano come acuto, riefea di concitare intieramente all' allegrezza, quando vi la oppofizione intrinfeca netla congiunzione dell' acuto col grave quello proprio della meflizia, quello dell' allegrezza? Ma fi dir , che vi il fupplemento nel moto* che a tal effetto fi dar veloce alla voce acuta . Va bene per una parte
darli
:

va male per

1'

intiero,
:

perch
il

moto,

voce particolare
,

la

propriet di

n la voce difgiunta dal moto. Quella, credo io , la cagione di ci, che pi. volte fuccede, quando da noi fi afeolta qualche eompofizione mufieale ben fatta, e ben
ciafeuna pafione
difgiunto dalla voce
efeguita
di
.

non

moto

Non

polliamo negare di non fentire in noi


in genere verl la tal pafione
1'

flefl

un principio

commozione

ma

progreffo e determi-

perch non ho mai provato , tengo che fia impoffibile quello tal progreffo, e quello compimento di effetto, per l'accennata ripugnanza che vi negli eflremi dell' Armonia , perch effendo eflremi , e in confeguenza genere , impoffibiie che poffano infieme convenire alla pro duzione di un' effetto particolare . L' effetto far generale , coni' la ca* gione.. Vi far dunque commozione in genere verf la tal pafione* non vi far mai la pafione fpecificamente determinata ^ Vi poi d' aggiungere in ifpecie, che il tal moto, e la tal voce devo*
fentito

nazione in ifpecie io non

ho
.

mai

in

me

fleffo

1'

effetto intiero

Per

me

,.

no

*4*
ao

TRTT*AT DI

MUSICA
e

effer congiunti a cantilena proporzionata . Bere diatonico,, cut convengono e Greci,,

natura intrmfeca di quelli intervalli, e diftintamente de' femplici integranti 1 armonia,, cio ottava, quinta , quarta , terza madore, e terza minore non uniforme, diverfa,: e io in s fatto nSo, che valendoli: per la formazione della cantilena pi di quetto che di
,.

ito.

intento ) non pu. formarli f non da tanti, e tali determinati intervalli, e. fono; Semituono, tuono,, ledue terze , maggiore g e minore quarta, quinta le due fette maggiore,, e minore,, le due fettime, maggiore, e minore, e la ottava: nulla di pi perch tutto, il rimanente . replicato', e compo.
,,

Quefta ( fermandoli ne! semoderni, e che batta all'

La

vallo,

quell' inter-

affatto fenfibile la di verfit deli' effetto.

m. genere 1 intervallo di terza fia. intervallo di terza maggiore convenga cantilena,, la di cui baie fia in ifpecie
iatura
in

Figuriamoci dunque, che pi ardito degli altri, e- che in ilpecie


all'
il

no

allegrezza.. patta in armonia , . certo,, che mentre la cantilena del fopra no proceder fucceffivamente per g' intervalli di terze-, i armonia del Baffo,, Tenore,, e Contralto proceder equi temporaneamente, e iueceflivamente per g', intervalli di ottava, quinta, quarta, k{e , tuono,, lemituono ec. fecondo la diverfa difpofizione delle voci integranti i armonia ,, e. fecondo il diverfa paffaggio del Baffo da una baie all' al* Ma Ma_ come- mai potrebbe darli, che a confronto, di tanti intervalli iverii equitemporanei dell' armonia,, che pur 'fono di maggior forza, intervalli xucceffivi della cantilena acuta produceffero i' effetto-, per cui produrre era formata la cantilena?: N- giova il dire, che la voce acuta, coni diremo pi intenfo, efiendo la dominante , fi fentir dittintamente a contronta delle altre voci, e per, potr produrre il fuo effetto. Quefta proporzione falla in armonia.. Tre voci contro una fola han pi forza,, iebben.la fola fia pi intenfa, le tre pi; rimeffe . Qu.etta . la verit in pratica, quando le voci liana tra loro proporzionate fi conceda la proporzione.. Domando , f in grazia delle- voci aggiunte per l* armonia iara, o no diffrazione in chi afcolta , come forzata ad afeoltare- e la voce principale, e le aggiunte? Non mi Ci pu- negare,, vi far diffrazione r e quella e- pi che ballante a dittrugger 1' intento principale .. Non e gi una leggiera imprefa il voler eccitare con. Poefia , e Mufica la tal: determinata paffione . Io per me la credo molto maggiore dt quella, a ui li accinge 1' Oratore per- commuovere , e persuadere; anzi la matti ma tra quante accadano nella poflibilit. delle cofe umane. Per ottener quello - neceJTario di ridurre T anima umano a totale attenzione , anzi ad' ihteniione di attenzione . imponbile 1' ottenerla f fi dia luogo a qualun..

conveniente

iiam genere di terze maggiori,, e minori,, in cui 1" accento lungo forza della battuta, cada fopra le, terze fuddette, acci liana pi, fenfiveloce,, e -fia cantata da un l'oprano, acci vi fia* trJr le pofiibili neceffane condizioni.. Una tal cantilena far in, fuppofta
i

allegrezza; e per li formi una tuono di terza maaeibre , la ol-

ali

Ma

Ma

que

TR^TTJTTO D MVSICJf.
queoen minima
dirtrazione, e qufta verit
.

'

verit di natura,

duzione della mia tetta Dunque far imponibile ottener tare la tal determinata paffione con cantilena congiunta fa nel ^noftro fenfo ; e al pi-, come ho detto lopra
principio di^

j** none pro-

intento di eccr-

all'

armonia intepoffibile

.,

far

Greci folle fiata nota f armonia nel noftro fenfo., non dovevano, n potevano valerfene per^otrhere il loro intento, perch rilpetto a principj di natura in *ui tutti convengono certamente, noi a cui nota P armonia faremmo obbligati ad deluderla, e a valerfi della cantilena a voce fola' per F ottenere lo fteffo intento
.

commozione

un

in genere

Dunque

agli

antichi

Mi,

..

-Tii_ volte

fo.

Mi
1

vano

ho detto qui fopra, armonia intefa da' Greci nei noftro fenfpiego. Non pu negarli, che i Greci in qualche fenfo intendearmonia, perch di quella parola fono piene le loro

cetti, e

monumenta
,-

Morie.,

prela

Pi,;

chiamavano

intervalli

confonanti la ottava

quinta-, e la quarta

Dunque

la

loro

poranee, ma di do ) che h fatti di quarta, quinta , e ottava folfero armonia-, e "foffero xonfonann-e che le note muficali riempitive della quarta .foffero diffonanti. -Per avevano formato li tetracordi, o fano fai ti di quarta, come fulcri di armonia confonante., e quelli fecondo i diverfi generi,, Diatonico Cromatico , Enarmonico , gli avevano riempiti con varie divifioni Si vede chiaramente, che il loro fondamento maffimo e primo fiata la , dupla geometrica difereta in genere, in di cui relazione hanno ftabilm per armonia , e confonanza li falti d OL/.' quarta, quinta, e ottava Indi date le due corde gravif* fime del loro fi (tema, cio Proslam tjT^v banomenos , e Hypate hypaton fi trova, che il loro primo , Tetracordo Hypaton

gf intervalli minori della quarta armonia era formata non come la noftra di note equitemnote fucceffive.; e intendevano (per parlare a noftro modiffonanti tutti

,S^q ^ /KT>W"

^M:

ti'

'

P erchad HypateMefonfottoponendo

la

ottava,

-e
fi

forma

la

dupla geometrica difereta

^ -ir mn graviliimo mo
mennon

Il loro fecondo tetracordo uu


ti
.

Mefon > vieion e

y*s r

*m

fa U'
,.;~\
>
i

-Q-

rrV.

j i cio la ottava dei pri.

Il

terzo retramrAn

JL/ l\ J

di

j;

congiunzione -Syae*

<.

qua*

144

TR^TT^TO
jg"^

D MUSICA.
3

quale col quinto Hyperboleon

torna a formare la dupla geometri.

e a difereta

r"/^-rG rSzz

li

quarto tetracordo Diezeugmenon h


.

-<3.

e
e in ottava del fecondo Jntefo, perch cos tutto

fen
e e
'

Hypaton
fi

E' forza, che cos accorda nel loro fiftema


. .

abbiano penfato

Quando

I Greci abbiano ben dedotto da' loro principj che iti tutti i tre generi il principio, e il fine

ci

fi

legittima ranfeguenza

fi

inlcn della loro armonia, cio negli eftremi gi li la, che ufavano afeendendo e difendendo , delle loro cadenze doveva effer in quello modo nel
li
.

delle loro cantilene forf ne' de' ricettivi tetracordi qua,

Dunque una
genere

fpecie

Cromatico

ziocinio Itretto

e dedotto da' loro datitale

Molto pi, perch


cjel

per tengo

che concluda.
la

fpecie di cadenze

in genere fecondo

natura

lemituono maggiore difendente, ed ha un' ottima grazia . In ifpecie ia vedere guai effetto particolare produca nella cadenza del penere eromanco il pafifaggjo da Ffaut ^C a Ffaut" naturale; nella cadenza del gnere enarmonico la divifione qualunque) del femituono maggiore qua( , g0 ,ntenzlo ne e circostanza non di difficile elecuzione. *? r Molti efempj per altro abbiamo nel Canto Ecclefiaftico antico ( tutto di genere diatonico formate col femituono maggiore difen) di cadenze

dente.

Non

iarei

ne

iia

qualcheduna

lontano dal credere, che tra quelle antiche cantilene ve di legittima fecondo i Greci efemplari , f non mi fa-

il non eiTervi corrifpondenza alcuna tra la Mufica, e la Prolodia. Bilogna confeffar certamente effervene qualcheduna talmente pieria di gravit, maeft, e dolcezza congiunta a fomma femplicit muficale, che noi moderni duraremmo fatica molta per produrne di eguali. Nulla-importatolo al b'ifogno r efame della loro Epoca bens 1' efame della , loro natura muficale , certo che fono cantilene iflituite per una fola , voce ( che poi quefta voce fia moltiplicata all' unifono da un Popolo intiero, nulla deroga al fine della irruzione, perch 1' unifono in ragio* ne una_ voce fola fono fempliciffime ); partecipano molte della natura di ; Kecitativo, ma in largo; molte della natura di canzone molte dell' M ;

cefe oppofizione

ria,

altra;

muna
il

legata a

battuta rgorofa,

ma

a diferetiva

cia-

tuono, in cui comporta ; ed J confinata da regolare e comoda eflenfione di grave, , e acuto. Una tal idea in genere fecondo natura, e nfpetto alla universit delle cofe impoffibile il pen.
far

lcuna determina

TRv4TT*AT0 DI MUSICA.
far pi femplicemente
,

I45
abbiano potu*

ed imponibile

che

Greci

fteffi

to di prima intenzione penfare altrimenti.


li

Anzi eflendo elfi rifpetto a noi primi iftitutori, forza, che abbiano incominciato da quella idea d femplicit, perch per quanto 1' uomo fia capace di arte, e raffinamento,
prima invenzione, e iftituzione delle cole, fi fa 1' arte, che anzi non ha luogo, fenon fu
,

nella

natura, nulla

'1

In quella universit

d'

idea ratificale tengo per eerto

che pu tutto la dato di natura* che conveniffero i

modi

.minciar

che qui devo coche render conto; tra poco . La fpecifica differenza degli antichi de' Greci fi riduceva alla, precifione de' moti , che noi diremo fpezzature di note muficali fecondo il

antichi de

Greci

co' noftri

modi

antichi

Italiani,
,

a diftinguere

da' noftri

veramente .moderni

di

di verfo valore delle fillabe; alia precifione della fcielta della tal
all'

acuto, e

ai

voce relativa grave, che noi diremo Baffo pi che Tenore, Tenore pit

ehe Contraito
no empire
i

ec.

alla

precifione de'

tali
(

di cantilena, e quegli intervalli minori

intervalli, come fulcri, e pofe noi diremo leale), che dovevaalla tale

maggiori

dovevano
la

effer limitati
,

eftenfione

alia
(

precifione delle maniere di

efpreffione

differenti in

ciafeun
,

modo
fi

noi

diremo buon gufto

fecondo

natura

della paffione

a cui

intento y alla precifione di quel tale frumento alla voce pi conveniva al modo , e alla paffione Quelle fono tutte avvertenze di natura, ed io non m' impegno di averle affegnate per 1' intiero . Si aggiunga di pi, che tra' Greci il Mufico era congiunto al Poeta, il Poe.

aveva Ti congiunto , che

ta

al

Filofofo; e un'

uomo

ilo,

va

cofe di natura fecondo natura


cofe fteffe.

reffata nelle

Non

come Mufico, Poeta, e Filofofo trattaappreffo nazione della, e colta , e intefon perfuafo , che la mufica ila pafTata da'
.*

Greci

a'

Latini con quefta idea

molto meno
.

da' Latini
a'

noi. Indi la

fua declinazione, e perdita totale

rimarlo,

fi

il

folo

Italiani materiale fpogliato affatto della maggior parte, e pi,


,
.

Ci

che

noftri

antichi

importante delle foprammentovate preci'fioni Che ne' modi delle antiche Ecclefiaftiche cantilene fia confervata fedelmente, e precifmente la natura del modo fecondo le regole a ragguaglio ftabilite , cofa vera , ma vi manca il pi; ed , che fia provato effer quelle in precifione le regole,, che per ci aclopravano i Greci. Per altro a' moti , o fia fpezzature di" note con ragione, e Profodia a tal effetto ordinate; a determinazione df cantilena da affegnarfi piuttofto alla tal voce grave, che alla tale acuta,
piuttofto che di altri* con quefta , che con quella maniera; a fcielta di ftramento conveniente al modo , fin da allora fi lafciato di .penfare, n vi fi penfato mai pi. Quanto poi vi abbiamo aggiunto del noftro, fi 1' armonia equitemporanea , eh' il concerto a pi voci, la modulazione, e le buone maniere, o fia buon gufto. Quai effetto poffa produrre la noftra armonia rifpetto ad un tal fine , credo di aver provato abbaftanza, che niuno in particolare, come farebbe il bifo gno
il

o per

contrario; alla
della

fcielta

di

tali

intervalli

alla

efpreffione

cantilena

piuttofto

I4<5

TR^TT^TO
.

DI MUSICA.

gno. Qiial effetto poffa produrre la no/Ira modulazione, fiamo per vederlo Ho didimo qui fopra li modi antichi Italiani da' noflri veramente moderni La di Minzione era neceffaria rifpetto alla modulazione , che come ho detto altrove , ed ella pur fa , vuol dire il paffaggio di armonia
.

ma relativo al propollo . N nafta , biigno la fpiegazione in generale; forza difcendere al particolare in s fatto modo, che f ne abbia idea completa , e f ne formi
dal tuono propofto a tuono diverfo
al

preferite

fcienza, perch' una parte foflanziale della noflra

ratifica

moderna,
.

e pe-

r doveva indifpenfabilmente aver luogo nel prefente trattato Sia quello dunque il fuo luogo opportuno, in cui fi rende neceffaria per la compa-

razione de' modi.


Il fondamento principale della noflra modulazione fla nelle fleffe tre note dell' efempio muficale 3 anneffo alla figura VII, fopra le quali fi veduto effer fondata 1' armonia, da cui fi dedotta la fcala diatonica comune. Il fondamento maffimo , perch fi riduce alla dupla geome-

tnca

difcreta
.

v>fi

e per
^a

fondamento comune

a'

Greci,
mufica*

e a noi

Pofta

P ro P orz i ne

tre

note

enon effendo neceffaria la ottava ) faranno r Ly pongono prime baf di terza maggiore , come P'n
li

Oq

quali

fi

fup-

fi

dimo-

frato a fuo luogo.

ciaicuna

nota affegnata

"

la fua relati

va di terza minore , tutte affieme faranno Quelle fei note in tal modo dedotte, e intefe come prime bafi , fono il fondamemo intiero della noflra moderna modulazione Quefla pu vagare, e circolare per qualunque delle fei note fuddette
.

m
Il

TL

r^at

'M

q
TejL
' '

fc> retai:
,

'

17
V

"

trafportando

la fcala

ar-

che relativamente all' efempio il tuono principale propofto, in cui deve principiare, e terminare 1' armonia, in Gfolreut, e in Ffaut per i" armonia di terza maggiore / e trafportando la fcala , e T
,

monia

di

Cflfaut

armonia

di

Alamir

nota relativa di terza


1'

m,

e in

Dlafolr per

armonia

di terza

minore a Cflfaut ) in Elaminore. Indi nafce nelle noflre

compofizioni frequenza grandiffima di accidenti muficali , e per deviamento dal genere diatonico, perch Gforeut, Elami portano un diefs in chiave y Ffaut, Dlafolr un molle in chiave . Modulando nelle note
fj

fuddette

e determinando

il

tuono formato dalla

fcala

e dall'

armonia

nfpettiva alle medefime con cadenze armoniche, inevitabile incontro, e 1 ufo degli accidenti riflettivi , e quella la foftanza della modulazione. Il fuo ordine poi non ha legge flabile , e per lo pi la fua regola
Jl

fentimento del Compofitore

bench poffa

dirfi

che
.

il

conofcer molte verit, le quali fervono poi di regola

Il

fentimento fa paffare con la

mo-

TR^fTT^TO DI MUSIC**.

47

modulazione dalla nota principale del tuono di terza maggiore alla quinta del tuono di fentimento comune, e per fatta regola. Quella regola ha il fuo principio , e in confeguenza la fua ragione . Il tuono d terza maggiore armonico per intrinfeca natura . Dunque il pafifaggio della modulazione dalla nota principale alla quinta fecondo la natura armonica , perch' dall' eftrerno al fuo mezzo Da quello principio veriffmo ne viene, che quando con la modulazione fi coftituifca tuono, fen.

fo

e periodo
,

tutti
s'

per naturai fentimento

venghiamo

a conofcere

la

ri-

pugnanza

che

incontra nel paffar con la modulazione dalla nota prin-

cipale del tuono di terza

maggiore

alla

quarta del tuono

La

ripugnanza
ottava del

nafce da contrariet di natura.


.

La

quarta del tuono divide la

tuono aritmeticamente Se il tuono di terza maggiore ( armonico per Se il tuono di terza minore ( anatura ), fi deve fentir ripugnanza ritmetico per natura ), non fi fentir ripugnanza alcuna. E' vero che tal ripugnanza non procede da difetto, che vi fa o nella pianta, o nel Compofitore Il tuono di Cfolfaut compoflo dalle due nature, armonica, e aritmetica, e per la modulazione giuflamente pu procedere per li due mezzi , armonico, aritmetico. Ma pure effendovi nello fleffo tuono le due modulazioni, il confronto, che nafce neceffariamente dalle medefme, fcuopre la perfezione dell' una, la imperfezione dell' altra , e fa fentire quella ripugnanza In genere f fi avvertir alla natura del tuono , e alle note relative pi profiime, coficch la modulazione proceda per gradi, e non per falti ( farebbe per efempio un falto, e non un grado di modulazione il paffar fenza mezzo conveniente da un tuono di ^ a un tuono di )^* , e per il contrario ) / f fi avvertir a mantener la modulazione pi nel tuono principale , che ne' tuoni accefTorj , e relativi ( fi fente molte volte il contrario ) e didimamente nel principio , e fine della compofizione , con tali avvertenze riufciranno perfette le noftre modulazioni Ma troppo vi farebbe che dire impegnandofi in quello argomento , e pe.
.

balli la

idea generale

come

fufficiente al bifogno

Non

cos nelle can-

armonia, e cantilena de' modi del fecolo decimoquinto . Altra modulazione non fi trova , fenon la intrinfeca del tuono proporlo, e tutta la mufica di que' tempi fla perfettamente , e rigorofamente nel genere diatonico. E per non fi trovano accidenti di forte alcuna , f non il diefis neceffario alla fettima nota della fcala di terza minore per formar la cadenza armonica del tuono proporlo , che fempre 1' unico , e il folo della intiera compofizione Se paragoniamo quelli due modi di mufica tra loro, 1' antico Italiano era piii grave, rnaeflofo, e fevero del noflro; il noflro pi vario, e vago dell' antico . Se paragoniamo quelli due modi Italiani agli antichi de' Greci', tengo per fermo, che f antico Italiano foffe pi proffimo del noflro a modi de' Greci , ed facile il dedurlo dalle cofe dette. La noflra modulazione affai comporta, e la idea formata da noi vi corrifponde, perch in genere quella compofizione
tilene

Ecclefi attiche, e nell'

P&

148
pi
fi

T^R^fTT^TO DI MUSICA.
che pi varia nella ragionevole modulazione Con, che cosi in Italia che altrove fi trovano in quello fare degli uomini
flima tra noi
..

fello,

l'arte de' quali mi fa maraviglia, e mi da occafione d'impa, dubito con ragione, che quefl' arte non corrifponda alla natura. Due cofe ho offervato per molto tempo con attenta rifieffione. Nelle noftre armoniche compofizioni dopo un lungo giro di modulazione alle volte verfo

eccellentiffimi

rare.

Ma

fermo nel Baffo fondamentale per molte battute , e modula con varj accompagnamenti , de' quali refta fempre ba f collante in di verfo afpetto la fteffa nota fondamentale; e per la modulazione refta nel tuono fteffo di cui prima baie il tarlo fermo, quale in tal cafo non pu effer f non o la quinta, o la nota principale del tuono proporlo. Qualunque fia la modulazione r non pu effer che fempliciffima, quantunque vi s'interpongano accompagnamenti difcordanti perch finalmente regolata e foflenuta da una fola baie Ho offervato in varie, circoftanze un effetto co Man te QuelP uditorio, il quale molte volte ninna, o poca attenzione ha predato alia compofzione ,. 1' ho veduto fempre. attento ali' armonia del tallo fermo. Si offervi e trovando che fia cos fi rifletta , che quella offervazione di natura L' altra mia
il

fine

11

forma

tallo
fi

fopra

il

medefimo.

..

,,

,.

..

offervazione
noflra mufica

Ciafcuna di quelle nazioni ha le fue canzoni Popolari, molte delle quali fono di antica tradizione, molte prodotte di nuovo, e adottate dai genio comune. Per lo pi fono fempliciffime , anzi ff offervi, che le pi femplici, e naturali fono le pi: ricevute. E' certo che. in quelle n vi , n vi pu effer moka modulazione . al. pi vi far nella quinta del tuono Che il Popolo afcolti pi volentieri una di quelle canzoni di qualunque efquifita cantilena modulata per tutto il fu giro
..

comune moderna

tutte- le

nazioni

appreffo le

quali

fia in

ufo la

,..

offervazione quanto fi dir, che. 1' effetto

facile

a farli,

altrettanto ficura

nel

verificarfi.

Ma

equivoco , perch potr ugualmente procedere, e proceder forf pi dalle parole delle canzoni , nelle quali il Popolo prende intereffe, che dalla mufica delle canzoni. Ed io rifpondo, che date le fteffe parole congiunte alla cantilena femplice della canzone, e alla cantilena efquifitamente modulata fecondo 1' arte noflra ; e dato lo fleffo Mu-

lco

che canti 1' una , e 1' altra , il giudicio favorevole del Popolo (ara , ficuramente per la prima Replico quanto ho. detto altrove la natura ha pi forza dell' arte j e aggiungo con franchezza , che il maggiore , e il
.
:

miglior genere

il diatonico,, ma difficilifmo a ben trattarli , perch appunto di ellrema femplicit , come il pi proffimo alla natura. Se cos , la noflra modulazione, ci ha deviati maggiormente dall' intento, che fi proponevano i Greci.

Refta a vedere qual effetto per ottener lo fteffo intento poffan produrle noftre buone maniere, o fia ci , che noi chiamiamo buon gufto.. Quello confifte primieramente , e principalmente nella voce del Cantante prodotta e portata con dolcezza rimeffa , rinforzata ,. foflenuta a fuo tem*
re
5

TR^TTtAT D MUSICA.
p
ec.

1457

Secondariamente in appoggiature, trilli, modi di tempo rubbato, e protratto , modi di canto naturali , e artificiali adattati a dovere alla cantilena ec. Ma prima di avanzarmi in quello proposito il avverta a non creder fall il mio fuppofto , mentre fembra , che io iupponga il buon gitilo una invenzione de' noftri tempi. Lo fo, non invenzione de' noftri r n degli antichi tempi : un prodotto della natura umana . Da che l canta, e fi fuona , la natura fteffa indipendentemente dall' arte ha fatto fentire prodotti maravigliofi in ogni tmpo, e in ogni nazione/ e conti-

nua

e continuar in quefto poffeffo


1'

finch duri col


a'

mondo

la

umana

fp-

tempi, e a' modi muficali e dev' effervi il buon gufto Come parche vi fiato fon pi che certo te foft anziale della mufica efecutrice . Dunque a' noftri tempi , e a' modi
eie. Indi derivata
,

arte, e relativamente
,

mia propofizione , che per particolare. S mufica diverfo da' modi antichi Italiani , a ragguglio dev' effer diverfo il noft.ro buon gufto da quello de' noftri antichi. Se fok f altrimenti , non fi potrebbe negare un grave , e fommo errore in uno de' due modi: effendo cofa affatto impoffibile non folo fecondo la natura,
noftri muficali
fi

riferifee la

il

noft ro

modo

di

ma

feuna poffa convenire

ancora fecondo T arte, che date due ipecie diverfe di mufica , a ciala fteffa efpreffione, e modificazione. La cofa talf

mente per

chiara, che ftimo inutile

il

provarla

Ma
di

dal

buon gufto

dipende efpreffione, e
princip;

modificazione; e quefte
dico gi
in
>

devono
li

effer diverfe.

DunVoce

que diverfo il buon gufto. Non non de vano effer uniformi

che

fuoi

primi

e generali
.

qualunque modo

mufica

ottima per natura, e ottimamente regolata dall' arte principio univerfale; e quando manchi natura, in ci neceffario il fupplemento dell' arte, perch per mio fentimento la univerfalit , e la maggior perfezione del buon gufto fta nella voce , e nella efpreffione . Quefto io chiamo il vero buon gufto fecondo natura , perch appunto conviene a qualunque modo di mufica . Tutto il di pi particolare in si fatto modo,,
e la difeonvenienche quando fi efamini fenza paffione la convenienza za deli' applicazione de' trilli, appoggiature, maniere cantabili ec. , fi trovaranno cafi frequenti affai ne' quali niuna di tali cofe pu ragionevolmente aver luogo Nelle Chiefe fi canta Miferere mei Deus ; ne' Teatri fuddette E' bene, che l va alla morte con le migliori grazie muficali 1* affuefazione Per altro bafta. e il coftume non dia luogo alla rifleffione contrario quariflettervi , perch fia immediatamente convertito nel' fuo La cantilena, lunque piacere poffa riceverfi dalla pi perfetta efecuzione adattata alla paffione, la voce adattata alla cantilena , e per propria naturale qualit, e per arte di modificazione, e per convenienza di grave,
,.

e
la

acuto avr luogo in qualunque tempo, e circoftanza; e in genere nulpi


.

Difendendo

al

particolare intendo beniffimo la convenienza dell'

adattazione delle noftre grazie muficali a moltiffime


fteife

cantilene

/ ma

delle

grazie muficali a tutte le cantilene

non

la

ho intefa, n

la inten-

de-

150
f

TR^TT^TO DI MUSICA.

r e convinto,, che quando la cantilena veramente adattata alla paffione efprefla dalle parole, ciafcuna cantilena dovrebbe aver i fuoi modi individui, e particolari di efpreffione, e in eonfeguenza il fuo buon gufto individuo, e particolare . Che cos inten-

der mai. Son troppo perfuafo

deflero, e operaffero
intento.-

propofizione per

Greci, di neceflit indifpenfabile rifpetto al loro me talmente vera,, che f fotte fiato altrimenti t

nego immediatamente il fatto, la ftoria, e la poffibilit di natura. Se noi intendiamo, e operiamo diverfamente, la cagione fi , che la mufica fo* la, e difgiunta da qualunque altra confiderazione fi fatta T unico nofi.rofine, ed intento.

Propoftaci quella

come genere,
,.

fpecie,

individuo, e
,

tutto riportato alla

medefima
la

in quello fenio,
le

vanno beniffimo
cantilene
,

e
il

fi

ac-

cordano

all'

oggetto

noflra armonia

noftre

noflro

buon gufto . In quello fenlb abbiamo qui , e altrove eccellentiffimi Componitori, ed efecutori, 1' arte de' quali appaga, e contenta il genio di tutta

Europa/ fcgno
,

manifeftiffimo
fallit
.

in

genere

ra, perch

Nemo omnes

Ma

quando

fi

che quella verit di natu5 proponga lo fieffo fine de

fiamo affatto lontani dalla poffibilt di ottenerlo co' noftri mezzi oppone la noflra armonia , come genere includente fpecie diverfe di grave, e acuto. Il bifogno per ottener P intento di una fola fpecie individuata alla paffione Vi fi oppone la noftra cantilena , come modulata fecondo 1' arte noflra come fciolta da qualunque ragguaglio materiale, e

Greci

Vi

fi

formale
li

alla

Profodia;
e

come indipendente da obbligo


in
_,*

di

fcielta d' interval-

grave, e acuto, e di fcielta di vece determinata. Il bifogno del folo tuono principale di legame alla Profodia intorno alle fillabe lunghe, e brevi, e molto pi riiguardo a' piedi convenienti alla pafione ( rifguardo quanto vero , altrettanto difficile ) f a quali deve corrifpondere identicamente la cantilena * di precifione d' intervalli fcielti in analogia di natura alla pafione ( cofa egualmente vera,, e difficile )j di determinata eftenfione, in grave, e acuto; e di voce fpeeificata, piuttofto grave, che acuta, piuttollo media , eh' eftrema, o per il contrario fecondo il bifogno della pafione . Vi fi oppone finalmente il
di

maggior,

minor eftenfione

qualunque cantilena, e come che per adattarli a qualunque circoftanza portano feco evidente contraddizione di natura. 11 bifogno di buon gufto fempre diverfo a ragguaglio delle diverfe paffioni ; fempre comporlo da que' minimi componenti, che fono particolari r e individui di quel tal modo di cantilena ricercato dalla pafione, e non mai adattabili ad un altro modo. Se la paffione fia compofta di pili paffioni ( conoflro buon gufto,

come fempre

lo fleflb

in

comporlo da que'

tali

componenti

particolari

fa _ frequente ), in tal cafo vi far

per

il

piti

la paffione principale

come do-

minante , e per primo oggetto . Se due paffioni fiano in grado eguale (cofa poffibile ), allora nella ftefla cantilena il bifogno doppio a ragguaglio' del moto di due diverfe paffioni Io qui troppo m' inoltro fenza avvedermene j ma non gi troppo perch io dubiti fulla verit delle pro.

poli-

TR*ATT*ATO DI MUSICA.
jpofizioni

1$l
,

fuddette,

ma

perch nella ofcurit in

cui fiamo

rifiatano effe

e tanta precifione , che f ella Sig. Conte mi chiederle un efem, pio ratificale dedotto dalle medefime, fi crederebbe eh' ella averle pili ragione di chiederlo, che io di negarlo . Ma adagio per cortefia. Le mie propofizioni fono dedotte dalle oflervazioni di natura , comune a' Greci, e a noi; e per fono oflervazioni dedotte dal maimo de' generi tutti.

di tale

La
ne
,

loro precifione dunque

ma

dalla loro adattazione

parati.

Precifione di tal
pili
fi

non nafee intrinlecamente dalla loro deduzioa' modi antichi , e moderni tra loro comfatta non bada al bifogno per proporre un efem-

pio, e troppo di

richiede. Si richiede neil' Attore la congiunzione

fpecificato a pancone, Poe fi a , e Mufica e per neceflario in grado eminente un uomo Filoifo, tifico , e Poeta Si richiede in chi afeoka 1' animo difpofto in genere all' effetto difpofto in ifpecie fecondo diverfi rifpetti, e fono : Afuefazione a quel tal genere di mufica . Son certo , che in tal rifpetto il migliore tra' Greci

di tre cofe in una:

Coftume

antichi potrebbe fenza ottener

il

fuo

fine

cantare

a talento

alla

odierna
,

Dalmata Nazione,

la

di

cui mufica

non ha

intervalli

determinati

ma

un continuo di voce protratto a diferezione in grave, e acuto. Conformit d' idee rifpetto al coftume Se le idee di chi afcolta non fono conformi al rapprefentato coftume, o rimarr indifferente, o le fono contrarie, pi che moflb far ributtato . Son certo , che rapprefentato ad un Cannibale un oggetto nel coftume il pi tragico, non abborrir , ma goder dell' oggetto. Confacenza de' moti rilpetto al metro. Vi fono Popoli , e Nazioni intiere di moto per natura tardo , altri di veloce, altri di temperato. Quel moto, che non bafta allo fcuotimento di uno, pu baftare, e avanzare allo fcuotimento di un altro; e ci in genere di natu.

e di educazione chi pratico , avr offervato la differenza del grado de' moti tra una Nazione, e l'altra nell'atto pi intenfo della rifpetti va paflione. Quelli ( ciafeuno da f) fono generi , e generi fom mi , de* quali tutti come fpecie , formato un genere folo , allora fi potrebbe forf aflegnare un efempio conveniente. Dico forf, perch rifpetto al complefi d

ra, e di educazione. In ifpecie di natura

abbaftanza delle fole Nazioni Europee

tutte le fuddette condizioni, che

formava

do anco
appreffo

fi
i

arrivarle prefentemente a fcoprirlo,

medefimi
di
il

to.

Credo

ragionevole

dubito affai , , aver detto qui fopra cofe veriflime. Se mio dubbio: anzi quando io avanzarli

genere de' Greci antichi, quane formarlo tale , qual era che producete appreflb noi lo iteffo effetil

tali

fono, troppo
feguente propo-

la

fizione; efier impoflibil cofa , che il coftume, la Poe fi a , la Mufica, eh* era omogenea, e conveniente agli antichi Greci, doveffe efler egualmente tale a noi Italiani , e ad altre Nazioni de' noftri tempi , e coftumi que,

fta

propofizione nulla avrebbe di ardito.


fteflb
il

Il

ferne delle paffioni


la

in gene-

re lo

ne

negli uomini tutti . La fua fpecifica differenza coftume . Nel noftro cafo abbifogna non il genere ,

educaziola
dirle-

ma

ren-

l$Z

TR<ATT*ATO DI MUSICJt.
la

di natura dovremmo con omogeneit, e convenienza noflra relativa alle noilre prefenti circoflanze piuttoflo che la (coperta di ci , che quando anco riefca di {coprire, facil cofa, che a nulla ci ferva . Ci

renza. Dunque. Perci nella ibrgente univerfale

molto maggior ragione cercare

fia

detto rifpetto ai genere univerfale delle cofe tutte , le quali per ottener tale intento fono neceflfarie. In quelle mi fon internato pi del mio dovere, che nel cafo prefente di Mufico, non di Filofofo, n di Poe*

ta.

Ma

ella. Sig.

Conte

lo

preveggo

mi

afpetta

appunto

di

ritorno al

mio. mefliere per domandarmi in concreto , e in precisone la differenza della natura de' muficali noflri intervalli , che qui fopra ho aderito in genere effer tra loro di natura diverfa ricerca al Mufico appartenente; per domandarmi forf qualche cofa di pi', come farebbe f non altro la mia opinione fopra- la particolar natura de' rompimenti , o fiano {pezzame
:

re delle noilre note muficali


della

riportati

identicamente nel valore


folo al

a'

piedi

Profodia

confiderazione

comune non
di

Mufico

e al Poeta,

ma

al

Filofofo ancora,..
,

La prima ricerca me difficile molto pi

che pur

mia convenienza
di

particolare

per

convenienza comune . La ragione chiara . L' affuefazione di un Profeffore alla mufica incominciata, e profeguita fenza rifieffi particolari naturaliza talmente in forza dell' abito le fue parti, che quando tra quelle non vi fia fpecifica differenza, riefee quali imponbile .il diilinguerle tra loro per fentimento.* molto pi,
della feconda, eh'
f la diflinzione cada fopra individui
fa

della fleffa fpecie

parti della flef-

categoria

come appunto fono

gi' intervalli

confonanti del fiftema feflu*

pio integrale, e g' intervalli della fcala diatonica comune . Si aggiunga, che quando il fentimento non fia in tutti comune , e uniforme , nulla conchiude, perch reflando individuo, e particolare non /forma quella fi* curezza, che in tal cafo bifogna, perch equivalga alla" feienza E forza
1

dunque comuni

di ricercare in
,

ifpecie fopra qual parte

il

fentimento

di tutti

fi

ao*
fen-

e uniformi y e di

ricercare in genere

un principio

di

ragione u<
il

niverfale, che ad onta de' contratti pregiudizj particolari corregga

timento, f ve ne ha bifogno, e ad- onta dell' affuefazione lo' faccia av-. veduto. Quella non piccola cofa, n indifferente.- tuttavia alla prova. Dovendo io effer corrifpondente a' miei principj 1' efame di fentimento, e di ragione deve cadere fopra 1' armonia, e non fopra la cantilena, perch quella cagione, e radice, quella effetto, e prodotto. Per fenti-.
,

di tutte le Nazioni , appreffo le quali fi coltiva la noflra armonia di terza maggiore forte, allegra, ardita; 1' armonia di terza minore languida, malinconica, e dolce. Riducendo il fentimento comune a ragione, nuli' zhra pu affegnarfi in genere flfico dimoflrativo, fc non la natura armonica della prima, 1' aritmetica, della fecondar

mento comune
mufica,
1'

quella nel continuo,, e per. pi. forte; quella nel

contiguo, ,

e:

per

pit

lan-

I5 languida. Dalla forza della prima 1' effetto allegro, e ardito y dalla debolezza della feconda l'effetto malinconico, e dolce. Riflettendo a quello principio di ragione trovo., che un falto di quarta afcendente deve aver

TR^TT^TO

DI MUSICA,

pi forza dello fteffo falto -difendente ^tlZT^ TT* a cagione della cadenza armonica formata dal falto a- v '-^~ fcendente , delL* -aritmetica formata dal difendente In forza di quella ragione ofervo ci , che fuccede nel mio fentimento e lo
" '

faccio

of-

fervare ad

altri

Trovo, che
;

il

mio

altrui

fentimento

corrifpon-

que

ragione , e fi confeffa , che cos tficamente fuccede . Dunvaler la fleffa ragione , e fentimento per il falto di quinta difcendente, effondente. Difcendente far pi forte, allegro, e ardito; afcendente far pi debole, malinconico, e dolce perch difcendente'
alla
,
.

de

forma

cadenza armonica, afcendente aritmetica Dunque dato nel Baffo fondamentale un progreffo di falti di quarta afcendenti
,

f armonia far

forte

e allegra.- di falti difendenti, debole, e malinconica ec.

TT

r_* r>~0

a:
natura

Siccome il progreffo de' falti fuddetti fpiega molto pi l'effetto, cosi fatto giudice di fentimento un Popolo intiero di Profeffori , dico , che il giudi ci Ti accorcer con la ragione. Identicamente lo fleffo ne' falti di quinta

Ugfc

"Q"

-f^

Ma

il

progreffo forma cantilena., e la


uita
la

M
falti

del

tutto

-*

Dunque q ue
.

della

fleffa

natura

faranno

le cantilene formate quefto principio fi pu fcoprir la natura di ciafcun intervallo della fcala diatonica . Perch f dal progreffo dell' armonia nafce la cantilena , e quella non pu non effer della fleffa natura dell' armonia , da cui nafce , dato fopra la cadenza ar-

rifpettivamente

dal .progreffo de'

fuddetti

Dunque con

monica

il

femituono

massiore maggiore
1'
,

il

tuono

minore

dimoflrativamente
far forte,

afcendenti
allegro
,

TT"Q~";

effetto
.

loro (

come
la

afcendenti

ar-

dito

Convertita

itmetica, e

cadenza armonica in a-

per

confeguenza

con-

154
xonv.ertiti

T R<ATT*ATO DI
dimoflrativamente
li

MUSICA.
Suddetti
di

due

intervalli

.afcendenti in

difcendenti

guido , maza del femilo fteffo di-

Vi Al

~
fi
f
'

"

^ ottetto l r0 ( come linconico, e dolce.

difcendenti

far

lan-

Ma

della ^vivacit,

e for-

[*%'"

****

V**/ ne, e il moro minore fopraftante di forza tfica dimoftrativa della fteffa armonia. Dunque tale la natura di que' due intervalli e per ragione, e per fentimento. Ecco dunque la chiave, in mano per ifcoprir con ragione la natura degl' intervalli; la chiave fi 1' armonia. Perci il pi difficile
a fcoprirf il .principale di tutti, eh' la ottava , a cagione di non pola ragione altronde. Se quefto il terne ragguagliare all' armonia.

fcendente

tuono maggiore afcendente, della dolcezza delfiamo accorti ad onta della affuefazio-

Ma

primo

di

tutti

g' intervalli
.

il

fuo carattere dev' effer di Semplicit,, gra

vit, e maeft
ft a

Il

carattere

di Semplicit

manifefto

nella

converfone
e

del termine acuto in grave, perch diventa unifono.

Di gravit,

mae-

pare altrettanto manifefto, quanto che di propria natura non pu convenire, fenon al Baffo ; e per intervallo forte, e fevero, bench con-

me

giunto a fempiicit fomma . Di fatto formata una cantilena di Salti di ottava progredivi , o afcendenti , o difcendenti , ed efeguita a ragguaglio , e a confronto da un Baffo , e da un Soprano ( gli eftremi feoprono a maraviglia ), la ben efeguita dai Baffo imporr con 1' ottimo effetto Suddetto; la ben efeguita dal Soprano non folo non produrr lo fteffo effetto ma f al fentimento di chi afcolta fi a congiunto qualche rifieffo, 1' effetto far difgufofo, e ributtante. 'E qui comincia ad offervarfi un altro principio di ragione, e fentimento, eh' la. convenienza degl' intervalli alle voci rifpettive. Rigorofamente il principio Io. fteffo , cio 1' armonia. come nell' armonia difpofta a rigore ciafeun intervallo ha il fuo luo-

Ma

go
s

o coftituenti 1' armonia; co* armonia formandoti la cantilena nelle voci fuddette , g' intervalli , che rifultano da neceflt , e non da arbitrio, vengono rifpettivamente individuati' a ciafeuna voce; e quello il principio particolare della loro convenienza . ragguaglio di quefti due principi la confiderazione doppia in ciafeun intervallo della fcala diatonica, cio fecondo la natura dell' effetto , e fecondo la convenienza del luogo. Le confeguenze, e deduzioni fono tali, e tante, che importarebbero un intiero, e ben lungo trattato. Quefto non n il luogo, n il tempo; ed ella, Sig. Conte, fa troppo ben dedurre da f. Paffo dunque a dirle la mia opinione fopra la natura de' rompimenti delle note muficaIi ragguagliati nel valore a' piedi della Profbdia ; vuol dire in foftanza
particolare nelle voci rifpettive integranti,
nella

a ragguaglio

progreflone

dell'

la natura de' piedi

piedi

delle note muficali ragguagliate a' mufica ferve materialmente alla Poefia. Quella ifpezione propria del Poeta, molto pi come Filofofo , che co,

non

la

natura

perch in

tal

rifpetto la

me Mufco

La

cola chiara

perch al Poeta Filofofo appartiene

1'

in-

da-

TR.vfTT.JTO- DI
moti
il

MUSICA.
eftrinfeci

rff

dagare la convenienza de' mori relativi alla paffione; e per deve conoicer' intimamente la corrifpondenza. de' fenfi interni con gli edemi , per mezzo de*
quali
fi

devefar ftrada
e

agi' interni

co'

in ci nuli' altro appartiene f

non

confervare
la

tezza

rigore.

Per
de'
,

diffi.

a principio, che
era per

Al Mufico moti fuddettr con esatprima ricerca della natuconvenienti.


i

ra degl' intervalli muficali

me

molto pi

difficile della

feconda

ri-

cerca della natura

rompimenti muficali
e internarmi perch

Nella prima

ricerca

aveva

debito

Mufico. Non ho debito nella Fi lofofo Venga dunque un Poeta n n Poeta, feconda,! perch non fon In tal cafo ho opinione lopra il loro dato di Pilofofo a far le fue parti poter, e faper fare anch' io la parte mia. Quefta , e non altra la mia
d'

intereffarmi

opinione lopra

la

ricerca feconda. Se poi ella,

che meco tutto pu, e de-

ve poterlo, mi obbligafle a far prova di me fteffo, cme Poeta, e Filoche in voce fofo fu tal argomento, le dir con la mia folita fncerit non avr difficolt alcuna di trattar feco lei quefto argomento quanto ella defidera e comanda.* in ifcritto non certamente. So i miei confini, e li offervo a rigore. Niente pi facile della comunicazione di uno fcritto o per lettura , o per copia. Mi arrofifco prefentemente immaginando in Filoiofo , Poeta tal cafo la mia comparfa di Mufico , Me ne avanza della fola di Mufico in s fatto modo , che me ne refta confusione molto pi che compiacenza. Sia quello dunque il mio confine; e il pi dove io credo lecito 1' avanzarmi in tal propofito , fi il farle nota una mia maliziofa offervazione particolare. Se vi mufica nelle Nazioni ( e mufica in qualche modo vi da per tutto ) non fi trovar mai difgiunta dal Ballo. Quello ia chiave per ifcuoprire, e dedurre i moti, e rom, , .

pimenti rifpettivi fecondo


errore, perch
fecoli
dell'
il

la diverfit delle
.

Nazioni; n vi
Indi la
dalle rifpettive

pericolo di
fecoli, e

linguaggio di natura

coftanza per

ufo

dello fteffo

fatto

modo,
,

chefi

di quefti

Balli

Nazioni in s dalla Nazione finalmente vien denominato. In ciafeuno trovaranno infallibilmente i moti tfici relativi alle filiaBallo adottato
1
,

te lunghe che non

e brevi

e a
.

pie

Profodiaci

balta offervarli

e riportarli

il

Quela in tal propofito la mia Filofofia , che io con pi vero nome chiamo maliziofa orfervazione Ella poi giudichi,,
diffidi cofa
.

f nel caio

prefente giovi pi effer Filofofo


,

che orfervatore
di

e qui
,

fi-

nifeo

il

Captolo quinto
*

molto pi contento

averla

obbedita

che di

guanto ho detto

CA

i$6

CAPITOLO SESTO,
Degt
Intervalli
,

Modulazioni particolari della Mufca moderna *


fiftema-

TOrno
i

in ficuro tornando al prefente


all'

fopra
,..

cui fondato
,-

mi
che

avanzo

efame
...

di

que' particolari intervalli

e modulazioni

colo decimoquinto

ufano comunemente nella mufica moderna ,. ma. non fi ufava-no nei feSe allora vi fia (lato qualche particolar Compofitore, che abbia ufato que' tali intervalli, de' quali fon per trattare /. o f
loro ufo abbia cominciato pofteriormente
,

il

io

non lofo, n m'importa


il

il

faperlo^

badandomi, che

fi

ufino prefentemente per efaminare

loro fon-

damento,
conda

e la loro natura. Quelli particolari intervalli fono tre.


ffi

La
di

fe-

fuperflua

"f'\

)gO-

'

vera feconda rifpetto

alle,

lettere

muficalt
\xvt-

Ffaut, Gfolreut

E
f
I

ma

maggiore del tuono fefquiottavo

femituono minore

LI

i3

^~

La fua

forma

75,^4.. La

terza

div-

ini nuita

>h& vv^^PG?

vera

terza rifpetto alle lettere muficali

Gfolreut

=t
minore della terza minore di un femituono minore ~- r'ffi *=/- fua forma 144, 125. In quelli due intervalli na- I fce il cafo pratico ,, che una feconda fia maggior, ragio- ut ne di una terza perch la feconda fuperflua colla di tre femituoni
Bf,

ma

La

,,

^. K=r

La terza diminuita

di

due

foli

fmituoni

jrr-^Q^-^

n
La
quarta diminuita
,
,

Gfolreut

Cfolfaut,

ma

vera quarta rifpetto alle lettere muficali minore della quarta naturale di un*

femituono minore

.QUO

'

La

fua forma

32

2.5

Nella fecon*

da

TR*ATTfTO DI MUSIC**.
da fuperflua convertendo
4

157
fettima diminuita

acuto in grave

nafce

la

/~Ni

i
fuperflua
'

SET wrt

intpvuaHn A\ winXm itfV intervallo ufo di moko


nuita convertendo

t-fi tra

acuto

nmnor . Ne Nella terza dimiin grave , nafce la fella

# ^^

diminuita

-[

j-\~ gg ES

egualmente di molto ufo . Nella- quarta convertendo 1' acuto in grave , nafce

la

quinta

fuperflua

$Q

.na.
ifeOA
-e^

abbaftanza frequente

tra

noi

I
diffonanz
.

La fettima diminuita fi confider , e fi tratta da noi come diffonanza, ma non erettamente , perch fi rifolve fempre difcendendo per femituono , ma non fi apparecchia fempre , com' la legge univerfale delle
Egualmente

^ m r
5

jEH^,

anzi

in

quefto

con

modo fecondo La quinta jjfc


.

7 %
u.
fi

m fc^i
parimenti
la

7 *
xc:

adopra
fi

fettima
fi

fuperflua

confider, e

tratta
fi

minore, cio FfauE da noi non come

diffonanza,

ma come

difcordanza, perch non

apparecchia, e afcende

X g&%*-f-*
ec.

E* ben

*5g
E' ben vero, che

TRATTATO
fi
fi

DI MUSICA.
modo
,

confider in altro-

come quarta diminuita,

d' intervallo confonante feconda bafe efendo prima bafe Bf , di cui Ffaut quinta fuperflua , ancor quella fi viene a trattare come intervallo, -confonante

perch

tratta

a guifa

Ma

di

Dlafolr

La

fefta fuperflua

fi

confider, e

fi

tratta

da noi a

guifa

di

confonanza
fi

.-

Egualmente prima tafe

.Ma

Gfolreut

fuppone
..

e t i m
Altri maneggi
fi

C%C %

em
quefti intervalli

%b

te

ZI
,.

no

in genere gli

deducono praticamente da quefti intervalli efempi addotti per averne fumciente idea
efempio

ma

balla-

Dico
verfale
;

che
fono

tutti
i

precifi dell'

fono inclufi nel prefente fiftema uni4 muficale delle diffonanze annetto alla

figura VII, con cui fi . infpeflata la fcala diatonica comune ; e fono cromatici, ed enarmonici relativamente al prefente. fiftema. Replico la fcala
infpeflata ridotta col.

numero

alle

fue forme.

n
La ma
La
feconda
terza

ZT
.i?o.o-

-evroo

jrtg

O
0--75*

M
75
,,

\p

*&-

'

72.0

000 S7b Sf^o svo -^XQ 50


Gfolreut %.

fuperflua tra

Ffaut

%j6 r

indi la.

fetti-

diminuita ftp

)'

Q7S %0 *&*

diminuita tra Gfolreut

perflua

^
^

57^,. Bfa 500:. indi

la:

fefta fu*

La. quarta diminuita


la

tra Gfolreut
.

$y h

Cfolfaut

acuto

450:- indi

quinta

fuperflua

ggrjfe -%5~

Di-

t r*att^ito di
Dico
,

musica.

iSP
che

che

1'

intervallo

fegr

cromatico

intervallo

P E

zss:

2&e

enarmonico

che

1'

intervallo

1 |J;^

Croma*

al prefente lftema. Non vi bifogno di prova, perch tuttoci gi dimoftrato nel Capitolo quarto. Dico, che 1' intervallo

tico relativamente

Mjyf--Q--&flS-

fecondo

la idea

del

Triemituono antico incompofto.

E' vero triemituono

perch divisibile in tre femituoni

maretta indi vifi bile


Gfolreut, tra
altra
lettera
le

rifpetto alle lettere muicali Ffaut;

n\). n n rvSjjl j^ijj?>Cy * - /


.y/
>

'

"'

ali quali

non
cos

vi cade

n pu cadervi

"
.

...

Non

dell'

intervallo

Gfolreut, Bf vi cade Alamir.

teb,P^

fe?

Di qual natura fiano poi queft' intervalli, e qual per natura debba efil loro maneggio, fi pu efaminare con un efempio muficale alla maa tutto rigore dalla fcala feguente

no dedotto

m
in

33

e3*S^.
1'

Lo

fcheletro, e fondamento di quefta

fcala

prqcifione

efempio

W&&

H
le

-r

da cui

fia fottratta

la

niverfale, e

comune

prima nota Cfolfaut, come il qualunque fifteraa . Reftan-

do dunque
chiara la

quattro note particolari del!' efempio 4 formazione del tuono di Dlafolr con terza

Li

T w
)

!?
-

minore, e

de'

due tetracordi eguali

U-^a^b

Ora dico , che tal genere di mufca pu trattarli praticamente a rigore eiattiffimo della fcala fuddetta e a rigore efattiffimo ,
de' fuddetti

in-

tervalli

nel!'

armonia del
.

Baffo

fondamentale

>

come

nella

rifpettiva

cantilena delle parti

Le

leggi da ofiervarf
,

tura della fcala

Sar la prima

che non

nafcono da per f dalla napotranno , n dovranno eflei?


pr*

,,

*6o
prime
bafi,
f

TRATTATO
di
la

DI MUSICA.

quell' armonia, da cui dedotto il proporzione , che qualunque altro genere dedotto dal diatonico, come da radice, e principio primo. Ma la propofizione .troppo vera, perch f i due generi Cromatico, Enarmonico nafcono dalle ultime minime divifioni del femituono maggiore fi deve fupporre il femituono non divifo. Ma quello diatonico dunque non poffono darfi li due generi fuddetti , f non appoggiati , e riabi

non le note capaci genere diatonico, quando fia vera

liti

fopra

il

genere diatonico.

Dunque

cos, e molto pi

1'

armonia. Di
.

fatto

nell'

efempio

fcnn*

b*
la

cofa

evidente

Il

primo

n
intervallo

la

terza

minore

m
,

TT*

Dunque

diatonica,

perch

il

dedotto

damen-

| m
.

^ uT T

fcala diatonica

comune. Dunque
trpvarfi
altre

nel

Baffo fonbafi
,

tZ

tale

non

potranno

prime

non

le

tre
f

nn.^" q O
":-

'

vi fono,

^Q
, ,

ci di tal ar-

LI

n ZSZ3S
? tf^i VSJ 7T?
.

non ^ e tre a ^e g nat monia fondamentale.


,

perch nella fcala fuddetta altre note non ^e quali fi ano capaj Iuopo a fupfnnN vi luogo
,

plemento con accidenti


ti
fi

di

5&

perch

la

feconda legge dev' effere la

inalterabilit della fcala s nell'

mutarebbe natura
bafe

armonia, come nella cantilena; altrimenper f per efempio fi volerle porre per prilevando
f
il

ma

errore

Ffaut Egual-

/TTy ^.

$&

a Cfolfaut della fcala

farebbe

>* * * mente

faut naturale Gfolreut naturale, ec, farebbe errore, perch farebbe inverfione di natura . In fomma com' inalterabile la fcala comune in ragguaglio alla natura del genere diatonico, cos dev' effer inalterabile quella
te

i
,

fi

voleffe porre per

prima bafe Cfol-

fiftema

nuova fcala in ragguaglio al genere particolare del prefenMolto pi perch finalmente quelle due feale devono effer
.

comun condizione
Dunque

Dallo
e

fleffo
,

univerfale principio
fi

fi

dedotta per dila

moflrazione la fcala diatonica


fente.
inalterabili

dedotta

per

dimoftrazione
tal

pre-

Con quelle due fole mufca, e per quanto rifulta con ottimo effetto. Ed ecco
trafportato
il

una, e 1' altra. leggi li pu trattare praticamente


1'

genere di
e fatica/

alle

mie,

altrui

orecchie

difappaflionate
,

un efempio di ben poco iludio tuono in Alamir per comodo degli {frumenti
;

Di

lr

5
-6-

ffrir

r ir|f
i

m U
i

II

m
o
i

rrf

fl^Tfrr}^rr}rr
pj

&3

SE! J TftfffgDffff

Hrr

-0

JcN Jjr r rn r|jr.

h rNjJji

ffiig

s
-a

* terf

-Q

FF ntffiafg

r^flf^fj ^(if- Q O

=?

Y">

,f

EZJ rrnirnrcrrrirtfr^ JTTT

r*

IjI IW
ffr
l

?rrmrn^ri^i^
:

fi'i

fi

H-Q

*i

S
f

frrirr j rko

irffrrMH^rriTfifril

w
-6-

^
#- q q

rjJJnr l fllJj
l

rr
f

Eg S
#&-a-

fcw5
X7

net

Tp^ r


i'2

TR^TT^TO DI MUSICA.
in

efempio non vi fono diffonanze (eccettuata la quarta, e terza delle cadenze, qual del genere diatonico ) , e lo dimoftro. Se vi fotte diffonanza non potrebbe effe r vi , fenon nell' armo ma equitemporanea delle quattro note
,

Djco, che

quefio

jfc

quali corriipondono*

ai

numero organico

di

terza bafe della fettima

e per

convertendo

il

numero

in

prima bafe, diventa 3

cio

^
*
nella

L5"5"

cn forma di

'

diffonanza
li

Ma

convertendo quefta

forma

^^ Ba Zi
a
ciafeuna

trova, che nel numero non organico, eh' materiale, ma delJa proporzione armonica, che coftitutivo della natura forD u Ue la fua vera fo feconda, e non la nrin^ r efemP- n n V f0n dff Che eIIa fonna ieconda.ii fi trovi b la proporzione .armonica, chiaro
' ,

fedente

Le
T L
.

'

adeguando

il

nota
,

iCy ^ xoon
J

numero

vr? (r*r ,rrf "~


,

Alamir

8oo

cife della fcala dia

J_ n -%9~

TT

.^-____

akerata: ^endo 6 75 ," 75 della ragie 8o C e e dut0 altrove quella alterazione intrinfe7,f ea 'r , ed .ferrabile dall' armonico fiftema, da cni fi dedotta la ficaia n e e ' armonico Ita ?4a a vedereTn vedete il quarto r term.ne, eh' la nota muficale Dlafolr >* Ouan. ' al n,C3 Pr U 0ne C D P< altri

K SSfl e8.

de ^bbio,

iooo, 75 fono le pretonica comune, e per foCfolfaut

tre

note Ffaut

febben
3

la

forma,

^
il ti

^'f
,

~'^i

Ma

^^fW ^ma^come
'

R.

WS bile
ne

aln^proffr Si"armom
5id.ftmguer
tre
,

la

m.mma

P r P'one, che
,

fminf t
? *'
i

d.fferenza
<j 5--

fiata

tficamente impoffiinnegabile la mia propoLioc


*

fia

Le

que perch
Dlaiolr

note mufcali il quarto terfia

in propor-

f G

t==:
TJ

^ -^

~
5
'

""*'-*'
,

mine
zione

fia

nota muficale
tre an

^
^

armonica co
Cfolfaut

cedenti,

dovr

effer

7.

Sia

dunque comparato

675

Dlafolr

576"

TRJfTTiATO DI MUSICA*
i i

163
Si trova la mini-

576

alla

ragione

,7, o

fa

6,7.
1

67$

'

6
differenza

S7 6 7

4050 18: 4032 225 224

ma
r

differenza

razionale
di cui

della

ragione 224, 225, di cui manca DlafoI*

224, 225 molto minore della 675 eccede la vera forma fefquiquinta , e pure aramefTa dimoftrativamente nell' armonico fiftema Dunque molto pi dev' effer ammeffa nello fteffo fiftema la molto minor ragione fuddetta 224,225;
.

^C

Ma

quella ragione differenziale


,

ragione

80 , 81

tanto pi

che in rifguardo
,

al

terzo fuono tificamente fenfibile


fi

la differenil

za di

80,81
-

perch in di
.

lui forza

diftingue ad evidenza ffica


.

tuo-

9o

fri

Q
'tci'ZS*

dal tuono

maggiore

W_jJL2_ ^ \j%- Q~
tei'^o

5tiono
differenza di

Suono

non
nelle

fficamente

fenfibile

la

224,225,

perch

dato

6,7

note

muficali

fi

avr terzo fuono Ffaut. Egualmen-

te

dato
fuoil

del

guere
fifici

224,225, ma
de'
tal

nella

terzo fuono Ffaut , perch il dito non arriva a ditti nla corda premente natore della differenza folo termine un di punto fifico preffione comprende affieme non folo i due punti

avr

'

due termini
il

fliddetti

ma

pi

cafo

terzo fuono ad evidenza

ffica

ancora in eccetto, e difetto; e in determina a Ffaut . Dunque fi

la

vera forma

m7V

ed forma confonante.

Si

aggiunga quanto
darfi f

fi

detto qui

fopra, cio che nella fcala


bafi

fuddetta

non poffono

non

le

tre

prime

Zq

quali trafpor*

2n
**Z

tate

in
,

bafe
ta
i

tuono di Alamir non mai Dlafolr *&k


.

fono

vefi

Dunque Ffaut prima


ro
,

che nella battu,

dell'

affegnato
bafi
,

^efempio

trova

che ridotto

il

Baffo a prime

vi fono due prime bafi irreducibili alla diatonica

ar-

mo-

t*
moina
.

diffonanza alcuna ; ed io ad arte ivi" ho- voluto far vedere qual forte di prime bafi proceda a rigore da: tal senere di armonia, e quai poffa,. e debba effer il loro prati?o ufo Si opporr , che m. tal modo fi rovefcia il fondamento del numero

Ma

FR^TT^fTa DI MUSICA:
non per quefto vi

3&

oTr^ ^^^~,qual
della
la

PerCh

fl

rCnd poffibile una P rima bafe

co1 nuraera

>

cio
1

numero, della feconda bafe della fettima, non

mai

prima bafe, il di cui numero dev' effer io rifponder ,. che 3 . colpa non mia: del fiftema, Son condotto dalia di lui forza a do, vermi fottofcrivere al numero di proporzione, e non al numero organico materiale.

Ma

Si opporr

(e

con giudicio molto

che
a

quando
la

fi

abbia

a continuar

la

proporzione

armonica oltre 6
effer

fino

7,

nota

muficale

corrifpon-

ma Elaf , e quella nota fecondo la vera natura della proporzione, e


Dlafolr
di tuono muficale,
i-

dente

non

, n pu

mai

^jVh <SZJJZ2

@g*
mas* D:

perch divide armonicamente la quarta

JL

grr"Q""
1

Perci

il

tuono

refta coftituito in

Bf

di terza

giore per la cadenza armonica relativa tano per natura dal tuono di Alamir i n X va \ ,: r x nre .n cu fi qm colhnmo U elempio 11

que

taila la

proporzione

ec
e

S^oOi^/ <Vt ~f ILJMz


i

rfc? QI

tuono ben- lon rpr7a mino m nn terza


:

muficale...

Dun,

La

oppofzione
in

bella,

buona,

ma

fiftema, perch data la quarta

vfore armonico
dici

differenza

pero tormamo da capo. Dico

Gf >P^^ t^Si:
,

nulla tiene in

quello particolare

dico,, che Dlafolr

rionale
poi di
ih

di

224,225,6-

aritmetiche fefquiterze 13

Maut come 500,


d,ffereilZa
-

15
la

comparate a Dlafolr

fi

,? minima t cagione A della differenza

<

Zlt

turXr

8IOn

radlC a

minima differenza razionale, di 614,62$ + c ?& min '> e per in ragione della fteffa nafdo U]terza Dunque non vi Se poi a rifpofta

trova

che

come 57 tf,

^^
.

di-

fi

voleffe cozzare contro

la

dimoftrazione,
alla

preferendo la proporzione armonica completa ,570,500, io non rifponder pi con

^075

M^Ji
1'

incompleta*

efempio dimoftrativo fo~

P raf

TR<ATT\JTO DI MUSICA. praffegnato della ragione incompleta della terza minore O:


I

i6i
q.
ideila quin

che pure della fcala diatonica comune ad ta incompleta 0|Y j N dimoftrativa deduzione dall' armonico fiftema. onta della fua fatto , con la fperienza, e col fentimento coRifponder col mune . Si giudichino a confronto da tutto il mondo muficale o nei fuono , o

'

nel canto quefte due forme di armonia,

come prime
fi

bafi

anzi a
fteffa

confronto

della feconda

forma

giudichi la
,

armonia in qualunque altro modo difpofta. Dall' W> fempre ottimo della feconda , fempre duro , e della prima forma fifica rilever ad evidenza l verit della fconcio fi mia propofizione Effendo impoffibile nei prefente fiftema la difgiunzione del fifco dal dimoftrativo, creder, che l verit fia dove la dimoftrzione, e 1' efftto fi congiunge non mai dove 1' efftto non corrifc ponde alla dimoftrzione. me, come Profeffore di mufica , ci balta, e avanza, ma non balla al prefente fiftema, come dimoftrativo . Perch non effendo poffibili nel medefimo due dimoftrazioni , le quali tra loro fi oppongano, fegno ficuriflmo, che la dimoftrzione qui fopra oppofta all' affegnazione di Dlafolr come divifore armonico della quarta , non' , , n pu effer dimoftrzione. Ecco la fua fallacia. E' vero, che dato
effetto
,
:

^
,

i'

6,7,8:

il

in numero 28 24 21 mezzo armonico completo.


,

la

Ma

proporzione armonica completa , e 2,4/ non poi vero, che #75, 500, cio&

k Q f
(j

fia

quarta completa, perch in numeri primi effondo


,

^_

come 27 a 20
27'

in

differenza

della

forma 4

3V

b7S 50CT
20
di
.

80, 81

4
80

3.
81

Il

termine 6y$

ch f eguale a 27, ed Ffaut,

inalterabile,, perch del fiftema diatonico,, e dimoftrativamente dedotto;;


1' incompleto rifpetto al primo trmine della fcala, Dlafolr. Dunque mezzo armonico, che deve dimoftrativamente affegnarfi , non di una quarta completa, come 4, 3, ma di una quarta incompleta come 27, 20. Ora fi dimoftri, f di tal quarta trafportata in Cfolfaut , Ffaut, fia mezzo armonico pi proffimo Dlafolr f , come $j tra 6y$ , 500, o

ed

il

Elaf,

come 7

tra

d,8. Data

la

ragione

12^,940,

eguale a

27,20,.
far

far

i66 TR*ATT\4T0 DI MUSICA. mezzo armonico 1080, perch izp ic8o


differente per
in

40. Com~
1

numeri primi come


(

Sp 27

40
20
a

parati

(in 375
folr
la
>

due termini numeri primi


li

j$ r $y6

in numeri primi
la

75,^4)

i2p,io8o
375, 376.

47,40

rifui ta

ragione

differenziale

Comparati

6,y

40,47,

rifulta la

ragione differenziale 140, 141.

Ma

37^

zione

di

40

molto minor ragione di 140, 141, e rifulta dalla comparavero mezzo armonico a 64 y eh' Dlafolr Dunque Dla-

tanto pi profmodi Elafal vero

ragione

375
.

cia feoperta

37 minore della Dunque vera la mia propofizione


,

mezzo armonico,, di quanto ragione 140, 141 e quella . la falla, ,

perch vero

il

fiftema

,.

Se poi in pratica per evitar la confufione giova intender il numero organico come fi intefo fin' ora ( e giova veramente J, fi faccia fenza fcrupolo alcuno .1 molto pi , perch un tal difetto non procede, intrinfecamente dal numero organico , quale per propria forza fempre una pratica dimoftrazione ; ma procede dalla mancanza di un fegno muficale, che in quello, e in altri cali dovrebbe ag1'
.

da cui fedelmente

ho dedotta

giungerli di
1

nuovo per dimoftrare


.

la

individuai differenza di que' termini,.

quali febben fegnati con la fleffa lettera muficale,

non oftante.fono

tra

loro diverfi

Perci come-dimoftrativamente

l'

ro divifore armonico della quarta Cfolfaut , di Ffaut, ma non mai da iegnarfi con la nota muficale Elaf/ cosi praticamente lo fleffo Dlafolr rifpetto alle lettere muficali vera fda di Ffaut, e quando fi ponga in prima baie,, diventa Clblfaut la fua. vera

accennato Dlafolr. >^C veFfaut , e per vera fettima.

fettima.

Dunque
,

il

difetto
all'
..

non

nel

numero:

nella

mancanza

di

fegno. Balla dunque


intervallo
e

intento la intelligenza dimoflrativa.

del fuddetto-

nulla

pi

Quattro cole aggiungo relative all' addotto efempio muficale che ad arte ho- difpofto 1' armonia delle quattro note ma in diverfe forme, acci apparifea 1' effetto,, f uio, e il maneggio diverfo di que' tali intervalli. La feconda,, che quello
,.
]

..

La

pri-

particolar fiftema capace di molte

diffonanze fenza alterafacile

zione

della

fcala

affegnata

il

che

vedere
fcala
,

La

terza

che-

quantunque abbia chiamato qui fopra e quella

e quello

fiftema di

genere cromatico, enarmonico,, non intendo per, che a rigore cos debba chiamarli. Quanto ho fatto vedere nella fcala diatonica infpefiata , ; certo,, eh' analogo a' due generi cromatico,, enarmonico.. Ma quanto fi

vede nella fcala particolare di quello nuovo (ftema altrettanto certo,, che 1 analogia non vi , f rion in radice. Voglio dire, che quella fcala effendof dedotta dall' efempio 4 muficale anneffo alla figura VII, e dalla infpeffazione della fcala diatonica con le note dell' efempio 4 effendof dedotti li due generi fuddetti, fi pu dire con verit 1' analoche , gia fia in radice. Nulla importandomi de' nomi,' a me balla, che fia af-.
fatto

TRvfTTvfTO DI MUSICA.
fatto fenfibile la differenza delle due frale, e delle

ipj
rifpettive

due

armori-

nie, perch
dotti
al

fi

conofca

la

diverfit del fiflema

mi

bada

di

aver

fuo genere, natura, e principio que' tali intervalli, che noi pratichiamo fpariamente, e indifferentemente lenza regola , e fenza categoria. La quarta cofa, che qui conta molto fi quella, che le quattro note

-O

Q ^'r

*"'

fondamento di quello particolare fiflema


precifione
le

quali fono in

diffonanze dimoflrate

nelf efempio

anco-

neffo

alla

figura

VII,

relative alla fcala diatonica


.

inune, in quefto fiftema fi reggono da f come confonanze que da una parte la perfezione del loro principio , eh'
dall' altra
la

falfa

idea

che

fi

avuta fin qui delle

Ecco dunil Circolo e diffonanze mal gra-

udito. Son pi che ficuro, che molti vi avr di quelli, che riceveranno piacere non ordinario da quella particolare armonia, quantunque
te
all'

note muficali di prima intenzione diffonanti e niuno forf che ne riceva difpiacere , e difgufto. Dagl' intervalli particolari fuddetti nafeono per lo pi le particolari modulazioni., le quali da moki fi ufano ne' noflri tempi. Dico per lo pi, perch, come fi vedr, fi pu averne qualcheduna indipendentemente da' medefimi Dico da molti , perch non tutti quelli , che per altro fanno jbeniffimo dove Manno di cafa , voglion valerfene . Anzi ho offervato, che quegli uomini diftinti , ne' quali fi trova fentimento efquifito congiunto a fondamentale ragione, non le ulano mai. Quelle particolari modulazioni fono foflanzialmente inganni artificiali di modulazione perch , dove quella dovrebbe andare per la natura del tuono, in cui fi iflituita la compofizione , al tale determinato tuono relativo, fi fa andare per arte ad un tuono affatto lontano e per natura , e per relazione dal tuono principale illituito Un efempio fpiegar intieramente la cofa Sia in tuono di Alamir con terza minore il leguente progreffo di armonia , e
coflituita da

ii

trovar

modulazione tuono propofolr


,

ni~E^rr [_^ v
J

-,

la

modulazione far naturale del

"(^ZT^t^^X^Z.
I

fio.
la

Ma

nella

rifoluzione di

Dla-

eh'

f~

diffonanza di

fettima

polla in

Baffo col numero 2, avendo luogo l'arte di rifolverla legittimamente, cos in Cfolfaut feconda baie , come in Cfolfaut prima bafe di terza

^4

maggiore
chiata dal

no

della

g jplSp^r: r P
|
"^

con

la

diffonanza
di

di

fettima
,

eh'

apparec1'

numero 6

Dlafolr

nafee da

ci

inganin

modulazione, quale in vece di ritornar

A-

lami-

*>6$

TR^TTT^TO DI MUSICA.
e*
2,
.

lamir con terza minore, eh' il fuo principio, patta in Ffaut $Z prima i>aie.di terza minore per natura della .cadenza armonica propella in Cibi,

prima bafe di terza maggiore jtano, il tuono di Ffaut f con terza no di Alamir con terza minore , lo fa arte. Pure fi ufa da molti quello inganno inganno limile ritornando poi al tuono

faut

i^

Quanto fi a

lon-

minore dal tuo iror qualunque deli' artificiale di modulazione; e con


1 I

principale

come

farebbe per

m?
^

tempio

fi

ftima una bellezza

finezza
arte

naice quello inganno di modulazione da qualunque nota muficale di donpia figura. Dato per efempio Dlafolr & , nel tallo organico fa doppia figura, di Dlafolr e di Elaf, perch lo fteflb talk ferve , a quelle due note

non ordinaria dell' noftra Egualmente


.

Indi

1'

inganno

artificiale

D#
12

perch Elaf

fi

prende

come

fz^Z

Egualmente

^=hn
come

perch

la

quarta col

eh'

J ttjjl j

fiprende

ftano

^^tr^'*
"
Ue "'
'
,

r ufo belimi eh ?a { " P u effer nelIa f' a diatonica ?' comune Derch fi 3 ,m ffiblle qualunque di tali artifici, dove non vi emT t';Pr U n m .P nore " ota fiIe ^ doppia figura due con!
'

X[^t S' eTJy D

ml cadono fono ? la penna per remu di


U re
-

a POrtar ' e 8li efem ifiti P' P i e darei ene idea penerai,en ' memo f ra P

LT7
' '

''

rm

'

4^ M S
ra

H 1 %

r-fee-

B*

Si

Sfiata deU>

f^RlS S ^Vl/. ft*tf6

TR^TT^TO
a-a

DI MUSICA.
,

ity
alla fcala

per dedurne molti, e curiofi/ e molto pi

fi

aggiunga

fuddetta la fettima confonante.

Dico

che

in

precifione
1'

fa la fcala particolare, e
pitolo :olo, principio

1' armonia efempio mu-

r, fopra cui fonda


;

primo, e

1'

efempla-

"

ficaie di

quefto Ca-

redi

-tale artificio,

perch come

fi

veduto, pu convenirti in fettima confonante

Indi

data

la

parte acuta

in

cui Ffaut
,

deve fupporfi fettima con-

[^

fonante

perch di-

vitare armonico di

dico

che convertendolo

nell'

arm-

-L

'

ma,

e nella modulazione in

Elami

portuno far ottimo effetch rigorofamente 1' armo3a modulazione non fi aldal tuono propofto , che

applicato a luo

cr~

rr~

ec.
i
i

cio

?**

go

op.
e

to, per-

mente dev'

P%
.

Al

nia

lontana
final*,

effer

1'

ogget

S~L

to prin-

cipale. Quefto per F appunto il fondamento, fopra cui appoggio il kn~ timento mio rifpetto a tali artificj In una compofizione regolata da tuono propofto, e riabilito fon perfuafo , e convinto , che altri artific; di quella natura non poffano aver luogo, f non que' foli, i quali non li partono dalla rigorofa modulazione del tuono. Dove poi poflono interaramente aver luogo quanti mai fono poffibili per arte, credo, che fiano i Recitativi di un Dramma, di un Oratorio, e cofe limili Perch i Recitativi non folamente non lono ivi obbligati a tuono propofto, e riabilito, ma anzi per lo contrario fervono al comodo del Compofuore per dit
.

por*

170
sporre.,

TR*4TT*AT. DI MUSICA.
ed apparecchiare ad arbitrio
poi
,'

ifpecie
tali

e in precisone

ottimo

artifcj,

quando

s>

intenda la

o canzoni . In , poftbno produrre nel Recitativo loro forza, e natura, e fi adattino alil.

tuono delle arie

effetto

parole convenienti, di che in un Dramma non manca la occafione. Dop tutto cicche appartiene alla pratica, retta a vedere, f tali note .mufcali di doppia figura porfano dimoftrativamente fervire a tal ufo.
le

Ma

troppo facile

il

vedere, che noi poffono in

modo

alcuno, perch' trop.

p evidente

la

differenza, che vi dal femtuono

minore

rQ^Q
J2S2.-J.
i

femtuono
e

maggiore \j-r
e ad

a Dlaiolr

2&,
per

jone
4ue
tali

riote fuddette

fo di tutte le

.ttrativamente impoffibile , che le poffano convertirfi tra loro , dovendofi intender lo ftefnote muficali di doppia figura . Dunque dimottrativamente
fi

Edimo-

f|

gg. - laf

Regge
,

il

tatto

ma non

organico medefimo regge la feffa ra-

vire.

note non poffono fervire a tal ufo, febben praticamente E qui finifco il ietto, ed ultimo Capitolo.

fanno

.fer-

CO NCLUSION
STabilite

E.

le parti integrali dei prefente fiftema , conchudo il trattato rmfcito pi lungo di quello , che io mi afpettaffi . Prevenendo le difficolt , che rifguardano il fiftema, le propongo, e le fciolgo. Due diffi-

la

primo fopra due fenomeni ivi efpofti, e fono; corda fonora tefa'fu '1 monocordo, e il terzo fuono rifultante da due, o pi dati fuoni. -La corda fonora, che da me fi afferifce non produrre f

colt nafcono nel Capitolo

jaon tre fuonj,

come
1,

i
l

,
-

3, 5
1

da

altri

fi

afferifce

produrne molti

piti.

L
Cio jfo

4,

oltre

3,5; ma
.

difficilmente

fenfibili
1

perch in ottava

11

fucceffivi dopo f, cio 6, 7 eo; ma mfenfibili, perch troppo acuti. Sia cos ma da niuno fi dubita, ; f fiano, o no in armonica proporzione. Quello batta al mio intento

con

la

unit, e tra loro

Altri

quafi

non
vero

far vera
il

in tal rifpetto qualche mia propofizione particolare . retta fiftema nelle fue parti integrali. Il terzo fuono, che io dico uni1

fono collantemente a 2, quando i dati fuoni fiano in ferie armonica, fi pu dubitare che fia unifono al tutto, o fia alla prima unit della ferie.

Pi fatto la qualit di quello terzo fuono effendo diverfa dalla qualit del fuono naturale delle corde, quella diverfit pu cagionare equivoco ad onta del pi, efquifito fenfo di udito e di migliaja di prove . Sia cos in ,
ipo-

TRATTATO
ipotefi
"*

DI MUSIC A.
il

irjt
fia
,

ma non
,

vi luogo a dubitare, f

terzo

fuono
.

o no
balta
,

il

baffo armonico

fia

la

radice

armonica

de' dati fuoni

Tanto

avanza

al

fifico

ftabilimento dell'

armonia; unico,

e principale oggetto del

prefente fiftema

Nel fecondo Capitolo interamente ordinato a provare armonica

la

figura

Circolare,, oltre qualche difficolt pu effervi confufione, perch io provo l

proporzione fuddetta in tali , e tanti modi , che non blamente difficile comprenderli tutti; ma omprefi che fiano , pare che i principi diverfi, da' quali deduco le propofizioni , fi oppongano tra loro. Altrettanto ci contribuire il fine del Capitolo, dove per darle idea pi completa della'
fcienza

mi

fon dilatato oltre


trattato

confini

del fiftema,

quando
alle col

in tutto

il

ri-

manente
ceffarie.

del

mi fon

riftretto di

proposto

puramente neil

Ma

pio, e

il

molto pi contribuifce a difficolt , e confufione metodo, di cui mi valgo, perch la prova principale

princi-

della

mia

propofizione effendo dedotta da ragioni attratte, come principi primi producenti, e formanti la figura circolare, e non da quantit concreta lineare,

fia

dalla gi formata figura, la novit

del principio, e del

metodo deve'
rimedio
il

neceffariamente produrre difficolt, e confufione.


gliendo, e congiungendo
la
le fole

facile

il

fcie-

feguenti propofizioni ivi dimoftrate.

Prima;
fonda-

tripla, proporzione determinante


il

l'armonico fiftema, di cui

mento concreto, com'


;

principio aftratto dell'armonica proporzione. Se->

conda li quadrati de' feni , mezzi armonici della ragione , in cui fi divifo il diametro (ridottala ragione a proporzione geometrica di (creta ec.) , in forza, de' quali fi dimoftrata armonica la circonferenza. Terza; il diametro, come fomma di due raggi , e come divifo da feni , aritmetico nel fuo principio concreto, perch neceffariamente comporto, e divifo da unit eguali. quefte tre propofizioni fi aggiunga la proporzione di Archimede, in cui per poligoni ifcritti , e circofcritti fi dimoftra effer il diametro alla circonferenza come 7 a 22. nulla per ora importando il difetto di 7, o l'ecceffo di 22. Nelle mie propofizioni contenendofi il principio a priori , nella pr-' pofizione d Archimede contenendofi il principio a pojeriori della figura' circolare, dico che ordinate tra loro le quatro propofizioni rifulta quella

tal

dimoftrazione della verit del mio principio, e del mio fiftema, a cui

n Ella, n chiunque avr mai che opporre. Ecco l'ordine. Perla prima propofizione la tripla la proporzione determinante f armonico fiftema ec. Dunque f la figura circolare procede da un principio armonico primo, in qualunque modo proceda, quefto principio primo non pu e> ier f non la tripla. Sia perci la tripla geometrica dilcreta 2,3,4,0', formata da due mezzi, armonico 3, aritmetico 4, tra* quali fi affegni iL
-

mezzo
il

aritmetico

3:2,

e per duplicati

termini in

nuovo mezzo aritmetico affegnato:

il

far diveri dal

4, eh

mezzo

naturale della proporzione; e

4,6% 8', 12, far 7 mezzo aritmetico come centro > o fia mez2
za

in
knque

zo de due mezzi 3,4, fecondo la feienza del Reazione dimoftranva delle radici triple
,

TR^TT\AT BI MUSICA.
premevo trattato far fri* quando fi congiunga con qua"

WWi

cipio, e

de due eftremi 4,12. Indi fi fonimino i tre foli termini della armonica, i%,6 ,4 Sar la fomma 22, e rifultar la pofizione de due termini 7,22, dedotti fiftematieamence dalia ramon tripla Ma per la quarta proporzione il diametro 7 , la circonferenza 22'. Per k terza proporzione il diametro aritmetico : egualmente mezzo 7 aemetico tra .6,1. Per la feconda proporzione la circonferenza armo. egualmente 22 fomma della tripla armonica. Dunque vero il mm
tripla
il

iiltema.

Ora

fi

cerchi cofa rimiti dalla pofizione di

Mezio

affai

.pi efatta,..

n3
\9

diametro, 355 circonferenza

..

Sia la tripla geometrica difereta

28,42,

5<M4. La
7.8.

tn
tico

pofizione 28 ,42,40,^,84, eguale alla pofizione J' Li due termini aggiunti 48,50, Tono i due mezzi, armonico C mi Vm0 S ddIa ief(l uiterza VrS6> d cui mezzo aritmem riducano a. proporzione 40. l geometrica difereta li tre termini) mezzi

"-

2400 arm.
48.,4P>50*itt-

2352,

2401 2402
.

aritm.
contrar.

2450

ragguaglio moltiplicate

Sf^r^T^T f^ -058,
.41.1*. fara
J

per differenze

due mezzi 2401 ,.852355: di-.2402 m nP Chl Z e 555 Saranno i due rifuif i Q o tati mi T'}l 8526-08, 2078830, eguali a 113 3.55 come 852355 2*788* fono eguali a 7, 22 .Pedo mezzo 8 5 2o>3 tra 852355 nizzoarkmeico, e 852710 mezzo contrarmonico, e dedotte' le differenze

2401

rpk an nica ^.42,84, faranno r 37 2, r lora fomma ?$4 ^ s moltiplichino i


Sar
il

2402. per 35 f

rifiatato

7&J& *
343
'

'

ritoltane
trova,.
che:
1

due

termini.

,,

I2

Fatta a quelli
affe

1'

em F Ii0 ddla n Ia "P f,, fvu ^f 43 ^ il cubo di 7 , perch- 7 per 7 40; | e: la mia poiizione in radice
,

^a
per

analifi

fi

4^,7,8,12; 4^, 343' Ma 7',


.

2 J

indicante

dinioftrativamente

ple;

le

radici

tri-

differenze ( di confenlb comune ) fono i minimi comoonenti priprincipio de' poligoni affatto* diverfo dal mio principio, e fi ri iolve per ^differenze nei mio principio.. Dunque , fia incognita quanto ir vuole la faenza- indicata daf rifultato numero Cubo

le

mi

il

quanto

fra

irnnoffibile

e:

vuole la quadratura del circolo confermata verit del n* principio,,


fi

,.

refta

interamente dimoiata,

e del

mio

fiftema:.:

dipendano da un principio vero, e primo. Legittima conferenza fi cU effendo vera la feienza, i lRei a ^' nC P ? ' la d]fficoI t inevitabile, che riilca dalla loro novi* j ll tft* debba effer fuperata da: ftudio tempo,, e coltura*
tali

moltrativarnente neceffario,, che

effondo di-

precifioni

Ne!

TR^TT^TO
.

DI MUSICA.
relative
al

.173
fiflema
.

Nel

terzo Capitolo due fono le difficolt


i

Prima,

immagine, o efemplare. Seconda, f il fifico-armonico fiil circolo fia flema abbia la fua eftenfione integrale fino alla feftupla , e nulla pi Quelle due difficolt fono ivi fciolte in tal modo , che non ammettono provare il comri {polla. Rifpetto alla feconda difficolt vero, che per
f

pimento

dell'

armonico fiflema

nella feflupla
'1

nomeno

della corda fonora tefa fu

eftenfione mi valgo del monocordo come producente non

fepir

111

la

che tre fuonij e per quando i fuonr fi ellendano oltre 5 in 6,7 ec. r prova non tiene certamente. Ma quella effendo prova aggiunta, e la principale effendo la dimollrazione , per cui fi fa ivi chiaramente vedere y
1

che
le
la

il

fiflema armonico oltrepaffando


rifpolla
,

fi

converte in fiflema geometrico


,

quella non ammette


rifpettive

Nel

fine

dei terzo Capitolo


,

dove

definifco

armonie
fifica

e in

confeguenza leconfonanze
le

ediffonanze, occorre
quantit

pi grave, e importante di tutte

difficolt. E' certo, che nella definidi


,

zione della
petto al

armonia io realizzo quelle nature


di

che

rif-

non difegnazioni della nollra mente/ e per certo,, che ivi mi oppongo al penfamento comune. Ma non in io,, che mi oppongo.- fono i fenomeni, che coltrinArdiremmo noi forf gono e me, e quanti fiamo a dover cosi penfare
penfare nuli' altro fono, f
.

modo comune

chiamar nollra difegnazione i filoni, che rifultano dalla corda tefa fu *b monocordo? il terzo fuono, che rifui ta da due, o pi dati fuoni? i filoni di confenfo, che rifultano dalle tali date figure de' corpi fonori ec. ? Quelle fono leggi di natura indipendenti affatto dal noflro arbitrio, e dalle nollre difegnazioni . Da quelle io mi fon lafciato ciecamente condurre, e a quelle rigorofamente mi fottofcrivo * Perci f qui vi luogo a
di

oppofizione

fi

faccia

non

me,,
altre

ma

alla

fifico-armonica natura.
foflanziali
,

Non

fapendo io prevedere

difficolt

ed effendo riabilidi

to ne' tre Capitoli

primi Y intero

fiflema

mi Infingo

averlo

ftabilito-

pecon tutto quel rigore, particolari tutte le pollibiii con il trattato r intendo di aver confumato ma un voludeduzioni . In tal calo vi avrebbe voluto non poca mole me, da cui Ella Sig. Conte abborrifce, ed io egualmente Per altro chee 1' arte del fi a necefiario un tal volume, in cui fi contenga la fcienza , e pianamente ridotta contrappunto, e quella fia interamente confumata
, ,

a cui fin da principio

mi

fon obbligato.

Non

Profe filone muficale,. lo confeffo Sig. Conte, pur troppo necelfario e 1' uomo veramente atto alla imprefa qui tra noi. Piaccia a Dio, che per vantaggio della Profeffione vi fi difponga, giacch quanto vi fin' ora in pubblico tra noi di precetti Muficali, non
a intelligenza

comune

della

ha

altro

fondamento, che
.

la

fola
x

pratica.
fin
,.

Ma
in

qui

non

finifeo

di
fia

maraarrifi

vigliarmi

abbaftanza, confiderando

dove
che

quello

propoli to
fecoli

vato f

umano fentimento

certo

fono

molti

da

che
COKI-

TR<ATT\ATO DI MUSICA. E certo, che in tutti quefti fecoli non P^P dell' armonia e mlZlT L %L**** deduca le regole del
174
.

compone

in

armonia

iti

fi

contrappunto.

Veda quel

certo
,

g
tratta

princip,, e dedotte le regole

principali

o,

fi

trova che

che fcoperti finamente com* Eliaca- veduto ne


colto intieramenfica
.
,

la

concita e congenita,

eT "^ 5*"^
1

pratica per puro fentimento. ha

Ini g oni

S
di

mi

ricereara

cuefta fola

armonia ila molto analoga alla f Supponendo che non viglia armonia faenza poffa dedur-fi la fteffa armonia

**&* *"'

^* umana
fuppofta
la

fia

S5|
ella

ragione

Qui

musicale

in forza

femi

S^

nto
-

licienufiche
ll0
li

Tu" Tu della

noftra pratica muficale

muficale che P nd effer P^biliffnna la deduzione. Il r aUV al di ld CQmando E1Ia ha volutole ra. ' l

TI

V.

ri

efiftenza

dell"

MffiS^J libi ita della deduzione p indipendente dal fentimento . Se poi giovi fement ?mU Che k fcienza er Io co io noi P de do , R etC K dle
la

/P lnt ' .utenza

de * cattato,

vedr evidentemente

reale

lZl f Ld Vft?
Z
TfT
damenti, e
riabilita

Pe

^ 5

^J

?^P Ch
16

^^^
'

reaIe

I V1

Meramente in tal modo

che una
fia

WW
tal

'

***
,

>
(ck
alla
,

fentimento
Filofofo

feien-

fcienza dedotta datali

fon-

molto pi da
e

che he quando
le ulteriori

abbaftanZa U '- ** ^ chU ^ P"**E o^doVV^^M^" pubblicamente nota, coltivata Jo ftudio tempo
foffe
,

che da mail

Icoperte

fon ? fondi

k UOrnm dotd Pane e > fn ? tempi P fono in diverfi intereffati per la mufica confider in quel prospetto,, che han creduto effer il legittimo; e a ragguaglio han detto, e dedotto cofe vere, maraviglie e degne , ogni lode. quando fol' nUOV pr0f e " che n P armonia io fon >
fi fi

ScThlt
LIT

con! k n dUe rl, P ett - L Un che % ^ano "entimema ' fC nZa 6 ajUCat dalle cofe fifiche Separabili dalla \ me lfo Pleg ebhe m0k e fi Mararekbe molto pi S indi uria ben. fondata fperanza di pervenire per altra firada a: quel fegno , a rV UtI h arUIC aIrr - che fi ^uoprirebbe felicemente un o?oTr e fia k eftenfl ne ddU fcienza filarmonica, '

oiTervazioni produrrebbero
'

.facilit

massore

5Zr2! f r/ f ^
T
5

fZlr

T^?

e Ulia

ICCGla

P^

gnaLeio d mtereffcryifi nuovamente, .oatenemfi cofe motto maggiori


nulla a

a T SS^
me non
l

" mCa

nte

Ver " e

%***
f

^
>

Ma

ed uomini
affai

*
..

fatti

fi

de.

concerebbero

meglio

di

m.
ci

e di
,

fomma importanza

C m0t0d B 0rofo ( A?rT ioftanziah de fiftema, e trovi che


'

fero^ va,

P aCGre,
r
I

per altro internato 0rn dun Ue al

Ma

di

P m P

non che per fervida nel panifit0 e * k quando Ella

abbia

fatE0

refame

delle parti
alla

il

fiflema regga

interamente

faccia hlla le fue particotari deduzioni, e fon ficuro, che dedurr ot-. imamente feria* che cofa alcuna le sfugga dalla confiderazione

wm

T R*ATT*4T0 VI

MUSICA.

Se Io le dico per efempio, che la regola di non doverh fare due ottave, e due quinte fucceflve tra le parti dell' armonia ha il Tuo principio non folo in genere dalla natura de* due fiftemi armonico, aritmetico, ne' quali le ragioni fucceffive fono Tempre diverfe, ma in ifpecie dalla dupla e fefquialtera , come ragioni fondamentali dell' armonico fiftema , e per e fgnificazione affatto didime dalle altre ragioni per dignit Se Io le djco, che la regola de' moti contrarj tra le parti ha il fuo fondamento
,

t j$

efempio muficale 3 annetto alla fettima figura , in cui non folo chiaro il moto contrario a confronto dell' efempio 2, ma vi di pili ia indicazione della regola di que' tali progreffi di nota a nota, che per gradi , o fiti fono leciti tra le parti, e il Baffo. Se io le dico, che la regola della formazione de' foggetti reali ( artifcio diftinto , e miniera di altri molti ) fta foflanzialmente nella divjfione armonica , e aritmenell'

tica

della ottava

per

divifa

armonicamente

la

ottava

>

q
U"
e cos

una

propone

1'

altra

deve

rfpondere

re
TX
f

|j+

Q
TT

ec. Se io o quelto, o altro -{fc "^*~". %g' ero > efempio paf- frH3 di dir cofe'per Lei fuperflue . Replico L)"U dunque , che quando lla trovi vero il prefente fiftema in f fteflb, e in ciafeuna fua parte ( ma fiamo al cafo , o tutto , o nulla ) , Ella avr occafione rifpetto al fuo talento pronto, e profondo di dedurre per molti, e molti anni* ed io credo con ragione, eh' efTendo Ella giovane, io oramai vecchio, ella fegui-

divifa aritmeticamente

le dica per

&

r a dedurre, io non far pi tra' viventi. Qualunque cofa fucceda, finch vivo, fon fuo per debito, rifpetto, e cuore/ e per Tempre difpofto

ad obbedirla,

come ho

fatto prefentemente

IL FINE.
J?ag.

24. Un. 30.

armonico

leggi

aritmetico

NOI RIFORMATORI
Dello Studio di Padova.

AVendo
fitore

veduto per

la

Fede

di

Revifone

ed Appro-

lato

vazione del P. Fr. Francefco Antonio Mantua InquiGenerale del Sant' Officio di Padova , nel Libro intitoTrattato di Mufica fecondo la vera Scienza dell' Ar-

non v efler cola alcuna contro la Santa Fede Cattolica, e parimente per Atteftato del Segretario Noftro, niente contro Principi , e buoni coftumi, concediamo Licenza a Giovanni Manfr Stampatore di Venera , che poffa effere ftampato, offervando gli ordini in materia di Stampe, e
prefentando
zia
,

monia MS.

le

folite

Copie

alle

Pubbliche Librerie di Vene-

di

Padova
li

Dat.
Gio:

28.

Gennajo 1753. M. V,
Rif.
R.if*

Emo

Proc,

Marco Fofcarini Cav. Proc*

Alvife Mocenigo IV, Cav, Proc


Regiftrato in Libro a Carte

Rjft
al

38.

num. 269.

Giacomo Truccato Segr.

1.

Febbrjo

1753. M. V.
Eccellentiffimo
degli

Regiftrato nel Magiftrato

Efecutori

contro la Beftemmia.

Alvife Legrenzi Segr.

IV
/
6
4-

^%^\ pr
.*

VAB
//xY

///A

-eii

f*
-e<>

a
u

3I

i:

>-

h-

V
)

3
\
-,

j L
il

?" r

f.

<>

1-

k-ek-e-

4
'

lS

[f
4

ir

.:&*
,

>

-Sf

e.

ZJA

^sK

^>:

Potrebbero piacerti anche