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SABATO 14 AGOSTO 2004

LA REPUBBLICA 37

DIARIO
DI

NOMADI, LITE E TURISMO DI MASSA


Si viaggia per avventura per conoscere per liberarsi e per raccontare Ecco in quanti modi luomo ha sognato la sua fuga

(segue dalla prima pagina) oltare le spalle al luogo in cui si vive, alle persone che ci circondano, al lavoro, al tran tran e alle minestre dogni giorno, questo un diritto inalienabile delluomo: e infatti lo si pu ancora esercitare. Come diceva Byron? Tired of home, of wife, of children tired..., stanco della casa, della moglie, dei figli, uno sbatte la porta e se ne va. Si pu partire, dunque: per poco, per un bel po o per sempre. Milioni di persone fanno i bagni alle Maldive o a Sharm el-Sheik, e chi ha pi soldi pu anche fare il giro del globo terracqueo con gli inclusive tours. Ma andare alla ricerca duna diversit, questo no: questo impossibile, perch ormai non esistono pi diversit. E ancora pi vano sarebbe illudersi di poter trovare da qualche parte un mondo appena svanito, ma le cui orme e memorie irradiano ancora una suggestione, un fascino. Perch a ridosso del nostro tempo (diciamo dagli anni Sessanta del Novecento in poi), non ci sono state et delloro. Non ci sono stati luoghi leggendari, personaggi mitici, lasciti di cultura che valga la pena rintracciare. Cos, anche se dispiace fare i guastafeste, bisogna essere sinceri. Il Viaggio non esiste pi, come una specie estinta, e non c innesto di cellule o altra diavoleria che possa riprodurlo. Viaggiare non consisteva, infatti, del solo andarsene. N prevedeva lintrupparsi con centinaia daltre persone per percorrere un itinerario prestabilito, pronto alluso come un surgelato. E soprattutto, il Viaggio non sopportava la rapidit. Gi ai suoi tempi (la seconda met dellOttocento), John Ruskin sogghignava: Gli uomini non hanno visto molto del mondo quando andavano lenti, figuriamoci se vedranno di pi andando veloci. Sinch viaggiare ha avuto un senso, sino a quando non divenuto turismo di massa, quel senso scaturiva da due elementi. In primo luogo il piccolo, piccolissimo numero dei viaggiatori in paragone alla moltitudine di chi restava a casa: era questo che conferiva al Viaggio una distinzione, uneccezionalit, un contenuto emotivo, rispetto alle pi consuete abitudini di vita. E in secondo luogo, il senso del Viaggio stava in una qualche chiarezza didee rispetto alle diversit che viaggiando sandavano a cercare: una consapevolezza di ci che ci aspettavamo, anche se confusamente, di trovare. Dunque molte e appassionate letture, cos da sapere gi prima della partenza in quale sala del Prado stesse El jardn de las delicias, quali fossero i grandi cravattai di Jermyn street, e cosa avrebbe recitato Grard Philippe al Thtre National Populaire nei giorni del nostro arrivo. Negli ultimi quarantanni, questi due pilastri della psicologia del Viaggio sono crollati. A viaggiare non pi, adesso, unesigua mino-

Dov oggi lultima frontiera


SANDRO VIOLA
ranza dellumanit, bens i suoi due terzi o tre quarti. Per cui la vera distinzione, ormai, sta nel non affacciarsi in unagenzia di viaggi. N vale la pena consumare parole sulleclissi delle diversit: sulla scomparsa di quei connotati (costumi locali, riti, cibi o alcool) che un tempo costituivano la specificit, lidentit dei vari paesi: Spagna o Norvegia, Belgio o Turchia, Irlanda o Grecia. Non serve pi parlarne, visto che il pi candido dei turisti a dire ormai quando ritorna a casa, in parte deluso e in parte soddisfatto, che tutto uguale. Infatti tutto implacabilmente uguale. Un modello s andato diffondendo ovunque, sovrapponendosi ad ogni caratteristica o colore locale, e quindi scarnificando la vecchia faccia del mondo. La definizione del modello comporterebbe discorsi troppo lunghi, ma c una frase scritta da Bill Buford su Granta che pu servire: the imperialism of the American Hamburger. Non che lomologazione sia soltanto lamericanizzazione: il fenomeno pi complesso. Ma resta che per trovare un nucleo di case in cui non svetti la grande M gialla dei McDonald bisogna andare alle isole Vesteralen oltre il circolo polare artico, o in un povero villaggio indiano, o sulle montagne dellEpiro. Resta che centinaia di milioni di cinesi seguono assiduamente le puntate di Dynasty, mentre accanto alle moschee dove germoglia lodio dei fondamentalisti per lAmerica, le cassette degli ultimi film americani si vendono come il pane. Non era cos. Gi in Europa, tutto era diverso da un paese allaltro: le monete, gli orari dei pasti, le prostitute e le prese a muro per la radio o il rasoio elettrico. Forse negli studi di Hollywood si tendeva a esagerare, ma vero che gli europei non erano poi tanto diversi da come venivano raffigurati nei film della Metro o della Fox: i francesi con il basco e il mgot allangolo della bocca, gli inglesi con la bombetta e lombrello, le spagnole con la mantilla, gli italiani con

VIAGGIATORI
CLAUDE LVI-STRAUSS

VIAGGI, scrigni magici pieni di promesse fantastiche, non offrirete pi intatti i vostri tesori. Una civilt proliferante e sovreccitata turba per sempre il silenzio dei mari. Il profumo dei tropici e la freschezza degli esseri sono viziati da una fermentazione il cui tanfo sospetto mortifica i nostri desideri e ci condanna a cogliere ricordi gi quasi corrotti Capisco allora la passione, la follia, linganno dei racconti di viaggio. Essi danno lillusione di cose che non esistono pi e che dovrebbero esistere ancora per farci sfuggire alla desolante certezza che ventimila anni di storia sono andati perduti. Non c pi nulla da fare: la civilt non pi quel fragile fiore che per svilupparsi a fatica, occorreva preservare in angoli riparati di terreni ricchi di specie selvatiche, indubbiamente minacciose per il loro rigoglio, ma che permettevano anche di variare e rinvigorire le sementi. Lumanit si cristallizza nella monocoltura, si prepara a produrre la civilt di massa, come la barbabietola.

VIAGGIATORI.

la fisarmonica. E quando susciva dallEuropa, sembrava di fare un salto allindietro nel tempo. Se al Cairo, a Nairobi o a Calcutta erano ormai cambiati i regimi politici, il profilo della citt o il colpo docchio nelle strade erano gli stessi che si vedevano nelle fotografie del primissimo Novecento. Ma il vuoto pi penoso cui oggi andrebbe incontro chi volesse, malgrado la terra bruciata prodotta dallomologazione, tentare comun que un Viaggio, non la scomparsa delle diversit. il vuoto di cui s detto allinizio: lassenza alle nostre spalle, diciamo negli ultimi trenta o quarantanni, dun periodo del quale avere nostalgia. Unepoca effettivamente straordinaria o favoleggiata come tale, di cui siano ancora palpabili alcune superstiti vestigia: i suoi luoghi celebrati, la memoria dei suoi protagonisti, insomma laura. Perch one travelled, dice Paul Fussel in Abroad, un bellissimo libro sul Viaggio, to discover the past: si viaggiava per scoprire (o meglio rivivere) il passato. Le tracce di Miller e Durrell a Corf o ad Atene, la Morea del viaggio di Runciman, gli alberghi che Hemingway e Malraux avevano abitato durante lassedio di Madrid, il Flore con gli stessi clienti e camerieri dei giorni descritti nei Mandarins, la casa di rue de Fleuris dove Picasso aveva introdotto la ricetta del riso alla spagnola, il tavolo di Pessoa alla Brazileira, le sbronze di Faulkner al Chumsley del West Village, la Gerusalemme con le suore russe giuntevi prima del 1917, i restaurant degli migrs russi a Costantinopoli, i dublinesi dei Dubliners, le strade dove cerano state le redazioni della Nrf, di Orpheu, di Horizon. Queste, per citarne solo alcune, erano le tappe del Grand Tour dove un giovane viaggiatore di cinquantanni fa poteva condurre il suo spleen. Parigi era la stessa dellanteguerra, cos che tra la Montagne de Sainte Genevive e la Senna tutto era rimasto come nei libri che il giovane aveva letto. Nei quattro caff al crocevia Montparnasse-Raspail, nei due di fianco alla piazza Saint Germain, sedevano ancora alcuni autori di quei libri. Non un lampadario era stato cambiato nella hall del Ritz, da quando Proust vi sera aggirato le notti dei bombardamenti tedeschi nel 17-18. E quando la marchesa de Comillas o la contessa de Motrijo varcavano la porta dellaltro Ritz, quello di Madrid, i concierges uscivano da dietro al banco e chinavano la testa sino a terra. Cerano insomma moltissime cose da vedere, memorie fascinose da rivivere, e al ritorno una quantit di racconti da fare a chi era rimasto a casa. Mentre che cosa si potrebbe raccontare al ritorno da un viaggio, oggi, salvo che tutto dappertutto uguale? E poi: come e dove trovare qualcuno che non si sia mosso da casa?

38 LA REPUBBLICA

DIARIO
IL FILOSOFO (1500) Nel Rinascimento il viaggio filosofico (nella foto, Montaigne), spostamento nel tempo alla ricerca delle proprie radici. Le mete pi ambite sono i grandi centri della civilt occidentale come lEgitto, la Palestina, la Grecia, la citt di Roma

SABATO 14 AGOSTO 2004

LE TAPPE PRINCIPALI

ULISSE Il viaggio di Ulisse serve per avere fama e saggezza. Non altro male maggiore ai mortali, dellandar vagabondo; ma essi per colpa del maledetto ventre hanno affanni crucciasi (Odissea, XV)

IL CAVALIERE Il viaggio cavalleresco si lega al nuovo concetto medievale dellavventura e diventa il segno di una condizione superiore a quella comune, un modo per dimostrare il proprio valore

CHE COSA RESTA DI UNA GRANDE TRADIZIONE LETTERARIA

IL SUBLIME E IL TRASH I DUE VOLTI DEL VIAGGIO


STEFANO MALATESTA

I LIBRI
IAN HACKING I viaggiatori folli. Lo strano caso di Albert Dadas Carocci 2004 ROLF POTTS Vagabonding Larte di girare il mondo Ponte alle Grazie 2003 ERIC J. LEED La mente del viaggiatore DallOdissea al turismo globale Il Mulino 1992 Per mare e per terra Il Mulino 1996 LIONEL CASSON Viaggi e viaggiatori nellantichit Mursia 1978 JEAN PAUL ROUX Gli esploratori nel Medioevo Garzanti 1990 CESARE DE SETA Vedutisti e viaggiatori in Italia tra Settecento e Ottocento Bollati Boringhieri 1999 OMERO Odissea Garzanti 2003 Marsilio 2003 Mursia 2001 DANIEL DEFOE Robinson Crusoe Mondadori 2003 JACK KEROUAC Sulla strada Mondadori 2000 CLAUDE LVI STRAUSS Tristi tropici Il Saggiatore 1965

l viaggio come il mare: tutti e due sollecitano il meglio e il peggio, il sublime e il trash e non detto che il peggio sia il trash. Ci sono poi quelli che identificano il viaggio come vacanza, di corpo e soprattutto della mente: un equivoco che va subito chiarito, altrimenti sono guai in vista, perch la gente si sente autorizzata a dire fesserie, non importa se di genere futurista o dannunziano, che giacciono nel profondo, quasi in superficie, e che premono per affiorare. Durante una cena in Sicilia, nelle campagne di Castelvetrano, una gentile originale professoressa di Mazara del Vallo, ammantata di merletto nero, che si trovava dallaltra parte del tavolo, si sporse in avanti per sussurrarmi con voce complice: Che cosa sta scrivendo?. Risposi che avevo quasi finito un libro sul deserto. La professoressa si sporse ancora di pi, mentre i merletti si aprivano sul davanti. E io vidi, oltre quello che dovevo vedere, anche la sua espressione, che stava a significare disappunto per dover scegliere tra commenti diversi, tutti straordinari. Poi si decise mormorando con tono ancora pi maliardo: Il deserto dellanima?. Un grande viaggiatore non necessariamente un grande scrittore di viaggi. Semmai il contrario. I reduci da avventure mirabolanti sono propensi ad attribuire ai lettori una disponibilit per la loro sciatta prosa che questi non hanno. E infatti perch dovrebbero passare anche una parte limitata del loro tempo libero a seguire storie che rotolano maldestramente da una pagina allaltra, fino a sprofondare in qualche impasse o buco nero da dove impossibile estrarle? E proprio la stessa letteratura di viaggio, cos esposta ai rischi dei luoghi comuni e della noia, a esigere qualit narrative, capacit di tenere stretto il lettore pagina dopo pagina, togliendogli lillusione di essere un militare in libera uscita. Nel secondo dopoguerra linsopportabile Evelyn Waugh nella vita perch i suoi libri sono sempre stati amatissimi disse che lepoca della letteratura di viaggi era finita il giorno in cui gli americani avevano organizzato il primo Package tour. A distanza di cinquantanni basta entrare in una qualsiasi libreria e controllare lo spazio espositivo conquistato dai libri di viaggi in Italia negli ultimi anni per rendersi conto che Waugh menava gramo inutilmente. Naturalmente non ci saranno pi Graham Greene allAvana o nel Messico, Robert Graves in Spagna, Thesiger nei deserti: non la letteratura ad essere cambiata ma il mondo. E proprio quando non c pi nulla da scoprire che si vede quanto valga il talento narrativo. E a volte quando mi chiedono chi sono stati i pi grandi scrittori di viaggio del secolo, mi viene da rispondere: un principe siciliano e uno scrittore russo esule negli Stati Uniti, due inventori di percorsi immaginari

PROFEZIE

Evelyn Waugh disse che lepoca della letteratura di viaggi era finita il giorno in cui gli americani organizzarono il primo package tour

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diventati pi famosi di quelli reali. La prima vicenda notissima ed talmente piaciuta ai siciliani che se la sono rubata tra loro attribuendosene variamente la paternit. Ma quella vera risale al secondo dopoguerra ed ha come protagonista il principe X: avendo fatto il voto di andare a Gerusalemme e non avendo pi voglia di fare questo viaggio ma volendo tener fede al suo stesso voto calcol la distanza esatta che passava tra Palermo e la Palestina, la divise in giornate poi alz le vele, cio inizi a fare il giro del suo salone, dove aveva issato una tenda per dormire, immaginando di essere sulla nave che lo trasportava nel Levante, seguito da un cameriere in polpe che portava un vassoio con il caff sempre fumante. Nella seconda lo scrittore rus-

so, che non era mai andato ad Oriente di Odessa, in un libro chiamato Il dono, trasform il suo vero padre, un famoso giurista partigiano di Kerensky in un celebre viaggiatore dellAsia centrale. Le sue descrizioni delle carovane che scendevano attraverso i valichi delle montagne celesti verso il deserto del Taklamakan sono le pi straordinarie ed evocative di quella regione che io abbia mai letto. Per tutti gli altri scrittori, lunica differenza autentica che passava tra loro era se scrivevano per viaggiare o viaggiavano per scrivere. Tra quelli del secondo gruppo, incomparabilmente pi numeroso, ho conosciuto Greene, Coloane, Freya Stark, Chatwin, Germano Lombardi, anche Moravia e Parise. E di due o tre che

non ho mai conosciuto e che avrei dato qualsiasi cosa per incontrarli, perch sapevo che non mi avrebbero deluso: Gerald Brenan, lautore di A sud di Granada, Denti di pirajno (Un medico in Africa), Karen Blixen. Mentre la grande Ella Maillart scriveva per viaggiare. Verso la fine della sua famosa traversata nellAsia centrale compiuta negli anni Trenta con Peter Fleming, la coppia peggio assortita che si potesse immaginare e che invece funzion benissimo davanti al fuoco alimentato dallo sterco di cammello ogni sera i due amici descrivevano esattamente cosa avrebbero fatto quando sarebbero arrivati finalmente in Europa. E Peter mimava la scena della sua entrata inaspettata al circolo di Saint James, con un socio del circolo che diceva al vicino: Ho visto il vecchio Peter, devessere tornato da qualche luogo selvaggio del Sud America. Gli venuta una faccia identica a quella delle testine imbalsamate che ci ha portato lultima volta.... E laltro: E arrivato dal Taklamakan, Asia, un deserto... Un abominio di desolazione. Bisogna farsi dire dove si possono cacciare le pernici. Ella invece era disperata a riprendere quella che tutti chiamavano tranne lei la vita di ogni giorno. Diceva che era diventata cos forastica nei modi e nel passo che a Parigi i cittadini metropolitani scendevano dal marciapiede appena lavvistavano a distanza come si fa con i cani che sembrano feroci. E anchio in un certo senso lho evitata scrivendo che fosse morta da anni fino a quando qualcuno mi ha dettato un indirizzo e il giorno dopo sono partito senza bagaglio come ormai avviene solo in sogno. Di quel giorno ricordo ogni particolare: la mattina gelida e luminosa a Chandolen nelle Alpi

MAPPA DEL PAESE DEGLI ANTROPOFAGI IN MESSICO


Una carta del Cinquecento realizzata dallumanista veneto Giovan Battista Ramusio, autore dellopera Le Navigazioni

Svizzere, lincantevole chalet di legno arredato con libri e fotografie in bianco e nero ed Ella che allora aveva 93 anni elegantissima in una gonna lunga di flanella e una camicetta che si slacci dicendo: Non penser di parlare qui, andiamo fuori in terrazza con una buona bottiglia di vino rosso e prendiamo un po di questo sole. E quando oramai sera fatto tardissimo, perch avevamo parlato per ore, feci quel gesto cos teatrale di togliermi dalle spalle uno scialle cachemiro che avvolsi intorno al suo collo dicendo: A lei star sicuramente molto meglio che a me. Era stato un gesto istintivo di cui mi ero leggermente vergognato fino a quando ho saputo che Ella era stata felicissima e aveva avuto verso di me parole affettuose.

PAUL MORAND

DISAGI E AVVENTURE DI SCRITTORI IN GIRO PER IL MONDO

Il viaggio moderno un riflesso di difesa, un gesto antisociale. Il viaggiatore un insubordinato. Sfugge allo stato, alla famiglia
Viaggiare 1964

VITA DURA DI GENTILUOMO DURANTE IL GRAND TOUR


ATTILIO BRILLI
e lo immaginate Stendhal, quello che soleva andare un deliquio per rigurgiti emotivi davanti ai dipinti del Guercino, imprecare tra uno starnuto e laltro nelle gelide chiese di Bologna: E la terza volta che me lo becco!. Oppure lolimpico Goethe, che si faceva ritrarre paludatissimo tra urne e capitelli della campagna romana, abbrancare la fantesca della locanda di Trastevere in cerca di quella pienezza di vita mai provata altrove; o il creatore del romanzo moderno, Laurence Sterne, acquattarsi fra le fronde per il torcibudella causatogli dalle uova marce della locanda di Radicofani. E di questo passo potremmo citare aneddoti a non fini-

MARC AUG

Il viaggiatore di passaggio non vede il punto importante segnalato alla sua attenzione: pu solo gioire per saperlo vicino
Non luoghi 1992

re, degni di Rabelais o di Gadda, sullaltro volto del viaggio, storie dalle quali emerge con tutte le sue esigenze il corpo del viaggiatore, il grande rimosso della letteratura di viaggio. Ma una volta nascosto, protetto e negato, il corpo si vendica, si copre di piaghe e si decompone. E quello che succede al grande diarista John Evelyn che contrae il vaiolo fra le lenzuola di una locanda alpina, poco dopo aver fatto il proprio ingresso in Italia; o, seppure in maniera pi romantica, alle eroine di James e della Wharton che muoiono di malaria per aver sostato di notte sotto gli umidi androni del Colosseo: a far che? Che nel viaggio in Italia, come in ogni

SABATO 14 AGOSTO 2004

DIARIO
LO SCIENZIATO (1600 - 1700) Nel secolo dellempirismo nasce la figura del viaggiatore scienziato che parte per osservare il mondo e raccogliere dati (in foto,Darwin) Nei diari cataloga con precisione nuove piante e animali, fatti noti e sconosciuti

LA REPUBBLICA 39

IL GRAND TOUR (1800) In piena et romantica (nella foto George Byron), si diffonde tra i giovani europei la moda del tour nelle pi importanti citt darte del vecchio continente. LItalia tappa obbligata dei viaggi

IL TURISTA (1900) Con la societ di massa il viaggiatore si trasforma in turista. Nascono le prime agenzie di viaggio e i villaggi turistici. Il viaggio ha definitivamente perso il suo originario valore eroico

PRIMA ANCORA DELLA MENTE IL CORPO CHE PERCEPISCE IL MOVIMENTO

IN CAMMINO CON I NOSTRI SENSI


FRANCO MARCOALDI
lias Canetti sosteneva che uno dei massimi piaceri del viaggio consiste nel precipitare in mondi linguistici remoti, incomprensibili. Non preventivava per il serio rischio corso da chi ignora s lamarico o lhindi, ma pu ritrovarsi a visitare le chiese di Lalibela in compagnia di un gruppo di fanciulloni bergamaschi, oppure lungo i pendii fluviali di Orchha mentre alle sue spalle qualcuno impreca in romanesco. Tale deve essere il timore di condividere alcunch con inattesi compatrioti in gita, che c chi dissimula di proposito la propria nazionalit e addirittura chi, per la medesima ragione, tralascia di mettere in valigia assieme allimmancabile Chatwin anche qualche libro di grandi viaggiatori nostrani. Peccato, perch vi troverebbe preziose indicazioni proprio su ci che il maestro dello stesso Chatwin, Robert Byron, considerava il fondamento primo dellidea di viaggio: esporsi con simpatia al diverso, fare da cavia, mettersi in gioco anche fisicamente. Insomma, avere lanimo sgombro e i sensi sempre allerta, due doti imprescindibili per chi voglia curiosare in altre credenze e paesaggi e riti e desideri. Ora, sar per via della conclamata sensualit latina, ma proprio in ordine alluso dei sensi i migliori scrittori-viaggiatori italiani non hanno nulla da invidiare ai ben pi famosi cugini anglosassoni. Provare per credere: ho avuto modo di visitare il Tibet e naturalmente ho cercato di orientarmi nellinestricabile mistero di quella terra fatta di semplicit e crudelt, purezza e orgia. Inutile aggiungere che se alla fin fine qualcosa ho capito anchio di chorten, Bodhisattva, mantra e mandala molto lo devo al mirabile Segreto Tibet di Fosco Maraini (non a caso compreso in

STORIE

Sarebbe bello rifare una storia della letteratura di viaggio novecentesca a partire dai cinque sensi. Scopriremmo che gli italiani sono in prima fila

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GLI AUTORI
Claude Lvi Srauss (Bruxelles 1908), antropologo, considerato il principale esponente dello strutturalismo; il brano del Sillabario tratto da Tristi tropici (Il Saggiatore, 1965). Attilio Brilli professore di Letteratura americana allUniversit di Siena, ha scritto il In viaggio con Leopardi (Il Mulino, 2000) sulle esperienze di viaggio del poeta di Recanati.

LE IMMAGINI
Ombre di carovane nel deserto cinese, cavalieri erranti del Medioevo, scorci di piramidi egizie, antiche mappe su cui sono tracciati i confini del mondo conosciuto. Sono le immagini che fermano nellimmaginario collettivo lidea del viaggio: dalla leggendaria navigazione di Ulisse, raccontata da Omero, al turismo di massa.

tutto il suo valore pi allestero che in Italia). Per niente ha racchiuso meglio il senso di quel viaggio della fulminante immagine utilizzata dallo stesso Fosco quando parlava del foetor tibeticus: un composto di burro di yak, incensi vari, puzzini umani; un insieme metafisico-pastoriale che una volta sentito non si dimentica pi. E che dire di Cesare Brandi, il quale alterna con agio assoluto sulla medesima pagina dotte osservazioni sulle civilt antiche con la puntuale descrizione di un mezz gustato a Baalbek: non sembra di mangiare, e poi ad un tratto vi sentite la bocca come la bottega di un erborista? Per restare ancora al corpo, nel rileggere Verde Nilo vengono i brividi a pensare come

LA SFINGE DI GIZA IN EGITTO


Costruita per volont del faraone Chefren nel 2500 a.C. davanti alle piramidi, la pi imponente scultura di pietra mai realizzata

ZYGMUNT BAUMAN
Laltro volto del viaggio raccontato da Rabelais o Gadda Storie dalle quali emerge con tutte le sue esigenze, il corpo del viaggiatore

La libert del viaggiatore rende il mondo desertico e indiviso. Non scegliere rende il mondo una palude dove ci si impantana
Il disagio della postmodernit 2000

altro viaggio, agisca prepotente limpulso a strofinare il cervello contro quello degli altri, come dice Montaigne, ci viene detto e ridetto in tutte le salse. Ma chi avrebbe avuto il coraggio di dire che altrettanto stimolante strofinare la pelle? Non risulta n fra i consigli di Bacone, n tra quelli che Colbert impartisce al figlio in procinto di partire. Ben pi pragmatico si rivela lord Che-

sterfield che ricorda al proprio rampollo di non darsi tanto da fare con sguattere e cameriere, visto che le damigelle dellaristocrazia romana non cercano altro: noblesse oblige, dopotutto. Anche il riempire la pelle fonte di piacere e di timore nel corso del viaggio. Ci si pu imbattere in stamberghe che assomigliano a covili di briganti, dove cani abbaiano disperati alla propria eco, come narra Dickens, ma si pu anche inneggiare ai fagioli saltati al burro, come fa Burckardt, e porli a esergo del suo Cicerone. E infine viene la carrozza che incarna lanima mobile del viaggio e nella quale si incrociano mille romanzeschi destini.

JEAN BAUDRILLARD

Essere andato il pi lontano possibile mette fine al viaggio. Tappa successiva il non ritorno. Trovare la distanza di liberazione
Cool memories. Diari 1980 - 1990

avrebbero approfittato del caldo feroce del deserto, del senso di segregazione e di sporcizia, tanti scrittori-viaggiatori stranieri (anche di culto) per ammannirci lunghe tirate sulleccezionalit della loro esperienza. Nulla pi lontano da Brandi di queste bambinate tardodandystiche, basta seguire la sua goffa ascesa al convento di San Simeone: Che cosa fu quella salita, con le scarpe di corda che mi uscivano di piede e si riempivano di sabbia, le caviglie fin dentro quel fiotto rovente: con un sole che pareva di portare un fardello, tanto aderiva alle spalle e fiatava sulla nuca come un ritorno di fiamma. Senza occhiali, non potevo sostenere la vista brulicante della costa erta: sembrava di arrampicarsi, un passo avanti e uno indietro, entro una vela immensa e gialla, gonfia daria calda. Proprio grazie alla sua intelligenza corporale, il senese d vita ad un fuoco di fila di analogie e raffronti e cortocircuiti. Dimostrando che alla fin fine si viaggia con il corpo per tornare con la mente; che grazie al nuovo si cerca di capire il noto, e viceversa. E la stessa sensazione che si ha leggendo un altro grande scrittore-viaggiatore di stampo completamente diverso, Goffredo Parise, i cui libri sono letteralmente crivellati di immagini sensoriali. Quasi che soltanto cos si possa ambire a ricreare una qualche idea di esperienza individuale, fondata su quella che lui chiama la sempre inesatta pressione del sangue. Attratto dalla sostanza organica delle cose, lo scrittore vicentino, tra tutti i sensi, privilegi sempre lo sguardo. Non c niente da capire, basta guardare. Basta farsi catturare dalle cose, togliendo allo stesso sguardo intenzionalit e finalit aggiungendovi in compenso compassione come evidenzia una memorabile pagina di Biafra: Nessuno si muove verso di me, nessuno mi tende la mano, nessuno mi chiede nulla, spinto se non altro da un ultimo fremito di vitalit. Dalla loro povera, essenziale nudit, questi bambini sollevano il loro sguardo con fatica, per un istante, poi lo riabbassano verso un punto-nulla al loro fianco: uno sguardo non triste, non disperato, non contemplativo: uno sguardo della totale e definitiva intelligenza delle cose di questo mondo, della perfetta coscienza della solitudine e del dolore delluomo. S, lolfatto, il gusto, il tatto, la vista, ludito. Sarebbe bello rifare una storia della letteratura di viaggio novecentesca a partire dai cinque sensi: scopriremmo che gli italiani sono in prima fila. E ne trarremmo una lezione assieme semplice e paradossale: sospeso tra il tempo del non pi e del non ancora, il viaggiatore odierno (se possiamo ancora considerarlo tale) ha una chance per riaffermare la propria identit la pi classica ed elementare di tutte: un uomo che guarda, ascolta, annusa, tasta e gusta.

I FILM
VIAGGIO IN ITALIA Una coppia di inglesi in piena crisi coniugale arriva a Napoli Un viaggio turistico che in realt segue le angosce dei personaggi Di Roberto Rossellini (1953) IN VIAGGIO CON LA ZIA Dal romanzo di Graham Greene la storia di uno spregiudicato tour attraverso tutta lEuropa Di George Cukor (1972) VIAGGIO ATTRAVERSO LIMPOSSIBILE Una spedizione di scienziati dellIstituto di Geografia Incoerente parte con un treno in direzione del Sole Di Georges Mlis (1904) VIAGGIO A KANDAHAR Una giornalista afgana esule in Canada, torna in patria per salvare la sorella che si vuole suicidare Di Mohsen Makhmalbaf (2001) EASY RIDER Dopo la vendita di una partita di droga due amici attraversano gli States in moto (chopper) per andare al Carnevale di New Orleans Doppio il tema del viaggio: quello reale e laltro sotto leffetto degli acidi Di Dennis Hopper (1969)

Fondatore Eugenio Scalfari

Direttore Ezio Mauro

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40814

Anno 29 - Numero 192

0,90 in Italia
PREZZI DI VENDITA ALLESTERO: Portogallo, Spagna 1,20 (Azzorre, Madeira, Canarie 1,40); Grecia 1,60; Austria, Belgio, Francia (se con D o Il Venerd 2,00), Germania, Lussemburgo, Monaco P., Olanda 1,85; Finlandia, Irlanda 2,00; Albania Lek 280; Canada $1; Costa Rica Col 1.000; Croazia Kn 13;

sabato 14 agosto 2004


Danimarca Kr.15; Egitto EP 15,50; Malta Cents 53; Marocco MDH 24; Norvegia Kr. 16; Polonia Pln 8,40; Regno Unito Lst. 1,30; Repubblica Ceca Kc 56; Slovacchia Skk 71; Slovenia Sit. 280; Svezia Kr. 15; Svizzera Fr. 2,80; Svizzera Tic. Fr. 2,5 (con il Venerd Fr. 2,80); Tunisia TD 2; Ungheria Ft. 350; U.S.A $ 1.

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Sfilano le squadre di 202 paesi. Fischi agli Usa e applausi allIraq. Il presidente del Cio: Basta con le droghe. Oggi le prime medaglie

Rapito e rilasciato giornalista inglese

Olimpiadi,loshowdiAtene
Apertura nel segno del mito greco. Il caso doping rovina la festa
LA CERIMONIA ALLINTERNO

Sadr sfida le truppe Usa Combatteremo fino alla morte

I fantasmi del Partenone


dal nostro inviato EMANUELA AUDISIO ATENE LISSE torna a casa. Gli tocca salire un'ultima interminabile scalinata. Per accendere le Olimpiadi nella loro culla. Dopo 108 anni. Siamo tutti naufraghi nella notte, oggi come ieri. Alla ricerca della civilt, di un approdo sicuro, di un futuro. Sul mar Mediterraneo, sulle onde del destino. Su una piccola barca di carta, quella dei bambini che giocano a navigare l'infinito. Itaca Atene. Il nuovo Partenone questo stadio allagato, questa chiesa moderna, dove da oggi si celebrer lo sport, nuova religione del secolo. SEGUE A PAGINA 3

Nella tribuna donore

Da Ciampi a Blair Uniti per la pace


DE GREGORIO A PAGINA 5

La sfilata degli atleti

Ma lAmerica divide lo stadio


COEN A PAGINA 5

il portabandiera iraniano

Non garegger con lisraeliano


SANNUCCI NELLO SPORT
Moqtada al Sadr

ALLE PAGINE 8, 9 e 10

IL RETROSCENA

Prime sfide nel canottaggio

LE IDEE

Cos saltato il piano del mago


Lapertura dei Giochi CHIUSANO, CROSETTI e ROSSI DA PAGINA 2 A PAGINA 7 e NELLO SPORT

Ciclismo e nuoto azzurri in campo


NELLO SPORT

Alle radici dellodio


IAN BURUMA
ASSAI difficile supporre che qualcosa di buono possa essere scaturito dallattacco allOccidente dellIslam rivoluzionario. Forse ununica cosa: adesso un numero maggiore di persone rispetto a prima legge libri sulla civilt musulmana la sua storia, i suoi principi, le sue culture. Che questo avvenga con lintenzione di conoscere il nostro nemico un vero peccato, ma si tratta pur sempre di un sistema per accrescere il sapere umano. Uno dei classici di antropologia del XXI secolo Il crisantemo e la spada di Ruth Benedict, unanalisi della cultura giapponese, afflitta da qualche pecca e ci nonostante magistrale, scritta durante la Seconda guerra mondiale su incarico del governo americano. Il fine ultimo di voler conoscere i propri nemici non soltanto quello di acquisire informazioni su di loro, ma di tirarne le debite conclusioni. SEGUE A PAGINA 17

dai nostri inviati CARLO BONINI e GIUSEPPE DAVANZO ATENE GGI allHotel Simi, se solo ne sentono i nomi, tirano gi il telefono con rabbia. Si comprende la rabbia e anche la discrezione. Costas Kenteris e Katerina Thanou sono stati nascosti dal 5 luglio qui, in questo albergo del villaggio di Lecheo affacciato sul mare di Corinto, a 90 chilometri da Atene, a 4 dallIstmo. Una vita monacale, la loro, se si esclude la passeggiata serale per raggiungere allora della cena la Taverna Faros. Per il resto, lunghe e severe sessioni di lavoro, al chiuso e allaperto, nel complesso sportivo di Lutraki. Mentre i giornali greci e internazionali si chiedevano: Dove diavolo sono Costas Kenteris e Katerina Thanou?. Il loro allenatore, Christos Tzekos, sapiente nel depistaggio dei curiosi. Sono a Chicago per allenarsi. SEGUE A PAGINA 6

Allarme della Confcommercio, questa la stagione pi nera per il turismo: 1600 milioni persi

Correilpetrolio,tremanoimercati
Sfonda anche quota 46 dollari. Coster 300 euro a famiglia
Napoli, giudici contro la Federcalcio

Caos nel calcio Fermate la B e la Coppa Italia


CORBO NELLO SPORT

ROMA Il petrolio continua a frantumare ogni record. A New York il prezzo del greggio ha superato di slancio quota 46 dollari e ha chiuso al nuovo massimo storico di 46,56 dollari a barile, mentre a Londra il Brent ha sfondato quota 43. I mercati tremano: le Borse europee accusano il colpo e si allarga il deficit commerciale americano. Pesanti i contraccolpi per le famiglie, un salasso aggiuntivo di 300 euro. Per il turismo il 2004 un anno nero, in Italia persi 1.600 milioni. ALLE PAGINE 11, 12, 14 e 15

Hangzhou, capitale del tessile

DIARIO

La vendetta della citt di Marco Polo

Lultima frontiera del viaggio


Colaninno rileva i debiti pronto un aumento di capitale
SANDRO VIOLA
A dove viene la spinta a mettersi in viaggio? Ancora mezzo secolo fa, gli impulsi pi ricorrenti e irresistibili erano tre. Primo, la fuga (la parola inglese, escape, pi bella). Secondo, lanelito a una diversit. Terzo, la ricerca dei resti, delle ombre di unet delloro ormai tramontata ma non tanto remota, cos che viaggiando l dovessa era fiorita fosse possibile riviverne, sia pur vagamente, latmosfera. Bene, conviene chiarirlo subito: di queste ragioni ne resta ormai una sola, la fuga. SEGUE A PAGINA 37 BRILLI, MALATESTA e MARCOALDI ALLE PAGINE 37, 38 e 39

Lopposizione in piazza nel paradiso dei turisti

La Piaggio conquista Aprilia regina europea delle due ruote


FEDERICO RAMPINI A PAGINA 13 WALTER GALBIATI A PAGINA 32

Disordini alle Maldive coprifuoco nella capitale


SERVIZIO A PAGINA 21