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venerdì 30 ottobre 2009

CRONACA DI NAPOLI 7

RIONE DON GUANELLA IL ROGO PROVOCATO DA CORTO CIRCUITO. L’IRA DEGLI SFOLLATI: «ABBANDONATI»

Palazzo in fiamme, sgomberate 4 famiglie


Sono rimaste senza tetto le quattro famiglie sgomberate dall’isolato 11 sa nella sede della Municipalità di Miano. «Non potete abbandonarci
A del rione Don Guanella dopo un violento incendio che ha semidi- senza comunicarci quando potremo tornare nelle nostre case e dove
strutto un appartamento al quarto piano. Martedì mattina un cortocir- dobbiamo andare a vivere nel frattempo» hanno gridato i residenti. In-
cuito provoca le fiamme all’interno dell’alloggio Iacp. Nonostante il ra- somma, una vicenda che rischia di consumarsi nell’indifferenza gene-
pido intervento dei pompieri del distaccamento di Scampia, il fuoco si rale. Michele Ferro, presidente della commissione municipale Patri-
propaga a quasi tutto l’appartamento rendendolo inagibile. Sono pro- monio, di fronte alle comprensibili proteste degli sfollati, ha rivolto un
prio i pompieri a diffidare gli inquilini a praticare i luoghi colpiti dal ro- accorato appello al prefetto Alessandro Pansa, al sindaco Rosa Russo Ier-
go. Il provvedimento riguarda un’intera ala dello stabile di edilizia pub- volino, e al presidente Iacp Vincenzo Acampora: «Occorre mettere im-
blica. Troppo pericoloso – dicono i caschi rossi dopo una serie di veri- mediatamente in sicurezza gli alloggi e trovare una soluzione concre-
fiche – lasciare i quattro nuclei nell’edificio seriamente compromesso ta per queste famiglie perché quello alla casa è un diritto inviolabile».
dall’incendio. In particolare, il solaio potrebbe crollare da un momento I manifestanti minacciano di scendere in strada se nelle prossime ore
all’altro. Inizia così l’odissea di una ventina di cittadini privati per chis- non sarà accertata l’effettiva inagibilità della struttura. A patire i disa-
sà quanto tempo di un’abitazione. Assegnatari legittimi ai quali fino- gi sono anche le famiglie rimaste nelle rispettive case. Le lingue di
ra nessuno ha provveduto a fornire una sistemazione alternativa. La fuoco, divampate tre giorni fa, infatti, hanno mandato in tilt l’impian-
rabbia degli sfrattati, tra cui diversi anziani, ammalati, disabili, è esplo- to elettrico dell’androne. Luca Saulino

IL BLITZ CONTROLLATE 20 IMPRESE IMPEGNATE NEL RISANAMENTO DELL’EX AREA ITALSIDER: OPERAZIONE PER ARGINARE INFILTRAZIONI DEI CLAN

L’Antimafia nei cantieri di Bagnoli


Blitz degli uomini della Dia nei can- SAN PIETRO A PATIERNO I RESIDENTI: ORA NUOVA RETE
tieri di Bagnoli. L’Antimafia, in ese-
cuzione di uno specifico decreto pre-
fettizio, hanno effettuato un accesso
ispettivo presso il cantiere di lavora-
Un’altra giornata senz’acqua
zione per la bonifica dell’area ex Ilva di
Bagnoli. Il personale del Centro ope-
rativo della Direzione Investigativa
Strade allagate: è rivolta
Antimafia di Napoli ha dunque “se- Per oltre dieci ore sono rimaste con i rubinetti a secco in seguito alla
tacciato” palmo a palmo l’intera area rottura di una condotta idrica. Le famiglie della zona di via Selva
della ex Italsider di Bagnoli. Durante Cafaro, a San Pietro a Patierno, sono tornate a protestare per
l’attività ispettiva, che, va sottolinea- l’ennesimo stop all’erogazione dell’acqua (nella foto a rivolta con
to, si è protratta per tutta la mattina- cassette di legno rovesciate in strada). Un disservizio che l’Arin ha
ta, sono state controllate complessi- provveduto a fronteggiare soltanto ieri mattina dopo numerose
vamente 18 persone, 20 automezzi e chiamate al call center da parte di cittadini inferociti. Commercianti
in totale 20 imprese esecutrici di la- (tra cui il gestore di un autolavaggio) e residenti, dunque, si sono
vori. Nel cantiere, terminati i lavori di dovuti arrangiare prelevando l’acqua presso le utenze di strade
smantellamento di manufatti industriali, è in corso l’ultimazione della boni- adiacenti, risparmiate dalla lunga interruzione. La lesione alla tubatura
fica dei suoli inquinati. L’operazione portata avanti ieri dalla Dia nell’area fle- ha provocato l’allagamento di una parte della strada, più volte
grea è volta a proseguire l’opera di monitoraggio dei lavori all’interno dell’ex interessata da avvallamenti in passato. Una storia che si ripete,
area Italsideral fine di scongiurare eventuali infiltrazioni camorristiche, so- «mettendo in luce – denuncia Giuseppe Grazioso, presidente
prattutto in un settore come quello degli appalti edilizi che è facilmente per- dell’associazione “Città senza periferie” – la necessità di una totale
meabile a questo tipo di problematiche. L’opera degli uomini dell’antimafia sostituzione della rete idrica locale e del rifacimento del manto
si concentra anche sulla necessità di verificare ed eventualmente smasche- stradale. Si scava, si rattoppa e via, almeno una volta al mese
rare possibili condizionamenti, operazione questa che necessita di un pe- trasformando questo tratto di strada in un vero e proprio colabrodo».
riodico controllo delle imprese, degli uomini e dei mezzi operanti nei cantie- Sembra, infatti, che numerosi smottamenti verificatosi nel quartiere a
La Dia nei cantieri dellʼarea ex Italsider di Bagnoli
ri, attuando idonee metodologie di analisi e di polizia giudiziaria che con- nordest della città siano riconducibili a problemi al sistema idrico. Così
fluiscono in relazioni periodiche indirizzate all’autorità prefettizia. gli abitanti, quando hanno visto gli operatori dell’Arin intervenire sul
Sul finire degli anni Settanta inizia una crisi che porterà progressivamente della giunta comunale che aveva approvato la delibera, proposta dal vice sin- posto non si sono affatto meravigliati. «Frequentemente – continua
ad un ridimensionamento dell’apparato produttivo napoletano e gradual- daco Santangelo e messa a punto dal Dipartimento Pianificazione Urbani- Grazioso – le squadre di tecnici devono tamponare l’improvvisa
mente alla cessazione di tutte le attività produttive di Bagnoli, fino alla defi- stica, che prevede l’adeguamento del Piano Urbanistico Attuativo della zo- fuoriuscita di una fiumana d’acqua
nitiva chiusura dell'Italsider. È nel 1991 che però terminano definitivamen- na occidentale della città. L’atto rappresenta un tassello decisivo e qualifi- che rende impraticabile la
te tutte le attività produttive dell’Ilva Bagnoli: tre anni dopo sarà poi il Cipe cante della più complessiva strategia impostata dall’amministrazione Iervo- carreggiata, minaccia la tenuta del
a individuare nell’Ilva il soggetto responsabile delle operazioni di bonifica, lino per affrontare con provvedimenti concreti la questione della casa a Na- manto stradale già
dunque viene predisposto il “Piano di recupero ambientale dell'area di Ba- poli. La delibera ha effetto solo sui suoli attualmente di proprietà della Ba- particolarmente dissestato». Basta
gnoli”, poi un progetto di riqualificazione urbana dell'area industriale ex-Ital- gnolifutura e pone alcuni punti fermi e irrinunciabili, per scongiurare ogni contare il numero di rappezzi
sider che prevede un insediamento che favorisca il turismo, il tempo libero ipotesi speculativa. Infatti, prima del varo della delibera, a Bagnoli erano pre- presenti lungo le corsie di marcia
e lo svago, nonché di attività industriali ad alto contenuto tecnologico: il la- visti circa 410mila metri cubi di abitazioni, poco meno di 154mila di alber- per rendersi conto dell’anomalia
voro di bonifica è quasi giunto alla fine. Quel che non è invece giunto alla fi- ghi, oltre 1 milione 145mila metri cubi per attività terziarie e produttive. Per che caratterizza il sottosuolo della
ne è il lavoro del personale Centro operativo della Direzione Investigativa An- un totale di circa 1.700.000 metri cubi complessivi, che restano tali anche zona. Da qui la richiesta agli uffici
timafia di Napoli che, c’è da giurarci, continuerà a vigilare sulle eventuali in- dopo la variante: solo che i metri cubi per residenze passano a quasi 626mi- competenti «perché sia fatta
gerenze della malavita organizzata in quei progetti che fanno bene alla col- la, quelli per gli alberghi sono immutati, quelli per la produzione di beni e chiarezza sui continui disservizi
lettività. Qualche giorno fa l’area dell’ex Italsider era finita al centro del dibattito servizi diminuiscono a 920.000 metri cubi. Valentina Noviello nell’erogazione idrica». ls

IN BREVE I FUNERALI COMMOZIONE ALLE ESEQUIE NELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI DEI FIORENTINI
DOPO LA DENUNCIA
Scampia, bonificata la discarica abusiva Addio a Profili, servitore dello Stato
di Luca Clemente
Dopo la denuncia raccolta dal nostro giornale sulla presenza di
una discarica abusiva nei pressi del campo sportivo di Scampia e «Un servitore dello Stato che ha toccato le città più “calde” della pe-
del lotto K e l’appello rivolto dal consigliere municipale Ciro Espo- nisola affinché la legge si affermasse». Con queste parole è stata ri-
sito (Udeur) al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ieri mattina cordata la carriera del prefetto Renato Profili, fino a due anni fa nu-
l’area è stata finalmente bonificata. I camion dell’Asìa con l’ausi- mero uno del palazzo di Governo di Napoli, dal parroco della chie-
lio di bobcat e di mezzi di ditte specializzate hanno cominciato a sa di San Giovanni dei Fiorentini che ieri ne ha celebrato le ese-
prelevare rifiuti ingombranti, materiale edilizio di risulta, barac- quie. «Renato - dice il prete -, è stato prefetto di Messina, di Palermo,
che dove si bucavano i tossici, carcasse di auto e motorini, sver- e poi nella sua Napoli, dove ha governato con garbo e gentilezza
sati nel cantiere abbandonato di largo Battaglia. L’operazione tan- anche nei giorni in cui la camorra rialzava la testa e l’emergenza
to attesa nel quartiere proseguirà nei prossimi giorni. Ora i cit- rifiuti ha flagellato la regione. Ma per lui il momento più impor-
tadini chiedono la recinzione dell’area e maggiori controlli da par- tante della giornata era quando tornava a casa la sera dalla sua Ca-
te delle forze dell’ordine. terina e dai suoi figli». Nella chiesa di piazza degli Artisti, a pochi
Da sinistra la bara, le autorità presenti ai funerali tra cui Giuffrè, Pansa e Lepore. In basso la famiglia
passi dalla sua abitazione, c’erano la moglie Caterina e i tre figli,
L’ASSESSORE RINO NASTI Iole, Armando e Bianca. Accanto alla vedova e ai suoi ragazzi, rap-
presentanti delle forze dell’ordine, magistrati, politici e i giornalisti, con i munale di Napoli, Leonardo Impegno,
Incontro con il direttore scuola navale quali ha sempre avuto un particolare feeling. Ai lati della bara, ricoperta di il presidente Mario Coppeto. Infine i
fiori il picchetto d’onore della Polizia di Stato. Nei banchi in prima fila il co- suoi collaboratori della Prefettura di
Questa mattina alle 10,15, nella Sala Giunta mandante Interregionale della Guardia di Finanza, Vito Bardi, il comandan- Napoli, che lo hanno conosciuto agli
di Palazzo San Giacomo - l'assessore co- te della Legione carabinieri della Campania, Francesco Mottola, il procura- inizi degli anni ‘80 e lo hanno ritrova-
munale all'Ambiente, Rino Nasti (nella foto), tore generale Vincenzo Galgano, il procuratore della Repubblica di Napoli to nel 2004 quando è ritornato da pre-
incontrerà in rappresentanza dell'ammini- Giandomenico Lepore, il presidente del Tribunale, Carlo Alemi, l’ex procu- fetto. Tra gli assenti illustri il sindaco
strazione comunale il direttore della scuola di ratore generale Vincenzo Schiano di Colella, il questore di Napoli, Santi Giuf- Iervolino, ed il governatore Bassolino.
comando navale, capitano di vascello Rober- frè, il questore di Avellino, Antonio De Profili, colpito tre settimane fa da un
to Tomsi. La scuola della Marina Militare è Jesu, il prefetto di Avellino, Ennio Bla- ictus, è morto martedì scorso nel reparto di rianimazione del II Policlinico.
presente in città con tre navi - Danaide, Orio- sco, il procuratore di Torre Annun- Al termine del rito funebre una delle sue collaboratrici, Gabriella D’Orso, ha
ne e Cassiopea - ancorate al Molo Pisacane ziata, Diego Marmo, il prefetto Ales- letto una lettera dedicata al prefetto. «Renato era un uomo di un’intelligen-
nel porto di Napoli. Sabato e domenica, dalle sandro Pansa, Franco Malvano, Pao- za viva e rara, nonché un instancabile lavoratore. Ciò che più lo distingue-
10 alle 12 e dalle 14,30 alle 17,30, il pubblico potrà visitare le tre Uni- lo Mancuso. Presenti in chiesa Gino va era la sua dedizione allo Stato, di cui si definiva un “umile servitore”. Noi
tà che appartengono al Comando delle Forze di Pattugliamento per la Rivieccio, Giancarlo Bracale, Mauri- eravamo la sua seconda famiglia – ha aggiunto la D’Orso -. Quando tornò a
Sorveglianza e la Difesa Costiera e sono normalmente dislocate ad Au- zio Iapicca, Paolo Russo, il presiden- Napoli trovò una questura degradata, ma si è impegnato per riportarla agli
gusta. te della Provincia di Napoli, Luigi Ce- antichi fasti. Voleva il bene di noi tutti. Propongo di intitolargli la sala al ter-
saro, il presidente del consiglio co- zo piano che lui ha creato. È un modo per dire che Renato è ancora con noi».