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Claudio Borri Luca Salvatori

MECCANICA COMPUTAZIONALE
Capitolo 5

Modellazione delle strutture


Rev. 31 maggio 2006

Universit degli Studi di Firenze Dipartimento di Ingegneria Civile Corso di Meccanica Computazionale

Wolfhard Zahlten Claudio Borri, Luca Salvatori (rev. 31/05/2006) Capitolo 5: 1/70

Argomenti trattati nel capitolo 5


Criteri di modellazione Esempi di discretizzazione di continui 2D: Convergenza al raffinamento del reticolo Effetti della distorsione del reticolo Raffinamento locale del reticolo Modellazione di singolarit Esempi di modellazione strutturale: Elementi troppo rigidi Cinematismi
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Idealizzazione
Struttura reale
membrature vincoli

collegamenti
[figure per gentile concessione del Prof. C. Felippa]

Struttura idealizzata

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Esempi di idealizzazione dei componenti strutturali in elementi


biella

trave parete di taglio


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Programmi FE: alcuni nomi


FEMAS ANSYS DIANA SAP MARC ABAQUS NASTRAN STRUDL FEABL ADINA NONSAP BERSAFE CASTEM Universit degli Studi di Firenze Dipartimento di Ingegneria Civile Corso di Meccanica Computazionale Wolfhard Zahlten Claudio Borri, Luca Salvatori (rev. 31/05/2006) Capitolo 5: 5/70 (University of Bochum) (Houston, TX) (TU-Delft) (Berkeley) (privato) (Brown University) (NASA) (Georgia Tech) (MIT) (MIT) (Berkeley) (Berkeley) (Universit de Bourgogne)

Operazioni (ed errori conseguenti)


idealizzazione discretizzazione

FEM

soluzione numerica

sistema fisico

ingegneristico

modello

modello discreto

soluzione discreta

approssimazione della realt nel modello

approssimazione indotta dalla discretizzazione

errore numerico (precisione finita dei calcolatori)

Il processo di idealizzazione il passaggio fondamentale della pratica ingegneristica, consiste nel costruire un modello matematico in grado di simulare (predire) alcuni aspetti della realt. Il problema risulta semplificato (si idealizzano carichi e sezioni, si trascurano effetti, ecc.). La discretizzazione (con il FEM) consente di approssimare il problema al continuo con un numero discreto di variabili (il problema diviene algebrico). Lerrore numerico spesso marginale, ma utilizzando oggetti con rigidezze molto diverse si pu incorrere negli effetti della cancellazione numerica (v. seguito).
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Regole di modellazione: SEMPLICIT


Regola 1: SEMPLICIT. Usare modelli e tipi di elementi i pi semplici possibile (ma non pi semplici, cfr. Einstein)! Tipi di elementi speciali e complessi vanno usati con consapevolezza della teoria con cui sono formulati. Diffidare dagli automatismi di molti programmi commerciali che possono allontanare dalla percezione del modello con la grafica: il disegno della struttura non il suo modello! necessario conoscere la teoria per comprendere i risultati: i programmi agli elementi finiti non sostituiscono lingegnere, sono un potente ausilio che deve essere saputo utilizzare! inutile modellare dettagli quando si hanno grandi incertezze su altri dati (e.g. in un edificio in muratura non ha significato modellare leggere irregolarit quando le propriet dei materiali e dei collegamenti fra i vari membri sono note solo con grande approssimazione!).
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Quando raffinare la discretizzazione

spigoli rientranti aperture fessure saldature in prossimit di carichi concentrati e zone di contatto

zone ove vengano scambiate azioni (saldature, bullonature, rinforzi, armature, )

bruschi cambiamenti di spessore


[figure per gentile concessione del Prof. C. Felippa]

interfacce fra materiali diversi

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Mantenere le proporzioni fra le dimensioni degli elementi continui (aspect ratio)


OK
rapporti fra le dimensioni troppo elevati

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Tipiche fonti di errore nei modelli


Fonte di errore Errori di introduzione dati (e.g. carichi, vincoli, caratteristiche dei materiali). Errori di modellazione (uso di elementi sbagliati o errate combinazioni degli stessi). Controlli da effettuare Equilibrio globale della struttura; Deformata; Stato di tensione. Teoria; Esperienza; Intuizione. Infittire la discretizzazione ( difficile dare criteri esatti, il test da fare e la variazione di risposta allinfittimento della discretizzazione).
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Errori di approssimazione.

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Esempi di modellazione per problemi piani


Gli esempi numerici riportati nel seguito sono stati analizzati da:

Prof. Dr.-Ing. Wolfhard Zahlten Istituto di Meccanica delle Strutture e Metodi Numerici Universit di Wuppertal
Si ringrazia lautore per averli messi a disposizione del corso.

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Esempio 1: trave appoggiata, convergenza allinfittimento del reticolo


q

E = 3.0 107 kN/m2 = 0.0 h = 0.2 m q = 240.0 kN/m

0.5 m x 5.0 m

rapporto fra lunghezza e altezza della trave pari a 10

vale il modello teorico della trave

Soluzione analitica nella sezione di mezzeria (momento, freccia e massima tensione per unit di spessore):

M max =

qL2 5qL4 qL2 = 750.0 kNm wmax = + = 31.75 mm 8 384 EI 8GAQ M d nxx = h = 18000.0 kN / m I 2
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Ordine di descrizione delle varie grandezz


grado del polinomio ISO 3 ISO 4 1 0 1 1 ISO 6 2 1 1 1 ISO 8 2 1 2 2 Teoria De Saint Venant 4 2 (~ momento) 1 1 (~ taglio)

uy(x) nxx(x) nxx(y) nxy(x)

1 0 0 0

Per la simmetria della struttura possibile discretizzarne solo met imponendo le opportune condizioni di vincolo.
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ISO 3: spostamenti
reticolo 10x10 GdL 230 v = 22.98 mm (errore -27.6 %) reticolo 20x10 GdL 450 v = 28.82 mm (errore -9.2 %) reticolo 40x10 GdL 890 v = 30.85 mm (errore -2.8 %)
Lerrore sempre per difetto, di fatto la struttura pi rigida che nella realt perch le funzioni di forma sono un vincolo per gli spostamenti.
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ISO 3: sforzi
reticolo 10x10 GdL 230 nxx = 12819 kN/m (errore 28.7 %)

reticolo 20x10 GdL 450 nxx = 16048 kN/m (errore 10.8 %)

reticolo 10x10 GdL 890 nxx = 17112 kN/m (errore 4.9 %)


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ISO 6: spostamenti
reticolo 1x1 2x1 4x1 8x1 16x1 GdL 14 26 50 98 194 v [mm] 26.40 30.86 31.74 31.91 31.96 errore [%] -16.8 -2.8 0.0 0.5 0.6

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ISO 6: sforzi
reticolo 1x1 2x1 4x1 8x1 16x1 GdL 14 26 50 98 194 nxx [kN/m] errore [%] 13249 17312 17955 17998 18000 -26.4 -3.8 0.3 0.0 0.0

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ISO 4: spostamenti
reticolo 1x1 2x1 4x1 8x1 16x1 GdL 5 9 17 33 65 v [mm] 1.92 7.35 17.67 26.57 30.36 errore [%] -94.0 -76.9 -44.3 -16.3 -4.4

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ISO 4: sforzi
reticolo 1x1 2x1 4x1 8x1 16x1 GdL 5 9 17 33 65 nxx [kN/m] 667 3818 9789 14942 17128 errore [%] 96.3 78.8 45.6 17.0 4.8

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ISO 8: spostmenti
reticolo 1x1 2x1 4x1 8x1 16x1 GdL 12 22 42 82 162 v [mm] 27.33 31.25 31.86 31.99 32.03 errore [%] -13.9 -1.6 0.3 0.8 1.0

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ISO 8: sforzi
reticolo 1x1 2x1 4x1 8x1 16x1 GdL 12 22 42 82 162 nxx [kN/m] 14580 17870 18107 18042 18011 errore [%] 19.0 0.7 0.6 0.2 0.0

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Convergenza degli spostamenti


spostamenti [mm] 36.0 30.0 24.0 18.0 ISO4 12.0 6.0 0.0 0 80 160 240 320 400 480 560 640 720 800 880 960 numero di GdL
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ISO8 ISO6 ISO3

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Convergenza degli sforzi


sforzo n xx [kN/m] ISO8 18000 ISO6 15000 12000 ISO4 9000 6000 3000 0 0 80 160 240 320 400 480 560 640 720 800 880 960 numero di GdL ISO3

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Esempio 2: trave appoggiata, effetti della distorisione del reticolo


b d c a b a c d

Fattore di distorsione f=a/b=c/d La mesh fissata 4x2, poich la soluzione non esatta, la soluzione di riferimento quella con f=1

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ISO 4: risultati

f = 0.9

f = 0.8

f = 0.5
f 1.0 v [mm] nxx [kN/m] 17.67 9789 0.9 17.47 9624 0.8 16.67 9077

f = 0.2

0.5 12.08 5955

0.2 8.32 3569

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ISO 8: risultati
Discretizzazione per f = 0.2

Deformata: v(f=1.0) = 31.86 mm v(f=0.2) = 30.90 mm (-3.0%)

Sforzo nxx: nxx(f=1.0) = 18107 kN/m nxx(f=0.2) = 16972 kN/m (-6.2%)


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Esempio 3: stato di tensione monoassiale, infittimento del reticolo errato con nodi singolari
q 0.2 m

E = 1.0 106 kN/m2 = 0.2 h = 0.1 m q = 10.0 kN/m


0.6 m

Discretizzazione con elementi ISO 4, infittita introducendo nodi singolari: nodo singolare (solo parzialmente connessi con gli elementi circostanti)
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Nodi singolari: spostamenti


soluzione analitica: u = 6.0 10-5 m
u = 6.610 10-5 m

u = 6.625 10-5 m

u = 6.631 10-5 m

Effetti dei nodi singolari: I nodi singolari si staccano dai lati cui non sono connessi. Il campo di spostamenti non continuo (nonostante ciascun elemento sia di per s conforme). Gli spostamenti lungo il lato libero sono a loro volta non uniformi poich influenzati dalla presenza delle discontinuit interne.
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Nodi singolari: sforzi


15.21 15.32

nxx [kN/m]
10.0

In prossimit dei nodi singolari lo stato tensionale pesantemente alterato: variazioni a dente di sega per nxx. valori di nyy e nxy dello stesso ordine di grandezza di nxx anzich nulli. Allontanandosi dai nodi singolari si ritonra progressivamente ad uno stato tensionale corretto (cfr. principio di De Saint Venant).
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9.93

6.21

nyy [kN/m]

2.46

nxy [kN/m]

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Esempio 4: stato di tensione monoassiale, mescolanza di elementi di diverso ordine


ISO4 ISO8

Anche se in maniera meno marcata rispetto alla presenza di nodi singolari:


-5 m u = 6.024 10

-5 m u = 6.021 10

Gli spostamenti del bordo libero sono disuniformi. Gli spostamenti non sono continui lungo le interfacce fra elementi.

-5 m u = 6.020 10

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Mescolanza di elementi di ordine diverso: sforzi


9.13 11.06

nxx [kN/m]
10.04

10.03

nxy [kN/m]

1.98

0.48

nyy [kN/m]

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Esempio 5: stato di tensione monoassiale, differenti elementi ma dello stesso ordine


ISO3 ISO4

Deformata e sforzi corretti: il giusto modo di infittire la discretizzazione!

v = 6.000 10-5 m

v = 6.000 10-5 m

v = 6.000 10-5 m

nxx = 10.0 kN/m (in tutti gli elemenit)


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Esempio 6: carico concentrato


sottostruttura 1
H

V V H

E = 2.1 108 kN/m2 = 0.2 h = 0.05 m P = 1.0 kN

sottostruttura 2
1.0 m

possibile rottura nella sottostruttura 2


1.0 m

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Carico concentrato: spostamenti

mesh 2x2 4x4 8x8 16x16 32x32


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spostamento massimo [m] 3.436 10-5 4.796 10-5 6.195 10-5 7.604 10-5 9.016 10-5
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Non c convergenza!

17

Carico concentrato: sforzi

mesh 4x4 8x8 16x16 32x32

nyy [kN/m] 960 1920 3839 7678

La massima tensione dipende linearmente dalle dimensioni dellelemento!


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Stiamo cercando di modellare una singolarit!


Nella realt non esistono carichi concentrati. Il modello di carico concentrato va bene se ci interessa lo stato di sollecitazione solo in punti lontani dal punto di applicazione (Saint Venant). Distribuendo lazione P lungo la sua effettiva (piccola ma finita) lunghezza di applicazione si ottiene un modello realistico e convergente!

P=pa P

1.0 m

1.0 m

1.0 m

1.0 m

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Modello convergente con carico distribuito: spostamenti

mesh 4x4: v = 2.977 10-5 m

mesh 8x8: v = 3.013 10-5 m

mesh 16x16: v = 3.030 10-5 m


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mesh 32x32: v = 3.033 10-5 m


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Modello convergente con carico distribuito: sforzi

mesh 4x4

mesh 8x8

mesh 16x16
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mesh 32x32
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Esempio 7: modellazione di spigoli acuti


Membrana sollecitata sollecitata uniformemente con apertura rettangolare Problema: Stato tensionale in prossimit dellapertura
1.5 m 0.5 m

axes of symmetry

Ci sono due assi di simmetria

0.5 m

sufficiente modellare un quarto della struttura.


q

1.5 m

E = 3.4 107 kN/m2 = 0.2 h = 0.2 m q = 10.0 kN/m

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Reticolo 12x12

deformata

sforzi principali

nmax = 34.11 kN/m

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20

Reticolo 24x24

deformata

sforzi principali

nmax = 47.42 kN/m

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Reticolo 48x48

deformata

sforzi principali

nmax = 65.40 kN/m

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21

Interpretazione
Le tensioni nello spigolo divergono allinfittirsi del reticolo: si in presenza di una singolarit. Nella realt nello spigolo le tensioni superano immediatamente il limite elastico e, a seconda dei materiali danno luogo a plasticizzazione o alla formazione di fessure. Di conseguenza lo spigolo si arrotonda. La singolarit sparische nella realt.

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Modellazione con lo spigolo arrotondato


1.5 m 0.5 m

axe di simmetria assi

0.5 m

modellazione
1.5 m

le tensioni non sono pi singolari!

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22

Conclusioni per le modellazioni di continui 2D


Elementi diversi hanno comportamenti diversi. Attenzione a: Discretizzazioni poco raffinate. Discretizzazioni che non rispettano la continuit (nodi singolari, elementi di ordine diverso). Applicazione errata dei carichi. Interpretazione dei risultati. I programmi FE sono un ausilio se utilizzati intelligentemente e imprescindibilmente dalla conoscenza di: Meccanica teorica: continui, piastre, gusci, Meccanica computazionale: funzioni di forma, conformit, GdL degli elementi, E.g. modellare spigoli acuti e carichi concentrati perfettamente corretto, si deve essere consapevoli per che i risultati in quei punti non sono attendibili!
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Unioni rigide
struttura
piastra di collegamento

idealizzazione
elementi trave molto rigidi

cavi

elementi biella pilone elementi trave

Talvolta necessario idealizzare dei collegamenti con elementi trave di elevata rigidezza (grandi sezioni e piccole lunghezze).
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23

Esempio 8: portale, elevati rapporti fra sezioni


P = 100 kN A A bb = cc A = A II = I bb = I cc
2 A cc = A =0.06 0.06m m2 -3 4 II cc = =0.45 0.4510 10-3m m4

Nb3

0.2 m

Qc3

0.3 m

3.0 m

Rh1

Rh2

1 A
6.0 m

Facciamo aumentare il rapporto fra larea della trave e quella dei pilastri
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Risultati
discretizzazione con 3 elementi Ab/Ac 100 101 102 106 1012 1013 1014 1015 Rh1[kN] 50.1992 50.0200 50.0020 50.0000 50.1384 50.9811 39.1916 Rh2 [kN] 49.8008 49.9800 49.9980 50.0000 50.1384 50.9811 39.1916 Qc3 [kN] 49.80 49.98 50.00 50.00 50.14 50.98 39.19 Nb3 [kN] -49.80 -49.98 -50.00 -50.00 -50.35 -45.17 -62.13 discretizzazione con 30 elementi Rh1[kN] 50.1992 50.0200 50.0020 50.0000 51.6677 Rh2 [kN] 49.8008 49.9800 49.9980 50.0000 51.6677 Qc3 [kN] 49.80 49.98 50.00 50.00 51.67 107.69 Nb3 [kN] -49.80 -49.98 -50.00 -50.00 -53.74 -111.39

107.6923 107.6923

matrice di rigidezza singolare!

matrice di rigidezza singolare!

Allaumentare del rapporto fra le aree i risultati si deteriorano fino ad arrivare ad avere la matrice di rigidezza singolare! Infittire la discretizzazione controproducente (3 elementi sono teoricamente sufficienti a fornire la soluzione analitica esatta).
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Spiegazione
Durante lassemblaggio la rigidezza flessionale dei pilastri viene sommata a w quella assiale della trave:

K ww =

12 EI c EAb + 3 Lc Lb

trave pilastro

I numeri reali sono rappresenti dal calcolatore in forma esponenziale con un numero finito di cifre significative per mantissa ad esponente (rappresentazione in virgola mobile con precisione finita): R = x.yyy * 10m Se due numeri hanno grandezze molto diverse il minore si perde durante le operazioni di somma!

1000.0000 + 0.0001 = 1000.0001

entrambi i numeri vengono scalati secondo il massimo esponente e rappresentati con un numero finito di decimali (3 nellesempio)

1.000 0000 103 + 0.000 0001 103 = 1.000 103

Quando Ab/Ac grande, il pilastro come se non esistesse per quel GdL!
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Esempio 9: mensola, elemento troppo corto (e dunque troppo rigido)


P = 1.0 kN
E = 3.4 107 kN/m2 0.3 m 0.2 m

10.0 m

soluzione analitica
w = PL3 = 2.1786 cm 3 EI

discretizzazione
2 2elementi elementitrave travedi dilunghezza lunghezzadisuguale disuguale

M = PL = 10.0 kNm
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Risultati ed interpretazione
L1[m] analitica 5.0 9.999 9.9999 9.99995 9.99999 5.0 0.001 0.0001 0.00005 0.00001 L2[m] w[cm] 2.1786 2.1786 2.1782 2.1859 -0.5307 M[kNm] -10.0 -10.0 -9.9996 -10.03 -2.44

matrice di rigidezza singolare!

Anche in questo caso al variare delle proporzioni la rigidezza della trave pi corta tende a cancellare numericamente quella del restante tratto fino ad eliminarlo del tutto creando un cinematismo!

K ww =

Elementi molto rigidi (o molto corti) vanno utilizzati con estrema cautela: la formazione di un cinematismo il caso estremo, normalmente si ha solo unalterazione dei risultati (pi difficile da verificare!).
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12 EI 12 EI + 3 L1 L23

Esempio 10: cinematismi di bielle


Discretizzazione Discretizzazionedel deltraliccio traliccio con elementi trave con elementi traveeebiella biella(4 (4 bielle per ogni X) bielle per ogni X)
elementi elementibiella biella

elementi elementitrave trave

Si Siottiene ottieneuna unamatrice matricedi di rigidezza rigidezzasingolare! singolare!

incastri incastrialla allabase base


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La Lastruttura strutturaun un cinematismo! cinematismo!


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Analisi agli autovalori


La Lamatrice matricedi dirigidezza rigidezzaha ha 12 autovalori 12 autovalorinulli nulli

Ad Adessi essicorrispondono corrispondono12 12cinematismi cinematismi individuati individuatidai daicorrispondenti corrispondenti12 12 autovalori autovalori
Nellesempio sono i 12 spostamenti fuori dal piano dei centri delle croci di S. Andrea. primo primocinematismo cinematismo
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Modello con pretensione

Un Unmodo modoper pereliminare eliminarela lasingolarit singolaritdella della matrice matricedi dirigidezza rigidezzae edi diconseguenza conseguenzai i cinematismi cinematismiconsiste consistenellintrodurre nellintrodurreuna unadebole debole pretensione negli elementi biella. pretensione negli elementi biella. In Intal talmodo modoquesti questiacquistano acquistanorigidezza rigidezzaanche anche fuori dal piano (v. cap. fuori dal piano (v. cap.6). 6). Nellesempio Nellesempiouna unapretensione pretensionedi di0.1 0.1kN kN sufficiente a stabilizzare lanalisi senza alterare sufficiente a stabilizzare lanalisi senza alterare in inmaniera manierapercettibile percettibilele lepropriet proprietdel delsistema. sistema.

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Esempio 11: formazione di cinematismo fra elementi trave ed elementi guscio


elementi elementiguscio gusciopiani piani

elementi elementitrave trave


incastro incastro
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Formazione di un cinematismo!
Discretizzazione Discretizzazionecon condue dueelementi elementi guscio ed un elemento guscio ed un elementotrave trave Rigidezza Rigidezzasingolare! singolare! Si forma Si formaun uncinematismo! cinematismo!

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Spiegazione
x

m m xx xx
y z

m m yy yy m m xy xy

m m xy xy

La e myy))ee1 xx Lalastra lastrainflessa inflessapossiede possiede2 2momenti momentiflettenti flettenti(m (m 1momento momento xx e m yy torsionale (m ). Non c alcun momento m attorno allasse normale. xy zz torsionale (m ). Non c alcun momento m attorno allasse normale. xy zz Una Unarotazione rotazioneattorno attornoallasse allassezznon noncompie compielavoro lavoroeedunque dunque lelemento z. . lelementonon nonha harigidezza rigidezzarispetto rispettoa a
z

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Discretizzazione corretta
Si Siaggiunge aggiungeun unsegmento segmentodi dielemento elementotrave. trave.

La Larigidezza rigidezzanon nonsingolare! singolare! Il Ilmomento momentosulla sullatrave travegenerato generatoda dauna unacoppia coppiadi diforze. forze.
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Esempio 12: travi incernierate


30 kN 20 kN 10 kN
0.5 m

1.0 m 1.0 m

Struttura spaziale incernierata.


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Discretizzazione con elementi biella


2.062 5 v = 4.124 10 m 6.186

N -25.98 kN 4= N 4 = -25.98 kN N -17.32 kN 3= N 3 = -17.32 kN

N 0.00 kN 1= N 1 = 0.00 kN

N -8.66 kN 2= N 2 = -8.66 kN

Con Conelementi elementibiella: biella:nessun nessunproblema. problema.


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Discretizzazione con elementi trave


Discretizzazione Discretizzazionecon conelementi elementitrave trave (pu (puessere essereutile utileper peranalisi analisidi distabilit)! stabilit)! Rigidezza Rigidezzadi disistema sistemasingolare! singolare!
elemento elemento3: 3:3-13 3-13 elemento elemento1: 1:1-11 1-11

nodi nodi11,12,13,14 11,12,13,14

elemento elemento4: 4:4-14 4-14

nodo nodo33
elemento elemento2: 2:2-12 2-12

nodo nodo11 node node44 vincoli: vincoli: nodi xx= yy= z z= nodi1-4: 1-4: U U =0; 0;U U =0; 0;U U =00 nodi x U y U z uguali nodi11-14: 11-14:U U U U ugualifra fraloro loro
x y z

node node22
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Analisi agli autovalori


4 4autovalori autovalorinulli. nulli. Le Lecorrispondenti corrispondentiforme formenon nonmostrano mostranodeformazioni. deformazioni.

autovettori autovettori1-4 1-4


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Andando a vedere i valori numerici ci si accorge che sono rotazioni attorno agli assi delle travi!
nodo 11:
11 0.8067 = 0.8067 0.8067

GdL locali:
1.3972 11 = 0.0 0.0

nodo 1:
0.8067 1 = 0.8067 0.8067

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Soluzione del problema

Ad Adogni ognicerniera cernierasi siaggiungono aggiungonomolle mollerotazionali rotazionalidi dipiccola piccola rigidezza (0.1 kNm). La labilit viene cos eliminata rigidezza (0.1 kNm). La labilit viene cos eliminatasenza senza alterare alterareapprezzabilmente apprezzabilmenteil ilcomportamento comportamentodella dellastruttura. struttura.
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Nota
Sottostrutture di un sistema possono dar luogo a cinematismi per differenti ragioni, e.g.: bielle complanari, travi incernierate, unione di elementi con differenti GdL ... I cinematismi possono venire individuati con analisi agli autovalori, i programmi commerciali tuttavia non offrono questa possibilit! Esperienza e conoscenza della teoria sono le uniche difese per evitare, individuare e risolvere questi problemi.
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Esempio 13: stabilit di trave IPE caricata di punta, modello con elementi guscio piani

modellazione

analisi prima forma seconda forma terza forma

gusci piani a 4 nodi 6 GdL/nodo (vx,vy,vz,x,y,z)


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la continuit degli spostamenti non rispettata!


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Interpretazione del risultato errato


Ancora una volta il problema dovuto agli elementi guscio piani che non hanno rigidezza alla rotazione attorno allasse ortogonale agli elementi stessi:
sottostruttura 1

y x

vz

sottostruttura 2

vy vx

Le sottostrutture sono collegate nei nodi, essendo fra loro ortogonali ciascuna non offre rigidezza alle rotazioni dellaltra. si comportano come vicendevolmente incernierate nei nodi e le forme di instabilit viste sono possibili!
sottostruttura 1

sottostruttura 2
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Soluzione: discretizzazione pi fine


Discretizzando con un reticolo pi fine le forme di instabilit delle singole lamine si ottengono per valori del carico via via pi alti (diminuisce la distanza fra gli appoggi e dunque la lunghezza di libera inflessione) ed cos possibile cogliere il comportamento globale della struttura.

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Conclusioni
Lutilizzo del FEM non banale: gli errori in cui si pu incorrere sono di molti tipi. Iniziare sempre con modellazioni semplici (meglio controllabili) ed aggiungere dettagli (se necessario!) per passi. Mai prendere risultati per buoni senza verifica! In caso di dubbio semplificare il problema al massimo ed eseguire verifiche anche manuali. Non credere allinfallibilit dei programmi commerciali con comportamento black box. La conoscenza della teoria (sia della meccanica che del FEM) indispensabile. Lesperienza altrettanto importante: quanto visto in questo capitolo pu solo dare unidea!
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Nel prossimo capitolo

Introduzione allanalisi non-lineare

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