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Arte e Cultura

Ansaldo, che sorpresa! Affreschi inediti del Seicento in una casa del centro storico di Genova
di Anna Orlando

Come spesso accade, la pubblicazione della monograa di un artista risveglia linteresse di pubblico e critica nei suoi confronti. Nuove opere riemergono dai meandri del collezionismo privato e impongono talvolta interventi critici di aggiornamento, subito a ridosso delluscita del libro.

Non sar molto diverso per Margherita Priarone, autrice di un corposo catalogo ragionato dellopera del pittore genovese Andrea Ansaldo (1584-1638) 1, che a un anno di vita si rivela suscettibile di aggiunte. Perch, come noto, essere esaustivi per gli studiosi che si accingono a una monograa artistica niente pi che un miraggio. Sappiamo di opere segnalate successivamente alla studiosa 2, e lo stesso ritrovamento di cui si d conto in queste pagine 3 ci pare aggiunga un capitolo di non poco rilievo allattivit di frescante del pittore. A questo aspetto dedicata una parte cospicua nel volume della Priarone 4, in considerazione del fatto che oltre alle opere su tela, il suo lascito nel panorama artistico locale molto si deve proprio allaffresco. Non si dimentichi, peraltro, come lo ricorda il suo primo biografo, Raffaele Soprani, che ne elogia la statura di pittore e prospettico raro 5. Spinto dal proprio genio alla professione della pittura, come rammenta il Soprani 6, Andrea Ansaldo inizia con Orazio Cambiaso glio di Luca a esercitarsi nellarte, copiando opere del Veronese e dunque trovandosi propenso da subito a sposare un colorito variato e luminoso. Si avventura nella pratica dellaffresco molto giovane. Il biografo racconta di una sventura al suo primo appuntamento con la pittura murale: la caduta dai ponteggi della villa degli AdorA fronte Andrea Ansaldo, Lunzione di David, affresco. Genova, Palazzo Cataldi Penco.

no a Voltri che lo costringono a letto per molti giorni 7. Dopo lesordio rocambolesco, non vi dubbio che nella sua successiva attivit di frescante che le fatiche fatte da questo pellegrino ingegno (...) danno maggiormente ad intendere quanto ben egli possedesse i fondamenti dellArte 8. Oltre ad alcune realizzazioni in luoghi sacri, il Soprani si dilunga non poco nel ricordare alcuni affreschi per privati: un Trionfo di David in casa del signor Giacomo di Negro (non rintracciati)9; la Storia di Sansone nel palazzo del Signor Gio. Francesco Brignole (Palazzo Brignole agli Embriaci, piazza Embriaci, 5); le Imprese guerriere di Ambrogio Spinola nel palazzo di Gio. Maria Spinola a Sampierdarena (villa Spinola di San Pietro); lAurora in casa di Costantino Doria (non rintracciati)10; i successi del gran macedone, ossia di Alessandro Magno, nella casa di Paolo Spinola a Cornigliano (scialbati o distrutti)11; la Storia di Ester per Gio. Battista Ceva (Ceb ?; ubicazione ignota)12, e per Gio. Vincenzo Imperiale per la decorazione della facciata (Palazzo Imperiale in Campetto). Ma ahim, una nuova caduta dai ponteggi proprio mentre era intento a questultima prestigiosa commissione, obbliga il pittore a letto con una costola rotta. Ma lAnsaldo non si perde danimo e inizia a immaginare, con carta e matita, la cupola con lAssunta per la chiesa dellAnnunziata che forse lopera sua pi nota, importante, nonch innovativa per le evidenti aperture in direzione barocca13. Seguono, nella lunga lista del Soprani, gli affreschi nel salotto del palazzo di Giovanni Bat-

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tista Negrone a Pr (oggi Istituto Santa Caterina da Siena, via Pieve di Teco, 16, Genova-Pr), e poi, nuovamente a Genova, la facciata e alcune stanze del palazzo del signor Paolo Spinola posto sopra la piazza di S. Luca (Palazzo Cataldi Penco gi Spinola, piazza S. Luca, 2); inne, una cupolina nel palazzo del signor Tomaso Ayrolo (Palazzo Ayrolo-Negrone, piazza Fontane Marose, 3-4)14. Tra opere superstiti e opere disperse, tra opere citate dalle fonti e altre aggiunte dalla critica sulla base di attribuzioni15, lattivit dellAnsaldo frescante risulta certamente un capitolo importante del suo contributo alla scuola pittorica locale, come peraltro gi ampiamente argomentato dagli studi di Ezia Gavazza16. Allartista vanno riconosciute le splendide volte di due soffitti sfuggiti a tuttoggi alle indagini della critica, conservate in buone condizioni al secondo piano nobile del palazzo Cataldi Penco gi Spinola e prima Grimaldi, in piazza S. Luca al civico 2, a destra della chiesa gentilizia che d il nome alla piazza. Diviso oggi in pi propriet, il palazzo stato oggetto delle ricerche della Priarone in occasione della sua monografia, sulla scorta della citata segnalazione del Soprani che lo indicava come di propriet di Paolo Spinola, come indicato dal rollo del 161417. In facciata ancora nel XVII secolo si potevano scorgere le figure di virt oggi scomparse. Alla Priarone si deve lidentificazione corretta del palazzo citato dal Soprani con quello al civico 2 della piazza e non gi al civico 14 come equivocato in passato. Della decorazione allinterno, che il Soprani indica genericamente in alcune stanze, la Priarone ha ritracciato, sulla scorta della segnalazione di Lauro Magnani, laffresco del riquadro centrale nella volta di un salotto al primo paino nobile con Il ritrovamento di Mos, purtroppo assai scialbato. Con la prudenza dobbligo di fronte a un tale stato di conservazione, la studiosa avanza unipotesi di datazione in prossimit con il ciclo della villa Spinola di San Pietro e dunque nella prima met del terzo decennio18. La medesima famiglia come

committente rende plausibile la prossimit cronologiche del lavoro nel palazzo di San Luca, che oggi possiamo documentare visivamente essere stato assai pi importante e complesso rispetto a quel Ritrovamento di Mos superstite. Al secondo piano nobile, infatti, nel salotto dangolo tra piazza San Luca e lomonima via, e in quello successivo verso la via stessa, vi sono due stanze allinterno di una casa privata che conservano le volte affrescate, da restituire allAnsaldo. Nella sala che affaccia sulla via San Luca lAnsaldo illustra lUnzione di Davide, un episodio tratto da primo libro di Samuele (16, 1-13). facilmente riconoscibile il pastorello che viene scelto da Samuele, profeta e guida degli ebrei, come degno successore di Saul sul trono di Israele. Il fanciullo riceve la benedizione e viene unto con lolio tratto da un corno alla presenza della sua famiglia e del popolo della citt di Betlemme. Il raccordo del riquadro centrale con il resto della volta reso con una nta balaustra in scorcio con una soluzione analoga a quella del salotto contiguo, che per risulta un poco pi complesso e articolato. La fascia decorativa circostante qui costituita da elaborati motivi a grottesche su fondo bianco. Al cento di ognuno dei quattro lati, entro una nicchia sapientemente ricavata con uno sfondato illusionistico di cui lAnsaldo maestro, sono quattro Figure allegoriche su fondo blu, questultimo forse frutto di ritocchi ottocenteschi, a giudicare sia dalla tinta troppo squillante, sia dalleffetto di evanescenza e inconsistenza spaziale della gura nella nicchia che non pertinente allAnsaldo. Lo si riconosce invece nella soluzione in grisaille nelle gure delle colonne a simulare effetti scultorei, molto simili alle nicchie che ospitano Divinit negli affreschi di Palazzo Cattaneo Adorno e Sibille nella chiesa di Nostra Signora della Concordia ad Albisola19. Nel salotto dangolo che affaccia anche sulla piazza S. Luca la volta riporta nel quadro centrale la storia di David prima di affrontare Golia riuta larmatura offerta da Saul. Il soggetto, trat-

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to come il precedente dal libro biblico di Samuele, anchesso incentrato sulla gura del re dIsraele che conquist Gerusalemme con un possibile richiamo da parte della committenza al passato glorioso della citt di Genova, da un lato; dallaltro al tema del trionfo della vera Fede tanto caro in et post tridentina. Davide infatti letto in chiave cristiana come pregurazione di Cristo e del suo ruolo salvico con la conquista del Bene sul Male. Lepisodio illustrato inserito in una nta balaustra marmorea mirabilmente dipinta in scorcio prospettico dallAnsaldo simile a quella degli affreschi di palazzo Cattaneo Adorno in via Garibaldi pressoch coeva20. Tuttintorno, tra questa e unulteriore nta balaustra dipinta come un cornicione tra pareti e softto, vi sono riquadri e cartouche alternati a sfondi con motivi a grottesche. Agli angoli sono quattro nti busti monocromi su fondo azzurro e al centro quattro scene con paesaggi di rara bellezza, che costituiscono peraltro un contributo di conoscenza importante per lAnsaldo con una prova in questo genere quasi sconosciuta. La buona condizione conservativa dellaffresco consente di apprezzare le qualit non solo compositive ma anche pittoriche del suo autore. notevole innanzi tutto la complessa e dinamica impaginazione scenica, che indica ancora una volta la scelta di campo in direzione barocca dellAnsaldo, col progressivo abbandono degli schemi pi rigidi e schematici della decorazione tardo Cinquecentesca, verso una maggiore apertura spaziale con lidea di quello sfondamento, che lAnsaldo raggiunge nel suo capolavoro della cupola dellAnnunziata, poco prima della morte, nel 1638. per altrettanto degna di nota la qualit della resa naturalistiche delle singole figure e dei paesaggi, figli, le une e gli altri, di una modernit che la generazione a lui precedente non aveva conosciuto. Si noti la naturalezza nellatteggiarsi di tutti i personaggi nella scena dellUnzione di Davide: nessuna stereotipizzazione, ma piuttosto la ricerca di un inedito realismo. Per gli inserti di paesaggio, infine, indubbia la derivazione dagli schemi nordici, importanti a Genova per via del forte sviluppo del collezionismo, ma anche una volont di renderli nostrani e pi riconoscibili, per chi li poteva ammirare alzando lo sguardo su quella coloratissima volta, allora, come ora.
Si ringrazia Barbara Corsico per aver concesso la pubblicazione della sue fotografie scattate in occasione del libro Case di Genova e della Riviera nel 2012 (cfr. nota 3). Ringrazio inoltre Franz Prati per la disponibilit a mostrarmi la casa dove abita e Franca Carboni che mi ha messo in contatto con lui.

Note
M. Priarone, Andrea Ansaldo 1584-1638, Genova 2011. Gentile comunicazione di Margherita Priarone. 3 Gli affreschi sono stati precedentemente segnalati in un articolo apparso sulle pagine de Il Secolo XIX, pp. 1 e 36 del 18 luglio 2012 e risultano illustrati nel volume Case di Genova e della Riviera, a cura di Anna Orlando, fotografie di Barbara Corsico, Adarte, Torino 2012, pp. 96-101. 4 Cfr. in particolare lampia e argomentata schedatura nella parte Catalogo ragionato dei cicli ad affresco in Priarone 2011, cit. pp. 268-331. 5 R. Sorani, Le Vite..., Genova 1674, p. 141. 6 Ibidem. 7 Soprani 1674, cit. p. 142. Non si ha pi traccia di questi affreschi. Cfr. R. Soprani, C. G. Ratti, Vite de pittori, scultori, ed architetti genovesi, I, 1768, nota a p. 202; Priarone 2011 cit., p. 53 e p. 355. 8 Ibidem. 9 Gi il Ratti scrive: Io non ho mai potuto rinvenire n questa pittura n questo palazzo; Soprani, Ratti 1768 cit., nota a, p. 207; cfr. Priarone 2011 cit. p. 355. 10 Il Ratti menziona invece nel palazzo del Sig. Gio. Battista Doria (...) la storia di Esterre Soprani, Ratti 1768 cit., p. 207; Priarone 2011 cit. p. 355. 11 Soprani, Ratti 1768 cit., p. 207; Un pittore genovese del Seicento. Andrea Ansaldo (1584-1638),restauri e confronti, catalogo della mostra a cura di F. Boggero, Genova 1985, pp. 21 nota 47; Priarone 2011 cit. p. 355. 12 Cfr. Priarone 2011 cit., p. 89. Cfr. anche nota precedente. 13 Soprani 1674 cit., p. 143. 14 Soprani 1674 cit., p. 146. 15 Per lo status quo cfr. il citato capitolo della Priarone nella sua monografia del 2011. 16 E. Gavazza, La grande decorazione a Genova, Genova 1974, pp. 53 e ss. 17 Priarone 2011 cit., pp. 87, p. 300. 18 Soprani, Ratti 1768 cit., p. 210 nota a9. 19 Cfr. Priarone 2011 cit., pp. 274-283. 20 Priarone 2011 cit., pp. 280-283.
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A fronte dallalto Andrea Ansaldo, David con la testa di Golia e altri particolari dellaffresco. Sopra Andrea Ansaldo, David prima di affrontare Golia riuta larmatura offerta da Saul. Genova, Palazzo Cataldi Penco.

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