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Arte e Cultura

Garibaldi e la spedizione dei Mille


di Anna Maria Lazzarino Del Grosso

Un anno intensamente dedicato, in tutto il Paese, a festeggiare pubblicamente il centocinquantesimo anniversario dellUnit italiana e a rievocare con sempre maggiore precisione, grazie a una messe di nuovi studi, libri, mostre e convegni, protagonisti e vicende delle fasi cruciali del Risorgimento italiano.

Ben si pu dire che questo splendido volume ne rappresenti un gran nale mirabile e godibilissimo sia per la tta serie di ricostruzioni storiograche che i curatori Paolo Peluffo, Lauro Rossi e Anna Villari hanno sapientemente commissionato a specialisti di diverse generazioni, sia per la presenza pressoch continua, nelle sue pagine, di suggestive illustrazioni tratte dalla ricca iconograa patriottica orita proprio a partire dalla Spedizione dei Mille e ad essa legata. Non vi dubbio che lopera centri efcacemente lobiettivo di onorare il ruolo privilegiato di Genova e della Liguria, dei loro patrioti e delle popolazioni liguri in generale nella lotta per lemancipazione e per lunit nazionale, in particolare in quella fase che, grazie a Garibaldi e ai suoi volontari, ma anche, come chiaramente si legge in molte pagine del libro, grazie a una complessa tessitura politica ordita su fronti contrapposti da Cavour e da Mazzini, ne rappresent lapprodo decisivo: certo, nellambito della storiograa risorgimentale e di quella pi specicamente garibaldina il tema della spedizione dei Mille stato sino ad oggi tra i pi frequentati. Malgrado ci, il variegato caleidoscopio di prospettive dalle quali la pi famosa fra le imprese dellEroe nizzardo complessivamente rievocata, la scomposizione di questultima in una serie di tappe, episodi, contesti particolari osservati a distanza ravvicinata, lattenzione ai suoi aspetti corali e alla sua sopravvivenza nellimmaginario collettivo, la presenza di scorci, motivi e documenti nuovi, fanno s che il volume vada ben oltre i limiti di un rafnato compendio di alta divulgazione dei saperi pi aggiornati sulla materia, traguarA fronte S. Lega, Ritratto di Giuseppe Garibaldi. Modigliana, Museo Civico Don Giovanni Verit.

dando, secondo lauspicio del Presidente di Banca Carige, Giovanni Berneschi, lobiettivo di fornire uno stimolo a una riessione consapevole e coraggiosa sulle sde odierne: nella multidisciplinarit dei suoi apporti esso riveste infatti non pochi motivi di interesse anche per la comunit scientica. La sua struttura si articola in due parti: la prima, prevalentemente dedicata alla trattazione dei prodromi, dei retroscena politici e diplomatici, dei contesti sociali, e soprattutto allo svolgimento della spedizione in unampia gamma di particolari e risvolti, guarda anche alla maturazione, durante questo periodo, del Garibaldi paladino dei diritti civili, della democrazia e della pace europea, la cui voce sempre pi negli anni seguenti si afanca con vigore, anche se con minor fortuna nella memoria successiva, allimmagine gi leggendaria delleroe condottiero. La seconda parte indaga invece gli echi popolari e culturali della celebre impresa e dellepopea garibaldina in genere, testimoniati dalla letteratura memorialistica, dallarte, dalla musica e dal cinema. Una breve appendice documentaria propone alcuni testi di alta suggestivit, fra i quali una lettera inedita scritta da Mazzini a Garibaldi il 3 aprile 1860 per incitarlo a muovere verso il Sud. LIntroduzione di Franco Della Peruta sottolinea il peso della presenza politica di Garibaldi nelle prima fasi di sviluppo della storia unitaria. I saggi raccolti nella prima parte seguono landamento cronologico degli eventi, focalizzando singoli momenti e ambienti. Si incomincia dalle reazioni della diplomazia europea alle voci di un possibile attacco del Generale e dei suoi uomini allo Stato Ponticio e al Regno delle Due Sicilie. Le reazioni, i dubbi e le speranze delle diverse Potenze europee, gli sforzi di Cavour per scongiurare ogni rischio di in-

tervento francese dirottando la spedizione verso la Sicilia, il contrasto in Francia fra le preoccupazioni del sovrano e lentusiasmo dellopinione pubblica sono oggetto di un saggio di Jacques Godechot. Zefro Ciuffoletti insiste sullimportanza che ebbero nel diffondere anche al sud un clima di emulazione patriottica e di entusiasmo unitario le scelte dei governi provvisori dellItalia centrale e i successivi plebisciti di annessione, considerati eventi fondanti dellUnit. Nel ripercorrere le tappe dellimpresa dei Mille, Ciuffoletti mette in particolare rilievo la vigile sorveglianza di Cavour sulle mosse di Garibaldi e lincidenza determinante del ruolo coperto dello statista sia nellavvio, sia nelle prime fasi di una spedizione il cui esito ne fece nellimmediato, insieme a Vittorio Emanuele II, il vero trionfatore. Ancora sui preparativi della spedizione e sul supporto dato alla stessa insistono le pagine di Giuseppe Monsagrati che fanno luce sul clima politico della citt di Genova nei tardi anni 50, dove uomini di punta del movimento democratico, seguendo lesempio di Garibaldi, si avvicinano al programma della Societ Nazionale, e dove esuli siciliani di fede mazziniana, quali Rosolino Pilo e Francesco Crispi, si affannano a portare avanti il progetto di una missione liberatrice nellisola, che si fa piano operativo con la notizia della rivolta palermitana del 4 aprile 1860 e con la decisione di Garibaldi di assumere la guida dellimpresa. Monsagrati rileva anche come al sostegno della piccola borghesia e dei ceti popolari genovesi non abbia fatto riscontro il sincero

appoggio delllite cittadina, interessata soprattutto agli affari. Assai pi interclassista era il sentimento antiborbonico nellinquieta ed esplosiva Sicilia del 1860, sotto questo prolo efcacemente descritta da Michela DAngelo sulla base di fonti documentarie delluna e dellaltra parte. Questa generalizzata esasperazione nei confronti del governo napoletano fu per lAutrice un fattore decisivo del rapido successo della marcia garibaldina. Non manca nel volume, e sono i saggi di Simone Visciola e di Gianluca Virga ad occuparsene, la considerazione degli aspetti militari. Oltre a individuare pregi e difetti degli eserciti irregolari garibaldini, Visciola richiama lambizioso progetto della Nazione Armata, ripetutamente ma invano perorato da Garibaldi prima e dopo lUnit. Virga descrive con pittorica dovizia di particolari le condizioni, landamento e lesito delle battaglie combattute dal Generale e dai sui uomini durante lintera spedizione. La narrazione mette in evidenza la costante crescita numerica delle forze garibaldine, grazie agli apporti locali e agli arrivi di nuovi volontari dalla penisola. Resta pur sempre, no alla ne, unenorme disparit con gli effettivi dellesercito borbonico. Il Regno delle Due Sicilie poteva contare anche su una otta militare ben pi forte, in apparenza, di quella degli altri Stati italiani, per numero di navi, cannoni e tecnologia bellica: la debolezza veniva per dal corpo degli ufciali, poco addestrati, frustrati e dopo il 48 sempre pi conquistati dalle idee provenienti dal resto della penisola. Questa la diagnosi con cui Mariano Gabriele spiega il basso prolo della Marina napoletana durante lo scontro con gli invasori e con gli insorti, e la sua incruenta resa nale. Quanto alla precedente resa di Palermo, evento fondamentale ai ni della prosecuzione dellimpresa fu la consegna a Garibaldi, da parte delle autorit borboniche, della Zecca e del Banco regio, e della cospicua somma di danaro in esso conservata: di grande interesse sono le pagine di Lauro Rossi al riguardo e il testo del Verbale di consegna pubblicato in appendice. Un secondo saggio di Lauro Rossi mostra come a pochi giorni dalla vittoria del Volturno, che segna come ormai inarrestabile il cammino della lotta nazionale, il generale nizzardo gi si volga, con la redazione e pubblicazione del MeLa copertina del volume.

A fronte sopra I. Caf, Lentrata di Vittorio Emanuele II a Napoli, 7 novembre 1860. Torino, Palazzo Reale. Sotto, R. Legat, La battaglia di Calatami. Milano, Museo del Risorgimento.

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morandum alle Potenze dEuropa, a nuovi obiettivi coerenti con gli ideali umanitari coltivati n dagli anni giovanili, e che saranno oggetto del suo appassionato impegno in tutto il resto della sua vita: la fraternit fra le nazioni, lunione degli Stati pi progrediti dEuropa in un patto di pace e sviluppo, larbitrato internazionale, labolizione della schiavit e della pena di morte, il suffragio universale, la difesa dei diritti civili e politici di tutti gli uomini, senza eccezioni. Se le belle pagine postume di Alfonso Scirocco su Lincontro di Teano illustrano il travagliato epilogo dellimpresa del Generale, insieme trionfale ed amaro, la possente e dettagliatissima ricostruzione storico-critica di Paolo Peluffo che chiude la prima parte dellopera, quasi un volume nel volume, riprende la cronistoria della spedizione dallinizio e ne segue lo svolgimento passo passo, soddisfacendo ogni possibile curiosit del lettore. A tratti il racconto cos piacevolmente incalzante e trascinante da ricordare i ritmi di una radiocronaca sportiva. I contributi raccolti nella seconda parte contengono svariati elementi di novit e di interesse: Anna Villari percorre con grande maestra il debordante sviluppo delliconograa, ora popolare, ora propriamente artistica, dedicata alla gura e alle gesta di Garibaldi, espressione tangibile del suo mito e della sua forza di fascinazione. Eva Cecchinato setaccia le testimonianze dei garibaldini per cogliere i valori fondanti e le motivazioni personali della loro scelta di volontariato, il signicato identitario attribuito alla camicia rossa e il modello di vita militare scaturito dal fenomeno volontario. Monsa-

grati passa in rassegna la folta memorialistica dellimpresa dei Mille distinguendone qualit letteraria, valore testimoniale e messaggio politico-sociale. Anna Guarducci ricostruisce il chiaroscurale ritratto sico e sociale della Sicilia che emerge dagli scritti di molti di loro. Stefano Ragni, grazie a una straordinaria ricerca sulle fonti letterarie, avvolge il lettore nellatmosfera sonora delle musiche che hanno accompagnato tutto lo svolgersi dellimpresa: squilli di trombe, canti continui, inni e marce militari volute da Garibaldi per sostenere gli assalti alla baionetta, accoglienti concerti bandistici, musiche dopera, con uno scorcio nale sulle composizioni celebrative dedicate allEroe dopo la sua morte. Non poteva mancare, per giungere no ai giorni nostri, e dare una misura del continuo riorire del suo mito fra le generazioni succedutesi nel corso del Novecento una dettagliata panoramica sulle produzioni cinematograche dei registi nostrani. Ne autore Massimo Cardillo, che in coerenza con il tema del volume, individua e illustra con sguardo scanzonato la presenza di sequenze dedicate a episodi della spedizione dei Mille in unampia serie di lm italiani, alcuni ben noti, altri forse dimenticati.
Anonimo, La battaglia di Milazzo. Roma, Museo del Risorgimento.

A fronte sopra G. Induno, V. Malinverno, La partenza dei Mille da Quarto. Collezione Franca Risso. Sotto, P. Aldi, Incontro di Teano. Siena, Collezione Banca Monte dei Paschi di Siena.

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