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FORMAZIONE E NARRAZIONE:

I temi ricorrenti in questo libro sono:il sempre minor bisogno di paradigmi assoluti in ambito formativo a favore di dimensioni di ricerca e concettualizzazione pi provvisorie con minore contrapposizione tra modelli teorici! Formazione concepita come connessa a processi di pensiero e di elaborazione" collegata all# apprendimento dall# esperienza valorizzando i contesti in cui si realizza! Formazione intesa come processo interattivo" non passivo" negoziale" culturale! In questo libro si pone enfasi sulla connessione tra formazione e narrazione" quest#ultima accostata alla creazione di senso e dall#attribuzione di esso agli eventi e situazioni! Non pi formazione intesa come aiuto ma come scambio di conoscenze ed intreccio di vissuti ed aspettative mediante una costruzione comune della realt$ da parte di persone con realt$ e ruoli diversi! Accanto alla classica immagine d#aula quando si pensa alla formazione va immaginata pi vicina all#attivit$ pratica"al contesto reale di lavoro" va intesa come un continuo processo di riflessione sulle azioni realizzate" c%e sono continuamente &ripensate' e dotate di nuovi significati perc%( interpretate alla luce di continui scambi tra gli attori organizzativi! )reazione di senso retrospettiva! *+EI), sensema-ing. Formazione in cui teoria e pratica" ossia &dic%iarato e &reale' siano sempre pi vicini! Formazione orientata non pi all#esposizione di concetti" ma alla conversazione"mediante la quale uso il linguaggio per rapportarmi agli altri e far propri i significati da loro espressi e generarne altri grazie a un continuo confronto/ dinamicit$ del rapporto formativo/ formazione come generatrice di visioni attravesro la narrazione di eventi del mondo lavorativo! )A0! 1: Donata fabbri offre l esempio dell enciclopedia in cui 2 raccolto e classificato il sapere! Essa diviene quasi una metafora del nostro senso del sapere dominato dalla ricerca di oggettivit$ e quindi freddo e spersonalizzato! Invece dobbiamo perseguire l# opposto" non un sapere enciclopedico ma un sapere vivo" plasmato da noi stessi" un sapere c%e ci assomiglia perc%( frutto di nostre interpretazioni" alla luce delle nostre esperienze! 3n sapere c%e non %a l#obiettivo di descrivere da lontano" bens4 di vivere ci5 c%e apprendo! 6i passa cos4 dall# immagine dell# albero della conoscenza fatto di rami ben definiti ed ordinati a quella dell# oceano in cui tutto si fonde non creando confusione ma continue influenze tra i vari saperi c%e si modellano a vicenda creandone di nuovi! 0ensare la formazione come un luogo in cui si crea il sapere " non si trasmette passivamente" il tutto frutto della partecipazione! Il tutto si fa e si disfa intorno alla messa in gioco dei saperi! Occorre far si c%e gli eventi prendano senso non solo nella dimensione oggettiva ma anc%e in quella soggettiva c%e permette di viverli realmente facendoli propri e modellandoli perc%( interpretati alla luce delle nostre esperienze! )on7testi/!0re7testi alla nascita di eventi! 8a narrazione pu5 essere affrontata secondo due diversi approcci: Narratologico e Narrativista! Narratologico 2 un approccio statico nel quale rimane la distinzione tra vita e testo////////// Narrativista 2 un approccio c%e fa luce sui processi c%e %anno generato la narrazione" per questo approccio il testo risulta interessante non in se stesso ma perc%( nodo di interazioni sensate/// 0roprio il secondo approccio ci interessa per accostare formazione e narrazione perc%( se si vuol guardare la formazione da un punto di vista costruttivista7conversazionale occorre far luce sul mondo di linguaggi"immagini"visioni condivise e tutte quelle strategie c%e portano alla trasmissione narrativa del sapere in forma dinamica e negoziale! Ossia far nascere parole dagli eventi osservati o solo narrati oppure ripensati in gruppo confrontandosi con idee ed esperienze altrui////////////////////// Formazione c%e %a luogo nei gruppi dove la comunicazione del sapere viene vista come un# avventura" una scoperta di cose c%e ci appaiono all# improvviso generando interesse perc%( non aspettate e non preventivate/ Formazione c%e fa riflettere ed al tempo stesso nasce da riflessioni sui gesti del quotidiano" sulla normalit$ di questi gesti ma anc%e sulla loro diversit$ una volta visti da prospettive diverse! )A0! 9: Formazione tra orientamento psicosociologico e psicologia culturale: :iuseppe 6caratti propone il rapporto tra vedere e interpretare accostandolo alla formazione narrativa c%e genererebbe visioni " riflessioni sguardi c%e costituiscono il processo di creazione ed attribuzione di senso agli eventi!

Ogni volta vedo ed interpreto in maniera diversa ci5 c%e appare ai miei occ%i" interpreto continuamente influenzato dal mio essere c%e da un# impronta al mio modo di vedere" ogni volta ri7vesto con la mia interpretazione quell# evento" un# interpretazione nuova! Analizzare la formazione alla luce dei due approcci pu5 approfondire la relazione tra formazione e narrazione/ la psicosociologia %a interesse per le dimensioni microsociali nelle quali si dispiegano i processi di elaborazione dei concetti e appropriazione del senso dato agli eventi della propria esperienza lavorativa creazione di senso " per5 di un senso c%e necessita di esser messo in parola e narrato! 3n senso derivante dall# elaborazione dei nessi tra l#azione formativa e l#esperienza lavorativa" e inoltre un senso derivante dalla messa in gioco di stili" atteggiamenti" modelli culturali! 6empre in c%iave psicosociologica si parla di &formazione a pensare' per capire le vicende organizzative in modo razionale e specifico" ma non senza quel pizzico di autonomia e creativit$ c%e mi permette di interpretarle facendole mie rendendole parte di me" concetto c%e si intreccia a mio avviso anc%e con l#approccio culturale in quanto favorire una diversa &cultura di rapportarsi al mondo c%e ci circonda'" non la cultura del guardare passivamente *come spesso si fa durante la formazione. " ma quella pi complessa dell# interpretare dinamico! )%iaramente risulta difficile mettere in pratica tutto questo" 2 compito del formatore modulare i ritmi" le interazioni del processo formativo cos4 da incanalarli sul binario della massima c%iarezza e produttivit$! Egli deve costruire con i formandi un rapporto di ascolto rispettoso e di interazioni negoziali per far si c%e i significati generati vengano composti e poi essere riconosciuti e condivisi dai partecipanti! 6i deve favorire un ascolto dominato dalla curiosit$ *avventura. c%e rende attenti e recettivi i formandi"attivi anzic%( passivi e vuoti! 8A FORMAZIONE 0O6;7IN<36;RIA8E: interrogazione ricerca sul senso: )on i mutamenti avvenuti nei sistemi sociali" economici e produttivi nella societ$ post industriale i lavoratori oggi sono catapultati in un clima di costante incertezza! Occorre saper interpretare i segnali incerti" imput sempre pi frequenti nel mondo lavorativo di oggi/in cui l# automazione libera l# uomo dal gesto meccanico e ripetitivo investendolo per5 di una grande quantit$ di simboli c%e egli deve interpretare ed usare per prendere decisioni! Risulta evedente c%e in gioco non son pi competenze manuali ma legate ad interpretare segnali incerti " interpretare l# esperienza riprogrammando le proprie mappe cognitive in funzione delle nuove competenze ric%ieste! =uesto cambiamento ric%iede grande abilit$ nel lavoro di squadra nell# elaborare collettivamente gli eventi lavorativi legati a questa precariet$! 0er cio# la formazione deve supportare i soggetti" aiutarli a divenire parte attiva del cambiamento in cui sono immersi imparando a riflettere secondo categorie nuove! Infatti )rozier descrive le attivit$ odierne come immateriali e relazionali in cui l# unica cosa importante 2 la capacit$ di ragionare e comunicare con efficacia *abbandonando metodi di ragionamento rigidi c%e mirano a risolvere subito i problemi anzic%( approfondirli. negoziando significati mettendo in gioco idee di tutti mediante una buona capacit$ di ascolto e di valorizzazione di ipotesi altrui!servendosi sempre pi di sc%emi immaginativi" simboli e metafore! Infatti l# apprendimento 2 dialogo! >anno incentivate attivit$ di pensiero simbolico per progettare comportamenti lavorativi in continuo cambiamento! +eic- pone l# accento sul trarre senso dalle cose e renderlo confrontabile con un linguaggio significativo in quanto nelle organizzazioni a legame debole *in cui sono molte le zone di implicito e precario %e le reggono in piedi. si da molto spazio all# autonomia decisionale c%e per5 necessita di grandi scambi di idee c%e devono generare risposte veloci e precise sulla base di dati mutevoli! =uesto non 2 altro c%e il sensema-ing! NO;E <I ERMENE3;I)A FORMA;I>A: 8a rilevanza degli aspetti narrativi della formazione inerenti i vari modi in cui il senso viene messo in parola %anno evidenziato l# importanza di una valenza ermeneutica c%e si esprime nella narrazione formativa! In questo capitolo si riflette sul rapporto tra pensiero narrativo come modalit$ di accesso al significato e di ermeneutica vista com snodo della connessione tra formazione e narrazione accomunate dalla comunicazione conversazionale mediante la quale i soggetti negoziano intensioni e significati! 6i evidenzia il rapporto tra testo e lettore inteso come co7autore del testo narrativo" attraverso un processo di interpretazione di significati c%e non 2 rigido" statico" bens4 dinamico! =uesta analogia muove dalla psicologia culturale di <onata Fabbri e Alberto Munari! I due autori si riferiscono al rapporto c%e gli individui %anno con la conoscenza e propongono la loro visione di un soggetto non staccato dalla realt$ *durante il suo approccio al sapere. e dotato di una dimensione cognitiva e di una affettiva" sociale! =uesta 2 una visione c%e propone il sapere non come edificio statico" ma come reticolo auto organizzato c%e genera senso! 3n individuo condannato ad interpretare" condannato all# ermeneutica" ad una ricerca incessante! In sintonia con questa visione 2 anc%e ?! @runer c%e vede i soggetti impegnati da un lato a costruire e condividere significati a partire da un comune bagaglio culturale" dall# altro impegnati in una costante

costruzione del proprio s( grazie all# interiorizzazione di significati e di nuove visioni del mondo negoziate in precedenza con altri soggettiA 6i passa iin queste note di ermeneutica da un soggetto considerato come osservatore e conoscitore isolato a un soggetto la cui conoscenza deriva da una continua interazione consensuale col prossimo nell# ambito della cultura di appartenenza! Interpretazione come continua apertura sul mondo" disposizione ermeneutica e negoziale c%e il soggetto stabilisce con gli altri e lo aiuta a rapportarsi agli eventi e laae dinamic%e via via cangianti! ErmeneuticaB lavoro di interpretazione di fronte alla molteplicit$ di significati possibilic%e le situazioni ci restituiscono! NegozialeB perc%( ric%iede regolazioni condivise e processi di costruzione congiunta di significati! 6empre @runer sottolinea come i processi di costruzione del significato siano di tipo narrativo: individua due tipi di pensiero con cui i soggetti danno senso all# esperienza *1. pensiero logico7 scientifico *9. pensiero narrativo! 0roprio il secondo provvede *mediante lo snodarsi del racconto dell# esperienza. a plasmare di aspetti intenzionali gli eventi analizzati dando loro senso e significato all# interno di una gamma di mondi" interpretazioni possibili! Infatti l# aspetto narrativo della formazione 2 proprio il dovesi confrontare nel set formativo con innumerevoli racconti segnati dall# indeterminatezza" dall# implicito non detto prodotti dalle soggettivit$ altrui! 8#Ermeneutica propone una concezione costruttivista dell# interpretazione *viva" attiva.! 3n narrare formativo" come proposto dall# ermeneutica pu5 forse sbloccare la rigidit$ di alcuni modelli c%e risultano di difficile interiorizzazione! )A0! C: MI 0RE6EN;O <IMMI )DI 6ONO: 8aura Formenti propone l#aspetto del presentarsi come una risorsa importante quando si inizia un processo di formazione! Il tutto sembrerebbe banale perc%( nella formazione non dovrebbe essere importante c%i si %a davanti quanto i contenuti da trasmettere! 6e per5 concepiamo la formazione come legata a tematic%e narrative personali *come s#2 detto finora. allora l# identit$ dei singoli 2 un inevitabile punto di partenza! Il risc%io delle presentazioni 2 di generare stereotipi e fenomeni di omologazione di gruppo ma la formazione narrativa autobiografica mira ad attenuare in quanto crea contesti in cui le identit$ si mettono in gioco da subito" libere da ruoli rigidi e stereotipati! 8e attivit$ qui presentate appartengono all# approccio &autobiografico'! 6ono attivit$ di gruppo" gioc%i relazionali dove si unisce alla dimensione autobiografica la possibilit$ di di conversare intorno ad essa! )i si racconta insieme" ricerca7formazione attraverso l# ascolto"confronto e discussione perc%( il gruppo deve dare un senso a colui c%e si racconta! I8 :IO)O <E8 +!A!E! IN)RO)IA;O: prevede F fasi: *1. si consegna a ciascun soggetto un foglio in cui compare 9G volte la scritta &io sono' c%e deve essere compilata in cinque minuti! *9. i fogli sono pio distribuiti casualmente ai sogg c%e devono leggere il foglio c%e capita loro e farsi un# idea sul personaggio *C. ognuno viene presentato al gruppo dal collega c%e %a esaminato il suo fogliettino *F. discussione libera sugli scarti tra percezione del s( e l# idea evuta dagli altri" si indagano anc%e le strategie di autopresentazione! 6i discute sulle strategie cognitive" infatti dalle risposte emergono i pregiudizi" i valori" le priorit$ ecc/il tutto influenzato dalla cultura di appartenenza" dalla famiglia"dal contesto! Al di la della portata conoscitiva del +!A!E! esso 2 utile anc%e per rompere il g%iaccio superando l# imbarazzo di presentarsi in un contesto ambiguo! Nella lettura del HaI emergono varie strategie: le prime due sono coerenza *le 9G risposte sono collegate . e discontinuit$ *le risposte sono scollegate come un flusso continuo di pensiero c%e salta da una parte all# altra. altre caratteristic%e sono *C. l# uso di metafore c%e arricc%isce di immagini il racconto! *F. si pu5 anc%e far riferimento allo stato d# animo per la situazione in atto! *J. strategia delle carta di identit$ perc%( siamo soliti descriverci in base a nomi luog%i e tempi per collocarci nel mondo! 8e fasi 9 e C sono le pi importanti del gioco" l4 si costruisce l#identit$" infatti in gruppo" perc%( non c#2 identit$ senza relazione col prossimo! 8a lettura dei bigliettini evoca immaginazioni ragionamenti" ipotesi c%e i soggetti scambiano tra loro in una costante negoziazione di significato! I8 :IO)O <E88A 0ROIEZIONE NARRA;I>A: scrivete un dialogo tra voi e una persona incentrato sulla frase &io sono cosiK'! =uesto compito c%iama in causa immaginazione inventiva esperienze di vita" tutto attorno alla narrazione! Anc%e qui si trovano soluzioni narrative: *1. dialog%i rindondanti: %anno una struttura c%iusa son ripetitivi descrivono la realt$ di fatto! *9. dialog%i autoreferenziali: mettono in scena il compito stesso con le difficolt$ c%e esso %a generato!si fa luce su come il sogg %a poroceduto nello svolgere le consegne! *C. dialog%i con il mentore: visto come guida c%e c%iama il sogg a una presa di coscienza! *F. dialog%i

interformativi: si originano a partire da relazioni paritarie c%e fanno giungere il sogg a prese di coscienza derivate da un percorso comune di apprendimento dal dialogo in un clima relazionale e collaborativi! *J. dialog%i rituali : fanno riferimento al passato" in genere si tende a confermare l# identit$ di se stessi col dialogo in cui l# altro 2 un caro c%e ci fa da spalla" es! le foto di quando eri bambino/ IN)ON;RI A8 )RE036)O8OL I8 :IO)O <E88#AZIONE NARRA;I>A: gioco c%e prevede l# incontro faccia a faccia con l# altro in cui in J per uno senza interruzioni si procede alla presentazione di s( stessi! )os4 la narrazione si fa gioco" scambio percezione dell# altro attraverso il suo modo di porsi" proprio come nalle vita vera! Alla fine del gioco ci sar$ poi la presentazione incrociata dei membri del gruppo! 6copo 2 la formazione del gruppo! 0RO@8EMA <E88# IN;ER0RE;AZIONE: nella fase di restituzione bisogna evitare c%e avvenga l# interpretazione del contenuto della narrazione in quanto il contenuto pu5 essere interpretato correttamente solo nel &qui ed ora' ossia nel suo formarsi e non dopo" quando esso 2 riproposto! )A0! F : 60AZIO NARRAN;E: per spazio narrante si intende uno spazio relazionale tra i partecipanti creato dalla narrazione! Esso si crea tra la voce c%e narra e il desiderio di ascolto" per5 perc%( si crei questo desiderio ci vuole ascolto attivo" voglia di entrare dentro il racconto" di scambiare esperienze facendole proprie e rimettendole i circolazione! Necessit$ di liberare la possibilit$ di prendere parola! Il formatore non si astrae dalla narrazione ma vi partecipa come un membro del gruppo e condivide con loro il processo di costruzione di significati! Il contesto formativo si articola in modo da favorire specific%e dinamic%e! Il rapporta con la narrazione sembra promuovere partecipazione non formlale libera da costrizioni c%e ostacolerebbero la totale messa in gioci doi noi stessi nel processo di costruzione di significati comuni e condivisi! In questi ambiti si valorizza l# immagine di un lettore c%e non si pone in maniera passiva di fronte al testo" come decodificatore" ma come co7costruttore di testi narrativi attraverso la sua fantasia e le sue esperienze! Ossia un sentimento di cooperazione interpretativa! >iene proposto un miM" tra un lettore ingenuo e un lettore critico" in modo da essere capaci di affrontare il testo narrativo della formazione da una giusta distanza per fare le dovute analisi razionali ma allo stesso tempo senza privarci della possibilit$ di sognare " creando visioni di mondi e interpretazioni possibili alla luce della esperienza passata c%e fa da filtro! =uesto in contrapposizione all# atteggiamento rigido c%e alcune persone portano in formazione! Infine si pone l# accento sul narrare l#esperienza lavorativa: la formazione punta sulla narrazione perc%( essa genera una cultura di scambio di idee c%e senz# altro produttivo" questo perc%( anc%e se i temi trattati nella narrazione formativa possono esser lontani dalle competenze lavorative intese come nozioni" i soggetti un volta sperimentata la produttivit$ di scambiare idee mediante la narrazione" la useranno anc%e per esporre problemi del lavoro quotidiano c%e risultano difficili da esporre in modo rigido ed articolato *formale.! =uindi la narrazione come un#arma" uno strumento c%e spesso pu5 facilitare i processi di interazione nelle aziende non solo sotto il profilo del clima comunicativo ma anc%e sotto il profilo delle pi semplici ed immediate strutture comunicative c%e usa e promuove! =uesto perc%( la narrazione intrecciando tra loro eventi e c%iacc%iere fa luce su elementi e situazioni sfuggenti a un# indagine astratta e concettuale! I nuovi contesti lavorativi instabili e sfuggenti di oggi devono essere affrontati proprio con questa arma" la narrazione! )A0! J: 8A )O6;R3ZIONE <I MON<I )ON<I>I6I: :alimberti e scaratti: Affermano c%e la formazione trae beneficio dall# uso di testi e conversazioni per due tipi di motivi! 0erc%( essi possono essere usati sia come oggetto di analisi" sia come strumento di lavoro! Infatti saper analizzare correttamente un testo oppure determinate produzioni discorsive costituiscono capacit$ sempre pi ric%ieste dalle attivit$ lavorative di oggi! 0er questo si auspica una formazione in geado di affinare abilit$ comunicative e di pensiero! Il tutto legato a una concezione contrattuale della comunicazione" una cooperazione c%e segna il passaggio da comunicazione come trasmissione di codici da un emittente ad un ricevente c%e decodifica il messaggio ad un# altra pi dinamica in cui le differenze" gli equivoci" diventano eventi c%e generano comunicazione sviluppando negoziazione di esperienze condivise! In questo capitolo si parla di un# esperienza di formazione maturata con gli operatori dei servizi sociali impegnati nel costante rapporto con il sistema giuridico! Il principale strumento di comunicazione tra queste due diverse realt$ *sociale e giuridica. 2 la relazione scritta" nel testo 2 possibile individuare determinate mosse conversazionali c%e %anno specifici scopi ed 2 su questo c%e si deve far luce! 6ono state due le strategie usate: la prima %a usato testi come oggetto di analisi" al fine di far luce su varie strategie discorsive rintracciabili in testi scritti dai giudici! 8a seconda %a messo gli operatori di fronte al compito di costruire un testo indirizzato ai giudici! =uesto lavoro %a denotato la

difficolt$ di tradurre alcune variabili in forma scritta creando ambiguit$ c%e se non c%iarite mediante l# interiorizazione di strategie e conoscenze" vanno a danno della comunicazione! =uando %anno appreso a regolare le proprie strategie discorsive in relazione agli scopi" i soggetti %anno ottenuto la possibilit$ di rendere produttiva al massimo la loro interazione col mondo giuridico usando il testo scritto non pi come adempimento burocratico" bens4 come strumento per raggiungere punti di vicinanza c%e rendono pi facile la comunicazione con altri mondi! Il seminario voleva mostrare le principali funzioni del linguaggio orale e scritto" la funzione referenziale" la funzione espressiva" la funzione relazionale" la funzione argomentativa! E non solo" si 2 cercato di cambiare proprio la concezione del processo comunicativo c%e 2 molto pi di un contatto o un semplice scambio! )omunicare 2 intraprendere un# azione congiunta in cui gli interlocutori sono corresponsabili di una negoziazione alimentata del loro progetto di capire e capirsi in modo dinamico! )A0! N: FORMAZIONE E< E60ERIENZA M36I)A8E: :ianni zanarini suggerisce l# interpretazione della musica come di un linguaggio" come ogni lingua" anc%e la musica seleziona dei fonemi *suoni musicali. e li contrappone ai rumori" c%e invece non %anno senso perc%( sono suoni non musicali! 8e note musicali sembrano avere lo stesso ruolo dei fonemi nel linguaggio! )ome i fonemi infatti" le note si compongono a formare composti di note ed il tutto avviene non in modo arbitrario ma secondo regole! Fin qui ci siamoL ma questa corrispondenza non tiene conto della differenza principale tra musica e linguaggio: cosa comunica la musicaK A cosa si riferiscono i suoni musicaliK =ualcosa ci induce a pensare c%e si tratti di evocazione di emozioni" entra in gioco la dimensione emotiva" le esperienze c%e gli uomini collegano ai suoni/ per5 la composizione musicale %a bisogno di un esecutore c%e la faccia rivivere interpretandola e proprio l# interpretazione 2 il nucleo centrale della connessione tra musica e linguaggio! 3na prima modalit$ di interpretazione 2 quella di eseguire alla lettera le note in modo preciso" oggettivo! 8o si pu5 definire un approccio pragmatico al testo musicale" questo per5 pu5 esser considerato povero o inaccettabile perc%( oggettivo e quasi distaccato! Niente a c%e vedere con la vera e propria interpretazione c%e va al di l$ delle prescrizioni dal testo musicale" va alla ricerca di ci5 c%e si nasconde tra le rig%e! 6i deve cogliere l# accenno all# interminabilit$ dello sforzo interpretativo! <ue prospettive di interpretazioni: strutturale ed ermeneutica: quella strutturale si dedica al progetto esplicito dell# opera musicale alla sua struttura" intelaiatura! Esprime la passione analitica dell# interprete! =uella ermeneutica" mira ad andare in profondit$ del testo per risvegliare quelle emozioni quegli affetti sopiti c%e vengono fuori solo con un processo di identificazione col testo mediati dalle emozioni dell# interprete! 8# ermeneutica si allontana dal terreno dell# oggettivit$" della certezza perc%( tra il testo e l# interpretazione troviamo la cultura e la soggettivit$ dell# interprete c%e filtrano le note scritte oggettivamente sul foglio/ )A0! O: NARRAZIONE E< I<EN;I;A# )O88E;;I>A:un esempio aziendale! 6pesso per narrazione si intende una serie di corsi improntati all# insegnamento formale e all# apprendimento!=uella qui citata 2 un#esperienza formativa in cui i momenti formali sono stati limitati in favore di un processo di apprendimento dall# esperienza e dalla storia aziendale! Alcune precisazioni: quando si interviene in contesti organizzativi e si affrontano problemi reali" complessi" 2 necessario porsi in una prospettiva di medio7lungo termine! )i5 non significa c%e le attivit$ del formatore debbano occupare molto tempo" infatti se egli riuscr$ a promuovere ed attivare tra i soggetti delle relazioni fertili e stimolanti il processo formativo si svilupper$ presto anc%e in sua assenza! Non in modo continuo e lineare" ma tra oscillazioni ed eventi imprevisti c%e si verific%eranno durante un continuo processo di scambio organizzativo! >a comunque sottolineata la difficolt$ di coinvolgere i soggetti in una pratica narrativa produttrice di senso! 6pesso perc%( questa 2 una pratica sconosciuta in quei contesti in cui vige il primato del fare" dell# agire sul pensare" contesti in cui la parola viene poco filtrata dal pensiero producendo mere ripetizioni e scaric%e pulsionali c%e poco contribuiscono alla creazione di senso! In queste condizioni compito arduo del formatore 2 quello di creare uno spazio di interruzione dell# azione in favore della comprensione di ci5 c%e si sta facendo" in favore di una scoperta della produttivit$ del discorso messo in mezzo tra lo stimolo e l#azione! )onsapevoli c%e il non detto e le dimensioni inconsapevoli sono tra i fattori c%e influiscono sul successo e lo sviluppo individuale e collettivo di un#organizzazione! )A0! P: E>O83ZIONE <E88A ME;O<O8O:IA <I IN;ER>EN;O NE8 0RO)E66O <I RIOR:ANIZZAZIONE! I8 )A6O <E8 6!E!R!;!: 6i osserva l# intervento di riorganizzazione di un s!e!r!t! di torino" questa avviene su vari livelli: logistico" divisione dei compiti" processi di controllo" ma soprattutto il modo di produrre e rappresentarsi il proprio

lavorare! 8# intenzione era quella di generare un s!e!r!t! c%e fosse riconosciuto come buono dagli stessi operatori e c%e fosse in linea coi i loro ideali! Ogni intervento di riorganizzazione parte da delle basi teoric%e c%e concepiscono l# organizzazione in modi diversi! 8# approccio classico la considera come un insieme di persone oggetti e norme orientati al raggiungimento di uno scopo comune e questo porter$ ad analizzare le sequenze lineari di un# organizzazione" i rapporti di causa7effetto" le dimensioni strutturali stabili! 3n# altro approccio pu5 dipingere l# organizzazione come luogo in cui gruppi di persone si impegnano ogni giorno a dare significato" senso a fenomeni ambigui ed imprevisti" questa concezione dell# organizzazione lascia in ombra gli aspetti razionali ed espliciti propri dell# approccio classico! E# c%iaro c%e alle diverse concezioni corrispondono diversi modelli di riorganizzazione" quello c%e si descrive adesso parte dalla convinzione c%e l# organizzazione deve fornire ai soggetti la capacit$ di dare senso all# esperienza quotidiana" in parte mediante la conferma del senso adottato dalla societ$" dalla maggioranza" in parte fornendo altri modi di interpretarla" modi c%e spesso possono scontrarsi con quelli socialmente pi diffusi! =uesto concatenarsi di modelli interpretativi non solo arricc%isce i soggetti ma anc%e contribuisce a rendere c%iaro" meno caotico il contesto nel quale si trovano! =ueste mappe consentono di orientare l#azione! 0artendo da queste idee appare inutile promuovere il cambiamento organizzativo senza tener conto delle dimensioni implicite" dei vissuti c%e influenzano ogni processo organizzativo! A ci5 va poi aggiunto il fatto c%e quelle c%e offrono servizi *anzic%( prodotti materiali. come il s!e!r!t!" %anno problemi diversi dalle altre! Q ric%iesta collaborazione dei clienti" e il prodotto finito non 2 tangibile come i beni in vendita! 0erci5 il servizio non 2 predefinito" standardizzato perc%( ogni colloquio di un s!e!r!t! sar$ diverso da un altro! Il contatto interpersonale in un# azienda di servizi 2 totale! Inoltre nei s!e!r!t! manca il -noH7%oH necessario ad orientare l#azione dei responsabili dei servizi" dei quadri interpretativi dei fenomeni! Ed in pi manca anc%e una figura professionale c%e possa fare da punto di riferimento per l#azione! <a questi elementi deriva un disagio elevato per c%i deve lavorare in questi contesti! Risulta evidente c%e 2 necessario giungere ad una definizione dell# oggetto lavoro e dei suoi processi! I0O;E6I :3I<A: 2 c%e la posizione delle persone nei confronti del cambiamento sia ambigua" da un lato lo ric%iedono" dall#altro lo temono! Esso 2 come una minaccia per stati di equilibrio raggiunti con fatica" infatti modificare l# organizzazione del lavoro va ad incidere sui meccanismi di difesa sviluppati nel contesto di lavoro! =uesto %a fatto si c%e l#intervento abbia preso in considerazione queste resistenze per comprenderle e poi affrontarle! 6i 2 cercato di non forzare il cambiamento per non potenziare maggiormente le difese dinanzi ad esso" puntando sul dare un senso insieme ai lavoratori all# agire organizzativo mentre contemporaneamente si modificavano parti del processo organizzativo! Il tutto in una direzione" quella di ridurre la distanza tra costruzione dei problemi e dare loro delle risposte" tra dimensioni teoric%e ed operativit$! Favorire un agire c%e non si contrappone al pensare" ma esso stesso 2 fonte di pensiero" l# azione c%e genera un senso c%e sempre sta dietro ogni cosa ma 2 nostro compito cogliere! Inoltre alla base dell#intervento vi era l#idea c%e in questo tipo di lavoro fossero poc%e e poco visibili le occasioni di gratificazione dai risultati! 0er ci5 si 2 cercato di orientare il lavoro nell#individuazione dei risultati intermedi cos4 da alimentare l# autostima dei soggetti erogatori del servizio e ridurre i comportamenti difensivi c%e tendono a attivare comportamenti di routine non sempre efficaci! 8#obiettivo 2 promuovere la costruzione dell# organizzazione da parte di c%i ci lavora in modo c%e tutti vi si riconoscano ed identific%ino" un tale rapporto 2 di vitale importanza soprattutto nei contesti di incertezza come questo! 8#identificazione 2 un punto di forza dell#intervento! <all# esplorazione iniziale fatta con gli operatori 2 emerso c%e la rappresentazione del servizio era poco c%iara e poco c%iara era anc%e la rappresentazione dei prodotti realizzati! 0erci5 il formatore non %a agito proponendo una definizione oggettiva c%e fosse l# unica possibile di quel servizio" ma lasciando c%e fossero presenti pi definizioni proprie degli operatori cos4 c%e queste fungessero da elementi per giungere ad una definizione il pi possibile condivisa del progetto s!e!r!t! cercando sempre di favorire l#espressione dei diversi punti di vista! 6ono state prese in considerazione le dinamic%e interpersonali" le attese" i desideri centrandoli per5 su una produzione di senso c%e avesse lo scopo di produrre il miglior servizio possibile! )analizzazione delle ansie e dei conflitti sulla progettazione collettiva/ per facilitare l# uscita da modalit$ difensive e ridondanti il formatore propone vari quadri interpretativi dei problemi cos4 da riorganizzare il materiale e interpretare i problemi da varie prospettive! 0roporre interpretazioni parziali" ipotesi di senso" ricostruzioni parziali" ossia non predefinite faceva parte del processo di costruzione congiunta di significato c%e sarebbe stata in futuro la nuova cultura organizzativa!

RI638;A;I: )ambiamenti non solo a livello formale ma anc%e pi profondi" nel modo di pensare e nei rapporti tra colleg%i! <are un senso ed un fine alle frustrazioni e difficolt$ incontrate" un senso c%e fosse produttivo anzic%( difensivo! 6viluppata l# idea c%e non esistono solo prodotti finali ma anc%e intermedi" ugualmente gratificanti se solo si riesce ad individuarli avendo coscienza del proprio lavoro non come routine ma come continua novit$ da scoprire insieme! Infatti si 2 sviluppata l# idea di trattamento c%e inizia sin dal primo contatto telefonico in quanto ogni azione %a un significato per il cliente! 3n organizzazione c%e risponde alle esigenze del soggetto usando risorse differenziate grazie alla cooperazione dei singoli c%e non sono pi singoli ma gruppo! )ambiando il modo di pensare 2 cambiato il modo di agire e la gerarc%ia interna" non pi modellata in base al titolo di studio" la fama" l#anzianit$" ma in base a capacit$ specific%e e di gestione di gruppo" di organizzare facendo fronte al cambiamento! Evoluzione da un modello centrato sulle professioni ad uno centrato sul processo organizzativo! 3na specie di alleanza lavorativa basata sull# intrecciarsi delle varie competenze! 0ersino gli arredi sono stati cambiati in quanti erano considerati parte della risposta dell#organizzazione alle esigenze del cliente! 6i avverte proprio il passaggio da un processo lavorativo spezzettato"non condiviso" di cui nessuno si sentiva autore" ad un processo lavorativo c%iaro e condiviso! )i5 lo dimostra il fatto c%e adesso il responsabile del servizio 2 in grado di raccontare ci5 c%e avviene dentro il servizio pubblico" la logica dell# azione ed i processi coinvolti! Inoltre molte ric%ieste di trasferimento da altri enti perc%( questo funzionava meglio/ )A0! R: 6)3O8A E FORMAZIONE" E=3I0E 06I)O0E<A:O:I)DE <E8 0RO>>E<I;ORA;O A:8I 6;3<I <I @ER:AMO! Il racconto permette di costruire significati c%e consentono alle persone di inserirsi ed interagire con la cultura in cui essi vivono! In questo cap si riflette sull# intervento formativo *narrativo. realizzato a scuola! Narrare porta ad un tipo di relazione nella quale si correla la conoscenza nuova agli sc%emi conoscitivi gi$ posseduti! )ostruire legami con gli altri in cui si attivano elementi emotivi e cognitivi! Nella scuola la formazione si articola sia nell# aspetto tecnico c%e in quello pratico all# interno delle situazioni lavorative! 8a scuola %a il compito di costruire la socializzazione c%e porta all# interazione e alla costruzione comune della cultura! Attraverso la narrazione infatti esprimo la mia visione del mondo plasmata dalla mia cultura! 8a cultura organizzativa scolastica presenta vari tipi di orientamenti formativi: *1. per certi formare vuol dire trasformare la realt$ *gli studenti. dando una forma ideale" trasmettere un modello adeguato per tutti a prescindere dalle diverse caratteristic%e individuali" e spronare i soggetti a colmare lo scarto con quel modello standardizzando le procedure di lavoro! *9. per altri formare vuol dire centrarsi sull# individuo fin da subito" far emergere il potenziale c%e 2 in lui" creare le migliori condizioni nelle quali possa esprimersi! Far emergere la singolarit$!