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Partito della Rifondazione Comunista Circolo G.K.

Zhukov - Poggibonsi Introduzione ____________________________________________________________________ 2


Quadro generale di riferimento _________________________________________________________ 2 Giudizio sintetico sullAmministrazione uscente _____________ _______________________________ 3 Il perch e gli obiettivi della nostra collocazione alternativa ___________________________________4 La questione morale __________________________________________________________________ 5

Il Comune Unico della Valdelsa senese___________________________________________6 Economia e servizi _______________________________________________________________ 8


Gli Enti Locali e la crisi _________________________________________________________________ 8 La crisi della camperistica ______________________________________________________________8 Autonomia finanziaria e gestione delle risorse: lotta al Patto di Stabilit ________________________9 Democrazia e partecipazione __________________________________________________________ 11 Il lavoro negli Enti Locali ______________________________________________________________ 12 Beni pubblici e lotta alle privatizzazioni __________________________________________________ 13 Diritti sociali, enti di prossimit, welfare e bisogni _________________________________________ 16 Rifondazione artistica e culturale, spazi sociali, politiche giovanili ______________________________ 17 Promozione di una scuola pubblica che produca cultura _____________________________________ 18 Lo sport ___________________________________________________________________________ 18 Citt sicure con pi operatori sociali _____________________________________________________ 19

Il Comune, il territorio, lambiente _________________________________________________ 20


Programmazione territoriale ed ambientale _______________________________________________ 20 Edilizia residenziale e forme sociali di accesso alla residenza ____________________________________20 Larea ex-Egizia_______________________________________________________________________21 I mercati generali, la filiera corta, la spinta alla riduzione dei rifiuti _____________________________ 21 Aree di sosta e circolazione _____________________________________________________________22 Proseguire con la riqualificazione del centro _______________________________________________23 Dalla cintura verde alla creazione di un parco naturale-archeologico __________________________23 Le aree industriali ____________________________________________________________________24 Riqualificare larea ex-industriale di v. Pisana ______________________________________________27 Le frazioni e le periferie _______________________________________________________________27 Una nuova politica dei rifiuti: superare la centralit dellinceneritore di Poggibonsi nella gestione del ciclo dei rifiuti _______________________________________________________________________ 28

Introduzione
Quadro generale di riferimento
Nellaffrontare le prossime elezioni amministrative emergono alcuni elementi di valutazione imprescindibili per le scelte che i Comunisti ed altre forze democratiche dovranno compiere in tema di contenuti programmatici ed iniziativa politica. Il primo di questi elementi quello della criticit della situazione finanziaria degli enti locali derivante: dal ricatto europeo sul debito pubblico e dalle conseguenti restrizioni delle risorse previste dalla legge di stabilit; dalle scellerate norme che per lo stesso motivo- nel corso degli anni sono andate a costituire il patto di stabilit;

Il secondo elemento quello della perdurante crisi in cui versa lintera Nazione e che in Valdelsa ha colpito cos pesantemente il settore del camper ed il relativo indotto, lasciando molte famiglie senza reddito ed in condizioni estremamente precarie: rispetto a questo elemento il sistema degli enti locali rappresenta ovviamente il primo luogo di intervento per la gestione delle situazioni di disagio e per un minimo di redistribuzione di risorse e servizi. Il terzo elemento da prendere in considerazione relativo allinvoluzione culturale, alla passivizzazione ed allimpotenza sociale determinata dalla crisi della politica, che ha prodotto lincapacit da parte della gente di prendere qualsivoglia iniziativa volta a tutelare i propri diritti o a conquistarne di nuovi.

Perci, su un piano generale, i Comunisti hanno ritenuto vincolante, nella definizione dei programmi e delle alleanze: lassunzione di politiche di rilancio della produzione, tese a unire le forze e le risorse, e favorire laccesso al credito, per creare poli produttivi di dimensioni adeguate a sostener e la concorrenza dei grandi gruppi europei, che nel procedere della crisi si fa sempre pi spietata; lassunzione della difesa dei redditi pi bassi, e dei senza reddito, come priorit dellazione di governo (attraverso attivazione di adeguate scelte in tema di servizi, tariffe e assistenza sociale); la salvaguardia delle funzioni pubbliche e il rifiuto delle privatizzazioni, possibile tramite la creazione di enti locali di dimensioni adeguate, in base al criterio di funzionalit, superando la concezione medievale di un Comune per ogni campanile; la difesa rigorosa del patrimonio pubblico e ambientale; lassunzione di criteri rigorosi in tema di rispetto della legalit nellamministrazione pubblica, e di trasparenza e di controllo;
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lallargamento delle pratiche partecipative e alla valorizzazione delle assemblee elettive nelle scelte politiche locali.

Giudizio sintetico sullAmministrazione uscente di Poggibonsi


In riferimento al nostro territorio ed al nostro Comune il PD, forza largamente maggioritaria durante la passata Amministrazione, pu considerarsi largamente esente da derive destrorse, ovvero da problematiche di natura giudiziaria. Passi avanti sono stati fatti sul terreno dellUrbanistica, con lassunzione del nuovo Piano Strutturale, e che auspichiamo- vengano concretizzati con il nuovo Regolamento Urbanistico. Inoltre le modalit di conduzione dei lavori del Consiglio e delle commissioni, e la ricerca di condivisione delle scelte anche con le forze dellopposizione hanno segnato un significativo progresso rispetto allAmministrazione precedente. Tuttavia molto carente sembrata la capacit dellAmministrazione di invertire la rotta privatistica nella gestione dei servizi che da met anni 90 ha fatto lievitare le tariffe (caso emblematico il servizio idrico), e del tutto incapace nellaffrontare la crisi della camperistica e dellindotto, senza dare un ruolo alla politica che oggi quanto mai necessario per impedire che i grandi gruppi europei (Trigano ed Hymer) delocalizzino completamente la produzione, e lascino la Valdelsa del tutto deindustrializzata. Le problematiche specifiche fin qui descritte, sono in realt sono risultati di scelte maturate a livello sovracomunale dal Partito di maggioranza; anche laddove queste dinamiche non sono state promosse dal Comune di Poggibonsi, lAmministrazione non stata capace di prenderne le distanze e sperimentare altre opzioni. Inoltre alcune scelte politiche delle precedenti Amministrazioni DS-PD hanno lasciato una pesante eredit alla nostra Citt, con costi in termini economici e di qualit della vita ancora difficilmente calcolabili: il triplicamento dellinceneritore delle Fosci, e la perdita definitiva dellArea Sardelli. Dal nostro punto di vista, queste sono state scelte realmente pesanti per il futuro della nostra citt, caratterizzate oltretutto dal loro nonritorno (almeno per parecchi anni, se non decenni). A questo si sono aggiunte altre problematiche, tra le quali alcune molto sentite dalla popolazione come la carente viabilit ed i parcheggi. Seppur il progetto di ampliamento del Centro Storico e della ZTL siano idealmente condivisibili, non sono scelte accettabili in assenza di percorsi alternativi e adeguati parcheggi gratuiti in prossimit del Centro Storico. Paradossalmente si sono creati posti auto al Vallone, mentre tutta la Citt si sviluppata nella valle dello Staggia; lorganizzazione della circolazione poi stata organizzata in modo tale da gravare enormemente su unarea piuttosto delimitata della citt (ci riferiamo ovviamente a Largo Campidoglio, nonch a Via Montegrappa e Colombaio). Ovviamente descrivere la passata Amministrazione in termini completamente negativi sarebbe del tutto demagogico, anche perch molte scelte sono state necessarie ed hanno avuto la nostra condivisione, a partire dallorganizzazione di molti servizi sociali e di natura culturale su scala valdelsana, anche tramite la creazione di strumenti alternativi a SPA e societ di capitali. In particolare la FTSA e la Fondazione ELSA si sono rivelate soluzioni adeguate a salvaguardare gli standard qualitativi che finora hanno contraddistinto il nostro territorio con costi accessibili alla maggioranza dei cittadini. Ma nella maggior parte dei casi lAmministrazione ha confermato la tendenza allesternalizzazione dei servizi, di fatto portatrice di disparit e costi insostenibili, nonostante le formali prese di posizione a favore del ruolo centrale del pubblico. Ultima in ordine di tempo, ma non di importanza, 3

la scelta di privatizzare ESTRA, oltretutto coi rischi ulteriori connessi alla decisione di quotarla in borsa. Particolarmente gravi poi sono state le prese di posizione in seno allATO- favorevoli alla Tariffa del servizio idrico comprendente il costo del capitale nonostante fosse stato dichiarato ILLEGALE dal Referendum abrogativo.

Il perch e gli obiettivi della nostra collocazione alternativa.


Al centro della prossima tornata elettorale amministrativa, che coinvolger oltre 4.000 Comuni, vi fondamentalmente il tema della capacit degli Enti Locali pi vicini ai cittadini, pi inseriti nel contesto sociale e pi flessibili nella concretezza operativa del quotidiano, di riappropriarsi del loro ruolo e di contrastare la crescente strumentalizzazione da parte dei poteri centrali, giocata attraverso riduzioni dei trasferimenti finanziari ai Comuni e normative tendenti a limitare la loro capacit di attuare politiche alternative nei territori. E necessario contrastare con il voto la controriforma del ruolo dei Comuni che mette in discussione, insieme allautonomia finanziaria, i diritti sociali dei cittadini, e lo stesso pluralismo democratico.
La nostra collocazione politica alternativa determinata dalla necessit di contrastare i vincoli di stabilit con ogni mezzo lecito, ricorrendo anche alle vie legali, come gi stanno facendo molti Comuni anche di grandi citt- ad iniziare da Napoli. La nostra collocazione politica alternativa dettata dalla necessit di salvaguardare il controllo democratico sulle scelte amministrative, tramite la creazione di un unico Comune della Valdelsa senese, opponendosi alla creazione di organismi di secondo livello (unione dei comuni) o convenzioni che esautorerebbero completamente i consigli eletti dai cittadini. La nostra collocazione politica alternativa determinata dalla volont di intervenire nel tessuto economico e produttivo non soltanto per fare brand, ma per mettere insieme le forze ed i capitali e unificare (o ricreare) unintera filiera produttiva che diventi competitiva sui mercati europei e mondiali. La nostra collocazione alternativa dettata dalla necessit di riappropriarsi dei servizi di qualsiasi natura ( che devono essere beni comuni e non oggetto di profitto) e di garantirne laccesso a tutta la popolazione, adeguando le tariffe al reddito di ciascuno, e rendendoli gratuiti per i senza reddito o le fasce di reddito minimo. La nostra collocazione alternativa dettata da una concezione di sviluppo della Citt non pi quantitativa, ma qualitativa , in termini di qualit della vita, aumento degli spazi e dei momenti di socializzazione, elevazione culturale di tutta la popolazione.

La questione morale
Ogni volta che in politica si discute di esternalizzazioni, privatizzazioni, consulenze esterne non solo si minano democrazia, welfare, interessi pubblici, ma si apre un varco drammatico alla possibilit di corruzione degli amministratori, come evidenziato dallesplodere della questione morale negli ultimi anni in molte realt regionali, provinciali, comunali. Va, infatti, evidenziato che i fenomeni di corruzione si sono moltiplicati sempre quando sono state aperte le porte della gestione di servizi o lavori pubblici a grandi gruppi privati. La denuncia della mala politica che recentemente ha fatto la fortuna di soggetti politici altrimenti insignificanti giusta e doverosa. Ma altrettanto giusto e doveroso risalire alle cause materiali di un fenomeno corruttivo che data la profondit e la diffusione- non pu essere attribuito a colpe soggettive di alcune mele marce. Infatti se molti politici di varie tendenze sono si sono lasciati corrompere, si deve anche alla presenza di lobbies e corporazioni che lavorano a tempo pieno per ottenere appalti e vantaggi dalla politica. In ultima istanza lassetto economico e produttivo, che vede in Italia il grosso della ricchezza concentrato in pochi gruppi industriali e finanziari, che produce continuamente associazioni a delinquere, interessi illeciti, e corruzione della politica. Quindi non basta mandare tutti a casa o rottamare, bisogna RISALIRE AI MANDANTI, estirpare le cause economiche del malaffare. Non ci limitiamo a proporre amministratori con le mani pulite: si tratta di mettere in campo regole trasparenti di gestione che rendono impossibile, o quanto meno molto difficile, per gli amministratori praticare comportamenti illeciti o moralmente riprovevoli. Pensiamo a criteri per le nomine, a limitazione delle trattative private, sia per affidamenti di opere che di servizi, allassoluta limitazione delle consulenze e del ricorso a dirigenze esterne. Una delle forme attraverso cui si pu avere la ragionevole certezza dellesclusione di ogni interesse privato quella, di berlingueriana memoria, del distacco dalla gestione dei casi concreti: al potere politico lindirizzo, sar poi la burocrazia a tradurre in atti singoli e nei casi specifici i criteri dettati dalla politica. Nel frattempo, comunque abbiamo sempre avuto come discriminante per le nostre liste ladozione di un codice etico da parte di ogni candidato, basato su alcuni principi a tutela della moralit pubblica. Riproponiamo convintamente il problema della certezza che sul piano penale e morale in senso lato non vi siano dubbi, neanche come ombre, sulle figure chiamate a rappresentare i cittadini e in secondo luogo che la pratica quotidiana del lavoro rispetti questi principi di base. Da molto tempo prima che Grillo portasse uniniziativa analoga alla ribalta delle cronache. Questo ha fatto s che finora il PRC sia sempre rimasto fuori da scandali e condanne. Requisiti essenziali devono essere: assenza di conflitto dinteressi (azioni in societ partecipate, assenza di contenziosi con lEnte, assenza di concessioni o presenza in associazioni che dipendono da contributi pubblici) assenza di indagini penali, per reati non di opinione, allatto della candidatura impegno alle dimissioni dallincarico istituzionale (consigliere assessore) anche in caso di rinvio a giudizio per reati finanziari, o potenzialmente connessi col proprio ruolo.

Il Comune unico della Valdelsa senese


Con le ristrettezze economiche derivate dal Patto di Stabilit diventa praticamente impossibile mantenere gli attuali standard anche nei servizi pi essenziali. Laccorpamento, laccentramento delle forze non pi unopzione, ma una necessit oggettiva in tutta Italia. Questo avr in ogni caso dei costi sociali in termini di accorpamenti di uffici e riduzioni di posti di lavoro nella pubblica amministrazione. Tuttavia questo accentramento di forze pu avvenire in modi diversi e con costi e conseguenze diverse. La soluzione peggiore, e che purtroppo finora ha prevalso, lesternalizzazione, la cessione a privati che agiscono in nome di un utile, oppure lingresso di privati (e quindi della logica del profitto) in societ pubblico-private. Conseguenze di questa opzione sono il massimo incremento possibile dei costi per gli utenti (che diventano clienti) ed il massimo risparmio in termini di costo del lavoro, cio il mantenimento del personale minimo indispensabile. Altra opzione che pi recentemente sembra farsi strada la messa in comune di personale, o lunificazione di uffici che dovrebbero continuare a dipendere da varie amministrazioni. Questa soluzione, seppur migliore della precedente, crea comunque problemi in termini di gestione di direttive non sempre univoche, e soprattutto resta lallontanamento del controllo da parte degli organismi democraticamente eletti. Con le norme che disciplinano le unioni dei comuni infatti si creano organismi di secondo livello. Organismi non eletti dalla popolazione, ma costituiti di pochi soggetti scelti in seno ai consigli comunali con scarsa o nulla capacit di controllo per gli altri consiglieri. La terza via che garantisce il massimo del risparmio e contemporaneamente mantiene il controllo democratico sulle decisioni soltanto lunificazione vera e propria di pi comuni. In Valdelsa ormai da anni una vasta gamma di servizi gi gestita congiuntamente: sevizi sociali e di assistenza tramite la Fondazione dei Territori Sociali Altavaldelsa FTSA; il Politeama ed il Cassero (superata la gestione privatistica), il teatro di Colle, e pi recentemente la Scuola di Musica tramite la Fondazione culturale Elsa. Questo processo di unificazione va assolutamente incoraggiato e sussiste da parte dei Comunisti la chiara volont di andare in questa direzione, quale unica alternativa concreta alle esternalizzazioni. Inoltre oggi esiste gi un sistema urbano integrato tra i maggiori centri valdelsani (Poggibonsi, Colle Val dElsa e San Gimignano), ma esso gestito in maniera frammentaria; del tutto spontaneamente il sistema delle tre citt funziona come unarea metropolitana, anche in base alla dislocazione dei servizi. Lo strumento principale di programmazione dovr avvenire tramite la definizione di un Piano Regolatore unico, tale da armonizzare le politiche e lo sviluppo del nostro territorio superando gli attuali confini amministrativi. La completa armonizzazione dei servizi deve prevedere in primo luogo anche un sistema di trasporti urbano unificato, sviluppato fondamentalmente sullasse Pian dellOlmino Gracciano Polo scolastico Colle centro di Colle svincolo di Maltraverso Ospedale della Valdelsa polo scolastico Poggibonsi impianti sportivi Poggibonsi centro di Poggibonsi (con stazione, collegamento allarea direzionale di Salceto ed altro scambio urbanoextraurbano) nuova biblioteca Via Pisana Fosci Pietrafitta San Gimignano. Il nuovo sistema unico di trasporto pubblico deve prevedere anche un biglietto ed un prezzo unificati per gli utenti, garantendo fasce di esenzione per i redditi pi bassi. Si propone di realizzare il sistema di trasporto con autobus ecologici e, per il futuro, quando ci saranno le risorse, va ipotizzata la costruzione di una metropolitana leggera su rotaia. Una politica condivisa della Valdelsa non pu prescindere dalla sua idea di sviluppo economico (agricoltura, industria, servizi), tale da affrontare degnamente la crisi. Lo sviluppo deve partire dallutilizzo e dalla produzione di energie pulite, ad iniziare dal fotovoltaico. Tale sviluppo sostenibile dovr incentivare anche meccanismi di filiera alimentare corta, contribuendo alla vendita di prodotti locali a km 0: ci dovr essere accompagnato dallorganizzazione di mercati generali, da realizzarsi come primo polo commerciale con il recupero (e la sottrazione ai meccanismi di speculazione edilizia) dellarea exEgizia, nei pressi della stazione ferroviaria di Poggibonsi. Ovviamente la filiera corta (ed eventualmente lorganizzazione di gruppi di acquisto) porta enormi benefici in termini di risparmio per i cittadini, riduzione delle spese di trasporto e dei costi (economici ed ambientali), che tale meccanismo comporta. Sul lato economicoindustriale va 6

incoraggiata la filiera del riciclaggio dei rifiuti, a partire dalla raccolta differenziata porta a porta per i centri di Colle e Poggibonsi, esperienza che va rapidamente diffusa nella totalit dei centri abitati, con meccanismi di calcolo della tariffa in base anche al quantitativo di rifiuti indifferenziati prodotti dai singoli utenti. Dovr essere integrata anche la tariffazione dei servizi offerti fuori dalla FTSA come ad esempio quelli connessi alle attivit scolastiche, unificandoli alle migliori condizioni offerte dai vari comuni (tariffe uguali e uguali esenzioni sulla base dellindice ISEE). Le sinergie derivanti da un utilizzo condiviso di un territorio sempre pi integrato debbono prevedere anche una serie di interventi articolati, ma in un contesto organico, tesi a garantire una politica dellabitare a tutti i cittadini con un costo, soprattutto di locazione, sensibilmente pi basso di quello in corso. Si tratta di individuare le aree dismesse e da recuperare, come luoghi per consentire innanzitutto la costruzione di nuovi alloggi popolari, assegnati mediante graduatorie di area, indipendentemente dalla residenza in ciascuno dei cinque comuni. Si tratta di far fare un passo decisivo in avanti alla generalizzazione dei canoni concordati relativi ai Patti Territoriali tra Sindacati degli inquilini e proprietari; a tal proposito si dovranno attivare politiche di sostegno e incentivazione per mettere in campo le centinaia di appartamenti sfitti ingiustificatamente (per esempio tramite la rimodulazione dellIMU sulle seconde case). Una gestione condivisa dellofferta turistica (con uffici turistici in capo ai Comuni e non pi alle proloco), facendo perno sullattrattivit di San Gimignano, potrebbe portare vantaggi alle altre bellezze della zona, favorendo una permanenza prolungata dei visitatori. In seno a questo va organizzato un servizio di autobus turistici, che realizzino il Valdelsa panoramic tour. La capacit attrattiva dellarea passa anche attraverso la creazione del parco naturaleartistico lungo lElsa e lex Ferrovia Poggibonsi Colle con linclusione dellarea archeologica di Poggio Imperiale, nonch il risanamento delle vergogne urbanistiche di Casole dElsa. Una politica comune pu essere assunta anche per lilluminazione (maggiore potere contrattuale, unitamente allesigenza di installare nuovi impianti a risparmio energetico) e per lo sviluppo della rete internet. Si dovranno poi uniformare le imposte comunali e si dovranno attivare politiche compensative nelle entrate dei comuni da oneri di urbanizzazione ed in forma di redistribuzione procapite per numero di abitanti tra i cinque comuni della Valdelsa senese. Nellarco di una legislatura dovremmo raggiungere una unificazione amministrativa de facto della Valdelsa senese, che dovrebbe poi esser formalizzata tramite referendum fra i cittadini prima del 2019, cos da avviare la legislatura seguente con un unico Consiglio ed ununica Giunta.

Lavoro, economia e servizi


Gli Enti Locali e la crisi
La crisi economicofinanziaria e la sua dimensione globale, che costituiscono, come ovvio, la base delle scelte politiche di questi momenti, (soprattutto per i Comunisti per cui il tema di fondo , e sempre rimarr, la tutela delle condizioni di vita e di esistenza delle classi sociali pi deboli), comportano la necessit di una maggiore attenzione ai contenuti ed ai principi ispiratori delle scelte anche locali sui diversi temi. Purtroppo, la portata della crisi economica ha determinato un arretramento senza precedenti nella storia rispetto a condizioni che venivano date per scontate, un arretramento non progressivo, ma improvviso e violento che, in pochi anni, ha riportato lEuropa occidentale e lItalia, a fare i conti con disoccupazione di massa, precarizzazione dei rapporti di lavoro e dei diritti fondamentali (quali il diritto alla casa) dei cittadini e dellesclusione di fasce significative della popolazione dallaccesso ai beni di consumo, e talvolta ai beni essenziali. Le politiche recessive di austerity hanno prodotto negli ultimi 20 anni in Italia la compressione al 40% dei redditi da lavoro dipendente (erano al 60%, quando il crollo del blocco politico socialista ha preannunciato il trionfo della logica di mercato) a scapito dei profitti e delle rendite. E chi, in queste condizioni, dovrebbe comprare i camper (non il pane, la pasta, il burro, bens un costoso strumento di svago)?

La crisi della camperistica


La crisi non poteva risparmiare il nostro territorio, dove la principale filiera produttiva (camperistica) stata abbondantemente esposta alle regole dei mercati internazionali, data anche limpostazione ideologica liberista delle forze politiche di maggioranza che per 20 anni ha preteso di lasciare fare al caso, ha confidato sulle potenzialit dei singoli produttori e delle piccole aziende dellindotto, ha ridotto lintervento pubblico alla creazione (peraltro tardiva) di un distretto che doveva aver il solo scopo di fare brand. Come dimostrano anche gli ultimi licenziamenti collettivi attuati nel 2013 dalla Trigano e dalla Rimor, il fiore allocchiello delleconomia valdelsana, rischia di lasciare soltanto disoccupazione e nuove povert, s da incidere pesantemente sul tessuto sociale del nostro territorio. Negli anni 70 quando noi Comunisti governavamo la Valdelsa, era ben presente lobiettivo di creare dei poli produttivi (del cristallo a Colle, del mobile a Poggibonsi) di dimensioni simili a quelli che si stavano costituendo nei paesi europei avanzati. Successivamente hanno prevalso le teorie di Craxi negli anni 80, riprese poi da Occhetto, sulla fine delle grandi manifatture, e sullespansione del ceto medio e della democrazia economica. Secondo queste favole il nanismo delle aziende del nostro territorio e la frammentazione della produzione avrebbero addirittura costituito un vantaggio, perch avrebbero massimizzato limpegno dei singoli produttori, ed avrebbero garantito uno sviluppo della qualit e di filiere di nicchia senza rivali. Ma i fatti hanno la testa dura. Cos mentre il modello toscano si autocelebrava nella sua arretratezza, il Mondo continuava a svilupparsi. In Europa e non solo si concentravano le risorse e si creavano aziende ben pi competitive sia sul terreno dei costi che della qualit del prodotto. Se in un mercato in espansione, quale era quello del camper fino al 2005/2006 cera ancora spazio per tutti, non appena le vendite hanno iniziato a contrarsi, linadeguatezza del nostro sistema produttivo emersa in modo dirompente. (I cultori delle realt aziendali radicate sul territorio, saranno forse in grado adesso di capire che i capitalisti si affezionano alle realt locali fintanto esse sono in grado di fornire risorse e garantire profitti? )
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Innanzitutto noi Comunisti riteniamo che non sia pi prorogabile il recupero di un ruolo forte del pubblico (enti locali compresi) nella programmazione delle attivit economiche e produttive. Non basta fare brand. Non basta (anche se necessario) creare momenti di ricerca e di condivisione del Know-how . Le Istituzioni devono esser presenti durante tutta lattivit produttiva e lavorare allaccumulazione di risorse adeguate a sostenere la concorrenza dei grandi gruppi europei. Da un lato devono lavorare per facilitare laccesso al credito da parte delle aziende che hanno intenzione di investire e ammodernarsi. Assai grave per il nostro territorio stata la crisi del MPS e la perdita dellenorme disponibilit di risorse che aveva la Fondazione MPS. Ma gli strumenti finanziari ancora parzialmente a disposizione delle Istituzioni, quali Fiditoscana, non possono esser coinvolti soltanto nel momento in cui unazienda sullorlo della chiusura. Le Istituzioni locali devono prendere liniziativa molto prima che si arrivi a certe situazioni. Dallaltro lato le Istituzioni devono lavorare per quanto possibile allaccorpamento ed allunificazione della filiera (dalla ricerca al prodotto finito), quale miglior mezzo possibile per aumentarne la qualit e la competitivit, iniziando col proporre ai produttori ed alle aziende dellindotto progetti e piani industriali definiti e organizzando una struttura stabile che coordini i vari segmenti della filiera, il mondo del credito, ed il mondo della ricerca e dellUniversit. Inoltre riteniamo centrali nella nostra piattaforma programmatica lintroduzione di forme di ammortizzatori sociali per le famiglie che hanno perso loccupazione: 1 la necessit di ricreare, dintesa tra Comuni, Provincia e Regione, fondi di solidariet per i lavoratori in cassa integrazione o in mobilit, nonch forme di incentivi per le aziende che ricorrono ai contratti di solidariet (per esempio, garanzie degli EELL per facilitarne laccesso al credito) e disincentivi per le aziende che preferiscono ridurre il personale; 2 rimodulazione delle tariffe dei servizi (asili nido, refezione etc) con lintroduzione di una fascia di esenzione per le famiglie senza reddito, o monoreddito inferiore ad 15.000 lanno; 3 difesa del potere dacquisto dei redditi pi bassi, favorendo liniziativa dei GAS (Gruppi dacquisto solidali) contro il caro vita per i generi di largo e generale consumo, favorendo i mercati su aree pubbliche, concordando con i produttori iniziative promozionali di vendita diretta in unottica di accorciamento della filiera e di valorizzazione dei prodotti del territorio, con la realizzazione di mercati generali pubblici.

Autonomia finanziaria e gestione delle risorse: lotta al Patto di Stabilit


I governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno creato un perverso sistema di vincoli finanziari e gestionali, chiamati patto di Stabilit che rendono impossibile per gli EELL una vera autonomia nelle opzioni politiche, ma anche la capacit di mantenere in piedi il sistema di servizi precedentemente consolidato. E questa serie di vincoli tanto pi assurda in quanto colpisce indiscriminatamente i Comuni spendaccioni e di Comuni virtuosi(come quelli della Valdelsa) che non avrebbero comunque problemi di bilancio. Ai Comuni viene imposta un riduzione della spesa, fra laltro con riferimenti specifici nei vari settori dellAmministrazione. Viene imposto un vincolo preciso sulle possibilit di assumere dipendenti. E viene imposta persino limpossibilit di mettere da parte risorse da utilizzare in futuro per i cittadini. Infatti ogni eccedenza nelle casse dei Comuni viene ricalcolata per ridurre i trasferimenti statali dellanno successivo. Cio non puoi spendere i tuoi soldi, e non puoi nemmeno risparmiarli !! Ulteriore effetto negativo dato dallaver inserito nel calcolo del patto, non solo la spesa corrente, ma anche i fondi per gli 9

investimenti, penalizzando i comuni che programmano. Unica opzione consentita senza violare il patto di stabilit consiste nellabbattimento dei mutui precedentemente contratti. (si vede chiaramente come si tratti di un gigantesco inganno per imporre un trasferimento colossale di denaro pubblico alle banche private!)

Si consumato insomma, con questi provvedimenti un gravissimo attacco allautonomia politica e finanziaria dei enti locali, (che contrasta, peraltro, in maniera evidente, con la demagogica ideologia federalista degli ultimi anni), che impedisce lesercizio delle funzioni proprie dei comuni e delle province e la certezza dei diritti per tutti i cittadini. Si delinea, in sostanza, una subordinazione delle esigenze finanziarie degli enti locali che pure in questi anni hanno migliorato i saldi alla politica finanziaria nazionale ed in ultima istanza agli interessi del capitalismo finanziario. oggi pi che mai necessario, spostare lasse sui bisogni dei cittadini, verificando ed evidenziando gli effetti del patto di stabilit e della riduzione dei trasferimenti sui servizi. Il principale obiettivo di lotta , allora, quello di costruire una iniziativa politica e giudiziaria degli amministratori, organizzare una coalizione fra gli EELL ed i cittadini per una radicale modifica dellattuale configurazione del patto di stabilit, prevedendone un allentamento soprattutto per quanto concerne la spesa sociale e gli investimenti. Molti Comuni, anche di citt grandi (Napoli), gi si sono mossi in questa direzione. Numerosi ricorsi presso la Corte Costituzionale sono gi stati fatti in nome dei principi fondamentali della Costituzione, dato che gli assurdi vincoli di stabilit rischiano di mettere in discussione i diritti sociali fondamentali. Noi riteniamo che vada messa profondamente in discussione la logica stessa che sta alla base del patto di stabilit, quale prodotto del rigore monetarista dei parametri di Maastricht che stanno distruggendo non soltanto i diritti, ma anche i consumi ed il mercato interno dellItalia intera. Allentamento del patto stabilit vuol dire affermare la reale autonomia finanziaria degli enti locali nelluso delle risorse proprie, sia trasferite che dirette, modificando tutti i limiti imposti da tetti di spesa e da saldi calcolati su parametri discutibili, sempre modificati negli ultimi anni in ogni finanziaria, premiando in questo modo gli enti locali virtuosi che hanno programmato . Va, a maggior ragione, superata la stessa logica emendataria propria di una parte della maggioranza, che si limita a chiedere di escludere dal Patto i costi delle infrastrutture finanziate con fondi UE, in particolare le metropolitane, cosa sicuramente sacrosanta, ma limitata, di fatto, ai Comuni Metropolitani e che accentua i rischi di una separazione tra grandi e piccoli Comuni.

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Democrazia e partecipazione tramite i rioni ed i quartieri.


La partecipazione politica definita come il coinvolgimento dellindividuo nel sistema politico, fatto di comportamenti orientati ad influenzare il processo politico. Teoricamente una democrazia funzionante ha bisogno di cittadini informati, attivamente impegnati e capaci di esercitare influenze sulle decisioni concrete. Invece, il modello politico che si prodotto nella seconda repubblica non ha permesso lo sviluppo di queste caratteristiche. Al contrario ha prodotto la passivizzazione della cittadinanza, sempre meno abituata a partecipare alle scelte o a potersi esprimere su programmi radicalmente diversi; sempre pi costretta a scegliere fra facce senza riferimenti ideali o programmatici precisi, a delegare al salvatore di turno tramite le primarie o altre forme saltuarie e leggere di coinvolgimento politico. In questo quadro di distanza tra i cittadini e la politica utile aprire anche una riflessione critica sul progressivo svuotamento di ruolo dei consigli comunali a favore del potere ormai monocratico del Sindaco e del ruolo delle Giunte, avviato con la L.81/93 e proseguito fino alle scellerate riforme montiane sulla riduzione del numero dei consiglieri e sulla trasformazione dei consigli provinciali in assemblee dei sindaci. Linversione di questa tendenza che produce antipolitica per i Comunisti una questione fondamentale. Ci pu avvenire soltanto se le Istituzioni saranno in grado di andare a cercare i cittadini nei luoghi e nei momenti di socialit rimasti. La sperimentazione di processi partecipativi connessi alla gestione della cosa pubblica, permette il superamento del qualunquismo e della diffidenza verso la politica anche locale, e laffermazione del principio della trasparenza dellamministrazione pubblica di fronte ai cittadini, che devono passare dallindicazione di un indirizzo politico alla vera e propria determinazione delle scelte politiche concrete. Ci avvenuto in molti Comuni per i processi decisionali relativi a politiche che (come quelle ambientali e territoriali) hanno ricadute pi immediate sulla vita dei cittadini. La sperimentazione di pratiche inclusive di governo locale ha prodotto diversi effetti, alcuni dei quali sono rappresentati da un lato dallabbattimento di ostacoli che aumentano la selettivit della partecipazione alla vita pubblica, con il conseguente allargamento della base democratica e dallaltro dal progressivo mutamento dei processi di decisione politica locale, ovvero un cambiamento nelle fasi che compongono il processo di costituzione di una politica pubblica: dallidentificazione di un problema sociale, alla formulazione di unipotesi dintervento, alla decisione in merito alla politica da adottare, alla valutazione della misura posta in essere. Nellambito del rinnovamento delle modalit di governo del territorio e delle forme di democrazia, a vantaggio di una politica realmente vincolata al buon governo e alla difesa dei beni comuni e dei diritti del cittadino, si sono sviluppate diverse pratiche che, ognuna per lambito e la modalit di svolgimento, permettono al cittadino di occupare realmente una posizione centrale allinterno della vita politica, sociale, economica, avendo a disposizione gli strumenti di partecipazione adeguati. Da qualsiasi forma partecipativa ed inclusiva in passato stato del tutto esente il nostro territorio ed il nostro Comune; basti pensare al tema dellinceneritore o del sottopasso di l.go Gramsci, laddove le decisioni prese nei palazzi del potere non hanno incrociato mai il confronto con la cittadinanza, cercando di nascondere oltretutto le possibili occasioni di dibattito. Tuttavia a Poggibonsi abbiamo assistito a due fenomeni contrapposti: da un lato in perfetta linea col resto della Nazione- abbiamo visto una separazione crescente della popolazione dalle forme tradizionali di partecipazione politica e sociale (partiti, sindacati, associazioni culturali parapolitiche.), dallaltro lato abbiamo visto la nascita di nuovi luoghi e momenti di aggregazione a livello territoriale e di quartiere. Pensiamo naturalmente ai rioni ed alle Associazioni rionali che si sono costituite, e che sono in grado pur in mezzo alla crisi ed a mille difficolt- di organizzare i cittadini intorno ad iniziative ed eventi per lo pi ludico-ricreativi. Noi pensiamo che le associazioni rionali possono costituire una buona base di partenza per un ri-coinvolgimento dei cittadini nella gestione della vita e degli spazi cittadini. Naturalmente se il Comune sar in grado di stabilire un rapporto
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continuativo e proficuo con queste Associazioni, coinvolgendole continuamente nelle scelte che riguardano i rispettivi quartieri e lintera Citt, ed elevandole dal ruolo semplicemente ricreativo alla capacit di svolgere le funzioni che furono dei consigli di quartiere. pertanto necessaria, la creazione di meccanismi di consultazione permanente dei cittadini, tramite organizzazioni di quartiere. Nelle frazioni dove queste non sono presenti, si dovr cercare di crearne di nuove. Queste potranno anche contribuire al coinvolgimento di Staggia e Bellavista nelle scelte e nella vita cittadina. Inoltre assolutamente necessario, onde favorire processi di inclusione ed ascolto dei cittadini, istituire uno sportello comunale per aiutare le persone nellaffrontare problematiche con gli enti erogatori dei servizi. Deve essere il Comune e quindi la collettivit nel suo insieme a rapportarsi con le societ partecipate e con quellarcipelago di aziende che erogano servizi, essendosi esse sostituite al Comune ed alle autorit pubbliche, anche per superare le barriere nei confronti di call center e comunicazioni non dirette, le quali provocano in larghe fasce di cittadini comprensibili disagi. Le funzioni dello sportello potrnno essere favorevolmente estese anche alla consulenza su servizi ed utilit generalmente non inclusi nel pacchetto dei Comuni (telefono, internet, energia elettrica, etc.).

Si pone poi, a nostro avviso, il tema della modifica della legge 81/93 sulla elezione diretta dei sindaci, legge che ha favorito certamente, una maggiore stabilit dei governi locali, ma a danno delle prerogative di rappresentanza democratica dei Consigli, ridotti spesso ad una pura funzione consultiva e con pochi poteri effettivi di indirizzo programmatico e di controllo dellattivit degli enti. Noi proponiamo, invece, un nuovo rapporto tra il Sindaci ed il Consiglio, un rapporto che valorizzi funzioni, competenze e prerogative di questultimo. Noi contrastiamo, infatti, una concezione che, al contrario, crei nuovi sbarramenti democratici (ridurre il numero dei consiglieri aumenta inevitabilmente la soglia di accesso soprattutto nei consigli comunali pi piccoli, con forti rischi sul pluralismo della rappresentanza) ed assenza di controllo che si determinerebbe escludendo, di fatto, ad esempio, i consigli comunali dalla discussione su materie come il rapporto con le societ che gestiscono i servizi pubblici, o ladozione dei progetti preliminari sulle opere pubbliche.

Il lavoro negli Enti Locali


Nella stessa ottica, va, inoltre posta una grande attenzione alla macchina amministrativa degli enti locali, contrastando la cultura brunettiana che individua i pubblici dipendenti come fannulloni improduttivi, per puntare ad una privatizzazione di funzioni pubbliche e allesternalizzazione di numerosi servizi. Vanno in ogni caso salvaguardati la dignit ed i diritti dei lavoratori, che sono prima di tutto lavoratori subordinati e, poi, anche risorse umane degli enti locali. I lavoratori della Pubblica Amministrazione non devono e non possono essere trattati diversamente dai lavoratori subordinati delle imprese private, anzi, la circostanza che il loro datore di lavoro sia un Comune deve essere motivo di sicurezza e di tutela ulteriore, non potendosi certo assimilare la nostra visione del mondo ed il nostro atteggiamento nei confronti del lavoro subordinato a quello dellimprenditore privato che lavora per il profitto, o a quello del Brunetta di turno, che assolutamente allineato e complementare al primo. Non si pu condurre la lotta contro il precariato, contestando le scelte economiche dei padroni, senza superare il precariato negli enti locali (ed in genere nelle strutture pubbliche), rendendo stabili i rapporti di lavoro, soprattutto quelli di lungo corso ed investendo nella formazione
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dei pubblici dipendenti. Si tratta dunque di imboccare con decisione questa strada e di estendere questo obbiettivo a tutti i soggetti (enti, societ, consorzi), in qualche modo collegati agli enti locali. La lotta alla precariet un punto essenziale della nostra proposta politica. Lobiettivo deve essere quello di una completa deprecarizzazione della Pubblica Amministrazione, attraverso piani pluriennali di assorbimento delle risorse attualmente a tempo determinato e la conseguente definizione di nuovi servizi stabili a favore dei cittadini. In questottica si rende inoltre necessario: la stipula dei contratti integrativi decentrati che assicurino al personale comunale una distribuzione delle risorse del salario accessorio che sia diffusa e non clientelare, ma che tenga conto allo stesso tempo della qualit delle prestazioni assicurate all'utenza dai singoli e dai servizi in generale; evitare ove possibile il ricorso a prestazioni professionali esterne, anche attraverso una pi puntuale definizione ed eventuale accorpamento dei settori amministrativi. Dal punto di vista della lotta alla precariet del tutto necessario lavorare per superare i contratti a tempo determinato ed i lavori flessibili, anche nelle Fondazioni e nelle societ partecipate dal Comune di Poggibonsi, favorendo perci i processi di assunzione del personale. Criteri pi stringenti vanno adottati anche nel quadro dellassegnazione degli appalti, lavorando per ridurre il ricorso ai subappalti e collaborando con lIspettorato del Lavoro per effettuare maggiori controlli nei cantieri dei lavori pubblici.

Beni pubblici e lotta alle privatizzazioni


E nota la battaglia dei Comunisti in difesa dei beni comuni e contro la privatizzazione dei servizi locali, battaglia che ha avuto il punto pi alto nel risultato del referendum del luglio 2011, a favore della ripubblicizzazione dellacqua e contro la remunerazione del capitale inclusa nella tariffa idrica. Nonostante la chiara scelta del popolo italiano, nonostante le iniziative conseguenti prese da molti comuni di vario colore politico in tutto il paese, da Napoli al Veneto, Poggibonsi e gli altri comuni della Valdelsa, hanno continuato a sostenere i gestori, nella loro scelta di fregarsene del risultato referendario ed in un quadro di evidente illegalit della tariffa applicata. Noi Comunisti, insieme al forum dei movimenti per lacqua bene comune abbiamo lanciato una campagna di obbedienza civile decurtandoci la bolletta della quota di profitto. In molte realt abbiamo organizzato cause legali contro i gestori del servizio idrico, che iniziano a giungere a sentenza. Sentenze che finora ci hanno dato sempre ragione, obbligando i gestori a risarcire i cittadini. Ma fondamentale promuovere, anche da parte delle Amministrazioni, questa ed altre battaglie sui territori in nome di tutti i cittadini, che finora hanno subito per primi gli effetti devastanti della gestione privata dei servizi in cui si socializzano le perdite, si privatizzano i profitti. In particolare riguardo al servizio idrico la sconfitta della logica del profitto a portata di mano. Infatti secondo il nostro ordinamento costituzionale il risultato di un referendum valido rappresenta una fonte di diritto prioritaria rispetto a normative o leggi ordinarie emanate dai rappresentanti eletti. Quindi sono giuridicamente scorrette le obiezioni che la nostra Amministrazione e molte altre ci muovono, riguardo allimpossibilit di reperire i fondi (entro il Patto di Stabilit) per ripubblicizzare un servizio che i soggetti privati lascerebbero immediatamente in assenza di lauti guadagni. Infatti se lapplicazione del risultato referendario contrasta con i vincoli di stabilit, si deve derogare a questi ultimi, visto che prioritario il risultato del referendum.

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Inizialmente, moltissimo pu esser fatto come ricerca di unalternativa alla privatizzazione, in attesa del ritorno alla gestione pubblica dei servizi, attraverso forme giuridiche diverse dalle societ di capitali, come consorzi, fondazioni, aziende speciali. Cos come occorre rafforzare molto i controlli dei soggetti pubblici partecipanti sulle attivit dei gestori, sulla condizione lavorativa degli addetti, sulla qualit dei servizi erogati. Anche nel nostro Comune, quanto mai necessario da parte dei rappresentanti del nostro ente, un controllo effettivo sulle societ partecipate, compito che essi hanno finora abbondantemente eluso. Va in ogni caso previsto, a nostro avviso, lindividuazione di strumenti di partecipazione e di controllo dei cittadini utenti sulla qualit e le tariffe dei servizi erogati. Unipotesi concreta in questo senso era gi stata formulata alcuni anni fa dalla Rete del Nuovo Municipio, unassociazione che riunisce amministrazioni locali contrarie alle privatizzazioni, che promuove in tutta Italia la costituzione di consigli di gestione territoriale partecipata dei servizi pubblici, per una gestione sociale e comunitaria dei beni comuni. Unaltra ipotesi di lavoro interessante, da valorizzare, rappresentata dalla configurazione, in ambito europeo, di un nuovo modello di impresa, la societ pubblica di diritto comunitario, specificamente destinata allo svolgimento di servizi economici di interesse generale per conto degli enti pubblici proprietari. Un soggetto giuridico di questo tipo favorirebbe lintegrazione europea sul terreno dei servizi ai cittadini , rappresenterebbe unalternativa concreta alla concentrazione in mani private oligopolistiche di ingenti risorse pubbliche, garantirebbe una maggiore capacit di perseguimento di obiettivi di eguaglianza ed equit sociale. In prospettiva comunque i servizi privi di rilevanza economica (come gi consente la legge), tra cui quelli a carattere sociale, ma anche quelli a rilevanza economica di particolare impatto sulla collettivit debbono poter essere gestiti ed erogati direttamente dallEnte pubblico, natur almente in modo efficace ed efficiente. Va quindi contrastata in toto la tendenza privatistica, la quale non si arrestata, nonostante si siano dimostrati i suoi limiti e le sue ingiustizie. Facciamo un po di storia di ci che avvenuto, per valutare anche le opportunit per una reale inversione di tendenza. Per un verso le tradizionali aziende municipalizzate e speciali si sono trasformate in societ di capitali, per altro verso si assistito ad un esteso processo di riorganizzazione industriale che si caratterizzato in aggregazioni, fusioni e accordi, per altro verso ancora si avuto un diffuso superamento degli assetti monosettoriali prevalenti in passato e una forte affermazione di imprese multiutilities, infine alcuni importanti servizi sociali, culturali, alla persona sono usciti dagli ambiti della Pubblica Amministrazione per trasformarsi in unit aziendali (per fortuna su questo fronte la tendenza sul nostro territorio stata meno accentuata che altrove, a parte la parentesi della Politeama spa). Oltre alla geografia, cambiata rapidamente e intensamente anche leconomia dei servizi pubblici locali. In periodi non molto remoti le gestioni di tali servizi erano considerate prevalentemente in termini strumentali, quali unit di erogazione di servizi, dotate di una precisa identit tecnicoamministrativa e di vaste competenze ma prive di veste e autonomia imprenditoriali. In conseguenza di tale assetto lorientamento era garantire comunque la produzione dei servizi, anche oltre i limiti della convenienza economica. Da ci scaturiva la diffusa

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presenza di deficit, soprattutto nei settori con una pi rilevante consistenza di oneri di servizio pubblico, dovuti in larga parte dallinsufficienza di trasferimenti compensativi di tali oneri, ma in parte riconducibili anche a residue inefficienze ereditate dal passato. Negli ultimi anni la situazione drasticamente mutata. Il governo Berlusconi con la legge 133/2008 allart. 23 bis aveva gi legiferato, ovviamente, in unottica di privatizzazione e relegato la gestione diretta a situazioni marginali a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali etc. del contesto territoriale di riferimento che non permettono un efficace utile ricorso al mercato. Da un lato laffermazione di discipline dei rapporti tra enti locali e gestori basate su logiche negoz iali e sui Contratti di servizio, dallaltro linnalzamento progressivo delle tariffe e lavvio della capitalizzazione in borsa delle societ pi consistenti, dallaltro ancora il crescente coinvolgimento degli investitori privati, hanno modificato gli standard e la mission delle imprese di servizio pubblico locale. I Comunisti si sono, sempre battuti per la pari dignit fra gestione diretta in house e eventuali affidamenti affermando il principio della libert di scelta da parte dei consigli comunali.

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Diritti sociali, enti di prossimit, welfare e bisogni


In questi anni la tendenza strutturale delle politiche neoliberiste stata caratterizzata dal taglio dei servizi sociali. Col risultato che i diritti e la loro esigibilit sono divenuti una variabile secondaria rispetto al contenimento della spesa pubblica. Questo occultamento delle questioni sociali ha rappresentato, di fatto, la rimozione dal dibattito pubblico del principio di eguaglianza sancito dalle costituzioni moderne, la subalternit della politica all'economia, un ritorno al modello liberale dello stato caritatevole. I territori sono stati i laboratori di questa politica, che progressivamente ha destrutturato e precarizzato la rete dei servizi pubblici, sia per l'assenza di finanziamenti da parte dello Stato centrale nel mentre aumentavano i bisogni, sia per la sostanziale indifferenza di molte Amministrazioni locali, dalla quale il nostro Comune (congiuntamente agli altri della Valdelsa) si fortunatamente sottratta. Alla volont politica che tutti i governi degli ultimi anni hanno manifestato su questo terreno, tagliando i finanziamenti al welfare, si aggiungono le molte carenze storiche, e recenti, delle politiche sociali del nostro paese. La stessa legge 328/2000, di riordino dei servizi sociali e la modifica del titolo V della Costituzione, evidenziano limiti significativi sul piano dellesigibilit e uniformit dei diritti e dei livelli essenziali delle prestazioni, nonch dei servizi che devono essere resi su tutto il territorio nazionale. E necessario, a livello locale, ristabilire il primato dell'offerta pubblica di prestazioni e servizi e incentivare il terzo settore e la cooperazione sociale ad esprimere tutte le loro potenzialit di integrazione del sistema pubblico e non a tentare la sua sostituzione. La proposta che noi Comunisti avanziamo , quella di praticare un'idea alternativa di welfare, che definiamo pubblico e sociale. Un modello che mette al centro della politica il tema dell'eguaglianza e dei diritti esigibili, l'autodeterminazione dei soggetti deboli e discriminati, la partecipazione dal basso alla programmazione degli interventi del welfare. Un sistema d'intervento che promuove i legami sociali dei territori come bene comune sottratto alla logica mercantile, che opera per l'innalzamento della qualit dei servizi in rapporto alla lotta alla precariet diffusa che vivono gli stessi operatori che lavorano nel settore. Per questo motivo necessario, tramite la Fondazione Territori Sociali Alta Val dElsa (FTSA), oltre che a lavorare al rafforzamento del sistema di servizi sociali, a perseverare nellindirizzo della stabilizzazione del personale; allo stesso tempo operatori con maggiori garanzie di lavoro possono portare avanti la propria professione con maggiore passione e perci con un maggior valore aggiunto per la comunit. Anzi, la FTSA deve diventare lo strumento di pianificazione e gestione di una vasta gamma di servizi sociali, e non pi soltanto socio-assistenziali. Pensiamo per esempio al servizio scuolabus, o al servizio mensa nelle strutture pubbliche. Ma deve anche essere lo strumento per iniziare una progressiva integrazione delle politiche sociali con quelle sanitarie, educative ed occupazionali. Sar poi necessario andare anche oltre, proponendo un cambiamento di paradigma che sottragga le politiche sociali al ruolo "aggiuntivo", marginale e residuale per porle al centro delle scelte politiche. L'inchiesta sociale dei bisogni del territorio, la mappatura partecipata delle questioni principali su cui intervenire, deve essere alla base delle politiche sociali. Occorre sviluppare e sperimentare forme partecipate di analisi dei bisogni in maniera continuativa e non episodica. Occorre intendere i piani di zona come l'insieme dei progetti di vita delle donne e degli uomini che vivono sul territorio, dalle politiche di accoglienza, a quelle di assistenza, a quelle di prevenzione dei comportamenti a rischio promuovendo il protagonismo e la partecipazione dei soggetti. Ci vuol dire costruire i servizi sociali come luoghi di costruzione di nuova cittadinanza a partire dai soggetti pi fragili. Le prestazioni ai servizi sociali devono essere rivolte alla generalit dei cittadini che risiedono nel comune.
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Rifondazione artistica e culturale, spazi sociali e politiche giovanili.


Strettamente legate al tema dellinclusione sociale, del benessere sociale e della fruibilit della citt sono le politiche culturali e le politiche per i giovani, troppe volte ignorate e sottovalutate. Le fasce giovanili in particolare sono attraversate da contraddizioni rilevanti, in quanto sono essi per primi a subire i modelli sociali alla moda, a vivere gli effetti della precarizzazione del mercato del lavoro, ad incontrare maggiori difficolt allaffermazione di esigenze di autonomia individuale e che vivono un disagio crescente per effetto dellimpoverimento della vita sociale e del sistema di relazioni. Si produce un progressivo annientamento della memoria storica e dei valori fondanti la nostra comunit, un vuoto che pu esser facilmente riempito da modelli populisti, razzisti, xenofobi.. Riteniamo che la sperimentazione di nuove forme di aggregazione giovanile sia fondamentale per linversione della rotta che sta portando ad una vistosa disaggregazione in particolare nella vita delle nuove generazioni. Questo fenomeno risulta particolarmente evidente se si va a valutare la totale inesistenza a Poggibonsi di luoghi di aggregazione fruibili per la maggioranza dei giovani, che non hanno alle spalle un retroterra culturale adeguato. Liniziativa pubblica su questo terreno deve perci intervenire con urgenza. Purtroppo per quanto riguarda il Politeama (per il quale, negli anni 90 si prospettava la realizzazione di spazi autogestiti) andata a prevalere una logica elitaria, che se ha prodotto importanti iniziative culturali di qualit, ha ignorato lobiettivo di coinvolgere la maggioranza della popolazione. Il restauro da parte del Comune di Poggibonsi dellexOspedale Burresi ha prodotto lapertura di nuovi spazi culturali ( e per questo motivo ha trovato il nostro consenso). Essendo vicino al centro e comunque ben dotato di parcheggi pu divenire unottima carta per la costruzione di spazi di socializzazione: la vicinanza con la nuova Residenza Sociale limita semmai alcuni generi di attivit. Tuttavia anche le caratteristiche strettamente culturali dellAccab non consentono una vera interazione con la maggioranza della popolazione soprattutto giovanile- che vede il mondo della cultura o dellarte, come realt del tutto estranee. Quello che manca a Poggibonsi uno o pi luoghi che svolgano la funzione delle case del popolo e dei vari circoli ricreativi e culturali nel 900. Uno o pi luoghi che siano in grado di coinvolgere mediante iniziative ludico-ricreative- la maggioranza della popolazione (soprattutto giovanile) e contemporaneamente siano in grado di far passare messaggi e valori, inserendo momenti culturali. In Citt esistono strutture gi esistenti ed attualmente inutilizzate, che potrebbero esser concesse in gestione gratuita alle Associazioni gi presenti, o coinvolgendole nella costituzione di unassociazione ad hoc. Pensiamo ad esempio allex centro-ragazzi in piazza XVIII Luglio, o alla vecchia biblioteca, dopo il suo trasferimento allAccab. Riguardo alle politiche culturali in genere, ci che mancato negli ultimi venti anni alle Amministrazioni poggibonsesi la finalit democratica dellarte e della cultura, cio lobiettivo di elevare le condizioni culturali di tutta la Citt. Ha prevalso la ricerca dell eccellenza, la volont di onorare ed ornare la Citt con monumenti, eventi e manifestazioni artistiche di alta qualit, comprensibili per solo agli addetti ai lavori. Caso emblematico, la distanza fra limportanza data dall elite intellettuale e politicizzata, allinstallazione delle sculture del celebre artista inglese, e l ironia della popolazione sugli omini di ferro . Unarte ed una cultura che non elevano il popolo, che non sfiorano nemmeno la maggioranza della popolazione, costituiscono uno sfizio elitario, che in momenti di crisi sociale e culturale come questa, non possiamo pi permetterci. Sul piano delliniziativa strettamente artistica e culturale, quindi, deve essere abbandonato lastrattismo di una certa cultura post-moderna e ci si deve ispirare a forme di realismo che rappresentino situazioni e problematiche reali della cittadinanza. Solo cos larte e la cultura possono tornare ad essere comprese, a coinvolgere la popolazione, ed a recuperare unutilit effettiva per la crescita di tutta la Citt.
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Promozione di una scuola pubblica che produca cultura.


La scuola di Stato va difesa e gli interventi degli enti pubblici debbono essere diretti prioritariamente a sostenerla attraverso progetti che facciano tesoro dellelevato livello di formazione che essa garantisce nella nostra zona, anche con punte di avanguardia, non solo didattica ma di ricerca e di integrazione con le realt produttive. La scuola dellobbligo deve raggiungere una organizzazione ottimale che segni la presenza diffusa nel territorio come un elemento qualificante della qualit della vita e della garanzia del diritto allo studio. Va compiuto ogni sforzo per reintrodurre, senza aggravio per le famiglie, il tempo pieno e il tempo prolungato come servizi alla persona, a carico della fiscalit generale, e non come optional a pagamento, direzione, questa intrapresa dalla Riforma Moratti e ulteriormente sostenuta dal decreto Gelmini. Il Comune, specialmente dopo la costituzione dei comprensivi, deve avere voce in capitolo sulla garanzia della copertura del territorio da parte dellAmministraz ione Scolastica contrattandone le condizioni con gli organi competenti e con la Direzione Regionale. Vanno condotti, inoltre, interventi di carattere strutturale che migliorino la qualit degli ambienti scolastici dotandoli di quanto necessario ad una didattica moderna (laboratori, informatica, ecc.) Le mense scolastiche, per esempio tramite la FTSA, possono essere gestite per servire un territorio ampio (confezionamento del cibo e trasporto), e disporre il consumo di derrate alimentari, provenienti da aziende del territorio e prodotti locali (allinterno delle mense scolastiche, cos come delle case di riposo, dei refettori aziendali pubblici, negli ospedali, ecc.). Questo darebbe un risultato di duplice dignit: sperimentare e diffondere nuove produzioni, salvaguardando lambiente e le condizioni di vita e lavoro dei produttori, e rassicurare famiglie e cittadini sulla qualit dei prodotti. Vanno favoriti progetti di scuola aperta come luogo di incontro tra giovani per interessi e come luogo in cui si produce non solo insegnamento ed apprendimento ma anche cultura nelle e per le diverse comunit. Vanno attivati progetti che favoriscano lintegrazione delle attivit scolastiche con le realt produttive, privilegiando sempre, per, laspetto didattico della relazione tra scuola ed azienda. In questo senso vanno valorizzati gli sforzi fin qui condotti, in collaborazione con le Universit, che puntano ad introdurre sul territorio corsi di laurea atti a creare figure professionali da inserire nelle realt economiche pi forti. Va fatto il possibile per restituire il trasporto scolastico al Comune o ad altri soggetti controllati dalle Amministrazioni, evitando l appalto a soggetti esterni e non sempre qualificati. Deve esser mantenuto anche limpegno per favorire quelle situazioni familiari, per le quali le tempistiche scolastiche, creano disagi a causa dellorario di lavoro dei genitori.

Lo sport
Le attivit sportive vanno essenzialmente promosse in termini della loro funzione di aggregazione sociale, e non per la creazione di realt professionistiche. Le politiche sullo sport talvolta sono state troppo indirizzate verso realt sportive che hanno avuto come obiettivo il raggiungimento di standard agonistici elevati, la creazione di campioni. Col risultato di escludere piuttosto che integrare . Lamministrazione deve controllare la associazioni sportive affinch svolgano il loro ruolo di aggregazione sociale, e vincolare i contributi al rigoroso rispetto di tale finalit sociale. Bisogna inoltre distinguere fra investimenti per strutture sportive e contributi per iniziative ad associazioni, ed evitare che le strutture sportive, diventino un paravento per bar, ristoranti, o altre attivit commerciali private.

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Citt sicure con pi operatori sociali


Il problema della sicurezza non pu esser lasciato alla demagogia della Destra. E un problema reale che va affrontato. Non ci sono margini per speculare n statistiche che tengano. Si tratta di un problema drammatico che deve essere valutato in tutta la sua portata e la sua seriet e non soltanto in tempi elettorali come fa la Lega. Va affrontato seriamente perch un problema reale per la maggior parte dei cittadini e per i soggetti colpiti personalmente o nei loro pi cari affetti, non e non pu essere una consolazione la circostanza che si tratta di un fenomeno sempre esistito e non significativamente aumentato secondo le statistiche nazionali. Tra laltro non ci sarebbe libert ed uguaglianza se non fossero garantite, in primo luogo, la salute e la sicurezza. Per queste ragioni, in virt del tessuto sociale favorevole presente nelle nostre citt in mancanza di episodi frequenti di criminalit, non va abbassata la guardia, soprattutto attraverso un sistema di protezione sociale. In particolare, situazioni di crisi sociale come quella attuale, che toglie ogni speranza o prospettiva di vita dignitosa a migliaia di cittadini, rischiano di prodursi episodi di criminalit e di violenza individuali, imprevedibili, che non possono esser evitati con gli strumenti investigativi a disposizione delle Forze dellOrdine. Occorre elaborare quindi nuove serie politiche di prevenzione e repressione di fenomeni delinquenziali capaci di attentare alla vita o al benessere psicofisico dei cittadini: pensarla diversamente significherebbe costringere i cittadini ad aderire ad altre impostazioni ed a richiedere altre misure. Un chiaro e preciso programma di tutela della sicurezza quartiere per quartiere, strada per strada deve essere realizzato: uffici particolari disponibili ad ogni orario per le richieste di aiuto, assistenti sociali disponibili ad ogni collaborazione con i cittadini e ad ogni attivit di formazione e sensibilizzazione, presenza costante, continua e percepibile del Comune con funzioni di presidio della sicurezza (in questo senso si mosso anche il nuovo regolamento della Polizia Municipale recentemente approvato col nostro consenso). Dopo aver fatto ci, possiamo ragionare sulla (ri)costruzione di socialit come strumento di prevenzione e recupero della devianza. Questo significa investire molto sulle misure di inclusione sociale (a partire dal problema della casa), di potenziamento delle attivit educative, attivando maggiori sinergie con gli istituti scolastici, di tutela dei diritti sociali. Se si individuano semplicemente i soggetti prevalentemente autori degli episodi criminali, eludendo il tema delle vere cause che producono criminalit (organizzata o meno) e non si assumono come fondamentali il tema della socialit e dellinclusione sociale dei soggetti pi deboli, non si affronta il problema della sicurezza dei cittadini, ma solo quello di ordinanze immagine utili per accrescere consenso elettorale e popolarit. Non basta per denunciare lassurdit e la falsit di queste politiche securitarie della destra e di molti sindaci sceriffi anche del centro sinistra, n basta osservare che i dati statistici sul numero dei delitti evidenziano una differenza tra sicurezza percepita e sicurezza reale, i cui numeri, pur drammatici, non sono superiori a quelli degli anni scorsi, se non si mette in campo una politica per la sicurezza basata sul principio dellindividuazione e delleliminazione delle cause materiali della delinquenza.

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Il Comune, il territorio, lambiente


Programmazione urbanistica ed ambientale
Altro nodo programmatico decisivo per noi il territorio, inteso come patrimonio di beni e risorse materiali ed immateriali da tutelare e valorizzare. Dobbiamo superare definitivamente i passati modelli di sviluppo fondati sulla speculazione territoriale, tanto in termini di urbanizzazione edificatoria quanto di insediamenti produttivi inquinanti. Il nuovo Piano Strutturale, recentemente approvato col nostro consenso, segna un significativo passo avanti nella direzione dei principi urbanistici da noi sempre sostenuti. In modo particolare si sancisce il principio del consumo di suolo 0, della riqualificazione delle strutture esistenti al posto dellespansione (che comunque sarebbe insensata con lattuale crescita demografica nulla), della creazione intorno alla Citt di una cintura di spazi pubblici destinati alla socialit. In particolar modo lapprovazione delle nostre Osservazioni in merito ai luoghi di aggregazione ed alle forme sociali di accesso alla residenza, delineano un indirizzo politico nuovo, che fa ben sperare. Naturalmente noi Comunisti non siamo soddisfatti dagli indirizzi generici, e vogliamo che queste linee guida vengano concretizzate nel futuro Regolamento Urbanistico. Occorre spezzare definitivamente quella catena perversa che unisce il finanziamento della spesa corrente ed i proventi pubblici (cd. oneri di urbanizzazione) che derivano dallo sfruttamento e dalla monetizzazione del territorio. Questo tema ovviamente che riguarda principalmente il legislatore nazionale, ma necessario battersi anche localmente per laffermazione di un modello nuovo di amministrazione e formulazione dei bilanci. Occorre evitare qualsiasi forma di urbanistica contrattata stabilendo criteri precisi e inviolabili riguardo agli spazi pubblici, alle percentuali di alloggi convenzionati da realizzare in ogni intervento di natura residenziale, alle classi energetiche, alle destinazioni duso Ci significa, ovviamente, combattere contro testi di legge governativi che ricalchino il disegno berlusconiano del piano casa e propongano espressamente la deroga come principio. Ma significa anche, e ci molto pi complesso, combattere contro lambientalismo del fare dei padroncini delle campagne, che spaccia per difesa del territorio e consumo zero di suolo, la speculazione sulle ex-strutture coloniche e gli ex-annessi agricoli. Infatti la trasformazione di fabbricati preesistenti in case abitate, se non altera a prima vista il paesaggio, modifica profondamente il carico demografico del territorio, con costi di urbanizzazione (acqua, gas, fognature, strade, nettezza urbana, trasporto pubblico) molto superiori per la collettivit, rispetto allo stanziamento di nuovi residenti in aree gi urbanizzate. Con le sole possibili conseguenze di un aggravio dei costi per tutti i cittadini, oppure lobbligo per i costruttori di creare le strutture necessarie con mezzi propri (cio possibilit di costruire solo per i pi ricchi).

Ledilizia residenziale e le forme sociali di accesso alla residenza


E in questo contesto che deve essere programmata una nuova stagione per laffermazione del diritto alla casa. Il rilancio delledilizia residenziale pubblica, anche attraverso nuovi interventi di natura fiscale e con la previsione della stima delle risorse necessarie per la realizzazione del programma. Si deve compiere un passo importante per una nuova politica abitativa nel nostro paese: laumento dellofferta di alloggi a canone sociale e/o convenzionato, vede dunque nelle scelte urbanistiche di fondo un presupposto indispensabile per qualsiasi realizzazione. Naturalmente lAmministrazione, nel quadro di monitoraggio e gestione del patrimonio edilizio esistente deve farsi carico di mettere in contatto le famiglie che hanno diritto a forme sociali di accesso alla residenza, con i proprietari dei

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moltissimi appartamenti sfitti da anni, presenti a Poggibonsi. In particolare lAmministrazione dovr ipotizzare: interventi per favorire, anche utilizzando lo strumento dellautocostruzione e dellautorecupero, il risanamento e la destinazione a fini residenziali degli immobili pubblici e privati, abbandonati e degradati, favorendo, a tal fine, la costituzione ed il sostegno di cooperative di cittadini; la definizione di liste e graduatorie per lassegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica nonch leventuale modifica delle modalit di accesso che tengano conto anche del nuovo fabbisogno abitativo; la salvaguardia con ogni mezzo del fondo affitti, ripristinandone laccesso anche per le famiglie con redditi medio-bassi, e non solo per i senza reddito garantendo un effettivo intervento sullemergenza abitativa, in particolare a quella derivante dalla morosit incolpevole; il sostegno agli interventi costruttivi pubblici e privati vincolando le concessioni allofferta di alloggi in locazione a canoni sostenibili, e distribuendo la quota in tutte le aree destinate alledificazione residenziale, cos come indicato dal Piano Strutturale (per evitare la nascita di ghetti e garantire leffettiva progressiva realizzazione della quota). Anzi la quota di alloggi popolari deve esser imposto come standard al pari dei parcheggi e del verde.

Larea ex-Egizia
Noi riteniamo che, in questa fase nella quale la pressione demografica del tutto assente, possano essere favorevolmente eliminate alcune previsioni di natura residenziale anche nelle aree dismesse, a favore di opere e servizi. E questo concetto pu essere ragionevolmente applicato al centro di Poggibonsi, gi sufficientemente saturo e caotico. Le Amministrazioni precedenti hanno negato la salvaguardia dellArea Sardelli, come polmone di sfogo della citt, ignorando le sue potenzialit di avvicinamento al centro, collegamento con larea direzionale di Salceto e lAutopalio, terminal bus, prospiciente alla stazione ferroviaria, grande parcheggio scambiatore per i pendolari. del tutto evidente come gli stessi obiettivi (solo in piccola parte soddisfatti con la realizzazione del parco urbano nellex-scalo merci) potrebbero esser tutti compresi nellArea exEgizia, ovvero sul lato opposto rispetto a Via Vallepiatta. Esigenze assai attuali, come la crisi e la riorganizzazione del centro impongono che quellarea dismessa, diventi la sede di mercati generali per la filiera corta e tipica, e di un grande parcheggio multipiano interrato, in maniera da contrastare efficacemente la penuria di parcheggi vicini al centro, alla stazione, alla fermata degli autobus.

I mercati generali, la filiera corta, la spinta alla riduzione dei rifiuti


Il ciclo corto produttore localeconsumatore consente un vantaggio tra le parti: prevedendo l'eliminazione di diversi passaggi di distribuzione e relativi costi, si effettua un risparmio consistente che viene distribuito con equit tra il consumatore, nella forma di risparmio concreto, ed il produttore come una quota di reddito aggiuntivo a riconoscimento della qualit complessiva del suo lavoro e del prodotto. Nella pratica degli acquisti collettivi, inoltre, si risparmia anche su quei prodotti espressione di razze animali e specie vegetali di altissima eccellenza qualitativa. Infatti, oltre che il quantitativo come elemento di determinazione di un prezzo vantaggioso, l'esclusione di intermediari determina un prezzo accessibile a tutti. Gusto e salute non sono un lusso d'elite ma elementi fondanti del gruppo d'acquisto.

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Da non sottovalutare laspetto legato all ambiente, oltrech i vantaggi economici di questapproccio: riduzione dei trasporti, degli imballaggi, degli usa e getta. del tutto evidente perci come questi meccanismi produttivi si pongano alla base di una considerevole riduzione dei rifiuti prodotti. Non va altres sottaciuta la possibilit che si determina per il consumatore di controllare effettivamente le modalit di produzione (per es. biologica) degli alimenti prodotti in loco, tramite lo sviluppo di filiere locali e distribuiti mediante punti vendita nei territori in loco. Lidea dei mercati generali nellArea Egizia dovuta proprio alla necessit di fornire uno spazio fisico di sbocco commerciale a questa rinnovata e genuina economia locale. Nella stessa ottica di poter consumare prodotti sani e a km 0, riducendo imballaggi e rifiuti (nel caso specifico le bottiglie di plastica), vanno installati nella stessa area uno o pi fontanelli di acqua potabile, trattata con carboni attivi.

Le aree di sosta e la circolazione


La chiusura di Largo Gramsci (senza soffermarsi sulla realizzazione del sottopassaggio, probabilmente spropositato rispetto alle esigenze), se da un lato fa intravedere la possibilit dellallargamento del centro cittadino, dallaltro ha ingenerato un caos nella circolazione, penalizzando consid erevolmente alcune zone di Poggibonsi (ed in particolare L.go Campidoglio, via Montegrappa e dintorni). Questultimo problema sicuramente dovuto anche alla palese incapacit delle passate amministrazioni nella riorganizzazione della viabilit. Anche lapertura di via Vallepiatta in entrambe i sensi di marcia (da noi richiesta da anni) ha solo parzialmente attenuato questa criticit. Oltretutto, non riuscendo a contrastare sufficientemente il traffico privato con soluzioni alternative, non si risolta la problematica relativa ai parcheggi, neanche con lallargamento dellarea blu (a pagamento), che evidentemente servita solo a fare cassetta. Del tutto irrazionale stata poi la scelta di favorire la sosta gratuita al Vallone, cio dal lato opposto del centro storico rispetto allespansione della Citt. Cos molti poggibonsesi, per cercare di avvicinarsi in auto al centro, devono girare intorno alla Citt, tramite la via di San Lucchese, o tramite lo svincolo della PAM ed il Palagetto, con il conseguente incremento del traffico anche in quelle zone, specialmente nelle ore di punta. Le modalit con cui affrontare il problema si sostanziano in due linee guida da integrare poi in un nuovo Piano Urbano del Traffico: la realizzazione di un ampio parcheggio multipiano seminterrato nellArea Egizia; accessibile da via Senese e da via Vallepiatta. la realizzazione di una sorta di anello stradale intorno a Poggibonsi, tramite la realizzazione di uno svincolo della superstrada di fronte al nuovo ospedale; la localizzazione di unarea logistica per lo scambio tra diversi flussi di traffico, integrando lutilizzo di mezzi alternativi (autobus ed in futuro la metropolitana leggera, ma anche la bicicletta, in virt della vicinanza alla nuova pista ciclabile sulla exferrovia PoggibonsiColle). Per quanto riguarda il passeggio e gli spostamenti a piedi, devono essere introdotti, nuovi semafori pedonali, almeno in Largo Gramsci ed in Via Trento allaltezza di Piazza Mazzini. Allinterno della citt vanno previste una serie di postazioni riservate al parcheggio di auto mediche, ambulanze, vetture dei medici di famiglia, in maniera da facilitare gli interventi ed evitando situazioni di caos (macchine in doppia fila o comunque restringimento delle carreggiate).

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Proseguire con la riqualificazione del centro


del tutto evidente che, a parte i problemi legati al traffico ed ai parcheggi, il centro di Poggibonsi ha assistito negli ultimi anni ad alcuni buoni interventi di riqualificazione, in particolare delle piazze. Se oggettivo che altre tematiche ed altre aree necessitino interventi ed investimenti pi importanti, alcuni provvedimenti possono essere presi per non alterare il processo di rivitalizzazione del centro. Proponiamo ad esempio la realizzazione di nuovi bagni pubblici gratuiti, la cui assenza di sicuro disincentiva la frequentazione del centro. Inoltre, onde favorire una mobilit alternativa nel centro (ad esclusione della sola Via della Repubblica), tenendo in considerazione anche la ridotta larghezza di molte vie, possono essere realizzate in aree limitrofe al centro stesso stand per il noleggio di biciclette elettriche e centraline per la loro ricarica. Questo modello di spostamento nel centro risulta compatibile con lambiente e con la conformazione della nostra viabilit urbana. Infine non vanno dimenticate alcune aree centrali della citt che necessitano da qualche decennio di una riqualificazione e che sono proprio prospicienti a quelle vie che, purch non possano essere considerate una vetrina della citt, rappresentano un esempio di soddisfacente decoro urbano. Vanno quindi previsti interventi di riqualificazione in Via Gallur, Via Frilli, Via Dietro le Mura, Via della Rocca, etc., prevedendo un incremento dellilluminazione, incentivi per la ristrutturazione delle facciate, favorendo linsediamento di piccoli esercizi commerciali, in modo da incentivare un rilancio di base della socialit. Il commercio nel centro pu essere favorito, oltre che dalle attivit e delle iniziative del Centro Commerciale naturale, anche dal pieno rispetto dei piani sul commercio e soprattutto sviluppando un quadro di riferimento condiviso con i Comuni limitrofi (ed in particolare Barberino Val dElsa, come vedremo meglio pi avanti), in modo da non ostacolare la programmazione del Comune di Poggibonsi in questo ambito.

Dalla cintura verde alla nascita di un parco naturale-archeologico


Molto positiva stata la definizione nel nuovo Piano Strutturale, di una cintura verde di aree pubbliche e di spazi destinati allaggregazione ed alla socialit. Una cintura che idealmente circonda la Citt. Allinterno di questo sistema di spazi dovranno esser previste una o pi aree adeguatamente attrezzate, destinate alla realizzazione di feste e manifestazioni temporanee di natura noncommerciale, fruibili da tutte le Associazioni rionali, di volontariato, politiche, sociali. Inoltre nella stessa cintura di spazi pubblici, dovranno trovar posto una o pi strutture destinate specificatamente allaggregazione dei giovani, dove intrecciare attivit strettamente ricreative con momenti di formazione culturale. Ma non solo. Tale cintura verde pu integrare un sistema di spazi ed aree di interesse archeologico (dalla Magione al Cassero, dagli scavi dellantica Poggiobonizio a San Lucchese, dalla Fonte delle Fate fino a Montelonti) e naturalistico (come larea di Pian dei Campi, fruibile grazie alla pista ciclabile). Un sistema unico di spazi con tutte le potenzialit per essere inseriti in appositi itinerari turistici consigliati e realizzati con la collaborazione di tutti i Comuni della Valdelsa senese (come gi richiamato in precedenza). Bisogna che queste tappe vengano messe in rete, pensando ad uno sviluppo dei trasporti indirizzato ai turisti copiosi gi presenti in zona per lattrazione di San Gimignano. Il parco dovr prevedere: bus stop della linea urbana integrata, strutture di intrattenimento turistico, sentieri che attraversino larea destinata a parco, punti di sosta con panchine e tavolini e spazi attrezzati per momenti di ristoro. Il rilancio turistico deve essere accompagnato anche dalla realizzazione di una nuova struttura ricettiva turistica di carattere extraalberghiero: individuiamo la sua localizzazione nellarea della vecchia
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fornace delle Piaggiole, in cui possono nascere ostello della giovent, campeggio, area attrezzata per sosta camper.

Le aree industriali
Per quel che riguarda ledificazione produttiva e industriale, apprezziamo la scelta anche in un simile momento di crisi- di confermare la vocazione manifatturiera per larea dei Foci, evitandone la trasformazione in area espositiva-commerciale (che avrebbe gravi ripercussioni anche sul centro commerciale naturale costituito dal centro storico). Anzi larea dei Foci, data la collocazione vicina alla ferrovia, alla superstrada Firenze-Siena, ed alla via empolese, dovr esser concepita come area industriale centrale per tutta la Valdelsa senese, nellottica di una programmazione unica del futuro Comune della Valdelsa senese. Una struttura di gestione dellarea industriale, necessariamente controllata dal Comune e da una Commissione intercomunale deve ricoprire anche un ruolo essenziale nell organizzazione dei trasporti. Pu contribuire a ottimizzare la frequenza dei trasporti pubblici, a promuovere una esperienza di trasporto multiplo o a fornire una informazione precisa sulla localizzazione delle imprese. E anche interessante promuovere per il trasporto delle merci delle aziende, anche modalit come il trasporto ferroviario combinato, individuando la strada dello sviluppo della stazione di Barberino Val dElsa (soprattutto per le persone), unitamente alla nascita dello scalo merci, il cui obiettivo di realizzarlo alle Grillaie resta valido. In questo quadro lintervento di rilancio della linea ferroviaria SienaEmpoli nel tratto da Poggibonsi al capoluogo della Valdelsa fiorentina, pu garantire ulteriori benefici. Negli insediamenti industriali un parcheggio di qualit unulteriore garanzia della fluidit del traffico. I parcheggi pubblici e le aree di consegna e ritiro delle merci sono elementi chiave. Saranno progettati per facilitare il traffico, evitare parcheggi selvaggi e limitare i rischi dincidenti. Possono essere gestite aree di parcheggio attrezzate (docce, WC) per i camionist i in sosta, che aspettano lapertura delle aziende, per la consegna delle merci. Analogamente le aziende possono prevedere possibili sviluppi ed estensioni dei loro parcheggi privati secondo lo sviluppo delle loro attivit. Le fermate dei trasporti pubblici devono essere sicure, un po al di fuori delle strade principali ed equipaggiate di pensiline. Unaltra tematica che pu caratterizzare la qualit dellindustria poggibonsese e valdelsana la gestione e la raccolta dei rifiuti La struttura di gestione e coordinamento dovr recepire una politica di gestione dei rifiuti che favorisce allorigine la riduzione dei quantitativi. La diversit dei rifiuti prodotti implica di seguire le procedure di smaltimento appropriate. In particolare la raccolta separata dei rifiuti metallici, evitando il loro smaltimento presso linceneritore, pu favorire notevolmente una politica pi sostenibile sul piano ambientale. Ununit di compostaggio dellorganico pu anche recuperare il verde che viene dalla pulizia delle aree comuni e delle parti private per completare la politica della gestione dei rifiuti. Visto il grande numero di falegnamerie e mobilifici si pu pensare alla promozione di aziende che, recuperando i rifiuti legnosi, possano lavorare nel settore dello sfruttamento del legno a scopi energetici (pellet, cippato, ecc.) Pu anche iniziare una politica di acquisti verdi integrando agli appalti e ai contratti clausole ambientali per acquistare prodotti pi rispettosi dellambiente, oppure utilizzare materiali riciclati, facilmente riciclabili o biodegradabili. Una forma di gestione e controllo delle aree industriali, copre linsieme delle operazioni messe in atto per assicurare la gestione congiunta dei rifiuti prodotti dalle aziende e permette fra laltro di realizzare un economia di scala ottimizzando i costi dinvestimento e di funzionamento, per la negoziazione di tariffe preferenziali con le societ di servizio (in particolare per lenergia). Obiettivo importantissimo per la eventuale struttura di coordinamento e di gestione leffettuazione di unanalisi dei consumi energetici della zona industriale. Questa consiste nel determinare, sia a livello di aziende che di dotazioni comuni, i tipi e le quantit denergia consumata da ogni settore, la qualit ambientale delle strutture e i bisogni specifici non soddisfatti. La struttura di gestione stessa si pu
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parallelamente fare promotrice di unazione di informazione e sensibilizzazione sulle diverse soluzioni esistenti per diminuire i consumi energetici. Sono spesso interventi semplici che riguardano un cambiamento di pratiche e di comportamenti quotidiani. Si pu concretizzare ottimizzando lilluminazione e la scelta delle lampadine a basso consumo per i lampadari e le insegne, lautomatizzazione dellilluminazione di notte allinterno ed esterno delle strutture, etc. Sottolineiamo che la progettazione di un fabbricato in accordo ai criteri della qualit ambientale, in particolare per lisolamento, contribuisce considerevolmente a ridurre i consumi energetici. Per prospettare soluzioni migliorative il gestore pu organizzare nellarea un monitoraggio dei consumi. Sarebbe auspicabile che la struttura di gestione avviasse una politica di introduzione delle energie alternative, specialmente per quello che riguarda le fonti pulite, in primis il fotovoltaico. La struttura di gestione pu proporre alle aziende la realizzazione di una diagnosi energetica e offrire uninformazione, una consulenza tecnica e giuridica, favorire lerogazione di finanziamenti regionali e statali. Le attivit industriali possono generare inquinamento dei suoli. Questa tipologia di inquinamento pu essere conseguenza dello stoccaggio di prodotti allaria libera o sotterrati, della fuoriuscita da contenitori difettosi, fino al versamento accidentale di sostanze pericolose. La tematica dei suoli e dei sottosuoli presentono due principali problemi: 1. limpatto sullambiente e pi particolarmente sulle falde freatiche, come sono state rilevate tra laltro nella zona dei Fosci, dove tra laltro pesa non poco la presenza dellinceneritore dei rifiuti; 2. la scoperta spesso tardiva dellinquinamento e talvolta la conseguente difficolt di risalire alle responsabilit se lazienda ha smesso la sua attivit. Per questo importate mettere a punto nella zona dattivit una reale politica di prevenzione dell inquinamento dei suoli e sottosuoli. La struttura di gestione pu realizzare su questo tema e mantenere successivamente aggiornata una ricerca sulla zona industriale. Questa ricerca dinformazioni per identificare i potenziali rischi di inquinamento e pu basarsi su : 1. la storia delle attivit che sono state esercitate su ciascuno dei lotti dellarea e dei cambiamenti intervenuti; 2. la storia degli imprevisti ed incidenti avvenuti che possano avere avuto delle conseguenze sullambiente; 3. 4. la sensibilit dellambiente; i rischi potenziali al momento del carico e scarico di sostanze pericolose;

5. i rischi di deriva di sostanze inquinanti dovuto al stoccaggio di materie prime, di rifiuti, di prodotti finiti; 6. 7. i rischi di fuoriuscite dovuto al degrado di cisterne e tini e non dotate di doppio involucro; le discariche e lo stoccaggio selvaggi.

Linformazione e la sensibilizzazione costituiscono unazione essenziale per incitare le aziende a mettere a punto le misure di prevenzione contro linquinamento dei suoli. Lacqua un bene raro, prezioso e sempre pi caro. Anche se i consumi dacqua nellindustria sono in calo, le zone industriali assorbono rilevanti consumi dovuti ai bisogni per lespletamento delle attivit comuni ed alla concentrazione di aziende. Il controllo dei consumi dacqua contribuisce alla protezione
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dellambiente ottimizzando la gestione delle risorse naturale, ma permette anche alle aziende di fare risparmi significativi. Una azione che pu essere intrapresa la messa a punto di una politica di risparmio su scala della zona industriale, sostenuta da una puntuale informazione alle aziende, pu consistere in una diagnosi delle reti e delle perdite in linea e nel recupero e riutilizzo delle acque piovane. Pu essere condotta una valutazione dei bisogni quantitativi e qualitativi in modo da limitare luso dellacqua potabile agli utilizzi che ne necessitano. A questo scopo possono essere prospettate misure di diversificazione delle fonti di approvvigionamento e di razionalizzazione dei consumi. Possono anche essere installati dispositivi di monitoraggio e di controllo della falda freatica, come i piezometri. Noi Comunisti abbiamo condiviso appieno la riconferma della vocazione industriale dellarea dei Foci. Ma la destinazione duso manifatturiera non basta. Il Comune deve farsi carico anche al di l delle normative di livello superiore- di definire le tipologie di aziende e di produzioni che possono insediarsi, in base al rapporto fra costi e benefici per il territorio. La gestione dellaria e dei rigetti atmosferici un problema globale e dimportanza crescente. Infatti laria satura di CO2, CO, SO2, etc. emessi dalla natura, ma soprattutto dai veicoli, dagli impianti di combustione (riscaldamento o incenerimento dei rifiuti urbani) e da processi industriali specifici. La concentrazione dattivit inquinanti su una stessa zona , accentua localmente gli effetti nocivi sulla salute. I confinanti e gli utenti della zona industriale inoltre possono essere disturbati dagli inquinanti olfattivi (come nel caso della distilleria de Le Grillaie) e dalle emissioni di polvere o di particolato. E necessario imporre restrizioni alle ipotesi dinsediamento di nuove attivit in termini di emissioni atmosferiche. La conoscenza delle caratteristiche delle emissioni prodotte dalla aziende che si insediano, nella fattispecie in termini di emissioni diffuse o canalizzate, di altezza delle emissioni, di natura, di quantit emesse e di frequenza, permette di definire le tipologie dei processi produttivi che possono essere ammessi. Larea dei Foci deve mantenere la vocazione produttiva, conservando e riqualificando la filiera del legno e del ferro, che ha espresso finora la produzione dei camper e che potrebbe aprirsi a nuovi tipi di prodotti. Viceversa deve esser negata qualsiasi concessione (anche di natura soltanto esplorativa) ad attivit che hanno un grande impatto sullambiente e contemporaneamente hanno ricadute quasi nulla in termini occupazionali. In comuni limitrofi assistiamo ad un proliferare di concessioni per attivit di natura estrattiva ad alte profondit. Parliamo della geotermia a Casole, e soprattutto dellestrazione della CO2 nellarea compresa fra Barberino e Certaldo. Si tratta di trivellazioni che possono immettere nellatmosfera e nelle falde acquifere grandi quantitativi di radon ed elementi radioattivi, quantit enormi di composti solforosi, e secondo alcuni studi, possono destabilizzare intere aree producendo microsismi. Naturalmente tali attivit potrebbero impiegare pochissimi tecnici altamente specializzati, senza produrre alcun beneficio n in termini occupazionali, n in termini di ricchezza per il nostro territorio. Nel rispetto delle proprie prerogative il Comune di Poggibonsi deve negare qualsiasi concessione per attivit del genere, facendo valere il principio di precauzione. Ma non ci sono solo le trivellazioni. Anche altre attivit altamente impattanti, e che non producono occupazione, (come i catramifici) non possono pi esser inseriti nel contesto manifatturiero del nostro territorio. Riteniamo inoltre che possa essere utile a tal fine individuare in ogni area industriale un luogo di ritrovo interaziendale, fruibile da parte di tutti i lavoratori e che possa favorire lo svolgersi di iniziative sindacali, qualora queste riguardino problematiche comuni a tutte le aziende.

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Riqualificare larea ex-industriale di via Pisana


Lo sviluppo delle industrie, come pure del settore commerciale, intorno a Poggibonsi ha portato ad un espansione non sempre controllata; lubicazione degli insediamenti ha interess ato non solo il nostro territorio comunale, ma, in maniera massiccia anche il Comune di Barberino Val dElsa lungo la direttrice di via Pisana. Ovviamente, non solo necessario fermare tale espansione in unarea non attrezzata e priva delle infrastrutture minime necessarie (cosa gi avvenuta a causa della crisi), ma quantomai urgente definire un piano tramite una commissione congiunta col Comune di Barberinoper risanare lintera area compresa tra via Pisana e la nuova 429, a partire dallo svincolo di Poggibonsi nord . Le problematiche ambientali e del traffico, legate a questa area, finora hanno trovato difficolt ad essere affrontate in virt anche di questa suddivisione territoriale. Il Consiglio Comunale di Poggibonsi, anche grazie al lavoro del Partito della Rifondazione Comunista e delle forze del centro sinistra, riuscito ad concordare unintesa con Barberino sulla futura destinazione duso dellarea, bloccando il proliferare di nuove strutture commerciali che, sostituendosi alle manifatture dismesse, avrebbero pesato ulteriormente sul tessuto commerciale poggibonsese. Ma non basta. Si deve raggiungere unintesa sulla riqualificazione dellarea, ad iniziare dalleliminazione della situazione di rischio presente in via Pisana, dove molti cittadini si recano anche a piedi nei vari punti vendita, passando per una via stretta, transitatissima e senza marciapiedi.

Le frazioni e le periferie
Gli interventi da mettere in atto a livello di Valdelsa senese integrata, mostrano la nostra volont di respingere una politica che organizzi solo intorno al centro di Poggibonsi la vita e le attivit del Comune. naturale e logico che il centro cittadino rimanga il cuore pulsante della vita pubblica poggibonsese, ma questo non deve escludere che debbano sorgere altri centri di interesse, a partire, per esempio, da spazi giovanili autogestiti. Si pu quindi intervenire in due direzioni: 1) creando nuovi punti di interesse; 2) migliorando i collegamenti tra la citt, i centri pi vicini, le frazioni, la campagna.

La proposta della direttrice di trasporto metropolitano integrato che preveda una serie di collegamenti stabili e frequenti con Staggia e Bellavista contribuisce ad integrare al massimo le due frazioni nel sistema urbano di Poggibonsi, Colle val dElsa e San Gimignano. Le principali frazioni (ed alcune periferie) non devono correre il rischio di diventare quartieri dormitorio: soprattutto a Staggia le attivit delle associazioni pi attive dimostrano che questo pu essere evitato. Allo stesso tempo va rilanciata lattivit proficua fin qui svolta con La stanza, sempre a Staggia. LAmministrazione Comunale, quindi, anche ripristinando la propria presenza sul territorio, deve stimolare e garantire in maniera diffusa sul territorio non soltanto lestensione di servizi di primaria necessit, ma anche spazi e momenti di socialit. In particolar modo la ROCCA DI STAGGIA e la via centrale della frazione stessa dovranno esser rese fruibili ai cittadini, e costituire un centro storico vero e proprio, capace di creare aggregazione e sviluppare le attivit commerciali di vicinato.

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In ogni caso riteniamo che la costituzione di strumenti di consultazione continuativa dei rioni e delle frazioni (togliendo labitudine di presentarsi a Staggia e Bellavista quasi esclusivamente in campagna elettorale) vada esattamente nella direzione auspicata e provveda un salto di qualit significativo nella partecipazione dei cittadini di queste aree alla vita politica e culturale, anche in termini di proposta e non soltanto di fruizione di iniziative, progetti ed eventi.

Una nuova politica dei rifiuti: superare la centralit dellinceneritore di Poggibonsi nella gestione del ciclo dei rifiuti
La realizzazione dellimpianto di termodistruzione (demagogicamente indicato col nome di termovalorizzatore) ha incontrato in passato il nostro netto dissenso per una serie molto vasta di ragioni. In primo luogo, al di l dei proclami, si accantona lidea di una politica dei rifiuti che parta dalla loro riduzione e dal loro riciclaggio e riutilizzo: si avanza invece lidea dellutilizzo dei rifiuti a scopo energetico, rinnegando limpegno di quei Comuni che hanno applicato e sostenuto forme di raccolta differenziata. Quale senso ha infatti questo impegno se non viene finalizzato ad una drastica riduzione dei rifiuti da smaltire e al passaggio ad una nuova vita di questi materiali? Il Piano Industriale che si concretizzato in un incremento della potenza dellinceneritore (34 volte rispetto al vecchio impianto) non prevede n la riduzione dei rifiuti in Provincia di Siena, delineando soltanto una limitazione del loro incremento, n un piano per la raccolta differenziata porta-a-porta, che a Poggibonsi dopo una breve sperimentazione in tempi elettorali- sopravvissuta solo nel centro storico. Le nostre ragioni sono state ampiamente confermate dagli eventi . Negli ultimi anni, a causa della crisi, abbiamo assistito ad una riduzione delle produzione dei rifiuti, che a Poggibonsi ha sfiorato il 20%. Questo ha comportato una sottoutilizzazione dellimpianto, che ha perso efficienza. LENEL ha ridotto il contributo per lenergia prodotta, e quindi il costo di gestione dellimpianto decisamente cresciuto. Se ci non si immediatamente tradotto nellincremento delle tariffe ci dovuto soltanto ad unanaloga riduzione dei costi della raccolta, dovuti alla riduzione dei rifiuti prodotti, a causa della crisi. Perseverare nella politica dellincenerimento significa orientare in maniera sostanziale lindirizzo della gestione dei rifiuti, lasciando ben poche chance a strumenti alternativi. Molti studi hanno affermato che laddove sono ubicati impianti di incenerimento la raccolta differenziata scarsa e scadente come risultati, perch tropo costoso ridurre il quantitativo di rifiuti da bruciare. Oltretutto gli impianti di incenerimento spesso devono utilizzare, per una migliore resa termica, materiali ad alto potere calorico come carta, legno e plastica dirottandoli dalla raccolta differenziata, che viene cos vanificata. Ad aggravare la situazione c il fatto che, poich gli impianti devono funzionare a pieno regime, prevedibile che si debbano richiamare rifiuti da fuori. Questo lo si era gi rilevato in unindagine a campione svolta alcuni anni fa dal PRC: nel solo trimestre ottobre dicembre 2002 linceneritore di Poggibonsi ha ricevuto rifiuti da Milano, Lucca, CastellAzzara, Arezzo, oltre che da Barberino Val dElsa. Recentemente la necessit di acquisire rifiuti da altri territori diventata una prassi abbastanza ripetuta, senza che questo abbia neanche portato significative compensazioni di natura economica (riduzione delle tariffe) che un territorio cos penalizzato sul piano ambientale, di norma riceve. Sono i Comuni in grado di garantire il controllo delle emissioni e della provenienza dei rifiuti? La nostra opposizione alla gestione dellinceneritore da parte di Sienambiente, risulta motivata non solo dal rischio di una gestione di rifiuti che privilegi il loro mercato rispetto alla tutela dellambiente. Abbiamo sempre ritenuto che gli organi preposti alla gestione diretta dei servizi essenziali debbano essere le amministrazioni locali, che, al contrario di ci che successo, dovevano assumersi tutte le responsabilit del caso su materie cos spinose, come la raccolta dei rifiuti. E successo completamente lopposto: la costituzione di societ partecipate sempre pi lontane(Sienambiente prima, poi con lambito unico per la Toscana sud, la SEI) , come richiamato in pi parti, allontana dallambito comunale decisioni rilevanti anche su problemi assai tangibili, escludendo dalla discussione in pratica 28

le Giunte meno incisive e tutti i Consigli Comunali (e di conseguenza i cittadini). Infatti se la responsabilit politica dei Sindaci imporrebbe almeno una certa considerazione del dibattito cittadino, questo non avviene per gli amministratori di Sienambiente, vincolati solo alle leggi e al rispetto dellequilibrio di bilancio, che possono usare anche come forma di ricatto nei confronti di qualsiasi rivendicazione (anche da parte dei Sindaci stessi). Per questi motivi riteniamo che sia arrivata lora, di definire un exit strategy dalla politica dellincenerimento. Per incrementare la raccolta differenziata, dobbiamo ipotizzare una raccolta porta a porta mediante lintroduzione di microcassonetti condominiali, che permettano di calcolare la quantit di rifiuti prodotti dalle singole utenze, ed introducendo sulla tariffa sconti per chi effettua la raccolta differenziata e penalizzazioni per chi produce pi indifferenziato. La raccolta differenziata per non basta: il riciclaggio dei rifiuti che deve essere incrementato ed per questo che riteniamo opportuno la creazione possibilmente in house- di unintera filiera della differenziazione e del riciclaggio. Su questo dobbiamo puntare decisamente, poich sussiste il rischio che con lampliamento dellinceneritore, sproporzionato rispetto alle necessit della zona, si metta in secondo piano la raccolta differenziata o che, peggio ancora, i rifiuti differenziati vengano utilizzare per ottimizzare il funzionamento dellinceneritore. Una lotta a questimpostazione deve essere ribadita anche con lampliamento dellATO alle province di Arezzo e Grosseto; in caso contrario, viste anche le performance pi limitate di queste province nella raccolta differenziata (rispetto a Siena), la situazione rischia di peggiorare, a danno, ovviamente, dellambiente e della nostra salute. Paradossalmente questo potrebbe esser facilitato dalla divisione avvenuta fra gestore della raccolta e gestore dello smaltimento. Societ e bilanci distinti potrebbero facilitare il dirottamento delle risorse risparmiate al momento della raccolta (a causa della riduzione dei rifiuti prodotta dalla crisi) verso nuove strategie di differenziazione e riciclaggio. Oltretutto va rilevato come molte esperienze di raccolta differenziata domiciliare (Capannori e Fucecchio insegnano) abbiano prodotto risparmi ingenti, contrariamente a quanto intuitivamente potrebbe pensarsi, nonch come il suo successo sia testimoniato sia in aree urbane, sia in piccoli centri, che in aree a vocazione rurale.

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