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TANZANIA, IL FUtURO IN UN

vaccino

d i M O N I C A P I C C I N I - f o t o d i F E D E R I C A D I G I OVA N N I

Si chiama tetano neonatale, da noi non esiste pi ma nel Sud del mondo uccide un beb ogni nove minuti. Basterebbe un vaccino per debellarlo. Unicef, con la multinazionale Procter & Gamble, in prima linea nella lotta contro malattia e malnutrizione. Ma serve laiuto di tutti. Ecco come

Da sinistra, in senso orario: il nastro che misura la circonferenza del braccio di un bambino, per poterne valutare il grado di malnutrizione; neonati allospedale di Zanzibar; i piccoli con le loro madri.

odicenni incinte per caso, per aver barattato un video a noleggio con la loro prima volta. Neonati rigidi come paletti a causa del virus del tetano neonatale che ne contrae i muscoli fino alla morte. Il colore della pelle degli albini come marchio di condanna a morte. Quello in Tanzania, al seguito del progetto Procter & Gamble e Unicef insieme contro il tetano neonatale, prima ancora che un viaggio in uno dei 10 Paesi pi poveri del mondo, un viaggio intorno al corpo umano e al suo miracolo pi grande: la capacit di riprodursi. vero, in Tanzania laspettativa di vita

di 45 anni, 8mila donne allanno ancora muoiono di parto, ma di sicuro non c lemergenza alimentare che da settembre sta mettendo in ginocchio la Somalia. O meglio, se malnutrizione c, a causa di superstizioni, spesso pi difficili da contrastare di unepidemia. Come sanno bene gli operatori Unicef il cui lavoro introdurre dal basso comportamenti virtuosi (banalmente, lavarsi le mani dopo essere stati al bagno), stando attenti a non far calare dallalto consigli non richiesti. Pena linsuccesso degli aiuti. Da qualche anno i media locali parlano di neocolonialismo, dicono di non aver bisogno degli

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Da sinistra. La scuola Kijituple a Zanzibar; un piccolo albino circondato dai compagni: se lasciati nei loro villaggi, gli albini rischiano la vita. Con i loro organi gli stregoni fanno pozioni magiche.

aiuti internazionali, che gli africani si aiutano da soli. La distinzione tra bianchi e neri un argomento molto delicato che, se strumentalizzato, pu avere un grande peso sulle decisioni dei singoli governi, spiega Carl W. Drexler, responsabile Corporate Partnership Unicef che ha fatto parte della delegazione P&G Unicef.
MALNUTRIZIONE E ABUSI, mINORI A RISCHIO Dimenticate il reef e i ritmi indolenti di Stone Town: il Mnazi Mmoja Hospital di Zanzibar una costruzione fuori da iter turistici. Passato lingresso c la One Stop Center Unit, consultorio organizzato da Unicef e Save the Children che si occupa di abusi sessuali sui minori. Nella prima stanza stazionano i poliziotti che accolgono chi sporge denuncia. Poi ci sono i dottori per gli accertamenti (test dellHiv in primis) e il colloquio con gli psicologi. Su 23 milioni di minori qui vengono denunciati 138 casi al mese, di cui sette o otto riguardano il reato di sodomia, dice una psicologa velata, come quasi tutte le donne sullisola a maggioranza islamica. Nel Paese, la violenza sessuale punita fino a 35 anni di carcere. Motivo per cui il capo trib di solito paga il silenzio della famiglia della vittima. Scopo di questo servizio fornire unalternativa alla giustizia fai-da-te con cui sintende mettere il silenziatore anche alla sofferenza psichica del bambino. Al primo piano dello stesso ospedale ci sono i casi di malnutrizione grave. Uno o pi kanga (tessuti colorati tradizionali) al posto delle lenzuola, e una fascetta di carta con cui si misura la circonferenza del braccio del bimbo. Se raggiunge la zona rossa significa che nella fase acuta grave. Per essere sano un neonato dovrebbe crescere dalla nascita mezzo chilo ogni mese. Qualcosa non andato per il verso giusto nel caso di Mariam, 32 anni, e di suo figlio Salum: 6 mesi ma pesa solo 4 chili. Volevo allattarlo al seno, racconta lei, ma non riusciva a succhiare per via della stomatite, e ora non

Troppo spossate per allattare, le mamme nutrono i piccoli con avena diluita in acqua infetta

ho pi il latte. Il problema che le mamme allattano al massimo per due settimane, poi devono tornare al lavoro e a occuparsi degli altri figli. Pur sapendo che lallattamento al seno la miglior protezione immunitaria per i figli, sono cos stanche che preferiscono dar loro il porridge, una mistura di avena diluita con acqua infetta, contenente t, radici ed erbe mediche che si crede allontanino gli spiriti maligni. Dal 2009, grazie allUnicef, in questo reparto sono stati salvati 200 bambini, alimentati prima con il latte terapeutico e poi con il PlumpyNut, una specie di crema ipernutriente a base di farina di arachidi. Fintanto che non recuperano peso, mamme e neonati rimangono ricoverati qui. Nelle zone rurali i casi di malnutrizione sono anche pi gravi, a causa delle grandi distanze da percorrere a piedi. Allospedale Makunduchi Cottage incontriamo una nonna di 39 anni (la mamma morta di parto) che aspetta il suo turno. Una volta a casa sar affiancata da volontarie, ribattezzate Corps e formate dal governo, le uniche in grado di convincerla dellimportanza di una dieta bilanciata. Accanto a lei c Malaika, in fila per la vaccinazione contro il tetano neonatale, chiamato killer silenzioso per il fatto che dappertutto, nella polvere, sui macheti con cui si taglia il cordone ombelicale nei parti in casa (ancora al 50 per cento). Nonostante in Occidente il tetano non rappresenti pi un pericolo, in 39 Paesi del Sud del mondo 130 milioni di donne e neonati, durante il parto, rischiano di contrarre questa malattia che causa la morte di un bambino ogni 9 minuti. Morti assurde, che potrebbero essere evitate con due semplici vaccinazioni, racconta Renato Sciarrillo, direzione relazioni esterne P&G, testimone sul campo di come vengono impiegati gli oltre 15 milioni di vaccini donati allUnicef con lultima campagna Dash (vedi riquadro). A differenza di altre mamme africane Malaika, per fortuna, non crede a chi dice che vaccinarsi contro le malattie possa far ammalare di cristianit i musulmani come lei. Sopravvissuti al porridge, al tetano e alla legge del pi forte, i bambini che frequentano la scuola sembrano essere la maggioranza, almeno a guardare le aule spoglie della Kidongo Chekundu e della Kijituple School di Zanzibar, dove in ciascuna classe siedono sul pavimento, dignitosamente in divisa, dagli 80 ai 180 studenti. Ma se le aule sono affollatissime, le file davanti al bagno lo sono ancor di

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A destra. Valeria Mazza e lo staff Unicef-Procter & Gamble, in Tanzania per promuovere la campagna contro il tetano neonatale.

Ledizione 2011 della campagna Insieme contro il tetano neonatale promossa da Unicef e Procter & Gamble ha lobiettivo di azzerare il numero di bambini che muoiono per malattie prevenibili entro i primi cinque anni di vita, in particolare il tetano contratto al momento del taglio del cordone ombelicale con strumenti infetti. P&G al fianco di Unicef nella lotta al tetano neonatale dal 2006, con lobiettivo di eliminarlo entro il 2015. DallItalia, P&G ha donato 15.286.120 vaccini allUnicef. Per chi volesse contribuire, la campagna 1 prodotto = 1 vaccino chiuder al 31 dicembre. Per ogni confezione acquistata (Gillette, Pantene, AZ, Fairy, Bolt, Mastro Lindo, Ambi Pur, Oral-B, Swiffer, ACE e Viakal), la Procter doner limporto per una dose di vaccino antitetano. Madrina della campagna, Valeria Mazza, imprenditrice, modella e mamma indaffarata di 4 figli.
pi: in alcuni casi c un solo buco nel terreno per 600 bambini. Non stupisce che tra i motivi dellabbandono della scuola da parte dalle adolescenti ci sia limpossibilit di potersi cambiare durante il ciclo. Scopo della nostra delegazione in queste scuole consegnare 50 mila libri illustrati sulligiene femminile, a cominciare da quei giorni l, oltre a pacchi di assorbenti. In mancanza di libri di testo, una maestra bella come una regina fa ripetere ai bambini singole frasi in inglese, con unaltra gli alunni cantano in coro lalfabeto arabo che imparano prima dello swahili, la lingua ufficiale. Gli insegnanti hanno un ruolo difficilissimo: aprire un varco nellignoranza delle tradizioni tribali. E non sempre i genitori si privano volentieri di un aiuto nel lavoro, mandando i propri figli a scuola. Ma se provi a domandarlo le risposte sono molto diplomatiche, come quella di Yosuf, padre di 10 figli, a Nanguruwe, sud della Tanzania. La scuola porta cose pi o meno positive. Il fatto di insegnare ai bambini a lavarsi le mani aiuta tutta la famiglia a difendersi dalle malattie, anche se le divise delle ragazze hanno le gonne troppo corte e i ragazzi i pantaloni troppo calati. La scuola anche uno dei rari posti dove la diversit ha dignit di cittadinanza. Allistituto privato St. Anne Marie di Dar Es Salaam, per esempio, studiano fianco a fianco bambini neri e albini. Se lasciati nei villaggi di provenienza, infatti, questi ragazzini dalla pelle bianca e i lineamenti africani potrebbero far la fine dei 58 cadaveri ritrovati orrendamente mutilati al confine col Burundi. Da qualche anno si sparsa la raccapricciante voce che gli stregoni riescono a produrre pozioni miracolose con gli organi di questi corpi prodigiosi. Per gli 8mila albini tanzaniani, al rischio di cancro alla pelle per scarsa pigmentazione, si aggiunge unemergenza ancor pi preoccupante: lemarginazione. La stessa che accompagna i ragazzi di Zapha+, unassociazione

SHAMPOO E DEtERSIVI PER SALVARE UN BAMBINO

nel centro storico di Zanzibar per bambini malati di Aids. Qui trovano ascolto, farmaci e talvolta unoccupazione. Mussafah, 35 anni, responsabile del progetto, spiega: Prima facevo linsegnante. Poi, dopo aver visto un ragazzino buttato in un pozzo dagli amici, per il semplice fatto di avere lAids, ho capito. Kama kweli unampenda vitamlinda : se ami qualcuno devi proteggerlo.
TRENTA CHILOmETRI dAL PI VICINO OSPEdALE Arriviamo nel distretto di Mtwara, al confine con il Mozambico. Prima tappa al dispensario di Nanguruwe, 40 capanne, una scuola e gli abitanti del posto divisi a gruppetti: il consiglio della comunit in carica (che nel rispetto delle quote rosa prevede una presenza femminile al 50 per cento), i volontari, i pazienti da vaccinare e il gruppo delle mamme bambine. Una di loro, Tatu, rimasta incinta a 11 anni, non mai andata a scuola e non si aspettava certo quel che le accaduto. Ha lo sguardo fisso e impietrito al solo ricordo di quando, alla brutta notizia, la famiglia lha cacciata di casa. Del padre del bambino neanche a parlarne. Si sono visti una sola volta, nel negozio del noleggio dvd. Quando le chiediamo se ha mai pensato di abortire dice che pi difficile ricorrere allaborto che aspettare la fine dei nove mesi. Per partorire bisogna andare allospedale di Mtwara, a unora di auto. Nel reparto maternit c una ragazza che ha partorito da appena unora. Mosa la quarta figlia di questa ragazza, quasi inespressiva per la stanchezza. Nella stanzetta dei prematuri, c una mamma con un bambino di sette mesi ma piccolissimo. stretto da una fascia di tessuto al seno della mamma. In assenza dincubatrici lunico modo per fargli prendere peso il calore materno. Un manifesto alla vita che resiste. Perch come scrive il Premio Nobel per la Pace 2004, Wangari Maathai, nel suo La sfida dellAfrica (Nuovi Mondi): In tutte le analisi dei problemi dellAfrica, c una risorsa naturale che spesso non viene apprezzata: gli africani stessi.  Monica Piccini

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