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CUBA DOPO CUBA

PERCH NON MUORE IL MITO DEL CHE

di Aldo

GARZIA

Alle fonti della leggenda guevariana. Attualit di unicona globale, frutto di un comunismo eterodosso. Molte pagine di questa vicenda restano ancora da scoprire, a cominciare dai controversi rapporti con Castro.

Che Guevara. La sua icona ha tutti gli ingredienti per resistere al logorio del tempo: lassassinio a 39 anni di et, labbandono dellAvana quando era al culmine delle gratificazioni come leader della rivoluzione, la coerenza tra il dire e il fare portata alle estreme conseguenze, il volto bello e giovane ritratto in decine di fotografie (ma in particolare in quella di Alberto Korda che lo raffigura con basco e sguardo rivolto allorizzonte), limpossibilit di invecchiare sia nel fisico sia nelle idee, un viaggio giovanile in alcuni paesi latinoamericani a bordo di una moto come farebbe un ragazzo di oggi (il regista brasiliano Walter Salles ha tratto dai diari di quellesperienza il film I diari della motocicletta, prodotto da Robert Redford e presentato al Sundance Film Festival 2004). Guevara diventato uno dei riferimenti del Sessantotto e poi dei movimenti di rivolta successivi, fino a quello recente dei no global, che pure rifiutano lappiattimento sulle ideologie del passato. dunque lunico mito rivoluzionario che resiste sia in Europa sia in America Latina, dove delliconografia comunista non sono sopravvissuti n Lenin n Mao n Trockij e neppure lantidogmatica Rosa Luxemburg. Per le generazioni del Duemila, come per quelle precedenti, anche se non hanno mai letto i suoi scritti e conoscono ben poco della sua biografia, il Che sinonimo di ribellione al potere e di indissolubile rapporto tra etica e politica. A conferma della capacit di tenuta del mito Guevara non c solo il fenomeno delle magliette e delle bandiere con il suo volto che si tramandano di generazione in generazione, finanche nelle curve degli stadi di calcio dove i tifosi vogliono mostrare una coerenza ribelle. C una pubblicistica tra monumentali biografie e ripubblicazione dei suoi libri che non solo fenomeno italiano. Cosa rende duraturo, allora, il mito del Che? Perch separato dalle vicende della rivoluzione cubana e dallimplosione del socialismo reale datata 1989?

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Va sgombrato subito il campo da alcune interpretazioni un po agiografiche e semplicistiche. Lidea che il Che sia una sorta di moderno Don Chisciotte guerrigliero non gli rende onore, anche se lui stesso ha usato questa metafora in alcune lettere ai familiari. Guevara non stato soltanto uomo dazione, ma anche statista (troppo spesso resta in ombra lesperienza di ministro) e autore di alcuni libri fondamentali sulla rivoluzione cubana. Un altro errore considerare il pensiero politico del Che come un nucleo teorico a tutto tondo, un marxismo libertario e umanista da contrapporre al marxismo autoritario ed economicista. La sua biografia intellettuale empiricamente caratterizzata da scelte che avvengono sulla scorta di esperienze, incontri, letture e maturazione politica indotta dallesperienza rivoluzionaria a Cuba. Il Che, allinizio della sua avventura cubana, un marxista ortodosso che guarda con favore alle esperienze del socialismo reale. Poi matura progressivamente un distacco da quei modelli. Ci sono nei suoi scritti intuizioni e spunti critici, non ancora una teoria alternativa al socialismo di Stato. La vita di Guevara si spezza mentre la sua riflessione in evoluzione ma non ha ancora preso la forma compiuta di unalternativa al modello sovietico.

Il guerrigliero scrittore
Ernesto Guevara, ribattezzato Che dagli amici cubani per il suo tipico intercalare argentino, e Camilo Cienfuegos sono i primi comandanti della rivoluzione a entrare allAvana dopo il Capodanno del 1959. Il secondo molto popolare, ma a incuriosire soprattutto il primo. Guevara argentino, ha quasi 31 anni e una laurea in medicina, non ha mai messo piede a Cuba prima di allora. Si unito al drappello dei cubani esiliati in Messico, dopo aver appoggiato in Guatemala il governo progressista di Jacobo Arbnz (deposto dallinvasione degli Stati Uniti nel 1954). il pi politicizzato di tutti, grazie allincontro con la prima moglie, la marxista peruviana Hilda Gadea. tra i pochi ad aver letto alcuni classici del marxismo. Solo Ral Castro, fratello minore di Fidel, altro comandante della rivoluzione, non nasconde le sue simpatie per il movimento comunista internazionale. Guevara ha partecipato con la qualifica di medico ai primi mesi della guerriglia sulla Sierra Maestra. Sono gli avvenimenti a decretarlo temerario uomo dazione e comandante del fronte occidentale. lui a guidare la liberazione della citt di Santa Clara, nella zona centrale dellisola, in uno scontro a fuoco che si rivela decisivo per piegare la resistenza dellesercito e convincere Batista a lasciare Cuba. Larrivo allAvana non fa che consacrare il suo ruolo di leader del Movimento 26 luglio. Al Che spetta il compito di prendere in consegna la citt. Insedia il suo quartier generale a La Cabaa, lantico fortino che ha ospitato spagnoli, inglesi e chiunque abbia controllato laccesso via mare alla capitale cubana nel corso dei secoli. Nel giugno 1959 il Che lascia LAvana per ben 87 giorni. la sua prima missione allestero. Visita 12 paesi: Egitto, India, Birmania, Thailandia, Malaysia, Giappone, Indonesia, Ceylon, Pakistan, Sudan, Jugoslavia e Marocco. Ne attraversa altri 5:

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Hong Kong, Singapore, Italia, Grecia e Spagna. Spiega ai suoi interlocutori le finalit della rivoluzione cubana e allaccia relazioni economiche. Nelle settimane precedenti, il confronto politico allAvana era diventato incandescente. Fidel Castro si scontra con le posizioni moderate di gruppi e partiti che lo avevano appoggiato, ma che ora cercano di mettere le briglie alla rivoluzione che non si ferma. In quel momento la presenza di Guevara nella capitale scomoda. Su di lui piovono le accuse di comunismo, non piacciono i suoi discorsi in cui auspica che il movimento guerrigliero si trasformi in esercito popolare e presidi una democrazia armata. Non piacciono i metodi sbrigativi con cui lui e Ral Castro dirigono i processi e le fucilazioni di molti sbirri dellantico regime. Meglio allontanarlo dalla capitale per un periodo, pensa Fidel. Dopo il suo ritorno a Cuba, Guevara si ritaglia un ruolo particolare nellaccelerazione degli eventi. Pi di altri avverte che lo scontro che divide lisola ha bisogno di memoria e teoria. La memoria pu venire dalla puntuale ricostruzione di tutto ci che spiega la vittoria della rivoluzione cubana. La teoria pu scaturire dallanalisi delle ragioni strutturali che hanno permesso la vittoria della rivoluzione. La guerra di guerriglia, il suo primo libro, dato alle stampe nel 1960. Il Che lo ha scritto a tempo di record. Ha potuto farlo in virt della consuetudine di annotare tutto ci che gli accade nei suoi diari. Ha usato lo stesso metodo nel viaggio giovanile in America Latina (1951-1952). Lo ha ripetuto sulla Sierra Maestra (19561958). Lo replicher in Congo (1965) e poi in Bolivia (1966-1967). I punti teorici su cui ruota questo libro sono tre: le forze popolari possono vincere una guerra contro lesercito; non si deve sempre aspettare che si creino tutte le condizioni favorevoli alla rivoluzione, perch il via allinsurrezione pu crearle; nellAmerica sottosviluppata la lotta armata deve partire dalle campagne. In appendice, c un interessante capitolo dedicato allanalisi della situazione cubana un anno dopo lingresso vittorioso dei guerriglieri barbudos allAvana. Il Che non esclude possibili tentativi dinvasione da parte degli Stati Uniti e affida le chance della rivoluzione al ruolo dellEsercito ribelle, ritenuto il baluardo che pu affrontare gli imprevisti politici e militari. Il Che fissa sulla carta alcune caratteristiche della sua esperienza. La rivoluzione cubana ha vinto senza un partito, senza ununica base sociale di riferimento e sarebbe antimarxista se fosse giudicata con i parametri tradizionali del marxismo. Per Guevara, lEsercito ribelle diventa la base del nuovo potere rivoluzionario, il soggetto organizzato che sostituisce il partito e stabilisce la continuit con gli obiettivi iniziali della guerriglia. Lantimperialismo il tratto che pu unificare altre rivoluzioni. Nel 1961 pubblica un saggio dal titolo Cuba: eccezione storica o avanguardia nella lotta al colonialismo? Guevara, dimostrando la seconda tesi, fa scoppiare la polemica proprio sulla possibilit o meno di estendere ad altri paesi lesperienza della rivoluzione cubana. Mentre avanza il confronto, il Che scrive e riflette sulla ricerca di una strategia rivoluzionaria terzomondista: la guerriglia un metodo di lotta da riprodurre in altri paesi; chi vuol fare la rivoluzione deve seguire lesempio

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cubano ed escludere ogni alleanza con le borghesie nazionali che sono invece il punto di riferimento dei partiti comunisti filosovietici. Di qui lavvio di rapporti diretti tra Guevara, il suo staff e alcuni movimenti guerriglieri latinoamericani. Passaggi della guerra rivoluzionaria (1963) il libro di Guevara che serve a dare memoria alla rivoluzione ormai consolidatasi al potere. Si tratta della raccolta di frammenti, note di diario e articoli scritti in epoche successive al dicembre 1959: ricostruiscono passo dopo passo tutte le vicende che conducono alla sconfitta del governo di Batista.

Il banchiere e il ministro
Ma bisogna fare un passo indietro. Il 7 ottobre 1959 per Guevara arriva il primo incarico di governo. nominato responsabile del Dipartimento industrializzazione dellIstituto nazionale per la riforma agraria (Inra). Il 25 novembre giunge la nomina a presidente del Banco Nacional di Cuba. Nel 1960 visita ufficialmente Unione Sovietica, Cecoslovacchia, Cina e Corea del Nord. Il 23 febbraio 1961 nominato ministro dellIndustria. Jean-Paul Sartre, che assieme a Simone de Beauvoir incontra il presidente della Banca cubana nel 1960, annota in un articolo: La guerra aveva formato quel Guevara e gli aveva imposto la propria intransigenza; la rivoluzione gli aveva istillato il senso dellurgenza, della rapidit. Si credette di individuare, gi in seno al Consiglio dei ministri, una destra, una sinistra e un centro e si consider Guevara come qualcosa di temibile, un radicale furibondo. Offrendomi un eccellente caff nel suo ufficio mi disse: prima di tutto sono un medico, poi un soldato e infine, come lei vede, anche un banchiere. Il Che, dai suoi nuovi incarichi di governo, si convince che non si avr la piena indipendenza politica dellisola se non si raggiunge anche quella economica. I dati parlano chiaro. Leconomia di Cuba si fonda prevalentemente sulla monocoltura della canna da zucchero e dipende dallesterno per materie prime, petrolio, tecnologie, prodotti di base. Allinterno dellisola non esiste unindustria di base. Guevara decide di aggredire il problema della dipendenza di Cuba dal mercato esterno. Come presidente del Banco Nacional vara un sistema bancario di Stato, unico e centralizzato che porta via via alla nazionalizzazione delle altre banche. Stabilisce un procedimento di finanziamento dei singoli settori produttivi con budget che devono trovare laccordo del ministero delle Finanze e di quello dellEconomia. Nel giugno 1960 il Che presenta un piano di industrializzazione che assume lo stesso sistema economico di pianificazione gi sperimentato in Cecoslovacchia. Nasce di conseguenza la Giunta centrale di pianificazione che fa capo ai ministeri economici. Si vara anche un piano di sviluppo accelerato che deve concludersi nel 1964. Quando Guevara assume lincarico di ministro, ha pieni poteri su tutto lapparato industriale. La sua scelta quella di favorire gli investimenti nei settori della chimica e dellelettronica. Dopo il 3 febbraio 1961, data in cui gli Stati Uniti decidono di interrompere le relazioni diplomatiche con Cuba, il Che sottoscrive accordi

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di scambio con lUnione Sovietica e con gli altri paesi socialisti. Il Guevara guerrigliero si trasforma rapidamente in economista e ministro consapevole delle sue scelte. Per questo, promuove nel suo ministero un seminario sul Capitale di Marx e inizia a studiare i problemi di organizzazione del lavoro e di politica economica. Nel 1962 il piano approvato dal ministro dellIndustria prevede il raddoppio entro il 1965 della produzione di elettricit, cemento, acciaio in collaborazione con gli investimenti e i tecnici specializzati che arrivano dalla Repubblica Democratica Tedesca e dalla Polonia. Lobiettivo lindustrializzazione a tappe forzate dellisola. La doccia fredda arriva nel 1963. Guevara intuisce che il meccanismo della centralizzazione non favorisce i piani produttivi di settore. Sferra un duro attacco ai primi segnali di burocratismo e cerca di modificare il sistema di pianificazione. I dati economici del 1963 mettono per sotto accusa proprio loperato del ministero dellIndustria. Dal 1961 in poi gli investimenti nel settore industriale erano stati pari a 850 milioni di dollari lanno, senza un saldo positivo tra investimenti e produzione. In quel cruciale 1963 si apre lo scontro al vertice del governo. Vi contribuiscono due economisti europei, presenti allAvana come consulenti: Ernest Mandel e Charles Bettelheim. Il primo sostiene le posizioni di Guevara, il secondo daccordo con quanti chiedono una rapida correzione di rotta. La sterzata arriva il 19 agosto. Un documento del Consiglio dei ministri stabilisce che lagricoltura e la canna da zucchero devono tornare il fulcro delleconomia dellisola, lindustrializzazione dovr realizzarsi nel corso dei dieci anni successivi. Il ministero dellIndustria, di conseguenza, perde il controllo delle attivit produttive. Castro si mantiene neutrale in quel dibattito che vede Carlos Rafael Rodrguez (dirigente di spicco del Partito socialista popolare e in quella fase responsabile dellIstituto per la riforma agraria) contrapporsi a Guevara e alla fine vincere il braccio di ferro sulle scelte economiche. Questa svolta repentina costituisce la prima sconfitta politica del Che. Deve prendere atto che Cuba non pu eliminare i suoi handicap attraverso un processo forzato di industrializzazione. I rapporti con lUnione Sovietica e i suoi satelliti diventano inevitabili per sopravvivere al blocco economico contro Cuba che stato intanto decretato da Washington nel 1962. Guevara replica alla sconfitta sostenendo che non sono solo le leggi delleconomia a dare il passo alla transizione verso il socialismo. Prendono quota le sue teorie sulla coscienza rivoluzionaria come risorsa per piegare le costrizioni delleconomia, sugli incentivi morali da preferire a quelli materiali per evitare che sia solo lattesa di maggiori salari la leva della mobilitazione collettiva. Dopo il dibattito al vertice del governo nel 1963, c un secondo Guevara. Il Che precisa la sua posizione, che poi lo porter in rotta di collisione con il modello sovietico: il socialismo non pu limitarsi a cambiare le forme di distribuzione e di accumulazione economica; la politica deve intervenire laddove leconomia solo calcolo freddo delle compatibilit. Nei seminari che si svolgono nel suo ministero pronuncia alcune frasi che servono a comprendere cosa pensa in quel periodo:

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Lottiamo contro la miseria, ma al tempo stesso contro lalienazione; se il comunismo non si occupa dei fatti di coscienza, potr essere un metodo di distribuzione ma non sar mai una morale rivoluzionaria. Prende cos corpo una teoria guevariana della transizione che sposta il baricentro dalla centralizzazione politica ed economica alla ripresa della mobilitazione sociale. Con un eccesso di ruolo affidato alla coscienza individuale e senza stabilire un limite dintervento per la politica che cos si trasforma in ideologia massificante, in quel periodo la ricerca su luomo nuovo come finalit della rivoluzione il centro delle riflessioni del Che.

Laddio a Cuba
Il 12 marzo 1965 Guevara d forma definitiva alla sua riflessione maturata nel fuoco degli eventi. Con il saggio Il socialismo e luomo a Cuba, pubblicato dal settimanale Marcha di Montevideo mentre si trova in viaggio allestero, annota ci che non gli piace della nuova Cuba e le possibili correzioni che ritiene indispensabili per uscire dalle secche del burocratismo che ha gi assalito la giovane rivoluzione. Il 14 marzo 1965 Guevara appare per lultima volta in pubblico a Cuba. Arriva allaeroporto dellAvana di ritorno da Algeri, dove il 24 febbraio nel corso di un seminario economico internazionale ha pronunciato un discorso sullo scambio ineguale che ha mandato su tutte le furie la delegazione sovietica (Come si pu parlare di reciproca utilit, quando si vendono ai prezzi del mercato mondiale le materie prime che costano sudore e patimenti senza limiti ai paesi arretrati, e si comprano ai prezzi del mercato mondiale le macchine prodotte dalle grandi fabbriche automatizzate? Se stabiliremo questo tipo di relazione tra i due gruppi di nazioni, dobbiamo convenire che i paesi socialisti sono, in un certo modo, complici dello sfruttamento imperialista). Ad attendere il Che allaeroporto ci sono Fidel Castro, Carlos Rafael Rodrguez e Osvaldo Dortics (il presidente della Repubblica). Castro e Guevara trascorrono le successive quarantottore a Cojimar, una localit alle porte dellAvana. In quel colloquio Guevara comunica la sua decisione di lasciare Cuba, mentre Castro gli riferisce delle proteste dei sovietici per il suo intervento ad Algeri. Alcuni biografi di Guevara sostengono che Mosca ha chiesto il ridimensionamento politico del ruolo del Che. Quali erano i rapporti tra Guevara e Castro in quel marzo 1965? A quasi quarantanni di distanza, continuano a fronteggiarsi due tesi contrapposte. La prima sostiene che tra i due cera un totale accordo: Guevara avrebbe cercato di esportare la rivoluzione in altre realt, Castro avrebbe istituzionalizzato la retroguardia di quel tentativo. La seconda tesi opta per la contrapposizione tra i due nata nei primi anni della rivoluzione: Castro non avrebbe sostenuto le scelte e le opinioni di Guevara. Tutti gli scritti e i discorsi di Guevara che vanno dal 1963 al 1965 danno conto della violenta contraddizione apertasi a Cuba. Da una parte c il realismo di chi guarda ai modelli sovietici e dei paesi dellEst, dallaltra c chi vuol far procedere

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la rivoluzione sulla propria testa e sulle proprie gambe. il dramma di tutte le rivoluzioni moderne, strette tra linevitabile trasformazione in potere e la voglia di non disperdere la propria spinta utopica. Il Che che lascia Cuba di sicuro un uomo politico che ha subto le prime sconfitte della sua vita. La posizione di chi non si arrende alle logiche della ragion di Stato e di partito ne fa un personaggio che rischia isolamento e solitudine. Non sono in molti, neppure allAvana, disposti a seguirlo nel tentativo di costruire unalternativa al socialismo di Mosca. La scomparsa di Guevara da Cuba scatena altre polemiche. vittima della prima purga staliniana della giovane rivoluzione? Finanche Celia de la Serna, la madre del Che, chiede spiegazioni sul destino del figlio. Il 3 ottobre 1965, nel presentare il Comitato centrale del Partito comunista cubano, Castro obbligato a parlarne: C un vuoto tra noi, di una persona che possiede come nessun altro tutti i meriti e le virt necessarie per appartenervi. Su questo il nemico ha potuto formulare mille congetture, ha cercato di confondere le acque, di seminare zizzania, dubbi. Siccome era necessario pazientare, abbiamo pazientato. Noi replicammo, dicendo che avremmo parlato a tempo debito perch esistevano dei motivi per aspettare a farlo. Castro conclude leggendo la famosa lettera con cui il Che si congeda da Cuba e annuncia il suo impegno rivoluzionario in altre terre del mondo.

Congo, Cuba, Bolivia


Guevara trascorre parte del 1965 in Congo. Partecipa con un gruppo di cubani alla rivoluzione (poi sconfitta) di quel paese. Nel suo diario africano annota la fragilit del movimento rivoluzionario congolese, le difficolt di contatto con LAvana, le rivalit tra Unione Sovietica e Cina. Il Che lascia il Congo nel novembre di quellanno, poi va in Tanzania e a Praga prima di far ritorno in modo clandestino a Cuba. Nella zona di Pinar del Ro addestra il gruppo di guerriglieri che lo accompagner in Bolivia, il paese prescelto per la nuova avventura. Anche l saranno le delusioni a prevalere, mentre Guevara stretto nellimbuto delle sue scelte: non pu andarsene, come ha fatto in Congo, e non pu tornare allAvana dove la notizia della sua partenza stata resa pubblica. Ad appena 39 anni il Che un uomo senza patria, nonostante abbia lasciato allAvana la seconda moglie Aleida March e i cinque figli (Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto). Le peculiarit cubane non tornano in Bolivia. In pochi appoggiano una rivolta prima circoscritta e poi isolata. Le campagne e i contadini non diventano il centro della guerriglia. Il Partito comunista boliviano si divide e in maggioranza non appoggia Guevara. Non nasce un autonomo movimento guerrigliero, come quello cubano. Gli errori di valutazione della situazione boliviana non attenuano lostinazione con cui il Che non si arrende alle evidenze, dal momento che ritiene che dalla Bolivia la rivoluzione possa estendersi fino alla sua Argentina. Guevara ucciso, dopo essere stato catturato in combattimento presso la localit di La Higuera, il 9 ottobre 1967. Le ultime ore del Che trascorrono nei locali

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diroccati di una scuola. interrogato pi volte, mentre i militari attendono ordini da La Paz. La scelta, su pressione dei servizi segreti di Washington, quella di ucciderlo. La sentenza eseguita da Mario Tern, un militare che si offre volontario. Il cadavere di Guevara trasportato con un elicottero allospedale Signore di Malta, nei pressi della localit di Vallegrande. esposto su un tavolaccio a fotografi, tv e giornalisti. Il Che ha gli occhi aperti e la divisa sbottonata, sembra un Cristo che ha concluso la sua missione terrena. Lo scempio del corpo di Guevara non si ferma. Gli vengono tagliate le mani, poi recapitate allAvana per dimostrare che il cadavere quello del Che. Le sue spoglie sono sepolte sotto una montagna di asfalto a Vallegrande. AllAvana la commozione enorme. Il 18 ottobre, a piazza della Rivoluzione, si svolge una veglia funebre. Vi prende parte una folla immensa. Guevara viene ribattezzato il guerrigliero eroico da Castro. Il diario boliviano del Che giunge a Cuba dal Cile, dove il socialista Salvador Allende aiuta anche i tre cubani sopravvissuti in Bolivia a tornare in patria. Dariel Alarcn (Benigno), Leonardo Tamayo (Urbano), Harry Villegas (Pombo) arrivano allAvana il 6 marzo 1968, dopo aver fatto il giro del mondo: Bolivia, Cile, Isola di Pasqua, Tahiti, Numea, Sri Lanka, Addis Abeba, Parigi, Mosca e infine Cuba. Gli scavi nei pressi dellaeroporto di Vallegrande in Bolivia per ritrovare le spoglie di Guevara e dei suoi compagni assassinati nellottobre del 1967 sono autorizzati 30 anni dopo. Le ricerche si concludono il 27 giugno 1997. Il governo cubano decide di ampliare il mausoleo dedicato a Guevara che si trova a Santa Clara. In quel mausoleo nellottobre 1997 viene collocata lurna con i suoi resti, accanto alle piccole tombe dei suoi compagni.

Il Che e Cuba dopo il 1967


La morte di Guevara chiude unepoca della rivoluzione cubana e della storia dellAmerica Latina. Cuba ripiega. Sfuma lobiettivo di estendere la rivoluzione in altri paesi del continente (dove prevarranno invece spietate dittature militari) e di sottrarsi al dilemma o Stati Uniti o Unione Sovietica. Il pensiero di Guevara non ovviamente la sua immagine storica accantonato allAvana negli anni Settanta. La rivista dispirazione guevarista Pensamiento critico, diretta da Fernando Martnez Heredia, viene chiusa. Orlando Borrego Daz, il principale collaboratore di Guevara nel ministero dellIndustria, pubblica allAvana un libro sul Che solo nel 2001 (Che. El camino del fuego, Imagen contempornea, La Habana). Vi compaiono le inedite note critiche dellex ministro dellIndustria, scritte a Praga nel 1966, sul Manuale di economia politica dellAccademia delle scienze dellUrss. Sono la definitiva presa di distanza dalla modellistica sovietica. Nel 1987, a ventanni dalla morte di Guevara, Castro tenta il recupero delle riflessioni politiche del Che. Il contesto favorevole quello delle riforme avviate da

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Mikhail Gorbac v a Mosca. Cuba preferisce cercare altre alternative, scavando nelle origini della propria rivoluzione. Carlos Tablada, un giovane economista, pubblica proprio nel 1987 un libro di successo che una rilettura degli ammonimenti economici di Guevara. Castro, anche sulla scia di quel libro (Acerca del pensamiento econmico del Che, Ediciones Casa de las Americas), attacca inefficienza, burocratismo e rilancia le microbrigate del lavoro volontario. In unintervista concessa in quel periodo a Gianni Min, il leader cubano rivela anche per la prima volta alcuni particolari degli ultimi anni di Guevara. Ci che accade nel 1989 nei paesi del socialismo reale interrompe per la sterzata politica verso il recupero del guevarismo. Cuba non ha alternative: deve aprire la sua economia al turismo e allingresso di capitali stranieri. Non possibile riattualizzare le intuizioni economiche del Che. Ma resta tuttora aperta la ricerca su Guevara. Molti documenti sulla sua vita e sulla sua morte giacciono nei cassetti di Washington, Mosca, LAvana. Non sono stati pubblicati tutti i suoi scritti. Sugli inediti vigila il Consiglio di Stato cubano che ne teme luso politico incontrollato. Su alcuni testi giovanili e su altri (ci sarebbero pure delle fiabe scritte dal Che per i suoi bambini mentre si trovava in Congo e in Bolivia) vegliano la moglie Aleida March e i figli. Proprio Aleida March dirige insieme a Mara del Carmen Ariet il Centro studi Guevara allAvana, che ha sede nellappartamento del quartiere Nuevo Vedado in Calle 47 numero 772, la prima residenza cubana del Che (il Centro pubblica libri, ricerche e presto disporr di sale per mostre e convegni che si stanno costruendo di fronte al vecchio appartamento). Il mito di Guevara, intanto, non appassisce. morto bello, fotografato, ammazzato. Non ha avuto il tempo di invecchiare e di vivere le pagine pi discutibili della rivoluzione cubana. Ha intuito con pi di ventanni di anticipo il vicolo cieco del socialismo reale andato in pezzi nel 1989. Ha cercato, con ostinazione, altre alternative rivoluzionarie. Per questo, resta un mito eretico e positivo.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Per un approfondimento bibliografico, si suggeriscono alcuni testi: E. GUEVARA, Scritti, discorsi e diari di guerriglia 1959-1967, Torino 1969, Einaudi. K.S. KAROL, La guerriglia al potere, Milano 1970, Mondadori. H. THOMAS, Storia di Cuba, Torino 1973, Einaudi. S. TUTINO, Gli anni di Cuba, Milano 1973, Mazzotta. A. ANNINO, Dallinsurrezione al regime, Milano 1984, Franco Angeli. R. MASSARI, Che Guevara: pensiero e politica dellutopia, Roma 1988, Erre emme. G. MIN, Il racconto di Fidel, Milano 1988, Mondadori. C. TABLADA, Guevara. Il pensiero economico, Roma 1989, Erre emme. E. GUEVARA, Scritti scelti, Roma 1993, Erre emme. H. GADEA, I miei anni con il Che, Roma 1995, Erre emme.

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E. GUEVARA, Diario di Bolivia, Roma 1996, Erre emme. A. MOSCATO, Che Guevara: storia e leggenda, Bussolengo 1996, Demetra. P.I. TAIBO II, Senza perdere la tenerezza, Milano 1996, il Saggiatore. S. TUTINO, Guevara al tempo di Guevara, Roma 1996, Editori Riuniti. A. GARZIA, Che Guevara, cd-rom, Roma 1997, lUnit/Quadrivio. J.L. ANDERSON, Che. Una vita rivoluzionaria, Milano 1997, Baldini & Castoldi. J.G. CASTAEDA, Compaero. Vita e morte di Ernesto Guevara, Milano 1997, Mondadori. P. KALFON, Il Che, una leggenda del secolo, Torino 1997, Feltrinelli.

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