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Leggendo “Lo zen e l'arte della

manutenzione della motocicletta


dal blog http://zenartemanutenzionemotocicletta.blogspot.com/
di Luigi Poderico

Introduzione
Il contenuto presentato in queste poche pagine trae spunto dalla
mia lettura “critica” della prima opera di Robert Pirsig: “lo zen e
l'arte della manutenzione della motocicletta”, conosciuto anche con
l'abbreviazione ZMM. Con molta calma e con tutto il tempo
necessario, ho riletto ZMM annotando idee e citazione,
approfondendo concetti e nozioni nuove.
A supporto di questo mio lavoro ho usato uno strumento ormai
abbastanza classico del WEB 2.0: un blog. In effetti si è rivelato il
posto e il modo migliore per questo mio lavoro analitico, essendo la
struttura a diario la più idonea per registrare le mie annotazioni.
Con l'ausilio del blog sono riuscito anche ad interessare qualche
altro avventore della rete. I più mi ha semplicemente letto, qualche
altro ha anche lasciato dei commenti.
Questo volumetto è semplicemente la riorganizzazione cartacea
degli stessi contenuti presenti sul blog, con qualche errore corretto
in più e con qualche immagine in meno.
Non mi resta che augurarvi una buona lettura e, se vorrete, di
volermi segnalare qualunque vostro commento scrivendo a
poderico@gmail.com

Luigi Poderico
Coscienza immediata

Se fai le vacanze in motocicletta le cose assumono un


aspetto completamente diverso. In macchina sei
sempre in un abitacolo; ci sei abituato e non ti rendi
conto che tutto quello che vedi non è che una dose
supplementare di TV. Sei un osservatore passivo e il
paesaggio ti scorre accanto noiosissimo dentro una
cornice.
In moto la cornice non c'è più. Hai un contatto
completo con ogni cosa. Non sei più uno spettatore,
sei nella scena, e la sensazione di presenza è
travolgente. E' incredibile quel cemento che sibila dieci
centimetri dal tuo piede, lo stesso su cui cammini, ed
è proprio li, così sfuocato eppure così vicino che col
piede puoi toccarlo quando vuoi - un'esperienza che
non si allontana mai dalla coscienza immediata.

Come la differenza tra vivere le cose e subirle. Vivere la vita e


subirla. Osservarla passivamente.
Come si fa ad avere una sensazione di presenza travolgente? Forse
vivendo le cose in modo tale da non camminarci sopra, ma
facendole sibilare la vita sotto di te?

Coscienza immediata. Reazione violenta e immediata alle proprie


azione, esperimenti. Se col piede tocchi a terra mentre la moto
corre, cadi, ti fai male. Non è una questione di velocità, di sola
velocità, ma anche di percezione della realtà.

Come o Quanto

Ci preoccupiamo più di come passiamo il tempo che


non di quanto ne impieghiamo per arrivare:
l'approccio cambia completamente.

Il vero senso di una vacanza. Il vero senso della vita. Ciò che
riempie la vita non è la meta, ma i compagni di viaggio che si
incontrano.
Una vita piena è come una strada secondaria, con curve che
sfiancano dolci colline.
Una vita vuota è come una autostrada che veloce, senza interesse,

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ti porta da un punto di partenza ad un punto di arrivo. Inizio di un
altro viaggio in autostrada.

Nuovo o meglio

L'eterno "C'è qualcosa di nuovo" allarga gli orizzonti,


ma se diventa l'unica domanda rischia di produrre solo
i detriti che causeranno l'ostruzione di domani. Mi
piacerebbe, invece, interessarmi alla domanda "C'è
qualcosa di meglio", che scava in profondità invece
che in ampiezza.

Cosa sono i detriti provocati dalla domanda "C'è qualcosa di nuovo"?


La Cultura è attraversata da due correnti: una fa scoprire cose
nuove e un'altra approfondisce cose vecchie. Il medioevo è stato un
periodo di solo "C'è qualcosa di meglio". Il rinascimento è stato un
periodo dal giusto equilibrio delle due componenti. Forse noi stiamo
vivendo un'epoca di solo "C'è qualcosa di nuovo"

La tecnologia

Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un


calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto
con lo stesso agio che in cima ad una montagna o nei
petali di un fiore.

Ventesimo secolo

Durante questo viaggio credo che dovremmo pensarci


un po' sopra, per vedere se questa strana separazione
tra quello che l'uomo fa e quello che l'uomo è non
potrebbe aiutarci a capire cosa diavolo è andato storto
in questo ventesimo secolo.

Il mio approccio al problema sarà lento, ma


scrupoloso.

Forse ha ragione lui. L'uomo è vero spirito, ma i suoi


comportamenti, genericamente consumistici, provocano una

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profonda rottura. Una rottura generata dalla differenza di potenziale
tra quello che l'uomo è e quello che l'uomo fa. Forse dovrei scrivere
Uomo, con la u maiuscola.

L'istruzione come forma di ipnosi collettiva

L'istruzione è una forma di ipnosi collettiva, dove gli insegnanti


"convincono" gli allievi a credere che esista la legge di gravità. Una
base nozionistica, molte volte imposta per legge, riflette una
stratificazione culturale dove vene politiche si intrecciano con
movimenti religiosi, storici e popolari.
Le scuole di regime, evidentemente e apertamente dichiarate;
quelle dei paesi così detti liberi dove l'ipnosi è più profonda e
subdola; i maestri idealisti che credono ancora nella libertà di
insegnamento.
Non confondiamo tutto ciò con l'ignoranza, che è l'altra faccia della
ipnosi collettiva. Tenere e convincere che non sapere, non ragionare
è meglio. Il diffondere la cultura dell'aiutino che fa indovinare il
numero di fagioli in un'urna.

Cose utili da portare nel vostro prossimo viaggio in


moto: abbigliamento

1. Due cambi di biancheria

2. mutandoni lunghi

3. una camicia e un paio di pantaloni di ricambio

4. un pullover e una giacca

5. guanti

6. stivali da motociclista

7. equipaggiamento per la pioggia

8. casco e visiera

9. casco integrale

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10. occhialoni.

E' evidente che l'obiettivo è viaggiare. Quindi giusto l'essenziale e il


tempo per lavarsi la biancheria di ricambio. Anche perché in moto lo
spazio è veramente poco.

Cose utili da portare nel vostro prossimo viaggio in


moto: effetti personali

Pettine, portafogli, temperino, agenda, penna,


sigarette e fiammiferi, pila, sapone e portasapone,
spazzolino da denti e dentifricio, forbici, aspirine,
repellente per insetti, deodoranti, crema solare,
cerotti, carta igienica, un guanto di spugna per
lavarsi, un asciugamano.

Quando ho "espletato" il servizio di leva ci diedero da leggere il


"manuale del combattente". Io lo lessi perché sono curioso di natura
e perché avevo molto tempo libero a disposizione.
C'era un capitoletto su come sopravvivere. Fondamentalmente dava
dei consigli su come mantenere in buono stato i piedi. Si proprio i
piedi. Come non farsi venire vesciche e infezioni in generale.
All'epoca trovai la cosa veramente molto ridicola. Pensavo di trovare
informazioni su situazioni estreme. Da guerra.
Ragionandoci a distanza trovo che in effetti avere dei buoni piedi
che ti funzionano e che ti possono portare lontano è forse la vera
chiave per la sopravvivenza.

Cose utili da portare in moto: cucina e campeggio

Sacco a pelo. Poncho impermeabile e una incerata.


Corda. Mappe. Machete. Bussola. Borraccia. Stoviglie
militari. Fornello pieghevole con tavolette Meta.
Barattoli di alluminio. Detersivo. Zaino con telaio in
alluminio.

Viene da chiedersi se Pirsig usasse una moto o un camper?


E' anche evidente la differenza dei luoghi che sono attraversabili nel
continente americano rispetto ai paesaggi europei. Non ho viaggiato

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tanto, ma non mai sentito la necessità di portarmi dietro un
machete.
Probabilmente in un continente più selvatico un machete può fare
comodo.

La personalità delle macchine

Immagino che questa si possa chiamare personalità.


Ogni macchina ha la sua, che probabilmente potrebbe
definirsi la somma percepibile di tutto ciò che di essa
si sa o si sente. [...] E' questa personalità l'oggetto
vero della manutenzione della motocicletta.

L'oggetto della manutenzione è evitare che la personalità cambi in


peggio, ma che invece migliori. Una buona dose di sensibilità e
attenzione ai segnali è necessaria, come anche la conoscenza e lo
studio che ne permettono l'interpretazione.

Molte volte ho sentito dire "questa macchina è uscita difettosa dalla


fabbrica" quando poi si scopre che il liquido di raffreddamento
neanche si sa cos'è.

Non solo le macchine hanno una personalità. Probabilmente tutti gli


oggetti ne hanno una. Spesso è una personalità riflessa, di chi cura
l'oggetto. Un libro, dei pantaloni, una stanza, una penna. Anche i
concetti hanno una personalità. Per esempio la musica. Ma anche un
racconto o un 'idea.

Le differenze

Alcune cose ci sfuggono perché sono cosi


impercettibili che le trascuriamo. Altre non le vediamo
proprio perché sono enormi.

Come le differenze tra due persone. Possono essere o sembrare


minime e quindi sfuggire. Poi l'amicizia o, peggio, l'amore nasce e ci
si conosce sempre di più. A questo punto le differenze possono
essere minime e nessun problema nasce. Col tempo invece le
differenze possono presentarsi enormi e si scoprono nella loro
inevitabilità.

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Lattina d'alluminio

Ancora una volta ci troviamo di fronte a due realtà:


quella dell'apparenza artistica immediata e quella
della spiegazione scientifica soggiacente, e queste due
realtà hanno ben poco a che vedere l'una con l'altra.
Brutto affare.

E' la separazione che genera la rabbia che talvolta provano le


persone di mentalità scientifica nei confronti dell'arte astratta.
Se serve uno spessore per un bullone allentato posso comprare una
rondella nuova di zecca, appagando l'apparenza artistica immediata;
oppure ritagliare l'alluminio di una lattina di birra, sulla base di una
spiegazione soggiacente che riconosce nell'alluminio il metallo ideale
come spessore.

Erlkoenig - Goethe

Wer reitet so spät durch Nacht und Wind? / Es ist der


Vater mit seinem Kind.

Chi cavalca così tardi nella notte e nel vento? E' il padre col suo
bambino.

Cerotti emotivi

Qualche parola di consolazione non gli avrebbe fatto


male. Voleva fare la pace, ma, per una ragione o per
l'altra, non mi venivano le parole. Le parole di
consolazione vanno meglio per gli estranei, per gli
ospiti, non per la tua gente. Non sono che cerotti
emotivi.

Il cerotto è un tampone che aiuta a limitare la fuoriuscita di sangue,


ma non guarisce. E' un palliativo. Alla stessa maniera agiscono le
parole di consolazione con l'animo ferito di uno della tua gente.

Un'intelligenza classica vede il mondo innanzitutto in


quanto forma soggiacente. Un'intelligenza romantica

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lo vede innanzitutto in termini di apparenza
immediata.

Guidare una motocicletta è romantico; occuparsi della sua


manutenzione è classico. A me piace fare entrambe le cose, come a
Pirsig. Forse questo indica che le due intelligenze sono gli estremi
della scala dell'umanità?
Penso anche ai grandi della storia come Leonardo da Vinci, esempio
evidente di connubio felice tra intelligenza classica e romantica.

La malattia mentale

Sembra che la superiorità di una mente che esplora zone nuove del
ragionamento umano, quale quella di Pirsing o Nash, venga spessa
scambiata per malattia mentale.
A tale proposito riporto una bellissima intervista a John Nash nella
quale parla anche delle sue disavventure presso gli istituti
psichiatrici americani.

L'intervista è tratta da repubblica.it ed è curata da Piergiorgio


Odifreddi.

Lei è religioso?
"Ho cambiato varie volte idea, quand'ero mentalmente
disturbato. Si rischia di uscire di testa pensando
troppo alla religione, soprattutto se si fa scienza e si
cerca di tenere fede e ragione in compartimenti
separati. Un'osservazione elementare, però, è che le
varie religioni sono logicamente incompatibili fra loro:
non possono dunque essere tutte vere".
La stessa cosa vale per la politica, di cui lei ha
scritto che è un inutile spreco di energia
intellettuale.
"Mi riferivo soltanto alla mia esperienza personale,
influenzata dalla malattia mentale: ho cominciato a
guarire quando ho rifiutato alcune delle mie illusioni in
questo campo. La politica non è certo uno spreco di
energie per i politici di professione!".
Le ha parlato dei suoi incontri con von Neumann,
ma qui a Princeton ha anche conosciuto anche
Einstein.
"Quando sono andato da lui, un suo assistente -John

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Kemeny- gli stette sempre vicino e in silenzio, come
una guardia del corpo. Probabilmente, Einstein
incontrava un sacco di matti e aveva bisogno di un
minimo di protezione".
E di cosa era andato a parlargli?
"Lo spostamento verso il rosso delle righe spettrali
delle galassie lontane, di solito, si interpreta come un
effetto dell'espansione dell'universo. A me era venuta
l'idea che si potesse invece interpretare come una
perdita di energia gravitazionale della luce, più o
meno come una barca che si muove nell'acqua perde
energia producendo onde".
E Einstein come la prese?
"La cosa non gli piacque troppo, e mi disse:
'giovanotto, credo che le farebbe bene studiare un po'
di più'. Non so se la mia fosse una buona idea, ma
certamente in seguito anche altri l'hanno avuta e ci
hanno scritto su".
Dopo la laurea lei ha lavorato per la Rand
Corporation, che era un covo di reazionari.
"Sì, per tre estati. Era sponsorizzata dall'Aviazione e
costituiva uno dei modi indiretti attraverso il quale il
governo finanziava la ricerca: invece di dare i soldi
direttamente agli scienziati, li dava ai militari che poi li
davano agli scienziati".
Non è un po' sospetto che la ricerca venga fatta
con i finanziamenti militari?
"Non è solo sospetto, ma anche paradossale".
I suoi interessi matematici sembrano essere
stati molto estesi, e anche un po' incompatibili,
nel senso che l'intuizione logica e quella
geometrica sono molto diverse. Come è riuscito
a conciliarli?
In fondo, io sono un analista. Il problema
dell'immersione era sostanzialmente analitico. In
seguito mi sono interessato di equazioni differenziali
alle derivate parziali.
Trovando il grande teorema che lei e De Giorgi
avete dimostrato indipendentemente.
"Sì, lui è stato il mio rivale. A proposito, ecco un
bell'esempio di un matematico religioso! Anzi, un
esempio estremo di religiosità, quasi da monaco".
E il fatto che anche lui avesse ottenuto lo stesso
risultato le costò la medaglia Fields.

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"Non solo a me, anche a lui".
Ma lei sembra esserci stato più vicino, nel 1958.
Ci fu addirittura uno spareggio con Thom, no?
"Mah, così si dice. Nel 1962 sarebbe stato più ovvio,
ma io ero già disturbato mentalmente. Così la diedero
a Hormander: uno svedese, in un congresso in
Svezia ...".
Così lei ha perso la medaglia Fields, ma ha vinto
il premio Nobel. Avrebbe preferito il contrario,
se avesse potuto scegliere?
"La medaglia Fields sarebbe stata molto prima,
avrebbe cambiato il corso della mia vita. Se fossi stato
sano nel 1962, avrei potuto prenderla: ero ancora nei
limiti d'età. Ma il mio lavoro non fu immediatamente
riconosciuto: nemmeno le cose più facilmente
comprensibili, come il problema dell'immersione. In
seguito, si cominciarono ad applicare i miei metodi in
altri campi, ad esempio la stabilità del sistema solare
con il teorema di Kolmogorov, Arnold e Moser...".
E' vero che a quel tempo ha cercato di risolvere
l'Ipotesi di Riemann?
"Questo lo dice il film. La funzione Zeta è certamente
affascinante, ma io non ho mai seriamente attaccato il
problema, nemmeno quand'ero malato. La teoria
quantistica, quella sì. Ma probabilmente era
un'illusione, una mancanza di buon senso, anche
quando non ero legalmente matto".
Siamo tornati alla legalità.
"Dovrebbe essere chiaro che la malattia mentale è un
concetto legale".
Ad esempio, uno dice che fa miracoli e, invece di
matto, lo chiamano santo!
"Più che dirlo, bisogna riuscire a farlo dire a qualcun
altro: non "io faccio miracoli", ma "lui fa miracoli".
Meglio poi se a dirlo è un cardinale o un vescovo, con
voce ispirata".
Negli anni '70, in Italia il movimento
antipsichiatrico è riuscito a far chiudere i
manicomi.
"Tutti?"
Sì, tutti.
"Saranno però rimasti i reparti psichiatrici degli
ospedali normali".
Molti malati mentali sono stati effettivamente

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dimessi.
"Negli Stati Uniti, la medicina psichiatrica è diventata
un'industria: molta gente viene internata anche se
non è veramente pericolosa. Non dovrebbe invece
essere possibile senza il consenso del paziente".
Lei ha sempre cercato di opporsi legalmente ai
suoi internamenti.
"La prima volta sono riuscito a farmi dimettere. Le
altre volte ho tentato, ma senza grandi risultati. Credo
che l'effetto sia stato duplice: può aver impedito certi
eccessi di cure, ma aver prolungato la durata della
detenzione".
Lei ha detto esplicitamente di aver subìto
torture.
"Si possono interpretatare i coma insulinici e gli
elettroshock come torture. Ma avvennero appunto in
un periodo in cui non avevo un avvocato".
Parlando più in generale, ci sono aspetti
patologici nella Matematica?
"Certamente c'è una mistica dei numeri, dalla quale a
volte mi sono lasciato anch'io trascinare. Un
musulmano mi ha mandato un libro in cui si cerca di
mostrare che nel Corano c'è una struttura numerica
nascosta, basata sul numero primo 19. Poi c'è il
codice della Bibbia, che permette di ritrovare
riferimenti a cose già accadute, benché mai profezie di
cose che devono ancora accadere: non sarebbe male,
trovare una vera profezia!".
Il Socrate di Platone sentiva delle voci, che gli
dicevano di non fare certe cose.
"Durante la mia malattia anch'io sentivo delle voci,
come quelle che si sentono nei sogni. Agli inizi avevo
solo idee allucinatorie, ma dopo due o tre anni sono
arrivate queste voci, che reagivano criticamente ai
miei pensieri e sono continuate per vari anni. Alla fine,
ho capito che erano solo una parte della mia mente:
un prodotto del subconscio, o un percorso alternativo
della coscienza".
E poi hanno smesso?
"Più che altro le ho soppresse io. Ho deciso che non
volevo più sentirle o esserne influenzato".
La rappresentazione delle voci che è stata fatta
nel film l'ha soddisfatta?
"Era un modo di rendere visibile e comprensibile

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queste cose. Sarebbe difficile farlo in maniera
scientificamente accurata, perché non si può vedere
dentro la mente di qualcuno".
Ma lei, che ha visto dentro alla sua, non
potrebbe scriverne?
"Quando sarà il momento giusto per farlo,
probabilmente avrò l'Alzheimer e non ricorderò più ciò
che dovrei raccontare".

Familiarità estranea

Se il mondo di Fedro è tanto difficile da capire non è a


causa della sua stranezza, ma della sua familiarità.

Un concetto è tanto difficile da capire: il mondo di Fedro. Non la


persona.
Forse la sua personalità era talmente complessa da costituire un
mondo intero. Un mondo razionale, analitico, classico.
Un mondo familiare a tutti, come una realtà o verità così evidente
da creare dissonanze con i propri schemi mentali.

La motocicletta scomposta secondo le sue parti

• Moto
• Apparato propulsore
• Motore
• Macchina termica
• Cilindri
• Pistoni
• Bielle
• Albero a gomito
• Volano
• Sistema di alimentazione aria-
carburante
• Serbatoio del carburante e filtro
• Filtro dell'aria
• Carburatore
• Valvole
• Tubi di scappamento
• Sistema di accensione
• Alternatore

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• Raddrizzatore
• Batteria
• Bobina
• Candele
• Sistema retroattivo di distribuzione
• Catena della distribuzione
• Albero a camme
• Punterie
• Spinterogeno
• Sistema di lubrificazione
• Pompa dell'olio
• Canali di distribuzione nel corpo
motore
• Sistema di trasmissione
• Frizione
• Cambio
• Catena
• Apparato di marcia
• Telaio
• Pedalini
• Sedile
• Parafanghi
• Sterzo
• Ammortizzatori anteriori e posteriori
• Ruote
• Leve e cavi di controllo
• Luci e clacson
• Tachimetro e contachilometri

Comprensione della descrizione analitica

... la motocicletta, descritta in questo modo, è un


oggetto quasi impossibile da capire, a meno che non
si sappia già come funziona.

Questo è un problema della descrizione analitica applicata ad un


qualunque concetto, espressione di un mezzo tecnologico o meno.
Il difetto principale risiede probabilmente nel fatto che non c'è
sostanza e concretezza nella descrizione. Quindi capisco quando
leggo "ammortizzatori" o "spinterogeno" solo perché ho già un'idea
di cosa sono, come funzionano.
Il mio grado di comprensione cambia anche in funzione del livello di

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astrazione necessario. Ad esempio, io non ho mai aperto un
ammortizzatore, quindi ho delle difficoltà oggettive nel capire il suo
vero funzionamento. Un meccanico invece sa riconoscere il guasto e
lo sa riparare, ma magari non è in grado di progettarne uno.

Scalpello intellettuale

... in tutta questa descrizione si sente un lavoro di


coltello, e un coltello particolarmente affilato, uno
scalpello intellettuale così rapido e acuto che a volte
non si riesce neanche a vedere.

L'immagine dello scalpello è molto eloquente: lo stesso blocco di


marmo si spacca diversamente a seconda del punto dove viene
assestato il colpo e dalla forza con la quale viene inferto.
Analogamente un sistema, a prescindere dalla sua complessità, può
essere descritto e scomposto in tanti modo a secondo delle capacità
e necessità dell'analista.
Anche la suddivisione dell'umanità in classici e romantici è opera del
coltello affilato di Fedro.

La sabbia del panorama infinito

Noi prendiamo una manciata di sabbia dal panorama


infinito delle percezioni e la chiamiamo mondo.

La manciata di sabbia è ciò che noi chiamiamo "coscienza". E come


per il principio di indeterminazione di Heisenberg, la raccolta stessa
della sabbia altera il panorama stesso.
L'analogia con lo scalpello intellettuale è notevole: i modi con cui lo
scalpello può operare sono paragonabili ai modi con cui si effettua la
selezione e raccolta della sabbia. E ancora analogamente, l'azione
dello scalpello altera il sistema stesso che viene analizzato.

Un'intelligenza del genere non scarterà né la selezione


dei granelli né la contemplazione fine a se stessa, ma
cercherà di rivolgere l'attenzione al paesaggio infinito
dal quale è stata presa la sabbia.

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E' l'intelligenza classica quella che effettua la selezione; quella
romantica si ferma a contemplare. L'intelligenza rivolta al paesaggio
infinito cerca di concepire un modo per unificare il mondo classico e
il mondo romantico senza far loro violenza.
Questo è quello che Fedro stava cercando di fare.

In quale granello di sabbia è il Buddha?

Se si rifiuta quella parte del Buddha che presiede


all'analisi della motocicletta si rifiuta il Buddha tutto
intero.

Riprendendo la metafora del paesaggio e dei mucchi di sabbia, la


vera comprensione del paesaggio passa dal realizzare che sua parte
integrante è colui che divide la sabbia in mucchi.
Una domanda tradizionale dello spirito classico è: quale granello di
sabbia è il Buddha. Questa domanda è allo stesso tempo sbagliata e
giusta, perché il Buddha è in ogni granello.
Questo è un esempio tipico della filosofia Zen, dove una
affermazione è vera e falsa contemporaneamente.

Fedro era pazzo

E quando guardi un pazzo senza mediazione non vedi


che il riflesso della tua consapevolezza che è pazzo, il
che equivale a non vederlo affatto.

Nell'ipotesi che siamo tutti pazzi, la comprensione del nostro


prossimo passa per una osservazione indiretta. Allo stesso modo in
cui si osserva il sole riflesso in un secchio d'acqua durante le fasi di
una eclissi.
L'osservazione diretta degli altri quindi è distorta dal fatto stesso di
osservare, dalla riflessione del proprio io sugli oggetti osservati.
Come dicono i saggi "dell'altrui cuor propria misura".

Test di Stanford-Binet

Misura la capacità di manipolazione analitica. Fedro ha


un valore di 170, che ricorre 1/150000.

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In rete ho trovato definizioni discordanti del test di Stanford-Binet.
Riporto la versione di it.wikipedia.org:

[...]
Stanford e Binet costruiscono un test con prove
diverse che rappresentano dei campioni indicativi delle
abilità richieste dall'apprendimento scolastico. il test
Stanford-Binet ne è l'erede contemporaneo. Concetto
chiave è il quoziente intellettivo come rapporto tra età
mentale ed età cronologica moltiplicato 100. Al di
sotto di questo valore il soggetto presenta un
quoziente intellettivo al di sotto della media, mentre
se maggiore di 100 al di sopra. Il test stanford-binet
misura un solo fattore di intelligenza generale. Per
ogni fascia di età si proponevano prove che il bambino
normale avrebbe dovuto superare, incentrandosi su
un'intelligenza di tipo scolastico. Questo test non ha
validità per individui più grandi di 13\14 anni.
[...]

Tutte le definizioni che ho avuto modo di leggere concordano in


almeno 2 punti:

1. E' un test dell'età giovanile;


2. 100 è il valore standard del test.

Effettivamente 170 è un valore molto alto.

Le leggi della ragione

Una motocicletta funziona in totale accordo con le


leggi della ragione, e uno studio dell'arte della
manutenzione della motocicletta è veramente uno
studio in miniatura dell'arte della razionalità.

E' molto sottile ma importante notare che la motocicletta segue le


leggi della ragione. Avrebbe potuto dire che seguire le leggi della
fisica, che non è sbagliato. Ma probabilmente le leggi della ragione
sono di un ordine superiore rispetto le leggi della fisica.
Ad esempio i programmi per calcolatore seguono le leggi della
razionalità. I modelli matematici del mondo che ci circonda seguono

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le leggi della razionalità.
Una cosa che non mi è chiara è l'uso del plurale riferendosi alle leggi
della razionalità.
E quali sono queste leggi?
E che relazione hanno con il fantasma della razionalità?

Causa ed effetto

La porcellana di questa prima candela è molto


annerita il che è brutto sia dal punto di vista classico
sia da quello romantico, perché significa che il cilindro
riceve troppa benzina e troppa poca aria. Le molecole
di carbonio della benzina non trovano abbastanza
ossigeno con cui combinarsi, per cui si fermano qui,
sporcando la candela. Arrivando in città, ieri, il minimo
era irregolare; altro sintomo dello stesso
inconveniente.

E' forse la spiegazione più esauriente, riportata da un libro non


tecnico, sul perché le candele di un motore a scoppio si sporcano.
Anche la mia moto ha patito lo stesso difetto. Addirittura le troppa
benzina ha bagnato gli elettrodi della candela, mandandola in corto
circuito, bruciandola.
Non mi è chiaro però la connessione con il minimo irregolare.
Qualcuno mi può aiutare?

Sistema

Il nome generico di queste strutture interrelate, il


genere nel quale la gerarchia - da contenente a
contenuto - e la struttura causale sono soltanto
specie, è 'sistema'.

Un sistema è quindi un insieme, potenzialmente infinito, di strutture


logiche interrelate; che si influenzano e si modificano le une con le
altre.
Esempi di strutture logiche solo la gerarchia (il mondo ne è pieno) e
la struttura causale (es. un evento che ne genera un altro e così
via).
E' affascinante notare come dal livello delle strutture siamo passati
al meta-livello del sistema.
L'uomo studia da sempre i sistemi. Quelli interessanti sono molto

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complessi e per studiarli opera delle selezioni. Prende alcune
strutture, le più ovvie o più importanti, le isola ed effettua la
semplificazione: chiama sistema le strutture isolate. Magari il
sistema così composto soddisfa le esigenze per qualche tempo, fino
a quando l'individuazione di un'altra struttura si aggiunge alla
descrizione del sistema.
Eccolo apparire di nuovo . Il coltello intellettuale all'opera, nella
dissezione dei sistemi. E a seconda di chi tiene il coltello, lo stesso
sistema appare descritto in maniera diversa in modi diversi. In altre
parole, i sistemi sono opera della razionalità, del pensiero
sistematico.

La logica

Stamattina ho parlato delle gerarchie del pensiero -


del sistema. Adesso parlerò dei metodi per aprirsi un
varco attraverso queste gerarchie: parlerò della
logica.

C'è qualcosa che non mi torna in questo ragionamento. Un sistema


è rappresentato da un certo numero di gerarchie di pensiero; ma
non in maniera univoca, nel senso che lo stesso sistema può trovare
diverse spiegazioni plausibili. La selezione delle gerarchie
rappresentanti è frutto della applicazione della logica.
Scrivendo ora mi è chiaro il pensiero di Pirsig. Con la logica
studiamo i sistemi, traendone una o più gerarchie di pensiero che lo
rappresentano.

Un enorme bulldozer

Quando penso al metodo scientifico formale a volte mi


si presenta alla mente l'immagine di un enorme
bulldozer - lento, tedioso, ingombrante, laborioso, ma
invincibile.

Un altro concetto non banale spiegato tramite una similitudine molto


eloquente.
Lo stesso concetto fa da trama fondamentale ai romanzi di Sir
Conan Doyle e il suo mitico Sherlock Holmes.
Questi sosteneva, applicando mirabilmente il metodo scientifico, che
chi non si aspetta l'inaspettato non scoprirà mai la verità.
Lo stesso principio e, in generale, il metodo scientifico, è la base

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della così detta ricerca guasti così nella motocicletta che nei
programmi per calcolatore.

Schematizzazione del metodo scientifico

Gli enunciati logici da annotare ... [si dividono] in sei


categorie:

1. Enunciato del problema


2. Ipotesi sulle cause del problema
3. Esperimenti destinati a verificare ciascuna
ipotesi
4. Risultati probabili degli esperimenti
5. Risultati effettivi degli esperimenti
6. Conclusioni sulla base dei risultati degli
esperimenti

Lo schema proposto è alla base di una proficua ricerca guasti.


Applicato alla individuazione di un difetto in un software, necessita
di un minimo di dinamicità. Le ipotesi del difetto sono ordinate per
probabilità crescente e quindi selezionata l'ipotesi più probabile.
A questo punto si applicano i punti dal 3 al 6; se si trova la causa il
difetto è stato trovato. In caso contrario si ritorna al punto 2
integrando la lista dei probabili difetti con altre possibili cause, che
sono state ipotizzate nel corso della sperimentazione.

Scopo del metodo scientifico

Il vero scopo del metodo scientifico è quello di


accertare che la natura non ti abbia indotto a credere
di sapere quello che non sai.

Come se la natura, per sua propensione, volesse rimanere celata


agli occhi della ragione per cui offre visioni di se errate e parziali.
Famosa è l'illusione del sole che gira intorno alla terra, confermata
poi dalle rivelazioni bibliche. Illusione svelata proprio dall'inventore
del metodo scientifico, Galileo Galilei, al quale costò caro l'aver
svelato la realtà dei fatti.

18
Nel tempio della scienza

Nel tempio della scienza ci sono molte dimore... e


diversi davvero sono coloro che le abitano e i motivi
che ve li hanno condotti.
Molti cercano nella scienza l'esaltante sensazione di
superiore capacità intellettuale; la scienza è lo sport
da cui trarre un'esperienza vivida e il soddisfacimento
delle ambizioni; nel tempio ci saranno anche i molti
che hanno immolato i prodotti del loro cervello a fini
puramente utilitaristici. Se venisse un angelo del
Signore a cacciare tutta la gente che appartiene a
queste due categorie, il tempio si svuoterebbe di molti
fedeli, ma qualcuno rimarrebbe: uomini sia dell'epoca
presente sia di quella passata... Se le categorie che
abbiamo appena espulso fossero le sole a popolare
quel luogo, il tempio non sarebbe mai esistito, così
come non può esistere un bosco fatto di soli
rampicanti. Coloro che troveranno favore presso
l'angelo [...] sono tipi isolati, poco comunicativi,
solitari, in realtà molto meno simili tra loro degli
appartenenti alla schiera dei cacciati.
Quel che li ha portati al tempio [...] non c'è un'unica
risposta per spiegarlo, [...] l'evasione dalla vita
quotidiana, dalla sua penosa crudezza, da una
disperata monotonia, la fuga dalla schiavitù dei propri
desideri. Una natura nobile desidera con tutte le sue
forze di sfuggire al suo ambiente affollato e rumoroso
per rifugiarsi nel silenzio delle vette più alte, dove
l'occhio spazia liberamente nell'aria ancora pura e
segue con sguardo amorevole i placidi contorni che
paiono costruiti per l'eternità.

Pirsig cita un passo di un discorso pronunziato da Albert Einstein.

La legge di Pirsig

Il numero di ipotesi razionali che possono spiegare un


fenomeno dato è infinito.

19
Se questa legge è vera, come è probabile che sia, vuol dire che il
metodo scientifico può avere solo scopo di evidenziare l'ipotesi
privilegiata. Questa poi rimarrà tale fino alla scoperta di un'altra
ipotesi più soddisfacente.

Il caos scientifico

Sembrava che la longevità delle verità scientifiche


fosse inversamente proporzionale all'intensità dello
sforzo scientifico.

Più c'è sforzo scientifico e maggiore è il numero di ipotesi a


spiegazione di un fenomeno. Questo rende sempre più breve la vita
della migliore spiegazione a favore della emergente.
Lo scopo del metodo scientifico, trovare la spiegazione di un fatto, è
minato dal metodo scientifico stesso che causa il proliferare di
spiegazioni.

Verità stabilite

Egli si trovava a un livello nel quale tutto scivola e


cambia; i valori e le verità istituzionali scompaiono e
si continua solo sulla base del proprio spirito.

La apparente sconfitta di Fedro si era trasformata nella sua via per


un pensiero libero da condizionamenti.
Condizionamenti culturali, religiosi, politici, istituzionali. In sintesi,
libero da ipnosi collettive.

Trappole tese dalle verità stabilite, dalle quali Fedro imparò a


riconoscere e scappare. Trappole dalle quali tutti noi dovremmo ben
vederci e starne alla larga.

Verità collaterali

O come l'arciere che ha colpito il bersaglio e vinto il


premio, ma scopre di avere la testa su un cuscino e il
sole entra dalla finestra.

20
Bella metafora per descrivere il processo di scoperta delle verità
collaterali. Quelle rivelazioni che si presentano al ricercatore in
maniera inaspettata mentre indagano su un altro problema; quelle
che si vedono con la coda dell'occhio.
Molto spesso capita che, davanti ad un problema di cui non si trova
la soluzione, il modo migliore per risolverlo e fare altro.
La verità collaterale spesso arriva dalla direzione meno attesa.

Le verità collaterali mettono in luce la falsità di


assiomi e postulati che soggiacciono al sistema di cui
ci si vale per arrivare alla verità.

Mi viene in mente la famosa storia di Newton che scopri le leggi


della gravitazione universale proprio in questa maniera; venendo
colpito da una mela che cadeva da un albero.
Certo che non può mancare la bravura o, addirittura, la genialità di
chi sa riconoscere una verità collaterale quando questa le passa
affianco.

L'incontro di oriente e occidente

[...] nell'esistenza umana c'è un fattore teorico


prettamente occidentale [...] e un fattore estetico
squisitamente orientale [...].

Questo è ciò che Fedro lesse in un trattato di filosofia orientale. I


due fattori corrispondono alle due visioni dell'umanità che chiamerà
rispettivamente classica e romantica.
Una divisione dell'umanità tanto filosofica quanto geografica e
politica.
Divisioni che però non si sovrappongono perfettamente, perché il
mondo classico oltre ad essere prevalentemente teorico ha anche
una sua componente estetica; così come il mondo romantico alla
predominante estetica aggiunge una componente teorica.
Il libro letto da Fedro è "The meeting of East and West" (L'incontro
tra Oriente e Occidente) di F.S.C. Northrop.

21
Limite della Scienza

La Scienza non può studiare il metodo scientifico


senza incappare in un circolo vizioso che distrugge la
validità delle sue risposte.

E' compito della Filosofia trovare la risposta alla domanda di Fedro.


Della intera gerarchia del sapere, la Filosofia occupa il posto più
alto.
Perché per i filosofi si tratta di un fatto banale, mentre per Fedro fu
una scoperta? Forse perché la gerarchia del sapere si scala con l'età,
piuttosto che con lo studio?
Io ho come l'impressione che "Filosofi" si diventi col tempo; magari
provenendo da storie diverse, scalando la gerarchia del sapere da
versanti tutti diversi; a prescindere se si è classici o romantici.

Le vette della mente

Quassù bisogna assuefarsi alla aria più rarefatta


dell'incertezza, all'immensità delle domande e delle
risposte. Gli spazi che si aprono davanti al pensiero
sono talmente più vasti di quanto la mente possa
percepire che si esita persino ad avvicinarsi, tale è la
paura di perdersi.

Le vette a cui si riferisce sono quelle della gerarchia del pensiero


umano.
Quanti sono stati in grado di visitare queste vette? E per quanto
tempo è durata la loro permanenza? Questa permanenza è
cosciente oppure avviene in stato di trance?
Probabilmente la rarefazione dell'aria può portare a delle alterazioni
del livello conscio, tali da confondere l'ebrezza percepita con uno
stato di pazzia.
Sto pensando a chi può aver raggiunto tali vette e mi vengono in
mente alcune figure. Dante Alighieri con la Divina Commedia, i vari
profeti delle religioni monoteiste; gli illuminate della concezione
buddistha.

22
solipsismo

Dal Garzanti:

s. m.
1 (filos.) ogni dottrina che concepisca l'io come unica
realtà esistente | in campo etico, teoria che assuma il
principio dell'egoismo e dell'utile individuale come
norma etica fondamentale
2 (estens.) soggettivismo, egocentrismo esasperato

La realtà

Quella che noi consideriamo realtà è una sintesi


continua tra gli elementi di una gerarchia fissa di
concetti a priori e i dati sempre mutevoli dei nostri
sensi.

I concetti a priori sono quelli esposti da Kant e che aiutano l'uomo a


completare le percezioni sensoriali in percezione della realtà.
Esempi di concetti a priori sono il tempo e lo spazio; ad esempio ci
aiutano a pensare che il mondo continui ad esistere anche quando
noi chiudiamo gli occhi, interrompendo il flusso di sensazioni che ci
arrivano dalla vista.
Tra gli esempi di concetto a priori possiamo includere anche Dio?
Probabilmente si, ma non ho mai letto niente di Kant. Sarà una delle
prossime letture.

Differenze tra religioni

Si accorse che le differenze dottrinali tra induismo,


buddhismo e taoismo non hanno neanche
lontanamente l'importanza attribuita a quelle che
separano cristianesimo, islam e ebraismo. Per le
prime non si combattono mai guerre sante, perché
non si suppone mai che affermazioni verbali sulla
realtà siano la realtà.

23
Credo che ogni affermazione sulla realtà non sia la realtà.
Analogamente credo che ogni affermazione su Dio sia falsa.

Questo è quello che mi porta a vedere con distacco e relativismo le


religioni monoteiste.

tat tvam asi

Dottrina sanscrita secondo la quale quel che si pensa


di essere e quel che si pensa di percepire sono
tutt'uno. Il modo migliore di cancellare l'illusione della
separazione del soggetto dall'oggetto è l'eliminazione
della attività fisica, mentale ed emotiva.
Capire pienamente questa assenza di divisione
equivale a raggiungere l'illuminazione.

Niente di strano se questa illusione non mi è chiara.

Chiesa della ragione

La vera Università non ha un'ubicazione specifica. Non


ha possedimenti, non paga stipendi e non riceve
contributi materiali. La vera Università è una
condizione mentale. E' quella grande eredità del
pensiero razionale che ci è stata tramandata
attraverso i secoli e che non esiste in alcun luogo
specifico; viene rinnovata attraverso i secoli da un
corpo di adepti tradizionalmente insigniti del titolo di
professori, ma nemmeno questo titolo fa parte della
vera Università.

Essa è il corpo della ragione stessa che si perpetua.

Bicicletta giapponese

Il montaggio della bicicletta giapponese richiede una


grande pace mentale.

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Più in generale, l'approccio alla manutenzione di una qualunque
macchina richiede una grande pace mentale. Il rischio che si corre è
quello di trasferire i propri problemi alla macchina.

Il solo criterio per giudicare una macchina è il grado di


soddisfazione che vi dà.

Quindi un concetto molto soggettivo. Una macchina può avere un


difetto senza suscitare preoccupazioni; viceversa una macchina può
essere perfetta, avendo avuto una buona manutenzione, senza per
questo rendere tranquillo il suo utilizzatore. A meno che il processo
manutentivo non presenti delle pecche, questa paura non è logica.
Siamo di fronte alla rottura tra classico e romantico.

La materia e i pensieri dell'artigiano si trasformano


insieme, cambiando gradualmente, fino al momento in
cui la mente è in quiete e la materia ha trovato la sua
forma.

L'artigiano esperto lavora la materia senza seguire delle istruzioni,


scegliendo di volta in volta, con grande pace mentale, il prossimo
passo da seguire.
Mi sembra che manchi solo qualche riferimento agli studenti. Per il
resto la trovo una definizione molto bella di cosa è veramente
l'Università.
Spero la possano leggere chi la strumentalizza per fini personali.

Le costanti della vita

Cerchi di capire dove stai andando e dove sei, e ti


sembra che la tua vita non abbia senso. Ma quando
dai uno sguardo indietro si delineano delle costanti, e
se ti proietti in avanti partendo da quelle, a volte ti
capita di scoprire qualcosa.

La costante di Pirsig sembra che lo abbia guidato alla scoperta e


risoluzione del conflitto tra classico e romantico, tra arte e
tecnologia.

E noi siamo in grado di scoprire le nostre costanti? Intanto

25
dobbiamo essere in grado di riconoscere quali sono le costanti della
nostra vita e, dettaglio non banale, aver vissuto una vita
sufficientemente lunga.

A me sembra che il problema non sia poi così banale. Probabilmente


bisogna trovarsi in momenti di sbandamento, di forte contrasto per
avere la necessita di capire dove si sta andando; probabilmente in
questi casi l'istinto di sopravvivenza ci da ottime indicazioni su dove
orientare la ricerca.

Mancate connessioni

Quello che non va nella tecnologia è che non ha


nessuna connessione con la sfera spirituale né con
quella affettiva.

Dapprima la tecnologia aiutava l'uomo a sopravvivere e a vivere


meglio: la ruota, il fuoco, i trasporti, la medicina. Quindi la
mancanza di connessione era nascosta dai benefici immediati
apportati.

Ma ora siamo ad un punto dove la gente comincia a chiedersi perché


deve patire la mancanza di estetica e spiritualità. Da questo nascono
i movimenti anti-tecnologici: lotta all'inquinamento, slow food, anti-
globalizzazione. Ma anche la ricerca di false mete spirituali: maghi e
sensitivi che al giusto prezzo predicono il futuro, danno i numeri per
il lotto o ci fanno comunicare con i defunti.

Una invenzione alla Newton

Newton inventò una forma nuova della ragione. Riuscì


ad ampliare la ragione in modo da poterla usare per
trattare le variazioni infinitesimali; e sono convinto
che anche ora, per poter far fronte alla bruttezza
tecnologica, sia necessario un ampliamento analogo.
Il problema sta nel fatto che l'ampliamento deve
essere operato alle radici, e non nei rami, ed è questo
che lo rende difficile.

Pirsig ha scritto queste cose nel 1974 e certamente non immaginava


gli sconvolgimenti che la tecnologia dell'informazione ci ha portato.

26
L'ampliamento della rete, di internet, ci porterà l'ampliamento
radicale ricercato del nostro autore. Ne sono certo.

Cristoforo Colombo

... la nostra esplorazione della luna è una bazzecola in


confronto alla sua impresa.

Il confronto in questione è con la scoperta dell'America di Cristoforo


Colombo. O meglio del suo viaggio che voleva essere la
dimostrazione che la terra fosse sferica.

Se ci pensiamo bene, sia le motivazione quanto le conseguenze


sono straordinarie. Infatti la cultura dell'epoca era fortemente
dominata dalle descrizioni bibliche, almeno in Europa, e da secoli di
stagnazione del pensiero.

La riuscita di quel viaggio ha dato una svolta senza precedenti alla


cultura e al pensiero europeo. Tanto che il viaggio esplorativo verso
la luna può essere considerato una passeggiata.

L'arte figurativa

... perché sentono l'incapacità della ragione classica


ad affrontare le esperienze che loro sono reali.

Sta parlando di chi si rivolge ai campi irrazionali del pensiero:


occultismo, misticismo, droga, ...
La necessità nasce dal fatto di sentire inadeguata la nostra ragione
convenzionale, la ragione classica, ad elaborare gli stimoli esterni.

Come esempio prendiamo l'arte figurativa. Questa perde di senso,


ma solo se vista con gli occhi della ragione classica.

Divinazione

Gli antichi greci, che furono gli inventori della ragione


classica, avevano il buon senso di non usare solo
quella per predire il futuro.

27
Ottimo consiglio per meglio vivere. Completare la visione classica
con una romantica, come ad esempio facevano i greci che
ascoltavano il vento per predire il futuro.

peripatetico

Dal garzanti:

agg. [pl. m. -ci] (filos.) relativo o appartenente alla


scuola di Aristotele, che usava tenere lezioni e
discussioni filosofiche passeggiando con i suoi
discepoli nel porticato interno del liceo di Atene; per
estens., aristotelico
¶ s. m. filosofo della scuola di Aristotele; seguace
delle dottrine di Aristotele.

Cos'è la Qualità nel pensiero e nell'espressione

E' il titolo di un componimento che Fedro diede ai suoi studenti. E


credo sia anche un esercizio che tutti noi dovremmo provare a
svolgere prima di continuare la lettura del nostro libro, che sempre
di più si addentrerà nella analisi della Qualità.

Ci proverò anche io. Chiedo anche a chi mi legge di provare a


scrivere qualcosa e condividerlo con gli altri lasciando un commento.

Cos'è la Qualità nel pensiero e nell'espressione

Proviamo ad andare per analogie. Quando indichiamo che una


macchina ha Qualità intendiamo che è costruita, non presenta
difetti, di facile manutenzione, si guasta molto difficilmente.

Questa definizione è valida sia per le macchine materiali -


automobili, lavatrici, frigoriferi - che per le macchine immateriali,
che nello specifico sono i programmi per le macchine. In questo
modo siamo arrivati a definire la Qualità per qualcosa di immateriale
come pensiero ed espressione.

Cosa si intende per pensiero ed espressione? Credo che si riferisca a


due aspetti dello stesso concetto: il pensiero è l'elaborazione di una
idea ancora interna al suo autore; mentre l'espressione è l'atto di

28
comunicare la stessa agli altri.

La Qualità del pensiero ed espressione, quindi, è indipendente dalla


qualità dell'idea, che può essere brutta o bella.

Stiamo forse valutando due "processi" sulle idee? Perché se la


risposta è affermativa, allora possiamo applicare la definizione di
Qualità delle macchine immateriali.

Continuiamo la nostra lettura per scoprirlo.

La montagna

L'allegoria della montagna fisica per quella spirituale


che si erge tra ogni anima e la sua meta è una delle
più facili e naturali.

Vediamo quali allegorie mi vengono in mente. Forse la più


significativa è quella di Mosè che riceve le tavole della Legge sul
monte Sinai. La difficoltà della scalata fisica come analogia della
difficoltà della ricerca spirituale. Nel caso specifico poi c'è addirittura
l'incontro con Dio che consegna agli uomini le leggi per vivere nella
rettitudine.

L'esplorazione

... la maggior parte degli uomini sta a guardare le


montagne spirituali per tutta la vita e non ci si
avventura mai, accontentandosi di ascoltare quelli che
ci sono stati, e risparmiandosi così ogni avversità.

Sembra essere uno sprono per noi tutti ad esplorare le vette


spirituali. La strada più semplice è quella di farsi accompagnare da
guide esperte. Altri cercano di scalare le vette da soli, ma in pochi ci
riescono. Sono proprio queste persone che, giunte alla vetta, si
rendono conto che il numero di percorsi possibili è pari al numero di
anime. Un concetto analogo l'ho letto in un libro del Dalai Lama, che
affermava che esiste una religione per ogni persona.

Fedro analizzò e risolse il problema della Qualità proprio attraverso


una scalata sulle vette spirituali, e la fece in solitaria.

29
La migliore spiegazione dell'esistenza

Per arrivarci dovette letteralmente muovere cielo e


terra, e quando ebbe finito sentì che quella era la
migliore spiegazione dell'esistenza, e della
consapevolezza che noi abbiamo, che fosse mai stata
fornita.

Obiettivo di Fedro era la definizione della Qualità, raggiunta in due


fasi. Nella prima, viene trovata una definizione approssimativa,
giusto per ragionare. Nella seconda, una completa gerarchia di
pensiero viene costruita a sostegno della ricerca e della definizione
stessa.

Questo modo di procedere è analogo ai metodi risolutivi di problemi


complessi. Il risultato in questo caso sembra aver portato alla
migliore spiegazione dell'esistenza.

Il regno dei cieli oggi?

Da più di tre secoli, ormai, le vecchie strade battute di


questo emisfero sono state quasi spazzate via
dall'erosione naturale e dai cambiamenti che le verità
scientifiche hanno apportato alla forma delle
montagne.

Ciò che chiude queste strade è l'inflessibilità dogmatica al


cambiamento. I dogmi - religiosi, filosofici, politici, sociali - sono
ormai secolarizzati, opponendo la loro naturale inerzia al
cambiamento.

Nessuno oggi metterebbe in dubbio il significato letterale delle


parole di Gesù o di Mosè. Ma cosa accadrebbe se si ripresentassero
oggi? Quanti non li giudicherebbero pazzi sentendo parlare di "regno
dei cieli" dopo la conquista dello spazio?

I resti del passato

Quando scoprii per la prima volta queste macerie mi


sentii come un contadino dei sobborghi di Atene...

30
Pirsing e la sua coscienza sono ciò che rimane di Fedro e della sua
ricerca sulla Qualità, dopo la cura psichiatrica a base di elettroshock.
La quantità enorme di appunti, studi, conversazioni, a poco a poco
riaffiorano dal passato, proprio come i resti di una mitica civiltà
riaffiorano in un campo arato.
Deve essere qualcosa di scioccanti riscoprire pezzi del proprio
passato. Passato in un qualche modo importante, perché dimostra
come Fedro si fosse spinto sulle vette delle montagne della ragione.

Due esercizi di retorica

Esercizio 1: Scrivere per un ora a proposito del dorso del proprio


pollice.
Esercizio 2: Scrivere per un ora a proposito di una moneta da 10
centesimi.

Come risultati collaterali imparerete che non c'è limite a quello che
potete dire, rafforzando la fiducia in voi stessi.
Il blocco che molti incontrano, quando devono esprimere dei
concetti, è che cercano sempre qualcosa da imitare. L'imitazione è il
primo male da estirpare per esercitare l'arte della retorica.

Chi volesse mandarmi i risultati di questi due esercizi, può inviarmeli


all'indirizzo di posta elettronica poderico@gmail.com oppure inserirli
tra i commenti a questo articolo. Sarò lieto di pubblicarli su questo
blog.

L'origine dell'imitazione

Se ci pensiamo bene è proprio la scuola che insegna e in un qualche


modo obbliga ad imitare il proprio insegnante. Il sistema dei voti
premia chi sa imitare bene il proprio insegnante, mentre apre una
grande incognita su chi vuole essere originale o applicare il proprio
pensiero.

All'università la cosa è più sottile, perché si ha l'impressione di dover


elaborare il pensiero e l'insegnamento del proprio insegnante. Ma
ancora una volta, il sistema dei voti tende a premiare chi imita
bene.

Elimina tutto il sistema dei voti e dei diplomi e avrai


una vera e propria istruzione.

31
La scuola dei volontari

... i voti, in realtà, riescono a nascondere l'incapacità


di insegnare, perché è solo senza voti che gli studenti
sono costretti a domandarsi giorno per giorno che
cosa stanno davvero imparando, e perché.

Una scuola senza voti e diplomi è una scuola frequentata solo da


volontari. In una scuola di volontari non c'è spazio per insegnanti
incapaci e che, sopra tutto, non riescono ad insegnare.

La richiesta di istruzione e di imparare cose nuove ed interessanti


taglia fuori in maniera automatica qualunque insegnante inetto.

La vita sui fianchi della montagna

Vivere soltanto in funzione di una meta futura è


sciocco. E' sui fianchi delle montagne e non sulla
cima, che si sviluppa la vita.

Ma evidentemente senza la cima non si possono avere


i fianchi. E' la cima che determina i fianchi.

Già in un altro punto del libro Pirsig ci fa notare che è più bello
viaggiare che arrivare. Le mete inducono un senso di
insoddisfazione perché o non riusciamo a raggiungerle o perché,
raggiunta la prima, abbiamo bisogno di una seconda, di una terza, e
così via.

Prima definizione della Qualità

La Qualità è una caratteristica del pensiero e


dell'espressione che viene individuata mediante un
processo non intellettuale, e dato che le definizioni
sono il risultato di un processo intellettuale rigido e
formale, la Qualità non può essere definita.

32
Gli aspetti della Qualità

Fedro isolò alcuni aspetti della Qualità, come l'unicità,


la perspicuità, l'autorevolezza, l'equilibrio, la
sensibilità, la chiarezza, l'enfasi, la scorrevolezza, la
sorpresa, l'acutezza, la precisione, la proporzione, la
profondità e così via;

Questi sono alcuni degli aspetti che delineano la Qualità in un lavoro


di retorica. Questi sono anche aspetti della Qualità di molte altre
attività umane.

Sapreste definire gli aspetti della Qualità nella attività principale


della vostra vita?

La scalata dell'ego

All'occhio inesperto tra la scalata centrata sull'ego e


quella che mette l'ego da parte non c'è nessuna
differenza. Ma lo scalatore tutto proteso verso il
proprio ego è come uno strumento fuori fase. I suoi
passi sono troppo affrettati o troppo lenti. Con ogni
probabilità uno scalatore così perde la bellezza della
luce che filtra tra gli alberi.

Estetica e qualità

Che cosa si intende per bello?

Questa è la domanda a cui risponde l'estetica, tramite un processo


intellettuale che mette al proprio servizio la Qualità. Se non si da
una definizione alla Qualità, questa sfugge ad ogni processo
analitico; quindi pure all'estetica.
Nessuna spiegazione sulla natura dell'arte.
Nessuna scuola critica.

33
Manifesto accademico

Per la Chiesa è verso la Dea Ragione che si è


responsabili delle proprie idee, e non verso gli idoli del
potere politico.

Una frase che potrebbe essere presa come manifesto della libertà
accademica. Il vero accademico deve dar conto solo alla Ragione.
Sicuramente sbaglia chi crede che gli accademici non danno conto a
nessuno; alla stessa maniera è sbagliato credere che debbano dare
conto ai poteri politici ed economici, che dall'esterno affondano i
propri tentacoli fino al cuore del sistema accademico.

Realismo filosofico

Una cosa esiste se il mondo non può funzionare


normalmente senza di essa.

Questo è il principio di base del realismo filosofico. Fedro lo usò per


dimostrare l'esistenza della Qualità, anche se non riuscì a definirla.
In effetti sottraendo la Qualità al mondo perderebbero di ogni
significato le arti, la musica, la poesia, l'umorismo, lo sport.
Dal commercio sparirebbero tutti i beni non essenziali. Sparirebbero
cinema, balli, commedie e feste.

Ci sono delle cose che però non sparirebbero: scienza, matematica,


filosofia, logica. Ecco un fenomeno curioso: la scomparsa di un
concetto non definibile è ininfluente rispetto alle scienze fortemente
basate sulle definizioni.

Dilemma

Il dilemma, che in greco significa "due premesse", è


stato paragonato alle corna di un toro.

Accettare la prima premessa vuol dire essere incornati dal corno di


destra; accettare la seconda premessa vuol dire essere incornati dal
corno di sinistra. Comunque vada si viene incornati.

34
Fedro però era uno studioso di logica e sapeva bene che esistono
almeno tre modi per classici per sbrogliare un dilemma: confutare il
primo corno; confutare il secondo corno; confutarli entrambe,
prendendo il toro per le corna.

Fedro però era anche un retore, conosceva quindi metodi per


confutare un dilemma che non fossero classici:

Si può gettar sabbia negli occhi del toro;


si può tentare di addormentare il toro con una ninna
nanna;

oppure

rifiutare di scendere nell'arena.

Misticismo filosofico

Il misticismo filosofico, l'idea che la verità sia


indefinibile e possa essere appresa soltanto con
strumenti non razionali, ci ha accompagnato fin
dall'inizio della storia. E' alla base della pratica Zen.

E' strano come la parola verità non abbia l'iniziale maiuscola.


Probabilmente si riferisce alla verità dell'arena logica della Chiesa
della Ragione.

Forse che Pirsig voglia indicarci che la Verità possa essere trovata
sia con lo Zen che con la Ragione? Sia praticando il romanticismo
che il classicismo?

Idee e conoscenza scientifica

Al giorno d'oggi, le idee incompatibili con la


conoscenza scientifica non hanno una vita facile.

35
Questa affermazione rivela il contesto dentro il quale si muoveva e
viveva Fedro, perché di idee incompatibili con le conoscenze
scientifiche se ne vedono tante in giro.

Probabilmente perché visse in prima persona uno scontro con la


scienza ufficiale, che lo portò ad essere rinchiuso in un manicomio.

Materialismo scientifico e formalismo classico

Che cos'è "quello che piace"? Studiando le argomentazioni


riguardanti questo problema, Fedro isolò due concetti.

Il materialismo scientifico, più comune tra i seguaci


profani della scienza che tra gli scienziati veri e propri,
sostiene che ciò che è composto di materia o di
energia ed è misurabile con degli strumenti scientifici
è reale, mentre tutto il resto è irreale, o quanto meno
di scarsa importanza.

Dall'altra parte c'è il formalismo classico, che si picca


d'affermare che quanto non viene compreso
intellettualmente non viene compreso affatto,...

Trinità

... la Qualità non è né parte della mente, né parte


della materia. E' una terza entità, indipendente dalle
altre due.

Qualità, mente e materia. Il nostro mondo non esisterebbe senza


questi tre concetti. Tre pilastri per il nostro universo.
Un altro concetto di trinità, che a Pirsig suona strano. Mentre è un
concetto ben noto della nostra cultura.

Ma quale relazione c'è tra gli elementi di questa trinità:

La Qualità è l'evento che rende possibile la


conoscenza sia dell'uno [soggetto] che degli altri
[oggetti].

36
Fedro scrisse:

Il sole della Qualità non gira intorno ai soggetti ed


oggetti della nostra esistenza. Non si limita ad
illuminarli passivamente. Non è loro subordinato in
nessun modo. E' lui che li ha creati. Ed è a lui che essi
sono subordinati.

doppelgänger

Da Wikipedia:

Un doppelgänger è una copia spettrale di una persona


vivente. Il termine doppelgänger è preso in prestito
dal tedesco, lingua nella quale viene scritto (come
ogni sostantivo) con l'iniziale maiuscola. Doppelgänger
è composto da doppel, che significa "doppio", e
gänger, che letteralmente significa "che se ne va"
(anche se in questo contesto, il significato è più vicino
a "passante"). In italiano, la parola viene scritta in
minuscolo e senza l'umlaut sulla lettera "a",
"doppelganger", anche se la scrittura corretta senza
umlaut è "doppelgaenger".

Il termine, nella lingua nativa, si riferisce a un


qualsiasi doppio o sosia di una persona, più
comunemente in relazione al cosiddetto gemello
maligno, o alla bilocazione. In alternativa, la parola
viene usata per descrivere un fenomeno nel quale si
vede la propria immagine con la coda dell'occhio. In
alcune mitologie, vedere il proprio doppelgänger è un
presagio di morte. Un doppelgänger visto da amici o
parenti di una persona può portare sfortuna o indicare
il sopraggiungere di una malattia o un problema di
salute.

37
Metafore

In cima alle montagne non ci sono motociclette e, a


mio avviso, ben poco Zen. Lo Zen è "lo spirito della
valle", e non quello delle vette. Il solo Zen che si trova
in cima è quello che ci portiamo noi.

In questo passo Pirsig ha usato due metafore: le vette e la valle. La


vetta per indicare l'assenza di Zen; la valle per indicare la presenza
di Zen.
Sono sicuro che le due metafore nascondono altro.

Realtà preintellettuale

Qualsiasi oggetto concepito intellettualmente è


sempre nel passato e pertanto è irreale. La realtà è
sempre il momento della visione che precede la
concettualizzazione. Non c'è nessun'altra realtà.

Questo è uno dei concetti classici dello Zen.


Era in questa realtà preintellettuale che Fedro aveva individuato la
Qualità. In quanti altri modi è possibile concepire un oggetto oltre
quello intellettuale?

Il libro dei mutamenti

Quello che lui aveva sempre chiamato Qualità, qui era


il Tao, la grande forza centrale genitrice di tutte le
religioni, dell'Oriente e dell'Occidente, del passato e
del presente, di tutto lo scibile, di tutto.

Fedro scoprì che il Tao Te Ching, di Lao Tzu, parlava proprio della
Qualità. Bastava sostituire la parola Tao con Qualità, per riscoprire
tutto quello che Fedro aveva scoperto sulla Qualità.

Ora si inizia pure ad intravvedere che legame ci può essere tra lo


Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta.

38
I Pionieri

Una cosa di cui non si fa mai parola a proposito dei


pionieri è che sono invariabilmente, e per loro stessa
natura, sciatti e disordinati. Avanzano implacabili con
gli occhi fissi sul loro nobile scopo lontano e non
vedono mai il caos e i rottami che si lasciano dietro.
Tocca poi agli altri pulire, e non è molto piacevole.

Chiaramente i rottami possono essere anche immateriali, come i


sentimenti e la Vita di chi circonda i pionieri. Purtroppo questa
caratteristica è tipica pure di altre categorie di persone, che hanno
un loro obiettivo lontano, ma decisamente poco nobile.

Aspetti negativi della manutenzione tradizionale

Per manutenzione tradizionale, Pirsig intende quella che avviene


senza un riconoscimento formale della Qualità.

Il primo aspetto negativo della manutenzione classica è il blocco


mentale che accompagna quello materiale:

Ciò che avete contro è il grande sconosciuto, il vuoto


di tutto il pensiero occidentale. Avete

Esperienza

Come avrebbe detto Poincarrè, i fatti riguardanti la


motocicletta sono infiniti, e quelli giusti non ci corrono
affatto incontro a passo di danza. [...] deve esistere
una selezione subliminale dei fatti da osservare.

La selezione subliminale intuita da Poincarrè è basata sulla Qualità,


quell'elemento in più tra Oggetto e Soggetto. La differenza tra un
esperto e un principiante sta proprio nella sensibilità nel riconoscere
la Qualità; nella selezione dei fatti si fanno guidare da quello che
molti chiamano semplicemente esperienza.

39
Sviluppare la sensibilita alla Qualità

[...] se volete costruire una fabbrica, o riparare una


motocicletta, o dare un assetto a una nazione senza
restare bloccati, allora la conoscenza classica,
strutturata, dualistica, benché necessaria, non è
sufficiente. Bisogna avere almeno in parte il senso
della qualità del lavoro. Bisogna avere l'intelligenza di
cos'è buono. E' questo che vi porta avanti. Questa
intelligenza non è una cosa con cui si nasce, benché in
effetti si nasca insieme ad essa. E' anche qualcosa che
si può sviluppare. Non è soltanto "intuizione", non è
"capacità" o "talento" inspiegabile. E' il risultato
diretto del contatto con la realtà fondamentale - la
Qualità - che in passato la ragione dualistica ha
cercato di nascondere.

Un vero e proprio consiglio pratico su come usare la Qualità per


combattere i blocchi indotto dal dualismo Oggetto-Soggetto. Ora la
domanda interessante è come sviluppare la sensibilità alla Qualità.
Credo che la risposta passi per la pratica dello Zen.

Lo stato di blocco mentale

A proposito di blocco:

Pensate, per una volta, che non è un momento da


temere ma da coltivare. Se la vostra mente è davvero
profondamente bloccata, può anche darsi che voi
stiate meglio di quando essa era sovraccarica di idee.

Lo stato di blocco mentale è una grande opportunità di crescita. E'


proprio lo stato mentale ricercato dai buddisti Zen per innescare
l'Illuminazione.
In un certo senso ci troviamo in una condizione privilegiata.

La vostra mente è vuota, avete l'atteggiamento


'vuoto-flessibile' della 'mente del principiante'.

40
In tanti abbiamo sperimentato quello che accade: la nostra mente ci
guiderà diritti verso la soluzione. L'importante è di non cercare di
fuggire dal blocco.
I blocchi sono importanti perché preludio alla comprensione della
Qualità.

Superare il conflitto tra classico e romantico

Al momento della Qualità pura, soggetto e oggetto


sono identici. Questa è la verità tat tvam asi delle
Upanisad, ma sta anche alla base della capacità
artigianale in tutte le arti tecniche. Ed è questa
identità che manca alla tecnologia moderna, concepita
dualisticamente. Chi crea la tecnologia non sente con
essa alcun particolare senso di identità.

Quindi il mondo per superare la dicotomia classico e romantico


passa per il superamento della visione dualistica tra oggetto e
soggetto.

Mi trovo nella condizione di chi crea "tecnologia", verificando con


mano come la separazione tra oggetto e soggetto in fase di
creazione induce una analoga separazione tra chi consuma la
tecnologia e la tecnologia stessa.

I modi di fare le cose

Comunque c'è sempre un modo di far le cose bene e


un modo di farle male, e per arrivare al modo
migliore, quello di Qualità più elevata, bisogna saper
vedere che cosa "va bene" e capire i metodi
soggiacenti che permettono di giungere al "bene". Una
combinazione dell'intelligenza classica e di quella
romantica della Qualità.

Il modo di concepire la tecnologia in occidente è fortemente


sbilanciato verso la visione classica. Quello che comunemente si
crede è che per realizzare qualcosa di qualità elevata basti seguire
passo passo una lista di istruzioni, strumento della concezione
dualistica della Qualità.

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Questo modo di fare e di produrre tecnologia la rende odiosa a chi è
più sensibile alla Qualità romantica.

Artisti scienziati

Abbiamo artisti che non sanno nulla di scienza e


scienziati che non sanno nulla di arte. Entrambi sono
totalmente privi del senso spirituale della gravità.
L'ora di unire davvero arte e tecnologia è già suonata
da un pezzo.

Il rinascimento italiano ha conosciuto molti rappresentanti di questa


unione, ma non mi sembra che Pirsig l'avesse in mente quando ha
scritto il suo libro.

Sicuramente è arrivata l'ora di iniziare a combattere l'idea che arte e


tecnologia siano due opposti inconciliabili.

La pace mentale

... essa è un prerequisito per capire quella Qualità che


va oltre la Qualità romantica e la Qualità classica e le
unifica.

Pirsig si sta riferendo alla pace mentale. Quando si sta facendo


qualcosa, quando si costruisce qualunque cosa, la pace mentale
permette d'essere tutt'uno con il bene dalla sua nascita fino alla sua
estrinsecazione. Fino alla realizzazione dell'oggetto finito.

Implica un distacco da se stessi che permetta di


identificarsi completamente con le condizioni
circostanti.

I livelli di identificazione sono svariati e legati ai livelli di pace


interiore o di quiete: fisica, mentale e dei valori.

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Dove iniziare per cambiare il mondo.

Il posto per migliorare il mondo è innanzitutto nel


proprio cuore, nella propria testa e nelle proprie mani:
è da qui che si può partire verso l'esterno. Altri
possono parlare di come ampliare il destino
dell'umanità. Io voglio soltanto parlare di come si
aggiusta una motocicletta. Credo che quel che ho da
dire io abbia un valore più duraturo.

Grazie alla metafisica della Qualità possiamo rispondere con


cognizione di causa se è nato prima l'uovo o la gallina. Sappiamo
dove fare leva se vogliamo migliorare il mondo. Capiamo quanta
responsabilità hanno scuola e genitori.

ʿOmar Hayyām

« Non ricordare il giorno trascorso e non perderti in lacrime sul


domani che viene: su passato e futuro non far fondamento vivi
dell'oggi e non perdere al vento la vita. »
(ʿOmar Ḫayyām, Rubʿayyāt)

L'entusiasmo

La parola entusiasmo deriva dal greco e significa pieno di Dio.


Ovvero pieno di Qualità.
Essere pieni di entusiasmo è fondamentale prima di iniziare a
riparare una motocicletta, parafrasando Pirsig. Questo perché senza
entusiasmo non si riescono a fare cose di Qualità e perché gli intoppi
che ci riserverà il nostro lavoro porteranno a consumare il nostro
monte di entusiasmo. Importante quindi poterlo ricaricare con la
giusta frequenza.

La trappola del valore

I fatti non esistono finché il valore non li ha creati. Se


avete valori rigidi non potete imparare fatti nuovi.

Questo concetto è alla base della trappola del valore, una delle
trappole dell'entusiasmo. Ad esempio si rompe la moto e non sapete
dove sta il guasto. I fatti sono sotto i nostri occhi ma, siccome non

43
sappiamo dargli i giusti valori, non li vediamo.
Cosa fare in questi casi? Pirsig ci assicura che basta fermarci a
guardare la nostra moto, proprio come un pescatore la sua lenza.
Ad un certo punto il fatto salterà fuori evidenziato dal giusto valore.

La definizione di questa trappola ci mette pure in guardia dagli


integralismi, che altro non sono che valori rigidi. Anzi troppo rigidi.

La nascita di nuovi fatti

Quando si fanno diagnosi premature si rimane bloccati


spesso. Allora bisogna creare nuovi indizi, e svuotarsi
la testa delle vecchie opinioni.

Capita molto più spesso di quanto si immagini rimanere bloccati per


una diagnosi precoce, per un preconcetto. In questi casi il consiglio
di creare nuovi indizi è molto utile e veramente essenziale. Con un
po' di esercizio si riesce pure a svuotare la propria mente dai
preconcetti.
In queste condizioni possiamo assistere alla nascita di fatti nuovi. Se
ci pensiamo bene è qualcosa di straordinario perché vuol dire che
siamo riusciti a dare il giusto valore al rapporto soggetto oggetto.

Trappola indiana per scimmie

Ecco una ingegnosa trappola per scimmie. Si prende una noce di


cocco e la si svuota del suo contenuto attraverso un piccolo foro. La
noce viene legata ad un albero e riempita di riso. La scimmia per
prendere il riso infila la mano nella noce ma, stringendo il pugno,
non riesce più ad estrarre la mano dal foro.
Dov'è che scatta la trappola? Proprio quando la scimmia attribuisce
un valore troppo alto al riso, per cui non molla la presa.

L'ego

E un'altra trappola dell'entusiasmo che causa come effetto la rigidità


dei valori. Questa volta però la rigidità nasce dal sopravalutarsi, dal
ritenersi più bravi di quanto si è in realtà. Purtroppo però davanti ad
un guasto emerge la vera personalità, come se la moto si
accorgesse del nostro ego gonfiato.
La modestia è la principale qualità di un bravo riparatore. Come
pure una sana diffidenza per le apparenze.

44
Ansia

E' praticamente l'opposto dell'ego, ovvero aver paura di sbagliare. E'


per questo non iniziare mai il proprio lavoro, oppure rifare qualcosa
di già fatto.
Per l'ansia c'è qualche consiglio pratico, ad esempio mettersi a
studiare tutto quanto è possibile sull'attività da intraprendere e
pianificare il lavoro scrivendo le varie fasi su dei fogliettini.
Il modo migliore per superare la paura di sbagliare è, secondo me,
quello di realizzare che tutti sbagliano e che sbagliare è il modo
migliore per imparare cose non convenzionali.

Noia

Quando ti assale la noia semplicemente non hai voglia di fare


niente. Hai perso interesse per quello che devi fare.
C'è da distinguere quando la noia nasce da una attività non consona
al proprio carattere e quando invece nasce da problemi di Qualità.
Nel primo caso la cosa migliore da fare è trasformare l'attività
noiosa in un rito. Nell'altro caso bisogna stare un po' più attenti.
Se con una buona dormita o un buon caffè la noia no va via, allora
la sua causa è profonda e riguarda la Qualità.

L'impazienza

E' figlia della poca esperienza e ci induce ad effettuare la


manutenzione in un tempo inferiore a quello necessario. O meglio, ci
fa credere che ci voglia meno tempo di quello strettamente
necessario.
Questo ovviamente ci può portare a perdite di entusiasmo.

Quando siamo davanti a problemi nuovi con una certa difficoltà è


bene ridurre la portata delle nostre intenzioni, magari identificando
dei traguardi intermedi.

Mu

La natura-Buddha non si può cogliere con domande


che richiedono come risposta un sì o un no.

Mu è una parola giapponese ed esprime un concetto estraneo agli


occidentali. Siamo abituati a pensare che una affermazione è o vera

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o falsa.
Tutta la nostra logica si basa su questo concetto; ancora una volta il
dualismo che si fa vivo.

La verità, la natura sono molto più complessi, per cui non sempre ad
una nostra domanda ci risponde con un sì o con un no. Molto spesso
la risposta che cerchiamo travalica i confini della nostra domanda;
per cui sì o no sarebbero entrambi risposte sbagliate. La risposta più
precisa è mu.

Non gettate via le risposte mu! Sono quelle su cui


potete crescere!

Nella pratica della manutenzione della motocicletta capiterà spesso


di imbattersi nella risposta mu. Siete li che seguite il vostro filo
logico, analizzando le possibili cause del guasto, quando alla fine
rimanete con un pugno di mosche: sembra che il guasto stia
giocando a nascondino.
Potreste perdere il vostro entusiasmo: fate attenzione, trasformando
l'evento in una opportunità di crescita.

Trappole psicomotorie

Esistono 3 tipi di trappole psicomotorie, come minimo. Attrezzatura


inadeguata, la scomodità mentre si lavora, l'insensibilità muscolare.
Tutte queste cause portano a gravi errori durante la manutenzione
della motocicletta. Ai primi due tipi si può dare agevolmente fronte
acquistando attrezzatura di qualità oppure rendendo confortevole la
nostra officina. Al terzo tipo, l'insensibilità muscolare, non c'è scuola
migliore che l'esperienza e una buona dote di sensibilità fornita da
madre natura.

Fai le cose ammodo

Faceva freddo ierl’altro, eccome se faceva freddo. Hai


voglia di sole, faceva un freddo cane dentro.
Seduto su una barchetta in secco ho visto arrivare le
barche fino all’orizzonte, insieme a tutta quella gente
senza parole, a tutti quegli amici. Ne avevi uno stonfo,
polpo, di amici! Si vede che hai sempre fatto le cose
ammodo. Segno che davi per dare e ridevi per ridere,
schietto e semplice. E la gente queste cose le sente, e

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le ama.
E guardavo la sabbia ai miei piedi e mi chiedevo cosa
siamo. E caro polpo non lo so proprio cosa siamo e
non so se adesso sei già una conchiglia o la corteccia
d’un mirto o il vento nella macchia o una scaglia
d’orata o la spuma d’onda sugli scogli del sonnino…
magari, sarebbe buffo, magari sei proprio in un
tentacolo di polpo.
chi lo sa. è facile che tu sia un po’ tutto questo,
adesso.
Ma tornando a casa son passato dall’emilia e
all’incrocio per orciano ho ripensato a quella giornata
con tutta la combriccola in moto, e il sole e le risate,
proprio lì mi passasti la benzina in un bicchierino di
carta, che ero rimasto a secco.
e allora ho pensato che un po’ di te è dev’esser
rimasto incagliato anche da qualche parte nella mia
testolina. E in tutte le testoline di chi ti vuole bene.
E questo m’ha un po’ riscaldato, anche se fuori
continuava a fare sempre più freddo e il vento
tagliava peggio che all’andata.
un abbraccio a tutti

di alex zobel

Dipingere un quadro perfetto

Volete sapere come si fa a dipingere un quadro


perfetto? E' facile. Fatevi perfetti, poi basta dipingere
naturalmente.

Questa metafora ci vuol dire che quello che siamo dentro non è
separato da quello che facciamo fuori. Noi e la nostra motocicletta
condividiamo lo stesso percorso verso la Qualità.

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Chi è un pazzo

Un solo tipo di persona, disse Fedro, ha l'alternativa di


accettare il mythos in cui vive o di rifiutarlo. E la
definizione di questa persona, una volta che l'abbia
rifiutato, è "pazzo".

Credo che in questo passaggio Pirsig ci voglia dire la causa della sua
pazzia. Alla ricerca della Qualità se era allontanato dagli spazzi
angusti del mythos, capitando nella terra incognita:

La pazzia è la terra incognita che circonda il mythos.

La contrapposizione mithos e logos è analoga al dualismo romantico


e classico, per cui la Qualità si trova come generatrice del mythos:

La Qualità è lo stimolo continuo con cui il nostro


ambiente ci spinge a creare il mondo in cui viviamo.
Tutto il mondo, fino all'ultima molecola.

La Qualità e il nostro prossimo

Se sai riparare una motocicletta - servendoti della


Qualità - hai meno probabilità di rimanere senza amici
di uno che non la sa riparare.

Una delle fonti di solitudine si trova nella tecnologia moderna, che


presenta una visione dualistica oggetto-soggetto.
Chi pratica la Qualità nella manutenzione della motocicletta, ha ben
superato questo dualismo, riuscendo a vivere il lato positivo della
tecnologia.

Non solo, ma in un qualche modo migliora anche il suo prossimo.


Perché è indubbio che la Qualità nelle cose che facciamo viene
percepita dagli altri.

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Teoretica

Dal garzanti:

Lemma teoretica
Sillabazione/Fonetica [teo-rè-ti-ca]
Etimologia Deriv. di teoretico
Definizione s. f. filosofia della conoscenza.

Medioevo

In realtà il Medioevo fu semplicemente il riaffermarsi


di un sistema di vita naturale momentaneamente
interrotto dai greci.

Il termine medioevo sta proprio ad indicare l'epoca di mezzo, tra il


periodo ellenico/latino e il rinascimento. L'osservazione che però fa
Pirsig è giusta: anche il periodo ellenico è in realtà un'epoca di
mezzo tra due periodi basati su un sistema di vita naturale.

Se consideriamo che la nostra epoca è in effetti una continuazione


del periodo ellenico, possiamo aspettarci un ritorno ad un sistema di
vita naturale? Dopo il rinascimento ci sono stati altri periodi simili,
ma che non sono stati riconosciuti?

H.D.F. Kitto

Il professor Humphrey Davey Findley Kitto è stato uno dei maggiori


studiosi britannici della civiltà classica.

Famoso è il suo libro "The Greeks" (I greci) che racchiude in un


unico testo di riferimento l'intero ciclo della cultura della Grecia
antica.

L'indice dei contenuti è il seguente.

1. Introduction
2. The formation of greek people
3. The country
4. Homer

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5. The polis
6. Classical Greece: the early period
7. Classical Greece: the fifth century
8. The Greeks at war
9. The decline of the polis
10. The greek mind
11. Myth and religion
12. Life and Character

Definiens, Definiendum, Differentia

Definiendum: l'espressione della quale si richiede, o alla quale si dà,


una definizione.

Definiens: l'espressione nei termini della quale è data una


definizione e, in particolare, una definizione esplicita.

Differentia: differenza, discrepanza, disuguaglianza

L'orizzonte

La pace mentale si può raggiungere anche solo


contemplando l'orizzonte. E' una linea da geometra...

C'è forse qualche riferimento alla massoneria? Evidentemente il


termine geometra si riferisce al significato arcaico che questo
termine ha, la misura della Terra, e gli antichi strumenti che si
usavano, squadra e compasso.

La contemplazione dell'orizzonte è un ottimo esercizio, che viene


proprio bene se fatto al mare, dove la linea dell'orizzonte è ben
delineata.

Areté

Citando Pirsig che cita Kitto:

Quando in Platone incontriamo la parola areté la


traduciamo con "virtù" e di conseguenza veniamo a
perderne tutto il sapore. "Virtù", almeno ai nostri
tempi, ha un senso quasi esclusivamente morale;

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areté invece, viene utilizzata indifferentemente in ogni
ambito e significa semplicemente eccellenza. Quindi
l'eroe dell'Odissea è un grande combattente, un
astuto intrigante, un ottimo parlatore, un uomo dal
cuore saldo e di grande saggezza che sa di dover
sopportare senza lamentarsi troppo quel che gli dèi gli
mandano; ed è capace di costruire e di guidare una
barca, di tracciare un solco più dritto di chiunque
altro, di lanciare il disco meglio di un giovane
fanfarone, di sfidare i giovani feaci al pugilato, alla
lotta o alla corsa. Sa uccidere, scuoiare, macellare e
cuocere un bue e una canzone lo può commuovere
fino alle lacrime. In realtà, è abile in tutto; la sua
areté è insuperabile. L'areté implica il rispetto per la
totalità e l'unicità della vita e, di conseguenza, il rifiuto
della specializzazione. Implica il disprezzo
l'efficienza... O, piuttosto, una concezione molto più
elevata dell'efficienza, che esiste non in un solo
settore della vita, ma nella vita stessa.

Fedro

Siamo finalmente arrivati a scoprire chi è Fedro: personaggio e titolo


di un dialogo di Platone.

Il Fedro greco non era un sofista ma un giovane


oratore che, in questo dialogo, fa da spalla a Socrate.
[...]
Fedro, per esigenze di copione, non è molto
intelligente, ed è tragicamente privo di doti retoriche;
l'unica cosa notevole in lui è la personalità. [...]
Lui non fa parte di nessun gruppo particolare. Alla
città preferisce la solitudine della campagna. E'
pericolosamente aggressivo. A un certo punto
minaccia di picchiare Socrate. Fedro in greco significa
"lupo".

Probabilmente in questo modo Pirsig ci sta dando una descrizione


del suo carattere prima che venisse ricoverato per pazzia.

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L'Uno

Poiché l'Uno è la fonte di tutte le cose e include tutte


le cose in sé, non può essere definito nei termini delle
cose stesse, a meno di circoscrivere la sua definizione
a una sola delle sue parti. L'Uno può essere descritto
solo in forma allegorica, facendo uso di analogie, di
rappresentazioni visibili e verbali.

Ecco un buon motivo per cui non ha senso cercare una


dimostrazione dell'esistenza di Dio.

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