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MERCOLED 24 MARZO 2004

LA REPUBBLICA 35

DIARIO
di

CHI SONO, COSA PENSANO E COME AGISCONO


Quello che accaduto nel derby romano mostra i caratteri arcaici e moderni della violenza Il tifo, le trib del calcio, con le sue frange estreme i suoi rituali e i suoi miti

(segue dalla prima pagina)

ino a un certo punto. Bacino di reclutamento di una destra borgatara e irriducibile? Perch no, ma non solo. Veniva molto pi facile il vecchio ragionamento di Gianni Brera, secondo cui fra le decine di migliaia di spettatori della cerimonia domenicale era fisiologico che allignasse qualche centinaio di facinorosi, e che tutto si dovesse risolvere quindi con sobrie azioni di polizia. Solo che luso dei manganelli e delle cariche con gli scudi di plexiglas, come delle perquisizioni, delle schedature, delle telecamere, e delle condanne penali, non ha risolto i problemi sollevati dal cosiddetto tifo organizzato. Dunque non soltanto una questione di ordine pubblico. Le stesse biografie dei capi ultr scesi sul terreno dellOlimpico domenica sera a parlamentare con i giocatori di Roma e Lazio risultano sorprendenti, se uno pensa alle aree dellesclusione sociale: un promotore finanziario della Mediolanum, un cameraman della trasmissione Amici. I primi arrestati appartengono per professione al terziario pi o meno avanzato. Il gruppo Tradizione Distinzione, che si richiama ai valori dellestrema destra, controlla un sito internet in cui si sfiora il pensiero antimoderno di Julius Evola, con i Carmina Burana di Carl Orff come sigla. Sarebbe improprio quindi pensare astrattamente a esponenti di unalterit sociale che si auto-organizza, a un mondo esplicitamente a parte che si costruisce unidentit in unenclave della marginalit. Sembra piuttosto che i militanti ultr siano gente che entra ed esce dal confine della collettivit ufficiale. La stessa cultura delle fazioni organizzate un ibrido di mitologie: fa da mastice spesso uneco di destra, di cui sono un indizio le svastiche e i saluti romani, come pure gli slogan indegni tipo squadra de negri, curva de ebrei, e i nomi delle bande (Giovinezza, Arditi), non di rado infiltrate da movimenti ultrafascisti. Laltro aspetto notevole che si trae dalle cronache dato, almeno a Roma,

Fenomenologia dellossessione da stadio


EDMONDO BERSELLI
dalla contiguit dei gruppi ultr con la criminalit comune. Ma ogni stadio ha le sue identit, e alleja eja alal pu sostituirsi Che Guevara, il richiamo allintifada, in un sincretismo politicoemotivo in cui destra e sinistra sono semplici sfumature dellidentit scelta. Alcune caratteristiche di fondo del comportamento ultr sono tuttavia inconfondibili. La prima una gerarchia fortissima, con leadership riconosciute e modalit espressive, nelle curve, coordinate con rigore militare. A seguire, un codice comportamentale basato su vincoli e criteri elementari tipici delle comunit omertose. Il legame di lealt malavitosa induce a definire infami i collaborazionisti o i traditori. Lo scontro con la polizia un momento simbolico potentissimo, modulabile dal minimo (il coro efferato mestiere / di merda / carabiniere) al livello massimo, cio lattacco, gli incendi, i vandalismi, il conflitto aperto con tecniche da guerriglia urbana. questa lealt militante che ha indotto le fazioni organizzate del tifo, in una societ di serie A del Nord, a considerare uno sgarro gravissimo il fatto che durante lattuale campionato un centrocampista abbia osato portarsi a letto la moglie di un capotifoso: obbligando di fatto lallenatore a concedere al colpevole alcune partite di turnover, per evitare linsurrezione dei tifosi cos collettivamente offesi. Alcuni anni fa uno dei pi sofisticati sociologi italiani, Alessandro Dal Lago, aveva posto come titolo a un suo saggio, dedicato ai rituali del calcio, Descrizione di una battaglia. La citazione da Kafka serviva ad alludere a una certa inesplicabilit di ci che av-

ULTRAS
LUCIO CARACCIOLO

DOPO Milosevic e Saddam, abbiamo finalmente i nuovi Hitler: gli ultras. Nella fattispecie, quelli giallorossi e biancazzurri. Anche se ormai, sembra, i colori non significano pi molto. I gruppi del tifo organizzato sarebbero delle associazioni a delinquere di nazistelli, interessati solo a far casino, ricattare giocatori e societ, malmenare poliziotti. C del vero in questo stereotipo. Chiunque frequenti gli stadi ha percepito quanto sia cambiato il tifo negli ultimi anni almeno dalla fine della Prima Repubblica, quando era una forma di devozione assoluta alla squadra, perinde ac cadaver. A quei tempi, non passava nemmeno per la testa a un ultras di perseguitare non solo retoricamente un giocatore della propria squadra solo perch non firma abbastanza autografi. Ma pi che la causa, la degenerazione degli ultras lo specchio di un calcio allultimo stadio. I colpevoli? Non sono n in Sud n in Nord, ma (a Roma) in Monte Mario.

ULTRAS.

viene sugli spalti: la psicologia collettiva degli ultras deve trasformare ogni fatto in evento, e ogni catena di eventi in mito. Il legame con la squadra e con i giocatori-simbolo (quei pochi che restano, dopo la liberalizzazione innescata dalla sentenza Bosman) viene evocato come una unione mistica, che travalica i responsi del campo, un esserci che si perpetua nella memoria comune. Una pazza fede, come lha chiamata lo scrittore anglo-veronese Tim Parks? Di pi, uninvenzione continua della fedelt, una mobilitazione emozionale che consente di credere nella propria religione, esattamente allo stesso modo in cui mitologizza la falsa morte di un bambino in seguito a una falsa carica della polizia. Facile a descriversi, il modello della comunit ultr, con le sue commozioni corali, le delusioni rabbiose, e soprattutto la sua ostilit anti-istituzionale, diventa una nebulosa articolatissima se si pensa alle organizzazioni che controllano il piccolo merchandising calcistico, al giro delle radio romane che fanno da megafono a ogni sospiro di mercato, allopacit perdurante, nonostante le smentite, nei rapporti fra tifoserie e societ, al clima di ricatto che si instaura con presidenti, allenatori e giocatori (esemplare il caso del romanista Panucci che deve chiedere pubblicamente scusa agli ultras per essersi rifiutato di entrare in campo dalla panchina). Difficilmente la crisi del calcio nazionale travolger anche luniverso ultr. Perch finora si vista una spettacolare capacit di assimilare e manipolare eventi e significati globali e locali, Er Polpetta e il culto nazista, lagit prop radiofonico Marione e la brigata Charlemagne. Se domani gli eroi della curva sud inventeranno una brigata Al Qaeda, sar la dimostrazione finale che lideologia del tifo capace di fagocitare tutta lattualit e di assimilarla, come tutto il resto, come la banda della Magliana e i Nar, nella nazione ultr. ltr crede solo alla propria leggenda. La sua guerra talmente asimmetrica da renderlo praticamente invincibile.

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DIARIO

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LE TAPPE PRINCIPALI

LE PRIME VIOLENZE 1923-25 Durante Lucchese-Parma scoppia una rissa tra giocatori e pubblico (stagione 1923-24). Molto pi grave la sparatoria avvenuta a Torino al termine dello spareggio tra il Genoa e il Bologna (1925)

CONTRO MUSSOLINI 1938 A Marsiglia gli azzurri, impegnati contro la Norvegia sono presi dassalto da fuoriusciti italiani e antifascisti francesi. Lo stadio si trasforma in una bolgia con incidenti anche fuori dal campo

INVASIONI DI CAMPO ANNI 50 Negli Anni 50 si moltiplicano le invasioni di campo e gli scontri con la polizia. I disordini durante Napoli-Bologna (7 novembre 1955) si concludono con un centinaio di feriti, di cui uno in fin di vita

UN PAESE CHE SI RICONOSCE NEL CALCIO, NEI SUOI RITUALI ANCHE PI ESTREMI

QUESTA ITALIA RISSOSA A MISURA DI TIFOSO


FRANCESCO MERLO
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I LIBRI
ALESSANDRO DAL LAGO Descrizione di una battaglia. I rituali del calcio, il Mulino 1990 (2001) ANTONIO ROVERSI Calcio, tifo e violenza. Il teppismo calcistico in Italia, il Mulino 1992 BILL BUFORD I furiosi della domenica, Longanesi 1992 JOHN KING Fedeli alla trib, Guanda 1998 Cacciatori di teste, Guanda 2000 NICK HORNBY Febbre a 90, Guanda 2002 TIM PARKS Questa pazza fede. LItalia raccontata attraverso il calcio, Einaudi 2002 NANNI BALESTRINI I furiosi, Derive Approdi 2004 DESMOND MORRIS La trib del calcio, Mondadori 1982 ANTONIO PAPA, GUIDO PANICO Storia sociale del calcio in Italia, il Mulino 2000 NORBERT ELIAS, ERIC DUNNING Sport e aggressivit, il Mulino 2001 A. SALVINI Il rito aggressivo. Il caso dei tifosi ultras, Giunti 1988

n nome del calcio mitico ferma il calcio reale, in nome del calcio rifondato ferma il calcio degenerato. Di sicuro, gli ultras che hanno sospeso la partita Roma-Lazio sono una novit assoluta, per ora tutta italiana, non prevista dagli antropologi, dai sociologi e dai giornalisti che per anni hanno scimmiottato Lvi-Strauss, Ernesto De Martino e i grandi esploratori, dipingendo un paesaggio di umanoidi che la domenica si circondano di frastuono e di turbini di fumo, teppisti orribili che emergono alla superficie delle curve, ma sempre lasciando intendere che nellabisso polveroso e scuro dei club se ne nascondono di pi grossi e di pi cattivi. Ebbene, domenica scorsa, con unazione odiosa e tuttavia politica, gli ultras italiani hanno voluto dire che il pallone sono loro a chi specula sul calcio gonfiando i bilanci per ammortizzare altri bilanci In nessun altro paese avanzato gli ultras avevano mai ammantato di moralismo le loro aggressioni e la loro violenza, guerriglieri della restaurazione etica contro la pervasiva logica della finanza vaporosa e della politica truffaldina. Quello che stato consumato a Roma, con le opposte tifoserie che si mettono daccordo per riportare il calcio allet mitica delle presunte virt evangeliche, dunque il primo atto di una rivolta plebea che vuole delegittimare per indegnit tutte le autorit formali, dallarbitro al prefetto e al questore, dal presidente della Lega ai proprietari delle societ. E il tifo che scopre che i suoi centomila occhi sugli spalti valgono meno dellocchio televisivo, di quello politico, di quello dei commentatori e degli intellettuali, degli specialisti di Petrarca in libera uscita. Gli ultras sono i popolani e i masaniello, gli anabattisti, i movimenti ereticali, ingenui e radicali nella loro ferocia che vogliono rifondare la teologia dello sport, ed davvero una novit gravissima che evidenzia la distanza tra limpresa calcio e il tifo calcio, tra il pallone e limbroglio contabile. E difatti nella estremizzazione teppistica degli ultras risuonano gli stessi umori dello spettatore vip che sui giornali e nei talk show chiede di essere lasciato in pace a godersi i ventidue pupi che corrono dietro la palla. Qui non c pi solo lignobile striscione antisemita e lo slogan razzista. Da domenica il neoultr italiano non pi solo la minaccia allordine pubblico che giustamente e finalmente il ministro Pisanu promette di combattere con durezza, ma diventato davvero estremismo eversivo. Cos, per esempio, lo striscione bresciano di Bologna i nostri soldi sudati per i vostri debiti spalmati: vergogna, roba da scuola di Barbiana, un pasticcio enorme che non ha pi nulla a che vedere con due pugni, un calcio, una finta, altri due pugni, una pedata., insomma con quella mistica delle botte, nichilista e patologica, che a ventisei anni, lhooligan inglese Kevin, paraplegico, raccont al Telegraph per mostrare, con fierezza da reduce, quanto gli era costato tifare per il Liverpool. In Italia non pi cos. In Italia lultr della Roma si accorda, nientemeno, con lultr della Lazio al grido: ultras di tutto il mondo unitevi. Non pi il mostro della letteratura nera, non pi soltanto un problema di polizia, come appunto fu per moltissimi anni in Inghilterra, dove, gli hooligans sono ormai sotto controllo, perch alla polizia, democratica e tollerante, stato dato quel potere di civilt e di saggezza senza se e senza ma che in Italia ora invocato, probabilmente troppo tardi, non solo da Berlusconi, ma anche, ieri sul Corriere della Sera, da

Un sentimento arcaico, da fuori del mondo quello che caratterizza il loro comportamento e lo rende simile a una ideologia reazionaria

quella indiscussa autorit morale che Claudio Magris. vero che adesso in molti stadi dInghilterra sono state persino rimosse le transenne e che gli ultras inglesi non sono certo spariti ma sono diventati innocui, e la loro rabbia semmai un controveleno, un antidoto, perch sicuramente il tifo non uccide, e anzi qualche volta guarisce, proprio come accade con la foglia di cannabis nei concerti pop, o con certi eccessi pagani nelle feste cattoliche, o con i fuochi dartificio o con il sangue nelle strade di Pamplona. E non si possono denigrare i popoli, neppure quel-

lo italiano, per le loro follie da stadio, n si possono governare le pulsioni di massa come si governa il traffico, con le prediche al posto dei semafori. Ma purtroppo in Italia non basta pi la polizia perch stiamo assistendo a unescalation al contrario del pericolo ultr. Ormai il nostro ultr un animale politico che si sente addosso una strategia che non controlla, la sente ricadere sulla sua pelle, che non ovviamente pelle raffinata ma pur sempre pelle, e percepisce nel suo calcio interessi sporchi che lo marginalizzano. Certo, gi prima, quando

ne arrestavano qualcuno, si scopriva che nella realt gli ultras sono normali, come Stefano Sordini, che fa loperatore finanziario, o Stefano Carriero, che fa il cameraman o, ancora Roberto Morelli e tutti gli altri diciassette arrestati di Roma, tra i quali c pure un minorenne. E fa un po ridere la voglia di descriverli come fascisti, nel senso

ANIMALI FEROCI
Aquile, leoni, pantere sono spesso scelti dalle tifoserie come simboli. Ma anche capi indiani e fiamme

delle squadracce di picchiatori militanti che forse non esistevano pi nemmeno nel 68. In realt in loro lideologia reazionaria un sentimento arcaico, da fuori del mondo, unideologia impraticabile e inattuale come sempre accade ai movimenti di rifondazione, sia essa del comunismo o dellIslam o del calcio, perch la rifon-

UMBERTO ECO

LO STADIO COME UN TEMPIO: FRA DELIRIO E IRONIA


OI TIFIAMO NOI, dice lo striscione. Questa dichiarazione, insieme ironica e autistica, offre un punto di partenza per chi vuole capire piuttosto che semplicemente condannare il mondo degli ultras. Avverte che un movimento che mette la propria esistenza al di sopra di ogni altra considerazione. Per gli ultras, infatti, il club e i grandi campioni/mercenari del calcio moderno, altro non sono che un male necessario che permette lo svolgersi del delirio collettivo domenicale nello stadio. Nellambito della nostra nostalgia moderna per qualche tipo di comunit che ci possa restituire un senso di forte e agguerrita solidariet, gli ultras hanno evitato i peggiori degli eccessi. Non sono una associazione criminale, n, se si esclude qualche sgradevole coreografia, hanno qualcosa a che spartire con il nazismo. Hanno inventato invece una forma di fondamentalismo part-time, dentro il quale si possono godere tutte le emozioni di una comunit in guerra, ma senza la necessit di una causa reale riconducibile al mondo della politica o del lavoro. E proprio que-

Bande armate che sfasciano gli stadi Oltre agli opposti estremismi ecco ora anche gli estremismi della fascia media
Dalla periferia dellimpero 2003

I FONDAMENTALISTI DELLA DOMENICA


TIM PARKS
sto agire senza causa (al di l dei colori di una bandiera) che infonde a certi gruppi di ultras la loro corrosiva ironia. Sono lopposto del politically correct. Ma per fare i Talebani del fine settimana ci vogliono nemici. Voi esistete in quanto noi vi odiamo, scrive un ultr veronese alla sua controparte vicentina sul net. E aggiunge: Dovreste ringraziarci!. Ha ragione. I vari gruppi di ultras che si picchiano a vicenda sono dei falsi nemici. Sotto sotto hanno bisogno luno dellaltro. Come si fa a sentirsi profondamente milanista senza quelli dellInter da odiare? Invece, da quando si deciso che bisogna metter fine a questi scontri con lintervento massiccio della polizia, ecco che tutti gli ultras acquistano un nemico nuovo, e per lo pi ben armato ed equipaggiato, cosa che rende pi intenso il conflitto e che apre la strada a un fronte comune tra tifoserie nemiche, una nuova e pi cupa identit. La polizia merita tutto il nostro sostegno e simpatia. Ma non sempre gestisce bene la faccenda. Ci sono atteggiamenti aggressivi anche quando la situazione delle pi calme. Mi ricordo di un poliziotto fuori di San Siro che ha sputato sul tifoso davanti a me, per nessun motivo. Dal momento che il tifoso pi mite pu sentirsi vittima, si creato un clima favorevole alla violenza. Ma neanche la polizia il vero ne-

GIORGIO MANGANELLI

Il pubblico diviso in settori favorevoli alla soppressione fisica delluno o dellaltro gruppo di giocatori
Lunario dellorfano sannita 1991

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GUERRIGLIA URBANA 1979 A San Siro (derby Milan-Inter) la polizia sequestra un armamentario da guerriglia urbana. AllOlimpico un razzo sparato dalla curva romanista colpisce a morte il tifoso laziale Paparelli

LA STRAGE DI HEYSEL 1985 Il 29 maggio nello stadio Heysel di Bruxelles, durante la finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool, perdono la vita 39 spettatori, di cui 32 italiani. E la pi grave tragedia sportiva per lItalia

IL DERBY SOSPESO 2003 Negli incidenti del 20 settembre durante il derby Avellino-Napoli di Coppa Italia muore il tifoso Sergio Ercolano. Per gli incidenti sei tifosi sono stati condannati a pene da 1 a 4 anni

LA TESTIMONIANZA/ PERCH SMISI DI FAR PARTE DELLA CURVA NORD

QUANDO ERO ULTR SENZA SE E SENZA MA


GABRIELE ROMAGNOLI
l pomeriggio di quasi trentanni fa in cui mi sono dimesso da ultr si giocava Bologna-Verona, lo stadio era pattugliato dalle forze dellordine ma, in una strada adiacente, trenta di noi circondarono un ragazzo, poi qualcuno ordin: Barilli, vai solo!. E Barilli si avvicin, alzando il pugno per colpire. Andavo alla partita con un gruppo di compagni di scuola. Facevamo il liceo classico, leggevamo Garca Mrquez, simpatizzavamo per lestrema sinistra (ma il mio amico del cuore era monarchico), consideravamo il momento pi alto dellestetica non Hegel ma quello in cui Beppe Savoldi rimaneva sospeso in aria un istante pi dei comuni centravanti prima di colpire di testa e insaccare. E frequentavamo la Curva Nord. Avevamo uno striscione poco di lato rispetto a quello dei Commandos Rossobl. Costituivamo una cellula satellite. Indossavamo giacche mimetiche comprate sui banchi dellusato. Nella tasca, con il nome di battaglia scritto a pennarello, nascondevamo un martelletto rubato sugli autobus di linea, quello che stava accanto ai finestrini per rompere il vetro in caso di emergenza. Il caso, pi che la coscienza, ci evit di farne uno sciagurato uso. Partecipavamo a riunioni strategiche in un circolo del bowling. I capi, che ammiravamo, avevano soprannomi poco temibili (Bimbo Alderman, solo Barilli era Barilli, per questo lho cambiato), ma una determinazione assoluta. Il sabato sera apparivano raffinati strateghi, domenica pomeriggio arditi guerriglieri, il luned lavoravano. Ne incontrai uno allingresso di un bagno pubblico. Era il custode: per entrare dovetti dargli cento lire. La sua necessit di sfogo era da manuale. Noi, invece, studiavamo il greco. Ma la violenza, in una biografia maschile, un rito di passaggio. Sperimentarla, quando va bene, il preludio per rinunciarvi e poi combatterla conoscendola. Michael Jordan diventato il miglior giocatore di basket di tutti i tempi perch ( lui stesso ad aver individuato la causa) ha sbagliato novemila tiri. Noi sbagliavamo spesso: aspettammo, sampietrini nella mano, un arbitro che non aveva fischiato un decisivo rigore contro la Sampdoria, distruggemmo un treno al ritorno da uno zero a zero a Cesena. Cerano valori rovesciati e leffetto era, al tempo stesso, terribile e ridicolo. Alluscita di un Fiorentina-Bologna, un gruppo di ultr viola (il loro comandante era Pompa) ci chiuse in un angolo. Qualcuno mi mise la mano alla gola e fiero proclam: Io sono molto pi figlio di puttana di te!. Non cera possibile replica, n a parole n a gesti. La superiorit era evidente. Come cantava Vecchioni: La mia paura non bastava a farmi dire basta. Si poteva subire, non arrendersi. Duri, ma con gioia, insegnava Bifo, pensatore del Movimento Studentesco. Conti-

GLI AUTORI
Edmondo Berselli, direttore della rivista il Mulino autore di un libro sul calcio Il pi mancino dei tiri, del 1995. Lucio Caracciolo direttore di Limes Tim Parks, scrittore inglese che vive a Verona, ha raccontato la sua esperienza di tifoso in Questa pazza fede, pubblicato nel 2002

LE IMMAGINI
La simbologia violenta connaturata alluniverso ultr. Negli anni Settanta e Ottanta in curva i tifosi esibivano il segno della P38 come nella foto grande di questa pagina. Oggi si inscenano anche grandi coreografie pacifiche (la fiaccolata della copertina). Ma la violenza sempre presente, anche nellaggressivit dei simboli scelti dagli ultras

dazione lideologia della marcia indietro in un mondo che va avanti. Non solo dunque gli ultras non somigliano alle scimmie, ma, ecco il punto, somigliano moltissimo allItalia di oggi, e anzi sono loro che danno il tono alle nostre adunate, alle nostre manifestazioni, alle nostre piazze e alle nostre curve. Ultr il sapore di una partita di calcio, la rabbia di una sconfitta che in Italia comunque immeritata, tanto nel calcio, dove c sempre un arbitro Moreno con cui prendersela, quanto nella politica dove c sempre qualche alleato minore da incol-

mico degli ultras. Che la televisione. E in questa chiave che va letto quello che successo a Roma domenica sera. Per presentare il calcio a un vasto pubblico rispettabile, la tv richiede leliminazione degli spettacoli sgradevoli. Gli ultras devono scomparire per proteggere un business. Aver guastato il piacere sedentario a milioni di spettatori attraverso la fantasia di un tifoso vittima della polizia, ecco una grande vittoria per gli ultras. Ma perch non distruggerli con la repressione e basta? Gli inglesi ci sono riusciti. Pochi per fanno notare che negli anni in cui Highbury e Anfield sono diventati sicuri come dei cinema e costosi quanto lopera lirica, la violenza delle gang nella periferia di Londra aumentata in modo vertiginoso. Si va sicuri allo stadio il sabato, ma certe strade di notte bisogna proprio evitarle. Meno male, per, che questa violenza, meno spettacolare e ritualizzata, miete le sue vittime lontano dallattenzione delle telecamere.

pare nelle disfatte dei governi o qualche avversario da demonizzare. Ultras sono tutte le emozioni collettive che ci prendono alla gola negli stadi e nella piazza, e sono sempre emozioni senza pensiero perch il pensiero non va in piazza n allo stadio, che sono i posti in cui la scemenza ha diritto pieno, con gli striscioni, i colori, la passione La partita di calcio la libera festa dellirresponsabilit civile. Solo la violenza non consentita allo stadio e in piazza, dove tutti ci dimentichiamo del nostro rigore e della nostra compostezza consegnandoci alla folla solitaria nella quale ci si smarrisce, e anche la ragione si smarrisce. Ma la folla oceanica, si sa, ha virt psicanalitiche e ti spinge a fare cose di cui ti vergogni, ad insultare e aggredire Piero Fassino per esempio, a imbarbarirti come mai altrove, a diventare un talebano del pallone che progetta un calcio preindustriale e il ritorno alla natura: a misura duomo, a misura di tifoso. Ma lultr deve restare ultr e mai farsi governo. Perch ultr lurlo e ultr il panico, ultr il sole estivo che a mezzogiorno taglia le pietre e trasforma le citt del sud in cimiteri, pieni di persone che sembrano abbattute da un pugno, ultr sono i pacifisti senza se e senza ma, ultr sono i ragazzi che si stordiscono nelle discoteche, ultr ladolescenza ed la ferinit, ultr quella parte di noi che ha bisogno di essere posta sotto controllo, ha bisogno di regole, di educazione, di tab e di severit ma anche di tolleranza, ultr sono i concerti di Marylin Manson che qualcuno vorrebbe esorcizzare con lacqua benedetta, ed ultr anche lillusione, ingenua e goffa e pericolosa, di potere cavalcare politicamente e magari anche elettoralmente la trasgressione degli ultras, con il pericolo che negli stadi dItalia definitivamente si infili lantagonismo sociale con tutte le sue terribili pulsioni oscure. E dunque, senza ironia: aridatece lultr.

OSVALDO SORIANO

I tifosi cumulavano pile di calcinacci dietro a ciascuna porta e alla fine, evacuati i feriti, si raccoglievano i sassi
Pensare con i piedi 1994

EDUARDO GALEANO

Una volta alla settimana il tifoso fugge dalla sua casa e va allo stadio La citt sparisce, esiste soltanto il tempio
Splendori e miserie del gioco del calcio, 1997

nuammo a presentarci sugli spalti anche quando fu venduto Savoldi e il calcio ci rivel la sua faccia mercantile. Poi ci fu Bologna-Verona, prima del girone di ritorno. La partita dandata era stata tragica, soprattutto per quello che era avvenuto fuori dal campo (il risultato neppure lo ricordo, n importava). Cerano stati scontri fra le due tifoserie, divise allora anche da una rivalit politica. I giornali ne avevano data una versione. Quella che circolava tra gli ultras era amplificata. Chi si stupisce oggi per leffetto valanga della falsa notizia dellOlimpico non sa che esattamente cos funziona nellambiente: a ogni passaggio la vicenda si ingrossa. Alla fine i veronesi avevano teso agguati e selvaggiamente picchiato le nostre donne e i bambini. Tutto il girone dandata era stato trascorso a programmare la vendetta. Nel giorno designato le prime ronde erano state mandate fin dal mattino alla stazione e ai caselli autostradali. N un treno, n un pullman. Fu presto evidente che i veronesi non sarebbero venuti. Non in massa, si disse. Ma alla spicciolata, si volle immaginare, s. A due a due. O soli, per meglio ingannare chi li cercava. Bisognava piantonare gli ingressi e smascherarli. Furono formati gruppi composti da decine di elementi. Si aggiravano intorno al perimetro dello stadio o sostavano davanti ai cancelli, scrutando chi passava. A un certo punto, accanto allentrata della piscina, fu individuato un elemento sospetto. E un veronese!, grid qualcuno. La pattuglia accorse. Lui negava, scuotendo la testa. Non riusciva a parlare, non era possibile valutarne laccento. Il gruppo laccerchi, lo spinse contro linferriata, sovrastandolo. Gli chiesero un documento. Mormor di averlo dimenticato a casa. Giustizia sommaria fu invocata: E un bugiardo! E un veronese! Mi ricordo la faccia!, ment qualcuno. Quel ragazzo avr avuto 25 anni, corporatura normale. Solo, contro trenta. La sentenza fu emessa: colpevole. Di essere veronese. La condanna fu decisa. Fu una scelta doppiamente vigliacca. Eravamo in trenta. Ma il capo ordin: Barilli, vai solo!. Liniqua legge del pi forte fu mascherata dietro un paravento di fasulla legittimit. Voleva sembrare uno spiraglio di lealt, fu la meschinit senza ritorno. Uno contro uno, ma davvero, forse il veronese (o quel che era) avrebbe battuto Barilli. Lavrebbe, almeno, affrontato. Cos, si rannicchi per subire. Ci guardammo, io e il mio compagno di liceo. E in quel momento capimmo. N duri, n con gioia. Non eravamo eroi e stiamo ancora cercando la nostra strada. Non avemmo il coraggio di metterci di mezzo, soltanto la sensatezza di andarsene per sempre. Buttammo le mimetiche in un cassone e riappendemmo il martelletto sullautobus che ci riportava a casa. Comunque sia finita la partita, evitammo di perdere la nostra.

I FILM
ULTR Uscito di galera, un leader della curva giallorossa scopre che la sua ragazza si vede con un collega di tifo. I nodi comunque vengono al pettine durante la trasferta JuventusRoma Di Ricky Tognazzi (1991) HOOLIGANS Quattro poliziotti londinesi sinfiltrano tra gli ultras dello Shadwell, una squadra di calcio di calcio di serie B; uno di loro prende gusto al pestaggio Di Philip Davis (1995) FEBBRE A 90 Un professore tifoso dellArsenal, talmente sfegatato da mettere in crisi la love story con una collega che ha messo incinta. Il campionato quello che fece venire linfarto ai tifosi dellArsenal: 1988-89 Di David Evans (1997) ECCEZZZIU NALE VERAMENTE Donato, capo degli ultras milanisti, costretto a rinnegare per un po la sua fede per sedurre la fidanzata di un interista in coma Di Carlo Vanzina (1982)

Fondatore Eugenio Scalfari

Direttore Ezio Mauro


(con ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS 8,80)

9 770390 107009

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40324

Anno 29 - Numero 70

0,90 in Italia

mercoled 24 marzo 2004


1,40); Regno Unito Lst. 1,30; Rep. Ceca Kc 56; Slovenia Sit. 280; Spagna 1,20 (Canarie 1,40); Svezia Kr. 15; Svizzera Fr. 2,80; Svizzera Tic. Fr. 2,5 (con il Venerd Fr. 2,80); Ungheria Ft. 350; U.S.A $ 1. Concessionaria di pubblicit: A. MANZONI & C. Milano - via Nervesa 21, tel. 02/574941

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INTERNET www.repubblica.it

AB

Allo studio un tetto agli stipendi dei giocatori: non potranno superare il 60% degli incassi. La Francia pronta a ricorrere a Bruxelles

Raid a Gaza e in Libano

Scontro sul salva-calcio


Governo diviso, anche Tremonti contrario: il decreto slitta
Accordo Germania-Polonia

I nuovi capi di Hamas Mai pace per Israele

Europa Costituzione pi vicina

Il Parlamento europeo

ROMA scontro aperto sul decreto che dovrebbe salvare il calcio italiano dalla bancarotta. Il provvedimento del governo che avrebbe dovuto essere approvato domani dal Consiglio dei ministri slitta a luned. Troppo forti i contrasti allinterno della maggioranza. La Lega infatti continua ad essere contraria e anche il ministro dellEconomia Tremonti avrebbe dato parere negativo. La bozza dovrebbe prevedere, di fronte allo spalmadebiti, un tetto degli ingaggi (che non pu superare il 60% degli incassi) e anche una riduzione delle rose delle squadre. I tecnici del governo stanno studiando come aggirare il probabile parere negativo dellUe. Mentre la Lega calcio francese la prima a muoversi e minaccia di ricorrere a Bruxelles: Il provvedimento del governo italiano un aiuto di Stato ed un chiaro esempio di concorrenza sleale. BIANCHI, CALANDRI EGIDIO, LUGLI, PAPITTO e PETRINI ALLE PAGINE 2, 3 e 4

DIARIO

Ultr, luniverso chiuso in una curva


STADIO, SPECCHIO DELLITALIA
FRANCESCO MERLO
I infilata la coda del mondo in quella straordinaria sequenza televisiva dellultr, ora arrestato, che domenica scorsa allOlimpico ha affrontato e minacciato Totti, il suo idolo. C, per analogia epocale, la furia delliconoclasta che aggredisce il Budda nellimmagine del fanatico che aggredisce il suo Totti-Budda e in nome del calcio etico ferma il calcio immorale. SEGUE A PAGINA 36

FENOMENOLOGIA DEI COMMANDOS


EDMONDO BERSELLI
I pronuncia ltras, senza fisime linguistiche. Possono essere battaglioni, brigate, commandos, del sud, del nord e del centro, ma comunque con gli ultras i sociologi vanno in difficolt, perch tutte le analisi analizzano in parte e tutte le spiegazioni spiegano parzialmente. Degrado sociale che fluisce negli stadi? S, ma non esclusivamente. Subalternit culturale che crea le proprie liturgie? SEGUE A PAGINA 35

CARACCIOLO, ROMAGNOLI
e PARKS ALLE PAGINE 35, 36 e 37

ALBERTO STABILE

ALLE PAGINE 8 e 9

dal nostro inviato ANDREA BONANNI BRUXELLES A STRAGE di Madrid e la caduta di Aznar accelerano la marcia della Costituzione europea e riaccendono le speranze per una firma entro giugno. Alla vigilia del vertice dei capi di governo dellUe che si aprir domani a Bruxelles, il cancelliere Schroeder andato ieri a Varsavia per incontrare il primo ministro polacco Miller, che con Aznar aveva bloccato un accordo sulla Costituzione a dicembre. La missione andata a buon fine. Ora che il nuovo leader spagnolo Zapatero ha tolto il veto sul sistema di voto a doppia maggioranza, la Polonia non vuole restare completamente isolata. Gli attentati di Madrid erano diretti contro i valori fondamentali dellUnione europea. LUe ha bisogno di una maggiore integrazione e di un Trattato che ne assicuri il funzionamento di fronte alla minaccia comune. SEGUE A PAGINA 17

Il ministro a Repubblica: lhijab un simbolo innocuo didentit culturale e religiosa, va rispettato

REPORTAGE

Pisanu:fatelavorareFatimacolvelo
Sospeso il viaggio in Africa dopo lallarme Madrid, individuata la mente dei terroristi

Le strade blindate di Gerusalemme


SANDRO VIOLA
A visto?, mi chiede la moglie dun ex ambasciatore israeliano a Roma: per strada ci sono molti pi poliziotti e soldati che gente qualsiasi. In effetti, Gerusalemme presidiata in forze. Aspetta lattacco terroristico. Ne ignora il momento, le forme e le dimensioni, ma non lineluttabilit. Del resto, luomo bomba di Hamas potrebbe essere gi qui. Forse di fronte al caff Aroma, forse a un passo dallufficio postale di Jaffa street, forse di fianco alla salumeria Iwos delicatessen dove gli anziani sefarditi vengono a comprare le specialit della gastronomia ebraica est-europea, il pane di segale, il pastrami di tacchino, il petto doca, le aringhe marinate. SEGUE A PAGINA 9

Appello allasilo: Cacciarla stato un errore, rimediate H


Germania, paura per il presidente Rau a Gibuti preparavano un attentato
ALESSANDRO OPPES e ANDREA TARQUINI A PAGINA 17
Il presidente tedesco Rau con la moglie

ROMA Mi auguro che i responsabili dellasilo di Samone si rendano conto dellerrore compiuto e vi pongano rimedio. il ministro dellInterno in persona a intervenire sul caso di Fatima, laspirante maestra di origine marocchina messa alla porta da un asilo piemontese con la scusa che il velo avrebbe spaventato i bambini. Il velo islamico, portato dignitosamente e senza nessuna ostentazione dice Giuseppe Pisanu a Repubblica soltanto il simbolo innocuo di una identit culturale e religiosa che merita tutto il nostro rispetto. Ma i genitori di Samone non si arrendono: Qui insistono non la vogliamo. CROSETTI, MOLA e ZANCAN A PAGINA 12

CON REPUBBLICA

IL CASO

Oggi Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo

I giudici discutono il ricorso di un genitore contro le invocazioni religiose a scuola

Dio alla Corte Suprema Usa


I robot a caccia di fossili
dal nostro inviato VITTORIO ZUCCONI WASHINGTON un posto anche per il nome di Dio nelle aule delle scuole di Stato americane? Lo sapremo oggi. Poche volte, nella storia degli Stati Uniti, una sentenza della Corte Suprema sar chiamata a tagliare pi a fondo nellanima e nel corpo della nazione che incarna la suprema conquista civile della separazione tra religione e Stato. SEGUE A PAGINA 13 VANNUCCINI A PAGINA 13

Al mercato risparmi del 14%

A richiesta con Repubblica a soli 7,90 euro in pi. in edicola il Grande Dizionario di Inglese Hazon 2004 a soli 12,90 euro in pi

La Nasa Su Marte cera un piccolo mare salato


CLAUDIA DI GIORGIO A PAGINA 21

I consumi in ripresa frutta e verdura calano i prezzi


LUCIO CILLIS e LUISA GRION A PAGINA 27