Sei sulla pagina 1di 65

1

Buona scuola
Fa pi rumore un albero che cade che unintera foresta che cresce
(Laozi)

Molto spesso vengono stigmatizzati gli episodi negativi e solo raramente la qualit di quello che si fa per i nostri ragazzi allinterno delle scuole.
2

Scuole che lavorano bene


Buone relazioni interpersonali Competenze dellinsegnante Lavoro unitario del team Coraggio dellinnovazione didattica Accoglienza delle diversit Dialogo con lesterno
3

Art. 3 Costituzione Italiana


Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Obiettivi della scuola


Formare un cittadino con le competenze per rimanere libero nella societ complessa dei nostri giorni. Una buona istruzione non deve formare solo le eccellenze Sfida: tenere dentro tutti senza abbassare gli obiettivi.
5

la sfida delle diversit

non c peggiore

ingiustizia che far parti eguali tra diversi


(Don Milani, Lettera a una professoressa,1967)
6

Le scelte italiane
Art. 34 della Costituzione: La scuola aperta a tutti. 40 anni fa, con la Legge 517/77, si deciso che tutti potevano entrare nella scuola comune. Le recenti normative sui Bisogni Educativi Speciali estendono a tutti gli studenti in difficolt la possibilit/diritto di personalizzare lapprendimento, completando il quadro dellinclusione scolastica.
7

La via italiana allinclusione: le tracce


1967 : Don Milani , la Scuola di Barbiana e Lettera a una professoressa non c peggiore ingiustizia che far parti eguali tra diversi 1977 : Legge 517 1978 : Legge 180 ( Legge Basaglia) 1992 : Legge 104 2009 : Convenzione ONU per i diritti delle persone

con disabilit

2009: Linee guida per lintegrazione scolastica degli alunni con disabilit (2009) 2010: L. 170/2010 2013: C.M. nr. 8 marzo 2013 : BES
8

Le scelte italiane
Lobiettivo non mai stato quello di fare sconti a qualcuno, ma di fornire strumenti e modalit di lavoro per garantire le migliori condizioni di apprendimento possibile e superare le barriere che lo limitano. Si optato per un una scuola inclusiva che favorisce lapprendimento di tutti gli studenti
9

in particolare nei sistemi educativi e formativi includere significa rimuovere ogni barriera agli apprendimenti e alla partecipazione superando la logica e la pratica dei bisogni educativi speciali
(Booth T., Ainscow M.,2004)

10 10

La scuola inclusiva
E inclusiva una scuola che permette a tutti gli alunni, tenendo conto delle loro diverse caratteristiche sociali, biologiche e culturali, non solo di sentirsi parte attiva del gruppo di appartenenza, ma anche di raggiungere il massimo livello possibile in fatto di apprendimento.
(adattamento da Booth e Ainscow, 2008)
11

Sistema non inclusivo


Il sistema normale pensato per lo standard. Se un soggetto ha difficolt, ha bisogno di un

Sistema Inclusivo
Il sistema inclusivo pensato per tutti i soggetti diversi e progettato, sin dallinizio , per rispondere ai bisogni diversi delle persone. Gli interventi riguardano pi il sistema che la persona Modello speciale normalit.
12 12

aiutosostegno per
integrarsi. Il modello rimane la NORMALITA.

Scuola e complessit
La scuola chiamata a gestire la complessit dei Bisogni Educativi Speciali presenti nelle nostre classi
(alunni disabili, alunni stranieri, alunni con DSA, alunni con disturbi emotivi e/o comportamentali, alunni con disagio sociale, alunni con disturbi evolutivi specifici)
13

Richieste speciali di attenzione


In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una variet di ragioni
Qualche dato nazionale (2012-13):
215.000 studenti disabili
(quasi 2,5% popolazione scolastica)

e circa 100.000 docenti di sostegno; circa 90.000 studenti con DSA (2% popolazione sc.); 756.000 studenti stranieri (pari al 9% della
non certificati

popolazione scolastica totale);

200.000 casi intellettivi limite

14

Indicazioni operative BES


Direttiva 27.12.2012 e C.M. 8 /2013: completano tradizionale approccio a integrazione scolastica. Si estende a tutti gli studenti in difficolt diritto a personalizzare apprendimento (richiamo a Legge 53/2003).
15

Direttiva ministeriale sui BES


(D.M. 27/12/2012)

ogni alunno, con continuit o per determinati periodi, pu manifestare Bisogni Educativi Speciali o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta.
16

Bisogni Educativi Speciali (BES)


Larea dello svantaggio scolastico molto pi ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. Tre grandi sottocategorie:
1) disabilit 2) Disturbi evolutivi specifici, compresi i DSA 3) svantaggio socio-economico, linguistico, culturale (compresi nuovi disagi e studenti stranieri)
17

Interventi possibili
Per quanto riguarda disabilit e DSA, possiamo contare su una discreta esperienza e sullausilio di una consistente produzione di testi specifici e sul supporto di medici ed operatori sanitari. Per quanto riguarda i BES non certificati (quasi sempre) occorre costruire un nuovo approccio alla problematica.

18

Risposte e risorse
Le risorse non sono infinite In una logica di singole risposte a singoli bisogni: richiesta esponenziale di risorse. Va potenziata la cultura dellintegrazione anche mediante un approfondimento delle relative competenze degli insegnanti curricolari.
19

20

DEFINIZIONE GRUPPO LAVORO OMS

La disabilit definita come la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra le condizioni di salute di un individuo e i fattori personali e ambientali in cui vive lindividuo stesso. modello bio-psico-sociale
21

La situazione di disabilit
Superamento ambiguit terminologica (Legge 104/92)

Deficit
minorazione fisica, psichica o sensoriale permanente

Disabilit (handicap)
Conseguenza del deficit: Svantaggio sociale/emarginazione Modificabile/ non oggettivo

la scuola chiamata ad accogliere il deficit, ma soprattutto a ridurre lhandicap, garantendo allalunno le migliori condizioni possibili per il suo benessere fisico o psichico. (Andrea Canevaro)
22

Progress certificazioni scuole di Lodi e provincia


ANNO SCOLASTICO TOTALE POPOLAZIONE SCOLASTICA ALUNNI DISABILI % DISABILI RISPETTO AL TOTALE 0,8 1,4 1,6 1,8 1,9 2,0 2,1 2,3 2,6 2,6 2,5 2,4 2,6 2,5 2,7 DISABILI NELLE SCUOLE SUPERIORI 8 48 48 56 64 69 75 81 98 113 120 113 143 151 173 POSTI DI SOSTEGNO gestione Provv. Milano 160 176,5 197,5 222,5 228 238 240 272 268 278 282 303 292 317 23

1995/96 1999/00 2000/01 2001/02 2002/03 2003/04 2004/05 2005/06 2006/07 2007/08 2008/09 2009/10 2010/11 2011/12 2012/13

34.771 24.959 24.099 24.231 25.309 24.925 25.281 25.649 26.201 26.674 27.192 27.502 27.677 28.338 28.883

262 345 375 434 482 510 534 597 680 687 700 674 720 734 783

Piano Educativo Individualizzato


Il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) il Progetto annuale che, tenendo conto del PDF e della programmazione di classe, fa da timone nellattivit educativa e didattica con lalunno disabile.
24

Valutazione disabilit nella (ex) scuola dellobbligo


art. 16 Legge 104/92 no parametri standard, ma progetti educativi individualizzati coerenza di obiettivi, contenuti e metodi ( art. 12 Legge 104/92) gli obiettivi dellintegrazione scolastica ( oggetto di valutazione da parte dei docenti) non sono solo gli apprendimenti formali, ma anche la crescita in autonomia, nella comunicazione, nella socializzazione e nello scambio relazionale.
25

VALUTAZIONE

Valutazione disabilit nella (ex) scuola dellobbligo

INDICATORI DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE

integrazione sostituzione calibratura

Possibili prove desame differenziate Diploma finale I ciclo senza annotazioni


26

Esami di Stato e disabilit Scuola secondaria II grado


Differenti tipi di percorsi individualizzati = Diversi tipi di valutazione 1 Percorso didattico conforme o semplificato = Diploma finale di valore legale = prove ordinarie o equipollenti. 2 Percorso didattico differenziato = Attestato con certificazione dei crediti formativi maturati = prove differenziate
27

Integrazione in Italia e in Europa


Italia fronte integrazione: i disabili nella scuola di tutti. In Europa molti disabili ancora nelle scuole speciali. Problema Mancano insegnanti specializzati e coinvolgimento curricolari Come conciliare integrazione e competenze specialistiche (in Europa ce ne sono di pi in situazioni speciali) Obiettivo: formare, come in Europa, quipes (anche con insegnanti) che vadano nelle scuole

28

i b r u t s i D

c e p S

i c i if

i d

m i d n e r p p A

o t n e

29

Disturbi Specifici Apprendimento


Si intende un gruppo di disturbi (neuropsicologici) che si manifestano con significative difficolt nellacquisizione e nelluso di abilit di ascolto, espressione orale, lettura, ragionamento e matematica. Quattro sono le forme di DSA riconosciute dalla Legge 170/2010: - dislessia - disgrafia - disortografia - discalculia
30

DSA Indicazioni operative


Agli alunni con DSA viene garantito dalla normativa un Piano Didattico Personalizzato con la possibilit di usufruire di strumenti compensativi e dispensativi.
31

Normativa per DSA


Legge 8 ottobre 2010, n. 170 Decreto attuativo n. 5669 del 12 luglio 2011 Allegate Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbo specifico di apprendimento Delibera Regione Lombardia nr.33445 del 21.11.2012 Documento Conferenza Stato/Regioni contenente Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)
32

DSA Indicazioni operative


Lesonero totale dalle lingue straniere comporta una differenziazione del diploma finale. Diagnosi DSA formulata con certezza a fine seconda classe scuola primaria. In programmazione assegnare maggiore importanza allo sviluppo delle abilit orali rispetto a quelle scritte.
33

Certificazione DSA

(dopo Delibera regionale 6315 del 21.02.2013)

Istituzione presso le ASL degli elenchi dei soggetti autorizzati a effettuare attivit di prima certificazione diagnostica valida ai fini scolastici

Quindi gli enti privati devono essere inseriti in elenchi ASL che vengono aggiornati e resi disponibili sul sito ASL entro il 30 settembre di ogni anno lelenco ha valore su tutto il territorio regionale da settembre del 2013 basta ununica firma (neuropsichiatra infantile o psicologo) per la certificazione di un processo diagnostico che comunque multiprofessionale
34

Al un n id io ri gi ne

st ra ni er a

35

Alunni di origine straniera


La recente normativa per i BES prevede anche per gli alunni stranieri che fossero in difficolt di apprendimento la possibilit di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) e quindi semplificato. In parte gi previsto dal DPR 394 del 1999.
36

Chi lalunno straniero?


(ius soli / ius sanguinis)
ogni studente non in possesso della cittadinanza italiana consideratostraniero, sia nel caso che sia nato in Italia o che sia neo arrivato ma la vera distinzione a livello pratico ed operativo tra studenti italofoni e non italofoni il primo vero problema (ma non il solo) quello dellapprendimento della lingua italiana (L2)
In base al DDL Bertolini, al compimento del 18 anno di et i giovani stranieri nati in Italia potranno richiedere la cittadinanza a condizione di: essere residenti in Italia dalla nascita e senza interruzioni aver frequentato con profitto la scuola dellobbligo.

37

Qualche dato nazionale


830.000 studenti stranieri in Italia: stima 2013 - 14
( 9% della popolazione scolastica globale)

Continua la crescita, ma rallentano i flussi

migratori rispetto agli anni passati. Continuano a crescere i nati in Italia (circa 50 %), diminuiscono i neo-arrivati. Nazionalit maggiormente rappresentata: Romania. Diminuiscono scuole senza alunni stranieri. Sono ora pi attrattive le regioni del Centro Italia.
38
USR Lombardia Formazione BES

Presenza di alunni senza cittadinanza italiana nelle scuole di Lodi e provincia


Anni scolastici 1995/96 2000/01 2002/03 2004/05 2006/07 Totale popolazione scolastica 34.771 24.099 25.309 25.281 26.201 Totale alunni stranieri 385 826 1.366 2.082 2.822 Percentuale alunni stranieri 1,1 3,4 5,3 8,2 10,8

2008/09 2010/11 2011/12 2012/13

27.134 27.677 28.141 28.708

3.575 4.194 4.433 4.672

13,2 15,2 15,8 16,3


39

PRESENZA DI ALUNNI SENZA CITTADINANZA ITALIANA NELLE SCUOLE DI LODI E PROVINCIA a. s. 2012/13

ORDINE DI SCUOLA SCUOLA INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO TOTALI

TOTALE POPOLAZIONE SCOLASTICA

TOTALE ALUNNI STRANIERI

% a.s. 2012/13

3.522 9.794 6.135 9.261 28.708

877 1.879 1.016 900 4.672

24,9 % 19,2 % 16,6 % 9,7% 16,3%


40

Presenza di alunni senza cittadinanza italiana NEO ARRIVATI e NATI IN ITALIA nelle scuole di Lodi e provincia - a.s. 2012-13
totale alunni % rispetto al totale alunni stranieri totale alunni stranieri nati in Italia % rispetto al totale alunni stranieri

ORDINE DI SCUOLA DIREZIONI DIDATTICHE ISTITUTI COMPRENSIVI SCUOLE MEDIE SCUOLE SUPERIORI TOTALI

neo arrivati

194 59 56 84 393

11% 4% 9% 9% 8%

1.275 869 154 104 2.402

71% 63% 26% 12% 51%


41

PRESENZA DI ALUNNI SENZA CITTADINANZA ITALIANA NELLE SCUOLE DI LODI E PROVINCIA


Nazionalit maggiormente rappresentate aggiornate allanno scolastico 2012/13 NAZIONI TOTALE ALUNNI % RISPETTO AL TOTALE

ROMANIA MAROCCO ALBANIA EGITTO INDIA ECUADOR TUNISIA PERU CINA COSTA DAVORIO

1013 587 552 320 267 234 189 135 83 82

21,7 % 12,6 % 11,8 % 6,8 % 5,7 % 5,0 % 4,0 % 2,9 % 1,8 % 1,8 %
42

Alunni di origine straniera


La recente normativa per i BES prevede anche per gli alunni stranieri che fossero in difficolt di apprendimento la possibilit di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) e quindi semplificato. In parte gi previsto dal DPR 394 del 1999.
43

Riflessioni
Ormai gli studenti stranieri rappresentano una realt strutturale del nostro Paese e delle nostre scuole. La scuola, sul fronte dellintegrazione, deve fornire gli elementi necessari per costruire unavanzata e serena convivenza civile. Lincremento delle presenze nelle scuole superiori pone la nostra scuola di fronte alla sfida pedagogica del confronto fra le culture, da raccogliere o ignorare.
44

E per chi ha problemi e non certificato?


45

Personalizzare linsegnamento
Ora in base alla nuova normativa la scuola e i docenti sono chiamati a livello collegiale (anche dove non sia presente una certificazione clinica o diagnosi) a realizzare un piano didattico per chi si trova in difficolt di apprendimento ai fini di garantire il successo formativo.
46

Problema

Come organizzare quello che in base alla normativa diventato un obbligo


47

Indicazioni operative BES


Decisione su opportunit e necessit del percorso didattico personalizzato: compito doveroso Consiglio di classe. Strumento privilegiato: Piano Didattico Personalizzato ad elaborazione collegiale (consiglio di classe o team docenti).
48

Atti formali per individualizzazione BES


Delibera Consiglio di classe/Team docenti PDP firmato da Dirigente/docenti/famiglia Supporto di certificazione clinica o diagnosi e/oppure

considerazioni pedagogiche e didattiche


49

Alunni di origine straniera


Stesse modalit BES (gi previste da DPR 394/99) Interventi per tempo necessario Privilegiare aspetto didattico-educativo anzich misure compensative e dispensative No a dispensa prove scritte lingua straniera Si a madrelingua come seconda lingua comunitaria per scuola secondaria I grado
50

La valutazione nella personalizzazione


E il nodo fondamentale della Direttiva BES

51

Le scelte della scuola


Tutti i docenti hanno il dovere (nel rispetto della normativa) della presa in carico collegiale dei BES. Ogni docente si impegna per quanto riguarda la sua area disciplinare e per quanto riguarda gli obiettivi trasversali ad attivare quanto concordato collegialmente
52

Riflessione su alunni in difficolt

I docenti non sono tenuti a svolgere un lavoro


terapeutico, quanto piuttosto, attraverso le relazioni che vivono con gli studenti ogni giorno e la normale attivit didattica, permettere a questi alunni di fare esperienze positive, di vivere un contesto in cui si sentano compresi, sostenuti nel percorso di crescita, accompagnati, stimolati a vivere lapprendimento come esperienza positiva. (Prof. Triani)

Ruolo educativo insegnanti

53

Supporto Ufficio di Piano


Supporto preliminare per individuazione BES. Consigli per didattica inclusiva:
individuare ragazzi per gruppi di problema; Mettere in atto risorse per rispondere ai bisogni Individuare obiettivi minimi e attivit.

54

Risposte e risorse
Occorre una risposta complessiva di una scuola che cambia: da rigida e tutta tesa allo svolgimento di un programma ad una scuola inclusiva, non speciale, capace di flessibilt per integrare tutti gli alunni, tutti uguali e nel contempo diversi e con diversi bisogni.
55

Risposte e risorse
Occorre una didattica pi flessibile, strutturata maggiormente sulle competenze (saper fare), sulle attivit laboratoriali. Una didattica dove sia possibile scalettareper moduli di apprendimento.
56

Come gestire i BES


La gestione dei Bisogni Educativi Speciali in classe non pu passare da una somma delle varie diagnosi, certificazioni ed etichette. Occorre orientarsi verso la nuova ottica suggerita dall ICF: quella del funzionamento. Valutare quindi come funzionano gli alunni che ci sono in classe, al di l delle etichette. Si tratta del concetto di speciale normalit suggerita dal Prof. Ianes, cio la specialit delle normali differenze individuali.
57

Risposte e risorse
Ogni scuola deve decidere se e come occuparsi di tutti gli studenti e dei loro bisogni educativi particolari, costituendo alleanze con gli altri attori del territorio. Gli aspetti organizzativi sono la prerogativa fondamentale per costruire gli interventi formativi e didattici.
58

Risposte e risorse
Un approccio educativo non meramente clinico dovrebbe dar modo di individuare strategie e metodologie di intervento correlate alle esigenze educative particolari pur non riconosciute da alcun tipo di certificazione.
59

Nota MIUR 2563 del 22.11.2013


(ulteriori indicazioni e chiarimenti)

Obiettivo Direttiva: tutelare situazioni in cui presente un disturbo clinicamente fondato: diagnosticabile ma non 104/92 o 170/2010. In ogni caso, al di l delle distinzioni, ci vuole lunanimit del CdC per attivare PDP con eventuali strumenti compensativi e/o dispensativi.
60

Nota MIUR 2563 del 22.11.2013 (ulteriori indicazioni e chiarimenti) No ad automatismi nelluso dei BES; devono riguardare casi particolarmente gravi Scuola non certifica BES, ma li individua per adozione particolari strategie didattiche. Richiesta famiglie con diagnosi no 104 o 170: sovrana decisione CdC
61

Non tutte le difficolt sono BES


Certamente non tutti gli alunni che hanno qualche difficolt rientrano tra i BES e non per tutti quelli che hanno bisogno di una qualche forma di personalizzazione deve essere predisposto un PDP. La scuola ha tanti modi, strumenti e procedure per adattare la didattica ai bisogni individuali, molti dei quali assai pi semplici e informali, ma in certi casi ugualmente efficaci, se non di pi. (Flavio Fogarolo)
62

Valutazione BES nel contesto


Identificare un alunno come BES significa riconoscere per lui la necessit non solo di un percorso didattico diverso da quello dei compagni, ma anche una sua ufficializzazione attraverso un PDP. Oltre che sullentit del bisogno questa scelta si deve basare anche sulla valutazione delleffettiva convenienza, tenendo conto delle ricadute anche gravi e possibili nel campo dellautostima, dellaccettazione, del rapporto con i compagni, delle tensioni familiari. (Flavio Fogarolo)

63

Quesiti irrisolti delle scuole


Come proporre prove conclusive uguali a chi ha fatto percorsi differenziati? Nodo estremo contraddizione: come possono coesistere Prove INVALSI e inclusione? Come conciliare individualizzazione con classi complesse e senza risorse aggiuntive.
64

Nuovi scenari
Ogni persona si trova nella ricorrente necessit di riorganizzare e reinventare i propri saperi, le proprie competenze e persino il proprio stesso lavoro. Le tecniche e le competenze diventano obsolete nel volgere di pochi anni. Per questo lobiettivo della scuola non pu essere soprattutto quello di inseguire lo sviluppo di singole tecniche e competenze; piuttosto, quello di formare saldamente ogni persona sul piano cognitivo e culturale, affinch possa affrontare positivamente lincertezza e la mutevolezza degli scenari sociali e professionali, presenti e futuri. Le trasmissioni standardizzate e normative delle conoscenze, che comunicano contenuti invariati pensati per individui medi, non sono pi adeguate.
[Cultura scuola persona. Indicazioni per il curricolo]
65 65