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P.

Giorgio Malerba

Docente di Ponti.
Politecnico di Milano, Milano, Italy. malerba@stru.polimi.it


STATICA DEI FILI
SOMMARIO
I fili hanno ampi e ben caratterizzati impieghi strutturali. Essi possono essere utilizzati singolarmente,
come negli elettrodotti, oppure possono essere connessi tra loro, in modo da formare strutture
tensili, ovvero reti di fili come nelle tensostrutture. Vi sono poi tipologie strutturali nelle quali i fili,
dotati di sola rigidezza assiale, interagiscono con elementi dotati di rigidezza flessionale, ottenendo
sistemi cosiddetti collaboranti. Tipici sistemi collaboranti sono i ponti strallati e sospesi. La trattazione
di queste tipologie di ponte richiede la conoscenza dei principali concetti di statica dei fili.
Si tratteranno nel seguito i fili inestensibili in regime di catenaria, ovvero soggetti prevalentemente al
peso proprio, ed i fili inestensibili tesi, per i quali lazione di altre forze applicate prevale rispetto al
peso proprio dei fili e per i quali la linea funicolare tende a tracciati di tipo parabolico. Sar
sottolineato come, nei sistemi composti da fili o nei sistemi appesi a fili, sia importante la relazione tra
la tensione agente nel filo e la sua risposta statica in termini di rigidezza.
1 CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE
Per filo si intende un sistema materiale privo di rigidezza flessionale, rappresentabile
graficamente con una linea. Un filo non ha configurazione propria. Se un filo soggetto
allazione di un sistema di forze in equilibrio, esso si configura come linea funicolare di
quelle forze. Un cambiamento del sistema di forze comporta un cambiamento della
configurazione del filo.
1.1 Il filo come funicolare dei carichi.
Si consideri il filo di Fig. 1.1.a, senza peso ed inestensibile (rigidezza assiale = EA , rigidezza
flessionale 0 = EJ ). Il filo soggetto alle forze verticali
k
F ( ) 1,... 4 k = , applicate nei punti
k
P lungo
il suo sviluppo, ed sospeso agli estremi A e B, trattenuto dalle forze verticali ,
A B
V V e dalla forza
orizzontale H . Essendo il sistema incapace di sviluppare azioni flessionali, in ogni punto
i
P ( ) 1,... 4 i = del filo deve essere:

1
1
( ) 0
i
A i i k i k oi i
k
V x Hy P x x M H y

=
= =

(1.1)
dove con
oi
M si indica il momento, calcolato in
i
P , delle forze verticali che precedono
i
P . Ne segue:

oi
i
M
y
H
= (1.2)
Il tracciato del cavo individuato dalle coordinate ( ) ,
i i i i
P P x y = ed il poligono funicolare
corrispondente al poligono delle forze rappresentato in Fig. 1.1.b. LEq.(1.2) pu essere interpretata, in
una certa scala, come il diagramma dei momenti della trave in semplice appoggio tra A e B, soggetta
agli stessi carichi.
Si osserva che, aumentando H , i raggi del poligono delle forze di tendono allorizzontale ed il
corrispondente poligono funicolare si appiattisce. Aumentando H il filo si tende; diminuendo H , il
filo diviene lasco.
Laggiunta di unulteriore forza cambia il poligono funicolare e cambia la configurazione del filo. Se
la forza non trascurabile, tale cambio di configurazione avviene in regime di grandi spostamenti.
Una struttura composta di fili richiede quindi preventivamente la definizione di una configurazione
iniziale. Tramite unassegnata distribuzione di forze si assegna alla struttura la configurazione voluta.
Lanalisi della struttura sotto lazione di nuovi carichi aggiunti consister nello studio della variazione
della sua geometria dalla configurazione iniziale.
1.2 Effetti del cambio di configurazione.
Si consideri il filo rappresentato in Fig. 1.2.a, senza peso e teso tra gli estremi A e B, con una tensione
T
1
. Lapplicazione di un carico P nel punto V provoca uno spostamento verticale w
1
ed un incremento
della tensione iniziale da
1
T a
1
T . Se langolo piccolo, si pu confondere sin con il suo
argomento

1
sin tan
2
w
l

e, per equilibrio, risulta:
( ) ( )
1
1 1 1 1
2 sin 4
w
P T T T T
l
= + + (1.3)

( )
1
1 1 2
4 4
Pl Pl
w
T T T
= =
+
(1.4)
Si aggiunga nello stesso punto unulteriore forza di intensit P (Fig. 1.2.b). Si avr un incremento di
tensione da
2
T a
2
T ed un incremento di spostamento w
2
. Per lequilibrio nella nuova configurazione
deve essere:
( )
( )
1 2
2 2
2 4
w w
P T T
l
+
= + (1.5)
da cui si ottiene:

( )
2 1
2 2
2
PL
w w
T T
=
+
(1.6)
Risulta quindi:

( ) ( )
2 2 2
1 2 2 2 2
2
2
4 2
1 2 1 1 1
2
1
w T T PL
w T T PL T T T
T

= = = <
+ + | |
+
|
\

1 2
w w <
(1.7)
cio, a pari incremento di carico, il corrispondente incremento di spostamento minore. Se la forza P
piccola rispetto alla tensione iniziale T
1
, i termini
2
T e
1 2
4 w T possono essere trascurati rispetto,
rispettivamente, a
2
T ed a PL e allora si ha
1 2
w w = .
In sintesi, per incrementi di carico piccoli la risposta del filo quasi lineare. Per incrementi di carico
elevati la risposta del sistema non lineare (Fig. 1.2.c) e la sua rigidezza aumenta con lintensit della
tensione nel cavo.
Un sistema con tali caratteristiche si definisce tenso-irrigidente.

In figura 1.3 Figura 1.3 sono riportate le principali caratteristiche geometriche e meccaniche
dei principali tipi di funi e di cavi.


A
1
2 3
4
B
H
VB
F2 F1 VA
H
F3 F4

Fig. 1.1.a





H
VB
VA
T5
T1
F4
F3
F2
F1

Fig. 1.1.b





Fig. 1.2.a
l/2 l/2

A
P
B w1
T1 T1
T2
T2 w1
B
A
P+P
w2
T1+T1
T1+T1
T2+T2
T2+T2

Fig. 1.2.b






P
P
w1 w2<w1
C
a
r
i
c
o
Spostamento

Fig. 1.2.c




Figura 1.3 Caratteristiche tecniche e meccaniche dei principali tipi di funi e di cavi
2 EQUAZIONE INDEFINITA DI EQUILIBRIO DEI FILI PESANTI
2.1 Equazione di Equilibrio
Con riferimento al sistema di assi ( , ) O x y di Figg. 2.1, 2.2 si considera un filo inestensibile,
perfettamente flessibile e in equilibrio sotto lazione del peso proprio g. In figura sono rappresentate le
forze agenti su di un elemento di filo di lunghezza s , considerato come corpo libero. Per lequilibrio
alla traslazione in direzione orizzontale deve essere:

0 = |

\
|
ds
dx
T
ds
d
H
ds
dx
T = = . cost
dx
ds
H T = (2.1)

La componente orizzontale della tensione nel filo costante perch non vi sono componenti di forza in
direzione orizzontale. Per lequilibrio in direzione verticale deve essere:

d dy
T ds gds
ds ds
| |
=
|
\
(2.2)
La lunghezza dellelemento di filo
2 2
s x y = + , che, passando agli infinitesimi, si esprime
come:

2
2 2
1
dy
ds dx dy dx
dx
| |
= + = +
|
\
(2.3)
Esprimendo T in funzione di H (Eq. 2.1) e derivando rispetto ad x , si ottiene lequazione indefinita
di equilibrio:

2
1
ds dy dy
d H g dx
dx ds dx
| | | |
= +
| |
\ \
(2.4)


2
2
2
1
d y dy
H g
dx dx
| |
= +
|
\
(2.5)
Il rapporto di seguito indicato costante. Il parametro g H a = ha le dimensioni di lunghezza ed
definito parametro della catenaria:

2
2
2
1
.
1
d y
g
dx
cost
H a
dy
dx
= = =
| |
+
|
\


La stessa equazione pu essere ottenuta direttamente facendo riferimento alla Figura 2.3. In
corrispondenza della sezione del filo con tangente orizzontale, ovvero nel punto B, la
tensione T pari ad H . In mancanza di forze applicate orizzontali, H si mantiene costante
lungo tutto il cavo. Con riferimento ai versi dei vettori rappresentati in figura ed indicata
con s unascissa curvilinea misurata da B, le equazioni di equilibrio alla traslazione orizzontale e
verticale, sono, rispettivamente:
sin T g s = (2.6)
cos T H = (2.7)
Dividendo lequazione (2.6) per la (2.7) e ponendo 1 g H a = , si ottiene:
tan
dy g s
s
dx H a
= = = (2.8)





Figura 2.1

Figura 2.2



Lequazione
tan
H dy
s a
g dx
= = (2.9)
detta Equazione Intrinseca della catenaria. Differenziando rispetto ad x , si ottiene di nuovo:

2
2
2
1
d y dy
H g
dx dx
| |
= +
|
\
(2.5)
2.2 Integrazione dellEquazione
Si integra lequazione (2.5). Ponendo dx dy y = ' e separando le variabili, si ha:

2
'
1 '
dy
H g y
dx
= +
2
'
1 '
dy g
dx
H
y
=
+
(2.10)
Integrando:

2
'
1 '
dy g x
C
H
y
| |
= +
|
\
+

(2.11)
e ponendo u y sinh ' = , si ottiene, a meno di costanti:

( )
2
2 2 2
' cosh cosh
cosh
1 '
cosh sinh sinh
dy u u
du du u
u
y
u u u
= = =
+
+


Segue:
g x
u C
H
| |
= +
|
\
' sinh sinh
g x
y u C
H
| |
= =
|
\
(2.12)
( ) cosh cosh
H g x H g x
y x C D C D
g H g H
| | | |
= + = + +
| |
\ \
(2.13)
Si riscrive lultima delle Eq. 2.13 nella forma:
( ) cosh
H g H
y x D x C
g H g
| |
= +
|
\

Operando la seguente trasformazione di coordinate:

( )
H
x x C
g
y y x D

= +

(2.14)
Ponendo g H a = , costante da determinare, si ottiene:
( ) cosh cosh
H g x
y x x a
g H a
| |
| |
= =
|
|
\
\
(2.15)
che esprime lequazione della catenaria omogenea nella forma canonica.
Le costanti g H a = , C, D che compaiono in queste equazioni, si determinano imponendo il
passaggio della curva per i punti ) , (
A A
y x A e ) , (
B B
y x B ed assegnando la lunghezza L del filo. La
lunghezza del filo data da:

|

\
|
+ = |

\
|
+ + = |

\
|
+ =
B
A
B
A
B
A
x
x
x
x
x
x
dx C
a
x
dx C
a
x
dx
dx
dy
L cosh sinh 1 1
2
2

sinh sinh
B A
x x
L a C C
a a
( | | | |
= + +
| | (
\ \
(2.16)
Per 0
A
x = ,
B
x l = , posto 2 gl H = , si ottiene:

( ) 2 cosh sinh L a C = + (2.17)
Le condizioni di passaggio per gli estremi sono:

cosh
A
A
x
y a C D
a
| |
= + +
|
\

(2.18.a) cosh
B
B
x
y a C D
a
| |
= + +
|
\

(2.18.b)

Le precedenti equazioni consentono il calcolo delle tre costanti a, C, D. In tal modo la configurazione
di equilibrio del filo omogeneo pesante univocamente determinata. Dallequazione di equilibrio alla
traslazione orizzontale, si ottiene la tensione T in un generico punto del filo:
H
ds
dx
T =

2
1 cosh cosh
ds dy x x
T H H H C ga C
dx dx a a
| | | | | |
= = + = + = +
| | |
\ \ \
(2.19)

Per
A
x x = e
B
x x = , si ottengono i valori di tensione alle due estremit del filo. Per 0
A
x = , posto
2 gl H = , dalle equazioni precedenti si ricavano in particolare inoltre le seguenti quantit:
cosh
A
T H C = (2.20.a) cosh
B
B
x
T H C
a
| |
= +
|
\
(2.20.b)
2 2
A A
V T H = (2.21.a)
2 2
B B
V T H = (2.21.b)
2.3 Equazione della catenaria assegnati due punti e la componente orizzontale della tensione H

Siano assegnate le coordinate dei punti A ( 0
A
x = , 0
A
y = ) e B (
B
x l = ,
B
y h = ) e la componente
orizzontale della tensione H . Si determinano le costanti e le quantit notevoli per definire lequazione
della catenaria. Lequazione generale :
( ) cosh
H g x
y x C D
g H
| |
= + +
|
\

Ponendo le condizioni agli estremi A e B, si ha:

( ) (0) cosh 0
( ) cosh cosh
H
y C D
g
H g l H
y l C C h
g H g

= + =

| |

= + + =
|


Dalla prima condizione si ottiene: ( ) cosh
H
D C
g
= . Dalla seconda condizione, ponendo
2 gl H = e tenendo conto della trasformazione di somme in prodotti di funzioni iperboliche,
cosh cosh 2sinh sinh
2 2
p q p q
p q
+
=
si ottiene: 2 2sinh( )sinh
h
C
l
= +

1
1
( ) sinh
2 sinh
gh
C
H

| |
+ =
|
\

1
1
sinh
2 sinh
gh
C
H

| |
=
|
\

Determinati C e D si possono esplicitare i termini dellequazione generale:
( ) cosh cosh
H g x
y x C C
g H
( | |
= +
| (
\

2.4 Catenaria con estremi a livello
Nel caso che i due estremi siano allo stesso livello, indicata con f la freccia in centro, si ha:

H
gl
2
= = (2.22.a)
l H
g 2
= (2.22.b) [ ] 1 cosh =
g
H
f (2.22.c)


(

\
|

=
H
x g
g
H
x y cosh cosh ) (
(

\
|
=
H
x
g
H
x y 2 cosh cosh ) ( (2.23)
3 FILI SOGGETTI AD UN CARICO DISTRIBUITO UNIFORME. FILI MOLTO TESI.
Vi sono casi nei quali un filo soggetto lungo la luce ad una forza p , uniformemente distribuita in
orizzontale e di intensit molto maggiore del peso del filo. il caso, ad esempio, dei ponti sospesi.
Con riferimento alle Figure 3.1, 3.2, per un filo privo di peso che regge un carico uniformemente
distribuito di intensit p , lequazione indefinita di equilibrio :

d dy
T ds pdx
ds ds
| |
=
|
\
(3.1)
2
2
d y
H p
dx
= (3.2)
Alla stessa equazione si perviene anche per un filo pesante, quando questo molto teso. Se il filo
molto teso il rapporto freccia/corda cos f c f l = piccolo ed piccola anche la differenza tra la
lunghezza del cavo e la corda, per cui, con errore trascurabile, sono lecite le seguenti approssimazioni:

0
tan tan
dy
dx
=
0
1 1
cos cos
ds
dx
= (3.3)
e lequazione indefinita di equilibrio diviene:

2
2
0
- - .
cos
d y ds g
H g cost
dx dx
= = (3.4)
che formalmente identica alla precedente. In questi casi la fune tende a disporsi secondo un arco di
parabola.
La stessa equazione pu essere ottenuta direttamente facendo riferimento alla Figura 3.3. In
corrispondenza della sezione del filo con tangente orizzontale, ovvero nel punto B, la
tensione T pari ad H . In mancanza di forze applicate orizzontali, H si mantiene costante
lungo tutto il cavo. Con riferimento alla Figura 3.3, ed ai versi dei vettori ivi indicati, le equazioni
di equilibrio alla traslazione orizzontale e verticale, sono, rispettivamente:
sin ( ) T p x x = (3.5)
H T = cos (3.6)
Dividendo lequazione (__.__) per la (__.__) si ottiene
tan
dy px px
dx H H
= = (3.7)
che, differenziata, porta allequazione indefinita di equilibrio:

2
2
d y
H p
dx
= (3.8)
3.1 Integrazione dellEquazione

Integrando due volte lequazione:

2
2
d y
H p
dx
=
si ottiene una parabola di secondo grado:

2
1 2
( )
2
px
y x C x C
H
= + + (3.9) (3.9)



Figura 3.1


Figura 3.2


Figura 3.



Con le condizioni agli estremi (0) 0 y = e ( ) y l h = si ottiene:
2
0 C = ,
1
2
pl h
C
H l
= +

2
2
( )
2
p l x x h
y x x
H l l l
(
| |
= +
(
|
\
(

(3.10)
La lunghezza del filo data da:

2
0
1
l
dy
L dx
dx
| |
= +
|
\


Sviluppando la funzione integranda in serie di Taylor ed integrando, si ottiene:


2 4 2 4 2 2
8 32 1 1 4
1
3 5 2 8 3
f f h h f h
L l
l l l l l l
(
| | | | | | | | | | | |
= + +
(
| | | | | |
\ \ \ \ \ \
(

(3.11)
Per la maggior parte delle applicazioni sufficiente lequazione:

2 2
2 2
8 1
1 . . .
3 2
f h
L l t o s
l l
| |
= + + +
|
\
(3.12)
Dalle equazioni precedenti si ricava inoltre la tensione nel filo e, da questa, le reazioni agli
ancoraggi.

2
2
2
2
64 1
1 1
2 8
ds dy f x h
T H H H
dx dx l l f
(
| | | |
= = + = + +
| | (
\ \

(3.13)
Per
A
x x = e
B
x x = , si ottengono i valori di tensione alle due estremit del filo e le reazioni dei
vincoli agli ancoraggi.

3.2 Il caso dei due estremi a livelli diversi

Siano A e B gli estremi del filo e sia V il vertice della parabola. Si indicano rispettivamente con
a
f ed
b
f le quote di A e di B rispetto alla quota di V (Figura 3.4) e con a e b le relative distanze di V dalle
verticali per A e B. Si pone ( )
b a
h f f = . Il filo soggetto ad un carico verticale, uniformemente
distribuito in orizzontale e pari a p . Si vogliono determinare: la componente orizzontale H della
tensione T, le reazioni verticali
A
V e
B
V , le tensioni agli estremi e la lunghezza del filo.
Si seziona il filo nel punto di vertice, dove agisce la sola H , diretta come lorizzontale, e si scrivono
equazioni di equilibrio alla rotazione rispetto ai poli A e B:

2
0
2
a
pa
H f =
2
0
2
b
pb
H f = (3.14)
Sottraendo la seconda equazione dalla prima, si ottiene:

2 2
( )
( ) 0
2
b a
p b a
H f f

= (3.15)
Sviluppando e ricordando che a b l + = , si ha:

2
l H h
a
pl
=
2
l H h
b
pl
= + (3.16)
Sostituendo ad a la sua espressione nellequazione di equilibrio alla rotazione, si ottiene:

2
0
2 2
a
p l H
H f
pl
| |
=
|
\
(3.17)
che, sviluppata, porta allequazione di secondo grado in H :
( )
2 2 2
2
2 2
2 0
4
a
pl p l
H f h H
h h
+ + = (3.18)
che ha soluzione, valida per 0 h :

2
2
2
a b
a b
f f pl
H f f
h
| |
=
|
\
(3.19)
Se
2
H h l
pl
< , ovvero se
2
2
pl
H
h
< , :

2
2
2
a b
a b
f f pl
H f f
h
| |
=
|
\
(3.20)
e la distanza la distanza a ha valore positivo, ovvero V compreso tra A e B.
Se
2
H h l
pl
> , ovvero se
2
2
pl
H
h
> , la fune molto tesa, ed :

2
2
2
a b
a b
f f pl
H f f
h
| |
= +
|
\
(3.21)
e la distanza la distanza a risulta negativa, ovvero il vertice della parabola esterno alla base A-B.
Lordinata verticale, misurata dalla corda ' AB l = , massima in
'
2
l
(Figura 3.5). Posto
'
cos
A
H
H

= la tensione nel punto V, avente tangente parallela alla corda, si ha:



' 2
' '
8
pl
H f = (3.22)
Assegnati l ,
a
f ,
b
f e p , si calcolano H , a e b e si sviluppano lequazione della parabola e della
sua derivata prima. Si calcolano le tangenti alla parabola in A e in B e le altre quantit derivate.
tan
A
A
dy
dx
= tan
B
B
dy
dx
= (3.23)
tan
A A
V H = cos
A A
T H = tan
B B
V H = cos
B B
T H = (3.24)
3.3 Il caso dei due estremi a livello
Nel caso che i due estremi A e B siano allo stesso livello, indicata con f la freccia in mezzeria, per
equilibrio alla rotazione si ottiene:

2
1
0
2 2
l
H f p
| |
=
|
\

2
8
p l
H
f

= (3.25)
Nota la componente orizzontale della tensione si sviluppano le altre quantit:
- equazione del filo:
2 2
2
( ) 4
2
pl x x x x
y x f
H l l l l
( (
| | | | | | | |
= =
( (
| | | |
\ \ \ \
( (

(3.26)
- tensione in un generico punto:
2
2
2
16
( ) 1 1 2
cos
H f x
T x H
l l
| |
= = +
|
\
(3.27)
- tensione massima:
2
max
1 16
f
T H
l
| |
= +
|
\
(3.28)
- lunghezza del filo:
2
2
8
1 . . .
3
f
L l t o s
l
| |
= + +
|
\
(3.29)





Figura 3.4




Figura 3.5