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6 I CRONACA

DI NAPOLI

venerdì 1 giugno 2007

GdN

IL FORUM. PATOLOGIA MORTALE NEL 17% DEI CASI. PERICOLO DAGLI IMPIANTI IDRICI E DI
AERAZIONE. GLI ESPERTI: PREVENZIONE NECESSSARIA

Legionella, monitoraggio in tutti gli ospedali


Nel luglio del 1976, durante una convention presso l'hotel Excelsior di Napoli, un
gruppo di legionari tornati da Philadelphia in Pennysilvanya manifestò i sintomi
di un'anomala polmonite: furono 34 i decessi e 220 i contaminati. La Società
italiana dell'architettura e dell'ingegneria per la Sanità (Sias), insieme
all'Associazione nazionale dei medici delle direzioni ospedaliere (Anmdo) ha
scelto ieri la medesima cornice per parlare della mortale malattia che prese il
nome, per l'appunto, di legionella, nel convegno "L'ospedale e la legionella: come
e cosa fare", organizzato dal direttore tecnico dell'ospedale Cardarelli Ciro
Verdoliva, e patrocinato dall'assessorato alla Sanità e dall'Agenzia regionale
protezione ambientale Campania (Arpac). Il presidente dell'Anmdo, Gianfranco
Finzi, allerta sulla qualità delle acque nelle strutture sanitarie, una delle
principali fonti di contagio: l'allarme è proprio l'incremento di casi di
legionellosi nosocomiale, ovvero di contaminazione avvenuta all'interno di un
ospedale. La fatiscenza degli impianti idrici presenti nelle strutture ospedaliere
favorisce la diffusione del microrganismo responsabile della malattia, mortale nel
17% dei casi. Italo Francesco Angelillo e Paolo Marinelli, ordinari di Igiene
presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, chiariscono le misure
precauzionali da adoperare nell'ambito dell'epidemiologia e della profilassi.
Occorre controllare le caratteristiche degli impianti di climatizzazione che
permettono la formazione di colonie batteriche, come le temperature nelle torri di
raffreddamento e la presenza di fibre naturali nelle guarnizioni. La trascuratezza
dei dati statistici non presta dovuta attenzione ad un problema della sanità
pubblica che in realtà esiste e va prevenuto. Anna Maria Rossi, responsabile del
centro regionale campano per la legionellosi afferente all'Arpac, presenta i dati
di uno studio campione compiuto nel 2002, privo di velleità statistiche ma di
sicuro informativo: la presenza di legionella venne riscontrata in addirittura 62
ospedali campani. Per quanto riguarda i casi di malattia, il dato più recente è
quello del 2006 con ben 44 ammalati di legionellosi nell'intera regione. Non è di
certo un dato allarmante, ma di sicuro sufficiente a mettere in risalto un
problema della sanità pubblica a cui dedicare studi accurati e sistemi di
precauzione.

DANIELA SCOTTO

L'EMERGENZA. ATTIVITÀ TRASFERITE NELLA GASTROENTEROLOGIA. «SOLO TRE SALE AGIBILI


PER TUTTE LE CHIRURGIE D'ELEZIONE, SARÀ PARALISI»

Cardarelli, caos liste d'attesa


Ortopedia chiusa, per evitare disagi turn over nelle sale operatorie: «Aperte 12
ore»
I Cobas: «Situazione catastrofica». Il primario del reparto Paolo Jannelli: «Con
questa emergenza rifiuti problemi in tutta la zona ospedaliera».
CLAUDIO SILVESTRI
Riunione straordinaria ieri mattina per l'interruzione dell'attività del blocco
operatorio dell'Ortopedia (che comprende sei sale chirurgiche). È stato deciso che
gli interventi per i ricoveri d'elezione saranno trasferiti presso il blocco
operatorio dei Trapianti di fegato nel padiglione D della Gastroenterologia,
mentre gli interventi d'urgenza verranno effettuati presso il Dea (Dipartimento
emergenza e accettazione). «Per evitare disagi ai pazienti - ha detto il direttore
sanitario di presidio, Franco Paradiso - abbiamo deciso di far funzionare le
camere operatorie dodici ore al giorno. In questo modo non verranno rinviati altri
interventi. Per la pulizia e la sanificazione del reparto confermiamo i 15 giorni
che erano stati stabiliti». Tuttavia la nuova organizzazione degli interventi
prevede una copertura di almeno tre settimane, non è escluso, infatti, che i
lavori possano avere degli slittamenti. «Globalmente non ci sarà una riduzione
degli interventi - evidenzia il primario del reparto di Ortopedia, Paolo Jannelli
-. La nuova organizzazione partirà lunedì. Saranno, quindi, rinviate soltanto le
operazioni di questi tre giorni di chiusura: circa una decina. non ci saranno,
invece, problemi per gli internitari- scrivono i sindacalisti - ha già provocato
un aumento per qualità e quantità di numerose patologie. Tutto questo in un
ospedale che vive quotidianamente il problema storico ed irrisolto delle barelle.
Se a questo si aggiunge le difficoltà poste dalle nuove norme di pagamento del
ticket di pronto soccorso, la situazione non può che essere definita allarmante.
Se il Cardarelli è l'ospedale che deve far fronte a tutte le emergenze di Napoli
ed è la più grossa struttura sanitaria del Mezzogiorno e si trova in questa
condizione - scrivono i Cobas -, la situazione è davvero drammatica. Napoli vive
una situazione di vera emergenza sanitaria. Come si è arrivati a tutto questo? Con
una assurda ristrutturazione iniziata senza avere predisposto un piano strategico
che ne accompagnasse il corso. Centinaia e centinaia di milioni di euro che
vengono continuamente inghiottiti coi quali non si ottiene nessun risultato anzi
fanno precipitare l'azienda ogni giorno di più nel caos e in una catastrofe sempre
più accentuata. In una situazione di emergenza così grave, in cui nel Cardarelli
non vi sono quasi più camere operatorie, a nessuno viene in mente di aprire la
palazzina Alpi che con due camere operatorie disponibili potrebbe attenuare la
situazione catastrofica attuale». «La situazione attuale del Cardarelli chiama in
causa tutta la classe dirigente della nostra città, dai dirigenti ospedalieri,
alla classe medica, dall'assessore alla Sanità alla giunta regionale - concludono
i Cobas -. Se il Cardarelli è il simbolo della Sanità campagna allora può anche
essere assunta come il simbolo del fallimento storico di una classe dirigente».

venti in Day hospital né per quelli di emergenza che verranno effettuati come di
consueto nel blocco operatorio del Dea. Purtroppo il problema più serio resta
quello dei rifiuti. Una questione irrisolta in questa città. È chiaro che in una
zona come questa, dove vi sono quattro grandi ospedali, questo problema può avere
conseguenze molto serie». Ma non si ferma la protesta dei Cobas, che con la loro
denuncia hanno sollevato il problema igienico nel reparto di Ortopedia. Sono
stati, infatti, gli infermieri che lavorano nel blocco operatorio a segnalare il
caso alla direzione sanitaria e all'ufficio ispettivo

dell'ospedale. «Con la chiusura del complesso operatorio di Ortopedia del


Cardarelli - scrivono i Cobas -, la già catastrofica situazione delle camere
operatorie dell'azienda si aggrava ancora di più. Adesso, escludendo il
dipartimento dell'emergenza e quello dei trapianti, in tutto l'ospedale vi sono
solo tre camere operatorie agibili. Siamo giunti alla paralisi quasi completa.
Tutte le chirurgie d'elezione dovranno turnare in sole tre camere operatorie, le
liste d'attesa già enormi, adesso inevitabilmente si gonfieranno ancora di più».
«L'emergenza rifiuti con i suoi risvolti igienico-sa-

L'INIZIATIVA. I CAMPER DELLA SOLIDARIETÀ

LA MANIFESTAZIONE. DOMANI VIA ALLA DUE GIORNI PER LA PREVENZIONE E LA SOLIDARIETÀ


IN PIAZZA

Malati terminali, mancano centri I volontari: assistenza domiciliare


A sette anni dalla legge 39/99 con la quale sono stati erogati finanziamenti alla
regioni per la realizzazione di hospice, ossia di centri specializzati
nell'assistenza palliativa ai malati terminali, l'Italia è ancora in uno stato di
arretratezza rispetto agli altri paesi europei in materia di terapia del dolore. A
denunciare il gap è l'associazione napoletana "House Hospital Onlus" attiva nel
campo dell'assistenza domiciliare, in occasione della Giornata Nazionale del
Sollievo, istituita nel 2001 dal Ministero della Salute e dalla fondazione "Gigi
Ghirotti", che sarà celebrata a Napoli in contemporanea alla Giornata mondiale
contro il fumo domani e domenica. «In Campania sono soltanto due le strutture
dedicate alle cure palliative contro le 41 attive in Lombardia - ha spiegato il
direttore generale di House Hospita , Luciano Lepre - pertanto chiediamo alle
istituzioni locali di dedicarsi con maggiore impegno all'attuazione di questi
centri». «Pensiamo - ha continuato Lepre - che laddove sia possibile sfruttare
strutture già esistenti ma inutilizzate, i tempi di realizzazione potrebbero
essere alquanto brevi, circa due anni». I piani legislativi prevedono che le
regioni debbano garantire circa 0,5 posti letto ogni 10mila abitanti per le
terapie palliative, ma la media nazionale è oggi intorno allo 0,3, abbassandosi
ancora di più al Sud. La terapia del dolore, inoltre, viene praticata soltanto al
10% dei malati che ne hanno bisogno (in Campania ne sono circa 10mila ogni anno).
La House Hospital ha presentato ieri in conferenza stampa le iniziative che la
vedranno protagonista nel prossimo weekend insieme alla sezione napoletana de la
Lega Italiana Lotta Tumori e all'associazione "Percorsi". Presso Parco Castello
nel giorno della festa della Repubblica, saranno presentati gli "Hospital car"
ossia i camper che vengono utilizzati dai volontari di House Hospital per
l'assistenza domiciliare dei malati terminali e sarà possibile ricevere visite
gratuite. Saranno inoltre consegnate delle targhe al ministro Livia Turco, al
presidente della Regione Antonio Bassolino, al presidente del consiglio regionale
Sandra Lonardo, al cardinale Crescenzio Sepe e all'assessore alla Sanità Angelo
Montemarano. Domenica invece presso la Stazione marittima l'associazione
parteciperà con un suo stand alla Giornata nazionale del malato oncologico. Nel
corso della conferenza stampa, è stata inoltre presentata un'importante iniziativa
in collaborazione con "Percorsi", l'Ambulatorio della solidarietà per i malati
stomatizzati ed incontinenti.

Cancro, giornata nazionale a Napoli


DANILO DI BONITO
«Non lasciamo soli i malati di cancro». Questo è il grido unanime lanciato da
rappresentanti delle Istituzioni e delle associazioni per la lotta contro il
cancro. Durante la conferenza stampa di ieri mattina, tenutasi presso la sala
della Giunta di Palazzo San Giacomo, durante la quale è stata presentata la
"Giornata nazionale del malato oncologico" promossa dalla Favo (Federazione
nazionale delle associazioni di volontariato in oncologia), che dopo la prima
edizione dello scorso anno a Roma, approda a Napoli domeni e domenica ed ha lo
scopo di porre all'attenzione di tutti i nuovi diritti acquisiti dal malato di
cancro, riconosciuti grazie all'azione della federazione promotrice, tra cui il
diritto di ottenere, in ambito lavorativo, il riconoscimento del "tempo parziale"
e dell'accertamento dello stato di invalidità entro quindici giorni dalla domanda.
«Non è un evento autocelebrativo - chiarisce l'ex ministro della Sanità Francesco
De Lorenzo, presidente Favo - ma deve rappresentare un'occasione per mobilitare
l'opinione pubblica su queste problematiche». A sottolineare l'importanza
dell'iniziativa è stata anche il sindaco Rosa Russo Iervolino, che ha posto
un'attenzione particolare «sul progresso della ricerca scientifica, che deve
garantire una qualità della vita sempre migliore». «Il cancro si vince con le
alleanze - continua De Bernardo - e devo dire che la Federazione, sotto questo
punto di vista, gode della sensibilità delle Istituzioni, visto il riconoscimento
della Giornata del malato da parte del Governo e dallo stanziamento, da parte di
quest'ultimo, di tanti fon-
GIORNATA CONTRO IL CANCRO. L'EX MINISTRO DELLA SANITÀ DE LORENZO CON IL SINDACO
IERVOLINO _________

PAOLA SAVINO

di per la ricerca scientifica». Nella stessa sede è stato presentato il volume "I
diritti del malato di cancro" della Iannelli, che con un breve intervento ha
illustrato la sua opera: «Questo libro vuole soddisfare le domande dei malati e
mira a dare loro un sostegno durante la malattia, dalla fase informa-

tiva a quella delle cure». A concludere l'incontro è stata Valeria Valente,


assessore comunale ai Grandi eventi, che ha posto l'attenzione sullo «spirito
positivo con cui si affronta la questione cancro» ed ha tenuto a sottolineare «a
grande sensibilità dei napoletani».

IL FORUM. SOMMINISTRAZIONE GRATUITA SOLO PER I SOGGETTI A RISCHIO. APPELLO A


MONTEMARANO: NO ALLE DISCRIMINAZIONI

Meningite, ecco le linee guida per la vaccinazione


Streptococcus pneumonite, è un'infezione, tanto difficile da scrivere e
pronunciare quanto pericolosa, è causa in tutto il mondo di infezione invasive ad
elevata mortalità e morbilità, che interessano sia l'età pediatrica che quella
adulta: meningiti, sepsi, polmoniti ed altre infezioni, di minore gravità ma ad
alta prevalenza, quali otiti e sinusiti. Un team di esperti composto da
rappresentanti regionali e nazionali delle Società Scientifiche: Sipps, Siti,
Simit e Fimp si è riunito ieri a Napoli all'hotel Majestic per fare il punto
sull'argomento con lo scopo di esaminare le nuove evidenze scientifiche e le linee
guida in tema di vaccinazione meningococcica e pneumococcica. «Facendo nostra la
posizione espressa nel marzo 2007 dall'Organizzazione mondiale della Sanità
sull'introduzione universale del vaccino pneumococcico coniugato eptavalente
(Pcv7) abbiamo ritenuto oggi, con questa conferenza stampa, di attivare e
sensibilizzare, attraverso i mezzi di comunicazione, l'opinione pubblica e gli
operatori sanitari campani circa la corretta conoscenza di malattie come:
meningiti e polmoniti, e la più efficace strategia preventiva», è quanto afferma
il professor Giuseppe Di Mauro (nella foto), responsabile nazionale centro studi
della Federazione italiana medici pediatri, che aggiunge: «Attualmente in
Campania, a differenza di altre regioni del sud come Sicilia, Puglia, Calabria,
Basilicata e Molise questo vaccino viene somministrato gratuitamente solo ai
soggetti a rischio, mentre il restante della popolazione paga, tramite copayment,
la metà del prezzo - e spiega Abbiamo realizzato ed inviato un documento ad Angelo
Montermarano, assessore alla Sanità della Regione Campania, con la richiesta di
offrire anche in questa regione il vaccino in forma gratuita, in modo da non
creare disparità e di non dividere i bambini in fasce più o meno privilegiate. È
la stessa Oms - evidenzia lo specialista - a ritenere la malattia pneumococcica
come una delle priorità sanitarie mondiali dei prossimi anni ed è proprio partendo
da questa posizione che abbiamo formulato il documento che contiene al suo interno
i comportamenti da adottare in materia di prevenzione». «Lo scopo - conclude
Giuseppe Di Mauro - è creare un percorso comune con la Regione, indirizzato a
famiglie e scuole al fine di prevenire le meningiti».

ENZO MUSELLA