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PRIMO PIANO
POLITICA

lunedì 1 ottobre 2007

SCHERZA, MANDA FRECCIATINE ALLA LONARDO E DICE: SONO VENUTA PERSONALMENTE, NON
RAPPRESENTO IL COMUNE

Ma Rosetta si difende: non sono qui con la fascia


E SESSO
Nata dopo le aggressioni in piazza Bellini, è stata l'adesione della Iervolino a
destare le maggiori perplessità
LA MARCIA
NAPOLI. È apparsa sferzante ed in piena forma, Rosetta Iervolino, il primo
cittadino partenopeo che ha condiviso le finalità della manifestazione di ieri
contro l'omofobia. Una condizione di serenità che il sindaco ha palesato quasi
subito, rispondendo con ironia a chi le ha passato un condom non appena è giunta
sotto il palazzo del consiglio comunale: «Dovevate pensarci prima, ora è un po'
tardi», ha infatti detto al "benefattore" scatenando l'ilarità generale.
Siparietto d'altri tempi, insomma, che è stato solo l'antipasto di quanto la
Iervolino avrebbe espresso di lì a poco. Dapprima un colpetto ai politici
"bacchettoni", vedi Sandra Lonardo, di cui tuttavia non ha mai fatto il nome:

«Non sono qui con la fascia - ha spiegato la titolare di Palazzo San Giacomo - ma
rappresento la mia persona, anche se i tanti consiglieri ed assessori presenti
vogliono dire che le istituzioni di Napoli ci sono, che sono accanto ai diritti
fondamentali di tutti». Dopo aver assestato il fioretto, il sindaco dice di
«stupirsi lei stessa del senso di meraviglia sorto in seguito alla sua adesione»:
«Non comprendo chi si sbalordisce - commenta - io sono sempre stata sensibile
verso chi subisce discriminazioni, fossero anche extracomunitari o altre tipologie
di disadattamento sociale». Dal palco, poi, "Rosetta" tira fuori il meglio,
scoprendo il proprio esteso lato solidale: «Sono contenta del para-

gone con le Quattro giornate di Napoli, che in questi giorni stiamo celebrando. Ma
sostenendovi - rivela alla platea - onoriamo anche coloro che sono morti per la
libertà, laddove non basterebbe dispensare corone di fiori e ricordi sulle tombe.
Ho letto il vostro manifesto - continua - e da lì ho compreso che cercate
disponibilità e democrazia, principati enunciati nella Costituzione, in cui si
parla anche dell'impegno istituzionale a vantaggio delle fasce sociali più
deboli». A margine, inoltre, il primo cittadino ha fissato per que-

sta mattina un incontro in Comune con gli organizzatori della kermesse, ai quali
ha incitato «a continuare così, facendosi sentire senza urlare». Si è invece
pronunciato sulla sicurezza e sui diritti dei "diversi", il presidente del
consiglio comunale, Leonardo Impegno: «Come ente locale dobbiamo garantire i
presupposti minimi di convivenza», ha dichiarato. In linea quindi con quanto
affermato dall'assessore Dolores Madaro e dalle altre autorità che hanno accettato
la chiamata.

[MAROT]

| In via Verdi meno di cento persone tra omosessuali e travestiti. C'erano però
molti esponenti delle istituzioni

C'è il sindaco ma non i gay, corteo flop


MARIANO ROTONDO
NAPOLI.

Erano cento, non uno di più, ma sono stati bravi a ripararsi dal flop numerico
applaudendosi dall'inizio alla fine e contando sulle autorità istituzionali e
della società civile intervenute. L'onore delle cifre si è quindi arrampicato
sugli specchi, ricavando forze fresche nella traballante corrispondenza tra
omofobia e transfobia con la camorra. Gli organizzatori dal palco hanno parlato
per due ore di dignità, di lotta alla discriminazione, mentre dalla platea, due
ragazzine avvolte nel telo bianco innegIn strada anche elementi giante ai Pacs,
continuavano a ba- folcloristici e lesbiche che si esiciarsi ed a scambivano in
calorosi baci ed esplibiarsi ogni sorta di effusione. Alla fine, cite effusioni in
pubblico tra i cento, non mancava nessuna espressione della parlamentari legati
alla sinistra vasta gamma di diversità sessuali, ca- estrema, esprimendo in
sostanza peggiate in pompa magna dalla folta quasi un obbligo di tolleranza più
che delegazione dell'Arcilesbica, che ha un diritto. I promotori si aggrappano
portato in via Verdi persino il presi- poi alla Costituzione, al diritto al
ladente nazionale, Francesca Polo. voro ed all'uguaglianza, infervorando Con loro
i gay di "I Ken" ed i trans del la platea ai piedi della tribuna. «DonMit, ma
anche transgender ed i più ne, per un giorno vestitevi da uomi"caserecci"
travestiti. Il tutto condi- ni. Uomini, per un giorno vestitevi da to da qualche
simpatica "checca", donne - lancia l'appello il presidente che non diserta mai
l'invito ad ini- del movimento trans, Laura Matrone ziative del genere. La
kermesse di ie- - Solo in questo modo riuscirete a cari pomeriggio non è
certamente equi- pire in che modo viviamo, sotto quaparabile ad un semplice "gay
pride", li sguardi e risolini siamo costretti a ma c'erano in ballo richieste di
pro- trascorrere le nostre giornate». Giustizia per giustizia si unisce al tezione
e sicurezza dopo i noti fatti di coro anche l'etero Giuseppe Cirillo, piazza
Bellini. «Vogliamo passeggiare mano nella stravagante sessuologo mascherato da un
mix d'identità: «Approvo lo Gli appelli: «Non vogliamo sfogo di oggi - spieessere
insultati per strada se cammi- ga - ma i single, se niamo mano nella mano, non
voglia- possibile, hanno ancora meno vantaggi dei "diversi". mo essere
discriminati nel lavoro» In Italia non si può mano con i nostri partner senza es-
vivere in chiaroscuro». Le associazioni per la legalità, insere insultati,
desideriamo fare un colloquio di lavoro senza essere scar- tanto, iniziano ad
affacciarsi verso tati a prescindere». Ecco le volontà contorti ragionamenti per
trovare un delle comunità partenopee, capaci nesso tra mondo gay e criminalità
orinnanzitutto di suscitare il senso di ganizzata. Il primo a provarci è Tano
comprensione più che il difficile rap- Grasso, paladino dell'antiracket: «Se porto
di vivibilità all'ombra del Vesu- sconfiggiamo la delinquenza - dice vio. «Ho
battuto i marciapiedi per an- batteremo anche le differenze sociani, perché chi
cambia sesso può fare li». Stentati buoni propositi su cui scisolo questo -
racconta Gina Piscitel- vola via il resto della serata.

li, vicepresidente di Mit - Mi sento una persona nuova ma odio quando mi chiamano
"femminello"». Le bandiere viola sventolano impazzite, quasi ad evitare di celare
gli abbracci e le tenerezze, il sentirsi per una volta in maggioranza rispetto gli
altri. L'unione fa la forza e lo ripetono pure i ragazzi del coordinamento
regionale di Glt (Gay, lesbiche e trans). Alla destra degli oratori spunta un
leggio con le adesioni, tra cui il primo nome è guarda caso quello del deputato
Vladimir Luxuria. Con lui/lei Francesco Caruso ed un altro serbatoio di

FORTI CRITICHE AL PRIMO CITTADINO

La Destra: «È la resa dei cattolici al Pd»


NAPOLI. «Rosa Russo Iervolino fareb-
Effusioni in piazza. Due manifestanti si scambiano abbracci e "palpeggiamenti"

be meglio a restarsene a casa con i nipoti, piuttosto che sponsorizzare, con la


sua adesione, la marcia gay», afferma in una nota il Comitato provinciale de "La
Destra", la formazione politica che fa capo al senatore Francesco Storace. «In una
città dove decine di migliaia di famiglie non arrivano a fine mese -prosegue la
nota- in un contesto di eccezionale degrado del vivere sociale e civile il
sindaco, per compiacere l'estrema sinistra, al cospetto degli sconcertati
cittadini, vittime dell'inefficienza del sindaco stesso e dei suoi assessori, non
trova di meglio che sostenere

manifestazioni strumentali, che avrebbe difficoltà a spiegare agli stessi nipoti.


La condotta della Iervolino contribuisce alla legittimazione culturale di una
condizione che riguarda esigue minoranze che nessuno attacca, ma che non vanno
nemmeno esaltate come se fossero formate da martiri o eroi in ordine a scelte
sessuali che, appartenendo alla sfera del privato, non debbono essere riversate
sull'intera società. Il comportamento della Iervolino testimonia la resa
incondizionata in termini politici e valoriali che i cattolici della Margherita
sono disposti a fare in omaggio all'adesione al Pd».

LA POLEMICA

| Laboccetta: «Invito il cardinale ad una manifestazione in difesa delle coppie


tradizionali»
leanza nazionale, afferma: «A quanto pare Rosetta ha tolto finalmente la
"maschera" dando un calcio al mondo cattolico e religioso con cui finora è sempre
andata a braccetto. In questo modo, però, ha esposto l'intero capoluogo partenopeo
a critiche e strumentalizzazioni mentre avrebbe potuto lasciare che ognuno
decidesse secondo la propria coscienza, i propri valori e convincimenti». «Ecco
perché, caro cardinale Sepe, ho deciso di scendere in campo su una questione così
delicata e spinosa - spiega Laboccetta - Ritengo, infatti, che ormai Napoli,
attanagliata com'è da problemi ed emergenze mai risolte, stia andando
letteralmente alla deriva anche per ciò che attiene la sfera dei valori e dei
diritti civili. In questo nichilismo generale l'unico punto di riferimento a cui
aggrapparsi con tutte le forze radicato e pronto a darsi da fare, come dimostra
l'ormai imminente visita del Pontefice, in programma il prossimo 21 ottobre. E
allora ritengo che i tempi siano davvero maturi per prendere posizione contro
questa pericolosa deriva ed a tutela del matrimonio e delle unioni tradizionali.
Così - aggiunge Laboccetta - propongo, ed invito il mondo cattolico ad adoperarsi,
di organizzare un grande corteo per la famiglia che lanci un segnale chiaro ed
inequivocabile al Santo Padre. Una manifestazione - conclude Laboccetta che non
sia partitica ma che veda sfilare esponenti della società civile,
dell,associazionismo ed ovviamente il fronte religioso. I politici potranno
aderire, però a carattere personale per evitare facili strumentalizzazioni.
Napoli, diremo al Pontefice, è una città cattolica e basta».

An a Sepe: e noi sfiliamo per la famiglia


NAPOLI. La Iervolino va in piazza a sfilare con gay e transessuali? E la destra
chiede al Cardinale di scendere in strada a sfilare per difendere la famiglia. A
lanciare l'appello a monsignor Sepe è stavolta Amedeo Laboccetta (An). «Prendiamo
atto che Rosa Russo Iervolino non è più democristiana. Il sindaco di Napoli ha
deciso di aderire alla manifestazione organizzata da gay, lesbiche e trans. Per
carità, nulla di personale nei loro confronti. Siamo in un Paese libero e
democratico in cui è sacrosanto scendere in piazza per protestare o per affermare
le proprie idee. Ma la partecipazione del primo cittadino partenopeo trasforma la
marcia omosessuale, peraltro "camuffata" in manifestazione contro la camorra, in
un problema politico». In una nota alla stampa Laboccetta, dirigente nazionale di
Al-

è proprio la Chiesa, che in città grazie a Lei - sta facendo tantissimo


sostituendosi sempre più spesso alle Istituzioni ed alla Politica. Il mondo
religioso qui è presente, attento,

LA CURIOSITÀ

La protesta dei genitori: «Vogliamo che possano vivere sicuri»

SEGUE DALLA PRIMA


Quotidiano d'informazione fondato nel 1862

Anche le mamme vanno in piazza per i diritti dei propri figli "diversi"
NAPOLI.

Istituzioni inutili e sprechi...


Dunque, se al vertice son centodue, presumibilmente, via via che si discende ed il
potere si dirama tra le infinite strutture dello Stato, parenti, amici, amici
degli amici, sostenitori e così via dovranno pur trovar collocazione. Alcuni
raccontano di mogli e figli ben sistemati. Non so se ciò sia avvenuto presso
quell'Autorità; però mi piacerebbe sentire da un esperto d'organizzazione
aziendale, cosa ne pensa degli oltre sessanta dirigenti e trecento impiegati:
senza dimenticare, mi raccomando, il rapporto di uno a cinque. Una situazione del
genere, credo, non può durare (e dura già da tanto). Gli scricchiolii, sinistri,
si sentono e come. Il ministro in carica della Giustizia, l'on. Clemente Mastella,
ieri l'altro ci ha ricordato che è in politica da oltre trent'anni, e che forse
anche lui qualche notizia piccante la conosce. Si riserva di raccontarcela. E noi
l'ascolteremmo con interesse. Sennonché, a me questa dichiarazione è un tantino
parsa "avvertimento", che non aveva quale destinatario il cittadino: altrimenti
perché non parlare subito delle pruriginose rivelazioni che compulsano la lingua
del Guardasigilli. No, come lui stesso ha detto, non è disposto a far la fine di
Craxi. Il sacrificale capro espiatorio. Dunque chi deve intendere intenda. Una
perplessità: se si chiama Guardasigilli, sta lì a garantire anche sul piano
simbolico la legalità dello Stato. Posso sbagliare, come tutti gli umani: ma i
messaggi, mi sembra siano prerogativa d'altri ambienti, non dovrebbero provenire
da via Arenula (sede, per chi non lo sapesse, del Ministero della Giustizia). No,
non sono Alice nel paese delle meraviglie, però c'è un limite anche alla
meraviglia. Gli scricchiolii posson diventare crepe, ed il recente feeling
Mastella/Grillo mi sorprende. A meno che per rimanere alle favole il secondo non
tema di finire come quello di Collodi. ORAZIO ABBAMONTE

organo del Movimento politico-culturale "Mediterraneo"

Fondatore nuova serie GIUSEPPE TATARELLA

Direttore Responsabile

ANTONIO SASSO
EDITORE
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La testata beneficia di contributi diretti di cui alla legge n.250/90 e successive
modifiche ed integrazioni
A Napoli e provincia ci sono anche mamme che lottano insieme ai figli gay per i
diritti degli omosessuali. Sembra impossibile in una città cronicamente attaccata
alle tradizioni ed al "salvare la faccia", ma è proprio così. Madri che accettano
la condizione sessuale degli eredi, trasformandosi poi in sostenitrici di Pacs e
Dico, di misure che consentano ai loro "ragazzi" di condurre una vita normale
anche sotto il profilo giuridico oltre che qualitativo. «Mio figlio ha 17 anni -
racconta la signora Letizia Balsamo di Afragola - Ogni giorno a scuola è il
bersaglio preferito dei bulli, che lo attaccano soltanto perché diverso. Quando
protesto dal preside mi fa capire che non può fare nulla e forse sarebbe meglio
che cambiasse aria. Questa soddisfazione non l'avranno mai - sbotta con voce
combattiva la donna - Resisterò nell'istituto così come in strada per supportare
l'uguaglianza

civile». Al suo fianco c'è Patrizia Stanzione, napoletana con alle spalle la
stessa storia della compagna di battaglia. «All'inizio non è stato semplice
accettare spiega - ma poi ho aperto gli orizzonti, vedendo in che modo vengono
trattati gli omosessuali. Loro non cercano rogne, ma vogliono vivere secondo
quello che gli comandano cuore e sensi. In giro c'è tantissima ipocrisia -
aggiunge gente che afferma di non aver problemi ad assumere un gay oppure a
lavorarci accanto, ma alla resa dei conti non è affatto così che gira». Uno
scontro con l'opinione pubblica che la signora Patrizia conduce insieme al marito,
anch'egli indulgente rispetto alle volontà del figlio: «Siamo state ovunque -
concludono le donne - e non ci interessa cosa può dire il vicinato, noi abbiamo la
fortuna di aver allevato due ragazzi disciplinati e ricolmi di valori». [MR]

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