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ANNO XXIII N.241
NON VENDIBILE SEPARATO DAL ROMA

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SABATO 1 SETTEMBRE 2007

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NESSUNO È DISPOSTO A PARLARE ANCHE SE IN TANTI HANNO ASSISTITO AL DELITTO

INDAGINI COMPLESSE: MURO DI OMERTÀ IN VIA TERTULLIANO


Rione Traiano, San Giovanni a Teduccio e Forcella. Un triangolo di quartieri
intrisi di malavita, tutti legati in qualche modo a Luca Quaratino, un morto di
camorra di cui nessuno sembra sapere nulla, come se sulla faccia della terra non
fosse mai esistito. Niente manifesti a lutto per lui né bigliettini di circostanza
sull'edificio di corso Protopisani, laddove la vittima era originaria e tuttora
risiede la famiglia. Sul 26enne in sostanza cala il buio totale, malgrado la
certezza che di amici e parenti ne avesse tanti, così come si è visto subito sulla
stessa scena dell'agguato letale. Nemmeno un fiore o una mezza parola, una frase
che possa quantomeno aiutare gli investigatori a risalire agli autori del
IL LUOGO DELL'AGGUATO. IN VIA TERTULLIANO NESSUNO È DISPOSTO A PARLARE _

delitto. Quaratino appare oggi non aver mai avuto una vita sociale. Le porte si
chiudono ovunque, mentre proprio nessuno vuole accennare al minimo discorso su
quello che è accaduto in pieno giorno su una strada regolarmente trafficata. Al
rione Traiano, l'altro ieri, è come se l'ultimo bersaglio dei clan ci fosse andato
per la prima volta. Succede in egual modo a San Giovanni, non lontano dai temibili
"Bronx" e rione Villa, dove questa persona non sembra mai nata né vissuta. Non
cambia l'orizzonte alla Forcella, in cui chiunque fa spallucce a riguardo della
scia di sangue che ha rispedito al creatore il giovane incensurato, su cui gravano
tuttavia numerosi sospetti. Gli ambienti bazzicati,

in fondo, la dicono lunga, ma stavolta non viene a galla una sola espressione, un
cenno, una minima congettura. Per questo "martire" del sistema non ci saranno mai
racconti di vita o aneddoti personali, intercettazioni o previsioni di carriera
all'interno dei clan. I caricatori si sono infranti dunque con l'abituale ferocia
su un individuo che appare non possedesse consistenza, che non si intrattenesse a
dialogare con anima viva nei momenti lasciati liberi dalle attività illecite. Il
muro di omertà, insomma, si è trasformato in una fortezza, un bunker contro cui
continuano frantumarsi le tinte briose di una città ormai soffocata.

MARIANO ROTONDO

RIONE TRAIANO INDAGINI SERRATE SULLA MORTE DEL 26ENNE INCENSURATO VICINO AI LEONE

QUARATINO PUNITO DAI RAS DELLA DROGA


Gli investigatori cercano testimoni e scavano nelle amicizie "pericolose" del
giovane venditore ambulante.
BRUNO PAVONE
Si scava nel passato di Luca Quaratino, ma soprattutto nelle persone che nelle
ultime settimane prima di morire aveva frequentato, prima di essere ammazzato.
Quaratino, 26 anni, incensurato secondo gli "007" sarebbe stato punito dalle
cosche che si occupano del commercio di droga e proprio per le i traffici di
sostanze stupefacenti si sta combattendo la faida di camorra tra i Leone-Perrella-
Puccinelli-Calone e i Grimaldi. Secondo le prime investigazioni pare che infatti
l'uomo fosse ritenuto vicino ai Cutulo e per questo punito dai clan avversari. I
carabinieri del Rione Traiano infatti conoscevano l'uomo e le sue frequentazioni.
Era originario del corso Protopisani, ma risiedeva da alcuni anni a Forcella,
nella zona di San Gaetano dove saltuariamente faceva il venditore ambulante. È
difSPETTATORI DI MORTE. BAMBINI INCREDULI SULLA SCENA DEL DELITTO, POCHI ATTIMI
DOPO L'ARRIVO DELLE FORZE DELL'ORDINE __________________________

VIA TERTULLIANO. IL CORPO SENZA VITA DI LUCA QUARATINO, 26ENNE


INCENSURATO____________

ficile invece la pista che porti ad uno scambio di persona. I sicari volevano
ammazzarlo ed erano sicuri. Lui probabilmente non credeva di essere ammazzato, si
è voltato per un attimo ed ha visto in faccia i suoi assassini e quelle pistole
nere pronte per fare fuoco. È stato allora che ha pensato di scappare a gambe
levate tra le auto ferme in sosta. Forse non sapeva il motivo di quegli spari o
forse invece lo sapeva benissimo. Quello che però è successo pochi attimi dopo è
la cronaca di un altro omicidio di camorra e tra

Napoli e provincia se ne contano già 80. A morire sotto i colpi di pistola dei
sicari è stato il 26enne Luca Quaratino, residente a San Giovanni a Teduccio al
corso Protopisani, domiciliato a Forcella, ma frequentatore degli ambienti del
Rione Traiano. Il giovane era incensurato eppure è stato ammazzato come un boss in
una zona in fermento dal punto di vista criminale. I carabinieri intanto
setacciano la zona alla ricerca di nuovi indizi e soprattutto di testimoni che al
momento non esistono nonostante la zona fosse super affollata.

DENTRO UMBERTO SCHETTINO

LA CONDANNA

L'EX SOTTOSEGRETARIO DEMOCRISTIANO ACCUSATO DI CONCORSO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA

EVASIONE E FALSE GENERALITÀ, IN MANETTE UN 37ENNE


Evade dai domiciliari e fornisce ai poliziotti una carta d'identità falsa, in
manette un 37enne. Umberto Schettino, napoletano di 37 anni, sottoposto al regime
degli arresti domiciliari doveva essere in casa, ma è stato sorpreso, dagli agenti
del commissariato di polizia VastoArenaccia, fuori il portone della sua abitazione
ed stato tratto in arresto con l'accusa di evasione. I poliziotti, infatti,
nell'ambito dei servizi di controllo del territorio, hanno notato, in Via Frà
Carafa, l'uomo che si intratteneva a parlare con un giovane. Umberto Schettino,
alla vista degli agenti, ha subito raggiunto la sua abitazione ubicata al piano
terra. Raggiunto dai poliziotti, ha inoltre fornito loro una carta d'identità
palesemente falsa, pur contenendo le esatte generalità. Gli agenti hanno
sequestrato la carta d'identità ed arrestato 37enne che, ieri è stato processato
con rito per direttissima.

Patriarca sta male: ricoverato in una clinica parigina


Le sue condizioni di salute sono pessime, tanto gravi che è stato necessario il
ricovero presso una struttura ospedaliera parigina. Assistito da sua moglie e da
uno staff di medici francesi, l'ex sottosegratario Francesco Patriarca se la passa
male, in attesa che il tribunale di Sorveglianza napoletano recepisca la decisione
dei colleghi d'Oltralpe che proprio pochi giorni fa ha scarcerato il 75enne. Fu
ammanettato circa un mese fa a Parigi dopo che il 13 giugno era stato condannato
in via definitiva dalla Cassazione alla pena di 9 anni di reclusione per concorso
esterno in associazione mafiosa. L'ex sottosegretario democristiano, è stato
scarcerato dal tribunale di Parigi: le sue condizioni di salute sono incompatibili
con il regime carcerario, già precarie al momento dell'arresto. Il suo avvocato,
il professore Enzo Maiello, ha vinto il ricorso ottenendo così la sua immediata
scarcerazione. Durante la detenzione l'ex sottosegretario Dc, che a Parigi era
stato sottoposto a un duplice intervento al cuore, è stato ricoverato in una
struttura ospedaliera penitenziaria alle porte della capitale francese. Il
politico di Gragnano era stato arrestato lo scorso 30 luglio, in esecuzione di un
mandato di arresto europeo emesso dalla Procura di Napoli. Fu fermato dai gendarmi
all'uscita dall'ospedale parigino dove aveva subito un intervento di pacemaker e
tre angioplastiche. Il tribunale di Sorveglianza di Napoli, che per due volte ha
rinviato la propria decisione in attesa che si esprimessero le autorità francesi,
si riunirà il prossimo 5 settembre per decidere sull'adozione di misure
alternative. Patriarca, per molti anni parlamentare della Dc alla Camera e al
Senato, e politicamente vicino ad Antonio Gava, è stato sottosegretario alla
Marina Mercantile negli anni Ottanta. Poi gli scandali, i processi, la condanna e
poi la Cassazione. Infine l'epilogo con il suo arresto. Ma le condizioni di salute
sono preoccupanti e così il tribunale francese ha deciso di scarcerarlo poche
settimane dopo il suo trasferimento in prigione.

FABIO POSTIGLIONE

FRANCESCO PATRIARCA. L'EX DC È STATO CONDANNATO PER 416BIS _____________

LUCIANO SCHIFONE
Il capogruppo di An in consiglio comunale ha creato un movimento bipartisan per
l'annullamento di una delibera di giunta che consente anche ai non laureati di
assumere un ruolo dirigenziale. Tutti d'accordo da Rc a Fi.

ENRICO IOVINO
Ancora cinquanta pazienti in barella nel reparto del Cardarelli. E stavolta il
malumore dei parenti degli ammalati non è stato represso. Incontenibile lo sdegno
per quanti sono costretti in condizioni che ledono la dignità umana.
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