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ANNO XXIII N. 331
NON VENDIBILE SEPARATO DAL ROMA

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SABATO 1 DICEMBRE 2007

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RIONE TRAIANO ORE 19,30: AGGUATO IN VIA ORAZIO COCLITE. UCCISO IL 45ENNE CIRO
DALMAZIO

AMMAZZATO IN AUTO SOTTO CASA


LUIGI SANNINO
Trucidato mentre rientrava a casa in macchina. Sei colpi di pistola con i quali
potrebbe essere stato scritto l'ultimo atto della guerra di camorra tra i
Puccinelli-Cutolo e i Leone del rione Traiano oppure aver segnato la ripresa della
faida Grimaldi di Soccavo. Anche se per il momento gli investigatori seguono
soprattutto la prima pista, l'eliminazione interna alla mala del rione Traiano,
per spiegare l'omicidio di Ciro Dalmazio, 45enne della zona. In passato era stato
indagato insieme con i Grimaldi, ma negli ultimi tempi l'avevano notato in
compagnia di pregiudicati vicini ai Leone prima della frattura con i Puccinelli-
Cutolo. Ecco perché si pone l'attenzione pure su un ipotetico cambio di casacca,
che potrebbe essere anch'esso alla base dell'agguato. Erano le 19 e 30 di ieri
quando Ciro Dalmazio è stato intercettato in via Orazio Coclite dai sicari mentre
percorreva la strada a bordo della sua autovettura: una Panda. Da una
motocicletta, che si è affiancata alla vettura, sono stati esplosi i colpi di
pistola in rapida successione. Modalità che non lasciano dubbi ai carabinieri
della compagnia rione Traiano e del Nucleo operativo di Napoli, che agli ordini
del capitano Vincenzo Pascale e del capitano Lorenzo D'Aloja stanno conducendo le
indagini con il coordinamento della procura antimafia (pm Castaldi): si è trattato
di un'esecuzione di stampo camorristico. Ciro Dalmazio è stato centrato alla testa
e al torace, accasciandosi sul volante e perdendo il controllo della vettura. I
killer, con il volto coperto da caschi, sono rapidamente fuggiti a tutta velocità
mentre scattava l'allarme in tutto il rione Traiano. Sul posto in pochi minuti
sono accorsi gli investigatori dell'Arma e i poliziotti del commissariato San
Paolo, che subito hanno cinturato la zona per bloccare la fuga degli assassini. Ma
di loro nessuna traccia e ciò ha fatto pensare che si siano nascosti all'interno
del Rione, dando così forza all'ipotesi di uno "sgarro" punito con la vita dallo
stesso clan Puccinelli, cui

Negli ultimi tempi il pregiudicato era stato notato in compagnia di personaggi


vicini al clan Leone. È stato colpito da sei pallottole di grosso calibro: inutile
la corsa verso l'ospedale San Paolo.
si era avvicinato il 45enne. Gli investigatori hanno fatto scattare, in
contemporanea ai posti di blocco e ai controlli nell'intera area flegrea di
Napoli, una serie di accertamenti mirati. In particolare le perquisizioni sono
avvenute nel rione Traiano e a Soccavo, a dimostrazione di quali siano le piste
più seguite. Maggior peso viene dato alla possibilità che l'omicidio di Ciro
Dalmazio possa essere collegato alla frattura tra i Puccinelli e i Leone: "dei
Leone in zonasostiene un esperto investigatore- al momento non c'è nessuno e lui
in qualche modo potrebbe essere stato l'ultimo". Ciro Dalmazio non è morto
all'istante. Quando sono arrivate le prime persone all'altezza del civico 157,
dove si è verificata la sparatoria, respirava ancora. Così è stata chiamata
un'ambulanza, con la quale il ferito è stato trasportato all'ospedale San Paolo.
Ma è deceduto durante il trasporto per cui i medici del pronto soccorso nulla
hanno potuto fare per lui.

VIA ORAZIO COCLITE. LA PANDA A BORDO DELLA QUALE È STATO SORPRESO IL 45ENNE CIRO
DALMAZIO ____________________

IL PERSONAGGIO. L'UOMO FU CATTURATO NEL BLITZ IN CUI FU COINVOLTO ANCHE "SETTIRÒ"

NEL 2001 FU ARRESTATO CON 4 AFFILIATI AI GRIMALDI


Ciro Dalmazio (nella foto) era finito nel 2001 in un'inchiesta della Procura sul
clan Grimaldi di Soccavo, conclusasi poi sia per lui che per alcuni degli indagati
con un proscioglimento. Ma l'indagine della polizia era servita comunque a fare
luce su una serie di estorsioni compiute ai danni di commercianti del quartiere e
su un tentato omicidio maturato all'interno degli ambienti di criminalità
organizzata. Il 26 marzo 2001 in cinque, ritenuti vicini al gruppo malavitoso di
Soccavo, allora con qualche addentellamento anche nel rione Triano, furono
arrestati dalla squadra mobile della questura di Napoli in esecuzione di
un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Domenico Zeuli. Il provvedimento
restrittivo scaturì da lunghe e minuziose indagini concernenti l'attività
criminale del clan nelle due zone alla periferia di Napoli e in particolare
numerose estorsioni commesse negli anni novanta ai danni di esercenti commerciali.
Gli investigatori chiarirono pure il tentato omicidio di Antonio Ciotola,
avvenutonel febbraio 1996. A mettere la squadra mobile sulle orme dei cinque
arrestati erano state inizialmente le dichiarazioni di due collaboratori di
giustizia, da tempo dissociatisi dal clan Grimaldi, e i riscontri avutisi
successivamente in sede di indagini. La stessa ordinanza di custodia cautelare fu
notificata in carcere al capo storico del gruppo criminale, Ciro Grimaldi detto
"settirò" e a tre suoi presunti affiliati: Francesco Estatico, Ciro Dalmazio e
Alfredo Vigilia. Dunque, la storia di Ciro Dalmazio è piena di punti
interrogativi. Se alla fine degli anni novanta era vicino ai Grimaldi, appare
anomalo che sia rimasto ad abitare nel rione Traiano anche quando il clan di
Soccavo è entrato in guerra in maniera pesante con i Puccinelli. E resta inoltre
da chiarire se, nel momento dello scontro interno tra i Cutolo e i Leone, abbia
parteggiato per gli uni o per gli altri. O più semplicemente sia rimasto alla
finestra, finendo poi per non essere considerato amico di nessuno con la
conseguenza che nessuno l'ha difeso.

[LUISAN]

LO SCENARIO

I CARABINIERI CERCANO I COMPONENTI DEL COMMANDO NEL GRUPPO CUTOLO

"LAVORAVA" IN VIALE KENNEDY

Epurazione interna dopo la spaccatura dei Puccinelli


È soprattutto sulla frattura interna ai Puccinelli, tra i Cutolo e i Leone, che
stanno indagando i carabinieri per risalire a mandanti ed esecutori dell'omicidio
di Ciro Dalmazio (nella foto il luogo in cui è stato ucciso). Un'ipotesi che ben
si sposa con gli ultimi sviluppi investigatori, quelli che portarono a settembre
all'incriminazione per duplice omicidio del ras emergente Davide Leone. Il 29enne
è indagato per un doppio ruolo: presunto mandante ed esecutore per vendicare
l'assassinio del suocero, Mario Iavarone, sorpreso dai killer il 24 settembre a
Mugnano. Per gli inquirenti il boss emergente Davide Leone avrebbe avuto un
duplice ruolo nell'agguato in via Romolo e Remo, costato la vita sempre a
settembre scorso a Raffaele Ostinato e Ciro Cuzzovaglia, per il quale sono
indagati anche tre suoi "sottoposti". Tutti e quattro furono portati dietro le
sbarre con l'accusa di duplice omicidio in concorso, maturato nell'ambito
dell'ultima faida del rione Traiano: tra i Leone e i Cutolo, il cui numero uno è
considerato il ras Salvatore detto "Borotalco" (che però non compare
nell'inchiesta in corso). Alla finestra sarebbero rimasti per ora il nucleo
storico dei Puccinelli e i Grimaldi di Soccavo, tra i quali secondo alcuni
investigatori si sarebbe verificato addirittura un riavvicinamento o quantomeno
una tregua. Fu un colpo importante quello messo a segno dai pm della Dda
(coordinata dal procuratore aggiunto Franco Roberti) Luigi Alberto Cannavale e
Michele Del Prete. Era a loro firma il decreto di fermo, destinato a bloccare la
mattanza, eseguito dai carabinieri del Nucleo operativo del comando provinciale di
Napoli (colonnello Gerardo Iorio, capitano Lorenzo D'Aloja), autori delle indagini
a tempo di record con i loro uomini. Le intercettazioni su utenze rivelatesi
giuste hanno permesso di raccogliere gli indizi a carico dei quattro indagati, per
i quali fu valutato il pericolo di fuga: infatti si erano già resi volontariamente
irreperibili dopo il duplice omicidio. Naturalmente per loro vale la presunzione
d'innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna. Davide Leone si
era rifugiato a Villaricca, circostanza che secondo gli investigatori fa pensare
quantomeno a una "non ostilità dal clan Mallardo, egemone nel Giuglianese". Gli
altri invece si erano nascosti a Pinetamare, nel Casertano.

SCARCERATO UN ANNO FA, FACEVA IL PARCHEGGIATORE


Ciro Dalmazio era stato scarcerato un anno fa e da allora si era messo a fare il
parcheggiatore abusivo sul viale Kennedy a Fuorigrotta. In qualche occasione,
secondo notizie raccolte dagli investigatori sulla base di informazioni
confidenziali, avrebbe bucato le ruote a qualche automobilista che si era
rifiutato di pagarlo attirandosi notevoli antipatie. Anche su queste vicende,
presunte allo stato delle indagini, si sta focalizzando l'attenzione dei
carabinieri e dei poliziotti impegnati a cercare di risalire ai suoi assassini. La
circostanza che Dalmazio trascorresse la maggior parte della giornata lontano dal
quartiere in cui abitava può far pensare alla volontà del clan di allontanarlo. E
proprio a Fuorigrotta potrebbe aver commesso qualche "sgarro" costatogli la vita,
grave evidentemente vista la punizione inflittagli. A meno che non si tratti della
ripresa della faida tra i Puccinelli del rione Traiano e i Grimaldi di Soccavo.

[LUISAN]

FRANCESCO BORRELLI
L'assessore provinciale all'Agricoltura ha convocato un tavolo urgente con i
panificatori per tentare di far fronte ai rincari di pane e pasta: «I prezzi sono
alle stelle - ha detto - e bisogna subito correre ai ripari».

D O LO R E S MADARO
Reportage del nostro quotidiano al Cimitero Monumentale di Poggioreale: degrado,
rifiuti, tombe distrutte e cadaveri alla luce del sole. Nel mirino finisce
l'assessore ai Cimiteri del Comune di Napoli.
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