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ANNO XXIII N. 270
NON VENDIBILE SEPARATO DAL ROMA

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LUNEDÌ 1 OTTOBRE 2007

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IN MANETTE VINCENZO MARIGLIANO, DETTO "'O DOBERMANN", EX DEL CLAN RINALDI

PISTOLA DA GUERRA IN CASA, PRESO UOMO DEI MAZZARELLA


In casa nascondeva una pistola semiautomatica da guerra calibro 9 parabellum con
10 cartucce nel caricatore, 6 cartucce calibro 44 magnum e 12 cartucce calibro
9x21. In manette è finito Vincenzo Marigliano, 23 anni, detto "'o dobermann", ex
affiliato del clan Rinaldi, ma attualmente ritenuto vicino ai Mazzarella. Ad
arrestarlo i carabinieri della compagnia di Poggioreale, che hanno inviato la
pistola al Racis per sottoporla ai rilievi scientifici del caso: potrebbe essere
stata usata recentemente in qualche fatto di sangue. Vincenzo Marigliano, in
passato ritenuto vicino al clan Rinaldi, da circa due anni si era trasferito dal
rione Villa al corso San Giovanni. Secondo gli "007" dell'Arma nell'ultimo periodo
si era avvicinato al clan Mazzarella. Quando i carabinieri hanno fatto irruzione
nel suo appartamento già sapevano cosa cercare e soprattutto dove. Per evitare di
essere visti da qualche sentinella i militari hanno deciso di entrare in azione di
notte. Quando sono entrati nell'abitazione Marigliano stava dormendo. Sottoposta a
perquisizione la casa i carabinieri hanno scoperto un foro di 30 centimetri
ricavato in un muro accessibile soltanto dall'interno dell'appartamento. Dentro il
foro nella parete erano stati nascosti una pistola semiautomatica da guerra
calibro 9 parabellum con 10 cartucce nel caricatore, 6 cartucce calibro 44 magnum
e 12 cartucce calibro 9x21. Dai primi accertamenti è risultato che la parte finale
della canna era stata modificata con una filettatura per l'avvitamento del
silenziatore. L'arma è stata inviata al Racis (Raggruppamento carabinieri
investigazioni scientifiche) per accertare il suo eventuale utilizzo in fatti di
sangue o in attentati intimidatori. Per Vincenzo Marigliano, invece, è scattato
l'arresto con le accuse di detenzione abusivo di armi e ricettazione. Ora è
rinchiuso in una cella del carcere di Poggioreale, dove resta a disposizione
dell'autorità giudiziaria.

SILVIA MILLER

QUARTIERI SALVATORE ATTANASIO, ALIAS "BRILLANTINA", È STATO BLOCCATO IN VIA CATONE

CATTURATO LATITANTE DEI DI BIASI


Stava andando a casa a trovare i suoi parenti e a fare il cambio della biancheria
quando è stato rintracciato dai poliziotti del commissariato San Paolo. Era
ricercato da alcuni mesi per droga.
A suo carico era stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare per droga e così
Salvatore Attanasio, vicino ai Di Biasi dei Quartieri Spagnoli pur abitando nel
rione Traiano, era rimasto latitante nonostante il gip a marzo scorso non avesse
convalidato il fermo scattato nei suoi confronti nell'ambito dell'inchiesta che
colpì l'intero clan. "Brillantina", come è soprannominato l'uomo, allora non fu
trovato a casa dalla polizia e per tutto questo tempo è risultato irreperibile. Ma
alcuni giorni fa gli investigatori del commissariato San Paolo lo hanno
rintracciato in via Catone, diretto a casa per salutare i familiari e fare il
cambio della biancheria. Salvatore Attanasio è il genero del ras dei Quartieri
Luigi Di Biasi (fratello più grande di Mario e Renato). Il fermo emesso a suo
carico non fu convalidato ma quasi contemporaneamente il Tribunale di Napoli ha
fatto scattare nei suoi confronti un altro provvedimento restrittivo, frutto di
un'indagine antidroga dei carabinieri. Cosicché, dopo aver compiuto gli
accertamenti, i poliziotti del commissariato San Paolo l'hanno accompagnato dietro
le sbarre. È però facilmente ipotizzabile che, per la differenza di gravità tra le
due inchieste su di lui, la permanenza in carcere di "brillantina" sarà molto
breve. Attanasio è stato coinvolto nell'inchiesta che a marzo scorso ha decapitato
il clan Di Biasi dei Quartieri Spagnoli per le dichiarazioni di alcuni
collaboratori di giustizia, ma senza che ci fossero secondo il gip i riscontri
necessari per la custodia cautelare. Resta indagato a piede libero ovviamente, con
la prospettiva però di un probabile proscioglimento. Di lui ha parlato soprattutto
il pentito Luigi D'Oriano nel-

l'interrogatorio del 15 febbraio 2006, descrivendolo come uno del quale i ras
della cosca "esaltano le doti criminali". «Il vero capo dell'organizzazione dei
Faiano- ha sostenuto Luigi D'Oriano detto "Ginetto" - è Luigi Di Biasi, colui che
ha l'ultima parola nelle decisioni del clan. Peraltro è colui che ha aperto da
tempo l'alleanza con Vincenzo Mazzarella, capo dell'omonimo clan. A seguire vi
sono i fratelli Mario e Renato nonché il cognato Scala Raffaele. Questo è il
gruppo di comando. Elemento di spicco del clan è Francesco Di Biasi soprannominato
il "Porcello", figlio di Mario di Di Biasi. Altro componente è Sasà Scala, figlio
di Raffaele Scala, con interessi nel campo degli stupefacenti, soprattutto hashish
e marijuana. Di questi so essere stato autore del tentato omicidio della figlia
del Pallino. Poi c'è Salvatore detto " brillantina " genero di Luigi Di Biasi ed
abitante al rione Traiano, le cui doti criminali sono state spesso esaltate da
Renato Di Biasi nel corso delle nostre chiacchierate . Ancora vi sono altri due
generi di Luigi, che hanno ruoli di rilevo nell'organizzazione. Questi sono
Massimo e Lenticchiello». Come sempre, va sottolineato la assoluta estraneità ai
fatti raccontati delle persone tirate in ballo dai collaboratori di giustizia fino
a prova contraria.

LUIGI SANNINO

PIAZZA MUNICIPIO E VOMERO

COLLI AMINEI

RAFFAELE GIULIANO È STATO RAGGIUNTO DOPO UNA FOLLE CORSA. CACCIA AL COMPLICE

DUE SCIPPI IN POCHE ORE TURISTA RIPULITA DEL ROLEX


Due scippi a distanza di poche ore l'uno dall'altro. Nel mirino sono finiti una
turista straniera, scippata del Rolex in piazza Municipio, ed una napoletana,
ripulita della borsa in via Pietro Castellino. La prima aggressione si è consumata
intorno alle 14 in piazza Municipio. La donna stava passeggiando in compagnia di
un gruppo di amici quando all'improvviso è stata avvicinata da due malviventi
sopraggiunti in sella ad uno scooter. Con una mossa fulminea le hanno strappato
dal polso il Rolex per un valore di migliaia di euro e poi si sono dati alla fuga.
Poco dopo nel quartiere collinare della città una napoletana è stata scippata
della borsa da un malvivente solitaria. La vittima stava percorrendo via Pietro
Castellino quando è stata aggredita. Su entrambi gli episodi sono in corso le
indagini della polizia locale.

Fugge all'alt e aggredisce poliziotto, in cella 19enne


Percorrevano viale Colli Aminei a folle velocità in sella ad una potente moto.
Quando sono stati bloccati dai poliziotti uno dei due è riuscito a scappare,
mentre il complice è stato catturato. Si tratta di Raffaele Giuliano, 19 anni, di
Scampia, accusato di resistenza a pubblico ufficiale e porto illegale d'arma da
sparo in concorso con altra persona da identificare. Sabato sera intorno alle 20 i
poliziotti del commissariato di San Carlo Arena stavano percorrendo viale Colli
Aminei per un servizio di controllo quando hanno notato un motociclo con in sella
due giovani. La moto andava ad alta velocità, superando di gran lunga i limiti
imposti in un centro abitato. Gli agenti si sono messi subito al loro
inseguimento. Dopo una corsa rocambolesca il conducente della moto è stato
bloccato. Il passeggero, invece, è riuscito a scendere dal mezzo e a scappare.
Giunto all'altezza di un semaforo rosso il malvivente ha estratto dalla cintola
dei pantaloni una pistola e puntandola contro un centauro si è fatto consegnare la
sua moto. Salito sulla motocicletta è riuscito a scappare, facendo perdere
rapidamente le proprie tracce. Quanto al complice catturato, è stato identificato
per Raffaele Giuliano, 19enne di Scampia. Per lui si sono spalancate le porte del
carcere di Poggioreale, dove resta con le accuse di resistenza a pubblico
ufficiale e porto illegale di arma da sparo in concorso. La moto su cui si è
consumata la folle corsa è stata immediatamente sequestrata. Intanto proseguono le
indagini dei poliziotti del commissariato San Carlo Arena per assicurare alla
giustizia anche il complice. Sul suo capo, infatti, pende anche l'accusa di
rapina.

[GV]

G A E TA N O COLA
Il presidente della Camera di Commercio, insieme con il segretario di Casartigiani
Fabrizio Luongo, ha consegnato ieri 65 borse di studio ad altrettanti giovani
artigiani: «Ora imparate a fare gli imprenditori».

D O LO R E S MADARO
I lavori di ampliamento del cimitero di Secondigliano sono al palo, il camposanto
di Chiaiano ieri è stato invaso da fango e detriti, le altre strutture della città
sono allo sbando. E l'assessore al ramo sta a guardare.
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