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* **SALVIA DIVINORUM: MANUALE DEL COLTIVATORE*

*** The Salvia divinorum Grower s Guide * SOCIEDAD PARA LA PRESERVACION DE LAS PLANTAS DEL MISTERIO // / / / /*Salvia divinorum*/( conosciuta anche come *Salvia dei Profeti* ) una pianta estremamente rara usata dagli indios Mazatec durante cerimonie medico-magico-divinatorie. Questa guida completa spiega come chiunque possa coltivare la pi misteriosa tra le piante del potere /

Pochi ne hanno sentito parlare. Pochissimi conoscono il suo aspetto. Meno ancora incontrarono il /salvioso/ alleato, Ma l alleanza forma invisibili legami ovunque vada... Dale Pendell

Pharmako/Poeia*//*

Few have heard of itFewer know what it looks like. Fewer still have ever met the sagely ally, yet the alliance forms invisible links wherever it goes..

Dale Pendell *Pharmako/ Poeia*

...Benvenuti compagni delle piante del mistero!

Il genere /Salvia/ conta quasi 1000 specie, ma nessuna come la salvia dei profeti , /Salvia/ /divinorum/. Chiamata in inglese salvia dei veggenti e salvia dei profeti , la /Salvia divinorum/ collegata alla mente umana in modo assai misterioso. I vostri autori hanno avuto la benedizione di un rapporto di crescita con quest amica esotica, e il nostro augurio che anche voi catturerete e spargerete le scintille di gioia emesse da questa perla nascosta .

* * INTRODUZIONE AGLI UROBORO

// / / /Salvia//divinorum/ una pianta rarissima che fino all ultima met del Novecento era conosciuta solo dagli indios Mazatec del Messico. Voci sulla pianta, che si diceva venisse usata in cerimonie medico-magico-divinatorie, cominciarono a giungere all orecchio di botanici e antropologi nordamericani tra i tardi anni 30 e i primi 40.

Tuttavia, essi ne ebbero in mano un esemplare vivo solo nell ottobre del 1962. Dopo aver viaggiato a cavallo nella Sierra Mazateca in cerca della pianta misteriosa, R. Gordon Wasson e il dottor Albert Hofmann videro premiati i loro sforzi l 8 ottobre 1962. Quel giorno, a San Jos Tenango, un anziana curandera chiamata Natividad Rosa, che aveva saputo che cercavano quella pianta, port loro un mazzetto di talee. (Hofmann 1990). Di ritorno negli Stati Uniti, Wasson e Hofmann diedero uno degli esemplari a Carl Epling, un esperto nel genere /Salvia/. Epling determin che si trattava di una specie finora sconosciuta. La chiam /Salvia/ /divinorum/ alla luce del suo uso rituale tra i Mazatec per la divinazione (Epling e Jtiva 1962). Uno tra i molti misteri della /Salvia/ /divinorum/ che *rarissimamente* produce semi. Non li troverete in vendita da nessuna parte. Per i fini pratici, quindi, concordiamo col nostro amico Dale Pendell: ...se vuoi /ska Pastora/, dovrai procurartela come hanno fatto tutti negli ultimi duemila anni: da una talea di qualcuno che la coltiva (Pendell 1995). Entrare in possesso di questa talea sar la vostra iniziazione ad una matrice mistica unica. Con tutta probabilit, qualsiasi talea otteniate sar un clone della stessa pianta che Natividad Rosa diede a R. Gordon Wasson e al dottor Hofmann nel 1962. Talee della medesima pianta sono state distribuite in tutto il mondo e oggi sono conosciute come i cloni Wasson . Come tutte le talee, sono geneticamente identiche alla pianta madre. Mentre altri ricercatori dopo di allora sono tornati con talee di /Salvia/ /divinorum/ raccolte in varie zone della Sierra Mazateca, la maggior parte di questi rametti non ha goduto di una vasta distribuzione. Nel 1991, l antropologo Bret Blosser raccolse due esemplari di /Salvia/ /divinorum/ vicino a Municipio de San Jos Tenango, in Messico. Le talee ottenute da Blosser sono state ampiamente distribuite e sono note come il clone abboccato (palatable clone) perch, quando Mr. Blosser ne inger le foglie nella Sierra Mazateca le trov parecchio meno amare di quelle del clone Wasson cresciuto localmente. Notiamo una minima differenza nell amarezza (e nessuna riguardo alla potenza) tra il fogliame del clone Wasson e quello del cosiddetto clone abboccato palatable , e non vediamo alcuna differenza morfologica. Noi, per, non abbiamo assaggiato le foglie di piante cresciute nella Sierra Mazateca. Mr. Blosser ha suggerito che il terreno o altri fattori dovuti alla coltivazione possano essere responsabili delle differenze nel sapore, piuttosto che la genetica. (Blosser 1998). Dato che la /Salvia/ /divinorum/ non mai stata vista produrre semi allo stato selvatico (infatti, perfino nella Sierra Mazateca si sa che esiste solo in aree toccate da esseri umani), e che i rami spezzati o piegati emettono copiose radici dove toccano il suolo, possiamo supporre che il clone Wasson e quello abboccato provengano dallo stesso plasma germinale.

PARTENDO DA UNA TALEA SENZA RADICI

Diversamente dalla maggior parte delle piante, che hanno steli dalla sezione relativamente rotonda, quelli della /Salvia/ /divinorum/ sono squadrati; e, sempre a differenza di molte altre piante, sono cavi al centro. Cos, un ramo tagliato da poco mostra, visto da sotto, il simbolo misterico senza et del cerchio nel quadrato. Il circolo iscritto nel quadrato un antico simbolo della cabala per la lucentezza divina che risiede nella materia. Il cerchio ha rappresentato a lungo il divino e l eterno, mentre il quadrato simboleggiava ci che terreno e finito. La prima cosa da fare per ottenere una talea da un frammento di ramo orientarlo correttamente dall alto in basso. Se avete un frammento della cima, o se ci sono foglie o germogli l orientamento evidente siccome le foglie e i germogli crescono verso l alto. Tuttavia, essendo la /Salvia/ /divinorum/ una pianta molto sensibile, non raro che una talea lasci cadere foglie e germogli. In pi, pu darsi che il vostro frammento provenga dalla parte centrale di uno stelo, senza la punta che vi aiuta ad orientarlo correttamente. Un metodo che elimina la necessit di determinare l orientamento del taglio a met gambo quello usato da Daniel Siebert, la prima persona che speriment gli effetti dell estratto /salvinorin A/, il principio attivo della pianta. Prendete semplicemente una talea ottenuta dalla parte mediana dello stelo che contenga almeno un nodo e rimuovetene tutte le foglie grandi; appoggiatelo orizzontalmente su terriccio ricco e bagnato e ponete il tutto in una camera umida (/vedi prossimo capitolo/). Lo stelo former radici per tutta la sua lunghezza ed emetter due nuovi getti per ogni nodo (Siebert 1998). Se non usate la tecnica sopra descritta, necessario stabilire quale estremit dello stelo tagliato vada rivolta verso l alto. Per fortuna, non appena vi sarete resi conto di star cercando l estremit dell uscita, per orientare correttamente la talea baster un po di spirito d osservazione. Esaminate i nodi (cio i punti dove lo stelo, altrove snello, si fa bulboso e dal quale spunteranno poi le foglie e i germogli laterali).

Quando orientato nella maniera giusta, il segmento al di sopra di ogni nodo , di solito ma non sempre, di una circonferenza lievemente inferiore a quella dello stelo al di sotto del nodo. In altre parole, i segmenti di stelo di norma si assottigliano verso la cima della pianta. Un attento esame di ogni nodo riveler cicatrici fogliari inclinate verso l alto, ossia le spalle dalle quali spuntano i nuovi germogli. Una volta stabilito il verso giusto nel quale rivolgere la vostra talea, il prossimo passo sar prepararla ad emettere le radici.

COSTRUIRE UNA CAMERA DI RADICAZIONE

Far radicare e crescere una /Salvia/ /divinorum/ /molto/ pi facile se le create un ambiente umidissimo. Cos, a meno che non viviate in un ambiente naturalmente umido, raccomandiamo caldamente di preparare una camera umida per ospitare la fragile talea mentre produce le radici. Abbiamo fatto fare le radici a centinaia di talee di /Salvia/ /divinorum/ dentro ad acquari usati da circa 380 litri. Per trasformare un acquario in una camera umida, basta misurarne il perimetro e procurarsi un pezzo di vetro che vi si adatti esattamente per fare da coperchio. Date all acquario una bella lavata usando una spugna pulita e aceto. Rimuovete con particolare cura ogni vecchio deposito di alghe o fungosit che possano essere rimaste appiccicate ai vetri dai tempi in cui l acquario era abitato dai pesci; incollate o fissate col nastro adesivo un pezzetto di legno al vetro che fa da coperchio per usarlo come maniglia. Col coperchio di vetro chiuso e una densa nebbia che quotidianamente verr introdotta con uno spruzzatore di plastica pieno d acqua distillata, la vostra camera umida costituir l ambiente perfetto per le giovani e fragili talee.

RADICAZIONE IN ACQUA

Far crescere le radici in acqua il sistema pi comunemente usato ed efficace per ottenere una talea di /Salvia/ /divinorum/. Se seguirete fedelmente le seguenti istruzioni, praticamente a prova d errore. Prendete una bottiglia, un vaso o un qualsiasi contenitore per liquidi alto e sottile.

La /Salvia/ /divinorum/ emette abbondanti radici lungo tutto lo stelo, non solo dai nodi. Idealmente, il vostro recipiente dovrebbe essere alto circa i 2/3 della lunghezza della talea. Raccomandiamo caldamente di *_usare un vaso per ogni talea_*; in questo modo, ogni stelo che dovesse marcire rester isolato. Un coltivatore che conosciamo usa bottiglie da birra sterilizzate (Hanna 1998). Tenute nelle loro confezioni da sei, esse sono vasetti da radicazione efficienti e salvaspazio e possono essere maneggiati a sei per volta. Le talee che hanno foglie o rametti laterali verranno appoggiate al collo della bottiglia in modo che la parte immersa, che deve fare le radici, resti interamente sospesa. Se usate a questo scopo le bottiglie della birra, dovete tenere presenti due cose. Per prima cosa, assicuratevi di averle pulite accuratamente, poich anche il minimo residuo di birra aumenta grandemente il rischio di far marcire la talea. Per seconda, la quantit relativamente esigua d acqua contenuta in una bottiglietta di birra, unita al fatto che la maggior parte di queste sono di vetro scuro, aumenta il rischio di non accorgersi che il livello del liquido diventato troppo basso. Questo pericolo maggiore se si tengono le bottiglie nelle confezioni da sei. Quindi, di tanto in tanto guardate il livello dell acqua e rabboccatela se necessario. Riempite i vostri vasetti da radicazione con acqua distillata a temperatura ambiente. (Fatelo prima di mettere i rametti nei vasi, per evitare di versare accidentalmente l acqua nella cavit dello stelo, aumentando cos le probabilit che marcisca). Non raccomandiamo di usare prodotti per favorire il radicazione. Non soltanto molti di questi sono tossici, ma non li abbiamo trovati necessari. Se proprio volete, consigliamo Olivia s Cloning Gel, una mistura bilanciata di agente radicante e fertilizzante in una base di gel viscoso e solubile in acqua, che sigilla il taglio dello stelo e pu aiutare a proteggerlo dalle infezioni Un trucco da vecchio giardiniere consiste nel mettere nell acqua con le talee che volete far radicare anche un rametto fresco di salice peloso /(Salix discolor)/ o di salice cavatappi /(Salix matsudana)/. I salici sono forti produttori di auxina, un ormone della crescita solubile in acqua. (i rami di salici posti nell acqua infatti cominciano a formare le radici in meno di due giorni). Siccome l auxina si scioglie, essa fluisce dagli steli tagliati di salice e viene assorbita da quelli di /Salvia/ /divinorum/, inducendo cos la formazione delle radici. Rami freschi di questi due tipi di salice sono reperibili presso molti fioristi. Lo svantaggio nell usare i rami di salice che potreste involontariamente introdurre agenti patogeni nell acqua. Certi coltivatori lavano le loro talee con un prodotto antifungino per ridurre il rischio che gli steli marciscano. Noi non lo riteniamo

necessario, a patto che si usi come liquido soltanto acqua distillata e che i vasi siano perfettamente puliti. Un alternativa al fungicida commerciale consiste in un cucchiaio da tavola di candeggina diluito in circa 4 litri d acqua. Se la vostra talea non stata staccata bene dalla pianta madre, prendete una lama affilatissima e tagliatela di nuovo, circa 6 mm sotto il nodo pi basso. Assicuratevi che la talea sia voltata dalla parte giusta prima di tagliarla. Subito dopo aver eseguito il taglio, immergete con cautela la talea nel vaso pieno d acqua che avrete preparato. Ci devono essere almeno un nodo che sporge sopra il livello dell acqua e almeno uno immerso. Sistemate immediatamente il vaso nella camera umida e somministrate alla talea qualche schizzo d acqua con l apposito spruzzatore a mano.

ASPETTANDO CHE SI FORMINO LE RADICI

La vostra talea da adesso rimarr per tutto il tempo nella camera umida. L optimum che possiate mantenerne la temperatura interna attorno ai 21C. La camera deve ricevere una buona illuminazione, *ma non il sole diretto*. L umidit nel suo interno dovr avvicinarsi al 100%. Questo si ottiene facilmente aprendo ogni tanto il coperchio e spruzzando all interno acqua distillata a temperatura ambiente. Si pu combattere lo stress e favorire la crescita delle radici con un fertilizzante fogliare una volta al giorno. Per fare questo, riempite un altro spruzzatore con un quarto di dose di Stern s Miracle Gro o di Earth Juice insieme a due cucchiai da tavola di estratto d alghe ogni 4 litri circa. Ogni volta che annaffiate o concimate, sventolate l interno della camera umida un po prima di spruzzare, per una benefica circolazione dell aria. Secondo la nostra esperienza, seguendo questi suggerimenti e tenendo la camera alla luce indiretta del sole o sotto luci chiare fluorescenti (di notte meglio il buio), la talea far le radici in due o tre settimane. Potrete anche osservare la crescita di nuove foglie e rametti laterali. Il primo segno della comparsa delle radici sono certi foruncoletti bianchi piccoli come punte di spillo che appaiono lungo lo stelo. Qualche giorno dopo essere comparsi, inizieranno ad allungarsi trasformandosi presto in radichette sottili e delicate. Nella camera umida, con le spruzzate d acqua quotidiane, non raro che queste radici si formino al di sopra del livello dell acqua e si protendano nell aria umida, simili a dendriti neurali. Quando le radici avranno raggiunto una lunghezza di circa 2,5 cm. sar ora di piantare la talea nel terreno. Lasciarle crescere oltre sembra renderle pi sensibili agli urti e aumenta le possibilit che lo stelo marcisca.

PIANTARE NEL TERRENO

Una volta che la vostra talea abbia emesso le radici nell acqua, il prossimo passo sar piantarla nel suo primo vaso di terra. Prendetene uno abbastanza alto da coprire di terra tutte le radici appena formate. Deve avere un drenaggio sufficiente: diversi buchi tutto intorno alla base sono meglio di uno solo al centro. Una /Salvia/ /divinorum/ sana produce alla svelta una gran massa di radici. Raccomandiamo che il primo vaso sia di capacit non inferiore a quattro litri per evitare di dover rinvasare troppo presto. Noi di solito facciamo partire le nostre talee direttamente in vasi da quaranta litri (o pi) e in questo modo evitiamo del tutto di doverli cambiare in seguito. Per la /Salvia/ /divinorum/ usiamo vasi di plastica e *non di coccio*. Dalla nostra esperienza, la terracotta permette pi evaporazione dai lati di quanta ne occorra. Il terriccio nei vasi di plastica si asciuga pi lentamente e l acqua costretta ad evaporare dalla superficie esponendo cos la parte inferiore della pianta a un sottilissimo massaggio dal basso verso l alto. Assicuratevi solo di non annaffiare troppo perch i vasi di plastica favoriscono il marciume delle radici pi di quelli di terracotta. Una volta preparato il terriccio (/vedi capitolo/), riempite il fondo del vaso, poi appoggiatevi delicatamente la base della talea e spargete manciate di terra tutto intorno allo stelo, facendo molta attenzione a non strappare o danneggiare i sottili peli radicali. Compattate gentilmente la terra attorno alla talea finch le radici siano coperte e che almeno un nodo sporga dal terreno, che deve essere fermo ma non troppo compresso. Una volta nella terra, date alla pianta una bella innaffiata molto lenta mescolando all acqua (l acqua distillata non serve pi) emulsione di pesce in proporzione pari a met del quantitativo consigliato sulla confezione. Subito dopo, rimettete la pianta invasata nella camera umida o sotto una tenda umida (/come vedremo nel prossimo capitolo/).

COSTRUIRE UNA TENDA UMIDA

La camera umida precedentemente descritta di grandissimo aiuto per far emettere le radici alle talee. Ma troppo piccola e, essendo fatta di vetro, troppo fragile per ospitare le piante in vaso. Quindi consigliamo vivamente che, prima di invasare la vostra talea, prepariate un ambiente pi grande ad umidit controllata, che chiameremo una tenda umida . Piccole tende umide, alte circa 90 cm, fatte di plastica e somiglianti a ombrelli oblunghi chiusi alla base, si possono trovare presso i vivaisti o i grossi commercianti di articoli per il giardinaggio. Queste tende vanno benissimo per le giovani piante di /S. divinorum/. L umidit pu essere tenuta sotto controllo sia per mezzo di un piccolo umidificatore a ultrasuoni regolato da un timer sia, pi semplicemente, usando qualche volta al giorno lo spruzzatore. Non ci vorr molto tempo, per, perch la vostra pianta si trovi alle strette in una tenda cos piccola. Un ottimo ambiente a umidit controllata, capace di ospitare una dozzina o pi di piante mature di /S. divinorum/, pu essere realizzato spendendo circa 300.000 per una specie di gazebo, reperibile nei grandi negozi di articoli da campeggio. Questi gazebo servono a fare ombra e a proteggersi dalle zanzare durante i picnic, e hanno la parte superiore di tessuto e le pareti completamente schermate da un tessuto a trama rada. Il tipo migliore per i nostri scopi non ha la base, ma completamente avvolto dal tessuto e gli ingressi si chiudono con zip di buona qualit. La tela lascia entrare la luce filtrata del sole ed aiuta a mantenere l umidit, mentre permette una buona circolazione dell aria. Un altro vantaggio di questo tipo di tenda che gli insetti benefici liberati al suo interno rimangono nei pressi della pianta ben pi a lungo di quanto non farebbero all aperto. Il coltivatore che sceglie questa soluzione vive in un clima arido che di solito tocca i 35C durante l estate. Si procurer un gazebo e lo attrezzer con un rudimentale sistema di innaffiatura dotato di cinque beccucci spruzzatori appesi in alto e alle pareti interne. Aprendo l acqua poche volte al giorno per pochi minuti (si pu provvedere con un timer), crea un ambiente perfetto nel quale la /Salvia divinorum/ prospera. (Boire 1997). Tutti quelli che hanno visto la nostra tenda umida a tutto tondo (attrezzata come descritto) stato sorpreso da quanto l ambiente fosse adatto alla /S. divinorum/: le foglie delle nostre piante sono lunghe tra i 18 e i 25 cm. Se vivete in un posto eccessivamente arido, caldo, soleggiato o ventoso, vi raccomandiamo con forza l uso di una tenda cos. Non serve solo a coltivarvi la /S. divinorum/, ma anche molte altre piante dal retaggio sciamanico. Nei mesi invernali, la tenda verr coperta con di fogli di plastica leggera (tipo quelli che usano gli imbianchini). L dove l inverno mite, con questo sistema avrete una serra economicissima ma funzionale nella quale le vostre piante potranno superare la brutta stagione. Giunta la primavera, ritaglierete nella plastica finestre sempre pi larghe per modulare la temperatura interna e la relativa umidit, finch, nel giro di qualche settimana, la copertura di plastica non verr del tutto eliminata.

COLTIVARE FUORI DALLA TENDA UMIDA

Contrariamente a quello che molti credono, possibile far crescere la /S. divinorum/ al di fuori di un ambiente a umidit controllata, ci vogliono solo un po di cure e di attenzioni. Molti coltivatori vi hanno rinunciato dopo aver tolto una pianta da un ambiente a umidit controllata e averla trovata completamente avvizzita dopo appena un ora. Il trucco per far crescere la /S. divinorum/ fuori da un ambiente a umidit controllata consiste nell indurirla con cautela. Crescere in un ambiente controllato rende le piante molli e meno capaci di reagire ai cambiamenti ambientali, ma se le aiutate ad ambientarsi poi saranno in grado di farlo. Non togliete mai una /S. divinorum/ dal suo ambiente controllato per lasciarla all aperto tutto in una volta sola. Dovrete esporre la pianta all aria secca, al sole e al vento in maniera progressiva. Il modo migliore il seguente. Innaffiate a fondo la vostra pianta, toglietela dalla tenda umida e mettetela in un luogo ombroso e protetto dal vento. Bagnatela con lo spruzzatore. Regolate un timer o una sveglia che vi avverta quando un ora sar trascorsa, e rimettetela sotto la tenda. Ogni giorno, tenete la pianta all aperto per un ora di pi, cos che in capo a due settimane potr stare all aperto tutto il tempo. State attenti al percorso del sole, in modo da essere sicuri che una pianta sistemata all ombra di mattina non ne riceva poi i raggi diretti nel pomeriggio. Una volta acclimatata la pianta, trovatele un sito *definitivo* protetto dal vento e illuminato indirettamente dal sole. Pensate ad installare un sistema di innaffiatura a goccia con beccucci spruzzatori per maggior comodit nella cura.

DATI OTTIMALI PER LA CRESCITA

TERRENO

La /Salvia divinorum/ d il meglio di s nel terreno ricco e sciolto da vasi e/o nel terriccio, con un buon drenaggio. Noi non usiamo n perlite n vermiculite, ma molti altri coltivatori lo fanno con successo. Evitiamo la terra che contenga qualsiasi legno di sequoia (o resinoso) o schegge di cedro. Abbiamo ottenuto i migliori risultati usando erba falciata leggermente invecchiata (cio marrone) e appena un po di letame bovino maturo mescolati con ottimo terriccio per vasi ricco e scuro, compost e sabbia grossa. Il terreno negli ambienti tropicali come la Sierra Mazateca contiene una gran quantit di materia organica. Il naturale decadimento di questa materia produce un pH leggermente acido e una certa aerazione del terreno. Abbiamo visto che la /S. divinorum/ cresce benissimo replicando queste condizioni del suolo. Questa la mistura che usiamo: 1 parte di erba falciata invecchiata 1 parte di compost 1 parte di sabbia grossolana 1/2 parte di letame bovino maturo 3 parti di terriccio ricco per invasature

Un altro coltivatore di successo che conosciamo (Chomicz 1998) usa il seguente miscuglio con ottimi risultati:

2 secchi da 20 litri di fibra di cocco 1 secchio di sabbia grossolana 1 secchio di vermiculite 1 secchio di perlite 1 secchio di terra ricca 1 secchio di compost

coir

(oppure di torba nera)

6 tazze di una mistura in parti uguali di nutrienti organici: fosfato colloidale, sabbia verde (?) e sangue di bue 1/2 di tazza di terra calcarea (il doppio se si usa la torba)

Leander Valds, che ha studiato la /S. divinorum/ all Universit del Michigan, usava la seguente mistura:

4 parti di terra ricca 2 parti di sfagno 1 parte di vermiculite 1 parte di perlite

Pu darsi che vogliate sperimentare queste formule. Se capita che la vostra terra diventi troppo densa o simile a creta, provate ad aggiungervi un po di patatine di polistirolo, di quelle usate per imballare le cose fragili. Sbriciolatele con una paletta da giardiniere e mescolatele ben bene al terreno. Questo materiale completamente inerte e funziona benissimo per alleggerire il terreno (e mischiarvelo procura un interessante meditazione sulla modernit). Quale sia la mistura di terra che adopererete, cercate di mantenerne il pH tra 6,1 e 6,6. Possiamo ottenere questo risultato innaffiando circa una volta al mese con Stern s Miracid o con una soluzione di aceto naturale di mele al 5% (un cucchiaio da tavola per 4 litri circa). Se la vostra terra troppo alcalina (pi di 7,0) potrete acidificarla mescolandovi piccole quantit di zolfo in polvere o ferro chelato (o Sequestrene). Se invece la vostra terra troppo acida, aggiungete terreno calcareo o gusci d ostrica sbriciolati per aumentarne l alcalinit.

TEMPERATURA

Nell ambiente naturale della Sierra Mazateca, la temperatura pi alta di 26C e di solito la media situata tra i 16 e i 21C. La /S. divinorum/ cresce al meglio in un clima relativamente fresco e temperato. Sopra i 29C, una pianta che non sia ben acclimatata o che sia fuori dalla tenda umida mostrer ben presto segni di avvizzimento. Se la vostra pianta correttamente acclimatata e/o dentro alla sua tenda, sopporter senza alcun danno i giorni di calura. Nelle giornate davvero calde, dovrete semplicemente lasciare in funzione gli spruzzatori pi a lungo. Se la temperatura scende verso il gelo, la/S. divinorum/ muore molto in fretta, appassendo e diventando di un orribile nero nel giro si una notte. Quindi, se vivete in un luogo freddo, dovrete spostare le vostre piante all interno o in una serra riscaldata durante i mesi pi freddi. Non abbiamo trovato nessuna maniera di resuscitare una pianta gelata. La cosa migliore da fare, se una vostra pianta dovesse restare vittima di una gelata inattesa, di tagliarla a circa 26 cm dal terreno e sperare

che la massa di radici sia sopravvissuta. Una volta tornate le temperature pi miti, la pianta dovrebbe ricrescere - ma molte non lo fanno. (Le piante che riescono a recuperare dopo una gelata spesso lo fanno abbondantemente, per via della gran quantit di radici). La maggior parte dei coltivatori che tengono le piante al coperto durante l inverno ottengono il principale raccolto di foglie nella tarda estate. Questa raccolta di una cospicua quantit di fogliame render pi facile spostare le altrimenti allampanate piante, riducendo il rischio di danneggiarle. Tagliare le piante a circa 26 cm dal livello del terreno. Si cicatrizzeranno e cresceranno solo un pochino durante l autunno. Non appena la temperatura si abbasser, dovrete spostarle sotto le luci artificiali o in una serra riscaldata. Un altra opzione invernale consiste nel costringere le piante ad andare in letargo tagliandole e spostandole in un rifugio ben illuminato ma fresco - per non pi freddo di 4C. Con poche foglioline o nessuna del tutto, non avranno bisogno di essere innaffiate che una volta ogni sei settimane (non occorrer spruzzarle) e potranno resistere per almeno quattro mesi in queste condizioni senza danno (Beifuss 1998). Questa una buona tecnica per chi desidera prendersi una vacanza dalla cura annuale delle piante.

SPRUZZARE, ANNAFFIARE & NUTRIRE

Ogni pianta ben radicata di /Salvia divinorum/ rende al meglio se viene spruzzata regolarmente. Se avete solo qualche pianta, si pu fare con uno spruzzatore a mano pieno di acqua distillata a temperatura ambiente. La qualit dell acqua incide marcatamente sulla /Salvia divinorum/. Si pu provare a raccogliere l acqua piovana, a meno che viviate in una zona soggetta alle piogge acide (testate il pH dell acqua raccolta prima di usarla). Evitate l acqua di rubinetto troppo dura (cio sopra 150 ppm), o quella con livelli di sodio superiori a 50 ppm (un livello che in qualche municipalit pu venire superato senza che venga aggiunto niente per ammorbidirlo). L acqua sopra questi livelli di durezza ha effetti deleteri sulla /Salvia divinorum/. Se avete molte piante, consigliamo di procurarvi uno spruzzatore a pompa. Queste bottiglie contengono due litri d acqua e hanno una pompa che sporge dal tappo. Dopo aver pompato, emettono uno spruzzo molto fine semplicemente premendone il grilletto; queste bottiglie si trovano anche nei reparti per il giardinaggio dei grandi centri commerciali e costano intorno alle 15.000 lire.

Se le vostre piante crescono all aperto o sotto una tenda umida, vi raccomandiamo caldamente di mettere in opera un sistema di annaffiatura a gocciolamento dotato di beccucci spruzzatori. Questa sicuramente la maniera pi efficiente per spruzzare le piante. Potete aggiungere al sistema un timer che apra l acqua per cinque minuti pi volte al giorno, o potete aprirla manualmente. La spruzzatura costante mantiene il terriccio umido in superficie, ma non fate l errore di pensare che allora non sia necessario annaffiare regolarmente. Noi bagniamo ogni 7 o 10 giorni le nostre /Salvia divinorum/ con una mistura di emulsione di pesce, secondo le istruzioni riportate sul contenitore. Usiamo Alaska concime di pesce , che 5-1-1. C qualche inconveniente nell uso dell emulsione di pesce. Come potete immaginare, l emulsione di pesce puzza, e dovete pensarci seriamente prima di somministrarla alle piante tenute all interno. Anche per le piante in esterno, l odore pescioso abbastanza forte da richiamare gatti vagabondi, cani, opossum e altre bestiole. Quindi, se nutrite le vostre piante con l emulsione di pesce, /assicuratevi/ che siano in un luogo protetto dove gli animali curiosi non possano raggiungerle! Inoltre, pi dei concimi in polvere, questa emulsione sembra attrarre gli insetti infestanti; ma, tutto considerato, resta il concime di nostra scelta. Pi o meno ogni terza annaffiatura, invece dell emulsione di pesce aggiungiamo un fertilizzante 30-10-10 che contienga ferro chelato, magnesio e zinco per aiutare il terriccio a rimanere leggermente acido. In inverno si innaffia una volta su tre quanto a frequenza, ma bisogna spruzzare altrettanto spesso che in estate. Nei suoi esperimenti all Universit del Michigan, Valds fertilizzava settimanalmente le sue piante con Stern s Miracle Gro , un concime 15-30-15. Per aumentare l acidit della soluzione, aggiungeva 1 ml di una soluzione all 85% di acido fosforico ogni 20 litri d acqua. (Valds /et al/. 1987). Non si dovrebbe mai lasciare che il suolo si secchi completamente. Innaffiando una volta ogni dai sette ai dieci giorni, e spruzzando quotidianamente, il terriccio avr un ciclo dal molto bagnato di subito dopo l innaffiatura al quasi asciutto del giorno prima di quella successiva. Permettendo all umidit di compiere questo ciclo si aiuta l aerazione del terreno e si preservano le radici dal marciume.

LUCE

La /Salvia divinorum/ sta meglio nella luce indiretta del sole. Il buon senso dice di evitarne i raggi diretti, e questa , in senso lato, una buona regola. Abbiamo scoperto, per, che una volta acclimatata, alla

/Salvia divinorum/ fa benissimo ricevere un po di sole diretto ogni giorno. Una pianta che ne riceva troppo, per, comincer a produrre foglie pi piccole, ruvide e deformi. Una volta invasate col terriccio, noi coltiviamo tutte le nostre piante alla luce naturale del sole. La sola migliore aggiunta alla luce naturale una lampada al sodio ad alta pressione (HPS), che pi efficiente a parit di watt di unalampada a filamento metallico e lo spettro luminoso delle lampade HPS contribuisce meglio al radicazionedelle nuove talee. Come aggiunta alla luce naturale, una lampada HPS illuminer un area primaria di crescita di poco meno di 2 metri quadrati. Per coltivatori con al massimo tre piante, baster una lampada HPS da 250 watt. Le piante cresciute esclusivamente sotto unalampada al sodio, per, saranno leggermente pi allampanate di quelle cresciute sotto unalampada a filamento metallico. Comunque, se state coltivando la /Salvia divinorum/ senza la luce naturale e volete massimizzare la crescita vegetativa, unalampada a filamento metallico la scelta migliore (Chomicz 1998). Valds riporta che le sue piante stavano bene conlampade fluorescenti VHO a luce bianca e fredda (Valds /et al/. 1987). Un altro coltivatore ha usato con successo una lampada da 400 watt a filamento metallico per illuminare un area di crescita di due metri quadrati e mezzo Beifuss 1997). Riferisce che le foglie erano pi chiare, ma questo non pareva danneggiare le piante n avere conseguenze sulla loro potenza. Quando si usano lampade con molti watt,(HPS o a filamento metallico) bisogna avere cura di appenderle ad almeno settanta cm al di sopra delle piante per evitare di bruciarle. Una sfumatura rossastra sulle foglie indica che la luce ancora troppo vicina alla cima della pianta. Siccome le lampade a molti watt emettono calore secco, pu rendersi necessario un aumento delle spruzzature. Prima, per, proteggete le lampadedagli schizzi e dalle goccioline: le lampade calde possono esplodere se l acqua le colpisce! Sotto l illuminazione artificiale, il fogliame della /Salvia divinorum/ cresce al massimo se esposto a diciotto ore di luce al giorno. Per ottenere i fiori, la luce, naturale o artificiale che sia, deve essere ridotta a non pi di 11 ore al giorno.

COLTIVAZIONE IDROPONICA

La/Salvia divinorum/ pu essere coltivata col metodo idroponico. Questo come base si serve di uno speciale medium per la crescita al posto del terriccio e di un rudimentale sistema di sgocciolamento fornito da una pompa per acquario da pochi watt che fa colare un rivolo di soluzione nutriente attraverso il medium. La soluzione viene poi recuperata in un serbatoio, ossigenata da una seconda pompa munita di gorgogliatore e

rimessa in circolazione. Sebbene la coltivazione idroponica richieda attenzioni extra, almeno un coltivatore di grande successo, Mr. Andrew Chomicz, afferma che le cure in pi sono ricompensate dagli eccellenti risultati. Le seguenti sezioni derivano dalla sua esplorazione estensiva dei metodi per l idrocoltura della /Salvia divinorum/.

MEDIUM DI CRESCITA

La /Salvia divinorum/ cresce bene in un miscuglio 75/25 di palline di argilla espansa e fibre di cocco ( coconut coir ). Le palline di argilla espansa fabbricata appositamente per le colture idroponiche offrono pi ossigenazione della lana di roccia e sono pi amichevoli con l ambiente delle lastre di quest ultima. La fibra di cocco ha sfondato recentemente nella coltura idroponica un alternativa benvenuta a materiali come la torba (che spesso viene raschiata via rovinando selvaggiamente delicati ambienti di palude). Le fibre di cocco sono un prodotto completamente naturale derivato dal vasto filone degli usi commerciali della palma. Queste fibre trattengono in modo eccellente tanto l ossigeno che l acqua, provvedendo cos all aerazione. Aiutano anche a mantenere stabile il pH e fanno da tampone contro le fluttuazioni degli elementi nutritivi o le temporanee disfunzioni dell equipaggiamento. Sembrano anche scoraggiare certi agenti patogeni delle piante. Mr. Chomicz ha sperimentato anche l acquacoltura un sistema che fa completamente a meno di un medium di crescita solido. Nell acquacoltura, le radici delle piante vengono sospese o galleggiano in un bagno di liquido nutriente costantemente ossigenato e riciclato. Una tecnica simile, conosciuta come tecnica della pellicola nutriente (NFT) si serve di canali, tubi o grondaie nei quali le piante sono appese e attraverso i quali circola costantemente una sottile pellicola di elementi nutritivi. Un sistema ancor pi minimale, chiamato aeroponica , /spruzza/ costantemente le radici con la soluzione nutriente. Siccome l aeroponica somministra una soluzione fortemente ossigenata, si dice che la /Salvia divinorum/ coltivata cos riesca notevolmente bene. L inconveniente peggiore, per, che un sistema aeroponico deve funzionare infallibilmente. Il minimo intoppo (come un interruzione di corrente o un beccuccio intasato) significa il disastro: perch, senza un medium di crescita che trattenga l acqua, le radici si asciugano velocemente e subiscono danni potenzialmente irrimediabili.

GESTIONE DELLE SOSTANZE NUTRIENTI

Esistono parecchie marche di appositi fertilizzanti per le colture idroponiche. Non c una formula particolarmente adatta alla /Salvia divinorum/. Siccome essa sembra apprezzare i media ricchi di minerali, cercate una preparazione che contenga micro-elementi in aggiunta al profilo usuale di macro elementi. Usate una formula intesa per la crescita vegetativa e seguite le istruzioni per preparare la soluzione. Se il fabbricante indica dosaggi proporzionali diversi per raccolti specifici, otterrete buoni risultati seguendo quelli indicati per la lattuga o altri prodotti da foglia. Se avete un ECmetro (uno strumento che misura l elettroconduttivit, che una funzione della concentrazione dei sali fertilizzanti disciolti nella soluzione nutritiva) puntate a un livello EC che sia tra 1.6 e 2.4. E molto importante sostituire regolarmente la soluzione nutriente. Quando le piante stanno crescendo attivamente, ci significa cambiare la soluzione una volta ogni dalle quattro alle sei settimane. Mentre la soluzione nutriente viene recuperata in un serbatoio e riciclata, la quantit di liquido in circolazione diminuir lentamente a causa dell evaporazione e della respirazione delle piante. Rabboccate il serbatoio con una soluzione nutriente diluita del doppio. Usare una soluzione a mezza forza aiuter ad evitare l accumulo eccessivo di nutrienti mentre rimpiazzer quelli esauriti. Le radici della /Salvia divinorum/ amano l ossigeno. Per questo motivo, bene riossigenare la soluzione quando viene recuperata. Questo si ottiene facilmente usando una seconda pompa da acquario equipaggiata con un gorgogliatore sistemato nel serbatoio. Vi potete anche avvantaggiare del fatto che l ossigeno si scioglie meglio nell acqua fredda. In generale, pi sar fredda l acqua, pi alto sar il suo contenuto di ossigeno. Semplicemente tenendo al fresco la vostra soluzione nutriente, ne aumenterete il contenuto di ossigeno procurando un notevole benessere alle vostre piante. La temperatura ottimale della soluzione nutriente sta tra i 18 e i 21 C. Usarla molto pi tiepida causa stress alle piante e attira patogeni seri come il fungo /pythium/ che fa marcire le radici. Quindi importante che teniate il serbatoio lontano dal sole diretto dalla tarda primavera al primo autunno. In inverno, pu rendersi necessario scaldare leggermente la soluzione. Si pu mettere un riscaldatore da acquario nel serbatoio oppure usare un serbatoio di colore scuro che assorba i raggi del sole.

PH

La coltura idroponica richiede un estrema attenzione al pH della soluzione nutritiva. Per il medium di argilla espansa e fibre di cocco, un pH tra 5.5 e 6.0 ottimo. Per la lana di roccia, una soluzione pi alcalina tra 6.0 e 6.3 pi adatta a contrastare l intrusione acidificante della struttura minerale della lana di roccia. Le economicissime striscioline di carta per il test del pH sono il modo migliore di monitorare il pH della soluzione, senza investire in strumenti di misurazione pi costosi. (quelli di basso costo sono notoriamente imprecisi e inaffidabili). Si pu usare l acido fosforico per abbassare il pH, mentre l aggiunta di idrossido di potassio lo innalzer. Il pH della soluzione va controllato almeno ogni tre giorni e immediatamente corretto se necessario.

INFESTAZIONI

Ci sono molti insetti che solitamente banchettano sulla /Salvia divinorum/ e che, se non vengono tenuti sotto controllo, possono stressare seriamente la pianta o, in casi estremi, provarla fatalmente. Noi evitiamo tutti i pesticidi inorganici e vi raccomandiamo caldamente di fare lo stesso. Tutti gli infestanti pi comuni della /Salvia divinorum/ sono relativamente facili da controllare, e un giardiniere attento dovrebbe accorgersi della loro comparsa prima che qualsiasi invasione diventi critica. Ciascuno dei parassiti pi comuni verr illustrato pi avanti con i suggerimenti specifici per debellarlo. In aggiunta alle tattiche di contenimento specifiche che discuteremo poi, abbiamo avuto molto successo nel controllo degli afidi e deimoscerini bianchi spruzzando la seguente soluzione sulle foglie dovunque notassimo un infestazione. La soluzione, che non nuoce alla /Salvia divinorum/, atossica:

4 parti di acqua 1 parte di alcool per frizioni 1 parte di sapone di Marsiglia liquido

Se le vostre piante sono state infestate dalle /uova/ deimoscerini bianchi, provate a lavarle via con sapone di Marsiglia liquido. E un procedimento intensamente laborioso, ma una fatica d amore. Immergete le mani in una ciotola di sapone liquido e strofinate delicatamente le

foglie infestate tra il pollice e le altre dita, sloggiando cos le uova. Spruzzate via il sapone con l acqua di uno spruzzatore a bottiglia. Non preoccupatevi delle ricadute o residui saponosi rimasti sulle foglie. Sono innocui. In casi estremi di infestazione, la piretrina (aka pyrethrum) pu essere chiamata in causa. E un prodotto naturale estratto dai fiori di /Chrysanthemum/. (Le versioni sintetiche si chiamano piretroidi). La piretrina un veleno nervino per gli insetti e viene comunemente impiegata contro le pesti di frutta e verdura. Tuttavia uccide gli insetti in maniera indiscriminata, portando un soffio mortale anche a quelli benefici come le coccinelle. La piretrina l ingrediente attivo di molti prodotti in commercio etichettati come sicuri per l uso su frutta e verdura. Anche se organica e di uso comune sui raccolti destinati all alimentazione, per eccesso di precauzione vi raccomandiamo di usarla in ultima risorsa. E moderatamente tossica per i mammiferi e pu scatenare la febbre da fieno in certe persone. Sempre per eccesso di precauzione, vi raccomandiamo di evitare qualsiasi prodotto contenga piperonyl butoxide (BTO), un additivo sinergistico che incrementa l efficacia della piretrina ma che pu avere effetti deleteri sul sistema nervoso umano.

MOSCERINI BIANCHI

I moscerini bianchi (/Trialeurodes vaporariorum/) parassitano la /Salvia divinorum/ e, se non vengono tenuti sotto controllo, possono indebolire notevolmente la pianta. Probabilmente non ve ne accorgerete finch, sfregando contro una foglia, noterete all improvviso certe macchioline bianche volanti lunghe circa 1 mm. I moscerini bianchi si radunano sulla faccia inferiore delle foglie e vi depongono le uova. Essi danneggiano la pianta succhiandone la linfa e producendo una secrezione simile a melata che pu ammuffire. Per controllare i moscerini bianchi (e, in misura minore, gli afidi) sfruttiamo la loro attrazione naturale per il giallo. Una ditta chiamata SureFire produce certe trappole di cartone giallo appiccicoso, atossico, che funzionano benissimo. I parassiti vengono attirati dai cartoncini colorati di giallo, ma si appiccicano alla superficie non appena vi si posano. Noi li teniamo appesi intorno a tutte le nostre /Salvia divinorum/ per tutto l anno. Una nuova ricerca dell Universit della California dice che, mettendo carta stagnola sul terreno intorno alle piante insidiate dai moscerini, i parassiti si confondono, forse perch la stagnola riflette il cielo ed essi pensano di trovarsi sul lato sbagliato delle foglie. In ogni modo, pare che questo trucco impedisca ai moscerini di posarsi. Questa informazione ci giunge nuova e stiamo iniziando un giro di prove nei nostri giardini.

Se le vostre piante crescono in un ambiente chiuso, come la tenda a umidit o una mini serra, le vespe /Encarsia formosa/ sono efficacissime nel controllare le infestazioni di moscerini. (queste vespe sono molto piccole e non pungono le persone). Le vespe depongono le proprie uova nelle pupe di moscerino in via di sviluppo, uccidendole. Il biocontrollo ad opera dell /E. formosa/, per, funziona meglio nei mesi estivi pi caldi.

RAGNETTI

I ragnetti (/Tetrancychidae, /spp) possono rappresentare un problema per le /Salvia divinorum/, soprattutto se le piante vivono in serra o sotto una tenda umida. Di solito ci si accorge dei ragnetti perch provocano delle macchioline gialle sulla superficie superiore delle foglie e, (nei casi pi gravi) tessono una ragnatela intorno ai germogli e fanno diventare le foglie marroni. Ispezionando la faccia inferiore delle foglie, vedrete degli insettini della misura di una capocchia di spillo gialli, bruni o verdastri con macchie scure su ogni spalla. Un biocontrollo efficace per i ragnetti sono i /Phytoseiulus persimilis/, insetti che li divorano vendicativamente. Questi predatori carnivori non mangiano n la/Salvia divinorum/ n altre piante.

AFIDI

Il segno rivelatore della presenza degli afidi (/Aphididae/, spp) sulla /Salvia divinorum/ sono le foglie giovani e tenere che si presentano grinzose e arricciate. Dopo ispezione, troverete gli insetti verdi (di solito) e dal corpo soffice raggruppati sui germogli e sul lato inferiore delle foglie. Gli afidi portano malattie delle piante e, come i moscerini bianchi, indeboliscono la/Salvia divinorum/ succhiandone la linfa e secernendo una melata che attira la muffa. Abbiamo avuto molto successo nel controllo degli afidi usando la mistura alcolico-saponosa descritta all inizio del capitolo. Se siete amanti delle coccinelle (/Hippodamia convergens/), o dovete affrontare una seria invasione di afidi, l introduzione di questi coleotteri risolve quasi sempre il problema senza danni per le piante. Come tutti i biocontrollori, le coccinelle lavorano meglio in un

ambiente chiuso, come la serra o la tenda.

COCCINIGLIA

Sebbene non abbiamo mai subito attacchi da queste creature, abbiamo sentito di molte /Salvia divinorum/ infestate dalla cocciniglia (/Coccidae/, spp). Le cocciniglie sono insetti, ma, tranne il primissimo stadio di sviluppo, somigliano piuttosto a piccolissime patelle attaccate al lato inferiore delle foglie. Possono essere di qualsiasi colore, e danneggiano la pianta succhiandone la linfa e iniettando nei suoi tessuti un fluido tossico. Non siamo al corrente di nessun biocontrollore efficace contro le cocciniglie, ma per fortuna possono essere facilmente eliminate spruzzandole con la solita mistura alcolico-saponosa. Pu essere necessario rimuovere fisicamente le cocciniglie pi ostinate strofinandole come si fa per le uova dei moscerini bianchi.

LUMACHE

Le lumache possono danneggiare in fretta una /Salvia divinorum/, mangiando via grosse porzioni di foglia nell arco di una notte. Di solito le lumache scompaiono durante le ore di luce. Il rame sottile (0,5 mm) stato usato per decenni dai giardinieri per formare una linea che le lumache non possono attraversare. Fogli o nastri di rame vengono venduti a questo scopo nella maggior parte dei negozi per il giardinaggio. Attaccatelo col nastro adesivo intorno all orlo dei vasi o inseritelo di taglio nel terreno in modo da costruire un recinto di rame alla base delle vostre piante. Siccome esso procura uno shock elettrochimico alle lumache, funzioner finch rimarr lucente. Lucidatelo o cambiatelo quando l ossidazione l avr reso opaco (di solito ci vuole almeno un anno). Mentre applicate la vostra barriera di rame, ispezionate accuratamente il rovescio di ogni foglia perch una lumaca potrebbe esservisi nascosta e, una volta all interno della barriera, niente le impedir di mangiarsi le vostre piante.

PROBLEMI

BORDI DELLE FOGLIE CHE DIVENTANO MARRONI

La maggior parte di chi coltiva la /Salvia divinorum/ trover, una volta o l altra, una pianta con le punte e i bordi delle foglie che diventano marroni senza un motivo apparente. Di solito questo imbrunimento rimane confinato alle punte e ai bordi, ma talvolta pu riempire foglie intere e diventare un problema. Per quanto ne sappiamo, nessuno stato ancora capace di individuare la causa ultima di questo fenomeno. Certi coltivatori suppongono che certi problemi delle /Salvia divinorum/ siano connaturati e restino latenti finch la pianta non subisce uno stress sufficiente a far emergere il disturbo. Questo disturbo connaturato, probabilmente dovuto a un virus, pu forse essere insorto nella /Salvia divinorum/ a causa dell intensiva clonazione che questa ha subito. Il genotipo statico della pianta pu aver permesso a un virus che scurisce le foglie di formarsi nell organismo qualcosa che forse non si sarebbe sviluppato se la riproduzione della pianta fosse avvenuta attraverso il normale miscuglio di materiale geneticamente vario. Se questa teoria giusta, il fenomeno dei bordi marroni pu essere soltanto oggetto di prevenzione, mantenendo le vostre piante in condizioni ottimali di crescita e senza che siano sottoposte a stress. Comunque, ci siamo accorti che questo fenomeno della colorazione marrone colpisce quasi esclusivamente piante deboli o sotto stress. Le cause di tale stress sono svariate. Certamente, una pianta che venga rimossa da un ambiente a umidit controllata senza un appropriata acclimatazione potr sviluppare foglie marroni, ma, pi comunemente, l intera pianta appassisce e le foglie cadono. Di solito, il fenomeno delle foglie scurite non comporta l appassimento. Abbiamo osservato che questo disturbo pi comune tra le piante che abbiano trascorso l intera esistenza dentro una camera o tenda umida di plastica o di vetro. In questi casi, sospettiamo che l annerimento possa essere il risultato di una scarsa circolazione dell aria. Una pianta cresciuta in un ambiente stagnante la cui temperatura raggiunge i 32 C pu sviluppare foglie marroni - forse perch le sue capacit di traspirazione si sono ridotte. Analogamente alla tendenza del nostro stesso corpo a surriscaldarsi negli ambienti caldi e umidi poco ventilati, la pianta pu surriscaldarsi a causa di un insufficiente capacit di traspirare in modo efficace. Anche l uso di troppo o troppo poco fertilizzante pu incoraggiare l annerimento delle foglie. Su molti esemplari, la presenza di foglie

dalla punta marrone indica che stanno ricevendo troppo concime. Se disciolti in acqua inadatta, i sali chimici possono aggregarsi nel suolo e questo brucia le punte tenere delle foglie. La cura consiste nel ridurre le dosi di fertilizzante e sciacquare il terreno con acqua pura. Le foglie marroni possono anche essere dovute alle radici marcite di una pianta troppo annaffiata con drenaggio insufficiente o terreno troppo compatto. Se il problema sono le radici marce, provate a trapiantare la pianta in terriccio leggero e ben drenato e innaffiatela parsimoniosamente per un certo periodo. Infine, anche una pianta dalle radici costrette mostra annerimenti delle foglie, sebbene le radici costrette vengano rivelate, pi solitamente, da una notevole riduzione del ritmo di crescita della pianta e da un aspetto generale miserando. Siccome la causa del fenomeno delle foglie che diventano marroni ancora sconosciuta, la cura resta un enigma. Il vecchio adagio che dice che la miglior cura la prevenzione viene certo a proposito.

FOGLIE GIALLE

Una/Salvia divinorum/ dalle foglie ingiallite di solito significa che la pianta sta ricevendo troppa acqua. L eccessiva innaffiatura lava via i nutrienti di cui la pianta si serve per creare la clorofilla Il pigmento verde che assorbe l energia solare. Abbiamo osservato questo problema tra le /Salvia divinorum/ della costa occidentale che venivano lasciate all aperto durante la stagione piovosa invernale. Per rinverdire le foglie, riducete l acqua e nutrite le foglie col ferro chelato (liquido o in polvere) secondo le istruzioni riportate sulla confezione. Concimare con Stern s Miracid, che contiene ferro chelato e altri nutrimenti, di solito risolve il problema.

CRESCITA LENTA & ASPETTO MISEREVOLE

In condizioni ottimali, la /Salvia divinorum/ cresce in fretta, talvolta pi di trenta centimetri al mese in estate. Le sue radici possono trovarsi rapidamente costrette in un vaso piccolo. Cos, quando la vostra pianta inizier ad aumentare di dimensioni, farete bene a rinvasarla in vasi sempre pi grandi. Se a un certo punto la vostra pianta sembra aver rallentato la crescita ma le condizioni sono per il resto ottime, questo probabilmente significa che le radici sono ormai

allo stretto ed ora di trapiantarla in un vaso pi grande.

POTARE PER LA MASSIMA PRODUZIONE DI FOGLIE

Non vorremmo suonare venali, ma, per la maggior parte della gente, lo scopo del gioco nel coltivare la /Salvia divinorum/ consiste nel massimizzare la quantit di foglie raccolte. Questo richiede la potatura. Il periodo migliore per potare durante la primavera e l estate, quando la pianta cresce pi velocemente. Per farne un cespuglio, cos che produca pi foglie, usate una lama affilata per tagliar via le cime degli steli pi grandi. Praticate il taglio subito al di sopra di un nodo. Questo obbligher lo stelo a biforcarsi in quel punto nelle direzioni delle foglie nodali. Non sprecate le preziose cime tagliate via con la potatura: possono venir fatte radicare e ripiantate. In effetti, quando potate dovreste tenere pronti i vasetti per il radicazione.

RACCOGLIERE LE FOGLIE

Una volta che la vostra /Salvia divinorum/ si sia ben stabilizzata, potr sopportare prelievi significativi di foglie e trarne un reale giovamento. Molti coltivatori rimuovono regolarmente le foglie dalle loro piante, cogliendole quando hanno raggiunto le massime dimensioni, quando si affollano le une sulle altre o quando iniziano ad apparire deformate. Questa tecnica pu tenere un singolo consumatore costantemente rifornito di foglie fresche e secche. La /Salvia divinorum/ una pianta sacra alleata, e vale la pena di ricordarselo quando si raccolgono le sue foglie. Nella nostra esperienza, rivolgere una preghiera alla pianta prima di prendere una foglia e restare attenti, sensibili e grati mentre le si colgono pu avere effetto sulle loro propriet visionarie e divinatorie. Cos si mostra anche il rispetto dovuto a un altra forma di vita - un rispetto chiaramente meritato dalla /Salvia divinorum/. Le nostre bioanalisi sulla foglia masticata o fumata non hanno rivelato differenze sostanziali nella potenza dovute all epoca del raccolto. Abbiamo solo rilevato un leggero aumento della potenza subito prima che

la pianta fiorisca. La saggezza popolare, tuttavia, vuole che la potenza sia maggiore durante i lunghi e caldi giorni estivi. Vi suggeriamo di condurre i vostri esperimenti personali per trovare il momento migliore per il raccolto.

ESSICCARE LE FOGLIE

Le foglie fresche della /Salvia divinorum/ possono, ovviamente, essere usate per scopi visionari e divinatori. I Mazatec tradizionalmente usano /solo/ le foglie fresche. Le foglie secche, per, sono altrettanto attive e possono essere riposte per usi futuri. Essiccare correttamente le foglie importantissimo. Tutto il vostro lavoro pu essere vanificato se le foglie raccolte marciscono, ammuffiscono o vengono sottoposte a condizioni che ne alterino i componenti chimici naturali. Per fortuna il principio attivo salvinorin A molto stabile e pu resistere a un certo grado di rude manipolazione. Ciononostante, importante conservare le foglie in modo che subiscano il meno possibile di cambiamenti chimici. In definitiva, dovete semplicemente eliminare tutto il contenuto acquoso lasciando invariato tutto il resto. Questo pu essere ottenuto rapidamente mettendo le foglie in forno alla temperatura minima - inferiore ai 93 C - che le asciuga nel giro di un quarto d ora. Per un essiccazione lenta, esistono pi sistemi. Uno consiste nel mettere le foglie raccolte in una scatola di cartone e riporre la scatola all ombra in un luogo ben aerato.E meglio scegliere una giornata in cui la temperatura sia tra i 26 e i 38 C. La scatola va scossa pi volte al giorno in modo da esporre all aria superfici sempre diverse. Di notte pu esserci bisogno di riparare la scatola al coperto per evitare la rugiada; le foglie si seccheranno in pochi giorni. Un altro metodo quello di disporre le foglie tra i telai delle finestre e sistemare un ventilatore a bassa potenza che soffi una corrente costante sopra e attraverso i telai. Infine, ci si pu servire di un essiccatore per uso alimentare regolato sulla temperatura media, intorno ai 63 C. Con questo sistema, le foglie si essiccheranno in circa tre ore mantenendo in gran parte il colore verde. Quale sia il metodo, le foglie saranno secche una volta diventate croccanti e facili da sbriciolare. Dopo, vanno tenute in barattoli di vetro a tenuta d aria e riposte in luogo fresco, asciutto e buio. In media, le foglie contengono pi dell 80% di acqua, cos che da una trentina di grammi di foglie fresche si ricavano circa sei grammi e mezzo di prodotto secco. Gli steli e le radici della /Salvia divinorum/ contengono quantit infime di salvinorin A, e non vale la pena di servirsene a scopi visionari.

PRODURRE I SEMI

Quando Wasson e Hofmann ricevettero gli esemplari di /Salvia divinorum/ da Natividad Rosa ai primi di ottobre, molte piante erano fiorite. Nel pieno sviluppo, le corolle di questa pianta sono bianche con calici e stami viola. (Come altri hanno fatto notare da allora, i primi disegni e descrizioni dei fiori li indicano erroneamente come azzurri). L aroma dei fiori della /Salvia divinorum/ sottile ma squisito. Aaron Reisfield, un botanico che si recato pi volte nella Sierra Mazatec per cercare la /Salvia divinorum/, ha riferito di averla vista in fiore da ottobre a maggio (Reisfield 1993). Valds le ha viste fiorire dal tardo agosto a marzo nella Sierra Mazatec, un periodo dell anno nel quale in Messico le giornate sono corte (Valds /et al/. 1987). Gli esperimenti di Valds all Universit del Michigan hanno dimostrato che la pianta pu essere indotta a fiorire abbreviando il fotoperiodo a undici ore di luce su ventiquattro. (Valds /et al/. 1987). Introdurre qualsiasi luce durante il periodo buio inibir la fioritura, che se viene permessa (assumendo che non stiate provando a produrre i semi) distoglie inutilmente le energie della pianta dalla produzione di foglie. Sulla costa occidentale degli USA, la /Salvia divinorum/ cresciuta all aperto (ma sotto una tenda umida) fiorisce dalla fine di ottobre all inizio di gennaio (Boire 1997). Mentre relativamente facile ottenere che la pianta fiorisca, non lo per niente ricavarne semi vitali. Come detto in precedenza, non mai stata osservata una pianta che producesse semi allo stato selvatico. Noi crediamo infatti che abbia scelto un sistema diverso per propagarsi e che la sua rara produzione di semi sia residuale. Senza il sostegno di un graticcio naturale o appositamente costruito, la /Salvia divinorum/ con i suoi steli lunghi e sottili tende a ripiegarsi quando raggiunge il metro e mezzo/due di statura. I punti in cui gli steli toccano terra producono radici se vi sufficiente umidit. In questo modo la pianta si riproduce e striscia lentamente. E, naturalmente, il suo programma riproduttivo pi importante stata la simbiosi con gli amici umani. Secondo noi, cercare di far produrre i semi alla /Salvia divinorum/ una guerra contro la natura di questa pianta. Comunque, semi vitali possono essere ottenuti mediante l impollinazione manuale. Per fare questo, una volta fiorita la vostra pianta, togliete con cautela alcuni stami da un fiore e strofinatene immediatamente le estremit contro le superfici interne di entrambi i bracci dello stigma. Dovreste riuscire a vedere i granellini di polline che vi aderiscono. Sperimentate impollinando un fiore con i suoi stessi stami, vari fiori sulla stessa pianta, e usando gli stami di una pianta per impollinare gli stigmi di un altra. Non restateci male se avrete poco successo.

Esperti botanici che hanno eseguito questi procedimenti nelle migliori condizioni hanno ottenuto percentuali di riuscita misere - meno del cinque per cento delle impollinazioni riuscite hanno prodotto semi vitali. (Reisfield 1993).

PRENDERE LE TALEE

Propagare la /Salvia divinorum/ prendendone le talee un procedimento molto pi semplice che costringere la pianta a produrre i semi. Sebbene si possano prendere in qualsiasi periodo dell anno, abbiamo scoperto che quelle tagliate in autunno e in inverno producono le radici pi lentamente; cos meglio preparare le *talee in primavera e in estate.* Abbiamo anche scoperto che d aiuto eseguire i tagli con poca luce ambiente, in modo che gli stomi (sorta di pori) delle foglie siano chiusi e le foglie ben turgide. Per tagliare una talea a scopo riproduttivo, preparate un vasetto da radicazione pieno d acqua distillata a temperatura ambiente vicino alla pianta madre. Usate forbici affilatissime o una lametta per rimuovere un tratto di stelo che contenga almeno due nodi fogliari. Le cime nuove e vigorose sono le migliori, ma anche i segmenti a met stelo faranno le radici. Tagliate subito sotto un nodo. Togliete tutte le foglie al di sotto del nodo pi alto e mettete immediatamente la talea nel vasetto che avrete preparato; adesso, rivolgete la vostra attenzione allo stelo tagliato della pianta madre: bisogna tagliarne via un pezzetto subito al di sopra del nodo pi alto rimasto.

LA CODA IN BOCCA

Speriamo di avervi ispirati ad entrare nel cerchio mistico della /Salvia divinorum/! Pi tempo passiamo con lei, pi troviamo che lei ci stia coltivando tanto quanto noi la coltiviamo. La magia esiste. E tutto intorno a noi, e cresce sempre. Vi esortiamo alla curiosit costante, all apprezzamento, e al coraggio!

BIBLIOGRAFIA ** * * *Beifuss, W.*1997. 1:32-35. ** * * *Beifuss, W*. 1998. Comunicazioni personali. ** * * *Blosser, B*. 1998. Comunicazioni personali. ** * * *Boire, R.G*. 1997. Comunicazioni personali. ** * * *Chomicz, A*. 1998. Comunicazioni personali. ** * * *Epling, C., Jtiva M*. 1962. A new species of Salvia from Mexico /Botanical Museum Leaflets Harvard University/ 20:75-76. ** * * *Hanna, J*. 1998. Comunicazioni personali. ** * * *Hofmann, A*. 1990. Ride Through the Sierra Mazateca in Search of the Magic Plant Ska Maria Pastora The Sacred Mushroom Seeker: Essays for R. Gordon Wasson. /Edited by T.J. Riedlinger/, pp. 115-127, /Park Street Press, /Rochester, VT. ** * * *Pendell, D*. 1995. Pharmako/Poeia: Plant Powers, Poisons, and Cultivating Diviner s Sage /The Resonance Project/

Herbcraft. /Mercury House, /San Francisco, CA. ** * * *Reisfield, A*.1993. The Botany of Salvia Divinorum . /SIDA: Contributions to Botany/ 15(3):349-366. ** * * *Siebert, D*. 1998. Comunicazioni personali. ** * * *Valds III, L., Hatfield G.M., Koreeda, M., Paul, A.G*. 1987. Studies of Salvia divinorum (Lamiaceae), an hallucinogenic mint from the Sierra Mazateca in Oaxaca, Central Mxico . /Economic Botany/ 41(2):283-291.

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ALTRE BUONE FONTI DI INFORMAZIONE

THE ENTHEOGEN REVIEW. 564 Mission Street, Box 808-GG, San Francisco, CA 94105-2918. The Journal of Unauthorized Research on Visionary Plants and Drugs spesso riporta informazioni nuove sulla/Salvia divinorum/ e sul suo principio attivo.

THE LYCAEUM. Pagine web sulla /Salvia divinorum/ (http://www.lycaeum.org/drugs/plants/salvia).

OTT, J. 1995. Ethnofarmacognosy and Human Pharmacology of /Salvia divinorum/ and Salvinorin A . Curare 18:1:103-129. La sintesi pi approfondita delle informazioni di Mr. Ott sulla /Salvia divinorum/. Include una raccolta di esperienze psiconautiche.

REISFIELD, A. 1998. Pagine web sulla /Salvia divinorum/. (_http://www.sabia.com/salvia_) con la carta SIDA di Mr. Reisfield e molte bellissime fotografie.

SIEBERT, D: 1998: Pagine web sulla/Salvia divinorum/. (_http://salvia.lycaeum.org/__)_. Mr Siebert conduce anche una mail list

alla quale si pu partecipare nel suo sito.

TURNER, D.M., 1996. Salvinorin The Psychedelic Essence of Salvia divinorum. /Panther Press/, San Francisco, CA. Una cronaca delle esperienze psiconautiche dell autore che ha masticato e fumato le foglie della/Salvia divinorum/, il loro estratto e il salvinorin A puro. Dalla tragica morte di Turner nel 1997 il libro fuori catalogo, ma il testo completo pu essere scaricato da Internet:(_http://squeaker.cat.net/~donut/scov.html_).

THE ENTHEOGEN LAW REPORTER. Box 73481-GG, Davis, CA 95617-3481. Un importante bollettino sulla situazione legale in particolare degli inebrianti sciamanici, /Salvia divinorum/ compresa.

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