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IL GOVERNO A FUSTAIA: taglio raso e tagli successivi

Che cosa il governo a fustaia?

La fustaia una forma di governo del bosco che utilizza le piante nate da seme (rinnovazione naturale o materiale vivaistico) come base per la perpetuazione del soprassuolo boschivo.

Il governo a fustaia cerca di imitare per quanto possibile ci che avviene nelle foreste vergini.

FORESTE VERGINI

FASI SELVICOLTURALI rinnovazione naturale o piantagione tagli intercalari inizio tagli di rinnovazione fine tagli di rinnovazione

fase di rinnovazione Fase di competizione fase di stabilizzazione fase di decadenza

FORESTE VERGINI rinnovazione diffusa a seguito di crolli di interi soprassuoli per cause meteorologiche o incendi o fitopatie rinnovazione scalare sotto parziale copertura a seguito della morte di singoli individui o piccoli gruppi

TIPI STRUTTURALI CORRISPONDENTI strutture coetanee / coetaneiformi strutture disetanee per gruppi strutture disetanee per piede dalbero

La rinnovazione naturale
La rinnovazione un momento rilevante nel ciclo vitale del bosco poich ne garantisce la continuit nello spazio e nel tempo Essa inizio con la disseminazione e si conclude con laffermazione delle giovani piantine

La produzione di seme e la disseminazione


La riproduzione per via sessuale richiede energia ed quindi possibile solo dove vi siano sufficienti risorse La produzione di seme nelle specie arboree comincia in genere attorno ai 20-30 anni (prima nelle specie che vivono in ambiente difficili) A parit di specie, la produzione di seme maggiore e precoce nelle piante con chioma ampia o di margine o isolati

Alcuni dati raccolti da Potena et al (2007) forniscono un ordine di grandezza da cui risulta che si tratta di quantit non trascurabili: in boschi dellItalia centrale la produzione di seme di faggio raggiunge i 246.2 kg ha-1, quella del seme di cerro 657.8 kg ha-1 e quella di roverella 123.8 kg ha-1.

La produzione di seme e la disseminazione


Le specie con seme pesante e ricco di riserve hanno una produzione di seme discontinua che si concentra in alcune annate (pasciona) Per esempio, nel faggio la pasciona avviene ogni 5-6 anni Nelle specie a seme leggero, la produzione avviene ogni anno ed in genere abbondante In teoria dovrebbe essere pi semplice creare le condizioni favorevoli alla rinnovazione delle specie con seme leggero

100%

vuoto
90%

danneggiato predato buono

80%

Numero semi m-2

70%

60%

50%

40%

30%

20%

10%

0% 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06

Anno

La produzione di seme e la disseminazione


Specie con seme leggerissimo (mg) Abete rosso, betulla, carpino nero, cipresso, douglasia, larice, olmo, ontano, pino mugo, pino silvestre, pioppo, salici, sorbo degli uccellatori Specie con seme leggero (cg dg) Abete bianco, abete greco, acero campestre, acero di monte, carpino bianco, cedro dellAtlante, frassino maggiore, orniello, pino nero, pino dAleppo, pino marittimo, robinia, tiglio Specie con seme pesante (dg g) Acero riccio, castagno, ciliegio, faggio, pino cembro, pino domestico, querce sp.p.

Bernetti et al., 2012

La produzione di seme e la disseminazione


Tipi di disseminazione:
Anemocora Idrocora Barocora Zoocora
Epizoocora Per animali vettori attraverso concentrazione in ambienti di riserva Endozoocora

Quantit di seme che cade in una tagliata al variare della distanza dal margine del bosco. Il vento dominante proviene da Sud-est (da Hesselmann, 1934).

Natalit del seme


Con natalit si intende il tasso di aumento di una popolazione in un certo tempo. Si definisce natalit massima (o fisiologica) quella che una popolazione pu raggiungere in assenza di fattori ecologici limitanti, e natalit reale (o ecologica) quella che effettivamente si osserva in un certo contesto ambientale. Quando si studiano popolazioni di specie arboree si fa generalmente riferimento alla percentuale di levata, ossia al numero di plantule che compaiono da 100 semi posti a germinare in campo.

Germinazione del seme


Fase autotrofa: non si ha produzione di organi esterni e sono consumate le sostanze presente nel seme Fase eterotrofa: emissione di cotiledoni e di una radichetta (plantula). In questa fase inizia la fotosintesi

Germinazione del seme


Principali fattori germinazione: critici nella fase di

Eccesso di umidit dellaria e/o del suolo Predazione da parte di specie animali Competizione intra ed inter-specifica Spessore della lettiera che impedisce alla radichetta di raggiungere il suolo Caratteristiche dellhumus Tessitura del suolo

La comparsa dei semenzali il risultato di un complesso processo legato, oltre che alla disponibilit del seme ed alla sua germinazione, all'esistenza di un numero sufficientemente alto di biotopi sicuri (safe sites), ossia i luoghi in cui vi sono le condizioni richieste da un particolare seme per germinare (Harper 1977).

Molto spesso le condizioni di natalit sono favorite dalla presenza di particolari substrati Lo sradicamento di alberi adulti non solo modifica le condizioni di microclima, ma crea anche condizioni micro topografiche ed edafiche che in generale sono favorevoli allinsediamento dei semenzali (Piussi, 1986)

Affermazione della rinnovazione


Rinnovazione affermata rinnovazione con connotati tali da conferirle una sufficiente capacit di tollerare situazioni avverse Lindividuazione di questa fase affidata al selvicoltore

Affermazione della rinnovazione


Parametri quantitativi utili:
Altezza (1-2 m almeno) Numero di soggetti
Formazione Pinete pino marittimo Pinete pino Aleppo Querceti di leccio Querceti di cerro Faggete montane Abieti-piceo faggeti Peccete montane Peccete altimontane N m-2 2.0-3.0 1.5-3.0 1.5-2.5 1.2-1.6 0.8-1.2 0.8-1.2 0.7-0.9 0.4-0.6 Altezza (cm) 50 50 60 70 150 80 100 100 Indice (N x H) 100-150 75-150 90-150 84-112 120-180 64-96 70-90 40-60 Bernetti et al., 2012

Affermazione della rinnovazione

Parametri morfologici utili:


Chioma sviluppata lungo il fusto per oltre 2/3 (1/2 nelle latifoglie) Fusto sottile ed elastico almeno da met in su Apparato radicale sufficientemente sviluppato per garantire stabilit al soggetto Vitalit (lunghezza dellultimo o ultimi due getti apicali)

La conoscenza e linterpretazione del processo di rinnovazione sono indispensabili per il selvicoltore che tenuto con i diversi interventi a non esaltare i fattori avversi

Specie forestali & luce


Tolleranti Abete bianco, abete rosso (fascia subalpina), carpino bianco, faggio, leccio Mediamente tolleranti Abete rosso (fascia altimontana), acero campestre, acero di monte, carpino nero, castagno, cerro, frassino maggiore, maggiociondolo, ontano nero, orniello, rovere, tiglio Intolleranti Abete rosso (fascia montana), farnia, ontano bianco, pino cembro, robinia, sughera Pioniere Betulla, cipresso, larice, pino dAleppo. Pino marittimo, pino mugo, pino nero, pino silvestre

Tipo di rinnovazione Pronta e diffusa

Struttura Le piantine cominciano ad insediarsi gi 1-2 anni dopo linterruzione della copertura. Tendenza strutturale: distribuzione verticale monoplana, copertura colma Le piantine comparse 1-2 anni dopo linterruzione della copertura si concentrano in aree preferenziali. Tendenza strutturale: distribuzione verticale monoplana, copertura lacunosa o a cespi, tessitura fine Rinnovazione avviene quando le condizioni stazionali sono omogeneamente favorevoli, ma la competizione/predazione significativa. Tendenza strutturale: distribuzione verticale multiplana, copertura colma La rinnovazione difficile perch sia i fattori abiotici che biotici sono sfavorevoli. La tendenza strutturale non individuabile

Pronta e localizzata

Progressiva e diffusa

Progressiva e localizzata

Mortalit
La morte un fenomeno che si verifica in seguito allazione di diversi fattori fisici o biotici su organismi di ogni et Non comunque sempre facile distinguere l'azione dei singoli fattori ed individuare tra di essi quelli la cui azione ha maggiore rilevanza in moda da tentare di distinguere la causa prima della morte dalla causa immediata (Franklin et al. 1987)

Mortalit
Gi nella prima fase di vita, il processo di mortalit si sovrappone a quello di natalit Alcune plantule muoiono quando ancora in corso la germinazione. Laffermazione dei semenzali delle specie arboree pu venire ostacolata da numerosi fattori: mancanza di luce, siccit, scalzamento provocato dalle alternanze di gelo e disgelo, calpestio o morso di animali, attacchi di insetti, fuoco, surriscaldamento del suolo, ecc

Mortalit
La sopravvivenza espressa dal numero di individui di una data popolazione che sopravvive dopo un certo periodo di tempo dalla nascita, il suo contrario la mortalit. Anche per essa si distinguono una mortalit effettiva o ecologica ed una mortalit minima o teorica che si verifica in assenza di fattori limitanti. Mentre la prima espressione della longevit degli individui in condizioni ambientali naturali, la seconda espressione della longevit fisiologica, ossia la longevit massima che un organismo pu raggiungere. Ai fini della conservazione di una popolazione ha notevole importanza la mortalit efficace, ossia quella che si verifica in et pre-riproduttiva

Curve di sopravvivenza. Tipo I: descrive la situazione in cui la mortalit concentrata al limite della durata della vita, riconducibile alla popolazione umana nei Paesi industrializzati; Tipo II: indica che il tasso di mortalit rimane costante con let; Tipo III: indica unalta mortalit negli stadi di vita iniziali ed una diminuzione in quelli successivi, situazione comune per le popolazioni di specie arboree (Odum, 1973).

FORME DI TRATTAMENTO DELLE FUSTAIE TAGLIO RASO boschi coetanei

TAGLI SUCCESSIVI

boschi coetaneiformi o disetanei per gruppi

TAGLIO SALTUARIO O DI CURAZIONE

boschi disetanei per piede dalbero

FUSTAIE COETANEE

Curva di distribuzione dei diametri della fustaia: distribuzione gaussiana o normale

DBH

Media (moda e mediana): il 68% circa del campione compreso tra media e deviazione standard ed il 95% circa tra media e due volte la deviazione standard

STADI EVOLUTIVI DI UN POPOLAMENTO COETANEO

Dalla fase di rinnovazione a quella di maturit i soprassuoli coetanei si evolvono attraversando delle fasi dotate di strutture e comportamenti caratteristici.

Durante levoluzione gli alberi del soprassuolo si differenziano per vigoria e forma.
questo avviene per: le diverse caratteristiche genotipiche di partenza condizioni ambientali di crescita diverse le conseguenze di avvenimenti casuali (momento di germinazione, danni, )

Famiglia dei tagli raso (clearcut)

Definizione
Forma di trattamento che prevede leliminazione a maturit di tutte le piante su una certa superficie La rinnovazione pu essere naturale, artificiale o combinata ed ha luogo dopo il taglio Si tratta di interventi che modificano il funzionamento del sistema forestale Lintensit di questi cambiamenti legata alla superficie interessata dal taglio

Taglio raso: classificazione


Dimensione
Grande superficie (> 1 ha) Piccola superficie (1500 m2 1 ha) A buche (100 1500 m2)

Forma della tagliata


Standard (circolare, quadrata, irregolare) A strisce (il lato minore [base] e circa met del lato maggiore [fronte]) A fessura (base fino ad 1/10 del fronte) Marginale (si localizza su un bordo del bosco)

Taglio raso: classificazione


Tipo di rilascio:
Standard (nessuna pianta) Con riserve (soggetti sparsi nella tagliata) A quinte (individui a gruppo o superficie separata da fasce di alberi)

TAGLIO RASO SU AMPIE SUPERFICI

sup. < 1 ha

eventualmente CON RISERVE TAGLIO RASO PER PICCOLE SUPERFICI

d=1-1,5 h

TAGLIO RASO A BUCHE

d= circa 10-15 m TAGLIO RASO A STRISCE d= circa 1 h TAGLIO RASO A ORLO (o marginale)

Modalit di esecuzione del taglio raso


Non necessario indicare preliminarmente le piante da tagliare Devono essere indicati i margini della tagliata Problemi relativi a forma, dimensione ed orientamento della tagliata (la dimensione non dipende solo dalleconomia, ma anche dallecologia) Il taglio a raso su ampie superfici non oggi applicato in Italia

TAGLIO RASO SU AMPIE SUPERFICI

FUSTAIA all'anno T

Enrico Siardi

FUSTAIA all'anno 0

rinnovazione naturale presente o, in caso contrario, rinnovazione artificiale posticipata

Enrico Siardi

TAGLIO RASO A BUCHE

FUSTAIA all'anno T

FUSTAIA all'anno 0 1-1,5 Hd

Enrico Siardi

Hd

TAGLIO RASO A STRISCE / ORLO


FUSTAIA all'anno T

Enrico Siardi

FUSTAIA dopo il taglio a orlo

Enrico Siardi

FUSTAIA dopo l'affermazione della rinnovazione

Enrico Siardi

FUSTAIA dopo il taglio a orlo successivo

FUSTAIA dopo l'affermarsi della rinnovazione nella seconda striscia

Enrico Siardi

TAGLIO RASO CON RISERVE

FUSTAIA all'anno T

Enrico Siardi

FUSTAIA all'anno 0

Enrico Siardi

Vantaggi del taglio raso


facilita le operazioni di esbosco porta a soprassuoli regolari che, se diradati, producono assortimenti di valore minori danni da esbosco possibilit di meccanizzazione spinta adatto alle specie eliofile adatto alle specie con disseminazione anemocora

Svantaggi del taglio raso


possibilit di perdita di nutrienti in climi caldoumidi possibilit di erosione del suolo e dissesti idrogeologici anche disastrosi (in rapporto allestensione della tagliata) disturbo per la fauna

Aspetti economici
Superfici sufficientemente grandi consentono:
Concentrare il lavoro in 1-2 zone Evitare eccesivi spostamenti di uomini e mezzi Utilizzare una viabilit semplificata

Una riduzione delle superfici determina un aumento dei costi

Bernetti et al., 2012

Bernetti et al., 2012

Aspetti ecologici
Allaumentare della superficie aumenta la convenienza economica, ma cresce anche limpatto sui fattori ambientali Influenza sul ciclo dellacqua, sul calore, sul vento Impatto della competizione di specie erbacee e della predazione animale

Effetti sulla sostanza organica

Rapida alterazione della sostanza organica Una parte dei nutrienti viene dilavata ed perduta dallecosistema

Effetti sul microclima


Il taglio raso modifica le propriet termiche di superficie, il bilancio energetico e le precipitazioni Una tagliata riceve maggiore radiazione e maggiore precipitazioni, perde maggiore radiazione termica e ha maggiori tassi di evaporazione in confronto al bosco Possibilit di scottature al tronco delle piante di margine esposte a sud

Effetti sul microclima


Maggiore radiazione: pi caldo e maggiore turbolenza del vento durante il giorno allinterno della tagliata Pi umido e freddo durante la notte allinterno della tagliata (continentalizzazione del clima) Linfluenza sul microclima dipende dallorientamento della tagliata: poich la radiazione influenzata dallorientamento, ci influenza tutti gli altri parametri La zona di margine ha generalmente caratteristiche intermedie

Interno tagliata

Radiazione globale (kW m-2)

Margine della tagliata

Effetti del taglio raso sulla temperatura

Temperatura dellaria (C)

Umidit relativa (%)


Dati da inizio giugno a settembre; Chen et al., 1993, AFM

Radiazione globale (kW m-2)

Effetti del taglio raso sulla temperatura

Temperatura del suolo (C)

Chen et al., 1993, AFM

Taglio raso, temperatura (Ta) ed umidit relativa (h)

Ora del giorno

Chen et al., 1993, AFM

Taglio raso ed umidit del suolo

Chen et al., 1993, AFM

Ta
Taglio raso Bordo Foresta

Ta

Ts

Ts

16.33 16.67 15.72

14.75 14.17 10.05

18.34 17.08 13.93

10.36 11.08 2.44

70.90 75.99 79.38

41.30 44.57 31.71

0.669 0.617 0.425

1.504 0.538 0.934

Temperatura media giornaliera dellaria e del suolo (Ta e Ts), differenza tra temperatura massima e minima (Ta e Ts), umidit relativa (h) e deficit di vapor saturo (D) allinterno di una tagliata a raso, sul bordo o allinterno della foresta di douglasia per un periodo di osservazione di 35 giorni (GiugnoSettembre 1989 e 1990; fonte: Chen et al., 1993).

Taglio raso e vento


Velocit del vento (m s-1)

Chen et al., 1993, AFM

Velocit del vento (m s-1)

Ora del giorno

Effetto della dimensione della tagliata


Il microclima dipende dalle dimensioni della tagliata Nellesempio, una tagliata di 9 m di diametro presenta condizioni molto simili a quella della foresta intatta Una tagliata a striscia con larghezza di 18 m, invece, ha condizioni simili a quelle allesterno del bosco Le differenze tra le tagliata dipendono per dalla stagione Nellesempio, tagliate circolari di 9 o 18 m di diametro sono adatte a favorire la rinnovazione dellabete bianco

Effetto della dimensione della tagliata

Carlson et al., 1997, AFM

Effetto della dimensione della tagliata


Ta Taglio raso Strisce di 18 m Strisce di 9 m 15.4 14.7 14.9 Ta max 23.9 22.4 22.0 Ta min 6.8 7.7 9.0 Ta giorno 18.7 17.6 17.4 Ta notte 10.2 10.4 11.4

Taglio a buche di 18 m

14.9

24.2

8.6

17.6

11.0

Taglio a buche di 9 m Foresta

14.7 14.7

20.6 20.1

9.6 10.0

16.6 16.4

12.0 12.2

Temperatura media giornaliera su base stagionale (Ta), temperatura massima e minima stagionale (Ta max e Ta min), temperatura diurna (Ta giorno) e temperatura notturna (Ta notte). Fonte: Carlson et al., 1997.

Effetti sulle risorse idriche


Maggiore quantit dacqua al suolo A seguito della cessazione della traspirazione maggiore disponibilit idrica Maggiore quantit di neve e maggiore durata sul terreno possibilit di attacchi di funghi criofili

SNOW WATER EQUIVALENT CHANGE DUE TO CLEAR CUT (increase)

Murray & Buttle, 2003, Journal of Hydrology

Orientamento della tagliata e scioglimento della neve

maggiore accumulo della neve nella tagliata soprattutto nellesposizione Sud; maggiori differenze nello scioglimento legate allesposizione rispetto alleffetto del taglio i tassi di scioglimento tendono ad essere maggiori nella tagliata
Murray & Buttle, 2003, Journal of Hydrology

Aspetti ecologici: riepilogo

Bernetti et al., 2012

Taglio raso e microfauna


Red-backed vole
Age

Meadow vole

Masked shrew

differenze significative tra aree bruciate e tagliate a raso (aumento copertura muschi nel taglio raso) aumento della copertura arborea con il tempo presenza delle specie animali legata alla copertura (erbe e CWD) solamente red-backed voles ha mostgrato una differenza nellabbondanza tra area incendiata e taglio raso

Heather vole

Northern bog lemming

Taglio raso e fauna


I piccoli mammiferi, specie con un piccolo areale (<1 ha), sono presenti sia nelle tagliate che nelle aree buffer Molte specie con un areale fino a 25 ha non sono presenti nelle tagliate Specie con areale superiore a 5 km2 sono presenti solo nelle aree forestate Poich la presenza di molte specie legata alla foresta, non tanto importante la dimensione delle tagliate quanto la loro organizzazione spaziale

Potvin et al., 1999, Canadian Journal of Forest Research

Valutazioni tecniche sul taglio raso


I tagli su piccole superfici non pongono particolari problemi tecnici Sorgono dei problemi circa la disposizione delle tagliate e la loro organizzazione nel tempo e nello spazio Bisogna ricordare che lambiente ottimale per il processo di rinnovazione quello di margine allarea di taglio (quindi da preferire la forma che, a parit di superficie, ha il maggior perimetro)

Bernetti et al., 2012

Valutazioni tecniche sul taglio raso

Nel caso di tagli a fessura o a strisce rilevante il problema della quantit di luce/calore che arriva al suolo quindi importante lorientamento e lombreggiamento esercitato dalla piante di contorno (rapporto tra diametro dellapertura e altezza degli alberi = 1,5 2,0)

Bernetti et al., 2012

Bernetti et al., 2012

Dove impiegato il taglio raso


il trattamento pi utilizzato nel mondo si usa per pino silvestre, abete rosso e spesso per le querce vietato in Svizzera ed anche in Italia, ma largamente utilizzato su ampie superfici nellAmerica del Nord e nelle foreste equatoriali

Famiglia dei tagli successivi (shelterwood)

Definizione
Forma di trattamento dei boschi coetanei che prevede labbattimento graduale degli alberi del soprassuolo maturo con conseguente rinnovazione della fustaia sotto la loro parziale copertura Questi tagli sono stati concepiti per soprassuoli di specie a seme pesante (soprattutto querce e faggio) Non sono tagli che simulano un evento naturale, ma solo un correttivo dei tagli raso

sono tagli rivolti a favorire linsediarsi della rinnovazione naturale e la sua protezione nei primi anni. Nellimpostazione teorica prevedono i seguenti tagli: inizia il PERIODO DI RINNOVAZIONE TAGLIO DI PREPARAZIONE (corrisponde allultimo diradamento) TAGLIO DI SEMENTAZIONE (2570% della massa presente) TAGLI SECONDARI TAGLIO DI SGOMBERO

PERIODO DI RINNOVAZIONE: periodo che intercorre tra il taglio di sementazione e il taglio di sgombero. E pi lungo per le specie sciafile (20-30 anni nel faggio), pi corto per le specie eliofile (6-10 anni per le querce) Le modalit dei tagli variano in base al tipo di bosco e di stazione.

Il turno
Et pi conveniente per eseguire il taglio di rinnovazione in un bosco coetaneo (ceduo o fustaia) Nelle aziende agrarie, il ciclo di produzione coincide con la maturit dei frutti Nelle aziende forestali destinate alla produzione legnosa non esiste una maturazione biologica ben definita

Turno
900 800 700 600
-1

Periodo rinnovazione

T. sementazione T. secondari

m ha

500 400 300 200 100 0 0 20 40 60 80 Et 100 120 140 160 180

Massa principale: collega i valori che rappresentano i volumi dopo i tagli di diradamento

Massa corrente: evoluzione della massa legnosa che subisce degli abbassamenti in corrispondenza dei diradamenti

T. sgombero

TAGLIO DI PREPARAZIONE

FUSTAIA prossima alla maturit

Enrico Siardi

il TAGLIO DI PREPARAZIONE si esegue in soprassuoli eccessivamente densi per consentire lo sviluppo delle chiome degli alberi pi vigorosi (pi adatti alla disseminazione). In realt difficilmente le piante adulte riescono ad espandere ulteriormente la loro chioma.
IMPORTANZA DEI DIRADAMENTI PRECEDENTI

TAGLIO DI SEMENTAZIONE

FUSTAIA dopo il taglio di preparazione

Enrico Siardi

il TAGLIO DI SEMENTAZIONE serve a:


favorire la germinazione del seme caduto a terra prima del taglio (importanza di far coincidere il taglio con unannata di pasciona) con laumento della luce che raggiunge il suolo e il sommovimento del terreno dare luce alla rinnovazione gi presente favorire lumificazione della sostanza organica favorire la disseminazione delle piante rimaste limitare il rigoglio delle piante erbacee tramite la copertura degli alberi rimasti

PRIMO TAGLIO SECONDARIO

FUSTAIA dopo il taglio di sementazione

NUOVA GENERAZIONE

Enrico Siardi

i TAGLI SECONDARI servono a:


incrementare gradualmente la luce che arriva al terreno proteggere la rinnovazione presente dagli eccessi termici proteggere la rinnovazione presente dalla concorrenza erbacea concentrare lincremento legnoso sulla parte di soprassuolo rimasta

1 o 2 tagli secondari al massimo

SECONDO TAGLIO SECONDARIO

FUSTAIA dopo un primo taglio secondario

Enrico Siardi

il TAGLIO DI SGOMBERO avviene quando la rinnovazione gi affermata. Elimina la concorrenza esercitata dagli alberi rimasti sulla rinnovazione. Danneggia spesso parte della rinnovazione (eventuale rimboschimento delle aree danneggiate)

TAGLIO DI SGOMBERO

FUSTAIA dopo un secondo taglio secondario

Enrico Siardi

FUSTAIA dopo il taglio di sgom bero

Enrico Siardi

Classificazioni
T. successivi uniformi (> 5000 m2) T. successivi su piccole superfici graduali (< 5000 m2):
A strisce A orlo

T. successivi a gruppi (presuppongono che ci sia un tratto gi in rinnovazione)

Tagli successivi uniformi


I tagli successivi uniformi vengono eseguiti su superfici ampie, fino ad alcune decine di ettari. Danno origine coetaneiformi. a popolamenti coetanei o

Sfruttano solo in parte la rinnovazione gi presente prima dellinizio dei tagli di rinnovazione

Tagli successivi su piccole superfici


I tagli successivi su piccole superfici vengono eseguiti su superfici modeste, da poche centinaia di metri quadri fino a qualche ettaro se eseguiti a strisce. Danno origine a popolamenti coetaneiformi o disetanei per gruppi. Sfruttano se possibile la rinnovazione gi presente prima dellinizio dei tagli di rinnovazione

Tagli successivi a gruppi

partono da gruppi esistenti di pre-rinnovazione vengono eseguiti su superfici modeste, grandi al massimo qualche centinaio di metri quadri i tagli procedono a macchia dolio favoriscono la disetaneizzazione dei boschi coetanei

Tagli successivi a gruppi Femelschlag

Tagli successivi a strisce


vengono eseguiti su fasce di larghezza da 1 a 3 volte laltezza degli alberi presenti la sequenza dei tagli viene applicata per fasce contigue procedendo controvento rispetto ai venti dominanti si favorisce la disseminazione e si evitano gli schianti delle piante rimaste isolate dopo il taglio

Effetti sul microclima e sul suolo


Dopo taglio di sementazione: maggiore riscaldamento dellaria nelle ore diurne e raffreddamento nelle ore notturne La presenza del soprassuolo attenua per gli estremi termici (minor continentalit che nel caso del taglio raso) Riduzione dellintercettazione delle chiome maggiore disponibilit idrica al suolo Riduzione nellumidit relativa (aumento temperatura)

Effetti sul microclima e sul suolo


Durata dellinnevamento leggermente superiore a quella che si ha nel bosco, ma inferiore al taglio raso Condizioni del vento sono inalterate e sono analoghe a quelle del bosco chiuso Lapporto di lettiera non si interrompe mai totalmente La maggiore temperatura e disponibilit idrica accelerano la mineralizzazione della sostanza organica

Potenziale idrico (MPa)

Confronto tra tagli successivi e taglio raso (Dalton e Messina, 1994, Tree Physiology) Pinus taeda L.

Traspirazione

(mg m-2 s-1)

Conduttanza stomatica (cm s-1)

maggiore conduttanza stomatica nel taglio raso maggiore traspirazione nel taglio raso

Effetti sulla microfauna

Peromyscus maniculatus

Maggiore xericit e copertura

Myodes gapperi

Zwolak, 2009, Forest Ecology and Management

La predazione
Nella fase di disseminazione sono attivi soprattutto uccelli e micromammiferi Nella fase di affermazione sono attivi i macromammiferi:
A debole impatto (muflone, camoscio e la lepre), si cibano saltuariamente di tessuti teneri delle giovani piantine A forte impatto (cervo, capriolo e daino) A impatto indiretto (cinghiale)

Selvicoltura e fauna: effetto degli erbivori sulla rinnovazione

Brucamento

Scrotecciamento

Boschi misti di abete rosso, faggio ed abete bianco in Austria


Reimoser e Gossow, 1996, Forest Ecology and Management

S/W = summer or winter browsing

Gill, 1992, Forestry

Selvicoltura e fauna: effetto degli erbivori sulla rinnovazione

Densit cervidi > 20 individui km-2 Specie: Abies balsamea

Beguin et al., 2009, Forest Ecology and Management

Predazione: esempio in Cansiglio

+ 13% anno-1 3,5 capi / 100 ha

Curva di crescita media della rinnovazione di faggio in classi di altezza iniziali di 50, 70 e 90 cm, nellarea campione di Costa cannella (dal 2004 al 2009). In rosso nellarea recintata ed in blu nellarea non recintata

La predazione

Bernetti et al., 2012

Vantaggi dei tagli successivi


si possono creare condizioni favorevoli a specie con temperamento diverso (anche sciafile non tolleranti il taglio raso) concentrando gli incrementi nelle piante dlite rilasciate dopo il taglio di sementazione si ritraggono assortimenti di maggior valore viene favorita la mineralizzazione della sostanza organica senza causare erosioni del suolo possono portare a boschi misti e disetaneiformi, strutturalmente ed ecologicamente pi stabili la rinnovazione viene protetta dagli estremi termici

Svantaggi dei tagli successivi


i tagli secondari e di sgombero possono comportare (se non ben pianificati) danni notevoli alla rinnovazione la dipendenza dalle annate di pasciona pu portare sul mercato grossi quantitativi di legname nello stesso periodo, deprimendone il prezzo rischio di schianti delle piante rilasciate

Annate di pasciona (seed mast)

Mencuccini et al., 1995, Forest Ecology and Management

Dove sono applicati i tagli successivi

nei querceti e nelle faggete dellEuropa centrale nei boschi puri di conifere o misti (con faggio) delle Alpi nei boschi di conifere dei paesi scandinavi e dellAmerica del nord