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ENEA: UNA NUOVA IMMAGINE DI EROE Enea, eroe troiano e protagonista del poema scritto da Virgilio nel 29.a.

C, figlio di Anchise e della dea Venere e uno dei pochi sopravvissuti alla guerra di Troia. Durante la sua fuga incaricato dal destino di trovare la terra adatta alla fondazione di una citt che costituir la culla di un nuovo impero discendente dei troiani. Per compiere la sua missione costretto a subire sofferenze e a superare mille difficolt a causa dellodio che Giunone prova nei confronti della sua stirpe. ci appare quindi come uno strumento del destino, prescelto per compiere una missione ben pi alta dei desideri, dei piaceri o delle volont individuali. Il suo viaggio rappresenta per lui una fatica necessaria per portare a termine la sua missione della quale si sente investito totalmente con forte senso di responsabilit verso se stesso, i cari, i compagni e i discendenti. La sua principale caratteristica la pietas, un sentimento tipico della cultura romana che Virgilio presenta come un requisito per ogni cittadino. In questo valore infatti sono compresi: il senso del dovere, la devozione verso la famiglia, il rispetto delle leggi che regolano i rapporti civili, la sottomissione ai voleri delle divinit e la lealt verso gli alleati. Quest uomo come ogni eroe epico possiede anche doti di coraggio, fierezza e valore che lo rendono forte in battaglia, temutissimo e rispettato dai nemici, amato e onorato dai sudditi.

Egli, tuttavia, presenta notevoli differenze rispetto ai protagonisti dei poemi omerici. Gli eroi dellIliade, ad esempio Achille e Ettore, sono animati da passioni come lodio per il nemico, il desiderio di gloria e conquista, al sete di vendetta. Odisseo, protagonista dellOdissea, curioso e astuto, avido di conoscenza e sempre pronto a cavarsi dimpaccio con la sua eloquenza o con linganno. Enea non conosce nessuna di queste passioni: egli, infatti, non desidera potere, gloria o nuove esperienze. Al contrario abbandona il ruolo di eroe guerriero per diventare uomo del destino: nasce cos una nuova immagine di eroe, un eroe fondatore, capace di subordinare gli esempi di forza alle necessit della nuova virt. La sua fuga da Troia non un atto di vilt, ma la realizzazione di una missione superiore. Una famiglia, i resti di un popolo esule, i sacri Penati di Troia: questo il carico a lui imposto come prova di forza eroica. Enea si presenta a Didone dicendo: io sono il pio Enea. Pio non perch sia buono e misericordioso, pur essendo particolarmente devoto agli dei, come si vede dalla cieca fiducia che ripone nei loro presagi, ma perch incarna perfettamente i valori di rispetto dellunit familiare come si vede durante al fuga da Troia, quando si fa carico sia del figlio sia del padre Anchise. Qui latteggiamento pietoso delleroe troiano consiste nel rispetto dei valori

tradizionali, quali la famiglia, la patria e la religione. Enea inoltre obbedisce sempre agli dei e al Fato, mettendo in secondo piano le vicende personali, come lamore per Didone. E quindi valoroso in battaglia, ma non ama la guerra e la affronta solo perche cosi gli comanda il Destino; di stirpe illustre ma non cerca agi e lussi; vive in modo frugale, accontentandosi di poco, ha origini divine, ma non ha mai atteggiamenti superbi. Secondo Virgilio, le caratteristiche di Enea corrispondevano alle doti del popolo romano: il poeta pensava che proprio grazie a queste doti i Romani, dopo aver conquistato territori immensi, sarebbero diventati custodi della pace e dellordine nel mondo. Anche attraverso a figura delleroe troiano, dunque Virgilio celebrava la grandezza di Roma e del suo Impero.

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