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condottolo attorno a tutto il resto delle mura, dove lacropoli era pi facilmente espugnabile, trascur questo punto, considerandolo

inespugnabile e scosceso. Infatti questa parte rivolta verso lo Tmolo. [4] Il mardo Iriade dunque, avendo visto il giorno precedente che uno dei Lidi era sceso da questa parte dellacropoli per raccogliere un elmo rotolato gi dallalto e laveva ripreso, not il fatto e vi prest attenzione. [5] Allora egli stesso sal, e dietro a lui altri Persiani salirono, e cos, essendo entrati in molti Sardi fu presa e tutta la citt fu saccheggiata. 85. Riguardo a Creso stesso ecco quello che avvenne. Egli aveva un figlio, di cui anche precedentemente ho fatto menzione, in tutto il resto normale, ma muto. Nel tempo della passata prosperit Creso aveva tentato di tutto per lui, e fra laltro aveva mandato perfino a Delfi a interrogare loracolo su di lui. [2] E la Pizia gli aveva cos risposto: O uomo di stirpe lidia, re di molti sudditi, o Creso assai stolto, non volere udire nella casa la bramata voce del figlio che parla. Per te sarebbe assai meglio che ci restasse lontano, ch egli parler per la prima volta in un giorno di sciagura. [3] Ora, prese le mura, uno dei Persiani, non avendo riconosciuto Creso, si slanci per ucciderlo, e Creso, pur vedendolo avanzare, accasciato dalla sventura non se ne cur, n gli importava di morire sotto i suoi colpi. [4] Ma il figlio muto, quando vide il Persiano avanzare, per la paura e per il dolore, trasse fuori la voce e grid: Uomo, non uccidere Creso!. Egli dunque cos per la prima volta parl, e dopo di allora per tutta la vita conserv luso della parola. 86. I Persiani occuparono dunque Sardi e catturarono lo stesso Creso, il quale aveva regnato per 14 anni e per 14 giorni aveva sostenuto lassedio e, secondo loracolo, aveva distrutto un grande impero, il suo. Presolo, i Persiani lo condussero dinanzi a Ciro. [2] E questi, fatto innalzare un grande rogo, fece salire su di esso Creso avvinto in

ceppi, e accanto a lui 14 giovani lidi, avendo in animo di sacrificare a qualcuno degli di tali primizie del bottino, o volendo compiere un voto, o anche, sapendo che Creso era pio, lo fece salire sul rogo proprio per vedere se qualche divinit lo avrebbe salvato dallessere bruciato vivo. [3] Dunque Ciro fece questo; e a Creso mentre stava sul rogo venne in mente, pur trovandosi in tale frangente, la sentenza di Solone, quasi gli fosse stata detta per ispirazione divina, che nessuno dei viventi felice. A questo pensiero, dopo lungo silenzio, sospir e gemette e per tre volte invoc il nome: Solone!. [4] E Ciro, uditolo, comand agli interpreti di chiedere a Creso chi mai fosse costui che invocava, e quelli avvicinatisi glielo chiesero. Creso, interrogato, per qualche tempo rimase silenzioso; ma poi, costretto, rispose: luomo che, a prezzo di grandi ricchezze, avrei voluto che avesse parlato a tutti i monarchi. Ma, poich diceva cose per loro incomprensibili, di nuovo gli chiesero cosa intendesse dire. [5] E poich insistevano e lo importunavano, narr infine come un tempo si fosse recato da lui Solone ateniese, e come, dopo aver osservato tutti i suoi beni, lo avesse disprezzato, dicendo cos e cos, e come tutto gli fosse accaduto secondo quanto quello aveva detto, parlando non solo per lui quanto per tutto il genere umano, e soprattutto per coloro che credono di essere felici. Mentre Creso raccontava il rogo era gi stato acceso e bruciava ai bordi. [6] E Ciro, udito dagli interpreti quel che Creso aveva detto, mutando consiglio e riflettendo che, essendo anchegli uomo, stava per dare in preda alle fiamme un altro uomo che era stato a lui non inferiore per fortuna, e oltre a ci temendo il castigo divino, e avendo compreso che nessuna delle cose umane sicura, ordin di spegnere al pi presto il fuoco che ardeva e di far scendere Creso e quelli che erano con lui. Ma per quanto lo tentassero non poterono pi aver ragione del fuoco. 87. Narrano i Lidi che allora Creso, accortosi del penti-