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Diritto pubblico e dellunione europea

30/09/13 Esame scritto, domande aperte (cui rispondere in maniera pi ampia possibile) Prova intermedia 21/11/13 (fine primo modulo) Esse3didattica on linemateriali didattici Non ci sono slide.

Il diritto non solo quello di uno stato ma pu esistere allinterno di un qualsiasi gruppo di persone (ubi societas, ivi ius). Ma il diritto di uno stato ha un prius, in quanto lo stato ha il predominio sulla regolamentazione, sulla decisione di cosa sia e non sia lecito. Lidea che il diritto non sia solo quello prodotto dallo stato importante in quanto noi studieremo il diritto pubblico italiano, ma anche quello internazionale e quello dellUE: anche questi sono ordinamenti, e possono interagire gli uni con gli altri: lo stato italiano riconosce altri ordinamenti oltre al proprio. Ci sono tre funzioni cardine dellordinamento giuridico:

Funzione legislativa, pone le norme (generali ed astratte); Funzione giurisdizionale, le fa rispettare (tribunali); Funzione esecutiva, interviene materialmente (governo e pubblica amministrazione).

Cosa differenzia i tre ordinamenti che studieremo (ordinamento = insieme di soggetti istituzionali che si danno delle regole).

diritto pubblico (nazionale)

In Italia come in tutte le democrazie liberali moderne, il fatto che ci sia un potere governante che esercita la propria autorit sul popolo legittimato in base della selezione democratica dei governanti. Le rivoluzioni liberali del settecento (francese e americana) hanno introdotto tre principi: Legittimazione democratica dei governanti;

Separazione dei poteri, cio lattribuzione delle tre funzioni del diritto (legislativa, giurisdizionale, esecutiva) a organi separati e fra loro indipendenti; Riconoscimento di diritti fondamentali inalienabili, che gli individui possono rivendicare nei confronti dello stato e che oggi sono tutelati da tribunali internazionali (es. Consiglio europeo, che non il consiglio dellUE). In Italia: La funzione legislativa in mano al parlamento, talvolta al governo, e anche alle assemblee regionali. La funzione esecutiva svolta dalla pubblica amministrazione e dal governo, che ne la guida.

La funzione giurisdizionale in mano a magistratura ordinaria civile e penale, magistrature speciali (amministrativa), corte costituzionale.

Diritto internazionale

Il diritto internazionale ha come soggetti gli stati, ci sono organizzazioni internazionali ma sono composte dagli stati. Il singolo individuo ha spazio in casi molto limitati. Il diritto internazionale un ordinamento acefalo, anarchico: i rapporti sono considerati come tutti uguali, tutti gli stati sono considerati in una condizione di parit, e non c un potere governante che eserciti le tre funzioni; sono i singoli stati che accettano di assoggettarsi alle norme, e se manca questo momento non c sanzione. Non c un parlamento internazionale (cio una funzione legislativa accentrata), per cui le decisioni prese a maggioranza possano diventare vincolanti per chi si pronunciato a sfavore. Non esiste un tribunale internazionale (vedi caso Italia-india). Esiste la corte internazionale di giustizia, ma la giurisdizione non obbligatoria; gli stati che hanno una controversia possono decidere di rimettersi ad essa, e devono essere entrambi daccordo. Non esiste una polizia internazionale che costringa uno stato a pagare una sanzione. Oggi un elemento di accentramento dato dal consiglio di sicurezza delle nazioni unite, la carta delle nazioni unite nega la possibilit per i singoli stati di dichiarare guerra autonomamente, se non per legittima difesa. In casi diversi dalla legittima difesa, il consiglio di sicurezza a decidere se intervenire militarmente per porre fine ad una controversia: caso Siria, pu uno stato o un insieme di stati intraprendere una guerra indipendentemente dall'ONU?

Diritto dellunione europea

Diritto dellUnione Europea


29/10/13 LUE caratterizzata dalla permanente tensione fra:

dimensione internazionale/intergovernativa nasce da un trattato internazionale;

dimensione sovranazionale/comunitaria tendenza a creare una comunit politica, ricreando elementi tipici degli stati. Nellambito dellUnione Europea lo spartiacque del momento costituente non dato, come invece negli stati; si ha invece un processo che procede per tappe. Nel trattato di Lisbona gli stati si dichiarano decisi a segnare una nuova tappa nel processo di integrazione europea, quindi lUnione Europea vista come qualcosa in mutamento, non concluso. Non si pu capire la versione attuale del trattato senza conoscere i precedenti, proprio perch lUE qualcosa in continuo mutamento. Si parla di Unione Europea a partire dal 1992, con il trattato di Maastricht. Prima di questa data cerano le comunit europee, in particolare:

Comunit Europea del Carbone e dellAcciaio (CECA) del 1951;

Comunit Economica Europea (CEE) del 1957, laggettivo economica viene eliminato con il trattato di Maastricht;

Comunit Europea per lEnergia Atomica (CEEA o EURATOM) del 1957.

Le tre comunit erano inizialmente distinte. Momenti importanti per le Comunit sono:

Atto Unico (1986) non incide sullaspetto strutturale; Trattato di Maastricht (1992) crea lUnione Europea.

La struttura comunitaria instituita a Maastricht esemplificata con un tempio greco a tre colonne. Il Trattato sullUnione Europea (TUE) instituisce lUnione Europea, che poggia su tre pilastri: CE, CECA e CEEA; Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC); Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale (GAI).

Il primo pilastro applica il metodo sovranazionale: decisioni prese a maggioranza; partecipazione del Parlamento.

Secondo e terzo pilastro toccano il fulcro della sovranit statale, applicano quindi il metodo intergovernativo: decisioni prese dal Consiglio allunanimit; n partecipazione del parlamento n controllo della CGUE.

Dopo Maastricht: Trattato di Amsterdam (1997) introduce nel primo pilastro competenze in merito di immigrazione e asilo politico, rimangono competenze specifiche nel secondo e terzo pilastro;

Trattato di Nizza (2001);

Trattato di Lisbona (2009) scomparsa delle comunit europee, inglobate nellUnione Europea, i trattati CE e EURATOM (la CECA si era estinta dal 2001, perch era un trattato con durata di 50 anni) sono assorbiti dal trattato di Lisbona, che si basa su due trattati: o Trattato sullUnione Europea (TUE): struttura in termini generali; elenco delle istituzioni e delle loro funzioni, salvo rimandare al TFUE per i dettagli; modalit di revisione dei trattati; cooperazioni rafforzate;

disposizioni specifiche su politica estera e di sicurezza comune, derogatorie rispetto a quanto si applica normalmente per le altre competenze dellUnione , sottolineando la valenza intergovernativa di tali politiche; o Trattato sul Funzionamento dellUnione Europea (TFUE): materie e politiche su cui lUnione interviene;

modalit decisionali, come si vota, come si assumono determinate direttive e determinati orientamenti. Non c uniformit nei procedimenti legislativi, si valuta volta per volta, in base alla materia.

LUnione Europea, non essendo uno stato, agisce in base a un principio di attribuzione, cio non pu eccedere le competenze attribuitele dagli stati membri. Inoltre, la modalit dintervento non sempre uguale, ma ci sono: competenze specifiche

competenze concorrenti, in cui lUE pu intervenire ma con la necessit di dimostrare che solo lintervento di essa pu garantire una soluzione efficace; competenze di coordinamento, pu solo emanare soft law, orientamenti che poi gli stati si impegnano a seguire. Il trattato di Lisbona determina la divisione fra TUE come trattato cornice e TFUE come trattato di dettaglio rispetto al primo. Si deve combinare il processo di formulazione di trattati (approfondimento) con quello di allargamento territoriale dellUnione Europea. La progressiva accentuazione dellelemento sovranazionale dellUnione assume due dimensioni: Politico istituzionale attori politico istituzionali, in particolare gli stati, in occasione dei vari trattati di revisione; Giurisprudenziale corte di giustizia dellUnione Europea, la quale ha sempre inteso la propria funzione come garanzia delleffettivit del diritto comunitario, cio della sua effettiva applicazione a livello nazionale, anche contro eventuali reticenze degli stati membri. Per fare questo ha rafforzato determinati meccanismi per permettere al singolo cittadino di far valere la propria posizione direttamente di fronte ai giudici europei. Lordinamento dellUE va considerato sempre anche dal punto di vista giurisprudenziale. Dimensione politico istituzionale del rafforzamento della logica sovranazionale Gi il trattato istitutivo della CECA ha caratteristiche diverse dai classici trattati internazionali: la Corte di Giustizia dellUE far leva su questi caratteri peculiari per porre la comunit europea come unit distinta dal diritto internazionale classico. Le organizzazioni internazionali (Consiglio dEuropa, ONU) sono caratterizzate da: Centralit degli esecutivi il ruolo decisionale appartiene ad organi che rappresentano gli esecutivi nazionali; o o o

Voto allunanimit si considerano tutti gli stati come formalmente pari fra loro; Assemblea:
Eletta indirettamente; Funzioni consultive; Non partecipe dei processi decisionali;

Promulgazione di trattati, che devono necessariamente essere poi firmati dagli stati, che devono assumere atti di trasposizione interna; Non si prevedono organi giurisdizionali con giurisdizione obbligatoria.

Nella struttura originaria della CEE si aveva:

Elementi di modalit intergovernativa:

o Ruolo decisionale al Consiglio dei Ministri, che rappresenta gli interessi dei singoli stati tramite la partecipazione di membri degli esecutivi nazionali; o Voto allunanimit, quindi possibilit di veto per gli stati che considerassero che un accordo potesse ledere i propri interessi nazionali; o Parlamento Europeo: Non direttamente eletto; Funzioni consultive non vincolanti. Elementi di modalit sovranazionale:

o Proposta legislativa alla Commissione, che rappresenta gli interessi comunitari e non quelli nazionali; Lidea della Commissione era quello di un organo tecnico che portasse avanti un interesse autenticamente comunitario. Il Consiglio ha ruolo decisionale, ma qualora la Commissione decida che la posizione del Consiglio sia lesiva degli interessi comunitari pu ritirare la proposta e bloccare il processo decisionale; o Voto a maggioranza nel Consiglio per alcune materie e politiche (a partire dal 1962), sintomo della disponibilit da parte degli stati a subire ipotesi contrastanti con i singoli interessi nazionali; o Corte di Giustizia con giurisdizione obbligatoria, competente a giudicare e sanzionare la violazione di obblighi comunitari da parte degli stati; o Fonti del diritto: il trattato CE prevede che gli organi dellunione (allepoca Consiglio, Commissione e in misura subalterna Parlamento) possano emanare atti normativi produttivi di norme giuridiche: Regolamenti atti aventi portata generale, vincolanti non solo gli stati ma anche i cittadini, hanno il carattere della diretta applicabilit, ovvero non necessitano di atti di trasposizione interna da parte degli stati; Direttive atti che definiscono un contesto normativo, senza produrre immediatamente effetti interni, ma presuppongono che gli stati le traspongano, prevedendo un limite massimo di tempo (sono di fatto leggi di delega); Decisioni.

I trattati stipulati dal 1951 a oggi hanno portato un progressivo rafforzamento della logica sovranazionale, in tre dimensioni: Procedimento decisionale Il Parlamento Europeo nasce come organo non elettivo e con funzioni consultive e non vincolanti. Nel 1979 si istituiscono le elezioni europee e quindi si attribuisce al Parlamento una legittimazione democratica. In nome della legittimazione democratica, inizia a rafforzarsi il ruolo del Parlamento nel processo decisionale: in un primo momento si stabilisce lobbligo per i Consiglio di consultare il Parlamento prima di prendere le decisioni, in seguito si stabilisce la cooperazione di Parlamento e Consiglio nel processo legislativo ordinario, utilizzato per la maggior parte delle materie (mentre alcune continuano a seguire percorsi differenziati). Meccanismo di voto interno del Consiglio

Il trattato CEE (1957) stabiliva che il Consiglio avrebbe votato allunanimit per un periodo transitorio di cinque anni, al termine dei quali alcune materie sarebbero state decise a maggioranza qualificata. Nel 1962 per si ha la crisi della sedia vuota: De Gaulle, visto che la Francia sarebbe stata svantaggiata dal voto a maggioranza in materia di politica agricola comune, blocca il processo decisionale dicendo i rappresentanti francesi di non presentarsi in Consiglio. La situazione fu risolta con accordi di Lussemburgo, in base ai quali una delegazione nazionale, invocando importanti interessi nazionale, poteva bloccare il processo decisionale e chiedere di trovare una soluzione unanime. La prassi iniziata con gli accordi di Lussemburgo termina con lAtto Unico Europeo (1986), che estende le materie in cui si vota a maggioranza. Estensione materiale delle competenze 31/10/13 Puntate precedenti. Le tappe principali dellordinamento comunitario:

1951 CECA 1957 CEE e EURATOM 1992 Trattato di Maastricht nascita dellUE, fondata su tre pilastri:
comunit europee (CECA, CEE, CEEA) metodo comunitario; PESC GAI metodo intergovernativo; metodo intergovernativo.

2001 Trattato di Lisbona

estinzione delle comunit europee, inglobate nellUE. Trattati di CE e CEEA inglobati in TUE e TFUE. Ancora oggi comunque quella che era la PESC ha un trattamento diversificato, segue il metodo intergovernativo, trattata nel TUE e non nel TFUE, le decisioni sono prese allunanimit dal consiglio e determinano posizioni comuni, non norme vincolanti, non sono quindi sottoposte al controllo della corte di giustizia.

Metodo intergovernativo decide il consiglio votando allunanimit, senza partecipazione della commissione e col parlamento con ruolo al pi consultivo, la corte di giustizia non esercita un controllo. Non vengono prodotti atti giuridicamente rilevanti, necessaria la trasposizione da parte degli stati. Metodo comunitario la funzione legislativa esercitata congiuntamente da commissione, che ha il monopolio delliniziativa legislativa, consiglio e parlamento (co-decisione per Maastricht, processo legislativo ordinario per Lisbona). Il consiglio di regola vota a maggioranza qualificata, si adottano atti vincolanti e direttamente applicabili, la corte di giustizia esercita un controllo sulla conformit del diritto nazionale rispetto a quello comunitario. Il rafforzamento della logica sovranazionale proceduto in tre dimensioni:

Processo decisionale rafforzamento del ruolo del Parlamento Europeo; Meccanismo di voto nel Consiglio estensione del voto a maggioranza; Estensione delle competenze dellUnione.

Estensione delle competenze LUnione Europea nasce nel 1951 in ottica funzionalistica, come condivisione di risorse economiche al fine di evitare conflitti fra le potenze europee, in particolare Francia e Germania, coinvolte nella seconda guerra mondiale. Nel 1957 nasce la CEE, che mostra la vocazione economica dellunione. La CEE prevede:

Politica commerciale comune le merci importate dallesterno dovevano essere sottoposte alla stessa tassazione; Abolizione dei dazi tra gli stati della Comunit; Regole comuni sulla concorrenza; Libera circolazione dei fattori produttivi;

Eliminazione di tutte le misure nazionali che possono ostacolare la circolazione delle merci e di un mercato concorrenziale. Lultimo punto pi complesso della semplice abolizione dei dazi, in quanto ci sono molte questioni collegate: appalti le amministrazioni pubbliche sono fra i primi committenti delle aziende. Lo stato ha interesse ad agevolare le aziende locali, ma per la concorrenza gli appalti dovrebbero dare pari opportunit ad aziende locali e non; ambiente gli standard ambientali determinano costi per le aziende, che tenderanno quindi a spostarsi in paesi dove questi sono pi bassi, col rischio che si crei concorrenza fra gli stati dellUnione; discriminazione di genere in ambito lavorativo. Articolo 352 TFUE 1. Se un'azione dell'Unione appare necessaria, nel quadro delle politiche definite dai trattati, per realizzare uno degli obiettivi di cui ai trattati senza che questi ultimi abbiano previsto i poteri di azione richiesti a tal fine, il Consiglio, deliberando all'unanimit su proposta della Commissione e previa approvazione del Parlamento europeo, adotta le disposizioni appropriate. Il trattato CEE conteneva quella che oggi chiamata clausola di flessibilit (Art. 352 TFUE): se per raggiungere un obiettivo comunitario necessaria unazione che non sia prevista dai trattati, il Consiglio pu decidere allunanimit di adottare disposizioni appropriate. Atto Unico Europeo (1986) e trattati successivi hanno applicato un principio di razionalizzazione dellesistente, formalizzando lacquisizione da parte dellUE di competenze su cui aveva di fatto gi legiferato, grazie alla clausola di flessibilit. Con Maastricht (1992) le competenze attribuite allUnione non hanno solo fini economici, c anche la volont di raggiungere ununione politica. Articolo 5 TUE 1. La delimitazione delle competenze dell'Unione si fonda sul principio di attribuzione. L'esercizio delle competenze dell'Unione si fonda sui principi di sussidiariet e proporzionalit. 2. In virt del principio di attribuzione, l'Unione agisce esclusivamente nei limiti delle competenze che le sono attribuite dagli Stati membri nei trattati per realizzare gli obiettivi da questi stabiliti. Qualsiasi competenza non attribuita all'Unione nei trattati appartiene agli Stati membri. Lunione europea si basa sul principio di attribuzione delle competenze (Art. 5 TUE), mitigato dalla clausola di flessibilit (Art. 352 TFUE). A partire dallAtto Unico Europeo si attua una razionalizzazione dellesistente, attribuendo formalmente allUnione materie su cui si era di fatto legiferato. Altri ampliamenti di competenze (ad esempio quelli in materia penale) derivano invece dalla volont degli stati di attribuire allunione europea ulteriori poteri, anche al di l del mercato unico.

Lestensione delle competenze dellUnione Europea per determina, a livello nazionale: Rafforzamento gli esecutivi in quanto formano il Consiglio; Perdita di potere da parte di parlamenti e esecutivi sub statali (regioni, Lnder).

A seguito della protesta dei Lnder tedeschi, che si vedevano sottrarre potere decisionale, si cerca di porre rimedio a situazione, a partire dal trattato di Maastricht. Nascono il principio di sussidiariet e il principio di proporzionalit. Articolo 5 TUE 3. In virt del principio di sussidiariet, nei settori che non sono di sua competenza esclusiva l'Unione interviene soltanto se e in quanto gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, n a livello centrale n a livello regionale e locale, ma possono, a motivo della portata o degli effetti dell'azione in questione, essere conseguiti meglio a livello di Unione. Le istituzioni dell'Unione applicano il principio di sussidiariet conformemente al protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiariet e di proporzionalit. I parlamenti nazionali vigilano sul rispetto del principio di sussidiariet secondo la procedura prevista in detto protocollo. 4. In virt del principio di proporzionalit, il contenuto e la forma dell'azione dell'Unione si limitano a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei trattati. Le istituzioni dell'Unione applicano il principio di proporzionalit conformemente al protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiariet e di proporzionalit.

Il principio di sussidiariet Le competenze attribuite allUnione dai trattati possono essere:

Esclusive solo lUE pu intervenire (es. politica commerciale comune, applicazione di dazi);

Concorrenti gli stati possono intervenire fintanto che non interviene lUE, la quale pu agire secondo due schemi: o Schema delluniformizzazione disciplinando direttamente e in maniera esclusiva il settore, emanando regolamenti; o Schema dellarmonizzazione dando direttive generali, in modo da lasciare ampia discrezionalit agli stati. In questi casi, lintervento UE subordinato al principio di sussidiariet (Art. 5 comma 3 TUE), per cui lintervento dellunione europea deve essere motivato, argomentando perch sia necessario lintervento dellUnione in materia. Il protocollo sul principio di sussidiariet stabilisce che la Commissione, dovendo assumere un atto che ricade nelle competenze non esclusive dellUnione, notifica latto ai parlamenti nazionali perch esprimano un parere in merito al rispetto del principio di sussidiariet: se un terzo dei parlamenti contrario alladozione dellatto la procedura decisionale si arresta e si obbliga la Commissione a rivedere la proposta, eventualmente riproponendola ma giustificando i motivi della necessit dellintervento dellUE. Questo servito a ridare un minimo di centralit ai parlamenti nazionali, coinvolgendoli nel procedimento decisionale europeo. 04/11/13 Nellequilibrio delle dimensioni sovranazionale e intergovernativa va cercata la peculiarit dellunione europea come sistema in formazione.

Lunione europea non uno stato federale, quindi il suo potere non si basa su ununica legittimazione, bens sono due catene di legittimazione: una propria dellunione europea, con lelezione del Parlamento europeo, una propria degli stati, con la formazione degli esecutivi. Articolo 10 2. I cittadini sono direttamente rappresentati, a livello dell'Unione, nel Parlamento europeo. Gli Stati membri sono rappresentati nel Consiglio europeo dai rispettivi capi di Stato o di governo e nel Consiglio dai rispettivi governi, a loro volta democraticamente responsabili dinanzi ai loro parlamenti nazionali o dinanzi ai loro cittadini. Larticolo 10 individua le due catene di legittimazione: i cittadini sono direttamente rappresentati nel parlamento dellunione europea, gli stati membri sono rappresentati nel consiglio europeo e nel consiglio dellunione europea dai governi nazionali, responsabili di fronte ai parlamenti nazionali e ai cittadini. Con i trattati si cercato di rafforzare la dimensione sovranazionale dellUE, in gran parte attraverso il rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo in due direzioni: Processo decisionale procedura legislativa ordinaria; Funzione di indirizzo e di controllo rispetto alla Commissione per quanto riguarda nomina, permanenza in carica e controllo delloperato dei membri della commissione. La seconda direzione del rafforzamento del ruolo del parlamento europeo risponde alla volont di applicare allunione europea un modello di funzionamento tipico degli stati parlamentari, identificando la commissione con un organo esecutivo. Questa volont si scontra per con la doppia catena di legittimazione dellUnione, e con le peculiarit da questa derivanti. Le istituzioni dellUnione Europea Parlamento Europeo rappresenta gli interessi dei cittadini dellunione. La tendenza nel corso delle varie revisioni ai trattati stata di accrescerne il ruolo legislativo su una base di quasi parit con il Consiglio e di accrescerne il ruolo in nomina, permanenza in carica e controllo sulla Commissione.

Consiglio dellUnione rappresenta gli interessi degli Stati. formato da un rappresentante a livello
ministeriale per ogni stato membro, non ha una composizione fissa ma vi risiedono i ministri competenti per materia. lorgano che ha sempre detenuto la funzione legislativa, man mano erosa dal parlamento.

Consiglio Europeo non era previsto nei trattati istitutivi ma si imposto nella prassi, stato riconosciuto
fra le istituzioni dal trattato di Lisbona. lorgano intergovernativo per eccellenza, formato dai capi di stato e di governo. Il Consiglio Europeo delibera cercando il consenso, lunanimit fra i propri componenti. Ha il compito di dare lindirizzo politico, la cornice generale in cui le altre istituzioni si collocano. La Commissione si vista sempre pi minare il monopolio delliniziativa legislativa, in quanto deve sempre seguire le direzioni indicate dal Consiglio Europeo. Non ha funzione legislativa ma ha funzione politica, quindi in caso di difficolt nel raggiungimento di decisioni da parte del Consiglio dellUnione possibile il suo coinvolgimento. Ha il potere di nomina dei membri della Commissione.

Commissione ha un carattere ibrido:


dimensione intergovernativa un commissario per ogni stato membro (teoricamente, doveva essere cos fino al 2014, ma per questioni politiche non si riuscito a realizzare il progetto di diminuire i commissari);

dimensione sovranazionale i commissari non rispondono allo stato di appartenenza ma agli interessi dellunione in generale. I commissari: sono scelti in base alle competenze; hanno mandato quinquennale; hanno il divieto di fare gli interessi del proprio stato.

La commissione non ha funzione legislativa in quanto non emana regolamenti e direttive, ma ha il monopolio del potere di iniziativa, e pu in ogni momento ritirare la sua proposta e bloccare la procedura. La possibilit di ritirare la proposta le ha permesso, in particolare alle origini, quando il Parlamento aveva solo una funzione consultiva, di avere potere di negoziazione con il Consiglio. La Commissione anche custode dei trattati, pu attivare la procedura di infrazione. Una delle peculiarit della CEE era la previsione di un organo di giustizia obbligatorio, chiamato a pronunciarsi in caso di violazione del diritto dellunione europea da parte di uno stato e in grado di condannare lo stato al pagamento di sanzioni pecuniarie. Lattivazione della procedura di attivazione spetta alla Commissione, la quale mette in atto una procedura che si sostanzia in una fase precontestuale: la Commissione avverte lo stato, dandogli tempo per replicare e per adeguarsi, dopodich pu adire la Corte di Giustizia. La Commissione decide come ripartire i fondi, gestisce le politiche di redistribuzione delle risorse (fondi strutturali, per la ricerca, per la politica agricola). Ha poteri propri in tema di concorrenza. La nomina della Commissione La tendenza ad accentuare lelemento sovranazionale nella revisione dei trattati si esprime anche con la presenza del Parlamento nella nomina e nella permanenza in carica della Commissione, prima prerogative del Consiglio Europeo.

Articolo 17 TUE 7. Tenuto conto delle elezioni del Parlamento europeo e dopo aver effettuato le consultazioni appropriate, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone al Parlamento europeo un candidato alla carica di presidente della Commissione. Tale candidato eletto dal Parlamento europeo a maggioranza dei membri che lo compongono. Se il candidato non ottiene la maggioranza, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone entro un mese un nuovo candidato, che eletto dal Parlamento europeo secondo la stessa procedura. Il Consiglio, di comune accordo con il presidente eletto, adotta l'elenco delle altre personalit che propone di nominare membri della Commissione. Dette personalit sono selezionate in base alle proposte presentate dagli Stati membri, conformemente ai criteri di cui al paragrafo 3, secondo comma e al paragrafo 5, secondo comma. Il presidente, l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli altri membri della Commissione sono soggetti, collettivamente, ad un voto di approvazione del Parlamento europeo. In seguito a tale approvazione la Commissione nominata dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata. 8. La Commissione responsabile collettivamente dinanzi al Parlamento europeo. Il Parlamento europeo pu votare una mozione di censura della Commissione secondo le modalit di cui all'articolo 234 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Se tale mozione adottata, i membri della Commissione si dimettono collettivamente dalle loro funzioni e l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza si dimette dalle funzioni che esercita in seno alla Commissione. Il Consiglio Europeo designa a maggioranza qualificata il Presidente della Commissione, il quale viene eletto dal Parlamento a maggioranza assoluta dei membri. Il fatto che il Presidente sia eletto separatamente dal resto dei commissari ne rafforza il ruolo allinterno dellistituzione (vedi la questione principio monocratico principio collegiale). Il Consiglio Europeo, su proposta del Presidente della Commissione, adotta una lista di commissari, che deve essere approvata collettivamente da Parlamento. A questo punto i commissari vengono nominati dal Consiglio Europeo. La mozione di censura richiama la mozione di sfiducia con cui si pu far valere la responsabilit dellesecutivo in uno stato, ma la commissione non responsabile di fronte a nessun altro organo, ed ha mandato di durata fissa. La mozione di censura richiede quorum molto alti, con 50%+1 di presenti e 2/3 di votanti, quindi il suo scopo non quello di correggere lindirizzo politico. La mozione di censura non stata mai applicata, al massimo minacciata, con valenza sanzionatoria di comportamenti illeciti posti in essere dai commissari, e non politica. La procedura legislativa ordinaria La procedura legislativa ordinaria si applica ordinariamente e prevede: Consiglio e Parlamento su un piano di parit; voto del Consiglio a maggioranza qualificata (e non allunanimit).

Accanto a questa procedura sono mantenute dal trattato procedure legislative speciali, in cui la posizione del Consiglio e del Parlamento non paritaria, ma pu avvenire che:

il Parlamento decide con la partecipazione del Consiglio (casi residuali);

il Consiglio decide con la partecipazione del Parlamento la partecipazione del Parlamento avviene con lespressione di un parere, il quale pu essere: o Obbligatorio ma non vincolante;

o Obbligatorio e vincolante procedura di approvazione: il Parlamento pu esprimersi in modo favorevole o contrario alla proposta del Consiglio, ma non pu modificarla, di fatto un potere di veto del Parlamento. La procedura legislativa ordinaria: La commissione presenta una proposta; Il parlamento presenta la sua posizione e la manda al consiglio. Il consiglio pu: approvare gli emendamenti del parlamento in prima lettura e adottare latto; non approvare la posizione del parlamento europeo e proporre una sua versione del testo e rimandare il tutto al parlamento. Il parlamento ha tre mesi di tempo da quando il consiglio gli ha mandato il testo dopo la prima lettura, in cui pu succedere che il parlamento: approva latto, che viene deliberato nella versione del consiglio; non si pronuncia, e latto adottato secondo la posizione del consiglio; si pronuncia a maggioranza contro ladozione dellatto; propone degli emendamenti. Il consiglio pu: adottare latto nella versione del parlamento, quindi accogliere gli emendamenti proposti dal parlamento, questo a maggioranza qualificata se la commissione sostiene gli emendamenti, altrimenti allunanimit; non accetta gli emendamenti. Viene convocato un comitato di conciliazione, formato per met da rappresentanti del consiglio e per met da rappresentanti del parlamento. Il comitato ha sei settimane per raggiungere un testo concordato, dopodich tanto il consiglio quanto il parlamento devono approvare, luno a maggioranza qualificata, laltro a maggioranza semplice, latto formulato dal comitato. A differenza del parere vincolante, qui il parlamento non esprime solo un s o un no, ma pu porre modifiche al testo. Questa procedura non nasce con Lisbona ma con Maastricht, con il nome di procedura di codecisione, per essere estesa con Amsterdam e Nizza. (domanda: dimensione sovranazionale del ruolo del parlamento europeo). 05/11/13 Puntate precedenti. Dal punto di vista istituzionale le caratteristiche di fondo del rafforzamento della dimensione sovranazionale dellunione europea sono il rafforzamento del ruolo del parlamento nella procedura legislativa ordinarie e nella nomina della commissione. gli elementi intergovernativi nella nomina della commissione il ruolo che il consiglio ha nello scegliere il presidente e nel nominare i commissari. La mozione di censura non accostabile alla mozione di sfiducia perch da trattato la commissione non dipendente per lindirizzo politico da altre istituzione. La procedura legislativa ordinaria nasce con il trattato di Maastricht, con il nome di procedura di codecisione. La procedura di accettazione diversa in quanto il parlamento esprime un parere vincolante il quale per pu essere positivo o negativo, ma non pu modificare il testo dellatto. Le modifiche dei trattati hanno rafforzato la dimensione sovranazionale attraverso il ruolo del parlamento. Ci sono anche elementi che vanno contro la dimensione sovranazionale, come il crescente potere del consiglio europeo, riconosciuto come istituzione dal trattato di Lisbona. C un altro aspetto caratterizzante la revisione dei trattati, ed il tema di come vota il consiglio. La procedura decisionale originaria prevedeva la decisione del consiglio con voto allunanimit, che doveva essere superato negli anni 60, ma in seguito alla crisi della sedia vuota, fino allatto unico europeo, si rende necessaria nella prassi lunanimit. A partire dallatto unico il consiglio vota a maggioranza qualificata. Originariamente la cee era formata da sei stati, la maggioranza quindi era la maggioranza semplice, ogni stato valeva un voto. Ma nel momento in cui si hanno gli allargamenti si pone il problema di sostanziale democraticit: il principio uno stato un voto tipico della dimensione internazionale, ma questo sistema non appariva congruo nel momento in cui si avevano tanti stati con popolazione diversa. Si introduce il concetto di maggioranza qualificata. la disciplina che andiamo a vedere quella ora in vigore ma che sar superata nel 2014, ma il trattato prevede che su richiesta di uno stato si possa applicare quella attuale fino al 2017. Il peso del voto delle varie delegazioni nazionali in seno al consiglio non sempre uguale ma proporzionato alla popolazione rappresentata. Non c comunque

una proporzione matematica esatta, ma una soluzione diplomatica/politica, si riconosce maggior peso ad uno stato ma facendo in modo che anche gli stati piccoli abbiano una certa rappresentanza. In questo contesto, si calcola il totale dei voti disponibili (355) e la maggioranza qualificata si ritiene assolata se si raggiungono 245 voti corrispondenti ad almeno 15 stati. Le varie revisioni dei trattati in particolare Nizza hanno avuto problemi a calcolare il pacchetto di voti da dare a ogni stato, in modo da tener conto anche delle aree territoriali, cos che non sia possibile per un gruppo ristretto di stati avere sempre la meglio sui piccoli. Il trattato di Nizza ha previsto per la prima volta la possibilit per uno stato di chiedere che si verifichi che i voti favorevoli rappresentino il 62% della popolazione europea, per rafforzare la dimensione sovranazionale. Questa modalit di delibera a maggioranza qualificata che viene applicata nel processo legislativo ordinario destinata ad applicarsi fino al 2014 con possibilit fino al 2017 che uno stato chieda che il consiglio si esprima con questo metodo. Il trattato di Lisbona ha eliminato il sistema dei pacchetti di voti e ha deciso che la maggioranza qualificata si raggiunge col voto favorevole di almeno 55% dei membri del consiglio, corrispondenti ad almeno 15 stati, e che la percentuale calcolata sui membri del consiglio corrisponda al 65% della popolazione dellUnione. Le percentuali richieste da questo modo esprimono la doppia catena di legittimazione dellunione europea, in quanto si chiede il 55% dei membri, non tenendo conto della dimensione, dopodich si chiede il 65% della popolazione. Si prevede una regola particolare, per cui se la minoranza di blocco pari al 35% della popolazione, ma questo 35% composto da tre stati, latto viene comunque adottato, quindi la minoranza di blocco deve essere composta da almeno quattro stati. Il rafforzamento della dimensione sovranazionale va di pari passo con lestensione del voto a maggioranza qualificata in seno al consiglio. Ci sono molte eccezioni, in base alle materie, ci sono ancora molti casi in cui si vota allunanimit. Un ambito tipicamente intergovernativo, ma in cui il trattato di Lisbona ha cercato di introdurre elementi di sovranazionalit, quello della revisione dei trattati. un ambito rilevante perch lunione europea nasce da un trattato internazionale, quindi il momento genetico si basa sulla fase internazionale e cos i momenti di revisione. Originariamente la dimensione internazionale evidente nel fatto che chi modificava i trattati non era unistituzione dellunione europea (quando abbiamo visto il processo di revisione costituzionale abbiamo visto che avviene in parlamento con leventuale partecipazione popolare, comunque allinterno delle istituzioni), ma il consiglio europeo, che fino a Lisbona non era unistituzione. Il trattato di Lisbona ha affiancato alla visione tradizionale per cui la revisione dei trattati in mano agli stati che agiscono in quanto tali, in una conferenza di stati, in sede diplomatica, alla situazione in cui non una conferenza intergovernativa ma un organo dellunione, il consiglio europeo, pu proporre modifiche ed emendamenti. un fatto importante che siano organi, per quanto intergovernativi, comunque interni allapparato istituzionale a procedere alla revisione. Il tue prevede due ipotesi: procedura di revisione ordinaria e procedure di revisione semplificata. Ci sono diversi aspetti differenziati, ma il concetto che nella prima una conferenza intergovernativa di rappresentanti degli stati che concretamente elabora il testo di revisione dei trattati, nella seconda lorgano che adotta la revisione il consiglio europeo, organo intergovernativo ma pur sempre interno allunione. Il trattato di Lisbona ha cercato di semplificare le procedure di revisione dei trattati, di renderle pi agevoli, di immettervi elementi non tipici delle modalit di revisione di trattati secondo gli schemi internazionali, di prevedere che fossero organi interni allunione a modificare i trattati. Ogni volta che si ritiene necessaria la revisione di trattati, prima di Lisbona: il consiglio convocava una conferenza intergovernativa dei rappresentanti degli esecutivi degli stati (CIG) in cui si definiva il testo del trattato e laccordo concluso doveva essere approvato dai parlamenti nazionali con lo strumento della ratifica. Talvolta, siccome semplificato dire dai parlamenti nazionali, alcuni stati hanno previsto che per la revisione dei trattati ue sia necessaria lapprovazione popolare. Lobiettivo la semplificazione delle procedure e attenuare il ruolo

esclusivamente diplomatico e la non pubblicit dei lavori. Il trattato di Lisbona ha previsto: procedura di revisione ordinaria se si devono estendere le competenze dellunione e le modifiche non sono puntuali ma ampie. Liniziativa (art. 48) spessa ai governi degli stati membri, al parlamento europeo, alla commissione, i quali propongono questa iniziativa al consiglio europeo. Il consiglio europeo decide a maggioranza semplice di avviare il processo di revisione. Fino a questo momento il processo di revisione di sostanziava con la convocazione della conferenza intergovernativa. Il trattato di Lisbona prevede che prima della cig si debba convocare una convenzione, in cui siedono rappresentanti di parlamenti nazionali, commissione, parlamento europeo e capi di stato e di governo degli stati membri, per immettere degli elementi per garantire trasparenza e partecipazione di organi istituzionali dellunione, portatori di un interesse non intergovernativo, e di parlamenti nazionali. Questo schema, codificato nel trattato di Lisbona, ha due precedenti, per ladozione della carta dei diritti fondamentali dellunione europea e prima delladozione del trattato che istituisce una costituzione per lunione europea del 2004 (convenzione di Laeken). Il trattato costituzione non mai entrato in vigore, i lavori sono iniziati dopo Nizza, mostrava nel titolo il carattere ibrido dellunione europea. per la prima volta si era previso che il trattato-costituzione fosse scritto non dalla cig ma da un organo ad hoc, la convenzione. La convenzione di fatto ha predisposto il trattato per poi presentarlo ad una conferenza intergovernativa, che di fatto si trova gi il lavoro fatto, e le scelte fatte dalla commissione, per il carattere pubblico dei lavori, avevano legato le mani alla conferenza. Il trattato non mai entrato in vigore a causa dellesito referendario negativo in Francia e olanda. A questo punto il procedimento di ratifica si fermato e si proceduti al trattato di Lisbona, in cui il consiglio europeo ha dato mandato a una cig, tornando al modello internazionale. Il trattato di Lisbona ha ripreso molti elementi del trattato-costituzione, ma ha eliminato molti elementi anche simbolici che indicavano una direzione di formazione di uno stato dallunione europea. il trattato di Lisbona ha adottato come procedura ufficiale listituzione della convenzione. Rimane che la convenzione viene prevista per elaborare il pro getto di revisione, ma questo progetto viene pur sempre rimesso a una conferenza intergovernativa, quindi il passaggio diplomatico mantenuto, ma legato dalle decisioni della convenzione. Dopo la conferenza intergovernativa si ha il normale passaggio alla ratifica da parte degli stati. La conferenza intergovernativa non ha limiti giuridici alla modifica del progetto della convenzione, ma politicamente non pu stravolgerlo pi di tanto. Se le modifiche da apportare ei trattati non sono particolarmente significative il consiglio pu decidere di saltare il passaggio della convenzione e definire lui stesso i lavori della conferenza intergovernativa. Le procedure di revisione semplificata. Fanno in modo che non una conferenza intergovernativa bens il consiglio europeo procedano alla modifica dei trattati. Le procedure di revisione semplificata sono tre: nel primo caso la procedura non pu essere adottata per aggiungere competenze ma solo per toglierle o modificare profili istituzionali. il consiglio europeo a decidere il testo delle modifiche, e la procedura di ratifica diversa, in quanto sono i parlamenti ad approvare. Lapprovazione meno di una ratifica, in quanto non necessariamente un passaggio legislativo, ma in ogni caso ci deve essere un atto esplicito di approvazione. Le altre due procedure sono pi specifiche: la seconda se il trattato prevede una procedura legislativa speciale si pu passare dalla procedura speciale alla procedura ordinaria, la terza dove il trattato disponga il voto allunanimit, di passare dallunanimit alla maggioranza qualificata. queste due ipotesi sono ulteriormente semplificate rispetto al modello precedente, perch il consiglio decide, ma non necessario un consenso specifico dei parlamenti nazionali, ma si prevede un termine di tempo entro il quale i parlamenti possono pronunciarsi a sfavore, e se un parlamento non si pronuncia latto passa. In queste procedure ha un grande ruolo il consiglio europeo, quindi un organo dellunione a modificare i trattati, e non una conferenza intergovernativa che agisce secondo gli schemi internazionali.