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VOLO NON VOLO di Maria Grazia Cassalia Quando lo vede a faccia in gi, stampato al suolo, immobile, gli occhi

chiusi, le braccia aperte, pensa che sembra un angelo caduto dal cielo. Caduto male, forse, ma pur sempre un angelo. Cos, davanti a quel corpo scomposto, non muove un muscolo e resta l, fissa, a guardarlo, a studiarlo, a lasciarsi attraversare da stupore e meraviglia come di fronte a un evento naturale, enorme e potente, come davanti a un tornado, a un maremoto, a un'alba boreale. Come di fronte a Dio. Quelli che intervengono, quelli che vengono a curiosare o a telefonare alla polizia o al 11 , la guardano come fosse un po' tocca oppure sadica o tutt'e due le cose, come fosse una guardona, cos, in piedi a meno di un passo da quel pazzo suicida, ch! doveva essere un pazzo per voler morire cos. "a lei questi altri non sembra neppure vederli, non li sente, non risponde a chi le dice #faccia qualcosa o si tolga di l#. $uarda per terra invece, guarda quel corpo, incantata, rapita dalla leggerezza di un gesto interrotto, il volo schiantato sull'asfalto pesante, le braccia aperte, eteree, il viso sereno, quasi senza espressione se non per la piega sottile agli angoli della bocca che sembra % lo potrebbe giurare % un sorriso. &on muove un muscolo, non dice una parola, non sposta lo sguardo, ma rimane l e sorride a sua volta, testimone immobile e fissa e stupita di fronte a quella palese contraddizione postuma agli effetti della forza di gravit'. (a folla intorno a lei, intorno all'angelo, aumenta e aumenta, e in lontananza il suono irritante e stonato delle sirene e dell'emergenza compare di colpo. ) di colpo compare anche dentro di lei qualcosa di irritante e stonato, qualcosa che viene da lontano e che si avvicina potente e emergente. *n ricordo. C'+ lei e c'+ sua madre e sono una accanto all'altra davanti alla porta di casa. ,ua madre impreca, le chiavi in mano. (ei guarda la porta, guarda sua madre e ha ancora il fiatone dopo cinque piani di scale. -l pianerottolo + corto e stretto e familiare. ) familiari sono quelle imprecazioni davanti alla porta chiusa che di aprirsi non ne vuole sapere, non importa quante spinte e madonne e giri di chiave sua madre sia disposta a rifilarle. (a porta non si apre. Di nuovo. #Chiamiamo i pompieri.#, lo chiede con una voce bambina ch! ha otto anni e l'ultima volta hanno fatto cos. "a questa volta no, niente pompieri e non dirlo a tuo padre che poi chi lo sente e mi tratta da scema, ci pensa lei questa volta ad aprire questa cazzo di porta. Cos dice #/u resta qui#. #) tu dove vai.#, glielo chiede con la voce ancora pi bambina, la voce piccola di una bambina piccola che adesso sembra ancora pi piccola perch! sua madre fa sempre delle cose cos. Cose che le fanno paura. Cose che poi non si sa mai come vanno a finire. Come adesso. #(a finestra della cucina + aperta. -o vado dai vicini e tu non ti muovi di qui# e scompare gi per le scale. ) lei sar' pure una bambina piccola che adesso sembra pure pi piccola, ma ci

arriva lo stesso e da sola a capire qual + il prossimo passo. Cos sua madre scompare gi per le scale, cinque piani in discesa, esce per strada, imbocca il portone di fianco e scompare su per le scale, cinque piani in salita, suona ai vicini di casa, attraversa l'ingresso e va fino in cucina. (e sembra quasi di vederla, sua madre, che attraversa l'ingresso e va fino in cucina, mentre lei se ne sta l, fissa, immobile, davanti alla porta di casa occhi negli occhi con il puro terrore, le orecchie tese, l'udito fine in attesa del tonfo che di certo verr', il tonfo di sua madre che cade e scompare gi per la via pi veloce per fare cinque piani di casa, il tonfo di sua madre che scavalca il balcone da fuori ch! in mezzo tra i due, in mezzo e al sicuro, non c'+ modo di andare e bisogna per forza scavalcare da fuori e appendersi saldi colle mani e coi piedi. Quasi la vede sua madre, + sicura di riuscire a vederla mentre si prepara a scavalcare prima una gamba, poi l'altra gamba. Cos resta l, immobile e fissa, pietrificata dall0angoscia che sua madre cada e di perderla per sempre e pietrificata dall0angoscia che sua madre non cada, perch! se alla fine non cade e quella porta del cazzo la apre e la apre da dentro poi a lei toccher', lo capisce in un soffio, di odiarla per sempre per aver rischiato la vita in quel modo deficiente e leggero e spavaldo e davanti ai suoi occhi che attraverso la porta la vedono bene. 1assano minuti infiniti. ) alla fine la porta, da dentro, si apre. ) sua madre sorride, contenta e orgogliosa e la guarda vantandosi #2ai visto.#. ) lei ha visto, ha visto tutto, ogni dettaglio. Da dietro una porta chiusa, dal pianerottolo stretto di un altro palazzo, ha potuto vedere attraverso il legno e attraverso i muri e al di l' dei balconi, ha potuto vedere il vuoto sotto sua madre, in attesa del pi piccolo errore per portarsela via. Cos, adesso, di fronte a quel corpo leggero incollato all'asfalto, si chiede se anche lei, se anche sua madre, se a quella porta da dentro non fosse riuscita a arrivarci, se anche lei sarebbe caduta cos, come dal cielo, come un angelo inciampato tra le pieghe di Dio. ,e anche lei sarebbe stata altrettanto bella, colla faccia a terra e le ali spiegate e il telefono squilla e sobbalza. 3isponde. )' sua madre. ,ul pianerottolo corto e stretto davanti alla porta di casa che di aprirsi non ne vuole sapere. Di nuovo. 4nche stavolta come ogni volta, e sono passati trent'anni, sua madre impreca e smadonna e le dice, come se fosse normale, #,enti, la finestra + aperta, vacci tu dai vicini che oggi la schiena mi sta facendo impazzire#. "entre l'ambulanza inchioda a pochi metri da lei e la folla si apre a ventaglio al passaggio dei barellieri, lei d' un ultimo sguardo a quell'angelo caduto dal cielo, poi finalmente a sua madre risponde. #4rrivo.# ) lo dice calma, e lo dice quieta e in pace. ) lentamente se ne va.