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Gianni Ferracuti Unamuno, il ribelle

da: Saggi di lingua e letteratura, Universit di Perugia, Anno Accademico 1985/86, Edizioni Scienti ic!e "taliane, #a$oli 1986, %olume 1, $$& 16'()*+

1& Unamuno nella sua circostanza Per poter valutare con chiarezza il pensiero di Unamuno necessario preliminarmente comprendere, per quanto possibile, l'uomo, capire il suo impegno, le sue prospettive, le motivazioni del suo metodo, del suo particolare modo di entrare in contatto con il lettore, del gusto per il paradosso, e l'affermazione apparentemente arbitraria e violenta. L'impressione immediata, che la lettura delle opere di Unamuno suscita, che questo singolare pensatore non intenda discutere n dimostrare le sue affermazioni. Orbene, se non si penetra nel significato pi profondo di questa arbitrariet!, non ci si pu" render conto del ruolo che Unamuno volle svolgere nella cultura del suo tempo, nella situazione concreta in cui si trov" a vivere, e in relazione alla quale, con grande realismo, ha formulato un pensiero che tuttavia, nei suoi fondamenti, non datato ed irrimediabilmente perduto per il lettore di oggi. L'attenzione alla realt! concreta, l'esaltazione della propria persona, l'avversione per le astrazioni e la necessit! di un risveglio culturale e morale, sono elementi che concorrono nel definire la prospettiva adottata da Unamuno. #nfatti, l'atteggiamento

,ianni -erracuti: Unamuno, il ri.elle ( /editerr0nea on line, settem.re )*1)

dello scrittore spagnolo non ha nulla di istintivo, non frutto di una vocazione selvaggia alla ribellione fine a se stessa o all'anticonformismo di maniera $il che non toglie che Unamuno possa sentire la tentazione per tali cedimenti esistenziali, in particolari momenti della sua vita%& la provocazione, la polemica, l'arbitrio, e a volte anche l'ambiguit!, sono il risultato di una scelta meditata, consapevole, anche se spesso sofferta. #l primo punto da sottolineare, per caratterizzare queste scelte di Unamuno, l'avversione al programmi, intesa come condanna di ogni logica astratta dalla realt! dell'uomo& 1"l mio $rogramma consiste nell2a ermare non gi la legittimit, ma la necessit dell2a ermazione gratuita, senza $rove, senza ci3 c!e c!iamiamo $rove& 4uando a ermo 5ualcosa, a ermo anc!e me stesso6 io, come $ure tu, lettore come tutti gli altri uomini, tutti noi siamo gratuiti, $uramente gratuiti71& Occorre notare il fatto, su cui torneremo, che per Unamuno, l'atto di vivere qualcosa di diverso e precedente la logica& '( tu n io possiamo provarci logicamente, e poveri noi se lo potessimo) (on saremmo allora uomini, ma formule, e una formula, soprattutto una formula logica, una delle cose pi orrende che possano darsi*+. (ell'affermazione gratuita, affermazione non dimostrata razionalmente, ma pur sempre fondata su qualcosa, l'interesse rivolto prima di tutto all'uomo nella sua realt!, e dunque alla luce della realt! dell'uomo che queste affermazioni vanno giudicate& 'Per parte mia non pretendo di convincere di nulla... ,e una mia arbitraria affermazione... ti rafforza nell'opinione contraria alla mia, o ti causa tale opinione, io sono soddisfatto*-. #n questo senso, l'arbitrariet! il metodo che rompe l'astrazione del razionalismo estremo e conduce alla realt! colta nella sua complessit! vitale& 1A ermare me e5uivale ad a ermare il mio contenuto umano $ermanente e valido $er gli altri& E solo essendo valido $er gli altri, 8 tale $er me stesso& Pera no, sia .en c!iaro, 5uel contenuto c!e gli altri, 5uelli c!e costituiscono il 1noi7, $ensano c!e io de..a dare loro, ma 5uel contenuto c!e io mi senta di dare loro79&
.iguel de Unamuno, Programa, :; 11, pp. /-01/2+, /-0 $:.ras com$letas, .adrid, 3guado, /456, voll. /78 indicato con la sigla& :;, seguita dal numero arabo relativo al volume%. 2 i.idem& 3 i.id&, /-6. 4 #d., ;uestiones del momento, :; //, p. +-91+59, +-0.
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#n questo modo, l'affermazione arbitraria viene ad assumere anche un valore provocatorio, mira a suscitare nel lettore il bisogno di riflettere, e sconfiggere la sua abulia. :ontemporaneamente, riporta l'attenzione sulla vita reale, sulla complessit! del nostro essere, anche sulle nostre contraddizioni, sull'uomo alle prese in ogni istante con i concreti problemi della sua vita, il quale, nei momenti pi difficili e drammatici, non trova nelle definizioni logiche le soluzioni necessarie& le definizioni logiche sono infatti universali, mentre l'uomo, ogni uomo, una realt! singola e irripetibile& '#o non voglio lasciarmi incasellare, perch io, .iguel de Unamuno, come qualunque altro uomo che aspiri alla pienezza della coscienza, sono una specie unica*5. ,i pu" cosi intravvedere la missione culturale cui Unamuno si dedica, e che proclama in moltissimi saggi e articoli. L'invito ad una sana ma vivace polemica, non nasce tanto $o soltanto% da una personalit! tormentata, da un uomo che, in ultima analisi, non sa bene cosa vuole, ma piuttosto dal bisogno di evitare il ristagno culturale e morale che Unamuno percepisce nella realt! spagnola& sente l'urgenza di uscire al pi presto da una crisi causata soprattutto dall'accettazione di idee morte, ovvero accolte senza convinzione, per abitudine, per passiva ricezione non verificata, ovvero relegate nella pura teoria, quindi private della loro autentica funzione di guidare l'uomo nel suo comportamento quotidiano. ,crive, infatti, contro ogni forma di atrofia dell'intelligenza& 1Poco tem$o a un mio amico e $aesano, un .asco, mi scrisse intorno a 5uesta mia <anti$atia= dicendomi c!e, .enc!> molte volte non si trovi d2accordo con le mie o$inioni, mi legge $erc!> gli suscito idee $er reazione& E io mi sento molto soddis atto di 5uesto, del suscitare idee in coloro c!e mi leggono, anc!e se 5ueste idee sono contrarie a 5uelle c!e es$ongo e di endo76& ;uesta autoaffermazione arbitraria, a dispetto della sua violenza apparente, viene concepita in realt! come una vera e propria scuola di rispetto reciproco& 1Siccome credo c!e la grande .attaglia si com.atta $er con5uistare il ris$etto all2uomo, il ris$etto all2individualit, io, $er $arte mia, attacco la massa, attacco la moltitudine multice ala e anonima& ;!e mi ris$ettino? ;osi a$$renderanno a ris$ettare ciascun individuo, e a ris$ettare se stessi come individui7'&
#d., /i religi@n, :; /7, pp. //01/+0. -/4. A mis lectores, :; 2, pp. 5071562, 507. 7 i.id&, 504.
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3ltrove scrive& '#o stesso mi sono proposto soprattutto di conseguire il rispetto per l'individualit!, da noi cosi raro... <iconoscano che io, come ogni uomo, costituisco una specie spirituale unica, e non voglio sottomettermi alle loro classificazioni dicotomiche*6. ;uesta particolare attitudine costantemente presente nell'opera di Unamuno. =ssa si trova chiaramente esposta, ad es., in En torno al casticismo, dove pienamente dichiarato lo scopo di suscitare idee nel lettore& 1Se le ri lessioni c!e vado ad annotare riescono a suggerirne altre nuove a 5ualc!e mio lettore, anc!e a uno solo, e a svegliare anc!e una sola umile idea addormentata nella sua mente, sia $ure una soltanto, il mio lavoro avr una ricom$ensa su$eriore a 5uella di aver intensi icato la mia vita intellettuale, $erc!> un2idea&&& .isogna guardarla da dentro, viva, calda, con anima e $ersonalit79& Unamuno, non vuole limitarsi a parlare all'intelletto del lettore, ma vuole coinvolgerlo anima e corpo nelle questioni che va sollevando. Per raggiungere tale scopo fa dell'affermazione arbitraria una sorta di metodologia da applicarsi rigorosamente& 1A $re eri.ile, credo, seguire un altro metodo: 5uello dell2a ermazione alternativa dei contrari6 8 $re eri.ile ar risaltare la orza degli estremi nell2anima del lettore, a inc!> il giusto mezzo assuma in essa vita, c!e 8 il risultato della lotta71*& #n sostanza, il lettore, posto di fronte ad affermazioni contrarie in lotta, costretto a scegliere. ,ceglie, per", in una situazione in cui la contraddizione presentata esclude che si possa risolvere un problema con il ricorso alla sola ragione. Poich i contrari, come si vedr!, derivano dalla contrapposizione tra argomentazioni razionali e emozioni, sentimenti, aspirazioni profonde dell'uomo, le soluzioni cui si perviene non sono soltanto quelle gradite alla ragione, alla pura, astratta logicit!. :i" che Unamuno rifiuta con vigore il fatto che qualcuno possa imporre agli altri le proprie idee, e soprattutto che queste idee siano il. frutto di consuetudini, di abitudini mentali accettate passivamente, siano la ripetizione automatica di un semplice 'sentito dire*, anzich essere intenzionalmente pensate, consapevolmente vagliate e dibattute, fino ad esprimere le convinzioni veramente profonde di una persona&
#d., /i raza, :; 7, pp. -7-1-74, -75. #d., En torno al casticismo, E#S /, pp. +/1/29, +2 $EnsaBos, .adrid, 3guilar, /456, voll. +, indicato con la sigla E#S, seguita dalla segnalazione del volume% 10 i.id., +5.
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1Se de..o dirti la verit, scrive, mi addolora e mi erisce vedere c!e gli uomini camminano cosi sicuri delle $ro$rie idee come se camminassero su un terreno certo, con idando nei loro $regiudizi e anti$regiudizi, gli uni relativamente alla ede religiosa, gli altri sc!iavi della scienza, altri ancora sc!iavi dell2ignoranza, sc!iavi tutti& %oglio c!e du.itino, c!e so rano, voglio so$rattutto c!e si dis$erino, voglio c!e siano uomini e non $rogressisti711& ,i pu" evidentemente pensare che in una simile posizione giochino un grande ruolo caratteristiche e problemi strettamente personali e che in essa si riflettano in larga misura le incertezze, le insoddisfazioni e le lotte di Unamuno, cosi come, se lecito dirlo, le sue stesse tentazioni, il desiderio di cedere ad atteggiamenti di tipo narcisistico o esibizionistico. Per", va osservato che questi atteggiamenti caratteriali non sono sufficienti a spiegare tutta l'opera di Unamuno, e che la fecondit! del suo pensiero non pu" ridursi solo a questo. Piuttosto, le vicissitudini interiori dell'uomo Unamuno, spesso abbondantemente profuse negli scritti, costituiscono l2occasione, la presa di consapevolezza di una problematica che non solo personale, ma anche epocale, e sono quasi assunte alla stregua di un dato oggettivo, in riferimento al quale il pensatore elabora una strategia e un metodo, una linea di intervento che possiede un valore generale, che ingloba, se si vuole, la tentazione narcisistica, ma la supera e spesso, chiaramente, la utilizza. Per Unamuno, il problema non quello di convincere i credenti ad essere atei, o di convincere gli atei ad essere credenti, o di convincere qualcuno di qualcosa& bisogna invece spingere gli uomini a pensare con la loro testa, a credere in un'idea qualunque perch, dopo averci meditato, la ritengono valida, perch sono pienamente consapevoli di ci" che essa significa e dell'impegno che essa richiede. L'abulia, l'inautenticit!, il disinteresse, la superficialit! boriosa sono infatti i mali che il pensatore spagnolo individua nella societ! del suo tempo, e per reagire al quali non serve a nulla una nuova formula ideologica ma si rende necessario un risveglio culturale, inteso pi come inquietudine di una ricerca sincera, che come proposta di soluzioni standardizzate& 1Ca $arte $iD im$egnativa del mio lavoro 8 consistita sem$re nell2in5uietare i miei $rossimi, rimuovere il sedimento sul loro cuore, angustiarli, se $osso& Co dissi gi nella mia %ida de Eon 4uiFote B Sanc!o, c!e 8 la mia $iD sincera con essione al riguardo& ;!e cerc!ino come io cerco, c!e lottino come lotto io, e tra tutti stra$$eremo a Eio un minimo segreto, o almeno
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A mis lectores, cit., 562.

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5uesta lotta ci ar $iD uomini, uomini di maggiore s$irito& Per 5uesta o$era, o$era religiosa, mi si 8 reso necessario, in $o$oli come 5uesti di lingua castigliana, corrotti dalla $igrizia dello s$irito e dalla su$er icialit, addormentati dalla routine del dogmatismo cattolico o del dogmatismo li.ero $ensatore o scientista, mi 8 stato necessario a$$arire a volte im$udico e indecoroso, altre volte duro e aggressivo, non $oc!e volte oscuro e $aradossale71)& =merge, dalla lettura di questi brani, la consapevolezza che Unamuno ha di svolgere una battaglia culturale il cui indirizzo ben preciso, e dentro la quale vanno inglobate le sue contraddizioni e i suoi problemi personali, come materiale posto al servizio del compito scelto, compito invero gravoso, richiedente un'acuta tensione spirituale, senza che, per", esista una garanzia a priori che questa tensione non venga meno negli impegni e negli accidenti della vita quotidiana. >ale per", in linea generale, l'idea che l'arbitrariet! di cui Unamuno si serve non deve intendersi come una continua violenza alla realt!, come una negazione dei diritti del reale. 3l contrario, nel suo rifiuto dei giudizi accettati e delle frasi fatte, Unamuno si appella costantemente alla realt! come criterio di misura e di verifica delle proprie astrazioni& '#l mio realismo quello sanciopanzesco, e solo da questo, da questo realismo ingenuo e di prima mano, pre1 metafisico, si pu" ascendere all'idealismo chisciottesco* /-. ?'altronde, Unamuno pone la massima cura affinch l'idealismo chisciottesco non venga a sua volta inteso come un'utopia e dunque come una diversa ideologia, e ci" lo sottolinea anche a costo di fornire un'interpretazione molto libera, appunto arbitraria, del testo di :ervantes& 1PiD di una volta don ;!isciotte d ad intendere c!e non si lasciava ingannare nel senso trascendente o iloso ico, c!e in ondo, dentro di s>, sa$eva .ene c!e Eulcinea era una creazione della sua antasia, e Aldonza Corenzo una anciulla reale e di carne ed ossa6 $er3 voleva sostanziare 5uesta in 5uella e si atteneva alla sua volont719& Per Unamuno, la realt! non mai semplice, n ci lecito considerarne 'reale* soltanto una parte, magari quella che utile alle nostre idee preconcette. (on raro, infatti, trovare nella sua opera frasi come questa&

/i religi@n, cit, /+/. #d., ,anivet il@so o, :; 5, pp. +/91+/2, +/-. 14 i.id., +/+.
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1#on c28 alcun atto insigni icante $er c!i sa vedere l2intero universo in una goccia d2ac5ua, l2immensit c!e si a$re al telesco$io nell2immensit c!e si a$re al microsco$io, l2in initamente grande nell2in initamente $iccolo, un sistema $lanetario in ciascuna molecola c!imica e contem$oraneamente una molecola in ciascun sistema $lanetario715& Occorre, dunque, guardare la realt! senza lasciarsi trattenere alla superficie, scendendo in profondit! e attenendosi alla realt! stessa come fonte di conoscenza& 1"mmergetevi dun5ue nella vita $er vederla con una visione s$eculativa e disinteressata, $er lasciarvi $enetrare nella realt immediata e attuale con $urezza di intenzioni, senza c!iederle di $iD di 5uel c!e $ossa darvi, n> esigere argomenti $er le soluzioni gi $recedentemente tracciate a misura dei nostri desideri& Se lo ate, com$renderete .en $resto c!e la realt non entra in ormule, n> in concetti sillogistici dai 5uali anzi tra.occa& C2in inita com$licatezza della sua trama, il suo inestrica.ile tessuto, dovr insegnarvi a di idare di tutti i sistemi c!e $retendono di c!iuderla in una costruzione logica& E 5uesto vi $ermetter di emanci$arvi da una delle $ro onde e radicate $iag!e del nostro s$irito nazionale: dogmatismo, $adre di s>tte e di intolleranza& Ca ricerca della verit con assoluta sottomissione al atti e senza tesi $reconcetta 8 la scuola migliore di umilt, di modestia e di tolleranza6 l2a$$rendimento di a ermazioni $om$ose e strette ormule de inite e@ cathedra, scuola di su$er.ia intollerante716& Per Unamuno, lo studio della realt! anche studio del proprio io, entit! certamente unica e irripetibile nel suo complesso, ma che nondimeno possiede caratteristiche comuni agli altri io. (e deriva un'ulteriore giustificazione del suo noto egotismo, dal momento che il problema non di parlare di se stessi tanto per vantarsi, quanto piuttosto per porre s come esempio il cui valore non solo individuale& '(on male parlare di se stessi, ma il male farlo senza dare a ci" un carattere di generalit! e, potendolo, di universalit!*/0. :i" chiarisce ancora che l'uso del paradosso sottintende
#d., So.re el cultivo de la dem@tica, :; 0, pp. 20-124+, 262. #d., Eiscurso leGdo en la solemne a.ertura del ;urso Acad>mico de 19** a 19*1, en la Universidad de Salamanca, :; 0, pp. 24-1592, 59-. 17 #d., ,anivet B Bo, :; /9, pp. /091/06, /09.
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una scelta espressiva mediante la quale si propone un contenuto tutt'altro che arbitrario, spesso persino frutto di uno studio intenso e rigoroso& 1A me d astidio c!e mi c!iamino saggio, ed arrivo $ersino ad occultare s$esse volte la scienza c!e $ossiedo, $oca o molta c!e sia6 $er3 non cesso $er 5uesto di studiare e $rendere note e $rocurare un ondamento $er le mie asserzioni718& ,crive ancora& 1Ho cercato di dare la maggiore 5uantit $ossi.ile della mia sostanza, $erc!> l2uomo vive dell2uomo6 $era !o com$reso e sentito&&& c!e il $ensiero serve all2uomo $er 5ualcosa di $iD c!e $er diventare ministro o milionario&&& "l $ensiero deve servire all2uomo $er essere se stesso, a me $er essere io, a ciascuno $er essere io, il suo io& E siccome io mi sento io e voglio vivere tra simili, tra ratelli, $er 5uesto voglio c!e siano io tutti gli altri719& :ommenta Unamuno che cosa tutt'altro che facile e piacevole, e questa confessione pub riportare a quanto si diceva circa la tentazione narcisistica ed esibizionistica& 1Se lei sa$esse 5uanto $esa 5uesto io, 5uanto duole 5uesto io, 5uanto tormenta? E il rimedio non 8 uscire da lui, ma addentrarsi in lui sem$re di $iD, cercarvi il divino e l2umano& Iisogna cercare l2universale nel singolare, ciascuno in se stesso7)*& L'azione di Unamuno sA delinea dunque sostanzialmente coerente con l'intento da lui affermato di essere soprattutto 'avvocato dell'uomo*, ed un'azione che si svolge contemporaneamente su piani diversi, su quello personale, che abbiamo sin qui osservato, e su quello politico1sociale, relativo cio alla persona alle prese con i problemi pi generali del suo tempo. ;uesto ambito pi vasto dell'azione inseparabile dal primo, perch nella ,pagna, nella nazione, che chiamata ad operare la persona libera da pregiudizi e antipregiudizi. (otando che in ,pagna 1!aB 5ue !acerlo todo7, Unamuno invita alla mobilitazione
i.id&, /07. #d., So.re mG mismo, $e5ueJo ensaBo cGnico, :; /9, pp. +2+1+26, +20. 20 ".id&, +26.
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coloro che sentono ansia 'perch la nostra patria si affermi come potenza spirituale* +/. :oerentemente, per", non si tratta di impegnarsi per cercare un accordo, un compromesso tra posizioni teoriche di vario orientamento. 3l contrario, ciascuno deve agire per suo conto in difesa della ,pagna, deve fare appello alla sua autenticit!, sostenere con coerenza e maturit! le sue posizioni, in un dibattito vivace, ma caratterizzato dal rispetto reciproco& 1#oi c!e, in un modo o nell2altro, ci troviamo a svolgere come $u..licisti un lavoro di magistero $u..lico, ammaestrando la gente o$$ure eccitando la sua curiosit o destando in5uietudini mentali, a..iamo dovere di $rovocare un2e$oca di critica, di vera critica, non di censura,di revisione dK valori7))& ,i pu" dunque dire che all'interno di una prospettiva di autenticit! personale, di impegno esistenziale, che Unamuno pone il problema sociale. #n effetti, anche in questo ambito, si tratta di vedere chiaro dentro se stessi. Parlando dei testi dell'epoca classica, Unamuno cerca di mostrare come intendere questa chiarezza anche in ambito sociale e nazionale& 'Bli uomini che li scrissero videro con chiarezza nell'anima collettiva del loro popolo, come si rifletteva nelle loro anime personali*+-. ;uesta consonanza tra l'anima del popolo e quella di una singola persona possibile quando vi siano equilibrio e organicit! tra aspirazioni collettive e forme di civilizzazione. Bli autori classici, dice Unamuno, 'si trovavano in un periodo di equilibrio spirituale. Un periodo in cui i bisogni culturali dei loro spiriti erano soddisfatti dalle forme di civilizzazione raggiunte, un periodo in cui appena vi era conflitto tra le necessit! spirituali del popolo e le istituzioni pubbliche che ad esse servivano*+2. ;uando l'equilibrio si rompe, 'si comincia a non veder chiaro*& 14uando si rom$e l2unanimit s$irituale di un $o$olo, si rom$e anc!e, nell2anima di ciascuno dei suoi igli, la $ro$ria unanimit $ersonale& "n un $o$olo c!e, come attualmente 8 nostro, non 8 unanime in nessuna as$irazione od orientamento, in un $o$olo in cui si 8 rotta l2unit religiosa, l2unit $olitica e $ersino l2unit culturale, non 8 $ossi.ile c!e viva in $er etto accordo con se stesso nessuno dei suoi igli7)5&
;uestiones del momento, cit., +-9. i.id&, +-5. 23 i.id., +-6. 24 i.idem& 25 i.idem&
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>ivendo collocati dentro un conflitto cosC esteso e drammatico, 1veder c!iaro in noi stessi, veder c!iaro nel nostro $o$olo, 8 vedere c!iaro il con litto stesso e il modo in cui ci si $resenta& E veder c!iaro in se stessi 8, $er ciascuno di noi, vedere come lottano in lui, nella sua anima, rammento e ri lesso di 5uella del suo $o$olo, le tendenze stesse c!e lottano nell2anima di 5uesto $o$olo7)6& 3lla luce di questa tematica generale si pu" comprendere come Unamuno dia un'importanza senza pari all'esigenza di concretezza. <eagendo contro un'et! in cui pi acuta sembra farsi la tentazione all'astrazione in filosofia, egli reagisce con fermezza contro ogni forma esasperata di razionalismo sistematico, anche a costo di rinunciare lui stesso alla sistematicit! delle sue esposizioni teoriche. #l suo problema capitale dato dalla persona umana, accolta come nudo tema di meditazione, come nudo problema, a prescindere da ogni concezione gi! esperimentata o teorizzata& 1C2aggettivo !umanus mi 8 tanto sos$etto 5uanto il sostantivo astratto !umanitas, l2umanit& #> l2umano, n> l2umanit, n> l2aggettivo sem$lice, n> l2aggettivo sostantivato, ma $iuttosto il sostantivo concreto: l2uomo& C2uomo in carne ed ossa, c!e nasce, so re e muore L so$rattutto muore L, l2uomo c!e mangia, .eve e gioca e dorme e $ensa e vuole, l2uomo c!e vediamo e ascoltiamo, il ratello, il vero ratello7)'& ;uesto brano, che verr! ancora citato nel suo contesto generale, mostra come nell'opera di Unamuno non trovano spazio entit! teoriche, come l'#o, definite le quali tutti gli uomini risultano definiti con sufficiente chiarezza. (on si attiene, insomma, all'altra entit! 1c!e c!iamiamo ugualmente uomo ed 8 il soggetto di non $oc!e divagazioni $iD o meno scienti ic!e& Si tratta del .i$ede im$lume della leggenda, del zoon $olitiM3n di Aristotele, dell2o$eratore di contratti sociali di Nousseau, dell2!omo oeconomicus dei manc!esteriani, dell2!omo sa$iens di Cinneo o, se si vuole, del mammi ero verticale& Un uomo c!e non sta n> 5ua n> l, c!e non 8 di 5uest2e$oca n> di 5uell2altra, c!e non !a
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i.id., +-4. #d., Eel sentimiento tr0gico de la vida, E#S +, pp. 0+01/9++, 0+4.

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n> sesso n> $atria, in sostanza: un2idea& %ale a dire: un non( uomo7)8& :he questo uomo1idea venga chiamato io alla maniera idealistica, per Unamuno non ha senso& 1;!iedere a 5ualcuno del suo io 8 come c!iedergli del suo cor$o& ;onsta c!e, nel $arlare dell2io, $arlo dell2io concreto e $ersonale, non dell2io di -ic!te, ma di -ic!te stesso, dell2uomo -ic!te& E ci3 c!e determina un uomo, ci3 c!e ne a un uomo, uno e non un altro, ci3 c!e 8 e non ci3 c!e non 8, 8 un $rinci$io di unit e un $rinci$io di continuit7)9& D necessario segnalare che questa posizione non va interpretata in senso individualistico, giacch entrano in azione categorie di pensiero che sono apertamente personaliste. Per Unamuno, come si avr! modo di vedere pi ampiamente, l'individuo, in senso proprio, equivale alla 'cosa uomo*, cio a caratteristiche materiali o logiche comuni a tutti. ,e queste caratteristiche sono evidenti e certamente reali, non meno reale l'uomo come persona& 'Potremmo, dunque, parlare dell'uomo personale e dell'uomo reale, o meglio, della personalit! e della realt! umana. #l che non vuol dire che la personalit! non sia tanto effettiva come la realt!*-9. :i" va tenuto ben presente ove si consideri l'attenzione con cui Unamuno studia e diagnostica i mali della ,pagna $e dell'=uropa moderna%. =gli nota infatti, e denuncia, che l'uomo1cosa sta prevalendo sulla persona. .ar@isti e capitalisti 1sostengono c!e il tem$o li.ero de..a essere utilizzato $er conseguire vantaggi materiali, n> gli uni n> gli altri sentono, n> conce$iscono, il valore in inito della $ersonalit& %alore c!e esclude ogni dittatura da 5ualun5ue $arte $rovenga& " diritti, non solo individuali, i diritti $ersonali, sono lettera morta $er gli uni e $er gli altri& %i sono .olscevic!i, ad esem$io, c!e giungono $ersino a negare all2uomo $ersona, alla $ersona umana, il diritto alla su$rema consolazione e scrivono, con Cenin, c!e la religione 8 un o$$io $er i $o$oli7+1& ,i tratta di una tendenza in atto, della quale si possono notare chiaramente gli effetti&
i.idem& i.id., 0-5. 30 #d., Ca res !umana, :; //, pp. 2--12-7, 2-2. 31 i.id&, 2-5.
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14ueste eroci contese dei nostri giorni stanno $rivando della loro $ersonalit, della loro civilt, della loro storicit gli uomini c!e lottano, e ci rivelano le cose c!e vivono dentro di loro, gli uomini(cosa7 O16, $& 9+6P& Unamuno denuncia la diffusione dell'uniformit!, della massificazione, della spersonalizzazione, degli standard& 1A l2ossessione dell2unit, 5ualun5ue sia la cosa c!e unisce6 dell2ordine, anc!e se ordina la morte s$irituale6 della disci$lina, anc!e se disci$lina la $iD triste im$ersonalit6 del dogmatismo, 5ualun5ue sia il dogma6 dell2ortodossia, 5ualun5ue essa sia& A in ine la meccanizzazione e metodizzazione della vita: il ormale c!e so oca ondamentale& A, in risoluzione, la morte s$irituale della li.era $ersonalit umana, la societ civile, convertita in ormicaio o alveare7+)& 3 queste prospettive drammatiche, Unamuno contrappone quella che definisce 'la mia tesi personalista*& 'Le persone, e non le cose E contro .ar@ E sono quelle che fanno la storia. Un uomo, un uomo intero e vero, un'idea molto pi ricca di ci" che chiamiamo idea*--. 3 conferma di questo superamento tanto dell'individualismo, quanto del collettivismo, interessante notare che Unamuno, guardando retrospettivamente all'avventura culturale della 'Benerazione del 46*, ne coglie il momento forse essenziale nel recupero del valore della persona umana nella sua completezza. #n un momento storico in cui questo valore veniva calpestato, la ribellione a favore dell'uomo si manifest" quasi obbedendo ad un impulso profondo, che imponeva di salvare l'uomo prima di ogni cosa, l'uomo concreto, se stessi. ;uesta appare ad Unamuno la fase preliminare che indispensabile attraversare prima di tentare di salvare gli altri, la patria, la tradizione, la cultura& 1Perc!> vi sia ratellanza, autentica ratellanza, deve esserci $atria6 $erc!> vi siano ratelli de..ono esserci $adre e madre comuni, non im$orta se morti& E noi non riconoscevamo $adri n> madri s$irituali, neanc!e morti& #on era risuscitare la S$agna ci3 c!e volevamo6 era arne una nuova& Avevamo rotto
#d., Pr@logo a& B. F3(OG3UH, Historia illustrada de la guerra, :; 0, pp. --21 -5/, -5/. 33 #d., ;aci5uismo, ulanismo B otros 2ismos2, :; /9, pp. 4+014-9, 4+0.
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s$iritualmente con la tradizione nazionale, anc!e se 5uesta, lo volessimo o no, consa$evolmente o meno, rimestava la nostra addolorata interiorit, e orse era $ro$rio lei c!e, conducendoci a rinnegare il $assato L e 5uesto rinnegamento 8 mo!o tradizionale L ci s$ingeva alla con5uista di una $atria& ;i trovavamo, senza di essa, or ani s$irituali& Ansie insazia.ili ci divoravano il $ro ondo dell2anima& #essuno di noi sa$eva in realt ci3 c!e cercava& E$$ure si, lo sa$evamo .ene, molto .ene& ;iascuno di noi cercava di salvarsi come uomo, come $ersonalit6 cercava di a ermare in se stesso l2Uomo& "n 5uel nau ragio della civilt, cio8 dell2umanit della S$agna, ciascuno di noi cercava di salvarsi come Uomo& Per3: uomini e senza una $atriaQ Per 5uesto $artimmo a con5uistarne una7+9& L'uomo dunque ci" che realmente conta& l'uomo un fine e non un mezzo. Gutta la civilizzazione s'indirizza all'uomo, a ciascun uomo, a ciascun io. = questo uomo concreto e non astratto, ed il punto di partenza della filosofia. Per citare una frase notissima di Unamuno, egli 'il soggetto e il supremo oggetto al tempo stesso di ogni filosofia*. )& C2uomo soggetto della iloso ia L'opera in cui Unamuno tenta una sistemazione globale della sua visione del mondo Eel sentimiento tr0gico de la vida, un testo tra i pi significativi della cultura spagnola contemporanea. Bi! in apertura dell'opera, Unamuno esprime la sua fondamentale esigenza di concretezza& 1Homo sum, ni!il !umani a me alienum $uto, disse il comico latino& "o direi $iuttosto: nullum, !ominem a me alienum $uto6 sono uomo, nessun altro uomo ritengo estraneo& Perc!> l2aggettivo !umanus mi rimane sos$etto tanto 5uanto il sostantivo astratto !umanitas, l2umanit& #> l2umano, n> l2umanit, n> l2aggettivo sem$lice, n> l2aggettivo sostantivato, ma $iuttosto il sostantivo concreto, l2uomo&&& Esiste un2altra cosa c!e c!iamiamo ugualmente uomo, ed 8 il soggetto di non $oc!e divagazioni $iD o meno scienti ic!e&&& Un uomo c!e non 8
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#d., Ca !ermandad utura, :; /9, pp. 2971294, 290.

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n> di 5ua n> di l, n> di 5uesta e$oca n> dell2altra6 c!e non !a n> sesso n> $atria, un2idea, insomma& %ale a dire un non( uomo& "l nostro 8 l2altro uomo, 5uello di carne ed ossa6 io, tu, lettore mio, 5uell2altro c!e sta $iD in l, 5uanti camminiamo sulla terra& E 5uesto uomo concreto di carne ed ossa 8 il soggetto e il su$remo oggetto al tem$o stesso di ogni iloso ia7+5& (on avendo interesse ad una speculazione astratta, Unamuno non si preoccupa di dare una definizione dell'uomo& prende come tema della sua meditazione la persona semplice di ogni giorno, quella che non si sa definire, ma che 'si vive*, quella che ciascuno di noi , con la sua realt! magari banale, ma problematica, insicura, il cui significato importa conoscere non per scrivere un saggio, ma per ottenere che la vita reale, la mia vita, acquisti una qualit!, una pienezza. Ora, dice Unamuno, l'uomo il soggetto della filosofia. :i" significa che il filosofo, in quanto persona, non soltanto una ragione umana che pensa, bensC un uomo concreto che si pone di fronte alla realt! e alla vita con tutte le facolt! di cui costitutivamente dotato, e tutte quante le mette in opera nello sforzo di comprendere. 'La filosofia risponde alla necessit! di formarci una concezione unitaria e totale del mondo e della vita, un sentimento che generi un'attitudine intima ed anche un'azione* -7. ;uest'uomo, dunque, indaga la realt! non solo in base a ci" che la ragione capace di dedurre, ma anche in base alle sue personali capacita di sentire e di riflettere. ,e l2intera persona concreta si occupa di filosofia, evidentemente ne deriva un pensiero che risulta da tutte le facolt! di questa persona. :i" significa che 'la nostra filosofia, cio il nostro modo di comprendere o non comprendere il mondo e la vita, nasce dal nostro sentimento rispetto alla vita stessa. = questo sentimento, come tutto ci" che affettivo, ha radici subcoscienti, a volte incoscienti*-0. ,e la filosofia il tentativo che una persona, nella sua globalit!, compie allo scopo di conoscere, allora un'astrazione il fondare la ricerca soltanto sulla ragione, escludendo a priori che l'uomo sia dotato di altre facolt!, di altri mezzi per pervenire alla conoscenza. Per Unamuno, la preminenza della persona concreta sul momento razionale un dato di fatto. #n queste pagine introduttive della sua opera, egli si impegna nel mostrare come diversi atteggiamenti filosofici riflettano in realt! diverse prospettive esistenziali. ?i ci" fornisce alcuni esempi, prendendo in esame pensatori come Iant, Fegel, Jutler e ,pinoza. Iant, nella particolare interpretazione unamuniana, 'ricostruC con il cuore ci" che con la testa aveva distrutto*, perch come uomo, ad onta delle sue deduzioni razionali, 'non si rassegnava a morire del tutto*-6. #n luC, l'uomo e il filosofo sembrano contrapporsi in un combattimento nel quale il professore di filosofia non sa trovare la
Eel sentimiento tr0gico de la vida, cit., 0-6. i.id&, 0-9. 37 i.idem& 38 i.id&, 0-/.
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soluzione del problema vitale. (ella Nagion $ratica, 1l2im$erativo categorico ci conduce ad un $ostulato morale c!e esige a sua volta, nell2ordine teleologico, o $iuttosto escatologico, l2immortalit dell2anima, e $er sostentare 5uesta immortalit a$$are Eio& Rutto il resto 8 a$$arato da $ro essionista della iloso ia& C2uomo Sant sentK la morale come .ase dell2escatologia, $era il $ro essore di iloso ia invertK i termini7+9& 3fferma Unamuno che, per la generalit! degli uomini, ?io non pu" essere che il produttore dell'immortalit!, la sola cosa che dia un senso all'universo& 1Un giorno, $arlando con un contadino, gli $ro$osi l2i$otesi c!e esistesse in e etti un Eio c!e regge cielo e terra, ;oscienza dell2universo, $er3 c!e non $er 5uesto dovesse essere immortale l2anima di ciascun uomo, nel senso tradizionale e concreto& E mi ris$ose: allora a c!e sco$o EioQ E cosi si ris$ondevano, nell2intimo oro della loro coscienza, l2uomo Sant e l2uomo Tames& Solo c!e, agendo da $ro essori, dovevano giusti icare razionalmente 5uesta attitudine cosi $oco razionale& "l c!e non vuol dire, 8 c!iaro, c!e tale attitudine sia assurda7 9*& Fegel, convinto dell'identit! tra reale e razionale, 'pretese di ricostruire l'universo mediante definizioni, come quel sergente di artiglieria secondo cui si costruiscono i cannoni prendendo un buco e ricoprendolo di ferro*2/. Fegel gli appare, insomma, come l'esempio di un razionalismo puro, mentre Iant come un uomo che cerca di capire, anche se usa soltanto la ragione& sono atteggiamenti contrastanti gi! nel punto di partenza. Iant sente di essere un uomo, Fegel trascura questo dato. Gra gli esempi che adduce, ,pinoza si rivela essere il pensatore che sente pi vicino. ,pinoza, in uno dei passi maggiormente citati da Unamuno, afferma che 1ciascuna cosa, in 5uanto 8 in s>, si s orza di $erseverare nel suo essere& ;iascuna cosa, in 5uanto 8 in s>, vale a dire in 5uanto sostanza, dal momento c!e, secondo lui, sostanza 8 id 3

i.id&, 0-+. i.idem& 41 i.id&, 0--.


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5uod in se est et $er se conci$itur, ci3 c!e 8 $er s> e $er s> si conce$isce79)& 3ggiunge ,pinoza, ancora citato e commentato da Unamuno, che 'lo sforzo con cui ciascuna cosa cerca di perseverare nel suo essere non altro che l'assenza attuale della cosa stessa. >uol dire che la tua essenza, lettore, la mia, quella dell'uomo ,pinoza, quella dell'uomo Jutler, quella dell'uomo Iant e quella di ciascun uomo che sia uomo, non altro che il conato, lo sforzo che pone nel continuare ad essere uomo, a non morire*2-. 3ggiunge ancora, sempre traducendo ,pinoza& 1Co s orzo con cui ciascuna cosa si s orza di $erseverare nel suo essere, non im$lica tem$o inito, ma inde inito& %ale a dire c!e tu, io e S$inoza vogliamo non morire mai, e c!e 5uesto nostro anelito di non morire mai 8 la nostra essenza attuale7 99& 3ttraverso questi brani di ,pinoza, Unamuno introduce il lettore nella sua tematica centrale, alla comprensione del problema da cui necessariamente dipende l'atteggiamento di una persona di fronte alla sua esistenza. L'esigenza di non morire , per Unamuno, un fatto, ciascuno lo sente, lo esperimenta in se stesso, e allora questo fatto deve avere un significato. Per", nell'indagine intorno a questo significato, l'uomo, che soggetto della filosofia, chiamato a rispondere ad una domanda relativa alla possibilit! di vivere dopo la morte, restando coinvolto globalmente in tale questione. D impensabile, per Unamuno, che le questioni relative alla nostra sopravvivenza possano essere affrontate freddamente, semplicemente attraverso un discorso sillogistico, privo di emozioni, di risonanze interiori, quasi come se si stesse parlando di storia della coltivazione degli ortaggi nel medioevo. ?'altra parte, il coinvolgimento che ciascuno sente nella questione, l'interesse personale, la speranza che si risolva con una soluzione soddisfacente $sapendo a priori che solo l'ammissione dell'immortalit! soddisfa%, sono dati di fatto che non possono essere trascurati, indicano qualcosa di essenziale e profondo nella natura umana, che non pu" essere accantonato senza commettere un arbitrio e un'astrazione razionale, senza cedere alla tentazione di parlare 'dell'io di Kichte*, anzich di Kichte medesimo25. Orbene, un uomo qualcosa di determinato nel tempo e nello spazio, da un principio di unit! e da un principio di continuit!& 1Un $rinci$io di unit, in $rimo luogo nello s$azio, grazie al cor$o, e $oi nell2azione, nel $ro$osito&&& E un $rinci$io di
i.id&, 0-2. i.idem& 44 i.idem. 45 i.id&, 0-5.
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continuit nel tem$o& Senza iniziare a discutere, discussione oziosa, se io sono o no 5uello c!e ero venti anni a, 8 indiscuti.ile, mi sem.ra, il atto c!e colui c!e oggi sono $roviene attraverso una serie di stati di coscienza, da colui c!e ero nel mio cor$o venti anni a& Ca memoria 8 la .ase della $ersonalit individuale, cosi come la tradizione lo 8 della $ersonalit collettiva di un $o$olo796& :i" che attraverso questa continuit! si manifesta, si rivela, la realt! particolare dell'uomo, la quale non data in maniera compiuta, ma richiede una 'realizzazione*& '#o sento che io, nello stesso modo di ciascuno dei miei fratelli, sono venuto a realizzarmi, a vivere*20. ;uesta particolarit! della natura umana, una volta assunta come tema centrale della meditazione sulla persona, permette di assegnare una importanza enorme a ci" che 'si sente*, a ci" che si esperimentata come vocazione, come esigenza insopprimibile del proprio essere nella sua unicit! e globalit!, e di fronte a questa realt!, 'se un filosofo non un uomo, tutto meno che un filosofo* 26& l'uomo il soggetto della filosofia. 3 questo punto chiaro anche in che senso l'uomo , nello stesso tempo, il supremo oggetto della filosofia& le domande alle quali questa cerca di rispondere, concernono l'uomo, si riferiscono a ciascun uomo concreto. Prima di approfondire questo punto, per", Unamuno cerca di chiarire perch e come si svolge la ricerca filosofica. Punto di partenza di questa analisi il principio aristotelico secondo il quale tutti gli uomini si impegnano per natura nel conoscere. ,econdo Unamuno, in questo precetto 'occorre distinguere tra il desiderio o appetito di conoscere, apparentemente e a prima vista per amore della conoscenza stessa... e la necessit! di conoscere per vivere*24. =sistono cose che l'uomo deve sapere per necessit!, perch sono essenziali alla sopravvivenza, e la spinta che attiva lo sforzo per conoscerle non si pu" considerare come frutto di curiosit! intellettuale, ma va rapportata a qualcosa di primario ad una 'conoscenza diretta e immediata e che, se non sembrasse paradossale, potrebbe chiamarsi conoscenza incosciente*59. ;uesto conoscere di tipo istintuale si collega alla necessit! di vivere e sostentarsi& in esso Unamuno vede una traccia, un'estrinsecazione di 'quell'essenza stessa dell'essere che, secondo ,pinoza, consiste nel conato di perseverare indefinitamente nel proprio essere stesso*& 1#egli esseri c!e igurano nei gradi $iD .assi della scala dei viventi, gli atti c!e $resentano un carattere di volontariet,
i.id&, 0-7. i.id&, 0-4. 48 i.id&, 02+. 49 i.id&, 026. 50 i.idem&
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5uelli c!e sem.rano legati ad una coscienza $iD o meno c!iara, sono atti indirizzati a $rocurare sussistenza all2essere c!e li esegue751& ;uesta conoscenza istintuale certamente elementare, pera essa conduce a nozioni che, accumulate nel tempo, vanno a costituire un patrimonio culturale che, nel suo insieme, contiene pi informazioni dC quante siano necessarie per sopravvivere. #n tal modo, dalla necessit! di conoscere per vivere, 1si svilu$$a l2altra conoscenza, c!e $otremmo c!iamare di lusso, o di eccesso, e c!e $u., a sua volta, diventare una nuova necessit& Ca curiosit, il cosiddetto desiderio innato di cono( scere, solo si desta 5uando 8 soddis atta la necessit di conoscere $er vivere75)& :i" pone un legame strettissimo tra la conoscenza e la vita& 'La conoscenza al servizio della necessit! di vivere, e primariamente al servizio dell'istinto di conservazione personale*5-. La scienza che ricerca la verit! per la verit! deriva da questo 'fatto primordiale*& agendo nella realt!, l'uomo attiva gli organi che nella sua natura peculiare sono adatti a conoscere8 l'incontro con un qualunque dato della realt! occasiona in lui una reazione e dunque una conoscenza, fosse soltanto la consapevolezza che qualcosa avvenuto oppure presente di fatto dinanzi a noi. #n tal senso, e non in chiave evoluzionista, Unamuno scrive che questo genere di istinto e queste necessit! 'creano* gli organi della conoscenza. #l verbo creare appare qui usato in un senso particolarissimo che torner! in Unamuno in varie occasioni, e particolarmente nella sua riflessione sulla fede. #n linea generale, come pi avanti verr! mostrato, va inteso nel senso che, a seguito di un fatto, viene alla luce qualcosa che, pur esistendo in precedenza, era rimasto latente, non operante o non conosciuto. :ertamente, Unamuno non si riferisce ad una forma di evoluzionismo, ma richiama ancora ,pinoza per interpretare questo istinto di conoscenza come l'essenza stessa di ciascun essere, che vuole permanere in vita, e si vedr! che questa volont! ha per Unamuno un profondo significato metafisico e religioso. Parimenti, questa conoscenza istintuale non va pensata al modo in cui l'istinto opera nelle forme animali di vita. L'uomo possiede una ragione e la usa con progressiva raffinatezza nelle situazioni concrete, a contatto con le circostanze quotidianamente diverse che gli si presentano intorno. ;uando gli istinti naturali agiscono nell'uomo in presenza di queste circostanze, essi diventano coscienti, l'uomo ne consapevole e conserva tale consapevolezza nella memoria. :osi, mentre il repertorio di istinti proprio dell'animale standard e sempre identico in tutti gli individui di una specie, nell'uomo la
i.id&, 024. i.id&, 026. 53 i.id&, 079.
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memorizzazione e la consapevolezza permettono alle conoscenze acquisite di aumentare progressivamente, di collegarsi e articolarsi in una tradizione, e quindi di svincolarsi da ogni rapporto meccanico tra stimolo proveniente da mondo esterno e risposta istintualmente inconsapevole o automatica e incontrollabile o non gestibile. La reazione di fronte alle sollecitazioni dell'ambiente, spinta dall'istinto di conservazione, ci rivela attraverso i sensi fisici l'esistenza del mondo materiale& 1Esiste in e etti $er noi tutto ci3 c!e in un modo o nell2altro a..iamo necessit di conoscere $er esistere6 l2esistenza oggettiva 8 nella nostra conoscenza una di$endenza della nostra $ro$ria esistenza $ersonale759& :ompare qui uno dei punti pi importanti della critica di Unamuno all'idealismo. :ollegare la conoscenza alle necessit! di vita, e dire che attraverso questa conoscenza c!e ci a vivere l'uomo scopre il mondo, ovvero ci3 c!e ci a vivere, significa porsi in un'ottica apertamente realista. >a anche considerato che questa conoscenza istintuale non si riferisce ad un solo uomo o ad un individuo astratto, ma all'uomo concreto, e dunque all'uomo che vive insieme ad altri uomini& 1C2uomo non vive solo, n> 8 un individuo isolato, ma 8 mem.ro della societ, $er cui non $oca verit racc!iude 5uel detto secondo cui l2individuo, come l2atomo, 8 un2 astrazione& Si, l2atomo uori dall2universo 8 tanto astrazione 5uanto l2universo se$arato dagli atomi755& La socialit! costitutiva dell'uomo a tal punto che Unamuno si spinge a dichiarare che 'la societ! un altro senso, il vero senso comune* 57. 3llora, se vi una legge di natura, un istinto di conservazione che permette al singolo di scoprire ci" che gli serve per vivere, esister! un istinto analogo, attraverso cui si perviene a scoprire ci" di cui la societ ha bisogno per esistere nel tempoL #l precetto aristotelico per cui l'uomo vive in societ! in quanto costitutivamente un essere sociale, si traduce in Unamuno nell'individuazione di un istinto di perpetuazione che agisce accanto all'istinto di conservazione& ',e l'individuo si mantiene grazie all'istinto di conservazione, la societ! deve il suo essere e il suo mantenimento all'istinto di perpetuazione dell'individuo stesso*50. =cco allora la riflessione centrale attorno alla quale va a ruotare tutto il pensiero di Unamuno&
i.id&, 05/. i.idem& 56 i.id&, 059. 57 i.idem&
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1Se esiste una realt c!e 8, in 5uanto conosciuta, o$era dell2istinto di conservazione $ersonale e dei sensi al servizio di 5uesto, non dovr anc!e esistere un2altra realt, non meno reale della $rima, c!e 8 o$era, in 5uanto conosciuta dell2istinto di $er$etuazione, 5uello della s$ecie, e al servizio di 5uestoQ C2istinto di conservazione, la ame, 8 il ondamento dell2individuo umano6 l2istinto di $er$etuazione, l2amore nella sua orma $iD rudimentale e isiologica, 8 il ondamento della societ umana& E cosi come l2uomo conosce ci3 c!e !a necessit di conoscere $er conservarsi, allo stesso modo la societ, ovvero l2uomo in 5uanto essere sociale, conosce ci3 c!e gli 8 necessario $er $er$etuarsi in societ& Esiste un mondo, il mondo sensi.ile, c!e 8 iglio della ame, ed esiste un altro mondo, il mondo ideale, c!e 8 iglio dell2amore& E cosi come vi sono sensi al servizio della conoscenza del mondo sensi.ile, ve ne sono anc!e&&& al servizio della conoscenza del mondo ideale& E $erc!> do..iamo negare realt oggettiva alle creazioni dell2amore, dell2istinto di $er$etuazione, dal momento c!e la concediamo a 5uelle della ame, o istinto di conservazioneQ Perc!>, se si dice c!e le $rime sono solo creazioni della nostra antasia, senza valore oggettivo, non $u3 dirsi la stessa cosa delle altre, c!e sono solo creazioni dei nostri sensiQ ;!i ci assicura c!e non esista un mondo invisi.ile e intangi.ile $erce$ito con il senso intimo c!e vive al servizio dell2istinto di $er$etuazione7Q58 +& "l .isogno di Eio D molto importante, per Unamuno, la definizione delle due tendenze connaturali all'uomo, dell'istinto di conservazione e di perpetuazione, intese come momenti costitutivi della nostra stessa realt! personale, soprattutto perch la ragione viene collegata ad uno dei due istinti, quello di conservazione, ma non ha nulla a che vedere con l'altro54. La problematica relativa ai due istinti complessa. =ssa ha attirato l'attenzione di
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i.id&, 05+. i.id&, 05/.

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Unamuno fin dall'inizio della sua attivit!. >i accenna, ad es., in uno studio di carattere non filosofico che risale al /647, Eerec!o consuetudinario de Es$aJa& ;ui si pu" leggere in una nota& 14uelli c!e c!iamiamo sentimenti individualisti e sentimenti sociali Omeglio ancora, egoisti e altruistiP, non sono, in ultima analisi, c!e le orme molto com$lesse, con use tra loro, e in continua azione e reazione reci$roca, di due $rimitivi istinti animali: 5uello di conservazione e 5uello di es$ansione $ro$ria, 5uello di conservazione individuale e 5uello di conservazione della s$ecie, nutritivo e il genetico, la ame e l2amore779& Un'importante fonte nella definizione di queste due tendenze costitutive della persona umana pu" essere rintracciata nell'opera di Gurr", :rGgenes del conocimiento Oel !am.reP, che Unamuno cita sovente, e della quale fornisce un'interpretazione particolare nel prologo che scrive per la traduzione castigliana di questo testo. ?ice infatti& 1Ca conoscenza 8 essenzialmente teleologica o inalista7 61& 1Si conosce 5ualcosa di $iD di una orma, anc!e se non 5ualcosa di $iD di un enomeno&&& ;i3 c!e si conosce, ci3 c!e si vede e si tocca e si $u3 mangiare, o ci aiuta a mangiare, ci3 c!e in un modo o nell2altro ci a vivere, 8 5ualcosa di $iD di uno s$ettacolo6 8 una sostanza c!imica, come 8 sostanza c!imica cor$o in cui viviamo, e la cui cenestesi L l2intima sensazione di esso L 8 la .ase organica della coscienza del nostro io76)& Unamuno cita l'opera di Gurr" per sostenere che l'esperienza ci rivela la realt!& 1Eall2es$erienza motrice, scrive lo studioso catalano, nasce la conoscenza c!e il reale c!e ci manca 8 conosciuto attraverso segni sensoriali6 il reale esteriore 8 conosciuto ugualmente attraverso segni sensoriali, 5uando $er mezzo della conoscenza

#d., Eerec!o consuetudinario de Es$aJa, :; 7, pp. +761-9+, +07, nota /. #d., Pr@logo a& <. GU<<M, :rGgenes del conoscimiento: el !am.re, :; 0, pp. -621-4-, -67. 62 i.idem&
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osserviamo c!e la stessa cosa c!e calma la 5uesti segni76+&

ame determina 2

;uesta esperienza, commenta Unamuno, nel rivelarci il reale che ci manca, 1ci rivela una realt c!imica, non meccanica, una sostanza non limitata nello s$azio, n> determinata in una igura, ma s$eci icata da un2intima costituzione 5ualitativa6 cio8 ci rivela la sostanza, e 5uesta sostanza causa il soddis acimento della nostra mancanza, ovvero, c!e sia soddis atta la nostra ame s$eci ica6 e in ci3 5uesta sostanza si $resenta determinata in orma s$eciale e in igura e in 5uantit, cio8 come causa& Si vuol dire c!e la nostra intima sostanza s$eci ica, ci3 c!e costituisce la .ase della nostra coscienza di $ersonalit e della $ersonalit di coscienza, ci rivela la sostanza s$eci ica degli oggetti esterni, la 5uale contiene in s> ci3 c!e $otremmo c!iamare, con un2azzardata meta ora, la loro $ersonalit&&& "l atto c!e io senta di essere 5ualcosa di sostanziale, 8 $ro$riamente ci3 c!e mi $orta a credere c!e gli oggetti esteriori, c!e alimentano la sostanza del mio cor$o, siano anc!2essi sostanza6 ed ecco come la ame ci insegna la sostanzialit, cio8 la realt della ra$$resentazione del mondo esteriore772& Per Unamuno, i bisogni fisici che sentiamo ci rivelano a noi stessi come concretamente esistenti, ci fanno sentire reali e nello stesso tempo ci fanno comprendere che altrettanto reali sono quelle sostanze che alimentano i nostri bisogni. #n questo senso da intendersi l'affermazione che la fame ci rivela il mondo. Per", la fame non la sola guida nella scoperta e nella conoscenza del mondo, e questa osservazione di capitale importanza& 'Per" non solo la fame ci" che ci rivela il mondo8 anche l'amore, come dissi, ed ogni attivit!. >ivere non solo nutrirsi e riprodursi, vivere operare, esercitarsi, il dispiegarsi di un soggetto*75. :itando ancora Gurr", scrive& 14uando ci domandiamo c!e cosa 8 il reale indi$endentemente dagli e etti c!e causa o $u3 causare su di noi, non $oniamo una 5uestione c!e esce dai limiti della
i.idem& i.id,, -66. 65 i.id,, -64.
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conoscenza, ma una 5uestione c!e 8 in contraddizione con la natura stessa del conoscere766& #n sostanza, non ci interroghiamo su una realt! in s, ma su questa concreta realt! nella quale ci troviamo. ,iamo a contatto con essa, e attraverso l'interazione che ne deriva la conosciamo. >i sono conoscenze che ci derivano da una interazione di un certo tipo, legata alla fame, al bisogni fisici, all'istinto di sopravvivenza. .ora, come possiamo negare valore alle conoscenze che ci derivano da un altro tipo di interazione, legato ad altri bisogni e a un altro istintoL Ovviamente si tratta di conoscenze che ci fanno vivere, che alimentano la nostra esistenza, sia pure in modo diverso dal cibo, in collegamento con l'istinto di perpetuazione. #l contatto col mondo ci rivela tutto il mondo, perch un contatto operato dalla persona nella sua interezza8 e dunque, perch dobbiamo 1negare realt oggettiva alle creazioni dell2amore, dell2istinto di $er$etuazione, dal momento c!e concediamo tale valore alle creazioni della ame, o istinto di conservazioneQ Per 5uale motivo, se si dice c!e le $rime rime sono solo creazioni della antasia, senza valore oggettivo, non $u3 dirsi altrettanto delle seconde, le 5uali non sono altro c!e creazioni dei nostri sensiQ76'& #n tal modo, campo di applicazione della logica viene relativizzato, circoscritto, e si apre spazio per una forma di conoscenza diversa che Unamuno, nel suo immaginifico linguaggio, chiama 'cardiaca*, fondata cio sul cuore e non sul cervello, vale a dire una conoscenza arbitraria dal punto di vista della ragione, ma non per questo priva di fondamento. ;uesto, infatti, va a collocarsi nella struttura stessa della persona umana, e della sua modalit! di conoscenza& ':rediamo che vi siano altri modi di relazionarsi con la realt! oltre a quelli segnalati nei manuali di logica, e che la conoscenza sensibile e la razionale non possano esaurire il trascendente* 76. ;ueste diverse vie di conoscenza vanno cercate dentro l'uomo, nel suo 'intramundo*, nella sua sfera sentimentale. #l sentimento di cui parla Unamuno una conoscenza poggiante direttamente sull'esperienza ed , in un certo senso, una conoscenza pi diretta di quella che si ottiene con la mediazione della ragione& 1;!i ci $arla della sua es$erienza della divinit e del atto c!e sente, tocca e si comunica sostanzialmente con Eio, si $otre..e trattarlo da $azzo O5uesto ci 8 sem$re $ermesso come
i.id,, -4/. Eel sentimiento tr0gico de la vida, cit., 05+. 68 #d., So.re la iloso Ga es$aJola, Ei0logo, :; -, pp. 0-0105+, 025
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acile ricorsoP, o da misti icatore, $er3 non $otete andare con l2a$$arato logico a ridurgli in $olvere le su$$oste $rove di Eio& #on 8 necessario $rovare l2esistenza di 5uello c!e si !a $er es$erienza immediata, n> 8 acile dimostrare a c!i 8 nato sordo, l2esistenza del suono769& Per Unamuno esistono aspetti della realt!, ovvero realt! molteplici, che non conosciamo, perch la loro conoscenza non serve per alimentare la nostra esistenza in maniera diretta, realt! che sfuggono, per la loro stessa natura, all'istinto di conservazione, strettamente legato alle esigenze pratiche della vita, ma che l'istinto di perpetuazione pu" ben cogliere& 'L'istinto di perpetuazione, la necessit! di sopravvivere, pu" provocare lo sviluppo di germi spirituali*09. L'istinto di perpetuazione di per se legato all'esperienza religiosa, percepisce la presenza di ?io, anche se ci" non toglie che 1vi siano $ersone $rive di tatto s$irituale, c!e non sentono la $ro$ria sostanza della coscienza, c!e si credono sogno di un giorno, c!e non com$rendono c!e il $iD vigoroso tatto s$irituale 8 la necessit di $ersistenza in una orma o in un2altra, il .isogno di estendersi nel tem$o e nello s$azio7'1& #l sentimento va dunque inteso nel senso primario di percezione della propria sostanzialit!8 non illusione, ma esperienza. ,crive Unamuno che lo spirito gli sembra molto pi materiale di ci" che chiamiamo materia, che sente la sua anima, in modo pi evidente e pi sensibile del suo coreo0+. La ragione, a differenza del sentimento, agisce soltanto sui concetti che indicano l'esperienza, e non su questa direttamente. 'Un sistema filosofico... non altro che uno sviluppo meramente verbale8 la maggior parte della metafisica non che metalogica, intendendo logica come derivato da 'logos*, parola*0-. La filosofia razionale non la vita, ed questo il suo limite strutturale. #l filosofo usa il linguaggio meglio che pus, 'pera non ci d! il grido con cui si pronunciarono le parole n il gesto che le accompagn"8 non pu" dare la sostanza della parola 'terra* come la resero dal fondo del petto i compagni di :olombo scorgendo il (uovo .ondo*02. ,e ci si limita alla sola ragione, non si pu" penetrare nel profondo dell'esperienza spirituale e la filosofia
#d., Plenitud de $lenitudes B todo $lenitud, :; -, pp. 05-1009, 057. So.re la iloso Ga es$aJola, cit., 027. 71 Plenitud de $lenitudes B todo $lenitud, 057. 72 i.id&, 050. 73 i.id&, 072. 74 i.id&, 075.
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diventa un'attivit! per 'sonnambuli che non sentono il loro peso spirituale*05. #l vero punto di partenza della vita e di una filosofia che voglia veramente conoscere la realt!, per Unamuno il sentimento della propria sostanzialit! OsustancialidadP, inteso come esperienza di una realt! profonda, intrafenomenica, che ciascuno percepisce in se stesso. = questo anche il fondamento della religione& 1Se la religione non si onda sull2intimo sentimento della $ro$ria sostanzialit e della $er$etuazione della $ro$ria sostanza, allora non 8 religione&&& Ca ede in Eio deriva dalla ede nella nostra $ro$ria esistenza sostanziale7'6& La ragione pub alludere allo spirito, dargli un nome, ma non pu" penetrarlo n toccarlo, non pub arrivare al mondo intrafenomenico che viene rivelato dal cristianesimo, che il grande messaggio con cui il cristianesimo supera l'estetismo greco, e che si condensa nella fede nella resurrezione di :risto, nucleo e sostegno della fede nella nostra propria immortalit!00. ;uesta fede va ad ancorarsi strettamente alla personalit!, ne un elemento costitutivo, come si vedr! meglio pi avanti, ed l'essenza viva della religione, del cristianesimo in special modo. 1Perduta 5uesta ede, ogni religione, e in s$ecial modo ogni religione cristiana, si distrugge e lascia al suo $osto una iloso ia o un2estetica della religione, 5uando non si riduce ad una istituzione di snervante $edagogia sociale& #on si $u3 uccidere, senza uccidere contem$oraneamente le radici della vera vita, la vivi icante sorgente delle su$reme in5uietudini dello s$irito, la sete dell2aldil7'8&

9& Ca rivolta della ragione Passando a descrivere le 'ragioni* del campo avverso, Unamuno ritiene che un caposaldo del razionalismo sia l'affermazione di Fume, secondo cui non si pu" provare razionalmente l'immortalit! dell'anima. 3 tale impossibilit!, che permane anche dopo Iant, si affiancano affermazioni che vogliono essere razionali a sostegno della mortalit! completa della persona. ?all'osservazione del mondo empirico, il razionalismo deduce che la morte equivale alla perdita completa della coscienza, e che la parola 'anima* solo un termine per indicare la coscienza umana destinata alla dissoluzione. '#l
i.id&, 070. i.id&, 076. 77 i.id&, 070. 78 i.id&, 076.
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razionalismo, intendo dire la dottrina c!e non si attiene ad altro c!e alla ragione e alla verit! oggettiva, necessariamente materialista*04. Unamuno interpreta la critica della ragione, sottoponendo ad analisi il concetto di sostanza proprio alla filosofia scolastica. #l risultato della sua analisi che la razionalit! pura si pone contro il nostro desiderio di immortalit!, non lo sostiene, ma tenta di distruggerlo. Per", tutte le dimostrazioni contrarie della ragione hanno un senso logico, razionale, un valore insomma limitato al piano astratto, e che non intacca minimamente l'ambito dell'esistenza, le esigenze del vivere concreto. La logica la forza della ragione, ma anche la sua debolezza. =ssa tenta di ridurre la ricchezza e la diversit! della vita ad identit!, generi e categorie8 i concetti sono sempre identici a se stessi, mentre nella realt! 'non esiste nulla che sia lo stesso in due momenti successivi del suo essere*69. La realt! fluente sempre diversa, ma la mente ha bisogno di nozioni stabili per operare, e tali nozioni, proprio perch immobili, sono astratte. '?unque, come pu" la ragione aprirsi alla rivelazione della vitaL D un tragico combattimento, il fondo della tragedia, la lotta della vita contro la ragione. = la verit!L si vive oppure si comprendeL*6/. Un'idea racchiude la realt! in modo molto incompleto, e nondimeno, 'necessitiamo della logica*6+. '#l fatto che l'uomo, prigioniero della logica, senza la quale non pensa, ha voluto sempre porla al servizio dei suoi bisogni intimi, e soprattutto del suo bisogno fondamentale*6-. #n linea di principio Unamuno non sembra contrapporre scienza e teologia, perch gli ambiti delle due discipline sono molto diversi. La teologia parte dal dogma, mentre la scienza ha come punto di partenza una posizione di scetticismo intelligente, cio una posizione investigativa 62. ;uando per" i due campi si confondono, si ottengono conseguenze nefaste& 1"l razionalista si com$orta razionalmente, cio8 svolge il suo ruolo, inc!> si limita a negare c!e la ragione soddis i la nostra ame vitale di immortalit6 $er3, immediatamente $osseduto dalla ra..ia di non $oter credere, cade nell2irritazione dell2odium antit!eologicum765& D una forma di odio che sembra essere caratteristica della cultura moderna&

Eel sentimiento tr0gico de la vida, cit., 69/. i.id&, 6/9. 81 i.idem& 82 i.id&, 6//. 83 i.idem& 84 i.id&, 6/+. 85 i.id&, 6/5.
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1C2odio antiteologico, la ra..ia scientista, non dico scienti ica, contro la ede nell2altra vita, 8 evidente&&& %i sono $ersone c!e sem.ra non si limitino a non credere c!e esista un2altra vita, o $iuttosto a credere c!e non esista, ma c!e si sentono molestate o addolorate $er il atto c!e altri vi credano o anc!e vogliono c!e esista786& ?'altra parte, la scienza non sa trovare nulla che sappia rispondere al nostro fondamentale anelito di vita, al nostro costitutivo bisogno di essere& 'La scienza in quanto sostitutiva della religione, e la ragione in quanto sostitutiva della fede, sono sempre fallite. La scienza potr! soddisfare, e di fatto soddisfa in misura crescente, le nostre crescenti necessit! logiche e mentali, il nostro bisogno di sapere e di conoscere la verit!8 per" la scienza non soddisfa le nostre necessit! affettive e volitive, la nostra fame di immortalit!, e lungi dal soddisfarla, la contraddice. La verit! razionale e la vita sono in contrapposizione*60. =siste una lotta aperta quando ragione e fede esorbitano dai loro limiti, ed esiste un conflitto intimo, un intimo dissidio quando, restando ciascuna al proprio posto, la ragione non pu" correre in aiuto validamente delle fede, e la fede non pu" trovare nell'appoggio sulla ragione la sua certezza& 1Ca ragione umana, dentro i suoi limiti, non solo non $rova razionalmente c!e l2anima sia immortale&&& ma $rova $iuttosto, dentro i suoi limiti, ri$eto, c!e la coscienza individuale non $u3 $ersistere do$o la morte dell2organismo cor$orale da cui di$ende& E i limiti dentro i 5uali dico c!e la ragione umana $rova 5uesto, sono i limiti della razionalit, di ci3 c!e conosciamo com$rovatamente788& ,i tratta, per", di limiti relativi, ed opportuno richiamare la nozione del duplice istinto costitutivo della persona umana, con l'affermazione di un mondo che certamente e@trarazionale, ma non si pu" definire non vero. Kuori dai limiti della ragione 1si trova l2irrazionale, c!e $u3 c!iamarsi ugualmente so$rarazionale, in rarazionale o controrazionale6 uori si trova l2assurdo di Rertulliano, l2im$ossi.ile del certum est, 5uia
i.idem& i.id&, 6+-. 88 i.idem&
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im$ossi.ile est& E 5uesto assurdo non $u3 a$$oggiarsi c!e sulla $iD assoluta incertezza789& La ragione quando, infrangendo i confini che le competono, crede di trionfare, cade in realt! nel pi profondo abisso8 nulla di ci" con cui sostituisce la religione conserva valore o ha efficacia esistenziale, e storicamente, essa percorre tutte le tappe fino a mettere in discussione il suo stesso valore& 1Ca ragione inisce col distruggere la validit immediata e assoluta del concetto di verit e del concetto di necessit& En( tram.i i concetti diventano relativi, non esistono n> verit n> necessit assolute& ;!iamiamo allora vero un concetto c!e concorda con il sistema generale di tutti i nostri concetti6 vera una $ercezione c!e non contraddice il sistema delle nostre $ercezioni6 verit 8 coerenza& E 5uanto all2intero sistema, giacc!> uori di esso non esiste niente c!e $er noi sia conosciuto, non entra in .allo la 5uestione della sua verit79*: lo stesso scetticismo in cui si cade nel campo della fede al venir meno dell'apparato razionale di sostegno. 3l fondo di questo abisso spirituale, i due nemici si incontrano, ma ancora una volta, per continuare a lottare. ,e il primo scontro ha avuto un esito esistenziale distruttivo, questo nuovo combattimento conduce, dopo che tutto venuto meno, ad una riedificazione. ;uesta non avviene evitando il contrasto, bensC accettandolo come base di partenza e condizione, costruendosi non su una base concettuale, ma sull'esperienza effettivamente vissuta del dubbio. Per Unamuno, questa una legge di natura, la struttura stessa del rapporto tra ragione e fede nella persona umana& 1Se la ede, la vita, non si $u3 sostenere se non sulla ragione c!e la renda trasmissi.ile, e in $rimo luogo trasmissi.ile da me stesso a me stesso, vale a dire ri lessa e cosciente, la ragione, a sua volta, non $u3 sostenersi c!e sulla ede, sulla vita, magari osse soltanto ede sulla ragione, ede c!e 5uesta serva $er 5ualcosa di $iD c!e $er conoscere, serva $er vivere& E

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i.idem& i.idem&

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indu..iamente, n> la ede 8 trasmissi.ile, o razionale, n> la ragione 8 vitale791& ;uesta condizione un punto di partenza, che pu" diventare 'la base di una vita vigorosa, di un'azione efficace, di un'etica, di un'estetica, di una religione e persino di una logica*4+. Per" questa ricostruzione deve includere il sentimento. (onostante lo scetticismo cui la ragione perviene, l'uomo sente il dubbio che questa nostra anima, alla fin fine, non sia poi mortale, e questo sentimento rivela quantomeno una sfera affettiva dell'essere, che va tenuta in considerazione. #l desiderio di non morire, come esperienza centrale di questa sfera affettiva, ' verit!, tanto verit!, almeno, come ci" che vedo, tocco, ascolto e mi si dimostra E e io credo che sia ancora pi verit! E e la sincerit! mi obbliga a non occultare il mio sentimento* 4-. Orbene, una filosofia che non occulti questo desiderio, ma lo inserisca nelle sue tematiche, sfocia, sull'esempio platonico, nel mito& 1Entriamo, se volete accom$agnarmi, in un cam$o di contraddizioni tra il sentimento e il raziocinio, e avendo la necessit di servirci dell2uno e dell2altro& ;i3 c!e segue non mi 8 uscito dalla ragione, ma dalla vita, anc!e se $er trasmetterlo de..o, in un certo modo, razionalizzarlo799& (on si tratta di un contenuto privo di significato, perch in tal caso sarebbe incomprensibile, non trasmissibile& 1,iacc!> 8 intelligi.ile, veramente intelligi.ile, soltanto il razionale, giacc!> l2assurdo 8 condannato ad essere intrasmissi.ile, mancando, come manca, di signi icato, vedrete c!e 5uando si riesce a es$rimere o a ar intendere 5ualcosa c!e sem.ra assurdo o irrazionale, allora la si 8 risolta in 5ualcosa di razione, sem$re, anc!e se si tratta della negazione di 5uello c!e si a erma795& #l mito si presenta come la convivenza, nella lotta, tra sentire e ragionare, come tentativo di esprimersi nell'unit! delle facolt! della persona, attraverso un 'campo di fantasie non sprovviste di ragioni, giacch senza di esse nulla sussiste, per" basate sul
i.id&, 6-/. i.id&, 62/. 93 i.id&, 6-5. 94 i.id&, 62+. 95 i.id&, 62-.
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sentimento*47. 2

5& Ealla iloso ia al mito Unamuno introduce il lettore nella sezione mitica della sua speculazione, mediante la trattazione dell'amore. L'amore, dal quale scaturisce la conoscenza di ?io, uno dei sentimenti pi intensi esperimentato dall'uomo. Bi! nella sua forma primaria dell'attrazione sessuale non si lascia ridurre alla sfera puramente intellettiva, e sfugge persino alla volont!, 'perch nel fondo, l'amore non n idea, n volizione8 piuttosto desiderio, sentimento8 in un certo senso carnale persino nello spirito*40. 3ttraverso l'amore sessuale, 'ci perpetuiamo sulla terra solo a condizione di morire, di consegnare ad altri la nostra vita*46. #noltre, in quanto sentimento, esso lotta, gli amanti sono ciascuno tiranno e schiavo dell'altro, cercano 1ciascuno il $ossesso dell2altro e, senza d2altronde $ensarlo n> sa$erlo es$licitamente, ciascuno $ersegue la sua $er$etuazione e conseguentemente il suo godimento& ;iascuno degli amanti 8 $er l2altro immediatamente uno strumento di godimento, e mediatamente uno strumento di $er$etuazione7 99& L'amore sessuale per" perpetuazione della carne, quindi anche del dolore e della morte. Per ci" stesso, nell'amore esiste 'una profondit! di eterno disperarsi, da cui derivano la speranza e la consolazione* /99. ?alla forma primaria dell'amore sorgono le forme spirituali, che uniscono non solo i corpi, ma anche le anime. ?i fronte al dolore, che spesso ha una funzione rivelatoria, ci si abbraccia, si raggiunge un grado di intimit! maggiore/9/. La forza trascendente dell'amore diventa evidente e persino palpabile nella passione, soprattutto quando questa deve scontrarsi con circostanze sfavorevoli, quando amarsi inseparabile dalla sofferenza, 1e la orza di 5uesto $overo amore so erente sotto il gioco del destino a intuire un altro mondo nel 5uale non esiste altra legge c!e la li.ert dell2amore, un altro mondo in cui non esistono .arriere, $erc!> non c28 carne& Perc!> nulla ci fa
i.id&, 620. i.id&, 626. 98 i.id&, 624. 99 i.id&, 659. 100 i.idem& 101 i.id&, 65/.
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penetrare nell'altro mondo pi della speranza e della fede, dell'impossibilit! che un amore nostro fruttifichi veramente in questo mondo di carne e di apparenza*/9+& Per Unamuno, il contatto quotidiano tra l'uomo e il mondo, contatto che non scorre senza problemi, ma anzi propone continuamente ostacoli, uno stimolo continuo, suscita speranze, desideri, aspirazioni che l'uomo sente profondamente, ma non sa razionalizzare o dimostrare. =ppure, queste speranze, il continuo disidentificarsi dal gioco meccanico delle forze che governano le circostanze, rivelano l'autentica realt! umana, la sua separazione e distinzione dalla semplice natura, l'esistenza di un mondo di valori che il sentire, come fatto concreto, rivela. 'L'uomo, scrive Unamuno, desidera essere amato, ovvero desidera essere compatito. L'uomo vuole che si sentano le sue pene e i suoi dolori* /9-. ,i tratta di una compassione, nel senso etimologico della parola, compassione, percepire insieme, comunit! di sentimenti tra due anime, che in tal modo sono unite nell'amore spirituale. ;uesta compassione, man mano che cresce l'intimit!, si estende a tutto quanto cA circonda, e sempre rimane in collegamento con l'ansia dell'aldil!. ;uesta ansia, infatti, acuita dall'amore, ci fa comprendere che tutto, nel mondo, transitorio, e dunque fa sentire compassione anche per gli oggetti della realt!, fa trasfigurarli e personificarli in forma mitica, fino a considerare povera e sfortunata anche la stella pi lontana costretta nella vanit! del mondo& 1/an mano c!e ti addentri in te stesso, e in te stesso s$ro ondi, in te stesso vai sco$rendo la tua $ro$ria nullit&&& E toccando la tua nullit, non sentendo tuo ondo $ermanente, non arrivando alla tua in initudine e nemmeno alla tua eternit, ti com$atisci di tutto cuore, e ti accendi di un doloroso amore verso te stesso, uccidendo ci3 c!e si c!iama amor $ro$rio7 1*9& ;uesta sofferenza per il proprio non essere apre alla compassione per gli altri uomini legati al mio stesso destino, e 1$ersino $er ci3 c!e orse non vive, ma esiste& 4uella stella lontana c!e .rilla lassD nella notte, un giorno si s$egner e diventer $olvere, cesser di .rillare ed esistere, cosi come accadr a tutto il cielo stellato& Povero cielo?7 1*5&

i.idem& i.id&, 65+. 104 i.idem& 105 i.id&, 652.


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Personalizziamo l'universo nel compatirlo, mediante la fantasia attribuiamo vita anche alle cose inanimate, e questo procedere mitico, un procedere che l'uomo attua spontaneamente e naturalmente, che permette di sentire l'universo in un modo particolare che, pur essendo, se si vuole, falso, nondimeno rivela ambiti e dimensioni inaccessibili alla ragione. Unamuno, con la prospettiva mitica, non pone problema se la stella abbia una coscienza, ma presenta il fatto che l'uomo, abitualmente, personalizza tutto, e si domanda quale sia significato di questa caratteristica del comportamento umano in relazione all'universo intero, quale ne sia lo scopo. =ssa non mi d! una conoscenza dell'oggetto, ma rivela una componente significativa della persona umana. La personalizzazione mitica avviene sotto l'impulso dell'amore, che 1$ersonalizza tutto 5uanto ama, tutto 5uanto com$atisce& ;om$atiamo, cio8 amiamo, tutto 5uanto 8 a noi simile, e in 5uanto ci 8 simile, e in misura $iD intensa 5uanto maggiormente ci somiglia& ;osi cresce la nostra com$assione, e con essa il nostro amore alle cose, nella misura in cui sco$riamo le somiglianze c!e !anno con noi& : $iuttosto, 8 l2amore stesso c!e di $er s> tende a crescere, c!e ci rivela 5ueste somiglianze& Se arrivo a com$atire ed amare la $overa stella c!e un giorno s$arir dal cielo, 8 $erc!> l2amore, la com$assione, mi a sentire in essa una coscienza $iD o meno oscura, c!e la a so rire a causa del suo non essere altro c!e stella, e $er dover cessare di esserlo un giorno& "n atti, ogni coscienza 8 coscienza di morte e di dolore& ;oscienza, conscentia, 8 conoscenza $arteci$ata, 8 consentimento, e consentire 8 com$atire71*6& Gutto ci" non va interpretato come adesione a forme di pensiero immanentiste o panteiste. La personalizzazione, infatti, non un atto filosofico, ma un atto mitico, fantastico, e dunque non bisogna vedere in essa un concetto o una verit!, ma il modo in cui, per un'intima necessit! di mitizzare, arriviamo a percepire una realt! ultima che altrimenti resterebbe per noi inaccessibile, perch si colloca del tutto fuori dal mondo empirico. 3ttraverso la finzione mitica, scopriamo ?io, ovvero ?io ci si rivela, nella forma simbolica della vita che palpita in ogni creatura, percepiamo la sua immanenza nel creato, il fatto che egli lo alimenta, lo mantiene nell'essere, senza per questo identificarsi con esso e ad esso ridursi, ma restando rigorosamente trascendente, essendo, se si vuole, trascendente e immanente al tempo stesso. ;uando l'amore vede l'universo come persona, scopre che esso ha una coscienza, coscienza, 'e questa coscienza dell'universo... ci" che chiamiamo ?io. :osi l'anima compatisce ?io e si
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i.idem&

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sente amata da Lui, che protegge la sua miseria eterna e infinita*/90. Unamuno afferma esplicitamente che questo processo di personalizzazione non arbitrario, ma avviene come reazione tipicamente umana all'esperienza del dolore. #l continuo confronto tra le aspirazioni e le realizzazioni effettive, ci rivela a noi stessi8 impariamo a conoscerci nella lotta quotidiana attraverso il contrasto e dolore, cio attraverso un processo che ci matura, ci permette di sentirci e di sentire gli altri, sentirli come coscienze& 1Eietro gli atti dei miei $rossimi simili, degli altri uomini, sento L o meglio, consento L uno stato di coscienza identico a 5uello c!e sta dietro ai miei atti& Ascoltando un grido di dolore del mio ratello, mio $ersonale dolore si sveglia e grida nel ondo della mia coscienza& E allo stesso modo sento dolore degli animali, di un al.ero al 5uale stra$$ano un ramo6 so$ra ogni cosa vive la antasia, c!e 8 la acolt di intuizione, di visione interiore71*8& #l sentimento, la facolt! del sentire, ci rivela la presenza delle coscienze e del mondo ideale, come la fame ci ha rivelato il mondo empirico, materiale. (el mito, ci" che non percepibile coi sensi diventa accessibile, presente in qualche modo alla coscienza. .olto significativamente, Unamuno cita qui >ico, vero maestro segreto di gran parte del pensiero contemporaneo, e spagnolo in particolare. (ella Scienza #uova, >ico 'vide che la filosofia s$ontanea dell'uomo era di farsi una regola dell'universo, guidato dall2istinto di animazione71*9. Kilosofia spontanea, e pertanto non arbitraria, che compare col mito e la poesia, la quale , dice Unamuno citando >ico, facolt! 'connaturale*, nata da sensi di cui gli uomini erano 'naturalmente provvisti*, nata dall'immaginazione delle cause delle cose, con cui possibile conoscere gli aspetti pi profondi delle cose stesse. '#n questo modo E traduce da >ico E i primi uomini delle nazioni gentili, come fanciulli del nascente genere umano, creavano dalle loro idee le cose711*. ;rea.an qui parola rivelatrice. Ovviamente, le cose esistevano gi!, ed erano ricreate, cio scoperte, conosciute8 la fantasia e il sentire le mostravano in una forma. :on lo stesso significato di 'rivelare*8 verbo creare viene applicato alla fede in ?io. ;rear a Eios 8 procedimento con cui ?io ci si mani esta, si mostra attraverso il mito. #l sentimento del mondo, su cui si fonda la sua comprensione, necessariamente
i.id&, 655. i.id&, 657. 109 i.id&, 650. 110 i.idem&
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,ianni -erracuti: Unamuno, il ri.elle ( /editerr0nea on line, settem.re )*1)

antropomorfico e mitopoieico. La filosofia tenter! di razionalizzare mito, ma il mito, direttamente derivato dal sentire, rimane ad essa irriducibile. <imane, cio, una realt! legata alla vita& '= il concetto di ?io sempre redivivo, giacch scaturisce dall'eterno sentimento di ?io nell'uomo, cos' se non l'eterna protesta della vita contro la ragione, il mai vinto istinto di personalizzazioneL*///. = aggiunge ancora& '3 nulla serve voler sopprimere questo processo mitopoietico o antropomorfico e razionalizzare il nostro pensiero, come se si pensasse soltanto per pensare e conoscere, e non per vivere. La lingua stessa con cui pensiamo ce lo impedisce. La lingua, sostanza del pensiero, un sistema di metafore a base mitica e antropomorfica. = per fare una filosofia puramente razionale bisognerebbe farla con formule algebriche, o creare una lingua inumana, cio inadatta alle necessit! della vita*//+. #l mito si rivela l'unica forma naturale di convivenza, convivenza nella lotta, tra ragione e sentire& 1$er 5uanto $esi alla ragione, occorre $ensare con la vita, e $er 5uanto $esi alla vita occorre razionalizzare il $ensiero& 4uesta animazione, 5uesta $ersoni icazione, 8 intimamente costituiva del nostro stesso modo di conoscere Ova entraJada en nuestro mismo conocerP7//-& Unamuno afferma che la ragione non lavora sulla realt! oggettiva, bensC opera a partire dal complesso di idee, immagini, nozioni e percezioni incorporate nel linguaggio e ricevuto per tradizione. L'uomo nasce dentro un mondo culturale, che appunto riceve, nel quale dalla realt! sono gi! stati estratti dei concetti, e che originariamente era collegato al sentire mitico, al desiderio di salvare la personalit! rendendo animato l'universo. Per questo desiderio di salvezza, 'a causa di esso e a questo scopo* //2, l'uomo scopre sia ?io sia la materia. ;uando l'amore compassione 'ci rivela l'universo intero che lotta per conquistare, conservare ed accrescere la sua coscienza..., la compassione ci rivela la somiglianza dell'intero universo con noi, cio che umano, e ci fa scoprire in lui il nostro Padre*//5. (ella personalizzazione avviene la 'creazione di ?io*, frase che, a parte il suo ascendente vichiano, soprattutto un concettismo. ,crive infatti Unamuno& 1#el ondo, lo stesso d dire c!e Eio sta $roducendo eternamente le cose, come c!e le cose stanno $roducendo

i.id&, 654. i.idem& 113 i.id&, 679. 114 i.id&, 67/. 115 i.id&, 672.
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eternamente Eio& E la credenza in un Eio $ersonale e s$irituale si .asa sulla credenza nella nostra $ersonalit e s$iritualit7116& ;uesto paradosso, per" vale in quanto paradosso, e prendendolo nel suo significato letterale non esprime l'autentico pensiero di Unamuno. #l processo con cui si creaNcrede ?io va sempre rapportato al modo in cui l'uomo conosce, sotto la spinta dei due istinti fondamentali, cio al modo in cui le cose si affacciano alla conoscenza& 1Nicordando ci3 c!e in un2altra $arte di 5uest2o$era a..iamo gi detto, $ossiamo dire c!e le cose materiali, in 5uanto conosciute, si mani estano O.rotan al conocimientoP dalla ame, e dalla ame nasce l2universo sensi.ile o materiale in cui le conglo.iamo6 e le cose ideali, dall2amore, e dall2amore nasce Eio, nel 5uale conglo.iamo 5ueste cose ideali come ;oscienza dell2universo711'& D una nascita, o creazione, che si riferisce al reale in quanto conosciuto, al .rotar al conocimiento, e non ha nulla a che fare con un nascereNcreare inteso nel senso di porre in essere. #l punto capitale rimane la scoperta, in qualche maniera insita nella natura umana, di ci" che ci consente di vivere& 1Ca nostra necessit di vita ric!iedere..e c!e osse vero ci3 c!e ci a conservare e $er$etuare, ci3 c!e mantiene l2uomo e la societ6 c!e osse vera ac5ua li5uido c!e, .evuto, a$$aga la sete, e $er il atto c!e l2a$$aga6 e vero $ane ci3 c!e ci toglie la ame, $er il atto c!e ce la toglie&&& Si dir c!e mangiarsi $ane non 8 lo stesso c!e vederlo, toccarlo o gustarlo, c!e nel $rimo modo entra nel nostro cor$o, ma non $er 5uesto nella nostra coscienza& A verit, 5uestoQ $ane c!e !o tras ormato in carne e sangue miei non entra maggiormente nella mia coscienza ris$etto al $ane di cui, vedendolo e toccandolo, dico: 5uesto 8 mioQ E a 5uesto $ane, cosK convertito nella mia carne e sangue e atto mio, de..o orse io negare realt oggettiva 5uando mi limito a toccarloQ :r.ene, c28 c!i vive dell2aria senza conoscerla6 cosi viviamo di Eio e orse in Eio7118&
i.idem& i.id&, 675. 118 i.id&, 677.
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,e Unamuno insiste con forza sulla realt! del mondo materiale, contemporaneamente insiste sull'apertura alla trascendenza dell'uomo, ma non nel senso che questa apertura un'ipotesi teorica& si tratta di una realt! costitutiva, e dunque operante, comportante esperienza e conoscenza. ,olo che si tratta di una conoscenza che non pub essere espressa mediante ragionamenti, pur essendo insopprimibile, pur richiedendo di esprimersi in qualche modo& da qui l'importanza della personificazione mitica, che certamente inadeguata all'esposizione di concetti teorici, ma esprime in forma fantastica e simbolica l'esperienza reale conseguente all'apertura dell'uomo alla trascendenza. #l salto che Unamuno compie dalla fame materiale alla fame spirituale, egli non lo concepisce come arbitrario, come un paradosso in pi , ma lo vede effettuato continuamente nella storia, vede l'uomo costantemente dipendente da questo suo bisogno del divino. ,i tratta di un sentimento, senz'altro inizialmente confuso, della divinit!, che per" punto di partenza per giungere alla concezione del ?io persona, altrimenti inaccessibile. ?el ?io persona si appropria poi la ragione& '?i questo ?io, nato cosi nella coscienza umana dal sentimento di divinit!, si appropria subito la ragione, cio la filosofia, ten1 dendo a definirlo, a convertirlo in idea*//4. 3nche questo inevitabile. L'esperienza interiore di ?io una realt! vissuta, anzi vivente e cangiante. ;uando l'uomo vi riflette, non si trova davanti concetti, ma stati d'animo, sensazioni, esperienze mutevoli che devono ancora diventare concetti. .a nella concettualizzazione si perde gran parte del valore dell'esperienza& la parola& dio, non la realt! viva e percepita di ?io. La ragione definisce, ma 'definire qualcosa equivale ad idealizzarlo, per cui bisogna prescindere dal suo elemento incommensurabile o irrazionale, dal suo fondo vitale. = il ?io sentito, la divinit! sentita come persona e coscienza unica fuori di noi, sebbene tale da avvolgerci e sostenerci, si converti nell'idea di ?io*/+9. >ale a dire in un'idea logica e razionale di ?io. ;uesta idea, 15uesto Eio $er eminenza e negazione o rimozione di 5ualit inite, termina con l2essere un Eio im$ensa.ile, una $ura idea, un Eio di cui, $ro$rio a cagione della sua eccelsit ideale, $ossiamo dire c!e non 8 nulla, secondo l2antica de inizione di Scoto Eriugena71)1& Unamuno non nega esplicitamente che l'esistenza di ?io possa essere dimostrata razionalmente, ma afferma due cose distinte& /% che le prove finora portare, le dimostrazioni classiche, non provano nulla perch possono essere contestate sul piano
i.id&, 60-. i.idem& 121 i.idem&
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logico8 +% che razionalmente si pu" provare un ?io che abbia caratteristiche razionali, ma non si arriva al ?io vivo, al ?io complicatissimo e interagente con l'uomo& 1Ce su$$oste $rove classic!e dell2esistenza di Eio si ri eriscono tutte a 5uesto Eio(idea, a 5uesto Eio logico, al Eio $er rimozione, e da ci3, rigorosamente deriva c!e non $rovano nulla6 vale a dire: non $rovano altro c!e l2esistenza di 5uesta idea di Eio71))& Unamuno ritiene che dedurre l'esistenza del creatore dal fatto che esiste il creato una mera soluzione verbale. (on possiamo considerare il mondo come un orologio e ?io come il suo artefice, perch otteniamo una nozione di ?io la quale 'non altro che la ragione ipostatizzata e proiettata all'infinito8 non c' modo di sentirlo come realt! viva, n di concepirlo diversamente da una mera idea che morir! con noi* /+-. #noltre, in tal modo, '?io deve sottomettersi alla legge organica di contraddizione... La legge di necessit! di situa sopra di Lui* /+2. O ?io obbedisce ad una ragione, oppure egli stesso ragione, e qui sta il punto debole delle prove classiche& se noi conoscessimo questa <agione, ?io non sarebbe pi necessario per spiegare l'universo& ',e la conoscessimo, essa ci basterebbe, senza alcuna necessit! di ?io8 e non conoscendola, neanche ?io ci chiarisce nulla*/+5. 3llora, il risultato della dimostrazione non l'esistenza di ?io, ma l'esistenza di una ragione dell'universo, che, volendo, pu" prendere il nome di ?io, ma possieder! caratteristiche tali che non possiamo appellarci ad essa per pregarla. ,oprattutto, si tratter! di una ragione impersonale, una ragione che non ha una volont! capace di dominarla, che far! del ?io aristotelico una entit! perennemente in contraddizione tra la sua razionalit!, necessariamente necessaria, e la sua volont! necessariamente libera/+7. = dove contraddizione alloggia, non si pu" parlare di prova razionale. ?'altra parte, il ?io razionale forzosamente necessitato nel suo essere e nel suo operare, la sua divinit! viene sostituita da una necessit! che ne annulla la personalit! cosciente/+0. #nvece, di questa personalit! che abbiamo bisogno, di un ?io vivo che salvi le nostre anime, e che sia, quindi, un ?io 'arbitrario*. .aggior valore ha, per Unamuno, un'altra prova classica, quella del consenso unanime dei popoli, ma questo proprio perch non si tratta di una dimostrazione razionale. =ssa si basa sul consentimento, sull'esperienza comune, perch di rigore, in termini logici, essa porterebbe solo ad affermare che esiste un motivo che conduce popoli ed individui a credere in ?io, ma non dice nulla sulla natura di questo motivo. ,i
i.id&, 602. i.id&, 605. 124 i.idem& 125 i.idem& 126 i.idem& 127 i.idem&
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tratta, dunque, di una prova che validissima senza la ragione, nell'ambito vitale, anche perch 1non la si $u3 a$$licare al Eio logico, all2Ens summun, all2essere sem$licissimo e astrattissimo, al $rimo motore immo.ile e im$assi.ile, al Eio ragione, insomma, c!e non so re n> desidera6 invece la si $u3 a$$licare al Eio .iotico, all2essere com$licatissimo e concretissimo, al Eio $aziente c!e so re e desidera in noi e con noi, al Padre di ;risto, a cui non si $u3 andare se non attraverso l2Uomo, attraverso suo -iglio O,iov& U"%, 6P e la cui rivelazione 8 storica, o se si vuole aneddotica, $er3 non iloso ica, non categorica71)8& ;uesto consenso unanime, come universale esperienza dell'aspirazione dell'uomo al divino, 'l'essenza stessa dell'anima, consistente nel suo conato di persistere eternamente e, affinch non si rompa la continuit! della coscienza, ci conduce al ?io umano, antropomorfico*/+4. ;uesto ?io '3more, cio >olont!. La <agione, il >erbo, deriva da Lui, per" Lui, il Padre, anzitutto >olont!*/-9. Bli attributi del ?io personale non vanno cercati attraverso procedimenti razionalistici, ma 'bisogna dedurli dalla sua rivelazione storica nel >angelo e nella coscienza di ciascuno dei credenti cristiani*/-/, vi si arriva per un cammino di amore e di sofferenza, perch 1Eio stesso, e non l2idea di Eio, $u3 arrivare ad essere una realt immediatamente sentita6 e se..ene non ci s$ieg!iamo con la sua idea n> l2esistenza n> l2essenza dell2universo, a..iamo a volte il sentimento diretto di Eio, so$rattutto nei momenti di a anno s$irituale& E 5uesto sentimento, si .adi .ene $erc!> in ci3 si onda tutta la sua tragicit, e l2intero sentimento tragico della vita, 8 un sentimento di ame di Eio, insomma di mancanza di Eio71+)& ;uesta mancanza la voce di ?io stesso in noi, il modo in cui ne abbiamo esperienza e che possiamo esprimere soltanto in forma mitica, fantasticamente, ma non in forma arbitraria.
i.id&, 604. i.idem& 130 i.idem& 131 i.id&, 669. 132 i.id&, 66/.
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?'altro canto, l'idea, l'immagine che abbiamo del ?io personale, non data dalla somma meccanica dell'immagine che ne ha ciascuno dei credenti, ma da conoscenze parziali organizzate in una tradizione. # credenti immaginano ?io in conformit! con il testo scritto della <ivelazione, cui corrisponde, in qualche modo, la loro esperienza interiore del divino. D vero che Unamuno scrive che c' un'immagine collettiva e sociale di ?io, somma di tutte le immagini individuali/--, ma pone un rapporto strettissimo tra questa immagine e il testo della scrittura. Per Unamuno, la necessit! vitale, la fame di ?io, spinge gli uomini a cercare nel testo scritturale ci" che estingue il loro bisogno, a cogliere ci" che esso contiene a priori come rivelazione, ma che viene scoperto sotto lo stimolo vitale, sotto l'impulso delle circostanze, intese come occasione per capire un contenuto rivelato ma prima non apparso chiaro. #l >angelo contiene insegnamenti che comprendiamo perch necessitiamo vitalmente di conoscerli, e che non avremmo capito leggendo il testo soltanto alla luce della ragione. Per esempio, Unamuno dice che la ragione ha bisogno di una idea semplice di ?io, mentre l'uomo necessita di un ?io complicato, ed questa necessit! che permette di comprendere il dogma della Grinit!/-2. Ugualmente, il bisogno di un ?io Padre e .adre che permette di comprendere i dogmi mariani, sulla spinta della necessit! vitale che ?io sia perfetto, che entri in Lui anche la femminilit!. ;ueste interpretazioni spinte dall'esigenza vitale non sono per" arbitrarie, ma rispettano rigorosamente il testo e dunque ci" che oggettivamente contenuto nella <ivelazione. ,crive Unamuno, che se in greco $neuma fosse stato femminile, anzich neutro, si sarebbe compiuto un lavoro dogmatico per fare della >ergine un'emanazione dello ,pirito ,anto. /a in 5uanto ci3 non 8 avvenuto, evidentemente, l'influenza del sentimento, della necessit! vitale, rispetta la ,crittura, si muove all'interno del suo tracciato. :i" del tutto comprensibile, se si ricorda che il sentimento di mancanza di ?io, la sua ricerca, non solo costitutivo dell'uomo, ma anche il modo in cui ?io si mostra all'uomo, il modo attraverso il quale lo conduce per mano nella vita e nella storia. Un sentimento del genere, dunque, rimanda allo stesso ?io che artefice della <ivelazione scritturale, e che l'uomo conosce nel tempo. #n questo modo, ci" che si conosce il ?io vivo /-5. (aturalmente, in quest'opera di lettura, il sentimento si avvale della ragione, e da ci" nascono i problemi d'altronde inevitabili. 'La ragione una forza dissolvente quando cessando di operare sulla forma delle intuizioni... opera sul fondo, sulla materia stessa di esse* /-7. D necessario un equilibrio tra ragione e fantasia& 1Ca ragione, $er s> sola, uccide, e l2immaginazione 8 5uella c!e d la vita& Ienc!> 8 certo c!e l2immaginazione $er s> sola al darci vita senza limiti, ci conduce a con onderci con tutto e, in 5uanto individui, ci uccide ugualmente $er eccesso di vita& Ca
i.id&, 66+. i.id&, 66-. 135 i.id&, 664. 136 i.idem&
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,ianni -erracuti: Unamuno, il ri.elle ( /editerr0nea on line, settem.re )*1)

ragione, la testa, ci dice: nulla? C2immaginazione, il cuore, ci dice: tutto? E tra nulla e tutto, ondendocisi il tutto e il nulla in noi, viviamo in Eio c!e 8 tutto, e Eio vive in noi, c!e senza Cui siamo nulla71+'& ?'altra parte, rivelazione sentimentale e <ivelazione scritturale nascono e conducono allo stesso termine, sono strettamente legate all''unico nome che soddisfi il nostro anelito, e questo nome ,alvatore, Bes */-6.

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i.id&, 649. i.id&, 64+.