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Una teoria sul gioco del duende

Gianni Ferracuti

Juego y teora del duende una conferenza di Federico Garca Lorca, letta per la prima volta a Buenos Aires nel 1933. Secondo il Diccionario de la Real Academia ventesima edizione!, duende si"nifica# $Espritu fantstico del que se dice que habita en algunas casas y que travesea, causando en ellas trastorno y estruendo. Aparece con figura de vie o o de ni!o en las narraciones tradicionales %.i La parola deriva dalla contrazione di due!o de la casa " duen de " duende , etimolo"ia proposta da &ovarru'ias nel 1(11, e dimostrata da &orominas, ii c)e ritiene $infelice% l*etimolo"ia su""erita nella prima edizione del Diccionario de Autoridades del 1+3,, e scomparsa nelle successive.iii -n .uesta edizione 1+3, viene riportata anc)e l*interessante espressione monedas de duendes# $porque como los duendes tan aprisa se v#n como se esconden$ assi las mon#das desta calidad se desaparecen entre los dedos%.iv Altre espressioni collo.uiali sono# parece un duende, anda como un duende#
%&odos de hablar, con que se e'plica que alguna persona anda siempre $(pirito fantastico, di cui si dice che abita in alcune case e che vi gira in modo irrequieto, causandovi scompiglio e confusione. )ei racconti tradi*ionali appare in figura di vecchio o bambino%. ii /oan &orominas, /os0 A. 1ascual, Diccionario crtico etimol+gico castellano e hispnico , Gredos, 2adrid 199,, s. v. La prima documentazione del termine risale al 3--- secolo, e duen de casa , duende ine.uivoca'ilmente nome di una variet4 di folletto. -nteressante l*annotazione di &orominas, circa la traduzione di duen de casa con incubus, succubus in 5e'ri6a. 1ersonalmente non )o alcuna o'iezione a .uesta etimolo"ia, c)e ineccepi'ile sul piano scientifico. 1er7 non mi convince. Duen de casa di"nifica $padrone di casa%# non capisco come si passi dal concetto di $padrone di casa% al concetto di $folletto%, n0 come mai il termine duende non ven"a pi8 riferito al suo si"nificato primario. La traduzione incubus sem'ra alludere a un*entit4 molto diversa dal folletto o da tutta la vasta "amma di spiritelli assimila'ili a"li "nomi o a"li elfi. iii $Especie de trasgo - demonio, que por infestar ordinariamente las casas, se llama assi. .uede derivarse este nombre de la palabra 9uar, que en Arabigo vale lo mismo que /asa. 0at. Larvae. Lemures% $(pecie di folletto o demone che si chiasma cos1 per infestare le case. 2l nome si pu3 derivare dalla parola 9uar, che in arabo significa /asa. 0atino$ Larvae, lemures%!. iv $.erch# come i duendes rapidissimamente si vedono e si nascondono, cos1 le monete di questa qualit4 scompaiono tra le dita%.
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escondida, sola, 3 por los rinc+nes, 4 seme an*a de los duendes, que por la mayor parte habitan en las casas los lugares menos freq5entados de la gente6.v

5el Diccionario del 1+91 compare l*espressione tener duende#


%&odo de hablar con que se e'plica que uno trae en la imaginacion alguna especie que le inquieta. /ogitabundum esse, solicitari6.vi

5essuna variazione di rilievo nelle edizioni pi8 vicine alla conferenza di Garca Lorca. : invece molto interessante .uanto il Diccionario riporta circa il termine aduendado. 5el 1++; definito#
%ad . fam. poc. us. que se aplica lo que tiene las propiedades, que se suelen atribuir los duendes. 2ncubitus, instar incubi6.vii

Si riporta una citazione da &ervantes, Retablo de las maravillas, c)e colle"a il termine a un contesto musicale, sia pure in c)iave ironica# $7uitenme de all aquel m8sico, si no voto Dios que me vaya sin ver mas figura9 valgate el diablo por m8sico aduendado, y que hace de menudear sin citola, y sin son%.viii 5ell*edizione del 1<1+ si trova una variazione piccola, ma importante# non si dice pi8 c)e il termine si applica $a ci3 che6 :a lo que; )a le propriet4 attri'uite al duende, 'ens= $a chi6 :al que; )a tali propriet4. La traduzione latina larvatus homo stre"ato!, homuncio :<omuncolo; lemuribus similis, c)e nel 1<,, diventa# homuncio irrequietus, vafer :scaltro;, veterator :furbo;. 2a la definizione pi8 straordinaria, come sempre, .uella del =esoro de la lengua castellana o espa!ola di Se'asti>n de &ovarru'ias 1(11!, c)e alla voce duende fa un piccolo trattato#
%Es alg8n espritu de los que cayeron con 0ucifer, de los cuales unos Sem'ra un duende, cammina come un duende# $&odi di dire con cui si spiega che una persona cammina sempre nascosta, sola, o negli angoli, similmente ai duendes, che per la maggior parte abitano nelle case i luoghi meno frequentati dalla gente %. vi $&odo di dire con cui si intende che qualcuno si immagina :si figura; qualcosa che lo inquieta%. vii $(i applica a ci3 che ha le propriet4 solitamente attribuite ai duendes%. viii $=oglietemi dinan*i quel musico, altrimenti giuro che me ne vado sen*a vedere altre figure, ti si porti il diavolo come musico aduendado, che si perde in minu*ie sen*a cetra e suono%.
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ba aron al profundo, otros quedaron en la regi+n del aire y algunos en la superficie de la tierra, seg8n com8nmente se tiene. Estos suelen, dentro de las casas y en las monta!as y en las cuevas, espantar con algunas aparencias, tomando cuerpos fantsticos9 y por estas ra*ones se di eron trasgos, vel .uasi taras"os o tarascos, del verbo , pertur'o, molestiam affero, per s?ncopem factum e@ , et in mutata6.i'

&ovarru'ias riporta l*opinione c)e i duendes custodiscano dei tesori in luo")i sotterranei, c)e serviranno alla fine del mondo per finanziare "li eserciti dell*anticristoA perci7, .uando .uesti tesori ven"ono scoperti, si trasformano in car'one. -n .uesta funzione di custodi di tesori, apparire''ero anc)e in forma di dra")i. &ome si vede, il termine duende sem'ra rappresentare l*incrocio di varie tradizioni di ori"ine precristiana. 5el cristianesimo le creature soprannaturali o )anno natura an"elica, o sono fantasmi# non c*, dun.ue, uno spazio autonomo per spiriti diversi c)e, rimasti nel folclore popolare, ven"ono assimilati all*una o all*altra cate"oriaA da .ui le definizioni del duende come fantasma o come diavolo. 5el folclore, per7, .uesto persona""io conserva i tratti ori"inari del folletto, .uando addirittura non li addolcisce in una reinterpretazione umoristica. A .uanto si desume dai dizionari e dalle citazioni di testi letterari, il duende per lo pi8 vive nelle case e si diletta nel fare dispetti o danni di piccola entit4. Lope de Be"a dice c)e vive nel $ms oscuro lugar% della casa. &ome si diceva, .uesto spiritello presente un po* dovun.ue nel folclore europeo e mediterraneo, dove indicato con vari nomi, e potre''e risalire al culto pa"ano dei penati o dei lari tutelari dei luo")i. @ -n tal caso non sare''e appropriata
Se'asti>n de &ovarru'ias Crozco, op. cit., a cura di Felipe &. D. 2aldonado e 2anuel &amarero, &astalia, 2adrid 199E, s. v. > uno spirito di quelli caduti con 0ucifero, dei quali alcuni precipitarono nel profondo, altri restarono nella regione del cielo e alcuni sulla superficie della terra, secondo quanto si crede comunemente. 7uesti ultimi sono soliti, dentro le case e nelle montagne e nelle grotte, spaventare con alcune appari*ioni, prendendo corpi fantastici, e per queste ragioni furono detti trasgos, ovvero quasi tarasgos o tarascos, dal verbo drasso, perturbo, molesto, derivato per sincope da tarasso, mutando la t in th6!. &ovarru'ias riporta anc)e la voce duendecasa, indicante "li alari morillos! c)e si mettono nel camino per sostenere la le"na, e c)e avevano scolpite delle fi"ure, $ por ventura en memoria de que en aquel lugar se reverenciaban los dioses lares, :...; o porque aquellas figuras estn negras y ti*nadas de color de moros % %forse in ricordo del fatto che in quel luogo si veneravano gli d?i lari, :...; o perch# quelle figure sono nere e annerite e del colore dei mori6;. @ $> il genio familiare, che frequenta le case e le stalle9 servi*ievole e solla**evole, scher*a in tutti i modi, strappa le coperte a chi dorme, intreccia la criniera ai cavalli, salta sui carri e sui campanili, donde manda a notte alta il suo canto, ecc.9 ma ?
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l*e.uivalenza con i lemuri, indicata da Autoridades, visto c)e .uesti sono fantasmi, revenant c)e tornano sulla terra per spaventare i viventi stesso si"nificato per larva!. Futtavia, nella nota commedia di &alderGn 0a dama duende, la prota"onista, c)e entra in una stanza da una porta se"reta, viene effettivamente presa per un fantasma dal gracioso &osme, c)e la scam'ia appunto per un duende. Ad o"ni modo, tutti .uesti si"nificati del termine duende non )anno nulla a c)e vedere con il si"nificato c)e esso )a nel mondo del flamenco, descritto in Juego y teora del duende, dove indica una sorta di trasporto dionisiaco nella creazione artistica preciser7 su'ito .uesta allusione al dionisiaco!. 9un.ue, nel flamenco, duende stato usato in un senso diverso dal suo si"nificato primario, per denominare .ualcosa un fenomeno, una condizione! c)e non aveva un suo nome nel casti"liano comunemente usato H o perc)0 si trattava di una novit4 assoluta, o perc)0 si trattava di un fenomeno o condizione proveniente da un*altra cultura e denominato in un*altra lin"ua. Senza stare a menare il can per l*aia, diciamo c)e duende passa ad indicare la condizione c)e in ara'o viene c)iamata tarab# una sorta di estasi nel momento creativo nel canto e nella danza, "i4 conosciuta in epoca alessandrina e recuperata nella cultura islamica erede dell*ellenismo. -n alHAndalus H nella Spa"na musulmana H il tarab viene introdotto insieme alle tradizioni musicali del 2editerraneo e dell*Criente, ed attestato nel De"no di Granada e nella musica andalus. 5ell*uso comune, duende la pi8 a'ituale traduzione spa"nola di tarab, al punto c)e Amina Alaoui, interprete e studiosa della musica andalus, usa il testo della conferenza di Lorca per spie"are il tarab#
%(arebbe meglio dire che il canto ? l@unione alchemica del suono con il verbo. (e canto e poesia sono indissociabili in generale, nel caso della musica araba la sua rela*ione col canto ? una fusione assoluta. Di fatto, gli arabi considerano la voce come la regina assoluta di tutti gli strumenti musicali, dato che il canto aggiunge alla dimensione musicale astratta un valore semantico concreto di forma armoniosa. 7uando la parola e il pensiero del poeta si uniscono alla voce del cantante, allora il canto trasmette il significato, la sensibilit4, e infine crea un@emo*ione, con il sostegno della musica, sublimando il messaggio poetico. Da qui che, nella generalmente benevolo e di buon augurio :onde lAepiteto di auguriello;. Bortunato devAessere ritenuto chi riesca a strappargli il berrettino, perch# con quel pegno potr4 costringere il folletto a rivelare il luogo del tesoro. &a alcune tradi*ioni gli assegnano un carattere mostruoso :piede biforcuto o speronato; e insegnano a difendersi dalle sue bi**arrie pi- pericolose. Cli studiosi moderni considerano questo genio della casa un ricordo degli antichi 0ari% DDD.treccani.it, s. v. folletto. Biene riportata la voce duende come traduzione spa"nola!.

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tradi*ione araba, quando si riconosce talento a un cantante, si dice di lui che ? un mutri', cio? un interprete eccellente, capace di provocare il tara'. Ricordo di aver sentito in &arocco, durante la mia infan*ia trascorsa l1, l@espressione tara' andalus o tara' ")arnati per definire la musica andalus e le sue scuole. En bel nome per il duende andalus. :...; )on ? facile descrivere il tara', che di per s# richiederebbe una conferen*a a parte. Fasan al Gatib, musicista e musicologo siriano della met4 dell@H2 secolo, sviluppa minu*iosamente e in modo scientifico questo tema nel manoscritto intitolato 1erfezionamento delle conoscenze musicali AdIb al ghinI!. =uttavia si pu3 definire il tara' attraverso l@ampia gamma di rea*ioni emotive che l@ascolto della musica pu3 provocare, dal diletto, il piacere, l@incanto, il risveglio della coscien*a, le lacrime o l@esalta*ione fino al limite dell@estasi. 7uesta estasi pu3 essere di due tipi$ un diletto spirituale o un@allegria intellettuale nell@ascoltare un virtuosismo tecnico ben eseguito, un@espressione armoniosa del canto particolarmente commoventi o un passaggio musicale che provoca un sentimento di tenere**a, causando nell@ascoltatore l@empatia, l@affetto fino alle lacrime. > in momenti simili che il pubblico arabo esclama$ JAllahK :Dio; come espressione del godimento causato dal tarab. A mio giudi*io, non si pu3 trovare miglior ambasciatore per descrivere il tara' in maniera cos1 sensibile, come lo fa Bederico Carca 0orca nella sua conferen*a intitolata$ Feora ? 6ue"o del 9uende :LMNO;. Dir3 solo che il tara' ?, in essen*a, il duende, e ora rendo omaggio a questa conferen*a magistrale cedendo la parola al poeta...6.'i

-l ponte tra il duendeHfolletto e il duendeHflamenco potre''e essere rappresentato proprio dall*a""ettivo aduendado, riferito a persona "i4 in &ervantes# @ii si pu7 imma"inare c)e un luo"o aduendado, posseduto da un duende, e c)e poi, per metafora, si arrivi a parlare di una persona aduendada, o c)e tiene duende, nel senso sopra indicato. -n modo analo"o, in italiano "li spiriti sono fantasmi, o esseri di natura varia, ma si parla per metafora di un individuo c)e sembra spiritato. 2i interessa anc)e far notare c)e nell*espressione tener duende, c)e compare anc)e nel contesto lorc)iano, a''iamo un individuo c)e possiede un duende, e non un duende, uno spirito, c)e possiede l*individuo# come avr7 modo di c)iarire
Amina Alaoui, El canto andalus, apro'imaci+n hist+rica y geogrfica a la herencia andalus, in $1apeles del Festival de 2Isica JspaKola de &>diz%, n. ,, ,;;(, ,<EH31+, ,9(. @ii : una parola pronunciata da un persona""io di paese, sicuramente di condizione conversa, dato il tema trattato nel Retablo de las maravillas.
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pi8 avanti, l*artista aduendado non un posseduto.


PRECISAZIONE SUL DIONISIACO

Diprendiamo ora il colle"amento tra il duende e il dionisiaco. : del tutto evidente c)e .uesto colle"amento non infondato, tuttavia deve essere precisato, mettendo in rilievo anc)e le differenze. -n primo luo"o va notato c)e Lorca avre''e potuto tran.uillamente far riferimento al dionisiaco per c)iarire la natura del duende, e non l*)a fatto, a parte un fu""evole accenno $al dionisiaco grido stro**ato della si"uiri?a di (ilverio%. La nozione di dionisiaco era lar"amente nota H sicuramente molto pi8 della nozione di duende H e tuttavia Lorca cita il personale demone di 5ietzsc)e, ma non la teoria di 5ietzsc)e sull*arte dionisiaca. &i7 dipende, a mio modo di vedere, da due ra"ioni. -n primo luo"o, nell*esperienza del duende l*artista non posseduto da nessuna entit4 o forza a lui esterna, come invece avviene nell*invasamento dionisiaco, nell* entusiasmo, avere un dio dentro di s0!. -n secondo luo"o, perc)0 il riferimento al dionisiaco, e alle polemic)e le"ate all*interpretazione di 5ietzsc)e, avre''e portato il discorso su un terreno teorico e intellettuale, mentre Lorca )a cura di fondarlo su un*esperienza concreta. La nozione di dionisiaco pu7 essere discussa e criticataA invece, l*irruzione del duende in una bailaora di flamenco c)e si sta esi'endo, se avviene, un dato di fatto immediatamente percetti'ile e assolutamente ine.uivoco. &)iarire l*irruzione del duende si"nifica analizzare .uesto fatto, mentre c)iarire la nozione di dionisiaco si"nifica perdersi nella discussione di una 'i'lio"rafia critica e di tesi contraddittorieA in altri termini, del duende si pu7 parlare solo in presenza del fatto, perc)0 altrimenti non possi'ile capirsi. Luesto aspetto c)iarisce anc)e la sin"olare struttura della conferenza c)e, mentre fornisce una teoria, mostra anc)e un uego# Lorca parla del duende, e al tempo stesso cerca di suscitarlo con tutti "li strumenti stilistici c)e possiede. -l termine uego )a in spa"nolo un si"nificato pi8 vasto c)e in italiano, e pi8 vicino all*in"lese play. -mplica anc)e l*idea di movimento, di a'ilit4 o astuzia nel conse"uire uno scopo, d*in"anno... e il pro'lema c)e nasce sapere se Lorca c)e sta "iocando, o se a "iocare il duende c)e viene descritto, o entram'e le cose insieme. Luel c)e si pu7 intanto dire c)e il uego un*operazione, un*azione, e dun.ue una prima approssimazione alla conferenza tradurre il titolo# =eoria e pratica del duende H si tratter4 poi di precisare il c)i e il come della pratica, ma c)e essa esista e svol"a una parte essenziale fuori di du''io. 9el dionisiaco si sare''e potuto parlare solo in teoria. Biso"na infine ricordare c)e il si"nificato c)e Lorca attri'uisce al termine duende nella sua conferenza non una sua invenzione# e"li stesso confessa di averlo trovato nell*uso .uotidiano in Andalusia. Le prime informazioni c)e il poeta fornisce al suo pu''lico sono molto c)iare# 1. Si"nore e si"nori, nelle conferenze normalmente si muore di noia, noi cerc)eremo di

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evitarlo allusione al uegoM!, senza ricorrere a particolari effetti specialiA ,. Si tratta di fare una lezione sullo $ spirito occulto della dolente (pagna%# lasciamo da parte il $dolente% la Spa"na doleva a molti intellettuali in .ue"li anni! e teniamoci l*essenziale# lo spirito occultoA 3. -ntroduce il duende# c)i si trova in Andalusia $sente dire con comprovata frequen*a$ 7uesto ha molto duende%A $in tutta l@Andalusia, rocca di Ja#n e conchiglia di /adice, la gente parla continuamente del duende e, con istinto efficace, lo scopre appena compare%. 9un.ue il duende, in prima 'attuta, la manifestazione di uno spirito occulto c)e si pu7 rintracciare nel sentire spa"nolo e nell*arte c)e ne derivaA un*esperienza o una condizione alla .uale si possono dare anc)e altri nomi, ma c)e produce un*arte di un certo tipo, un*arte c)e riflette un carattere, una psicolo"ia formatasi nel corso dei secoli, fino ad essere specificamente ispanica. Luesto $spirito occulto% non un*entit4 metafisica, n0 assomi"lia al "enio delle nazioni di romantica memoriaA la presenza di una tradizione culturale vi"ente, antica di secoli, svol"e un*azione formativa e modella un sentire lar"amente comune H certo, non in maniera determinista H con tratti psicolo"ici c)e si presentano con una certa costanza. -n realt4, Lorca c)iarisce c)e il duende si pu7 ritrovare in tutte le arti e in tutte le nazioniA l*elemento differenziale della Spa"na dun.ue dato dalla fre.uenza e dalla .uantit4 della sua irruzione nel processo creativo, fino a trasformarlo nell*elemento dominante dell*arte nazionale.
DUENDE E TECNICA

La prima caratterizzazione del duende ne"ativa# la sua presenza non )a nulla a c)e fare con la tecnica, con la maestria nell*esecuzione o con le conoscenze ric)ieste da una certa arte. Luesto si"nifica immediatamente c)e il duende non pu7 essere appreso# non esiste una tecnica c)e ne provoc)i l*irruzione#
%&anuel =orre, grande artista del popolo andaluso, diceva a uno che cantava$ J=u hai voce, tu conosci gli stili, ma non avrai mai successo, perch# tu non hai duendeK6. P...Q %0a vecchia ballerina gitana 0a &alena'iii un giorno, sentendo suonare da 2a"dalena Seda Loreto, nata a /erez de la Frontera ne"li anni Settanta dell*Cttocento e morta a Sivi"lia nel 19E(, fi"ura le""endaria di cantaora c)e, secondo .uanto si racconta, avre''e finito la sua vita come venditrice di si"arette per strada Bernard Le'lon, Cypsies and Blamenco$ =he Emergence of the Art of Blamenco in Andalusia , Nniversit? of Oertfords)ire ,;;3, 1;+!. 9urante la sua carriera colla'ora con La Ar"entinita, altra mitica 'allerina e cantante, di cui esiste una decina di re"istrazioni con Lorca c)e la accompa"na al pianoforte. &fr.
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RrailoDsSy un frammento di Rach, esclam3$ JTl#U 7uesto ha duendeUK " e si annoi3 con ClucS, con Rrahms e con Darius &ilhaud. E &anuel =orre, la persona di maggior cultura nel sangue che ho conosciuto, ascoltando lo stesso Balla nel suo 5otturno del Generalife, disse questa splendida frase$ J=utto ci3 che ha suoni negri ha duendeK. E non c@? verit4 pi- grande6.

: si"nificativo c)e 2anuel Forre fosse un autentico cantaor popolare. 2anuel Soto ? Loreto, .uesto il suo vero nome, nac.ue nel 1<+< a /erez de la Frontera e mor= a Sivi"lia nel 1933. Jra c)iamato Forre per la sua statura imponente, ed stato uno dei pi8 "randi interpreti di flamenco della sua epoca. 5on sapeva le""ere n0 scrivere e aveva imparato il canto "itano dalla tradizione, eppure fu maestro in tutti "li stili e lasci7 una sua scuola di cante.@iv -l suo de'utto come cantaor professionista avvenne l*11 otto're 19;, nel SalGn FilarmGnico de Sevilla, citt4 dove venne soprannominato $ el rey del cante gitano%. Garca Lorca e 2anuel de Falla lo invitarono a cantare nel /oncurso de cante ondo di Granada del 19,,. Forre era ammirato dal torero -"nacio S>nc)ez 2e6as, c)e era anc)e poeta e fre.uentava "li scrittori della "enerazione del *,+, per la sua morte Lorca avre''e scritto il famoso 0lanto$ $a las cinco de la tarde...6 !A e 2e6as lo invit7 a cantare in occasione dell*oma""io a GGn"ora, cele'rato appunto nel *,+. 2ira'ile la testimonianza, molto letteraria, di Antonio 9az &aKa'ate#
%&e**anotte. (iamo appena entrati nella sala. 2gnacio (nche* &e as, un paio di francesi amici suoi, &anuel =orre, un altro cantaor, una 'ailaora e un chitarrista. (iamo venuti per sentire il famoso gitano &anuel =orre. 2gnacio, suo grande ammiratore, ci aveva lodato la sua arte per tutta la cena$ J> qualcosa che fa tremare. > qualcosa di unico. Cli senti una si"uiri?a e non ti importa pi- di morire. )on si trova pi- nel mondo una belle**a che eguagli il cante di &anuel =orreK. 2l quale sedette in un angolo e cominci3 a bere vino, silen*ioso, come assente dalla riunione. 0@altro cantaor cant3. 0a 'ailaora ball3, &anuel =orre non guardava la dan*a n# ascoltava il cante. 2gnacio ci informa$ JRisogna lasciarlo stare. > un gitano puroK. 0e tre del mattino. &anuel =orre avr4 bevuto i suoi trenta bicchieri di aguardiente. /ominci3... a cantareV )o. A parlare. Bino alle cinque del mattino se ne stette a parlare di cani sen*a posa. 2 francesi si addormentarono ubriachi persi. (puntarono le luci del giorno. /hiesi sottovoce a (nche* &e as$ =u credi che canter4V &i rispose afflitto$ http$,,elartedevivirelflamenco.com,bailaoresWX.html. @iv &anel =orre, la leyenda del cante, disco SonifolP c)e racco"lie ,Q re"istrazioni di Forre tra il 19;9 e il 193;

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J=emo di no. 7uando comincia con i cani, se va bene non canta fino alle due del pomeriggioK. &i spaventai. &a resteremo qui fino alle due del pomeriggioV 2gnacio, con la massima naturale**a, rispose$ JAh, chiaroU =u non sai cos@? una si"uiri?a cantata da quest@uomoK. 0o seppi esattamente alle nove e me**a del mattino. 2gnacio (nche* &e as, quell@uomo cos1 uomo, piangeva. 2o avevo la pelle d@oca. 2l brivido della pi- intensa emo*ione mi scorreva sui nervi. (ono passati molti anni. )essuno mi ha suscitato la profonda, la 6onda emo*ione del cante por si"uiri?as di &anuel =orre6.'v %Bu probabilmente il cantaor con il maggior duende della storia, e anche il pisoggetto a questa for*a misteriosa ispiratrice del profondo : 6ondo;. JFG lo .ue tiene sonos ne"ros tiene duendeK, diceva. 2ntorno ai suoi detti e fatti ? stata costruita quasi tutta l@inquietante teoria sul duende flamenco. )essuno pi- di lui ha conosciuto l@angoscia di cercare e non avere questa for*a sen*a pari di ispira*ione, nelle notti nere che divennero famose perch# non poteva cantare e la gente chiedeva per lui la galera. .i- memorabili furono le sue notti di gloria. RSe te meta el sono su?o en el odo ? ?a no lo perdas en tres semanasK :.eric+n de /di*;. .epe de la &atrona fu testimone di una di quelle notti nere a &adrid, dove il ere*ano stava quasi per amma**arlo. Trmai albeggiando, uscirono a prendere un caff?, e allora &anuel disse al chitarrista$ RC?e, co"e la 'a6aK .ue vo? a cantar dos veces, a)ora .ue me )a co"o 'ienK. E diceva .epe de la &atrona che aveva cantano in un modo assolutamente memorabile$ J&ise il piede in uno di quei tavolinetti, mentre l@altro suonava, e cant3 tre coplas por si"uiri?as che la terra tremava. 2o non ho visto niente di simile. Lo ten"o meto en la ca'eza ? no se me olvida, no se me pu0 olvidar...KY.'vi

Fra le citazioni di Lorca e Al'erti, e una ricca aneddotica, 2anuel Forre diventato una sorta di prototipo dell*artista aduendado, ma certamente non esaurisce tutto l*am'ito dell*esperienza le"ata al duende. : per7 importante sottolineare c)e, nel suo caso come in altri, .uesta esperienza non passa attraverso una formazione accademica c)e permetta di suscitarla a piacere. Forre, come dice Lorca, aveva $ cultura nel sangue%, vale a dire c)e era una sorta di or"ano vitale della tradizione del cante "itano.
/os0 Blas Be"a, http$,,DDD.flamenco" Dorld.com,artists,manueltorres,emanueltorre.htm. @vi https$,,DDD.flamenco"Dorld.com,tienda,autor,manuel"torre,XZ, con accesso a 'rani audio!. Ra a! la c)itarra flamenca in lin"ua "itana calG!
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Luando diciamo c)e l*irruzione del duende indipendente dalla formazione accademica e dall*a'ilit4 tecnica o virtuosistica, non stiamo automaticamente affermando c)e si possa prescindere dalla tecnica. Anc)e se occorre lasciare aperta la possi'ilit4 teorica c)e possa tener duende una persona c)e, ad esempio, non sappia suonare 'ene uno strumento, 'iso"na riconoscere c)e l*a'ilit4 nell*esecuzione o nell*interpretazione sono un*ovvia premessa. Nn artista aduendado come /imi Oendri@, se si fosse presentato sul palco a suonare flamenco, avre''e suscitato ilarit4, come normalmente la suscitano certi "randi musicisti di formazione classica .uando provano a interpretare un semplice 'rano rocP# come potre''e esserci duende se si suona uno strumento o uno stile c)e non si dominaM &erto, non necessario ra""iun"ere i massimi livelli di virtuosismo e Seit) Dic)ards ne la prova vivente!, ma non si pu7 essere de"li avventori casuali. 1iuttosto, non vale l*inverso# cio, essere un virtuoso non produce automaticamente l*irruzione del duende, e pu7 persino rappresentare un ostacolo insormonta'ile se del virtuosismo si fa un vanto, un*ostentazione esi'izionistica, uno strumento per suscitare stupore e ammirazione. -n .uesto caso il vero intenditore riconosce la tecnica, ma, nella sostanza, si annoia, come a un concerto di /eff BecP. L*irruzione del duende una su'limazione della tecnica# impone una ri"orosa "erarc)ia, secondo la .uale il virtuosismo uno mero strumento e viene usato solo se serve. Altrimenti viene lasciato cadere. &on un accostamento ardito, Lorca definisce il duende le"ando una frase di 2anuel Forre ci7 c)e )a suoni ne"ri! e una di Goet)e $ potere misterioso che tutti sentono e che nessun filosofo spiega%!, sottolineando appunto c)e si tratta di un potere. 1i8 precisamente, un potere interno all*artista, non una forza c)e lo coinvol"e da fuori# per .uesto, parlando con ri"ore, l*artista aduendado non un invasato, non trasportato da un vento mistico a lui esterno. -l duende irrompe dall*interno, fa parte dell*interiorit4, ed per .uesto c)e produce $suoni negri%, come dice Forre. Sale $dalla pianta dei piedi%, o dalle viscere. Luesto punto c)iarito da Lorca attraverso un detta"liato confronto tra duende, an"elo e musa.
DUENDE, ANGELO E MUSA

L*arte, potremmo parafrasare, sempre ispirata# senza ispirazione non c* vera arte, ma solo accademismo, fredda applicazione di norme compositive o tecnic)e interpretative. Futtavia, nel misterioso fenomeno dell*ispirazione Lorca intravvede tre modalit4 nettamente distin"ui'ili. La prima sim'ole""iata dall*an"elo. L*an"elo "uida, re"ala, difende, evita, previene, a''a"lia, $ma vola sopra la testa dell@uomo, ? al di sopra, sparge la sua gra*ia e l@uomo, sen*a alcuno sfor*o, reali**a la sua opera o la sua inclina*ione o la sua dan*a %# ci7 c)e c)iamiamo talento naturale coltivato nella formazione!, dove naturale si"nifica "ratuito, concesso dalla provvidenza o dal caso. Cppure l*an"elo ordina, impone, come .uando

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irrompe dall*esterno nella vita di san 1aolo a 9amasco. -n termini pi8 "enerali, si potre''e dire c)e l*an"elo rappresenta una voca*ione, sia c)e si manifesti in via spontanea, sia c)e si ven"a ric)iamati ad essa con un 'rusco strattone. L*an"elo ric)iede o esi"eA dun.ue sim'ole""ia una condizione in cui si conserva la distinzione tra un so""etto c)e c)iede e un so""etto c)e risponde alla ric)iesta H da .ui il carattere di esterno, anc)e se nei fatti potre''e trattarsi di una dialettica c)e si svol"e tutta all*interno della persona. 9iciamo c)e tra an"elo ispirante e artista operante rimane una diversificazione, una separatezza o disunione. La seconda modalit4 di ispirazione sim'ole""iata dalla musa, c)e procede con passo le""ero, detta o su""erisce# $2 poeti della musa sentono voci e non sanno da dove %. Lui il carattere esterno ma""iormente evidente# la creazione una sorta di dono imprevedi'ile c)e si afferra con l*imma"inazione#
%0a musa sveglia l@intelligen*a, porta paesaggi di colonne e un falso sapore di allori, e l@intelligen*a ? spesso nemica della poesia, perch# limita troppo, perch# innal*a il poeta in un trono di acute spine e gli fa dimenticare che presto se lo possono mangiare le formiche, o gli pu3 cadere in testa una grande aragosta di arsenico, contro cui nulla possono le muse che vivono nei monocoli o nella rosa di debole lacca del piccolo salone6.

La sin"olare irrazionalit4 delle imma"ini della precedente citazione mostra, per opposizione, c)e le forme donate dalla musa apparten"ono all*am'ito del razionale, o, pi8 precisamente, del classico# la musa porta $ paesaggi di colonne%. -nvece il carattere di vocazione, di dovere da compiere, sem'ra colle"are l*an"elo a un atte""iamento romantico. -n o"ni caso, entram'i conservano una distinzione tra il momento ispirante e l*esecuzione artistica, e in .uesto senso Lorca dice c)e $ vengono da fuori%. -nvece il duende si ridesta dalle proprie viscere e dal proprio san"ue, cio dalla pi8 profonda dimensione vitale del proprio essere, e la sua irruzione distru""e .uella separazione o distinzione imposta dall*an"elo e dalla musa. Jcco perc)0, come dice Lorca, con il duende si deve lottare. -n linea "enerale, ci7 c)e ci si pone dinanzi dall*esterno pu7 esserci d*ostacolo o di "iovamento, ma in entram'i i casi il suo essere esterno rafforza il senso della nostra individualit4, ci rassicura di essere un io, differenziato da un nonHio. -l futuro apostolo delle "enti, dopo la visione sulla via di 9amasco, si sente rafforzato nel suo sentimento di avere una missione da compiere# l*esperienza mistica permette a 1aolo di corre""ere il suo errore iniziale e di individuare la missione "iusta. Anc)e l*imma"inazione rafforza il senso dell*io, c)e vede H o concepisce in forma di visione H il $paesa""io di colonne%. 2a c)e realt4 possiede .uesto $io% di cui si )a il $senso%M 9iverse volte in poc)e ri")e Lorca connette duende e san"ue# $&anuel =orre, la persona di maggior cultura nel sangue che ho conosciuto %A $il duende bisogna ridestarlo nelle stan*e ultime del sangue%A $per cercare il duende non c@? mappa

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n# eserci*io. (i sa solo che brucia il sangue%. Si pu7 intendere .uesto colle"amento come un esempio del lin"ua""io imma"inifico del poeta, c)e ama sorprendere con accostamenti inconsueti di parole, ma credo c)e in .uesto caso le sue espressioni siano corrette e appropriate. Se uno si interro"a sul proprio essere, e si c)iede, "iustamente, chi sono io, non che cosa sono, dar4 risposte .uali# sono un professore, sono un artista, un avvocato, un timido, un vincente o un fallito... 9ifficilmente risponder4# sono un apparato di circolazione san"ui"na, sono un fascio di tendini e muscoli, un sistema nervoso... La nozione di $io% inte"rata da tratti caratteriali, psicolo"ici, addirittura da situazioni sociali, e mai da ci7 c)e realmente siamo# carne vivente, corpo fisico, san"ue. : sorprendente, ma se abbiamo una personalit4 perc)0 siamo un corpo fisico, senza il .uale non saremmo n0 avremmo nulla. Jppure il nostro $senso dell*io% prescinde dalla fisicit4# l*imma"ine di tutto ci7 c)e siamo, prescindendo dal corporeo e dal biologico. : un*autorappresentazione da fantasma, c)e contrasta con una nozione assolutamente evidente e indiscuti'ile# non esiste una cosaHpsic)e separata da una cosaHcorpo. La persona reale un*unit4, nella .uale distin"uiamo concettualmente dei tratti c)e c)iamiamo psic)e, tratti c)e c)iamiamo spirito la razionalit4, ad esempio!, e tratti c)e c)iamiamo corpoA ma distin"uere concettualmente non pu7 essere un sostantivare .uesti tratti, trasformandoli in cose diverse, c)e poi andre''ero relazionate con la costruzione concettuale di una teoria. -l $senso dell*io% un*interpretazione c)e ciascuno costruisce di se stesso attraverso il tempo e le esperienze# un@idea di personalit4 c)e non coincide con la realt4 totale della persona. Dim'aud si spinse a dire c)e $l*io un altro%, andando pro'a'ilmente vicino alla verit4 c)e, a mio modo di vedere, pi8 semplice# l*io $di pi8% H di pi8 di .uello c)e intendiamo .uando diciamo a noi stessi $io sono%. A'itualmente. $io% si riferisce all*imma"ine, non alla persona reale# io so cantare me"lio de"li altri, )o una tecnica superiore, e ora la esibisco, cio mostro questa tecnica, espon"o al "iudizio altrui ci7 c)e so fare, alimentando la dualit4 tra $ioHpersonalit4Himma"ine% e $persona reale%. -l duende distru""e proprio tale dualit4 e, nell*interpretazione, esibisce me, non soltanto qualcosa di mio. : comprensi'ile c)e .uesto fantasma di personalit4 ven"a difeso con le un")ie e con i denti, e dun.ue con il duende 'iso"na in"a""iare una lotta# come dice Lorca, $la vera lotta ? con il duende6. Solo dopo, .uando la lotta finalmente persa, si scopre c)e la personalit4 fantasmatica caduta per cedere il posto a .ualcosa di pi8 ricco, pi8 pieno, pi8 reale, pi8 autentico. Dile""iamo l*episodio della cantaora 1astora 1avGn, c)e forse il passo pi8 noto della conferenza di Lorca#
Ena volta la cantaora andalusa .astora .av+n, La 5iKa de los 1eines , notturno genio ispanico, equivalente in capacit4 di fantasia a Coya o Rafael el Callo, cantava in una tavernucola di /adice. Ciocava con la sua voce d@ombra, con la sua voce di stagno fuso, con la sua voce coperta di muschio, e se la avvolgeva nei capelli o la bagnava di vino o la perdeva in gineprai oscuri e lontanissimi. &a niente9 era inutile. Cli ascoltatori restavano in silen*io.

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/@era l1 2gnacio Espeleta, bello come una tartaruga romana, al quale domandarono una volta$ J/om@? che non lavoriVK9 e lui, con un sorriso degno di Argantonio, rispose$ J/ome posso lavorare se sono di /adiceVK. E c@era Elvira 0a /aliente, aristocratica prostituta di (iviglia, discendente diretta di (oledad [argas, che nel trenta non volle sposarsi con un Rothschild perch# non la eguagliava nel sangue. E c@erano i Blorida, che la gente crede macellai, mentre in realt4 sono sacerdoti millenari che continuano a sacrificare tori a Cerione, e in un angolo, l@imponente allevatore don .ablo &urube, con l@aria da maschera cretese. .astora .av+n fin1 di cantare in me**o al silen*io. (olo, e con sarcasmo, un uomo piccolino, di quegli ometti ballerini che escono d@improvviso dalle bottiglie di aguardiente, disse a voce molto bassa$ J[iva .arigiK, come per dire$ J7ui non ci interessano le abilit4, n# la tecnica, n# la maestria. /i interessa altroK. Allora la 5iKa de los 1eines si al*3 come una pa**a, stroncata come una prefica medievale, si scol3 d@un sorso un gran bicchiere di grappa come fuoco, e sedette a cantare, sen*a voce, sen*a respiro, sen*a sfumature, con la gola bruciata, ma... con duende. Era riuscita ad amma**are tutto l@armamentario della can*one per lasciare il campo a un duende furioso e dominatore, amico di venti carichi di sabbia, che spingeva gli ascoltatori a stracciarsi i vestiti, quasi con lo stesso ritmo con cui se li rompono i neri antillani del ritmo lucum, ammucchiati davanti all@immagine di (anta Rarbara. 0a 5iKa de los 1eines dovette lacerare la sua voce perch# sapeva che la stava ascoltando gente squisita che non chiedeva forma, ma midollo di forma, musica pura con il corpo raccolto per potersi sostenere in aria. Dovette sminuire le sue capacit4 e le certe**e9 cio?, dovette allontanare la sua musa e rimanere abbandonata, perch# il suo duende arrivasse e si degnasse di lottare a mani nude. E come cant3U 0a sua voce non giocava pi-, la sua voce era un getto di sangue, degna, per il suo dolore e la sua sincerit4, di aprirsi come una mano di dieci dita sui piedi inchiodati, ma pieni di burrasca, di un /risto di Juan de Juni.'vii 1astora 1avGn &ruz, nota come 0a )i!a de los 1eines dal titolo di una canzone interpretata a inizio carriera!, considerata da molti esperti come la mi"liore cantaora "itana di tutti i tempi. 5asce a Sivi"lia nel 1<9;, e nella stessa citt4 muore nel 19(9. -l suo de'utto in pu''lico stato precocissimo, addirittura a otto anni, per sostituire il fratello, anc)*e"li cantaor, c)e la le""enda vuole troppo u'riaco per cantare. La sua carriera stata coronata di successi e 1astora seppe essere al tempo stesso un*interprete molto personale e la pi8 pura voce del canto tipicamente "itano. : l*artista della sua epoca c)e )a lasciato il ma""ior numero di re"istrazioni, re"olarmente ripu''licate in ottima .ualit4 audio.
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-nizialmente a''iamo 1astora 1avGn c)e interpreta il ruolo di "rande cantaora di flamenco# la sua imma"ine personale, ci7 c)e )a in mente .uando si c)iede# c)i sono io. J certamente lo , e pu7 pensarlo a 'uon diritto, ma ci7 non to"lie c)e stia interpretando un ruolo. 1ossiamo imma"inare il testo di Lorca ci autorizza a farlo! 1astora c)e, mentre canta, in un an"olo della sua intimit4 pensa# ora ese"uo .uesto vocalizzo estremamente difficile, c)e dar4 prova indiscuti'ile del mio valore. Lui sta la dualit4, e tutto ci7 c)e 1astora pu7 mostrare l*a'ilit4 nel canto, ac.uisita con un*intensa disciplina. 2a non pu7 mostrare tutto il suo essere, trasformato in canto fin dalle sue radici pi8 profonde# semplicemente, c* una parte di lei c)e non canta, ma attenta al canto. &redeva, come si dice con un*espressione a'ituale, di avercela messa tutta, e invece stava attenta a ci3 che ci metteva. L*imma"ine fantasmatica della personalit4 non priva di rapporto con la persona reale in tal caso sare''e frutto di un distur'o psic)ico!, ma un*interpretazione parziale del proprio essere autentico, .uasi nella forma di una semplificazione# l*essere autentico, mediato da una riflessione. L*essere autentico, c)e la totalit4 della vita di 1astora, cantaora "itana di flamenco, e donna con una storia personale e una condizione e una memoria storica e un*anima e uno spirito, pu7 manifestarsi tutto insieme nel canto, senza filtri, solo accantonando il ruolo c)e )a scelto di recitare# dimenticare di essere ci7 c)e "li altri c)iamano 1astora 1avGn e "ettare la masc)era H sia pure una masc)era c)e riproduce quasi interamente le fattezze del volto reale# si pu7 "iurare c)e l*esi'izione di 1astora, cos= disprezzata, fosse pur sempre a un livello infinitamente superiore a .uello di uno spettacolo per turisti in"enui. Luesta condizione di unificazione della persona non )a niente di mistico e non un*esperienza rara# anc)e se non facile da descrivere con la razionalit4 del lin"ua""io comune, pur sempre un*esperienza facilmente accessi'ile o"ni .ual volta ci si ritrova immersi in un processo creativo o in un*attivit4 realizzante. 9ise"nando, componendo musica, o nell*intimit4 con la persona amata, succede c)e non ci si accor"e del tempo c)e passa, non si sentono pi8 i rumori am'ientali, si vive totalmente immersi in .uella certa attivit4, e tutto il resto dell*universo semplicemente inesistente# scompare o"ni distinzione tra colui c)e sta a"endo e l*atto compiuto, senza c)e ci7 implic)i una diminuzione della consapevolezza o uno stato di stordimentoA anzi, nel cancellare tutto il mondo esteriore, compresa l*autorappresentazione c)e ciascuno si costruito, si sperimenta una lucidit4 superiore. 5on c* controllore n0 controllato, non c* nient*altro c)e il vivere concentrati nella propria operazione. 1arlando della creazione artistica si deve dire c)e la condizione di unificazione vissuta, a dispetto delle apparenze, anc)e .uando si crea per impulso dell*an"elo o ispirazione della musa. Biso"na, dun.ue, individuare lo specifico di .uesta esperienza di unit4 totale c)e si realizza nell*irruzione del duende. &ome )o "i4 indicato, in nessun caso si tratta di uscire fuori di s0, come presuntivamente
1astora stata la prima ad oma""iare Lorca con le lorque!as, cio testi del poeta musicati in stile alle"ro simile alle buleras flamenc)e. Aveva conosciuto il poeta in casa dell*Ar"entinita, ai tempi del concurso di cante ondo del 19,, a Granada, dove aveva fatto parte della "iuria.

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avviene in un*estasi mistica# ci7 c)e viene trasceso non la realt4 della persona, ma i limiti dell*autorappresentazione, la masc)era pi8 o meno deformante della personalit4. Cr'ene, pare di notare c)e Lorca propon"a tre modi del processo creativo, e .uindi tre forme di trascendimento, c)e sem'rano implicare una concezione della persona articolata nelle tre dimensioni della corporeit4, della psic)e, dello spirito, analo"a a .uella descritta da Crte"a in un sa""io del 19,Q, [italidad, alma, espritu.
VITALIT, ANIMA, SPIRITO

-n [italidad, alma, espritu, restando su un piano puramente descrittivo, Crte"a a''andona la concezione 'inaria della persona corpo e anima, mente e natura!, recuperando una visione tripartita attestata "i4 nelle pi8 antic)e culture del 2editerraneo. 5ell*uomo presente la dimensione corporea c)e, osservata dall*esterno, sem'ra non differire da .ualun.ue altra realt4 circostante, mentre percepita dall*interno, come la nostra carne e l*ori"ine delle nostre sensazioni e dei nostri atti, appare come una sor"ente di ener"ia vivente c)e nutre l*intera persona. Accanto alla vitalit4 corporea c)iaramente individua'ile la dimensione spirituale#
%/hiamo spirito lAinsieme degli atti intimi di cui ognuno si sente vero autore e protagonista. 0Aesempio pi- chiaro ? la volont4. 7uesto fatto interno che esprimiamo con la frase Jio voglioK, questo risolvere e decidere, ci appare come emanato da un punto centrale in noi, che ? ci3 che in senso stretto si deve chiamare JioK6.'viii

Luesto io puntiforme palesemente diverso da unTaltra zona della personalit4, la psic)e, am'ito intermedio tra lo spirito e la vitalit4, c)e sem'ra dotata di uno $ strano carattere atmosferico. > la regione dei sentimenti, delle emo*ioni, di desideri, impulsi e appetiti%.@i@ Cvviamente, Crte"a precisa c)e vitalit4, anima, spirito, sono tre termini usati per denominare delle differenze evidenti tra le nostre esperienze intime, e non implicano tre $io% separati, n0 fratture nell*assoluta unit4 della persona#
%7uesti tre nomi non fanno altro che denominare differen*e patenti che troviamo nei nostri fatti intimi$ sono concetti descrittivi, non ipotesi metafisiche. > cosa ben chiara che nel dolore mi duole il mio corpo, che la triste**a sta in me, ma non proviene dal mio io, e infine che pensare e /. Crte"a ? Gasset, [italidad, alma, espritu, in Tbras completas, Devista de Cccidente H Alianza, 2adrid 19<(, --, QE1HQ<;, Q(1 in se"uito a''reviate come C. &.! @i@ ibid., Q(,.
@viii

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volere sono atti JmieiK, nel senso che nascono dal mio io. 2l pronome JioK significa evidentemente una cosa diversa nei tre casi6.'' %0Aio indica sempre un termine centrale di riferimento$ il dente che duole, non duole al dente, n# la testa alla testa, ma entrambi a un ter*o che ? il mio JioK corporeo. 2 tre JioK risultano tre centri personali che non cessano di essere distinti per il fatto di trovarsi indissolubilmente articolatiK ''i.

Luesta struttura della persona implica tre diverse modalit4 di in"resso nella propria interiorit4. 1er Crte"a, lTintelletto e la volont4 lo spirito! funzionano ade"uandosi a le""i o""ettive# non il nostro spirito a differenziarci "li uni da"li altri tutti pensiamo allo stesso modo un teorema di "eometria!#
%)el pensare o nel volere abbandoniamo la nostra individualit4 e diveniamo partecipi di un orbe universale, dove tutti gli altri spiriti sfociano e partecipano come il nostro. 2n tal modo, pur essendo lAelemento pipersonale che cA? in noi " se per persona sAintende essere origine dei propri atti", lo spirito di rigore non vive di se stesso, bens1 della [erit4, della )orma, ecc., di un mondo oggettivo nel quale si appoggia e dal quale riceve la sua peculiare struttura. 2n altre parole, lo spirito non riposa su se stesso, ma ha le sue radici e il suo fondamento in questAorbe universale e trans" soggettivo6.''ii

-nvece, sentire, commuoverci, desiderare, sono atti privati#


%/hi pensa una verit4 si rende conto che ogni spirito deve pensarla come lui, di fatto o di diritto. 2nvece, la mia triste**a ? solo mia, e nessuno la pu3 sentire con me e come me. :...; 0Aanima forma dunque un recinto privato di fronte al resto dellAuniverso che ?, in un certo senso, la regione del pubblico. 0Aanima ? JdimoraK, alloggio, luogo delimitato per lAindividuo come tale, che vive cos1 Ja partire da se stessoK e JsuK se stesso, e non JdallaK logica o JdalK dovere, appoggiandosi JsullaK [erit4 eterna e sullAeterna )orma6.''iii

5eppure il corpo vive da e su se stessoA la specie, i fattori ereditari, a"iscono in o"ni


ibid., Q(E. ibidem. @@ii ibid., Q((. @@iii ibid., Q(+.
@@ @@i

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1"

individuo#
%=utto induce a credere che, se al fenomeno che chiamiamo vitalit4 corrisponde una realt4 effettiva, questa sar4 come un torrente cosmico unitario9 vale a dire che ci sar4 una sola e universale vitalit4, di cui ogni organismo ? solo un momento o pulsa*ione. :...; 2l predominio dello spirito e quello del corpo tendono a disindividuali**arci e, nello stesso tempo, a sospendere la nostra vita dellAanima. 0a scien*a e lAorgia ci privano dellAemo*ione e del desiderio, e ci strappano da quel recinto dal quale viviamo di contro a tutto il resto, immersi in noi stessi, e ci versano in regioni e'tra"individuali, sia la superiore dellA2deale, sia lAinferiore del [itale e del cosmico6.''iv

Fin .ui Crte"a, da cui prendiamo l*indicazione di .ueste tre dimensioni dell*io. 5aturalmente, Crte"a sa 'enissimo c)e nella sua realt4 l*io perfettamente unitario, e c)e non esistono tre io, tre individui, al nostro interno, 'ens= esiste una realt4 personale, c)e vive la sua vita nel mondo, senza alcuna scissione intima. -n conse"uenza di ci7 sarei portato a dare un*importanza molto relativa a .uel carattere o""ettivante e spersonalizzante c)e Crte"a sottolinea nello spirito e nella vitalit4. 1ensare allo stesso modo de"li altri un teorema di "eometria non annulla la propria individualit4# il pensare rimane un atto intimo, con il .uale costruiamo idee sulla realt4 e, se se"uiamo un metodo o una convenzione, perveniamo a uno stato parimenti intimo e nostro! a cui perviene per suo conto c)iun.ue se"ua lo stesso metodo o la stessa convenzione. Analo"amente, a livello della vitalit4 corporea, vero c)e non il 'attito cardiaco a differenziarci l*uno dall*altro... a condizione c)e il cuore sia sano, perc)0 se 'atte in modo irre"olare, .uesto si riflette sull*intera persona, condizionandone il sentire e l*atte""iamento di fronte alla realt4. 5el riservare la sfera del personale in esclusiva o .uasi! alla psic)e, Crte"a prescinde dal fatto c)e $psic)e% il nome della carne, osservata da un altro punto di vista. -l dente c)e $mi% duole il mio dente, non .uello di un*altra persona, e forse mi duole perc)0 l*)o trascuratoA e il suo dolermi mi impedisce di rilassarmi ascoltando musica o di concentrarmi su un 'anale teorema di "eometria. 9un.ue, anc)e se il mal di denti un processo o""ettivo, c)e si verifica automaticamente in presenza di certe condizioni, esso vissuto come un fatto personale e in nessun caso implica una diminuzione dell*individualit4. La stessa cosa si pu7 dire per il ra"ionamento della lo"ica formale come per l*or"ia. &i7 si"nifica c)e possi'ile concentrare l*attenzione, o polarizzare tutte le risorse personali, sull*una o l*altra modalit4 di accesso alla propria interiorit4.
L UNIT DELLA PERSONA

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/. Crte"a ? Gasset, [italidad, alma, espritu, cit., Q(<.

1# Mediterrnea online, febbraio 2013 - www.retemediterranea.it

5el processo creativo, 1astora 1avGn pu7 realizzare una straordinaria unificazione o concentrazione di tutte le sue facolt4 dell*attenzione attraverso tre modalit4, c)e Lorca )a rappresentato attraverso le fi"ure della musa, dell*an"elo e del duende. Si diceva c)e la musa potre''e essere accostata, in termini "enerali, a un*estetica classica, o neoclassica, fatta di razionalit4, misura, ordine, c)e ric)iamano la dimensione dello spirito# $ 0a musa sveglia l@intelligen*a, porta paesaggi di colonne e un falso sapore di allori, e l@intelligen*a ? spesso nemica della poesia%. L*unificazione realizza'ile sotto l*ispirazione della musa concentra o trasporta, in senso metaforico! l*intera persona nella sfera dell*ideale. Si tratta di un*esperienza di unit4 con se stessi .uesto fuor di du''io!, nella .uale all*arte e alla vita ven"ono imposti misura ed e.uili'rio# l*arte classica non pensa'ile senza un mondo classico, cio senza le forme di vita corrispondenti ai suoi ideali H altrimenti diventa classicismo e in tal caso l*intelli"enza risulta nemica della poesia#
%l@intelligen*a ? spesso nemica della poesia, perch# limita troppo, perch# innal*a il poeta in un trono di acute spine e gli fa dimenticare che presto se lo possono mangiare le formiche, o gli pu3 cadere in testa una grande aragosta di arsenico, contro cui nulla possono le muse che vivono nei monocoli o nella rosa di debole lacca del piccolo salone6.

Sotto l*impulso dell*an"elo, la condizione di unificazione viene realizzata a livello della psic)e, del sentimento personale# $ 0@uomo, sen*a alcuno sfor*o, reali**a la sua opera o la sua inclina*ione o la sua dan*a % H lascia andare il suo intimo e personalissimo sentimento, si muove secondo il suo capriccio o il suo "enio, si impone un compito, evidentemente perc)0 lo sente suo. J il luogo in cui sente .uesto non pu7 c)e essere la psic)e, l*anima. L*estetica c)e ne risulta, in termini "enerali, si pu7 considerare romantica# l*intero universo viene in"lo'ato dal sentimento personale, si tin"e di me, si impre"na del mio tono sentimentale. L*an"elo ordina, a''a"lia, impone, e il destinatario del suo volere H dice Lorca con una parola molto si"nificativa H il $predestinato%. Anc)e in .uesto caso l*esperienza di unificazione reale, ma tutto viene in"lo'ato in .uel recinto privato della propria sentimentalit4, come se si unificasse non solo se stessi, ma anc)e l*intero universo e "li altri nel proprio sentimento# una premessa per "randi imprese o "randi tra"edie. 5ell*irruzione del duende, l*unificazione viene realizzata nella dimensione dell*unica realt4 veramente esistente# la propria carne. $ 2l duende sale da dentro, dalla pianta dei piedi %. $2nvece il duende bisogna ridestarlo nelle stan*e ultime del sangue %. $.er cercare il duende non c@? mappa n# eserci*io. (i sa solo che brucia il sangue %. $E come cant3U 0a sua voce non giocava pi-, la sua voce era un getto di sangue %. :, mi spin"o a dire, un*estetica 'arocca. Jd anc)e l*unificazione pi8 completa c)e si possa realizzare, perc)0, come si pi8 volte sottolineato, la carne non il corpo separato dalla psic)e e dallo spirito, ma le tre cose insieme# vitalit4 'iolo"ica, vitalit4 psic)ica, vitalit4 spirituale

Gianni Ferracuti: una teoria sul gioco del duende

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se si preferisce# la 'ioc)imica del cervello H il teorema di "eometria lo pensiamo tutti allo stesso modo, a condizione c)e la 'ioc)imica del cervello non sia alterata da una sostanza allucino"enaA diversamente, non riusciamo nemmeno a pensarlo!. -l duende irrompe solo se a''andoniamo le sfere ideali e rinunciamo a .uella fittizia individualit4 ottenuta proiettando il nostro fittizio io sull*universo, pervadendolo o, piuttosto, in.uinandolo e ne"andone l*alterit4# $Rifiutare l@angelo e dare un calcio alla musa, e perdere il timore per il sorriso di violette esalato dalla poesia del H[222 secolo %. Nn*estetica 'arocca# nel senso c)e il 'arocco storico esemplifica una forma di creativit4 artistica c)e si trova in o"ni epoca, compresa l*arte contemporanea.
UNA DIMENSIONE EXTRA-NATURALE

Sottolineare il carattere unificante dell*irruzione del duende ma anc)e dell*an"elo e della musa! e.uivale a dire c)e si tratta di un*esperienza interiore, c)e non implica un $incontro% con entit4 metafisic)e o reli"iose, comun.ue concepiteA in altre parole, l*individuo non esce mai da se stesso. Luesto mi sem'ra ovvio e indiscuti'ile# nella mia intimit4 non pu7 esserci altro c)e $me stesso%, e se vi si trovasse .ualcosa di diverso da me, non sare''e pi8 la mia intimit4, ma una alterit4, una esteriorit4, un o""etto irriduci'ile al so""etto. Futtavia i termini duende, an"elo, musa, fanno riferimento, in maniere diverse, alla sfera del reli"ioso o del sacro, e inducono a pensare c)e l*esperienza unitaria di cui parliamo sia un $incontro% tra l*interiorit4 personale e un*alterit4 immanente# il divino presente in noi, 9io costitutivamente intrinseco alla creatura. 5on credo affatto a .uesta presenza di 9io in me, non certo per un atte""iamento da miscredente, .uanto perc)0 mi sem'ra molto pi8 ade"uata l*espressione usata da san 1aolo, c)e non parla di 9io in noi, ma di noi in 9io# viviamo, siamo, ci muoviamo in 9io. La realt4 personale poggia sul , si radica nel divino, senza alcuna confusione possi'ile. L*irruzione del duende avviene nell*interiorit4, $ potere misterioso che tutti sentono e che nessun filosofo spiega%, dice Lorca con parole di Goet)e, e fa riferimento al sentire, .uindi al mondo interiore#
%2n tutta la musica araba, dan*a, can*one o elegia, l@arrivo del duende ? salutato con energici JAllahU AllahUK, JDioU DioUK, cos1 vicini all@ JTl#UK delle corride, che magari sar4 la stessa cosa9 e in tutti i canti del sud della (pagna l@appari*ione del duende ? seguita da sincere grida di J[iva DioUK, profondo, umano, tenero grido di una comunica*ione con Dio attraverso i cinque sensi, gra*ie al duende che agita la voce e il corpo della ballerina, evasione reale e poetica da questo mondo6.

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1er c)iarire .uesto aspetto, apparentemente contraddittorio, ricorro di nuovo a Crte"a e a una sua descrizione dell*interiorit4 umana. -ntanto .uesta interiorit4 )a una caratteristica essenziale# si rivela nell*esteriorit4. @@v LTinteriorit4 della carne essenziale intimit4, un interno radicale, lTintimit4 c)e c)iamiamo vita. $ A differen*a di tutte le altre realt4 dellAuniverso, la vita ? costitutivamente e irrimediabilmente una realt4 occulta, non spa*iale, un arcano%.@@vi Solo per astrazione potremmo considerare il corpo alla stre"ua di un minerale#
%la carne ci presenta di colpo e contemporaneamente un corpo e unAanima in unit4 indissolubile. E questa unit4 " che ? indifferente e previa alle teorie spiritualiste e materialiste " non consiste nel fatto che vediamo semplicemente giustapposti, come un lato sullAaltro, il corpo e lAanima, ma nel fatto che si articolano formando una struttura peculiare. 0a carne presenta la sua forma e il suo colore non affinch# li vediamo, ma perch# JattraversoK di essi, come attraverso un cristallo, intravediamo lAanima6. ''vii %En ragionamento semplicissimo amplia superlativamente il campo della nostra indagine. /amminare ? unAa*ione utile eseguita deliberatamente9 camminiamo da qui a l4 per un certo scopo. 7uesto movimento non pu3 essere attribuito allAattivit4 espressiva. Al contrario, se nel camminare sentiamo paura, domineremo i movimenti della paura, che disturbano il camminare. 0a nostra volont4 assoggetter4 lAinquietudine espressiva allo schema del movimento utile. > curioso avvertire che appena intervengono la delibera*ione e la volont4, e nella misura in cui questo accade, il nostro corpo perde valore espressivo. 0Aatto premeditato che emana dalla nostra ragione sarebbe eseguito geometricamente se fossimo solo ragione e volont4. :...; =uttavia non esistono due uomini che si muovono da qui a l1 in forma identica. :...; > evidente che lo schema puro di a*ione, che la volont4 $/i sono infatti due specie di corpi, il minerale e la carne. Alla fin fine potranno anche essere la stessa cosa, ma come fenomeni, come apparen*a, sono essen*ialmente diversi. )oti ognuno il suo differente atteggiamento di fronte a una cosa che ? pietra o gas, o che presenta la caratteristica facies della carne :...;. 2l nostro diverso atteggiamento di fronte alla carne e al minerale consiste nel fatto che, guardando la carne, prevediamo qualcosa di pi- di ci3 che vediamo9 la carne ci si presenta certamente come esteriori**a*ione di qualcosa che ? essen*ialmente interno % /. Crte"a ? Gasset, (obre la e'presi+n, fen+meno c+smico, C. &., --, E++HE9Q, E++!. @@vi ibid., E+<. @@vii ibid., E+9.
@@v

Gianni Ferracuti: una teoria sul gioco del duende

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sceglie e decide, ? arricchito da un JplusK di modula*ioni involontarie e non premeditate. 0a nostra intimit4 ricama il bordo alla linea geometrica imposta dal principio di utilit4, dotandola di ornamenti, arabeschi, eccessi ed elisioni, ritmo e melodia. 2l principio espressivo include e modifica lAatto inespressivo e interessato6.''viii

Alla sua dimensione interiore l*individuo accede attraverso un virtuale distacco dal mondo e esteriore, attraverso atti di riflessione, meditazione, concentrazione... in sostanza, disto"liendo l*attenzione da ci7 c)e accede nella circostanza in cui si trova e rivol"endola a se stesso. Luesta operazione implica $il potere dellAuomo di ritirarsi virtualmente e provvisoriamente dal mondo e mettersi dentro di s#, ovvero, detto con una splendida parola che esiste solo nella nostra lingua$ lAuomo pu3 ensimismarse%.@@i@ -n realt4, i poteri sono due# lTuno, potersi staccare dal mondo circostante per un certo tempo, senza risc)i fataliA lTaltro, avere un luogo in cui mettersi, in cui stare, una volta fuori dal mondo#
%&a il mondo ? la totale esteriorit4, lAassoluto fuori, che non consente alcun fuori al di l4 di esso. 0Aunico fuori da questo fuori che esiste ? precisamente un dentro, un intus, lAintimit4 dellAuomo, il suo se stesso, costituito principalmente da idee6.'''

Luesto intus non )a le caratteristic)e spaziali proprie dellTesteriorit4, ma costituisce, di fronte al mondo esterno, $un altro mondo che non ? nel mondo$ il nostro mondo interiore%.@@@i 5on insisterei eccessivamente sul fatto c)e l*interiorit4 umana sia costituita principalmente da idee, perc)0 penso c)e si dovre''e lasciare uno spazio a''astanza ampio ad opera*ioni. -n o"ni caso, l*interiorit4 illumina sulla stranissima costituzione della persona. Scrive Crte"a in &editaci+n de la t#cnica#
ibid., E<+. Luesto pone il pro'lema di capire come sia fatto realmente lTio, non potendo pi8 esser pensato alla maniera razionalista. 9i fronte allTio c)e si sottomette alle le""i della lo"ica, $ vive in noi lAio che disegna soltanto figure non geometriche e ribolle di desideri, se non proprio immorali, estranei alla moralit4. 7uesto ci conduce a una distin*ione psicologica capitale tra lo spirito " facolt4 non individuale " e lAanima, che ? la nostra persona in quanto differente dalle altre% ibid., E<<!. Destano, naturalmente, le nostre riserve sullo spirito inteso come $facolt4 non individuale%. @@i@ /. Crte"a ? Gasset, Ensimismamiento y alteraci+n, T. /., B, ,<9H313, 3;;. Ensimismarse, da en s mismo, in se stesso. @@@ ibidem. @@@i ibid., 3;1.
@@viii

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%2naspettatamente, questo ci rivela la costituzione stranissima dellAuomo$ mentre tutti gli altri esseri coincidono con le loro condi*ioni oggettive " con la natura o circostan*a " lAuomo non coincide con esse, ma ? qualcosa di estraneo e diverso dalla sua circostan*a9 per3, non avendo altro rimedio, se vuole essere e stare in essa, deve accettare le condi*ioni che essa gli impone6.'''ii %...perch# lAessere dellAuomo e lAessere della natura non coincidono pienamente. .ertanto, lAessere dellAuomo ha una strana condi*ione, per cui in parte risulta affine alla natura, ma in altra parte no, ? contemporaneamente naturale ed e'tranaturale, una specie di centauro ontologico, di cui me**a por*ione ? immersa nella natura ma lAaltra me**a la trascende. :...; /i3 che ha di naturale si reali**a da s#, non gli ? problema. &a proprio per questo non lo sente come il suo autentico essere. 2nvece, la sua por*ione e'tranaturale non ? intanto e sen*Aaltro reali**ata, bens1 consiste in una mera pretesa di essere, in un progetto di vita. > ci3 che sentiamo come il nostro vero essere, ci3 che chiamiamo la nostra personalit4, il nostro io6.'''iii

&redo c)e sia oltremodo c)iarificatrice la metafora del centauro ontolo"ico. Attraverso un procedimento puramente descrittivo, Crte"a evidenzia c)e l*essere dell*uomo non coincide con l*essere della natura, ovvero c)e, inserito tutto ci7 c)e necessario nel termine $natura%, risulta c)e l*uomo .ualcosa in pi8, c)e non pu7 essere assimilato, definito o denominato con il termine natura. 9iremmo dun.ue c)e l*uomo in parte naturale e in parte e@traHnaturale, a condizione di non imma"inare .ueste due parti come entit4 separate e "iustapposte# non vanno intese i termini spirito e materia, o identificate con la coppia corpo e anima, n0 come se fossero due pezzi "iustapposti o incastrati, montati insieme, come il manu'rio e la ruota della 'icicletta. LTuomo non natura pi8 e'tra"natura, cos= come non corpo pi8 spirito, e come il centauro non mezzo uomo pi8 mezzo cavallo# centauro, cio una realt4 diversa tanto dallTuomo .uanto dal cavallo. A .uesto punto si pu7 riprendere il discorso sul duende e dire c)e nel processo creativo canto, danza o .uel c)e sia!, tutta la persona concentrata nella propria dimensione e@traH naturale e le lascia invadere tutto lo spazio dell*interiorit4, le lascia catturare tutta la propria attenzione, fino ad a"ire per se stessa, per la pura e profonda espressione di .uesta interiorit4. &ome )a sottolineato Crte"a, l*interiorit4 esi"e di esprimersiA in parte ci7 avviene
@@@ii @@@iii

/. Crte"a ? Gasset, &editaci+n de la t#cnica, C. &., B, 31EH3+E, 3,3. ibid., 33<.

Gianni Ferracuti: una teoria sul gioco del duende

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spontaneamente, attraverso "esti automatici, @@@iv in parte attraverso la faticosa rimozione di ostacoli, c)e l*individuo stesso pone, identificandosi con la masc)era c)e si costruito. : stato spesso osservato c)e per l*artista aduendado non esiste il pu''lico@@@v H pi8 ancora, non esiste il mondo esterno H e credo c)e Lorca alluda a .uesto .uando parla di 1astora 1avGn in una condizione di solitudine e a''andono#
%0a 5iKa de los 1eines dovette lacerare la sua voce perch# sapeva che la stava ascoltando gente squisita che non chiedeva forma, ma midollo di forma, musica pura con il corpo raccolto per potersi sostenere in aria. Dovette sminuire le sue capacit4 e le certe**e9 cio?, dovette allontanare la sua musa e rimanere a''andonata, perch# il suo duende arrivasse e si degnasse di lottare a mani nude. E come cant3U 0a sua voce non giocava pi-, la sua voce era un getto di sangue6.

Luesto potere della vitalit4 non una forza impersonale, ma piuttosto la vitalit4 del mio corpo, della mia carne, della mia realt4 H c)e una realt4 personale a tutti i livelli. 5on un potere c)e io possiedo, ma il potere c)e io sono. LTuomo diverso tanto dalla RnaturaU .uanto dallo RspiritoUA $dunque, lAuomo ? qualcosa che non ha realt4 corporea n# spirituale9 ? un programma come tale9 pertanto ? ci3 che ancora non ?, ma aspira ad essere%.@@@vi &onsiste in una vocazione da realizzare, e in .uesto risiede la sua condizione sin"olare# REn ente il cui essere consiste non in ci3 che egli gi4 ?, ma in ci3 che ancora non ?, un essere che consiste nel non essere ancora. =utto il resto dellAuniverso consiste in ci3 che gi4 ? U.@@@vii 9i fatto, esistere si"nifica ritrovarsi a dover realizzare la propria vocazione, la propria pretesa di essere# dun.ue la persona consiste
5el "esto c)e ci sfu""e, manifestando la nostra emozione, $ sorprendiamo il potere della vitalit4 che la vecchia biologia tendeva a ignorare % /. Crte"a ? Gasset, (obre la e'presi+n..., cit., E<(!. @@@v &fr. Serafn Jst0'anez &alderGn, Escenas andalu*as, nel racconto# En baile en =riana# %....er questo il cantador, estasiato come l@usignolo o il merlo del bosco, sembra che stia solo ascoltando se stesso, dispre**ando l@ambi*ione di un altro canto e di un@altra musica insulsa che gradisce gli applausi del salone o del teatro, accontentandosi solo degli echi del raccoglimento e della solitudine % L*edizione spa"nola delle Escenas andalu*as si trova in rete nel cervantesvirtual.comA all*indirizzo DDD.retemediterranea.it,medonlineZ,tabid,ZML,Default.asp@ disponi'ile En ballo a =riana mia traduzione!. @@@vi /. Crte"a ? Gasset, &editaci+n de la t#cnica, cit. 33<. @@@vii ibidem.
@@@iv

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nel non essere ancora, nello starsi continuamente realizzando o alienando, nel vivere a partire dalla sua pi8 profonda e radicale indole, o nell*appo""iarsi sulla sua pi8 immediata e superficiale masc)era. -l duende .uesto potere, .uesta indole profonda, intesa come radice della persona di ciascuno. 2a la radice arSh#! di un individuo non certo la radice dell*universo# a sua volta una realt4 condizionata. 5on tutto il potere, ma solo un potere H poter essere io, e non un altro. J siccome .uesto condizionamento non viene da me, 'ens= me lo ritrovo nella mia intimit4 come un limite "i4 costituito, il duende e l*arSh# si trovano sul confine di .ualcosa c)e pu7 limitare, ma non a sua volta limitato. 5on si tratta, in senso proprio, del divino, ma di ci7 c)e Vu'iri )a c)iamato, con un*espressione perfetta, l@ambito della deit4. Cvvero, il confine del sacro.

Federico Garca Lorca Gioco e teoria del duende

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Si"nore e si"nori, 9al 191<, .uando sono entrato nella Residencia de Estudiantes di 2adrid, al 19,<, .uando l*)o lasciata, al termine dei miei studi di Lettere e Filosofia, )o ascoltato in .uel raffinato salone, in cui conveniva la vecc)ia aristocrazia spa"nola per corre""ere la sua frivolezza da spia""ia francese, circa mille conferenze. &on desiderio di aria e sole, mi sono talmente annoiato c)e, uscendo, mi sono sentito coperto da una le""era cenere .uasi sul punto di diventare pepe di irritazione. 5o. -o non vorrei c)e in .uesta sala entrasse .uel terri'ile moscone della noia, c)e infila tutte le teste con un filo tenue di sonno e mette ne"li occ)i de"li ascoltatori "ruppi minuti di punte di spilli. -n modo semplice, con il re"istro in cui la mia voce poetica non )a luci di le"no, n0 svolte di cicuta, n0 pecore c)e d*un tratto sono coltelli di ironia, cerc)er7 di tenere una lezione semplice sullo spirito occulto della dolente Spa"na. &)i si trova nella pelle di toro stesa tra i fiumi /Icar, Guadalete, Sil o 1isuer"a non vorrei parlare di corsi d*ac.ua accanto alle onde color criniera di leone a"itate dal 1lata!, @@@i@ sente dire con comprovata fre.uenza# $Luesto )a molto duende%. 2anuel Forre,@l "rande artista del popolo andaluso, diceva a uno c)e cantava# $Fu )ai voce, tu conosci "li stili, ma non avrai mai successo, perc)0 tu non )ai duende%. -n tutta l*Andalusia, rocca di /a0n e conc)i"lia di &adice, la "ente parla continuamente del duende e, con istinto efficace, lo scopre appena compare. -l meravi"lioso cantaor Jl Le'ri6ano, creatore della Debla,@li diceva# $- "iorni in cui io canto con duende non c* c)i mi
Federico Garca Lorca, =eora y uego del duende, in Tbras [2, a cura di 2i"uel Garca 1osada, APal, 2adrid 199Q, 3,<H339. @@@i@ 5.d.t.# la conferenza stata tenuta in Ar"entina, da .ui l*allusione al Dio de la 1lata. @l 5.d.t.# 2anuel Forre vero nome 2anuel Soto Loreto, 1<+<H1933!, nato ad Al"eciras, "rande cantaor c)e partecip7 al /oncurso de cante ondo, or"anizzato a Granada nel 19,, da 2anuel de Falla e Garca Lorca, invitato dalla )i!a de los .eines. Oa realizzato una cin.uantina di incisioni di vari canti flamenc)i# cfr. Crabaciones hist+ricas dell*etic)etta Almaviva, 199+. @li 5.d.t.# 9ie"o Se'asti>n 2ercader Fern>ndez Flores, nato a Le'ri6a, in provincia di Sivi"lia, nel 1<Q+, morto nella prima decade del 19;;, detto El 0ebri ano [ie o. 9i lui si )anno poc)issime notizie. Si dice c)e sia stato il primo a parlare del duende, il c)e poco credi'ile. Sospetto anc)e c)e non sia stato l*inventore della debla, perc)0 una delle parole pi8 oscure presenti nelle coplas " deblica, "i4 raccolta nella /olecci+n di 2ac)ado Wlvarez H il diminutivo di debla.
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2! Mediterrnea online, febbraio 2013 - www.retemediterranea.it

possa e"ua"liare%A la vecc)ia 'allerina "itana 0a &alena@lii un "iorno, sentendo suonare da BrailoXsP?@liii un frammento di Bac), esclam7# $Tl#U Luesto )a duendeY% H e si annoi7 con GlucP, con Bra)ms e con 9arius 2il)aud. J 2anuel Forre, la persona di ma""ior cultura nel san"ue c)e )o conosciuto, ascoltando lo stesso Falla nel suo )otturno del Ceneralife, disse .uesta splendida frase# $Futto ci7 c)e )a suoni ne"ri )a duende%. J non c* verit4 pi8 "rande. Luesti suoni ne"ri sono il mistero, le radici ficcate nel limo c)e tutti conosciamo, c)e tutti i"noriamo, ma da cui ci "iun"e .uanto di pi8 sostanziale vi nell*arte. Suoni ne"ri, disse l*uomo del popolo di Spa"na, e fu d*accordo con Goet)e, c)e, parlando di 1a"anini, definisce il duende dicendo# $1otere misterioso c)e tutti sentono e c)e nessun filosofo spie"a%. J dun.ue il duende un potere e non un a"ire, un lottare e non un pensare. -o )o sentito dire da un vecc)io maestro c)itarrista# $-l duende non sta nella "olaA il duende sale da dentro, dalla pianta dei piedi%. &io, non .uestione di capacit4, ma di vero stile viventeA cio, di san"ueA cio, di cultura antic)issima, di creazione in atto. Luesto $potere misterioso c)e tutti sentono e c)e nessun filosofo spie"a% , insomma, lo spirito della Ferra, lo stesso duende c)e 'ruci7 il cuore di 5ietzsc)e, c)e lo cercava nelle sue forme esteriori sul ponte di Dialto o nella musica di Bizet, senza trovarlo e senza sapere c)e il duende c)e stava inse"uendo era saltato dai "reci misteriosi alle 'allerine di &adice o al dionisiaco "rido strozzato della siguiriya di Silverio.@liv &os=, non vo"lio c)e .ualcuno confonda il duende con il demonio della teolo"ia del du''io, a cui Lutero, con un sentimento 'acc)ico, tir7 una 'occetta d*inc)iostro a 5orim'er"a, n0 con il diavolo cattolico, distruttore e poco intelli"ente, c)e si traveste da ca"na per entrare nei conventi, n0 con la scimmia parlante portata con s0 dal 2al"es di &ervantes nella /omedia de los celos y de las selvas de Ardenia. 5o. -l duende di cui parlo, oscuro e frastornato, discendente di .uell*alle"rissimo demonio di Socrate, marmo e sale c)e lo "raffi7 indi"nato il "iorno in cui prese la cicuta, e dell*altro malinconico demonietto di 9escartes, piccolo come una mandorla verde c)e, stanco di cerc)i e linee, usc= sui canali a sentir cantare i "randi marinai u'riac)i. @lv
5.d.t.# 2a"dalena Seda Loreto, nata a /erez de la Frontera ne"li anni Settanta dell*Cttocento e morta a Sivi"lia nel 19E(, fi"ura le""endaria di cantaora c)e, secondo .uanto si racconta, avre''e finito la sua vita come venditrice di si"arette per strada. 9urante la sua carriera colla'ora con La Ar"entinita, altra mitica 'allerina e cantante, di cui esiste una re"istrazione con Lorca c)e la accompa"na al pianoforte. &fr. http$,,elartedevivirelflamenco.com,bailaoresWX.html. @liii 5.d.t.# Ale@ander BrailoXsP? 1<9(H19+(!, pianista di ori"ine ucraina famoso ne"li Anni Benti. @liv 5.d.t.# Silverio Franconetti ? A"uilar 1<,3H1<<9!, "rande cantaor e creatore del primo caf# cantante esclusivamente dedicato al flamenco. 5ato a Sivi"lia da padre italiano, venne proclamato rey de los cantaores, dopo una vita c)e lo aveva visto fare il picador in America Latina, o darsi alla carriera militare. &fr. 9aniel 1ineda, (ilverio Branconetti. )oticias 2n#ditas, Jdiciones Giralda, Granada ,;;;. @lv 5.d.t.# preferisco la lezione borrachos di Tbras completas Arturo del Oo?o, A"uilar, 2adrid
@lii

Federico Garc%a &orca: Gioco e teoria del duende

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C"ni uomo, o"ni artista, si c)iami 5ietzsc)e o &ezanne, o"ni scala c)e sale sulla torre della sua perfezione lo fa a prezzo della lotta sostenuta con un duende, non con un an"elo, come si detto, n0 con la sua musa. : necessario fare .uesta distinzione fondamentale per la radice dell*opera. L*an"elo "uida e re"ala come San Daffaele, difende ed evita come San 2ic)ele, e previene come San Ga'riele.@lvi L*an"elo a''a"lia, ma vola sopra la testa dell*uomo, al di sopra, spar"e la sua "razia e l*uomo, senza alcuno sforzo, realizza la sua opera o la sua inclinazione o la sua danza. L*an"elo sulla via di 9amasco e .uello entrato attraverso le fessure del 'alconcino di Assisi, o .uello c)e se"ue i passi di Jnrico SusGn, @lvii ordinano e non c* modo di opporsi alle loro luci, perc)0 a"itano le loro ali di acciaio nell*am'iente @lviii del predestinato. La musa detta, e in certe occasioni su""erisce. 1u7 relativamente poco, perc)0 ormai lontana e talmente stanca io l*)o vista due volte!, c)e dovettero metterle mezzo cuore di marmo. - poeti della musa sentono voci e non sanno da dove, ma sono della musa c)e li nutre e a volte se li 'eve, come nel caso di Apollinaire, "ran poeta distrutto dall*orri'ile musa con cui l*)a dipinto il divino an"elico Dousseau. @li@ La musa sve"lia l*intelli"enza, porta paesa""i di colonne e un falso sapore di allori, e l*intelli"enza spesso nemica della poesia, perc)0 limita troppo, perc)0 innalza il poeta in un trono di acute spine e "li fa dimenticare c)e presto se lo possono man"iare le formic)e, o "li pu7 cadere in testa una "rande ara"osta di arsenico, contro cui nulla possono le muse c)e vivono nei monocoli o nella rosa di de'ole lacca del piccolo salone. An"elo e musa ven"ono da fuoriA l*an"elo d4 luci, la musa d4 forme Jsiodo impar7 da lei!. 1ane d*oro o "rinza di tunic)e, il poeta riceve norme nel suo 'osc)etto di allori. -nvece il duende 'iso"na ridestarlo nelle stanze ultime del san"ue. J rifiutare l*an"elo e dare un calcio alla musa, e perdere il timore per il sorriso di violette esalato dalla poesia del 3B--- secolo e verso il "ran telescopio nelle cui lenti dorme la musa malata di limiti. La vera lotta con il duende. Sono conosciuti i cammini per cercare 9io. 9al modo 'ar'aro dell*eremita al modo sottile del mistico. &on una torre come Santa Feresa, o con tre cammini come San Giovanni della &roce. J anc)e se do''iamo "ridare con la voce di -saia# $9avvero tu sei il 9io nascosto%, alla fin fine 9io manda a c)i lo cerca le sue prime spine di fuoco.
19EQ, , voll., vol. -, 1;(+H1;+9, p. 1;(9, alla lezione borrosos, di Garca 1osada, c)e mi pare priva di senso# $marinai confusi%M @lvi 5.d.t.# Sono i tre an"eli c)e compaiono nel Romancero gitano, colle"ati a Granada 2i"uel!, &ordova Dafael! e Sivi"lia Ga'riel!. @lvii 5.d.t.# il 'eato Oeinric) Seuse, 13;;H13((. 9iscepolo di 2eister JcP)art, Suso, o Susone, autore di opere mistic)e e di poesie. @lviii 5.d.t.# ambiente usato .ui nel si"nificato ori"inale e proprio di aria c)e avvol"e e circonda un corpo. @li@ 5.d.t.# Oenri Dousseau, Ritratto di Apollinaire e &arie 0aurencin 0a &usa ispiratrice il poeta!, 19;9. 1are c)e Apollinaire, non apprezzando il .uadro, lo avesse messo in cantina!.

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1er cercare il duende non c* mappa n0 esercizio. Si sa solo c)e 'rucia il san"ue come un topico di vetri,l c)e esaurisce, c)e rifiuta tutta la dolce "eometria appresa, c)e rompe "li stili, c)e si appo""ia sul dolore umano c)e non )a consolazione, c)e spin"e Go?a, maestro dei "ri"i, de"li ar"enti, dei rosa della mi"lior pittura in"lese, a dipin"ere con le "inocc)ia e i pu"ni con orri'ili neri di 'itumeA o c)e denuda 2os0n &into Berda"uer li con il freddo dei 1irenei, o porta /or"e 2anri.uelii ad attendere la morte nella pianura di CcaKa, o veste con un a'ito verde da saltim'anco il corpo delicato di Dim'aud, o mette occ)i di pesce morto al conte Lautr0amont nell*al'a dei 'oulevard.liii - "randi artisti del sud della Spa"na, "itani o flamenc)i, c)e cantino, 'allino o suonino, sanno c)e non possi'ile alcuna emozione senza l*arrivo del duende. Jssi in"annano la "ente e possono dare un*impressione di duende senza averlo, come vi in"annano tutti i "iorni autori o pittori o se"uaci di mode letterarie senza duendeA ma 'asta prestare un po* di attenzione, e non lasciarsi trasportare dall*indifferenza, per scoprire l*im'ro"lio e farli fu""ire con il loro "rossolano artificio. Nna volta la cantaora andalusa 1astora 1avGn, 0a )i!a de los .eines,liv notturno "enio ispanico, e.uivalente in capacit4 di fantasia a Go?a o Dafael el Callo,lv cantava in una tavernucola di &adice. Giocava con la sua voce d*om'ra, con la sua voce di sta"no fuso, con la sua voce coperta di musc)io, e se la avvol"eva nei capelli o la 'a"nava di vino o la perdeva in
5.d.t.# nel testo# tr+pico de vidrios H forse errato per t+pico, medicamento esterno c)e si applica sulla ferita. li 5.d.t.# 2ossen /acinto Berda"uer ? SantalG 1<QEH19;,!, catalano, sacerdote, autore del poema 0@Atl4ntida 1<+(! e di 2dilios y cantos msticos 1<+9!, molto cele'rati nel suo tempo. lii 5.d.t.# /or"e 2anri.ue 1QQ;H1Q+9!, autore delle /oplas por la muerte de su padre , muore durante l*assalto al castello di GarciH2uKoz o poc)i "iorni dopo, a se"uito della ferita riportata nell*assalto!. : suo padre Dodri"o c)e muore nella sua residenza di CcaKa, in provincia di Foledo, circondato dai suoi familiari. liii 5.d.t.# -sidore Lucien 9ucasse, noto come conte di Lautr0aumont 1<Q(H1<+;!, autore di 0es /hants de &aldoror, uno dei testi pi8 innovativi della poesia francese. 1ersona""io fortemente alienato, amava fare lun")e camminate lun"o la Senna, a cui forse allude Lorca. liv 5.d.t.# 1astora 2ara 1avGn &ruz 1<9;H19(9!, una delle pi8 "randi cantaoras di tutti i tempi, nata a Sivi"lia, citt4 c)e la cele'ra con un monumento. 1artecip7 come "iurato al /oncurso del 19,,. &ono''e Lorca in casa della Ar"entinita. Oa inciso ,E< cantes, o""i disponi'ili in cd. &fr. Crands cantaores du flamenco, vol. \ " 0a )i!a de los .eines :.astora .av+n; , Le c)ant du monde L93 ,+Q<E9 comp. 193;sH19Q;s!A Arte Blamenco, [ol. ], 0a )ina de los .eines :LOM^"LMXM;, etic)etta 2andala, 199(. lv 5.d.t.# Dafael GGmez Crte"a, soprannominato El Callo 1<<,H19(;!, famosissimo torero "itano, mem'ro di una fami"lia di toreri. 9el torero Dafael GGmez Crte"a dicono c)e una volta, avendo conosciuto Crte"a ? Gasset, e avendo saputo c)e, come filosofo, il suo mestiere consisteva nel pensare, comment7# $Fay gente pa t+%. Altre fonti attri'uiscono l*episodio al torero Dafael Guerra Be6arano, $Guerrita%!.
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"ineprai oscuri e lontanissimi. 2a nienteA era inutile. Gli ascoltatori restavano in silenzio. &*era l= -"nacio Jspeleta, lvi 'ello come una tartaru"a romana, al .uale domandarono una volta# $&om* c)e non lavoriM%A e lui, con un sorriso de"no di Ar"antonio, lvii rispose# $&ome posso lavorare se sono di &adiceM%. J c*era Jlvira La &aliente, aristocratica prostituta di Sivi"lia, discendente diretta di Soledad Bar"as, c)e nel trentalviii non volle sposarsi con un Dot)sc)ild perc)0 non la e"ua"liava nel san"ue. J c*erano i Florida, c)e la "ente crede macellai, mentre in realt4 sono sacerdoti millenari c)e continuano a sacrificare tori a Gerione, e in un an"olo, l*imponente allevatore don 1a'lo 2uru'e,li@ con l*aria da masc)era cretese. 1astora 1avGn fin= di cantare in mezzo al silenzio. Solo, e con sarcasmo, un uomo piccolino, di .ue"li ometti 'allerini c)e escono d*improvviso dalle 'otti"lie di a"uardiente, disse a voce molto 'assa# $Biva 1ari"iY%, come per dire# $Lui non ci interessano le a'ilit4, n0 la tecnica, n0 la maestria. &i interessa altro%. Allora la )i!a de los .eines si alz7 come una pazza, stroncata come una prefica medievale, si scol7 d*un sorso un "ran 'icc)iere di "rappa come fuoco, e sedette a cantare, senza voce, senza respiro, senza sfumature, con la "ola 'ruciata, ma... con duende. Jra riuscita ad ammazzare tutto l*armamentario della canzone per lasciare il campo a un duende furioso e dominatore, amico di venti caric)i di sa''ia, c)e spin"eva "li ascoltatori a stracciarsi i vestiti, .uasi con lo stesso ritmo con cui se li rompono i neri antillani del ritmo lucum, l@ ammucc)iati davanti all*imma"ine di Santa Bar'ara. 0a )i!a de los .eines dovette lacerare la sua voce perc)0 sapeva c)e la stava ascoltando "ente s.uisita c)e non c)iedeva forma, ma midollo di forma, musica pura con il corpo raccolto per potersi sostenere in aria. 9ovette sminuire le sue capacit4 e le certezzeA cio, dovette allontanare la sua musa e rimanere a''andonata, perc)0 il suo duende arrivasse e si de"nasse di lottare a mani nude. J come cant7Y La sua voce non "iocava pi8, la sua voce era un "etto di san"ue, de"na, per il suo dolore e la sua sincerit4, di aprirsi come una mano di dieci dita sui piedi inc)iodati, ma pieni di 'urrasca, di un &risto di /uan de /uni. l@i
5.d.t.# -"nacio Jspeleta 1<+1H193<! fu un famoso cantaor di &adice, rinomato come interprete di buleras e alegras. lvii 5.d.t.# 2itico re di Fartesso, citt4 al centro di una civilt4 protostorica u'icata in Andalusia, e pro'a'ilmente alla foce del Guadal.uivir. lviii 5.d.t.# molte traduzioni specificano $193;%, ma deve trattarsi del 1<3;. li@ 5.d.t.# secondo /uan Antonio &ampezano, $los Florida% sare''ero $los 2elu% di &adice, mentre /oa.un Domero 2uru'e affermava c)e 1a'lo 2uru'e era in realt4 l*allevatore Felipe 2uru'e, considerato un "rande esperto del flamenco cfr. Luis Su>rez Wvila, Buentes, paisa e e interpretaci+n cabal de 0orca, $&ulturas 1opulares. Devista JlectrGnica 6 Q, ,;;+, DDD.culturaspopulares.org,te'tosZ,articulos,suare*L.pdf!. l@ 5.d.t.# luSumi il nome della reli"ione comunemente c)iamata santera termine in realt4 spre"iativo!, in cui sono fusi elementi di cristianesimo e di reli"ione ?oru'a, diffusa prevalentemente in terra cu'ana a se"uito della deportazione di sc)iavi ni"eriani. : affine al vudI, per ori"ine e per credenze. Bi )a un*importanza notevole il rito collettivo 'asato sulla danza. l@i 5.d.t.# /uan de /uni 1E;(H1E++!, scultore tra i pi8 importanti nella &asti"lia del ZE;;, capace di
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L*arrivo del duende presuppone sempre un cam'iamento radicale in tutte le forme. Su vecc)i piani, d4 sensazioni di fresc)ezza totalmente inedite, con una .ualit4 di cosa appena creata, di miracolo, c)e finisce col produrre un entusiasmo .uasi reli"ioso. -n tutta la musica ara'a, danza, canzone o ele"ia, l*arrivo del duende salutato con ener"ici $Alla)Y Alla)Y%, $9ioY 9ioY%, cos= vicini all* $Cl0Y% delle corride, c)e ma"ari sar4 la stessa cosaA e in tutti i canti del sud della Spa"na l*apparizione del duende se"uita da sincere "rida di $Biva 9ioY%, profondo, umano, tenero "rido di una comunicazione con 9io attraverso i cin.ue sensi, "razie al duende c)e a"ita la voce e il corpo della 'allerina, evasione reale e poetica da .uesto mondo, cos= pura come .uella realizzata dall*eccellente poeta del 3B-secolo 1edro de Do6asl@ii attraverso sette "iardini, o .uella di /uan &almaco l@iii con una trepidante scala di pianto. 5aturalmente, .uando .uesta evasione viene realizzata, tutti ne sentono "li effetti# l*iniziato, vedendo come lo stile vince una materia povera, e l*i"norante, nel non so c)e di una autentica emozione. Anni fa, in una "ara di 'allo di /erez de la Frontera, si prese il premio una vecc)ia di ottant*anni contro 'elle donne e ra"azzi con la cintura di ac.ua, con il solo fatto di alzare le 'raccia, er"ere la testa e dare un colpo col piede sul tablaoA ma nella riunione di muse e an"eli presenti, 'ellezza di forma e 'ellezza di sorriso, doveva vincere e vinse .uel duende mori'ondo c)e trascinava a terra le sue ali di coltelli ossidati. Futte le arti sono capaci di duende, ma dove )a pi8 spazio, com* naturale, nella musica, nella danza e nella poesia recitata, perc)0 .ueste ric)iedono un corpo vivo c)e interpreti, perc)0 sono forme c)e nascono e muoiono in modo perpetuo e innalzano i loro contorni su un presente esatto. 2olte volte il duende del musicista passa al duende dell*interprete, e altre volte, .uando il musicista o il poeta non sono tali, il duende dell*interprete H e .uesto interessante H crea una nuova meravi"lia, c)e conserva soltanto nell*apparenza la forma primitiva. : il caso dell*invasata [enduendada\ Jleonora 9use, c)e cercava opere fallite per farle trionfare "razie a ci7 c)e lei inventava, o il caso di 1a"anini, spie"ato da Goet)e, c)e faceva sentire melodie profonde da autentic)e vol"arit4, o il caso di una deliziosa ra"azza di 1uerto de Santa 2ara, c)e io )o visto cantare e 'allare l*orrendo cupl#l@iv italiano T &ar1U, con ritmi, silenzi e una intenzione c)e trasformavano la paccotti"lia italiana in un duro serpente
ra""iun"ere un impressionante livello di realismo nella riproduzione dell*anatomia umana. l@ii 5.d.t.# 1edro Soto de Do6as 1E<QH1(E<!, poeta di Granada, autore di .araso cerrado para muchos, ardines abiertos para pocos 1(E,!, importante e raffinata opera 'arocca. Garca Lorca "li dedica un Fomena e a (oto de Ro as, in Tbras completas, A"uilar, cit., vol. -, 1;,(H1;33. l@iii 5.d.t.# san Giovanni &limaco E+EH(E;!, monaco 'izantino, autore del trattato mistico 0a scala del .aradiso. l@iv 5.d.t.# stile musicale popolare e, a volte, "rossolano, dal francese couplet, diffuso in Spa"na verso la fine del 3-3 secolo, come evoluzione della tonadilla, analo"o a canzoni da avanspettacolo.

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di oro eretto. -l fatto c)e, effettivamente, trovavano .ualcosa di nuovo, c)e non aveva nulla a c)e vedere col precedente, e davano san"ue vivo e scienza a corpi vuoti di espressione. Futte le arti, e anc)e i paesi, )anno capacit4 di duende, di an"elo e di musaA e cos= come la Germania )a, con eccezioni, la musa, e l*-talia )a in modo permanente l*an"elo, la Spa"na in tutti i tempi mossa dal duende. &ome paese di musica e danze millenarie, dove il duende spreme limoni di al'a, e come paese di morte. &ome paese aperto alla morte. -n tutti i paesi la morte una fine. Arriva e si c)iudono le tende. -n Spa"na, no. -n Spa"na si aprono. 2olta "ente vive dentro le mura fino al "iorno in cui muore e la portano fuori al sole. Nn morto in Spa"na pi8 vivo da morto c)e in .ualun.ue altro posto del mondo# il suo profilo ferisce come il filo di un rasoio. Le 'attute sulla morte e la sua contemplazione silenziosa sono familiari a"li spa"noli. 9al (ue!o de las calaveras di Luevedo fino all*Tbispo podrido di Bald0s Leal,l@v e dalla 2ar'ella del 3B-- secolo, l@vi morta di parto a met4 del cammino, c)e dice# 0a sangre de mis entra!as cubriendo el caballo est. 0as patas de tu caballo echan fuego de alquitrn...l'vii al recente ra"azzo di Salamanca, ucciso dal toro, c)e esclama# Amigos, que yo me muero9 amigos, yo estoy muy malo. =res pa!uelos tengo dentro y este que meto son cuatro...l'viii
5.d.t.# /uan de Bald0s Leal 1(,,H1(9;!, pittore e incisore nella cui opera )a un "rande rilievo il maca'ro. l@vi 5.d.t.# &arbella il titolo di un romance del 3B-- secolo, noto anc)e come /orrido de &arbella o &arbella y el reci#n nacido. Festo in Bicente F. 2endoza, El romance espa!ol y el corrido me'icano, estudio comparativo, Nniversidad AutGnoma 5acional de 20@ico 1939, 39<H399. l@vii 5.d.t.# $2l sangue delle mie viscere , sta coprendo il cavallo. , 0e *ampe del tuo cavallo , scagliano fuoco di catrame...%. l@viii 5.d.t.# Romance de los mo*os de &onle+n , cfr. DamGn Garca 2ateos, )otas varias de tres versiones del %Romance de los mo*os de &onle+n6, $Devista de Folclore%, 19(+, n. <(, 13H1(. Lorca ne realizza una versione musicale cantata dalla Ar"entinita la accompa"na al piano! e disponi'ile in cd Son? /anciones populares espa!olas!. $Amici, io muoio, , amici, io sto molto male. , =re fa**oletti ho dentro :<nella ferita; , e con questo sono quattro %.
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c* un parapetto di fiori di salnitro, dove si affaccia un popolo di contemplatori della morte, con versetti di Geremia nel versante pi8 aspro, o con un cipresso fra"rante nel versante pi8 liricoA comun.ue un paese in cui la cosa pi8 importante di tutto )a un ultimo valore metallico di morte. La pianeta e la ruota del carro, e il coltello e le 'ar'e pun"enti dei pastori, e la luna pelata, e la mosca, e i riposti"li umidi, e le macerie, e i santi coperti di merletti, e la calce, e la linea pun"ente di "rondaie e terrazze )anno in Spa"na minute er'e mortali, allusioni e voci percetti'ili per uno spirito attento, c)e ci riempiono la memoria con l*aria irri"idita del nostro proprio transito. 5on casuale tutta l*arte spa"nola le"ata alla nostra terra, piena di cardi e pietre definitiveA non un esempio isolato il lamento di 1le'erio l@i@ o le danze del maestro /osef 2ara de BaldiviesoA non un caso c)e tra tutte le 'allate europea si se"nali .uesta amata spa"nola# "(i t8 eres mi linda amiga, _c+mo no me miras, diV "T os con que te miraba a la sombra se los di "(i t8 eres mi linda amiga, _c+mo no me besas, diV "0abios con que te besaba a la tierra se los di. "(i t8 eres mi linda amiga, _c+mo no me abra*as, diV "Rra*os con que te abra*aba de gusanosos cubr.l'' 50 strano c)e a"li al'ori della nostra lirica risuoni .uesta canzone# Dentro del vergel
5.d.t.# nel finale della /elestina di Fernando de Do6as. 5.d.t.# %"(e tu sei la mia bella amica, , perch# non mi guardiV ,"Cli occhi con cui ti guardavo , li ho dati all@ombra. , "(e tu sei la mia bella amica, , perch# non mi baciV , "0e labbra con cui ti baciavo , le ho date alla terra. , "(e tu sei la mia bella amica, , perch# non mi abbracciV , "0e braccia con cui ti abbracciavo , ho coperto di vermi%.
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morir# dentro del rosal matar me han. `o me iba, mi madre, las rosas a coger, hallara la muerte dentro del vergel. `o me iba, madre, las rosas a cortar, hallara la muerte dentro del rosal. Dentro del vergel morir#, dentro del rosal matar me han.l''i Le teste "elate dalla luna dipinte da Vur'ar>n, il "iallo color 'urro con il "iallo lampo del Greco, il racconto del padre Si"]enza, l@@ii l*intera opera di Go?a, l*a'side della c)iesa dell*Jscorial, tutta la scultura policroma, la cripta della casa ducale di Csuna, l@@iii la morte con la c)itarra della cappella dei Benavente a 2edina de Dioseco, l@@iv e.uival"ono a ci7 c)e nel culto sono le devozioni di San Andr0s de Fei@ido, dove i morti )anno un posto nella processione,l@@v i canti dei defunti cantati dalle donne asturiane con faretti pieni di fiamme nella
5.d.t.# $Dentro il giardino , morir3. , Dentro il roseto , mi uccideranno. ,2o andavo, madre, , a cogliere le rose , ho trovato la morte , dentro il giardino. , Andavo, madre, , a tagliare le rose , ho trovato la morte , nel roseto. , Dentro il giardino , morir3. , Dentro il roseto , mi uccideranno%. l@@ii 5.d.t.# /os0 2artnez de Jspinosa 1EQQH1(;(!, poeta, teolo"o e storicoA Lorca si riferisce pro'a'ilmente alla sua Fistoria de la Trden de (an Jer+nimo. l@@iii 5.d.t.# allude pro'a'ilmente al .ante+n ducal 1EQQH1EEE!, concepito come sepoltura per i mem'ri della fami"lia dei duc)i di Csuna, sito nella citt4 omonima. l@@iv 5.d.t.# costruita tra il 1EQQ e il 1EQ<, sotto la direzione di /uan de /uni, contiene una scena della cacciata di Adamo ed Jva dal paradiso, preceduti da una morte c)e suona la c)itarra. l@@v 5.d.t.# Santo Andr0 de Fei@ido, localit4 della Galizia, con un ricco folclore. Si dice c)e c)i non )a fatto un pelle"rina""io a San Andr0s da vivo, deve andarci da morto# i parenti si recano al cimitero, invitando l*anima del morto a fare il pelle"rina""io con loro.
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notte di novem're, il canto e la danza della si'illa nelle cattedrali di 2aiorca e Foledo, l@@vi l*oscuro 2n Record di Fortosal@@vii e a"li innumerevoli riti del Benerd= Santo, c)e con la coltissima festa dei tori formano il trionfo popolare della morte spa"nola. 5el mondo solo il 2essico pu7 darsi la mano con il mio paese. Luando la musa vede "iun"ere la morte, c)iude la porta, o innalza un plinto, o porta a spasso un*urna, e scrive un epitaffio con mano di cera, ma su'ito torna ad annaffiare il suo alloro con un silenzio vacillante tra due 'rezze. Sotto l*arco tronco dell*Cde, riunisce con fune're sentimento "li stessi fiori dipinti da"li italiani del 3B secolo e c)iama il sicuro "allo di Lucrezio perc)0 spaventi le om're impreviste. l@@viii Luando vede "iun"ere la morte, l*an"elo vola in lenti cerc)i e tesse con lacrime di "elo e narciso l*ele"ia c)e a''iamo visto tremare nelle mani di Seats, e in .uelle di Billasandino, e .uelle di Oerrera, e .uelle di B0c.uer e .uelle di /uan DamGn /im0nez. 2a c)e orrore .uello dell*an"elo se sente un ra"no, per .uanto piccolo, sul suo tenero roseo piedeY -nvece il duende non viene se non vede una possi'ilit4 di morte, se non sa c)e deve ronzare intorno alla sua casa, se non )a la certezza c)e deve a"itare .uesti rami c)e tutti a''iamo e c)e non )anno, non avranno consolazione. &on idea, suono o "esto, il duende ama i 'ordi del pozzo in una franca lotta con il creatore. An"elo e musa fu""ono, con violino e ritmo, e il duende ferisce, e nella cura di .uesta ferita, c)e non si ric)iude mai, c* la parte insolita, inventata dell*opera di un uomo. La virt8 ma"ica del poeta l@@i@ consiste nell*essere sempre posseduto dal duende [enduendado\ per 'attezzare con ac.ua scura tutti coloro c)e lo osservano, perc)0 con il duende pi8 facile amare, capire, ed sicuro essere amati, essere capiti, e .uesta lotta per l*espressione e per la comunicazione dell*espressione assume a volte, in poesia, caratteri mortali. Dicordate il caso della flamenc)issima ed posseduta dal duende Santa Feresa, flamenca non per aver le"ato un toro furioso e aver"li fatto fare tre ma"nifici pases,l@@@ cosa c)e fece, non per essersi fatta 'ella davanti a fra /uan de la 2iseria, l@@@i n0 per aver dato uno sc)iaffo al
5.d.t.# allude al /anto della (ibilla, tradizione medievale sopravvissuta a 2aiorca nonostante la proi'izione del &oncilio di Frento, avente per tema il "iudizio universale. l@@vii 5.d.t.# allude pro'a'ilmente a un*antica pre")iera pu''lica, 2n recort de la mort i passi+ de )ostre (enyor Jesucrist. l@@viii 5.d.t.# Lucrezio, De rerum natura# $Al gallo, che suole, sbattendo le ali per cacciar via , la notte, chiamare lAaurora con voce squillante, , i rabbiosi leoni non possono stare di fronte , e fissarlo...% li'. -B, +;9H+11!. l@@i@ 5.d.t.# nel testo# poema poesia!, c)e mi sem'ra insensatoA sostituisco con poeta# non l*opera a essere presa dal duende, ma il creatore. l@@@ 5.d.t.# in tauromac)ia, pase il movimento con cui il torero fa passare il toro sotto la muleta. l@@@i 5.d.t.# allude al ritratto di /uan de la 2iseria, per il .uale santa Feresa pos7 nel 1E+(. /uan de la 2iseria si c)iamava, nella vita secolare, Giovanni 5arducci 1E,(H1(1(!, ed era di ori"ine a'ruzzese.
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5unzio di Sua Santit4, ma per essere una delle poc)e creature il cui duende non an"elo, perc)0 l*an"elo non assale mai! la trafi""e con un dardo, volendo ucciderla per aver"li tolto il suo se"reto ultimo, il ponte sottile c)e unisce i cin.ue sensi con .uel centro nella carne viva, nel mare vivo, dell*Amore li'erato dal Fempo. Jroica vincitrice del duende, al contrario di Felipe d*Austria, c)e, andando a cercare musa e an"elo nella teolo"ia, si vide impri"ionato dal duende de"li ardori freddi in .uell*opera dell*Jscorial,l@@@ii in cui la "eometria confina con il so"no, e dove il duende si mette una masc)era da musa ad eterno casti"o del "ran re. A''iamo detto c)e il duende ama il 'ordo, la ferita, e si avvicina ai luo")i in cui le forme si fondono in un desiderio superiore alle loro espressioni visi'ili. -n Spa"na come nei popoli orientali in cui la danza espressione reli"iosa! il duende )a un campo illimitato sui corpi delle 'allerine di &adice, elo"iate da 2arziale, sui petti dei cantanti, elo"iati da Giovenale, e in tutta la litur"ia dei tori, autentico dramma reli"ioso in cui, allo stesso modo della messa, si adora e si sacrifica a un 9io. Sem'ra c)e tutto il duende del mondo classico si concentri in .uesta festa perfetta, c)e rappresenta la cultura e la "ran sensi'ilit4 di un popolo c)e scopre nell*uomo le sue mi"liori ire, le sue mi"liori amarezze e il suo mi"lior pianto. 5el 'allo spa"nolo e nelle corride non si diverte nessunoA il duende si incarica di far soffrire attraverso il dramma, su forme vive, e prepara le scale per un*evasione dalla realt4 circostante. -l duende opera sul corpo della 'allerina come il vento sulla sa''ia. &on un potere ma"ico trasforma una ra"azza in paralitica della luna, o riempie di rossori adolescenziali un vecc)io stanco c)e c)iede elemosine per le 'otte")e del vino, va con una capi"liatura odore di porto notturno, e in o"ni momento a"isce sulle 'raccia con espressioni c)e sono madri della danza di tutti i tempi. 2a impossi'ile ripetersi, .uesto molto interessante da sottolineare. -l duende non si ripete, come non si ripetono le forme del mare in 'urrasca. 5elle corride assume i suoi accenti pi8 impressionanti, perc)0 deve lottare, da una parte con la morte c)e pu7 distru""erlo, e dall*altra con la "eometria, con la misura, 'ase fondamentale della festa. -l toro )a la sua or'itaA il torero )a la suaA e tra or'ita e or'ita c* un punto di pericolo, dove sta il vertice del terri'ile "ioco. : possi'ile avere musa con la muleta e an"elo con le banderillas e passare per un 'uon torero, ma nell*arte della cappa, con il toro ancora privo di ferite, e nel momento dell*uccisione, necessario l*aiuto del duende per ra""iun"ere la verit4 artistica. -l torero c)e spaventa il pu''lico nell*arena con la sua temerariet4, non torea, 'ens= sta in .uel piano ridicolo, alla portata di c)iun.ue, del giocarsi la vitaA invece il torero morso dal duende d4 una lezione di musica pita"orica e fa dimenticare c)e "etta continuamente il cuore sulle corna.
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5.d.t.# Felipe --, ideatore dell*Jscorial, costruito tra il 1E(3 e il 1E<Q.

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La"arti6o col suo duende romano, /oselito col suo duende e'reo, Belmonte col suo duende 'arocco, e &a"anc)o col suo duende "itano,l@@@iii mostrano, dal crepuscolo dell*anello, a poeti, pittori e musicisti, .uattro "randi vie della tradizione spa"nola. La Spa"na l*unico paese dove la morte lo spettacolo nazionale, dove la morte suona lun")i clarini all*arrivo delle primavere, e la sua arte sempre retta da un duende acuto c)e le )a dato la sua differenza e la sua .ualit4 di invenzione. -l duende c)e riempie di san"ue, per la prima volta nella scultura, le "uance dei santi del maestro 2ateo de &ompostela,l@@@iv lo stesso c)e fa "emere San Giovanni della &roce o 'rucia ninfe nude con i sonetti reli"iosi di Lope. -l duende c)e innalza la torre di Sa"unto o lavora caldi mattoni a &alata?ud o Feruel lo stesso c)e rompe le nu'i del Greco e fa rotolare a calci "li ufficiali "iudiziari di Luevedo e le c)imere di Go?a. Luando piove, tira fuori Bel>z.uez, invasato [ enduendado\ in se"reto dietro i suoi "ri"i monarc)iciA .uando nevica, fa uscire Oerrera nudo per dimostrare c)e il freddo non ammazzaA .uando arde, mette nelle sue fiamme Berru"uete e "li fa inventare un nuovo spazio per la scultura. La musa di GGn"ora e l*an"elo di Garcilaso de''ono disfare la ")irlanda di alloro .uando passa il duende di San Giovanni della &roce, .uando El ciervo vulnerado por el otero asoma.l'''v La musa di Gonzalo de Berceo e l*an"elo dell*Arcipreste de Oita de''ono farsi da parte per cedere il passo a /or"e 2anri.ue, .uando arriva ferito dalla morte alle porte del castello di Belmonte. La musa di Gre"orio Oern>ndez e l*an"elo di /os0 de 2ora de''ono allontanarsi perc)0 incrocia il duende c)e pian"e lacrime di san"ue di 2ena e il duende con la testa di toro assiro di 2artnez 2ontaK0s, l@@@vi come la malinconica musa di &atalo"na e l*an"elo 'a"nato di Galizia de''ono "uardare, con amoroso spavento, il duende di &asti"lia, cos= lontano dal pane caldo e dalla dolcissima vacca, c)e pasce con norme di cielo ramazzato e terra
5.d.t.# Dafael 2olina S>nc)ez, detto 0agarti o, torero nato a &Grdo'a 1<Q1H19;;!. /os0 GGmez Crte"a, detto Callito e in se"uito /oselito, torero di etnia "itana 1<9EH19,;!, morto durante una corrida nell*arena di Falavera de la Deina. /uan Belmonte Garca 1<9,H19(,!, detto El .asmo de =riana, considerato uno dei mi"liori toreri della storia. /oa.un Dodr"uez Crte"a &a"anc)o 19;3H 19<Q!, torero "itano, divenuto le""endario per il suo stile. l@@@iv 5.d.t.# 2aestro 2ateo 11E;H1,;; o 1,1+!, scultore, autore del .+rtico de la Cloria della cattedrale di Santia"o de &ompostela. l@@@v 5.d.t.# $2l cielo ferito , si affaccia dal colle%. l@@@vi 5.d.t.# Gre"orio Oern>ndez, o Fern>ndez 1E+(H1(3(!, scultore spa"nolo. /os0 de 2ora 1(Q,H 1+,Q!, scultore 'arocco spa"nolo. /uan 2artnez 2ontaK0s 1E(<H1(Q9!, pittore e scultore spa"nolo.
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Federico Garc%a &orca: Gioco e teoria del duende

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secca. Duende di Luevedo e duende di &ervantes, con verdi anemoni di fosforo l*uno, e fiori di "esso di Duidera l*altro,l@@@vii coronano la pala d*altare del duende della Spa"na. C"ni arte )a, com* naturale, un duende diverso nel modo e nella forma, ma tutte uniscono le loro radici nel punto da cui emanano i suoni ne"ri di 2anuel Forre, materia ultima e fondo comune incontrolla'ile e scosso di le"no, suono, tela e parola. Suoni ne"ri dietro i .uali sono ormai in tenera intimit4 i vulcani, le formic)e, "li zefiri e la "ran notte c)e si cin"e la vita con la Bia lattea. Si"nore e si"nori# Oo innalzato tre arc)i e con mano rozza vi )o messo la musa, l*an"elo e il duende. La musa rimane .uietaA pu7 avere una tunica a piccole pie")e o "li occ)i di vacca c)e "uardano 1ompei, o il nasone di .uattro lati con cui l*)a dipinta il suo "rande amico 1icasso. L*an"elo pu7 a"itare i capelli di Antonello da 2essina, la tunica di Lippi e il violino di 2asolino o Dousseaul@@@viii. -l duende... 9ove sta il duendeM Attraverso l*arco vuoto entra un vento mentale c)e soffia con insistenza sulle teste dei morti, in cerca di nuovi paesa""i e accenti i"noti# un vento con odore di saliva di 'im'o, di er'a calpestata e velo di medusa c)e annuncia il costante 'attesimo delle cose appena create.

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5.d.t.# allude alle la"une del Duidera, o""i parco nazionale nella 2anc)a, con famosi depositi di

"esso. 5.d.t.# potre''e trattarsi di 2asolino da 1anicale, ma i"noro a .uale .uadro si riferisca. 1otre''e essere una confusione per 2elozzo da Forl=, autore del cele're Angelo col violinoM 1ossi'ile riferimento anc)e a Oenri Dousseau $il 9o"aniere%, c)e suonava il violino.
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