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k ronstadt

© Massimo Ghimmy

periodico mensile
Speciale
25 Aprile 2008
ISSN 1972-9669

25 aprile Custodi della memoria: L’Istituto della Resistenza di Pavia


Il 25 aprile testimonia ancora di una Mi chiamo Ferruccio Belli – la vo- territorio. In questo è determinante la si volontari lavorano all’archivio e alla garibaldine.
“memoria inquieta” (secondo la felice ce del partigiano ed ex deportato sa- presenza del maestro Giacinto Caval- digitalizzazione del materiale. -  Fondo Movimenti studenteschi pa-
espressione dello storico De Luna). le dalle casse del PC poste sulla scri- lini, insegnante comandato dall’INSM- È rilevante per l’attività dell’ISREC vesi comprende documenti relativi
Una data che sfugge ai molti tentativi vania del prof. Pierangelo Lombardi, LI dai ‘70 ai ‘90 e tuttora attivo presso la mancanza di finanziamenti stabili: a Potere Proletario, Lotta continua e
di rimozione ripetuti nel corso degli Direttore dell’Istituto pavese per la l’Istituto pavese. un fondo messo a disposizione dalla Movimento studentesco a Pavia.
anni (già nel 1955 dal Ministero del- storia della resistenza e dell’età con- La Resistenza non è mai stata un mo- Fondazione Banca del Monte di Lom- -  Due fondi provenienti dai National
la pubblica istruzione arrivava alle temporanea (ISREC). mento avulso dalla storia che lo ha bardia ha permesso una tempestiva e Archives di Washington e Maryland
scuole l’invito a festeggiare la nascita È una delle prime testimonianze rac- preceduto e seguito, ci dice Lombar- necessaria opera di digitalizzazione relativi alle azioni degli alleati in Pa-
di Marconi!) di “normalizzazione” o colte col “Geloso” agli inizi dei ‘70 da di. Il materiale conservato, infatti, ab- delle registrazioni, ora conclusa. via e provincia. Vi si trovano le carte
cancellazione. Giulio Guderzo, docente di storia con- braccia tutta la storia della provincia Si è voluto raccogliere tutto il materia- dell’OSS (attuale CIA), decriptate nel
Un obiettivo da colpire in un paese 1995, recuperate in copia dal prof.
che ha visto emergere, a partire dagli Guderzo.
anni ’80, un movimento di revisione L’Archivio fotografico, composto di
politica e ideologica sulle radici della circa 15000 pezzi, comprende tra gli
nostra democrazia, accompagnato da altri:
strumentali riscritture sulla Resisten- -  Il Fondo Muggetti, fotografo uffi-
za. Si è fatto (si fa) di tutto per propor- ciale dei partiti e degli enti locali pa-
re l’archiviazione dell’antifascismo vesi, anni 70-80.
mentre il fascismo resta vivo non solo -  Riproduzioni di foto dell’Archivio
nelle attività squadristiche di gruppi Chiolini, utilizzate per organizzare
e movimenti nazifascisti, ma nella in- una mostra itinerante(6), in occasio-
tensa iniziativa storico/culturale per ne del 40mo anniversario della libe-
renderlo presentabile, specie nei con- razione.
fronti dei giovani (raccontato benevol- L’Archivio dei fondi orali, sicuramen-
mente con le condanne “temporali” te il più prezioso ed esclusivo, com-
che partono dalle infami leggi razziali prende bobine e audiocassette di cir-
del 1938, omettendo la nascita della ca 500/800 testimonianze raccolte a
dittatura e le sue politiche aggressive partire dagli anni ‘70, pari a 600 ore
e coloniali, ad esempio). di registrazione. In Istituto è possibile
Un lungo processo che ha fatto di ascoltare le voci degli attori della sto-
tutto per sminuire e rimuovere l’espe- ria locale, siano essi protagonisti di
rienza della lotta di Liberazione (in primo piano o personaggi minori, re-
tutte le sue articolazioni, armata e sistenti o sostenitori del regime.(7)
disarmata), riscrivere e neutralizzare […] Chi si occupa di ricerca storica
quanto ha rappresentato nella nostra con serietà e rigore scientifico non
storia la “scelta” dell’antifascismo, in cerca palcoscenici o luci della ribal-
particolare come protagonismo delle I partigiani entrano a Pavia liberata ta. Giorno per giorno lavora con meto-
classi subalterne, disobbedienza ver- temporanea dell’Università di Pavia, nel Novecento, con agganci al periodo le che aiuti a comprendere quel perio- do per ricostruire, interpretare, spie-
so il potere, partecipazione attiva alla direttore fino al 1996 dell’Istituto e ottocentesco. Da qui il naturale dialo- do storico, quindi anche carte perso- gare, penetrare quel groviglio di fatti
costruzione della democrazia. oggi suo presidente. go con il Centro interdipartimentale nali di protagonisti a vario titolo della e di emozioni che è il passato di tutti
In sintesi Resistenza, Repubblica, Co- L’ISREC, uno dei primi Istituti a es- di ricerca e documentazione sulla sto- vicenda storica locale. noi. Così scrive Lombardi (2). Ha ra-
stituzione sono i tre passaggi fonda- sere fondato nel 1956 per volontà di ria del Novecento. I fondi che costituiscono l’archivio gione, ma è oggi più che mai urgente
mentali messi sotto attacco in questi partigiani, resistenti e uomini di cul- La particolarità dell’Istituto pavese – cartaceo sono 26 (2). Si citano: informare dell’esistenza di questi pre-
anni. È appena alle nostre spalle la tura, ebbe da subito una forte conno- prosegue Lombardi – è quella di esse- - Fondo Murialdi, intitolato al giornali- ziosi archivi, e dell’attività degli Isti-
sconfitta del referendum che voleva tazione nella ricerca sulla storia con- re ospitato all’interno dell’Università sta, scrittore (3), ex partigiano nell’Ol- tuti della Resistenza, che tali archivi
stravolgere la carta costituzionale ma temporanea. (1), con la quale esiste una convenzio- trepò pavese; interpretano, offrendoci la stessa pos-
oggi, proprio nel 60° della sua entra- Dopo aver aderito al sistema confede- ne, formalizzata nel 1998, che dona -  Fondo Diari (1885-1945): diari di sibilità di conoscerli e studiarli, e non
ta in vigore, occorre essere attenti ad rativo messo in atto dall’Istituto na- scientificità e “scambio sinergico” di parroci delle colline in provincia di Pa- solo per averne memoria. Affinché sia
ulteriori tentativi. Per questo penso zionale, entrò nella rete di Istituti di- risorse umane all’uno, e all’altra va- via e di comandanti di formazioni par- affidata ai fatti storici la comprensio-
sia necessario ribadire, con Enzo Col- ventando un punto di riferimento per lenti ricercatori, un notevole archivio tigiane, di fascisti e antifascisti; ne di una stagione così importante,
lotti, che “Il 25 aprile rimane un fat- lo studio della storia contemporanea e una Biblioteca (6000 volumi, 500 -  Fondo Augusto Vivanti (1915-80), dalla quale è scaturita la nostra Costi-
to fortemente simbolico, uno di quei ed elaborando attività didattiche per il periodici). Oltre agli studiosi, numero- che comprende l’epistolario tra Augu- tuzione, atto fondativo della Repubbli-
punti fermi dei quali ogni collettività sto, al fronte nella Grande Guerra, e il ca Italiana.
ha bisogno come punto di riferimen- padre, consigliere Comunale, interes- Elisabetta Verri, Francesca Orsini
Silenziosa sugli aghi di pino
to, ma non è principalmente sui miti sante per la visione “da due lati” del Per saperne di più
su spinosi ricci di castagna
e sui riti che si deve alimentare la conflitto. 1) ISREC - Università di Pavia, Palazzo S.
memoria della Resistenza. Essa sarà una squadra nel buio mattino -  Fondo Deportati, con cartelle per- Tommaso
viva se gli indirizzi politici saranno discendeva l’oscura montagna. sonali e foto di 137 deportati pavesi. A http://www.italia-liberazione.it/ita/istitu-
ti.php?rete=42
improntati a quei valori essenziali per loro fu dedicata una prima mostra nel
La speranza era nostra compagna 2) Lombardi Pierangelo - I Fondi e i do-
i quali in Italia e in Europa migliaia 1961 (4) e un libro nel 1981 (5). cumenti dell’Istituto pavese per la storia
a assaltar caposaldi nemici
di uomini e donne hanno sacrificato -  Il Fondo che il federale fascista della resistenza e dell’età contemporanea
la loro esistenza per rivendicare la conquistandoci l’armi in battaglia Frediani donò personalmente all’Isti- in Annali di storia pavese, 29, 2001, pp.
propria autonoma responsabilità e il scalzi e laceri eppure felici. tuto raccoglie anche notevole e raro 171-179
3) Murialdi Paolo, La traversata, settem-
diritto di partecipazione, il rispetto materiale fotografico e cinematografi-
Avevamo vent’anni e oltre il ponte bre 1943-dicembre 1945, Bologna, Il
della dignità dell’uomo, l’aspirazione co. Egli effettuava riprese con un ope- Mulino, 2001
oltre il ponte ch’è in mano nemica
alla giustizia sociale e all’eguaglianza, ratore privato: molti eventi storici do- 4) Belli F., Guderzo G., Melodia G. - Mo-
l’utopia di una Europa pacifica e paci- vedevam l’altra riva, la vita cumentati dall’Istituto Luce furono stra sulla deportazione nei campi nazisti,
fista. Una tavola di valori che si trova tutto il bene del mondo oltre il ponte. ripresi anche da Frediani, che filmò Pavia, 6-15 marzo 1961
5) Brianta, D. [et al.] - I deportati pavesi
scritta nelle Lettere dei condannati inoltre importanti avvenimenti della
Tutto il male avevamo di fronte nei lager nazisti, Pavia, Amministrazione
a morte della Resistenza, italiana e storia locale. provinciale, 1981
tutto il bene avevamo nel cuore
europea, il libro che vorremmo fosse -  Archivio completo della Federazio- 6) Bertone L.[et al.] Guardare la storia.
letto dalle generazioni più giovani”. E’ a vent’anni la vita è oltre il ponte ne provinciale pavese del PC e della Immagini di Pavia e della sua provincia
questo l’impegno che ci chiede ancora oltre il fuoco comincia l’amore. DC (1945-90), acquisiti nel 1994. 1915-1945, mostra. Catalogo pubblicato
in Annali di storia pavese, 12-13, 1986
la “festa d’aprile”. tratto da “Oltre il ponte”, 1958 -  Fondo Brigate Garibaldi, che con- 7) Milanesi A., La storia orale: tra storia
Antonio Corbeletti Testo di Italo Calvino, tiene in fotocopia le carte relative al e storie, in Annali di storia pavese, 1,
musica di Sergio Liberovici. Comando Oltrepò e ad alcune Brigate giugno 1979, pp 184-9.

Reg. Trib. PV n°594 KRONSTADT: iniziativa realizzata con il contributo concesso dalla Com-
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speciale 25 aprile 2008 info@kronstadt.it
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Più della servitù temo LIBERTÀ
la libertà recata in dono UGUAGLIANZA
Giuseppe Mazzini FRATERNITÀ

NUMERO 1 ESCE COME E QUANDO PUÒ Pavia, 25 aprile 1945

COMUNICATO PCI
Noi non abbiamo sete di vendetta. fornito ai fascisti e alle gestapo i
Non vogliamo vendette, vogliamo nomi dei patrioti per farli deporta-
giustizia. Vogliamo soprattutto re in Germania, i grandi plutocrati
impedire che quelle forze oscure e che hanno dato vita al fascismo,
reazionarie e certe oligarchie che che per vent’anni lo hanno soste-
hanno dato vita e sostenuto per nuto nei suoi delitti, nelle sue guer-
vent’anni il fascismo, non possano re di rapina, nelle sue infamie.
mai più rialzare la testa. Costoro devono pagare.
Coloro i quali sono i responsabi- Costoro sono gl’infami traditori del-
li della catastrofe e della rovina la nostra patria, le loro mani sono
d’Italia, coloro che hanno aperto ai sporche di sangue, costoro devono
barbari tedeschi le porte del nostro rispondere davanti alla giustizia
Paese, coloro che li hanno serviti, popolare. Giustizia dev’essere fatta.
che hanno collaborato con loro, Lo chiedono i vivi, lo comandano i
quei grandi industriali che hanno nostri morti.

Gruppo di partigiani nel cortile del castello di Pavia.


Si riconoscono Ezio Donati, Giuseppe Langscedel,
Paolo Murialdi “Paolo”, capo di SM della zona operativa Oltrepò pavese
e Alfredo Mordini “Riccardo”

Voi state vivendo l’età più bella Quando saremo a Varzi


della vita, non sciupatela: sappia- nella caserma alpina
tene fare anche voi una continua ti scriverò biondina
testimonianza. C’è tanta bellezza la vita del partigian.
nel mondo. Basta saperla vedere
e guardare con l’occhio del cuore. La vita del partigiano
Sappiate vivere, scegliete la vita: si l’è una vita santa
non lasciatevi vivere. s’magna, s’beva, as canta
Allontanate da voi l’indifferenza, la pensieri non c’è n’è.
rassegnazione, l’intolleranza. Con-
servate sempre in voi la voglia di Pensieri c’è n’è uno solo
sognare un mondo migliore; di ri- l’è quel della morosa
schiare, se occorre, per raggiunger- che gli altri fanno sposa
lo. e mi fo il partigian.
Jean Guitton

PARTIGIANI
Il nemico ci chiama banditi. Ribelli, invece, poteva piacerci e ci piaceva.
Ribellarsi può essere un atto nobile. E poi molti di noi non si ribellavano
soltanto all’ultimo fascismo e alla spietatezza dei tedeschi; ci ribellavamo
anche al fascismo lungo nel quale eravamo cresciuti con speranze e magari
entusiasmi andati delusi, e agli errori di Mussolini e del re. Ci ribellavamo
all’occupazione nazista. Tutti siamo ormai dalla parte repubblicana, ma c’è
chi è salito in montagna per rischiare la pelle e chi per salvarla. E, natu-
ralmente, c’è chi di coraggio ne aveva da vendere, anche di fronte ai tortu-
Sfilata partigiana, Pavia,10 maggio 1945
ratori, e chi scappava. E ci sono anche dei poco di buono. Il nome bello era
partigiano. <<Combattente volontario irregolare>>, dice il vocabolario.

IL COMPAGNO DI NANNI
Ora tirano dalla strada, dal cam- Adesso non c’è più niente da fare:
panile e dalle case più lontane. allora Di Nanni afferra le sbarre
Gli sono addosso, non gli lasciano della ringhiera e con uno sforzo di-
scampo. Di Nanni toglie di tasca sperato si leva in piedi aspettando
l’ultima cartuccia, la innesta nel la raffica. Gli spari invece cessano
caricatore e arma il carrello. Il sul tetto, nella strada, dalle fine-
modo migliore di finirla sarebbe di stre delle case, si vedono apparire
appoggiare la canna del mitra sotto uno alla volta, fascisti e tedeschi.
il mento, tirando il grilletto poi con Guardano il gappista che li aveva
il pollice. Forse a Di Nanni sembra decimati e messi in fuga. Incerti
una cosa ridicola; da ufficiale di e sconcertati, guardano il ragazzo
carriera. E mentre attorno con- coperto di sangue che li ha battuti.
tinuano a sparare, si rovescia di E non sparano.
nuovo sul ventre, punta il mitra È in quell’attimo che Di Nanni si
al campanile e attende, al riparo appoggia in avanti, premendo il
dei colpi. Quando viene il momento ventre alla ringhiera e saluta col
mira con cura, come fosse a una pugno alzato. Poi si getta di schian-
gara di tiro. L’ultimo fascista cade to con le braccia aperte, nella stra-
fulminato col colpo. da stretta, piena di silenzio.

Crediti:
I tre interventi in questa pagina appartengono, nell’ordine, a:
Pietro Secchia (Botte), da l’Unità del 27 aprile 1945;
Da La Traversata, di Paolo Murialdi, il Mulino, Bologna, 2001.
Colonna partigiana nei giorni della Liberazione Da Senza tregua, di Giovanni Pesce. Feltrinelli, 1967. Pag. 144-145.

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