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SABATO 31 GENNAIO 2004

LA REPUBBLICA 37

DIARIO
di

25 ANNI FA KHOMEINI PRENDEVA IL POTERE


Era il primo febbraio del 1979 due settimane prima lo sci Reza Pahlavi fu costretto a lasciare lIran destinazione Stati Uniti La rivoluzione islamica aveva vinto. Molte cose da allora cambiarono nel mondo e la politica si sarebbe mescolata con il fondamentalismo
Teheran, una donna davanti a un manifesto dellayatollah Khomeini

uando aveva deciso dinterrompere i suoi studi in Europa e tornare in patria per partecipare alla Rivoluzione, aveva da poco superato i trenta. Nella sua memoria lIran era ancora il paese dei monti imperiosi, delle pianure interminabili e dei suoi avi gentili e ospitali. Neppure la forzata occidentalizzazione di questo antico paese, voluta e realizzata dai Pahlavi nel corso dei 50 anni del loro regno aveva cancellato i profondi segni del passato. Pensava, basta uscire da Teheran verso il sud e attraversare i ponti di Isfahan, oppure vagare per i quartieri di memoria zarathustriana di Yazd, o recarsi nellantica Ecbatana, a Hamadan, per ritrovare ancora i luoghi e i volti di un Iran impermeabile ai mutamenti del tempo. Era convinta che neppure i mullah sciiti, di cui lei e i suoi compagni si erano fidati, sarebbero riusciti a cambiare lanima del suo Iran. Come non era riuscito lo sci. Simin era una giovane iraniana amata e stimata dai suoi amici quando studiava allestero. Si definiva con ironia unanima ibrida, ma non occidentalizzata. Come lei, migliaia di altri giovani iraniani, studenti, oppure esuli, avevano creduto a quellayatollah avaro di sorrisi, perennemente accigliato, decisamente severo, che si comportava come un padre giusto, agli antipodi del frivolo e inaffidabile Mohammad Reza Pahlavi, il monarca detestato. Simin non era una militante islamista, ma non amava lo sci, il suo regime, la sua polizia politica Savak, i fasti della sua Corte rata. Il bazar per lei era un luogo e i corrotti che laffollavano. Diallegro, vivo, paradossalmente il ceva che, se lei era ibrida, lo sci pi anticonformista dei mercati. era senza identit e senza diPer raggiungere il bazar il taxi dognit. veva per superare una infinit Cos si era riunita alla massa dingorghi e il caos di una citt degli studenti e degli esuli iraniaormai incustodita e anarchica. ni che erano tornati poco prima Sulla piazza Azadi ci erano andi quel primo febbraio cora i grandi striscioni del 1979, quando arche davano il benveriv allaeroporto di LIRAN nuto allAyatollah Khomeini e gruppi di Mehrabad, lui, layatollah Khomeini, di DEL PASSATO persone facevano sosta intorno ai venditonuovo senza sorriso. ri ambulanti di bibite e Quella mattina Si- E QUELLO min aveva preso un DEL FUTURO di sigarette di contrabbando. Due giorni pritaxi collettivo per rema, il primo febbraio, carsi al bazar di Tehein questa piazza Khomeini aveva ran: era la prima volta da quando fatto il suo primo bagno di folla era tornata che aveva sentito il dopo il suo ritorno da Parigi e a bisogno di tornare ai vecchi luoSimin sembrava che Teheran, la ghi della propria infanzia e il bacapitale corrotta, opulenta e per zar era una met a lungo desidecerti aspetti misteriosa e inquietante dello sci si era di colpo trasformata in una citt sconosciuta, indecifrabile. Avvicinandosi continuamente ai bordi della strada per far sa-

AYATOLLAH
Sotto il segno del khomeinismo
BIJAN ZARMANDILI RYSZARD KAPUSCINSKI

KHOMEINI governa il paese. Khomeini sta sempre a Qom, non va mai nella capitale o in altri posti, non visita luoghi n incontra persone. Prima abitava con la moglie e i cinque figli in una casupola lungo unangusta stradina sterrata, percorsa al centro da un canale di scolo. Ora si trasferito poco lontano, nella casa della figlia; si mostra, dal balcone prospiciente la strada, alla gente venuta a vederlo. Khomeini conduce una vita ascetica: si nutre di riso, yogurt e frutta, abitando in una sola stanza spoglia e senza mobili, eccetto un giaciglio sul pavimento e una pila di libri. qui che, seduto su una coperta stesa per terra, la schiena appoggiata alla parete, riceve gli ospiti, delegazioni ufficiali straniere comprese. Parla senza gesticolare. Siede rigido, senza un movimento della testa o del corpo. Solo gli occhi sono costantemente in movimento. Parla con voce piatta e monotona, dal ritmo lento e regolare: una voce potente ma priva di note alte, aliena da ogni brillantezza e splendore.

AYATOLLAH.

donne della borghesia nostalgica dellancien rgime, aveva coperto i capelli con un foulard marrone e per tutto il tempo aveva cercato di non accendere la sigaretta. Durante il lungo percorso fino al bazar, Simin aveva assistito alle diverse conversazioni che si tengono abitualmente a bordo dei taxi collettivi. Qualcuno aveva raccontava la propria gioia per il ritorno dell Aga, il termine affettuoso e rispettoso con cui gli iraniani hanno chiamato Khomeini. Qualcun altro aveva sfogato la sua rabbia per le angherie subite durante il regime dello sci. Molti invece erano rimasti in silenzio, increduli e quasi impacciati, come del resto la stessa Simin, che quando scesa dal taxi allingresso del bazar degli orafi, rimasta sorpresa per le luci spente nelle botteghe e per il vuoto che dominava i vicoli stretti dellantico mercato. Ha avuto la tentazione di salire su un altro taxi e tornare immediatamente indietro. Era delusa. Raccontando la sua breve giornata di quel inizio febbraio di venticinque anni fa, con la capitale iraniana sconvolta dalla rivoluzione e proiettata in un futuro ignoto, Simin ha detto: Per diversi anni dopo larrivo di Khomeini abbiamo vissuto in una schizofrenia. Il passato e il presente si scindevano progressivamente, lasciando una vasta zona grigia. Poi ci sono stati gli otto anni della guerra con lIraq e siamo diventati pi poveri e ancora meno liberi. Finita la guerra, ci eravamo ormai abituati ai nostri mullah, fino allarrivo di Khatami, luomo dal sorriso lire o scendere i suoi clienti, il radioso e dallanima poetica, ma a quel punto avevo ormai deciso conducente del taxi collettivo di uscire, di spatriare, anche se accompagnava la voce di Gugush, la diva della musica leggera detestavo lenfasi con cui si avvolgono spesso gli esuli. persiana ai tempi dello sci, ripeSimin si avvicina ora ai suoi tendo le sue ultime note diffuse sessantanni e guarda ormai con dalla radio. Fuori, dagli gli altogli occhi disincantati il suo lontaparlanti sistemati allingresso no paese, lIran. Lo ha delle botteghe, i lasciato non definitimuezzin cantavano i vamente, ma dice di melodici versetti del DAI FASTI DI sentirsi straniera in Corano con lungi lamenti e preparavano CORTE DELLO patria. E lo anche fuori. Vorresti che lIlIran a un lento camran tornasse indietro mino verso la teocra- SCI REZA AL zia, nelle visceri delle NUOVO ISLAM di 25 anni, che ci fosse ancora lo sci? No sue tradizioni religiodavvero, risponde e se pi antiche. nel suo sguardo c la stessa luce Eppure quella mattina, menche si accese negli occhi di Shirin tre Simin si avvicinava ai quarEbadi, quando, accennando un tieri periferici di Teheran, presiinchino, ricevette il Nobel per la diati dagli uomini con la barba pace. incolta e il mitra a spalla, non si sentiva a proprio agio. Avvertiva la tensione in giro, non la vitalit rivoluzionaria, venti della libert. Per non essere disturbato e scambiata per una taghuti, come gli islamisti definivano le

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LE TAPPE PRINCIPALI

LO SCI 1963-1975 Nel 1963 lo Sci d il via a un piano di modernizzazione, ma le tensioni sociali sfociano in sommosse duramente represse

LA RIVOLUZIONE 1978-1979 L8 settembre 1978 lesercito spara sulla folla che si ribella allo Sci. Lo Sci costretto a fuggire allestero

KHOMEINI RIENTRA 1979 Dopo un lungo esilio, prima in Iraq e poi a Parigi, Khomeini il primo febbraio rientra in Iran. Nasce la repubblica islamica

LA CRONACA DI QUEI GIORNI VISSUTA E RACCONTATA DA UN TESTIMONE

NELLE STRADE DI TEHERAN CON LA FURIA DI UN POPOLO


BERNARDO VALLI
(segue dalla prima pagina)

I LIBRI
RENZO GUOLO Il fondamentalismo islamico, Laterza, 2002 FARIAN SABAHI Storia dellIran, Bruno Mondadori 2003 B.M. SCARCIA AMORETTI Sciiti nel mondo, Jouvence 1994 YOUSSEF CHOUEIRI Il fondamentalismo islamico: origini storiche e basi sociali, il Mulino 1993 GILLES KEPEL Jihad ascesa e declino. Storia del fondamentalismo islamico, Carocci 2001 SABRINA MERVIN LIslam, Bruno Mondadori 2001 RYSZARD KAPUSCIN SKI Shah-inShah, Feltrinelli 2001 MICHEL FOUCAULT Taccuino persiano, Guerini e Associati 1998 ROBERT BYRON La via per lOxiana (1937), Adelphi 1993 FILIPPO BERTOTTI I minareti e il cielo. Racconti persiani del Novecento, Sellerio 1989

ggi sorrido, ma a un quarto di secolo di distanza, se penso a quei giorni, giungo per lennesima volta alla conclusione che chi si trova al centro di un evento di vaste dimensioni, in cui si agitano numerose forze, (la partecipazione popolare era enorme, e raggiunse lapice in quelle due settimane), stenta a capire in che direzione va la corrente, non identifica subito coloro che prevarranno, e anche se afferra tutto questo, raramente in grado di vedere come le parole, gli slogan, si tradurranno in fatti. Il cronista assomiglia sempre un po al Fabrizio stendhaliano, che alla battaglia di Waterloo vede soltanto la vivandiera e il sedere dei cavalli, mentre la storia europea passa da Napoleone alla restaurazione del vecchio ordine. LIran in preda alla rivoluzione era un labirinto in cui ci muovevamo con candida sicurezza, senza neppure accorgerci che avevamo gli occhi bendati. La mattina del 16 gennaio molti di noi andarono allareoporto di Teheran, da dove lo sci sarebbe partito. Attraversando la citt sentimmo che era sul punto di esplodere. Cerano i soliti carri armati agli incroci, e in alcuni quartieri non mancavano pattuglie di soldati con lelmetto e le armi puntate contro il vuoto. Non sapevamo come si sarebbe comportato lesercito: il quinto del mondo, il pi forte del Golfo Persico: 410 mila uomini, assistiti da migliaia di consiglieri americani (si diceva 40 mila). Sarebbe rimasto fedele alla monarchia, anche dopo la partenza dello sci? Come avrebbe reagito la superpotenza, che gi una volta aveva riportato sul trono (nel 1953, con un colpo di Stato organizzato dalla Cia) il sovrano spodestato da una rivolta nazionalista? I militari avrebbero eseguito gli ordini di Chapour Bakhtiar, il rispettabile, e un po guascone, irruento primo ministro, che parlava allimprovviso di valori della rivoluzione francese e di diritti delluomo, mentre si seppellivano i morti della repressione, compiuta nel nome della dittatura imperiale ? Tante erano le drammatiche incognite che i ciambellani fingevano di ignorare. Con affannato zelo, gli uomini di corte, non solo cortigiani ma anche sinceramente fedeli al sovrano, cercavano di far passare la fuga dello sci come una partenza demergenza (Reza Pahlevi era anche gravemente malato) e non come la fine della monarchia, quale era in realt. Il servizio del cerimoniale aveva persino distribuito inviti ai giornalisti ritenuti amici. Ma davanti allareoporto si era radunata una folla urlante, armata di telecamere e apparecchi fotografici, che cercava di sfondare lo sbarramento della guardia imperiale per riprendere le ultime immagini del sovrano. Se fai questo mestiere, non puoi mancare la conclusione tragica di un potere, come del resto il suo trionfo, perch un fatto di cronaca destinato a diventare, lo puoi giurare, un capitolo o un paragrafo di storia. Un reporter francese si sdrai sullasfalto per impedire il passaggio dellautobus carico di colleghi previlegiati. O tutti o nessuno, gridava. Cosi nessuno di noi riusci a assistere al rarissimo spettacolo di un monarca che abbandonava per sempre il suo regno. Nel pomeriggio, Karim entr nella mia camera, al Park Hotel, senza bussare. Non era mai capitato. Karim era un interprete educato. Persino timido. Quel giorno irruppe nella stanza e mi annunci

eccitato che in citt si decapitavano le statue dello sci e si bruciavano le banconote con la sua effige. Cosi lo seguii per le strade di Teheran, non allontanandomi troppo da lui per consentirgli di spiegare ai malintenzionati che ero un buon occidentale, uno straniero amico. Non ce ne fu comunque mai bisogno. La folla era troppo presa dalla furia iconoclasta per badare a una faccia sconosciuta. Cinque anni prima in quelle stesse strade ero stato testimone del trionfo dello sci. Era in occasione delle Olimpiadi asiatiche, organizzate come un evento non soltanto sportivo, perch avvenivano nel momento in cui, grazie allaumento del prezzo del petrolio, lIran imperiale disponeva di enormi risorse finanziarie che consentivano grandi innovazioni, in tutti i campi. Teheran era la meta obbligata di legioni di uomini daffari occidentali, incolonnati come questuanti davanti ai ministeri, ansiosi di proporre prodotti e progetti. Non mi pass neppure per la testa lidea che quel successo potesse condurre a un disastro. A ritorcesi contro lo sci fu leccessiva modernizzazione, compresa quella culturale. La precipitosa industrializzazione, pagata con i proventi petroliferi, non

dette i frutti sperati. LIran non era competitivo sul piano internazionale e allinterno i consumi non erano sufficienti per mantenere le attivit appena create. Si accentu il declino dellagricoltura, ferita da una riforma che, per volont dello sci, aveva trasformato mezzadri e fittavoli in tanti proprietari troppo piccoli per sopravvivere. Cosi il distacco tra le citt, gonfiate da popolazioni inurbate in gran fretta, e la societ rurale era aumentato, ed era cresciuto in modo vertiginoso quello tra le classi beneficiate dalla pioggia petrolifera e quelle escluse, abbandonate a se stesse. Le campagne in favore dellemancipazione femminile e dellalfabetizzazione fecero emergere strati sociali subito assetati di libert adeguate al loro nuovo status. Ma un apparato poliziesco severo, e spesso spietato, reprimeva quegli slanci suscitati dalle riforme. La monarchia non fu capace di gestire la modernizzazione (loccidentalizzazione) che essa stessa aveva voluto. Non fu capace di rinunciare a un rigido autoritarismo che comprimeva la societ civile in espansione. Tanti studi, tanti libri, spiegano oggi la rivoluzione iraniana. Ma allora, noi del Park Hotel, eravamo (spesso incosciamente) prigionieri

di stravaganti analogie storiche. Chi aveva in testa la rivoluzione dOttobre adeguava ad essa le immagini che aveva sotto gli occhi. Altri si spingevano pi in l nel tempo. Il 1789 attirava come un vaso di miele. Anche la rivoluzione iraniana era stata preceduta, come quella francese, da una serie di crisi tra la monarchia e consistenti gruppi sociali. E quest ultimi avevano finito con lo scalzare la monarchia, dando il via a radicalismi di varia intensit, fino a culminare nel nel Terrore. In sostanza eravamo prigionieri della nostra storia. Pensavamo che essa

si sarebbe ripetuta in Oriente, nel cuore dellIslam. Non ci accorgemmo che il Paese, violentato da una modernizzazione forzata, si era rifugiato nella tradizione, nella religione, della quale accettava senza saperlo una rigida, a tratti cupa, interpretazione. Ci fece vedere pi chiaro larrivo di Ruhollah Khomeini, alle nove del mattino, il 1 febbraio, dopo due settimane di travolgenti manifestazioni, e di passivit ormai com-

MICHEL FOUCAULT

QUALI EFFETTI PRODUSSE ALLESTERNO DEL PAESE

Nessun capo di Stato, nessun leader politico, come Khomeini il punto dincontro di una volont collettiva
Taccuino persiano (1978-1979)

LA RIVOLUZIONE SCIITA E LA VIA DEI FONDAMENTALISMI


RENZO GUOLO
ebbraio 1979. Lutopia dello stato islamico contemporaneo non si realizza nel mondo sunnita, percorso da movimenti che da almeno mezzo secolo lottano per realizzare quellobiettivo, ma nellIran sciita. Ancora una volta, come gi accaduto nel secolo breve, una rivoluzione avviene nel luogo sbagliato. E, soprattutto, contrariamente a quanto appare a prima vista, si tratta di una rivoluzione contro la tradizione e non di una rivoluzione tradizionalista. Anche perch il clero tradizionalista, in nome dellestraneit al politico derivata dalla loro credenza religiosa nellimamato, sembrava contrario ad un simile sviluppo. La rivoluzione dei mollah sconvolger anche la gerarchia religiosa: non conter pi il sape-

JEAN BAUDRILLARD

Noi conserviamo il potere di distruggere layatollah, ma lui simbolicamente che ha vinto ed una potenza superiore alle armi
La trasparenza del male (1990)

re teologico ,ma la capacit politica. La figura del Velayat e-faqih, il governo del Dotto, impersonata da un Khomeyni semidivinizzato, diventer dominante. Proprio a causa del suo carattere sciita, la rivoluzione iraniana non riuscir, per, a diventare egemone nel mondo musulmano. Il suo eco sar enorme ma pi in chiave terzomondista e antimperialista, che islamica. La rivolta dei mostazafin, dei diseredati, contro gli oppressori della terra, mostrer ai movimenti islamisti sunniti che lAmerica Orchessa del mondo pu essere battuta. Ma la stretta identificazione dello sciismo con lIran limiter linfluenza della rivoluzione, impedendole di estendersi oltre il cerchio delle comunit sciite del Libano, dellIraq e degli stati del

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GUERRA 1980-1988 Nel 1980 Saddam Hussein dichiara guerra allIran. La guerra durer otto anni. Finir nel 1988 senza alcun sostanziale cambiamento

MORTE DI KHOMEINI 1989 Khomeini muore il 3 giugno per un attacco cardiaco. Gli succede come supremo leader religioso Ali Khamenei

KHATAMI PRESIDENTE 1997 A partire dal 1997 il presidente della Repubblica Khatami ha avviato in Iran un contrastato processo di liberalizzazione

PARLA IL TEOLOGO MAJID MOHAMMADI

COS HO CONOSCIUTO IL MONDO DEI MULLAH


VANNA VANNUCCINI
he cosa attrasse, venticinideologia rivoluzionaria capace di que anni fa, tanti giovani irafondere politica, religione e giustiniani verso lImam Khomeizia sociale. Per Shariati il mondo ni? Ancora ci difficile spiegarlo. musulmano si sarebbe salvato atVisto dal di fuori, il mondo dei traverso una comune espressione mullah ci sembra daltri tempi e politica. Questo dette a noi giovaper ci intriga il fatto che si dimoni, al posto dellideologia marxista stri incredibilmente capace di agiallora dominante, una voce di rire, in epoca moderna. Majid bellione eminentemente iraniaMohammadi, teologo, e autore di na. importanti saggi sul tema centrale Prima della rivoluzione iraniadellIslam di oggi, era uno di questi na, ci eravamo disabituati a congiovani. Aveva 19 anni e studiava siderare la religione un elemento ingegneria allUniversit di Shiprincipale delle societ contemraz, allepoca una dipendenza delporanee. Lei che cosa si aspettava la Michigan University, quando di trovare a Qom? insieme a due amici, tra i quali Mi aspettavo lutopia. Vivere Mohsen Kadivar, oggi anchegli accanto a persone innocenti, spestimato teologo, lasci gli studi rimentare una vita spirituale. Il godingegneria per le volte dorate verno dei filosofi. La ricerca di delle madraseh di Qom. Quando unutopia islamica, la caccia al Palo incontrammo per la prima volta radiso, un processo che comina Teheran, sette anni fa, Mohamci con la morte del Profeta ed madi era sulla lista nera dei consempre proseguito, nelle moschee servatori e non aveva mai potuto del Cairo come nelle madreseh di uscire dallIran. Come Xavier De Qom e di Najaf. Come i miei amici, Maistre due secoli prima, si eserciero cresciuto in una famiglia mutava in viaggi autour de sa chamsulmana. Le miei radici erano in bre, e li riteneva sufficienti a capiquellambiente. Pensammo che re il mondo. Ho lIslam fosse la cambiato me In quel momento, per le strade, strada pi giusta stesso attraverlaspettavano almeno tre milioni di e pi breve per i so le idee assorpersone. nostri ideali di bite dai libri mi I fedeli lo travolsero quando era rivoluzione e di disse. Nel 2000 ancora allareoporto. I mullah, i giustizia. CreBijan Zarmandili fu invitato a un chierici che lo proteggevano, scioldemmo di tro stato esule iraniano. convegno di stusero i turbanti e li usarono come se vare tutte le soG i o r n a l i s t a ,h as c r i t t o diosi, in Svizzedovessero scacciare mugoli di moluzioni nei testi v a r il i b r is u l ra, e da allora sche. Tutti arretrarono rispettosi, e sacri. E la vita dei suo paese. non ha pi si accovacciarono per terra: religiomullah cintriRyszard Kapuscinski, smesso di viagsi e laici, uomini politici e gendargava. Lo sci g i o r n a l i s t aes c r i t t o r e . giare: un momi, rabbini e vescovi armeni venuaveva aumentaDal suo libro do meraviglioso ti a rendergli omaggio. Lui se ne to le distanze fra Shah-In-Shah,e d i t o per imparare and senza degnarli di uno sguarla popolazione e da Feltrinelli, abbiamo riconosce. Ma do. E raggiunse il Paradiso di Zora, il clero, non cet r a t t oi lS i l l a b a r i o . nel campus dellimmenso cimitero in fondo al lunrano pi contatMajiid Mohammadi luniversit delgo e a tratti ripido crinale su cui si ti. Sotto la pres un teologo iraniano. lo Stato di New stende la metropoli. E l, tra le tomsione governatirisma quel KhoRenzo Guolo, studioso York, dove insebe dei martiri, disse: Adesso spetva, i mullah avemeini. Ma in che di fondamentalismi. gna, ha ricreato misura avrebbe ta a me nominare il governo dellIvano lasciato le Insegna latmosfera del ran. citt e i villaggi e pesato sulla vita aT r i e s t e . voyage autour Cos vidi partire Reza Pahlevi, si erano chiusi del Paese? Osde ma chamservandolo mentre scendeva dal cos vidi Khomeini prendere il ponelle madreseh. bre. tere, nei quindici giorni decisivi di A noi sembravaplice delle forze armate. Per noi riJumbo che laveva portato da PariLa religione una rivoluzione che ha influenzano dei santi, anitornava in patria, dopo sedici anni gi a Teheran, in bilico sulla scaletta, in quel momento fu per noi un fatdi esilio, un prestigioso capo munellampia veste scura mossa dal to, in vario modo, le sorti del monme innocenti che vivevano nelluto rivoluzionario e una fonte dido. E il cui influsso si avverte ancotopia. sulmano sciita, che, senza disporre vento, con la barba bianca che indentit ci spiega. Una ripresa di ra, nei movimenti fondamentalisti E che cosa scopr? di un solo fucile, era riuscito a mocorniciava lo sguardo affilato, apcoscienza islamica era cominciata bilitare un antico Paese come la puntito, che ti trapassava senza veislamici. Allora, il clima politico Intanto era difficile non avere gi dagli anni sessanta, grazie socambi molto presto. Le forze lainessuna finestra aperta sul mondo Persia e a cacciare il sovrano autoderti, pensai per associazione a un prattutto allinfluenza di Ali Shache, liberali, moderate, di sinistra, moderno: un cinema, un teatro. ritario, modernizzatore e laico. Un uccello predatore: a uno di quegli riati. Figlio di un ayatollah antimonarca che si richiamava a Ciro il uccelli che si vedono volteggiare, che avevamo conosciute nei mesi Allora tutto quello che era moderconvenzionale, ammiratore di della rivolta, e la cui presenza ci no i giornali, la radio, perfino gli Grande, ossia allepoca preislamilugubri ma non privi di eleganza, Sartre e di Franz Fanon, Shariati, aveva tratto in inganno, furono altoparlanti erano per i mullah ca, e che pensava di essere sotto la nel cielo dellElburz, la solenne cache aveva studiato a Parigi, aveva tutela della superpotenza americatena di montagne a Nord di Tehespazzate via. E cominci la represla voce di Satana. Oggi a Qom le colidea di ricostituire lIslam come sione che santificava lIran. se sono molto cambiate, si studia na. Un uomo dunque di grande caran, verso il Mar Caspio. linglese, c Internet. Noi non avevamo altro che il cerchio degli studenti. Io avevo uno straordinario TAHAR BEN JELLOUN insegnante di logica aristotelica e di arabo, un afgano, un poeta. Che mi insegn la sharia e gli ossul, che sono i principi fondamentali da estrarre dai testi per dare nuove risposte a nuove situazioni. Lo sciismo una religione in continuo stato di reinterpretazione, o ejtehad. Questo in teoria dovrebbe rendere impensabile qualsiasi forIn questa pagina miniature ma di assolutismo religioso. Il dal Libro dei Re principio del governo supremo del LIslam spiegato ai nostri figli giurista, stabilito dallImam Kho(2001) Golfo. Avanguardia autoproclamata dellislamipolitico. Attraverso le comunit sciite esterne e meini, fu quasi un rovesciamento smo, lIran sar costretto dalla sua stessa specifiluso politico del terrorismo, lIran cercher di della tradizione. Molti mullah sciicit religiosa, e dalla percezione comune a molti contenere il nazionalismo arabo, destabilizzare i ti sono ancora convinti di non aveBERNARD LEWIS stati, che lo identificano come espressione del nagoverni mediorientali, contendere ai sauditi la re n lautorit n il diritto di imzionalismo persiano, a chiudere dentro i confini supremazia nel mondo della Mezzaluna. Attramischiarsi nella politica, che per definizione corrotta e illegittima del ghetto sciita lespansione della rivoluzione. verso Hezbollah, lIran trasformer il Libano in Il sunnismo gli sbarrer la strada del vasto mondo campo di battaglia contro lOccidente: America e dalla scomparsa del Dodicesimo del radicalismo. Di fronte alla minaccia persiaIsraele in primo luogo. Ma i gruppi sunniti, con Imam (nel 941). Khomeini fu na e sciita lArabia Saudita svilupper una politileccezione della sincretica Jihad islamica palestiuneccezione ma oggi molti negaca di sostegno ai movimenti islamisti sunniti. Nelnese, teorica dellunit panislamica, continueno a Khamenei il titolo di Supremo lillusione di garantire la propria stabilit interna ranno a identificarsi nelle teorie di ideologi come giurista perch non credono nel suo carisma. Per loro, il titolo che proiettando allesterno linstabilit. Wahabiti e legiziano Qutb e il pakistano Mawdudi anzich Fratelli Musulmani prima, gruppi jihadisti poi, dello sciita iraniano Khomeyni. Ancora una volta, gli spetta soltanto Leader della tutti ostili alleresia sciita, occuperanno, in funnella storia dellislam, la fazione di Al rester miRivoluzione. E Khamenei si vendicato sugli intellettuali religiosi e zione antiraniana, lo spazio simbolico dellislam noritaria. LEuropa e lIslam sui mullah di grande autorevolez(1990) za come layatollah Montazeri.

I FILM
CLOSE UP A Teheran un poveraccio si fa passare per il celebre regista Makhmalbaf allo scopo di farsi finanziare un film da una ricca famiglia Scoperto viene portato davanti al tribunale islamico. Di Abbas Kiarostami (1990) IL PALLONCINO BIANCO Piccola storia di una bambina cocciuta che vuole il suo pesciolino augurale durante il Capodanno iraniano (21 marzo). Di Jafar Panahi LA MELA A Teheran alcune donne denunciano il vicino di casa che tiene segregate le figlie. Grazie ad una assistente sociale le ragazzine cominceranno a scoprire il mondo Di Samira Makhmalbaf PANE E FIORE Ai provini del film di Makhmalbaf si presenta lex guardia dello Sci che il regista, adolescente rivoluzionario aveva accoltellato. Invece di dargli una parte gli viene proposto di raccontare lepisodio con due attori. Di Mohsen Makhmalbaf (1996)

Gli autori

Perch la teocrazia di Teheran restata un fenomeno isolato nel mondo islamico

LIslam non una religione disinteressata. Fa politica. questo che permetter a Khomeini di dire che lIslam o politica o non

Quello ispirato da Khomeini e dai mullah stato il pi efficace dei movimenti islamici nel mobilitare il popolo

Fondatore Eugenio Scalfari

Direttore Ezio Mauro 8,10)

9 770390 107009

ALVOHXEBbahaajA CIDEDPDRDF
40131

Anno 29 - Numero 26

1,20 in Italia (con CD BAROCCA

sabato 31 gennaio 2004


1,40); Regno Unito Lst. 1,30; Rep. Ceca Kc 56; Slovenia Sit. 280; Spagna 1,20 (Canarie 1,40); Svezia Kr. 15; Svizzera Fr. 2,80; Svizzera Tic. Fr. 2,5 (con il Venerd Fr. 2,80); Ungheria Ft. 350; U.S.A $ 1. Concessionaria di pubblicit: A. MANZONI & C. Milano - via Nervesa 21, tel. 02/574941

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Due persone su tre bocciano la politica economica del governo. Palazzo Chigi sul crac di Tanzi: Meno male che c leuro

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Cetimediarischiopovert
Allarme dellEurispes, Berlusconi: non possiamo fermare i prezzi
Castelli: niente immunit per i politici

Ayatollah venticinque anni nel segno di Khomeini


BERNARDO VALLI
CCADDE venticinque anni fa. Reza Pahlevi, lo sci, and in esilio il 16 gennaio 1979, abbandonando Teheran allinsurrezione, che trionf quindici giorni dopo, il 1 febbraio, con larrivo dellayatollah Khomeini. In quelle due settimane si precis una delle pi importanti rivoluzioni del XX secolo. Una rivoluzione insolita, anzi inedita, della quale non fu subito chiara la singolarit. Una rivoluzione vera, autentica, il cui forte influsso nelluniverso musulmano ancora oggi evidente, sotto varie forme, anche se il fenomeno originario ha perduto vigore. Una rivoluzione non come le altre. Unica nel suo genere, perch non voleva creare un futuro diverso, ma era tesa verso il passato: un passato remoto, remotissimo, poich il suo programma era un ritorno al settimo secolo dopo Cristo, allepoca in cui fu scritto il Corano. Una rivoluzione a ritroso. Tra noi cronisti, accampati al Park Hotel, prevaleva la tesi classica, secondo la quale tutti i fenomeni normalmente definiti rivoluzionari seguivano la tradizione, lideologia e, in generale, il linguaggio delle rivoluzioni avvenute in Occidente dal 1789 in poi. Quindi anche quello che descrivevamo ogni giorno, dallestate precedente, quando erano cominciate le grandi manifestazioni, e le puntuali repressioni, doveva essere osservato come un movimento innovatore: una rivolta popolare destinata a distruggere il sistema monarchico esistente, e ispirata da un ineluttabile desiderio di progresso. Mancavano dieci anni al crollo del Muro di Berlino, e allimplosione, al fallimento dellimpero comunista, e non pochi tra i giornalisti del Park Hotel scrivevano la cronaca del presente attraverso il prisma del passato: Teheran ammantata di neve era Pietroburgo, lo sci era lo zar in fuga, e Khomeini era Lenin in arrivo sul tappeto volante. SEGUE A PAGINA 38 GUOLO, KAPUSCINSKI VANNUCCINI e ZARMANDILI ALLE PAGINE 37, 38 e 39

Scandalo Tanzi scontro tra i pm di Milano e Parma

Lattacco di Fini e Udc: Si fa poco per leconomia, serve una nuova politica per difendere il potere dacquisto
ROMA Cresce lesercito dei quasi poveri. E lallarme che lancia lEurispes con la sua ultima rilevazione: le famiglie italiane dice lo studio a rischio serio di povert sono due milioni e quattrocentomila. Lo conferma, nel biennio 2001-2003, la perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni che stata pari al 19,8% per gli impiegati, al 16,1% per gli operai, al 15,4% per i dirigenti e al 13,3% per i quadri. Diminuiscono coloro che riescono a risparmiare qualcosa o abbastanza. Due italiani sui tre intervistati boccia completamente o parzialmente la politica economica del governo. Intanto da Berlusconi vengono toni diversi sulleuro, senza il quale dice il premier con il crac Parmalat i problemi sarebbero stati ben pi gravi. Quindi Berlusconi si difende sui prezzi: Il governo non pu intervenire, lunico controllo dellacquirente, della massaia che deve dedicare pi tempo alla spesa. Ma dal vicepremier Fini e da Follini arriva un messaggio a Tremonti: si fa ancora troppo poco per leconomia, serve una nuova politica per difendere il potere dacquisto. CONTE, GRION e PETRINI ALLE PAGINE 2 e 3

DOSSIER

Rapporto Ubs sulle buste paga: il potere dacquisto tra i pi bassi dEuropa

Gli stipendi italiani i pi leggeri della Ue


LUCIO CILLIS A PAGINA 4

Lomaggio del presidente della Camera ai caduti: stato difficile decidere di prolungare la missione

LA VIRATA DEL CAVALIERE


MASSIMO GIANNINI
ARMALAT un caso isolato, che nessuno poteva prevedere, dice Silvio Berlusconi. Parmalat la Enron italiana, una crisi finanziaria e di sistema, colpa di chi doveva controllare e non lha fatto, sostiene Giulio Tremonti. In queste due affermazioni c un evidente corto circuito. Perch il presidente del Consiglio, che dalla vittoria del 2001 ha promosso il suo superministro del Tesoro come mago dei numeri, ora gli d cos platealmente torto sullo scandalo Tanzi? Perch dopo averlo blindato per mesi, al punto da rischiare una crisi di governo con An e Udc, adesso lo sconfessa pubblicamente, e lo invita privatamente a rinviare il suo disegno di legge di riforma della vigilanza sul risparmio? La risposta duplice. Sta in un intervento di Ciampi. E in due telefonate con Fazio. SEGUE A PAGINA 7 SERVIZI ALLE PAGINE 6 e 7

Casini a Nassiriya tra i soldati


Il premier: Non sono andato, la minaccia era grave
Appropriazione indebita e finanziamento illecito i giudici: Ha ingannato il popolo francese

Condannato Jupp lex primo ministro ora ineleggibile Anche Chirac nella bufera
GIAMPIERO MARTINOTTI A PAGINA 17
Il presidente della Camera Casini a Nassiriya ALLE PAGINE 8 e 9

Microsoft offre 250mila dollari per lhacker del virus Mydoom. C lombra della mafia russa

CON REPUBBLICA

Una taglia sulluntore di Internet


Bus, sciopero riuscito a met
dal nostro inviato GIAMPAOLO VISETTI MOSCA I CHIAMA Mydoom, la mia rovina, e sta rovinando davvero sia i colossi dellinformatica che le persone comuni. Colpisce le e-mail, messaggi personali o di lavoro. Dalla riproduzione allinfinito della posta elettronica arriva a bloccare il computer di casa o dellufficio, fino a paralizzare interi sistemi. Per una societ fondata sul pc, un cataclisma. In cinque giorni il virus che viaggia on-line ha fatto pi danni di un terremoto. SEGUE A PAGINA 24

Grande dizionario italiano 2004 il secondo volume


In edicola, a richiesta con Repubblica a soli 12,90 euro in pi

Al largo di Trinidad e Tobago

C stato un tempo felice, o moderatamente felice, in cui il signor Berlusconi si chiamava proprio Berlusconi; o meglio Silvio Berlusconi.

Maltempo ancora blocchi polemica sui camionisti


ALLE PAGINE 10 e 11

Velista italiano ucciso dai pirati ai Caraibi


A PAGINA 25

I grandi romanzi dell800 I tre moschettieri


In edicola, a richiesta con il giornale a 7,90 euro in pi

Rizzoli romanzo

www.rizzoli.rcslibri.it