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MERCOLED 21 GENNAIO 2004

LA REPUBBLICA 43

DIARIO
di

OTTANTANNI FA MORIVA IL LEADER COMUNISTA


Intervista a Martin Amis Alla base degli orrori che il comunismo ha prodotto ci sono le teorie e le azioni del fondatore dello Stato sovietico
Londra ttantanni dopo la sua morte , Vladimir Lenin non stato ancora denunciato abbastanza. Bisognerebbe condannare leninismo e comunismo con la stessa forza con cui abbiamo condannato nazismo e fascismo. E soltanto la sinistra pu farlo. Martin Amis uno scrittore inglese, uno dei grandi romanzieri della sua generazione: non uno storico, n un sovietologo. Ma uno scrittore che con la sinistra e il comunismo ha avuto una stretta parentela: suo padre, Kingsley Amis, fu uno dei pi accesi sostenitori della Russia sovietica in Gran Bretagna, prima di abiurarla; lo storico Robert Conquest, che sollev il velo sulle atrocit dello stalinismo, era un amico di famiglia; lui stesso, Martin Amis, considerato uno dei padri spirituali del New Labour di Tony Blair. Non dunque del tutto sorprendente che lautore di romanzi come Linformazione e Money abbia momentaneamente abbandonato la narrativa per un pamphlet su Josif Stalin: Koba il Terribile, il soprannome del dittatore del Cremlino, uscito anche in Italia da Einaudi. Un libro pervaso dallorrore: per Stalin, per Lenin, per i milioni di morti del comunismo, per unideologia spaventosa, come dice Amis. Fino a che punto spaventosa? Nella prima pagina del libro cito una frase da un vecchio libro di Conquest sulla collettivizzazione forzata, in cui scrive che venti vite umane furono perdute non per ogni parola ma per ogni lettera del suo libro. Quella frase, di tre righe, equivaleva a 3040 morti. Il libro di Conquest era lungo 411 pagine. E come se dentro ci fossero seppellite decine di milioni di persone. Un piccolo esempio dellorrore agghiaciante che dovrebbe provare chi getta lo sguardo nel baratro del comunismo sovietico. Lei parte da Stalin. Lo ritiene unaberrazione di Lenin, una deviazione dal leninismo, o la sua naturale evoluzione? Per me, e per gran parte della storiografia odierna su cui mi sono documentato per questo libro, non possono esserci dubbi: Josif Vissarionovic era la logica continuazione di Vladimir Ilic. Ha ragione Solgenitsyn: se uno guarda bene, nella figura di Lenin intravede gi lo stalinismo, con tutto quello che ha significato. La differenza che Lenin non massacr decine di milioni di bolscevichi, di suoi compatrioti, come ha fatto Stalin: ma pu anche darsi che non ne abbia avuto

PROPAGANDA Lenin effigiato in un tipico manifesto di propaganda sovietica

LENIN
ENRICO FRANCESCHINI
il tempo, la malattia ha interrotto piuttosto presto il suo regno. Ciononostante, fu lui a distruggere la societ civile, a far trucidare barbaramente lo zar e tutta la sua famiglia, a creare uno stato di polizia, a usare la carestia come unarma di repressione e ricatto. Eppure c chi salva il 1917, la rivoluzione dOttobre, come una grande ribellione popolare contro il totalitarismo della Russia zarista. Non mi vengono i lucciconi a sentire la parola rivoluzione. Ci sono due tipi di persone: coloro secondo cui le rivoluzioni portano giustizia sulla terra, e coloro secondo cui instillano amore per la violenza. Io appartengo a questa seconda categoria. E bello, in teoria, pensare che la rivoluzione abbatta la tirannide. Ma il sangue e la violenza generano quasi sempre altro sangue, altra violenza. Se poi parliamo in particolare della rivoluzione del 1917, bisogna ricordare che la Russia dellinizio del secolo non era pi un rigido sistema totalitario, si stava democratizzando, stavano esplodendo il progresso, le riforme sociali, le libert civili, oltre a unincredibile ondata di creativit artistica, senza uguali nel resto del mondo. LOttobre rosso calato su tutto questo come una saracinesca. Lenin non port nulla di buono? Si limit a distruggere. Linnesto del comunismo nella Russia del 1917 stata una tragedia di cui quel paese porta ancora le conseguenze. Ci vorranno anni, decenni, perch la Russia se ne liberi. Nel libro descrive Stalin come un despota allucinato, paranoico, pazzoide. E Lenin? Lenin non era pazzo, sebbene lo scrittore russo Ivan Bunin lo abbia definito un imbecille congenito. Era intelligente, ma di unintelligenza pedante, psicotica, nichilista, che fa venire i brividi. Non aveva alcun senso morale. Per Lenin, il fine giustifica i mezzi, in qualunque circostanza. C qualcosa di folle in un cinismo cos assoluto. Anche il comunismo era amorale, cinico? Il problema del comunismo che, al contrario del nazismo, in teoria sembrava una buona cosa. Conteneva lidea salvifica che la societ pu essere migliorata. Che pu essere creato un Uomo Nuovo. E tutto questo, sulla carta, sembra decisamente meglio dellidea di ogni uomo per s. Ma poi in Russia si visto che cosa ha prodotto questa bella idea: la distruzione delluomo, della famiglia, della societ. Perch il comunismo ha resistito tenacemente anche fuori dalla Russia sovietica, nellOccidente libero e democratico? Per molte ragioni. Perch ha riempito il vuoto lasciato dalla religione in chi non credeva. Perch le classi istruite hanno un impulso istintivo ad adottare le idee pi radicali. Perch la classe media ha trovato nel comunismo unevasione dal senso di colpa per il suo benessere. E perch le masse sono state tenute per decenni alloscuro di che cosera veramente la Russia comunista. Come reagisce di fronte a chi continua a dirsi comunista, quindici anni dopo la caduta del muro di Berlino, oltre dieci anni dopo la fine dellUrss? Le utopie sono resistenti, molto duro rinunciarvi. Quando il mio amico Eric Hobswam si dice comunista io mi dico che Eric non solo il pi grande storico vivente, un anche un uomo eccezionale, uneccezione, non bisogna tenerne conto. Ma davanti ad altri

Il peccato originale
TZVETAN TODOROV

Solo se processer quei crimini con la stessa forza usata per fascismo e nazismo la sinistra potr trovare la sua vera identit

PROPRIO in Russia, nel 1917, nato il primo stato totalitario; e il suo ostetrico si chiama Lenin. Compare qui una delle tesi costanti dello scrittore Vassilij Grossman: non si pu isolare Ezov o Berija, i capi della polizia politica, da Stalin, capo di stato; n separare Stalin da Lenin. questultimo che fissa i grandi tratti del nuovo regime. La prima caratteristica della sua azione di essere interamente sottomessa a uno scopo, quella di prevalere a ogni costo. un machiavellismo spinto allestremo, in cui il fine giustifica tutti i mezzi, e in cui non esiste nessun assoluto. Lenin nella discussione non cercava la verit, cercava la vittoria, scrisse Grossman. Lenin assomigliava a un chirurgo che crede solo al suo bisturi, per arrivare al suo scopo non esita a tagliare nel vivo dei tessuti. Poich la guerra la verit della vita, non c alcuna ragione di astenersi dal praticarla; e la guerra contro il nemico interno si chiama terrore.

LENIN

casi di cecit mi dispero. E molto triste. Cosa risponde a chi dice: non si pu paragonare il nazismo al comunismo? E vero: non si pu. Innanzi tutto perch, come ho notato, sulla carta il comunismo predicava nobili sentimenti. Purtroppo, ha fatto pi vittime del nazismo: se contiamo solo quelle ammazzate da Stalin si arriva a trenta o quaranta milioni, per di pi quasi tutti russi e in maggioranza comunisti. Daltra parte, il comunismo ha avuto una vita molto pi lunga del nazismo: non sappiamo quali massacri avrebbe commesso Hitler, se avesse vinto la seconda guerra mondiale. Le pare che lOccidente abbia fatto i conti con il comunismo, cos come li ha fatti con il nazismo? Assolutamente no. Se la Russia avesse processato il comunismo come la Germania ha processato il nazismo, forse oggi sarebbe gi un paese normale. Ma anche fuori dalla Russia mancato un autentico processo al comunismo. Nel libro se la prende con il silenzio di tanti intellettuali di sinistra. Non solo unesigenza morale di verit, la mia. E che spetta proprio alla sinistra processare il comunismo. Per la destra troppo facile, e comunque non basterebbe. Il comunismo apparir per ci che veramente stato solo dopo che la sinistra lo avr definitivamente condannato e sepolto. Prima non pu accadere. Ma la sinistra europea lo ha condannato, ha preso le distanze, non si dice pi comunista da un pezzo. Credo che debba fare di pi. Credo che debba denunciarlo con lo stesso orrore con cui ha denunciato nazismo e fascismo. E allora, liberata da quel fardello, la sinistra potr mostrare in pieno la sua vera identit. E quale sarebbe? In Gran Bretagna, i critici di Blair dicono che, per vincere, il leader laburista scimmiotta la destra. Non sono daccordo, anche se sono critico su tanti aspetti della politica di Blair. Ma il Labour, la socialdemocrazia, la sinistra europea, hanno unidentit ben precisa: quella di un progresso graduale per tutti, di una difesa ragionata dei pi deboli, di una solidariet umana portata avanti con mezzi di pace e non di guerra, di pari opportunit e pari regole per tutti, poich questa la vera uguaglianza. Essere di sinistra, oggi, ha ancora un significato molto preciso. Ma con il comunismo e con Lenin non centra proprio niente.

Senza Lenin non si capirebbe lo stalinismo. Fu lui a distruggere la societ civile e a far uccidere barbaramente lo zar e la famiglia

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LE TAPPE PRINCIPALI

1870 Vladimir Ilic Ulianov nasce a Simbirsk da Ilija Nikolaevic e Marija Blank. Cresce in una famiglia borghese piuttosto agiata dove entrambi i genitori coltivano interessi intellettuali.

1887 Il fratello Aleksandr Ilic, militante rivoluzionario, viene arrestato e condannato a morte per aver progettato luccisione dello zar. La sorella Anna viene arrestata e poi rilasciata

1897 Lenin, che ha aderito al movimento rivoluzionario, viene condannato al confino in Siberia, dove si sposa con Nadezda Krupskaja. Il confino dura tre anni

LA GRANDE CONTINUIT TRA IL FONDATORE E I SUOI EREDI

LA RELIGIONE POLITICA DAL PARTITO ALLO STATO


MASSIMO L.SALVADORI
l comunismo del XX secolo non ha avuto altro destino se non quello che gli aveva preparato il leninismo. Lenin ha fondato una religione politica che si fatta Stato e forma di societ; che ha dato vita ad una ortodossia la quale ha generato chiese che si sono accusate reciprocamente di eresia e combattute spietatamente; che ha confiscato con i mezzi del terrore la storia presente in nome di una storia futura idilliaca; che, dopo aver promesso il millennio delleguaglianza e la fine di ogni violenza ha eretto un sistema di ferrea diseguaglianza, di permanente violenza politica e sociale dei governanti sui governati, culminata nel Gulag. E tutto questo stato celebrato dalla sinistra di scuola leninista come la nuova scienza della politica e della societ. Non vi stato rovescio, non tragedia, non divario tra promesse e fatti che abbiano scosso la fede dei seguaci di Lenin nella dottrina del Fondatore. E allorch i conti mostravano di non tornare affatto, ecco invocare la parola dordine: ritorno a Lenin. Lo invocarono tutti a varie riprese: Trockij, Zinovev, Kamenev, Bucharin quando sconfitti da Stalin; Chruscev dopo la morte del dittatore; Mao in lotta contro i nuovi zar; Togliatti dopo il 1956; Berlinguer, che ancora nel 1979 protest contro chiunque parlasse di fallimento dellopera di Lenin; Gorbaciov, che pose il proprio progetto di riforma sotto legida del ritorno al leninismo. Mai pregiudizio e illusione furono tanto mal fondati, poich il leninismo era il sistema sovietico, poich il leninismo non era stato strutturalmente in grado di produrre anticorpi rispetto al tipo di potere consolidato da Stalin e protrattosi fino al disfacimento dellUnione Sovietica. Certo, tra i valori del rivoluzionario internazionalista Lenin, il quale, mentre costruiva linflessibile dittatura del partito unico e del suo capo, predicava la democrazia diretta e la fine dello Stato, e quelli dello Stalin divenuto un conservatore nazionalista panrusso e superstatalista vi erano differenze e contrasti. Sennonch - ecco il punto - furono le armi e gli strumenti creati dalluno a rendere onnipotente laltro. Quel che Lenin e Stalin condivisero furono lidea del diritto dei bolscevichi a detenere il monopolio assoluto del potere e a distruggere ogni opposizione, lodio diretto in primo luogo verso i socialdemocratici accusati di tradimento in quanto restavano fedeli ai principi della democrazia borghese, della divisione dei poteri, del pluralismo culturale e denunciavano la dittatura di una lite di partito. Fu Lenin tra il 1902 e il 1904 a teorizzare il comando assoluto dei vertici del partito sulle masse chiamate a obbedire, la superiorit del principio verticistico e burocratico sul principio democratico, linutilit del riformismo. Fu Lenin dopo il febbraio 1917 a dirigere lassalto contro la nascente fragile democrazia russa; e dopo la presa del potere in ottobre a ordinare la chiusura dellAssemblea costituente, la liquidazione di tutti gli altri partiti, la repressione di menscevichi, anarchici, socialrivoluzionari; a costruire gli strumenti del terrore rosso contro vecchie classi, contadini, oppositori di ogni genere; a milita-

LEGAMI

I LIBRI
RICHARD PIPES La Russia sotto il regime bolscevico. 1919-1924, Mondadori 1999 ERNST NOLTE Nazionalsocia lismo e bolscevismo, Sansoni 1988

Lenin e Stalin condivisero lidea del diritto dei bolscevichi a detenere il monopolio assoluto del potere e a distruggere ogni opposizione

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ROBERT CONQUEST Il secolo delle idee assassine, Mondadori 2001 FRANOIS FURET Il passato di unillusione. Lidea comunista nel ventesimo secolo, Rizzoli 1995 HLENE CARRRE DENCAUSS E Lenin. Luomo che ha cambiato la storia del Novecento, Corbaccio 2000 ORLANDO FIGES La tragedia di un popolo. La rivoluzione russa, Corbaccio 1997 ROBERT SERVICE Lenin. Luomo, il leader, il mito. Mondadori 2001 MARCELLO FLORES In terra non c il paradiso. Il racconto del comunismo, Baldini e Castoldi 1998 ALEKSAND R SOLZENICY N Lenin a Zurigo Mondadori 1976

rizzare la classe operaia; a soffocare nel sangue gli insorti di Kronstadt. Quando Lenin mor la sua rivoluzione aveva vinto, ma, appunto, ogni anticorpo alluso sempre pi brutale del potere era distrutto. Nel 1924 la via era aperta a Stalin. Quel che conta, per il giudizio storico, il fatto che fu proprio grazie al sistema creato da Lenin che Stalin pot fare quel che fece. E sotto questo profilo sostanziale che Stalin fu lautentico erede di Lenin.

Ma perch nessuna degenerazione del comunismo al potere fu in grado di scuotere se non nel momento dellultimo crepuscolo e del fallimento fattosi palese la fede nel leninismo dei comunisti non al potere, a partire da quelli di casa nostra? La fede comunista aveva al proprio interno un meccanismo di salvaguardia che vanificava ogni verifica: lincrollabile convinzione che fosse in atto una transizione dal vecchio al nuovo mondo in ba-

se alla quale la bont della struttura socialista avrebbe immancabilmente posto rimedio ad ogni provvisorio errore, ad ogni difetto, ad ogni necessaria violenza. La storia era ormai in marcia e nulla poteva arrestarla. Era sufficiente attendere e attendere. E il leninismo costituiva un bene non negoziabile. Eppure, a ondate successive, tutto era stato visto e previsto circa la vocazione del bolscevismo alla dittatura senza freni dai socialdemocratici antibolscevichi e dai comunisti critici del leninismo (per tacere dei non marxisti): prima dellottobre dal menscevico Martov, dal Trockij non ancora bolscevico; subito dopo lottobre da Kautsky, da Turati, dalla Luxemburg e da Pannekoek. Molti altri nomi potrebbero farsi. Furono derisi e denunciati come nemici, gente che non comprendeva le ragioni del socialismo e i diritti dellavvenire. Ora la parabola si compiuta. Di Lenin rimane il sogno - generato dalla reazione al dispotismo zarista e agli orrori della guerra e rovesciatosi in una catastrofe - di una redenzione millenaristica, di una liberazione finale dellumanit concepita alla luce di un dogmatismo intollerante e violento e costruito con i mattoni di una delle pi grandi tirannidi della storia infine abbattuti dai bulldozer di Berlino.

CARL SCHMITT

PARLA LO STORICO ROJ MEDVEDEV

Lenin consider inevitabile il ricorso alla violenza Solo la guerra rivoluzionaria , per Lenin, la guerra vera perch si fonda sullinimicizia assoluta. Tutto il resto gioco convenzionale
Teoria del partigiano 1963

QUANDO IL LENINISMO ANNEG NELLUTOPIA


GIAMPAOLO VISETTI
Mosca ella dacia di Roj Medvedev, immersa nella neve poco fuori Mosca, alla luce delle sole candele la figura di Vladimir Ilic Uljanov detto Lenin risorge dalla penombra rossastra di centinaia di volumi che foderano le pareti in legno di betulla. Lo storico ex dissidente, 82 anni, getta un ciocco nella stufa e va diretto al 21 gennaio 1924. Torna indietro di ottantanni, al funerale pi stupefacente che la Russia abbia mai celebrato. Lenin stato un grande rivoluzionario dice e un grande intellettuale. La verit che Lenin fece lerrore di morire troppo presto. Gli sono mancati ventanni di vita, il tempo per raffinare la sua dottrina. Il socialismo morto con lui, fallito prima di essere attuato. Cosa salverebbe del pensiero di Lenin? Lidea di una nuova politica economica. Nel 1920 Lenin era un vincitore, ma in un paese in rovina. Concep il progetto di un capitalismo socialista, un modello che potesse coniugare il capitalismo secondo la visione di Marx. Questo sogno di giustizia resta lintuizione politica pi rivoluzionaria partorita nel Novecento. Perch il desiderio di giustizia degener in autoritarismo e violenza? Il leninismo annegato nella sua utopia. Marx e Lenin avevano concepito una ideologia troppo complessa, una societ ideale che prescindeva dalla realt. E lerrore che il capitalismo non ha commesso. Quando si apr lo spazio per applicare il modello, nessuno sapeva come fare. Non cera esperienza, nessuno aveva idea di come passare dal feudalesimo al capitalismo. Stalin cap che ledificio non reggeva: con un inesistente proletariato russo, dopo aver sterminato e deportato i contadini, non gli rimase che la crudelt per restare al potere. Il nuovo potere recupera Lenin, ma pure limpero zarista, il comunismo, la fede nella Chiesa ortodossa: perch questa indistinta idealizzazione del passato? Putin convinto che nella storia russa vadano trovate coerenza e continuit. E la dottrina del regime attuale: non ripudiare nulla, declinare il passato in positivo. Lobbiettivo restituire unidentit al popolo per offrire un giorno anche una vita normale. E poi in Russia un vero sentimento anti-comunista non c. Perch allora il culto di Lenin, o lenorme consenso riscosso da Putin? Per il bisogno di obbedienza. Non si tratta di divinizzazione, ma della consuetudine ad essere fedeli a un potere. La Russia non ha conosciuto la democrazia: passata dalla monarchia allautocrazia e alla dittatura. Pensiamo agli anni in cui Breznev, o Cernienko, o Eltisn, erano ridotti a cadaveri ambulanti: si obbediva, cera ordine. Lautorit resta indiscutibile: si serve il potere, tra indifferenza e rassegnazione.

JOSIF BRODSKIJ

Lenin era in tutto e per tutto un prodotto del suo tempo: un miope rivoluzionario assillato da una brama monomaniacale e tipicamente piccoloborghese, la brama del potere
Fuga da Bisanzio 1986

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1900 Per Lenin comincia un lungo periodo di esilio che lo porter a Zurigo, Monaco e Londra, durante il quale produrr alcune delle sue opere teoriche pi note. Qui gioca a scacchi a Capri con Plechanov

1917 Il 3 aprile Lenin arriva alla stazione Finlandia di Pietroburgo. La sua azione porta alla caduta del governo Kerenskij e alla presa del potere, in ottobre, da parte dei bolscevichi

1922 Lenin si ammala gravemente. Un susseguirsi di colpi apoplettici che lo portano poi alla paralisi. Fallisce cos lestremo tentativo di sconfiggere Stalin. lenin muore il 21 gennaio del 1924

LA MORTE DEL FRATELLO MAGGIORE E IL DESIDERIO DI VENDETTA

LE LACRIME IMPURE DI VLADIMIR ULJANOV


EVGENIJ EVTUSHENKO
(segue dalla prima pagina) n unaltra delazione si raccontava che quando gli studenti lo riportarono a casa in quello stato di fissazione ipnotica su un unico pensiero, lui strapp dalla parete la cartina della Russia, la gett a terra e, con urla da animale braccato, la calpest e la ridusse a brandelli con le mani e con i denti. interessante che Pasternak, il quale non aveva potuto leggere queste delazioni, nel 1917, in una delle sue poesie tuttora poco nota, descrivesse il ritorno di un Lenin assorbito da radiosi pensieri, vedendo finalmente giunto il momento di vendicare il fratello amato. Aleksandr Uljanov, il fratello di Lenin, era senza dubbio nobile e coraggioso, ma se avesse continuato a lanciare bombe, di certo, insieme ai carnefici dello zar, le schegge avrebbero ucciso parecchi loro servi innocenti, molti passanti casuali e le repressioni della polizia si sarebbero ancora pi inasprite. Ma dunque su chi veramente si rivers la vendetta di Volodja Uljanov? Le sue tre parole dordine prodigiosamente centrate conquistarono il cuore della gente, ormai estenuata dallinsensatezza della prima guerra mondiale: Il mondo ai popoli! La terra ai contadini! Le fabbriche agli operai!. Ma la prima guerra mondiale si trasform in una sanguinosa guerra civile; proprietari di terre e fabbriche non ta, di lottare con gli eredi di Stalin, considerando questultimo un traditore degli ideali di Lenin. Ma era stato lui, forse senza rendersene conto, il primo traditore degli stessi suoi ideali, giacch non aveva realizzato nessuna delle prime tre parole dordine del bolscevismo che, ingannando il popolo, avevano portato al potere un manipolo di bolscevichi. Fu Lenin, e non Stalin, a firmare il decreto per la costituzione del primo campo di concentramento in Europa, a Solovki nel 1918, destinato a coloro che non condividevano le sue idee. Stalin fu il padre del Gulag, ma Lenin ne fu il nonno. Chi nutre ancora delle illusioni su Lenin dovrebbe almeno leggere la piccola raccolta di sue citazioni compilata da Venedikt Erofeev, La mia piccola leniniana. Fu Lenin che scrisse a Dzerzhinskij la nota in cui si consigliava di arrestare trenta, quaranta professori per ristabilire lordine. In quel numero imprecisato si nasconde linizio del totalitarismo. Allepoca della guerra civile Lenin consigli a Stalin di minacciare di fucilazione le telefoniste di Caritsin se la qualit delle conversazioni telefoniche fra Mosca e Caritsin non fosse migliorata. Fu Lenin a dare lordine di fucilare senza piet e impiccare i contadini che nascondevano alla confisca dei bolscevichi il grano. E come avrebbero potuto sopravvivere altrimenti? Lenin responsabile della carestia nelle regioni del Volga, quando le persone iniziarono a sbranarsi a vicenda, come Stalin ha la responsabilit della carestia ai tempi della collettivizzazione forzata in Ucraina. Mio padre, un geologo, mi disse, ancora sotto Stalin, cose che io tenni per me, ma per le quali, secondo le regole della morale staliniana, avrei dovuto denunciare mio padre allNkvd, alla polizia politica: Da noi non c il socialismo. Da noi c il capitalismo di Stato. Lo Stato divor tutti i piccoli proprietari, divenendo proprietario di tutto, dai bottoni alle bombe atomiche. S, in epoca sovietica cerano una buona istruzione gratuita, lassistenza sanitaria, i centri di vacanze, il tentativo di realizzare lamicizia tra popoli di diverse nazionalit. Cera una bella costituzione che difendeva i diritti dei cittadini, ma che rimaneva lettera morta. (Non si pu dimenticare lenorme contributo del popolo sovietico alla sconfitta del fascismo.) E tuttavia il diritto umano elementare alla libert di pensiero era stato negato. Tutto quanto si fonda sulla violenza, sul sangue, prima o poi crolla. Lenin lo cap alla fine della sua vita e rimase inorridito nel constatare il risultato della sua vendetta per il fratello, ma non era pi in grado di fermare il suo discepolo, purtroppo fedele, che aveva paralizzato politicamente il suo maestro gi immobilizzato nel corpo. Lenin va certamente studiato. Ma quando si studia la storia bisogna capire esattamente che cosa occorra imparare e cosa no. Il passato pu essere un maestro prezioso, ma forse anche il maestro pi pericoloso. Traduzione di Andrea Lena Corritore

I FILM
REDS Cinque anni della vita del giornalista americano John Reed (amico personale di Lenin), coinvolto nella rivoluzione sovietica. Di Warren Beatty (1981) OTTOBRE Febbraio 1917, a Pietroburgo caduto il regime zarista ma solo in aprile, con il ritorno dallesilio di Lenin il proletariato riesce ad organizzarsi. Di Sergej M. Ejzenstein (1927) DOTTOR ZIVAGO Negli anni della rivoluzione sovietica, il dottor Zivago e linfermiera Lara si amano con disperata passione. Di David Lean (1965) TRE CANTI SU LENIN Documentaric elebrativo per il decimo anniversario della scomparsa di Lenin, prende spunto da tre canti popolari dellUzbekistan per esaltare la figura dello statista. Di Dziga Vertov (1934) LA FINE DI SAN PIETROBURGO La conversione di un contadino che da delatore diventa uno degli assalitori del Palazzo dInverno. Di Vsevolod Pudovkin (1927)

Chi sono gli autori dei servizi


Martin Amis uno dei pi importanti scrittori inglesi contemporanei. Il suo ultimo libro, pubblicato in Italia da Einaudi, Koba il terribile. Tzvetan Todorov, dal cui libro Memoria del male, tentazione del bene (edito da Garzanti) abbiamo ricavato la frase del Sillabario, saggista e critico letterario. Massimo Salvadori e Roj Medvedev sono storici che si sono occupati del Novecento. Evgenij Evtushenko poeta e scrittore. Celebre un suo poema dedicato a Lenin.

furono i contadini ma lo Stato, che requis a chi lavorava la terra persino i documenti per la circolazione interna, cos facendo asservendoli, e che lasci gli operai praticamente privi di diritti politici e sindacali. Fu la dittatura del burocrariato e non del proletariato, e se sotto Stalin essa si rinsald definitivamente, era per iniziata gi ai tempi di Lenin. Ci illudevamo, noi della generazione degli anni Sessan-

OLEOGRAFIA
In queste pagine, alcuni tipici esempi dellimmagine oleografica di Lenin diffusa in Urss dopo la sua morte

DA TOGLIATTI AD AMENDOLA NEL NOME DELLINTERNAZIONALE

BERTRAND RUSSELL

COS LITALIA COMUNISTA INNEGGIAVA AL SUO EROE


NELLO AJELLO
amore per Lenin, disse Umberto Terracini nel 1956, sorto da fatti e avvenimenti; quello per Stalin stato il risultato di unesaltazione. Pur essendo, secondo Togliatti, un titano del pensiero e dellazione, Vladimir Ilic di rado viene evocato, da solo, nelle manifestazioni del Pci. Lo si celebra in coppia fissa con Stalin. Negli articoli che il segretario del partito pubblica su Rinascita, laccoppiata Lenin-Stalin diventa il versetto obbligatorio di una liturgia. Il Pci grande il partito di Lenin e Stalin. Si muovre sulla loro direttiva. Lavora nel loro spirito. Mediante la cooptazione di Marx, il dittico diventa spesso una trinit: Marx, Lenin, Stalin. Ma da un momento in poi, Lenin si ritrova solo. E lindomani del XX Congresso. Stalin, il suo vicino di slogan, in postuma disgrazia; e allora il richiamo a Vladimir Ilic usato per ridimensionarne la figura. Occorre tornare alle origini. La togliattiana Rinascita si riempie di moniti del tipo: Ricordiamoci di ci che diceva Lenin; non tralasciamo la grande scoperta fatta da Lenin; Lenin ha studiato...; la tenacia azione che Lenin svolse.... Egli assurge a profeta inascoltato: Non aveva gi detto Lenin che lavvento al potere di un partito comunista non lo esime dal fare degli errori?, la domanda che Togliatti rivolge al Pci nellaprile del 1961. Ma a Giorgio Amendola non bastava. Lenin,

noi non lo citiamo spesso, usava lamentarsi. E lui rimediava, ricorrendo a Vladimir Ilic Ulianov ogni qualvolta voleva impartire a sinistra una lezione di realismo: si trattasse degli eccessi di pansindacalismo nei mesi dellautunno caldo, o dei rigurgiti di infantilismo estremista che egli denunziava nei giovani del Sessantotto (ed oltre). Lenin, ricordava, aveva ammonito a non giocare con linsurrezione! In questa fase, ha scritto lo slavista Vittorio Strada, Lenin era diventato un personaggio caramelloso, da succhiare riformisticamente. Enrico Berlinguer, per ersempio, non amava nominare i russi se non era indispensabile. Lenin, per, lo era. Gli riusc utile, nella sua politica verso i cattolici, una frase di Vladimir Ilic: Noi non proclamiamo n dobbiamo proclamare lateismo del nostro programma. Nel saggio su Proudhon, firmato da Craxi nellestate del 1978, il leader sardo scorse un ultimatum inaccettabile: Se non rinunziate a Lenin dalla a alla zeta, non siete occidentali ma asiatici. Siamo alle ultime battute. Addio Lenin!: cos giustamente i quotidiani commentarono lintervista televisiva del 15 dicembre 81, in cui Berlinguer dichiarava esaurita la spinta propulsiva della Rivoluzione dottobre. Da allora in poi, Lenin, che in quella rivoluzione sincarnava, non fu pi a sinistra nella sinistra ufficiale, almeno un oracolo.

Quando conobbi Lenin, non mi fece tutta limpressione del grande uomo che mi aspettavo. Le mie impressioni pi vivide furono di bigotteria e crudelt mongolica
Autobiografia 1969

RAYMOND ARON

La tesi di Lenin era semplice: il potere del partito bolscevico la dittatura del proletariato. Prima non si era mai saputo cosa fosse esattamente la dittatura del proletariato
Le tappe del pensiero sociologico 1965-67

Fondatore Eugenio Scalfari

Direttore Ezio Mauro 8,80)

9 770390 107009

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40121

Anno 29 - Numero 17

0,90 in Italia (con I MALAVOGLIA

mercoled 21 gennaio 2004


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Il ministro del Tesoro interviene allEcofin: Guerra ai paradisi fiscali. Non una questione personale con Fazio

DIARIO

Parmalat,ilpianodiTremonti
Intervengano Europa e G7. Consob: non potevamo fare di pi
LA CRISI DI FIDUCIA DEL RISPARMIATORE
MASSIMO RIVA
LE banche? Davvero, nei crac di Cirio e di Parmalat, sono state raggirate anchesse, come i loro pi sprovveduti clienti? Possibile che personaggi usi a destreggiarsi con le migliaia di miliardi sui mercati delluniverso mondo siano caduti in trappola, n pi n meno dellanziano e titubante pensionato che ha visto diventare carta straccia i risparmi della sua vita? Non c forse qualcosa di stonato, di paradossale, insomma di poco credibile in questa posizione del dichiararsi incolpevole parte lesa assunta da tutti i banchieri con una compattezza unanime che ricorda unomert di diverso e poco commendevole stampo? Agli sventurati risparmiatori che sono le principali vittime indifese dei recenti naufragi finanziari importa poco o nulla del duello che il ministro dellEconomia ha ingaggiato con il governatore della Banca dItalia. SEGUE A PAGINA 14

Lenin il peccato originale del comunismo

Uno degli stabilimenti Parmalat

Avviso di garanzia per Crudele dopo il ritiro del bond. Laccusa dei pm: false comunicazioni e aggiotaggio

Finmatica nella bufera, vertici sotto inchiesta


GALBIATI e MENSURATI A PAGINA 5

ALLA RIUNIONE dei ministri finanziari Ue, il ministro Giulio Tremonti ha annunciato che a febbraio, al prossimo G7 in Florida, porter la proposta italiana per evitare nuovi casi Parmalat. Secondo le intenzioni del Tesoro, le multinazionali straniere che abbiano una posizione dominante in Italia e le partecipazioni in paesi sulla lista nera fiscale dovranno allinearsi alle regole (sanzioni comprese) vigenti sul suolo italiano. Tremonti, precisando che la sua non una guerra personale con Antonio Fazio, ha aggiunto che la questione dovr essere affrontata a livello internazionale. Sul crac di Collecchio, ieri intervenuto in Parlamento il presidente della Consob, Lamberto Cardia: Dietro il caso Parmalat c stata una truffa internazionale, ha spiegato, depositando una memoria di 57 pagine, la vigilanza poteva fare poco. FEDRIZZI, LIVINI, MELETTI PAPITTO e POLIDORI ALLE PAGINE 2, 3 e 4

EVGENIJ EVTUSHENKO
ORNATO dal lager, il poeta dissidente Jurij [Julij] Daniel, che io avevo difeso allepoca del suo oscurantistico processo del 1966, mi raccont che sulle pareti delle latrine dei detenuti erano stati incisi con un chiodo o con la punta di un coltello introdotto di nascosto molti versi del mio poema Luniversit di Kazan, tra cui: Nei giorni del servaggio spirituale, nei giorni delloscurit, le prigioni coscienze della Russia, furono la sua prima universit. Al tempo della stesura del mio poema su Lenin, quando lavoravo negli archivi della citt di Kazan, mi imbattei in un prezioso incartamento: le delazioni sullo studente diciassettenne Volodja Uljanov (diventato in seguito Lenin) raccolte dalla polizia, allora conservate al KGB e protette dal timbro Top secret. In una di esse si narrava il seguente episodio: dopo lesecuzione dellamato fratello maggiore, uno studente terrorista, alcuni compagni, provando piet per il fratello minore, lo trascinarono in una bettola malfamata dove gli fecero bere un intero bicchiere di vodka da 200 grammi. Volodja lo tracann come un sonnambulo, quasi fosse cieco e sordo, poi i compagni premurosi lo portarono a berci sopra un boccale di birra, accompagnato da cetrioli in salamoia e pane nero di segale. Al tavolo di Volodja presero posto due puttane che si concedevano agli studenti per met della tariffa abituale, e certe volte in amicizia, semplicemente cos. Queste versarono qualche lacrima come poterono, consolarono Volodja, accarezzandogli la testa, ma lui non notava niente e, con gli occhi fissi in un punto che soltanto lui vedeva, non faceva che ripetere: Vendicher mio fratello! Vendicher mio fratello!. SEGUE A PAGINA 45 AJELLO, FRANCESCHINI SALVADORI TODOROV e VISETTI ALLE PAGINE 43, 44 e 45

Iowa, il favorito Dean solo terzo

Il Carroccio frena sul parlamento padano. Accuse al presidente del Senato che critica la devolution

La sfida a Bush sorpresa Kerry nei democratici Consulta: perch incostituzionale la legge salva-premier
LINTERVISTA

Riforme, la Lega attacca Pera


La polemica sulla riforma previdenziale

John Kerry nello Iowa

Rutelli allUlivo: basta propaganda sulle pensioni abbiamo il dovere di dire la verit
GIANLUCA LUZI A PAGINA 8
Francesco Rutelli

LO SPIRAGLIO APERTO DALLA CORTE


GIUSEPPE DAVANZO
E MOTIVAZIONI della sentenza della Corte costituzionale sono una sorpresa e capovolgono o modificano molte convinzioni che serano fatte strada dopo la bocciatura della legge che immunizzava Silvio Berlusconi dal processo di Milano. Sono argomenti che aprono la porta a una nuova legge, a una Schifani bis perch la Consulta ritiene legittimo, costituzionalmente fondato, che il legislatore voglia proteggere con nuove norme il sereno svolgimento delle funzioni che ineriscono alle cinque pi alte cariche dello Stato: presidenza del Consiglio, della Camera, del Senato, della Corte costituzionale, il capo dello Stato. SEGUE A PAGINA 15 SERVIZI ALLE PAGINE 6, 7 e 9

IL NUOVO FRONTE DEL PRESIDENTE


dal nostro inviato VITTORIO ZUCCONI WASHINGTON A folla imprevista e immensa di cittadini dello Iowa che hanno affrontato il gelo per votare nella prima eliminatoria presidenziale tra Democratici, ha alzato un venticello freddo che ha fatto rabbrividire Bush e i repubblicani. Ha detto che tra dieci mesi il presidente potrebbe avere un avversario vero, sulla strada della sua rielezione, non ancora un nome o un progetto politico alternativo, perch il primo atto delle primarie servito, come ogni quattro anni, a potare i rami secchi pi che a investire un campione, ma un sentimento molto pi diffuso di quanto i sondaggi sballati della vigilia indicassero: la determinazione di scegliere un alfiere non per passione, ma per ragione, un candidato che non sia eccitante, ma eleggibile. SEGUE A PAGINA 11 FLORES DARCAIS ALLE PAGINE 10 e 11

IL PERSONAGGIO

Intervista allex presidente dellInter: Non cambio idea, magari senza di me facciamo meno guai

Moratti: sono stanco di perdere


DARIO CRESTO-DINA MILANO ASSIMO Moratti un milanese gentile e elegante di 58 anni che di mestiere fa lindustriale petrolifero, che appende alla finestra di casa la bandiera della pace, che d soldi a Gino Strada, agli immigrati, ai senzatetto, agli ammalati, ai poveri e allInter. Da luned sera dellInter anche lex presidente. Non potendo pi licenziare nessuno, Massimo Moratti ha licenziato se stesso. SEGUE A PAGINA 53 SERVIZI NELLO SPORT

CON REPUBBLICA

Oggi I Malavoglia di Verga


Il 5 romanzo della Collana dell800 a richiesta a soli 7,90 euro in pi