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Lemma tratto da

Raccordi planimerici

Definizione
Elementi planimetrici a curvatura variabile interposti ai tratti con curvatura fissa


Principi generali / Formulazioni
Il tracciato stradale formato da curve circolari e da rettifili con elementi di raccordo a curvatura
variabile. Questi permettono di adeguare con gradualit le diverse curvature dei tratti stradali,
garantire la continuit delle informazioni ottiche del percorso ed una marcia con comfort adeguato alla
velocit di percorrenza.
In assenza di raccordi planimetrici lapplicazione al veicolo, ed ai suoi occupanti, dellaccelerazione
centripeta (e la conseguente forza centrifuga) in un punto singolare del tracciato stradale (ad es.il
punto di tangenza tra un rettifilo ed una curva circolare) sarebbe molto veloce (quasi immediata)
dando la spiacevole sensazione di un contraccolpo laterale. Nella pratica questo vero solo in
ferrovia dove le ruote del veicolo sono vincolate al percorso della rotaia. Nel sistema di trasporto su
gomma il guidatore a dover ruotare lo sterzo per comandare la variazione di direzione agli
pneumatici anteriori. Questa operazione, per quanto rapida, richiede un certo intervallo temporale che
non la rende immediata, attenuando leffetto fisico dellapplicazione della forza centrifuga. Nella Figura
1 riportato landamento della forza centrifuga (a meno di m x a) in funzione dellascissa progressiva
del tracciato in presenza di un rettifilo ed una curva circolare di 300 m di raggio, sia in assenza di
raccordo (continuo) che con la presenza di un raccordo a curvatura variabile (tratteggiato).


0,00
0,20
0,40
0,60
0,80
1,00
1,20
1,40
1,60
1,80
0 50 100 150 200 250 300 350
A
c
c
e
l
e
r
a
z
i
o
n
e
m
/
s
2
Progressivam
1,5
1,0
0,5
0,0
0,5
1,0
1,5
2,0 1,5 1,0 0,5 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0
Asse X
Asse Y
Figura 1
Forza centrifuga (a meno di m x a) in
funzione della progressiva del tracciato
1

Figura 2 Clotoide


1,5
1,0
0,5
0,0
0,5
1,0
1,5
2,0 1,5 1,0 0,5 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0
Asse X
Asse Y
1,5
1,0
0,5
0,0
0,5
1,0
1,5
2,0 1,5 1,0 0,5 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0
Asse X
Asse Y
Figura 3 Tratto di clotoide tra rettifilo e cerchio Figura 4
Tratto di clotoide di flesso tra due cerchi
percorsi in verso opposto

Gli elementi di raccordo sono necessari non solo lungo il tracciato ma anche, e con funzioni
leggermente diverse, nelle intersezioni a raso e sfalsate. Nelle intersezioni a raso necessario
provvedere alla sagomatura del ciglio della carreggiata con le curve circolari per la svolta a destra
della zona di raccordo. Nelle rampe di uscita i veicoli tendono a rallentare la loro velocit e la curva
che percorrono stata oggetto di studi tra gli anni 50 e 70.
Nel tempo si sono susseguite varie proposte su tipologie di curve da applicare lungo un tracciato
stradale
2
. Le raccomandazioni del C.N.R prima e le Norme funzionali e geometriche per la costruzione

1
Calcoli realizzati nel caso di un rettifilo ed una curva circolare di 300 m di raggio: senza raccordo (linea continua) con raccordo a curvatura
variabile (linea tratteggiata)
2
Tra esse: lemniscata di Bernoulli, parabola cubica, spirale di Searles, policentrica clotoidale, parabola, sinusoide, policentrica sinusoidale,
parabola biquadratica etc.

delle strade, approvate dal Ministero Infr. e Trasp. con D.M. 5 Novembre 2001, sono state
complessivamente indirizzate ad una curva a raggio variabile detta clotoide
3
. Questa una curva il cui
raggio varia con continuit da un valore comunque piccolo ad un valore infinitamente grande
allorigine degli assi (Figura 2). Nei raccordi planimetrici si usano tratti limitati di questa curva in
funzione dei diversi elementi di tracciato da raccordare (Figure 3, 4 e 5).
Le Norme sulle caratteristiche geometriche delle strade(C.N.R. B.U. 31/73) indicano come curve di
transizione, lungo il tracciato stradale le clotoidi o le spirali policentriche; per i raccordo dei cigli
indicata una curva tricentrica. Nelle Norme sulle caratteristiche geometriche delle strade extraurbane
(C.N.R. B.U. 78/80) per il raccordo di elementi lungo il percorso si indica direttamente la clotoide ed
ancora la tricentrica per il raccordo delle svolte a destra negli incorci a raso. Nelle Norme sulle
caratteristiche geometriche e di traffico delle intersezioni stradali urbane (C.N.R. B.U. n. 90, 1983) per
il raccordo degli elementi delle intersezioni a raso sono sempre considerate le tricentriche ma
affiancate dalle clotoidi. La normativa vigente, infine, ribadisce (ed impone):
La curva a raggio variabile da impiegarsi la clotoide, che una particolare curva della famiglia delle
spirali generalizzate definite dalla seguente equazione:
1 +
=
n n
A s r (1
dove
r = raggio di curvatura nel punto P generico m
s = ascissa curvilinea nel punto P generico m
A = parametro di scala m
n = parametro di forma; regola la variazione della curvatura 1/r
e dove, per n = 1, si ottiene lequazione della Clotoide.
Lequazione della curva, nonostante lesposizione contorta, rimane quella riportata a pag. 36 della
Norma del 1980
4


2
A s r = (2
Con riferimento alla Figura 6 sono elementi caratteristici della curva:
P = punto generico della clotoide
F = punto finale della clotoide
R = raggio dellarco di cerchio da raccordare m
L = lunghezza dellarco di clotoide m
t
P
= angolo di deviazione nel generico punto P grad
5
t
F
= angolo di deviazione nel punto finale F della clotoide grad


3
Anche spirale di Cornu o radioide agli archi
4
C.N.R. B.U. 78/80
5
Il grado centesimale un'unit di misura dell'angolo utilizzata in Francia dal XVIII secolo. Il grado centesimale corrisponde a 1/400
dell'angolo giro oppure 1/100 dell'angolo retto; per tradizione da sempre usato in topografia ed anche la moderna strumentazione quasi
ed esclusivamente in gradi centesimali. Anche la tabella relativa alla clotoide con parametro A unitario riporta le misure angolari in gradi
centesimali.

1,5
1,0
0,5
0,0
0,5
1,0
1,5
2,0 1,5 1,0 0,5 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0
Asse X
Asse Y
0
y
x
P
F
R
tp
tf
L
S
r

Figura 5
Tratto di clotoide di continuit tra due
cerchi percorsi nello stesso verso
Figura 6
Elementi caratteristici della clotoide
(fonte: D. Min. Infr. e Trasp. 5 Novembre
2001)

La clotoide una curva parametrica e tutti i suoi elementi sono direttamente proporzionali al valore del
parametro A.
Le curve di raccordo sono dimensionate in modo da garantire:
- variazione di accelerazione centrifuga non compensata (contraccolpo) contenuta entro valori
accettabili;
- limitazione della pendenza (o sovrapendenza) longitudinale delle linee di estremit della
piattaforma;
- percezione ottica corretta dellandamento del tracciato.
e da queste prescrizioni discendono direttamente i criteri di verifica del parametro A della clotoide.

Il primo criterio tende a limitare il fenomeno del contraccolpo e fissa una relazione tra parametro A e la
massima velocit di percorrenza (tratta dal Diagramma di velocit, cfr.) data da
6
:
2
021 , 0 V A > (3
dove:
A = parametro della clotoide m
V = massima velocit di percorrenza km/h

Il secondo criterio controlla la sovrapendenza
7
longitudinale delle linee di estremit della carreggiata.
Lungo le curve di transizione devono variare anche le pendenze trasversali della piattaforma e portarsi
da un valore proprio di un elemento a quello di un altro (ed es., su una strada di tipo C, dal 2,5% di un
rettifilo al 7% di una curva circolare con velocit di percorrenza inferiore ai 100 km/h). Se si vuole
mantenere costante, nella percorrenza del raccordo, il rapporto tra laccelerazione trasversale
compensata dalla pendenza trasversale e quella totale, la pendenza trasversale deve variare
linearmente con lascissa curvilinea della clotoide (aumentare o diminuire in modo costante lungo la

6
Semplificando la relazione iniziale (errata perch considera la velocit in km/h al posto di m/s) di pag. 63 della Norma con limposizione di
un valore massimo al contraccolpo di 50,4/V (m/s
3
)
7
Sovrapendenza o pendenza relativa la pendenza longitudinale dei cigli rispetto allasse attorno al quale ruota la sagoma stradale. Questo
ha una propria pendenza che quella della livelletta di progetto.

traiettoria). La Norma vigente impone che nel caso in cui il raggio iniziale sia di valore infinito (rettilineo
o punto di flesso), il parametro deve verificare la seguente disuguaglianza:
( )
f i i
q q B
i
R
A A +
A
= > 100
max
min
(4
dove:
R = raggio dellarco di cerchio da raccordare m
B
i
=
distanza fra lasse di rotazione ed il ciglio della carreggiata nella sezione
iniziale della curva a raggio variabile
m
Ai
max
=
sovrapendenza longitudinale massima della linea costituita dai punti che
distano B
i
dall'asse di rotazione
8

%
q
f
=
pendenza trasversale nel punto iniziale della clotoide espressa valore
assoluto

q
i
=
pendenza trasversale nel punto finale della clotoide espressa valore
assoluto


Nel caso in cui anche il raggio iniziale sia di valore finito (clotoide di continuit) il parametro deve
verificare la seguente disuguaglianza:
100
1 1
) (
max
min
i
R R
q q B
A A
f i
i f i
A

|
|
.
|

\
|

= > (5
dove:
R
i
= raggio nel punto iniziale della curva a raggio variabile m
R
f
= raggio nel punto terminale della curva a raggio variabile m

Lultimo criterio garantisce la corretta percezione ottica del tracciato, imponendo che il parametro della
clotoide devessere compreso tra i due valori:

minimo 3 / R A > (6 per la percezione del raccordo
massimo R A s (7 per la percezione dellarco di cerchio


8
In assenza di allargamento tale linea coincide con l'estremit della carreggiata. Per limitare la velocit di rotazione trasversale dei veicoli
(velocit di rollio) la sovrapendenza longitudinale Ai [%] delle estremit della carreggiata non pu superare un valore massimo pari
a:
V B
i
18



Figura 7
Campo dei valori ammissibili della
clotoide
(fonte: D. Min. Infr. e Trasp. 5 Novembre
2001)
Figura 8
Calcolo degli elementi caratteristici della
clotoide
(fonte: Ferrari e Giannini, 1977)

Minimo raggio di una curva circolare in funzione della
velocit, del coefficiente di aderenza trasversale e della
pendenza della piattaforma
( ) | |
max max
2
min
127 q V f
V
R
p t
p
+
=
Minimo parametro in funzione del contraccolpo
2
021 , 0 V A >
Minimo parametro per la percezione ottica dellarco di
cerchio
R A s
minimo parametro per la percezione ottica del raccordo 3 / R A >
Tabella 1 Determinazione dei limiti ai valori ammissibili del parametro della clotoide

Angolo di deviazione, angolo formato tra la parallela
allasse y ed il punto terminale della clotoide

2 2
2
2
r
A
r
s

= t
Lunghezza della clotoide 2 t = r s
Ascissa del punto terminale ( )
( ) ( )

+

=
1
2 2
1
! 2 2 3 4
1 2
n
n
n
n n
A x
t
t
Ordinata del punto terminale ( )
( ) ( )

+

=
1
1 2
1
! 1 2 1 4
1 2
n
n
n
n n
A y
t
t
Ascissa del centro del cerchio t sen r x X
M
=
Ordinata del centro del cerchio
r M
r r y Y A + = + = cost
Segmento di tangente lunga cost = y x t
l

Segmento di tangente corta
t sen
y
t
k
=
Angolo della corda con lasse x
x
y
arctg = o
Lunghezza della corda
cos o o sen
y
x
l
c
= =
Tabella 2 Valori caratteristici della clotoide

La figura 7 riporta il campo dei valori ammissibili per il parametro della clotoide le cui relazioni sono
indicate nella Tabella 1.


Noti i limiti di ammissibilit del parametro della clotoide necessario definirne il valore e calcolare gli
elementi caratteristici per il tracciamento dellasse stradale. La Tabella 2 riporta le relazioni di calcolo
per gli elementi indicati nella Figura 8. Nella Figura 9 un esempio di calcolo degli elementi ripreso dal
foglio di calcolo (Clot_Ele.xls). A seguire nella Figura 10 un esempio della tabella della clotoide
unitaria (Clot_UNI.xls) e nella Figura 11 una serie di verifiche sul parametro (Ver_Clot.xls).


Figura 9 Calcolo elementi caratteristici clotoide Figura 10 Tabella clotoide di parametro unitario

Figura 11
Verifiche sul parametro della clotoide
(fonte: D. Min. Infr. e Trasp. 5 Novembre 2001)


Approfondimenti ed altri esempi di calcolo sulle curve di raccordo si possono trovare in La Camera (La
Camera, 1985) ed in Agostinacchio (Agostinacchio et al., 2010)


Landamento dei cigli per le svolte a destra negli incroci a raso definisce completamente la geometria
della zona centrale dellintersezione. I cigli possono essere formati da curve a tre centri come quelle
riportate nella Figura 12. Le raccomandazioni C.N.R (C.N.R. B.U. n. 31, 1973) indicano, per la
costruzione, i rapporti tra gli angoli e tra i raggi. Riportano una tabella con i minimi valori dei raggi
ammissibili per tipologia di intersezione e per angolo formato dagli assi stradali.

Figura 11
Curve tricentriche: elementi
(fonte: C.N.R. B.U. n. 31, 1973)

Per gli angoli:
- o
1
+ o
2
+ o
3
= o
9

- o
1
= o
3

e dovr assumersi:
- o
2
= 5,5 o
1

Per i raggi
- R
1
: R
2
: R
3
= 2,5 : 1 : 5,5
Dove il valore di R
2
dato dalla Tabella 3 ed il valore del AR compreso tra i 3 ed i 4 m

e
cent
A B
entrata uscita entrata uscita
70 12 8 17 10
100 10 10 12 12
120 8 12 10 17
Tabella 3
R
2
minimi in metri per le curve tricentriche
(fonte: C.N.R. B.U. n. 31, 1973)

9
Angolo di deviazione dei cigli


I valori riportati in A sono relativi ad incroci tra strade davvero modeste, quelli relativi a B per tutte le
altre. La possibilit di utilizzare dei raccordi clotoidici semplifica la costruzione delle tricentriche
quando gli angoli di intersezione degli assi stradali non sono retti (100
c
).


Riferimenti normativi / Raccomandazioni Tecniche
D. Min. Infr. e Trasp. 5 Novembre 2001, n. 6792 e s.m.i.
D. Min. Infr. e Trasp. 19 aprile 2006

CNR - Norme sulle caratteristiche geometriche delle strade - C.N.R. B.U. n. 31, 1973
CNR - Istruzioni per la redazione dei progetti di strade - C.N.R. B.U. n. 77, 1980
CNR - Norme sulle caratteristiche geometriche delle strade extraurbane - C.N.R. B.U. n. 78, 1980
CNR - Norme sulle caratteristiche geometriche e di traffico delle intersezioni stradali urbane - C.N.R.
B.U. n. 90, 1983


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Approfondimenti / Rapporti
Foglio di calcolo Ver_Clot.xls (vedi Cd-Rom)
Foglio di calcolo Clot_Ele.xls (vedi Cd-Rom)
Foglio di calcolo Clot_UNI.xls (vedi Cd-Rom)