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Monitor dei Distretti Toscana

Servizio Studi e Ricerche


Marzo 2014

Banca CR Firenze distribuisce questo studio realizzato da

Monitor dei Distretti Toscana


Marzo 2014
Executive summary 1. I 18 distretti tradizionali e il polo farmaceutico della Toscana 1.1 I risultati del 2013 1.2 I risultati dei principali distretti e del polo farmaceutico toscano 1.3 La CIG Appendice metodologica Avvertenza Generale 2 3 3 8 17 18 20
A cura di:

Trimestrale n. 16 Intesa Sanpaolo


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Industry and Banking

Stefania Trenti

Database management:
Angelo Palumbo

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Executive summary
I distretti toscani chiudono il 2013 con una nuova accelerazione (+12,6% laumento tendenziale del quarto trimestre) che porta il risultato annuale a raggiungere il livello record di oltre 12 miliardi di euro esportati, in crescita del 9,2% rispetto ai risultati gi positivi del 2012. I distretti toscani si sono confermati tra i principali pilastri del Made in Italy distrettuale, registrando il maggiore incremento in valori assoluti (un miliardo aggiuntivo di export tra il 2013 e il 2012), grazie a un tasso di crescita secondo solamente a quello dei distretti pugliesi. I campioni dellexport distrettuale toscano si sono confermati, anche alla luce dellaccelerazione del quarto trimestre, la pelletteria e calzature di Firenze (+11,7%) e loreficeria di Arezzo, protagonista di un vero e proprio boom di vendite sui mercati internazionali nel corso del 2013 (+21,5%) che ha portato a superare il livello record di 2 miliardi di euro di export. Bene anche labbigliamento di Empoli (+11,3%) e la pelletteria e calzature di Arezzo (+35,3%, grazie alle lavorazioni della pelletteria, +44%), a testimonianza del favore dei mercati esteri nei confronti dei prodotti della Moda di alta gamma toscani. Positivi anche i risultati del polo farmaceutico che cresce del 9%, superando cos gli 800 milioni di euro venduti sui mercati esteri. Maglia nera, allopposto, per i due distretti del mobile, con Quarrata che chiude con un arretramento del 10% e Poggibonsi-Sinalunga che sperimenta un crollo prossimo al 16%. Lincremento del 2013 deriva soprattutto dagli ottimi risultati ottenuti sui mercati emergenti (+17%), che da soli giustificano quasi 700 milioni di euro sul miliardo di euro aggiuntivo ottenuto tra il 2012 e il 2013. Segnali di miglioramento nel corso del 2013 hanno comunque interessato anche i mercati maturi e, al loro interno, i paesi dellarea euro, gli sbocchi pi deludenti nel 2012 e nella prima parte del 2013. A partire dal secondo trimestre dello scorso anno, infatti, le esportazioni dei distretti toscani verso i paesi partner dellarea euro hanno ripreso un sentiero positivo e di progressiva accelerazione, con il quarto trimestre che ha visto un progresso del 4,2%. Nei prossimi mesi il consolidamento atteso nella ripresa dei partner dellarea euro dovrebbe consentire di diffondere i risultati positivi anche a quei distretti, come il cartario di Capannori, pi in difficolt nel cogliere le opportunit sui mercati pi lontani. Si potrebbero, invece, sperimentare ritmi di sviluppo meno intensi delle vendite su alcuni mercati emergenti. I potenziali effetti negativi della crisi Ucraina, la fragilit finanziaria indotta dalle manovre di drenaggio della liquidit messe in atto dalla Banca centrale americana nonch il fisiologico rallentamento della domanda per beni di lusso che sta gi interessando i mercati asiatici potrebbero, infatti, portare a risultati meno brillanti, seppure in un quadro che si presenta ancora positivo. Le buone performance allestero non sono state sufficienti a sbloccare il mercato del lavoro: i dati sulla CIG evidenziano una nuova significativa accelerazione del monte ore richiesto per singole situazioni di crisi aziendale (CIG straordinaria) nel primo bimestre 2014, a segnalare gli effetti pesanti della lunga fase recessiva che sta attraversando il tessuto produttivo italiano e toscano.

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1. I 18 distretti tradizionali e il polo farmaceutico della Toscana


1.1 I risultati del terzo trimestre 2013
I distretti toscani chiudono il 2013 con una nuova accelerazione (+12,6% laumento tendenziale del quarto trimestre) che porta il risultato annuale a registrare il livello record di oltre 12 miliardi di euro esportati, in crescita del 9,2% rispetto ai risultati gi positivi del 2012.
Fig. 1.1 Le esportazioni dei distretti tradizionali toscani (var. % tendenziali e milioni di euro)

25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 0,0 -5,0 -10,0 -15,0 -20,0

3400 3200 3000 2800 2600 2400 2200 2000 1800

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

I distretti toscani si sono confermati tra i principali pilastri del Made in Italy distrettuale, registrando il maggiore incremento in valori assoluti (un miliardo aggiuntivo di export tra il 2013 e il 2012), grazie a un tasso di crescita secondo solamente a quello dei distretti pugliesi.
Tab. 1.1 Le esportazioni distrettuali nelle regioni italiane nel 2013 Milioni di euro Differenza tra 2012 2013 2013 e 2012 Nord Ovest, di cui: 25.454 26.143 689 Lombardia 19.108 19.593 485 Piemonte 6.220 6.430 209 Nord Est 34.417 35.849 1.432 Veneto 18.058 18.918 859 Emilia-Romagna 10.569 10.944 376 Friuli-Venezia Giulia 4.472 4.605 133 Trentino-Alto Adige 1.318 1.382 64 Centro, di cui: 15.234 16.356 1.123 Toscana 11.128 12.155 1.026 Umbria 549 599 50 Marche 3.485 3.525 40 Sud, di cui: 5.407 5.808 401 Puglia 2.335 2.625 289 Campania 2.045 2.183 139 Sicilia 318 339 21 Abruzzo 582 524 -58 Totale 80.512 84.157 3.645
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Anche il confronto con il totale manifatturiero italiano, tedesco e francese, che sperimentano un andamento stagnante o addirittura in calo, conferma leccezionalit dei risultati dei distretti toscani.

I07 II07 III07 IV07 I08 II08 III08 IV08 I09 II09 III09 IV09 I10 II10 III10 IV10 I11 II11 III11 IV11 I12 II12 III12 IV12 I13 II13 III13 IV13
Var.% Milioni di euro (sc.dx.)

Var. % tendenziale 4 trim. 2013 2013 2,7 4,1 2,5 3,2 3,4 6,5 4,2 6,0 4,8 6,3 3,6 4,5 3,0 8,8 4,8 3,7 7,4 9,3 9,2 12,6 9,2 5,4 1,1 -1,8 7,4 7,7 12,4 15,7 6,8 3,0 6,5 -8,7 -10,0 0,1 4,5 6,1

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14 12 10 8 6 4 2 0 -2 -4

Fig. 1.2 Evoluzione dellexport nel quarto trimestre 2013 (var. % tendenziale)

Fig. 1.3 Evoluzione dellexport nel 2013 (var. % tendenziale)

12,6

10 8 6 4 2 0 -2

9,2 4,5

6,1 1,0 -0,3 Distretti toscani Distretti Italia Germania

0,0 -1,4 Distretti toscani Distretti Italia Germania -1,5 Francia

-1,9 Francia

-4

Nota: Italia, Francia e Germania: solo settore manifatturiero. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat, Douanes franaises, Statistisches Bundesamt

Nota: Italia, Francia e Germania: solo settore manifatturiero. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat, Douanes franaises, Statistisches Bundesamt

Lincremento del 2013 deriva soprattutto dagli ottimi risultati ottenuti sui mercati emergenti (+17%), che da soli giustificano quasi 700 milioni di euro sul miliardo di euro aggiuntivo ottenuto tra il 2012 e il 2013.
Fig. 1.4 - Evoluzione delle esportazioni dei distretti toscani nei mercati maturi ed emergenti (var.% tendenziale)

25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 0,0 -5,0 -10,0 -15,0 -20,0 -25,0 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Emergenti

Maturi

Segnali di miglioramento nel corso del 2013 hanno comunque interessato anche i mercati maturi e, al loro interno, i paesi dellarea euro, gli sbocchi pi deludenti nel 2012 e nella prima parte del 2013. A partire dal secondo trimestre dello scorso anno, infatti, le esportazioni dei distretti toscani verso i paesi partner dellarea euro hanno ripreso un sentiero positivo e di progressiva accelerazione, con il quarto trimestre che ha visto un progresso del 4,2%. Si ferma cos poco al di sotto del 2% laumento complessivo del 2013. Lanalisi dei mercati conferma nel 2013 la Francia come principale paese di sbocco delle vendite dei distretti toscani, seppure con un ritmo molto lento (+0,4% nella media del 2013) e tornato in territorio leggermente positivo solo grazie allaccelerazione sperimentata negli ultimi tre mesi dello scorso anno (+3,6%). Tra i partner dellarea euro decisamente pi dinamica, invece, la performance in Germania, ritornata su buoni tassi di crescita dopo una fase difficile, che chiude il 2013 con un incremento dei valori esportati del 7%, grazie anche allaccelerazione dellultimo trimestre (+9,7%).

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Fig.1.5 - Le esportazioni dei distretti toscani per area di sbocco (var. % tendenziali, dati trimestrali)

Fig.1.6 - Le esportazioni dei distretti toscani per area di sbocco (var. % tendenziali, dati annuali)

25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 0,0 -5,0 -10,0 I11 III11
Altri paesi Area Euro

20,0 10,0 0,0 -10,0 -20,0


Altri paesi Area Euro

-30,0 III13 2003 2005 2007 2009 2011 2013


Fonte: Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

I12

III12

I13

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Deludente, invece, la performance della Spagna che sperimenta una diminuzione del 4,8% nella media del 2013, tornando nel quarto trimestre in territorio negativo (-6,9%) dopo i timidi segnali di risveglio registrati nel terzo trimestre. Al secondo posto tra gli sbocchi principali si confermano gli Stati Uniti, che superano nel 2013 1,3 miliardi di vendite, in crescita del 12,1% rispetto allanno precedente, seguiti dalla Svizzera, meno dinamica rispetto agli scorsi anni (+2%). In forte sviluppo gli Emirati Arabi Uniti (+34,2%) grazie in particolare alle straordinarie performance delloreficeria di Arezzo.
Tab. 1.2 Le esportazioni dei distretti tradizionali toscani nel 2013 per paese di sbocco (milioni di euro e var.%) Milioni di euro Var. % tendenziali Differenza tra 2012 2013 2013 e 2012 2013 4 trim. 2013 Totale di cui: 11.128,4 12.154,6 1.026,2 9,2 12,6 Francia 1.452,0 1.458,4 6,4 0,4 3,6 Stati Uniti 1.223,6 1.371,8 148,2 12,1 9,1 Svizzera 1.071,5 1.093,3 21,8 2,0 3,5 Emirati Arabi Uniti 770,5 1.034,4 263,9 34,2 20,5 Germania 808,7 865,6 56,9 7,0 9,7 Hong Kong 699,0 752,4 53,5 7,7 3,8 Regno Unito 615,9 684,4 68,6 11,1 10,5 Cina 361,0 384,4 23,4 6,5 10,6 Spagna 396,9 378,0 -18,9 -4,8 -6,9 Giappone 332,2 337,2 5,0 1,5 -6,3 Paesi Bassi 238,7 229,9 -8,8 -3,7 5,8 Turchia 190,5 216,6 26,1 13,7 21,5 Russia 182,6 209,8 27,2 14,9 12,1 Algeria 26,8 191,5 164,7 614,2 1998,9 Belgio 178,2 173,4 -4,9 -2,7 -1,8 Corea del Sud 141,2 171,2 30,0 21,2 48,8 Romania 155,4 154,3 -1,1 -0,7 -7,4 Austria 135,8 152,8 17,0 12,5 8,5 Canada 139,8 148,1 8,3 5,9 3,2 Portogallo 129,7 140,5 10,8 8,3 8,9
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Tra le destinazioni emergenti da segnalare anche i buoni risultati sperimentati sul mercato cinese con Hong Kong in crescita del 7,7% e Cina in progresso del 6,5%. Bene anche le vendite in Turchia (+13,7%) e Russia (+14,9%). Da segnalare, infine, gli incrementi particolarmente elevati sperimentati dai distretti toscani nella Corea del Sud (+21,2%, in forte accelerazione nel quarto trimestre) e Algeria, che vede

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addirittura moltiplicate per sei le vendite, in particolare da parte delloreficeria aretina, collocandosi al secondo posto (dopo gli Emirati Arabi Uniti) tra i paesi che hanno maggiormente contribuito alla crescita delle esportazioni dei distretti toscani nel complesso del 2013 (Fig.1.7). Tra i paesi che invece hanno contribuito meno alla crescita delle esportazioni dei distretti toscani nel 2013 da segnalare le deludenti performance di Arabia Saudita, Tunisia e India, oltre alla gi citata Spagna.
Fig.1.7 I paesi che hanno contribuito maggiormente alla crescita delle esportazioni nel 2013 (milioni di euro, differenza con 2012) Fig.1.8 I paesi che hanno contribuito meno alla crescita delle esportazioni nel 2013 (milioni di euro, differenza con il 2012)

Emirati Arabi Uniti Algeria Stati Uniti Regno Unito Germania Hong Kong Corea del Sud Russia Turchia Cina 0 50 100 150 200 250 300
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Venezuela Antille Olandesi Belgio Slovenia Panama Paesi Bassi India Spagna Tunisia Arabia Saudita -40 -30 -20 -10 0
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

I campioni dellexport distrettuale toscano si sono confermati, anche alla luce dellaccelerazione del quarto trimestre, la pelletteria e calzature di Firenze (+11,7%) e loreficeria di Arezzo, protagonista di un vero e proprio boom di vendite sui mercati internazionali nel corso del 2013 (+21,5%) che ha portato a superare i livelli record di 2 miliardi di euro di export.
Tab. 1.3 Le esportazioni dei distretti tradizionali toscani nel 2013 (milioni di euro e var.%) Milioni di euro Differenza tra 2012 2013 2013 e 2012 Totale di cui 11.128,4 12.154,6 1.026,2 Pelletteria e calzature di Firenze 2.488,3 2.778,8 290,5 Oreficeria di Arezzo 1.721,1 2.090,6 369,6 Tessile e abbigliamento di Prato 1.435,1 1.406,5 -28,6 Abbigliamento di Empoli 1.009,5 1.123,1 113,7 Concia e calzature di Santa Croce sull'Arno 993,2 1.014,8 21,6 Pelletteria e calzature di Arezzo 484,2 655,3 171,0 Marmo di Carrara 600,0 646,0 46,0 Vini del Chianti 495,5 518,5 23,0 Cartario di Capannori 448,5 455,2 6,7 Tessile e abbigliamento di Arezzo 285,1 291,3 6,2 Calzature di Lucca 256,8 250,6 -6,2 Olio di Firenze 174,0 221,6 47,6 Florovivaistico di Pistoia 221,8 210,7 -11,1 Olio di Lucca 198,3 199,3 1,1 Calzature di Lamporecchio 125,9 120,8 -5,1 Mobile imbottito di Quarrata 126,2 113,6 -12,6 Mobili di Poggibonsi-Sinalunga 39,2 32,9 -6,2 Ceramica di Sesto Fiorentino 25,8 24,9 -0,9
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Var. % tendenziali 2013 9,2 11,7 21,5 -2,0 11,3 2,2 35,3 7,7 4,6 1,5 2,2 -2,4 27,4 -5,0 0,5 -4,1 -10,0 -15,9 -3,4 4 trim. 2013 12,6 16,4 31,3 3,4 10,6 0,4 31,7 5,5 3,0 3,7 -0,4 -14,9 30,9 0,3 1,2 -5,4 -9,5 -3,0 21,0

Bene anche labbigliamento di Empoli (+11,3%) e la pelletteria e calzature di Arezzo (+35,3%, grazie alle lavorazioni della pelletteria, +44%), a testimonianza del favore dei mercati esteri nei confronti dei prodotti della Moda di alta gamma toscani.

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Meno brillanti, invece, i risultati degli altri distretti del Sistema Moda toscano: la pelletteria e calzature di Santa Croce e il tessile e abbigliamento di Arezzo registrano incrementi limitati intorno al 2%, mentre viaggiano in territorio negativo le esportazioni del tessile e abbigliamento di Prato (-2%) e delle calzature di Lucca (-2,4%, legato al crollo sperimentato nella seconda parte dellanno) e di Lamporecchio (-4,1%). Tra le altre specializzazioni del made in Tuscany, il 2013 ha visto proseguire il trend positivo del marmo di Carrara (+7,7%), del vino del Chianti (+4,6%) e dei distretti dellolio (Firenze +27,4% mentre Lucca sperimenta un debole 0,5%). Dopo la battuta darresto del 2012, torna in crescita il distretto cartario di Capannori (+1,5% in media danno), grazie al risveglio della seconda parte del 2013, confermato con il positivo +3,7% dellultimo trimestre. Gli ottimi risultati del quarto trimestre (+21%) sembrano chiudere la pesante fase di crisi che ha interessato il distretto della ceramica di Sesto Fiorentino, pur non riuscendo a riportare in positivo le vendite estere nel complesso del 2013 (-3,4%). Maggiori difficolt, invece, stanno interessando le esportazioni del florovivaistico di Pistoia che chiude il 2013 con un arretramento del 5%. Maglia nera, infine, per i due distretti del mobile, con Quarrata che chiude con un arretramento del 10% e Poggibonsi Sinalunga che sperimenta un crollo prossimo al 16%.

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1.2 I risultati dei principali distretti e del polo farmaceutico toscano


Il distretto che nel 2013 ha maggiormente contribuito, con 370 milioni di euro aggiuntivi, alla crescita delle esportazioni dei distretti tradizionali toscani loreficeria di Arezzo che ha saputo ben sfruttare la forte accelerazione sperimentata nella domanda mondiale di gioielli, stimolata dal ribasso delle quotazioni dei preziosi e dalla forte valenza in termini di status symbol e di dono rituale che rivestono i gioielli in molti paesi del mondo. Secondo lultima edizione del Gold Demand Trends, prodotto dal World Gold Council, nel 2013 si assistito a un balzo in avanti della domanda di oreficeria nel mondo, complice innanzitutto il brusco ridimensionamento delle quotazioni dei preziosi che ha reso pi conveniente lacquisto di gioielli, in particolare da parte dei consumatori dei paesi asiatici e del Medio Oriente.
Tab. 1.4 La domanda mondiale di gioielli in oro nel 2013 Quantit Paesi Tonnellate Var. % Totale, di cui: 2.209,5 17 Cina e Hong Kong 711,4 29 India 612,7 11 USA 122,8 13 Turchia 73,3 19 Russia 73,3 5 Emirati Arabi Uniti 61,8 24 Arabia Saudita 55 17 Egitto 41,8 5 Indonesia 37,9 23 Regno Unito 23,4 10 Italia 20,2 -9 Altri paesi del Golfo 19,9 18 Giappone 17,6 6 Vietnam 11,9 4 Corea del Sud 9,7 -3 Taiwan 7,5 9 Tailandia 3,5 17
Fonte: World Gold Council, Gold Demand Trends , febbraio 2014

Valori Milioni dollari 100.486 32.507 27.985 5.403 3.350 3.309 2.864 2.504 1.919 1.736 1.012 886 901 799 554 452 344 167

Var. % -1 9 -6 -8 2 -12 7 -1 -10 5 -13 -26 0 -10 -9 -16 -7 4

La crescita in tonnellate stata pari al 17%, a fronte di una diminuzione dell1% in valore: si tratta dellincremento pi elevato dal 1997 che riporta la domanda di gioielli al di sopra dei livelli pre-crisi. Tra i paesi monitorati dal Gold Demand Trends, spiccano gli incrementi in tonnellate sperimentati dalla Cina (+29% nella Cina continentale e +34% Hong Kong) che raggiunge il livello record di 711 tonnellate di gioielli in oro, superando lIndia, ferma a quota 612 tonnellate, (+11%). Landamento del mercato indiano stato, infatti, condizionato negativamente dalle misure prese dal Governo indiano per limitare la domanda nel tentativo di ridurre il deficit di partite correnti, elemento che ha parzialmente frenato in corso danno lo slancio dei consumatori indiani. Elevati anche i tassi di crescita riscontrati in altri paesi asiatici (+23% per lIndonesia, +17% la Tailandia) e Medio Oriente, con in testa gli Emirati Arabi Uniti (+24%) e gli altri paesi del Golfo (+18%). In significativa espansione anche la Turchia (+19%) e gli Stati Uniti (+13%), con unaccelerazione nella seconda parte dellanno. Da segnalare, inoltre, come nel 2013 si sia assistito a uno spostamento della domanda verso prodotti a maggiore caratura, con un upgrade verso fasce di prodotto di gamma elevata. I dati delle esportazioni delloreficeria di Arezzo mostrano come alcune imprese del distretto siano riuscite a cogliere lopportunit creata dal boom della domanda mondiale, riuscendo a incrementare in modo significativo i valori esportati (+21,5% nella media del 2013), un risultato eccezionale che, con ogni probabilit, si traduce in tassi di crescita ancora pi elevati dal punto di vista delle quantit (purtroppo non disponibili a livello di dettaglio territoriale). A livello nazionale, infatti, la crescita dell8,3% riscontrata nei valori esportati di gioielli in metalli preziosi si riflessa in un incremento del 15% in quantit fisiche.

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Tab. 1.5 Evoluzione delle esportazioni del distretto delloreficeria di Arezzo Milioni di euro Comp. % Var. % sul corrispondente periodo dell'anno precedente 2013 2013 2012 2013 4 trim. 2013 TOTALE, di cui: 2.090,6 100,0 16,3 21,5 31,3 Emirati Arabi Uniti Algeria Turchia Stati Uniti Hong Kong Francia Panama Germania Rep. Dominicana Libia Regno Unito Spagna 949,8 169,3 115,8 111,1 108,6 103,5 37,5 35,7 35,2 34,5 31,7 31,5 45,4 8,1 5,5 5,3 5,2 4,9 1,8 1,7 1,7 1,6 1,5 1,5 57,7 45,9 -1,0 5,2 12,8 -25,3 -4,3 -11,0 -36,7 1474,8 9,7 -4,6 33,2 11.581,1 16,3 -1,3 13,2 -16,5 -12,3 -7,9 77,7 -4,1 8,9 -17,7 18,1 15.492,7 31,6 -15,5 0,8 -10,9 -15,7 -11,1 314,0 13,0 -1,7 -20,9

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Il dato aretino, del resto, appare ancora pi significativo se confrontato con levoluzione degli altri due distretti orafi, con Valenza ferma al 12,6% e Vicenza addirittura in negativo (-1,9%), maggiormente condizionata dallandamento dei prezzi e dalla conseguente evoluzione negativa dei flussi verso la Svizzera, una quota dei quali da attribuirsi a scrap destinato alla fusione.
Fig. 1.9 Le esportazioni dei distretti orafi a confronto (var. % tendenziale gen-sett. 2013)

25 20 15 10 5 0 -5

21,5

12,6

-1,9 Arezzo Valenza Vicenza

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Arezzo ha invece beneficiato della nuova crescita significativa degli Emirati Arabi Uniti (+33,2% dopo il 57,5% del 2012) e del vero e proprio boom di vendita riscontrato in Algeria, dove alcune imprese aretine hanno sfruttato la possibilit creata dal temporaneo calo dei dazi per raggiungere direttamente un mercato normalmente servito attraverso triangolazioni. Lemergere di nuove classi agiate nei Paesi emergenti sicuramente alla base dei risultati sperimentati dalle esportazioni del secondo campione del Made in Tuscany distrettuale: anche nel 2013, infatti, il distretto della pelletteria e calzature di Firenze ha proseguito nel trend positivo che lo caratterizza da un decennio, con la sola eccezione del 2009.

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Fig. 1.10 Evoluzione delle esportazioni del distretto della pelletteria e calzature di Firenze (milioni di euro e variazioni % tendenziali)

25,0 15,0 5,0 -5,0 -15,0 -25,0 2003


Var. % concia e pelletteria Var.% calzature Milioni di , sc.dx

3.000 2.500 2.000 1.500 1.000 500 -

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

I dati positivi hanno riguardato sia la concia e pelletteria (+10,9%) sia le calzature (+13,5%), componente che aveva manifestato meno brillantezza negli scorsi anni. La Svizzera, dopo la battuta darresto del 2012, torna in territorio positivo (+3,8%) mentre rimangono su ritmi elevati i flussi diretti verso la Francia (+10,7% con una forte accelerazione nellultimo quarto dellanno), gli Stati Uniti (+14%), il Regno Unito (+18%). Da segnalare, in positivo, la forte accelerazione sperimentata in Germania che con un +31,4% risultata il mercato pi brillante tra gli sbocchi principali del distretto fiorentino. Rallentano, invece, rispetto agli ottimi risultati del 2012, le esportazioni verso i mercati asiatici, con la parziale eccezione della Corea del Sud (+14,1%): Giappone (+2,8%), Cina (+3,6%), Hong Kong (8,3%) appaiono meno brillanti, con segnali negativi nellultimo trimestre che gettano dubbi sulle prospettive per lanno in corso. In particolare in Cina, secondo Reuters, la stretta posta dal Governo con le norme anticorruzione e il diverso orientamento dei consumatori (con lo spostamento delle preferenze verso oggetti artistici e viaggi) stanno causando un rallentamento della domanda per i beni di lusso del sistema moda, portando ad ipotizzare una sostanziale stabilit nellorizzonte del 2014. Le esportazioni verso Cina e Hong Kong valgono poco meno del 9% del totale, quota a cui va aggiunta la parte di prodotti che, con ogni probabilit, transita da Francia e Svizzera prima di raggiungere il Far East. Si tratta di livelli significativi che difficilmente potranno essere compensati dai segnali positivi che emergono dai mercati maturi, come Germania, Stati Uniti e Regno Unito.
Tab. 1.6 Evoluzione delle esportazioni del distretto della pelletteria e calzature di Firenze Milioni di euro Comp. % Var.% sul corrispondente periodo dell'anno precedente 2013 2013 2012 2013 4 trim. 2013 TOTALE, di cui: 2778,8 100,0 8,4 11,7 16,4 Svizzera Francia Stati Uniti Regno Unito Hong Kong Germania Giappone Cina Repubblica di Corea Spagna 789,4 352,0 290,3 164,4 150,9 147,8 120,1 92,5 59,1 56,6 28,4 12,7 10,4 5,9 5,4 5,3 4,3 3,3 2,1 2,0 -6,4 11,7 19,2 18,4 28,1 9,1 30,7 59,4 6,8 -6,2 3,8 10,7 14,0 18,0 8,3 31,4 2,8 3,6 14,1 8,1 7,7 28,6 19,3 35,2 13,1 27,4 -18,5 -5,0 40,4 0,9

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

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Le trasformazioni del mercato cinese stanno interessando in parte anche le esportazioni del distretto della pelletteria e calzature di Arezzo, piattaforma produttiva, come Firenze, delle case di moda. Lexport complessivo del distretto ha continuato a viaggiare su ritmi elevati lungo tutto il 2013, chiuso con un incremento del 35,3%. Tuttavia si notano diverse modificazioni nel pattern geografico, con lo spostamento dei flussi da Hong Kong (in negativo nellultimo trimestre) verso la Cina continentale (67,2%) e, soprattutto, Macao, entrata dal nulla a fare parte dei principali sbocchi produttivi, e Corea del Sud, grazie anche al potenziamento della presenza commerciale di Prada, principale attore del distretto.
Tab. 1.7 Evoluzione delle esportazioni del distretto della pelletteria e calzature di Arezzo Milioni di euro Comp.% Var.% sul corrispondente periodo dell'anno precedente 2013 2013 2012 2013 4 trim. 2013 TOTALE, di cui: 655,3 100,0 33,5 35,3 31,7 Stati Uniti Hong Kong Francia Regno Unito Cina Repubblica di Corea Macao Svizzera 140,4 135,9 86,8 76,9 29,9 25,7 17,7 15,5 21,4 20,7 13,3 11,7 4,6 3,9 2,7 2,4 66,1 20,8 43,4 37,3 39,5 19,0 0,0 18,9 28,7 16,3 16,7 27,0 45,6 234,8 9546,5 -3,8 17,3 -1,8 5,3 -15,7 67,2 1512,0 6894,1 -30,5

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Il buon momento sui mercati internazionali del Sistema Moda toscano si riflette nel +11,3% registrato dallabbigliamento di Empoli, gratificato soprattutto dalla conferma dei risultati positivi sul mercato statunitense (+15% in media danno, in accelerazione a +26,8% nellultimo trimestre) e dal netto miglioramento delle vendite in Germania (+29,7%), Svizzera (+17,4%) e Russia (+20,2%). Deludente, invece, nel 2013 il mercato giapponese che aveva fortemente contribuito alla crescita dellexport di abbigliamento empolese nel 2012.
Tab. 1.8 Evoluzione delle esportazioni del distretto dellabbigliamento di Empoli Milioni di euro Comp.% Var.% sul corrispondente periodo dell'anno precedente 2012 2012 2012 2013 4 trim. 2013 TOTALE, di cui: 1123,1 100,0 5,9 11,3 10,6 Francia Stati Uniti Germania Svizzera Hong Kong Giappone Regno Unito Federazione russa Spagna Belgio Cina Paesi Bassi 139,6 121,5 104,4 102,7 95,6 73,1 68,5 53,2 37,7 32,2 31,2 29,4 12,4 10,8 9,3 9,1 8,5 6,5 6,1 4,7 3,4 2,9 2,8 2,6 -0,5 10,3 5,7 7,2 12,2 20,5 -4,1 7,4 1,5 -7,0 14,2 8,1 2,6 15,0 29,7 17,4 12,4 -4,8 31,9 20,2 -2,4 0,2 12,7 -7,2 1,8 26,8 15,6 14,5 -0,6 -1,6 15,2 25,9 4,4 9,1 11,0 -5,7

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Gli altri distretti del sistema moda toscano presentano, invece, performance meno brillanti se non negative. Sta, infatti, gradatamente rallentando rispetto agli scorsi anni levoluzione delle vendite allestero del distretto della concia e calzature di Santa Croce sullArno che nel 2013, complice una prima parte dellanno difficile, ha sperimentato una crescita del 2,2%, tale comunque da portare il distretto a superare la soglia del miliardo di euro esportato.

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Fig. 1.11 Evoluzione delle esportazioni del distretto della concia e calzature di Santa Croce sullArno (milioni di euro e variazioni % tendenziali)

30,0 20,0 10,0 0,0 -10,0 -20,0 -30,0 2003


Var. % concia e pelletteria Var.% calzature Milioni di , sc.dx

1.100 1.000 900 800 700 600 500

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Il distretto ha sofferto la performance negativa nei due principali mercati di sbocco (Hong Kong e Francia, intorno al -3%), mentre ha potuto beneficiare del buon andamento degli Stati Uniti e della Cina. Da segnalare come, a differenza di quanto sperimentato in altri distretti toscani, la Germania non abbia dato segnali di risveglio mentre, allopposto, sono tornate a crescere le vendite in Spagna e Vietnam, paesi forti produttori di calzature.
Tab. 1.9 Evoluzione delle esportazioni del distretto della concia e calzature di Santa Croce sullArno Milioni di euro Comp.% Var.% sul corrispondente periodo dell'anno precedente 2013 2013 2012 2013 4 trim. 2013 TOTALE, di cui: 1.014,8 100,0 3,7 2,2 0,4 Hong Kong Francia Stati Uniti Germania Spagna Cina Regno Unito Portogallo Svizzera Giappone Austria Vietnam Paesi Bassi Repubblica di Corea 141,1 118,1 82,6 77,5 75,8 65,2 46,1 40,1 35,5 29,8 29,3 21,2 21,0 20,8 13,9 11,6 8,1 7,6 7,5 6,4 4,5 3,9 3,5 2,9 2,9 2,1 2,1 2,1 1,5 19,2 12,9 -9,8 -7,5 -13,7 34,1 2,2 8,1 30,3 29,9 -2,6 3,4 4,1 -2,9 -3,0 11,1 -2,2 1,9 20,4 -10,4 7,9 -7,6 3,2 15,9 30,1 -12,9 10,7 0,2 -17,3 31,6 -20,2 7,3 40,2 -33,7 0,6 -15,0 -0,4 0,8 97,2 1,5 43,8

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Positivi, ma al di sotto della media regionale, i ritmi di crescita delle esportazioni del distretto del tessile e abbigliamento di Arezzo (+2,2%), condizionato dalla frenata sperimentata, in particolare sul finire dellanno, negli Stati Uniti, in Cina e Romania che controbilanciano i buoni risultati ottenuti nei primi due mercati di sbocco (Francia, +20,2% e Regno Unito, +12,7%). Le performance variegate del sistema moda toscano vedono, poi, a fianco delle realt di successo anche tre distretti in maggiori difficolt. In particolare, i distretti della calzature di Lucca e Lamporecchio continuano ad arretrare (-2,4% e -4,1% rispettivamente nel 2013), performance decisamente deludenti se confrontate con quelle delle altre realt produttive del settore, sia in Toscana che nelle altre regioni.

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Fig. 1.12 Evoluzione delle esportazioni dei distretti calzaturieri a confronto (var. % tendenziali)

12,0 10,0 8,0 6,0 4,0 2,0 0,0 -2,0 -4,0 -6,0 -4,1 Calzature di Lamporecchio Calzature di Lucca Altri distretti delle calzature toscani* Altri distretti delle calzature italiani Calzaturiero italiano -2,4
2012 2013

8,0 4,9 5,5

Nota: *Firenze, Arezzo, Santa Croce, Codice ATECO 152. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Chiude il 2013 il negativo anche il tessile abbigliamento di Prato (-2%), con risultati, tuttavia, eterogenei per i diversi prodotti e, soprattutto, un trend di ripresa nella seconda met dellanno che porta una nota di ottimismo rispetto alla difficile situazione sperimentata nel 2012 e nel primo semestre 2013. Nella media dello scorso anno risultano in crescita le esportazioni di filati (+3,6%) e maglieria (+10%), mentre calano il tessile (-6%) e labbigliamento (-1,4%).
Fig.1.13 Evoluzione delle esportazioni del distretto del tessile abbigliamento di Prato (var. % tendenziali)

20,0 15,0 10,0 5,0 0,0 -5,0 -10,0 -15,0 -20,0 1T12 2T12 3T12 4T12 1T13 2T13 3T13 4T13
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Filati Abbigliamento

Tessuti Maglieria

Tra gli elementi che hanno contribuito a moderare il trend negativo del distretto pratese (Fig. 1.14) sono da segnalare le buone performance sperimentate soprattutto dai settori a valle: la maglieria nei paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi) e Regno Unito e Hong Kong per labbigliamento. Bene anche i flussi di filati verso la Croazia e di tessuti in Turchia, forse attribuibili a flussi intrafirm di un importante gruppo italiano presente sia nel distretto sia in Croazia e Turchia, con stabilimenti specializzati nelle produzioni a valle. Forti penalizzazioni (Fig. 1.15) sono invece derivate dai flussi di tessuti verso Spagna, Russia, Cina e Germania, dalle vendite di abbigliamento in Tunisia e Francia, dalla maglieria in Spagna e dagli invii di filati verso la Romania (paese un tempo meta privilegiata della delocalizzazione delle fasi a valle del sistema moda), confermando la forte eterogeneit presente allinterno del distretto e, indirettamente, lelevato condizionamento creato dalle modifiche nelle global value chain del tessile abbigliamento.

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Fig. 1.14 I prodotti/paesi che hanno maggiormente contribuito positivamente alle esportazioni del distretto di Prato nel 2013 (diff. 2012-2013, milioni di euro)

Fig. 1.15 I prodotti/paesi che hanno maggiormente contribuito negativamente alle esportazioni del distretto di Prato nel 2013 (diff. 2012-2013, milioni di euro)

Maglieria-Francia Filati-Croazia Maglieria-Germania Tessuti-Turchia Abbigliamento-Hong Kong Maglieria-Regno Unito Maglieria-Paesi Bassi Abbigliamento-Regno Unito 0 1 2 3 4 5 6

Filati-Romania Tessuti-Germania Abbigliamento-Francia Tessuti-Cina Maglieria-Spagna Tessuti-Russia Tessuti-Spagna Abbigliamento-Tunisia -10 -8 -6 -4 -2 0

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

La situazione distrettuale al di fuori del Sistema Moda toscano appare anchessa altamente diversificata. Il distretto cartario di Capannori chiude il 2013 con un risultato leggermente positivo (+1,5%) grazie a un secondo semestre in progressiva accelerazione (+2,5% nel terzo trimestre e +3,7% nel quarto), a testimonianza del miglioramento della congiuntura dei mercati dellarea euro, principali sbocchi del distretto.
Tab. 1.10 Evoluzione delle esportazioni del distretto cartario di Capannori Milioni di euro Comp.% Var.% sul corrispondente periodo dell'anno precedente 2013 2013 2012 2013 4 trim. 2013 TOTALE, di cui: 455,2 100,0 -0,1 1,5 3,7 Francia Germania Paesi Bassi Spagna Austria Svizzera Regno Unito Polonia Grecia Slovenia 137,2 64,5 32,3 30,8 23,4 22,5 20,6 13,9 11,0 11,0 30,1 14,2 7,1 6,8 5,1 4,9 4,5 3,0 2,4 2,4 -3,8 -6,5 8,6 -2,3 30,5 -3,8 24,1 10,7 -42,0 14,3 -0,1 -7,3 1,8 7,9 35,2 -8,3 5,9 3,8 5,2 5,6 1,4 17,4 -2,7 5,6 6,2 -22,3 6,4 30,0 7,7 -1,6

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Bene anche il distretto del marmo di Carrara che chiude il 2013 registrando un aumento delle esportazioni del 7,7%, grazie alle vendite negli Stati Uniti, negli Emirati Arabi Uniti, Cina e Qatar. Il confronto con il distretto del marmo della Valpolicella, pi concentrato sugli sbocchi europei, evidenzia le buone performance allexport di Carrara, sia nella componente del grezzo (+5,4%) che del marmo lavorato (8,6%).

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Fig. 1.16 - Le esportazioni dei distretti del marmo di Carrara e del marmo della Valpolicella (milioni di euro)

700,0 650,0 600,0 550,0 500,0 450,0 400,0 350,0 300,0 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Marmo di Carrara Marmo della Valpolicella

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

La crescita delle esportazioni ha interessato anche i distretti alimentari toscani, in particolare i vini (+4,6%), grazie soprattutto al contributo del mercato statunitense, che da solo vale un terzo dellexport di vini delle province di Firenze e Siena. Il confronto con le performance degli altri distretti del vino monitorati fa emergere tuttavia come il Chianti si collochi, pur in un quadro di crescita, tra le realt meno dinamiche, con tassi di sviluppo nettamente inferiori in particolare al Piemonte e alla Franciacorta.
Fig. 1.17 Le esportazioni dei distretti italiani del vino nel 2013 (var. % e milioni di euro)

1400 1200 Piemonte

Milioni di euro

1000 800 600 400 200 0 -20,0 Friuli -15,0 Sicilia -10,0 -5,0 Bolzano 0,0 Var.% 2013 5,0 10,0 Chianti Verona ConeglianoValdobbiadene Trento Franciacorta Abruzzo 15,0 20,0

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Non escono da una situazione di grave difficolt i due distretti del mobile: il distretto del mobile di Quarrata sperimenta nel 2013 la terza contrazione annuale delle esportazioni (-10%), mentre Poggibonsi-Sinalunga registra a consuntivo danno un crollo prossimo al 16%, pur in un quadro di rallentamento della caduta. Il confronto con le performance degli altri distretti del mobile italiano evidenzia come, pur in un quadro difficile creato dalla domanda poco dinamica in molti dei principali mercati di sbocco, in particolare nellarea euro, i distretti toscani fatichino decisamente pi delle altre realt locali a trovare un sentiero di successo sui mercati internazionali.

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Fig. 1.18 Le esportazioni dei distretti del mobile (var. %)

10 5 0 -5 -10 -15
Quarrata Poggibonsi-Sinalunga Altri distretti del mobile

-20 2010
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

2011

2012

2013

Il distretto della ceramica di Sesto Fiorentino ha sperimentato nella media del 2013 un calo delle esportazioni pari al 3,4%, ma in un quadro di netto miglioramento: lacquisizione del principale operatore locale da parte di Gucci e la ripresa della lavorazione hanno portato lexport del quarto trimestre a sperimentare un vero e proprio boom (+21%). Infine il polo farmaceutico toscano sperimenta un buon ritmo di crescita (+9%) delle esportazioni, salite a oltre 800 milioni di euro, grazie soprattutto al forte contributo portato da Germania, Regno Unito, Austria. Da segnalare il ritorno in positivo del mercato spagnolo e il boom di vendite in Cina, che supera cos i 20 milioni di euro.
Tab. 1.11 Evoluzione delle esportazioni del polo farmaceutico toscano Milioni di euro Comp. % Var. % sul corrispondente periodo dell'anno precedente 2013 2013 2012 2013 4 trim. 2013 TOTALE, di cui: 812,3 100,0 1,9 9,0 0,8 Germania Francia Brasile Regno Unito Austria Repubblica di Corea Spagna Canada Cina Belgio 226,8 118,3 57,6 47,6 40,8 40,6 30,3 23,8 20,4 19,5 27,9 14,6 7,1 5,9 5,0 5,0 3,7 2,9 2,5 2,4 -13,2 118,4 -17,1 -18,9 20,5 -0,6 -21,4 30,0 -13,2 64,0 31,5 -4,3 -16,9 18,3 14,5 -16,2 42,2 26,1 65,3 39,6 -1,3 -11,2 -5,1 14,8 -1,2 -19,7 36,4 -53,9 79,6 -44,9

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

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1.3 La CIG
Gli ottimi risultati delle esportazioni non hanno ancora consentito al mercato del lavoro toscano di mostrare significativi miglioramenti, complici le difficolt sul fronte della domanda interna e lemergere di specifiche situazioni di crisi aziendale. Nel corso del 2013 il monte ore complessivo richiesto di Cassa Integrazione Guadagni ha registrato un lieve arretramento (-4%), frutto del crollo delle richieste per la Cassa in deroga (-35%). La componente Ordinaria ha, invece, evidenziato una nuova crescita (+9,4%) e, soprattutto, sono fortemente aumentate le ore richieste per la CIG Straordinaria (+31,5%), che riguarda le specifiche aziende in difficolt.
Fig. 1.19 - Monte ore di Cassa Integrazione Guadagni nei distretti tradizionali della Toscana (migliaia di ore) e variazione delle esportazioni

18000 16000 14000 12000 10000 8000 6000 4000 2000 0 2008
Deroga

20,0 15,0 10,0 5,0 0,0 -5,0 -10,0 -15,0 -20,0 2009 2010
Ordinaria

2011
Straordinaria

2012

2013
Var.% Export - sc.dx.

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS e Istat

Lanalisi dei dati mensili, che arriva fino al febbraio 2014, evidenzia come la situazione sia ancora critica: dopo il calo registrato nel quarto trimestre 2013, le richieste di ore di CIG sono aumentate anche nel primo bimestre dellanno in corso, con nuovamente la componente Straordinaria ad evidenziare gli aumenti pi significativi. In particolare, si nota un incremento nelle ore di CIG Straordinaria nel distretto del tessileabbigliamento di Prato e nel cartario di Capannori, realt che hanno sofferto in modo significativo la caduta della domanda interna e la congiuntura sfavorevole sui mercati europei.
Fig. 1.20 - Monte ore di Cassa Integrazione Guadagni nei distretti tradizionali della Toscana (var. % tendenziale)

150,0 100,0 50,0 0,0 -50,0 -100,0 I-13 II-13 III-13 IV-13 Gen-Feb14
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS e Istat

Deroga

Ordinaria

Straordinaria

Totale complessivo

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Appendice metodologica
Non facile monitorare levoluzione congiunturale dei distretti industriali. Le uniche informazioni aggiornate disponibili a livello territoriale (provinciale) riguardano le esportazioni espresse a prezzi correnti (dati trimestrali). Un incrocio province/settori per le esportazioni disponibile, inoltre, per un numero relativamente limitato di settori (circa 100). La congiuntura dei distretti pu essere pertanto approssimata in un modo molto grezzo, con un maggiore grado di confidenza solo per i distretti fortemente export-oriented (non ci sono, infatti, dati sul mercato interno) e per quelli che producono beni non troppo specifici (non abbiamo statistiche su micro-settori ad esempio come coltelli e forchette). I distretti analizzati costituiscono una sintesi di quelli individuati dalla Federazione dei distretti italiani, dallIstat, dalla Fondazione Edison e dalle Leggi regionali che censiscono i distretti stessi. Poich il presente lavoro ha finalit soprattutto quantitative a livello del sistema distretti nel suo complesso, ci si concentrati solo sui distretti che potevano essere ben rappresentati dai dati Istat disponibili sul commercio estero a livello provinciale. Vale la pena precisare che i dati Istat provinciali si riferiscono alle esportazioni espresse a prezzi correnti e, pertanto, non tengono conto dei fenomeni inflativi, ovvero delle variazioni di prezzo non dovute a miglioramenti qualitativi dei beni prodotti. Questi dati devono, pertanto, essere valutati con cautela visto che levoluzione positiva (negativa) dellexport pu nascondere aumenti (diminuzioni) di prezzo legati allandamento delle quotazioni delle materie prime. In questo numero del Monitor levoluzione delle esportazioni nel 2012 calcolata confrontando i dati rettificati nel 2012 con i dati definitivi del 2011. Infine, levoluzione delle esportazioni nel 2013 calcolata confrontando i dati provvisori nel 2013 con i dati definitivi del 2012.

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Le pubblicazioni sui Distretti del Servizio Studi e Ricerche


Studi sui distretti industriali
Monografie sui principali distretti industriali italiani
Il distretto del mobile della Brianza, Marzo 2003 Il distretto del mobile del Livenza e Quartiere del Piave, Agosto 2003 Il distretto della calzatura sportiva di Montebelluna, Agosto 2003 Il distretto del tessileabbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno, Settembre 2003 Il distretto delle piastrelle di Sassuolo, Dicembre 2003 Il distretto della calzetteria di Castel Goffredo, Gennaio 2004 Il distretto dei metalli di Lumezzane, Febbraio 2004 Il distretto del tessileabbigliamento di Prato, Marzo 2004 Il distretto del mobile di Pesaro, Giugno 2004 Il distretto dellocchialeria di Belluno, Settembre 2004 Il distretto della concia di Arzignano, Settembre 2004 Il distretto delle calzature di Fermo, Febbraio 2005 Il distretto tessile di Biella, Marzo 2005 Il distretto della sedia di Manzano, Maggio 2005 Il distretto serico di Como, Agosto 2005 Il distretto della calzetteria di Castel Goffredo (aggiornamento), Novembre 2005 Il distretto dei prodotti in pelle e cuoio di Santa Croce sullArno, Dicembre 2005 Il distretto della concia di Arzignano (aggiornamento), Aprile 2006 Il distretto del mobile imbottito della Murgia, Giugno 2006 I distretti italiani del mobile, Maggio 2007 Il distretto conciario di Solofra, Giugno 2007 Il distretto dei prodotti in pelle e cuoio di Santa Croce sullArno (aggiorn.), Settembre 2007 Il distretto della calzatura del Brenta, Ottobre 2007 Il distretto della calzatura veronese, Dicembre 2007 Il Polo fiorentino della pelle, Luglio 2008 Il distretto dei casalinghi di Omegna, Novembre 2008 Il distretto della calzatura di San Mauro Pascoli, Febbraio 2009 Il distretto metalmeccanico del Lecchese, Giugno 2009 I distretti calzaturieri del sud: Casarano, il Nord Barese e il Napoletano, Settembre 2009 Il distretto della maglieria e dellabbigliamento di Carpi, Marzo 2010 Il distretto delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia, Marzo 2010 I distretti veneti del tessile-abbigliamento: le strategie per un rilancio possibile, Aprile 2010 Locchialeria di Belluno alluscita dalla crisi: quale futuro per il tessuto produttivo locale?, Settembre 2010 La Riviera del Brenta nel confronto con i principali distretti calzaturieri italiani, Ottobre 2010 Il comparto termale in Italia: focus Terme Euganee, Giugno 2011 Il calzaturiero di San Mauro Pascoli: strategie per un rilancio possibile, Luglio 2011 Il distretto della carta di Capannori, Marzo 2012 I distretti industriali e i poli tecnologici del Mezzogiorno: struttura ed evoluzione recente, Giugno 2012 Il mobile imbottito di Forl nellattuale contesto competitivo, Novembre 2012 Abbigliamento abruzzese e napoletano, Novembre 2012 Maglieria e abbigliamento di Perugia, Luglio 2013 Pistoia nel mondo, Dicembre 2013

Monitor dei distretti e Monitor dei distretti regionali


Trimestrale di congiuntura e previsioni sui principali distretti industriali italiani
Ultimo numero: Marzo 2014

Economia e finanza dei distretti industriali


Rapporto annuale sui bilanci delle imprese distrettuali
Sesto numero: Dicembre 2013

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Monitor dei Distretti Toscana Marzo 2014

Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche - Responsabile Gregorio De Felice Ufficio Industry & Banking Fabrizio Guelpa (Responsabile Ufficio) Industry Stefania Trenti (Responsabile) Giovanni Foresti (Responsabile Analisi Territoriale) Maria Cristina De Michele Serena Fumagalli Angelo Palumbo Caterina Riontino Ilaria Sangalli Banking Elisa Coletti (Responsabile) Marco Lamieri Tiziano Lucchina Finanza e Servizi Pubblici Locali Laura Campanini (Responsabile)

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fabrizio.guelpa@intesasanpaolo.com stefania.trenti@intesasanpaolo.com giovanni.foresti@intesasanpaolo.com maria.demichele@intesasanpaolo.com serena.fumagalli@intesasanpaolo.com angelo.palumbo@intesasanpaolo.com caterina.riontino@intesasanpaolo.com ilaria.sangalli@intesasanpaolo.com elisa.coletti@intesasanpaolo.com marco.lamieri@intesasanpaolo.com tiziano.lucchina@intesasanpaolo.com laura.campanini@intesasanpaolo.com

Il rapporto stato elaborato con informazioni disponibili al 14 marzo 2014.

Editing: Sonia Papandrea

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