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Settimanale

Fondato il 15 dicembre 1969

Nuova serie - Anno XXXVIII - N. 14 - 10 aprile 2014

CAPIRE cHE SOLO IL SOcIALISMO PUO cAMBIARE LITALIA E DARE IL POTERE AL PROLETARIATO
di Giovanni Scuderi
Allassemblea nazionale della mozione Il sindacato unaltra cosa
PAG. 2

37 Anniversario della fondazione del Partito marxista-leninista italiano

CREMAScHI: QUESTA EUROPA DELLE BANcHE E DEI PADRONI E NOSTRA NEMIcA. LA CGIL ROMPA cOL PD E RENZI LaBOliZiONE DEllE PROViNCE UN TagliO alla DEMOCRaZia E allElETTORalisMO DEMOCRaTiCi BORgHEsi
AppEllO Di alCUNi COsTiTUZiONalisTi

Il Senato approva una misura che era nel piano della P2

Apprezzata diffusione dei volantini del PMLI contro il governo Renzi PAG. 4

Firenze, 2 luglio 2010. Il compagno Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI, partecipa con la delegazione di Firenze e della Toscana del Partito, alla manifestazione regionale per lo sciopero generale indetto dalla CGIL (foto Il Bolscevico)

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Proficuo e positivo lincontro tra il Partito e le masse popolari biellesi

Pieno successo del rosso gazebo del PMLI a Biella contro il governo Renzi
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RENZI AccOLTO A SUON DI FIScHI E cONTESTAZIONI Fermare subito IN CALABRIA il piano di Renzi che era di Berlusconi OBaMa a ROMa EsalTa il RiNNEgaTO NapOliTaNO SEi aNNi Di REClUsiONE
PAG. 12 Costretto alle dimissioni, cerca limpunit facendosi eleggere al parlamento europeo PAG. 3 Il PMLI e Il Bolscevico lhanno n da subito denunciato

Allistituto comprensivo statale Gregorio Caloprese di Scalea (Cosenza)

I sERViZi sEgRETi COpRiRONO lE BR NEl RapiMENTO MORO PAG. 9

Renzi si ispira al capofila E iNTERDiZiONE pERpETUa pER degli imperialisti americani il gOVERNaTORE DElla CalaBRia Gli antimperialisti, tra cui il PMLI,
manifestano nei pressi dellambasciata Usa
Lo rileva lOCSE

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Ha falsificato i bilanci di Reggio Calabria quandera sindaco

SCOpElliTi (NCD)

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DIFFONDETE IL DOcUMENTO DEL PMLI SUL PREcARIATO IN FORMATO PDF

Appello della Commissione giovani del CC del PMLI

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Persi 2.400 euro in 6 anni Il 15,4% dei giovani povero PAG. 5

Il 15% DEllE faMigliE E sENZa REDDiTO

Cesa indagato per finanziamento illecito


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Luscita dalleuro non avrebbe conseguenze disastrose per le masse popolari? PAG. 8

2 il bolscevico / PMLI

N. 14 - 10 aprile 2014

CAPIRE cHE SOLO IL SOcIALISMO PU cAMBIARE LITALIA E DARE IL POTERE AL PROLETARIATO


di Giovanni Scuderi *
Celebriamo il 37 Anniversario della fondazione del PMLI, che cade il 9 Aprile, con orgoglio proletario rivoluzionario e con il cuore colmo di gratitudine verso i militanti e i simpatizzanti attivi del Partito. passato poco pi di un mese da quando la classe dominante borghese riuscita a insediare a Palazzo Chigi, con laiuto del rinnegato Giorgio Napolitano, un altro suo rappresentante di destra, dopo Berlusconi, Monti e Letta. Si tratta di Matteo Renzi, una reincarnazione moderna e tecnologica di Berlusconi e Mussolini, che si alleato col delinquente di Arcore per completare la seconda repubblica neofascista secondo il piano della P2. Questo piano fascista affossa definitivamente la Costituzione, la democrazia e lelettoralismo democratici borghesi attraverso labolizione del Senato e delle province e lItalicum fascistissimum, peggiore del Porcellum e della legge elettorale Acerbo di mussoliniana memoria. Anche le prime misure economiche e sociali di Renzi sono di destra. Vedi la liberalizzazione dei contratti a termine e dellapprendistato, che penalizza soprattutto i giovani e aumenta il precariato, coperta furbescamente dalla promessa di dare 80 euro in media al mese a una parte dei lavoratori, ma non dar nemmeno un euro alla massa dei pensionati e dei disoccupati. Vedi la legge delega che d al governo la facolt di introdurre un contratto unico a tutele crescenti, senza le garanzie dellarticolo 18 e che cancella i diritti ancora contenuti nei contratti collettivi, nonch labolizione della Cassa integrazione guadagni e restrizioni alla Cassa in deroga. Vedi i tagli ai lavoratori statali, che tra laltro comporteranno la perdita di 85 mila posti di lavoro e il blocco totale del turn over e degli stipendi. Vedi i tagli alla spesa pubblica che si riverseranno sulla sanit, sui servizi sociali e sui trasporti. Vedi linnalzamento da 41 a 42 anni di contributi per le donne che vogliono andare in pensione. Vedi laumento indifferenziato delle tasse sulle rendite finanziarie che colpiranno anche le famiglie dei lavoratori dipendenti e i pensionati. Vedi, infine, il piano delle massicce privatizzazioni. C quanto basta per indurre i vertici sindacali a proclamare uno sciopero generale di 8 ore e una manifestazione nazionale sotto Palazzo Chigi. E invece nicchiano. Non si rendono conto che se gli danno una mano, RenSpazziamo via il governo del Berlusconi democristiano Renzi, i marxisti-leninisti non verranno mai meno allimpegno di conquistare il socialismo, e lo dimostrano ogni giorno nei propri impegni di lavoro, di studio e di vita, nelle organizzazioni di massa, in primo luogo nella CGIL, lottando strenuamente e in prima fila contro il capitalismo e i suoi governi, centrale, regionali e locali e nel difendere gli interessi immediati e quotidiani delle masse occupate, pensionate, disoccupate, precarie, studentesche e femminili. Coerentemente con questo impegno, dobbiamo difendere e applicare con risolutezza la linea ideologica, politica e organizzativa del Partito, compresi lastensionismo di principio alle elezioni europee e lastensionismo tattico alle elezioni amministrative prossime, e rafforzare lunit rivoluzionaria e marxista-leninista del Partito, a cominciare dal Comitato centrale e dallUfficio politico, attraverso la critica e lautocritica, dalle quali non abbiamo nulla da perdere e tutto da guadagnare. Riconoscere i nostri errori e accettare le giuste critiche ci rende pi forti e pi credibili personalmente e collettivamente. In questi 37 anni di dure lotte e di grandi sacrifici, non dimenticando quelli fatti nei dieci anni della preparazione del Partito, nonostante il black out dei media della destra e della sinistra borghesi e lassoluta povert di risorse economiche e di mezzi, abbiamo fatto delle buone cose. Ma possiamo e dobbiamo fare di pi e meglio, prendendo esempio dalle compagne, dai compagni e dalle istanze pi avanzati, pi preparati, pi combattivi, pi determinati nella lotta di classe. Soprattutto dobbiamo ispirarci ai nostri Maestri e modelli Marx, Engels, Lenin, Stalin, Mao per fare come loro che hanno dato tutto per il Partito, il proletariato e il socialismo. Lavoriamo sodo e con fiducia per conquistare la fiducia e lappoggio delle masse e dei giovani e per far loro capire che solo il socialismo pu cambiare lItalia e dare il potere al proletariato! Lavoriamo sodo e con fiducia per accumulare le forze necessarie per spazzar via il governo del Berlusconi democristiano Renzi e per avanzare verso lItalia unita, rossa e socialista! Coi Maestri e il PMLI vinceremo!

37 Anniversario della fondazione del Partito marxista-leninista italiano

zi si prender tutto il braccio. Chi ci rimette sono i lavoratori, i disoccupati, i pensionati, i precari e i giovani. Il governo del Berlusconi democristiano Renzi va spazzato via subito, prima che si consolidi e getti le basi per una sua riedizione. Consapevoli che per la classe dominante borghese Renzi luomo giusto per tenere a bada il proletariato e le masse popolari e giovanili per un altro ventennio, dopo quelli di Mussolini e di Berlusconi. Per Renzi non esistono pi le classi, la contrapposizione e la lotta tra le classi, la destra e la sinistra. A suo dire esistono solo le famiglie e i cittadini senza distinzione di classe, e la contraddizione tra conservazione e innovazione. E quanto emerge dal suo commento al libro Destra e sinistra del socialista liberale Norberto Bobbio recentemente ripubblicato. Il concetto di fondo il seguente: La sinistra cara a Bobbio, quella socialdemocratica e anticomunista, ha insomma vinto la sua partita. Ma oggi ne stiamo giocando unaltra. Quei blocchi sociali che prima rendevano tutto pi semplici non ci sono pi... Oggi la nuova partita si svolge con attori e campi di gioco ine-

Lo spezzone del PMLI durante la manifestazione per lo sciopero generale della Toscana del 2 luglio 2010. Al centro, con la bandiera il compagno Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI (foto Il Bolscevico)

diti... La sinistra deve accettare di vivere il costante movimento dei tempi presenti e accoglierlo come una benedizione e non come un intralcio. questo straordinario, irrefrenabile movimento che sfonda la vecchia bidimensionalit della diade destra/ sinistra... La sinistra oggi chiamata a riconoscere e a conoscere il movimento continuo delle nuove dinamiche sociali, contro chi vorrebbe vanamente fare appello a blocchi che non esistono pi e che bene che non esistano pi. Come si vede per Renzi oggi tutto nuovo, addirittura inedito. La realt per lo smentisce in quanto i campi da gioco (capitalismo e socialismo) e gli attori (le classi) sono sempre gli stessi. Anche se il socialismo al momento solo nel progetto del PMLI. Le classi e le disuguaglianze di classe esistono ancora, eccome. Basta pensare che il 10% delle famiglie pi ricche detiene il 46,6% della ricchezza delle famiglie. Quasi 10 milioni di italiani sono ufficialmente considerati in povert relativa e 4 milioni e 814 mila in povert assoluta. Due milioni e 171 mila persone percepiscono una pensione di 506 mila euro al mese. In questi ultimi anni il potere dacquisto delle pensioni diminuito del 30%.

Il 30% degli anziani non si cura pi. I disoccupati hanno raggiunto la cifra ufficiale di circa 3 milioni, mentre altri 3,3 milioni non cercano pi lavoro. Il 42,4% dei giovani senza lavoro. La disoccupazione e la povert affliggono soprattutto le masse del Sud. Il 12% dei lavoratori non ce la fa ad arrivare a fine mese. 3.315.580 lavoratori sono precari. 2,2 milioni di giovani, tra i 15 e i 29 anni, non lavorano e non studiano. Il potere di acquisto delle famiglie, dal 2008 al 2013, ha perso 11 miliardi. Questa disastrosa, inumana e intollerabile situazione generata dal capitalismo e dai suoi governi che scaricano sulle masse le sue crisi e i suoi problemi. Perdurando il capitalismo, nessun Renzi riuscir mai a capovolgere questa situazione a favore del popolo. Quello che occorre cambiare il sistema economico, lo Stato e la classe dominante, abolire lo sfruttamento delluomo sulluomo, le classi, le disuguaglianze sociali e di sesso, le disparit territoriali e tra citt e campagna, dare il potere al proletariato. Questo si chiama socialismo, ed su di esso che gli sfruttati e gli oppressi, i movimenti anticapitalisti, le ragazze e i ragazzi pi

coscienti, avanzati e combattivi che lavorano, che sono disoccupati, precari, studenti dovrebbero riversare la loro massima attenzione. Soprattutto il proletariato dovrebbe capire che senza il potere politico non ha nulla, che il suo compito storico quello di abbattere il capitalismo e instaurare il socialismo. Una consapevolezza che esso ha acquisito dalla Rivoluzione dOttobre fino ai primi anni ottanta e che poi ha perduto col completo tradimento dei revisionisti togliattiani e berlingueriani. Una consapevolezza che pu e deve riacquistare appropriandosi della sua cultura rappresentata dal marxismo-leninismo-pensiero di Mao. Per cominciare, basterebbe leggere: il Manifesto del Partito comunista di Marx e Engels, Stato e Rivoluzione di Lenin, Principi del leninismo e Questioni del leninismo di Stalin, Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo di Mao. Il PMLI continuer senza sosta a fargli riacquistare tale consapevolezza e tale cultura, contando sullaiuto degli intellettuali del popolo che via via si legheranno al Partito. Come ha affermato lUfficio politico nel documento del 25 febbraio dal titolo

__________

* Segretario generale del PMLI

N. 14 - 10 aprile 2014

controriforme costituzionali / il bolscevico 3


Il Senato approva una misura che era nel piano della P2

Il 26 marzo il Senato ha approvato con il voto di fiducia, il quarto dalla nascita del governo Renzi, il disegno di legge che abolisce le Province, e che ora passa alla Camera per lapprovazione definitiva. In realt non si tratta ancora dellabolizione definitiva, perch essendo le Province previste espressamente dalla Costituzione occorre una legge costituzionale per farlo, e sar fatto con la riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione che il Consiglio dei ministri ha appena varato e che Renzi si appresta a presentare in parlamento, con lobiettivo dichiarato di farlo approvare in prima lettura prima delle elezioni del 25 maggio. Ma intanto il ddl appena approvato che porta la firma del braccio destro di Renzi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, e che declassa subito le Province ad enti territoriali di area vasta, con ridotte competenze e non pi governati da propri organi autonomi ma sostanzialmente dai sindaci, costituisce un passo decisivo verso la loro abolizione definitiva, e soprattutto consente al premier, alla vigilia delle elezioni europee, di vantarsi di aver gi abolito 3 mila politici tra consiglieri, assessori e presidenti, con un risparmio per le casse pubbliche di parecchi milioni di euro, tra stipendi e spese elettorali, cos da sottrarre a Grillo una delle sue armi propagandistiche preferite:

LABOLIZIONE DELLE PROVINCE E UN TAGLIO ALLA DEMOCRAZIA E ALLELETTORALISMO DEMOCRATICI BORGHESI


Siamo consapevoli ha commentato infatti il Berlusconi democristiano che alcune Province lavorano bene, ma dobbiamo dare un segnale chiaro, forte e netto, con 3 mila posti per i politici in meno. Questa la premessa per dare speranza e fiducia ai cittadini e non un caso che la riduzione dei costi e posti della politica sia la premessa per restituire 80 euro ai cittadini. Sottolineando anche che questa solo la premessa ad altre riforme, dalla riorganizzazione radicale della Pubblica amministrazione alla legge elettorale Italicum, dal tetto agli stipendi dei manager pubblici allabolizione del Senato. Il provvedimento Delrio ricalca sostanzialmente il progetto che fu gi abbozzato dal governo Berlusconi e ripreso dai governi Monti e Letta-Berlusconi: a governare i nuovi enti territoriali in cui sono state trasformate provvisoriamente le Province saranno dal gennaio 2015 i sindaci dei Comuni che ne facevano parte, che formeranno delle assemblee che sostituiranno i Consigli e ne eleggeranno anche il presidente, senza percepire indennit aggiuntive a quella di sindaco. Intanto non si voter pi a maggio per il rinnovo dei presidenti e dei Consigli provinciali, almeno nelle 52 Provincie che non erano ancora state commissariate tra il 2012 e il 2013. Le relative competenze passano a Regioni e Comuni, ad eccezione di quelle per ledilizia scolastica, la pianificazione dei trasporti e lambiente. Sempre dal 1 gennaio 2015 vengono istituite 10 Citt metropolitane, geograficamente coincidenti con altrettante province capoluogo di regione: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma capitale, Napoli, Bari e Reggio Calabria. Altre 5 sono istituite nelle regioni a statuto speciale: Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste, con la possibilit di crearne anche altre. Tali organismi saranno governati da un sindaco metropolitano e da due assemblee, il Consiglio metropolitano e la Conferenza metropolitana, entrambe presiedute dallo stesso sindaco. previsto anche laccorpamento e la fusione tra piccoli Comuni per ottimizzare e semplificare i servizi, con funzioni svolte, si sottolinea, a titolo gratuito. Ma questa novit prevede che nei comuni sotto 3 mila abitanti il sindaco possa governare per tre mandati anzich due, e prevede anche laumento del numero dei consiglieri e degli assessori in proporzione alla popolazione: ben 26 mila per i primi e 5 mila per i secondi. Letta, Monti e Berlusconi, direttamente cio dal Piano di rinascita democratica di Gelli, che laveva inserita tra quelle da realizzare a medio e lungo termine in campo istituzionale, laddove si chiedeva la riforma della legge comunale e provinciale per sopprimere le Province e ridefinire i i compiti dei Comuni dettando nuove norme sui controlli finanziari. Costituendo infatti un ulteriore taglio alla democrazia e allelettoralismo borghesi, essa perfettamente funzionale al disegno piduista di seconda repubblica neofascista, presidenzialista e federalista che attende solo di essere completata col programma di riforme istituzionali e costituzionali concordato tra Renzi e Berlusconi, basato sulla legge elettorale Italicum fascistissimum, peggiore del porcellum e della legge fascista Acerbo, labolizione del Senato e del bicameralismo perfetto e la modifica del Titolo V; accordo che non a caso si ultimamente arricchito di un capitolo in pi su cui i due banditi si sono trovati di nuovo in profonda sintonia: quel premierato forte che conferisce al presidente del Consiglio poteri di tipo mussoliniano, come il diritto di nominare e revocare i ministri e di avere corsie preferenziali e tempi obbligatori per i provvedimenti del governo in parlamento. Labolizione delle Province taglia la democrazia e lelettoralismo borghesi, perch azzerando i rappresentanti di un intero livello amministrativo riduce oggettivamente il diritto di rappresentanza per gli elettori, aumentando invece i poteri dei presidenti di Regione e a dismisura quelli gi fortemente autoreferenziali dei neopodest: in special modo quelli delle grandi citt e, in misura ancor maggiore, quelli dei sindaci metropolitani. E non neanche vero che ridurrebbe i costi della politica. Intanto i funzionari provinciali non sono 3 mila, come afferma Renzi, ma poco pi della met, per lesattezza 1.774. I risparmi teorici sarebbero 111 milioni di stipendi e 318 milioni di spese elettorali ogni cinque anni, circa 60 milioni lanno. Il risparmio totale sarebbe quindi di circa 170 milioni, non contando per i costi delle citt metropolitane. Poi c da considerare laumento di 26 mila consiglieri e 5 mila assessori comunali, che secondo il governo dovrebbe essere a costo zero, ma chi pu credere a una simile balla? Non la Corte dei conti, sembra, visto che su questo e su altri punti del ddl Delrio ha gi suonato pi di un campanello dallarme.

Arroganza e presidenzialismo di Renzi


Anche il modo in cui questo provvedimento stato approvato denuncia i metodi arroganti e il disegno presidenzialista di Renzi. Alla vigilia dellapprovazione il governo era gi andato sotto un paio di volte in commissione Affari costituzionali, e una volta anche in aula, su un emendamento che riaffidava alle Province la competenza sulledilizia scolastica, che il testo originale aveva invece cassato. Ma il vero campanello dallarme era suonato quando su una pregiudiziale di incostituzionalit sollevata dal M5S il governo se lera cavata per soli 4 voti di scarto: 115 no contro 112 s. In particolare erano mancati i voti di alcuni assenti nel Nuovo centro destra di Alfano e quello dellex ministro alla Difesa, il trombato Mario Mauro. Tanto che a gettare la ciambella di salvataggio al governo era dovuto intervenire dufficio il partito del neoduce (formalmente allopposizione, e quindi contrario al provvedimento), con una decina di assenze tattiche tra le file dei senatori di Forza Italia. Ma Renzi non ha affatto abbassato la cresta per lo smacco parlamentare, e per tutta risposta ha convocato il Consiglio dei ministri per farsi approvare formalmente lapposizione del voto di fiducia sul provvedimento, cosa che poi avvenuta in aula facendolo passare a forza, sia pure con

Una riforma gi avanzata dalla P2


Questa per sommi capi la riforma di Renzi e Delrio, che a ben vedere viene da lontano, ancor pi lontano che dagli stessi

Pubblichiamo qui di seguito il testo integrale dellappello titolato Verso la svolta autoritaria e sottoscritto da costituzionalisti e personalit contro lo stravolgimento della Costituzione operato dalla proposta del tandem RenziBerlusconi di attribuzione di un impressionante potere neofascista nelle mani del presidente del Consiglio. Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n.1 del 2014, per creare un sistema autoritario che

Fermare subito il piano di Renzi che era di Berlusconi


d al Presidente del Consiglio poteri padronali. Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dellordine amministrativo, lItalia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti) a guardare. La responsabilit del Pd enorme poich sta consentendo lattuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto. Il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere

Appello di alcuni costituzionalisti

in mano il testimone della svolta autoritaria ancora pi grave perch neutralizza lopinione di opposizione. Bisogna fermare subito questo progetto, e farlo con la stessa determinazione con la quale si riusc a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava. Non lappartenenza a un partito che vale a rendere giusto ci che sbagliato. Una democrazia plebiscitaria non scritta nella nostra Costituzione e non cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libert politica e civile pu desiderare. Quale che sia il leader che la propone.

solo 160 s, 9 meno di quelli avuti per il voto di fiducia al suo governo. Poi ha riunito il gruppo parlamentare PD, e lo ha strigliato severamente, rispondendo con arroganza a chi mugugnava per la vittoria risicata in parlamento e per la tenuta futura della maggioranza: Centosessanta voti sono pochi? No, sono quelli che bastano. Dopodich ha chiesto e ottenuto obbedienza a scatola chiusa anche sulla riforma del Senato e del Titolo V che la Boschi e Delrio stavano ancora finendo di scrivere, ribadendo che lui andr fino in fondo, che disposto a rischiare, e se non si supera il Senato smetto di fare politica, e che il PD deve essere il primo partito in Italia, il secondo nel PSE. E a chi gli ricordava linaffidabilit di Berlusconi e il fallimento della Bicamerale di DAlema ha risposto con la consueta sfrontatezza: Berlusconi non mi far fare la fine di DAlema. Perch lui non pi quello di una volta, e perch io non sono DAlema. Dunque il Berlusconi democristiano procede come uno schiacciasassi, asfaltando lopposizione interna del suo partito ormai completamente spiazzata dal ritmo forsennato che impone allagenda politica e parlamentare, tanto che mentre i suoi avversari stanno ancora cercando di organizzare una qualche risposta a una sua iniziativa, lui gi oltre e ne presenta continuamente di nuove. Cosicch cuperliani, bersaniani, giovani turchi come Fassina, lettiani ecc., ormai non riescono ad emettere pi che dei flebili balbettii di malcontento, finendo sempre per per allinearsi regolarmente ai diktat renziani: come avvenuto appunto in parlamento per il voto di fiducia sullabolizione delle province, e due giorni dopo anche nella Direzione PD, sullaccelerazione da lui impressa alla riforma del Senato e sul Jobs Act. Direzione conclusasi ancora una volta con la sua vittoria a stragrande maggioranza e i soli 12 voti contrari del solito gruppo di Civati.

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4 il bolscevico / XVII congresso cgil

N. 14 - 10 aprile 2014

CREMaScHi: QUESTa EUROPa DELLE BaNcHE E DEi PaDRONi E NOSTRa NEMica. La CGiL ROMPa cOL PD E RENZi
Apprezzata diffusione dei volantini del PMLI contro il governo Renzi
20% circa ottenuto dalla mozione 2 nei pochi congressi dove poteva disporre di relatori, e le percentuali da prefisso telefonico in quelli dove era assente. Oltre a tante altre irregolarit, alcune al limite del surreale come il voto di iscritti in realt defunti. Susanna Camusso, ha detto Cremaschi, dovrebbe vergognarsi di questo dato falso, i risultati sono falsi ed responsabilit della segreteria confederale. Il primo firmatario della mozione 2 ha quindi stigmatizzato laccordo del 10 gennaio sulla rappresentanza e la consultazione farsa in merito, tuonando fra gli applausi: Lo grideremo anche dai tetti: questo accordo incostituzionale, e annunciando che si far ricorso alla magistratura. Quindi ha spronato la FIOM a fare sul serio, facendo saltare laccordo. Cremaschi ha infine puntato il dito contro il governo Renzi, denunciando sia le giravolte di Camusso sia la clamorosa connivenza di Landini, affermando che tale governo nostro avversario, perch ha messo in campo un programma di estrema destra fatto di privatizzazioni, F35, precariato totale, tagli, licenziamenti dei dipendenti pubblici, sprezzo dei sindacati, cancellazione del Senato (e poi della Camera?, ha ironizzato). Un altro applauso ha accompagnato Cremaschi quando per la mozione 2, non solo perch le ha consentito di fare il punto della situazione e lha lanciata per il futuro come area di opposizione della sinistra della CGIL, ma soprattutto per aver preso risolutamente posizione contro il governo del Berlusconi democristiano Renzi. Anche perch nel testo della mozione 2 mancava un qualsiasi attacco contro il governo (allora Letta-Alfano). Tuttora per non si dice esplicitamente che il problema di fondo, alla base della crisi e delle politiche di austerit e macelleria sociale sponsorizzate dalla UE, il capitalismo col suo sistema economico, sociale, politico e istituzionale, che va quindi abbattuto per realizzare un vero cambiamento. Ma c terreno fertile perch questa coscienza possa affermarsi, attraverso limpegno dei marxisti-leninisti. Infine, riportiamo allattenzione di chi si batte per la democrazia in CGIL quanto la Commissione per il lavoro di massa del CC del PMLI ha scritto nel documento Diamo battaglia al XVII congresso della CGIL: La proposta strategica del PMLI di modello di sindacato va molto oltre. Noi ci battiamo per la costruzione dal basso di un grande sindacato delle lavoratrici, dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati fondato sulla democrazia diretta e il potere sindacaDal nostro inviato speciale

Allassemblea nazionale della mozione Il sindacato unaltra cosa

Il 29 marzo si tenuta a Bologna presso il cinema Galliera la prima assemblea nazionale de Il sindacato unaltra cosa, la mozione di sinistra del XVII Congresso della CGIL, primo firmatario Giorgio Cremaschi, sostenuta anche dai marxisti-leninisti. Allentrata del cinema, prima dellinizio dellassemblea, una squadra di diffusori del PMLI diretta dal compagno Federico Picerni ha distribuito quasi 200 volantini recanti il Documento Spazziamo via il governo del Berlusconi democristiano Renzi, accettato di buon grado dai partecipanti e dallo stesso Cremaschi, oltre che da alcuni passanti che transitavano nei paraggi. Copie dello stesso e di un altro volantino con lappello Giovani, date le ali al vostro futuro erano inoltre esposte nel corridoio antistante la sala dellassemblea.

Bologna, 29 marzo 2014. Diffusione del documento dellUP contro il governo Renzi allingresso del cinema dove si teneva la prima assemblea nazionale de Il sindacato unaltra cosa. La squadra dei diffusori era diretta dal compagno Federico Picerni, Responsabile della Commissione giovani del CC del PMLI (nella foto) (foto Il Bolscevico)

La relazione di Cremaschi
Nella sua relazione, di ampio respiro, Cremaschi ha evidenziato innanzitutto il grande impegno militante profuso da chi si battuto per laffermazione della mozione 2, nonostante le gravissime scorrettezze dei promotori della mozione 1: statisticamente infatti ha vinto questultima, ma si assiste ad un clamoroso divario fra il

ha detto: La CGIL se vuole esistere deve rompere col Partito Democratico. Il sindacato unaltra cosa, ha aggiunto, far la sua parte per mettere in piedi una mobilitazione contro il governo Renzi, perch questa Europa delle banche, dei padroni e della BCE nostra nemica, e Renzi il governo di questa Europa. Perci la mozione non mancher alla manifestazione nazionale contro lausterit del 12 aprile a Roma. Nellimmediato futuro, dopo il risultato incoraggiante nei congressi che si sono svolti finora,

la mozione Il sindacato unaltra cosa continuer a dare battaglia nei congressi di categoria fino al congresso nazionale della confederazione. Ma, precisa Cremaschi, non tutto: dopo il congresso verr convocata una conferenza organizzativa per trasformare la mozione in area di opposizione organizzata allinterno della CGIL, fondata sulla democrazia interna e sulla centralit dei delegati.

Osservazione
Indubbiamente lassemblea di Bologna segna un salto di qualit

le e contrattuale in mano alle assemblee generali dei lavoratori e dei pensionati. Possiamo prendere spunto dallesigenza di una rappresentanza sindacale di tipo nuovo, che in parte si trova nella mozione 2, per esporre il nostro modello di sindacato le cui caratteristiche principali sono: lunit sindacale di tutti i lavoratori dipendenti (operai e impiegati di ambo i sessi e di tutte le categorie e i settori privati e pubblici) e di tutti i pensionati a basso reddito; la gestione della vita del sindacato fondata sulla democrazia diretta dal basso verso lalto che significa dare il potere sindacale e contrattuale alle Assemblee generali dei lavoratori e dei pensionati, che comporta tra le altre cose la possibilit di revoca in ogni momento dei delegati e dei dirigenti non pi riconosciuti come tali dalla base; lassunzione di una piattaforma rivendicativa che abbia come scopo la conquista di migliori condizioni di vita e di lavoro, per quanto possibile sotto il capitalismo; il rifiuto a livello di principio della concertazione e del patto sociale con le controparti (governo e padronato) poich solo con la lotta di classe, con luso di tutti i metodi di lotta a disposizione che possono essere conquistati veri ed effettivi avanzamenti sociali per gli sfruttati e gli oppressi.

DOcUMENTO cONcLUSiVO DELLaSSEMBLEa NaZiONaLE DE IL SiNDacaTO UNaLTRa cOSa a BOLOGNa


Pubblichiamo il testo integrale del Documento conclusivo dellassemblea nazionale de Il sindacato unaltra cosa a Bologna, approvato con un voto contrario e un astenuto. Lassemblea di Bologna del documento congressuale IL SINDACATO UNALTRA COSA, esprime grande soddisfazione per limpegno delle e dei militanti volontari che hanno fatto s che le nostre posizioni fossero conosciute e sostenute nella CGIL in un quarto della platea degli iscritti coinvolti nei congressi di base. Il risultato del nostro documento, l dove siamo stato presenti, complessivamente attorno al 20% dei voti, fatto che rappresenta un segnale forte del peso reale del dissenso con la linea e le pratiche della CGIL e d il senso di ci che sarebbe potuto accadere se il congresso si fosse svolto in maniera democratica e con una vera parit di condizioni. Cos non stato, le e i militanti che, mettendo passione ed impegno personale, hanno partecipato al congresso hanno spesso dovuto subire prepotenze indegne della cultura politica della CGIL. Avrebbero dovuto avere il riconoscimento dellimpegno e della passione democratica, ed invece hanno sperimentato ostilit e boicottaggi burocratici. Nei congressi dove non siamo

stati presenti poi, le regole del pluralismo sono state quasi sempre ignorate e si sviluppato il vergognoso fenomeno del gonfiamento artificiale dei votanti, che ha alterato profondamente landamento e il risultato del congresso, che per questo abbiamo deciso di non riconoscere. Abbiamo denunciato ripetutamente la non credibilit e la falsit dei risultati, i brogli massicci, abbiamo chiesto verifiche che avrebbero dovuto e potuto tranquillamente svolgersi, ma applicando il principio che le regole sono quelle delle maggioranza, gli organi di garanzia e la segreteria confederale hanno rifiutato ogni atto di trasparenza. Per il sistema diffuso della falsificazione dei risultati congressuali ci sono dunque anche responsabilit politiche del gruppo dirigente ai massimi livelli. Anche lultima richiesta di una verifica campione su 100 congressi di base scelti di comune accordo stata evasa, segno che ci sono risultati falsi e falsificati. Il risultato ufficiale di oltre il 97% per il documento Camusso falso politicamente e numericamente, e fotografa appieno la crisi della democrazia in CGIL, tanto pi grave in quanto cos viene nascosta la crisi di partecipazione che abbiamo potuto pie-

Costruire lopposizione in Cgil


namente riscontrare nelle assemblee dove eravamo presenti. Questo il primo congresso della CGIL dove almeno la met dei voti pu essere considerata inesistente. Per queste ragioni lassemblea conferma la decisione di non riconoscere i risultati congressuali e decide di continuare la lotta per la democrazia in CGIL, con una campagna fino al congresso confederale. La degenerazione della vita democratica della CGIL tanto pi grave in quanto si accompagna alla sottoscrizione del Testo Unico sulla rappresentanza. Respingiamo quellaccordo perch viola la sentenza della Corte Costituzionale e lo statuto democratico della CGIL e perch rappresenta lestensione a tutto il mondo del lavoro dellaccordo Fiat di Pomigliano. Contesteremo in tutte le sedi la legittimit della firma della CGIL ad esso e non ci sentiamo minimamente vincolati agli esiti di una consultazione che ha ancora minore trasparenza e garanzie democratiche del congresso. Per questo siamo impegnati a contrastare lapplicazione dellaccordo e a renderlo non operativo. Chiediamo al gruppo dirigente della FIOM di essere coerente con le proprie prese di posizione e di rifiutare lapplicazione del testo unico. Riteniamo necessario che tutte le forze sindacali, dentro e fuori il sindacalismo confederale, che contrastano lintesa, facciano una battaglia comune, nei rispettivi ambiti, contro di essa. Solo la cancellazione dellaccordo del 10 gennaio pu aprire la via ad una legge sulla rappresentanza che sia effettivamente democratica. Per tutte queste ragioni lassemblea assume la decisione di portare in tribunale laccordo che viola la Costituzione. Questo congresso nato come congresso unitario che doveva superare le differenze con un grande accordo di vertice tra i gruppi dirigenti, gi fallito dopo laccordo del 10 gennaio. L cominciato un secondo congresso. Con lavvento del governo Renzi poi cominciato un terzo congresso, segnato dai limiti profondi di autonomia dei gruppi dirigenti della CGIL . In questi tre congressi si rivelato il fallimento del progetto politico degli emendamenti, che non hanno avuto alcuna influenza sulle scelte della maggioranza e che anzi alla fine lhanno rafforzata. La nostra scelta del documento alternativo si rivelata la sola in gra-

do di rispondere alla realt, e viene da pensare come sarebbe diversa la situazione se tutto il dissenso in CGIL fosse stato messo dallinizio in contrasto con la deriva del gruppo dirigente. In ogni caso il nostro documento fa appello a tutte le posizioni critiche e di dissenso in CGIL perch si costruiscano iniziative comuni. LAssemblea decide sin dora di dare continuit allimpegno congressuale de Il sindacato unaltra cosa organizzandosi come opposizione in CGIL. La base della organizzazione sono le compagne ed i compagni dei collettivi che hanno gestito i congressi di base e i delegati eletti ai vari livelli. Questi collettivi territoriali definiranno un piano di lavoro, di organizzazione e di contatto capillare con tutto il mondo del lavoro e degli iscritti CGIL. Una conferenza organizzativa dopo il congresso nazionale della CGIL definir la struttura della nostra area di opposizione, che in ogni caso sar su basi assolutamente democratiche a tutti i livelli. I contenuti di fondo della nostra iniziativa sono quelli del documento congressuale che mantiene tutta la sua attualit. Siamo subito impegnati nel-

la lotta contro il Testo Unico e per la democrazia sindacale, che dovr svilupparsi in una campagna con banchetti e iniziative nei luoghi di lavoro, anche per finanziare la causa contro l accordo. La nostra iniziativa va sviluppata contro le politiche di austerit, il jobsact, le privatizzazioni e i tagli allo stato sociale, contro le politiche liberiste e autoritarie del governo Renzi. Questo governo un nostro chiaro e dichiarato avversario e la subalternit della CGIL nei suoi confronti ripropone la questione centrale dellindipendenza. Bisogna denunciare con forza il dannoso collateralismo tra gruppi dirigenti CGIL e PD. Contro il jobsact e la riforma Fornero bisogna costruire una grande mobilitazione con tutte le realt interessate anche assieme ai delegati autoconvocati. Parteciperemo a tutte le mobilitazioni dei movimenti sociali contro la Troika e lausterit a partire dalla manifestazione del 12 aprile a Roma per casa reddito e lavoro, mentre siamo al fianco dei movimenti Notav, NoMuos e contro le grandi opere, e contro la repressione che li colpisce. Il nostro impegno di costruire ovunque aree organizzate di lotta nei territori che facciano sentire a chi difende il lavoro, a chi rifiuta lo sfruttamento, che non solo. La lotta iniziata con il congresso continua.

N. 14 - 10 aprile 2014

IL 15% DELLE FAMiGLiE E SENZA REDDiTO


Lo rileva lOcse
Mentre i ricchi diventano sempre pi ricchi, le masse popolari e in particolare i giovani precipitano sempre pi nel baratro senza fondo della povert, della disoccupazione e della precariet. A certificarlo lultimo rapporto dellOrganizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) intitolato Uno sguardo sulla societ: Italia la crisi e le sue conseguenze e pubblicato a met marzo. Nel rapporto fra laltro si legge che Il reddito medio in Italia ha subito una diminuzione di circa 2.400 euro rispetto al 2007, arrivando ad un livello di 16.200 euro procapite nel 2012. Si tratta di una delle riduzioni in termini reali pi significative nellEurozona in media, la diminuzione nei redditi nei Paesi dellEurozona pari a 1.100 euro. La notevole riduzione dei redditi riflette il deterioramento delle condizioni nel mercato del lavoro per tutte le fasce della popolazione, i giovani in particolare. Con un livello del 55%, la percentuale di persone in et lavorativa occupate la quarta pi bassa tra

interni / il bolscevico 5

IL 15,4% DEi GiOVANi pOVERO


i 34 Paesi dellOCSE. Tra il 2007 e il 2013, la disoccupazione aumentata ad un tasso di 5 100 lavoratori per settimana, e pi di un quinto dellaumento totale della disoccupazione nellEurozona dovuto allItalia. Nel 2011, il 13,2% dei giovani ha dichiarato di non potersi permettere di comprare cibo a sufficienza (contro il 9,5% nel 2007) e il 7,2% di aver rinunciato a far ricorso a delle cure mediche per motivi economici. LOcse aggiunge che: Meno di 4 disoccupati su 10 ricevono un sussidio di disoccupazione e lItalia, assieme alla Grecia, uno dei due soli Paesi europei privi di un comprensivo sistema nazionale di sussidi rivolti ai gruppi a basso reddito. Allo stesso tempo, le famiglie relativamente pi abbienti hanno maggior accesso ai benefici dal sistema di protezione sociale rispetto ad ogni altro Paese in Europa... A causa della mancanza di un efficace sistema di previdenza sociale per le famiglie pi svantaggiate, e a causa del supporto limitato per quanti cercano attivamente lavoro, vi sono crescenti rischi che le difficolt economiche e le disuguaglianze diventino radicate nella societ. Con una diminuzione nei redditi del 12% in totale tra il 2008 e il 2010, il 10% pi svantaggiato della popolazione ha subito perdite molto superiori rispetto al 10% pi ricco, per il quale la perdita stata pari al 2%. Tra il 2007 e il 2010, il tasso di povert tra i giovani (18-25 anni) in Italia aumentato di tre punti percentuali, arrivando al 15,4%, e quello degli under 18 di 2 punti percentuali al 17,8%. Giovani e giovanissimi sono cos diventati le fasce det con il tasso di povert pi elevato, davanti ai quarantenni (13,4%) e agli over 75 (11,7%). Un trend che, secondo gli esperti Ocse, si sta confermando anche per gli anni successivi. La percentuale di giovani italiani che sono disoccupati o inattivi, e non sono n in educazione n in formazione (i cosiddetti Neet) aumentata di 5 punti tra il 2007 e il 2012, arrivando al 21,1%. Il dato italiano il terzo pi elevato tra i Paesi aderenti allorganizzazione, dopo Turchia (26,7%) e Grecia (27,3%). Nel 2013, la disoccupazione giovanile in Italia ha superato per la prima volta il 40% e pi di 1 giovane su 5 tra i 15 e i 25 anni non n occupato n cerca lavoro - si legge ancora nel rapporto Il cosiddetto tasso NEET (not in employment, education, or training - non occupato, n studente, n coinvolto in un corso di formazione) pi elevato che in Messico e Spagna, e il terzo pi alto tra i Paesi dellOCSE, dopo la Grecia e la Turchia. I giovani che non hanno diritto di ricevere alcun sussidio di disoccupazione fanno spesso affidamento sulla famiglia. Tuttavia, permane per i giovani la mancanza di servizi adeguati che favoriscano loccupazione, come ad esempio corsi di formazione e assistenza nella ricerca di lavoro, poich questi ultimi sono pi spesso riservati a quanti ricevono i sussidi di disoccupazione. Inoltre, con una crescita del 50% nel numero di persone che si trasferiscono in altri Paesi OCSE dallinizio della crisi, il fenomeno dellemigrazione ha ulteriormente accen-

Persi 2.400 euro in 6 anni

tuato la pressione demografica che colpisce il Paese. Con il sistema attuale, scrive lorganizzazione parigina, meno di 4 disoccupati su 10 ricevono un sussidio, e lItalia la sola in Europa insieme alla Grecia non avere un comprensivo sistema nazionale di sussidi a basso reddito. C quindi il rischio che le difficolt economiche e le disuguaglianze diventino radicate nella societ. Uno degli effetti di questa mancanza di un efficace sistema di previdenza sociale. dice anco-

ra lOcse, si riscontra nella distribuzione della perdita di reddito tra le diverse fasce della popolazione. Tra il 2007 e il 2010, il 10% pi povero ha perso in media il 6% allanno del proprio reddito disponibile, mentre il 10% pi ricco ha perso solo l1% senza considerare che la forbice si molto allargata in questi ultimi tre anni. Insomma cambiano i governi, cambiano i suonatori, ma la musica per le masse popolari e giovanili, sfruttate e oppresse, peggiora sempre di pi.

Ricchi sempre pi ricchi, evasione fiscale alle stelle tra i padroni e le imprese e povert in forte aumento tra le masse lavoratrici e popolari. Sono gli effetti devastanti prodotti dalla crisi economica del sistema capitalistico che a partire dal 2008 ha gettato sul lastrico milioni di giovani, lavoratori, pensionati e disoccupati a tutto vantaggio di un pugno di capitalisti che invece continuano ad accumulare ricchezze e dichiarano al Fisco solo una minima parte dei loro introiti. A certificarlo sono i dati diffusi a fine marzo dallAgenzia delle entrate sulle dichiarazioni dei red-

Il 5% degli italiani possiede il 22,7% del reddito nazionale


diti del 2013 da cui risulta che tra il 2008 ed il 2012 il reddito medio dei lavoratori dipendenti sceso del 4,6% e rimane fortissimo il divario tra ricchi e poveri: il 5% dei contribuenti con i redditi pi alti dichiara il 22,7% del reddito complessivo. Si tratta di una quota maggiore di quella dichiarata da met contribuenti, quelli con i redditi pi bassi. Suddividendo i contribuenti per 20 fasce di reddito si scopre poi che circa l80% degli imprenditori e circa l80% degli autonomi dichiara un reddito inferiore a 20 mila euro. Tra i dipendenti e i pensionati, a dichiarare sotto questa soglia sono circa il 60% e il 70%. Da segnalare, poi, che sopra la soglia dei 300 mila euro, livello a cui si vuole portare il tetto per i manager pubblici, ci sono solo lo 0,07% dei contribuenti. La stragrande maggioranza degli italiani, cio il 90%

I PADRONi DiCHiARANO MENO DEi LORO DiPENDENTi

del totale, dichiara un reddito fino a 35.819 euro. Mentre il reddito medio degli imprenditori rimane vistosamente pi basso di quello dei lavoratori dipendenti: 17.470 euro contro 20.280 euro e contro l80% dei lavoratori autonomi e artigiani che invece dichiara meno di 20

mila euro, poco sopra i pensionati (15.780 euro). Secondo lAgenzia delle Entrate, il reddito medio fiscale degli italiani si attestato nel 2012 a 19.750 euro. La met dei contribuenti dichiara per un reddito complessivo inferiore a 15.654 euro. A presentare le dichiarazioni dei redditi Unico e 730 ai fini Irpef sono stati 41,4 milioni di contribuenti. Ma, tra imponibile ridotto e abbattimenti con deduzioni e detrazioni, sono molti quelli che non pagano lIrpef: oltre 10 milioni. Ci sono per 31,2 milioni di soggetti (il 75% dei contribuenti) che paga in media unIrpef netta di 4.880 euro.

Mentre alle masse lavoratrici e popolari il parlamento nero impone nuove stangate e chiede nuovi sacrifici per uscire dalla crisi, la Camera non rinuncia agli affitti doro e continuer a pagare 32,5 milioni lanno per gli uffici superconfortevoli di 400 deputati ospitati negli immobili di propriet della Milano 90 del boss dei palazzinari romani Sergio Scarpellini. A dicembre 2013 la Camera aveva deciso con una legge di interrompere le costosissime locazioni. Ma a oggi n Letta n il Berlusconi democristiano che lo ha sostituito a Palazzo Chigi hanno mosso un dito per mettere fine a questo vergognoso sperpero di

LA CAMERA NON DiSDiCE GLi AFFiTTi DORO E400 SPERPERA 32,5 MiLiONi deputati non rinunciano ai loro privilegi
denaro pubblico rubato al popolo e regalato Scarpellini. Da mesi si assiste a un intollerabile scaricabarile tra lufficio dei Questori, lufficio di presidenza della Camera e le varie cosche parlamentari di Montecitorio: tutti a parole affermano di voler interrompere i contratti ma nessuno si sogna di farlo per davvero. Lo scandalo che ruota intorno ai tre palazzi situati nel centro di Roma attorno a Montecitorio e denominati Palazzo Marini due, tre e quattro, doppio. Il primo riguarda gli esorbitanti costi fuori mercato: 650 milioni di euro di affitto dal 1997 per ventanni (a fronte di un valore commerciale di 330 milioni stimato dal Demanio). Il secondo scandalo riguarda una clausola capestro, raramente adottata nel diritto amministrativo, che impedisce in modo esplicito il recesso anticipato dei contratti. A fine 2013 per far ingoiare lantipopolare spending review agli italiani, la Camera su proposta del grillino Riccardo Fraccaro aveva approvato una norma per poter recedere dalle locazioni. Ma fino ad oggi rimasta lettera morta perch Quella norma stata valutata a rischio dallAvvocatura dello Stato in quanto prevede tempi di preavviso troppo stretti, 30 giorni, e Scarpellini potrebbe impugnare il provvedimento. E poi perch i 400 deputati e relativi collaboratori, nel giro di un mese, avrebbero dovuto lasciare i loro comodi e lussuosi uffici e finire in mezzo a una strada. Per questi motivi i deputati avevano giurato di migliorare la norma-Fraccaro inserendo una modifica nel salvaRoma. Per due volte, per, quel decreto stato ritirato. Col risultato che ora la Camera (vigente solo la norma Fraccaro) pu chiedere la recessione dei contratti di locazione ma col rischio di affrontare una causa civile che, in caso di condanna, avvertono dallAvvocatura dello Stato, avrebbe costi esorbitanti per Montecitorio. Di parere opposto Fraccaro che sottolinea: Gli immobili di Scarpellini costano trentadue milioni di euro allanno; 7 mila euro al mese per deputato. Una cifra assurda. La norma consente il recesso: perch i democratici fanno resistenza e la presidente Boldrini non mette al voto il recesso dei contratti in ufficio di Presidenza?. I contratti, spiega Fraccaro, avranno una scadenza naturale nel 2016, 2017 e 2018. Interromperli prima ha aggiunto far risparmiare per questo periodo 32,5 milioni allanno. La Boldrini ha replicato dicendo che la votazione pu essere messa allordine del giorno solo se arriva la richiesta dallufficio

Alla faccia della nuova legge che prevedeva di recedere dalle locazioni

dei Questori. Che non arrivata. Mentre il questore della Camera Gregorio Fontana di Fi si coperto di ridicolo affermando che In tempi di spending review siamo tutti daccordo a interrompere i costosissimi affitti. Ma chi si prende la responsabilit di lasciare senza ufficio 400 deputati e relativi collaboratori? E di mettere trecento dipendenti sulla strada? Vogliamo che tutti i 630 deputati si assumano pubblicamente in Aula, con una votazione, la responsabilit. E mentre la Camera non si decide, Scarpellini ha gi messo le mani avanti chiedendo il rinnovo dei contratti per altri diciotto anni.

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Solo il socialismo pu cambiare l'Italia e dare il potere al proletariato

i n o c s u l r e B l e d o n r il gove i z n e R o n a i t s i r c o dem

a i v o m a i z z a Sp
2 il bolscevico / documento dellUP del PMLI
N. 9 - 6 marzo 2014

N. 14 - 10 aprile 2014

interni / il bolscevico 7
Obama a Roma esalta il rinnegato Napolitano

REnZI SI ISPIrA AL CAPoFILA DEGLI IMPErIALISTI AMErICAnI


Una fonte di ispirazione e un modello da emulare sono i termini coi quali il presidente del consiglio Matteo Renzi ha definito Barack Obama nella conferenza stampa al termine dellincontro con il presidente Usa a Villa Madama il 27 marzo nel sottolineare la sua soddisfazione per gli elogi ricevuti da un maestro, il capofila degli imperialisti americani. Tutti i giornalisti italiani sanno che Obama non solo il presidente Usa: per me e la mia squadra fonte di ispirazione, ha precisato Renzi e alla domanda se gli Stati Uniti possano essere un modello ha risposto: Certo. Abbiamo chiamato Jobs Act un percorso per restituire spazio e credibilit per i giovani che oggi sono disoccupati e che lo resteranno per lungo tempo grazie alla misure messe in campo dal suo governo. E prendendo a prestito laccattivante slogan lanciato da Obama per la sua prima

Gli antimperialisti, tra cui il PMLI, manifestano nei pressi dellambasciata Usa
campagna elettorale presidenziale e adattandola allItalia ha aggiunto che al presidente Obama vorrei dire, con grande forza, che quel messaggio yes, we can oggi vale anche per noi in Italia dove finalmente vogliamo dire che possibile cambiare le cose, a vantaggio dei padroni e sulla pelle dei lavoratori e delle masse popolari. E per dirla tutta anche quello slogan miseramente fallito, come hanno pi volte denunciato i progressisti americani delusi dalle speranze finite in illusioni. Gli slogan a effetto usate in conferenza stampa rappresentano lidentit di vedute fra i due leader imperialisti a conferma della grande amicizia e partnership e dei valori comuni tra Italia e Usa, per dirla sempre con le parole di Renzi. Dallaltra parte Obama non ha lesinato gli elogi: Sono colpito dallenergia e dalla visione che Matteo (citato confidenzialmente col nome, ndr) porta con s in questo nuovo incarico, c visione, c ambizione ed un fatto positivo non solo per lItalia, ma per lEuropa. Ciascun paese ha pregi e difetti in economia ha proseguito Obama e Renzi ha identificato delle riforme strutturali che lItalia deve compiere. Ho fiducia in lui, sar in grado di portare avanti lItalia. Parole di caloroso apprezzamento il presidente americano le ha rivolte anche al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che aveva incontrato poco prima: LItalia fortunata ad avere un uomo di Stato cos forte, che aiuta il paese in momenti cos difficili. E ha tenuto a precisare che ho ringraziato Renzi e Napolitano per limpegno nella Nato. LItalia uno dei nostri maggiori contribuenti, un ringraziamento seguito dallinvito a aumentare le spese militari per condividere con gli Usa un maggiore onere nella difesa degli interessi dei paesi imperialisti occidentali alleati nella Nato. Il gap tra le spese di difesa Usa ed europee in seno alla Nato diventato troppo significativo, ha ripetuto in conferenza stampa Obama, non ci pu essere una situazione in cui gli Usa spendono pi del 3% del loro pil nella difesa, gran parte concentrato in Europa mentre lEuropa spende l1%: il divario troppo grande, siamo una partnership nella Nato e bisogna fare in modo che tutti paghino la giusta quota. Se la macchina bellica dellimperialismo non aggiornata e ben oliata non serve a molto, una pistola scarica. E Renzi prontamente affermava che condivido il pensiero del presidente Obama, quando dice che la libert non pu essere considerata gratis, non possiamo lamentarci del dolore del mondo se non ce ne facciamo carico. Per questo lItalia ha sempre fatto la sua parte negli anni con grande dedizione e impegno. Il tema dellefficienza dei costi della pubblica amministrazione e della difesa sono sotto gli occhi di tutti e nel rispetto della collaborazione provvederemo a verificare i nostri budget per poter intervenire in tutto il mondo e al contempo evitare gli sprechi. Solo dieci giorni prima, il 16 marzo, il ministro della Difesa Roberta Pinotti aveva affermato che in merito allacquisto dei 90 caccia F35 era lecito immaginare una razionalizzazione, si pu ridurre e rivedere che vuol dire risparmiamo comprandone di meno anche se aveva lasciato tutte le porte aperte con ma prima bisogna chiedersi che difesa vogliamo, quale tipo di protezione ci pu servire. Dopo la reprimenda di Napolitano e linvito di Obama, Renzi ripeteva che voleva tagliare le spese militari ma la Pinotti, il 28 marzo, di fronte a una platea di generali innestava la retromarcia e affermava che io dico ai militari di stare sereni perch, lo ha spiegato anche il premier Renzi, quando parliamo di forze armate e della necessit che lItalia continui

Dal corrispondente della Cellula Rivoluzione dOttobre di Roma

Sit-in di protesta contro Obama a Roma


state infatti le sigle che nonostante la conferma poi non si sono presentate. Tra laltro in quei giorni a Roma erano anche spuntati diversi manifesti, firmati da organizzazioni e partiti neofascisti inneggianti al nuovo zar Putin. Il sit-in, svoltosi mentre Obama visitava la citt, ha visto protagonisti centinaia di manifestanti: dagli attivisti No Muos (in pochi perch

Presente con la bandiera il PMLI

Nella giornata di venerd 27 marzo, in una Roma blindata per larrivo del rappresentante di punta dellimperialismo Obama, si svolto un sit-in a due passi dallambasciata USA, situata in via Veneto. Le premesse facevano sperare in unaffluenza maggiore di quella poi scesa in piazza ad esprimere il proprio dissenso. Diverse sono

impegnati simultaneamente in un presidio a Palermo), ai COBAS, alla Rete romana di solidariet con la Palestina, allAssociazione ItaliaCuba sino ad alcuni partiti con falce e martello tra cui il PMLI. Ovviamente molti sono stati i temi toccati durante il comizio, suggeriti proprio dalla politica di supremazia e terrore che gli USA, da capofila imperialista, impongono direttamente

Roma, 27 marzo 2014. Due aspetti della manifestazione di protesta nei pressi dellambasciata Usa in via Veneto per la visita di Obama. Nelle foto lo spezzone dei NoMuos, dove si nota la bandiera del PMLI

o indirettamente, coi fucili o con il dollaro, a tutti i popoli e i governi che cercano di sottrarsi in una maniera o nellaltra al loro dominio. Estremamente efficace in questo senso un cartellone che ricordava che gli USA sono attualmente impegnati in 74 conflitti armati. Nonostante non ci siamo trovati di fronte ad un vasto movimento di massa la manifestazione un fatto; era importante per il PMLI essere presente con la propria bandiera, soprattutto nel momento in cui Obama viene a ribadire di non ridurre le spese militari, a cominciare dagli F35, a ribadire il suo appoggio al governo del Berlusconi democristiano Renzi e ad assicurarsi che lattivazione del MUOS vada comunque avanti senza intralci. Non a caso proprio nel giorno della sua visita il TAR ha rinviato di 8 mesi la decisione sulla legittimit della costruzione dellimpianto. Otto mesi in cui limpianto potr essere completamente attivo e funzionante (non stata disposta infatti nessuna sospensione dei lavori), e per portare avanti il negoziato del TTIP, il famigerato trattato di libero scambio tra USA e la UE imperialista.

a svolgere il suo ruolo per la sicurezza del mondo, significa che non possiamo fare passi indietro. E invece di passi indietro ne sarebbero necessari pi di uno a partire dalluscita dellItalia dalla Nato e la chiusura delle basi Nato in Italia come hanno chiesto nel pomeriggio del 27 marzo gli antimperialisti, tra cui il PMLI, che davano vita a un sit in nelle vicinanze dellambasciata Usa di via Veneto a Roma, protetta da un imponente schieramento di polizia. I circa 300 manifestanti bloccavano la strada muniti di striscioni e cartelli che ricordavano i motivi della protesta; dalla denuncia contro Barack Obama capo della guerra globale permanente degli Usa e condivisa con lUnione europea e contro la militarizzazione del territorio e le servit militari, al sostegno alla lotta contro il Muos e il tentativo di trasformare la Sicilia in un territorio sotto il dominio statunitense e alle richieste delluscita dellItalia dalla Nato e per lo smantellamento di tutte le basi in Italia e la fine della partecipazione dellItalia alle missioni militari (si veda larticolo in questa stessa pagina).

Roma, 27 marzo 2014. Un momento dellamichevole incontro tra Renzi e il suo modello, Obama, capofila dellimperialismo Usa

Da Napoli a Roma: si allarga sempre pi lo scandalo dei fondi neri e delle tangenti Finmeccanica inerente il Sistema di monitoraggio per lo smaltimento dei rifiuti (Sistri). Il 24 marzo la Procura capitolina ha iscritto nel registro degli indagati con laccusa di finanziamento illecito ai partiti il capobastone dellUdc, Lorenzo Cesa, deputato appena riconfermato segretario nazionale dei centristi. Il Pubblico ministero (Pm) Paolo Ielo ha ricevuto le carte dai colleghi partenopei che da oltre un anno indagano sul verminaio tangentizio che ruotava intorno al Sistri e che, appena due giorni prima, il 22 marzo, su richiesta dei Pm Catello Maresca, Marco Del Gaudio e Maurizio Giordano, ha indotto il Gip di Napoli ad emettere quattro ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di Lorenzo Borgogni, ex direttore delle relazioni esterne di Finmeccanica, di Stefano Carlini, ex direttore operativo della Selex Se. Ma., dellex parlamentare di Forza Italia Vincenzo Angeloni e di Luigi Malavisi. Per tutti gli arrestati le ipotesi di reato sono di associazione per delinquere e corruzione. Perqui-

CESA InDAGATo PEr FInAnZIAMEnTo ILLECITo


sita anche la casa dellex presidente ed amministratore delegato Pierfrancesco Guarguaglini, indagato numero uno dellinchiesta. A tirare in ballo il boss dellUdc Cesa sono stati i fratelli Sabatino e Maurizio Stornelli, gli imprenditori (vicini anche a Propaganda Fide), che, dopo essere finiti in carcere un anno fa, hanno al fine deciso di collaborare con gli inquirenti e hanno raccontato che, attraverso un sistema di false prestazioni e fatturazioni gonfiate tra la Selex Service Management e diverse societ affidatarie compiacenti, stata costituita nel 2009 una provvista di fondi neri, per milioni di euro destinati, secondo laccusa, al pagamento di tangenti. In particolare Sabatino Stornelli, ex ad di Se.Ma., lazienda che ha ottenuto lincarico di creare il Sistri tramite un contratto secretato del governo Berlusconi, ai Pm napoletani ha riferito che: La Sedin una societ gi accreditata presso la provincia di Roma che svolge le medesime attivit effettuate dalle societ di Di Martino. La persona

Fondi neri e tangenti Finmeccanica

A Napoli 4 arresti fra cui lex parlamentare di Fi Angeloni


che gestisce di fatto la societ tale Nicola Lobriglio di Roma, amico di Borgogni e legato politicamente allon. Lorenzo Cesa. (..) Qualche volta insieme a Lobriglio mi sono recato presso lufficio dellon. Cesa in via due Macelli nei pressi di piazza di Spagna. Lobriglio mi diceva che dava sempre una mano a Cesa per le elezioni. (..) Anche in questo caso come per Di Martino il sistema delle sovrafatturazioni ha consentito la creazione di fondi neri che sono stati poi distribuiti in contanti. La Sedin la societ che ottiene una commessa da 7 milioni di euro pi iva per la fornitura di 175mila chiavette Usb da usare sui camion per tracciare la posizione dei rifiuti. Anche Maurizio Stornelli conferma la versione del fratello: La Sedin riconducibile a Nicola Lobriglio, una persona di origine calabrese (..). Sono entrato anche in confidenza con lui tanto che mi ha raccontato di essere legato a famiglie mafiose calabresi (..). Tramite Borgogni affermava di aver poi provveduto a finanziare con i soldi delle commesse ricevute da Finmeccanica i suoi sponsor politici e segnatamente lon. Lorenzo Cesa. Mi raccontava questa circostanza come un dato consolidato ormai nel tempo e riferibile gi ad alcuni anni prima nel 2009. Il rapporto era sempre mediato da Angeloni. E anche in questo caso come la sv. mi contesta per averlo appreso da mio fratello Sabatino, ho provveduto a consegnare ad Angeloni una somma di 200mila euro recapitatami da Lobriglio a via Liberiana. Destinatario finale dei soldi a dire dellAngeloni era sempre Borgogni. Ricordo di aver ricevuto la somma in due tranches: una volta fu lo stesso Lobriglio a portarmela a casa in via Liberiana, unaltra mi chiese di andarla a ritirare a casa sua a Mostacciano nei pressi dellEur. Ho poi consegnato i soldi ad Angeloni a via Liberiana (..) Lobriglio mi raccont che era prassi che i soldi ricavati dalle sovrafatturazioni delle commesse Finmeccanica venissero poi destinati a finanziare i partiti ed in particolare, per quanto riguardava lui, il partito di Cesa. Una prassi tangentizia conferma-

ta dalle risultanze di altre inchieste in corso presso la stessa procura di Roma che indaga anche sui rapporti a dir poco torbidi fra alcune imprese romane e la cupola dellUdc. Il 31 gennaio scorso ad esempio, limprenditore Tommaso Di Lernia, titolare di una societ che prendeva appalti nel giro Enav e Finmeccanica, nellambito del processo che si sta tenendo a Roma ha dichiarato in aula di avere portato 200mila euro al segretario amministrativo di allora dellUdc, Giuseppe Naro. Nel filone romano dellindagine coinvolto anche Luigi Pelaggi, ex alto dirigente del ministero dellAmbiente: il dicastero che, nel progetto originario del Sistri, era chiamato a supervisionare lefficacia di quel nuovo strumento di monitoraggio del traffico dei rifiuti. Anche Pelaggi, allepoca capo della segreteria tecnica del Ministro Stefania Prestigiacomo, gi citato negli atti dellinchiesta su Finmeccanica e gi ammanettato il 22 gennaio scorso nellinchiesta milanese sulla bonifica dellarea ex Sisas, tirato in ballo dai fratelli Stor-

nelli. Stando alle loro dichiarazioni, alcune imprese che ebbero contatti con il giro di fatturazioni per il Sistri, furono imposte ai due fratelli dal direttore generale Luigi Pelaggi. La Procura romana sta ora ricostruendo e verificando il ruolo del dirigente ministeriale e alcuni flussi di denaro poco chiari che lo riguardano. Il resto dellattivit investigativa ora puntata verso altri, eventuali sponsor politici. Nel fascicolo infatti ci sono ulteriori dichiarazioni di Maurizio Stornelli che indicano in Giovanni Sabetti, limprenditore gi indagato e perquisito dagli inquirenti napoletani, come uomo legato allex senatore Sergio De Gregorio gi al centro di altre importanti inchieste giudiziarie, tra cui ad esempio la compravendita dei senatori nel 2006, in cui coinvolto direttamente anche il neoduce Berlusconi accusato di corruzione. Il processo iniziato l11 febbraio 2014 a Napoli e Berlusconi accusato di aver dato tre milioni di euro a De Gregorio, allepoca senatore dellItalia dei valori (Idv), per passare al centrodestra determinando la caduta del governo guidato da Romano Prodi nel 2008.

8 il bolscevico / dialogo coi lettori

N. 14 - 10 aprile 2014

Il Partito propone luscita dellItalia dalleuro. Se il giorno dopo si arrivasse al socialismo sarebbe evidente il grande beneficio per la stragrande maggioranza della popolazione. Ma se si esce dalleuro restando nel capitalismo le conseguenze sarebbero disastrose per le larghe masse popolari. Cosa ne pensate? Pier Biella

Luscita dalleuro non avrebbe conseguenze disastrose per le masse popolari?

Caro compagno Pier, ci sembra significativo che nel porre il quesito tu dia gi per certo che le conseguenze delluscita dellItalia dalleuro avrebbero conseguenze catastrofiche per le larghe masse popolari. In effetti questa senzaltro la convinzione largamente pi diffusa nellopinione pubblica, anche perch quella sostenuta dalla stragrande maggioranza degli economisti, dei mass media, delle istituzioni e dei partiti borghesi, anche se oggi, paradossalmente, pi da quelli della sinistra che della destra borghese. Lo scenario che viene presentato generalmente in caso di uscita dellItalia dalleuro e di ritorno ad una moneta nazionale, diciamo la lira, infatti dei pi terrificanti: la lira sarebbe immediatamente svalutata e i prezzi salirebbero alle stelle, ci sarebbe una massiccia fuga di capitali allestero, le banche fallirebbero, lo Stato sarebbe schiacciato sotto il suo enorme debito che nessun investitore estero vorrebbe pi finanziare, quindi non potrebbe pi pagare gli stipendi, le pensioni, la sanit, e cos via. Il fatto per che questo scenario sia sostenuto e propagandato con toni terroristici proprio da quelle forze economiche e politiche che difendono a spada tratta la Ue imperialista e la sua politica ultraliberista di austerit e di massacro sociale che sta gi causando conseguenze disastrose ai lavoratori e alle masse popolari del nostro e di altri paesi europei, dovrebbe indurre qualche sospetto sulla sua oggettivit e a chiedersi quanto ci sia di scientificamente fondato e quanto invece di demagogico in un tale modello. In realt tra gli stessi economisti borghesi non c unanimit di vedute sul suddetto scenario. Generalmente esso, in varianti pi o meno catastrofiche, sostenuto dagli economisti di scuola liberista, mentre quelli di scuola keynesiana, pur non negando la seriet

Francoforte, 1 giugno 2013. Manifestazione organizzata da Blockupy contro la politica scale e nanziaria della BCE. A destra un cartello che denuncia il patto scale delleuro

dei rischi conseguenti alluscita da un sistema di cambi fissi come quello delleuro per tornare alla moneta nazionale, non li vedono cos catastrofici e irreparabili, e mettono anche laccento sulle opportunit positive che questo ritorno, purch non improvviso e forzato ma pensato e programmato, pu aprire per uneconomia bloccata e in declino come quella capitalistica italiana. Per esempio la svalutazione della lira, che da una parte porterebbe un indubbio beneficio alle esportazioni facendo ripartire la produzione e loccupazione, dallaltra si ripercuoterebbe solo gradualmente sui prezzi, e inoltre il loro aumento potrebbe essere frenato da un efficace controllo da parte dello Stato. Controllo che se fosse esteso anche ai movimenti di capitale e unito ad una seria lotta allevasione fiscale e alla nazionalizzazione di alcune banche e aziende chiave del Paese permetterebbe allo Stato di fronteggiare non disarmato londata di fallimenti da panico e gli attacchi della speculazione internazionale; e cos via. Che poi la stessa diatriba, ma proiettata su una scala ancor pi ampia e incerta, che oppone le due scuole economiche borghesi su quale sia la ricetta migliore per uscire dallattuale crisi economica e finanziaria del capitalismo: quella liberista-deflazionistica basata sul rigore dei conti pubblici, i tagli al costo del lavoro e alla spesa pubblica, le privatizzazioni e le liberalizzazioni ecc. (in altre parole quella adottata dalla Ue, dalla Bce e dal Fmi e imposta per prima in tutta la sua brutalit alla Grecia), e quella di tipo key-

nesiano, propugnata per esempio dal premio nobel Krugman ed altri (e applicata in una certa misura dalla Fed americana e da Obama), che propone invece la via espansionistica e moderatamente inflazionistica, basata sulla gestione controllata del debito e dellinflazione per stimolare la ripresa produttiva e loccupazione.

Le conseguenze certe dellattuale politica di austerit


Naturalmente occorre ricordarsi che siamo sempre in un sistema capitalista, e che per avvalorare un simile scenario meno catastrofico occorrerebbe un approccio politico di tipo statalista e socialdemocratico, mentre invece oggi domina largamente quello antistatalista liberista, che per giunta ha impregnato fino al midollo anche i partiti della sinistra borghese, oggi socialdemocratici solo di nome, quando ancora lo sono, ma liberali, liberisti e antistatalisti di fatto al pari e a volte anche pi della destra borghese. Ma tutto questo per dire che le conseguenze catastrofiche di unuscita dalleuro non sono cos meccanicamente e automaticamente determinate come si vorrebbe far credere; dipendono anche dalle scelte politiche e dalla situazione sociale specifica in cui vengono calate, e in questo ambito la lotta di classe pu giocare un ruolo determinante nellorientare i processi economico-politici verso uno scenario o laltro, fare cio pagare le conseguenze delluscita dalleuro e dalla Ue ai lavoratori e alle masse popolari piuttosto che al grande capitale finanziario e industriale e alla borghesia. Quello che invece certo al cento per cento che sono proprio le politiche messe in atto dai governi per restare nelleuro e nella Ue imperialista (lesempio della Grecia lampante, ma anche lItalia ormai sulla stessa strada) che stanno massacrando e portando sempre pi alla rovina e alla disperazione i rispettivi popoli. Il patto di stabilit e il Fiscal compact, inseriti con un golpe istituzionale nella nostra Costituzione, che ci obbligano al pareggio di bilancio e a tagliare per i prossimi ventanni qualcosa come 40-50 miliardi di euro ogni

anno per abbattere il debito, non ci lasciano scampo e ci precludono qualsiasi possibilit di scegliere autonomamente quali politiche economiche sarebbero pi adatte per il bene del Paese e delle generazioni future. E non neanche detto che questi immani e insensati sacrifici servano poi a farci restare agganciati al sistema delleuro. Non sono pochi gli economisti borghesi, pur non contrari allUnione europea, come i 300 che nel 2010 firmarono un appello per cambiare le politiche dei sacrifici, che paventano unimplosione prima o poi del sistema delleuro proprio a causa dellinsistenza su queste politiche restrittive, o comunque che alcuni dei paesi aderenti potrebbero essere forzatamente sospinti al di fuori della Unione monetaria o potrebbero scegliere deliberatamente di sganciarsi da essa per cercare di realizzare autonome politiche economiche di difesa dei mercati interni, dei redditi e delloccupazione. paradossale che oggi siano proprio i partiti della sinistra borghese i pi fedeli e accaniti difensori delleuro e della Ue, quando perfino il PCI revisionista laveva bollata come unalleanza imperialista tra governi e monopoli capitalistici in funzione antisocialista fin dai suoi primi embrioni apparsi negli anni 50. Ma il destino inevitabile di tutti i rinnegati e i traditori diventare pi realisti del re, e cos oggi la sinistra borghese lascia un enorme campo libero alla destra neofascista, nazionalista, xenofoba e razzista, nello sfruttare strumentalmente ed elettoralmente ad uso interno il malcontento e la rabbia sempre pi dilaganti contro la Ue e le sue odiose politiche antipopolari.

come fanno i falsi comunisti, neorevisionisti e trotzkisti puro inganno, che serve unicamente ad offrire una copertura a sinistra allimperialismo europeo, dare ad esso una base di massa e spingere in una palude gli antimperialisti, i no global e i pacifisti (come si attagliano perfettamente queste parole al nuovo imbroglio elettoralista della Lista Tsipras!). La borghesia e i suoi lacch continuava Scuderi - presentano lUnione europea come una conquista dei popoli del vecchio continente. In realt i popoli

non centrano un bel nulla, perch non sono stati essi a ideare e costruire lUe. Tutto stato compiuto e si compir al di sopra delle loro teste dai circoli borghesi dominanti europei conformemente ai loro interessi di classe e alle loro aspirazioni egemoniche, regionali e mondiali. Bisogna distruggerla, cominciando a tirarne fuori lItalia. Pertanto, se si accetta questa visione e quindi di lottare per luscita dellItalia dalla Ue imperialista, occorre essere coerenti e rivendicare anche luscita dellItalia dalleuro, poich allo stato attuale i due sistemi sono indissolubilmente legati tra loro e luno non pu esistere senza laltro. Questa attualmente la posizione di classe su cui occorre tenere dritta la barra e cercare di portare il nostro proletariato, lunica coerente con la lotta per conquistare il socialismo in Italia e in Europa. In ogni caso non possiamo lasciare questa cruciale questione nelle mani della destra berlusconiana, neofascista e leghista e in quelle del narcisista e qualunquista di destra Grillo, n andare oggettivamente a rimorchio di chi vuole tenere i lavoratori e le masse popolari italiane inchiodati al carro delleuro e della Ue imperialista col terrore delle conseguenze catastrofiche di unuscita da essi.

Qual la giusta posizione di classe?


Nel rapporto al 5 Congresso nazionale del PMLI del dicembre 2008, il Segretario generale Giovanni Scuderi ha cos chiarito qual la giusta posizione di classe da tenere verso la Ue: LUnione europea unorganizzazione monopolistica e imperialistica, una superpotenza mondiale. LUe irriformabile. Parlare di Europa sociale, di Altra Europa, di Europa a sinistra

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interni / il bolscevico 9
Il PMLI e Il Bolscevico lhanno n da subito denunciato

I SERvIZI SEgRETI cOpRIRONO lE BR NEl RapIMENTO MORO


Le recenti rivelazioni di un ispettore in pensione ad un giornalista dellagenzia Ansa hanno riacceso per un attimo i riflettori sul rapimento di Moro e luccisione degli uomini della sua scorta avvenuto il 16 marzo 1978 in via Fani per mano delle sedicenti Brigate rosse, e in particolare sul ruolo di copertura svolto dai servizi segreti militari in quellattentato: ruolo che era gi stato ipotizzato in base a seri indizi e testimonianze emersi nelle inchieste e nei dibattimenti, e che il PMLI e Il Bolscevico hanno sempre denunciato fin dal primo momento, ma che non mai stato ammesso dalle ricostruzioni ufficiali del caso. A fare le rivelazioni al giornalista Paolo Cucchiarelli, che le ha rese pubbliche con un lancio dellAnsa del 23 marzo, peraltro non degnato di grande attenzione dai media, stato lex ispettore della Digos torinese Enrico Rossi, il quale riferisce di una lettera anonima dal contenuto a dir poco clamoroso, indirizzata nel 2009 al quotidiano La Stampa e da questo girata alla questura torinese, che cos cominciava: Quando riceverete questa lettera saranno trascorsi almeno sei mesi dalla mia morte come da mie disposizioni. Ho passato la vita nel rimorso di quanto ho fatto e di quanto non ho fatto e cio raccontare la verit su certi fatti. Ora tardi, il cancro mi sta divorando e non voglio che mio figlio sappia. La mattina del 16 marzo ero su una moto e operavo alle dipendenze del colonnello Guglielmi, con me alla guida cera un altro uomo proveniente come me da Torino. Il nostro compito in via Fani era quello di proteggere le Br nella loro azione a disturbi di qualsiasi genere .... Lanonimo autore della lettera proseguiva fornendo un possibile indizio per identificare il suo sconosciuto complice che guidava la moto, dicendo di averlo rivisto un giorno per caso in un certo negozio di Torino e di aver pensato che fosse il marito della titolare. Lispettore Rossi viene incaricato delle indagini, trova il negozio e identifica luomo indicato nella lettera, che non il marito della titolare ma il suo amante. Luomo risulta risiedere a Cuneo ma vivere a Firenze presso unaltra amante. Risulta anche detenere due pistole, e questo fornisce allispettore il pretesto per una perquisizione nellabitazione di Cuneo, dove vive ancora la moglie. Rossi racconta che durante la perquisizione succedono cose strane. Appena entrati in casa arriva una telefonata del misterioso soggetto, come se qualcuno lavesse avvisato, dopodich arrivano anche i carabinieri, come se lui sapesse a chi rivolgersi in casi del genere. Gli fa trovare la prima pistola, una Beretta, ma sulla seconda tace. Tuttavia lispettore la trova lo stesso, nascosta in cantina: una Drulov cecoslovacca a canna lunga per tiro di precisione, e sta sotto una copia cellofanata delledizione de la Repubblica del 17 marzo 1978, recante la notizia del rapimento di Moro. ci andato perch doveva invitare a pranzo un amico, il colonnello DAmbrosio, che abitava nelle vicinanze. Sentito dagli inquirenti nel 1991, DAmbrosio conferm solo parzialmente quanto riferito da Guglielmi, dicendo che capit da lui allimprovviso, che si trattenne pochi minuti e poi scese in strada dicendo deve essere successo qualcosa. Del colonnello Guglielmi si parla anche negli atti della commissione parlamentare, in quanto dirigente dei servizi militari in forza alla VII divisione che controllava e addestrava personalmente la struttura segreta di Gladio.

Le impronte della P2 e di Gladio in via Fani


Rossi chiede allora di poter interrogare luomo, ma - racconta al giornalista - mi viene negata lautorizzazione. Insisto perch si indaghi su di lui, perch si metta sotto intercettazione il suo telefono per capire con chi parla. Anche la perizia delle due pistole viene rifiutata. Si crea una situazione imbarazzante in ufficio, diciamo di incomprensione e nellagosto 2012 a 56 anni vado in pensione. Lex ispettore non riesce per a farsene una ragione, rilegge quanto stato scritto sul caso Moro e scopre che effettivamente agli atti dei processi e nelle carte della commissione di inchiesta risulta provata da solide testimonianze la presenza di una moto Honda blu con due uomini a bordo quel giorno in via Fani, che svolse un indubbio ruolo di copertura allagguato delle Br. Anche perch da quella moto partirono dei colpi di dissuasione indirizzati contro un uomo in motorino che stava per attraversare lincrocio tra via Fani e via Stresa, lingegnere Alessandro Marini, il quale esib al processo anche il parabrezza forato dai proiettili. Anche un poliziotto che passava per caso in via Fani, Giovanni Intrevedo, conferm la presenza di una moto di grossa cilindrata con due persone a bordo. Inoltre il colonnello Camillo Guglielmi del servizio segreto militare (il Sismi, controllato dalla P2 di Gelli) di cui si parlava nella lettera non solo esisteva davvero, ma quella stessa mattina, poco prima dellattentato si trovava proprio nei pressi di via Fani, e agli inquirenti aveva tentato di giustificare la stranezza della circostanza con la ridicola motivazione di esser-

Verso un altro nulla di fatto


Della mia indagine per non ho saputo pi nulla. Credo sia stata congelata. Ho saputo solo che nel settembre 2012 luomo di Cuneo morto in Toscana, dice Rossi al giornalista. Anche il colonnello Guglielmi morto qualche anno fa, e si presume anche laltro agente, lanonimo malato di cancro che scriveva di operare ai suoi ordini in via Fani. Anche se la procura romana ha annunciato che chieder gli atti per le opportune valutazioni e che Rossi sar sentito dai pm che ancora indagano su un altro filone del caso Moro, sar difficile quindi che le sue rivelazioni, scomparsi i principali protagonisti, possano portare ad una riapertura del caso per accertare se vi fu effettivamente un

16 marzo 1978. Come si presentava via Fani dopo il rapimento di Aldo Moro ad opera delle BR

coinvolgimento dei servizi segreti in via Fani. Anche perch tutte le inchieste della magistratura su questa pista si sono sempre concluse con un nulla di fatto o unarchiviazione, e la presenza della Honda blu stata liquidata ufficialmente attribuendola a due presunti autonomi simpatizzanti delle Br a caccia di gloria che, saputo dellimminente attentato, si sarebbero intrufolati di propria iniziativa nella scena del delitto. Una tesi a dir poco inverosimile, che oltretutto non spiega per nulla laltra anomalia accertata, quella cio della presenza del colonnello Guglielmi a quellora in via Fani. Ciononostante c chi la crede plausibilissima ed subito corso a mettere in dubbio lattendibilit delle rivelazioni di Rossi, come lex senatore dei DS ed ex

presidente della commissione parlamentare sulle stragi e il terrorismo, Giovanni Pellegrino, per il quale quella degli agenti segreti sulla Honda in via Fani sarebbe una bufala; e come il senatore PD e studioso degli scritti di Moro, Miguel Gotor, per il quale si tratterebbe addirittura di un depistaggio per allontanare le indagini dalla giusta direzione, che sarebbe appunto quella dellex autonomia operaia. Stranamente facenti parte entrambi della sinistra borghese oggi al governo, la stessa che da anni ormai ha sposato in pieno latteggiamento, una volta tipico della destra, che tende a negare sprezzantemente qualsiasi ricostruzione dietrologica sul terrorismo sedicente rosso e sul rapimento e luccisione di Moro in particolare.

Declassificare i documenti segreti


Eppure solo di pochi mesi fa lintervista a Radio 24 dellagente della Cia Steve Peczenik, amico di Kissinger e di Cossiga, che ha rivelato il ruolo da lui giocato insieme allex presidente della Repubblica, durante i 55 giorni del sequestro di Moro, nel pilotare le Br verso luccisione dellostaggio, una morte fortemente voluta dal governo americano per stabilizzare la situazione politica in Italia ed evitare che il PCI potesse andare al governo. Se volesse fugare ogni dubbio e fare finalmente luce su questo ed altri misteri di quella vicenda ormai vecchia di 36 anni il PD non dovrebbe fare altro che seguire lesortazione dellex parlamentare del PCI Sergio Flamigni, che ha studiato a fondo il caso Moro, e che confermando invece gli elementi che avvalorano i sospetti sul coinvolgimento dei servizi segreti in via Fani, chiede che sia applicata la legge sulla declassificazione dei documenti riservati e di metterli una volta per tutte a disposizione dellopinione pubblica e degli organismi di indagine. Ma noi che non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che le Br fossero manovrate dai servizi segreti e dalla P2, e lo abbiamo sempre denunciato pubblicamente su questo stesso giornale fin dal loro primo apparire sulla scena della strategia della tensione, siamo sicuri che ci non avverr, perch chi accetta di andare al governo della classe dominante borghese giura anche di osservare lomert sui suoi misfatti pi inconfessabili e segreti.

Articoli de Il Bolscevico n. 7 e n. 12 del 1978

Diffondete il documento del pMlI sul precariato in formato pdf


Care compagne e cari compagni, come sapete, stato recentemente pubblicato dal sito nazionale del PMLI e da Il Bolscevico il Documento dellUfficio politico del Partito dal titolo: Lottiamo e formiamo un vasto fronte unito per abolire il precariato. Un documento importantissimo, non solo perch colma un vuoto sentito da molto tempo (ricorderete che la questione fu sollevata in sede di 5 Congresso nazionale, oltre che in altre occasioni successive), ma anche e soprattutto perch mette a disposizione delle masse precarie e giovanili del nostro Paese, nonch dei militanti e simpatizzanti del PMLI, unanalisi marxista-leninista del problema del precariato e la relativa piattaforma del Partito. Come scritto in apertura: Il precariato purtroppo riguarda ormai tutte le fasce det, ma un problema che deve suscitare soprattutto lattenzione e la mobilitazione dei giovani, poich a loro che si prospetta un futuro lavorativo senza diritti n tutele n lavori stabili e ben remunerati. E non parliamo della pensione. Allo scopo di agevolarne la diffusione, la nostra Commissione si occupata di realizzare una versione PDF. Star alle Istanze, in base alle loro possibilit, stamparla, rilegarla e diffonderla in occasione dei banchini, o anche semplicemente mettere in rete il Documento. Se siete in contatto con organizzazioni di precari, non esitate a girargli il Documento, magari sollecitando la loro opinione. Mobilitate i simpatizzanti. Siamo sicuri che le masse precarie e giovanili, a partire dagli elementi pi avanzati, apprezzeranno e saranno positivamente influenzati dal Documento dellUfficio politico, nella misura in cui riusciremo a farglielo conoscere. Grazie di tutto e buon lavoro. Tutto per il PMLI, il proletariato e il socialismo! Coi Maestri e il PMLI vinceremo! La Commissione giovani del CC del PMLI

AppEllO dElla COMMISSIONE gIOvaNI dEl CC dEl PMLI

2 il bolscevico / documento dellUP del PMLI

Perch Firenze sia governata dal popolo e al servizio del popolo ci vuole il socialismo NON VOTARE I PARTITI BORGHESI AL SERVIZIO DEL CAPITALISMO
N. 9 - 6 marzo 2014

Delegittimiamo le istituzioni rappresentative borghesi

CREIAMO LE ISTITUZIONI RAPPRESENTATIVE DELLE MASSE FAUTRICI DEL SOCIALISMO


Sede centrale: Via Antonio del Pollaiolo, 172a - 50142 FIRENZE Tel. e fax 055.5123164 e-mail: commissioni@pmli.it

PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO


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Stampato in proprio

Committente responsabile: M. MARTENGHI (art. 3 - Legge 10.12.93 n. 515)

ASTIENITI

N. 14 - 10 aprile 2014

corruzione / il bolscevico 11

Il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti (NCD) stato condannato in primo grado dal tribunale di Reggio Calabria a 6 anni di reclusione, con interdizione perpetua dai pubblici uffici e il pagamento di una provvisionale di 120 mila euro, per abuso dufficio e falso in atto pubblico per avere falsificato, quando era sindaco di Reggio Calabria, i bilanci del 2008 e del 2009 del comune ai fini del consenso provocando un buco di bilancio di oltre 87 milioni di euro, su 170 milioni complessivi di debiti contratti dallamministrazione comunale in quegli anni. Condannati anche i revisori dei conti del comune Carmelo Stracuzzi, Domenico DAmico e Ruggero Ettore De Medici, imputati di falso, a 3 anni e 6 mesi di reclusione e una provvisionale di 20 mila euro ciascuno. Linchiesta cominciata dalle autoliquidazioni per un importo di 750 mila euro e in relazione al suo incarico di rappresentante del comune nella Commissione tributaria di Orsola Fallara, la potente dirigente dellufficio finanze del comune di Reggio e amica dinfanzia di Scopelliti, morta misteriosamente suicida dopo aver bevuto lacido muriatico nel dicembre del 2010, e si poi allargata alla intera contabilit del comune.

SEI ANNI DI REcLUsIONE E INTERDIZIONE PERPETUA PER IL GOVERNATORE DELLA CALABRIA ScOPELLITI (NCD)
Ha falsificato i bilanci di Reggio Calabria quandera sindaco
Un suicidio sospetto
mento probatorio da cui emergono mie responsabilit. Giuseppe Peppe Scopelliti, reggino, classe 1966 inizia giovanissimo la sua carriera politica al grido di boia chi molla il grido di battaglia direttamente nel profondo delle fogne pi nere e schifose. Precisamente nellorganizzazione giovanile dellallora Movimento Sociale Italiano-Destra nazionale: il Fronte della giovent diventandone nel 1991 segretario provinciale a Reggio e nel 1993 segretario nazionale, allombra di arnesi fascisti quali Gasparri, La Russa e lo stesso Gianfranco Fini del quale diventa plenipotenziario in Calabria. Nel 1994 tenta la scalata al parlamento europeo ma risulter secondo dei non eletti, nel 1995 gli riesce lelezione al consiglio regionale con Alleanza Nazionale, diventando presidente del consiglio regionale. Nel 2000 viene rieletto in consiglio e nominato assessore al Lavoro nella giunta di Giuseppe Chiaravallotti (altro vecchio arnese al centro di mille inchieste). Nel 2002 viene eletto sindaco di Reggio Calabria battendo Demetrio Naccari Carlizzi, suo accusatore anche nel processo Fallara, e viene riconfermato nel 2007, consegnando la citt dello stretto a un perverso intreccio fra ndrangheta, massoneria e mafia dei colletti bianchi a spese dei contribuenti, inaugurando opere mai completate e regalando appunto quattrini pubblici ai suoi amici per creare consenso e tentare la (riuscita) scalata a palazzo Alemanni, finendo con il distruggere definitivamente Reggio, tanto che il comune diretto dal suo successore Demetrio Arena, ora assessore regionale alle attivit produttive, il primo capoluogo di provincia dItalia a essere sciolto per mafia ed lunica citt metropolitana dItalia insieme a Napoli a rischio bancarotta. I debiti del comune di Reggio sono oggi, secondo la corte dei conti, ben 697 milioni, una situazione da default e dissesto totale aggravata dalla bocciatura da parte della stessa Corte dei conti del piano finanziario di rientro definendo il comune in stato di sostanziale decozione. Il suicidio con ingestione di acido muriatico che brucia la gola, che impedisce di parlare una delle pratiche che la ndrangheta ha sempre riservato ai pentiti e ai traditori soprattutto alle donne, basta pensare a Tita Buccafusca, moglie di Pantaleone Mancuso, detto Luni Scarpuni di Vibo Valentia o a Maria Concetta Cacciola che aveva deciso di collaborare con la giustizia parlando di ci che sapeva sulla sua famiglia e sui Bellocco di Rosarno. Il Pm Sara Ombra aveva chiesto per Scopelliti 5 anni di reclusione, la sentenza del collegio giudicante, presieduto dal giudice Olga Tarzia, dunque ancora pi severa, riconoscendo nella Fallara il ruolo di assessore-ombra di Scopelliti. A seguito della condanna il fascista mal-ripulito Scopelliti si finalmente dimesso da governatore commentando rabbiosamente la sentenza: Le sentenze si rispettano per non posso non commentarla. una sentenza clamorosa che lancia un messaggio inquietante e pericoloso per tutti coloro che rivestono una carica istituzionale. C per una certezza: ad oggi non emerso un solo eleAntonio U Cinghiale Gentile viene nominato da Renzi sottosegretario alla giustizia ma costretto alle dimissioni per il caso della censura a LOra della Calabria, il fratello Pino Gentile assessore regionale ai lavori pubblici), diventando coordinatore nazionale dei circoli ed esponente di primo piano del partito che ora sostiene Matteo Renzi, governando cos da destra la Calabria e, con il PD, lItalia intera a Palazzo Chigi. La sua ripulitura da fascista doc, iniziata fin dai tempi di AN, non mai stata credibile, lo dimostra la sua terribile, fascistissima, antipopolare e filomafiosa politica a Reggio, cos come alla Regione Calabria. Basta pensare poi alle sue dichiarazioni omofobe di qualche mese fa, o allintitolazione nel 2006 dellarea ex Arena dello stretto, oggi Anfiteatro, al mazziere fascista Francesco Ciccio Franco, senatore e famigerato per aver egemonizzato con il MSI i moti di Reggio degli anni 70. In quella occasione Scopelliti defin Franco Un modello per la destra di oggi e concluse: I fatti di Reggio furono unesperienza di popolo sintomatica, riferita ad un periodo storico scandito da un particolare fermento e brillantemente guidato da Franco e da tutti gli altri esponenti. E infatti proprio in questi giorni si recato in visita al monumento a Ciccio Franco sul lungomare di Reggio per trovare ispirazione dopo la condanna, quasi ad indicare un legame filiale con Franco, il quale, va ricordato fu accusato per anni fra le altre cose di essere uno dei mandanti della strage di Gioia Tauro ovvero il procurato deragliamento del treno direttissimo Palermo-Torino del 22 luglio del 1970, avvenuto a poche centinaia di metri dalla stazione di Gioia Tauro e il cui tragico bilancio fu di 6 morti e pi di settanta feriti. Ancora, ad un convegno con i fascisti vecchi e nuovi nellambito della manifestazione Atreju 2013 avente per titolo Anni di porfido. Storia di un movimento chiamato Fronte della Giovent, dir dei suoi trascorsi da camerata: Da diciotto anni ricopro incarichi istituzionali e non ho mai perso lo spirito di un tempo, sono rimasto un militante delle nostre idee. Ho un solo rammarico, fino a qualche hanno fa eravamo una grande comunit mentre ora siamo divisi. Impossibile in poco spazio citare tutti gli scandali e le inchieste in cui viene coinvolto negli anni, cos come sarebbe inutile citare i dati dello sfascio totale provocato dalla sua politica, lo sanno anche i sassi come stata ridotta la Calabria e del resto, basta viverci in Calabria per assaggiare le delizie di governo della destra ma anche della sinistra borghese ora sua alleata. Adesso costretto alle dimis-

Costretto alle dimissioni, cerca limpunit facendosi eleggere al parlamento europeo

Dal PDL al NCD di Alfano


Nel 2010 in quota PDL strappa la poltrona di governatore ad Agazio Loiero raccattando poco pi di 600 mila voti su oltre 1milione e 800 mila aventi diritto al voto. Nel 2013 passa al Nuovo Centrodestra di Alfano insieme ad arnesi come i Gentile (il senatore

Una grande manifestazione di massa, organizzata da Libera, contro le mafie ha attraversato le strade del centro di Latina, il 22 marzo, in occasione della XIX Giornata della Memoria e dellimpegno in ricordo delle vittime delle mafie. La scelta di Latina citt vittima di interessi e traffici della criminalit organizzata evidenzia come le mafie si siano radicate in tutto il territorio italiano. Buona parte del litorale laziale, dal sud pontino a Civitavecchia, oggetto, ormai da tempo, di attivit illecite di stampo mafioso, di traffici illegali di rifiuti, di abusivismo edilizio, del caporalato nelle campagne. Alle 10 la partenza del vivace e colorato corteo, al quale hanno partecipato i familiari di vittime di mafia ma anche migliaia di studenti, che passato per via Isonzo, via Marconi e corso della Repubblica. Una fiumana di 100mila antimafiosi si riversata in piazza del Popolo. Qui dal palco sono stati letti i nomi di 898 vittime di mafia, e sono seguiti gli interventi. Una manifestazione pienamente riuscita che ha rivelato il profondo e sincero sentimento antimafioso delle masse popolari italiane.

In centomila sfilano a Latina nella Giornata della memoria contro le mafie


Tuttavia va segnalata la stonatura della passerella degli esponenti delle istituzioni, tra cui il presidente del senato Pietro Grasso, la presidente della commissione antimafia, Rosy Bindi, vari onorevoli pontini, il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Le istituzioni tentano di accreditarsi come garanti della lotta alla mafia, senza averne le credenziali. Il presidente del senato, Pietro Grasso, di fatto assumendo un ruolo di copertura verso la politica di disimpegno e di rinuncia da parte delle istituzioni borghesi in camicia nera a combattere la mafia, ha dichiarato: Il Parlamento ha in esame diverse iniziative come quella sul voto di scambio che dovr passare in Senato. Ci sono poi iniziative governative perch la lotta alla criminalit una priorit per il governo. Quali? E anche quando fosse, quale sarebbe lefficacia di pochi e contenuti provvedimenti toppa, quando ormai recenti inchieste dimostrano la compenetrazione tra mafia e istituzioni borghesi e a decine sono stati approvati provvedimenti parlamentari e governativi che di fatto favoriscono gli affari delle cosche mafiose? Nessuna fiducia va riposta nelle istituzioni. Perch la lotta contro la criminalit organizzata sia efficace necessario piuttosto che le masse popolari alzino la combattivit antistituzionale e antigovernativa, criticando colpo su colpo tutte le decisioni prese dal governo e dal parlamento che rafforzano il fenomeno mafioso. Nemmeno il governo Renzi merita fiducia. Sostanzialmente per un doppio motivo. Anzitutto perch il suo programma non ha attribuito alcuna priorit alla lotta alla mafia mentre mancano la legge sul conflitto di interessi, la patrimoniale, interventi sul Mezzogiorno, la difesa dellambiente, la cancellazione della Tav e degli F-35, la lotta contro levasione fiscale e la corruzione. Sta cio impoverendo ulteriormente le masse popolari e demolendo tutti i diritti dei lavoratori, il che finir per rafforzare ulteriormente il radicamento delle cosche nel territorio e la loro infiltrazione nelle istituzioni borghesi. In secondo luogo per la composizione stessa della sua maggioranza, piena di inquisiti e riciclati. Come pu Renzi combattere la mafia se il suo ministro degli interni, Angelino Alfano, Nuovo Centrodestra, fino a ieri braccio

destro del delinquente numero 1 Berlusconi, annovera nel suo partito Giuseppe Scopelliti, governatore dimissionario della regione Calabria, condannato per falso e abuso in atti dufficio e se renziani di ferro come Barracciu inquisita e il boss siciliano Francantonio Genovese stato condannato per aver truffato lo Stato per decine di milioni di euro? Oggi il governo Renzi va considerato controparte degli antimafiosi e va combattuto con determinazione. Si pensi solo a come ha difeso a spada tratta i sottosegretari PD inquisiti per corruzione. Su queste basi si possono unire tutte le forze politiche, sindacali, sociali, culturali, religiose democratiche che realmente hanno lintenzione di liberare lItalia dalla criminalit organizzata. Fissati questi paletti irrinunciabili nella lotta sar pi facile alle masse antimafiose italiane comprendere la sostanza dellinganno che il governo del Berlusconi democristiano Renzi sta edificando e comprendere che esso va spazzato via senza indugio e con la massima determinazione, prima che rafforzi ulteriormente la criminalit organizzata.

sioni, ma non va dato per finito politicamente, perch sta pensando di assicurarsi limpunit con lelezione al parlamento europeo con il suo Partito, per effetto delle incongruenze della legge Severino, che lo sospende per 18 mesi fino alla sentenza di secondo grado ma che non gli impedisce affatto di candidarsi non essendo definitiva la condanna. La regione ora rischia la paralisi, sullo sfondo la bocciatura della Corte costituzionale del nuovo statuto regionale, dellaumento a 40 del numero dei consiglieri regionali, senza considerare le lotte intestine gi scatenatisi fra i politicanti borghesi. Lipotesi pi probabile che si voti per la regione fra giugno e ottobre, ma la situazione in movimento, al momento si registra una guerra nel PD renziano fra Mario palla palla Oliverio (ex deputato ora presidente della provincia di Cosenza) che ci tiene cos tanto a fare il governatore da dire che non accetter contentini come la candidatura al parlamento europeo, il gi citato Demetrio Naccari Carlizzi (a sua volta inquisito per concussione, corruzione e falsit ideologica per fatti relativi allospedale di Reggio negli anni in cui era assessore con Loiero) che Renzi preferirebbe a Oliverio dopo il rifiuto del procuratore aggiunto della procura di Reggio Nicola Gratteri, gi in pole position come ministro di Giustizia del governo Renzi, ma sul quale c stato il veto di Giorgio Napolitano. Potrebbe alla fine essere candidato lo stesso segretario regionale e deputato del PD Ernesto Magorno, ex sindaco di Diamante (Cosenza) ed ex consigliere provinciale, che intanto gira la Calabria (con lo stesso Renzi a Scalea, dove li hanno presi a fischi tutti e due) e con arnesi freschi di ricandidatura come il deputato europeo Mario Pirillo e il suo genero Graziano Di Natale, o lex ministro Beppe Fioroni, sbraitando di non credibili e risibili alternative alla destra e a Scopelliti di cui sono appunto alleati lui e lo stesso Renzi. A destra guerra contro la procura di Reggio, tanto che dovuta intervenire lANM a difendere i magistrati reggini, ed guerra intestina tra i gi citati Gentile, feriti dalle dimissioni di Antonio, la Santelli, i fedelissimi di Scopelliti e cos via.

Nuove illusioni elettorali


Gravi le illusioni elettorali sparse dai grillini calabresi, anche in seguito alle dimissioni di Scopelliti che vengono dati per vincenti alle prossime regionali. Ecco per esempio cosa scrive Emiliano Morrone (giornalista vicino a Gianni Vattimo ed ex candidato, trombato, con lIdv alle regionali del 2010, ora vicino a

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Matteo Renzi, il Berlusconi democristiano, stato accolto da dure contestazioni allarrivo in Calabria nella sua prima visita da presidente del Consiglio nella punta dello Stivale. accaduto allistituto comprensivo statale Gregorio Caloprese di Scalea (Cosenza), mercoled 26 marzo. Allarrivo del premier fischi e contestazioni, le mamme degli alunni hanno esposto uno striscione Siamo indignate chiedeteci perch?, lamentando la

Renzi accolto a suon di fischi e contestazioni in Calabria


mancanza di lavoro e futuro per i loro figli. Altro striscione quello dellassociazione Sanit vita: Sanit: condannati a morte. Quindi lex personale Ata della scuola con i cartelli: Grazie alla spending review dal 31 marzo io e la mia famiglia non avremo un futuro e Via le ditte dalle scuole. E ancora cartelli contro la compagine governativa da parte di semplici cittadini di Scalea (ennesimo comune calabrese sciolto per mafia pochi mesi fa): Renzi stai sereno vai da Berlusca e Renzi perch Gentile no e Barracciu s?. Da parte sua il ducetto fiorentino ha snocciolato tutta una serie di riforme da attuare per il bene della scuola e per combattere la ndrangheta cercando di accreditarsi come paladino degli interessi degli studenti o come vittima anche lui del precariato: Mia moglie uninsegnante precaria. Come si vede per non gli crede nessuno (quale ndrangheta volete che combatta uno che si porta Gentile nel governo? Che vede il suo governo sostenuto esattamente da chi governa e da destra la Calabria con una giunta regionale nera e filomafiosa e cio Scopelliti e i Gentile, tutti nel NCD di Alfano?) ed curioso notare come nonostante i mass media del regime neofascista parlino di luna di miele fra gli italiani e Renzi, da poche settimane a Palazzo Chigi, appena costui mette piede in Calabria accompagnato dal suo ras locale Ernesto Magorno, PD, per fare campagna elettorale per le europee (altro che i problemi della scuola, che lui aggraver, venuto a fare campagna elettorale questa la verit e lo si capito benissimo) viene sommerso da una valanga di fischi da parte di una popolazione che non crede pi nelle illusioni elettorali e che ogni giorno di pi vive sulla propria pelle le delizie del capitalismo a cominciare dalla miseria, dalla crisi, dalla ndrangheta, dallo sfascio della scuola pubblica fino alla tremenda piaga del precariato.

ALLIsTITUTO cOMPRENsIVO sTATALE GREGORIO CALOPREsE DI ScALEA (COsENZA)

Come si vede la Calabria non una terra di conquista elettorale per banditi come lui e i suoi compari! Evviva le contestazioni al Berlusconi democristiano Renzi a Scalea! Come dice il Documento ad hoc dellUfficio politico del PMLI: Spazziamo via il governo del Berlusconi democristiano Renzi! Solo il socialismo pu cambiare lItalia e dare il potere al proletariato. Giordano - provincia di Cosenza

della Lombardia Mentre ai lavoratori si riducono le cifre spettanti e si allunga let per andare in pensione, gli ex consiglieri regionali della Lombardia, sia sotto il dittatore ciellino Formigoni sia sotto il fascioleghista Maroni, percepiscono vitalizi quattro volte pi sostanziosi rispetto ai contributi da loro versati. Secondo lufficio di presidenza del consiglio regionale, al 17 febbraio la somma spesa per questo vergognoso e ingiustificato privilegio ammonta a 150.832.469,69 euro, mentre gli interessati hanno

Dal nostro corrispondente

150 MILIONI DI EURO PER I VITALIZI DORO DEGLI EX cONsIGLIERI REGIONALI LOMBARDI Percepiscono cifre pari a quattro volte i contributi versati
sborsato 36.676.213 euro. Soldi derivanti dalla spremitura tributale delle masse popolari lombarde che pagano ogni mese, per questi vitalizi, 620mila euro, che nellarco dellanno arrivano ad essere 7,4 milioni. E se non cambieranno le regole 615 ex consiglieri gi percepiscono o percepiranno la pensione al 60 anno di et, cinque anni prima rispetto ai lavoratori, secondo quanto previsto dalla legge Fornero. Tra questi privilegiati troviamo casi a dir poco scandalosi come un ex consigliere che, avendo versato 29mila euro di contributi fino ad oggi, ha gi percepito un vitalizio di 450mila euro. O chi avendone versati negli anni 200mila ne ha gi intascati pi di 800mila. O chi con versamenti per 150mila euro ha gi preso assegni per oltre un milione di euro. Di fronte al crescente malcontento delle masse per questa grossa ingiustizia, dal Consiglio regionale arrivano soluzioni demagogiche e propagandistiche, dopo tanti anni che su questo tema si deliberatamente taciuto; il presidente del Consiglio, il ciellino Raffaele Cattaneo, propone una trattativa con lassociazione degli ex consiglieri, per trovare un accordo sul contributo volontario a tempo, in cambio della rinuncia a un possibile ricorso contro la Regione. A tempo, oltre che sicuramente irrisorio, cio non per sempre, mentre questi continueranno a percepire cifre da capogiro finch campano. Ci che interessa probabilmente a Cattaneo che i risparmi di un eventuale ricorso non andrebbero alla Regione, ma allo Stato. Se il nuovo centrodestra sostiene la proposta di Cattaneo, Forza Italia comincia a farsi propaganda elettorale in vista delle europee: I vitalizi degli ex consiglieri regionali devono essere parametrati ai contributi versati. Non giusto che scattino a sessantanni a differenza di altri lavoratori, dice il capogruppo forzista Claudio Pedrazzini. Il consigliere regionale forzista Fabio Altitotante va oltre: Forza Italia deve abolire i vitalizi anche per gli ex consiglieri. Non ci approcciamo alla questione con spirito demagogico, ma facciamo una scelta di buon senso. Mentre il PD e il Movimento 5 Stelle sembrano essere in piena sintonia sulla proposta di abolire i vitalizi anche per gli ex consiglieri. Fa piacere che il Movimento Cinque Stelle abbia finalmente compreso che la via da intraprendere quella dellequit (e non della piazza, ndr), dice Enrico Brambilla, capogruppo PD in regione; Siamo lieti che la nostra protesta in Consiglio con gli spray anticasta abbia provocato la rincorsa di Pd e Forza Italia, afferma il grillino Stefano Buffagni. Evidentemente gli anticasta pentastellati si accontentano dei proclami propagandistici degli altri partiti su questa vicenda a scopo di mostrare una faccia pulita in vista delle europee. La capogruppo del Patto Civico al Pirellone (alleato al PD) Lucia Castellano afferma: Sui

Mentre ai lavoratori si riducono le pensioni e si aumenta let per percepirle

DALLA 11
Grillo come lo stesso Vattimo) nel suo blog legato al sito nazionale de Il fatto Quotidiano: Nel contesto, il Movimento Cinque Stelle potr avviare una grande rivoluzione culturale, se sapr imporre il discorso sulla valorizzazione della ricchezza umana vagante in Calabria: di intelligenze, saperi e volont repressi dagli apparati di potere con subdolo ostracismo... potr realizzare in concreto lautonomismo e la collaborazione territoriale su cui si fonda; senza lasciarsi condizionare, nelle politiche della sanit, dellambiente e della tutela del risparmio privato, dalla criminalit mafiosa o dal potere delle banche...potr perseguire con passione e conoscenza un riscatto collettivo in senso meridionalistico, convincendo i calabresi che limpresa privata possibile, che i beni si possono espandere e anche in questo Sud, profondo e deriso, pu risorgere la speranza, la fiducia, la cooperazione e lorgoglio popolare. Per lavorare e vivere nella legge. Che cos questo se non unapologia di questo marcio sistema capitalistico che strizza locchio al legalitarismo e insieme al separatismo? Altro che Grillo, per la Calabria ci vuole ben altro! Un grande fronte unito per il lavoro, lo sviluppo

del territorio, contro la ndrangheta e per la realizzazione di ogni bisogno popolare e progressista attraverso la lotta fuori dalla marce istituzioni locali del regime neofascista e impugnando risolutamente larma dellastensionismo marxista-leninista fin dalle prossime regionali lottando per la creazione delle istituzioni rappresentative delle masse basate sulla democrazia diretta le Assemblee popolari e i Comitati popolari. Solo il socialismo salver poi definitivamente la Calabria perch, come dice il documento dellUP del PMLI contro il governo Renzi, solo il socialismo pu cambiare lItalia e dare il potere al proletariato. Tornando a Peppe Scopelliti e alla sua carriera politica, iniziata nelle fogne del MSI e proseguita per venti anni da gerarca fascista nelle istituzioni del regime, opprimendo, derubando e impoverendo da fascista e mafioso quale il popolo reggino, calabrese e italiano c un solo posto dove gli autentici antifascisti vorrebbero vederlo finire una volta per tutte e questo posto non certo il parlamento dellUnione europea imperialista, luogo peraltro lontano anni luce dalle masse popolari meridionali. Questo posto... si chiama piazzale Loreto! Giordano - provincia di Cosenza

vitalizi non servono sceneggiate bisogna affrontare i casi singolarmente; tradotto: qualche consigliere ha diritto a prendere fior di soldi a fronte della crescente povert in Lombardia. Il fascioleghista Massimiliano Romeo accusa: I grillini cercano solo visibilit per nascondere lassenza di proposte, ma i liberatori da Roma ladrona che proposte hanno in merito? I partiti del regime neofascista nazionale e lombardo passano dalle parole ai fatti quando si tratta di tagliare le spese sociali, sanitarie, scolastiche, dei trasporti pubblici ecc mentre rimane alle sole chiacchere propagandistiche (che presto svaniranno dopo le elezioni europee) quando si accenna alla revisione di spesa delle prebende, dei ricchi stipendi e dei vitalizi doro che consolidano gli interessi dei politicanti borghesi a quelli dei capitalisti dei quali sono al servizio.

Carrai sponsorizzava con i soldi di Firenze parcheggi lascesa di Renzi


Contestato dalla Corte dei Conti un danno erariale di 520mila euro
Renzi, sono indagati anche il presidente Carlo Bevilacqua e altri 6 componenti del Cda. Tra le elargizioni contestate nellinchiesta quella di 100.000 euro alla Fondazione Maggio MuLa Corte dei Conti ha contestato alla Firenze Parcheggi (partecipata del Comune di Firenze) un danno erariale di 520.000 euro per sponsorizzazioni elargite senza criteri oggettivi. Il periodo incriminato lanno 2011, quando la societ era guidata da Marco Carrai, lamicone di Matteo Renzi che gli pagava laffitto della casa in via degli Alfani. Quellanno Firenze Parcheggi ha chiuso con una perdita di quasi 1,5 milioni di euro e le sponsorizzazioni incriminate incidono per circa un 5% del bilancio. Per danno erariale si intende il danno sofferto da un ente pubblico a causa dellazione di un soggetto che agisce per conto della pubblica amministrazione. In questo caso insieme allad Carrai, nominato direttamente da
Redazione di Firenze

Renzi e Marco Carrai (a destra) inaugurano un parcheggio fiorentino

sicale e alla Fondazione Palazzo Strozzi presieduta da Lorenzo Bini Smaghi, altro amico di Renzi. Oltre 40mila euro versati dalla societ ad una rivista inglese per comparire in un articolo su Firenze. 70mila euro andati al Museo dei Ragazzi in occasione della Notte bianca, introdotta da Renzi, 50 mila euro dati alla societ sportiva Rari Nantes, 30 mila euro alla societ PRG per il concerto di George Michael, 80 mila euro versati agli Angeli del Bello, una sorta di vigilantes del centro storico partoriti da Renzi. Come si vede tutti soldi spesi per sostenere limmagine di Renzi e le iniziative volute da lui, soldi pubblici sottratti alle necessit della popolazione per sostenere, in definitiva, il lancio mediatico e la sfrenata ambizione del Berlusconi democristiano.

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cronache locali / il bolscevico 13

AnCHE REnZI, COME BErLUsCOnI, sI Fa IL sUO aPOLOGETICO LIbrO FOTOGraFICO


di Eugen Galasso
Non bastava che, con prassi costituzionalmente molto dubbia (ed un eufemismo) il Matteo fiorentino e nazionale venisse nominato Presidente del Consiglio. Il Quotidiano nazionale, di cui fanno parte La Nazione di Firenze ma anche del resto della Toscana, dellUmbria. Il Resto del Carlino, dellEmilia-Romagna, delle Marche, di parte dellAllto Lazio, Il Giorno, milanese-lombardo ma relativo a tutto il Nord Italia, dedica il primo libro di una collana su vari personaggi (quali non ancora dato sapere) al neo-duce/neo-Berlusconi in salsa PD, il simpatico scoutista Matteo Renzi. Chiss perch? potr chiedersi qualcuno. No, il perch risaputo, il potere attira come le mosche, in una societ e in uno Stato ultraborghesi. Il continuatore del capitalismo in versione apparentemente bonsai, soft, dolce, ma in realt pi dura e pi decisionista (sento post-gruppettari ultrasinistri innamorati del principio schmittiano di sovranit, forse dimenticando che il giurista in questione fu Presidente dei giuristi nazisti, senza mai rinnegare il Fhrer e la sua ideologia) viene presentato quale bravo a scuola, serio, buon cattolico (sic!), scout (idem), dove le tenui critiche talora affioranti in realt servono per confermare che in realt no, il ragazzo bravo, forse qualche volta deve solo correggere unimmagine un po troppo maramaldesca, troppo espressamente decisa, un po da bullo (ma come dice il neo-parlamentare e gi ampiamente traditore Corrado Augias, il bullo che ci vuole, secondo la sinistra liberarldemocratica, appunto, cos, ci vuole luomo forte, o la donna forte - sar per caso la Boschi? - di turno...). Ragazzo pio, serio, nato in una famiglia molto pia, che ama la sua Rignano sullArno, la terra, che moderato, con sangue anticomunista nelle vene (a pag. 28 dellaureo libretto, parte scritta e curata da Marcello Mancini, vice-direttore de La Nazione). Poi materiale fotografico appropriato, che conferma la bravura dellenfant prodige, (ex, ormai), degno del neoduce Berlusconi, da cui politicamente lo divide cos poco, da sembrare o essere nulla... Disprezzo per disoccupati, occupati con salari da fame, maschilismo di fondo, macelleria sociale proposta forse in maniera un po diversa, ma neppure troppo... Con la volont falsa di dire che non un libro apologetico, ribadita anche in sede di presentazione in Palazzo Vecchio (Sala darmi) lo scorso 22 marzo. E con la neo-deputata Simona Bonaf che, sempre nelloccasione pubblica di presentazione, parlava di una sinistra moderna, per Renzi... S, quella che gi con Tony Blair e il suo New Labour in Gran Bretagna ma con ramificazioni pericolose (metastasi, viene da dire) in tutta Europa proseguiva con una politica anti-sociale degna della conservatrice Margaret Thatcher, che con lUlivo mondiale vendeva al peggior offerente la forza-lavoro, avendo come unico scopo quello che gi Stalin considerava lunica vera finalit delleconomia capitalista, ossia il raggiungimento della massimizzazione del profitto (cfr., tra laltro, G. Stalin, Problemi economici del socialismo nellURSS, Piccola biblioteca marxista-leninista). La santificazione del leaderismo borghese, con un neoduce o laltro, segue sempre le stesse vie, con poco testo, anche poco significativo, molte fotografie, pane e companatico, si fa per dire.

Stampato e distribuito dal reazionario Quotidiano Nazionale

La Lega Nord imbastisce una pretestuosa caccia alle streghe contro i marocchini
Al segretario cittadino della Lega Nord Moscarola hanno rubato, in un parcheggio cittadino, quattro ruote dellautomobile, infinitamente meno di quanto il suo Partito avrebbe rubato ai piemontesi durante il mandato che ha visto come presidente della Regione proprio il leghista Roberto Cota. Con lo scandalo di Rimborsopoli in Piemonte abbiamo assistito a una delle pagine pi nere della storia delle istituzioni rappresentative borghesi fatta di tagli ai trasporti pubblici locali, tagli ai servizi pubblici offerti alle cittadine e cittadini, niente edilizia popolare mentre si proceduto, a pi sospinto, nella costruzione di tutta una serie di opere pubbliche inutili e costose a partire dal nuovo Palazzo della Regione e tutto ci mentre venivano rubati alle piemontesi e ai piemontesi migliaia

Comunicato dellOrganizzazione di Biella del PMLI.

MENTRE CON RImBORSOPOLI IN PIEmONTE LA LEGA HA RUBATO DI TUTTO E DI PIU


di euro attraverso fasulli rimborsi spese. La magistratura contesta a Roberto Cota il fatto di possedere il dono dellubiquit infatti le indagini evidenziano che, mentre il suo telefono in Lombardia, la Regione gli paga un pasto a Torino. E ancora, si scopre che in meno di due ore si sposta da un bar in centro a Torino a una boutique romana. Che dire dellex sindaco di Novara, Massimo Giordano, che risulterebbe nello stesso giorno a Parigi e in un cocktail bar di Ginevra? O che il 28 agosto 2010 pranza a Novara ma, secondo quanto ne sa la Guardia di finanza, sarebbe ad Aosta? Sempre Giordano lo stesso giorno paga con 25 euro gomme da masticare, panino e caff sulla Torino-Milano mentre in delegazione a San Francisco. Anche un altro leghista, Riccardo Molinari, possiede il potente dono di essere in due posti differenti nello stesso istante. Infatti a maggio 2011 passa la notte per 120 euro in un hotel ad Avila, in Spagna, ma secondo il registro della Guardia di finanza a Castelletto Monferrato. C poi chi, come Antonello Angeleri, sempre della Lega, dichiara di risiedere in un luogo e invece sta altrove. Cosa ci guadagna? Circa 20mila euro di rimborsi chilometrici non dovuti. Le Fiamme gialle hanno esaminato orari di acquisti, tutti con richiesta di rimborso, e le celle agganciate dal suo telefonino, e da questi incroci risulta che quei soldi non gli sono dovuti. La relazione dice infatti: In orari serali, notturni e mattutini lutenza a Torino e non a Incisa Scapaccina, nellastigiano, dove il consigliere ha la residenza. Ci chiediamo perch il nostro

Moscarola non sia stato dotato anchegli del dono dellubiquit dalla magica e celtica Lega Nord, avrebbe cos potuto presenziare ad una riunione presso la sede della Lega di Biella e nello stesso istante essere nel parcheggio di via Cernaia per impedire che gli venissero rubate le ruote della macchina? Noi marxisti riteniamo il furto, per quanto deprecabile, di quattro ruote di unautomobile, infinitamente meno grave di chi, occupando scranni regionali da ottomila euro al mese, ruba coscientemente soldi alla collettivit piemontese. E soprattutto non vogliamo vedere camicie verdi girare in gruppo nella nostra citt a distribuire volantini pieni zeppi di qualunquismo, ipocrisie e odio razziale! Per il PMLI.Biella, Gabriele Urban Biella, 27 marzo 2014

CONTINUA LA LOTTA DEGLI OPERAI ELEcTROLUX DI SOLARO


Sciopero spontaneo contro un deplorevole e provocatorio atto di divisione tra i lavoratori conseguenza della politica aziendale e delloperato dei sindacalisti collaborazionisti
gi due sfondamenti, minacce e questa volta poteva esserci qualche vittima, vista lirruenza del collega. Non c rancore, ma rammarico e stupore. Dov la solidariet quando ci sono persone pagate al 70%? Perch nelle altre sedi i lavoratori sono uniti in presidi permanenti e invece a Solaro qualcuno cos egoista e opportunista? Dice Doriano Checcaglini, rappresentante CUB interno: Contestiamo allazienda che gli straordinari sono bloccati per decisione unanime delle RSU, mentre al sabato alcuni vengono a lavorare, comandati dalla direzione per fini produttivi. Lo sciopero di luned non stato appoggiato paradossalmente dalle altre RSU, FIOM, FIM E UILM, anzi nella mattinata giravano dicendo di non scioperare, mostrando indifferenza non solo per i lavoratori che hanno rischiato di farsi male ma evitando di difendere una decisione condivisa anche da loro in merito agli straordinari. Noi non abbiamo paura, comunque e continueremo coerentemente sulle nostre posizioni. Redazione di Milano A Solaro (Milano) forti sono la protesta e lindignazione di molti lavoratori della Electrolux che, luned 17 marzo, hanno organizzato uno sciopero spontaneo a seguito di un fatto grave accaduto il sabato precedente. Racconta loperaia Cristina Maniscalchi: Alle cinque del mattino una ventina di noi si trovata per lennesimo picchetto fuori dai cancelli sostenuti dallunico sindacato che approva questo metodo di protesta, FMLU-CUB. Poco prima delle sei sono arrivati dei lavoratori della manutenzione interna ma, vedendoci, si sono fermati. Uno solo di loro ha vergognosamente proseguito, sfondando il picchetto con la sua auto, rischiando di investirci, senza alcun scrupolo. Se non fossimo stati giovani e svelti a scansarci, sarebbe finita male. Non contento, sceso dalla macchina e ci ha urlato contro. Poi entrato a lavorare come se nulla fosse. Aggiunge la collega Giovanna Annacoreta: Sono settimane che il sabato mi sveglio alle quattro per partecipare ai picchetti, mentre ci sono colleghi sordi e ciechi alla nostra vertenza, che fanno addirittura gli straordinari. Abbiamo subto

Contro i contratti di solidariet ed in difesa del salario pieno e del posto di lavoro nello stabilimento in provincia di Milano

Esprimendo solidariet di classe ai lavoratori dellElectrolux, noi marxisti-leninisti deploriamo questo grave atto di divisione tra i lavoratori, atto oggettivamente istigato dalla politica aziendale dellElectrolux che con gli straordinari del sabato, a seguito della riduzione del salarioorario (come sancito dal contratto di solidariet col padronato che il 26 marzo stato rinnovato, con un accordo coi vertici dei sindacati confederali, fino al 31 marzo 2015), aumenta i profitti della multinazio-

Le lavoratrici e i lavoratori della Electrolux di Solaro (Milano) in corteo nale svedese e mina lunit di lotta degli operai inducendo i meno coscienti al crumiraggio tramite i morsi della fame e di salario ed il complice operato di taluni quadri locali e aziendali sindacali collaborazionisti. Allo stesso tempo li incoraggiamo ad andare avanti nella loro lotta! Che la forza, la combattivit e lo spirito dunit di classe, qualit che da sempre si distinguono nella storia del movimento operaio italiano, guidino gli operai della Electrolux alla vittoria!

Lelezione del noto squadrista fascista Marco Nonno (Fratelli dItalia) alla carica di vicepresidente del Consiglio comunale di Napoli non altro, per noi marxisti-leninisti partenopei, lulteriore conferma del fallimento totale della giunta arancione alla guida della citt dal 2011. Non a caso il compiacimento del neopodest De Magistris dimostra il suo mediocre approccio allantifascismo, un antifascismo a parole come gi avvenuto in occasione del ricordo delle Quattro Giornate di Napoli o del 25 Aprile dove lesecutivo attuale si visto bene dal ricordare il sacrificio dei partigiani e delle masse popolari nella Liberazione dal mostro nazifascista. Ora siamo giunti a quello che doveva essere un paradosso, ossia la votazione bipartisan della destra e della sinistra del Consiglio comunale in camicia nera di Marco Nonno, noto mazziere e fascista, conosciuto anche per i

LELEZIOnE DEL FasCIsTa NOnnO a vICEPrEsIDEnTE DEL COnsIGLIO COMUnaLE COnFErMa IL FaLLIMEnTO DELLa GIUnTa aranCIOnE DEL nEOPODEsT DE MaGIsTrIs

Comunicato della Cellula Vesuvio Rosso di Napoli del PMLI

Nelle Terre dei fuochi si consumato un crimine contro lumanit


Riceviamo e volentieri pubblichiamo in ampi estratti. A tutte le realt, singoli soggetti, associazioni e movimenti impegnati nella lotta per la salute in Campania. oramai sotto gli occhi di tutti che, dopo la grande manifestazione del 16 novembre, il movimento #Fiumeinpiena# ha perso la sua forza iniziale e rischia di impantanarsi nellattesa delle soluzioni promesse dalle istituzioni. Tali provvedimenti governativi sono stati da noi immediatamente contestati nella loro impostazione e negli obbiettivi proposti: lidea base che il disastro ambientale campano, ed i morti che ne conseguono, siano esclusivamente il prodotto di organizzazioni malavitose locali e non dal connubio delle nostre mafie con la grande industria che ha ritenuto di risolvere il problema rifiuti con la scorciatoia, a buon mercato, dello smaltimento illegale. Chiedevamo verit e giustizia su questo sistema che coinvolge anche massoneria e servizi e ci hanno risposto con un aumento di pene per coloro che appiccano i roghi. Gli industriali che hanno pagato i

APPELLO DEI COMITaTI CaMPanI PEr Una COnFErEnZa naZIOnaLE In DIFEsa DELLa saLUTE E DELLaMbIEnTE

Ne sono responsabili i camorristi, gli industriali che li pagano e i politici locali e nazionali che li coprono
casalesi non sono mai nominati. Chiedevamo di attivare un programma di prevenzione con ladeguamento della rete sanitaria agli standard nazionali ed alla situazione sociale difficile della regione. Grande la responsabilit di coloro che sono stati accreditati come portavoce del movimento ed hanno accettato le proposte governative (di Roma e di Caldoro) come una vittoria del movimento. Le proponenti organizzazioni ritengono prima di tutto che il problema non sia solo Campano ma Nazionale, come dimostrano i casi di Taranto, Savona e di tante altre citt nel nostro Paese, per cui le questioni da porre sono quelle di creare una legislazione complessiva pi efficace sui reati ambientali e sulle bonifiche dei territori inquinati, non un decreto legge ritagliato per scopi propagandistici. ora di mettere sullo stesso piano di giudizio per reati di stampo mafioso i camorristi, gli industriali che li pagano, gli amministratori ed i politici ad essi collegati sino ai rappresentanti dello Stato che nascondono la verit sui reati ambientali. Quello che si consumato nelle Terre dei

ruoli di tramite con i nazifascisti di Casapound con le forze dellordine. Cosa aspettano ancora i consiglieri comunali arancioni o quelli che si professano di sinistra a dimostrare il loro antifascismo e

dare le immediate dimissioni facendo cadere questa giunta antipopolare e servile con fascisti? La Cellula Vesuvio Rosso di Napoli del PMLI Napoli, 26 marzo 2014

fuochi un crimine contro lumanit e come tale deve essere giudicato, chiamando in giudizio tutti i responsabili. inoltre necessario sviluppare una critica lucida e puntuale sul nostro modello di sviluppo che finora ha provocato solo inquinamento, devastazione ambientale e morti, considerati come effetti collaterali inevitabili per leconomia. necessario respingere il ricatto della scelta tra salute e lavoro. ora di mobilitare nuovamente la popolazione per evitare le truffe e raggiungere obbiettivi concreti. Per questi motivi e con questa impostazione ci proponiamo di patrocinare a Napoli una Conferenza Nazionale su tutta la problematica ambientale. A tale conferenza sono invitate tutte le realt e i singoli impegnati a livello nazionale sulla vertenza ambientale, oltre ad esperti sui temi ambientali, sanitari e legali. UsbSalute Ambiente, Medicina Democratica, Aiea Napoli, Mamme vulcaniche, Comitato attivisti campani in difesa di salute e ambiente Napoli, 20 Marzo 2014

14 il bolscevico / PMLI

N. 14 - 10 aprile 2014

Proficuo e positivo lincontro tra il Partito e le masse popolari biellesi


dellOrganizzazione di Biella del PMLI Come da programma, riportato anche dalla stampa cittadina che ha pubblicato ampi stralci del comunicato stampa del PMLI.Biella, venerd 28 marzo dalle 14.00 alle 18.30 in via Lamarmora a Biella militanti e simpatizzanti del Partito hanno allestito un rosso gazebo contro il governo del Berlusconi democristiano Renzi. Proficuo e positivo lincontro tra i compagni dellOrganizzazione biellese del PMLI e le masse popolari biellesi in molti casi decise a ringraziarli per la presenza della falce e martello ancora in piazza, come ha sottolineato una passante che ha fatto una piccola ma sentita sottoscrizione per alcuni opuscoli di Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI e la spilla di Partito. Un giovane studente, alluscita della scuola e diretto alla fermata dellautobus per fare rientro a casa, ha assolutamente voluto la spilla del PMLI anche se ha affermato Non posso lasciarvi una sottoscrizione, lo vorrei tanto, ma per questa maledetta crisi, non ho neanche un euro per me a queDal corrispondente

Pieno successo del rosso LibErT* gazebo del PMLI a Biella contro il governo Renzi
di Nerina Lucia Paoletti
sto studente sono stati consegnati alcuni volantini contro il governo Renzi con la promessa che gli avrebbe diffusi tra i compagni di scuola pi avanzati politicamente. Un disoccupato invalido di Vercelli, in citt per curarsi, ha detto che la sua fabbrica ha chiuso i battenti e lui si trovato a casa dopo 23 anni di lavoro e non sta trovando nulla di stabile se non posti precari attraverso agenzie interinali che gli rendono la vita intermittente e angosciante. I compagni del PMLI gli hanno espresso la solidariet militante e proposto una collaborazione con Il Bolscevico per essere utile a se stesso, al proletariato, al PMLI e alla lotta per la conquista della nuova societ socialista. Due badanti ucraine cinquantenni hanno asserito di essere in netta contrapposizione con il comunismo e la falce e martello specificando di essere dellUcraina del nord, sostenendo di aver vissuto sotto i governi di Lenin e Stalin e constatando che il socialismo era pieno di difetti e problemi. I nostri compagni hanno chiesto loro come fosse possibile che due donne cos giovani fossero vissute
In occasione dellottavo anniversario della sua scomparsa, avvenuta prematuramente e improvvisamente per infarto il 6 aprile 2006, pubblichiamo una nota di Nerina Lucia Paoletti, tra i primi quattro pionieri del PMLI, cofondatrice del PMLI e membro a vita del CC del PMLI. una dedica a tutti i bambini,

in particolare ai suoi nipotini, i figli di militanti che erano gi nati allepoca in cui la scriveva e a quelli che sarebbero nati in futuro, un inno ad aver fiducia in un domani radioso fatto di libert dalle catene del capitalismo che solo nel socialismo i bambini e non solo potranno godere.

Biella, 28 marzo 2014. Interessanti discussioni sono state intrecciate dai compagni biellesi attorno al rosso gazebo contro il governo Renzi (foto Il Bolscevico)

sotto il governo di Lenin ma le due si sono allontanate dal gazebo bofonchiando. Ha fatto visita al presidio marxista-leninista lamico del PMLI Aldo che ha discusso piacevolmente coi compagni su temi di cultura religiosa e politica affermando che diffonder, come sempre, alcuni volantini contro Renzi e che ci rifar visita alle prossime iniziative. Contenti per la proficua gior-

nata trascorsa in piazza i compagni hanno anche fatto un primo bilancio di confronto sulla giornata di venerd, scelta per la prima volta al posto del sabato, per allestire il rosso gazebo del PMLI e valutare quando predisporre il prossimo banchino in occasione della campagna di proselitismo 2014 e per le prossime elezioni del 25 maggio dove in Piemonte si voter anche per lelezione del consiglio regionale.

La compagna Nerina Lucia Paoletti durante la grande manifestazione nazionale antimperialista e contro la guerra svoltasi a Roma il 12 aprile 2003

Si svolto a Firenze, il 28 febbraio, alla Casa del popolo di San Bartolo a Cintoia, il congresso provinciale della FILCTEM-CGIL di Firenze. Presenti 102 delegati eletti nei congressi di base della categoria. Alla presidenza il Segretario nazionale Emilio Miceli ed il Segretario uscente di Firenze Bernardo Marasco che nella sua introduzione improntata alla concertazione ha difeso a spada tratta il Testo unico sulla rappresentanza firmato da CGIL, CISL, UIL e Confindustria, e ha affermato: valido perch la CGIL un sindacato che dialoga e negozia con il capitale... il testo unico d la possibilit di riallacciare i rapporti con CISL e UIL. Dopo i saluti dei rappresentanti della CISL e dellANPI sono iniziati gli interventi dalla platea dei delegati. Sono intervenuto per primo rimarcando i dubbi, esternati nellultimo direttivo prima del congresso, relativi ad una possibile condotta non democratica del congresso della CGIL, dubbi non solo rimasti ma addirittura rafforzati. Ho chiesto che la CGIL torni a fare il proprio lavoro, senza cercare scorciatoie o improbabili alleanze perch adesso c il governo Renzi che sulla que-

BATTAGLIA AL CONGRESSO PROVINCIALE DELLA FILCTEM-CGIL FIRENZE


stione del lavoro propone ricette antioperaie. Infine ho rilanciato la proposta strategica del sindacato delle lavoratrici, dei lavoratori,delle pensionate e dei pensionati. Lintervento stato largamente e convintamente applaudito. Un delegato della Menarini ha affermato: Basta alle strette di mano con Confindustria... il PD ha votato la legge Fornero... si deve rompere quando il momento!. Un lavoratore della SEVES di Castello ha evidenziato di fatto lorigine capitalista della crisi affermando che causata da persone che sulle fabbriche ci hanno marciato e mangiato. Rossano Rossi portando il saluto della Camera del Lavoro di Firenze, in chiara polemica con le mie simpatie marxiste-leniniste si lasciato andare ad affermazioni gravi che tra laltro disarmano il movimento operaio: non abbiate paura il fascismo non c pi... ma non si pu lanciare la rivoluzione e anche il testo unico sulla rappresentanza sar da criticare in qualche sua parte ma si pu accettare!. Dopo questa concione vi sono stati due interventi estremamente significativi. Una delegata illustrando la grave situazione della propria fabbrica ha affermato che si deve dire no alla finanza creativa e a chi si arricchisce svuotando le fabbriche di tutte le risorse. Un delegato dellempolese, dopo aver comunicato che tutti i 167 lavoratori della fabbrica dove lavora erano in sciopero a causa dellarroganza padronale sulla questione del riconoscimento dellaumento salariale previsto dal contratto nazionale di lavoro, ha fatto una denuncia delloperato dellinquilino del Quirinale: Napolitano ha lavorato per far s che lItalia sia in queste condizioni. Ha concluso il congresso il Segretario nazionale Miceli che oltre ad avere difeso a spada tratta laccordo sulla rappresentanza e riguardo allabolizione dellarticolo 18 per i neoassunti, ha affermato di non avere pregiudiziali! Due le perle finali; la prima, con chiara presa di posizione interclassista e di credito verso il governo Renzi, indirizzata contro il sottoscritto: Sarkozy non n comunista n marxista-leninista ma tutel i lavoratori della Peugeot non permettendo che venisse trasferita allestero. Laltra indirizzata come una minaccia ai delegati del documento 2: La CGIL una organizzazione democratica perch ha fatto votare un milione e mezzo di lavoratori anche su una mozione presentata da soli 5 delegati!. Il congresso si concluso con le votazioni concernenti alcuni documenti di categoria e gli organi dirigenti della categoria. Il documento 2 ha preso il 2% dei voti. stato un congresso se si vuole dire blindato dove emerso, come si visto anche dalla votazione per lelezione del segretario, lo scontento non espresso nel dibattito dei delegati che si sono schierati con Landini. Per me stata unesperienza importante perch intervenendo ho portato avanti lideale marxistaleninista e perch ho avuto modo

di tenere saldi i rapporti con i delegati conosciuti e di cominciare a intessere nuovi rapporti. Sono stato riconfermato nel direttivo provinciale di Firenze della FICTEM-CGIL ed eletto al congresso della Camera del Lavoro di Firenze. Andrea, operaio del Mugello

Ogni volta che ho occasione di vedere cose, fatti, avvenimenti sereni, felici, liberi mi danno un grande senso di libert e serenit, speranza nel domani. La libert vera la paragono agli uccelli che volano e ai bambini che giocano in un prato immenso. Ora infatti mi trovo in un prato immenso, grandissimo dove centinaia di bambini giocano liberi, ridono, gridano. Le loro grida, unite alle grida del cinguettare delle rondini, mi infondono una meravigliosa sensazione e melodia, insieme bambini! Quanto le vostre grida si potranno sentire? Quanto il capitalismo ve lo permetter? Siate coscienti che esso vi toglier questa vostra libert. E cosa c di pi crudele di non permettere ad un bimbo di correre, ridere, gridare, essere felice, e alla rondine di non

lasciarle lo spazio nei cieli per poterle permettere di volare? Rivendicheremo la libert dei bimbi di oggi, che saranno adulti domani. Se voi bambini imparate fin da piccoli la bellezza della libert, imparerete a lottare per essa per poterla conservare e accrescere in tutti i suoi aspetti, da piccoli nei vostri liberi giochi, da grandi capendo che la libert si pu ottenere solo abbattendo questo lurido ed ormai putrescente capitalismo. Solo allora, dopo labbattimento del capitalismo, difenderemo tutti insieme questa tanto attesa, sperata e sicura libert. Dedicata a tutti i bambini, e in particolare ai miei nipotini, i figli dei compagni che ci sono oggi e che verranno domani.
* Questa nota probabilmente della primavera-estate del 1974

grazie per avermi inviato il volantino per il 37 Anniversario del Partito. Esaurienti e ricche di significato le parole del nostro Segretario generale Giovanni Scuderi che ci esorta al lavoro e alla lotta sulla via del socialismo. A presto, coi Maestri vinceremo! Andrea, operaio del Mugello (Firenze)

Le opere dei Maestri: non sono facili da capire ma non demordo


Buongiorno a tutti voi. Ho inviato un contributo per la nuova Sede. Sto leggendo le opere dei Maestri: non sono facili da capire nellimmediato, devo rileggere ogni riga almeno due volte e poi rileggere ancora. Se fossero pi semplici sarebbe bellissimo ma forse solo un problema mio, cos spero. Ma non demordo! Un saluto grande a tutta la Redazione, siete bravissimi! Marisa Firenze

guri per il 37 Anniversario della fondazione del Partito. Inviamo un piccolo contributo: vorremmo poter fare di pi. Un rosso fraterno abbraccio. Coi Maestri e il PMLI vinceremo! Liliana, Anna e Maria - Cuneo

Sono uno studente marxista-leninista americano e vorrei entrare nel Partito


Compagni, sono nato negli Stati Uniti e sto lavorando per il mio passaporto italiano (non stato facile). Sono italiano, prima generazione, e voglio tornare nel mio Paese, per lItalia unita, rossa e socialista. Sono uno studente marxista-leninista organizzatore dellUnione degli studenti alluniversit. Sto studiando italiano e russo: litaliano lo devo studiare perch qui parlo solo inglese e dimentico litaliano, comunque lo capisco. Scusate gli errori! Come si fa ad entrare nel PMLI? Vorrei proprio entrare nel Partito quando avr il passaporto italiano. Alessandro - Usa

dellOrganizzazione di Vicchio del Mugello del PMLI LOrganizzazione di Vicchio del Mugello (Firenze) del PMLI ha provveduto, il 6 e 19 marzo, a diffondere il volantino riportante il documento dellUfficio politico del PMLI del 25 febbraio dal titolo Spazziamo via il

Diffuso il volantino contro il governo Renzi nelle scuole superiori del Mugello governo del Berlusconi demoDal corrispondente

LEditoriale di Scuderi sul 37 del PMLI unanalisi perfetta


Ho letto lEditoriale di Giovanni Scuderi sul 37 Anniversario della fondazione del PMLI: analisi come sempre perfetta. Cari saluti marxisti-leninisti Eugen Galasso

cristiano Renzi negli istituti superiori mugellani, il professionale Chini e il liceo Giotto Ulivi. Volantino che ha riscosso linteresse delle studentesse e degli studenti; chi ha chiesto cosa proponiamo in alternativa al governo Renzi abbiamo illustrato il nostro progetto dellItalia unita, rossa e socialista.

Rossi auguri per lAnniversario della fondazione del Partito


Cari compagni, vi giungano i nostri rossi au-

Scuderi ci esorta al lavoro e alla lotta


Cari compagni del PMLI,

N. 14 - 10 aprile 2014

interni / il bolscevico 15
ALLE ELEZIONI aMMINISTRaTIVE QUaSI IL 40% DELLELETTORaTO DISERTa LE URNE

Record dellastensionismo in Francia


Alle elezioni amministrative che si sono tenute in Francia nei due turni del 23 e del 30 marzo la maggioranza relativa dei consensi andata alla destra dellUmp che ha ribaltato i rapporti di forza che solo due anni fa avevano portato Hollande alla presidenza e il Partito socialista al governo. La destra batte la sinistra borghese con lUmp guidata da Jean-Francois Cop che col 45,9% dei voti validi ha superato i socialisti fermi al 40,6% dei voti validi. I fascisti del Fronte nazionale guidati da Marine Le Pen sono cresciuti sfiorando il 7% dei voti validi. Percentuali che devono essere ridotte di pi di un terzo per renderle omogenee al corpo elettorale dato che quasi il 40% dellelettorato ha disertato le urne in entrambi i turni, facendo registrare il record per le amministrative che comunque secondo solo al 42,77% delle

La destra batte la sinistra borghese. In ascesa i fascisti del Fronte nazionale di Le Pen
politiche del 2012. Dai dati ufficiali diffusi dal ministro degli Interni Manuel Valls la diserzione delle urne cresciuta, in confronto alle precedenti amministrative del 2008, dal 33,5% al 35,9% al primo turno del 23 marzo mentre al secondo turno, che ha interessato quasi 6 mila e cinquecento comuni tra cui la maggior parte delle grandi citt, cresciuta dal 34,8% al 36,3%. La diserzione delle urne cresciuta tra i due turni nonostante gli appelli congiunti di socialisti e Ump agli elettori affinch partecipassero ai ballottaggi, pi di un terzo degli elettori non ha ceduto alle sirene dei due principali partiti parlamentari, n a quelle della destra fascista di Le Pen. Jean-Francois Cop, il presidente dellUmp, pu affermare che il suo diventa il primo partito di Francia, come numero di voti e come numero di candidati eletti dopo che ha sfilato ai socialisti la guida di oltre 150 comuni fa quelli sopra i 9 mila abitanti, mantenendo municipi importanti come quello di Marsiglia e sfiorando il colpaccio a Parigi. LUmp conquista storici bastioni dei socialisti come Tolosa o come Limoges, che aveva un sindaco della sinistra borghese da oltre un secolo, dal 1912. Se le elezioni amministrative sono lette come una espressione del giudizio sulla presidenza di Franois Hollande dopo i primi due anni di permanenza allEliseo e il suo governo presieduto da Jean-Marc Ayrault si possono definire quasi una disfatta. E non poteva essere diversamente dato che la disoccupazione continua a salire e leconomia non decolla nonostante le promesse di cambiamento sulla quale Hollande aveva incentrato la sua campagna elettorale del 2012. E sar difficile per il suo Ps recuperare consensi anche nella sua fascia di elettorato deluso alle prossime europee anche se Hollande ha sacrificato il premier Jean-Marc Ayrault, sostituito con lex ministro dellInterno Valls, considerato il volto nuovo e giovane dei socialisti francesi, il Renzi doltralpe. I socialisti oltre ai comuni ceduti allUmp devono registrare la perdita anche di Bastia, conquistata dal candidato nazionalista con oltre il 55% dei voti validi. Possono salvare la faccia solo per aver mantenuto la guida di Parigi dove Anne Hidalgo, la delfina del sindaco uscente Bertrand Delanoe, recupera lo svantaggio del primo turno dalla concorrente di destra Nathalie Kosciusko-Morizet e la batte grazie ai consensi raccolti anche dai Verdi e dal partito comunista revisionista. Il Front National ha conquistato la guida di 15 comuni sopra i 9 mila abitanti e 7 in citt minori, nel 2008 non ne aveva preso nemmeno uno. La fascista Le Pen guarda alle percentuali raggiunte e sogna un risultato clamoroso alle prossime europee dove vige il sistema proporzionale al posto dei due turni di ballottaggio che penalizza le formazioni minori. E la Le Pen pensando alla futura scadenza ha affermato: oggi finisce in Europa la distinzione fra destra e sinistra. La vera lotta fra alto e basso nella societ. In alto ci sono i sarkosisti, i socialisti, leuro e il libero mercato. In basso c il popolo. E ci siamo noi. Per i fascisti francesi destra e sinistra tradizionali non avrebbero pi senso tanto che hanno coniato la sigla UMPS che mette insieme lUmp e il Ps giudicati sostanzialmente

identici. Le Pen invitava tutti gli euroscettici dEuropa, incluso il Movimento Cinque Stelle e la Lega Nord, a fare in modo di essere il pi possibile numerosi nei banchi del Parlamento europeo. Matteo Salvini, per la Lega rispondeva noi ci siamo e ci saremo. Grillo sul suo blog scriveva: Marine Le Pen una bella signora di grande successo. Nessuno la odia. Ha per unappartenenza politica diversa dal M5S e per questo non sono possibili accordi. Rien dautre. Adieu. Galanteria a parte non prende nettamente le distanze dai fascisti francesi, non dice nulla sulle comuni posizioni tanto che la Le Pen pu affermare che francamente non capisco lodio di Grillo nei miei confronti. In realt, i nostri partiti sono daccordo su molti temi. A partire dalle posizioni contro gli immigrati.

PIU DI 1 MILIONE IN pIaZZa a MaDRID CONTRO IL GOVERNO RaJOY


Vigliacche cariche di della polizia a manifestazione finita Non vogliamo pagare il prezdo popular di Rajoy vicino a Plaza Atocha fino alla Plaza Coln.
zo della crisi; basta tagli; a casa il governo della Troika, sono le semplici ma efficaci parole dordine che hanno caratterizzato la manifestazione del 22 marzo a Madrid, la pi grande degli ultimi anni, che ha visto la partecipazione di pi di un milione di persone, forse due milioni. Indetta da oltre 300 organizzazioni contro la politica dausterit, di lacrime e sangue perseguita da due anni dal governo di destra di Mariano Rajoy, spietato nel reprimere le proteste, sloggiare con la forza le famiglie sfrattate perch non hanno i soldi per pagare gli affitti, nel cancellare diritti civili e sindacali e favorire i licenziamenti di massa, tanto che il tasso di disoccupazione ha superato il 26%. Ha applicato sistematicamente la politica dei tagli decisa a livello dellUnione europea che scarica sulle masse popolari, i lavoratori e i pensionati il pesante prezzo della crisi economica. Due milioni di ragioni che hanno messo in moto altrettanti manifestanti partiti da tutte le regioni della Spagna, fin dalle pi distanti dalla capitale e financo dalle isole come Tenerife con lobiettivo, spiegato da un sindacalista, di unire tutte le forze per raggiungere un unico risultato: o il governo d una risposta alle nostre richieste oppure fa le valigie. E arrivati a Madrid con diversi treni speciali, con bus e auto private; alcuni gruppi di manifestanti erano partiti anche da molto lontano settimane prima e a piedi hanno percorso centinaia di chilometri per arrivare puntuali allappuntamento. Una vera e propria marea umana ha riempito le enormi strade del centro di Madrid, dal punto di concentramento alla stazione Un fiume compatto di combattivi manifestanti che sventolavano bandiere rosse, bandiere sindacali, con striscioni e cartelli pieni di slogan contro il governo. La manifestazione, battezzata Marcia della dignit, prendeva il via nel pomeriggio dalla stazione di Atocha aperta da un grande striscione con su scritto: No al pagamento del debito, a casa il governo della troika, non pi tagli; pane, lavoro e case. Lenorme corteo si snodava lungo i viali della citt, che pur essendo Colon. A quel punto, a manifestazione finita, scattata la repressione della polizia che ha caricato a colpi di manganello e usato le armi con pallottole di gomma. Gruppi di manifestanti hanno risposto affrontando gli agenti in scontri durati fino a notte. Il bilancio stato di una cinquantina di feriti e pi di 20 manifestanti arrestati. Per il rilascio dei quali il giorno seguente si svolto un corteo di protesta partito dalla Puerta del Sol sciolto dalla polizia con violente cariche.

Spagna

Madrid 22 marzo 2014. La grande manifestazione contro il governo Rajoy. A sinistra le cariche della polizia contro i manifestanti

In evidenza della cartina la confluenza a Madrid dei manifestanti da tutti gli angoli della Spagna

molto larghi non riuscivano a contenere il fiume dei manifestanti che sfiorava i palazzi istituzionali circondati da massicce recinzioni di metallo con dietro appostati decine di blindati della polizia e arrivava nellenorme Plaza de Coln. La piazza era gi piena quando la coda della manifestazione era ancora ferma alla partenza di Atocha. Nella parte iniziale del corteo spiccava il numerosissimo spezzone dei vigili del fuoco che in divisa e con i caschi in testa formavano un efficace servizio dordine contro le possibili cariche della polizia e al contempo partecipavano alla protesta denunciando i pesanti tagli governativi che depotenziavano il servizio mentre dallaltra erano costretti a partecipare in appoggio alla polizia nei casi di sfratto forzato. Consistenti gli spezzoni del movimento 15M, quello degli indignados, degli studenti e dei sindacati di base, che formavano il corpo principale di un corteo punteggiato dai simboli e dai cartelli di una miriade di organizzazioni sociali di base. Gruppi di manifestanti si erano organizzati per costruire una tendopoli in Plaza Colon allo scopo di creare una base permanente della protesta come quella degli indignados a Puerta del Sol tre anni fa; altri gruppi hanno tentato di raggiungere la sede del Parti-

A proposito delle differenze fra le Opere scelte di Stalin e le Opere di Stalin


Pubblichiamo un articolo apparso nellagosto 2010 sul sito del Guangming Ribao, un giornale cinese gestito prevalentemente dai partiti del fronte unito alleati del PCC e dagli intellettuali. In esso si informa che negli anni 60 fu pubblicata in Cina una raccolta degli scritti di Stalin fra il 1934 e il 1952 per far fronte allinterruzione della pubblicazione delle sue opere complete in URSS. Pu essere utile saperlo. Larticolo 60 anni di raccolta e pubblicazione di documenti marxisti-leninisti, redatto dal gruppo di lavoro della Sezione documenti marxisti-leninisti dellUfficio di traduzioni del CC del PCC, rilanciato di recente dai numeri 6 e 7 di Guowai Shukan Xinxi (rivista sulle pubblicazioni straniere, ndt) a partire dal 18 giugno, stato pubblicato sul sito web dellUfficio di traduzioni del CC del PCC. In det-

ARTICOLO appaRSO SUL SITO CINESE GUaNGMING RIBaO

7 agosto 2010 Guangming Ribao

to articolo si dice che ledizione cinese delle Opere di Stalin usc nel 1962, e in particolare fa riferimento al volume unico in copertina rigida e ai due volumi in brossura. Tratta evidentemente di una confusione fra le Opere scelte di Stalin e le Opere di Stalin. Gli Scritti scelti di Stalin pubblicati nel 1962 (dalla Casa editrice del popolo) non sono le Opere di Stalin. In realt, gli Scritti scelti di Stalin furono un tentativo dellUfficio di traduzioni del CC del PCC di correre ai ripari dopo che lURSS sospese la pubblicazione delle Opere complete di Stalin. Il progetto delledizione russa delle Opere complete di Stalin comprendeva 16 volumi, ma la pubblicazione venne bloccata dopo 13 volumi per via del XX Congresso del PCUS nel febbraio 1956. Pertanto, anche

la traduzione cinese delledizione russa delle Opere complete di Stalin dovette giocoforza interrompersi al 13 volume. Il 13 volume delle Opere complete di Stalin si interrompe al gennaio 1934. Successivamente, lUfficio di traduzioni del CC del PCC raccolse la maggior parte degli articoli e delle dichiarazioni di Stalin fra il 1934 e la fine del 1952 (Stalin mor nel marzo del 1953) pubblicati dalla stampa sovietica, per un totale di 103 scritti e 460.000 caratteri, che furono pubblicati nellagosto 1962 dalla Casa editrice del popolo sotto il nome Scritti scelti di Stalin (19341952). La prima edizione di tali Scritti scelti constava di un unico volume in copertina rigida ma nel novembre dello stesso anno venne pubblicata unedizione in brossura composta da due volu-

mi. Nel settembre del 1978 venne pubblicata una nuova edizione a volume unico in brossura. Tutte queste edizioni ebbero distribuzione interna. Nel dicembre del 1985, questi Scritti scelti vennero infine ripubblicati come Opere scelte di Stalin (1943-1952) da parte della Casa editrice del popolo e diffuse pubblicamente. Per quanto riguarda le Opere di Stalin, le date e lorganizzazione degli scritti ivi contenuti sono diverse a quelle degli Scritti scelti di Stalin (pubblicati nel 1985 come Opere scelte di Stalin): si tratta in questo caso degli scritti pi importanti di Stalin fra il 1901 e il 1952, per un totale di 56 lavori, suddivisi in primo e secondo volume, in circa 1.030.000 caratteri. La prima edizione delle Opere di Stalin del dicembre 1979: fino allagosto 1981 si ebbero tre ristampe. Tutte le edizioni furono suddivise in due volumi a copertina rigida.

2 Fuori lItalia dalla UE


il bolscevico / documento dellUP del PMLI
N. 9 - 6 marzo 2014

LUNIONE EUROPEA IMPERIALISTA NON SI PUO CAMBIARE VA DISTRUTTA

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Committente responsabile: M. MARTENGHI (art. 3 - Legge 10.12.93 n. 515)

per delegittimarla e isolare le sue istituzioni e i suoi governi. Solo il socialismo pu realizzare lEuropa dei Popoli