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© Massimo Ghimmy

ronstadt

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periodico mensile

Numero 37

Venerdì 30

Novembre 2007

periodico mensile Numero 37 Venerdì 30 Novembre 2007 Inchiesta Apertura nuovo Carrefour a Pagina 4 e
periodico mensile Numero 37 Venerdì 30 Novembre 2007 Inchiesta Apertura nuovo Carrefour a Pagina 4 e

Inchiesta

Apertura

nuovo Carrefour

a Pagina 4 e 5

2007 Inchiesta Apertura nuovo Carrefour a Pagina 4 e 5 Sono ormai molti i segnali in
2007 Inchiesta Apertura nuovo Carrefour a Pagina 4 e 5 Sono ormai molti i segnali in

Sono ormai molti i segnali in questo senso, e bisogna prenderne atto: in Ita-

lia una opinione pubblica di destra e an- che di estrema destra esiste. Dopo de- cenni in cui covava sotto la cenere ed era tenuta a freno da tutte le forze so- ciali – tranne alcune piccole minoran-

ze – è bastato che si (ri-) presentassero

le condizioni favorevoli perché risor- gesse, ed ecco che è tornata a far parte dei discorsi accettabili persino condivi- sibili da larga parte del paese. Ora quell’opinione è rivendicata aper- tamente e pubblicamente da forze po- litiche presenti in parlamento e attive

nella società, ma la sua vera forza è che essa è divenuta forte nel paese, rischia

di divenire egemone. Il vero capolavoro

del partito azienda è proprio questo, ha

inventato i propri elettori, li ha cresciu-

ti, li ha moltiplicati e ora essi esistono

come massa – sono l’individuo massa

per eccellenza – e molti altri sono pron-

ti ad entrare nelle loro schiere.

Tutto ciò è accaduto tra molti trasfor- mismi, ma senza mai rinunciare a po- sizioni estremiste, anche se spesso più nei modi che nei contenuti, che sono però pian piano passate come un nuo- vo, convincente modo di far politica, so- no penetrate nella società conquistan- done l’opinione, meglio, le viscere. Non a caso Berlusconi cita spesso Gramsci a proposito dell’ “egemonia” come radice del controllo politico, e fa una certa im- pressione sentirglielo dire. Bisogna am- metterlo, sono stati abili e tenaci i so-

stenitori di quell’idea, dell’uso di quella intuizione gramsciana da destra. Certo non hanno combattuto con armi legge-

re la loro lotta per la conquista delle co- scienze. Quando altri balbettavano con

Ma allora esiste!

vecchi megafoni sempre più afoni, que-

sti battevano giornalmente il tamburo

dei mezzi di comunicazione. E l’effet-

to alla lunga c’è stato. Non c’è più dub-

bio, al di là di tutti i sofismi dei sociolo-

gi, i media funzionano per persuadere.

Non è certo tutto merito loro, ma co- me si è capito recentemente con le ul- time intercettazioni, il Grande Fratello

la commerciale, sempre con un pateti- co affanno. Come dice Philippe Sollers nel suo ultimo romanzo, il diavolo è il cattivo gusto. Ma qui ci inoltriamo su un terreno molto difficile che parla di estetica, politica e immaginario, e che confina con la paranoia. Dunque, complimenti. Hanno riesu- mato dalla notte più nera l’elettore che non c’era più nella società italiana. Ora si trovano con una militanza politica vera, sincera, “popolare” per quanto in improbabili doppiopetto e eleganti tailleur. La mossa berlusconiana dell’arringa dal predellino della mercedes (?) in piazza san Ba- bila, è solo l’ultima trovata per accendere la miccia di un en- tusiasmo “a destra” che già c’era. Aspettava solo che fi- nalmente il capo smettes- se i panni del diplomatico per vestire quelli del ca- popopolo, del condottiero del popolo della firma movi- mentista. E hanno cattivo gio- co, ora, Casini e Fini a fare la voce grossa – i due moderati! Ormai la deriva estremista è aperta. Fanno quasi tene- rezza, che ingenuità! Non sapevano che a destra il capo è sempre uno solo? E dove non possono i voti, può il carisma, e dove non basta può la forza, e quella, a Berlusconi, certo non man- ca. Attento, Walter! Attenti, tutti.

Matteo Canevari

bene. della co- t ra-
bene.
della co-
t ra-

mediatico in Italia esisteva (esiste?), e evidentemente ha lavora-

to

Ma più che i con- tenuti, hanno contato i mo-

di

munica-

i o n e . Non è

z

at

verso i

Tg che

si con-

quista-

no le co-

s

ma attra- verso l’in- nocenza dei varietà, la pue- rilità che ba- nalizza di una comicità dall’ap- parenza innocua, grazie al cattivo gu- sto, all’esaltazione degli stili di vita e delle figure modello in film e telefilm (preti, suore, militari, figure esempla- ri… e altri vincenti). Quello è stato il vero Grande Fratello del duo/mono- polio Rai-Mediaset da quando la Tv

pubblica ha deciso di correr dietro al-

c ien z e,

U.S.A. e getta

Sono passati quasi tre anni da quando una sera, durante una festa in aula del Quattrocento, mentre cercavo di pren- dere una birra venni avvicinato da un signore di mezza età che molto cortese- mente, in un italiano abbastanza stenta-

to, mi chiese cosa ne pensavo della pro- duzione letteraria di Kafka.

Si chiamava Johannes, era armeno di ori-

gine, ma era nato e cresciuto negli States. Nel breve periodo della sua permanenza in Italia avemmo modo di discutere di-

verse questioni politiche e sociali. Johan- nes raccontò di alcuni costumi made in U.S.A. e una di queste discussione ri- guardava i centri commerciali. Una sto- riella sulla quale dovremmo riflettere. Raccontava, Johannes, di come i centri commerciali stavano uccidendo le picco- le città americane. I supermercati arri- vavano, fiorivano le opere strutturali, le imprese edili. C’era lavoro per tutti, chi aveva un negozio lo chiudeva per trasfe- rirlo all’interno del centro commerciale, chi non aveva un lavoro andava a lavora- re nel supermercato. Nessuno si poneva

il problema che per andare a fare la spe-

sa doveva usare l’automobile, si tratta- va semplicemente di dieci minuti di tra-

gitto. E se l’attività del supermercato era buona, se la cosa funzionava, la voce si spargeva, come dal nulla arrivavano al- tri supermercati, sempre più grandi, con dentro tutto, dal ristorante al cinema. Poi

succedeva una cosa

la troppa concen-

trazione di centri commerciali diventa- va dannosa, i rendimenti dei supermer-

cati erano sempre minori costringendoli

a spostarsi un po’ più in là, in un altra

città. I dieci minuti in macchina diven-

tavano trenta, poi quaranta

disastro. Tutti i centri commerciali nel

“raggio d’azione” della città chiudevano

e per chi non aveva un’auto erano guai.

poi il

poi

Chi aveva aperto un negozio all’interno del supermercato che aveva chiuso era costretto a ricomprare il vecchio nego-

zio, ma a volte questo non era più possi-

e tutto un tessuto sociale era ridot-

to a brandelli. “Johannes, questi non sono gli States!”, rispondemmo quella sera Io non vengo dagli States, ma da una cit- tà del nord Milano. Intorno al territorio

urbano dove vivono i miei genitori, negli ultimi anni, sono nati molti centri com- merciali, ben cinque nel raggio di una decina di chilometri. Il fenomeno che Johannes descriveva tre anni fa non si

è ancora verificato

credo per una cer-

ta qual arretratezza del nostro paese. Ma vedendo la coda alle casse di quei super- mercati diventare sempre più corta co-

mincio a credere che presto la questione si ripeterà identica anche qui. I super- mercati non sono associazioni benefi-

che, come tutte le attività hanno bisogno

di utili per continuare ad esistere. Quan-

do un negozio chiude è un piccolo danno

per il tessuto urbano e sociale, un danno facilmente recuperabile. Ma se dovesse chiudere da un giorno con l’altro un in- tero supermercato, diciamo l’equivalen-

te di una cinquantina di negozi

beh il

danno sarebbe di più difficile riparazio- ne. La gente dovrebbe riflettere anche

su queste ipotesi. Non è questione di es- sere retrogradi, la grande distribuzione

bile

è

un bene, abbatte i prezzi

ma qual’è

il

vero prezzo che la città paga per que-

sto servizio?

M.S.

2

Le cicche in terra le butta Er Patata

2 Le cicche in terra le butta Er Patata p e r i o d i

periodico mensile

Numero 37

Venerdì 30

Novembre 2007

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Da “La Stampa”

21/11/2007

Luigi Zunino [NdA: pro- prietario di una parte molto vasta dell’area SNIA], presi- dente del gruppo immobi- liare Risanamento, è stato rinviato a giudizio e ver- rà processato il 22 maggio per truffa nei confronti del- la Regione Piemonte. L’ha deciso ieri il gup accoglien- do la tesi dell’accusa. Nel 2004 l’immobiliarista ha ac- quistato da Fiat l’area del- l’ex Fiat Avio per 26,2 milio- ni di euro e nel giro di poco tempo l’ha rivenduta all’en- te pubblico per 51,4 milioni.

Ma non è tutto. Ad aggra-

vare la posizione di Zuni- no sarebbe anche il fatto

di aver fornito alla Regio-

ne Piemonte copie del ro-

gito precedente con il prez- zo cancellato e dichiarato invece che il valore era di 46 milioni. Infine, in sede

di contratto preliminare il

manager avrebbe indicato a

carico dell’ente i costi della bonifica del sito industriale,

di circa 20 milioni. Il presi-

dente di Risanamento so-

stiene che il truffato sia lui

e che comunque un’opera-

zione da 50 milioni per lui non è gran cosa.

Forma ridotta

Pensiero della sera – Lunedì sera

Assistendo ai Consigli Comu-

nali ci siamo accorti della rea-

le funzione del Consiglio Co-

munale. Le discussioni sono

in realtà dichiarazioni di posi-

zione, spesso inascoltate dagli

altri consiglieri, e non apertu-

a un confronto costruttivo. Queste dichiara- zioni, seppur

re

strano tra loro come tessere di

un puzzle, in cui anche il più

convinto ateo non dubiterebbe

della presenza di una mano di- vina. L’impressione è proprio che questi si mettano d’accor-

prima e che le discussioni

e

do

i punti di divergenza esca- quando interessi sottostan-

no ti pagati. si inca-
no
ti
pagati.
si inca-

e segreti non sono stati ap-

contrastan-

ti,

P. D’Occhio

Raffaele Sgotto (F.I? PPiL?) nell’espletamento delle sue funzioni in Consiglio Comunale

Ottocento. Le conseguenze per

il genere umano spaziano dal-

l’accessibilità alle risorse idri- che e alimentari, ai rischi con- nessi alla salute, dall’aumento delle popolazioni costrette a

migrare, all’aggravarsi dei co-

Imprenditoria politica

del Consiglio Ruffinazzi (Pd)

gli nega la parola (“Lei inter- viene fuori tema, bisogna se- guire l’ordine del giorno!”). Con toni aspri, Veltri chiede quando è lecito parlare in Con-

siglio di mafie, se a proposito del Festival dei Saperi, dell’Au-

tostrada, di nuovi centri com-

merciali, o delle aree dismesse (queste ultime rientranti nel- l’ordine del giorno). Ce lo chie- diamo anche noi.

Non siamo noi a dire che que-

Eravamo rimasti con una cri-

si di giunta risolta da una mag-

gioranza rattoppata. È passa- to un mese dal nostro ultimo

resoconto e ci ritroviamo con una maggioranza titanica. Non

ci hanno pagato, semplice-

mente è accaduto che i sociali-

sti dello Sdi e gli appartenenti

a Sinistra Democratica hanno

avuto lo spazio richiesto (po-

sti a sedere in seconda fila),

mentre “Pavia città per l’uomo

– Udeur” ha cambiato bandie-

Broni-Mortara; Luigi Zunino

Vedere

box a fianco), vicino a Danilo

Coppola (indagato per la scala-

ta ad Antonveneta), avvezzo a

“riqualificare aree dismesse o vendere aree che magicamen-

te divengono edificabili e vedo-

no moltiplicato il loro valore” (va letto così, senza prender fiato!), riqualificherebbe una consistente parte della SNIA;

la potente GS-Carrefour che apre un Centro Commerciale

(Risanamento S.p.a

ra,

e da oppositore si è tramu-

ste cose sono necessariamen-

risparmiando più di 1.000.000

tato nel più accanito sostenito-

te

legate alla mafia. Certo sono

di

euro di tasse Comunali (ap-

re della Giunta.

in

mano a potenti che siedono

profondimento a pagg 4 e 5).

La destra non sembra dispia-

ciuta dalla perdita e continua

le sue battaglie, salvo poi aste- nersi o votare a favore di ogni ordine del giorno.

fratelli Veltri (consiglieri co- munali del Cantiere) e Campa-

ri

impicciarsi della gestione della cosa pubblica: Festival dei Sa- peri, Asm, aree dismesse, au- tostrada, non sono gestite ade- guatamente anzi, rispondono

a

ti

(Gruppo misto) continuano a

I

esigenze di pochi sogget-

imprenditoriali trascu-

rando la cittadinanza. Come se non bastasse, riportano in Consiglio

i risultati delle indagi-

ni sulla famiglia mafiosa

dei Rinzivillo di Gela che

avrebbero importanti at-

tività nel pavese. Soprat- tutto quest’ultimo punto sembra interessare poco alla maggioranza di Giun-

ta

vuole essere interrotta nei suoi lavori.

Il

pi (Pd) distribuisce addirit- tura un documento in cui sostiene che la mafia a Pa-

e Consiglio, che non

vicesindaco Filippi Filip-

via non esiste, contraddi- cendo due giornalisti di testate nazionali, un pubblico mini- stero e lo stesso Ministero de-

gli Interni. A Pavia la mafia

non esiste. Punto. Ma Falcone

e Borsellino, non ci hanno for-

se insegnato che la mafia si an- nida ovunque? Quando Veltri inizia a par- lare di Ma- fia, il Pre- s i d e n t e

in più di un Consiglio di Am- ministrazione. Ne citiamo al- cuni: Marcellino Gavio, vici- no a Benetton (che controlla anche gli Autogrill, ricor-

E’

necessario, per non ricade- re in meccanismi mafiosi, nepotistici, o al limite del- la legalità, tenere costan- temente sott’occhio le relazioni tra l’impren- ditoria e il pubblico quando l’interme- diario è il denaro. P. D’Occhio

diamo), costrui- rebbe l’auto- strada
diamo), costrui-
rebbe l’auto-
strada

Filippi (Pd), Galandra (An) e Labate (An). Fracassi (Lega) controlla la situazione

Questo non è un fotomontaggio.

Sabato 17 novembre a Valen-

cia l’assemblea dell’Intergo- vernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha approvato

il documento di sintesi del suo

quarto rapporto sui cambia- menti climatici. Fondato nel 1988 dall’Organiz- zazione Meteorologica Mon- diale (WMO) e dal Programma delle Nazioni Unite per l’Am- biente (UNEP), l’IPCC è il più autorevole organismo interna- zionale incaricato di indagare

Climax

Frutto di nuovi e più accurati metodi di analisi su un nume-

ro sempre maggiore di dati, le

conclusioni dell’ultimo rappor-

to non lasciano spazio a dubbi:

“Il riscaldamento del sistema

aumenti delle tem- perature del XX seco- lo dovute all’aumento delle attività umane.

indicati tra i più caldi mai re- gistrati da quando si hanno mi-

sure globali delle temperature

in superficie (1850)”.

Secondo gli scienziati, la mag- gior parte degli aumenti del-

le temperature del XX secolo

gior parte degli aumenti del- le temperature del XX secolo Danesino (Pavia città per l’uomo -

Danesino (Pavia città per l’uomo - Udeur) loda l’ardore e il co- raggio del sindaco

sono “molto probabilmente” -

sti

causati dai danni alle infra-

che nel linguaggio tecnico cor-

strutture, e la probabilità che

risponde a più del 90% di pro-

le

conseguenze siano disastro-

babilità - dovute all’aumento

se

aumenta all’aumentare del-

delle concentrazioni di gas ser-

le

concentrazioni.

ra in atmosfera causato dalle attività umane.

Tuttavia, secondo l’IPCC è pos- sibile affrontare il problema

sul sistema climatico, sui suoi

 

A

seconda degli scenari pro-

mettendo repentinamente in

cambiamenti e sulle cause che

climatico è inequivocabile ed

spettati, calcolati ipotizzando

atto una serie di politiche di

li

provocano. Il comitato, che

è reso oggi evidente dalle os-

diverse vie di sviluppo demo-

adattamento e mitigazione vol-

ha sede a Ginevra, è compo-

servazioni sugli aumenti delle

grafico, sociale, economico,

te sia a contenere gli effetti sia

sto da centinaia di scienziati

temperature medie dell’atmo-

tecnologico e politico e, quin-

a ridurre i danni. Le opportu-

provenienti da ogni parte del

sfera e degli oceani, dagli este-

di, secondo diversi livelli di

nità offerte dalle nuove tecno-

mondo, con lo scopo di passa- re in rassegna quanto prodot-

si

ghiacci e dall’aumento del li-

scioglimenti delle nevi e dei

concentrazione di gas serra in atmosfera, l’IPCC prevede, per

logie, affiancate a politiche na- zionali e internazionali volte

to dalla letteratura scientifica

vello medio dei mari”.

fine secolo, un aumento delle

al

raggiungimento del comu-

in

materia di cambiamenti cli-

Il cambiamento climatico, poi,

temperature compreso tra 1.1

ne

obiettivo di riduzione delle

matici e fornire uno strumento

non solo è in atto ma è in con-

e 6.4 gradi centigradi rispetto

emissioni, sono i mezzi per af-

la,

utile ai legislatori per pianifica- re una strategia di adattamen-

tinua accelerazione “undici de- gli ultimi dodici anni (1995-

alle medie della fine del secolo scorso, già più alte di 0.75° ri-

frontare questa sfida. La paro-

to

e mitigazione.

2006) - si legge - sono stati

spetto alle temperature di fine

 

ora, spetta alla politica. Massimiliana Mauri

k

periodico mensile

Numero 37

Venerdì 30

Novembre 2007

Sette bicchieri che brindano a Lenin!

30 Novembre 2007 Sette bicchieri che brindano a Lenin! 3 Osservatorio di Pavia e monitoraggio elettorale

3

Osservatorio di Pavia e monitoraggio elettorale

L’OsservatoriodiPavianascenel polosa delle elezioni naziona-

1994 all’interno della C.A.R.E.S. (Cooperativa di Analisi e Rile- vazione Economiche e Sociali)

comecentrodiricercaspecializ- cupano della parte relativa ai

zatonel-

l’anali-

si della

c o m u -

nicazio-

ne.

L’obiet-

e

vi prima

l e v i s i -

raggi te-

monito-

team vi sono anche esperti del C.A.R.E.S. di Pavia che si oc-

li e locali. All’interno di questo

Tutela del pluralismo cul-

turale, sociale e politico nei mezzi di comunicazione

dopo

d u r a n -

te le ele-

t

principale dell’Osservatorio è

i

v

o

zioni. Al termine del monitoraggio,

la

tutela del pluralismo cultu-

che si conclude subito dopo lo

rale, sociale e politico nei mez-

spoglio delle schede, il team in-

zi

di comunicazione. In prati-

viato dall’Osce stila un rappor-

ca

l’organizzazione si occupa

to in cui vengono presentati i

di

monitorare i media locali e

dati raccolti. I componenti del

internazionali per verificare la

gruppo non possono assoluta-

libertà culturale e politica del-

mente interferire con i proces-

la stampa.

Fin dalla sua nascita lavora

in stretta collaborazione con

l’Università di Pavia, con la quale mette a punto una com- plessa metodologia di rileva- zione e analisi della presenza politica nella comunicazione

mediatica. A questa attività di monitoraggio del pluralismo politico nei media italiani, i cui dati vengono forniti alla Rai e alla Commissione Par- lamentare di Vigilanza della Rai, si sono col tempo aggiun-

te

altre attività simili condotte

in

ambito internazionale per

conto del ministero degli Affa-

ri Esteri, delle Nazioni Unite e

dell’Osce (Organizzazione per

la

Sicurezza e la Cooperazione

in

Europa).

L’istituto è particolarmente at- tivo nelle missioni di monito- raggio elettorale nei paesi con democrazia a rischio. In mol-

ti paesi la regolamentazione

della comunicazione politica è

oggetto di leggi [1] ; spesso, però,

nel caso di paesi appena usciti

da

un regime o che si appresta-

no

per la prima volta ad affron-

tare elezioni libere, non vigo-

no norme di regolamentazione

e

pluralismo politico nei mez-

zi

di comunicazione. In questo

frangente interviene un team

di

esperti inviato dall’Osce,

il

cui obiettivo è promuovere

processi elettorali democratici attraverso l’osservazione scru-

si elettorali, anche nel caso in cui vengano riscontrate ano- malie o imbrogli, il loro com- pito è osservare la situazione, raccogliere i dati, analizzarli e comunicarli. Per avere maggiori informazio-

ni su tutte le attività svolte dal- l’Osservatorio si può visitare il sito www.osservatorio.it o re- carsi alla sede in via Roma 10

a Pavia

Francesca Pepe

[1] In Italia la legge 28/200, det-

ta “par condicio”, promuove e di- sciplina l’accesso ai mezzi di in- formazione per la comunicazione

scientifica. I principi di tale legge sono:

-

Durante le campagne elettora-

li

la comunicazione politica viene

compressa in spazi rigidamente

regolamentati e vietata in qualsia-

si altro genere televisivo, fatta ec-

cezione per le notizie dei telegior- nali.

-

Sono vietati gli spot e permes-

si

spazi autogestiti (i messaggi au-

togestiti), anche questi rigidamen-

ti normati.

- Gli spazi concessi ai soggetti

partecipanti alla competizione so-

no un mix tra rappresentanza esi- stente e candidature ex-novo.

- Sono date indicazione di mas-

sima sull’uso corretto del mezzo

televisivo (“I registi ed i condutto- ri sono altresì tenuti ad un com- portamento corretto ed imparziale

nella gestione del programma, co-

sì da non esercitare, anche in for-

ma surrettizia, influenza sulle li-

bere scelte degli elettori”).

influenza sulle li- bere scelte degli elettori”). Custodi della memoria Gli Istituti della Resistenza (parte

Custodi della memoria

Gli Istituti della Resistenza (parte prima)

subito dopo la guerra per l’ur- genza di tener memoria, racco- gliere e conservare il materiale

Estratti dall’ultima lettera di Guy Moquet, resistente fran- cese condannato a morte e fu-

cilato il 22 ottobre 1941 insie- me ad altri 27 compagni vicino

a

conservati: tale necessità ren-

de l’Istituto una realtà inscin-

dibile dalla Biblioteca, che va formandosi

a partire dal

conta

circa 50000 vo- lumi.

Il nucleo ori-

ginario è co- stituito da vo- lumi e carte del Comando del

Corpo volontari della Libertà.

Di rilevanza l’emeroteca, che

comprende 4100 periodici ita-

liani e stranieri, di cui 300 cor- renti.

E’ possibile consultare il ma-

teriale nella Sala Giovanni Pi-

relli, che raccoglie in scaffa-

1952

e

li

aperti importanti strumenti

e

fonti di consultazione quali

enciclopedie e opere generali

di storia. [6]

Nelle altre sale si catalogano i

libri e le riviste, si inventaria-

no i documenti d’archivio, si

aggiorna il portale e si lavora alle pubblicazioni curate dal- l’Istituto. Sotto la Sala si trova l’ar- chivio, che raggruppa le collezioni nelle più mol- teplici forme - telegram- mi, lettere, fotografie, cartoline, filmati, fogli e giornali antifascisti e della stampa clandesti- na partigiana (a volte unici). L’impatto emo- tivo è fortissimo: si ha l’impressione di maneg- giare una parte doloro- sa della storia italiana. Chi non può andarci di persona, può visitare il portale http://www.ita- lia-liberazione.it, on line dal Dicembre 2005, e provare una sensazione molto simile.

La Resistenza è un momento fondamentale della storia per la costruzione del nostro paese

della Resistenza Urgenza dive- nuta poi necessità di promuo- vere, valorizzare, fare ricerca su quel periodo storico. Già dagli anni ‘50 la rete si espande in modo spontaneo per volontà di coloro che fu- rono impegnati nella lotta, promuovendo la ricerca sul- la storia contemporanea. Im- portanti le sedi Toscana, Emi- liana, Campana, per il valore delle carte conservate – docu-

menti unici o rari, spesso lega-

ti al periodo clandestino. [4]

L’Istituto cura diverse pubbli- cazioni tra cui la rivista Italia contemporanea, iniziata nel

Chateaubriant.

Sto per morire! Ciò che vi

chiedo, ed in particolare a te, mammina, è di essere corag-

giosa. Io lo sono e voglio esser- lo quanto coloro che sono passati prima di me. Sicuro, avrei voluto vivere. Ma ciò che desidero con tutto il cuore è che la mia morte serva a qual- cosa. Non ho avuto il tempo di abbracciare Jean [1] . Ho abbrac- ciato i miei due fratelli Roger e Rino [2] .[ ] 17 anni e mezzo ! La mia vita è stata breve ! Non ho alcun rimpianto, se non quello di lasciare tutti voi.[ ] Coraggio! Il vostro Guy che vi ama Ultimi pensieri: Voi tutti che re- state, siate degni di noi, i 27 che stanno per morire! [3]

] [

Il Presiden-

te francese Sarkozy ha im-

posto che l’inte- ra lettera di Guy Moquet fosse letta il primo giorno di scuo- la, un’iniziativa

che ha suscita-

to reazioni con-

trastanti. Il se-

gnale inviato è

indubbiamen-

te forte; ci sem-

bra che in Italia

nessun uomo politico abbia ancora osato un

gesto simile.

Ogni volta che in Italia si af- fronta l’argomento Resistenza bisogna che lo si tratti in mo-

do “bipartisan”, per una sorta

di male intesa correttezza po-

litica, un vezzo di moda, che

spesso grava sui dibattiti e li appiattisce. La Resistenza è un momento

fondamentale della storia per

la

costruzione del nostro paese

e

delle coscienze dei cittadini,

un moto di rinnovamento etico

che ha contribuito alla forma- zione dell’identità dell’Europa intera. Non ci interessano gli equilibrismi e vogliamo trarre spunto dalla vicenda francese per raccontare la realtà degli

“Istituti della Resistenza”, rete cui fa capo l’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (INSMLI), che raggruppa 66 Istituti, diffu-

si nel territorio nazionale.

L’INSMLI fu fondato a Mila- no nel 1949 da Ferruccio Par- ri – antifascista, partigiano, se- natore della Repubblica – per iniziativa degli istituti piemon- tese ligure e lombardo, sorti

degli istituti piemon- tese ligure e lombardo, sorti 1949 col titolo Il movimento di liberazione in

1949 col titolo Il movimento di

liberazione in Italia , a lungo unica rivista di storia contem- poranea italiana, e promuo-

ve la ricerca storica attraverso

Elisabetta Verri,

la

Scuola Superiore di Studi di

Francesca Orsini

Storia Contemporanea.

Il decreto 419/99 sulla privatiz-

zazione degli enti culturali co- stringe l’INSMLI a trasformarsi in associazione di diritto pri- vato, con le conseguenze che

si possono immaginare per

quel che riguarda i già instabili

finanziamenti. Nel nuovo Statuto L’INSMLI conferma la connotazione pro- fondamente etica che lo ha

ispirato fin dalla nascita: i va- lori della Resistenza, gli ideali

di antifascismo, democrazia, li-

bertà e pluralismo culturale. [5] Sito a Milano, l’Istituto Parri ha subìto una serie di traslochi fino a stabilirsi nell’autunno

2001 nell’attuale sede di viale

Sarca nella ex sede della Bre- da: la nuova collocazione, rag- giungibile con la linea 1 del metrò fermata Sesto Marelli, soddisfa l’esigenza di rendere più facilmente consultabili la grande quantità di documenti

[1] il fratello minore di Guy [2] fratelli di lotta

[3] Lettera di Moquet in originale

http://www.histoire.edres74.

a c - g re n o b l e. f r / s p i p / s p i p .

php?article112

[4]Gabriella Solaro, Gli archivi del-

l’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia e degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contempora- nea http://www.italia-liberazione. it/ita/doc/pres_babo_arch.pdf [5] vedi lo Statuto, approvato il

27.12.2002,

http://www.italia-liberazione.it/

ita/statutolocale.php?rete=1

[6]Riccardo Bottoni, La Biblioteca Ferruccio Parri, in Storia d’Italia nel secolo ventesimo. Strumenti

e fonti, a cura di Claudio Pavone,

vol. II: Istituti, musei e monumen- ti, bibliografia e periodici, associa- zioni, finanziamenti per la ricer- ca, Roma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Dipartimen- to per i Beni Archivistici e Librari.

Direzione Generale per gli Archi- vi, 2006, pp. 143-146

4

Siamo personaggi del mondo della cultura

speciale carrefour

I soliti ignoti

periodico mensile

Numero 37

Venerdì 30

Novembre 2007

k

È una tendenza ormai in conti- nuo aumento quella dell’inar-

restabile apertura di grossi cen-

ti della Confesercenti che mostrano come l’apertura di

struttore… Continuiamo. Dopo l’approva-

ha reso edificabili, ma questa è un’altra storia, forse. Torniamo

lo di “interscambio”, il Grup- po Carrefour ha risparmiato

questo centro commerciale

zione, l’Assessore all’Urbani-

al parcheggio. Per interscam-

1.300.000 euro di oneri, ossia

tri commerciali in buona parte

dei comuni italiani. Cerchere-

provocherebbe la chiusura del

stica Franco Sacchi precisa in

bio si intende un parcheggio

tasse comunali, perché ritenu-

30% degli esercizi commercia-

Consiglio comunale che l’au-

che servirà per quelle persone

to

di interesse comune. Detto

li

in Pavia e dintorni nel giro di

mento riguarderà la distribu-

che venendo a Pavia potranno

in

modo diverso, il Comune di

mo in questo articolo di analiz- zare gli avvenimenti che han- no portato alla costruzione del

pochissimi anni. Nonostante

questi dati, il 12 luglio 2006 il

zione non alimentare, e che nella delibera sono compre-

lasciare parcheggiata l’automo- bile e procedere in centro con

Pavia ha rinunciato a 1.300.000 euro per un parcheggio che,

Comune rilascia l’autorizzazio-

se

anche opere di “interesse

i

mezzi pubblici. Il problema è

con ogni probabilità, non sarà

centro commerciale del Grup- po GS-Carrefour che ai primi

ne

per la costruzione di un cen-

pubblico: viabilità, parcheggi,

che in realtà quel parcheggio

mai di interesse per la cittadi-

di dicembre aprirà a Pavia.

tro

GS-Carrefour di 8.100 mq di

aree per spettacoli viaggian-

sarà esclusivamente in funzio-

nanza, ma a esclusivo utilizzo

Tutto comincia il 21 giugno del 2002, quando il gruppo GS pre- senta un programma di riqua- lificazione per l’area ex Fiat,

area di vendita, dei quali 3.200 destinati al settore alimentare. Ma ecco la magia. Il Gruppo Carrefour modifica la richiesta

al Comune portando la metra-

ti e verde attrezzato” da realiz- zarsi nell’area adiacente il cen- tro commerciale. Peccato che l’area adiacente sia parte del

ne del supermercato, almeno fino a quando non ci saranno trasporti pubblici adeguati, co- sa alquanto improbabile dati i

del nuovo centro commerciale Carrefour. Chissà perché? Come dire: Monicelli l’avreb- be definito “un colpo dei soli-

Parco Visconteo, parco stori-

ti ignoti”.

situata lungo la via Vigenti- na. Ha inizio un tira e molla fra Comune, GS e Re- gione Lombardia che durerà quattro anni. La prima richiesta del Gruppo Carrefour, da- tata luglio 2002, preve- de un’area commercia-

le di 15.000 mq: viene

però respinta dalla Re- gione. Il 16 dicembre

tura a 11.100 mq, e il 16 marzo

co

il Comune di Pavia ha rinun- ciato a 1.300.000 euro per un parcheggio che non sarà mai di interesse alla cittadinanza

europeo. Ma la soluzione si trova velo- cemente. Nel- la primavera del 2007 Sac- chi presenta una variante al Piano Rego- latore per quei terreni del Parco Viscon-

56 milioni di debiti dell’ASM. Intanto però, classificando-

Riccardo Scanarotti

2005 il Gruppo ritorna all’attac-

2007

va

la giunta approva (Diretti-

teo adiacenti il cen-

2005 il Gruppo ritorna all’attac- 2007 va la giunta approva (Diretti- teo adiacenti il cen-

di Giunta n° 98/07).

tro

commerciale. Ed

co proponendo una riduzione della metratura a “soli” 11.000 mq, ma anche questa volta la

Incredibilmente approva an- che la Regione.

ecco fatto. Varian- te approvata. Ne-

Ma come? Nel dicembre del

gli

stessi terreni, di-

Regione boccia il progetto. Il

2005

per la Regione era impos-

chiarati edificabili,

Piano Regionale Triennale del Commercio non prevede quel-

sibile edificare una struttura di

sorgerà anche un

la

metratura di vendita; inoltre

11.000 mq in quell’area e nel

parcheggio di “in-

la

Regione rilascia una valuta-

2007

si? Perché? Difficile dirlo,

terscambio”. Sareb-

zione critica riguardo l’impat-

però confrontando i documen-

be interessante ve-

to socio-economico sul tessuto

ti risulta che dal 2005 al 2007

rificare chi erano i

già esistente. In parole povere vi sono da-

l’unico dato variato (a parte la metratura) è il nome del co-

proprietari dei ter- reni che la variante

Alla ricerca del protocollo perduto

Attualmente a Pavia esisto-

to

GS spa – Carrefour è altresì

pato, alle dipendenze della sot-

tocollo di Intesa fra Gruppo

no due supermercati GS, uno

impegnata alla rioccupazione

toscritta presso l’esercizio cita-

Carrefour, Comune e Provincia

in

viale Matteotti e uno in via

del personale che attualmen-

to (non si dice quale, nda) sarà

riguardante il reclutamento del

Torretta. Fin dal 2002, quando

te

lavora nei due supermerca-

in ogni caso mantenuto alle di-

personale nel nuovo centro di

il

Gruppo GS-Carrefour deci-

ti”

(prot. n° 021808). Da questo

pendenze di società del Grup-

via Vigentina. Tra i tanti pun-

se di aprire il centro sulla Vi- gentina, la direzione si pose il problema di scegliere cosa fa- re delle due attività già ope- rative, e dal documento che venne siglato col Comune il 4 luglio del 2002 si legge che “la società si impegna nel trasferi- mento delle due strutture che GS gestisce in Pavia nella nuo- va struttura che verrà costrui- ta […]. Con tale trasferimen-

documento si capisce quin-

di che la direzione era inten-

zionata a chiudere entrambi i centri e mantenere aperto so- lamente quello sulla Vigenti- na, trasferendovi l’intero per- sonale già impegnato. Ma andiamo avanti. Nella Deli- berazione di Giunta del 15 feb- braio 2007 (n° 716/07) si legge che la società dichiara che “il personale attualmente occu-

po

Carrefour (non si dice do-

ve,

nda)”. Insomma: alla faccia

della chiarezza. Probabilmente se i dipendenti GS avessero let-

to fra quelle righe che la socie- tà si impegnava a trasferirli dai centri di v.le Matteotti e di via Torretta al nuovo di via Vigen- tina probabilmente non sareb-

be sorto il panico fra i lavora-

tori, calati in massa con tanto

striscioni in Consiglio Co- munale per chiedere chiarimenti. Ma perché così po- ca chiarezza? Effetti- vamente è possibile che la direzione GS abbia cambiato pare- re sulla chiusura del supermercato di via- le Matteotti, dopotut- to procura degli utili non trascurabili, co- sì come quello di via Torretta, con la diffe- renza che quest’ul- timo verrebbe a tro- varsi a meno di un chilometro dal nuo- vo centro commer- ciale, cosa poco pro- babile. Il 7 maggio 2007 vie- ne stipulato un Pro-

di

pro- babile. Il 7 maggio 2007 vie- ne stipulato un Pro- di ti si legge che

ti si legge che “La società GS

spa si

impe-

g n a , in via

p r i o -

r i t a -

ria, al

reim-

piego presso il nuovo insedia- mento commerciale del per-

sonale operante presso le strutture della Società GS spa site nel comune di Pavia ed in- teressate da futuri provvedi- menti di chiusura/riorganizza- zione dell’attività.”. Meno male, un po’ di chiarezza finalmente. Peccato che il Protocollo ter- mini con la seguente frase: “Il presente protocollo d’intesa avrà durata di un anno dalla data di rilascio del permesso di costruire”. Ma come? Che col- legamento c’è fra la data di ini- zio dei lavori e lo spostamento dei dipendenti? Forse visto che la società sapeva benissimo che i lavori sarebbero durati più di un anno, si è comporta- ta in modo da poter avere carta bianca su tutto, anche sui lavo-

ratori? E come hanno potuto il Comune e la Provincia firmare un documento che non tutela-

va in alcun modo i diritti dei lavoratori? Tanto valeva che

restassero fuori dalla questio- ne lasciando i sindacati a ge- stire la questione “dipenden- ti”. Probabilmente su questo punto il Co-

u n e

ri-

credu-

to, tan-

t’è che

ha fir- mato un altro protocollo, iden- tico al precedente, in cui però mancavano le parti sopra ri- portate. Cosa c’è di strano? Niente, a parte il fatto che non è stato

sottoposto al voto della Giunta. La domanda sorge spontanea:

quale protocollo sta seguendo

il Gruppo Carrefour? Ma qui a

Pavia ci siamo abituati, e an- che i nostri amministratori lo sono. Hanno imparato per- fettamente a manipolare leg- gi, piani regolatori, protocolli

d’intesa, gare d’appalto e ulti- mamente sembra stiano riu- scendo anche a manipolare il futuro dei loro amministrati,

o occupanti, come loro sono

soliti chiamare, anche se una volta si era imparato a definir- li cittadini, ma si sa: i tempi so-

no cambiati.

La domanda sorge spontanea:

quale protocollo sta seguendo

il Gruppo Carrefour?

m

si

è

Riccardo Scanarotti

k

periodico mensile

Numero 37

Venerdì 30

Novembre 2007

Kronstadt: una redazione davvero polirematica!

speciale carrefour

5

È una formalità

La periferia sud di Milano

L’uomo da sempre ha bisogno

Le

forme della nostra civiltà so-

di

rappresentarsi. E in questa

no

capannoni prefabbricati, or-

rappresentazione di sé trasci- na inevitabilmente anche il proprio cosmo. Di conseguen-

le civiltà si traducono in for-

za

dinati, lineari e squadrati. Ma questo sopra ogni altra cosa ha importanza: che siano uguali

pre riconoscibili, insomma, fa-

ovunque, in ogni luogo, sem-

ma. Basterebbe osservare la facciata di S.Michele a Pavia o del Duomo di Modena per ri-

miliari. Possibilmente anche tristi, che non guasta mai, co-

trovare tutti i concetti, tutti i

che gli interni sbarluccicanti

e

sicuri e invitanti dei grigi par-

colorati appaiano subito più

pensieri ma anche i sogni e gli incubi della civiltà medievale. Infatti la cit-

cheggi, dove

tà, e in parti-

colare i suoi

il luogo del

p a e s a g g i o

messa in for-

Le forme della nostra civiltà sono capannoni

prefabbricati, ordinati, lineari e squadrati.

magari

figu-

templi, sono

ra qualche lo- sco immigra-

to. Perché,

dove questa

diciamocelo, che facciano

o meno ac-

ma appare con più trasparenza

e chiarezza: qui l’interazione

umana è più forte. Viene dun- que da chiedersi quali siano le forme che la nostra civiltà pro- duce. Quali sono i nostri tem-

pli? I centri commerciali! Si si- gnori, pensateci. Quelli che ci accolgono in ogni periferia, gli unici che fanno fioccare i pro- getti di riqualificazione. Co-

sa ci fa capire che entriamo in

una determinata città piuttosto che in un’altra? Nulla. Le no- stre periferie sono informi e

casuali, tutte uguali, ovvio, noi

quisti i consumatori di tutto il

mondo sono sempre più attrat-

ti da prodotti fabbricati e distri-

buiti in serie. Così che la forma più compiuta dell’estetica ai nostri tempi diventa la comu- nicazione: non più forme, ma immagini. Noi, signori, consu- miamo immagini. Acquistiamo prodotti concepiti e controlla-

ti centralmente da una qual-

che azienda, soprattutto pub- blicizzati, ma in fondo privi di contenuto sostanziale che li di-

stingua da altri. In altre parole:

nulla! Come noi, poveri indivi-

lo

capiamo, è un problema di

dui tut-

urgenza, bisogna tirarle su nel

ti

ugua-

minor tempo possibile, nul-

li,

che ci

la

da ridire, la modernità ha

muovia-

mancanza di tempo, da sem- pre. Poco importa che i socio-

mo sen- za con-

logi ribattano da lungo che sia

t

e n u t o

anche un tentativo di allocare

distinti-

grandi masse nella maniera più

vo per

ordinata possibile per agevolare

i

nostri

il controllo sociale. Il cartello-

g

o v e r -

ne dell’Ikea o la cicciona M di

nanti, al-

McDonald’s, anche quelle so-

l’impe-

no sempre uguali… Per fortu-

r

a t i v o :

che l’Esselunga è avanti e la loro insegna suona Esselunga- Carugate o EsselungaCorsico

na

P r o d u - ci, consu- ma, cre-

perché altrimenti nella nebbia

pa.

si potrebbe sbagliare quartiere.

G.

È sud di Milano e centro logi- stico di eccellenza. Così è pre- sentata Pavia nei portali delle

dall’altro, il 31 dicembre 2006, vota in tutta fretta il progetto dell’autostrada Broni-Mortara,

via come polo principale nel nord Italia. L’area Neca sarà destinata alla logistica medi-

maggiori società di logistica in-

saperi”, ma

presentato da Sabrom [1] , socie-

ca. Com’ è scritto in documen-

ternazionali. Pensavamo fos-

tà all’85% del costruttore Mar-

ti ufficiali [7] : “La valorizzazione

se “città dei

cellino Gavio.

dei grandi poli e di assi infra- strutturali a scala territoria-

come que-

in-

Da una città dei sape- ri ci si aspetterebbe un’attenzione allo svi- luppo sostenibile

Quote le sono state cedute

le

viene affrontata dal Proget-

sta identità

dalla Provin-

to

Complessità territoriali-asse

non ha fat-

cia di Milano,

Malpensa (Provincia di Varese,

to breccia,

maggior azio-

Regione Lombardia, Parco del

quella

nista della

Ticino) che riguarda le oppor-

vece è già

Milano-Serra- tunità di sviluppo per il terri-

ben defini- ta. “Logistica” sono capannoni, magazzini, centri commercia- li, strade e autostrade. E cen- tri di formazione per operatori

assegna alla Provincia di Pavia

valle che de- teneva di Sabrom una quota importante. Quando la città lo viene a sapere, da un interven- to pubblico di Irene Campari,

della Pirelli RE [2] si legge (nes-

torio dell’asse infrastrutturale Nuova Fiera di Milano-Aero- porto Malpensa, area di secon- do livello rispetto ai due più importanti assi infrastruttura-

logistici, già avviati con il sup-

(consigliere comunale grup-

li

europei (Corridoio 5 e Cor-

porto della Banca regionale eu-

po misto), ci si interroga sul-

ridoio 8). Valorizzazione dei

ropea.

l’utilità della cessione di det-

poli (Malpensa e Fiera) e mes-

Nel 2002 la Regione Lombardia

te quote. Che inquinerà lo si

sa

in rete con le infrastrutture

sa bene. Non solo è utile, ma

di

livello internazionale sono

la “vocazione” logistica. L’anno

cruciale per la “vocazione” lo-

gli obiettivi prioritari. L’area

scorso il Comune ci aveva as-

gistica della provincia. Alcu-

ex

Neca di Pavia (70.000 mq)

sicurato che sarebbe stata città internazionale di ben altro che non di corpi inerti. Da una cit- tà dei saperi ci si aspetterebbe

ne grandi multinazionali si so- no intanto insediate in città e in Provincia. Nel bilancio 2005

rientra a pieno titolo in questa

categoria di attività. Strategica per la sua localizzazione (adia- cenza alla stazione ferroviaria

un’attenzione allo sviluppo so-

suno ha riportato la notizia):

e

al Policlinico, accessibilità al

stenibile, al consumo di terri- torio, alla vivibilità del tessu- to urbano, anche periferico. Invece, mentre il Comune or- ganizza incontri con Serge La- touche e la sua “decrescita”,

“In data 29 dicembre 2005 Spa-

ha stipulato

un accordo per l’acquisto di un complesso immobiliare a pre- valente destinazione logistica e relativi magazzini, sito in Pa- via per un prezzo di 19,5 milioni di euro.”. Sono gli ex Magaz- zini Cariplo. Dati in utilizzo a BSL [3] , so- no passati, dopo po- che settimane e tra- mite la Vailog [4] , alla

zio Industriale[

]

Reno de Medici RE, controllata da Ale- rion Ind. [5] di Giu- seppe Garofano, so- cio di Luigi Zunino. Gli stessi posseggono 45.000 mq della lo- gistica di Castel San Giovanni, sempre ge- stiti da BSL. La Me- tra logistica [6] ha Pa-

raccordo autostradale per Mi- lano) e per le funzioni di ec- cellenza previste dal Prg (cen- tro congressi, aree espositive e fieristiche), integrate con fun- zioni terziario-commerciali e residenza, sarà in parte desti- nata al potenziamento delle re- lazioni di interscambio con la stazione, attraverso la realizza- zione di parcheggi e del nuovo terminal autobus.”

N. C.

1-Società Autostrada Broni-Morta- ra, www.broni-mortara.com

2-www.pirellire.com/investor_re-

lations/financial_bilanci.asp

3-Bertola Servizi Logistici, www. bsl-spa.it 4 - w w w. va i l o g . c o m / i n d ex . php?lng=it

5-www.alerion.it

6-www.metraarchitettura.it/frm-

Logistica.aspx

7-w3.uniroma1.it/manuelaricci/

Urbanpromo.pdf

Logistica.aspx 7-w3.uniroma1.it/manuelaricci/ Urbanpromo.pdf Quale contratto per i lavoratori GS – Carrefour? Per

Quale contratto per i lavoratori GS – Carrefour?

Per completare la nostra anali-

si sull’affaire Centro Commer-

ciale Carrefour, non poteva mancare una analisi sulla si-

tuazione dei lavoratori del GS

di via Torretta in fase di chiu-

sura. Infatti, se

la trattativa tra

gruppo Carre- four-GS [1] e Co- mune di Pavia pare risolta, in quanto i lavo- ratori in esu-

bero dal super- mercato in via Torretta saranno

riassunti tutti nel nuovo iper- mercato, la trattativa con i sin- dacati di categoria si trova an- cora in alto mare; per saperne

di più abbiamo contattato Sal-

vatore Cirillo [2] , il quale ci ha spiegato come le condizioni contrattuali dei dipendenti GS

“nuovi” dipendenti Carrefour,

questo grazie ai contratti loca-

li firmati dalle parti che preve-

dono, come miglioramento più

importante, oltre alla questio-

ne salariale, la riduzione delle giornate lavo-

rative standard

da sei a cinque,

permettendo

al lavoratore

di scegliere se

lavorare il se-

sto giorno (sa- bato o domeni- ca) come straordinario, quindi

maggiormente retribuito. Que- sto contratto integrativo evi- dentemente non deve andare

a genio all’azienda francese,

che sta cercando di rinviare

la trattativa fino a quando non

sarà troppo tardi, la scadenza improrogabile per il negozia-

l’azienda sta rin- viando gli incontri previsti per il tavo- lo di contrattazione

retta, prevista entro Dicembre, quando i lavoratori dovranno

per forza firmare il nuovo con- tratto con Carrefour.In questa situazione l’azienda sta rin- viando gli incontri previsti per il tavolo di contrattazione loca- le, l’ultimo in ordine di tempo è quello previsto il 19 novem- bre e spostato al 23. In questo quadro è interessante notare

che nei giorni scorsi si è svolto uno sciopero per il rinnovo del contratto collettivo naziona- le contro l’ostruzionismo della Confcommercio e in particolar modo della grande distribuzio- ne, Carrefour in testa [3] . Michele Tsantinis

1-Per saperne di più: http://www.

carrefouritalia.it/c4itgr/c4por-

tal/0001

2-Segretario Generale Filcams – CGIL Pavia

di

Pavia siano migliori di quel-

to

è infatti la data di chiusura

3-Vedi: http://metedipasco9.blog-

le

sotto cui ricadrebbero come

del supermercato di via Tor-

spot.com/

Ultim’ora

Venerdì 23 novembre si è svolto il tavolo di contrattazio- ne. La proposta di contratto che questo ha generato pre-

senta alcuni punti di contrasto tra azienda e sindacati:

l’estensione dell’orario di lavoro dalle 5 alle 23, la flessi- bilizzazione degli orari di lavoro giornalieri, e l’obbligo contrattuale di lavoro nella giornata di domenica.

I lavoratori GS si sono ritrovati Lunedì 26 per discute- re della proposta e hanno espresso la loro contrarietà ai tre punti, dando mandato ai loro rappresentanti di con- trattare soluzioni alternative. Martedì 27 l’incontro tra sindacati e azienda si è conclu- so con la firma del contratto collettivo. Angela Stavolo- ne (RSU – CGIL) ha definito l’accordo firmato “il meno peggio possibile”, in quanto risolve appieno solo il nodo del lavoro domenicale, mentre la flessibilizzazione del- l’orario di lavoro giornaliero sarà sottoposta a vincoli.

I risultati della contrattazione saranno illustrati ai lavo- ratori per il loro voto.

6

Kronstadt: la rivista pavese con più tentativi di imitazione!

la rivista pavese con più tentativi di imitazione! periodico mensile Numero 37 Venerdì 30 Novembre 2007

periodico mensile

Numero 37

Venerdì 30

Novembre 2007

k

Under Damascus Sky

È difficile descrivere una città

come Damasco in poche righe.

Ho avuto la fortuna di trascorre-

re tre mesi nella capitale siria-

l’hotel Four Seasons, inaugu- rato da poco; vengono proget-

tate superstrade che si fanno

largo nel centro città distrug-

L’era del Diritto & l’ Idiozia Sportiva

(parte terza) Naturali soluzioni per innaturali problemi

na,

e più passava il tempo più

gendo quartieri rimasti intat-

mi

sembrava di capirci di me-

ti

per centinaia di anni; hanno

no. Perché si tratta di una cit-

tà ingarbugliata, caotica, com-

plessa.

P a s s a n -

do

lussuosa

Abu

mana, zo-

na

basciate e

ministeri,

a Geremà-

na, l’ex quartiere druso e cri- stiano ora abitato da rifugiati iracheni, o ancora a Bab Shar-

qi, la via degli intagliatori del

legno, si rimane meraviglia-

ti dinanzi a un tale spettaco-

lo. La calca di commercianti

all’entrata dell’antica moschea Omayyade, l’immenso suq Ha- midyya con la sua confusione,

gli immancabili banchetti del-

fatto il loro ingresso nel paese le multinazionali del fast-food (è di pochi mesi fa

l’apertura

del primo

Kentucky

Fried Chi-

in

città e del-

l’arrivo sul mercato di bevande gassate americane), ufficializzando così l’addio del-

la Siria alla tanto cara politica autarchica. Gli anni 2000 sono stati anche l’epoca della rivolu-

anziani che gioca-

no a backgammon sui

marciapiedi

Pavia

sembra davvero lontana

dalla

Ro-

di am-

cken

la

lotteria agli angoli dei vicoli,

la

gente che piazza tavolino e

sedie anche in mezzo alla stra-

da – perché il momento del tè

è sacro - gli anziani che gioca-

no a backgammon sui marcia-

Pavia sembra davvero

lontana. I damasceni raccon- tano orgogliosi di vivere nella

città ancora abitata più vecchia

al mondo. E forse viene da

credergli non appena ci si ac- corge della storia che circonda questi luoghi, dall’antico quar- tiere cristiano di Bab Tuma al-

piedi

Dopo aver reso incomprensi-

ra

una volta lo sport più bello

bile un banale fatto di crona-

del mondo (?!) come esempio

ca

sportiva (il ciclista Ivan Bas-

lampante di tali atrocità?

so

è falsario e drogato), e dopo

Bene: agli albori del calcio le

aver scandalizzato i più (tifosi, appassionati, ultrà savonesi e non) con assurde invocazioni

neonate società sportive erano considerate come enti associa-

di repressione nella violenza

della violenta tifoseria dilagan-

te, essendo inoltre il 3 numero

perfetto, benché abbia da sem-

pre patteggiato per il 6, mi sen-

to in dovere di chiudere il cer-

chio. Come non si potrebbe citare, quindi, nella volontà di sma- scherare l’assurdità dello sport moderno in genere, la questio- ne economico-finanziaria che ormai questo ambiente am- morba? E come non si potreb- be utilizzare, nel voler sin- tetizzare in contenuti leggibili i suddetti con- cetti indicibili, anco-

esercizio, la minusvalenza de- rivante dalla svalutazione del “parco giocatori”, consenten-

do quindi di abbattere il pas- sivo e diluire, nel contempo,

il pagamento delle tasse, per- mettendo ai club

un risparmio di ben 1.129 milioni di euro ed evitare

un sicuro e meri- tato fallimento per molte delle mag- giori società (sen-

za di esso Lazio, Roma, Milan,

Inter e Juventus sarebbero or-

mai dissolte, non è una opinio-

ne ma matematica insindaca- bile). Una vergogna! che, natural-

mente, ha visto l’Italia esse-

re più volte richiamata da in-

numerevoli organi di vigilanza

europei, in un iter processuale

lungo e gravoso per le “floride”

casse dello stato.

la questione economico-fi-

nanziaria che ormai questo

ambiente ammorba

tivi con scopi ricreativi, sen-

za

godere quindi di personali-

giuridiche, ma costituendo

gruppi di persone riuniti per il raggiungimento di scopi comu- ni, che pagavano di tasca pro- pria per la propria passione. Naturalmente l’aumento cre- scente delle attività correlate,

zione di internet e i da- masceni non sono rimasti immu-

i ti Davide Gnes 23
i
ti
Davide Gnes
23

ni dalla febbre

dei cybercafés.

costi esorbitanti di pratiche esose, la corsa agli armamen-

Contrariamen-

te

pensa, i giova-

a quanto si

che costringe a svenarsi per

un bomber, cominciarono a creare problemi gestionali ed amministrativi. Nascono così le prime, particolari, s.p.a. (Torino 1959, Genoa 1964) a ragion veduta regola- mentate dalla F.I.G.C. (Giuoco Calcio o Giova- ni Comunisti che sia) co- me “società commerciali senza fini di lucro”. In sostanza queste enti- tà potevano realizzare utili, senza però ridistribuirli tra gli

La

cronaca degenere di que-

sta

situazione è davvero tra-

gicamente lunga e potrebbe continuare “ad libitum”. Ba-

sti pensare che il portale adi- bito a trattare questi argomen-

ti (www.calcioinborsa.com) è

chiuso per inadempienza e de- biti.

L’autore spera quindi di esse-

re stato abbastanza esauriente,

chiaro e diretto, nel dimostrare come non bastino la folle libe- ralizzazione del doping (vedi

parte prima), l’invocata scan- dalistica repressione del tifo

violento (parte seconda) e l’in- quisizione economica che ri- sulta qui necessaria, a miglio- rare la triste situazione.

Il problema, come sempre ac-

cade in Italia in questi casi, è di cultura, e pervade trasversal- mente chi lo sport lo pratica,

lo gestisce, lo idolatra(ndr).

Se siete stati sfruttati, frustra- ti, snervati, ignorati per tut-

ni non hanno

perso la curio-

sità verso l’oc- cidente, che può contare ancora su mol- tissimi ammi-

tutto

ratori. In mezzo

a

sto noi italia- ni la faccia- mo sempre da

que-

padroni, se è ve-

la

zona di Suq Sarouja, di epo-

ro

ca

mamelucca, passando per il

ni

quartiere sunnita di Bab Al-Sa-

ghira e Bab Al-Salam (la picco-

la porta e la porta della pace).

Nella zona attorno a Bab Tuma coesistono le chiese di alme-

no tre riti differenti (cattolico, greco ortodosso e maronita) e più di una moschea, divise so-

lo da poche centinaia di metri.

Un bello schiaffo a chi predica

lo

scontro di civiltà.

È

anche il volto di una città

in

grande espansione, lette-

ralmente sommersa di giova-

ni,

bambini, immigrati. Il tas-

so

di natalità della popolazione

altissimo (la fascia di età tra 0 e 14 anni rappresenta il 36,5

è

del totale), nuovi stranieri ar-

rivano ogni giorno. E’ diffici-

le quantificare esattamente gli

abitanti, le stime più attendi- bili parlano di una popolazio-

ne

urbana di più di 4 milioni

di

abitanti e di un agglomerato

di

ormai oltre i sei milioni. Il

lascito della guerra in Iraq al-

la Siria è molto pesante: alme-

no un milione e duecentomila

rifugiati, stabilitisi per la stra- grande maggioranza nella ca- pitale. Il tutto nell’arco di soli quattro anni. Non si può non parlare del volto della “modernizzazione” e dei

suoi segni indelebili sulla città:

sono comparsi moderni palaz- zoni in stile occidentale, come

che tra i bambi-

investitori. Venendo a mancare l’emunera- zione tipica di un rischio d’im- presa, apparve sempre più ne- cessaria una regolamentazione

che giocano a piedi

nudi dietro la moschea uno con la maglietta blu

la scritta “Totti” non manca mai.

e

ulteriore: con il d.d.l. n.91 del

marzo 1981 nasce lo “sport

professionistico” e con esso il diritto di lucro oggettivo, che imponeva però il reinvesti- mento di utili per l’esclusivo proseguimento delle attività societarie. Ovviamente agli abitanti del

Come cancellare

Internet Explorer e Outlook Express

Per prima cosa navigare fi- no al sito www.mozilla.com Individuare la versione di Firefox e Thunderbird più adatta al proprio sistema e

ditegli di sì e fatelo conten- to. Qualche minuto in più è richiesto per la configura- zione di Thunderbird, ma la prcedura è identica a quella

computer, tenendo presente

di

Outlook.

che la suite Mozilla è adatta-

A

questo punto cancella-

bile a qualsiasi tipo di piat-

re

sia Internet Explorer che

taforma, sia essa Windows, Machintosh o Linux.

Outlook Express dai vostri computer che godranno co-

Scaricare i due software nel

di una boccata di libertà

comodo pacchetto auto-in-

digitale!

stallante e, chiaramente, in- stallarli. Concedersi una mezz’ora

Tutta l’assistenza di cui si può avere bisogno si trova sul sito www.mozilla.com

per prendere confidenza con

o

sul forum di riferimento.

l’interfaccia – anche se in

Consiglio uno sguardo velo-

verità ormai tutti i browser

ce

ai mille plugs-in disponi-

sono uguali, stesso discorso per i client di posta elettro-

considerate l’ipote-

si di un indirizzo e-mail su

Gmail di Google

provare nuove emozioni - Al primo avvio Firefox chie- derà se deve essere conside- rato il browser principale,

se volete

nica

bili per Firefox. Il software è disponibile anche in lingua italiana.

Dalla prossima puntata co- minciamo con i software meno comuni

Dottor Gonzi

quartierino di turno tutto que-

ta

la settimana, arrivata la do-

sto non bastava, risultando i

menica, invece che immolarvi

bilanci pesantemente e co-

per

la vostra squadra del cuore

stantemente in rosso: fu co-

regalatevi un po’ di riflessione,

necessario il d.l. n.485 del

pensiero, ragione, conoscenza.

20

settembre 1996, il così det-

Di

QUESTO calcio, fatto di

to “decreto spalmaperdite”, che, con successiva modifica

frodi, odio e speculazioni, mi spiace per lor signori, non ce

dell’art. 2247, permise vere e

ne facciamo un emerito cazzo

proprie finalità lucrative sog- gettive e la conseguente quota- zione in borsa.

Prima tra tutte la S.S. Lazio pa- gherà caro, e con essa i beo-

ti tifosi-investitori, l’assurdità

della situazione (collocata ad euro 2,5 nel febbraio 2004, do- po mesi 5 ne valeva meno di 0,80 ed oggi è quotata a ben 34 CENTESIMI: spazzatura!). Ecco allora l’ottimo regalo di natale, meglio noto come “De- creto Salva Calcio”, d.l. n°282 del 24 dicembre 2004, inter- vento legislativo che ha per- messo di ammortizzare in die-

ci anni, anziché in un unico

di niente.

Difatti il sottoscritto, come sport preferito, ha da tempo scelto il Sesso. Non male come idea, vero?

Matteo Bertani

(ndr) Come preannunciato il ragazzo è finalmente guari-

to dalla crisi visionaria ed esi-

stenziale che lo aveva colto in conseguenza a mai meglio spe-

cificati abusi. L’articolo, finis-

se qui bontà sua, è finalmente

leggibile, concreto e documen- tato. Naturalmente non si po- teva evitare qualche scivolone

finale (vedi seguito)

k

periodico mensile

Numero 37

Venerdì 30

Novembre 2007

la Nike di Samotracia: una gnocca senza testa

Novembre 2007 la Nike di Samotracia: una gnocca senza testa 7 Zinni – Zen Considerazioni sul

7

Zinni – Zen Considerazioni sul mondo dell’arte

Libera Morte

(parte seconda)

Per esorcizzare il precedente

titolo di questa rubrica zinni si incazza, che ha accompagna-

to Kronstadt nei numeri pre-

cedenti, chiamo ironicamen-

te Zinni-Zen la nuova stagione,

per dire che è giusto arrabbiar-

si e mobilitarsi quando si viene

a conoscenza di delle ingiusti-

zie, ma si raggiunge la pace in- teriore quando la situazione è talmente corrotta da suscitare un sorriso amaro. Evitando di risultare trop- po pessimista, introdurrò una breve e tutt’altro che esaurien- te serie di “pillole” sul mon- do dell’arte (prevalentemente contemporanea) con l’intento

di far riflettere chi come me è

un interessato al settore o, me- glio ancora, ci naviga.

È difficilissimo documentar-

si su molti autori: qualche an-

no fa, prima dell’avvento di internet, era praticamente im- possibile. A meno che non si

fosse disponibili a viaggiare e

a mantenere contatti con gli

operatori. Tutto ciò che è sem-

pre arrivato e arriva tutt’ora fa- cilmente è del materiale sui grandi nomi dello “star sy- stem”. I grandi(ssimi) nomi so- no i più poveri di contenuti e i meno interessanti, ma questo problema viene risolto badan- do di educare attentamente il pubblico al concettualismo(*). Educarlo ad accettarlo e a ve- nerarlo. La carriera di un artista non è dettata dal merito e dalla bra- vura, né tantomeno dal gene-

re di artista, ma da una serie di

altri fattori. Mentre i giovani sono sempre più energici nelle speculazioni

intellettuali, al tempo stesso i ritmi frenetici e la legge della giungla metropolitana li cresce sempre più critici e pretenziosi

in tutte le categorie: cinemato-

grafia, musica, letteratura, ar-

ti multimediali interattive (es:

videogiochi, alcuni dei qua-

li sono prodotti di ingegno ec-

qualcosa

di

Graham Greene è lo scrittore che più di ogni altro ha raccon- tato la contraddittorietà del- l’animo umano e dei suoi sen- timenti, opposti e mutevoli. Ai fini della mia ricer- ca mi sembra ovvio considerare Il po- tere e la glo- ria, con il suo

dire quindi che in questo caso

condanna a morte abbia tra-

la

positivo: a l m e n o grazie al- mutato la vittima in carnefice. Egli
positivo:
a
l m e n o
grazie
al-
mutato la vittima in carnefice.
Egli subisce una pigra paura
del domani, si preoccupa del
la situazio-
ne genera-
significato della sua morte così
distante dalla “buona morte”,
le odierna
e
rimpiange di non aver fatto
anche
il
meno
do-
nulla per una “buona vita” ma
con un profondo senso di ras-
tato
che
segnazione sa di aver accetta-
abbia esi-
to
tutti i suoi errori, senza aver
genze
di
s
e n t i r -
si un
ar-
tista
va-
lido può
farlo
e
a
le
v e r e
sue
soddi-
sfazio-
ni.
trovato la forza di rimediar-
vi. Il silenzio che nell’ultima
notte, afosa e interminabi-
le, diventa insopportabi-
le, è in realtà stato sempre
presente, lungo il cammino
del religioso, e più che mai
nelle parole. Le parole vuote
ma pesanti, perché difficili da
pronunciare, che riempivano i
dialoghi, soprattutto quelli con
Nicola
Zinni
sua figlia, così lontana da lui.
Da queste righe penose com-
prendiamo come tutto l’eso-
(*): con-
do
del prete sia stato domina-
cettuali-
to
dal senso d’inutilità, dalla
smo: con-
trascuratezza verso sé stesso,
c
e z i o n e
dalla contraddizione spirituale
secon-
e
dall’ineluttabilità della con-
do la
quale
l ’ o p e -
ra d’arte
non deve
essere giu-
dicata secon-
do i contenuti
che riesce a tra-
smettere ma se-
condo i valori che
l’artista ha dato ad
essa, qualunque
essi siano.
danna.
La scena dell’esecuzione, vis-
suta dall’ottica asettica ma par-
tecipe del dentista che sta ope-
rando il jefe, è un ottimo spunto
per parlare dello stile dell’au-
tore e del clima di indifferenza
che pervade tutta l’opera. Qui
possiamo notare la tecnica ca-
ra
a Greene di utilizzare un lin-
guaggio cinematografico per le
Lo Zen preferisce l’at-
tività alla speculazio-
ne intellettuale. Obietti-
vo dello Zen è pervenire
al Satori, il “vuoto” che
porta ad un più alto li-
vello di conoscenza per
la partecipazione attiva e
descrizioni; le parole ci riman-
dano a immagini brevi ma me-
ticolose. In più la morte del
prete è vista come un atto or-
dinario, semplice nella sua im-
mediatezza e inevitabile.
Un’altra riflessione più pro-
fonda e ardita del testo consi-
dera il significato più comples-
so
che ha questa condanna nei
stan-
co re-
confronti della società che vi
assiste. La condanna a morte
consapevole al mondo.
socon-
di
cui ci parla Greene, a mio
Agenda personale on-line:
www.zinnisiincazza.
splinder.com
avviso, è estesa a un’intera co-
munità, a causa del messag-
gio che lancia. L’esecuzione
toglie la vita a un singolo uo-
mo, ma finisce per annientare
la
libertà di chi ne è testimo-
ne. Il governo messicano, cre-
de
di agire per il meglio “marti-

to del cammino di un prete indegno, con- dannato a morte, in un Messico ateo e persecutore. Il cammino è in realtà una fuga svogliata, che potrebbe risultare facile, ma che diventa inutile; narrata in un continuo ridivenire. L’auto-confessione che il pre- te ubriacone si impone la se- ra prima dell’esecuzione, è la parte del romanzo che a mio avviso meglio si presta a for- nire riflessioni sull’intero svol- gimento della storia. Parlando più all’acquavite che a un con- fessore immaginario, il pre- te snocciola uno dopo l’altro i peccati di cui si è reso colpe-

vole nei confronti del suo stes- so ufficio e della società. Ad esempio egli non è stato fede- le alla sua missione, avendo dimostrato di tenere più alla propria pelle che all’incolumi- tà delle persone che l’ospitava- no e lo proteggevano. Si può

rizzando” i sacerdoti, in realtà

non può che nuocere al suo

popolo, e quindi a sé stesso: in- fatti questo gesto, oltre ad au- mentare la fede nei credenti,

li

assoggetta e li rende succu-

bi,

li schiaccia, lasciandoli to-

talmente asserviti in funzione del “mito cristiano”; e questa è l’ultima cosa che potrebbe de- siderare un governo ateo. Un

messaggio religioso, per di più celebrato da una condanna ca- pitale (ai danni di un pretuco- lo) è sempre un messaggio di oppressione e costrizione, e mai un messaggio di emanci- pazione e verità. Emanuela Iannotta

cezionali). Ma NON in arte fi- gurativa. Cerchiamo di vederci

Come si scrive un articolo per K

 

‘Comme d’habitude…’

Con cosa ci siamo ingozzati,

per aver guardato altrove, per

Ci

raccontavamo storie terribi-

da Mediometraggio

aver cercato nello specchio i

li,

turbati all’evidenza di una

-

di G.D. Néiget a cura di Paolo Bertazzoni

trent’anni che sono passati Martedì, mercoledì…ospiti in- desiderati, inebriati dalla tua

loro plausibilità. Giocavamo a spaventarci, convinti di non esserne realmente capaci. Non lo eravamo infatti, se con-

per tutto questo tempo? Novembre passerà inosser- vato, come sempre di questi tempi: ombra furtiva fra lapidi scheggiate. Buffo no? Nello spazio di una carezza, i tuoi capelli sono sbiaditi, ac- compagnando le mie mani al crocevia di uno sguardo assen- te. Non chiederò scusa a nessuno

gentilezza, dal passo incerto che incendiava le mie perife- rie umidicce. Avrei sgambettato sul tuo cor- po inerte, se solo all’ultimo non si fosse mosso. La gioventù in fondo non è mai di nessuno, specie se si è così stupidi da invecchiare, ca- ni intontiti da un pallottoliere sgargiante. Parigi, 1919: ricordi confusi per sensazioni fin troppo nitide.

sideri, nella distanza, lo scarto uguale alla differenza. Giovedì, venerdì… cifre im- personali di un conto alla ro- vescia. Un sospetto non è quasi mai abbastanza sospetto, questo or- mai dovremmo averlo impara- to. Non alzerò la cornetta sabato, né domenica ti verrò a trova- re.

Reg. Trib. PV n°594 - Stampa: Industria Grafica Pavese sas, Pavia - Chiuso in Redazione 28-11-2007 - Tiratura 2000 copie - 2007, Alcuni diritti riservati (Rilasciato sotto licenza Creative Commons 2.5 by-nc-sh)

8

La realtà è un’illusione procurata da una carenza di alcol!

racconti d’appendice

periodico mensile

Numero 37

Venerdì 30

Novembre 2007

k

Salmone domestico

Storiella da Febbre numero diciotto/

Sigarette

Salmone, gli dico, è tempo di pensare al futuro. Ehhhh, dice mio salmone con un’iperbole della pinna come per collegare un futuro al passato remoto, ce n’è anco(oooo)ra di tempo. Non c’è più tempo, gli dico, dobbia- mo pensarci. Bisogna arrivarci preparati al futuro, bisogna ve- stirsi bene, lo capisci? Dobbia- mo pensare a cosa fare, a dove vivere, a dove lavorare. Ma co- me, dice salmone, ma dopo la laurea non vengono degli spe-

cialisti specializzati a visitarti e affidarti il lavoro più idoneo al-

le tue capacità e attitudini pre-

sentandoti una rosa di possibi-

lità? Ovvio che sì, gli rispondo, verranno a bussarci alla porta una fila di richiedenti, ci chie- deranno di dirigere la panno- nia e il lichenstein, e faranno

la guerra la francia e l’inghil-

terra per averci a capo. Però, gli dico, mettiamo caso che il

giorno in cui i capi delle mag- giori potenze mondiali bussino alla nostra porta e noi siamo

in bagno, mettiamo, mettiamo

anche che ci cerchino al tele-

fono e abbiamo il telefono sca- rico, mettiamo, poi vuoi dirmi come facciamo? Oh, dice sal- mone, domanda interessante,

li richiamiamo noi? Salmone,

gli dico, ma tu sai quanto costa una telefonata internazionale? Hai ragione, mi dice, dobbia- mo agire prima di loro. Mentre io e salmone pensia- mo a come attuare un piano di salvaguardia delle nostre vite, entra un uomo vestito di nero

con cappuccio e tunica fino a terra e una falce lunga lunga

in

mano.

Il

suo alito è verde, e quando

dice buongiorno nubi morti- fere invadono la stanza. Sono la Scuola di Specializzazione

per Insegnanti Licei e Scuole Secondarie, dice inchinando-

si

verso di noi. Sono venuto a

Aveva appena finito di guarda-

accento lombardo, e Satana lo

Satana sorrise. Evidentemente

intimarvi di inserire nel vostro

re il DVD de l’uomo lupo con-

guardò. Non aveva volto uma-

anche lui sapeva che il proprie-

piano di studi altri crediti di lin-

tro la camorra, e aveva bisogno

no, ma una grossa testa di ca-

tario del chioschetto si riforni-

guistica, storia, geografia e lati-

di

fumare. Andò in strada e in-

pra bianca deforme, con lo

va di sigarette dai marocchini

no, tino, ino. In caso contrario

contrò il diavolo.

sguardo parecchio espressivo.

e

le rivendeva illegalmente.

non entrerete mai nel mio re- gno e rimarrete laffuori, pian- genti, di fronte ai miei portoni dorati. Vivrete i rimanenti an-

Era abbastanza alto, ma non ti- tanico. Portava con una certa disinvoltura la sua giacca gri- gio scuro, pesante, con sotto

“Va’ là, Satana,” disse intanto l’uomo andandogli incontro, divorato dalla voglia di tabac- co. Diede al diavolo qualche

così il diavolo e l’uomo che

aveva bisogno di fumare dopo aver visto il DVD de l’uomo lu- po contro la camorra andarono

E

ni

della vostra vita compilando

una camicia bianca senza cra-

pacca sulla spalla. La città, in-

insieme a comprare le sigaret-

curriculum vitae inutili e cer- cando di sposare un impren-

vatta; e i suoi pantaloni a coste marrone chiaro, di gran mar-

torno, andava avanti. “Che ci fai qui, Satana?”

te. Satana salutò con gesto stu- diato l’uomo del chioschetto,

ditore, un idraulico, un dipen-

ca, da cui spuntavano un paio

Il diavolo rispose alzando gli

il

quale, ricambiando il saluto,

dente dello stato. Convertitevi,

siete in tempo. Nel mio regno il caffè alle macchinette costa 35 centesimi cadauno. Guada- gnerete la libertà dopo due an-

ni

con i vostri simili. Con lo-

ro

parlerete tutto il tempo

di

me di presenza la notte e

di zoccolacci da capra.

“Telo là, Satana!”, disse l’uomo, con spiccato

occhi al cielo e sbuffando. “Sei annoiato?” Il diavolo scosse la testa, segno innegabile di diniego, e poi tor- nò a guardare in alto e sbuf- fare, ma questa volta lo fe- ce alzando le braccia, i pugni ben chiusi, come a voler minacciare le nu- vole. “Sei incazzato con Dio?” Satana annuì, fece le spallucce e allargò le braccia. “Eh sì, cosa ci vuoi fare.” Satana si grattò dietro un orec- chio, poi in- dicò col dito il chioschetto dei giornali in fon- do alla strada. “Vuoi comprare un giornale?” Satana scosse la testa con decisio- ne, e fece il ge- sto di fumare por- tandosi l’indice ed il medio contro le labbra. “Vai mica a com- prare le sigarette di contrabbando?”

commentò:

“Guardalo lì, il principe delle tenebre! Come stai?” Satana portò la mano tesa al-

l’altezza del petto e la dondolò

a destra e a sinistra, come si fa

quando si vuol dire: così così, né male né bene. “Vuoi le solite, Satana? Va be- ne… anche per il tuo amico?” Satana pagò in moneta i due pacchetti di sigarette di con- trabbando. Venivano dall’Est Europa, sopra c’era scritto CU FILTRU. Satana strinse la ma- no a entrambi e se ne andò. “De’, hai visto?”, disse il pro- prietario del chioschetto. “Eh sì.” “Una brava persona, devo di- re. Paga sempre con le mone- te, e sempre giuste. E non rom- pe mai i coglioni. Non come ‘sti vecchiacci qui, che quando pagano sembra sempre che ti stanno facendo un favore.” L’al-

tro, intanto, annuiva e s’era già acceso una sigaretta. La quali-

tà del mondo gli parve miglio-

rare parecchio ad ogni boccata.

Seguì il diavolo con lo sguardo,

e lo vide salire su un autobus assieme al bigliettaio.

e lo vide salire su un autobus assieme al bigliettaio. e vivrete a stretto contatto scuola

e vivrete a stretto contatto

scuola e sognerete le fir-

un posto di ruolo nel liche- stein. La mattina andrete a fare supplenze nelle scuole con lo scopo di preparare

gli alunni a fare gli stes-

si

ci. Arrivederci. Mentre mio salmone saltella per cacciare fuori dalla

vostri sbagli. Pensate-

finestra l’eco latino, ti-

no, ino (come una mo- sca, una zanzara che /

fa

moscerino) io scoppio

in

to,

sapevo. Tradimento, di-

ce

che è stato chiamato da piccoloprincipe. Quella sagoma ha la predispo-

i balletti in aria, un

lacrime. Ci ha trova-

urlo, ci ha trovato lo

salmone, scommetto

sizione a far finire tut-

to in tragedia.

www.lumicino.

Enrico Bacciardi www.enricobacciardi.it

splinder.com

Video Slam concorso di cortometraggi osteria Sottovento via Siro Comi 8, Pavia dal 13 al
Video Slam
concorso di cortometraggi
osteria Sottovento
via Siro Comi 8, Pavia
dal 13 al 16 dicembre 2007
mandate i vostri video
entro il 10 dicembre!
info: www.kronstadt.it

Lettere dal Cestino

La posta di K aspetta le vostre lettere. Opinioni, elucubrazioni e suggerimenti saranno pubblicati nella rubrica Lettere dal cestino, proprio su queste pagine. Scrivete a info@kronstadt.it.

Il marchio nella foto di copertina è molto simile a quello di proprietà della GS-Carrefour. Non ce ne serviremo mai per fini commerciali o di lucro. Le foto sono di Riccardo Scanarotti, tranne le due di pagina tre che sono state scaricate dal web. I disegni sono di Alice Tassan, tranne l’uno di pagina uno che è di Angelo Rindone. La prossima volta mettiamo due disegni a pagina due, che forse viene scritto meglio. Le vignette in questo numero sono di Matteo Amighetti, ma non ci sono. Il Dr.Gonzi è poco presente in questo numero, ma tiene la rubrica sull’OpenSource e lo ri-graziamo. Sappiamo anche che erano i romanzi, quelli d’appendice, ma scrivere appendicite ci pareva brutto. Forse voi ve ne eravate dimenticati, ma stiamo ancora cercando un impaginatore.

KRONSTADT: iniziativa realizzata con il contributo concesso dalla Commissione A.C.E.R.S.A.T. dell’Università di Pavia nell’ambito del programma per la per la promozione delle attività culturali ricreative degli studenti. Altre entrate sono rappresentate da eventi culturali, feste, concerti, il sangue di chi collabo- ra, libagioni e gozzoviglie varie

Contatti Utili:

- Simone Marini, direttore, marinisimone@yahoo.it; - Riccardo Scanarotti, fotografie, scanarovich@libero.it; - Luca Schiavi, impaginazione e grafica, schiavi.luca@gmail.com;

ronstadt periodico mensile Numero 37 La redazione di Kronstadt è aperta a ogni tipo di
ronstadt
periodico mensile
Numero 37
La redazione di
Kronstadt è aperta a
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