Sei sulla pagina 1di 76

IL POPOLO VENETO

Fondato nel 1921 n.08/2014 n.08/2014 www.ilpopoloveneto.it Direttore: Emanuele Bellato

LITALIA CAMBIA VERSO


di Emanuele Bellato In questi giorni non abbiamo parlato volutamente degli arresti dei secessionisti veneti per non dare troppo spazio a dei fanatici in cerca di visibilit. Di parole se ne sono dette tante, spesso a sproposito. Non crediamo si tratti di un autogol dello Stato. Se i magistrati hanno preso una decisione cos drastica significa che sono in possesso di prove importanti. Il fatto che tra gli arrestati compaiano bariste e madri o padri di famiglia non significa niente. Chi lavrebbe mai detto che Tot Riina fosse il boss di Cosa Nostra? Bisognerebbe ricordare lammonimento (letterario) di Camilla, travestita da uomo per evitare commenti malevoli durante un lungo viaggio, al giovane francese raccontato nel romanzo di Alphonse de Lamartine Graziella: Questavventura vi insegni a diffidare delle espressioni di apparente amicizia che vi saranno prodigate pi tardi; potrebbero avere un significato ben diverso. E come scordare lantico detto: labito non fa il monaco? Quindi stupisce sentire alcune difese dufficio o le dichiarazioni di alcuni politici, specie della Lega,

editoriale

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.2

pagati da Roma. Il segretario del Carroccio Salvini ha parlato di follia e processo alle idee. Ma sono idee normali costruire un carroarmato (seppur ridicolo) e paventare la lotta armata? Gli stessi indipendentisti sembrano indecisi se considerare i presunti eversivi dei patrioti o deimona. In un mondo che gira al contrario per il forzista Brunetta il golpe quello del governo. Di certo, molto pi efficace del tanko venetista il rullo compressore riformista imposto dal neopremier Matteo Renzi. Dopo la prima pietra della riforma del Senato, ieri si aggiunta quella delle province. La Camera dei Deputati ha dato il via libero definitivo al disegno di legge Disposizioni su Citt metropolitane, Province e Unioni dei Comuni. Dal 1 gennaio 2015 - spiega una nota di Palazzo Chigi - lassetto istituzionale degli enti locali italiani sar completamente rinnovato, con Citt metropolitane guidate dai sindaci dei territori, con enti snelli per larea vasta provinciale ma senza personale politico appositamente eletto e retribuito, incremento di unioni e fusioni dei Comuni e piani di ristrutturazione e dismissione degli enti e delle aziende non funzionali. Il governo del territorio, previsto dalla riforma, vede soltanto due livelli amministrativi a elezione diretta: Regioni e Comuni. Non si andr al voto per le Province gi dal 25 maggio. Il disegno di legge Delrio prevede inoltre lentrata in vigore delle citt metropolitane, in tutto 10: ne partono subito 9: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, pi Roma Capitale con disciplina speciale. Reggio Calabria viene rimandata alla scadenza degli organi provinciali 2016. Insieme a Forza Italia si sono schierati contro le riforme del governo Renzi: leghisti, pentastellati e alcuni autorevoli personaggi della sinistra storica, tra cui Stefano Rodot (per quanto riguarda la trasforma-

editoriale

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.3

-zione del Senato). Per lillustre giurista si tratta di un peccato di incoerenza, poich a met degli anni ottanta fu promotore del sistema monocamerale, insomma una proposta ancora pi radicale di quella attuale. Sui pentastellati c poco da dire, la loro opposizione ormai pregiudiziale e conservatrice, pare esistere solo il No, a prescindere, nonostante il tema dellabolizione delle province fosse uno dei punti qualificanti del loro programma ed un cavallo di battaglia elettorale. La discussione, il confronto, sono importanti e le preoccupazioni circa un accentramento del potere decisionale sono legittime, comprensibili, per non si pu pi perdere tempo. Meglio una riforma perfettibile ad una mancata riforma. Questo modus operandi, portato in politica da Renzi, magari discutibile ma producente, ha squarciato limmobilismo, i tentennamenti e la pavidit di una politica arroccata nei palazzi del potere. Dunque avanti cos, come un rullo compressore.

politica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.4

LA GRANDE BELLEZZA DELLA CITTA ETERNA CONQUISTA BARACK OBAMA

Stamani, gioved 27 marzo 2014, il Presidente degli Stati Uniti dAmerica Barack Obama, stato ricevuto in Udienza dal Santo Padre Francesco e, successivamente, si incontrato con il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati. I cordiali colloqui hanno permesso uno scambio di vedute su alcuni temi attinenti allattualit internazionale, auspicando per le aree di conflitto il rispetto del diritto umanitario e del diritto internazionale e una soluzione negoziale tra le parti coinvolte. Nel contesto delle relazioni bilaterali e della collaborazione tra la Chiesa e lo Stato Obama e il Papa si sono soffermati su questioni di speciale rilevanza per la Chiesa nel Paese, come lesercizio dei diritti alla libert religiosa, alla vita e allobiezione di coscienza nonch il tema della riforma migratoria. Infine, stato espresso il comune impegno nello sradicamento della tratta degli esseri umani nel mondo. Barack Obama dopo aver lasciato il Vaticano giunto al Quirinale dove stato ricevuto

politica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.5

dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con il quale ha avuto un lungo colloquio, allargato poi alle delegazioni dei rispettivi Paesi e seguito da una colazione. Delle delegazioni facevano parte tra gli altri il Segretario di Stato degli Stati Uniti, John Kerry, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Susan Rice, e il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Italiana, Federica Mogherini. Come aveva gi fatto in passato Obama ha voluto esprimere parole di elogio e simpatia per il presidente Napolitano sottolineando durante la conferenza stampa che: L'Italia fortunata ad avere un uomo di Stato cos forte, che aiuta il Paese in momenti cos difficili. Ultimo appuntamento istituzionale di Obama a Villa Madama per incontrare il premier Matteo Renzi. Un vertice durato pi di unora con diversi temi sul tavolo: lEuropa, la crisi ucraina, la Nato, loccupazione. Renzi ha accolto Obama con parole di stima, definendo il presidente americano una fonte di ispirazione e gli Stati Uniti >>

politica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.6

un modello per il cambiamento, facendo suo lo slogan elettorale delle presidenziali USA: Yes we can ora vale anche per lItalia. Obama, colpito dallenergia e dalla visione del premier, ha espresso fiducia e speranza nel programma riformista del nuovo esecutivo. La giornata romana di Obama si conclusa con una visita privata al Colosseo accompagnato dallarchitetto Barbara Nazzaro in veste di Cicerone. Secondo Rossella Rea, direttrice del monumento, linteresse del presidente per il Colosseo nato dopo la visita informale compiuta quattro anni fa dalla moglie Michelle con le figlie durante il loro viaggio in Italia. Ricorda ai microfoni Rai: Le bambine si divertirono moltissimo e credo che labbiano raccontato al padre. Parole di soddisfazione giungono dal neoministro dei Beni e delle attivit culturali e del turismo Dario Franceschini. Sulla sua pagina facebook ha scritto: Ho accolto il Presidente Obama al Colosseo. Un orgoglio per il nostro Paese vedere lo stupore e l'ammirazione nei suoi occhi.

politica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.7

IL SENATO GRATUITO E DELLE AUTONOMIE

Il cammino riformista del governo supera il primo ostacolo. Oggi il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del Ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha approvato lo schema di Disegno di legge costituzionale Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari,la riduzione dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzione. Il testo - come riporta una nota dellesecutivo - propone: il superamento dellattuale sistema bicamerale in favore di una maggiore efficacia nellazione legislativa, il contenimento dei costi della politica, un rapporto pi ordinato e meno conflittuale tra Stato e autonomie ordinarie e speciali. Il sistema parlamentare si articola, secondo il testo, in Camera dei Deputati e Senato delle Autonomie. La Camera, elettiva, titolare del rapporto di fiducia con il Governo, esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e di controllo delloperato del Governo. Il Senato delle Autonomie composto dai rappresentanti eletti di Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e da sindaci. Il numero complessivo di senatori sar inferiore alla met di quello attuale e i senatori non percepiranno indennit di mandato. Il Senato rappresenta le istituzioni territoriali, concorre alla funzione legislativa, esercita un raccordo tra lo Stato, le Regioni, le citt Metropolitane e i Comuni, approva le leggi costituzionali, partecipa alla attuazione degli atti normativi dellUnione europea, verifica e valuta lattuazione delle leggi. Inoltre il progetto di revisione costituzionale del Titolo V conferma labolizione delle Province, prevede il superamento dellattuale frammentazione del riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni in favore di un decentramento legislativo pi funzionale allo sviluppo economico e sociale del Paese, sopprime inoltre il Cnel. Ora la

politica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.8

Il sottosegretario Delrio, promotore del ddl sul superamento delle province

palla passa al Parlamento, infatti il processo di approvazione di una legge costituzionale richiede tempi lunghi. Per lobiettivo lapprovazione in prima lettura del ddl entro il 25 maggio. E finito il tempo dei rinvii ha detto Renzi, con la riforma del Senato varata dal Cdm si mette la parola fine a una discussione trentennale. Si registra qualche voce polemica come quella del Presidente del Senato Pietro Grasso e del Ministro, in quota Scelta Civica, Stefania Giannini, ma il neopremier tira dritto certo che i contrari alle riforme siano in minoranza nel parlamento e nel Paese.

attualit

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.9

MARIJUANA DI STATO

di Michele Signa* La recente liberalizzazione, in Uruguay e in Colorado, della coltivazione e vendita della droga leggera per eccellenza, la marijuana, inevitabilmente riapre la discussione, in tutto il mondo, sulle politiche proibizioniste. Riflettendo su questa notizia viene in mente la favola di Andersen in cui un bambino, scevro da condizionamenti politici, etici o religiosi osa dire quello che davanti agli occhi di tutti: Il re Nudo!. Parlare di legalizzare in modo controllato la vendita e lutilizzo delle sostanze stupefacenti tanto ovvio quanto stupefacente per una societ e una politica che hanno sempre, univocamente, percorso la strada del proibizionismo pi intransigente. Se per qualche parlamentare oggi in Italia, avanzasse la proposta di proibire il tabacco o gli alcolici, dubito che troverebbe molti colleghi disposti a sostenerla e se in America un deputato o senatore volesse tornare al proibizionismo nella vendita degli alcolici, sarebbe portato a casa da robusti infermieri. Perch allora quando si parla di droghe, leggere o pesanti, i cervelli hanno improvvisamente un black-out e iniziano a sostenere opinioni completamente scollegate dai fatti e dalla realt? In Italia, cos come negli Stati Uniti e in ogni parte del mondo, gli stupefacenti sono, gi oggi, di fatto liberi. Chiunque, persino un bambino in grado di >>

attualit

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.10

procurarseli con poco sforzo e a prezzi irrisori. Il fatto che spacciarli sia reato non influisce minimamente sulla loro diffusione, ma acuisce semmai le problematiche legate alla loro pericolosit: sostanze tagliate male, prodotti chimicamente pericolosi, creati per abbassare i costi o incrementarne gli effetti, problematiche sanitarie, ricorso ad ogni tipo di espediente per procurarsi il denaro per le dosi, finanziamento massiccio della piccola criminalit che gestisce lo spaccio e delle mafie che controllano il mercato. A chi giova tutto questo? Sono solo considerazioni di carattere etico, morale o religioso che inducono, in tutto il mondo, la strategia proibizionista, tanto onerosa in termini di costo quanto drammaticamente inefficace? Essa ovviamente non giova ai cittadini, che subiscono tutte le conseguenze negative di cui sopra, e non un deterrente per i consumatori che usano gli stupefacenti come e quando vogliono. Proviamo quindi a dare una spiegazione: in questi anni assistiamo, in tutte le Istituzioni dove si forma il pensiero politico che porta poi alle leggi, promulgate poi dai Parlamenti Nazionali e Sovranazionali, Comunit Europea o Parlamento Federale Americano, a una costante, attenta, capillare, azione di Lobby che, in maniera sempre pi scoperta e in certi casi addirittura riconosciuta legalmente, condiziona ogni scelta politica in tutti i settori. Questa azione, nel caso degli stupefacenti, assomma a considerazioni di tipo economico o corporativo quelle di carattere etico, morale e finanche religiose, risultando notevolmente pi efficace. Il risultato sono decenni di politiche proibizioniste inefficaci, dispendiose, socialmente onerose per le conseguenze sul sovraffollamento delle carceri e sullassistenza dei tossicodipendenti, sbagliate dal punto di vista sanitario perch impediscono il controllo sulle sostanze e lassistenza ai pazienti. Chi ci guadagna in tutto questo? Cosa accadrebbe se alle Mafie venisse a mancare lenorme finanziamento legato al traffico degli stupefacenti, quali benefici invece ne deriverebbero per lo Stato e i cittadini? La domanda a cui dobbiamo rispondere la seguente: quale deve essere la funzione dello Stato? Una volta chiarito questo concetto tutto il resto conseguente e facilmente discriminabile. La funzione dello Stato, a mio parere, quella di gestire la realt esistente, in modo da favorire il benessere di tutti i cittadini, garantendo che tutti possano esercitare la loro libert purch questo non violi il diritto di altri cittadini. Considerazioni morali, religiose o di altro genere non devono influenzare la gestione della cosa pubblica per evitare di creare alibi per la difesa di interessi indicibili in mano a coloro i quali, lo Stato, per il bene dei cittadini, dovrebbe invece combattere. La posizione dello Stato riguardo agli stupefacenti, in questottica, dovrebbe essere ovvia.
*Michele Signa, ha pubblicato di recente il libro "La Favola del Principe e della Moneta", una favola scritta per gli adulti che analizza, con toni allegorici e ironici, la crisi economica, le sue cause e i suoi fini. Cura un blog (http://michelesigna.blogspot.it)
IL POPOLO VENETO. Fondato nel 1921 Anno 93 n. 08 / 2014 www.ilpopoloveneto.blogspot.com www.ilpopoloveneto.it e-mail: ilpopoloveneto@gmail.com Direttore Responsabile: Emanuele Bellato . Vice-direttrice: Francesca Monti. Reg. Tribunale di Rovigo Numero 25/04 . Stampa in proprio (06/04/2014). Giornale gratuito. Non riceve finanziamenti pubblici e privati. Esce come e quando pu.

cultura

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.11

APPELLO AL MINISTRO FRANCESCHINI

di Antonio Sicilia Gentilissimo Ministro Dario Franceschini, le scrivo per metterla al corrente di uniniziativa promossa dai Circoli del Partito Democratico. Uniniziativa nata come risposta alla scandalosa condizione dellinsegnamento della Storia dellArte nelle nostre scuole, conseguente alla disastrosa e ahinoi sempreverde Riforma Gelmini. Come sapr, a seguito di tale Riforma, dal 2009, linsegnamento della storia dellarte non pi contemplato in nessun indirizzo dei nuovi istituti professionali; nei nuovi istituti tecnici presente solo al terzo, quarto e quinto anno per gli studenti del settore economico con indirizzo turistico, come parte dellinsegnamento Arte e territorio, che prevede 66 ore di lezione allanno. Sono state chiuse poi le sperimentazioni con un aumento delle ore di storia dellarte nei licei classici. Sintesi maggiormente dettagliata fruibile sul sito dellassociazione degli insegnanti di disegno e storia dellarte. In Italia quindi non riteniamo necessaria per un aspirante tecnico grafico la conoscenza di un minimo di storia dellarte; n tantomeno la mettiamo nel curriculum dei ragazzi e delle ragazze degli istituti professionali alberghieri, quelli che dovrebbero >>

cultura

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.12

accogliere i turisti in visita nel nostro Paese. Non richiesto di studiare labc dellarte neanche nellindirizzo Moda dei professionali. Prima della Riforma cerano dalle 2 alle 4 ore a settimana per tutti e cinque gli anni nei corsi di grafica, in quelli di moda e di turismo, e negli ultimi due anni dellindirizzo alberghiero/turistico. Adesso, zero. Il ministro Gelmini non ha considerato necessario per chi si appresta ad imparare un mestiere la conoscenza di un minimo di storia dellarte. Anche per quanto riguarda i Licei lArte continua a perdere pezzi e colpi. Ovviamente, gli studenti dellartistico continuano ad avere le loro tre ore a settimana di storia dellarte, per tutto il quinquennio; non c pi per a loro disposizione lindirizzo di studio sui beni culturali, con le relative ore di catalogazione e restauro. Solo altri due licei hanno adesso storia dellarte per tutto il corso di studi, e sono il nuovo liceo musicale (0,4 per cento di studenti), e lo scientifico, che ha invece tantissimi studenti (il 22,8 degli scritti nel 2013), ma dove linsegnamento della storia dellarte legato a quello del disegno tecnico ed infatti affidato agli architetti e non ai laureati in lettere. Gli studenti del linguistico e del liceo delle scienze umane hanno invece storia dellarte solo dal terzo al quinto anno; e lo stesso succede al Classico: la riduzione stata sensibile, poich sono state abolite tutte le sperimentazioni che, soprattutto in molti licei classici, avevano potenziato la formazione artistica gi nel ginnasio. La situazione paradossale in un Paese come il nostro, il Paese dei 3.400 musei, delle circa 2.100 aree e parchi >>

cultura

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.13

archeologici, dei 43 siti Unesco. Nonostante levidente impegno, neanche il Ministro Carrozza riuscita a far nulla per invertire la rotta. Al netto di questo disastroso scenario ho pensato di sfruttare la splendida base organizzativa del nostro Partito per creare uniniziativa pronta a riportare al centro temi come arte e cultura. Lidea ha preso il nome di Metti in Circolo il Pittore. I circoli del PD dal 2 marzo in avanti hanno ospitato nei propri circoli lezioni gratuite e/o autofinanziate di Storia dellArte, da parte di Insegnanti precari, insegnanti in pensione, artisti e ogni figura professionale in grado di divulgare larte latu sensu intesa. Infatti il termine Pittore pi che un limite al tema delliniziativa una sineddoche tesa a rendere pi orecchiabile il nostro slogan. Liniziativa immediatamente stata accolta da oltre 200 circoli in tutta Italia, dalla Sicilia a Trentino, fino ad arrivare nei Circoli di Londra, Monaco di Baviera e Berlino. E stata unoccasione per riportare al centro valori e principi nativi del nostro Partito, stato un modo per rendere popolari battaglie che spesso in un periodo di crisi economica vengono considerate impopolari. Niente di pi sbagliato, basta pensare al fatto che al netto del nostro immenso patrimonio artistico lItalia ha un ritorno economico 16 volte inferiore a quello degli Stati Uniti, 4 a quello francese, 7 volte sotto quello inglese. Quindi la lotta per linsegnamento della storia dellArte non solo una battaglia di principio ma anche una forma dinvestimento per il futuro, per creare nuovi spazi e forme doccupazione. Liniziativa stata sposata anche da ANISA, >>

cultura

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.14

Associazione Nazionale Insegnanti Storia dellArte, da sempre attenta alla situazione artistica, culturale e scolastica del nostro Paese. Come diceva Nitti, Quando le idee diventano emozioni gli individui si spostano . Ecco, noi ci siamo riusciti. Adesso manca solo lultimo tassello. Far diventare quelle emozioni realt e proposta concreta. Forse penser che ho sbagliato destinatario, sicuramente la questione del monte orario riguarda pi da vicino il Ministro Giannini. E verissimo. Ma liniziativa in questione uniniziativa del nostro Partito e il suo Ministero tutela quella che pu essere davvero il trampolino di rilancio del nostro Paese, la cultura. Proprio per questo mi rivolgo a lei. Mi rivolgo a lei per portare questa splendida spinta che viene dalla base allinterno del Consiglio dei Ministri e del Parlamento. Una spinta che riuscita dopo tanto tempo a creare ponti tra scuola, famiglie, artisti e politica in tantissime citt italiane. I circoli sono un nostro grandissimo patrimonio e vederli ricolmi di gente nuova, di artisti, di opere darte ha risvegliato in tanti di noi la possibilit di una politica e di un futuro migliore. Da quando ho fatto la prima tessera per questo Partito ho cambiato la mia visione da Cittadino. Prima mi limitavo ad individuare e commentare problemi, ora provo con i circoli e con gli amministratori locali a trovare soluzioni condivise. Per questo ancora una volta mi rivolgo a lei, per non far rimanere questo splendido impeto un arcobaleno temporaneo. La ringrazio anticipatamente per la cortese attenzione, Buon lavoro.

universit

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.15

STUDENTI SENZA CITTADINANZA

Riceviamo da Il Sindacato degli Studenti e pubblichiamo: Padova - Il 13 e 14 maggio gli studenti e le studentesse dellUniversit di Padova si recheranno ai seggi elettorali per votare i propri rappresentanti nei singoli corsi di studio e negli organi maggiori dAteneo. Noi de Il Sindacato degli Studenti, insieme ad altri gruppi studenteschi, abbiamo partecipato attivamente alla fase delle candidature in vista delle prossime elezioni. Ci riteniamo molto soddisfatti per i risultati conseguiti in questa prima fase: moltissimi gli studenti che hanno deciso di cogliere questa opportunit per dare un reale contributo al miglioramento del proprio corso di studio, candidandosi con la nostra lista. E un dato incoraggiante ed soprattutto una risposta a chi, ancora oggi, sostiene che le decisioni riguardanti la politica universitaria non debbano tener conto del parere di coloro che lUniversit la vivono quotidianamente. Ricordiamo sempre, infatti, che senza studenti lUniversit muore. Dobbiamo per denunciare alcune problematiche: prima di tutto, gli studenti che non hanno la cittadinanza italiana non possono candidarsi alla rappresentanza in qualsiasi organo di Ateneo. Il Consiglio degli Studenti ha richiesto varie volte che fosse data loro questa possibilit, ma stato sempre risposto negativamente. E

universit

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.16

una scelta che riteniamo inaccettabile e soprattutto priva di qualsiasi fondamento logico: perch chi paga regolarmente le tasse ed a tutti gli effetti un soggetto che vive lUniversit non pu diventarne parte attiva? Sono stati davvero tanti gli studenti che, in questi giorni, ci hanno contattato perch interessati alla rappresentanza; ma siamo stati costretti a spiegare loro che lUniversit di Padova non li considera meritevoli di diventare rappresentanti! Unaltra problematicit data da chi studia nelle sedi distaccate e non ha la possibilit di presentare la propria candidatura direttamente presso gli uffici della propria sede, trovandosi cos costretto a recarsi a Padova per esercitare quello che sempre un diritto, ma che, in tal modo, diventa un privilegio per pochi. Pi volte abbiamo portato allattenzione dellUniversit queste problematiche senza che, nostro malgrado, venisse data loro la giusta importanza. Riteniamo inaccettabile una tale superficialit da parte dellUniversit, la quale non sta rimediando a questa situazione di limitazione della democrazia che, coinvolge moltissimi studenti Per questo motivo, continueremo a lottare affinch tutti gli studenti abbiano pari diritti e affinch nessuna voce resti inascoltata.

trasporti

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.17

E ARRIVATO IL QUESTIOBINARIO

Riceviamo dagli amici del Team Trenitardo e pubblichiamo: Sono passati pi di tre mesi dallavvio dellorario cadenzato veneto e molti disagi vengono tuttora segnalati sulla rete ferroviaria regionale. Se da un lato si riscontrato un miglioramento in termini di puntualit generale, dallaltro invece continuano ad emergere problemi quali ritardi critici e sistematici, sovraffollamento causato dal ridimensionamento di alcuni treni, diminuzione di corse in fasce orarie ad alta frequentazione e durante i festivi o in occasione di eventi particolari (es. carnevale di Venezia), sostituzione di treni con autobus, difficolt di coincidenze nelle stazioni di scambio e malfunzionamenti sul materiale rotabile, specie quello pi datato. Come Trenitardo, progetto nato dalla collaborazione di vari soggetti studenteschi (Asu, Il Sindacato degli Studenti, Zoe Lab, NeoAteneo, Link, Rete della Conoscenza), riceviamo costantemente segnalazioni, anche fotografiche e video, relative ai disservizi in stazione o a bordo treno, soprattutto legati a

trasporti

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.18

casi di sovraffollamento, ritardi e soppressioni di corse. Ogni giorno, dialoghiamo quotidianamente con gli utenti che tramite la pagina facebook, twitter e le mail ci descrivono i loro disagi. La creazione di questa piattaforma, la maggior interazione fra noi utenti del servizio e i rapporti di collaborazione con i comitati pendolari, le associazioni e i sindacati, non ci ha tenuti semplici osservatori. Forti anche della maggiore attenzione che il problema del TPL aveva raggiunto nellopinione pubblica, sono stati cercati diversi momenti di confronto sia con le amministrazioni locali, sia attraverso gli Stati Generali dei Pendolari Veneti, iniziativa promossa da Legambiente, che ha visto coinvolto un centinaio di persone il 14 febbraio scorso a Venezia. Lobiettivo principale sempre stato quello di chiedere alla Regione Veneto un impegno serio, sia in termini programmatici che economici, per il miglioramento dellattuale sistema ferroviario, che non solo un servizio, ma un elemento di connessione sociale e culturale del nostro territorio. Grazie al lavoro portato avanti in questi mesi, siamo entrati in contatto con Sistemi Territoriali S.p.A., societ partecipata dalla Regione Veneto, con la quale nata una collaborazione volta a rendere ancora pi efficace il monitoraggio previsto dalla Delibera della Giunta Regionale n 2629 del 30 dicembre 2013. Lobiettivo del monitoraggio quello di mettere in risalto gli effetti dellorario cadenzato, e pi in generale le considerazioni sul servizio ferroviario regionale veneto, evidenziandone le criticit lungo tutte le tratte, a bordo treno e nelle stazioni. Il progetto inizia oggi con il lancio del QuestioBInario, un questionario sviluppato dal Trenitardo sul grado di soddisfazione del servizio ferroviario regionale veneto, compilabile sia online tramite il sito www.trenitardo.org, sia in versione cartacea con raccolte dati in stazione e a bordo treno. I risultati verranno elaborati mensilmente da Sistemi Territoriali S.p.A. e trasmessi alla Regione Veneto. In pieno stile Trenitardo, per la realizzazione del questionario sono state coinvolte le associazioni e i comitati pendolari che hanno potuto esprimere le loro valutazioni, opinioni e pareri, per cercare di creare uno strumento utile e condiviso e non qualcosa di calato dallalto. Lanalisi mese per mese dei dati permetter di comprendere dove focalizzare i controlli, per verificare e far emergere le situazioni pi critiche, nella speranza che queste vengano portate allordine del giorno nelle sedi di competenza. Abbiamo spinto per avere un questionario diverso da quelli classici, che fosse pi versatile ed efficace. Ora si tratter di dargli una larga diffusione in modo che i dati che verranno presentati alla Regione Veneto rispecchino interamente e fedelmente la situazione attuale del trasporto ferroviario veneto. Siamo consapevoli che non saranno certo questo questionario e questo monitoraggio da soli a risolvere la drammatica situazione in cui verte il sistema ferroviario veneto, poich senza un investimento maggiore dalla Regione Veneto difficilmente pu essere cambiato lo stato delle cose. Siamo per convinti che il nostro coinvolgimento, e quello degli altri comitati e associazioni, possa dare a tutti gli utenti del servizio una garanzia in pi e la possibilit concreta di poter incidere sulle scelte che dovr prendere la Regione in materia, visto che stiamo trattando con i diretti interlocutori. E non faremo sconti!
Trenitardo - la banca del tempo perduto [VENETO] Asu - Associazione Studenti Universitari, Il Sindacato degli Studenti, Zoe Lab. Il QuestioBInario www.trenitardo.org/questiobinario

sicurezza lavoro

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.19

SICUREZZA E SALUTE IN UFFICIO

Cadute dalle scale, inciampi sui cavi elettrici, errato uso dei videoterminali, incendi e movimentazioni errate di pesi. Sono solo alcuni dei rischi in cui possono incorrere quotidianamente i 13 milioni di lavoratori dufficio del nostro Paese. Per questo lOsservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering, invita ad una maggiore diffusione della disciplina della sicurezza per le attivit dufficio Mestre - Sono lesercito pi numeroso di lavoratori nel nostro Paese, eppure la questione sicurezza nella loro attivit viene spesso sottovalutata. Intanto, per, quotidianamente salute ed incolumit dei 13 milioni lavoratori dufficio italiani sono a rischio: dalle cadute sulle scale, alle movimentazioni errate di pesi, dal non corretto uso dei videoterminali agli incendi che possono anche sprigionarsi a causa di un impianto elettrico non a norma. Sono questi alcuni dei problemi che si presentano quotidianamente nelle tranquille operazioni da scrivania. Secondo lInail, nella categoria professioni esecutive del lavoro dufficio, nel 2012 gli infortuni sono stati 57.670, dei quali circa 20.000 in itinere. Ci significa che quasi 40 mila hanno subito un infortunio in ufficio. E lOsservatorio Sicurezza sul lavoro Vega Engineering, lancia lappello affinch la sicurezza sul lavoro non sia solo un tema da affrontare nelle piccole, medie o grandi imprese, ma anche nelle microattivit

sicurezza lavoro

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.20

produttive, quelle degli studi professionali associati, delle societ di servizi o di ingegneria e degli studi medici. Unoperazione di sensibilizzazione che Vega Formazione sta portando avanti da alcuni mesi attraverso un ciclo di seminari gratuiti che ha gi coinvolto circa 400 tra imprenditori e professionisti e che proseguir fino allestate (per iscriversi ai seminari gratuiti basta entrare nel sito www.vegaformazione.it ). Si tratta di un appuntamento importante da non perdere per tutte le attivit dufficio - spiega lingegnere Pierluigi Dalla Pozza Direttore di Vega Formazione - e lessere giunti al sesto seminario gratuito sul tema, per noi significa aver raggiunto un prezioso traguardo in termini di sensibilizzazione e divulgazione di una cultura della sicurezza che non conosce dimensioni aziendali. L'obiettivo di Vega Formazione quello di fornire precise indicazioni su quali siano i reali obblighi di sicurezza nei luoghi di lavoro, su come adempiervi e quali siano le agevolazioni e le opportunit di finanziamento che il mercato offre. Facendo chiarezza sugli obblighi introdotti dal D.Lgs. 81/08, modificati ed integrati dal D.Lgs. 106/09 e dal recente decreto legge n. 69/13 (conosciuto anche come "Decreto Fare"). Si tratta di norme che sono spesso di difficile applicazione pratica nelle realt di piccole dimensioni caratterizzate prevalentemente da attivit d'ufficio - prosegue Dalla Pozza - Il tutto , poi, complicato dal fatto che molte volte si incontrano opinioni diverse sulle modalit applicative di queste norme. Temi del ciclo di seminari gratuiti sono: gli obblighi del Testo Unico sulla Sicurezza sulle attivit d'ufficio; le novit previste nel decreto legge n. 69/13; le figure attive nella sicurezza delle attivit d'ufficio; la formazione nelle attivit d'ufficio; la responsabilit e le sanzioni.

premio carlo scarpa

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.21

XXV EDIZIONE DEL PREMIO CARLO SCARPA

A Osmae e Breani, due villaggi del Podrinje, regione della Bosnia orientale, ai confini con la Serbia, la giuria del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino ha deciso allunanimit di dedicare la XXV edizione, 2014, della campagna di studio e di cura rivolta a un luogo particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione, promossa e organizzata ogni anno, dal 1990, dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche. Osmae e Breani sono due villaggi sullaltopiano sopra Srebrenica, territorio scavato dalle acque, ondulato come un gheriglio di noce, stretto dentro i profondi canaloni di una grande ansa della Drina, fiume cruciale della storia europea, confine e insieme legame di civilizzazioni che si sono confrontate nella geografia balcanica. un luogo di fronte al quale inevitabile interrogarsi sulla contraddizione tra la bellezza della natura e i segni onnipresenti di una guerra ancora leggibile, uno dei tanti luoghi della Bosnia dai quali due decenni or sono stata strappata la vita di una comunit, devastata la sua convivenza multiculturale di lunga durata, dispersi i sopravvissuti. Tra questi ultimi, e ci ne fa un caso di testimonianza e di esperienza altamente significative, un piccolo nucleo di famiglie cerca da qualche anno di trovare la strada del ritorno, la trama della memoria, nuove relazioni tra persone, spazi da abitare, terre da curare, case da ricostruire, condizione umana da conquistare.

premio carlo scarpa

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.22

Prima dello strappo, nel 1991, Osmae aveva 942 abitanti e Breani 273. Nessuno vi ha abitato dal 1993 al 2002. Oggi un centinaio di persone vive nei borghi di Osmae e solo alcune famiglie vivono nei borghi del contiguo villaggio di Breani. I borghi sono costituiti da un numero variabile di case unifamiliari, separate luna dallaltra, in una condizione senza centro che ci sorprende. Ma in realt il microcosmo multiculturale si costituisce dentro misure e presenze comuni sebbene diverse: edifici religiosi, piccoli cimiteri, tempietti con la lista dei caduti, il crocevia con la fontana, punto di incontro per le persone che passano e per gli animali che pascolano. E soprattutto, con il suo valore simbolico, la scuola che prima accoglieva pi di 500 alunni provenienti da vari villaggi circostanti e che oggi in rovina. La strada del ritorno stata presa allinizio degli anni Duemila e si svolge mentre ancora tutto, persone, case, felci che invadono i prati, mostra il peso del trauma vissuto nel quadriennio 1992-1995 e della lunga assenza che ne seguita. Un settennio di profugato, di diaspora, di esilio, fino al 2002, lanno dei primi rientri. I piccoli passi del ritorno hanno trovato nel loro itinerario solidariet nate negli anni e nei fatti indicibili, e mai spente. Irfanka Paagi, psichiatra, Premio Alexander Langer 2005, promotrice e direttrice a Tuzla dellassociazione Tuzlanska Amica, attiva fin dal 1992 nella cura di donne e bambini dei territori sottoposti a pulizia etnica. Alexander Langer, una figura che ha attraversato gli anni della guerra lasciando un sedimento maieutico imprescindibile con il suo Tentativo di decalogo per la convivenza inter-etnica dove definisce i gruppi misti inter-etnici, per piccoli che possano essere, le piante pioniere della cultura della convivenza.

premio carlo scarpa

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.23

Nel 2005, anche grazie a queste vicinanze fattive, alcuni giovani di diversa etnia-nazionalit e di diverse tradizioni religiose, bambini nel 1995, costruiscono insieme il gruppo Adopt Srebrenica, per fare memoria e ragionare sul futuro. Negli anni successivi una decina di famiglie, vere e proprie specie pioniere, compie il passo decisivo, il ritorno nei villaggi dellaltopiano, per rimettere mano e curare la terra dei padri e delle madri. Nel 2010 si avvia a Osmae lesperimento del grano saraceno, nato dallo scambio di conoscenze e di pratiche con tecnici di vari paesi, in primis lItalia. Le collaborazioni si allargano, dalla Fondazione Alexander Langer al Centro Pace del Comune di Venezia e allArchivio Storico di Bolzano, dagli Agronomi senza Frontiere di Padova alla Cooperativa agricola El Tamiso, dallAssociazione di Cooperazione e Solidariet Italia alla Tavola Valdese. Il Premio Carlo Scarpa si inserisce in questo quadro di iniziative, con un tentativo di capire pi da vicino, e con limpegno di far conoscere un po meglio, le ragioni profonde che legano singoli individui o comunit al luogo abitato dalle loro memorie e dai loro propositi, ragioni e legami talmente forti da permettere di affrontare un abisso che appare invalicabile. Il dialogo con i protagonisti ci aiuta a vedere i modi pi adatti e gli attrezzi pi utili per affrontare la cura degli ambienti fisici e dei quadri di vita in unarea segnata da un trauma recente, lultimo e il pi pesante degli strati accumulati nella lunga durata della storia e nella larga geografia euro-mediterranea. Osmae e Breani ci pongono, insomma, il tema della costruzione dello spazio multiculturale non come attitudine distributiva di posti ai diversi ma come compresenza unitaria di diversi. A due dei protagonisti, Muhamed Avdi e Velibor Ranki, la giuria affida il sigillo di Carlo Scarpa, per esprimere un sentimento di affettuosa vicinanza e di >>

premio carlo scarpa

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.24

incoraggiamento, di fronte alle difficolt e alle speranze delle loro fatiche, e per ringraziarli della lezione di vita, attualissima e universale, che viene dalla loro meravigliosa resistenza sullaltopiano. La campagna 2014 ha inizio pubblico a Milano con la conferenza stampa del 25 marzo e prosegue a Treviso nelle giornate di venerd 9 e sabato 10 maggio, con linaugurazione di unesposizione, un seminario pubblico di riflessioni, la pubblicazione di un dossier dedicato a Osmae e Breani e la cerimonia di consegna ai responsabili del luogo del sigillo disegnato da Carlo Scarpa (1906-1978), linventore di giardini che d il nome al Premio. Questanno in programma anche una conferenza pubblica, venerd 9 maggio, dedicata ai primi venticinque anni del Premio. La campagna di attenzioni proseguir con altre iniziative nel corso dellanno, oltre che a Treviso, in Bosnia Erzegovina, a Bolzano, Trieste, Venezia.
Appuntamenti: conferenza pubblica dedicata ai primi venticinque anni del Premio Carlo Scarpa e inaugurazione della mostra della XXV edizione venerd 9 maggio 2014, alle ore 18 la mostra rester aperta fino a domenica 29 giugno 2014

premio carlo scarpa

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.25

da marted a venerd ore 15-20, sabato e domenica ore 10-20 Treviso, Fondazione Benetton Studi Ricerche, spazi Bomben seminario sul luogo designato dal Premio 2014 sabato 10 maggio 2014, dalle ore 9.30 alle ore 13.30 Treviso, Fondazione Benetton Studi Ricerche, auditorium spazi Bomben cerimonia pubblica di consegna del Premio 2014 sabato 10 maggio 2014, dalle ore 17 alle ore 19 Treviso, Teatro Comunale, corso del Popolo 31
Didascalia foto: Foto 1 Osmace nel Podrinje: Laltopiano sopra Srebrenica. Parte del villaggio di Osmae, con i gruppi di case, la moschea, il memoriale, uno dei piccoli cimiteri, pascoli e campi coltivati. 12 marzo 2014. Fotografia di Zijah Gafi per Fondazione Benetton Studi Ricerche. Foto 2 Campi grano saraceno: Campi dove si coltiva il grano saraceno, nel villaggio di Osmae. 1 marzo 2014. Fotografia di Luigi Latini-Fondazione Benetton Studi Ricerche. Foto 3 Ovini al pascolo Osmace: Pecore al pascolo nei pressi di Osmae. Il pastore anche parte del gruppo di famiglie che sono tornate a vivere nel villaggio e coltivano il grano saraceno. 1 marzo 2014. Fotografia di Luigi Latini-Fondazione Benetton Studi Ricerche. Foto 4 Campi di grano saraceno: Inizio della fioritura del grano saraceno a Osmae. Agosto 2013. Fotografia di Filippo Giannone-Agronomi e Forestali Senza Frontiere. Foto 5 Casa insegnanti Brezani e Osmace: La casa accanto alla scuola. Vivevano qui, fino al 1992, gli insegnanti di Breani e Osmae con le loro famiglie. 28 febbraio 2014. Fotografia di Patrizia Boschiero-Fondazione Benetton Studi Ricerche.

storia della moda

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.26

A GORIZIA APRE IL MUSEO DELLA MODA

A Gorizia, il Museo della Moda e delle Arti Applicate, tra i pi importanti del settore in Europa, grazie ai fondi del progetto europeo Open Museums, riapre i battenti ad aprile con un allestimento ampliato, completamente rinnovato ed innovativo. La cifra che i curatori hanno scelto per questo nuovo allestimento precisa: dare al visitatore la sensazione di immergersi nella vita e nellatmosfera degli anni, meglio dei secoli, di cui gli abiti qui esposti sono elegante testimonianza. Il progetto scientifico del rinnovato Museo della Moda e delle Arti Applicate curato da Raffaella Sgubin, storica del costume e Sovrintendente ai Musei Provinciali di Gorizia, e vede la collaborazione scientifica di Roberta Orsi Landini e Thessy Schoenholzer Nichols, eminenti studiose internazionalmente note nel campo della storia del tessile e del costume. Il progetto di allestimento opera dellarch. Lorenzo Greppi, autore di numerosi allestimenti museali, mentre la realizzazione si deve alle ditte DOC di Potenza e HGV di San Severo per la parte multimediale. Le nuove grandi sale sono concepite come vere e proprie scenografie teatrali, cui il visitatore confluisce dopo aver ammirato, come su vetrine di negozi posti lungo le strade di una qualsiasi, bella citt mitteleuropea dun tempo, i complementi di quegli abiti, lintimo, le calzature, gli accessori, i cappellini e cos via. Nelle nuove sale si entra idealmente in un teatro, con tanto di palcoscenici e palchi. La suggestione

storia della moda

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.27

amplificata dalla presenza, in una saletta attigua, di un autentico palco teatrale, cimelio dellantico Teatro di Societ di Gorizia, e di diverse memorabilia, quali strumenti musicali, cartelloni, fotografie e varie curiosit. Data lambientazione teatrale, i pezzi esposti sono tutti abiti da sera, appartenenti ad un arco cronologico che va dalla fine del Settecento agli anni Venti del Novecento: quale filo conduttore stato infatti scelto il tema dellornamento scintillante. Filati metallici, paillettes, perline di vetro, canutiglie e strass fanno rilucere le toilettes da sera di bagliori preziosi. Tra i pezzi esposti si segnalano alcune eccellenze, tra cui lo spettacolare abito Neoclassico realizzato in un raro tipo di tulle di seta ricamato in ciniglia e paillettes dargento, con applicazioni di crespo di seta lilla, e due abiti degli anni Venti del Novecento provenienti da Vienna e appartenuti a Margaret Stonborough Wittgenstein (1882-1958). Sorella del filosofo Ludwig Wittgenstein, Margaret era stata ritratta da Gustav Klimt in uno dei suoi pi celebri ritratti: correva lanno 1905 e la veste bianca e vaporosa che indossava era il suo abito da sposa. Databili a due decenni pi tardi, gli abiti di Margaret entrati nelle collezioni del Museo della Moda e delle Arti Applicate di Gorizia si caratterizzano per luso di colori molto decisi. Luno in crespo di seta verde smeraldo ricamato con canutiglie dorate a formare vistose infiorescenze astratte simili a girasoli, laltro, confezionato dalla celebre maison parigina Callot Soeurs, in raso di seta nero ricamato con motivi di rosoni in perline di vetro turchese e filati metallici ramati. Altre novit dellallestimento consistono nellintroduzione nel percorso espositivo di uno spazio dedicato ai cappellini da donna tra Otto e Novecento e di uno dedicato alla moda infantile. Nella ricostruzione di una merceria sono stati introdotti dei rotoli di tessuti, naturalmente contemporanei, ma di tipologie in uso anche nei secoli precedenti, per consentire ai visitatori di compiere delle esperienze tattili. Una sala multimediale consentir di avere accesso ad un ricco repertorio di schede di capi, ornamenti ed accessori presenti nelle collezioni del Museo della Moda, insieme a documentazione fotografica e video. La sala sar dedicata allattrice Nora Gregor (1901-

storia della moda

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.28

1949) che, nata a Gorizia, divenne una stella del prestigioso Burgtheater di Vienna. Altern il teatro al cinema, prima a Hollywood e poi a Parigi dove gir con Jean Renoir il film La rgle du jeu (La regola del gioco), pietra miliare della storia del cinema. Lintroduzione della multimedialit costituisce un fil rouge di questo allestimento museale. Particolare suggestione riveste la sala con la ricostruzione di un Corso cittadino, animata dalla proiezione di immagini Belle Epoque relative a Gorizia, Trieste, Vienna e Parigi. Anche nella sezione dedicata al teatro e allabbigliamento da sera, la scenografia si avvale di proiezioni di scene tratte da film. A questo grande focus scenografico del nuovo museo, si arriva dopo aver ammirato una serie di vetrine tematiche, disposte lungo un percorso che si snoda a partire da una sezione tessile dedicata alla tradizione della seta nel Goriziano tra Sette e Ottocento per poi focalizzare via via lattenzione sui diversi modi di ornare il tessuto, labito e la persona: dai decori tessuti a quelli stampati o ricamati. Dalle applicazioni di cordoncini o nastri per arrivare ai merletti e ai gioielli. Come si detto, in questa parte del Museo lallestimento assume la forma di un ideale percorso nelle vie di una cittadina mitteleuropea ( Gorizia, ma potrebbe essere Trieste, Lubiana o Vienna) con le belle vetrine da negozio in legno intagliato da cui i pezzi esposti occhieggiano quasi fossero merci in vendita. Lepoca quella a cavallo tra fine Otto e inizi Novecento, ma si sconfina fino agli anni Venti. I pezzi esposti sono abiti Belle Epoque, calzature, cappelli e cappellini, intimo femminile e vari tipi di accessori. I luoghi di provenienza sono Gorizia e Trieste, ma spesso i capi sono stati confezionati altrove: Vienna, Parigi, Praga e Budapest, confermando la natura mitteleuropea delle collezioni del museo goriziano. Alcuni capi, comodati da un privato piemontese, provengono invece da Torino e Milano. E, ancora una volta, da Parigi.
Museo della Moda e delle Arti Applicate - Musei Provinciali di Gorizia, Borgo Castello 13, Gorizia h 9-19 dal marted alla domenica tel. 0481.533926 musei@provincia.gorizia.it www.gomuseums.net

cultura

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.29

BRACCIALETTI ROSSI, IL LIBRO

di Francesca Monti Sabato 22 marzo a Milano, presso la Libreria Mondadori di Piazza Duomo, si tenuta la presentazione del libro di Albert Espinosa, Braccialetti Rossi. Il mondo giallo. Se credi nei sogni, i sogni si creeranno (Salani Editore), da cui stata tratta la bellissima serie tv andata in onda su RaiUno. Allincontro era presente lautore, insieme al cantautore Niccol Agliardi che ha firmato la colonna sonora di Braccialetti Rossi. Albert Espinosa (autore anche di altri tre romanzi Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te; Se mi chiami mollo tuttoper chiamami; Bussole in cerca di sorrisi perduti) ha parlato del suo libro e della sua storia, e sentirlo raccontare la sua esperienza con grande ironia e positivit stata una lezione di vita per tutti i presenti, ha emozionato, con le sue parole arrivato dritto al cuore, infondendo coraggio e speranza a tutte le persone che si trovano a dover lottare contro la malattia. Nel suo libro, in ventitr capitoli, chiamati scoperte, Albert Espinosa mostra come unire la realt quotidiana ai sogni pi segreti, come trasformare ogni istante di vita, anche il pi cupo, in un momento di gioia. Braccialetti Rossi unautobiografia, parla del periodo della mia giovinezza. Sono stato malato di cancro dai 14 ai 24 anni, in questi dieci anni ho perso una gamba, un polmone e parte del fegato ma, nonostante tutto, quello stato un

cultura

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.30

periodo felice per me. In Braccialetti Rossi racconto quello che ho imparato dal cancro, quello che mi ha insegnato per la vita di tutti i giorni. Sono sempre stato convinto che se credi nei sogni, i sogni si creeranno. Sono stato fortunato, sono passato da una piccola camera dospedale al grande schermo... Braccialetti Rossi un libro ottimista. Molte volte quando cammino per la strada con i pantaloni corti noto che le persone fanno finta di non guardare la mia gamba artificiale, poi appena mi hanno superato si girano a fissarla, allora anchio mi fermo, mi giro, le guardo e chiedo loro perch non mi domandano la mia storia. Avevo tredici anni quando ho perso la mia gamba, sono stato abbastanza fortunato perch ho potuto darle una festa di addio. Seguendo il suggerimento di un medico, la sera prima che venisse amputata ho dato una festa, ho invitato le persone che in qualche modo erano legate alla mia gamba, la ragazza a cui ero solito fare il piedino sotto il tavolo e ho ballato con lei lultimo ballo a due gambe. Non avevo la musica, cos il mio compagno di stanza che era fan del cantante Machn, ha messo il cd con la canzone Esprame en el cielo. Fortunatamente non ho sofferto della sindrome dellarto mancante, forse perch ho dato alla mia gamba un addio cos bello che il suo fantasma scomparso. Volevo donare la mia gamba alla scienza, ma non so per quale motivo non lhanno voluta, cos ho preferito seppellirla, forse sono lunico che con certezza pu affermare di avere un piede nella fossa Quando ero in ospedale il giorno di Natale i giocatori del Barcellona venivano a trovare i bambini e regalavano un pallone firmato a quello che si trovava in condizioni pi gravi, quindi quel giorno restavamo tutti a letto sotto le coperte cercando di apparire pi deboli che mai. Penso che la mia conquista pi grande non sia stata >>

cultura

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.31

sconfiggere quattro tipi di cancro, ma fare la faccia pi malata del mondo per avere il pallone firmato. Penso che lumorismo serva a spianare tutto ed di aiuto in ogni situazione. Ad esempio io ho una gamba artificiale elettronica e quando sono in hotel e c una sola presa elettrica devo decidere se ricaricare lei o il cellularePer me questo un anno speciale, il mio libro in testa alla classifica in Spagna. Quando ero in ospedale ho fatto un patto con i miei amici, ci saremmo divisi la vita di quelli che non ce lavrebbero fatta, avremmo continuato a vivere attraverso gli altri, sostenendoli nella guerra alla malattia. Alcuni di loro sono morti di cancro a quattordici anni, quindi a scrivere questo libro siamo in 4,7, ossia le 3,7 persone di cui ho ereditato la vita ed io. Oggi noi portiamo avanti la speranza, i sogni che loro non sono riusciti a realizzare. Niccol Agliardi (v. foto) ha raccontato che quando Albert ha incontrato questa estate i Braccialetti Rossi italiani, ha detto Ecco, ancora una volta la storia si ripete, con gli occhi zeppi di commozione. Dopo la serie spagnola anche quella italiana ha scatenato in Albert questa esclamazione, come per dire ecco la felicit. E stata unesperienza meravigliosa incontrare questestate, in Puglia, i ragazzi protagonisti della serie italiana Ho mostrato loro il mio braccialetto rosso, quello originale dellospedale, e ho visto nei ragazzi tanta felicit, tanta energia, ha proseguito Albert. Poi Niccol Agliardi ha raccontato un altro episodio significativo: Quando eravamo a Roma per la presentazione del libro, Albert andato in piscina a fare i suoi esercizi e ha lasciato a bordo vasca la sua gamba elettronica e i bambini presenti per la prima volta non hanno fatto commenti ma hanno detto: come nei Braccialetti Rossi. Questa credo sia una cosa bellissima. S non stato difficile far credere ai ragazzi che io fossi un braccialetto rosso, perch avevo con me il mio braccialetto originale. Ma la cosa pi importante il cambiamento di atteggiamento che ha detto Niccol. Ho spiegato ai bambini come funziona la mia gamba, in questo modo loro perdono la paura, il rispetto per questo oggetto, ho detto che costa 70.000 euro. Cos loro sono stati intorno alla mia gamba come avvoltoi, a fare la guardia, e dicevano che stavano sorvegliando la mia Porsche, ha detto Albert. Il libro si divide in due parti: la prima di consigli che Albert si sente di dare, la seconda parla di un colore che transita dal bianco del candore fino al rosso della passione, tra questi colori c il giallo amarillo, il suo mondo che fatto di gialli. Litaliano, che una lingua ricchissima, non ha una parola che

cultura

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.32

significa pi di amicizia, meno di amore, un sentimento che si avvicini a tutto ci. Albert ha avuto unintuizione e leggendo il libro il lettore capir benissimo cosa sono questi gialli, ha spiegato Niccol. Tu per me sei un giallo, Niccol, ha affermato Albert, che poi ha proseguito dicendo: I Braccialetti Rossi sono stati dei gialli, i miei amici dellospedale sono stati i primi gialli. La cosa che pi mi fa piacere ricevere ogni giorno dallItalia migliaia di mail di persone che mi scrivono di essere riuscite a trovare i loro gialli. Lessenza del mondo giallo la fiducia verso le cose e le persone che non conosciamo. Ci sono state persone che mi hanno aiutato in ospedale e a cui sono riconoscente. Una delle mie mamme diceva: quando pensi di avere tutte le risposte arriva luniverso e cambia le domande. Ci consigliavano, quando eravamo in ospedale, di non chiederci perch eravamo malati di cancro, perch gli altri non ci capivano, ma di cercare di capire in primis noi stessi, altrimenti non potevamo comprendere gli altri. Tutti questi insegnamenti fanno parte del mondo giallo. C una cosa che non tutti sanno. Il mio film preferito Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti e nella versione catalana il bambino in coma si chiama Roc, in onore del personaggio. Mi sembrava troppo bello che nella versione italiana il bambino si chiamasse Rocco e come in Rocco e i suoi fratelli anche lui avesse i suoi fratelli, i Niccol ha poi parlato Braccialetti Rossi. della serie tv italiana, che ha riscosso un grandissimo successo: Tutti noi abbiamo lavorato con i braccialetti rossi. La grande sensazione era quella di una rivoluzione concettuale, parlare di morte, di malattia in un paese come il nostro abituato allintrattenimento leggero, portare in prima serata il dolore, senza pudore, senza paura di commuoversi, di piangere di fronte alla morte di un ragazzo, scoprire che per una volta non proprio pianto, ma la forza degli altri che commuove. I 'Braccialetti Rossi' italiani sono tutti ragazzi fantastici, Carmine (Leo) in particolare ha unenergia e una forza che si percepisce dallo sguardo, dai suoi occhi; per quanto riguarda Brando (Vale), il suo saper ascoltare gli altri rasenta la perfezione; Pio (Tony) simpaticissimo e quel verso particolare che fa il suo personaggio talmente divertente che si potrebbe trarne una sit com, con protagonista Pio ovviamente; Mirko (Davide) ha interpretato forse uno dei ruoli pi difficili, morire in una serie come questa richiede una capacit interpretativa grandissima; per quanto riguarda Aurora (Cris) lunica ragazza e quindi la difficolt stata quella di stare in un gruppo costituito da soli ragazzi, la sua storia damore non gira soltanto intorno alla scelta tra Leo e Vale ma ci sono anche i suoi problemi legati allanoressia; Lorenzo (Rocco) ha una voce narrante che accompagna la storia in modo magistrale, inoltre stare immobile nel letto per gran parte della storia non facile. Penso che sia un grande successo per Campiotti e per la Rai aver messo insieme

cultura

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.33

un cast cos straordinario, ha aggiunto Albert. La gente quando stavamo in ospedale veniva pochissimo a far visita ai bambini malati di cancro. Solitamente le serie che parlano di ragazzi malati, li rappresentano sempre come tristi, destinati alla morte, cos ho avuto lidea di scrivere una serie che raccontasse la verit, come stavano veramente le cose, perch in ospedale noi ragazzi eravamo felici. Non pretendo di dimostrare che questa mia condizione sia la realt, semplicemente racconto la mia esperienza, 93 serie di chemio e uninfinit di tac, 21 operazioniIl vero successo per quanto mi riguarda non che i miei libri siano stati venduti in altri paesi ma che in Spagna siano aumentate le visite negli ospedali del 40% e che i bambini abbiano imparato a recitare la frase I miei eroi non portano il mantello stellato ma i braccialetti rossi. Io credo sia questo il segreto della serie, che stata venduta in tantissimi paesi, Argentina, Israele, Germania, Cile, ed bello pensare che i bambini malati di cancro abbiano i loro eroi. Ogni settimana quando vado a trovare in ospedale i bambini, ce n qualcuno che mi dice Io sono Leo. Come dicevo prima dallItalia ho ricevuto circa 1000 mail di bambini malati che mi scrivono Io vincer il cancro come ha fatto Leo e per me questa la pi grande felicit in assoluto. Albert ha poi raccontato che apprezza molto Roberto Benigni, perch lo fa ridere tantissimo, che scrive dalle 4 alle 7 di mattina e che la Puglia potrebbe essere una location perfetta per una futura storia, in quanto ha avuto modo di conoscere i luoghi in cui stata girata la serie e gli sembrata una terra magnifica. La parola quindi passata al pubblico che ha posto varie domande allautore, che al termine della presentazione ha firmato le copie del suo libro.

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.34

I PERTURBAZIONE, LA RIVELAZIONE DI SANREMO

di Francesca Monti Sono stati la vera rivelazione dellultimo Festival di Sanremo, dove hanno portato due brani molto belli, LUnica, che ha riscosso un grandissimo apprezzamento da parte del pubblico e della stampa e si classificato al sesto posto, e LItalia vista dal bar. Hanno allattivo sei album, lultimo dei quali Musica X (Mescal) stato rieditato in versione ampliata in occasione della partecipazione al Festival (i precedenti cinque album sono: Waiting to Happen /36; In circolo, divenuto in breve tempo uno dei classici della musica nazionale tanto da essere inserito nella lista, redatta dal mensile Rolling Stone, dei 100 dischi italiani pi belli di sempre; Canzoni allo specchio; Pianissimo fortissimo; Del nostro tempo rubato). Sono un gruppo pop rock piemontese, di Rivoli, il loro punto di forza lattivit live, infatti ogni loro concerto unico e mai uguale ad un altro, le loro canzoni sono la sintesi perfetta di testi personali uniti a suoni orecchiabili. Loro sono i Perturbazione, cio Tommaso Cerasuolo (voce), Elena Diana (violoncello, pianoforte e cori), Gigi Giancursi (chitarre e voce), Cristiano Lo Mele (chitarre e tastiere), Rossano Lo Mele (batteria); Alex Baracco (basso e cori) e, in questa intervista che ci hanno gentilmente concesso, ci hanno parlato della loro prima esperienza sanremese, del nuovo album Musica X e del loro tour.

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.35

Siete stati la vera rivelazione del Festival di Sanremo 2014, siete soddisfatti del sesto posto ottenuto alla prima partecipazione? Assolutamente soddisfatti, a fare una breve ricerca nel passato solo i La Crus hanno ottenuto il nostro risultato al Festival, salvo il fatto che ancora non venisse dato il premio (quello della Sala Stampa Lucio Dalla, ndr) che stato poi assegnato a noi. Non nascondo che abbiamo sperato nel podio ma va benissimo cos. Vi aspettavate un cos grande apprezzamento da parte del pubblico, ma anche della stampa che vi ha assegnato il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla per la canzone LUnica? Io devo ammettere di esser rimasto sorpreso dal fatto che addirittura il pubblico ci abbia premiato pi della giuria di qualit (ecco perch speravo nel podio), in fin dei conti noi eravamo i pi sconosciuti e si sa che questa non una condizione favorevole da cui partire. Per quanto riguarda il Premio della Sala Stampa stato altrettanto sorprendente, noi siamo stati spesso molto cullati dalla stampa ma pi per il nostro mood alla L'Italia vista dal bar che non per le nostre cose pi pop e poi eravamo in mezzo a firme di una certa levatura. Quali sono state le vostre sensazioni salendo sul palco dellAriston? Per dirla con Tommaso, stare sul palco dell'Ariston, in quei giorni deliranti, era l'unico momento e modo per starcene tranquilli e fare quel che sappiamo fare. certamente un palco importantissimo che pu intimorire e sai che (soprattutto nella nostra posizione di esordienti) ti stai giocando la tua chance in 4 minuti scarsi, ma noi siamo fortunati e siamo in sei l sopra, il che aiuta moltissimo.

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.36

La seconda canzone presentata al Festival, LItalia vista dal bar, descrive un luogo in cui tutti possono essere registi, ma senza giudicare. A questo brano legato un significato politico, vista anche la situazione attuale italiana? No, pi che politico direi sociologico. Senz'altro uno specchio della situazione italiana ma non dal punto di vista politico. Spesso al punto di vista politico viene applicato uno sguardo distante, in questo caso vuole invece essere assolutamente empatico: noi siamo in quel bar e lottiamo insieme a tutti gli avventori. Nella serata Sanremo Club avete interpretato magnificamente con Viola La donna cannone di De Gregori. Come mai avete scelto proprio questo brano? Pi volte in passato avevamo toccato la discografia di De Gregori (da Pezzi di vetro a Viaggi e miraggi), cos ci stato facile pensare a lui quando abbiamo saputo della serata Sanremo Club. La donna cannone una canzone immensa, una delle canzoni d'amore pi belle del nostro canzoniere. Ci sembrava un bell'accoppiamento, una delle canzoni pi conosciute del Festival con il gruppo meno conosciuto. Parliamo di Musica X, il vostro sesto album. Da dove avete tratto ispirazione per scrivere i brani contenuti nel disco? Quando ci siamo approcciati a Musica X arrivavamo dal nostro precedente disco: Del nostro tempo rubato, disco di 24 tracce, caleidoscopico. Volevamo lavorare nella >>

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.37


direzione di un disco pi pop, conciso e con un suono pi uniforme. I testi, a cui lavorano di solito Tommaso, Rossano e Gigi, nascono dallo spunto di uno e vengono sviluppati per lo pi in gruppo. Musicalmente invece, su questo disco, abbiamo dato pi importanza all'elettronica, quindi stato abbastanza naturale pensare a Max Casacci come produttore, chitarrista dei Subsonica. Lui ha contribuito molto ad umanizzare il suono, lavorando tanto con campionamenti. Nellalbum Musica X sono presenti dei duetti con Erica Mou, Luca Carboni e I Cani. Come sono nate queste collaborazioni? C un cantante con cui vi piacerebbe cantare?

Le collaborazioni con Erica Mou e Luca Carboni sono venute dalle canzoni stesse, entrambi per diverse ragioni erano le voci perfette per cantare i due brani: Erica Mou nei panni di Cappuccetto Rosso e Luca Carboni in quello di padre. Con I Cani, invece, ci conoscevamo: Gigi aveva organizzato un loro concerto e noi avevamo questo elenco da cantare, da cosa nasce cosa...e speriamo che nascano ancora molte collaborazioni in futuro, la nostra lista dei desideri lunghissima e va da Tiziano Ferro a Samuele Bersani. Da cosa deriva il nome della vostra band Perturbazione? I Perturbazione nascono sui banchi del Liceo. Ai tempi Rossano e Tommaso fecero una foto in gita sotto la pioggia. Il fratello di Tommaso disse potreste fare un gruppo e chiamarvi Perturbazione, era il tempo dei Negazione, Contrazione ed un sacco di altri gruppi punk col suffisso -zione.

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.38


Siete stati ideatori e protagonisti di due grandi spettacoli teatrali: Concerto per disegnatore e orchestra e Le citt viste dal basso. E unesperienza che pensate di ripetere? Per noi questi progetti sono vitali, amiamo fare dischi e portarli in tour ma riuscire a realizzare spettacoli particolari e ad hoc sempre una boccata d'aria fresca. Abbiamo anche risuonato interamente La buona novella di Fabrizio De Andr per il quarantennale dalla sua uscita, abbiamo sonorizzato il primo film su Maciste in occasione

del suo restauro.

Il 14 marzo partito il vostro tour, che si aperto con la data di Verona, al Winter Garden presso il Crowne Plaza. Potete anticiparci qualcosa a riguardo? Continueremo a portare noi stessi, pare sia una delle cose che sappiamo fare meglio. Un saluto ai nostri lettori de Il Popolo Veneto Grazie per averci letto e speriamo di vedervi il 18 aprile a Treviso allHome Rock Bar. Sapremo ripagare la vostra attenzione.

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.39

UN AMORE COSI GRANDE, INNO AZZURRO

Un amore cos grande un amore cos tanto caldo dentro e fuori intorno a noi un silenzio breve e poi la bocca tua si accende, si accende unaltra volta. La nuova versione dei Negramaro di Un amore cos grande, uno dei classici della canzone melodica italiana, scritta nel 1976 da Guido Maria Ferilli, diventata cavallo di battaglia del Reuccio Claudio Villa, sar la colonna sonora della Nazionale di calcio italiana ai Mondiali di Brasile 2014, in calendario dal 12 giugno al 13 luglio. Liniziativa coinvolge anche la Federazione Italiana Giuoco Calcio e Radio Italia, partner della FIGC. I proventi derivanti da Un amore cos grande saranno devoluti per la ricerca sulla SLA e sulla sclerosi multipla. La formazione salentina, capitanata da Giuliano Sangiorgi, porter in giro per lItalia dal 5 al 26 luglio, un minitour estivo che si chiamer proprio Un amore cos grande. In attesa di ascoltare questa nuova versione della famosa canzone, incrociamo le dita, sperando che i Negramaro possano portare fortuna alla Nazionale come successo ai Pooh, autori di Cuore Azzurro, inno italiano ai Mondiali di Germania 2006, che si conclusero con il quarto titolo iridato e con capitan Cannavaro che alzava la Coppa del Mondo al cielo di Berlino.

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.40

IL VALORE ARTISTICO DELLA MUSICA

Intervista di Francesca Monti con Frankie hi-nrg mc E' un bravissimo rapper, ha allattivo sei album, lultimo dei quali Essere Umani uscito lo scorso 20 febbraio, autore di alcuni dei rap pi importanti della musica del nostro Paese, come "Fight da Faida" (votata come Miglior Canzone Rap della Storia della Musica Italiana), "Potere alla Parola", "Libri di sangue", "Autodaf", Raplamento"; il suo brano "Quelli che benpensano" (1997) ha vinto il Premio Italiano della musica come "Canzone dell'Anno", ha scritto ed eseguito brani per artisti italiani come Fiorella Mannoia, Raf, Mimmo Locasciulli e internazionali come RZA (Wu-Tang Clan) e Nas, ha partecipato due volte al Festival di Sanremo, nel 2008 con "Rivoluzione" e nel 2014 con Un uomo vivo e Pedala. Lui Frankie Hi-Nrg Mc, al secolo Francesco Di Ges e in questa interessante intervista ci ha parlato del suo nuovo album, della situazione attuale della musica, della sua seconda partecipazione a Sanremo e del suo tour che partir prossimamente. Frankie, lo scorso 20 febbraio uscito il tuo nuovo album, Essere umani, il primo con letichetta indipendente Materie Prime Circolari. Come mai hai scelto questo titolo?

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.41

Il titolo dellalbum riprende quello di una canzone contenuta nel disco ma rappresenta anche un monito, una speranza, un incoraggiamento, unesortazione rivolta a tutti. Essere umani significa agire avendo presente di essere in relazioni umane con il resto del mondo, con lempatia necessaria per meglio comprendere le reazioni, gli accadimenti, le persone con le quali ci si trova ad interagire. Questa secondo me la chiave per riuscire a fare uno scatto, socialmente parlando, e agire attentamente. Prima di pretendere di dire o di fare qualcosa fuori, fondamentale riuscire ad individuare quello che abbiamo dentro di noi, ci che non ci piace, che magari esattamente quello che non ci piace degli altri ma che non riusciamo o non vogliamo vedere. Le sette tracce molto intense del tuo nuovo disco hanno unimpronta sociale ma anche autobiografica. In particolare Un uomo vivo, presentata a Sanremo, dove parli dei luoghi in cui le emozioni rivivono dei dettagli, una canzone prettamente autobiografica Infatti, un percorso che ho voluto fare proprio perch bisogna guardarsi dentro, anche per capire meglio quello che c fuori. Guardando quello che c fuori, come vedi la societ italiana attuale e in particolare cosa ne pensi della situazione del tuo campo, quello della musica? In generale siamo una nazione in cui c sempre una minor propensione a far gruppo e una maggior inclinazione a fare branco, o gregge, a seconda che si sia attivi o passivi. Nellambito squisitamente musicale, rispetto a venti anni fa, oggi si vendono molti meno dischi, perch culturalmente non si lavorato rispetto allo spingere le persone a considerare il lavoro dei musicisti, ma si pu parlare anche dei registi, degli attori, delle arti che esistono in funzione della propria riproducibilit. Progressivamente, siccome larte riproducibile, il concetto che passato stato prenditene una copia, non star l a spendere soldi per comprare un tal libro, un tal disco o per andare a vedere un film. Oggi molto pi facile fruire di musica senza spendere un soldo, in maniera in alcuni casi considerata legale, in altri illegale, ma non questo il problema, mi farebbe piacere che ci fosse una questione etica, che le persone nel momento in cui stimano e rispettano un cantante, tanto da ascoltare le sue canzoni tutto il giorno, decidessero di pagare quellartista per le musiche che ha fatto. Non premiare quel cantante, perch si premia qualcuno che partecipa ad esempio a un concorso. Qui invece si tratta di una persona che ha lavorato, che ha ideato, che sta proponendo, perdonami la brutalit, la propria merce, il proprio prodotto. Spingere la gente ad andare a comprare il disco dellartista che piace, ad

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.42


andare al cinema a vedere un determinato film, quello sarebbe un bel passo avanti, anche perch oramai il pretesto che la musica costa tanto non ce lha pi nessuno. Tu sei il decano dei rapper italiani, cosa ne pensi dei giovani rapper che sono usciti negli ultimi anni? Ce ne sono alcuni bravi, altri meno bravi. Rocco Hunt, ad esempio, secondo me ha meritatamente vinto la sezione Giovani del Festival di Sanremo 2014. Questanno sei tornato per la seconda volta al Festival di Sanremo. Rispetto alla prima partecipazione nel 2008 le emozioni sono state le stesse?

Lemozione stata uguale, la tranquillit con cui sono salito sul palco no, perch in pi della scelta di presentarmi con la mia etichetta Materie Prime Circolari, avevo tutta una serie di motivi per poter essere pi tranquillo, a posto, cosciente che tutto quello che doveva essere fatto era stato fatto e bene. Nella serata Sanremo Club hai duettato con Fiorella Mannoia in Boogie di Paolo Conte, avete in programma una nuova collaborazione o un futuro progetto insieme? Non abbiamo in programma nulla, ma in futuro qualcosa con Fiorella salter fuori, anche soltanto per il piacere di giocare insieme che ci contraddistingue e penso sia stato evidente nella serata Sanremo Club. Tra poco partir il tuo tour Esatto. Prossimamente partir un tour basato su festival e rassegne estive, poi in autunno ci sar una tourne nei club strutturata come uno spettacolo. Nel recente passato hai preso parte come attore ai film Viva lItalia di Massimiliano Bruno, Il pi grande di tutti di Carlo Virz, Paz! di Renato De Maria. E unesperienza che ti piacerebbe ripetere? Molto volentieri. Ho avuto sempre la fortuna di lavorare con registi che mi piacciono, che stimo, che rispetto, ultimamente con Massimiliano Bruno e Carlo Virz, in passato con Renato De Maria. E unesperienza che mi piacerebbe rifare e spero che mi ricapiti in futuro.
Foto by: 1-3) Alfonso Catalano - Agenzia SGP e 2) Carolina Galbignani

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.43

CANZONI CHE PARLANO DI DOLORE E SPERANZA

Intervista di Francesca Monti con Dante Brancatisano Protagonista della nostra intervista un bravo cantante e scrittore, ma anche un uomo coraggioso che nonostante sia stato vittima di un caso di malagiustizia, riuscito a non arrendersi durante gli anni trascorsi in carcere da innocente e a tornare a vivere, soprattutto grazie alla musica, la sua grande passione: lui Dante Brancatisano. Dante ha iniziato la sua carriera musicale giovanissimo come voce, chitarra e compositore del gruppo "I Pitagorici", con cui ha inciso due album prima di intraprendere, nel 1998, la strada da solista con il disco "Il Mio Grido", una produzione americana che ha portato in tour in America e in Australia. Dal 1999 al 2002 ha partecipato come protagonista ed organizzatore ai concerti in favore di Telethon nelle piazze del sud. Nel 2003, a seguito dellarresto, Dante stato costretto ad interrompere la sua carriera artistica, ma non ha smesso di scrivere. Cos nata Piccola Nomade, eseguita dallartista durante la reclusione, in apertura ad un'esibizione dei Pooh nel carcere di Bergamo. Uscito di prigione si trasferito in Ticino dove ha fondato la Eden Music, etichetta discografica indipendente con cui produce se stesso e numerosi altri artisti, e ha aperto la scuola Il Villaggio della Musica per dare ai giovani la possibilit di formarsi artisticamente. Dante ha scritto il libro autobiografico Storia straordinaria di un uomo ordinario (Vololibero Edizioni

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.44

e Distribuzione Libraria CdA), nel quale il cantante, che si sempre dichiarato innocente e che oggi un uomo libero, racconta la terribile esperienza del carcere, che lui definisce un caso di malagiustizia. Con un linguaggio diretto, lautore ripercorre le nebulose vicissitudini giudiziarie e gli incontri avvenuti dall 8 aprile 2003, quando venne arrestato con laccusa di essere il nuovo capo emergente della Ndrangheta a Milano. Dante ha anche pubblicato un nuovo album, Via Gleno (Eden Music),dal nome del carcere di Bergamo, in cui mette in musica e parole i momenti e le emozioni vissute durante i tre anni di reclusione. Lalbum vanta la collaborazione di grandi musicisti del panorama musicale italiano: il batterista Alfredo Golino (che ha collaborato con Elisa, Eros Ramazzotti, Laura Pausini, De Gregori e molti altri), Andrea Braido (per lungo tempo chitarrista di Vasco Rossi, ha lavorato anche con Patty Pravo e Mina) alla chitarra e al basso e Andrea Innesto (membro storico della band di Vasco Rossi) al sax. In questa intervista che ci ha gentilmente concesso, Dante ci ha parlato della terribile esperienza del carcere, del suo libro autobiografico Storia straordinaria di un uomo ordinario e del suo nuovo, bellissimo disco Via Gleno. Dante, da poco uscito il tuo nuovo disco Via Gleno, in cui racconti in musica la terribile esperienza vissuta. Nei testi delle tue canzoni non traspare per rabbia o rancore, nonostante lingiustizia che hai subito Infatti, un disco che racchiude tanta sofferenza, tanta solitudine e la voglia di ritornare a vivere. Il tuo nuovo album vede la presenza di grandi musicisti del rock italiano. Com nata questa collaborazione? Siamo amici da sempre e loro ci tenevano a collaborare, credo che tutti ci abbiano messo del loro. Il prodotto per noi bellissimo, speriamo arrivi alle persone. E uscito nelle librerie il tuo libro Storia straordinaria di un uomo ordinario. Qual il messaggio che vorresti arrivasse ai lettori? Che questa storia assurda pu capitare ad ognuno. Una mattina un PM decide di sradicarti la vita e tu non puoi fare nulla. necessaria una giusta riflessione su com attualmente la giustizia e quella che invece dovrebbe essere, per tutti. Dove hai trovato la forza per resistere in carcere, sapendo di essere innocente? Lho trovata appunto sapendo di essere innocente, la forza e la rabbia di lottare giorno per giorno contro questa enorme ingiustizia subita.

musica
Quanto stata importante la musica nei tre anni e 25 giorni passati in Via Gleno? stata tutto, volavo oltre quelle maledette sbarre con la fantasia, il mio corpo era imprigionato ma la mia fantasia no. Qual stata la prima cosa che hai fatto quando finalmente sei tornato libero? Mi sono fermato appena fuori dal carcere respirando e assaporando la libert. Credi ancora nella giustizia e nello Stato? I fatti parlano da s, credo in Dio e nella fede che ho. Quando e come hai iniziato a cantare? Avevo la passione da sempre, da piccolo strimpellavo la chitarra e canticchiavo, poi ho iniziato a far seriamente con i Pitagorici. Attualmente abiti a Lugano. Non hai nostalgia della tua terra dorigine, la Calabria?

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.45

La mia terra rester sempre nel mio cuore, vi sono nato e cresciuto, ma bella e maledetta. A Lugano hai fondato il Villaggio della Musica. Com nata lidea di dar vita a questa scuola per giovani artisti? nata per far s che tantissimi giovani artisti si potessero confrontare e potessero seguire un percorso formativo completo. Hai in programma un tour? No, al momento sono di nuovo in studio per un nuovo progetto discografico che dovrebbe uscire a fine Marzo. Un saluto ai nostri lettori de Il Popolo Veneto Ciao a tutti, grazie per la vostra attenzione e spero che la mia musica possa regalarvi emozioni.

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.46

SINIGALLIA: SIAMO SCHIAVI DEL TEMPO

Intervista di Francesca Monti con Riccardo Sinigallia E un cantautore straordinario, capace di emozionare e di far riflettere con le sue splendide canzoni, ha preso parte allultimo Festival di Sanremo con i brani Prima di andare via e Una rigenerazione, il 20 febbraio scorso uscito il suo terzo album da solista, Per tutti, otto anni dopo Incontri a met strada, disco che ha riscosso un grandissimo apprezzamento. Lui Riccardo Sinigallia e in questa intervista che ci ha gentilmente concesso ci ha parlato del suo nuovo album, dellesperienza sanremese e dei suoi prossimi progetti. Riccardo, iniziamo parlando del Festival di Sanremo, al quale hai preso parte per la prima volta da solista, dopo la partecipazione nel 2000 con i Tiromancino e il secondo posto nella sezione giovani con il brano Strade. Quali sensazioni hai provato cantando sul palco dellAriston?

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.47


Le stesse di allora. Dal punto di vista fisico e psicologico, coincidono pi o meno con quelle che ogni cantante racconta dopo essere stato a Sanremo. Ma quest'anno avevo un bagaglio pesante e una responsabilit diverse, quindi ero ancora pi emozionato e felice rispetto al 2000. Anche perch stato ancora pi gratificante essere presentato da solista su un palco cos importante, per questo sono molto riconoscente a Fabio Fazio e a tutta la commissione artistica per avermi invitato.

Pensi che unimportante vetrina per la musica dautore italiana?

il

Festival

sia

ancora

Credo che sia l'unica grande vetrina popolare. Ci sono molti altri festival e rassegne, anche di qualit superiore per quel che riguarda la canzone d'autore, ma sono meno seguite e purtroppo - anche per mancanza di coraggio a volte - non riescono a rappresentare una reale alternativa al Festival di Sanremo. Da dove hai tratto ispirazione per scrivere Prima di andare via, bellissima canzone che ha riscosso un grande successo? Ti ringrazio per il 'bellissima'; una canzone che esiste grazie all'ispirazione di due persone diverse in due momenti diversi: Filippo Gatti, che ha condiviso con me il testo, mi aveva affidato uno scritto su cui negli anni ho lavorato e, musicando l'incastro fra le mie e le sue parole, uscita la canzone. Il 20 febbraio uscito il tuo nuovo album Per Tutti, il primo con letichetta Sugar Music. Come mai hai scelto questo titolo? Perch nella mia testa chiude una trilogia immaginata da sempre in cui c' il mio percorso, da me verso l'ascoltatore. Il primo album Riccardo Sinigallia uscito nel 2003 era l'espressione delle mie pi viscerali composizioni; Incontri a met strada tre anni dopo rappresentava invece il mio autoinvito al compromesso; questo titolo Per tutti esprime, infine, una specie di bisogno di attenzione nei confronti dell'ascoltatore, come a risolvere - almeno con me stesso - ogni possibile quesito sulla complessit pi o meno volontaria del mio modo di scrivere. Nel tuo nuovo album, c un filo conduttore che lega tutti i brani contenuti, ed il tempo attorno al quale organizziamo tutta la nostra vita Si, mi sono accorto che il tempo - come altre convenzioni e organizzazioni sociali - uno dei riferimenti principali nei testi, ma anche uno dei principali nodi e ingarbugliamenti della

musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.48

produzione artistica. Nell'atto della scrittura, nella performance e in fase produttiva il rapporto con il tempo della canzone, il tempo dell'ascolto, il tempo della scrittura e dell'esposizione alla base della buona riuscita della canzone. La tecnologia ha esaltato nel bene e nel male le risposte alle nostre esigenze pi razionali, spingendoci a trascurare spesso gli aspetti meno immediati e apparentemente meno utili. Ci ritroviamo schiavi del tempo che noi stessi imponiamo alla nostre canzoni e alla nostra vita. Questo ci fa perdere di vista il senso originale e il vero motivo per cui compiamo una determinata azione, o componiamo un'opera di qualsiasi tipo. Nella canzone Per tutti esprimi la tua opinione sul mondo musicale. Pensi sia possibile oggi andare in controtendenza, arrivando comunque ad un pubblico ampio, senza per snaturarsi? Se pensassi che non fosse possibile cambierei attivit, questo non significa che sia facile o che effettivamente potremmo gi essere in un punto di non ritorno, ma sento ancora il bisogno di provarci. Nel corso della tua carriera hai collaborato con tanti artisti, ce n qualcuno, italiano o internazionale, con cui ti piacerebbe cantare? Ci sono moltissimi artisti sia in Italia che all'estero che stimo profondamente, alcuni di loro sono stati dei riferimenti per me, penso a Paolo Conte, De Gregori e tanti altri anche pi vicini a me anagraficamente, ma non penso con disinvoltura a collaborare con loro. Per quanto sarebbe sicuramente un'esperienza fantastica cantare o lavorare con un artista che amo, credo che mi procurerebbe anche un certo imbarazzo e che probabilmente ci sono delle piccole certezze che non ho voglia di mettere in discussione. Parlando di collaborazioni, nella serata Sanremo Club hai cantato Ho visto anche degli zingari felici di Claudio Lolli, insieme a Laura Arzilli, Marina Rei e Paola Turci. Ti piacerebbe riproporre questa squadra in un tour? Sarebbe fantastico.. Un giorno spero che sia possibile organizzare un tour con loro. Quali sono i tuoi prossimi progetti? C' il tour Per Tutti che stiamo cominciando ad allestire, c' un nuovo album dei deProducers che sto registrando con Max Casacci, Vittorio Cosma e Gianni Maroccolo, e sempre coi deProducers la colonna sonora di Italy in a day di Gabriele Salvatores. Questo riguarda il prossimo futuro. Un saluto ai nostri lettori de Il Popolo Veneto Un caro saluto ai lettori de Il Popolo Veneto, ci conosciamo poco, lo so Da parte mia tutta la voglia di incontrarvi presto. Grazie!.

cinema

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.49

FABIANA LUPO: SE LA GRANDE BELLEZZA E IN ITALIA PERCHE NON CI CREDIAMO?

di Luigi Pandolfi Incontriamo la giovanissima Fabiana Lupo, regista calabrese, autrice del corto "Ballata a cinque strofe", giunto allultima Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Light Market. Fabiana Lupo autrice anche del documentario "Dentro/Fuori" (2008), vincitore del primo premio al Festival Bizzarri (Sezione Media ed Educazione) e del lungometraggio "Distanze", che ha visto la partecipazione di Vito Annicchiarico (Il piccolo Marcello in "Roma Citt Aperta"), vincitore assoluto al Corto Corrente Film Festival 2010. Dopo la partecipazione ad alcuni importanti festival del panorama nazionale ed internazionale, tra cui Milano Film Festival 2011 (Salon de refuss), per la prima nazionale del corto, Festival di Clermont-Ferrand 2012 (Marchdu film court) e Festival di Cannes 2012 (Short Film Corner), Fabiana Lupo ormai da considerarsi una delle promesse della nuova cinematografia italiana.

cinema

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.50

Fabiana, iniziamo da te. Come nasce la tua passione per il cinema? Ho scoperto il cinema molto presto, a dieci anni, attraverso i film di genere. Il mio primo amore stato l'horror. Ricordo ancora quel senso di paura e, allo stesso tempo, di curiosit davanti ai primi film di Raimi e Craven, che rimangono ancora oggi dei capisaldi del genere ("La casa", "Nightmare", per dirne due). Anche mio padre ha contribuito in buona parte a questa passione: appena percepito il mio interesse per l'horror, mi ha fatto sedere accanto a lui sul divano e mi ha fatto scoprire i film di Dario Argento, primo fra tutti "Profondo rosso". Questi tre titoli posso dire che sono state le mie ossessioni preadolescenziali. Ci sono registi del passato o contemporanei che consideri dei riferimenti? La storiografia del cinema costellata di registi che, per una ragione o per l'altra, possono essere considerati dei riferimenti. E in qualche modo quando si fa cinema, in maniera del tutto inconscia, non si pu prescindere dal rifarsi a loro. I primi autori che ho divorato con pi ferocia, partendo dal pi lontano al pi vicino, sono stati Bunuel, Fellini e Lynch, tutti e tre accomunati dalla potenza visionaria dei loro film: i protagonisti di "Bella di giorno", "8" e "Mulholland drive" si trovano tutti sul varco del confine ambiguo che separa l'allucinazione da sogno e dallossessione, caratteristica principale della poetica dei loro autori.

cinema

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.51


Ballata a cinque strofe. Nevrosi, inquietudini, radici. Vogliamo parlarne? Mi piaceva lidea di raccontare il mondo interiore della protagonista attraverso un livello narrativo che partisse dal sensoriale per poi allontanarsi da esso. Le cinque scene da lei vissute scaturiscono dalla sua realt percettiva ma vanno al di l di essa, fino a sprofondare nellinconscio, nel rimosso. La metafora finale del ritorno alle radici, in una situazione apparentemente di non ritorno, la chiave di volta del viaggio fantasmatico della giovane donna. Cannes e Venezia, due esperienze importanti, immagino...

Diciamo che Cannes stata una bella prova. Il corto era stato selezionato allo "Short Film Corner", una sezione del festival interamente dedicata ai corti provenienti da tutto il mondo. E l ho avuto la possibilit di confrontarmi con registi, produttori e distributori esteri, tutti molto entusiasti di "Ballata a cinque strofe" che ha ottenuto davvero dei buoni feedback. A Venezia mi sentivo gi pi a casa: c'ero gi stata, avevo gi in passato familiarizzato con l'ambiente e i ritmi del festival. Da allora ogni anno la Mostra del Cinema di Venezia per me tappa obbligatoria, durante la quale immergermi per dieci giorni nella visione dei film in anteprima mondiale. Come definiresti in poche righe la tua arte? Il cinema pulviscolo nell'aria che si aggrega su uno schermo e racconta un'immagine, una storia. E' rarefazione, leggerezza, nell'accezione calviniana del termine. Colto questo, si colta l'essenza del cinema. Qual il tuo rapporto con la Calabria, la tua terra? Ho scoperto di essere radicata alla mia terra proprio nel momento in cui mi sono distaccata da essa per studiare e inseguire i miei sogni. Il mio immaginario visivo legato alla Calabria. Nel momento in cui bisognava decidere le location per "Ballata a cinque strofe" non ho avuto dubbi. Le montagne del Pollino, il vecchio centro storico di Saracena,

cinema
il mio paese dorigine, il paesaggio collinare monocromo: come delle fotografie che non sbiadiscono mai, rimangono dentro chi le ha vissute. Credi che larte, il cinema, potrebbero aiutare la Calabria a riscattarsi, a superare le sue ataviche difficolt? In generale l'arte, in tutte le sue forme, uno dei modi pi antichi ed efficaci per riscattarsi. Ma l'arte in s non basta. Bisogna credere ed investire in essa. Vedo che ci sono ancora registi calabresi che insistono per girare le loro storie nella loro terra, e li apprezzo molto. Ma devono essere sostenuti prima di tutto dalle Istituzioni e dalle Film Commission con una convinzione maggiore. Se la politica calabrese, e i suoi cittadini con essa, non crede nelle meraviglie che possiede, allora il Cristo di Carlo Levi non si muover pi dalla sua Eboli.

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.52

Ti consideri un cervello in fuga o una persona che, in fondo, coglie positivamente le opportunit del vivere fuori? Nessuna delle due. Sono "fuggita" dalla Calabria per inseguire un sogno. Lo stesso sogno che, se avessi potuto realizzarlo nella mia terra, non mi avrebbe costretto a prendere questa decisione drastica. Sono approdata a Roma, capitale del cinema, in un momento in cui si fatica a dire qualcosa di diverso dalla solita pappardella. L'alternativa fuggire ancora pi lontano. Dicono che "La grande bellezza" qui, in Italia. Bene, perch non crederci davvero?

televisione cinema

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.53

LOTTIMISMO DI ELENA SOFIA RICCI

Intervista di Francesca Monti con Elena Sofia Ricci E unattrice semplicemente fantastica, versatile, capace di emozionare con interpretazioni drammatiche e di far sorridere interpretando personaggi leggeri, una donna molto simpatica ed intelligente, ha esordito giovanissima a teatro, ha debuttato al cinema con Pupi Avati nel film Impiegati, ha preso parte a serie televisive di grandissimo successo come Caro maestro, Orgoglio, Giovanni Falcone, luomo che sfid Cosa Nostra, I Cesaroni, Che Dio ci aiuti. Al cinema ha recitato in Io e mia sorella di Carlo Verdone, Ex di Fausto Brizzi, Genitori & figli Agitare bene prima delluso di Giovanni Veronesi, Mine Vaganti e Allacciate le cinture (uscito a marzo 2014) di Ferzan Ozpetek, ha vinto tantissimi premi, tra cui due David di Donatello, due Nastri dArgento, un Globo dOro e tre Ciak doro. Lei Elena Sofia Ricci, che ringraziamo per averci concesso questa piacevole intervista telefonica, durante la quale ci ha parlato della fiction Le due leggi che andr in onda su RaiUno il 25 e 26 marzo, di come si preparata ad interpretare il personaggio di Adriana Zanardi, della sua profonda stima per il regista Ferzan Ozpetek e dei suoi prossimi progetti. Marted 25 e mercoled 26 marzo andr in onda su RaiUno Le due leggi, serie tv in cui lei interpreta il ruolo di Adriana Zanardi, una direttrice di banca nellItalia della>>

televisione cinema

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.54

crisi. Ci pu presentare il suo personaggio e parlarci di questa fiction che tratta una tematica molto attuale? Adriana una donna in carriera, con il pelo sullo stomaco, disposta a tutto pur di accaparrarsi i clienti pi facoltosi, pi forti, a discapito invece di quelli pi in difficolt, che senza molti scrupoli di coscienza lascia sul lastrico. Fino a quando uno di questi piccoli imprenditori in difficolt non si toglie la vita allinterno della banca e questo episodio mette Adriana di fronte a se stessa e alla sua coscienza e la trasforma in una sorta di Robin Hood, che comincia a spostare il denaro dai conti dei clienti pi ricchi sui conti di quelli in difficolt, per dare loro un po di ossigeno, per consentire loro di rientrare nei fidi, nei debiti. Questo un illecito e le coster denunce, autodenunce e quantaltro. La grande domanda da cui nasce il titolo del film se sia pi giusto seguire la legge dello Stato, della legalit o quella della coscienza e della morale, un po come nellAntigone di Sofocle. L la legge della citt prevedeva che il fratello cattivo ucciso fosse lasciato in pasto agli avvoltoi e alle intemperie, invece Antigone si batte perch anche lui abbia una degna sepoltura, nonostante questo non fosse previsto dalla legge della citt. E da questa tragedia di Sofocle tratto il titolo del film e il senso profondo de Le Due Leggi, cio la legge dello Stato e la legge della morale. Adriana sceglie la legge della morale, anche commettendo degli illeciti ma moralmente pi giusti. Tante volte si possono legalmente mettere in ginocchio le persone. Allora giusto questo? O dobbiamo metterci anche una mano sulla coscienza e seguire la legge della morale? In un momento in cui tutti abbiamo disperatamente bisogno dellaiuto delle banche un interrogativo che ci mette tutti di fronte a delle domande, che ha evidentemente destato un certo scalpore. Dovevamo andare in onda l11 e 12 marzo, poi la serie stata rimandata al 25 e 26 marzo perch >>

televisione cinema
nella fiction si faceva casualmente riferimento a una societ che potrebbe essere in fallimento e per precauzione si deciso di ridoppiare quelle parti in cui veniva citata tale societ. Chiaramente essendo la materia piuttosto scottante era giusto cautelarsi da tutti i punti di vista. Per io vorrei tranquillizzare gli spettatori dicendo che la fiction quella, la storia quella, il senso profondo di ci che il film ci vuole raccontare rimane, nelle due puntate che andranno in onda marted e mercoled. Ci sono dei punti comuni tra lei e Adriana?

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.55

Molti. Quello di fermarsi ogni tanto a farsi qualche domanda, mettersi in discussione, guardarsi indietro e vedere se per caso non si sbagliato qualcosa, un esercizio che cerco di fare non dico quotidianamente, ma quanto pi possibile. Come si preparata per interpretare questo ruolo? Questo ruolo stato difficilissimo, anche perch di finanza, di economia non ne capisco niente, ed infatti sono stata truffata venti anni fa e mi ritrovai in ginocchio, proprio perch avevo sottoscritto un prodotto di cui non capivo nulla e che mi ha messo in grande difficolt. Quindi stato molto difficile interpretare questo personaggio, perch la finanza continua ad essere una materia sulla quale sono profondamente ignorante, nonostante abbia cercato di capire quello che stavo dicendo. La cosa pi complicata stata anche imparare a memoria battute con termini tecnici che non conosco, cercando per di rendere chiaro il concetto perch lo spettatore comune come me, da casa, marted e mercoled possa capire di cosa stiamo parlando. Cosa ne pensa dellattuale situazione del nostro Paese? Io sono per mia natura positiva come persona, non sono pessimista. Sono piena di speranza. Credo che per certi versi abbiamo veramente toccato un po il fondo, quindi forse adesso arrivato il momento di risalire. Ci deve essere una fine. E vero che si pu sempre scavare, ma forse abbiamo finito anche la zona degli scavi. Adesso si apre una qualche possibilit e vediamo se si riescono a fare delle leggi che ci tutelino, anche quella fiscale per esempio. Spero tanto in questo nuovo Governo e che prima o poi si riescano a concretizzare, a mettere in pratica tutte le belle parole che sentiamo dire da anni. I cittadini cominciano ad essere un po stanchi di tutte queste promesse non mantenute. Adesso

televisione cinema

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.56

arrivato il momento di fare i fatti. Siccome vedo che qualcosa effettivamente si sta cominciando a muovere, sono fiduciosa. Ha recitato in tantissime fiction di successo, da Caro Maestro a Orgoglio, da I Cesaroni a Che Dio ci aiuti e in film importanti con grandissimi registi. Qual il personaggio che le piaciuto maggiormente interpretare? A me pi di tutto piaciuto fare lo slalom tra i generi, che la cosa che prediligo. Ho amato qualsiasi ruolo, ma sono allergica alla ripetitivit. Quindi posso fare 'Che Dio ci aiuti' per molto tempo, fare la suora che adoro, ma ogni tanto sento il bisogno anche come donna, come cittadina italiana di mettermi in gioco in un altro senso, di portare a casa altri personaggi, oppure di dare sfogo alla mia parte pi trasgressiva che quella che esprimo attraverso il mio lavoro, perch nella vita sono noiosissima e molto banale. E attraverso personaggi cos struggenti, melanconici, folli e comici al tempo stesso, come quelli che mi regala Ferzan Ozpetek quando mi invita a fare le sue zie o personaggi simili cos pieni di possibilit, che riesco a dare voce anche alla mia parte pi giocosa, pi folle e al contempo un po melanconica. E un privilegio lavorare con Ferzan. E proprio per questa necessit di mettersi in gioco che ha deciso di non prendere parte alla nuova serie de I Cesaroni? Sinceramente ne I Cesaroni, gi nellultima serie, con il mio personaggio (Lucia Liguori, ndr) non riuscivo a dire qualcosa di nuovo, pi di quanto non avessi gi detto. Quindi sentivo il bisogno di cambiare. Poi non posso fare due serie lanno, non ho il dono >>

televisione cinema

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.57

dellubiquit e inoltre ho bisogno di spazi per tornare ogni tanto al cinema o alla tv di impegno sociale. Lei unattrice versatile. Tra cinema, tv e teatro qual lambito in cui preferisce lavorare? Non ce n uno. Preferisco le belle storie, i personaggi che mi consentano di sorprendermi. Un regista con cui le piacerebbe lavorare Ce ne sono tanti. In Italia abbiamo registi bravissimi, da Sorrentino che ha appena vinto lOscar con La Grande Bellezza, io ho fatto i salti di gioia perch ho amato moltissimo il suo film, a Tornatore, a Virz e poi, perch no, sono pronta a portare caff a Ferzan tutta la vita, non ho lavorato con gli altri per cui non li conosco sul campo, per Ferzan ha un modo di lavorare con noi attori che unico, meraviglioso, ci rende partecipi di un progetto che suo ma che lui fa sentire nostro. E poi chiaramente con tutti i registi americani Ma ci sono anche dei giovani molto bravi, come Sydney Sibilia che ha fatto Smetto quando voglio, che un gioiello Se i giovani registi hanno bisogno di una signora non pi giovanissima, io mi candido, sono pronta anche alle novit. Infatti ho appena finito di girare il film di Guendalina Zampagni, Noi siamo Francesco, opera seconda di una giovane regista donna, molto interessante, nel quale interpreto la mamma di un ragazzo che non ha le braccia dalla nascita e tutta lansia che lei riversa su questo figlio preoccupandosi di come potr essere la sua giovinezza.

televisione cinema

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.58


Quali sono i suoi prossimi progetti? Ai primi di aprile ricomincio a girare la terza serie di Che Dio ci aiuti e quindi sar impegnata sul set fino a novembre. E poi spero ci saranno altre cose. Ha anche girato per la tv Romeo e Giulietta S, quello ce lo siamo dimenticati tutti. E stato trasmesso in Spagna, negli altri paesi. Non si capisce quando Mediaset lo voglia mandare in onda Lhanno annunciato ma non ancora stato trasmessoNon ne conosco la ragione. Un consiglio ad un giovane che vuole diventare un bravo attore.

Bisogna studiare, bisogna essere una persona preparata, essere curiosi, studiare la cultura generale, perch poi sono la cultura e lintelligenza che fanno brillare gli occhi di una luce diversa qualsiasi sia il personaggio che interpreti. Deve studiare dizione, canto, musica, danza, perch magari facile fare il primo film ma la difficolt rimanere trenta, quaranta anni sulla cresta dellonda, mantenere il lavoro, in un momento come questo poi in cui le produzioni di cinema e fiction sono un decimo di quelle degli anni Sessanta/Settanta. In unepoca in cui c poco lavoro la differenza la fa la grande preparazione, la grande qualit, unite al talento, ma il talento da solo non basta perch pu funzionare per uno, due, tre film, poi se un ragazzo non studia, si ferma. Di tutte le giovani attrici che ho tenuto a battesimo e di cui sono orgogliosissima, l80% che ha continuato a lavorare perch andato avanti a studiare e a mettersi in gioco.

televisione cinema teatro

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.59

MI SONO ISPIRATO AL MIO PROF.

Intervista di Francesca Monti con Fausto Maria Sciarappa E un attore di grande talento, ha esordito nel cinema francese, ha preso parte a famosi film come La meglio giovent, I giorni dellabbandono (con Luca Zingaretti e Margherita Buy), Il Codice da Vinci di Ron Howards, La ragazza del lago, Luomo che ama (al fianco di Pierfrancesco Favino e Monica Bellucci), ha impersonato l'agente dei servizi segreti Zeta nella serie tv Romanzo Criminale ed tra i protagonisti della seguitissima fiction di Raiuno Fuoriclasse 2, insieme a Luciana Littizzetto. Stiamo parlando di Fausto Maria Sciarappa, che, in questa intervista che ci ha gentilmente concesso, ci ha parlato del suo personaggio, il professore Enzo Vivaldi, del suo esordio nel cinema dOltralpe e dei suoi prossimi progetti. Fausto Maria, sei tra i protagonisti della fiction Fuoriclasse 2, in cui interpreti il professore di matematica Enzo Vivaldi. Ci puoi anticipare quali sviluppi avr in futuro la storia tra il tuo personaggio e la professoressa Passamaglia/Littizzetto? Ci sar un chiarimento tra i due che riporter larmonia in casa, in preparazione della nascita della piccola Anna (come abbiamo visto nellultima puntata della fiction andata in onda lo scorso luned, ndr)

televisione cinema teatro

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.60

Come ti sei preparato per interpretare questo ruolo? Allinizio della prima serie mi sono ispirato al mio professore di matematica e fisica del liceo, Luciano Righi, piemontese tutto dun pezzo. C qualche tratto di Enzo che ti somiglia? In Enzo rivedo un po dironia di Fausto. Che tipo di studente eri? Cosa cambieresti e cosa salveresti della scuola di oggi? Molto (forse troppo) vivace e assolutamente pigro. Studiavo raramente. Della scuola di oggi ho esperienza solo a livello di asilo nido e scuola materna e ho trovato finora tanta passione e voglia di andare avanti nonostante le enormi difficolt. Hai esordito come attore nel cinema francese. Che differenza c tra recitare per il cinema francese e per quello italiano? Ricordo che sul set di Va Savoir erano tutti molto molto seri; io ero come in una bolla di sapone essendo la mia prima esperienza cinematografica e la professionalit e simpatia di

televisione cinema teatro

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.61


Sergio Castellitto (coprotagonista del film e coregista insieme a Jacques Rivette per la parte teatrale) ha reso tutto pi semplice. Hai preso parte a tanti film di successo, I giorni dellabbandono, Romanzo Criminale, La meglio giovent, Luomo che ama, Il Codice da Vinci, fino ai recentissimi Il Natale della mamma imperfetta e Sotto una buona stella. Qual il personaggio che ti rimasto nel cuore, tra tutti quelli interpretati? Per quanto riguarda i lungometraggi cinematografici sicuramente Lorenzo Siboldi, ispettore di polizia ne La ragazza del lago; nelle serie Tv mi piaceva molto Zeta dei servizi segreti deviati nella splendida serie di Sky Romanzo Criminale, ma nellultimo anno ha fatto irruzione prepotentemente Davide Guerrieri de La mamma imperfetta (serie web, Tv e filmper il cinema). C un attore/attrice con

cui ti piacerebbe recitare? Il mio preferito purtroppo se n andato da poco (Philip Seymour Hoffmann), quindi scelgo tre ottime alternative: Christopher Walken, Christoph Waltz e Ricky Gervais. Tra le donne Meryl Streep, Juliette Binoche e Kate Winslet. Quali sono i tuoi prossimi progetti? Faccio parte del gruppo teatrale Danny Rose che ha portato in giro per lItalia con enorme successo la sua prima co-produzione (con Melina Balsamo) Servo per due ed i progetti sono molteplici. Ci sar poi nel corso dellanno la mia partecipazione a due serie televisive e, al momento, due progetti cinematografici.
Foto by Gianluca Moro

cinema

IL POPOLO VENETO N.07/2014 PAG.62

PICCOLA PATRIA, DAL 10 APRILE AL CINEMA


Dopo la Mostra di Venezia e la prima internazionale al Festival di Rotterdam arriva nelle sale italiane il film del padovano Alessandro Rossetto, distribuito da Istituto Luce Cinecitt Padova - Arriver nelle sale italiane il prossimo 10 aprile, distribuito da Istituto Luce Cinecitt, Piccola Patria di Alessandro Rossetto, gi presentato in concorso nella sezione Orizzonti all'ultima Mostra di Venezia e in prima internazionale al Festival di Rotterdam (nella sezione Spectrum dedicata a "film e registi che offrono un contributo essenziale alla cultura cinematografica internazionale"). Primo "lungometraggio di finzione" di uno tra i nomi pi significativi del documentario italiano (gi al centro nel 2010 di una retrospettiva al New York Documentary Film Festival), Piccola Patria racconta, sullo sfondo di un'estate calda e soffocante nella provincia del Nordest italiano, la storia di due ragazze e del loro desiderio di andare via dal piccolo paese dove vivono. Luisa (Maria Roveran) piena di vita, disinibita, trasgressiva; Renata (Roberta Da Soller) oscura, arrabbiata, bisognosa damore. Le vite delle due giovani raccontano la storia di un ricatto, di un amore tradito, di una violenza subita: Luisa usa Bilal (Vladimir Doda), il suo fidanzato albanese, Renata usa il corpo di Luisa per muovere i fili della propria vendetta. Entrambe vogliono lasciare la piccola comunit che le ha cresciute, tra feste di paese e raduni indipendentisti, famiglie sfinite e nuove generazioni di migranti presi di mira da chi si sente sempre minacciato. Luisa, Renata e Bilal rischieranno di perdersi, di perdere una parte preziosa di s, di perdere chi amano, di perdere la vita. Il film interpretato da Maria Roveran, Roberta Da Soller, Vladimir Doda, Diego Ribon, Lucia Mascino, Mirko Artuso, Nicoletta Maragno e Giulio Brogi. Prodotto da Gianpaolo Smiraglia e Luigi Pepe, Piccola Patria una produzione Arsenali Medicei e Jump Cut, con il contributo del MiBACT - Direzione Generale per il Cinema, con il sostegno di Regione Veneto - Fondo per il Cinema e l'Audiovisivo, BLS - Business Location Sudtirol Alto Adige, Trentino Film Commission, Friuli Venezia Giulia Film Commission, sviluppato con il supporto del Programma MEDIA dell'Unione Europea. Il film distribuito da Istituto Luce Cinecitt.

cinema

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.63

X LAGO FILM FEST: PREMIO SONEGO

Gianfranco Angelucci, amico e sceneggiatore di Federico Fellini, giurato del Premio Rodolfo Sonego. C' tempo fino al primo maggio per iscriversi al concorso e vincere 1.000 euro Revine Lago - Ha firmato le sceneggiature per il Maestro, Federico Fellini, e condiviso con lui un'amicizia durata oltre vent'anni. Con la sua penna ha scritto Intervista, del 1987, film premiato a Cannes col Premio Speciale della Giuria e interpretato da Roberto Benigni. Ha diretto la Fondazione Federico Fellini, contribuendo a onorare la memoria del regista di Amarcord e tanti altri capolavori. Stiamo parlando di Gianfranco Angelucci, scrittore, regista, giornalista che in occasione della decima edizione di Lago Film Fest sar giurato del Premio Rodolfo Sonego dedicato alle sceneggiature. Si tratta di un ospite d'eccezione per il festival internazionale di Revine Lago che quest'anno, nella sua decima edizione, si svolger dal 18 al 26 luglio.

cinema

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.64

Il Premio, nato in seno al Lago Film Fest otto anni fa per volont della famiglia e intitolato a uno dei pi formidabili scrittori del cinema italiano (sue, lo ricordiamo, sono alcune delle migliori battute di Alberto Sordi), rilancia dunque la sfida a tutti gli sceneggiatori italiani in erba e propone come tema la parola. I candidati dovranno infatti raccontare una storia ispirata alla seguente frase di Sonego, estratta da un soggetto inedito del 1980, Effetto placebo: La parola pu essere sia una medicina benefica che un veleno potente pi di qualunque droga. Chi possiede strumenti - come la radio, la televisione, i giornali attraverso i quali possibile trasmettere la parola, ha in mano unarma potentissima, capace di provocare gravi conseguenze. I gruppi privati e quelli politici che quotidianamente usano questi strumenti per parlare a intere Nazioni, devono considerarsi come dei veri e propri spacciatori di droga e che, considerata come droga, la parola pu essere amministrata per perseguire fini diversi, come scatenare violenza, distribuire benefici o provocare consenso e apatia. C' tempo fino al primo maggio per inviare la sceneggiatura (http://www.lagofest.org/ita/lagofilm-fest-2014/iscrivi-la-tua-sceneggiatura). In palio ci sono 1.000 euro a titolo di contributo per la realizzazione del cortometraggio ma anche la chance straordinaria di sottoporre la propria opera al giudizio di una giuria di esperti mai cos ricca come quest'anno: oltre a Gianfranco Angelucci, infatti, completano il parterre Antonello Rinaldi, fondatore del concorso, gi collaboratore di Sonego, nonch formidabile sceneggiatore per cinema e TV, e un set di nomi di rilievo che verranno presto annunciati. La cerimonia di premiazione avr luogo a Revine Lago sabato 19 luglio. Ma non finita qui. Cos come Lago Film Fest anche il Premio Rodolfo Sonego diventa nel 2014 sempre pi international: il contest di sceneggiature infatti sar arricchito dal workshop ACTING OUT! promosso dall'ente NISI MASA (http://nisimasa.com/wp/call-forparticipants-acting-out) e rivolto agli scrittori di tutti i paesi del mondo. Nel frattempo, si raccolgono i frutti del Premio Rodolfo Sonego. E' proprio in queste settimane, infatti, che Tommaso Sacchini, autore della sceneggiatura Il rappresentante, sta girando il cortometraggio tratto dalla sua opera vincitrice nel 2013. Con il contributo di 2.000 euro (ricordiamo che nel 2012 il premio non venne assegnato) e l'aiuto di Antonello Rinaldi e Marco Maccaferri, Sacchini sta dando vita al film che aprir in bellezza il 18 luglio prossimo la decima edizione di Lago Film Fest.
Gianfranco Angelucci, scrittore e regista, docente dAccademia, vive e lavora a Roma dove alterna lattivit letteraria a quella cinematografica. Svolte regolare attivit giornalistica per il quotidiano La Voce di Romagna. Amico e collaboratore di Federico Fellini fin dalla laurea discussa allUniversit di Bologna con una tesi sul Maestro riminese, ha firmato nel 1987 la sceneggiatura del film Intervista, Premio speciale della giuria a Cannes e Primo Premio al Festival di Mosca. Alla scomparsa del regista stato chiamato dalla famiglia e dal comune di Rimini a dirigere la Fondazione Federico Fellini (1997-2000) attuando un vasto programma di acquisizioni, di convegni, pubblicazioni e mostre tematiche.

televisione cinema teatro

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.65

LE FICTION RACCONTANO LA MEGLIO ITALIA

Intervista di Francesca Monti con Andrea Tidona E un attore eccezionale, ha preso parte a film memorabili come La vita bella di Roberto Benigni, I cento passi e La meglio giovent (vincendo il Nastro dArgento come miglior attore protagonista) di Marco Tullio Giordana, a famose fiction tra cui Il Maresciallo Rocca", "La Piovra", "Le ali della vita", "Il commissario Montalbano", "Distretto di polizia", "Il Capitano", "Alcide De Gasperi", "Borsellino", ha lavorato con i pi grandi registi di cinema e teatro. Stiamo parlando di Andrea Tidona, che in questa piacevolissima intervista ci ha parlato di don Carmine Marruso, il personaggio da lui interpretato nella nuova serie di Canale 5 Le mani dentro la citt (che vede tra i protagonisti anche Simona Cavallari e Giuseppe Zeno), dellincontro con Marco Tullio Giordana che ha segnato la svolta della sua carriera, dei prossimi progetti, dando anche un prezioso consiglio a chi vuole diventare attore: avere una passione infinita e non lasciarsi mai smontare da nulla. Andrea, tra i protagonisti della nuova fiction di Canale 5, Le mani dentro la citt, ci pu parlare di questa serie e del personaggio che interpreta, don Carmine Marruso? Il mio personaggio un boss calabrese, che, come successo anche nella realt ai boss siciliani, stato mandato in soggiorno obbligato al nord. Don Carmine Marruso conserva la

televisione cinema teatro

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.66

tradizione ma al tempo stesso dopo trentanni, ha anche latteggiamento di un uomo che ha saputo trattare con i nordici, che riuscito a creare un impero. E legato alla famiglia, ma pur sempre una persona feroce che non esita minimamente ad eliminare gli ostacoli a qualsiasi prezzo, avendo alla base questa formazione ancestrale di belva. Per quanto riguarda la fiction penso che era ora che qualcuno cercasse di togliere qualche velo anche al nord e dire guardate che forse per certi versi la criminalit organizzata l ancora pi potente. Non che in Calabria, Sicilia, Campania non persistano i centri di potere di tutti questi signori, ma la Lombardia, ad esempio, la regione pi importante, pi ricca dItalia e quindi molto appetibile per queste organizzazioni criminali. Come si vedr nelle prossime puntate i rapporti sono iniziati tra ndrangheta e politica, ma coinvolgeranno anche la finanza, la sanit, c tutto il giro di potere che questi signori sono riusciti a costruire e a controllare. E importante far conoscere questa realt. Nella prima puntata andata in onda lo scorso venerd, don Carmine Marruso ha subito un attentato. Pu anticiparci cosa succeder al suo personaggio? Si salva ma non si sa che fine far. Dopo lattentato subito, ritorna non proprio esattamente come prima, e quindi deve mediare con i figli che nel frattempo hanno preso le redini della famiglia, combinando un po di casini, a causa dellintemperanza di Pinuccio, che una testa calda, e dellaltro figlio, Fulvio, che invece pi freddo, razionale, calcolatore, ma non ha esattamente la tempra del boss anche se quello che tutto sommato regge meglio la responsabilit di condurre un clan di ndranghetisti. La fiction stata girata a Milano la scorsa estate. Come si trovato sul set milanese?

televisione cinema teatro

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.67

Purtroppo a Milano sono rimasto solo due giorni per girare la scena al Bar Basso, poi ho recitato sempre a Roma, perch come si vedr nelle prossime puntate, essendo il mio personaggio un po claudicante, di fatto non uscir di casa. Avendo studiato a Milano, dove ho vissuto per 14 anni, vedevo il Bar Basso come un mito irraggiungibile, come un luogo della Milano bene. Io abitavo alla Casa dello Studente che era vicina al Bar Basso, rivedere quelle piazze in cui mi aggiravo da giovanotto, da studente di ingegneria e tornarci per lavoro mi ha fatto comunque un certo effetto Milano mi rimasta nel cuore, la mia vera citt. Sono siculo al mille per mille ma la citt in cui ti identifichi di pi quella dove ti sei formato, dove sei maturato e per me questo avvenuto a Milano. E so per certo che ha avuto unimportanza notevole, perch se invece che a Milano fossi andato a Roma avrei preso altre pieghe, altre vie, altri modi. Oltre a Le mani dentro la citt, recentemente ha preso parte a quattro fiction di successo Braccialetti Rossi, I segreti di Borgo Larici, Non mai troppo tardi, Il giudice meschino. Spesso la fiction italiana viene purtroppo sottovalutata e viene dato maggiore risalto ai prodotti stranieri. Lei pensa che le produzioni seriali italiane siano di qualit? Diciamo di s. Dipende poi anche dal pubblico a cui si rivolgono. Ci sono dei prodotti letteralmente pensati per un certo tipo di pubblico, che si lascia appassionare pi da una storiella in s che non da una forza drammaturgica cinematografica. E l la qualit non eccelsa nel taglio, nel modo. Per ci sono anche dei prodotti che sono di ottimo livello. Oltretutto la fiction italiana sopperisce alla mancanza di un cinema, come era il nostro degli anni Sessanta - Settanta - Ottanta. I film di genere non esistono pi, sono tutti autoreferenziali, sui quarantenni, sui cinquantenni, autobiografici, invece quelli di impianto sociale, non dico di denuncia, ma che cercano di affrontare la realt nella sua complessit non ci sono. Penso alla figura del maestro Manzi, piuttosto che allaltra fiction su >>

televisione cinema teatro

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.68

Olivettiperch il cinema non dovrebbe occuparsi di personaggi cos forti, intensi, cos italiani? E vero che a volte siamo cialtroni, che abbiamo poca coscienza sociale, ma per fortuna ci sono dei signori straordinari, ci sono stati e spero ci saranno anche in futuro. Quantomeno la fiction italiana ha il pregio di far conoscere queste persone al grande pubblico, di riportare una certa Italia che ahim non c pi. Il cinema non ci prova nemmeno. Per quanto riguarda le produzioni straniere, certo gli americani hanno tutto, hanno lorganizzazione. Se per le persone, anche i critici, vedessero come lavoriamo noi, direbbero altro che americani, perch qui si fanno i salti mortali, si girano anche nove scene in un giorno, e questo non lo fa nessuno. Solo la capacit di mestiere che c negli italiani pu permettere questa cosa. Se noi avessimo un tempo pi giusto, se ci fosse unorganizzazione, le cose andrebbero molto meglio. Una volta i film si preparavano, due mesi prima si cominciava a lavorare al film, ovviamente erano due mesi improduttivi dal punto di vista del profitto, adesso invece in quindici giorni andiamo sul set e poi si pagano le conseguenze, in disservizi, situazioni che ti fanno perdere tempo. Per come si lavora, bisognerebbe avere pi rispetto. Lei ha iniziato con il teatro quaranta anni fa. La svolta alla sua carriera arrivata con I cento passi e La meglio giovent di Marco Tullio Giordana Quelle sono le cose bellissime di questo mestiere e della vita. Io dico che questo lavoro anche affascinante perch imprevedibile, come la vita, non sai neanche quello che succeder domani. Arrivato a quarantotto anni non pensavo pi che ci fossero sbocchi cinematografici cos importanti. Sono cose imprevedibili e anche fortunate, perch in questo lavoro la fortuna gioca un ruolo importante. Per io penso anche che bisogna vedere se sei tu che la cerchi da unaltra parte e le volti le spalle e non te ne rendi conto.

televisione cinema teatro

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.69

Se vediamo la fortuna come un treno, se non passa non passa, ma se passa che sia a 100 allora, a 500 o a mille tu devi essere attrezzato per salirci, altrimenti con chi te la vuoi prendere. In quel caso ho infilato due successi strepitosi con I cento passi e La meglio giovent, ed cambiato tutto. Due film con dei personaggi meravigliosi, dei set straordinari, Marco Tullio stato veramente superbo. Sono orgoglioso anche del fatto che il primo ruolo, quello ne I cento passi lho conquistato, perch con Marco Tullio Giordana ero andato a fare un provino per Pasolini, un delitto italiano, sembrava fatta, poi non successo nienteMi sono detto: Se anche stavolta non succede nulla, abbandoniamo ogni speranza su questo versante. E invece lui ricordandosi del provino che avevo fatto, mi fece chiamare per I Cento Passi, facendomi fare questo bellissimo personaggio di Stefano Venuti, e grazie a Giordana mi sono ricreduto anche nei confronti del cinema, perch come miraggio mi piaceva ma in fondo ero convinto che non ci fosse nessun gusto a recitare al cinema. Arrivando dal teatro pensavo che quello fosse lambiente pi giusto per un attore e che il resto fosse un surrogato. Invece ho capito che non cos, anzi anche pi complicato fare cinema perch richiede una concentrazione spaventosa, perch dopo quattro ore nella roulotte ad aspettare, improvvisamente ti chiamano e in venti secondi devi ridere o piangere e non puoi dire adesso non sono pronto, parte il ciak e devi girare la scena. Marco Tullio Giordana un vero regista e i registi come lui vogliono i veri attori con i quali si confrontano e creano un personaggio. Spesso i registi si prendono una faccia sicura e tranquilla, che non crea problemi, la schiaffano l come una figurina e fanno copia incolla, per cui vedi questi attori in un film, li vedi in un altro, sono sempre uguali, mentre un attore deve essere diretto, perch interpreter un personaggio, dar una sua visione, non sar se stesso. Per me stato straordinario incontrare Marco Tullio per le possibilit che mi ha dato sia dal punto di vista professionale, di svolta di carriera, sia perch mi ha fatto apprezzare la recitazione cinematografica e il piacere di sentirmi attore. Nei film I cento passi e La Meglio giovent ci sono scene improvvisate, cosa che non succede mai, perch non funzionavano e Giordana invece di fare come certi registi che cominciano ad urlare, ha detto qui c qualcosa che non funziona, lasciamo perdere quello che c scritto, il senso della scena questo, vediamo di dare una forza drammaturgica e interpretativa. E questo il miglior modo di lavorare.

televisione cinema teatro

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.70

Prima ha detto che per diventare attore conta anche la fortuna. Che consiglio darebbe ad un giovane che volesse intraprendere questo mestiere? Sulla base della mia esperienza il consiglio che darei di avere una passione infinita per cui non ti lascerai mai smontare da nulla e nel corso del tempo si spera che la fortuna arrivi. Certo tu non devi mollare, devi avere tanta passione, perch io a 34 anni avendo gi lavorato con Strehler, con Glauco Mauri, con Anna Proclemer, con Pino Ferrara volevo smettere. Per certi versi anche un ambiente frustrante, fatto di cortigianeria. Per cui se non ci sei tagliato dura. Allora ti salva solo la passione, cos fai finta di non vedere certe cose e vai dritto per la tua strada, aspettando che prima o poi qualcosa succeda, ma soprattutto perch la passione ti fa gioire anche delle cose quotidiane che fai, belle o brutte, importanti o meno importanti. A chi mi chiede: Ma secondo lei posso fare lattore? Io rispondo: Se non puoi farne a meno, quasi come fossi un drogato provaci, altrimenti lascia perdere. Io a un certo punto ho detto: comunque sia, comunque vada, anche se rester a dire sette battute per tutta la vita, non ha importanza, questo ci che voglio continuare a fare. Rina Morelli, grandissima attrice, in unintervista, rispondendo alla domanda Cos il successo? Da cosa determinato?, diceva allintervistatrice: Mia cara, che ti posso dire, non c nessun segreto, il segreto se c durare, durare, durare, durare e durare. E l la chiave di volta. Bisogna avere una passione infinita e non rinunciare mai. Tra tutti i ruoli che ha interpretato, ce n uno che le rimasto nel cuore?

televisione cinema teatro

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.71


Ho fatto tantissimi ruoli perch ho avuto la fortuna di recitare in tanti film e fiction importanti. Se devo scegliere dico Stefano Venuti, il pittore de I Cento Passi, perch riguarda un periodo della mia vita, riguarda la mia terra, perch se oggi Impastato fosse vivo sarebbe mio coetaneo. Attraverso questo personaggio, ho rivissuto la realt di un certo periodo della Sicilia vedendola con gli occhi di un adulto, mentre io lavevo vissuta da giovane. Mi sono trovato ad interpretare una persona che avevo conosciuto, cosa che a teatro ovviamente non mi era mai capitata. Quando ho incontrato Venuti aveva 93 anni e in una sera mi ha raccontato la sua storia intensissima, in cui ha rischiato anche la vita. E stata una bella responsabilit interpretare davanti alla macchina da presa e rappresentare la vita di questa persona. Lei anche un doppiatore. E pi difficile doppiare o recitare?

Il doppiaggio difficile tecnicamente, metti solamente la tua voce, cercando di rifare quella dellattore che devi doppiare. Recitare tutto un altro mondo. Il doppiaggio si fa con la voce e anche con un certo trasporto, invece si recita con gli occhi, con il cuore, con il corpo, con la voce, con tutto. Onestamente non mi ritengo un buon doppiatore, perch forse ho talmente bisogno di esprimermi che mi d fastidio assoggettarmi alle cose che ha fatto laltro attore, per quanto straordinario, come lultimo, John Malkovich nellEducazione Siberiana, l lui recita con una lentezza che ti verrebbe voglia di dire cambia ritmo. Ci vuole una bella tecnica, una bravura, una capacit notevole, ma recitare unaltra cosa. Ci sono stati anni in cui non avevo grandi possibilit di lavoro e ho fatto tanto doppiaggio, era quello che mi permetteva di vivere, ma appena cera la possibilit scappavo a fare degli spettacoli anche gratis, perch sapevo che era quello che mi interessava. I doppiatori italiani sono straordinari. Io ad esempio ho bisogno di guardare e riguardare una scena, quindi si mette muto come si dice in gergo, viene tolto laudio, hai solo lascolto in cuffia e fai un paio di prove, poi si comincia a registrare e a doppiare. Ci sono alcuni attori che guardano una volta la scena e dicono che sono pronti. Non so come facciano Anche quella una tecnica che si affina con il tempo. Ho grande stima per i doppiatori italiani ma un lavoro che non mi ha mai appassionato. Quali sono i suoi progetti futuri? Un film che ho gi girato Ragion di stato, sono due puntate per la Rai. E una storia di servizi segreti. Io sar un colonnello dellAise, il servizio segreto militare italiano impegnato in Afghanistan. A breve partiranno le riprese della seconda stagione de Il Giovane Montalbano. Sicuramente ci sar la seconda serie di Braccialetti Rossi, credo siano al lavoro per le sceneggiature. Questi sono i progetti certi per il futuro. Anche per Le mani dentro la citt ci sar la seconda serie? Da un punto di vista dellidea s, bisogner vedere come vanno gli ascolti e quali sono le strategie della rete, che sono imperscrutabili, per sulla carta c la possibilit che ci sia una continuazione anche di 'Le mani dentro la citt'.

teatro cinema musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.72

LA LEGALITA A TEATRO CON MARIANGELA DABBRACCIO

Intervista di Francesca Monti con Mariangela DAbbraccio E unattrice straordinaria, eclettica, un vulcano di simpatia e solarit, figlia e nipote darte, ha interpretato tantissimi spettacoli teatrali dei pi grandi autori, da Eduardo De Filippo, con cui ha debuttato sul palcoscenico, a Shakespeare, Pirandello, Woody Allen, al cinema l'abbiamo vista nella Traviata di Franco Zeffirelli, in Tu mi turbi di Roberto Benigni e in Per amore solo per amore di Giovanni Veronesi, mentre in tv ha preso parte a Gli angeli del potere, al fianco di Giorgio Albertazzi, e recentemente alla soap opera Un Posto al Sole nei panni della divertentissima Monica Cirillo. E anche una bravissima cantante ed lunica artista al mondo ad aver pubblicato un disco interamente dedicato a Tot interpretando ben 22 canzoni del grande attore napoletano. Lei Mariangela DAbbraccio e in questa piacevolissima intervista ci ha parlato dei due spettacoli teatrali che sta mettendo in scena, Dopo il silenzio, tratto dal libro di Pietro Grasso Liberi tutti, incentrato sulla lotta alla mafia (dal 22 al 28 aprile a Palermo - Teatro Bianchi), e Marilyn Monroe Fragments, che si basa sui diari personali scritti dalla famosa attrice americana.

teatro cinema musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.73

Signora Mariangela, attualmente in teatro con Dopo il silenzio, tratto dal libro di Pietro Grasso Liberi tutti. Ci pu parlare di questo spettacolo e di Maria Grasso, il personaggio che interpreta? 'Dopo il Silenzio' non uno spettacolo nel senso dei contenuti ma proprio unesperienza di vita per noi attori. Vedendo i telegiornali in questi giorni, sentendo quello che ha detto il Pontefice che ha ripreso la frase di Papa Giovanni Paolo II (rivolgendosi ai mafiosi Papa Francesco ha detto: Per favore convertitevi, c' ancora tempo per non finire all'inferno. quello che vi aspetta se non finite di fare il male, ndr), sembra che tutto quello di cui parliamo sia atrocemente attuale, la costante lotta alla mafia, il lavoro che hanno fatto e che continuano a fare le persone che ci credono e danno la loro vita per questo. La legalit, la giustizia in questo paese, la lotta alla corruzione e alle mafie, sono temi che riguardano tutti. Guardando i telegiornali, ho visto queste maestre che iniziano a inculcare nei bambini piccoli il senso della legalit e della giustizia, a cercare di far capire loro che c unaltra vita possibile a quella che propone la mafia. Questo fondamentale soprattutto per le famiglie pi deboli, pi povere, che hanno meno difese culturali, perch da ragazzini facile cascare in questa trappola. Penso che limmagine di Maria Grasso, insegnante per trenta anni nelle scuole siciliane, che ha a che fare con i bambini, che dice tutti i giorni: dobbiamo strappare i ragazzi alla mafia, insegnare loro a non aver paura, perch se non si ha paura la mafia sconfitta, nel senso che la mafia lavora proprio sulla paura, infatti chi si ribella al sistema mafioso viene minacciato, rappresenti proprio il pensiero futuro. Con il mafioso adulto troppo tardi, invece nei bambini possibile inculcare i concetti di legalit e giustizia, strapparli alle famiglie che fanno parte della >>

teatro cinema musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.74


mafia. Certo una cosa difficile, Maria Grasso racconta che a volte ci riuscita, altre ha perso i ragazzi che poi sono morti a causa della mafia. E uno spettacolo che messaggio di speranza d un

Lo spettacolo un messaggio di speranza, invita a non arrendersi, a continuare a lottare, a sperare in un futuro migliore, a cercare di far capire che non bisogna piegarsi alla minaccia, alla corruzione, ai soldi facili, alla scelta di una vita agiata che invece poi si rivela non essere cos, anzi si paga questa decisione per tutta la vita. A teatro ha interpretato le opere dei pi importanti autori, da Pirandello a Eduardo De Filippo, da Shakespeare alla Rosa Tatuata di Tennessee Williams, fino a La lampadina galleggiante di Woody Allen. Qual il personaggio che le ha regalato pi soddisfazioni? Io amo molto i personaggi che sono realmente esistiti, come Annie Sullivan in 'Anna dei Miracoli', una giovane insegnante americana che invent questo linguaggio per i bambini sordo-ciechi; come Camille Claudel che una scultrice francese importantissima, come Teresa la Ladra, come Marilyn Monroe, o Maria Stuarda, c tutta una serie di donne realmente esistite che ho amato tanto interpretare, forse perch una storia vera per certi versi pi forte di una inventata. Per poi ci sono anche altri ruoli altrettanto belli come Serafina in 'La Rosa Tatuata' (che nel film era interpretata da Anna Magnani), che mi ha dato grandi soddisfazioni, o quelli delle opere di De Filippo come per esempio Donna Amalia in 'Napoli Milionaria'. Nei mesi scorsi labbiamo vista recitare nella soap opera Un posto al sole, dove veste i panni della simpaticissima Monica Cirillo. Il suo personaggio torner prossimamente nella soap? S, sto girando le puntate di 'Un Posto al sole', contemporaneamente al teatro, e lo sto facendo volentieri. Monica Cirillo torner, avr anche pi presenza, ci saranno pi sviluppi, pi cose curiose che accadranno attorno a lei, un personaggio completamente diverso da quelli che ho fatto in teatro, ti devo dire che mi piaciuto subito quando me lhanno proposto. E unanticonformista, non esattamente una signora borghese e quindi mi d la

teatro cinema musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.75


possibilit di spaziare ed molto divertente. Il pubblico la ama, me lo dicono continuamente incontrandomi per strada. Lei anche una bravissima cantante e si esibita con il concerto Napoletana in prestigiosi teatri, ma anche a Casa Italia in occasione delle Olimpiadi di Londra 2012

E stata una bellissima esperienza. Da alcuni anni, pi di dieci, cerco di alternare il teatro con la musica e i concerti, sono napoletana per cui ho iniziato con la musica napoletana. Il concerto che ho fatto a Londra lo avevo portato in giro per lItalia, la prima tappa era stata al Teatro Quirino di Roma e da l sono stata invitata a Casa Italia. A maggio registreremo il disco relativo a questo spettacolo, Napoletana. Ho fatto poi altri concerti come Pathos al Magna Grecia Festival, e Anima Latina che era dedicato alla Musica Latina nel mondo, quindi Argentina, Portogallo, Cile, ovviamente Napoli, ma cera anche molto Piazzolla, Pessoa, tutto ci che Sud del Mondo che si incrociava con i nostri cantautori, come Endrigo o Tenco, quindi era molto interessante scoprire queste strade. Teresa la Ladra invece uno spettacolo che abbiamo finito di mettere in scena a febbraio e che torner il prossimo anno, con la regia di Francesco Tavassi, scritto da Dacia Maraini, musicato da Sergio Cammariere. In quel caso riesco a unire la prosa con la musica, perch diventata unopera musicale, sono in scena con cinque musicisti e canto otto canzoni inedite scritte appositamente da Cammariere. E stato uno spettacolo molto bello perch univa le due possibilit che mi sono scelta nella vita, la musica e il teatro. Poi Teresa la ladra diventato un disco che si trova in Feltrinelli insieme al testo teatrale, con la partecipazione di Sergio Cammariere al pianoforte. Lei ha inciso anche un disco, Il cuore di Tot, dedicato al grandissimo attore napoletano. Qual la canzone napoletana che preferisce cantare? Ce ne sono tante bellissime. Devo dire che quella che istintivamente mi viene cos, come unaria, Maruzzella, perch ha qualcosa di semplice, scaturisce con una facilit tale che sembra che questa canzone ti appartenga da sempre. Infatti apre e chiude il concerto >>

teatro cinema musica

IL POPOLO VENETO N.08/2014 PAG.76

perch mi sembra che sia quella che racconta Napoli in un attimo. Per sono tutte bellissime. Poi stranamente sono diventata senza saperlo linterprete che pi ha cantato Tot, nel senso che io sono lunica che ha pubblicato un disco, con la Sony Music, distribuito a livello nazionale ed internazionale, interamente dedicato a Tot, con 22 sue canzoni. Nessun artista aveva mai fatto una collezione di canzoni dedicata a Tot. Quando abbiamo registrato il disco non immaginavamo tutto ci, era nato da uno spettacolo che avevamo messo in scena e quindi era normale mettere 22 canzoni, e cerano anche tre inediti, che sua figlia Liliana ci aveva concesso, trovandoli tra le carte. Quindi questo disco diventato un cult e cos mi sono trovata ad essere la maggiore interprete di Tot. Ho cantato 22 canzoni ma Tot ne ha scritte almeno 45, nessuno per gli ha mai dedicato cos tanto spazio come autore di musica. Prossimamente sar in scena con lo spettacolo Marilyn Monroe Fragments Fino a fine aprile sar in scena con Dopo il silenzio. Ma in mezzo ho una sospensione perch riprendo con lo spettacolo Marilyn Monroe Fragments, sar a Firenze, a Milano e a Campione dItalia. Sono i diari segreti di Marilyn, pubblicati a 50 anni dalla sua morte, dove si legge quello che lei realmente ha scritto, c di tutto, i suoi pensieri, le battute che non ricorda, le crisi di panico, la paura di andare sul set, come cucina un pollo, le lettere che lei scrive dallospedale psichiatrico quando era ricoverata. Poi da questi scritti esce fuori una poetessa perch ci sono tutte le sue poesie meravigliose, fantastiche, deliranti, ma anche unintellettuale, che tormentata continuamente da domande esistenziali, e dal lavoro psicanalitico e psicologico su se stessa. E uno spettacolo particolare e unico. Quando ho visto questo libro pubblicato dalla Feltrinelli ho pensato che dovesse assolutamente essere messo in scena, perch la gente deve conoscere cosa scriveva Marilyn di se stessa, dopo aver letto per anni e anni ci che gli altri hanno scritto di questa donna. E un viaggio interessante da farsi perch entri nellanima di Marilyn, non te la immagini, ma esprimi proprio quello che lei scriveva e pensava, quindi i segreti pi intimi e cos esce fuori unimmagine inedita di lei. Non far Marilyn con la parrucca, non mi pongo il problema di rifarla come modello estetico, sono cos, come sono io, una donna bruna, mediterranea, per cerco di dare la sua anima. Il complimento pi grande che mi fanno che dopo un po non mi vedono pi bruna ma vedono Marilyn, questo penso sia un po un omaggio a lei, nel senso che dopo un po io non ci sono pi ma c lei con le sue parole, i suoi pensieri. Ci saranno anche le canzoni, sar accompagnata da un contrabbassista, Raffaele Toninelli. Canter ma con un grande rispetto, una grande intimit, perch quello che vogliamo raccontare lei, non lesibizione dellattrice che fa lo show, per c anche la musica perch Marilyn senza la musica impensabile, lei e la musica erano una cosa sola. La regia di Carmen Giordano, una giovanissima regista. E stato un incontro molto bello, un progetto singolare.