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MERCOLED 31 DICEMBRE 2003

LA REPUBBLICA 39

DIARIO
di
MONDO ITALIA

Tutti i conflitti dellera post tragica


BERNARDO VALLI
(segue dalla prima pagina) nzitutto il crollo, alla fine del 2000, del processo di pace tra israeliani e palestinesi, cominciato con gli accordi di Oslo del 93. E, ovviamente, limpatto provocato dallelezione di George W. Bush, che ha messo gli stivali agli Stati Uniti. Non devono essere sottovalutate neppure le brucianti polemiche di Durban, durante la terza conferenza dellOnu contro il razzismo, nellagosto del 2001. Esse hanno rivelato quanto fosse profondo il risentimento del Terzo mondo. Gli attentati dell11 settembre, sempre nel 2001, hanno dato un sinistro avvio al millennio appena iniziato. Lintervento in Afghanistan stata la prima visibile conseguenza. La guerra anglo- americana in Iraq, senza lapprovazione dellOnu, stata la concreta applicazione del principio della guerra preventiva. Dal quale derivata la profonda divergenza tra Europa e Stati Uniti sulla politica estera, e in particolare sulla concezione del mondo. Un mondo multilaterale per gli europei e invece unilaterale per gli americani. Il risveglio, a Cancun, dellantagonismo Nord-Sud stata la conferma degli umori che regnano sul nostro pianeta. In questi forti episodi della vita internazionale riassunta la realt del mondo post tragico in cui noi europei abbiamo la giusta impressione di vivere. Dai conflitti a bassa intensit, che lequilibrata minaccia nucleare (Usa-Urss) conteneva impedendo lesplosione di guerre totali, siamo passati a una conflittualit radicale. Dopo avere perduto, l11 settembre, linvulnerabilit del territorio nazionale, gli Stati Uniti si sono resi conto di avere un avversario che sfugge alla loro doppia dissuasione: a quella nucleare, ad alta intensit, come a quella navale, a normale intensit. Come sconfiggere il terrorismo, che non ha confini e ha innumerevoli e invisibili teste, e quindi sfugge alla forza classica della superpotenza? Da qui il conflitto interminabile: lulcera cronica che affligge il mondo doggi. Non pochi europei ripongono la loro speranza nel voto americano di novembre. Per dissipare lincubo contano sugli elettori doltre Atlantico. I quali potrebbero rimandare George W. Bush a casa, nel Texas. A parte il fatto che in autunno potrebbe accadere lesatto contrario di uno sfratto dalla Casa Bianca, immaginare che un cambio della guardia a Washington possa riportare la quiete nel mondo, una pura, ingenua illusione. E unidea che ci dobbiamo togliere dalla testa. E la visione di societ vassalle, che fanno dipendere il loro futuro dai cambiamenti ai vertici dellimpero. La superpotenza americana e limpotenza dellOnu, cosi come la debolezza dellEuropa e le esplosive frustrazioni mediorientali, la straordinaria crescita della Cina e linsanabile schizofrenia della Corea del Nord, sono realt che prescindono dallidentit del presidente degli Stati Uniti. Certo, non vedere pi in prima fila sul palcoscenico di Washington uomini (come Rumsfeld, Wolfowitz, Perle...) che credono nel destino eccezionale e solitario dellAmerica, sarebbe un bel sollievo. Era senz altro pi facile il dialogo ai tempi di Bill Clinton e di Madeleine Albright, che si giudicavano anchessi indispensabili, ma sapevano trattare con gli alleati, e, se possibile, con gli avversari. O davano questa impressione. Comunque non erano lespressione di un fondamentalismo in guerra con un altro fondamentalismo. Nellattesa del voto americano, il Medio Oriente resta lepicentro dellulcera cronica che affligge il mondo doggi. LIraq la piaga pi infetta e dolorosa, ma altri sono i punti sensibili di quellarea in crisi che possono provocare gravi esplosioni. Il Pakistan e lArabia Saudita sono due polveriere. Il primo retto da un regime che non controlla un territorio in cui sono annidati importanti nuclei terroristici. La seconda nasconde conflitti irrisolti che potrebbero compromettere la stabilit di una paese in cui si trovano i pi importanti giacimenti petroliferi e i luoghi sacri per miliardo di musulmani.

Per Berlusconi successione o rinascita?


EDMONDO BERSELLI
(segue dalla prima pagina) na sconfitta seria di Forza Italia alle elezioni europee, per esempio, che mettesse allo scoperto lallontanamento degli elettori dal cerchio stregato delle promesse forziste. Oppure un accumulo di tensioni e conflitti dentro la Casa delle libert: verifica, rimpasto, fase due, tutte le parole che si mettono in gioco allorch il fallimento di un governo acclarato, e torna il tempo della propaganda. Scenari che sfumano nel fantapolitico. Si sa benissimo che, se cade Berlusconi, crolla anche il centrodestra. Quindi i soci del Cavaliere accarezzano in realt il cupio dissolvi. certo che la sparizione, o il ritiro, di Berlusconi dalla scena politica costituirebbe linnesco di uno straordinario periodo di politica politicante, peggio che nella vecchia Repubblica dei partiti. Ma al termine della partita a scacchi del dopo-Berlusconi che cosa resterebbe? Forse solo la scena mediocre di una politica sconvolta: addio al bipolarismo, ricerca affannosa di una soluzione neoconsociativa, con pezzi del centrodestra e frammenti dellUlivo tesi alla ricostituzione di un monopolio politico, un polo unico per governare lItalia dal centro, con tanti saluti allalternanza, ossia allo schema competitivo imposto dal sistema maggioritario. A parole tutti i protagonisti della politica nazionale, a destra e a sinistra, da Marcello Pera a Massimo DAlema, sono convinti sostenitori del formato bipolare. Ma facile immaginare che cosa succederebbe nel caso di un improvviso ritiro del capo della Casa delle libert dallarena politica: tolto di mezzo il patron, tutti i vicari si sentirebbero abilitati a prenderne il posto, alzando il sipario su una vivacissima e sterile commedia politica allitaliana. Ma cos realistico pensare alla fine politica di Berlusconi? Se si stila un bilancio dopo quasi tre anni di governo, i numeri inclinano al peggio. La creativit finanziaria si mostra sempre pi come un espediente per convincere lelettorato che non abbiamo alzato le tasse. Il miracolo economico italiano si infranto sulla congiuntura internazionale, come era stato puntualmente predetto dai migliori economisti, e delle grandi idee annunciate rimangono i cascami, come la sciocchezza familista dei mille euro per il secondo figlio. La presenza europea di Berlusconi si riassume in una serie di boutade, oppure di cattive azioni, come lo sgretolamento del patto di stabilit perseguito e attuato dal ministro Tremonti. E il semestre di presidenza italiana si chiuso fra le barzellette celebrando con risate a denti stretti il pi colossale fallimento della storia recente dellUnione. In ogni caso, a Berlusconi non rimane altra carta se non reinventare se stesso. In fondo, il suo successo non dipendeva solo dalle promesse mirabolanti, ma anche dallavere ricomposto un blocco sociale anticomunista, coagulato dallavversione per tutto ci che pubblico, per la magistratura, i professionisti politici, il sindacato, la burocrazia. Alcune fasce di questo blocco stanno scontando amaramente il miracolo virtuale e limpoverimento reale realizzato dal berlusconismo, e dunque possibile che qualcosa di profondo stia grippando nella macchina del consenso del centrodestra. Ma per accertarlo, questo grippaggio, non bastano le sensazioni, e neanche i sondaggi che danno il centrosinistra in testa. Occorre la prova elettorale, e su questo terreno si capisce che Berlusconi vender cara la pelle. Si apre un ciclo elettorale lunghissimo, con le europee, le amministrative, le regionali e infine le politiche nel 2006. Il fondatore di Forza Italia ha tutte le risorse per drammatizzare, per radicalizzare il conflitto, per riaprire la stagione degli annunci, per attribuire allopposizione la responsabilit del suo fallimento. Se c una sola possibilit di reinventare se stesso, Berlusconi si reinventer. E oggi come oggi la riuscita della sua reinvenzione dipende soltanto dalla disponibilit degli italiani a credergli.

Disegno di Tullio Pericoli

NE XT
Sillabario dell anno che verr
ILVO DIAMANTI

Dodici mesi che saranno segnati dalle piaghe perenni del Medio Oriente e dallattesa del voto negli Usa

NEXT adesso. Subito. Perch difficile immaginare ci che accadr, non domani, ma perfino stasera. Se globalizzazione ha un significato, per gli individui, proprio questo. Riduzione del tempo e dello spazio. Al punto da annichilire ogni possibile previsione. Tutto ci che avviene ovunque pu condizionare il mio piccolo mondo. Il mio privato. Oggi. E comunque mi emoziona, mi coinvolge. Le torri gemelle che si sfaldano. Lintervento in Iraq. Ma anche i mille fuochi accesi in luoghi insospettabili. Timor est, la Cecenia, il Daghestan. E i mille morbi mitici, evocati a mille e mille miglia da noi. Lebola e la sars. Ci fanno sentire in pericolo. Minacciati. Il tempo. Si accorcia. E lattualit supera ogni profezia, per quanto iperbolica. La spinge nel passato. Per cui diviene difficile non solo immaginare, ma immaginare di immaginare. Il futuro. E se ieri era importante investire, in vista di un domani (ritenuto) prevedibile, oggi conta essere flessibili. Per aderire alle pieghe di un presente infinito. Senza perdersi.

NEXT.

Nel nostro paese parte un lungo ciclo elettorale che stabilir se si rotto qualcosa nel consenso del centrodestra

40 LA REPUBBLICA

DIARIO

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GENNAIO
Bush preventivamente dichiara guerra a Giava per via che quella gente chiss cosa covava. Chiss che cosa pensano gli indiani col turbante quando nel cesto allevano il cobra sibilante. Chiss che cosa sognano i turchi quando fumano chiss dove si infognano le negre quando tubano. E le trib del Laos che meditano il caos? E linfido decubito dei khmer sotto la palma? E i cogito ergo dubito di cui la Terra colma? Meglio educare subito i popoli alla calma.

FEBBRAIO
Mille blocchi stradali congelano il paesaggio tra slogan bitonali: Autobus Selvaggio. I crumiri si pentono picchettano depositi i bigliettai si assentano dai cadreghini appositi. Anche il prefetto sciopera con spaventosi effetti: nessuno che si adopera perch lo si precetti. Le badanti non badano i becchini non scavano i giornali non girano gli attaccanti non tirano. Il lavoro flessibile poi alla lunga lo scopri favorisce un sensibile ritorno ai cazzi propri.

MARZO
Sanremo, laudience sale quando irrompe sul palco una banda rivale. Lo scoop di un rotocalco laveva preannunciato: Festival nel mirino, non stato invitato il Re di Broccolino (quello che fa Sinatra con un coro di mitra). Cadono tra i bouquet cantanti e conduttori finalmente ha un perch quello scialo di fiori. Da quel fine stratega Renis non fa una piega e proclama la netta vittoria dei Gambino. Vespa dopo unoretta intervista il Padrino.

SATIRA IN VERSI
MICHELE SERRA

APRILE
Bel discorso di Bossi: bingo-bongo e baluba beduini e balossi le santone di Cuba le rumene col tanga i mau-mau del Katanga i predoni Tuareg i bru-bru del Magreb gli oba-oba operati i pigmei pederasti i malesi ammalati i ceceni rimasti le trib di Lumumba la macumba, la rumba i cinesi di Mao i risci di Pao-Pao i pirati calmucchi le bagasce circasse i macr mamalucchi tute gran brute rasse.

mAGGIO
Che fine ha fatto Previti? E Tanzi? E Bin Laden? Chi risarcisce i debiti del crac della Moplen? E il coglione seriale che boicotta lImpero spremendo un punto nero nellacqua minerale? E il medico sociale che siring Del Piero? Lo promette il governo: Italia pi severa entro la fine-inverno. Ma intanto primavera. La gente canta e balla si fa i cavoli suoi. La folla fa corona (proprio come a Pamplona) al galoppo dei buoi fuggiti dalla stalla.

gIUGNO
Oscurato Santoro anche al videocitofono per salvare il decoro del condominio. Finito il predominio a colpi di microfono: a Socci per gridare con il volume a mille viva il Trono e lAltare bastano le tonsille. Poi nello spazio-donna ospita la Madonna. Concordano le stime degli opinionisti: questo non un regime soltanto un repulisti. Il figlio di Del Noce un pochino in ritardo: pap studiava Croce lui assume Pappalardo.

ar lanno in cui la crescita americana cessa di essere jobless e si traduce in nuove assunzioni. I traumi della delocalizzazione di fabbriche e servizi verso lAsia appariranno allora meno gravi: la fuga di colletti blu e bianchi in Cina e in India torner ad essere compensata da posti qualificati, figli di un nuovo ciclo di innovazione (nellhi-tech, occhio alla biogenetica). Accanto alla tenuta dei consumi e alla ripresa degli investimenti, anche il mercato del lavoro torner a sorridere, facilitando la rielezione di George Bush. La Cina proseguir la sua galoppata irresistibile verso lo sviluppo capitalistico, raggiungendo simbolicamente il Pil della Germania e avvicinandosi a quello del Giappone. LEuropa cercher di agganciarsi alla locomotiva americana, ma la sua crescita rimarr penalizzata e rallentata da un euro troppo forte, accentuando le tensioni sociali legate ai progetti di riforma del Welfare. La mini-crescita europea, a differenza di quella americana, non sar sufficiente a creare nuova occupazione in misura significativa. Un anno di transizione, quindi, in attesa che lUnione europea trovi finalmente una dinamica di sviluppo autonoma, non pi eterodiretta. Ma questo, pur nei suoi chiaroscuri, lo scenario pi ottimista. Non proprio un 2004 felicissimo

RIPRESA

George Bush e il boom della Cina


FEDERICO RAMPINI
per lEuropa, ma il meglio che ci si possa aspettare. Una variante ben pi negativa la seguente: la discesa del dollaro cessa di essere un aggiustamento graduale, diventa una caduta scomposta, crea fughe di capitali destabilizzanti, che rendono difficile il finanziamento del deficit americano con lestero. La Federal Reserve deve reagire alzando i tassi dinteresse per cercare di far riaffluire capitali stranieri in America, ma cos facendo toglie ossigeno alla ripresa. Il rialzo dei tassi buca la bolla immobiliare negli Stati Uniti. La crisi di fiducia si trasforma in panico, con ripercus-

sioni traumatiche sui mercati finanziari. Altra possibile variante: il boom della Cina, finora perfettamente sinergico con la ripresa americana, per eccesso di investimenti degenera a sua volta in una bolla speculativa che crea troppa inflazione, per poi scoppiare con una nuova febbre asiatica sui mercati globali. Terza variante peggiorativa: una combinazione di delusioni sul fronte americano e su quello cinese inaspriscono le relazioni politiche tra i due colossi delleconomia mondiale. Nella nomination democratica per le presidenziali vince Dick Gephardt, legato ai sindacati e fortemente protezionista. Per contrastarlo e rimanere alla Casa Bianca, Bush alza i toni verso Pechino e vara barriere contro le importazioni dallAsia. La Cina diventa meno generosa nel finanziare il deficit pubblico americano e il Tesoro di Washington fatica a piazzare i suoi BoT sui mercati. Le rappresaglie protezionistiche accentuano linstabilit dei cambi, e uccidono la nascente ripresa. In tutti questi scenari di crisi, lEuropa non avrebbe motivo per rallegrarsi delle sciagure altrui. La crescita mondiale un gioco a somma positiva. Se si fermano lAmerica e la Cina, il Vecchio continente non verrebbe risparmiato dalla gelata economica.

I probabili scenari per il 2004 in alcuni dei settori pi caldi della scena mondiale e di quella italiana

njoy. Un anno senza pi sogni. Lo sport cos com: molto nudo, molto inquinato. Senza nemmeno la soddisfazione di poter dire: passa la palla. Non nel campionato italiano, perch quello che verr sar il disastro: economico, morale, finanziario. Troppi debiti, troppa impossibilit a gestire il naufragio. Si sta come dautunno sugli alberi le foglie. Appunto. Qualche altra grande societ affonder, grandi pezzi di storia, a spasso sulle onde di un calcio che non pi. Collasso, squadre sventrate dalla crisi. E le solite banche, che reggono tutto, a decidere: ti salvo, non ti salvo. Una malsanit del sistema calcio dove tutti sfogano le loro febbri, senza in realt aver voglia di guarire. Ah s, le partite, Quella grande cerimonia mistica che ci rende tutti credenti. Questo lanno degli europei di calcio, a giugno in Portogallo. Un paese che sa giocare e stare vicino a chi gioca. Il piccolo Brasile, lo chiamano. Stessa lingua, stessa confidenza con il pallone, stessa voglia di ricami. Sono europei di una generazione che se ne va e che vorr gestire con fantasia concreta il suo lungo addio, Zidane ha appena detto che sar la sua ultima volta con la maglia della nazionale francese. Ma saranno anche

SPORT

Il grande malato tra Europei e Olimpiadi


EMANUELA AUDISIO
gli europei di una generazione che arriva e che come Totti ha tutto, forza, giovent e tecnica per spolpare il suo osso preferito. E lui lItalia che interessa. E a lui che si chiede invenzione, bellezza, capacit di sorpasso. In unEuropa che comunque sa giocare e che con Francia di Trezeguet, Repubblica Ceca di Nedved, Portogallo di Figo, promette gran ballo e buon spettacolo. Niente orari astrusi, niente contorno folklorico o spaziale, solo vecchio e caro calcio. E poi i Giochi Olimpici, ad Atene, in pieno agosto, in quella che

si annuncia come ledizione pi torrida della storia. 36 gradi da brivido caldo. Tutti gli sport dei cinque continenti, 303 nazioni, e la voglia di fare miracoli. Nel paese dove tutto nacque, nel 1896, e dove tutto ritorna pi di un secolo dopo. Ma un tutto stravolto, minacciato, contaminato. Dai venti di guerra, dal terrorismo internazionale che ormai cerca prede succose e grandi eventi, in una citt scomposta come Atene, difficilmente difendibile dalle forze del male. Nella squadra olimpica americana gira gi una circolare segreta che autorizzerebbe gli atleti nel villaggio a non indossare la tuta della nazionale, per non essere indentificati come bersaglio. Giochi anche loro alle prese con una crisi economica e didentit che ha tagliato i rifornimenti a molti sport e con la necessit di ritrovare facce pulite, pi qualche goccia di spiritualit. I record s, quella sensazione di stupire il mondo, di scardinarlo dalle sue certezze e far volare lumanit pi in alto. Lo promettono in tanti, ma sottovoce, in questo 2004 complicato. Anche perch a viaggiare veloce e a fregare tutti, gi sulla linea di partenza, il nuovo doping, creato, elaborato e raffinato solo per lo sport, cliente prestigioso e di successo. Prego, servitevi.

i pu dire che lanno prossimo sar lanno della riforma del Welfare in Europa. Il primo fattore che porta a questa conclusione che i governi adesso hanno capito che non hanno pi la possibilit di utilizzare la politica macroeconomica. Si sono fatte grandi polemiche intorno al patto di stabilit e alla grande colpa della Francia e della Germania, ma di fatto il patto di stabilit viene applicato perch i due paesi hanno accettato di mantenere una politica di bilancio restrittiva. Ovviamente non c neanche la possibilit di utilizzare la politica monetaria, che non pi nelle mani dei governi. Dunque resta la politica strutturale. Cosa significa questa espressione? Nellambito europeo questa politica punta a un dimagrimento del Welfare State. Perch il Welfare State si rivela troppo costoso, soprattutto quando non c crescita. E da tre anni la crescita quasi sparita dallEuropa e quella che si prevede per il 2004 non granch. Qualcosa si iniziato a fare in Italia sulle pensioni e, prima, anche in Francia. In Germania stata adottata lAgenda 2010, che un forte piano

WELFARE

Una riforma necessaria ma pericolosa


JEAN PAUL FITOUSSI
di dimagrimento della protezione sociale. Dunque questa la via che resta aperta ai governi se vogliono darsi da fare. Ma non certo se tutte queste riforme strutturali, che sono annunciate come dolorose, avranno un effetto di stimolo sul dinamismo dei paesi europei o se, facendo crescere lincertezza, non provocheranno invece timori per il futuro, facendo cos aumentare il tasso di risparmio e contribuendo a una crescita bassa. Riforme a lungo termine come queste, in un periodo in cui la sofferenza sociale non poca, non possono che aumentare tale sofferenza, perch con queste riforme le spese sanitarie saranno rimborsate in misura minore, le pensioni saranno pi

basse, la precariet sul mercato del lavoro crescer. E quindi il futuro sar ancor meno brillante del presente. Eppure esiste unaltra strategia per lEuropa, strategia tra laltro che stata promessa ai cittadini. Ai popoli europei stato detto: Diamo vita alleuro per proteggervi dalla globalizzazione, per fare in modo che lEuropa abbia modo di adottare politiche di crescita con unautonomia maggiore che in passato. ancora possibile adottare questa scelta, ma bisognerebbe usare gli strumenti che si hanno a disposizione e oggi lo strumento euro non utilizzato. La responsabilit principale di tutto ci non nella Banca centrale europea, come qualcuno pu pensare, bens nella struttura istituzionale del sistema europeo, struttura che a sua volta deriva anche dagli egoismi nazionali. A provocare lo stallo dunque questa volont contraddittoria dei governanti europei, che dicono di voler costruire lEuropa senza per abbandonare i poteri che derivano dalle sovranit nazionali. E i risultati, negativi, che si ottengono ne conseguono inevitabilmente.

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PER DODICI MESI


LUGLIO
Caldo canicolare con effetti tremendi: basta per liquefare gli ultimi dividendi. Tremonti aggiusta i conti coi suoi modi precisi: alza di due o tre punti la soglia della crisi. Ma il prezzo dei cocomeri ormai di molti numeri: clima sociale fosco da assalto al chiosco. Lungo le massicciate i vecchietti pi attivi rubano le patate negli orti abusivi. Ladri di fagiolini piacciono al giornalista: ha un taglio neorealista e cita Zavattini.

OTTOBRE
Costruiscono un cesso con le noci di cocco: nuovo grande successo dei Famosi. Il ritocco del reality-show che il casting prevede anche un cane chow-chow che riscopre la fede. C la Ruta, c Gnocco il digi Persicetti lo stilista Patrocco lonorevole Ughetti. Nello show concorrente si punta sullestremo: un autentico scemo diventa Presidente. Osama e il mullah Omr fanno nuovi proseliti sterminando le star dei maggiori reality.

NOVEMBRE
Smentisce il Cavaliere di avere dichiarato allEco di Tampere che Prodi un minorato. E sgrida linviato del Daily di Calcutta per il virgolettato sullIndia molto brutta. Poi con parole nette precisa che Playboy la frase sulle tette lha aggiunta solo poi. Una lettera al Foglio giustifica e corregge un increscioso imbroglio: la gag delle scoregge al vertice degli Otto (quando Casini svenne) non vero che avvenne durante il risotto.

DICEMBRE
Natale molto austero con cenoni anche minimi: stesi sul pane nero pochi fagioli esanimi. E un capitone unico estratto tra i condmini. Lungo le strade, in runico scrivono i veri uomini che per lOra Fatale rivogliono il Maiale. Weimar capitolina identica negli anni: odor di varecchina e voci di ragazze che in cima alle terrazze stendono i panni. Solo la Mussolini impazzita davvero: col vestito a pallini proclama lImpero.

AGOSTO
Partenze intelligenti alle tre del mattino con i fanali spenti per fregare il vicino. Tonici e lampadati vestiti come a Djerba ma tutti incolonnati in unalba di merda. Nuove mode in Riviera: il gavettone al vomito il gelato al barbera lorecchino sul gomito. Briatore fa lapostata si dissocia dal sesso forse perch ha la prostata e fa pip pi spesso. Su qualche molo sardo folla di appassionati consuma con lo sguardo i vip gi consumati.

SETTEMBRE
Nuova legge di Stato sulla fecondazione: si decreta che il fiato il nonno dellembrione che il bacio indissolubile (specie per una nubile) e andare insieme al cine un mezzo per il Fine. Locchiata sul sedere la mano sulla chiappa valgono come tappa del divin provvedere. Lo Stato liberale diffonde un manuale che insegna a fornicare a scopo familiare. Minuzioso e sconcissimo (parla di fica e cazzo!) apprezzatissimo dal Clero e dal Palazzo.

Quali incognite gravano sulla politica e leconomia e cosa dobbiamo aspettarci nella vita quotidiana

iusciremo finalmente, nel 2004, ad essere trendy? Avremo la forza danimo e la buona volont, oltre al denaro, per seguire la funambolica quantit di trend che gli esperti del ramo continueranno a proporci con eroica imperiosit? Qualche antipatico sperava che, dati i molti disastri reali accaduti nel 2003, il trend fosse diventato un po meno trendy, invece pi che mai bisogner prepararsi ad essere allaltezza dellimpresa. Infatti qui e subito, a Milano e a met gennaio, ci sar una rassegna dalla sigla enigmatica, Signvm, che gli organizzatori sperano diventi una parola trendy del linguaggio trendy, e che significa Serie Limitate e Stile di Vita. Nulla di nuovo quindi nel 2004, se non la possibilit che, a furia di sentirsi proporre non la vita ma i suoi stili pi vacui (letnico e il fusion, lhappy hour ed Emilio Fede), la gente cominci a sentirsi raggirata e provi a sopportare la vita, e a goderla, senza la maschera della famose Tendenze: rappresentate meglio di tutti dal TG2 Costume e Societ, da cui quotidianamente apprendiamo il trend esclusivo per le masse televisive, da come va servito il caviale ai giusti carati del diamante di fidanzamento. Nel 2003 nacquero ovunque e si presume continuino a proliferare,

TENDENZE

Basta col trend godiamoci la vita


NATALIA ASPESI
lussuosi negozi dove si pu abbinare la poltrona alle mutande alle pentole, il tutto persino leopardato, e si diffusero lavori atipici per nullafacenti di lusso, come il personal shopper e il trend setter, sempre pi richiesti anche da politici e signora. Il Natale stato magro, si prospettano rincari, ma, forse disperati, i produttori di Lusso & Eccellenza e il Signvm, si rivolgono al Ccer, il Consumatore Culturalmente Elevato e Raffinato, perch non si lasci distrarre dalle tragedie del mondo e dagli spaventi nostri: e non si privi dei Cpq, i Complementi di Piacere Quotidiano con

cui identificarsi e intasare se stesso e la sua casa gi intasatissima. Chi non una delle tante sapienti cartomanti tivu, pu solo ipotizzare quali trend dovr subire oppure augurarsi. Dovrebbe essersi esaurita, per esempio, la folla di bimbe sporcaccione che scrivono best seller sulla loro erotomania, mentre si d per sicuro lincremento delle vecchie sporcaccione che scriveranno best seller sulla loro erotomania e di cui anche il cinema si sta occupando. Nella moda, la sopravvenuta deformazione del piede (come per le cinesi dellantichit) a causa delle scarpine a siluro, dovrebbe rendere se non trendy, almeno curative, le cosiddette francesine da suora, mentre in vista dei moralismi legislativi che potrebbero interessare il governo liberista, sar bene occultare lombelico e magari rendere trendy il velo nero, da vedova di mafia del passato. Dovrebbero tramontare la cucina creativa, liberandoci finalmente dai gamberetti alla cioccolata e dal gelato di gallina, per tornare al vecchio minestrone, che danno per certo di futura gran moda. Potrebbe invece continuare la tendenza a strozzare la moglie e ad accoltellare la fidanzata, o viceversa. Quanto ai risparmi familiari, se ci saranno, il massimo trend sar tenerli sotto il materasso.

Il mondo e lo Zodiaco in una incisione seicentesca di Andreas Cellarius

l 2004 vedr protagonista della ricerca avanzata in campo oncologico il Dna (genomico), e le proteine che i costituenti del genoma (i geni) producono (proteomica). Quali saranno in concreto i progressi che ci aspettiamo? Innanzitutto la possibilit di stabilire per ogni tumore quali sono le alterazioni nei geni che lo costituiscono. Sappiamo che il processo tumorale il risultato di una quantit di alterazioni nel Dna di una cellula (mutazioni) che intervengono progressivamente nel corso degli anni. Queste mutazioni possono essere pi o meno gravi e possono dar luogo a proliferazioni tumorali di carattere diverso, benigne, poco aggressive o molto aggressive. In particolare una di queste mutazioni quella che conferisce alla cellula tumorale la capacit di staccarsi dal focolaio di origine per andare a colonizzare in organi lontani (metastasi). la mutazione pi temibile che, quando occorre, rende la cura della malattia particolarmente complessa, difficile e ad esito incerto. importante quindi conoscere se questa mutazione avvenuta nelle cellule tumorali del paziente che stiamo osservando. Se av-

MEDICINA

La speranza ci viene dai geni


UMBERTO VERONESI
venuta bisogner anticipare le terapie pi efficaci perch le metastasi non si sviluppino, se viceversa non avvenuta, il paziente pu essere curato con terapie semplici, dirette soprattutto ad asportare correttamente il tumore nellorgano di origine. Conoscere il Dna dei pazienti con tumore sta anche allargando gli orizzonti per stabilire il rischio individuale, in una popolazione apparentemente sana, di sviluppare in futuro questo o quel tipo di tumore. Si tratta di quella medicina predittiva che pu, sia pure in parte, leggere nel futuro degli individui con tutto il suo carico di problemi psicologici, etici e sociali. Poich il Dna che costituisce i geni funziona da stampo per le proteine del nostro corpo, im-

portante conoscere quali siano le proteine anomale che il Dna tumorale (che come si detto, alterato), pu mandare in circolo. Avremmo quindi uno strumento diagnostico importantissimo perch queste proteine circolanti sono specifiche per ogni tumore (marcatori tumorali) e possono svelarci la presenza di cellule tumorali in una fase inizialissima di sviluppo. Infine conoscere le alterazioni del Dna connesse con le varie patologie tumorali ci offre le basi per creare quei farmaci (cosiddetti intelligenti) che vanno a colpire solo le cellule tumorali lasciando intatte le cellule normali. Il processo per costruire questi nuovi farmaci (farmacogenomica) complesso e costoso e molte industrie farmaceutiche stanno investendo molto in questo settore. Ma le terapie antitumorali mirate, non hanno solo il Dna o la sua espressione proteica come bersaglio. Vi un nuovo settore di indagini sulle terapie recettoriali, che si basano sulla conoscenza dei tanti recettori che sono situati sulla superficie delle cellule tumorali. Una tecnica che ha gi ottenuto risultati incoraggianti in molte forme tumorali.

l 2003 stato lannus horribilis dellEuropa, segnato dalla spaccatura sulla guerra in Iraq, dalla violazione del Patto di stabilit e dalla mancata approvazione della nuova Costituzione: tre crisi di cui il governo di Silvio Berlusconi porta una larga fetta di responsabilit. Il 2004 sar un anno frenetico e non meno cruciale, segnato dal definitivo ingresso dei dieci nuovi stati membri, il primo maggio, e dalle elezioni per il parlamento europeo, in giugno. I governi europei dovranno giocare le loro carte contemporaneamente su quattro tavoli: le nuove nomine europee, il processo costituzionale, la definizione delle prospettive finanziarie e la decisione sullallargamento alla Turchia. La partita delle nomine sar in larga misura collegata al risultato delle elezioni europee. Il mandato di Romano Prodi e della sua Commissione scade ad ottobre. Ma la designazione del successore, come anche dellalto rappresentante per la politica estera, carica oggi occupata da Javier Solana, dovrebbe avvenire gi a giugno, dopo le elezioni. Un successo del Ppe su scala continentale, che viene dato per probabile dai sondaggi, dovrebbe portare alla designazione co-

EUROPA

Nomine e Turchia le partite pi difficili


ANDREA BONANNI
me presidente della Commissione di un primo ministro o ex primo ministro di quel partito. La battaglia sar dura. La ricerca di una soluzione istituzionale dopo il fallimento del vertice di Bruxelles, in dicembre, sar limpresa politicamente pi difficile del 2004. Tutti si dicono ottimisti sulla possibilit di trovare un compromesso entro lanno, ma il risultato non affatto scontato. Infatti, se lo stallo dovesse prolungarsi oltre, assai probabile che i paesi pi euroentusiasti (di cui lItalia

del governo Berlusconi non fa pi parte) decidano di andare avanti sulla via dellintegrazione per proprio conto, anche a costo di uscire dal quadro comunitario. Apparentemente non connessa, ma in realt strettamente legata alla questione istituzionale, sar la discussione sulle prospettive finanziarie dellUnione per il periodo 2007-2013: cio la decisione su quanto spendere per il bilancio Ue e su come ripartire gli oneri. La Commissione presenter una propria proposta ai primi dellanno. Ma gi, allindomani del vertice di Bruxelles, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Austria e Svezia hanno dichiarato di volere una riduzione delle spese, che andrebbe soprattutto a danno di Spagna e Polonia. Si pu star certi che le polemiche avveleneranno non poco il gi difficile clima europeo. La decisione sullapertura dei negoziati di adesione della Turchia dovr essere presa nella seconda met del 2004. Sar, per lEuropa, una scelta cruciale. Lingresso di Ankara nellUnione, qualora venisse accettato, destinato infatti ad accelerare la creazione di un nucleo politicamente pi integrato da cui lItalia rischia di autoescludersi.

Fondatore Eugenio Scalfari

Direttore Ezio Mauro 8,80)

9 770390 107009

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Anno 28 - Numero 304

0,90 in Italia (con DAVID COPPERFIELD

mercoled 31 dicembre 2003


1,40); Regno Unito Lst. 1,30; Rep. Ceca Kc 56; Slovenia Sit. 280; Spagna 1,20 (Canarie 1,40); Svezia Kr. 15; Svizzera Fr. 2,80; Svizzera Tic. Fr. 2,5 (con il Venerd Fr. 2,80); Ungheria Ft. 300; U.S.A $ 1. Concessionaria di pubblicit: A. MANZONI & C. Milano - via Nervesa 21, tel. 02/574941

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La decisione del gip. Limprenditore ammette un buco di 8 miliardi. Il racconto del dissidio con il figlio: Non mi parlava pi

CON REPUBBLICA

Tanzimente,restiincarcere
Parmalat, nuovo scontro Tremonti-Fazio. La Sec Usa: frode
Telefonata del capo dello Stato a Casini
ALTAN

Il secondo volume della nuova collezione

Oggi in edicola per i romanzi dell800 David Copperfield di Charles Dickens

Ciampi su Sofri Il Parlamento decida la legge sulla grazia

SULLA PELLE DEI RISPARMIATORI


MASSIMO RIVA
ON bastava che il crac di Parmalat avesse gi ridotto al lumicino la credibilit del sistema Italia sui mercati internazionali, rendendo ahinoi! sempre pi concreta la minaccia di una fuga degli investitori esteri dal nostro paese. Ora a spazzare via gli ultimi residui di fiducia nel nostro paese ci si mettono perfino le alte autorit con lo spettacolo di una polemica sulle macerie della vicenda che fa impallidire il ricordo delle liti fra comari della cosiddetta prima Repubblica. Migliaia e migliaia di risparmiatori chiedono angosciati che qualcuno spieghi loro come mai, di colpo, hanno visto il loro denaro trasformarsi in carta straccia. Altre migliaia tra fornitori e dipendenti della societ fallita si interrogano, non meno ansiosi, su quale sar il loro futuro. COLAPRICO, GRECO, MENSURATI OCCORSIO, RAMPINI e TITO ALLE PAGINE 2, 3, 4 e 5

A richiesta con Repubblica a soli 7,90 euro in pi Traduzioni inedite in una raffinata edizione cofanetto

Carlo Azeglio Ciampi

ALLE PAGINE 8 e 9

Inviato a Eurojust, la superprocura Ue. Come quello a Prodi, tutti i plichi esplosivi spediti da Bologna

LA VOCE DEL QUIRINALE E IL RISPETTO DELLE REGOLE


MASSIMO GIANNINI
OME gli gi successo pi volte da quando la sua vicenda processuale iniziata ormai quattordici anni fa, la riflessione pi sensata lha fatta proprio lui: Nel 2004 ha detto Adriano Sofri succederanno tante cose nuove, che somiglieranno tanto alle cose vecchie.... I fatti gli danno ragione. Lanno comincia con le solite polemiche tra i Poli, sullennesimo tentativo di estorcere al presidente della Repubblica una grazia unilaterale che la Costituzione non prevede e non consente. Un tentativo ciclico, azzardato a pi riprese fin dal luglio del 2002 da un ampio movimento di parlamentari, amici ed estimatori dellex leader di Lotta Continua, che tuttavia segue sentieri politici tortuosi, o insegue scorciatoie procedurali rischiose. SEGUE A PAGINA 15

UnaltropaccobombacontrolEuropa
Terrorismo, vietato fino al 6 gennaio il traffico aereo su Roma
Powell: Da Teheran segnali positivi per il dialogo

LINTERVISTA

Il leader ds: possibile evitare il passaggio in aula

Fassino: Condizioni favorevoli si pu fare in poche settimane


ALESSANDRA LONGO A PAGINA 9

Sisma in Iran oltre 40mila le vittime Khatami apre agli Stati Uniti
OMERO CIAI A PAGINA 12

BRUXELLES Un altro pacco bomba stato recapitato ieri nella sede di Eurojust, la superprocura europea. Come gli altri plichi esplosivi arrivati in questi giorni a casa di Romano Prodi e nella sede della Banca centrale europea anche questo era stato spedito da Bologna. Laccaduto sta suscitando grande preoccupazione a Bruxelles: in queste ore si sta decidendo di assegnare una scorta alle personalit pi in vista della Ue (finora soltanto Xavier Solana aveva guardie armate). Resta alta la tensione anche sul fronte del terrorismo islamico. Dopo lallarme dei giorni scorsi, a Roma stato deciso il divieto di sorvolo degli aerei fino al prossimo 6 gennaio. CASCELLA, FUSANI, LUGLI MAROZZI e SANSA ALLE PAGINE 6, 7 e 11

Inutile protestare ad Arcore An: la Lega rispetti le regole

Bossi arringa i Cobas del latte Accampatevi vicino a strade e a ferrovie


La protesta dei Cobas del latte

LUCA FAZZO A PAGINA 21

DIARIO

Sillabario dellanno che viene


IL MONDO POST-TRAGICO
BERNARDO VALLI
ELEZIONEamericana di novembre il principale appuntamento, tra quelli previsti, dellanno che sta per cominciare. Lattesa e naturalmente il risultato della gara presidenziale nella superpotenza influenzeranno le innumerevoli crisi accumulatesi negli ultimi tre anni e rimaste irrisolte. Vale la pena elencare subito, come introduzione, gli avvenimenti allorigine di queste crisi, nellordine indicato da un bravo diplomatico (lex ministro degli Esteri francese Hubert Vdrine). SEGUE A PAGINA 39

IL CAVALIERE AL BIVIO
EDMONDO BERSELLI
LI AUTOCONVOCATI successori di Silvio Berlusconi si sono tutti preparati per bene: Pier Ferdinando Casini occupando il centro grazie alla fisionomia istituzionale e alla continuit democristiana; Gianfranco Fini spostando An nellarea moderata, dopo avere liquidato con due frasi leredit fascista. Se succede il fattaccio, loro sono pronti. SEGUE A PAGINA 39 SERVIZI ALLE PAGINE 39, 40 e 41

AI LETTORI
Domani Repubblica non uscir per la festa di Capodanno e torner in edicola il 2 gennaio. Il sito Repubblica.it invece sar sempre aggiornato. Ai lettori auguri di Buon Anno