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DOMENICA 12 OTTOBRE 2003

LA REPUBBLICA 23

DIARIO
di

1978-2003 UN QUARTO DI SECOLO DI PONTIFICATO

ALLINTERNO

GIOVANNIPAOLOII Un regno lungo


venticinque anni
EZIO MAURO
(segue dalla prima pagina) della specificit che la sua particolare natura di cattolico polacco cresciuto nellEst comunista per diventare Papa di Roma ha dato al pontificato. Questo particolarissimo carattere geo-religioso ha reso Wojtyla naturalmente diverso dai suoi predecessori, e altrettanto naturalmente lo ha portato a muoversi dentro la storia. Nello stesso tempo, se la fede primitiva e immobile ha potuto muovere la montagna del comunismo, quella stessa fede integrale segna ogni momento e ogni gesto del pontificato. Apparendo per forza di cose antimoderna quando incastona come una reliquia fisica il proiettile di Agca dentro la corona della Madonna di Fatima, quasi a curvare per chi crede la portata della profezia per farla coincidere con la parabola della biografia umana di Wojtyla, canonizzandolo materialmente in vita; e sembrando invece modernissima quando porta il Papa a superare il suo secolo e la sua missione politica, e a proiettare il magistero dallasse Est-Ovest al NordSud del mondo, al sottosviluppo e allo sviluppo, alla pace e alla guerra, ai nuovi equilibri di potenza. Anche nella debolezza della malattia, in realt, la forza che muove il Papa la stessa. Quel cattolicesimo integrale che ce lo fa sentire lontano sui temi del dubbio e della contraddizione, sui problemi della contraccezione, della responsabilit della donna, del sacerdozio femminile e del celibato dei preti. E che a lui fa sentire lontana la Polonia quando dopo aver sconfitto il comunismo si fatta conquistare dal consumismo. E, ancora, che lo porta ad essere dopo tanto tempo il primo Papa non solo non italiano, ma in realt a-occidentale: certo perch la sua missione universale, ma anche perch laltrove da cui viene gli consente unalterit che non soltanto liturgica e simbolica, ma culturale e antropologica. Anche per questo, e nonostante la sua finestra si affacci su Roma, il Papa non parla allItalia ma al mondo. E forse attende che dai 25 anni del suo pontificato nasca finalmente una via italiana al cattolicesimo che non c mai stata, nella surroga automatica che i papi italiani facevano della Chiesa nazionale, e nella tradizione del Paese naturalmente cristiano: un Paese che non c pi. entro lautunno inoltrato del suo regno, quel Papa pretende irriducibilmente di avere ancora qualcosa da dire al nuovo millennio, e vuole farlo. I suoi conti e il suo bilancio si compiono con ogni evidenza con strumenti diversi da quelli che misurano laicamente la storia e la geografia del mondo. Per noi, infatti, Giovanni Paolo II uno dei grandi attori del Novecento perch si adoperato per compiere la storia del secolo e non soltanto per attraversarla: ricucendo la frattura storica del nostro continente che in realt proprio qui divideva il mondo in due, dava una connotazione ideologica a quella parte dEuropa che lEst (e di conseguenza allOvest), teneva in scacco lequilibrio del mondo attorno a un Muro che a ben guardare stato lultimo esempio del titanismo monumentale con cui il comunismo fissava ovunque la sua religione terrena, imprigionandola. Molto semplicemente, Mikhail Gorbaciov, ultimo segretario generale del Pcus, ha riconosciuto qualche anno fa che senza quel Papa polacco, venuto dallEst e cresciuto sotto il comunismo, nulla di ci che successo con la caduta del Muro sarebbe stato possibile. Leggendo queste parole, in unintervista di undici anni fa, il Papa ha annuito, e confermato. Il vescovo di Cracovia divenuto cardinal Wojtyla e poi Papa Giovanni Paolo II ben consapevole di questo ruolo. E insieme, per forza di cose, cosciente fino in fondo

ALLINTERNO

MARCO POLITI

GILLES KEPEL

La forza di un mistico tra gli indifferenti


ROCCO BUTTIGLIONE

Il papato forte che apre allIslam


PAOLO FLORES DARCAIS

Piant una croce dove voleva una chiesa


ANDREA RICCARDI

Un lungo magistero nel segno delletica


LUCIO CARACCIOLO

Un dialogo continuo con le altre religioni


DAVID ROSEN

Il no al comunismo e al capitalismo
ADRIANO SOFRI

BERNARDO VALLI

La nuova pace con i fratelli ebrei

KAROL Wojtyla riuscito a trasformare il declino fisico in un trionfo. La sua resistenza alla malattia, che lo piega e lo paralizza, ha qualcosa di epico. Piet? Piuttosto ammirazione. Questo il sentimento che suscita. Quel mostrarsi sofferente, come se fosse in bilico allestremo limite della vita, equivale a una sfida. Il mondo scruta con apprensione la sua figura cercando di leggervi lesito della lotta: ed con stupore che vede affiorare tanta forza di volont dalla decrepitudine. Esibendola, Wojtyla d gloria, nobilt, alla vecchiaia e al dolore, in unepoca in cui i valori estetici sono lesatto opposto. Sono ostili ad entrambi. Non sar facile scegliere il successore. Dopo un papa di tal fatta, che sembra un imperatore ritagliato nella pietra medievale di una cattedrale, il cardinale su cui si fermer lo Spirito Santo rischier di apparire un parroco smarrito in unumanit con poco o punto tempo per pregare o pensare allaldl.

WOJTYLA.

Cos ha vinto senza eserciti

24 LA REPUBBLICA

DOMENICA 12 OTTOBRE 2003

LE TAPPE PRINCIPALI

16 OTTOBRE 1978 Karol Wojtyla , a 58 anni, eletto pontefice con 99 voti su 111. il primo papa non italiano dal 1523. Rimarr celebre lesordio: Sono venuto da lontano: se sbaglio mi corigerete.

15 MARZO 1979 Pubblica la sua prima enciclica, la Redemptor hominis, nella quale spiega che ha scelto di chiamarsi Giovanni Paolo II per riallacciarsi alleredit dei predecessori.

2 GIUGNO 1979 Primo viaggio in Polonia dal 2 al 10 giugno. Riceve unaccoglienza trionfale e lancia appelli alla collaborazione tra Chiesa, Stato e popolazione. Visita i campi di concentramento nazisti

COME HA TRASFORMATO IL PAPATO INTUENDO IN ANTICIPO LA GLOBALIZZAZIONE

I SUOI LIBRI
KAROL WOJTYLA Amore e responsabilit Marietti 1980

LA FEDE DI UN MISTICO TRA GLI INDIFFERENTI


MARCO POLITI
u eletto perch non aveva la faccia da prete. Si salv perch la pallottola di un killer tiratore scelto fu misteriosamente deviata. E il pontefice che ha reinventato il papato. Karol Wojtyla, al venticinquesimo anno di regno, il terzo papa pi longevo in duemila anni di cristianesimo. Nessuno, tranne il profetico cardinal Wyszynski, poteva mai immaginare che avrebbe condotto la Chiesa nel terzo millennio. Nessuno, soprattutto, avrebbe creduto che questo papa scelto perch vescovo, venuto dalla Polonia, estraneo ai labirinti della Curia, avrebbe rifondato il papato dandogli una proiezione planetaria che mai aveva avuto. Wojtyla ha intuito la globalizzazione quando ancora il termine non era moneta corrente. Ha capito che il destino di un Papa e la sorte della Chiesa cattolica si potevano giocare soltanto raggiungendo una visibilit planetaria. I suoi cento e pi viaggi, che lo hanno portato in ogni angolo del mondo, sono stati lespressione di una lucida strategia. Tolta la frenesia del circo mediatico, che lo ha seguito in crescendo, rimasta lopera di un tessitore instancabile che ha trasferito il Papa di Roma e la sua potenza simbolica in ogni stadio, piazza, aeroporto delle nazioni dove si presentato. Convinto che il suo pulpito non poteva pi essere una scrivania vaticana, andato lui stesso a incontrare nei cinque continenti i diseredati e gli intellettuali, i politici e la giovent, i fedeli cattolici e i seguaci delle altre religioni. Il Papa romano in visita al patriarca buddista di Bangkok, in meditazione nella moschea di Damasco, in preghiera davanti al Muro del Pianto, dinanzi alla tomba di Gandhi o contornato dagli indiani dAmerica limmagine di chi si slancia verso il mondo perch ha molto da dire, perch si sente dentro il mondo e capace di pronunciare parole che toccano i contemporanei. Certamente ha suscitato e non poteva essere altrimenti critiche, dissensi, contestazioni, per anno dopo anno si imposto come interlocutore. Divorzio e contraccezione sono le sue battaglie perse, non reggono i suoi veti contro le leggi sullaborto o le coppie di fatto n il ripudio dellomosessualit n lesclusione delle donne dal sacerdozio. Eppure in una societ affascinata dal pensiero debole Giovanni Paolo II ha portato caparbiamente il discorso sui valori e le relazioni, sulla fede e la ragione, sul fine ultimo delle strutture politiche ed economiche. Il fatto stesso che si sia ipotizzato per lui il Nobel, il pi laico dei premi, segno di quanto la sua persona si sia radicata sulla scena contemporanea. Giovanni Paolo II ha trasformato il papato. Prima di lui, i romani pontefici erano capi della Chiesa cattolica, al massimo personalit eminenti del mondo cristiano. Con Karol Wojtyla il Papa di Roma diventato portavoce dei diritti umani, coscienza dellumanit allo stato puro, ha detto poeticamente il cardinale Roger Etchegaray,

KAROL WOJTYLA La Bottega dellorefice Libreria Editrice Vaticana 1992

KAROL WOJTYLA Tutte le encicliche Libreria Editrice Vaticana 1993

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LELEZIONE

KAROL WOJTYLA Varcare la soglia della speranza (a cura di Vittorio Messori) Mondadori 1994

Non so se posso bene spiegarmi nella vostra, nella nostra lingua italiana. Se sbaglio, mi corigerete

superando le frontiere geografiche, politiche e culturali. Infinite sono le volte in cui nei suoi viaggi e interventi ha dato voce ai disperati della terra, allanelito di sviluppo delle nazioni povere, ai diritti dei deboli nelle societ opulente, al senso di responsabilit che deve animare chi ha pi potere politico ed economico. E lui che oggi, di fronte alle tentazioni di onnipotenza dellunica superpotenza rimasta, difende il principio che il mondo va considerato una comunit di nazioni con regole ed istanze di arbitraggio condivise e non unarena di gladiatori. Avvocato della dignit della persona SAN PIETRO, 16 umana, GioOTTOBRE 1978 vanni Paolo II ha difeso e difende i diritti anche di quella famiglia speciale che sono le nazioni e gli stati. Ieri nella lotta contro il partito-padrone di

stampo sovietico, oggi nel contrastare il capitalismo selvaggio diffusosi dopo il crollo del Muro. La sua credibilit ha una radice precisa. Il misticismo e lintensa preghiera. Chi lo ha visto pregare da vicino non dimenticher mai il suo trasfigurarsi nella ricerca intima del suo Dio. Nella stagione dellindifferenza ha mostrato che la fede qualcosa di vivo, che interpella lesistenza, e non un residuo del passato. Anche da chi non praticante o segue altre fedi Karol Wojtyla percepito come uomo di Dio. Per questo ha potuto lanciarsi in imprese con cui nessun pontefice romano si era mai misurato. Il solenne mea culpa pronunciato in San Pietro nellanno giubilare, atto di penitenza per gli errori e gli orrori commessi dalla Chiesa cattolica nei secoli. E le grandiose assemblee di preghiera ad Assisi con i capi delle pi varie religioni. Su suo impulso risuona oggi un nuovo comandamento, che rovescia i fondamentalismi: uccidere in nome di Dio, pretendere di abusare del suo nome per seminare morte e violenza, un peccato e una bestemmia. Non morir del tutto, ha confidato serenamente aglintimi nei giorni scorsi, citando unode di Orazio. Pochi sanno che il poema ha un incipit fulminante: Ho eretto un monumento pi durevole del bronzo.... La zampata dorgoglio di un pontefice gi diventato storia.

KAROL WOJTYLA Dono e mistero Nel cinquantesimo anniversario del mio magistero Libreria Editrice Vaticana 1996 KAROL WOJTYLA Tutte le opere letterarie Testo polacco a fronte Bompiani 2001 KAROL WOJTYLA Trittico romano Meditazioni Libreria Editrice Vaticana 2003

BILL CLINTON

La ringraziamo. Per tanti anni Lei ha innalzato i nostri spiriti e toccato i nostri cuori. Per tanti anni Lei ci ha sfidato a pensare alla vita non per ci che possiamo accumulare per noi stessi, ma per ci che possiamo dare di noi stessi

I RICORDI DI LECH WALESA: LA SUA MALATTIA MI COMMUOVE

HA CAMBIATO IL MONDO ED LA FORZA DEI DEBOLI


uale significato attribuisco ai 25 anni di pontificato di Wojtyla? Ha cambiato il mondo. Nellera della laicit e del materialismo venuto un cardinale sconosciuto e ha mutato il corso della storia dellumanit. Ognuno pu pensarla come crede, ma non si pu non riconoscere che esister un prima e un dopo Papa Wojtyla. Senza questo pontefice, il secolo delle dittature non si sarebbe chiuso. Quanto al mio rapporto con lui, preferisco ricordare un incontro importante. Nel giugno del 1983 il Papa venne in Polonia. Jaruzelski aveva soppresso Solidarnosc, molti di noi erano stati messi in carcere. Wojtyla a sorpresa fece sapere che voleva incontrarmi, una sfida aperta al regime. Quel segno rappresent una svolta nella storia dei paesi dellEst. Il regime temeva che tra noi ci sarebbe stato chiss quale scambio di informazioni, invece Wojtyla pass quasi tutto il tempo a giocare con i miei figli. Compresi che dopo il messaggio inviato ai

HELMUT KOHL

Quel giorno, sotto la Porta di Brandeburgo, Giovanni Paolo II ed io ci trovammo soli. Certo, eravamo circondati da migliaia e migliaia di persone, ma nononostante ci, molto soli

potenti, aveva intesa dare una delicata lezione anche a me. Lei mi chiede se condivido il giudizio di chi afferma che senza Wojtyla il muro di Berlino non sarebbe caduto. La prima cosa che il Papa disse fu che non si doveva avere paura. Quelle parole, nei Paesi del patto di Varsavia, furono ufficialmente cancellate. Cos capimmo che erano i dittatori ad avere paura. Definirei questo Papa provvidenziale e decisivo. Come sar il mondo quando Wojtyla non ci sar pi? Il suo travolgente effetto sar sempre pi grande. E una presenza ormai irreversibile: Wojtyla non ci lascer mai. Quale effetto mi fa assistere alla sua malattia? Mi commuove. Vorrei che si riguardasse per vivere il pi a lungo possibile, cos da indicarci la strada. Non sappiamo dove andare e il mondo ha bisogno di lui. Per dobbiamo riflettere su cosa vuole dire Wojtyla mostrando la sua fragilit. Questo Papa e rester la forza dei deboli. (testimonianza raccolta da Giampaolo Visetti)

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LA REPUBBLICA 25

29 SETTEMBRE 1979 Primo viaggio negli Usa. Il 2 ottobre parla per la prima volta allOnu, dove riafferma i valori della dignit umana. Il 6 ottobre il presidente americano Jimmy Carter lo riceve alla Casa Bianca.

13 MAGGIO 1981 Durante unudienza pomeridiana a piazza San Pietro, gravemente ferito al basso ventre da alcuni colpi sparati dal turco Al Agca. Rester al policlinico Agostino Gemelli per venti giorni.

2 MARZO 1983 Viaggio in Portogallo, Costa Rica, Nicaragua, Panama, El Salvador, Guatemala, Honduras, Haiti. Il 6 marzo a El Salvador prega sulla tomba del vescovo Oscar Romero.

16 LUGLIO 1984 Breve vacanza sulle nevi dellAdamello, dove oltre a sciare sincontra con il presidente Sandro Pertini. Cinque mesi prima il Papa ha firmato il nuovo Concordato tra Italia e Santa Sede.

PARLA ROCCO BUTTIGLIONE CHE LO CONOBBE QUANDERA VESCOVO DI CRACOVIA

PIANT UNA CROCE DOVE VOLEVA UNA CHIESA


ORAZIO LA ROCCA
Citt del Vaticano erso la fine degli anni Sessanta un oscuro vescovo polacco, neo don Camillo di guareschiana memoria, alla testa di un agguerrito gruppo di vecchiette e di fedeli, occupa una parte di unarea destinata ad edilizia popolare di Nova Huta, un sobborgo presso Cracovia (Polonia), per costringere le autorit comuniste del posto a costruirvi anche una parrocchia. Dopo mesi di inutili proteste fatte a colpi di rosari pubblici, messe allaria aperta, novene, processioni, il vescovo decide di prendere simbolicamente possesso del terreno conteso installandovi una grande croce. E la mossa vincente. Entro pochi giorni, le autorit comunali di Cracovia cedono alla protesta e decidono a malincuore di edificare la parrocchia. Proprio come Guareschi aveva scritto in uno dei suoi pi celebri racconti nella popolare serie di Peppone e don Camillo. Solo che questa volta il prete capo-popolo in questione non un don Camillo qualsiasi, ma un monsignore destinato a fare carriera, Karol Wojtyla, arcivescovo di Cracovia, futuro Giovanni Paolo II. Linstallazione dimostrativa della croce a Nova Huta per mano del vescovo di Cracovia solo uno dei tanti episodi che in quegli anni ebbero come testimoni un gruppo di studenti italiani entrati in contatto con monsignor Wojtyla e con i suoi parrocchiani ufficialmente per una serie di scambi culturali, ma sotto sotto anche per la distribuzione clandestina in Polonia di Bibbie, editoria cattolica, aiuti alimentari, in particolare prosciutti e salumi ben nascosti in valige da viaggio. Erano ragazzi e ragazze aderenti a Giovent studentesca, il movimento progenitore di Comunione e liberazione fondato da don Luigi Giussani. Uno di quei ragazzi era un giovane studente di filosofia, Rocco Buttiglione, lattuale ministro della Politiche comunitarie, uno degli amici pi stretti di Wojtyla. Professor Buttiglione, com nata questa amiciFEDE E CORAGGIO zia? Devo tutto, come tanti altri amici, a don Francesco Ricci, un dinamico sacerdote che, insieme a don Giussani negli anni Sessanta, ci mise in contatto con realt giovanili di tanti LIBRO-INTERVISTA paesi dellEst, DEL 1994 Cecoslovacchia, Bulgaria, Polonia. Il punto di riferimento di queste iniziative era il Centro studentesco europeo di Forl che stampava una rivista che, spesso, ospitava anche articoli di studiosi dellEst. In un numero del 1967 la rivista pubblic per la prima volta un saggio del vescovo di Cracovia Karol Wojtyla dal titolo Il cristiano e la cultura. Il 28 giugno 1967 fu consacrato cardinale da Paolo VI. Cosa aveva scritto il futuro papa in quellarticolo? Quel saggio fu una grande scoperta: Wojtyla parlava dellavvento cristiano non come di una cultura, ma come di vere e proprie radici del nostro continente. Un avvento di fede che ha significato dialogo, reciproco rispetto, solidariet. Concetti innovativi per quel tempo e in quel contesto. Dopo quellarticolo, i nostri pellegrinaggi in Polonia diventarono pi frequenti, ed entrammo in contatto con tutte le realt culturali sorte intorno a Wojtyla. Tra i pi attivi, padre Blachnicki, fondatore del movimento Luce e vita, da cui sarebbe sorto il sindacato libero Solidarnosc. Come fu il primo incontro? Fu molto simpatico e casuale. Ci incontrammo per la prima volta a Czestochowa. Il futuro Papa entr in una chiesa attratto da strani canti eseguiti da un gruppo di stranieri. Pare che fu incuriosito dal fatto che non riusciva a capire in quale lingua quei ragazzi cantavano. Quando ce lo chiese, rispondemmo che eravamo italiani e che stavamo cantando in polacco. Si fece una grande risata e da quel giorno diventammo amici. Come era luomo Wojtyla? Straordinario. Lo dico perch vero. Attivo, intraprendente, pronto al dialogo e, soprattutto, allascolto e allinsegnamento del valore della conoscenza, del rispetto e della tolleranza. Non fu un caso che intorno a lui videro la luce riviste libere e circoli culturali di impostazione sia religiosa che liberale. Wojtyla era il perno di tutto questo movimento. Con noi italiani, poi, lamicizia dette luogo anche ad altre forme di complicit sia sul piano culturale che pratico. Vale a dire? Mettemmo in atto una sorta di contrabbando culturale: introducemmo in Polonia oltre 50 mila Bibbie clandestine e libri religiosi non ammessi dal regime. Nelle valige, don Ricci spesso nascondeva anche prosciutti e tanti altri generi alimentari. E monsignor Wojtyla lo sapeva? Certamente. Era informato di tutto. Anche quando divent cardinale. Anzi, con la porpora il suo impegno aument perch da sempre aveva in animo di far celebrare il Concilio Vaticano II anche nella sua diocesi di Cracovia. Lui, infatti, pensava che il Concilio, dopo la conclusione di Roma, andava esportato nelle diocesi con lindizione di Sinodi ad hoc per renderlo pi popolare. Lo fece nel 1971, da cardinale, a Cracovia, dove lo concluse nel 1979 da papa durante il primo viaggio in Polonia. Sentivate che il cardinale Wojtyla sarebbe diventato papa? Noi ragazzi no. Ma qualcuno del nostro gruppo s. Forse non fu un caso che don Ricci nel 1978 collaboratore della Rai per linformazione religiosa convinse Vittorio Citterich ad aggiungere alla lista dei profili dei papabili anche il cardinale Wojtyla. Ebbe ragione.

I LIBRI SU DI LUI
LUIGI ACCATTOLI Karol Wojtyla. Luomo di fine millennio San Paolo edizioni, 1998 JUAN ARIAS Lenigma Wojtyla Borla, 1986 ALAIN DE BENOIST La strategia di Giovanni Paolo II Arianna Ed. 2002 CARL BERNSTEIN - MARCO POLITI Sua santit Giovanni Paolo II e la storia segreta del nostro tempo Rizzoli, 1996 DOMENICO DEL RIO Karol il grande. Storia di Giovanni Paolo II Edizioni Paoline, 2003 PAOLO FLORES DARCAIS Etica senza fede Einaudi, 1992 FILIPPO GENTILONI Karol Wojtyla. Ritratto non stereotipato di un papa di fine millennio Baldini e Castoldi, 1996 ALCESTE SANTINI Con Giovanni Paolo II per le vie del mondo. La nuova geografia del papato Rubbettino, 2000 GIAN CARLO ZIZOLA Lultimo trono. Papa Wojtyla e il futuro della Chiesa Edizioni Il Sole 24 Ore, 2001

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Non abbiate paura! Non dobbiamo temere la verit. Non bisogna aver paura degli uomini, Non abbiate paura di dio

VACLAV HAVEL

LA TESTIMONIANZA DI MIKHAIL GORBACIOV

QUELLUOMO DI PACE CHE MI PARLAVA IN RUSSO


enticinque anni di Pontificato, un anniversario importante. Perch il Papa un esempio rarissimo di come sia possibile conciliare la grande politica e i valori morali, in nome della pace. Io non sono credente, ma ho sempre pensato che il mio incontro con Giovanni Paolo II sia stato in qualche modo voluto dalla Provvidenza. Era il primo dicembre 1989, un punto di svolta per me. Tra noi c stata subito simpatia, comprensione, una vicinanza di sensibilit. Mi commosse il fatto che il Papa si sforzasse di parlarmi in russo. Da allora io e il Santo Padre ci siamo visti molte volte e col tempo laffinit di vedute tra noi ha assunto una forma pi compiuta. A quel tempo il mondo era diviso in due blocchi. Pi tardi ho cominciato a capire che eravamo uniti dalle stesse inquietudini per le sorti de mondo. Pi volte il Pontefice mi ha parlato della sua profonda angoscia per le guerre, la povert, i disastri ecologici. In Occidente, si dice spesso che se il muro si

Oggi sto partecipando a un miracolo. Nel paese devastato dallideologia dellodio arriva oggi il messaggero dellamore. Nel paese devastato dal governo degli ignoranti arriva il simbolo vivo della speranza.

Berlino crollato, lo si deve soprattutto al Papa. Io penso che Il Santo Padre sia soprattutto un uomo di pace, e la strada che ha avvicinato lEst e lOvest sarebbe stata molto pi ardua e lunga, senza il suo contributo. E tuttavia io credo anche che senza la perestrojka, i cambiamenti intervenuti alla fine degli anni Ottanta in Urss, la politica del nuovo pensiero e dellinterdipendenza del mondo, sarebbe stato impossibile cambiare le cose. Io avrei molto desiderato, allora, di poterlo invitare a Mosca. So che questo anche il desiderio del Papa. Purtroppo i tempi della storia sono lunghi, a volte pi lunghi di quanto noi desidereremmo. Tra la chiesa cattolica e quella russo-ortodossa le divisioni sono molto antiche. Per di pi oggi la chiesa russo-ortodossa sta affrontando un difficile percorso di rinascita che richiede a tutti molto tatto e grande sensibilit. (Testimonianza raccolta da Fiammetta Cucurnia)

JACQUES CHIRAC

Il nostro mondo, cos lacerato dai conflitti, segnato dallincomprensione e talvolta dallodio per laltro ha il pi grande bisogno del suo messaggio di pace, di fraternit di esigenza umanistica, e di etica.

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DOMENICA 12 OTTOBRE 2003

LE TAPPE PRINCIPALI

10 FEBBRAIO 1986 Storica visita alla Sinagoga di Roma dove viene accolto dal rabbino capo Elio Toaff il primo papa della storia che entra in una sinagoga

31 MARZO 1987 Viaggio nel Cile di Augusto Pinochet A giugno riceve in Vaticano Kurt Waldheim, il presidente austriaco dal passato nazista, malgrado le proteste delle comunit ebraiche

15 AGOSTO 1988 Pubblica la lettera pastorale Mulieris dignitatem, il documento sulla dignit della donna, nel quale elogia il genio femminile, ma conferma limpossibilit del sacerdozio per le donne

LA VISIONE ECUMENICA E IL RAPPORTO CON I LEADER IN FUNZIONE DELLA PACE

I VIAGGI
POLONIA giugno 1979 IRLANDA E STATI UNITI settembreottobre 1979 TURCHIA novembre 1979 KENYA maggio 1980 FILIPPINE GIAPPONE febbraio 1981 NIGERIA febbraio 1982 ARGENTINA giugno 1982 LISBONA COSTA RICA marzo 1983 POLONIA giugno 1983 LOURDES agosto 1983 AUSTRIA settembre 1983 COREA THAILANDIA maggio 1984 CANADA settembre 1984 SANTO DOMINGO ottobre 1984 PER gennaio febbraio 1985 KENYA agosto 1985 INDIA gennaio febbraio 1986 COLOMBIA luglio 1986 BANGLADESH AUSTRALIA novembre dicembre 1986 POLONIA giugno 1987 URUGUAY maggio 1988 ZIMBABWE settembre 1988 MADAGASCAR maggio 1989 COREA ottobre 1989

UN DIALOGO CONTINUO CON LE ALTRE RELIGIONI


ANDREA RICCARDI
ellottobre 1986, in una Assisi ventosa e invernale, Giovanni Paolo II comparve tra esponenti ortodossi, protestanti, musulmani e di religioni asiatiche. Questa insolita immagine forse la pi celebre fotografia religiosa del Novecento. Il papa aveva invitato i leader religiosi del mondo a pregare per la pace insieme, anzi luno accanto allaltro come si precisava dal Vaticano. Karol Wojtyla, il papa dellidentit cattolica, stup molti con quel gesto inedito nella storia del pontificato. Alcuni rimasero perplessi. I tradizionalisti di Lefebvre, dopo Assisi 86, ratificarono lo scisma con Roma. Si svelava la complessit di Wojtyla. E il papa dellidentit cattolica ma, allo stesso tempo, del dialogo, come ha affermato Paul Ricoeur. Per lui non c contraddizione. Ed il dialogo serve la pace. Il papa consapevole del bivio di fronte a cui sono le religioni: legittimare le guerre o aiutare la pace. Nel 1979, un anno dopo lelezione di Wojtyla, Khomeini prendeva il potere in Iran dando un messaggio dorgoglio musulmano. Tra laltro, scriveva lettere piene di invettive al papa come servo degli americani. Nel 1979 la visita papale ad Istanbul era stata accompagnata da insulti al capo dei crociati. Antiche tensioni stavano risorgendo. Wojtyla ha chiaro da tempo che va evitato lo scontro di civilt (e di religione). Per questo persegue il contatto. Non si illude su rapidi risultati con il mondo musulmano che sa poco penetrabile. Quando, nel 1985, per Hassan II gliene offr loccasione, lanci un chiaro messaggio di pace a 100.000 giovani musulmani nello stadio di Casablanca: li invit a una gara pacifica con i cristiani sulle opere buone (si trattava della parafrasi di un versetto coranico). Lattenzione ai palestinesi, gli interventi per i musulmani nei Balcani e, soprattutto, il rifiuto delle due guerre in Iraq hanno prodotto, negli anni, tra i musulmani una diffusa simpatia per il papa. Oggi Wojtyla probabilmente loccidentale pi popolare nel mondo arabo. Il papa non vuole confusione tra la Chiesa e la politica occidentale. Dopo l11 settembre, nonostante la sua profonda partecipazione al dramma americano, ha dato forti segnali contrari allo scontro di civilt e alla guerra. Per la fine del Ramadan del 2001, ha invitato, per la prima volta, i cattolici a digiunare con i musulmani; allinizio del 2002 ha nuovamente convocato i leader religiosi nella citt di San Francesco, mostrando come lo spirito di Assisi resti un passaggio irrinunciabile della sua visione del futuro. Giovanni Paolo II, in questi anni, ha cercato di percorrere le tante vie del dialogo bilaterale con le religioni. Una molto delicata quella dellebraismo dove pesano le polemiche sui silenzi di Pio XII. Per Wojtyla, lebraismo fa parte della sua esperienza giovanile di compagno degli ebrei, di testimone della

LAPERTURA

Apprezziamo le varie religioni non cristiane, nel loro sforzo di rispondere agli oscuri enigmi della condizione umana.
ASSISI, OTTOBRE 1986 GIORNATA PER LA PACE

PIETRO INGRAO

Io non sono credente, e in generale non subisco il fascino di Giovanni Paolo II. Ma nella tragica occasione della guerra contro lIraq, dal Pontefice sono venute parole alte e di grande coraggio. Ha messo in movimento forze nuove

arol Wojtyla sale sul soglio pontificio in un momento in cui il mondo musulmano vede lascesa dei movimenti politici islamici; come ho scritto ne La rivincita di Dio, layatollah Khomeini prende il potere e instaura la teocrazia in Iran; daltra parte negli Usa Ronald Reagan sta mettendo a punto la sua politica infarcita di motivi religiosi (Dio ha messo lAmerica tra i due Oceani per governare il mondo...), e i telepredicatori cominciano ad acquistare un peso anche politico negli Stati Uniti. In Israele era da poco salito al potere Begin, sotto limpulso della crescente importanza dei movimenti ultraortodossi. Le varie forme di questo fenomeno rafforzano nel nuovo Papa la volont di ricristianizzazione. Nel contesto mondiale il Pontefice scorge nellAfrica il primo punto di attrito tra Islam e Cristianesimo, dove si confrontano le missioni cristiane e il pro-

Cristiani e musulmani devono perdonarsi a vicenda e non tornare mai pi in conflitto

selitismo islamico. Sua intenzione quella di mettere ordine nei rapporti tra le fedi, anche a seguito dello smacco subito dalla vicenda dei colloqui tra esponenti islamici e cristiani organizzati (tra il 72 e il 76) in Libia dal colonnello Gheddafi. Nello stesso tempo in Europa acquista sempre pi peso il partito di coloro che vedono nellaumento dellimmigrazione dai paesi islamici, la possibilit di recuperare le radici cristiane del Vecchio continente. Il Papa apre dunque allIslam per poter stabilire un con-

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Shoah in Polonia, di credente radicato nelle Scritture ebraiche. Nella sinagoga di Roma, durante la prima visita di un papa a un tempio ebraico, ha definito gli ebrei fratelli maggiori (usando lespressione del poeta polacco Mickiewicz). Ha capito il bisogno di sicurezza dIsraele e ne ha riconosciuto lo Stato, vincendo le incertezze della diplomazia vaticana. La sua visita in Israele, tra il Muro del Pianto (dove

GIULIO ANDREOTTI

Quel giorno ero al Palasport di Mantova, Stavo tenendo un comizio, quando mi consegnarono un bigliettino. Eletto il papa, cera scritto. Continuai a parlare come se niente fosse. Mi mandarono un altro biglietto: E un papa straniero....

ha lasciato una richiesta di perdono per lantisemitismo), i luoghi santi cristiani, il memoriale della Shoah, i luoghi santi islamici, ha rappresentato un capolavoro wojtiliano. Per un attimo sembrato che la convivenza pacifica fosse pi possibile, ma tutto stato travolto dal conflitto. Lecumenismo del papa slavo ha per nei cristiani i suoi primi interlocutori. Non si contano le visite ecumeniche: da Canterbury anglicana al Consiglio ecumenico delle Chiese ginevrino, dal patriarcato ortodosso di Romania allArmenia dove ha riconosciuto il Metz Yeghern (lolocausto armeno nella prima guerra mondiale). E rimasta chiusa invece la frontiera della Russia ortodossa dove il papa polacco sogna da sempre di recarsi. I russi temono la presenza cattolica nella loro terra e vi leggono la riedizione del disegno di espansione cattolica e polacca nelle terre di Mosca. A poco sono valse le assicurazioni di Roma e, mentre continuano i contatti, il patriarca russo Alessio II si nega ad un incontro con il papa. Tuttavia, nonostante gli evidenti problemi tra cristiani, c una novit di prospettiva: i cristiani disuniti sono passati dallignoranza vicendevole e dalla scomunica a un tempo in cui si sentono una famiglia di comunit. Come in tutte le famiglie, le liti (anche forti) non mancano. Il papa di fatto il pi autorevole leader di questa famiglia. Wojtyla tiene allecumenismo. Lo ha mostrato fin dallinizio del suo pontificato, quando non ascolt il consiglio dei servizi segreti francesi di evitare, per motivi di sicurezza, il viaggio ecumenico a Istanbul dal patriarca ortodosso. Gi Ali Agca aveva esternato le sue minacce. Nel 1979 gli ambienti di Istanbul, tra islamismo e nazionalismo, avevano avviato il progetto che port poi allattentato in piazza San Pietro. Da venticinque anni, tra successi e insuccessi, Giovanni Paolo II sulla frontiera del dialogo con cristiani e non cristiani. Critiche, esterne e interne alla sua Chiesa, non gli sono mancate. Il papa non depotenzia con il dialogo la missione cristiana? Non si piega ad un dialoghismo politically correct? Il papa dellidentit cattolica non pu essere accusato di svenderla. La sua una posizione meditata. La Chiesa di Roma che, nel secondo dopoguerra, con Pio XII, rifiut un rapporto con le religioni chiudendosi in una magnifica solitudine, oggi appare schierata per il dialogo. Nella sua esperienza del mondo contemporaneo, ha colto il bisogno di rafforzare la convivenza pacifica sulla scena internazionale e nelle situazioni locali. Wojtyla disse ai cristiani libanesi, travagliati dalla guerra e alla ricerca di una convivenza con i musulmani: Spetta a voi far cadere i muri... vostro compito costruire ponti. Il papa, che ha lottato contro il Muro di Berlino, sente suo e dei cristiani lancor pi difficile compito di costruire ponti.

IL RAPPORTO CON IL MONDO MUSULMANO

UNA CHIESA FORTE CHE APRE ALLISLAM


GILLES KEPEL

DOMENICA 12 OTTOBRE 2003

LA REPUBBLICA 27

1 DICEMBRE 1989 Il Papa riceve per la prima volta in Vaticano lallora segretario del Pcus, Mikhail Gorbaciov, accompagnato dalla moglie Raissa

25 DICEMBRE 1990 Giovanni Paolo II dedica la sua omelia di Natale contro la guerra del Golfo Frequenti e appassionati i suoi interventi pacifisti

1 GENNAIO 1991 Pubblica la Centesimus Annus, lenciclica sul lavoro per il centenario della Rerum Novarum, la prima enciclica sociale scritta da un papa, Leone XIII

31 OTTOBRE 1992 Con un intervento alla Pontificia Accademia delle Scienze, riabilita Galileo Galilei cancellando lantica condanna comminata dalla Chiesa allo scienziato

RECANDOSI AL MURO DEL PIANTO HA RESO VISIBILE A TUTTI LA FINE DI UNERA

LA NUOVA PACE CON I FRATELLI EBREI


DAVID ROSEN
l ripudio dellantisemitismo, che il Papa Giovanni Paolo II ha condannato in diverse occasioni come peccato contro Dio e contro luomo; la sua identificazione con la sofferenza degli ebrei, nella Shoah in particolare; le sue espressioni di contrizione per lostilit e la violenza dei cristiani verso gli ebrei; la sua comprensione di ci che Israele significa per il popolo ebraico e quindi limportanza di aver stabilito relazioni complete tra la Santa Sede e lo Stato dIsraele nel contesto della riconciliazione cattolica con il popolo ebraico; tutto ci era stato detto e compiuto ben prima della visita del Papa in Israele. Eppure, le immagini del Papa a Yad Vashem e al Muro del Pianto, cos come laccoglienza di Stato allaeroporto Ben-Gurion e nella residenza del Presidente, hanno trasmesso al mondo, come mai prima, la realt di questa sorprendente trasformazione degli atteggiamenti e dellinsegnamento cattolico verso il popolo ebraico. Di particolare risalto stato limpatto di queste e di altre immagini sugli israeliani. Gli ebrei israeliani non vivono in un ambiente cristiano, non incontrano cristiani nella vita di ogni giorno. Le immagini della cristianit che portano con s sono soprattutto riferite al tragico passato. Proprio perch gli israeliani sanno cos poco dei cambiamenti avvenuti nel mondo cattolico negli ultimi 35 anni, la visita del Papa ha scosso molti quando hanno scoperto che la Chiesa Cattolica non pi ostile verso lebraismo e che cerca un rapporto positivo e di rispetto con il popolo che Giovanni Paolo II ha descritto come gli amati fratelli maggiori (della Chiesa) del patto originale mai revocato da Dio. Questa realt, che la maggior parte degli ebrei ha scoperto soltanto grazie alla visita del Papa, ovviamente il risultato di una notevole trasformazione dellatteggiamento e dellinsegnamento cattolici. Nel corso della storia, il cristianesimo ha presentato quasi sempre gli ebrei come respinti da Dio, sostituiti dalla Chiesa e condannati a soffrire e vagare, per non aver riconosciuto il messaggio della fede cristiana. Questatteggiamento era alla base dellostilit della Chiesa Cattolica alla sola idea di un ritorno del popolo ebraico alla sua terra originaria per ristabilirvi la sua sovranit. Sebbene lo spirito della moderna ricerca accademica sia stato molto vicino alle nuove tendenze, esistenti gi nel primo periodo del secolo scorso, tendenti a una revisione dellinsegnamento cattolico per quanto riguardava gli ebrei, sono stati limpatto della Shoah e il perso-

I VIAGGI
di affrontare con la convocazione del Secondo Concilio Ecumenico Vaticano. Come risultato, il documento noto come Nostra Aetate, pubblicato nel 1965, ripudiava categoricamente linsegnamento del disprezzo verso gli ebrei e introduceva la rivoluzione positiva nellinsegnamento della Chiesa per quanto riguardava il popolo ebraico e il giudaismo, e ci ha continuato negli ultimi trentanni. In questo documento, la Chiesa respingeva lidea di una responsabilit collettiva e perpetua per la morte di Ges, affermava il Patto Divino con il popolo ebraico come eterno e non sciolto e condannava lantisemitismo. Dopo Nostra Aetate, il Vaticano, e Papa Giovanni Paolo II in particolare, ha accelerato il processo di riconciliazione cattolica con il popolo ebraico, affermando lesistenza di un legame speciale con esso e condannando inequivocabilmente il peccato di antisemitismo. Nel 1990, il Papa conferm anche la dichiarazione fatta a Praga dal Cardinale Cassidy, Presidente della Commissione Vaticana per le Relazioni Religiose con gli Ebrei, che il fatto che lantisemitismo abbia trovato posto nel pensiero e nellinsegnamento cristiano, richiede un atto di Teshuv (pentimento) da parte sua. Lo stesso anno, ricevendo lAmbasciatore della Germania unita, Papa Giovanni Paolo II disse che per i cristiani, il pesante fardello della colpa per lassassinio del popolo ebraico deve essere un richiamo continuo al pentimento, cos potremmo superare ogni forma di antisemitismo e stabilire nuove relazioni con la nostra sorella nazione del Vecchio Patto. () Papa Giovanni Paolo II aveva gi espresso il suo personale riconoscimento della centralit di Israele per gli ebrei nel suo discorso ai leader della comunit ebraica di Miami, l11 settembre 1987, dichiarando che dopo il tragico sterminio della Shoah, il popolo ebraico ha cominciato un nuovo periodo della sua storia. Esso ha diritto a una patria, come ogni nazione civile, secondo i dettami della legge internazionale [ed ci che ci auguriamo] per gli ebrei che vivono nello Stato di Israele . () Non possibile mettere il passato alle nostre spalle in una notte. Rimangono profonde differenze teologiche e anche differenze nella memoria storica e nellinterpretazione del passato. Tuttavia, siamo indubbiamente entrati in una nuova era di rapporti ebraico-cattolici, in un viaggio di riconciliazione e collaborazione di cui la visita del Papa in Israele rappresenta una pietra miliare. (copyright, Ministero degli Esteri di Israele - traduzione di Guiomar Parada)

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EBREI, FRATELLI MAGGIORI

GUINEA gennaio febbraio 1990 CECOSLOVACCHIA aprile 1990 MESSICO maggio 1990 TANZANIA settembre 1990 POLONIA giugno 1991 ALBANIA aprile 1993 DENVER agosto 1993 LITUANIA LETTONIA ESTONIA settembre 1993 MANILA gennaio 1995 JOHANNESBURG NAIROBI settembre 1995 SARAJEVO aprile 1997 REPUBBLICA CECA aprile 1997 BEIRUT maggio 1997 CUBA gennaio 1988 CITT DEL MESSICO gennaio 1999 MONTE SINAI febbraio 2000 TERRASANTA marzo 2000 FATIMA maggio 2000 SIRIA maggio 2001 TORONTO luglio 2002 POLONIA agosto 2002 SPAGNA maggio 2003 CROAZIA giugno 2003 BOSNIA ERZEGOVINA giugno 2003 SLOVACCHIA settembre 2003

Cari amici e fratelli ebrei, voi siete i nostri fratelli prediletti, i nostri fratelli maggiori
SINAGOGA DI ROMA 13 APRILE 1986

nale impegno di Papa Giovanni Paolo II a portare a una rottura radicale con la precedente teologia. Su Giovanni Paolo II ha indubbiamente influito la sua esperienza durante la Seconda Guerra Mondiale, ma anche i suoi incontri personali su questo argomento, in particolare quelli con Jules Isaac. Cos, questo fu uno dei punti centrali che Giovanni XXIII tent

CARLO AZEGLIO CIAMPI

fronto grazie al quale si confermi la saldezza e la forza delle radici cristiane. In questi primi anni viagger molto nei paesi islamici (Sudan, Marocco, Siria) per riconoscere lIslam e mostrare che la Chiesa non cede di fronte allespansionismo religioso dei fedeli della Mecca. Il motivo di fondo dei suoi viaggi non tanto il proselitismo in luoghi dove i cristiani sono la minoranza, ma piuttosto un monito sulla forza del cattolicesimo. Giovanni Paolo II si infatti confrontato con lo scacco del dialogo tra le re-

ligioni avviato dai predecessori, allorquando molti cattolici hanno scoperto che gli interlocutori si erano disposti al dialogo solo per riaffermare la supremazia del loro credo. Questo Papa ha riaffermato lidentit cattolica cos come aveva fatto nei confronti dellaltra grande sfida del suo tempo: la secolarizzazione della societ occidentale. E in tutti questi anni lidea del Papa non mutata: riconoscere le istanze musulmane per riaffermare lidentit cattolica, anche in quanto espressione cristiana per eccellenza. Neanche l11 settembre ha cambiato questo orientamento: il cattolicesimo incarnato dal Papa ha riaffermato la volont di rappresentare lideologia dellOccidente. Nello scontro di civilt scaturito dall11 settembre, il cattolicesimo trova unoccasione per recuperare il suo ruolo dideologia centrale.

Abbiamo sentito Sua Santit Giovanni Paolo II predicare con inesauribile energia la fratellanza fra tutti i popoli, ai milioni di donne e uomini accorsi a Roma. Di questa sua opera, della sua prorompente umanit, noi gli siamo grati

FAUSTO BERTINOTTI

La voce di Giovanni Paolo II si fa sentire contro il neoliberismo, come quella di Fidel Castro. Papa Wojtyla parla oggi delle attese dellAmerica Latina e dei poveri di tutto il mondo

28 LA REPUBBLICA

DOMENICA 12 OTTOBRE 2003

LE TAPPE PRINCIPALI

8 MAGGIO 1993 Pochi giorni dopo il ritorno dalla prima visita nellAlbania post-comunista, pronuncia una storica condanna della mafia ad Agrigento: Mafiosi convertitevi! Un giorno verr il giudizio di Dio.

20 OTTOBRE 1994 Esce Varcare la soglia della speranza (Mondadori), il libro intervista con il papa curato da Vittorio Messori: con oltre 20 milioni di copie vendute nel solo 94 uno dei maggiori best seller della storia

25 MARZO 1995 Pubblica lenciclica Evangelium vitae che ribadisce la condanna di aborto, eutanasia e contraccezione. A gennaio era stato a Manila: davanti a lui si erano radunati oltre quattro milioni di fedeli.

LA SPIRITUALIT ALLA LUCE DELLA FIDES ET RATIO

UN LUNGO MAGISTERO NEL SEGNO DELLETICA


LE ENCICLICHE
1979 Promulga la sua prima enciclica, Redemptor hominis, su Cristo redentore delluomo e del mondo 1980 Dives in misericordia, su Dio Padre, ricco di misericordia 1981 Laborem exercens sul mondo del lavoro 1985 Slavorum apostoli, sui rapporti tra Chiesa e popoli slavi 1986 Dominum et Vivificantem, sullo Spirito Santo. In questa enciclica, c il primo annuncio del Giubileo del 2000 1987 E lanno delle due encicliche. Un vero record nel suo genere. La prima la Redemptoris Mater, dedicata alla figura e al ruolo della Madonna nella storia della redenzione delluomo. La seconda enciclica la Sollicitudo rei socialis, sulle questioni sociali e del mondo del lavoro. In questo documento, Wojtyla rilancia le tesi sociali di un predecessore Leone XIII, il primo pontefice della storia ad aver scritto una enciclica dedicata ai problemi del lavoro e della societ.
aradosso della secolarizzazione, che tutto metabolizza, omologando anche dogmi di fede e confessioni religiose: assai probabile che il futuro ricorder Karol Woityla per la sua grandezza politica, per i suoi successi mondani. Per la tromba della sua parola profetica, che propizi il crollo di un muro pi sinistro di Gerico. O perfino per il suo grido di pace, nella sofferenza quasi ormai senza voce, che smaschera la iattanza imperiale di Bush figlio e della guerra pi bugiarda. Ma Giovanni Paolo II stato anche, senza risparmio, un Papa di dottrina, morale e teologica: oscurantista, sotto entrambi i profili, perch fedelissima al tra-mandato, alla Verit maiuscola della tradizione apostolica. Secondo lermeneutica di Santa Romana Chiesa. Nellenciclica Veritatis Splendor ha perci fulminato di dogmatica rampogna tutta la teologia non allineata (in primis - e vade retro quella teologia della liberazione che tanti entusiasmi di rinnovamento aveva sollevata in America Latina e in tutta la cristianit non opulenta). Ma sar infine con Fides et Ratio, sorta di consapevole testamento teoretico, che ribadir il trionfalismo del primato (razionale!) della fede sulla ragione, e condanner nella nefasta separazione della filosofia dalla Verit (della Chiesa: alcuni secoli di pensiero, insomma, dallUmanesimo ai giorni nostri), cio nella pretesa smisurata e diabolica - delluomo allautonomia (autos-nomos, darsi da s la propria legge, nientemeno: da cui nascer la democrazia), la radice delle sciagure e degli orrori che segnano la modernit: fino ai totalitarismi nazista e comunista, ribadir in molte omelie. Questa catafratta ripulsa della tradizione illuminista e dei suoi antecedenti (anatemizzata in toto) viene proposta con lapparenza dellumilt: come diaconia della verit, dunque al servizio di una ricerca che lessenza stessa delluomo, e spesso lunico terreno dintesa e di dialogo con chi non condivide la nostra fede. Questa straordinaria apertura, che sembra porre sullo stesso piano di dignit credente e non credente (perfino oltre la distinzione giovannea di errore ed errante), per cui la comunit credente soprattutto partecipe dello sforzo comune che lumanit compie per raggiungere la verit, si rovescia nel suo opposto, per mutamenti insensibili e surrettizi slittamenti: non possibile conoscere a fondo il mondo e gli avvenimenti della storia senza confessare al contempo la fede in Dio che in essi opera!

PAOLO FLORES DARCAIS

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Il dialogo unidirezionale, insomma: si parte dal riconoscimento che sarebbe di poco aiuto una filosofia che non procedesse alla luce della ragione secondo propri principi, ma si prosegue con lintimazione che ogni sistema filosofico deve riconoscere la priorit del pensare filosofico, da cui trae origine e a cui deve servire in forma coerente, per concludere che tale pensare filosofico fa FEDE E VERIT corpo unico con un nucleo di conoscenze filosofiche la cui presenza costante nella storia del pensiero: nucleo, guarda caso, che ENCICLICA coincide con FIDES ET RATIO la capacit di conoscere Dio, la verit e il bene oltre che alcune norme fondamentali che risultano comu-

Non possibile conoscere a fondo il mondo e gli avvenimenti della storia senza professare la fede in Dio

nemente condivise. Si tratta del Dio della Chiesa di Roma, beninteso, e della morale propugnata dal suo sommo Pontefice (contestata e disapplicata dalla maggioranza del suo stesso gregge, come conferma ogni inchiesta diocesana). Nessuna meraviglia, perci, che tutto si riduca allennesima riaffermazione del valore incomparabile della filosofia di san Tommaso e della pretesa che il Magistero ecclesiastico pu e deve esercitare autoritativamente, alla luce della fede, il proprio discernimento critico nei confronti delle filosofie e delle affermazioni che si scontrano con la dottrina cristiana. Di diverso dal Sillabo c solo la vernice sintattica. Si dir che un Papa non pu affermare diversamente. Probabile. Ma perch voler spacciare il dogma di sempre per un colloquio alla pari con la ragione che dubita? In realt il papato di Karol Wojtyla sembra ossessionato proprio dal timore di cedimento alle sirene del dubbio, di una deriva protestante, insomma, in agguato per la Chiesa. Se il futuro cattolico fiorir in questo arroccamento dogmatico, o nel s s, no no evangelico, religione degli ultimi, non sta a noi dirlo.

HANS GEORG GADAMER

Il Papa sostenitore di una tendenza cooperativa fra le religioni. Lui ci crede e vorrebbe fare di pi. Guardate quel che successo con il mea culpa sugli scismi ortodosso e protestante. I cardinali si sono opposti al gesto del pontefice

LUOMO CHE ATTENT ALLA SUA VITA ORA IN UN CARCERE TURCO

ALI AGCA: ADESSO VORREI VEDERLO


MARCO ANSALDO
ra voglio incontrarmi con il Santo Padre. Insieme dobbiamo parlare di molte cose. Un mese fa, quando ho saputo dai giornali che era candidato al Nobel per la Pace ho subito pensato che questa sarebbe stata la volta buona. Peccato. Adesso, in ogni caso, vorrei vederlo. La voce di Mehmet Ali Agca giunge dal profondo del carcere di Kartal Maltepe, la prigione di massima sicurezza sulla sponda asiatica di Istanbul, lo stesso da cui evase (molti dicono: fu fatto evadere) in vista dellattentato al pontefice. Gutturale e stentorea, ha un timbro che fa misurare la distanza con un evento che appare tuttora lontano e misterioso. Venticinque anni dopo lelezione di Wojtyla al soglio papale, e ventidue dal tentativo di assassinarlo in mezzo a piazza S. Pietro, il Lupo grigio uscito dallAnatolia non appare pi la stessa persona, ma un distinto signore dai capelli cortissimi e bianchi, vestito con un elegante abito scuro, e sideralmente lontano dal killer scelto per inca-

EMANUELE SEVERINO

Papa Wojtyla dice oggi quel che la chiesa ha sempre detto e cio che il cristiano non pu vivere in contrasto con la sua fede e deve quindi trasformare la societ in cui vive in modo che tra societ e fede cristiana regni una profonda armonia

richi speciali. Aveva 23 anni quando fu catturato il 13 maggio 1981 mentre cercava di allontanarsi pistola in pugno dal colonnato di piazza S. Pietro, ora ne ha 45 e aspetta con ansia il momento di uscire per sempre dal suo incubo. Agca ha scontato tutto il periodo richiesto per un atto che, ricorda, ha solo ferito, non ucciso un uomo, bench fosse il papa. E per questo ha fatto in Italia 19 anni di carcere in isolamento quasi totale. Da allora, dopo la grazia accordatagli dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi (dietro intesa con le autorit vaticane), rinchiuso a Kartal Maltepe. Non pi per il tentato omicidio del papa, n per quello di Abdi Ipekci, direttore del quotidiano Milliyet, ma per una serie di furti e rapine compresa quella a un furgone di gazzosa. Sette anni, di cui ora ne mancano allappello poco meno di quattro. Eppure Agca, nonostante le astuzie, le smentite, le finte pazzie, mantiene dopo oltre 22 anni di internamento una lucidit invidiabile. Difatti,

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LA REPUBBLICA 29

15 NOVEMBRE 1996 In occasione del cinquantesimo anniversario del suo sacerdozio pubblica il volume autobiografico Dono e mistero. Nellottobre si era ricoverato al Gemelli per un intervento di appendicite.

10 MAGGIO 1997 Storico viaggio in Libano dove celebra, a Beirut, la messa davanti a duecentomila persone. Il 24 agosto invece a Parigi per unoceanica giornata mondiale della giovent.

21 GENNAIO 1998 Wojtyla vola a Cuba e incontra Fidel Castro allAvana. Nello stesso anno, a marzo accompagna con la lettera Una riflessione sulla Shoah il documento vaticano Noi ricordiamo.

24 DICEMBRE 1999 Apre la Porta Santa in San Pietro per il Grande Giubileo del 2000, facendo seguito alle parole che gli aveva detto il cardinale Wyszynski: Dovrai guidare la Chiesa nel Terzo Millennio.

LA DOPPIA STRATEGIA INTERNAZIONALE: IL CROLLO DEL MURO LA DISTANZA DAGLI USA

QUEI NO AL COMUNISMO E AL CAPITALISMO


LUCIO CARACCIOLO
ojtyla campione dellanticomunismo ed eversore dellimpero sovietico. Wojtyla critico del capitalismo, icona del pacifismo, contraddittore della superpotenza americana. La stessa persona, lo stesso papa, due incarnazioni geopolitiche apparentemente opposte. Eppure, a ben guardare, nella parabola geopolitica di Giovanni Paolo II c pi coerenza di quanta se ne possa subito percepire. La coerenza di chi vuole essere capito dal di dentro, non dal di fuori. Consapevole dei privilegi e dei limiti di un potere spiritualmente pervasivo quanto mondanamente irresponsabile. Il primo Wojtyla coincide con la crisi terminale dellUnione Sovietica e con lavvento alla presidenza degli Stati Uniti di Ronald Reagan. Due uomini profondamente diversi, ma uniti nella convinzione che il comunismo sia intrinsecamente fragilizzato dal ripudio della dimensione trascendente che in ognuno, prima che da errori e orrori del sistema. A Washington e a Roma si issa quasi contemporaneamente, negli anni Ottanta, il vessillo della riscossa. Non si tratta di contenere il comunismo, ora si pu rovesciarlo. C molto di religioso e di apocalittico nellanticomu-

LE ENCICLICHE
1990 Redemptoris missio, sullimpegno missionario della Chiesa: il testo-base del pontificato di Wojtyla sul ruolo che migliaia di religiosi e religiose svolgono nelle terre di missione per aiutare i bisognosi e diffondere la parola di Dio. 1991 Centesimus annus, sulle questioni del lavoro e della giustizia sociale. Con questa enciclica, papa Wojtyla celebra i cento anni dallenciclica Rerum novarum del pontefice Leone XIII 1993 Veritatis splendor sulla importanza della morale cattolica: il Papa ribadisce, tra laltro, la condanna dellaborto e del controllo delle nascite 1995 Evangelium vitae, sui problemi etici della societ attuale 1995 Ut unum sint, argomenti ecumenismo e unit dei cristiani 1998 Fides et ratio, sul rapporto tra la fede e la ragione 2003 Lultima enciclica si intitola Ecclesia de Eucharistia, sulla Eucaristia nel suo rapporto con la Chiesa

nismo di Reagan, convinto di potere e dovere convertire i sudditi di Mosca alla vera fede quella nei valori americani/universali di libert e democrazia. E c molto di geopolitico e di strategico, oltre che di profondamente patriottico, nel sostegno coordinato con gli americani - del papa polacco a Solidarnosc e ai movimenti che nellEst si apprestano a dare lultima spallata al fatiscente edifi- MERCATO E SOCIET cio imperialcomunista. Per consentire cos allEuropa di respirare con i suoi due polmoni, come ama ripetere Giovanni Paolo II. GIORNATA DELLA Sino a poco PACE, GENNAIO 1999 tempo fa, pareva che nei libri di storia questo papa fosse destinato ad essere classificato come il liquidatore dellimpero sovietico, il

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Il libero mercato da s non pu garantire il bene comune, perch ci sono molti bisogni umani che non hanno posto nel mercato

BONO

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non ha mai detto niente di veramente credibile, mai rivelato nulla di compromettente soprattutto per altri sul perch di quel gesto. Ha continuato a ripetere, da attore consumato, la versione che lo ha portato fuori dallItalia, di un gesto isolato fatto da un giovane disperato. Ma senza mai avallare, tranne quando gli faceva comodo, lipotesi di un complotto internazionale, smentita puntualmente. Linchiesta, da molti anni ormai, chiusa, e gli stessi magistrati che lhanno condotta, Rosario Priore su tutti, ammettono di essersi trovati alla fine di fronte a ostacoli insormontabili. Agca nicchia. Non conferma e non smentisce. Rivela a po-

Prego per il fratello che mi ha colpito al quale ho sinceramente perdonato


chi intimi: Parler quando sar libero. Quando torner fuori, Ali intende come prima cosa tornare a Roma, abbracciare luomo che voleva uccidere (e che oggi stima e venera davvero), aprire infine unagenzia turistica a Marmaris sulla costa turca. Qualcuno pensa gi di coinvolgerlo in un progetto politico, magari offrendogli un posto in Parlamento. I vecchi Lupi grigi, gli amici della natale Malatya, si sono fatti vivi ora che sono convogliati nel pi istituzionale Movimento di azione nazionalista. Ma il suo ultimo pensiero politico lo vede attento al progetto di Erdogan e a quel partito islamico moderato, di orientamento conservatore, al potere ad Ankara. La libert sembra ormai prossima, e le donne non si stancano di scrivergli in carcere. Il legame che lo unisce a Giovanni Paolo II appare per un chiodo fisso. Riabbracciarlo come sul serio giura di voler fare davanti a tutto il mondo un momento che riappagher Agca ed altri. Anche se il mistero su chi cera davvero dietro la sua pistola continuer ad avvolgerne la figura, forse per sempre.

Giovanni Paolo II quanto si possa sperare di pi funky per un pontefice romano. D limpressione di uno dal quale, quando era giovane, avresti temuto un pugno. Oggi tutta quellenergia rivolta allo spirito

JEAN GUITTON

Giovanni Paolo II un papa straordinario, inimitabile, profondamente altro da ogni suo predecessore, che innova la Chiesa a molteplici livelli. Senza esclusione alcuna

liberatore della Polonia e degli altri paesi oppressi dal tallone sovietico. Forse si esagerato il suo ruolo nellabbattimento del Muro, frutto delleffetto combinato delloffensiva reaganiana e delle pulsioni suicide dei vertici sovietici oltre che dellinettitudine di Gorbaciov, partito per riformare lUrss e ridotto a presiedere al suo smantellamento. Ma senza il papa polacco, il processo sarebbe stato meno tumultuoso e non esibirebbe lo stigma di un cambiamento depoca non solo geopolitico ma anche spirituale. Contrariamente alle aspettative di molti, il secondo Wojtyla non si pero assoggettato al compito di benedire la bandiera dei vincitori. Per lui, la caduta del comunismo era appunto un evento anzitutto spirituale. Non comportava ladesione al modello di vita americano, tantomeno lesaltazione del capitalismo trionfante. La sconfitta dellEst non doveva ridursi a vittoria dellOvest. Lidea di una sola superpotenza, capace di dettare i suoi voleri e la sua cifra esistenziale al resto del mondo, non poteva essere accettata dal capo della Chiesa cattolica, dunque universale. In termini geopolitici, questo approccio si traduceva nel rifiuto di costruire nuovi Muri, persino pi divisivi del Muro di Berlino. Stavolta non contro il comunismo, ma contro lislam. L11 settembre ha misurato la distanza fra America e Chiesa romana nella visione del mondo. Mentre il presidente degli Stati Uniti attingeva alla retorica della crociata contro il terrorismo islamico, il papa di Roma evitava ogni riferimento allo scontro di civilt. Anzi, si preoccupava di mostrare la propria avversione per la teoria della guerra preventiva e per la pratica della guerra allIraq; non ultimo, per il tono clericale con cui a Bush capitato di propagandarla. Di papa ne basta uno. Molti in Vaticano sono convinti che lo scandalo degli abusi sessuali compiuti da preti americani sia una perfida risposta della leadership Usa alle critiche di Wojtyla, che in questi anni hanno investito le scelte politiche e morali della superpotenza a stelle e strisce. Sicuramente non cos. Ma la reciproca incomprensione e diffidenza fra Casa Bianca e Chiesa cattolica rester il lascito geopolitico pi controverso di questo papato. Controverso persino nello stesso corpo ecclesiastico. Il giorno in cui a San Pietro abiter un uomo meno carismatico, questa ed altre crepe che incrinano la facciata di Santa Romana Chiesa appariranno nella loro profondit. Cos forse scopriremo nellirripetibile antimodernit di Wojtyla il filo rosso del suo papato.

30 LA REPUBBLICA

DOMENICA 12 OTTOBRE 2003

LE TAPPE PRINCIPALI

20 MARZO 2000 Prega davanti al Muro del Pianto a Gerusalemme. Il 13 maggio annuncio della rivelazione del terzo segreto di Fatima. Dal 19 al 22 agosto giornata mondiale della giovent a Roma.

6 GENNAIO 2001 Con Novo millennio ineunte firma le direttive pastorali per il millennio. Tra i viaggi pi significativi, in maggio, quello in Siria, in giugno in Ucraina. A Yerevan ricorda le vittime del genocidio armeno.

24 GENNAIO 2002 Ad Assisi Giornata di preghiera per la pace nel mondo. Il 16 giugno santifica Padre Pio, il 6 ottobre Escriv di Balaguer, fondatore dellOpus Dei. 14 novembre, visita il Parlamento italiano.

10 FEBBRAIO 2003 Invia a Baghdad il cardinal Etchegaray e si appella contro la guerra in Iraq. A settembre, in Slovacchia, mostra forti segnali di sofferenza. Il 16 ottobre, saranno 25 anni di pontificato.

LA FORZA POLITICA DI UN PROFETA DISARMATO

uando Stalin a Potsdam, 1945, pronunci la sua famosa battuta (ammesso che labbia davvero pronunciata): Quante Divisioni ha il Papa?, pot contare su una vasta e consolidata ammirazione. Che la ragione stia dalla parte della forza, e che la forza, quando sia schiacciante, faccia a meno della ragione, era un luogo comune del pensiero politico, e Stalin laveva solo spinto allo stremo. Lungi dal sollevare lo scandalo che merita il cinismo, il motto suscitava lentusiasmo degli stalinisti (e linvidia degli antistalinisti) che si compiacevano di disporre del pi immane numero di Divisioni che la storia avesse conosciuto, e dellarguzia del Capo. Il Papa era un facile zimbello, e con lui lidea che una qualunque ragione possa valere senza la forza. Senza quel sarcasmo tracotante (e peraltro in tempi in cui il Papa assoldava i suoi battaglioni) Machiavelli aveva sentenziato che sempre tutti e profeti armati vinsono e li disarmati ruinorno. La bravata di Stalin avrebbe fatto i conti con la superiorit militare dellAmerica nei giorni di Potsdam esplodeva la bomba a Los Alamos, e subito dopo a Hiroshima e Nagasaki - ma restava come il motto essenziale, pur vinti i fascismi, di una concezione del mondo fondata sulla venerazione della forza e sul culto dellapparato. La mostruosa approvazione che bravi comunisti di tutto il mondo continuarono a devolvere ai carri armati sovietici mandati a schiacciare i popoli fratelli aveva l la sua radice. Tutto ci durato fino a Giovanni Paolo II. Con lui sono successe per la prima volta - due cose. Che un profeta disarmato ha vinto. E che lammirazione per la forza stata mortificata. (Era successo al Mahatma Gandhi, con lo straordinario acquisto dellindipendenza dellIndia, ma al costo spaventoso del milione di morti e dei milioni di profughi nella divisione fra hindu e musulmani). Questo , a qualunque fede religiosa o irreligiosa si appartenga, il bilancio indiscutibile della prima parte del pontificato di Karol Wojtyla. Bastarono i nove giorni del giugno 1979 polacco la data del suo primo viaggio da Papa - ad annunciare e anticipare il 1989 berlinese. Furono gli anni del Papa giovane, atletico, agonistico. E, allinizio, misconosciuto. I capi dellimpero sovietico, e gli stessi capi polacchi, non seppero immaginare che cosa stesse per investirli: in passato si erano addirittura figurati di trovare nel vescovo Wojtyla una figura pi distratta e malleabile che non il vecchio e intransigente Wyszynski. C un bellaneddoto (ce ne sono a bizzeffe) su Wojtyla, gi cardinale, fermato sui Tatra dalle guardie mentre sciava. Il poliziotto: Stupido, ti rendi conto a chi hai rubato i documenti? Starai al fresco per un bel po. Ma sono davvero io. Un cardinale che scia? Mi prendi per scemo?. Il Cremlino delle Divisioni e i sottocapi del regime di Varsavia si comportarono poi pi o meno con la stessa incredulit delle guardie di frontiera. Un Papa non butta gi la cortina di ferro: mi prendi per scemo? Del resto, anche qui da noi non mancarono i sarcasmi su quanti sci avesse il Papa... Una volta che gli chiesero se fosse sconveniente sciare, rispose: sciare male s.

COSHA VINTO SENZA ESERCITI


ADRIANO SOFRI
Anche fare politica male. Giovanni Paolo II ha avuto dalla sua, oltre alla tempra personale, due circostanze decisive: di essere nato nel 1920, e di essere nato in Polonia. Si stenta ad ammettere fino a che punto la Polonia sia stata lincrocio fatale della storia del Novecento, dalla guerra patriottica contro lUrss del 1920 che segn la fine dellesportazione della rivoluzione bolscevica, alloccupazione nazista a quella sovietica, da Auschwitz a Solidarnosc e fino alla propaggine di quella storia nella tragedia israelopalestinese. Di quella vicenda, protratta fin dentro il nuovo millennio e le sue nuove guerre, Wojtyla stato testimone e protagonista singolarissimo. Della Polonia spaccata fra polacchi cattolici e polacchi ebrei. Di Auschwitz. Di Varsavia insorta e distrutta dai nazisti mentre lArmata rossa segnava il passo sullaltra sponda della Vistola. Delle Divisioni del Patto di Varsavia. Dei piani quinquennali. Quando in buona parte del mondo si pensava che essere di sinistra volesse dire aver fede nei piani quinquennali, nella pianificazione socialista, o in subordine in qualche programmazione democratica, il vescovo Wojtyla predicava il programma eterno tracciato da Dio. Lunico programma, diceva, il Vangelo. Prediche, appunto, cose dellaltro mondo. Volete mettere il Vangelo con i piani quinquennali? Anche solo per frequentare il Vangelo, sotto loccupazione nazista tanti preti polacchi avevano operato in clandestinit. Il cardinale Wyszynski aveva il suo nome di battaglia: Suor Cecilia...

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IL CROLLO DEL MURO

Oggi siamo di fronte alle rovine di una delle tante torri di Babele. La pretesa di costruire un mondo senza Dio si dimostrata illusoria
PRAGA APRILE 1990

LE IMMAGINI
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Sotto il regime comunista, continuarono a operare in clandestinit, e magari ad andare in galera. Era, rispetto alla sinistra occidentale, il mondo alla rovescia. Alla periferia di Cracovia era stata costruita una grande citt operaia, Nowa Huta: lunica pianificata senza chiese. Se la presero, la chiesa. La costruirono su una pietra donata dalla tomba di San Pietro, ci aggiunsero un frammento di roccia lunare donato da un astronauta americano. Il Crocefsso per lo fabbricarono in acciaio gli operai delle acciaierie Lenin. Tutto andava alla rovescia. Da noi essere di sinistra voleva dire contrapporre alla carit la solidariet. L, quando arrivarono gli operai dei cantieri di Danzica, avevano la Madonna nera di Jasna Gora allocchiello e si chiamavano Solidarnosc. La sinistra che da noi aborriva il comunismo sovietico come una spietata dittatura e un infame tradimento della speranza rivoluzionaria si era rassegnata a disperare della possibilit di rovesciare la sua potenza repressiva. La stessa diplomazia vaticana la Ostpolitik di Paolo VI, Casaroli e Silvestrini - era orientata dalla persuasione che la dittatura comunista fosse inespugnabile, e che, con tutto il rispetto per i dissidenti, non si potesse che battersi contro il capitalismo democratico, per misurarsi poi da l con la fortezza socialimperialista. Sembra grottesco, ma era cos. Se avessimo letto i discorsi del vescovo di Cracovia (lui per leggeva i testi marxisti, quelli del regime e quelli dei dissidenti: nel conclave dal quale venne eletto si era portato una rivista comunista) li avremmo trovati

belli o brutti, ma certo fuori del tempo e privi di ogni rilevanza politica. Che rilievo politico ha il pensiero che la libert debba essere vincolata alla bont? Alla bont. Che rilievo politico pu avere linsistenza ossessiva nella esortazione evangelica, appunto: Non abbiate paura? Lumanit deve imparare a non avere paura. Bisogna nutrire la speranza e la fiducia. Bisogna vivere liberi dalla menzogna e dalla paura. E, quanto ai giovani: Abbiate paura soltanto della leggerezza e della pusillanimit. Non che alle nostre sinistre mancassero gli slogan su questa rima (Lotta dura senza paura...) ma rischiavano di essere un modo di eludere quellemozione piuttosto che affrontarla. Pu darsi che ci vergognassimo di aver paura. Che rilievo politico pu avere linsistenza sul dono di s? Prediche, appunto, salvo quando leducazione al terrorismo suicida riproponga i due modi opposti di pensare allidea di martirio: il sacrificio di s contro il sacrificio degli altri. Che festa era pi bella del Primo maggio per noi? In Polonia molte persone perbene si rifiutavano di partecipare alle manifestazioni ufficiali e forzate (e per giunta militaresche) del Primo Maggio. E cos via. La seconda parte del pontificato di Giovanni Paolo II, segnata dalla ferita, dalla malattia, dalla vecchiezza, sembra percorrere al contrario litinerario vittorioso della prima. La debolezza del Papa non meno agonistica agone, altra parola ambigua - ma il suo torna a essere lappello del profeta disarmato e inascoltato dei perdoni e della pace. In tanta parte del mondo terzo il fanatismo religioso e terrorista ha riportato la cristianit a unepoca di persecuzione e di martirio. Sulla scala del pianeta il primato della forza armata quella delle Divisioni, il suo equivalente tecnologicamente aggiornato - sempre pi passato dalla parte dellAmerica. Potrebbe capitare oggi a Bush e ai suoi consiglieri di lasciarsi sfuggire una domanda arrogante come quella: Quante Divisioni ha il Papa?. Ma questa volta il Papa non padroneggia il gioco. Al contrario, sente la speranza sfuggirgli. Anche nella sua Polonia: diventata il pi americano dei paesi di unEuropa che non accetta di accogliere la propria ascendenza cristiana in un superfluo preambolo. Non voglio essere irriverente, ma se si seguisse fino in fondo lanalogia, ci si aspetterebbe dallo Spirito Santo che scegliesse in un futuro conclave un Papa americano degli Stati Uniti, intendo. Certo, la chiesa cattolica non mai stata cos debole e screditata negli Usa, ma un Papa giovane forte integerrimo e per cos dire antiamericano scelto nel clero americano, che emulasse (mutato quasi tutto, lo so) il ruolo del Papa polacco nei confronti dellimpero comunista, sarebbe un vero colpo di scena. So anche che la Provvidenza non segue disegni umani, essendo il nome che i credenti danno alleterogenesi dei fini, cio alla deviazione e allo scacco cui sono destinate le nostre intenzioni. Del resto lAmerica il paese miracoloso in cui poco fa un uomo si svegliato da diciannove anni di coma, e ha chiesto una Pepsi. Potrebbe succedere anche in Polonia.

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domenica 12 ottobre 2003


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IL DOLLARO DEBOLE RAFFORZA LIMPERO


EUGENIO SCALFARI
L 20 SETTEMBRE scorso era un sabato e si riuniva a Doha un vertice del G7 da tempo convocato. Sembrava uno dei soliti incontri di routine durante i quali i ministri dellEconomia dei paesi pi ricchi del mondo si scambiano notizie, si chiamano per nome di battesimo dandosi benevolenti pacche sulle spalle e alla fine emettono comunicati che inneggiano alla stabilit e confermano lordinato sviluppo dei mercati. Quel sabato invece le cose non andarono soltanto cos. Le pacche sulle spalle di quei sette sussiegosi buontemponi ci furono e anche gli inni alla stabilit dei mercati si sprecarono, ma il succo della riunione fu assolutamente imprevisto e innovativo: le maggiori potenze economiche del pianeta fecero sapere ai mercati che la politica del dollaro forte era arrivata al capolinea e che da quel momento in poi sarebbe cominciata quella del dollaro debole. Debole verso chi? Verso lo yen, verso le monete di Singapore, Taiwan, Corea, e naturalmente verso leuro. Economisti e banchieri definiscono questi fenomeni aggiustamento; i giornalisti che usano immagini pi colorate li chiamano tempesta o guerra valutaria. Sia come sia, la domenica 21 pass per le decine di migliaia di operatori come la vigilia duna battaglia campale e il luned, quando si riaprirono i mercati, ebbe inizio la caduta del dollaro (e di riflesso lapprezzamento delle altre valute). Dura tuttora. Durer ancora fino a quando laggiustamento non sar del tutto compiuto e non avr realizzato gli effetti che se ne attendono e che consistono nel ridurre se non annullare del tutto il deficit del commercio estero Usa, attraverso una riduzione delle importazioni americane dal resto del mondo, un massiccio aumento delle esportazioni, uno slancio nella crescita del prodotto interno, dei consumi, degli investimenti, delloccupazione negli Stati Uniti. Laggiustamento, se tutto andr come sperano a Washington, durer a dir poco dodici mesi ai quali succeder una fase di stabilizzazione dei mercati attorno ai nuovi valori raggiunti. Ci che accadr dopo si trova ancora sulle ginocchia di Giove e perci inutile parlarne. SEGUE A PAGINA 17

Il ministro: Bankitalia carente nella vigilanza. DAmato smorza i toni: Ma il tempo stringe. I sindacati: sciopero confermato

TremontiallattaccodiFazio
La Lega contro An e Udc: ora che Berlusconi si faccia sentire
IL RETROSCENA CON REPUBBLICA

Il Senatr: Fini sar sepolto dai suoi elettori. Il Cavaliere impugni lo spadone

Lira di Bossi: Basta con i baroni ribelli

LEnciclopedia I fini ambigui domani il 7 volume del voto agli stranieri e la ristampa del secondo
ILVO DIAMANTI
L DIRITTO di voto (amministrativo) agli immigrati potrebbe costringere gli italiani al voto (politico) anticipato. Le reazioni suscitate nella Casa delle Libert dalla proposta di Gianfranco Fini, lanciata nei giorni scorsi a un seminario europeo organizzato dal Cnel, paventano esplicitamente questa minaccia. Una crisi di governo, elezioni anticipate, frattura nella maggioranza. Fra An, Forza Italia e la Lega. Nel nome dei diritti politici degli immigrati. C pi di un motivo per restare sconcertati. E scettici. Perch mai gli alleati (si fa per dire... ) della Cdl dovrebbero intraprendere una prova elettorale quando i sondaggi offrono indicazioni, per loro, poco favorevoli? Perch dovrebbero affrontare una competizione quantomeno incerta divisi come oggi? SEGUE A PAGINA 16

Bossi, Fini e Berlusconi

ALLE PAGINE 2, 3, 4, 8 e 9

Ogni volume a richiesta con Repubblica a soli 12,90 euro in pi

Dopo il vertice Nato di Colorado Springs. Oggi marcia per la pace ad Assisi: Via da Bagdad

DIARIO

Italiani in Iraq altri sei mesi


Annuncio a sorpresa di Martino. Proroga anche in Afghanistan
Vito De Rosa uccise il padre vive in un istituto giudiziario

I 25 anni di Papa Wojtyla


EZIO MAURO

Castelli chiede la grazia per un omicida in carcere da 51 anni


FUCCILLO e MILELLA A PAGINA 21
Roberto Castelli

NEW YORK La missione italiana in Iraq si prolungher di altri sei mesi. Lo ha detto il ministro della Difesa Antonio Martino. Credo realisticamente che ci verr chiesto di restare, ha spiegato il ministro a New York di ritorno dal vertice della Nato svoltosi in Colorado. Martino, in visita a Ground Zero, ha detto che la situazione in Iraq contrariamente alle notizie anche tragiche che arrivano non tanto preoccupante. I tremila militari italiani finora hanno avuto incidenti di poco conto, ha aggiunto. Allo studio una proroga anche per lAfghanistan. Oggi ad Assisi attese centomila persone per la marcia per la pace con la richiesta Via da Bagdad. Intanto nellamministrazione Usa scontro aperto tra il segretario alla Difesa Rumsfeld e il segretario alla sicurezza nazionale Rice. ALLE PAGINE 7 e 13

REPORTAGE

A Kabul le donne sfidano i mullah


dal nostro inviato GUIDO RAMPOLDI KABUL A malissimo, anzi abbastanza bene. Due anni dopo linizio della guerra americana i numeri darebbero ragione ai pessimisti 64mila ettari coltivati a papavero da oppio, 200mila armati di cui una quota rilevante recita nel doppio ruolo delle guardie e dei ladri se non fosse per la formidabile pulsione biologica alla vita che sta rianimando una nazione da ventanni in coma terminale. SEGUE A PAGINA 15

DA PAGINA 23 A PAGINA 30

Partita a senso unico con lAzerbaigian. Passa anche lInghilterra, spareggi per Spagna e Olanda

Azzurri, 4 gol per gli Europei


Empoli, quattro connazionali avevano aggredito la fidanzata
GIANNI MURA
OVEVA essere una festa, lo stata. Il 4-0 allAzerbaigian porta lItalia del pallone agli europei in Portogallo. Non stata una partita difficile, anche per la modestissima levatura degli avversari, ma ha dato conferme importanti. Con una sontuosa regia di Totti, sono andate in gol tutte le punte: due volte Inzaghi, una Vieri e Di Vaio. Inzaghi sale a 21 gol in azzurro e supera Paolo Rossi. Unica nota stonata: Vieri che non gradisce la sostituzione. SEGUE A PAGINA 52 SERVIZI NELLO SPORT

Maestro cinese di kung fu sventa la rapina e uccide 2 uomini


BOCCI, SELVATICI e SERGI ALLE PAGINE 34 e 35
Abbraccio tra Vieri e Inzaghi

A VECCHIAIA e la malattia circondano lanniversario di Karol Wojtyla e i suoi 25 anni di pontificato. Abituati come siamo a leadership temporanee, caduche, assistiamo impreparati allo spettacolo quotidiano di unautorit che vive in pubblico il suo decadimento, esibendolo come ieri mostrava e innalzava lenergia della forza. Quasi un rovesciamento drammatico di quella fisicit apparsa allimprovviso nellottobre del 1978 sulla Loggia di San Pietro sotto i sacri paramenti pontifici, piattaforma consapevole e inedita di una testimonianza integrale il corpo insieme allanima della missione che il Papa polacco assegnava a se stesso. SEGUE A PAGINA 23