Sei sulla pagina 1di 9

LINGUE ROMANZE: o o o Gruppo Italo-romanzo: Italiano, sardo, ladino, dalmatico; Gruppo Balcano-romanzo: romeno, (Romania politica, Istria, alcune

zone della penisola balcanica e in Asia Minore; Variet letteraria: Dacoromeno); Gruppo Ibero-romanzo: spagnolo (Spagna politica ade eccezione di alcune provincie, America Latina e luoghi con forte immigrazione ispanica; Variet letteraria: Castiglianio), portoghese (Portogallo politico, 4 provincie nord-occidentali spagnole, Aricipelaghi delle Azzorre e di Madera, Brasile, Angola, Mozambico; numerose variet creole; Variet letteraria: Gallego), catalano (Catalogna, regioni di Valencia e Alicante, isole Baleari, Repubblica di Andorra, Alghero; Variet letteraria: Barcellonese); Gruppo Gallo-romanzo: francese (Francia politica, in Belgio, Svizzera francese, Lussemburgo, Canada, Algeria, Haiti; Variet letteraria:Franciano), provenzale ( o Occitano; Provenza Storica, alcune valli Piemontesi, Guardia Piemiontese (Cosenza); Variet letteraria: Limosino), guascone (Guascogna, Barn; No variet letteraria), franco-provenzale

IL DIALETTO OGGI Sondaggio ISTAT 2006: Generale consolidamento dellItaliano Anziani, Semicolti, Uomini > pi propensi uso dialetto Giovani, Donne > meno propensi Si parla tra familiari e amici, no in situazioni pubbliche In provincia e ambienti rurali In alcune regioni pi di altre (Veneto +; Liguria -) Nuovo atteggiamento verso il dialetto (italiano + dialetto = risorsa comunicativa) Utilizzo del dialetto nei nuovi media > maggior espressivit e a volte comicit in pubblicit, cinema, musica

Dialetto non pi un fattore discriminatorio ma un pregio.

FRAMMENTAZIONE LINGUISTICA DOMINIO ITALO-ROMANZO o o o o o Gran frammentazione fin dalantichit, complessit comparabile solo con la situazione indiana Partizione interna caratterizzata. 11 Regiones di Augusto, De Vulgari Eloquentia Teoria Preistorica: Poco probabile, Mario Alinei cerca di datare lorigine dei dialetti tra 33000/9000 a.c. Lingue pre-indoeuropee, niente a che fare con il latino Teoria del sostrato: le lingue presenti prima prima del latino ne hanno poi influenzato il diverso sviluppo del parlato Teoria del superstrato: Latino influenzato a seconda delle zone da lingu germaniche, arabe e da flussi migratori

VARIETA DEL LATINO E ROMANIZZAZIONE o o o o Latino ha differenziazioni interne dovute a Tempo (latino arcaico latino classico) e Spazio (latino iberico latino di Roma) Dovute a stile Fattori socioculturali Diversit del periodo e dellintensit di romanizzazione

Substrato : o o o o Toscoumbro > Parole con f intervocale Etrusco > Suffissi -ena, -enna, -ina; Gorgia toscana Ligure > Suffissi -asco, -asca Celtico > in Francia, a diventa e; Sistema numerale vigesimale

Superstrato : o o Lingue Germaniche: dallEuropa del Nord, invasioni barbariche, termini bellici e anatomici Lingue Arabe: condizionamenti in scienza, commercio, amministrazione, toponomastica

VARIETA ITALIANO CONTEMPORANEO Italiano gamma molto ampia di diversificazioni studiabili secondo 4 variabili: o o o o Diamesia > Variazione dovuta la mezzo fisico (parlato vs scritto) Diastratia > variazione dovuta allestrazione sociale (o anche professionale) Diatopia > Variazione dovuta allarea geografica Diafasia > Variazione dovuta alla situazione comunicativa (Informale vs Formale)

4 parametri fortemente connessi tra loro VARIETA DIASTRATICHE Asse di variazione correlata alla classe sociale, al grado di istruzione e ai modelli culturali di riferimento. Italiano Formale-aulico vs Italiano Popolare

ITALIANO POPOLARE Variet sociale per eccellenza, insiemi di usi ricorrenti nel parlato e nello scritto di persone non istruite, che hanno come L1 il idaletto. Numerose devianze dallitaliano standard che riguardano grafia, fonetica, morfologia, sintassi e lessico.

Sintassi : o o o o o o o Morfologia: o Periodo ipotetico dellirrealt, conguaglio verbale in protasi e apodosi. Ex. se sapesse leggere, andasse a lavorare via Periodo ipotetico dellirrealt, conguaglio verbale in protasi e apodosi. Ex. se sapesse leggere, andasse a lavorare via Scambi funzionali tra aggettivi e avverbi. Ex. La meglio giovent Estensioni di concordanza a senso. Ex. sono tutti gente che lasciano Che polivalente. Ex. fai in modo che sia tutto pronto Che introduttore generico di subordinazione. Ex. se mi d una licenza che vado a Bologna Che introduttore generico della relativa. Ex. dentro al ricovero che mi aveva portato la signorina Che rafforzativo. Ex. siccome che, mentre che

CORSO MONOGRAFICO Le parole: o o o o o Plasmano il pensiero delluomo Canalizzano i sentimenti Dirigono volont e azione Pi potente mezzo per conoscere e capire Persuadono e difendono

Le parole non sono realt, in quanto organismi naturali haunno una vita propria. Ogni parola ha una propria storia (del paese, della cultura, della societ) Le parole possono essere usate per generare e distuggere muri, per comunicare senza discriminare. PAROLE PER PAROLA: LAT. Verbum (Vangelo di Giovanni) GRE. ING. Word TED. Wort ITA. Parabola > LAT per definire discorsi difficili o sacri FRA. Mot > LAT Mutium Manca una definizione unitaria di parola: o o o La parola lentit minima isolabile allinterno di una frase o di un testo, isolata tra due spazi bianchi La parola composta da una successione di fonemi che hanno la propriet di dstinguerla La parola dotata di un significato autonomo fondamentale

In relazione al significato: o Parole semanticamente piene: nomi, aggettivi, verbi, avverbi o Parole semanticamente vuote: articoli, pronomi, preposizioni, esclamazioni In relazione al mezzo: o Parola fonologica: sequenza di suoni i cui confini sono determinati da regole sulla struttura delle sillabe, accento o Parola grafica: articoli, pronomi, sequenza di lettere intervallate da spazi

IL LESSICO Il lessico linsieme di parole di una lingua, fa parte del patrimonio culturale di un paese., o o o Lessico: Insieme aperto di vocaboli che costituiscono un sistema linguistico Vocabolario: una parte di lessico, caratteristico di una disciplina, di una persona di un epoca Dizionario: rappresentazione metalinguistica che registra e raccoglie le parole che costituiscono il lessico o il vocabolario

IL LESSICO ITALIANO Le lingue e i dialetti hanno contribuito a formarlo e arricchirlo. Impossibile dire quante siano le parole dellitaliano. Differenza tra lessemi (significato della parola) e forme del lessico (possibili varianti del lessema). LA TRADIZIONE LESSICOGRAFA ITALIANA Patrimonio senza paralleli europei. Tradizione plurisecolare. Bembo. Salviati -> Accademia della Crusca (crusca = riunioni informali). Formata con lobbiettivo di purificare la lingua italiana, ispirandosi a Dante, Petrarca, Boccaccio e poi Ariosto. 1612 -> prima edizione del vocabolario Nel 800 durante il positivismo scientifico grande diffusione di dizionari (Dizionario Tommaseo-Bellini) Vocabolario di base -> 700 lessemi VOCABOLARIO BASE Lessico (1) Fondamentale, (2) di Alto Uso, (3) di Alta Disponibilit (1) Circa 2000 parole presenti nel 90% di qualunque testo orale o scritto. Parole presenti dalle origini (300), Per la maggior parte parole vuote. (2) 2000/2500 parole, pi complesse di (1), parole che fanno riferimento a parole trecentesche (3) 2000/2500 parole, categoria pi esposte alle evoluzioni sociali e alla cultura materiale, termini composti, concetti o oggetti recenti VOCABOLARIO COMUNE Circa 45000 lessemi compresi da chiunque abbia unistruzione medio-alta. No tecnicismi o regionalismi+ ALTRE CATEGORIE Regionalismi -> 5000 lemmi, geosinonimi entrati in uso nellitaliano, regionalismi che rimandano ad una realt locale(ex. Gondola), regionalismi diventati italiani, perdendo la loro origine dialettale Dialettismi -> 7000 lemmi Tecnicismi -> 100000+ unit, maggiormente soggetti allevoluzione sociale, materiale, tecnologica; parole della scienze, dellarte, dello sport

FORMAZIONE DEL LESSICO ITALIANO o Latinismi: Diretti, lessemi derivati ininterrottamente dal latino parlato. Naturale evoluzione ereditaria 10/15% del lessico globale, 50% del vocabolario di base, le aprole pi frequenti nel nostro sistema linguistico Indiretti (o cultismi), non hanno seguito un percorso ininterrotto dal latino allitaliano, parole riprese dagli intellettuali del 300 (Petrarca e Boccaccio), morfologicamente molto simili al latino La stessa parola pu aver proseguito con continuit che essere stata ripresa -> Allotropi (vizio/vezzo) Neoformazioni Italiane: parole di origine latina o straniera su cui sono intervenuti processi di derivazione (suffissi, prefissi) 35% dei lessemi del vocabolario di base e 74% di parole dellitaliano contemporaneo Forestierismi: parole che provengono da lingue vive

NEOLOGISMI E LA FORMAZIONE DELLE PAROLE Ad eccezione dei latinismi diretti, tutto il resto neologismo. Neologismo -> Polisemia -> processo tramite cui si formano parole nuove La parola diventa effettivamente un neologismo italiano dopo 3/4 anni di utilizzo 2 vie per la neologia Neosemia -> parola gi esistente con un nuovo significato Morfologia derivativa -> formazione di nuove parole dalla suffissazione/prefissazione o composizione di altre gi esistenti Da parole gi esistenti posso creare un numero infinito di parole purch rispondano alle regole fonomorfologiche della lingua, vi sia una necessit della nuova parola. Settori pi produttivi sono: tecnico-scientifico/politico/massmediatico/linguaggi giovanili I principali innovatori del lessico sono stati gli intellettuali delle origini, i gionalisti (fine 700) e personaggi famosi attraverso mass-media. TIPOLOGIE DI NEOLOGISMI o o o o Coniazione dal nulla (I. Calvino) e onomatopea Prestito linguistico (pi produttivo); da lingue straniere o anche prestiti interni da dialetti Linglese ha molto influenzato litaliano, ma un contributo maggiore e pi longevo viene dalla Francia Linguaggio gergale e giovanile molto condizionato dal web

PROCESSI DI FORMAZIONE DI PAROLE o o o o Conversione; gioco -> giocare Fenomeni di riduzione; accorciamenti (foto, moto), sigle (rai, cgil), parole macedonia (coldiretti) Le polirematiche; legate da una congiunzione o da una preposizione, tipico dellitaliano, il significato non equivale alla somma dei significati singoli (luna di miele, acqua e sapone) Derivazione; aggiunta di un prefisso/suffisso di una parola. Solo i suffissi (e il prefisso anti-) possono cambaire la categoria grammaticale della parola. Prefissi -> nomi di azione, qualit, luogo, agente, astratti, verbi, aggettivi di relazione, aggettivi verbali. Suffissi -> localizzazioni spaziali e temporali, negazione, ripetizione. Composizione; processo morfologico che combina due o pi morfemi lessicali. Produce per la maggior parte nomi. Formato da una testa (+ importante, che domina) e da uno specificatore . il plurale viene generalmente applicato alla testa.

TIPOLOGIE DI COMPOSTI (1) (2) (3) (4) (5) GERGO Il gergo in senso stretto la lingua di gruppi marginali (vagabondi, mendicanti, malviventi). Una lingua incomprensibile per chi non fa parte del gruppo in cui utilizzata, spesso perch questi gruppi devono utilizzare un linguaggio segreto con funzione criptica Uso estensivo del termine (gergo medico, gergo sportivo) Il gergo giovanile ha la funzione di collante sociale ma senza la cripticit SEGRETEZZA DEL GERGO Il gergo una lingua artificiale, inventata meccanicamente parassitaria (perch sia ppoggia ad un sistema linguistico gi esistente) e criptica. Il gergo non quasi mai usato in presenza di altri. Gerghi in senso lato: o o o o o o G. Teatrale (far fianco) G. Cinematografico (cammeo) G. Televisivo (bucare lo schermo) G. Giornalistico (essere sul pezzo) G. Sportivo (torello) I linguaggi settoriali Nome + Nome -> capostazione, radiostazione Nome + Agg -> cassaforte, terraferma, pellerossa Agg + Agg -> pianoforte, sordomuto Verbo + Nome -> poggiatesta, salvagente Prep + Nome -> lungomare, sottobosco Composti esogeni: scuolabus, droga party Composti neoclassici: epatologo, leucocita Univerbazioni: invece, piuttosto

Gerghi transitori: o o G. Studentesco (bocciatura, secchione) G. di Caserma (nonno, stecca)

I gerghi transitori hanno arricchito il vocabolario italiano (termini riutilizzati da ex-studenti e militari) I GERGANTI o o o o o Tra mercati, fiere e la piazza: il mondo di furbi, dritti, furfanti Mondo popolato da: ciarlatani, girovaghi, imbonitori, cantastorie, giocatori dazzardo, ecc. Ma anche: ladri, vagabondi, accattoni, mutilati: gruppi sociali marginali. Ricorso alla malizia e allastuzia per ingannare, derubare, ecc. Lingua dellintero complesso dei gruppi sociali marginali.

NEOLOGISMI GERGALI il gergo utilizza la grammatica e la fonetica della lingua o del dialetto locale (lingua ospite), e vi innesta un proprio lessico, largamente comune in tutta lItalia e in parte anche comune agli altri gerghi europei Cohen, 1919 Rilessicazione e risemantizzazione di un sistema linguistico, i gerganti danno a parole gi esistenti nuovi significati criptici. Particolari procedimentio fonomorfologici nella formazione di nuove parole, mascherate con riduzioni o aggiunte Impiego di mtonimie, metafore, sineddochi (risemantizzazione) Caratteristiche comuni a tutti i gerghi: o o o o o o Negazione espressa con termine parafono di no: nisba, niberta, nicol Affermazione: sedeci siena, cortesia Deformazione mediante suffissi: altera -> altra, di foralla -> di fuori Troncamento, pi trasparente e comune: pula, para Inversione sillabica: antefo -> fante Inserzione di sillabe con f

Ex. di gergo carcerario centro-meridionale: baccagliare litigare bernarda organo genitale femminile ciocco furto, rapina, lavoro illecito collegio carcere fumo hashish

IL GERGO OGGI Oggi pi diffuso nelle citt al Nord che al Sud. Maggior controllo e meno spazio per la marginalit. Ridotti i gerganti legati alla piazza, sopravvivono nelle attivit illecite. Nella criminalit organizzata vi bisogno di un linguaggio cifrato. Utilizzo nel sottoproletariato (raccontato da Pasolini). Grande importanza dei romanzi di borgata per la comprensione gergale.

PANINARI PANINARESE