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Io, eterno studente, perch la materia di studio sarebbe infinita e soprattutto perch so di non sapere niente.

Abstract
Contesto di riferimento In un Paese che sconta un debito pubblico del 130% del Pil, quindi un alto costo del denaro rispetto alla concorrenza, la crisi economica ha fatto emergere una criticit fondamentale e per troppo tempo ignorata: i ritardati pagamenti delle pubbliche amministrazioni italiane. Il setting del lavoro quello della Pubblica Amministrazione italiana, declinabile come un aggregato eterogeneo di enti e soggetti pubblici o pubblico-privati, che si organizzano in realt locali per gestire la funzione amministrativa secondo il criterio della sussidiariet.

Problema Gli impegni di spesa di amministrazioni ed enti locali a favore di fornitori di beni o servizi, superano sistematicamente i termini previsti per essere liquidati, traducendosi in debiti commerciali. Con limplementazione di autonomia e responsabilit finanziaria che il legislatore ha impresso al settore dagli anni 90, i residui passivi scaduti hanno cominciato ad accumularsi nei bilanci pubblici, sia in termini di volume, che in termini di giorni di ritardo per liquidare gli impegni. Il 25 % delle imprese italiane dichiara debiti commerciali scaduti della PA nei propri bilanci e il ritardo col quale sono pagati, determina un mismatching di entrate e uscite, provocando crisi di liquidit nel momento in cui le imprese assolvono a loro volta alla liquidazione di fornitori, erario e dipendenti. Paradossalmente lo stato pretende puntualit nella riscossione e rigore nei bilanci, quando le proprie estroflessioni locali adottano sistemi contabili eterogenei e inadeguati, causando in maniera ancor pi paradossale, la crisi e il fallimento di imprese - soprattutto medie e piccole - altrimenti sane e virtuose.

Obiettivo del lavoro Lobiettivo del lavoro quello di trattare sinteticamente il tema dei ritardati pagamenti della PA e produrre una rassegna degli interventi in materia. Quindi in apertura, attraverso lanalisi di fonti secondarie, analizzeremo lintreccio di fattori gestionali, amministrativi e normativi allinterno dei bilanci pubblici. In seconda istanza verranno presentati una fotografia dello status quo, per capire ma soprattutto per ordinare i contributi, mediatici e non, che hanno caoticamente tentato di stimare le dimensioni del fenomeno, un quadro complessivo dei ritardati pagamenti dellamministrazione pubblica e un confronto europeo .Trover spazio un approccio sperimentale allambito sanitario, cui dar seguito un commento complessivo dei dati discussi e delle considerazioni tratte dallintero percorso.

Originalit, Valore e implicazioni pratiche Il lavoro fornisce spunti di approfondimento che tradiscono una materia di riferimento vastissima e in costante cambiamento. Proprio la tecnicit e lambiente in rapida evoluzione, limitano lapplicabilit di un lavoro specifico ed esauriente, mentre lindisponibilit o linaffidabilit dei dati stessi(nei bilanci pubblici), mettono a rischio la fattibilit e la spendibilit di un lavoro sperimentale. Quindi, messa da parte ogni presunzione di esaustivit, trattandosi di unemergenza di grande attualit e coinvolgente diversi attori, abbiamo pensato di costruire un progetto che potesse cogliere queste due anime, prediligendo un approccio widening. Il fattore di novit il contributo stesso, che nel suo insieme si propone come strumento sintetico e accessibile, nel quale il tema dei debiti commerciali scaduti della PA venga trattato dalle cause alle conseguenze, classificando le stime dello status quo e superando la letteratura al momento disponibile, limitata a trattazioni marginali delle singole tematiche coinvolte.

Tags: Pagamenti, Enti Locali, Pubblica Amministrazione, Ritardi, Residui, Debito Commerciale

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INDICE
Abstract ............................................................................................................................................................. I PREFAZIONE ..................................................................................................................................................... V INTRODUZIONE .............................................................................................................................................. VII

Capitolo 1
1. RICOGNIZIONE TEORICA ............................................................................................................................... 1 1.1 Disfunzioni e inefficienze della gestione contabile ................................................................................ 1 1.1.1 Il periglioso panorama della contabilit pubblica ....................................................................... 1 1.1.2 Il serbatoio contabile dello scaduto della PA: La gestione dei residui ...................................... 4 1.1.3 Una valvola di sfogo per residui. Il Servizio per conto di terzi. .................................................... 6 1.1.4 Il ruolo delle partecipazioni pubbliche nellaccumulo e nella dilazione del debito ...................... 8 1.2 Disfunzioni e inefficienze dellapparato burocratico pubblico ............................................................. 17 1.2.1 La certificazione del credito ...................................................................................................... 17 1.2.2 Misure inefficaci. ...................................................................................................................... 20 1.2.3 La compensazione dei crediti. .................................................................................................. 23 1.3 Regole: A monte e a valle dei ritardi di pagamento ............................................................................. 25 1.3.1 I pagamenti nelle Pubbliche Amministrazioni ........................................................................... 25 1.3.2 Il Patto di Stabilit interno ....................................................................................................... 30 1.3.3. Il DL 35/2013. Funzionamento e stato attuativo dello Sblocca -debiti. .................................. 33

Capitolo 2
2. RICOGNIZIONE EMPIRICA ........................................................................................................................... 38 2.1 Il debito commerciale .......................................................................................................................... 38 2.2 La rassegna del debito ......................................................................................................................... 40 2.2.1 Un approccio esterno. .............................................................................................................. 48 2.2.2 Un approccio interno................................................................................................................ 51 2.2.3 Il confronto fra le statistiche disponibili: possibile una sintesi? ............................................. 52 2.3 La questione delle partecipate ............................................................................................................ 57 2.4 tempi e ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione. ........................................................... 68 2.4.1 Evoluzione cronologica e raffronto europeo dei ritardi di pagamento. ..................................... 69 2.4.2 Le dinamiche interne del ritardo .............................................................................................. 74

Capitolo 3
3. UN GAP INFORMATIVO: LA SANITA ........................................................................................................... 79 3.1 Obblighi di trasparenza e tempi di pagamento della PA: Il caso sanitario. ........................................... 79 3.1.1 I tempi di pagamento di AO e ASL pubblicati in rispondenza agli obblighi di trasparenza ......... 80 3.1.2 Un approccio operativo mediante la bussola della trasparenza ............................................ 82 3.2 Quante sono le aziende che pubblicano i propri tempi di pagamento? ............................................... 84 3.3 Quali sono i tempi di pagamento degli enti sanitari italiani? ............................................................... 88 3.3.1 Un saggio della robustezza dei dati .......................................................................................... 96 3.3.2 Un confronto fra dato empirico e letteratura ......................................................................... 103 3.4 Esistono indicatori specifici per tipologia di fornitura? ...................................................................... 106

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Capitolo 4
4. RASSEGNA DEI DATI E CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE .............................................................. 111 EPILOGO .................................................................................................................................. 117

Bibliografia
BIBLIOGRAFIA ............................................................................................................................... 123

Appendici
APPENDICE A ................................................................................................................................ 130 APPENDICE B ................................................................................................................................ 133 APPENDICE C................................................................................................................................. 134 APPENDICE D ................................................................................................................................ 135 APPENDICE E ................................................................................................................................. 139 APPENDICE F ................................................................................................................................. 140 APPENDICE G ................................................................................................................................ 145 APPENDICE H ................................................................................................................................ 151 APPENDICE I.................................................................................................................................. 154 APPENDICE J ................................................................................................................................. 157

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PREFAZIONE
Durante lesperienza di tirocinio curricolare in Manutencoop, impresa multiutility operante nel settore del facility management rivolto sia a operatori privati sia pubblici, sono venuto in contatto con una realt nuova ma con origini molto profonde nel tessuto economico del nostro Paese. La crisi economica e la scarsit di risorse hanno portato a galla inefficienze e disfunzioni che hanno prosperato negli anni del benessere, mentre oggi arrivano prepotentemente allordine del giorno come concause del tracollo economico. Nellambito del settore nel quale si svolta la mia esperienza, sono venuto a contatto con una particolare criticit del rapporto tra committente pubblico e fornitore privato: i ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni, giunti alla ribalta della cronaca nella primavera del 2013. Nellambito dellinsegnamento di Management and Accounting in Public-Private Partnerships del corso di laurea magistrale in Economia Sociale, stato chiarito come il settore pubblico moderno debba fondarsi su un approccio che superi quello di Pubblica Amministrazione come coacervo omogeneo di burocrazia e procedure. Queste competenze, unitamente ad un personale interesse per gli enti locali come punto di partenza per una ripresa sociale ed economica nel nostro Paese, mi hanno portato ad interessarmi al problema dei ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione locale come criticit centrale del nostro sistema economico. La decisione di mettere questo tema al centro del lavoro di tesi seguita alle prime superficiali ricerche. I caratteri di estrema attualit hanno implicato una letteratura piuttosto risicata e composta prevalentemente dagli strascichi mediatici, meno da basi conoscitive contabili e statistiche sistematizzate e consolidate da parte delle istituzioni preposte al controllo della finanza pubblica. Dallinformazione disponibile trapelata subito lidea che il problema dei ritardati pagamenti sia una seria criticit nel panorama economico nazionale, ma anche che lapproccio cognitivo al problema farraginoso e manca completamente un contributo comprensivo capace di trattare in maniera organica cause e conseguenze del fenomeno.

Proprio questa lacuna informativa mi ha motivato nel costruire un lavoro che non ha presunzioni di svelare scandali o calcolare puntualmente il debito scaduto della Pubblica Amministrazione e stimarne il costo finanziario per le imprese che ne sopportano il ritardo nel saldo, ma quella di aggregare e rielaborare linformazione disponibile, integrandone le lacune, nellintento di costruire quello che un neofita interessato allargomento oggi non pu trovare: una rassegna comprensiva di cause, numeri e conseguenze del fenomeno, sintesi dei contributi tecnici e mediatici disponibili. Nella parte centrale dedicata allo status quo, stata inoltre inserita unapprofondita analisi sperimentale della situazione dei pagamenti nella Sanit. Seppur mediante fonti secondarie, si proceduto alla raccolta sistematica e allelaborazione di inferenza sui dati di pagamento pubblicati da una delle branche della PA che pi accusano le criticit del fenomeno. Il carattere dinnovativit della tesi, bench concentrato nello sviluppo di alcuni argomenti chiave come il lavoro empirico sulla Sanit, trasposto nel lavoro stesso, che si propone come contributo sintetico di una tematica altrimenti vasta ed eterogenea. E inoltre fondamentale il ruolo delle considerazioni che per tutti gli ambiti trattati vanno a confutare e aggiungere valore alla mera trasposizione delle informazioni raccolte. In conclusione, un quadro consuntivo della situazione e un riferimento al punto di vista delle imprese sul tema dei ritardati pagamenti pubblici, segnano il checkpoint dal quale si pu partire per un approfondimento ulteriore dello studio.

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INTRODUZIONE
Si calcola che nellultimo quinquennio, fra le circa 52.500 imprese fallite coinvolte nel vortice della crisi, quasi il 30% delle chiusure aziendali siano ascrivibili a crediti non onorati dalla PA (Cgia Mestre (2013), (http://www.cgiamestre.com/2013/04/ dallinizio-della-crisi-sono-fallite-15-000-imprese-a-causa-dei-ritardi-deipagamenti/), consultato il 23.10.2013. I pagamenti del committente pubblico, arrivano in media dopo 170 giorni (dato Intrum Iustitia) dopo il ricevimento di fattura, mentre i fornitori privati sono obbligati di norma a pagare a loro volta fornitori e utenze a 60 giorni e dipendenti a 30 giorni. Questo mismatching di uscite ed entrate, un tempo ammortizzato da ampi flussi di cassa e archiviato come inefficienza statale, espone oggi migliaia dimprese al default perch private delle fonti finanziarie per far fronte ai propri impegni, innescando una reazione a catena che ha effetti devastanti per leconomia nazionale. La situazione critica al punto di generare un paradosso nel quale non linefficienza dellimpresa rispetto alla concorrenza a decretarne il fallimento (come previsto dalla teoria di mercato), ma lincapacit della Pubblica Amministrazione a pagare, a sentenziare la fine di attivit virtuose. Unitamente alla ridotta erogazione del credito concesso dalle banche, che ne ingigantisce le conseguenze, questo fenomeno caduto al centro del dibattito politico ed economico, fulcro di alcuni programmi elettorali e luogo di grandi speranze per il futuro. I ritardi di pagamento hanno cominciato ad accumularsi sia in termini di tempo sia di quantit, molto prima che fossero riconosciuti e definiti come emergenza economica. Lo step seguente al riconoscimento del fenomeno la sua misurazione, fase attualissima dellapproccio ai ritardati pagamenti, poich solo una corretta stima della portata del fenomeno costituisce la base su cui sviluppare sistemi regolamentari e prendere decisioni per porvi rimedio. Tuttavia il panorama tuttaltro che chiaro, e se il quadro generale quello dei pagamenti delle PA verso i privati, il focus la disfunzione e il ritardo di questi pagamenti. Nel merito della questione sono sorti criticit e interrogativi di vario genere. Come spesso accade, lattenzione mediatica su un fenomeno, porta alla luce inefficienze, mancanze e disfunzioni correlate pi o meno marginalmente al tema

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centrale, ma dalle quali non si pu prescindere per affrontare in maniera organica largomento oggetto di ricerca. Nasce cos la disputa per definire quale sia, in effetti, lammontare dei debiti commerciali in capo allo Stato. C chi ha parlato di 70 miliardi di euro, c chi parla di 90 o 120 miliardi o altri che addirittura stimano un ammontare complessivo pari a 150 miliardi. Alla base di queste cifre cos distanti ci sono altre responsabilit: questa volta del sistema di contabilit e rendicontazione pubblica. Differentemente da ci che si sarebbe generalmente portati a pensare, ci costituisce un problema non unicamente italiano. Qual lentit del debito commerciale della PA verso il privato? Qual la

dimensione dei ritardi? E quanto costano alle imprese? I crediti dichiarati sono realmente tali, cio sono certificati? Sorge cos la fase pi complessa nel processo di analisi del problema: mentre lambito del fenomeno piuttosto chiaro e tutto sommato ascrivibile alla categoria dei contratti pubblico-privato, le cause a monte del fenomeno si presentano come articolate, correlate e complesse. Articolate, perch coinvolgono una vasta pletora di attori e responsabilit, dagli amministratori al legislatore. Correlate, perch linterpretazione e lintervento su una delle cause non potr prescindere da una conseguente modificazione di alcune variabili connesse. Complesse perch il terreno su cui ci si muove vincolato e al contempo misterioso: bilanci dello Stato, grossolani e opachi, non comparabili con quelli imposti allimpresa privata, gestione di fonti e impieghi nella logica del Patto di Stabilit che taglia la possibilit di spesa degli enti locali, impossibilit di emettere altri titoli di Stato e incrementare il debito, pena le sanzioni europee, pratiche scorrette ma non illegali e pratiche illegali ma ricorrenti di fatturazione in una interpretazione sempre ambigua e ambivalente di interstizi legislativi. Tutto ci giustifica la differenza di stime pi che autorevoli sopra accennata che spaziano, appunto, da 90 a 150 miliardi di euro. Entrare nel merito delle concause del fenomeno e indagare sulle disfunzioni alla base dello stesso, non solo garanzia di comprensivit e completezza dellanalisi, ma lunico modo per governare lemergenza e confezionare strumenti e politiche mirate ad arginare e risolvere il problema.

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La straordinaria attualit dellemergenza, consente la citazione e il commento in diretta dellapproccio del Parlamento allemergenza dei ritardi di pagamento nel la PA, con lo stanziamento di 47 miliardi in due anni per fermare lasfissia del tessuto economico e promuovere lambita ripresa. E uniniezione di denaro sufficiente? Quali sono le modalit migliori per dare respiro alle imprese e per sanare le cause del problema alla radice? Baster fare chiarezza legislativa e attivare limplementazione di leggi che gi esistono, forzando la compliance delle amministrazioni a meccanismi di buona pratica, o sar necessario prendere nuove decisioni per riportare i tempi di pagamento a una situazione sostenibile? Attraverso lanalisi dei dati disponibili e la fissazione di punti fermi sui quali costruire uninterpretazione, questo lavoro si propone nella parte centrale di delineare un panorama completo dello status quo, attraverso un raffronto dei prevalenti metodi di stima e con lintegrazione di dati primari. Una volta individuate cause e portata del fenomeno, nel concludere il lavoro soprattutto nostro intento quello di fornire una panoramica delle variabili che influenzano il fenomeno dei ritardati pagamenti pubblici, confutando la robustezza dei contributi di settore e costituendosi a sintesi stessa delle contromisure che si stanno portando avanti in questi mesi.

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1. RICOGNIZIONE TEORICA 1.1 Disfunzioni e inefficienze della gestione contabile


1.1.1 Il periglioso panorama della contabilit pubblica Questo lavoro si concentrer sullamministrazione pubblica intesa come coacervo di realt locali di vario tipo, poich la contabilit dello Stato centrale e del relativo profilo amministrativo, risponde a criteri molto diversi e linformazione disponibile scarsissima. Con riferimento al bilancio degli enti locali, opportuno stabilire che ci troviamo davanti a uneterogenesi dei fini tra il rendicontare pubblico e quello dimpresa. Mentre nel mondo dellimpresa il bilancio strumento di reporting agli stakeholders, quindi ai portatori dinteresse per valutare la gestione, nel mondo del pubblico questa una funzione secondaria rispetto alla prevalente natura di strumento di governo delle risorse finanziarie, che sono raccolte fra la societ civile tramite imposizione fiscale, tariffe dei servizi e trasferimenti da parte di altre entit pubbliche (Padovani, 2012). Inoltre il carattere autorizzativo del bilancio, per il quale gli stanziamenti di spesa sono concessi solo se presente una corrispondente copertura finanziaria, genera fasi conseguenti di previsione e rendicontazione che prendono il nome di ciclo di bilancio, nel quale si alternano Bilancio di Previsione a inizio periodo e Conto del Bilancio a fine periodo, lasciando emergere i risultati della gestione. Nella tradizione pubblica, la funzione autorizzatoria si propone la finalit di un equilibrio finanziario, sia a preventivo, con lapprovazione del bilancio solo se in pareggio di entrate e spese previste, sia durante la gestione, grazie alla capacit di spesa limitata a quanto previsto (Farneti (2000)). Questa breve introduzione alle dinamiche del bilancio pubblico non altro che una sintesi dei precetti fondamentali fissati dallOrdinamento finanziario e contabile (artt. 149 e ss.) nella Parte seconda del Testo Unico delle leggi sullordinamento degli Enti Locali, contenuto nel d.lgs. 267 del 18 agosto 2000 (Tuel). La disciplina della rendicontazione pubblica complessa e ricca di criticit nelle quali si annidano comportamenti illegittimi, e la scarsa

compliance determina gravi lacune di funzionamento; tuttavia per quanto funzionale alla trattazione ci limiteremo a presentare nel dettaglio solo le tecniche e le anomalie responsabili della formazione di residui passivi di lungo periodo, quindi di debiti commerciali insoluti. Il bilancio di previsione deliberato in pareggio finanziario complessivo, ex art. 162 del testo unico. Questo implica non solo che entrate e spese di competenza debbano uguagliarsi nel bilancio, ma che in caso di disavanzo, il principio della competenza mista fa s che sia dellente locale stesso lonere di integrare questo disavanzo nel successivo bilancio preventivo, accertando per esempio la necessit di tagliare i costi. Questa alternanza e reciproca interdipendenza di bilancio di previsione e conto del bilancio costituisce il ciclo del bilancio, nel quale procedure illecite e opacit possono trasformarsi in vere e proprie cause di default.
Per quanto attiene alla fase previsionale, analisi di carattere pluriennale hanno portato alla luce fenomeni di: Sistematica sovrastima delle previsioni di entrata, in special modo di quelle correnti (primi tre Titoli) o di quelle del titolo IV utilizzabili ai fini del raggiungimento dellequilibrio di parte corrente;

Sottodimensionamento delle voci di spesa, anche in questo caso soprattutto di


parte corrente; (Cimbolini et al. 2008, p.58)

Nella fase previsionale, voci come il recupero dellevasione fiscale e tariffaria, i permessi di costruzione e le alienazioni immobiliari sono gonfiate nella parte delle entrate, mentre le spese sottostimate riguardano acquisto di beni e prestazione di servizi. Durante la gestione i bilanci vengono modificati in corso dopera, ma gli obiettivi di rispettare i vincoli del Patto di stabilit interno e di incassare lapprovazione meccanica del consiglio con un bilancio previsionale allapparenza in ordine, sono stati raggiunti. Tuttavia una simile procedura di reporting delle spese, fa s che esse siano ridotte solo a valle, sui bilanci, e che non ci sia mai, di fatto, un taglio delle spese a monte, motivato dallinsufficienza dei mezzi. Quando, in sede di rendicontazione, le entrate si rivelano fittizie e al contrario le spese piuttosto concrete, si pu andare incontro a conseguenze di duplice ordine. Se non si accertano le maggiori entrate poich i titoli messi a bilancio, non si rivelano validi, si riscontra un eccesso di spesa sulla copertura finanziaria,

generando quindi un disavanzo nella gestione di competenza, palesemente testimoniato nel conto del bilancio. Se al contrario lente accerta le maggiori entrate anche se fittizie e non sostenute dalla prudenza auspicata dal legislatore, occulta il disavanzo con un pareggio di bilancio o addirittura con un avanzo fittizio. Gli accertamenti di entrata non ancora riscossi (residui attivi) finiscono dentro lattivo di bilancio dellente e ne intossicano il funzionamento. Quindi mentre il risultato di gestione appare positivo, uno sguardo ai residui potrebbe svelare una situazione in cui la riscossione lenta di entrate (fittizie) e il pagamento celere dei residui passivi (reali), causa una progressiva erosione della liquidit. Poich le entrate avventatamente iscritte in parte corrente sono irrealizzabili o difficilmente realizzabili, per fare fronte ai propri impegni di spesa lente ricorre alle entrate in parte capitale, generalmente vincolate, generando un debito di flusso.
In questa situazione lente risulta debitore nei confronti delle proprie partite vincolate generalmente al finanziamento degli investimenti, fronteggiando due prospettive entrambe negative: Non portare a termine gli investimenti per i quali sono stati ottenuti (spesso in modo oneroso) i finanziamenti gi utilizzati per far fronte alla carenza di liquidit.

Effettuare materialmente gli investimenti, ma non avere poi le risorse necessarie


per pagarli, nel momento in cui vengano a conclusione gli stati davanzamento dei lavori (SAL), poich le risorse son gi state spese per finanziare, per cassa, le spese correnti. (Cimbolini et al. 2008, p.60)

La seconda fattispecie si configura come naturale latrice di ritardo nel pagamento dei creditori.

1.1.2 Il serbatoio contabile dello scaduto della PA: La gestione dei residui Sono svariate le tematiche con le quali si viene in contatto approcciandosi alle anomalie dei bilanci pubblici, ma il serbatoio attraverso il quale possibile artificiosamente dissimulare un avanzo o limitare un disavanzo, incorrendo poi in una crisi di liquidit, la gestione residui. Essa si contrappone alla gestione di competenza: entrate e spese che si sono originate dal punto di vista giuridico come accertamenti ed impegni in esercizi pregressi, ma che non hanno ancora raggiunto il momento della cassa (Padovani, 2012, p. 167). La gestione dei residui si configura come un fattore cruciale nella tenuta di un bilancio, al punto che il legislatore ne prevede lallegamento al rendiconto della gestione (art. 227 Tuel). Dispone anche, con larticolo 228 prima dellinserimento nel conto del bilancio dei residui attivi e passivi, lente locale provvede alloperazione di riaccertamento degli stessi, consistente nella revisione delle ragioni del mantenimento in tutto od in parte dei residui. I responsabili della suddetta operazione, sia allattivo che al passivo, sono i soggetti addetti ai servizi in nome dei quali sono stati attivati i procedimenti di accertamento di unentrata o di un impegno di spesa. Lart. 179 e 183 del Tuel si occupano di allargare al bilancio pubblico (rispettivamente residui attivi e residui passivi) la logica della prudenza che regola la svalutazione dei crediti nellimpresa privata. Nonostante ci, riscontrabile un vizio procedurale che affligge il coordinamento fra i servizi responsabili della verifica e il servizio finanziario, responsabile della rendicontazione. E stato appurato che, in molti casi, le schede da sottoscrivere con lelenco e la consistenza dei residui, non vengono restituite o vengono compilate in modo superficiale, senza la previa verifica della concreta situazione del residuo (Cimbolini et al., 2008, p.66). Da parte sua, il servizio finanziario responsabile di non sollecitare la compliance agli standard contabili e di limitarsi a convogliare le informazioni ricevute nel rendiconto di gestione. Conseguentemente nei bilanci raro rintracciare documentazione in grado di motivare perch un residuo stato cancellato o svalutato, ma soprattutto opaco lunderstanding di residui (soprattutto attivi) di vecchia data che rimangono nei bilanci. Sotto il profilo sostanziale, sono stati inoltre rinvenuti [...] iscritti in bilancio, sia residui di parte corrente, sia di parte capitale, sia di servizi per conto di terzi, di provenienza remota . Per remota

sintende, tanto per fare degli esempi, gli anni ottanta o novanta per la parte corrente e gli anni settanta per la parte in conto capitale e per i servizi in conto terzi (Cimbolini et al., 2008, p. 67). La cultura e i paradigmi organizzativi della Pubblica Amministrazione nazionale, spiegano parzialmente il mantenimento dei residui attivi in bilancio al fine di ottenere, almeno in prima istanza, una situazione di avanzo. Interessante anche il contributo di Cimbolini (2008), per cui gli operatori, convinti che togliere il residuo dal bilancio farebbe indebolire il diritto stesso alla riscossione delle relative entrate tributarie o extratributarie, lasciano sistematicamente i crediti di vecchia data iscritti allattivo. Una simile spiegazione applicabile anche ai residui passivi. Oltre la negligenza e la superficialit della routine, molto spesso i responsabili dei capitoli di spesa non svalutano i debiti poich non vogliono rinunciare a risorse gi impegnate e finanziate prima che vadano a economia. Per quanto concerne i residui attivi di dubbia esigibilit, esiste unapposita voce del conto del patrimonio, predisposto insieme al conto di bilancio in sede di rendicontazione, nella quale convergono le immobilizzazione finanziarie. E evidente che lente tenuto ed in diritto di perseguire tutte le azioni di tutela del credito per rientrare delle somme dovute, ma laleatoriet dei residu i non andr a intossicare un avanzo fittizio. I residui tossici pi pericolosi fra gli attivi sono quelli di parte corrente (Titoli I, II, III dellattivo). Mentre il secondo titolo reca pochi problemi poich tratta di trasferimenti, gli altri due contengono voci criticamente sensibili al rischio come il recupero dellevasione, tributi non pi in vigore, proventi da contravvenzioni e fitti attivi. Queste entrate correnti non prevedono un corrispettivo impegno di spesa, correlato e destinato nel passivo. Quindi alla loro svalutazione obbligatoria per impossibile o parziale esigibilit, non determinano la corrispondente caduta di un impegno, generando un peggioramento secco del risultato di amministrazione. Nella parte capitale delle entrate finanziarie (Titoli IV, V), che contiene alienazioni e trasferimenti e prestiti, i residui attivi sono legati a residui passivi di uguale entit che vanno a finanziare. La presenza nei bilanci di residui, attivi e passivi, per periodi superiori a 15/20 anni, sintomo forte di negligenza. Non solo la negligenza che preoccupa per quanto riguarda la parte passiva dei residui. Per assurdo lerroneo

mantenimento di residui passivi, genera impegni fittizi che neutralizzano parzialmente lavanzo fittizio generato da una altrettanto sbagliata gestione dei residui attivi, impedendo di sbloccare risorse da spendere che in realt non si detengono. Tuttavia auspicando o presumendo la gestione corretta dei residui attivi, lerrata ritenzione in bilancio di residui passivi, soprattutto se di parte corrente o di parte capitale senza correlata partita in entrata, causa dimpiego di risorse effettivamente in avanzo, rendendole indisponibili per reali impegni di spesa per la competenza. Nel lungo periodo c il rischio che, per molti an ni, ingenti risorse rimangano immobilizzate nel conto dei residui passivi senza giustificato motivo, vale a dire, senza che vi sia un effettivo creditore o, in caso di spesa in conto capitale, senza che vi sia una concreta opera pubblica da finanziare (Cimbolini et al., 2008 p. 77). E opportuno quindi, in linea col focus di questo lavoro, indagare che parte giochi questo fenomeno nel determinare la mole di arretrati pagamenti delle pubbliche amministrazioni.

1.1.3 Una valvola di sfogo per residui. Il Servizio per conto di terzi. Dinamiche interessanti si possono riscontrare anche nel servizio per conto di terzi. Cos definiti proprio per la terziariet teorica del loro ruolo rispetto allente, occupano il Titolo VI delle entrate e il IV delle spese e sono ininfluenti rispetto alla costruzione degli equilibri di bilancio. Secondo quanto previsto dai Principi contabili per gli enti locali, elaborati dallOsservatorio per la finanza locale, I servizi per conto di terzi sono servizi che impongono entrate e spese costituenti al tempo stesso un credito e un debito allente. Sono puntualmente definiti e sono immodificabili. Per le entrate da servizi conto terzi, la misura dellaccertamento deve garantire lequivalenza con limpegno sul correlato capitolo delle spese per servizi conto terzi. ( Punto n.27 del principio contabile n.1 -programmazione e previsione- nel sistema di bilancio 3/7/2003 e punto n. 24 del principio contabile n.2 gestione- nel sistema di bilancio 8/1/2004).

Eppure questa voce di bilancio viene troppo spesso impropriamente usata dagli enti in difficolt finanziarie come veicolo per entrate e soprattutto spese che dovrebbero trovare spazio in altre componenti del bilancio. Per quanto riguarda le entrate, gli enti alla disperata ricerca di liquidit, sfruttano anticipatamente gli introiti depositati in conti correnti postali e destinati alle corrispettive uscite in conto terzi che lente si attrezzer per coprire in futuro. Il lato della spesa invece si complica coinvolgendo le limitazioni alla spesa del Patto di Stabilit interno. Il Patto, nelle dinamiche e nelle responsabilit dirette di generazione di debiti commerciali nelle PA, verr trattato pi approfonditamente in seguito. In questa fase esso si caratterizza come stringente limitazione dei capitoli di spesa ordinari, e per essere raggirato dagli operatori contabili, implica il ricorso alla voce delle spese per conto terzi: una parte del bilancio non rilevante ai fini del patto stesso. Quando, infatti, un ente deve pagare spese che non trovano capienza nei capitoli ordinari, spesso capita che esso le imputi a un capitolo (generico) di spesa per conto di terzi. In conformit con quanto sopra riportato riguardo la natura dei servizi in conto terzi, ma anche solo per fondamentale principio di pareggio di bilancio, lente provvede ad accertare entrate fittizie di pari importo allimpegno di spesa, a valere su un capitolo di entrata dei servizi per conto terzi. La spesa viene liquidata perch reale, mentre il corrispettivo residuo attivo rimane dentro al bilancio garantendo un apparente equilibrio, ma di fatto costituendosi a disavanzo da assorbire una volta che verr il tempo di eliminare il residuo insussistente. Il veicolo dei servizi in conto terzi pu diventare un pericoloso catalizzatore di residui passivi tossici, soprattutto alla luce delle sofferenze finanziarie conseguenti allapplicazione sempre pi cogente del patto di stabilit e dei tagli agli enti locali: per questo la categoria soggetta ad una stretta sorveglianza contabile da parte della Corte dei Conti. Una costante attivit di monitoraggio sul volume di questa voce rispetto al bilancio garantirebbe un indicatore sufficientemente efficiente del grado di sofferenza e di rischio che un ente sta attraversando.

1.1.4 Il ruolo delle partecipazioni pubbliche nellaccumulo e nella dilazione del debito La definizione di una nuova realt amministrativa, quella locale, ha congiuntamente determinato il cambiamento del modo in cui gli enti pubblici assolvono ai compiti che gli competono. Soprattutto nellabito degli enti locali, al centro del nostro lavoro, il fenomeno in questione, non ancora esauritosi, ha caratterizzato il passaggio da una situazione di government ad una situazione di governance. Fattualmente si passa dalla gestione diretta delle attivit di scopo dellente pubblico ad una gestione effettuata da organismi terzi, seppur controllati in vari modi (Libanora 2011). La possibilit per un ente locale di compartecipare al capitale di rischio dimpresa in forma di societ o di organo diverso, aggiunge un elemento di complessit al tema dei bilanci delle amministrazioni. Le partecipazioni pubbliche, infatti, che siano minoritarie o di maggioranza, compartecipano alle dinamiche di entrate e spese nei bilanci, espandendo di fatto i confini di responsabilit finanziaria dellente.
Leconomia italiana caratterizzata da una presenza diffusa, di dimensioni particolarmente rilevanti anche nel confronto internazionale, di societ partecipate da soggetti pubblici. Per tali societ, il quadro giuridico di riferimento composto di una pletora di disposizioni speciali che sintrecciano con la disciplina codicistica di carattere generale. Alle societ partecipate da enti pubblici che producono beni e servizi operanti in regime di mercato e aventi forma e sostanza privatistica, si affiancano, infatti, sempre pi spesso, soggetti che - pur avendo una veste giuridica privatistica - perseguono interessi generali, svolgendo compiti e funzioni di natura pubblicistica tali da configurarli come veri e propri apparati pubblici enti pubblici in forma societaria - o organismi di diritto pubblico, secondo la definizione della direttiva 2004/18/CE, soggetti a particolari e penetranti regole di gestione e controllo pubblico. (Camera dei Deputati-Servizio Studi consultato (2012), il

(http://documenti.camera.it/leg16/dossier/Testi/bi0506.htm), 13.12.2013.)

Tali soggetti rientrano dunque in un concetto di Pubblica Amministrazione flessibile, a geometrie variabili (Camera dei Deputati-Servizio Studi (2012), il

(http://documenti.camera.it/leg16/dossier/Testi/bi0506.htm),

consultato

13.12.2013.). Nellultimo decennio il fenomeno si amplificato anche grazie

all'aumento del numero delle societ controllate da amministrazioni regionali, provinciali e locali. Mentre Farneti (1991) sosteneva che le Spa (2% dei servizi municipalizzati nel 1987) avrebbero superato le municipalizzate limitatamente ai problemi giuridico-formali di queste ultime, oggi la quota di partecipate in forma societaria supera il 50% delluniverso di riferimento. Secondo alcuni lincremento da spiegarsi con una maggior e flessibilit dello strumento societario o col favore alle logiche dellimprenditorialit. Altri, invece, sostengono che la forte crescita delle societ partecipate principalmente dovuta ai vincoli di finanza pubblica e al sistema delle procedure e dei controlli amministrativi che riguardano gli enti locali ed, in misura decisamente minore, le societ partecipate; (Bellesia (2013) p. 205)). Fondamentalmente, quindi, il fenomeno sembra strumentale allelusione delle norme in termini di personale, appalti, indebitamento e patto di stabilit, da parte delle amministrazioni. A favore di questa seconda tesi, c, in primo luogo, la massiccia produzione normativa che Farneti (2012) definisce insufficiente nel contrastare lutilizzo strumentale dellorganismo societario, per lelusione di norme imperative. In secondo luogo la performance tuttaltro che positiva delle partecipate pubbliche (sulla quale indagheremo in seguito), che mette in dubbio le predette motivazioni di efficienza (Bellesia (2013)). La proliferazione delle societ a partecipazione locale stata peraltro oggetto di unindagine della Corte dei Conti. Nel luglio 2013, la Sezione delle autonomie della Corte ne ha pubblicato gli esiti allinterno della Relazione sulla gestione finanziaria degli enti locali per gli esercizi 2011-2012. Dallanalisi sono risultati 5.521 organismi direttamente partecipati. Si tratta in particolare di 3.148 organismi con forma giuridica societaria (societ per azioni, societ a responsabilit limitata, societ consortili e societ cooperative) e 1.846 organismi con forma giuridica diversa (consorzi, fondazioni, istituzioni, aziende speciali) (Corte dei Conti (2013), (http://www.corteconti.it/export/

sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_autonomie/2013/delibera_21_2013_se zaut_frg_relazione.pdf), p. 308). Una rassegna delle partecipate di Comuni e Provincie, meno aggiornata ma pi specifica, quella fatta con Deliberazione n. 14/ AUT/2010/FRG della Corte dei Conti, Sezione delle autonomie, il 22 giugno 2010

nominata Indagine sul fenomeno delle partecipazioni in societ ed altri organismi da parte di Comuni e Province. Dal punto di vista dellattivit svolta, il 34,67% degli organismi partecipati si occupa di servizi pubblici locali, il 65,33% degli organismi partecipati svolge attivit riconducibili ad altro: in particolare, attivit culturali, sportive e di sviluppo turistico, supporto alle imprese, scientifiche e tecniche, agricoltura, silvicoltura e pesca, Sanit e assistenza sociale, farmacie (Corte dei Conti- Sezione delle Autonomie (2010),(www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_auto nomie/2010/delibera_14_2010_aut.pdf), consultato il 27.02.2014). Una prima elementare rilevazione, effettuata considerando i valori assoluti delle partecipazioni, mette in evidenza che nei Comuni al di sotto dei 5000 abitanti si concentra mediamente il 60% del totale delle partecipazioni, mentre il 36% nella fascia 5000-100.000 abitanti e il solo 2,8% nei Comuni con pi di 100.000 abitanti. Dalla rilevazione del valore medio delle partecipazioni per singolo comune, emerge che nei Comuni sotto i 5.000 abitanti, il numero medio delle partecipazioni per ciascun comune di quattro, che sale a cinque o sei nei Comuni da 5.000 a 100.000 abitanti ed a 21/22 sopra i 100.000 abitanti. Con riferimento ai risultati economici delle societ partecipate nel triennio 2005-2007, dallindagine risulta che 568 societ, corrispondenti al 22,35% del totale, sono sempre in perdita. Larea di attivit prevalente per le societ sempre in perdita quella dei servizi diversi dai servizi pubblici locali (con il 63,32% delle societ sempre in perdita) (Corte dei Conti (2010), (http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/

sez_autonomie/2010/delibera_14_2010_aut.pdf), pp. 54 e segg.) La Corte conferma che la costituzione e la partecipazione in societ da parte degli enti locali risulta essere spesso utilizzata quale strumento per forzare le regole poste a tutela della concorrenza e sovente finalizzato ad eludere i vincoli di finanza pubblica imposti agli enti locali. A sostegno di tale ipotesi anche la prevalenza del modello di srl nelle entit a carattere societario, struttura che favorisce la commistione tra soci e amministrazione e si presta a regole di rendicontazione pi blande. A tale fenomeno distorsivo il legislatore ha ritenuto di dover porre rimedio attraverso ladozione di specifici divieti alla costituzione e al mantenimento di societ da parte dei Comuni piccoli e medio piccoli, che sono a livello locale i

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maggiori detentori di partecipazioni azionarie, in alcuni casi introducendo specifici divieti, in altri introducendo norme volte ad incentivare il fenomeno della dismissione di partecipazioni azionarie da parte dei soggetti istituzionali locali. In particolare, ai comuni con meno di 30.000 abitanti fatto divieto di costituire societ. Essi sono tenuti, entro il 31 dicembre 2012, a mettere

in liquidazione le societ gi costituite al 31 maggio 2010, ovvero a cederne le partecipazioni (decreto legge n. 78/2010, articolo 14, comma 32, alinea, come modificata da ultimo dallarticolo 16, comma 27 del decreto legge n. 138/2011 ).1 Spetta al Prefetto accertare che gli enti locali interessati adempiano il divieto di costituire societ. Nel caso in cui sia rilevata la mancata attuazione del divieto, il prefetto assegna agli enti inadempienti un termine per provvedere e, laddove questi non provvedano, opera in via sostitutiva il Governo (articolo 16, comma 27 D.L. n. 138/2011). Lobbligo di liquidazione non si applica se le societ gi costituite: a) Abbiano, al 31 dicembre 2012, il bilancio in utile negli ultimi tre esercizi; b) Non abbiano subito, nei precedenti esercizi, riduzioni di capitale conseguenti a perdite di bilancio; c) Non abbiano subito, nei precedenti esercizi, perdite di bilancio in conseguenza delle quali il Comune abbia l'obbligo di procedere al ripiano delle perdite (decreto legge n. 78/2010, articolo 14, comma 32, lett. da a) a c), da ultimo modificate dallarticolo 16, comma 27 del decreto legge n. 138/2011). I comuni con popolazione compresa tra 30.000 e 50.000 abitanti possono detenere la partecipazione di una sola societ, e hanno dovuto mettere in liquidazione le altre entro il 31 dicembre 2011. Ulteriori misure sono poi finalizzate ad incidere sul fenomeno delle partecipazioni locali, introducendo strumenti volti ad incentivarne

D.L. n. 138/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 148/2011. La formulazione originaria dellarticolo 14, comma 32 del D.L. n. 78/2010, prevedeva che lobbligo di messa in liquidazione delle societ gi costituite al 31 maggio 2010 dovesse essere adempiuto entro il 31 dicembre 2011. Su tale data successivamente intervenuto il D.L. n. 225/2010 (legge n. 10/2011), il quale, allarticolo2, comma 43, ha posticipato al 31 dicembre 2013 il suddetto termine. Ancora dopo, larticolo 16, comma 27 del D.L. n. 138/2011 (legge n. 144/2011), ha anticipato di un anno tale termine, al 31 dicembre 2012. Si segnala che larticolo 29, comma 11 -bis dellA.C. 4865-A (conversione in legge del D.L. n. 216/2011) differisce ulteriormente tale termine di nove mesi, al 31 settembre 2013.

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la dismissione, anche con lobiettivo di procedere ad una maggiore liberalizzazione del settore dei servizi pubblici locali. Anche operatori del settore come il Privatization Barometer2,segnalano nel proprio Report 2012 questo trend di dismissione, nellottica di uno Stato che da imprenditore si fa sempre pi garante (Privatization Barometer (2013), (http://www.kpmg.com/IT/it/Issues AndInsights/ArticlesPublications/Documents/PBKPMGENI.pdf), p. 28 e seg.) Rendere lidea del giro daffari che coinvolge le partecipate pubbliche uno sforzo organizzativo troppo elevato anche per lIrpa, Istituto di Ricerca per le Pubbliche Amministrazioni. I dati, sebbene concordi nel mostrare un fenomeno di vaste dimensioni, non consentono una stima esatta del numero delle partecipate dagli enti territoriali. Le stime vanno dalle 3000 alle 6000 societ partecipate, ma i dati risentono inevitabilmente di alcune variabili legate a ci che si include nel calcolo e alla scarsa completezza delle informazioni fornite e raccolte (Irpa, 2012, (http://www.irpa.eu/wpcontent/uploads/2012/06/Capitalismo_municipale_e_spl_def.pdf), p. 4).3 Allo

stesso modo, mancano vere e proprie stime del mercato complessivo interessato. LOsservatorio economico sui servizi pubblici locali di Nomisma, di recente, ha analizzato il peso economico delle ex municipalizzate che fanno capo a Confservizi. Si tratta, secondo i dati raccolti dallOsservatorio, di un mercato di oltre 36 miliardi di fatturato annuo (43 miliardi se si considerano anche le societ partecipate da altri enti territoriali), 115 miliardi di investimenti programmati, 186.000 dipendenti nei soli settori di trasporto locale, rifiuti, acqua ed energia. (Nomisma (2011), (http://download.confservizi.net/apri_documento.aspx?I0=17850592-cd42-400d820d-bd13126e1632), p. 8). Questo breve e sicuramente non esauriente excursus, ha il solo scopo di informare sulle principali dinamiche e dimensioni del fenomeno delle partecipate poich Lente nel caso in cui partecipi direttamente al soggetto economico che svolge il

Il Rapporto Privatization Barometer la periodica ricerca curata dalla Fondazione Eni - Enrico Mattei e da KPMG, che ogni anno monitora e analizza i trend pi recenti nelle operazioni di privatizzazione a livello europeo e globale.
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I dati presentati sono da riferirsi ad un periodo compreso nel triennio 2008- 2010

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servizio deve, invece, farsi carico, in un modo o nellaltro, dei risultati ottenuti dal gestore e la propria situazione finanziaria viene direttamente influenzata dai risultati di attivit che si svolgono allesterno del perimetro del proprio bilancio (Cimbolini et al., 2008,p. 28).4 Questo fatto costituisce una nuova, determinante, fonte di criticit per i bilanci pubblici messi al centro della trattazione. Infatti i bilanci pubblici non possono essere pi considerati completi e affidabili, se questi non riescono nel rendicontare su tutta una serie di attivit rilevanti in termini finanziari, ma che vengono svolte allesterno della Pubblica Amministrazione. Con limplementazione del Patto di stabilit interno, stato fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di contrarre mutui, se non per specifici investimenti in parte capitale. E quindi pratica diffusa tra gli enti locali, lalienazio ne di immobilizzazioni a societ partecipate al 100% che liquidano il pagamento tramite la contrazione di un mutuo. Questa logica garantisce liquidit allamministrazione anche nel breve periodo e per spese correnti, ma al contempo il rischio e il costo de mutuo, evitato dal Patto di stabilit in un primo tempo, ritorna allinterno del bilancio dellente per vie traverse, poich lente controlla la societ indebitata. E evidente che non sono stati presi in considerazione i crismi di efficienza e efficacia a monte della costituzione di societ partecipate, come auspicato dalla Finanziaria 2002 che istituiva lesternalizzazione, ma ci si dotati di societ partecipate per costituire situazioni di comodo o con intento elusivo di aggiramento delle norme (Cimbolini et al., 2008, p. 241). Riguardo alla spesa, la prima osservazione nella relazione della Corte dei Conti attiene allancora diffusa allocazione di quella per ripiano perdite nel titolo II (quasi

Lart 194 del d.lgs 267/00, in materia di riconoscimento dei debiti fuori bilancio, prevede che: Con deliberazione consiliare di cui allarticolo 193, comma 2, o con diversa periodicit stabilita dai regolamenti, gli enti locali riconoscono la legittimit dei debiti fuori bilancio derivanti da: () B: copertura di disavanzo di consorzi, di aziende speciali e istituzioni nei limiti dello statuto, purch sia stato rispettato lobbligo di pareggio di bilancio di cui all art 114 e il disavanzo derivi da fatti di gestione; c: ricapitalizzazione, nei limiti e nelle forme previste dal codice civile o da norme speciali, di societ di capitali cosstituite per lesercizio di servizi pubblici locali.

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il 25% del campione), contrariamente a quanto da sempre affermato dalla giurisprudenza della Corte dei conti5. Peraltro, anche quando lallocazione correttamente avvenuta nel titolo I, lintervento di riferimento stato, nella maggioranza dei casi il quinto (trasferimenti) e non lottavo (oneri straordinari), come invece esplicitamente richiesto dai Principi contabili per gli enti locali 6. Il fenomeno ancora pi diffuso riguardo alla spesa di ricapitalizzazione per ripiano perdite, collocata nel titolo II nel 70% dei casi, in relazione della quale, la Corte dei conti ha, talvolta, individuato specifiche forme di gravi irregolarit contabili. Le conclusioni della Corte dei conti sono di duplice ordine, ma entrambe strumentali alla trattazione e soprattutto al superamento delle criticit dovute alle partecipazioni pubbliche in societ. La prima che la maggiore difformit e variet delle allocazioni in bilancio di voci sia di entrata che di spesa si riscontra quando le norme concernenti lordinamento contabile degli enti locali sono troppo generiche. Levidenza empirica mostra il ricorso a voci di bilancio non specifiche e residuali (es. proventi diversi, trasferimenti, ecc.). In seconda istanza la Corte conferma ancora pi nettamente la sostanziale impossibilit di cogliere dai bilanci degli enti locali, informazioni chiare sulla gestione, e nello specifico, sugli organismi partecipati (Corte dei Conti, 2010, (http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_auto nomie/2010/delibera_14_2010_aut.pdf), consultato il 27.02.2014). Questo grave deficit di trasparenza e chiarezza potrebbe essere parzialmente superato con la redazione in allegato al bilancio, delle risultanze contabili delle partecipate di qualunque natura relative al periodo precedente quello del bilancio, secondo quanto previsto dallart.172 Tuel. Le reiterate sentenze della Corte dei Conti in favore del consolidamento dei bilanci pubblici e la definizione nel 2009 di un quarto principio contabile, tracciato dallOsservatorio per la finanza e la contabilit degli enti locali, con le linee guida

Si veda al riguardo quanto rilevato nella Relazione del 2008. Si veda, inoltre, ex multis Delibera Sez. reg. Lazio n.66/2009 in cui stato formulato giudizio di grave irregolarit contabile in presenza di errata imputazione della spesa per ripiano perdite.
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Terzo principio contabile, punto 92 CE.

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per la redazione del rendioconto consolidato per lente locale che integri la contabilizzazione degli organismi controllati, a controllo congiunto e collegati, unitamente al contributo del legislatore attraverso lart. 2 lett. (h)7 della legge 42/2009 e la delega contenuta nellart.2 della legge di contabilit e finanza pubblica 196/2009, mostrano inequivocabili richiami alla trasparenza per gli enti locali, attraverso lo sviluppo di un bilancio consolidato con tecniche contabili condivise, che possa essere supervisionabile e confrontabile nellambito del Patto di stabilit interno. La volont di evolvere i bilanci pubblici con lintegrazione di tecniche contabili tipiche del privato, pi stringenti, standardizzabili e vocate allefficien za, si scontra in una difficile conciliazione con lapplicabilit del Patto di stabilit: uno strumento di finanza pubblica, chiaramente impostato a livello applicativo sulla base delle regole contabili che disciplinano le pubbliche amministrazioni, contro gli strumenti contabili propri delle societ private. Laggregazione, infatti,

implicherebbe lestensione della contabilit delle controllate al bilancio pubblico, cos da rendere possibili i meccanismi di compensazione e integrazione garantiti dal bilancio consolidato. La difficolt di conciliare i due sistemi dimostrabile in modo agevole dal fatto che, nonostante gli intendimenti e i vari tentativi, ad oggi lintroduzione di tale sistema contabile non ha trovato grande spazio, se non in sparute realt territoriali (Cimbolini et al. 2008) Una strutturale impasse normativa e una scarsa compliance, fanno di quello degli enti locali un terreno accidentato e privo di saldi punti di riferimento. Il tema delle partecipazioni pubbliche ha tutte le caratteristiche per configurarsi come una problematica stand alone, tuttavia strumentale a questa trattazione per il
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Con Delibera n.67/2009, la Sez. reg. Lazio, pur in presenza di copertura con entrate correnti, ha rilevato come la corretta imputazione in bilancio degli oneri finanziari sostenuti dal Comune per operazioni di copertura delle perdite delle proprie partecipate, non pu fare riferimento alla spesa in conto capitale, bens a quella corrente, in quanto loperazione di ripiano delle perdite non pu inquadrarsi tra le spese di investimento, posto che tali spese, in concreto, non comportano un effettivo incremento del capitale sociale, rappresentando, di contro, lunica alternativa alla trasformazione o allo scioglimento della societ. In effetti, riconoscere la possibilit di iscrivere tale posta tra le spese in conto capitale significherebbe permettere allEnte di poterle finanziare con ricorso allindebitamento, con ulteriore incremento delle passivit patrimoniali e degli oneri finanziari conseguenti a carico di ogni esercizio. A tale conclusione si giunge anche qualora, come nel caso di specie, loperazione di ripiano perdite assume le vesti di un trasferimento in conto futuro aumento di capitale sociale. Appare infatti censurabile il comportamento degli amministratori comunali e degli stessi amministratori della societ partecipata volto a far passare una operazione di mero ripiano perdite come una operazione di incremento del capitale sociale a fini di investimento.

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rischio che pu celare come contenitore periferico di debito. I debiti iscritti nei bilanci delle societ partecipate e il potenziale disavanzo d erivato dallincompleta copertura degli stessi sono, infatti, onere dellente locale socio, nella proporzione della propria partecipazione a quella societ. Proprio a causa dellassenza di bilanci consolidati o semplicemente trasparenti, molto complesso stimare lentit di questa componente del debito, e nella successiva trattazione dello status quo ci sar spazio per la controversa stima del valore delle partecipazioni.

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1.2 Disfunzioni e inefficienze dellapparato burocratico pubblico


1.2.1 La certificazione del credito Si scrive complessit delle procedure operative, si legge amministrazione. E il nome di quella funzione delle pubbliche amministrazioni che compartecipa al dilatarsi dei tempi di pagamento e frena gli interventi correttivi al problema. La certificazione uno strumento introdotto nel 2008 (art. 9 d.l 185/2008) a favore delle imprese creditrici della Pubblica Amministrazione. Questo riconoscimento consta nella facolt, per Regioni ed enti locali di certificare i caratteri di certezza, liquidit ed esigibilit dei crediti. In questa prima fase della lotta ai ritardi di pagamento si scelto di puntare pi sulla tutela del credito che sui residui passivi a monte di questultimo. Questo ha portato alla formazione di un pacchetto di interventi tra il 2008 e il 2012 con diversi obiettivi da raggiungere: pi liquidit alle imprese, semplificazione della certificazione fra fornitori e debitori, favorire meccanismi di compensazione per i debiti iscritti a ruolo. In un riepilogo del Ministero dellEconomia e delle Finanze (MEF) del 22 Maggio 2012, sono elencati i cinque strumenti che hanno composto questo pacchetto:
In primo luogo due decreti ministeriali fotocopia, uno declinato su amministrazioni centrali e enti pubblici nazionali, laltro su enti locali, Regioni e enti dellSSN per definire liter di certificazione. Per quanto riguarda la compensazione dei crediti, un D.L. che istituisce la compensazione dei crediti verso la PA con le somme iscritte a ruolo. Introduzione nel FCG (Fondo Centrale di Garanzia) di una garanzia diretta sullanticipazione dei crediti verso la PA, come forma di sostegno alle imprese creditrici. Accordo banche-imprese per la creazione di un plafond dedicato allo smobilizzo dei crediti delle imprese verso le PA. (MEF (2012), (http://www.mef.gov.it/certificazionecrediti/documenti/slides_crediti_pa.pdf), consultato il 20.11.2013).

Per quanto inerente a questo elaborato, riteniamo sia utile presentare il processo di certificazione cos come dettato dal Decreto Ministeriale relativo agli enti locali, poich in esso ci sono molte delle criticit che tuttora contraddistinguono il tema delle certificazioni dei crediti. In Figura 1.1 sono riportate le due alternative

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percorribili per certificare il proprio credito commerciale verso la Pubblica Amministrazione.

Certificazione
Ordinaria/ cartacea
attivabile da subito, moduli su internet, compilabili on line, inviabili con PEC

Semplificata/ elettronica
attivabile a valle della predisposizione della piattaforma elettronica Consip (circa 3 mesi). Si evitano gli obblighi di redazione di atto pubblico e di notificazione nel caso di cessione
Figura 1.1 Tipologie di certificazione.

La certificazione si configura come processo fondamentale per le imprese, in qualit di conditio sine qua non per laccesso all anticipazione e alla cessione del credito con le banche, o alla compensazione con la PA. Nel 2011, infatti, con art.13 L. 183, il legislatore potenzia il meccanismo, imponendo la certificazione non pi come una facolt, ma come un obbligo per Regioni ed Enti locali entro 60 giorni dalla ricezione dellistanza Ministero dellEconomia e delle Finanze (2012),

(http://www.mef.gov.it/certificazionecrediti/documenti/slides_crediti_pa.pdf), consultato il 20.11.2013. Il D.L. n. 1 del 24 gennaio 2012 teso a accelerare il pagamento dei crediti commerciali *+, certi liquidi ed esigibili, corrispondenti a residui passivi del bilancio dello Stato, stanzia 2,7 miliardi per il 2012 e introduce la possibilit per il creditore, di essere pagati con titoli di Stato per un limite massimo di 2 miliardi di euro. In Figura 1.2 sono riportati i passi in capo a creditore e Pubblica Amministrazione debitrice, per portare a termine il processo di certificazione.

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Creditore

PA

Il creditore invia listanza di certificazione del credito con il modulo 1: a. fornisce fatture e estremi della prestazione b. precisa se intende utilizzare il credito in compensazione con somme iscritte a ruolo c. si impegna a non attivare procedimenti in sede giurisdizionale fino alla data indicata per il pagamento (o 12 mesi se la data non indicata)

La PA risponde entro 60 gg. utilizzando il modulo 2: a. verifica le fatture b. per i crediti superiori a 10.000 euro: verifica la presenza di inadempienze allobbligo di versamento derivanti dalla notifica di cartelle di pagamento (art. 48-bis del DPR 602/1973) c. eventualmente, compensa il credito con altri debiti d. certifica (integralmente o parzialmente) al lordo degli eventuali debiti se non compensati, ovvero non certifica motivando le ragioni e. indica la data del pagamento, che dovr essere inferiore a 12 mesi a partire dalla presentazione dellistanza f. accetta preventivamente la cessione del credito

Figura 1.2 Step della certificazione

Il primo fattore meritevole di commento che il creditore ha lonere di avviare il processo di certificazione. E piuttosto singolare che sia il creditore e non il debitore a sopportare i costi funzionali al pagamento di unobbligazione. Inoltre si sottolinea come la PA si garantisca, in assenza di date prefisse, il termine di dodici mesi per pagare il proprio creditore. Tenendo conto che i crediti in questione sono spesso gi scaduti da anni, evidente la crisi di liquidit cui continua ad essere sottoposta limpresa prima e dopo il processo di certificazione.

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1.2.2 Misure inefficaci. A dispetto di quanto detto, la Relazione al Parlamento approvata dal Consiglio dei Ministri il 21 marzo 2013 registra che lefficacia di questi provvedimenti stata finora limitata (Camera dei Deputati (2013), p. 5,

(http://www.bancaditalia.it/interventi/altri_int/2013/franco_280313.pdf),

consultato il 03.12.2013) e riepiloga alcune criticit e debolezze dellimpianto. Ancora una volta il problema di duplice natura: tecnica e legale. La parte tecnica, legata allimplementazione della piattaforma elettronica sviluppata dalla Ragioneria Generale dello Stato, ha dato vita nelle prime fasi della sua esistenza ad un paradosso tutto italiano. Alla fine del gennaio 2013, primo mese di decorso del nuovo sistema di certificazione, avevano completato liscrizione 1.227 amministrazioni (oltre 900 comuni del centro-nord e solo 70 enti del SSN) con 71 certificazioni rilasciate (per un valore di 3 mln di euro) a fronte di 467 istanze ricevute dalle imprese (per un valore di 45mln di euro) (Ministero dellEconomia e delle Finanze (2013), Rafforzare la finanza dimpresa. Il numero di amministrazioni rispondenti stato poco pi del 5% del totale configurando sostanzialmente unadesione volontaria poich non erano previste sanzioni per i ritardatari. Paradossalmente i creditori di tutti gli enti non aderenti, non potevano ottenere la certificazione del credito (neanche) con la procedura ordinaria/cartacea poich questultima, dallavvio della piattaforma a ottobre 2012, era stata disattivata. Al 26 marzo 2013 risultavano rilasciate 479 certificazioni per un valore di 31 milioni di euro, con 1.700 amministrazioni pubbliche accreditate su un totale di oltre 20.000 (Camera dei Deputati-Servizio Studi (2013), il

(http://documenti.camera.it/leg17/dossier/Testi/D13035_0.htm), 13.12.2013).

consultato

Il tempo passato dobbligo poich il D.L. 35/2013 ha imposto alle PA la tassativa iscrizione alla piattaforma telematica entro il 29 aprile, con ammende di 100 euro al giorno una volta sforato il termine. La Cgia di Mestre ha indagato sulle cause di queste lentezze amministrative e in un articolo del 2 maggio 2013 rende conto di come anche gli enti locali lamentino inefficienze a livello centrale. In primo luogo la

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piattaforma telematica non sarebbe in grado di supportare la mole di registrazioni nel breve periodo e in pi lamministrazione centrale avrebbe tardato a fornire agli enti le istruzioni operative per lutilizzo dello strumento elettronico (Cgia Mestre, (2013), (http://www.cgiamestre.com/2013/05/pagamenti-pa-meno-di-un-terzo-leamministrazioni-in-regola/ )). Una volta completato il processo di registrazione telematica, dando finalmente il via al processo di certificazione dei crediti che porter ad una quantificazione del debito commerciale che oggi possiamo solo stimare, rester in campo la criticit di natura legale, come stata definita in precedenza. Nella Relazione al Parlamento viene definita come rilevanza quantitativa dei casi di esenzione, ma proprio nella parte degli elementi distintivi del decreto ministeriale gemello, relativo agli enti locali, che troviamo due eccezioni che mettono in serio dubbio lefficacia di tutti i provvedimenti visti finora. Sono esclusi dallobbligo di certificazione: Gli enti commissariati (Fig. 1.3). Le ASL in Regioni sottoposte a piani di rientro(Fig. 1.4).

Figura 1.3 126 Comuni commissariati. Fonte: elaborazione Ancitel (2013) http://www.comuniverso.it/index.cfm?menu= 502

Figura 1.4 Regioni sottoposte a piano di rientro. Fonte: Ministero della Salute (2013) http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.j sp?lingua=italiano&id=2239&area=pianiRientr o&menu=obiettivi

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Sempre fra gli elementi distintivi, il riferimento al patto di stabilit interno: per le spese correnti delle Regioni e le spese in conto capitale delle Regioni e degli enti locali, c lopzione di certificare il credito senza indicare la data di pagamento. Considerando che nel processo ordinario, il pagamento pu avvenire fino ai 12 mesi dalla presentazione dellistanza, considerando la sottile linea fra parte corrente e capitale e la frequenza di inesattezze pi o meno trasparenti nei bilanci pubblici, evidente come un opzione di questo tipo si configuri come una via di scampo concessa alle PA ma soprattutto come una tacita benevolenza verso residui passivi con ritardi di pagamento a tre cifre (i ritardi sono di norma espressi in giorni). A riguardo dellesenzione per enti commissariati e Regioni in piano di rientro, importante considerare il volume che essi rappresentano, quindi lentit delleccezione ai provvedimenti per la certificazione dei crediti. Da fonti pubblicate in Gazzetta Ufficiale e rielaborate da Ancitel(2013) risultano 126 comuni commissariati in Italia, per cause, tra le altre, di infiltrazione mafiosa (ai sensi dellart. 143 Tuel) o dimissioni della maggioranza del Consiglio. Tuttavia il dato pi significativo e sconcertante quello che riguarda le Regioni in cui sono attivi piani di rientro. Ai sensi della legge finanziaria 311/2005 i Piani di rientro sono stati ideati come accordi pattizi Stato Regione su base pluriennale, coi quali i Ministeri di Salute e Economia e Finanza affiancano lorganismo locale per la programmazione, gestione e valutazione del Servizio sanitario regionale, al fine dellassorbimento del disavanzo accumulato. Come illustrato graficamente (Fig. 1.4), ben dieci regioni sono state sottoposte a piano di rientro, e solo Liguria e Sardegna hanno completato liter di ripiano finanziario. Quando nellaudizione della Banca dItalia del 28 marzo 2013 presso le commissioni riunite di Camera e Senato, stato stimato che la met del debito commerciale (45 mld di euro a fine 2011) sarebbe imputabile a Regioni e ASL, facile intuire quanto possa risultare nociva lesenzione di otto Regioni su venti e delle relative Aziende Sanitarie, dallonere di certificare, quindi pagare nei tempi previsti, i propri creditori.

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1.2.3 La compensazione dei crediti. Nel 2010 il D.L. n. 78, art. 31, introduce la possibilit per le imprese di compensare i crediti non prescritti, esigibili, certi e liquidi, maturati nei confronti di Regioni, enti locali ed enti del SSN, con imposte dovute iscritte a ruolo sia erariali che locali, dai contributi sociali ai premi assicurativi INAIL. Lintento del legislatore era quello di alleggerire la mole di debiti commerciali attraverso un processo rapido, ma soprattutto in grado di nettare le posizioni debitorie, senza la necessit di reperire liquidit. Quindi stato perfezionato un processo semplice e rapido (con comunicazioni in PEC e termini molto stringenti) esemplificato in Figura 1.5. Il creditore presenta la certificazione del credito all'agente di riscossione e indica le posizioni debitorie che intende estinguere L'agente (entro 3 gg. con PEC) invia richiesta all'ente debitore per verificare la veridicit della certificazione

L'ente debitore risponde entro 10 gg.


Figura 1.5 Step della compensazione

Se lesito positivo, il debito si compensa col credito e lagente comunica lavvenuta compensazione entro 5 gg. allente . Nel caso lente sia un intermediario di imposta, esso tenuto a pagare al creditore dimposta limporto corrispondente alla cifra compensata entro 12 mesi dalla certificazione. Se il pagamento non viene effettuato, lente sconta una riduzione delle somme trasferitegli dallo Stato. Tuttavia la compensazione dei crediti sottesa alla certificazione degli stessi. Di conseguenza un istituto che doveva essere funzionale alla riduzione dei tempi amministrativi, chiesto a gran voce dalle imprese come strumento dinamico e attuale, si pone a valle rispetto ad un processo lungo e complesso come la certificazione, che sconta tutte le enormi problematiche discusse nel precedente paragrafo. Gli elementi presi in considerazione fino a questo punto a proposito delle pubbliche amministrazioni, come la gestione, lamministrazione e le normative, veicolano il prologo del messaggio che questo lavoro porter avanti nel suo svolgimento. E importante accorgersi del profondo cambiamento che la Pubblica

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Amministrazione ha subito e sta subendo, cambiare lopinione tradizionale di unomogenea estroflessione dello Stato centrale e implementare un approccio alla PA come un tessuto eterogeneo, composto da enti diversi luno dallaltro, geograficamente e strutturalmente. Mentre storicamente il rapporto contrattuale con lo Stato veniva considerato una sicurezza, la Pubblica Amministrazione del 2013 si profila de facto come un impresa, pur rispondendo de iure ad un diverso corpus normativo: come unimpresa pu avere avanzo e disavanzo, come unimpresa pu essere un cattivo pagatore, come un impresa deve essere valutata prima di instaurarvici un rapporto economico. Questo a nostro avviso il primo step concettuale da compiere per comprendere e affrontare le problematiche del debito commerciale e dei ritardi di pagamento nel settore pubblico.

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1.3 Regole: A monte e a valle dei ritardi di pagamento


1.3.1 I pagamenti nelle Pubbliche Amministrazioni Il quadro nel quale si inserisce questo lavoro, quello della partnership pubblicoprivato, in particolare quella parte della relazione tra pubbliche amministrazioni (PA) e mondo delle imprese, (pubbliche e private) che contempla i pagamenti. E quindi necessario un piccolo excursus giuridico dellarea in questione per facilitare la comprensione di quanto segue. Il credito sorge nel momento in cui, alla fornitura di una prestazione, in termini di beni e/o servizi, corrisponde una relativa controprestazione da parte del committente, obbligato a un esborso finanziario nelle modalit definite dal contratto e dal diritto. Nel rapportarsi col privato, i contratti stipulati dal settore pubblico si considerano rispondenti ad una natura privatistica, quindi pari ad un contratto fra privati. Questo dovuto al fatto che lo Stato scende dal piedistallo istituzionale, configurandosi come un operatore privato, poich nella fattispecie i fini pubblici e quindi per definizione superiori dellamministrazione, sono irrilevanti. Nel caso di pagamenti da effettuare dalla PA in esecuzione di contratti stipulati iure privatorum, sono applicabili i principi generali e le norme stabilite dalla legge comune, con particolare riguardo a quelle relative allaccertamento dellinadempimento, ai fini della risoluzione del contratto, non potendosi desumere una diversa disciplina dalle norme contenute nel regolamento per la contabilit dello stato (r.d. 23.5.1924 n. 827). Il legislatore rinforza questo favor per un trattamento paritario dimpresa privata e impresa esercitata da enti pubblici anche nellart. 2093 c.c.: Le disposizioni del libro V del lavoro si applicano agli enti pubblici inquadrati nelle associazioni professionali. Ai non inquadrati, si applicano le disposizioni di questo libro, limitatamente alle imprese da essi esercitate . Ci che deriva da queste disposizioni una volont del legislatore a far s che il soggetto pubblico, che sia nella forma di ente pubblico economico, di ente pubblico non economico o di imprese controllate o partecipate da capitali pubblici, quantomeno nellambito del rapporto contrattuale con soggetti terzi, sia equiparato al privato e sottostia alla medesimo ambito normativo. Alla fine di questo breve prologo quindi possibile definire lorigine legale dei crediti commerciali fra pubblico e

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privato: contratti posti in essere con una considerazione parificata delle parti. Da qui si pu iniziare un vero e proprio approccio alla materia, senza per lasciare la lente normativa. Mentre vasta e fiorente la letteratura che si occupa di public management & accounting, progettualit locale e performance economica degli enti locali, sono invece pressoch assenti contribuzioni che pongano il proprio focus sulle dinamiche di regolazione dei pagamenti che intervengono tra pubblico e privato, comprendenti problematiche e disfunzioni. Di conseguenza riteniamo che per fornire un framework formale sul quale basare il resoconto dello status quo che sar punto di partenza del lavoro stesso, sia opportuno una breve rassegna della legislazione specifica. Grazie anche al supporto di articolo e materiale on-line, che si qualificano a letteratura del tema, sar pi facile rendere un quadro teorico e dinamico nel tempo, per consentire una migliore comprensione dellevoluzione del fenomeno e delle disfunzioni che saranno discusse. Allinizio dello scorso decennio lEuropa metteva allordine del giorno la questione dei pagamenti nelle transazione commerciali attraverso la direttiva 2000/35/CE, al seguito della quale il Parlamento delegava il Governo di legiferare. E quindi di matrice europeista il D.lgs 231 del 9 Ottobre 2002 che tuttavia non norma i pagamenti nella loro interezza. Dalle parole dellAvv. Alessandro Bonanni, dellosservatorio di diritto comunitario e nazionale sugli appalti pubblici: Al riguardo, si vedr come lattuale disciplina in materia di ritardato pagamento dei crediti della Pubblica Amministrazione corra su un doppio binario: da un lato, le norme a tutela delle posizioni attive derivanti dallesecuzione di contratti pubblici di servizi e forniture, dallaltro quelle afferenti ai contratti di lavori pubblici (Bonanni (2011),
(http://www.contratti-pubblici.it/index.php?option=com_content&view=

article&id=416:ritardati-pagamenti-da-parte-della-pa&catid=49:areetematiche&Itemid=399), consultato il 09.09.2013). Richiamando quanto specificato riguardo lequiparazione di pubblico e privato nella disciplina dei pagamenti, anche il decreto nellart. 2, comma 1, lett. a ) definisce cos le transazioni commerciali: i contratti, comunque denominati, tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, che comportano, in via esclusiva o

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prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi, contro il pagamento di un prezzo. Si configura pertanto un campo di applicazione piuttosto vasto, allinterno del quale il decreto legislativo introduce importanti novit. Ecco le pi significative per la nostra trattazione.
La decorrenza automatica degli interessi moratori dal giorno successivo alla scadenza del termine di pagamento, che fissato - in assenza di diverso accordo - in trenta giorni, senza bisogno di un atto di messa in mora (art. 4);

La determinazione legale degli interessi moratori in misura pari al saggio di interesse del principale strumento di rifinanziamento della BCE, applicato alla sua pi recente operazione di rifinanziamento principale, effettuata il primo giorno di calendario del semestre in questione maggiorato di sette punti percentuali, salvo patto contrario (art. 5);

il risarcimento dei costi sostenuti per il recupero delle somme non tempestivamente corrisposte, salva la prova del maggior danno (art. 6); (D.lgs del 9 Ottobre 2002, n. 231)

In virt di una Determinazione dellAutorit per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, la n. 5 del 27 marzo 2002, stata esclusa la possibilit di applicare estensivamente la disciplina del D.lgs 231 al settore dei contratti pubblici, regolati in appositi regolamenti interni. Da qui la dicotomia tra la (pi debole) tutela riconosciuta al creditore della P.A. nel settore lavori pubblici e quella operante per i servizi e le forniture (pi forte e di matrice comunitaria)(Bonanni, (2011), Ibidem). Dalla matrice comunitaria arriva anche la Direttiva 2011/07/UE del 16 Febbraio, che si prefigge di apportare modifiche sostanziali alla precedente omologa, attraverso la modifica, in termini nazionali, del D.lgs 231. Sempre con focus sui ritardi nei pagamenti, la nuova normativa europea introduce tre profili di rilevante novit.
1) Previsione di un limite massimo alla facolt di estensione del termine di pagamento. La disposizione, nel ribadire il termine naturale dei pagamenti in trenta giorni, impone che le eventuali dilazioni, (di natura pattizia e frutto della duplice volont delle parti), non possano tassativamente superare i sessanta giorni di calendario. Questa opportunit garantita a soli due tipi di enti pubblici: a) Qualsiasi amministrazione pubblica che svolga attivit economiche di natura industriale o commerciale offrendo merci o servizi sul mercato e che sia soggetta, come

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impresa pubblica, ai requisiti di trasparenza di cui alla direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all'interno di talune imprese; b) Enti pubblici che forniscono assistenza sanitaria e siano stati debitamente riconosciuti a tal fine (Bonanni, 2011) 2) Aumento del tasso degli interessi moratori. Lart. 2 della nuova direttiva definisce invece "interessi legali di mora" come interessi semplici di mora ad un tasso che pari al tasso di riferimento maggiorato di almeno otto punti percentuali, dovendosi altres intendere, per "tasso di riferimento" 3) Applicabilit della nuova direttiva al settore dei lavori pubblici. Mentre, come visto, la direttiva 2000/35/CE riguardava solo la prestazione di servizi e la fornitura di merci, lundicesimo considerando della 2011/07/UE parrebbe espressa mente deporre nel senso di unestensione allambito dei lavori pubblici delloperativit della direttiva sui ritardati pagamenti: La fornitura di merci e la prestazione di servizi dietro corrispettivo a cui si applica la presente direttiva dovrebbero anche includere la progettazione e l'esecuzione di opere e edifici pubblici, nonch i lavori di ingegneria civile. (Direttiva 2011/07/UE)

Si pu concludere che la direzione sia la medesima che era stata intrapresa con la direttiva del 2002, ma lenfasi sul rispetto di termini rigidi e il favor nei confronti del creditore sono chiaramente evidenziati dagli spunti di novit. Si presenta inoltre lopportunit per superare la dicotomia, anche normativa, che colpiva i ritardi di pagamento nelle PA, dividendo i crediti sorti per transazioni commerciali da quelli sorti nellambito di appalti pubblici. Recepire la direttiva europea garantendo la medesima disciplina alle tre fattispecie costituirebbe un elemento di

semplificazione e chiarificazione piuttosto autorevole, in un contesto, quello degli appalti pubblici, nel quale lappaltatore gode di una tutela pi scarsa Lutilizzo del condizionale dobbligo poich il d.lgs. 192/2012, approntato dal governo Monti e pronto ad entrare in vigore dal 1 gennaio 2013, nel ricevere il plauso per lanticipo rispetto alla scadenza del 16 marzo, incassa anche la critica dellUE, nella persona di Antonio Tajani (Vice Presidente della Commissione Europea), che con una lettera al ministro Passera punta il dito sullimperfetto

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recepimento della direttiva europea da parte del decreto italiano (EdilTecnico (2013), (www.ediltecnico.it/14298/ritardati-pagamenti-anche-per-i-lavori-pubblicilo-chiede-lue/), consultato il 10.09.2013). Inoltre non si pu dire che il Decreto legislativo 231/2002 e la direttiva cui fa riferimento, nonostante un buon impianto teorico, abbiano avuto una corrispondente efficacia nel debellare la piaga dei pagamenti ritardati. Uno studio pubblicato nellambito della Relazione annuale dellAutorit per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture al Parlamento per lanno 2009, ha rivelato, tramite i dati elaborati dal relativo osservatorio, che i tempi di pagamento oscillano in un range che va da un minimo di 92 giorni ad un massimo di 664 giorni (AVCP (2010), (http://www.avcp.it/portal/rest/jcr/repository/

collaboration/Digital%20Assets/Pdf/Relazione2009/AVCP_Relazione_2009.pdf), consultato il 10.09.2013). Come osservato da Bonanni ,Ci considerato, pu dunque nutrirsi il sospetto che la preoccupante situazione italiana non sia fisiologicamente correlata ad una deficienza di strumenti normativi idonei a tutelare il creditore della P.A., quanto, piuttosto, ad unaberrazione di tipo culturale, che si concreta, dal punto di vista del creditore, nella rassegnazione ad unattesa di pagamento abnorme ed ingiustificata, e, da quello del debitore, nel postulare il pagamento tardivo come prassi oramai inveterata nel sistema delle commesse pubbliche e private(Bonanni

(2011),Ibidem).

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1.3.2 Il Patto di Stabilit interno Il Patto di Stabilit Interno (PSI) nasce dall'esigenza di convergenza economica degli Stati membri dellUE verso specifici parametri, comuni a tutti nelle direttive di Maastricht, (Indebitamento netto della Pubblica Amministrazione/P.I.L. inferiore al 3% e rapporto Debito pubblico delle AA.PP./P.I.L. convergente verso il 60%) che ogni stato sovrano persegue dotandosi in sede di manovra finanziaria di un proprio PSI declinato sulle peculiarit specifiche del proprio territorio. Un obiettivo primario delle regole fiscali che costituiscono il Patto di stabilit interno proprio il controllo dell'indebitamento netto degli enti territoriali (regioni ed enti locali), tramite classifiche di virtuosit e definizione di obiettivi programmatici inerenti la spesa o il saldo finanziario. Dalla sua introduzione, con la legge n.488 del 23 dicembre 1998, questo istituto, sebbene abbia subito diverse modifiche in termini dimpostazione per quanto concerne gli enti locali, diventato uno dei pilastri delle regole complessive di finanza pubblica e il principale criterio dimpostazione dei bilanci degli enti locali(Cimbolini et al. 2008, p. 251). Questa centralit del PSI nelle dinamiche di bilancio locale, fra i pi ricorrenti dei fattori scatenanti identificati a monte dei ritardi di pagamento. La disciplina del Patto, infatti, annualmente contenuta nelle Leggi Finanziarie, si basa sullimposizione di saldi-obiettivo o tetti di spesa. Il saldoobiettivo consta nella definizione di uno spazio finanziario, necessario al ripiano del debito nazionale, il cui reperimento responsabilit dei comuni. Questa cifra composta dallavanzo aggregato di tutti gli enti locali, che per ottenerlo sono costretti a ridurre le spese o ad aumentare le entrate. Il meccanismo dei tetti di spesa colpisce invece direttamente la parte destra del bilancio. Nel tempo, secondo la congiuntura economica o la prevalenza politica, questi due criteri si sono alternati, costituendosi come ostacoli ad una continuit legislativa e generando confusione e disordine negli operatori. Un altro fattore di debolezza e confusione riguardo il PSI lapplicazione del criterio dei saldi-obiettivo per Comuni e Provincie, contro la preferenza del criterio dei tetti di spesa per le Regioni. Il sistema saldi-obiettivo che da qualche anno persevera sugli enti locali, basato su un sistema contabile di competenza mista: la parte corrente del bilancio

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rendicontata secondo competenza giuridica, mentre la parte capitale, quella degli investimenti, risponde a criteri di cassa. Essendo basato sulla cassa, ed avendo alcuni enti locali in passato impegnato in competenza ingenti spese, il vincolo di cassa sugli investimenti genera automaticamente l'accumularsi di residui passivi (che sono somme impegnate ma non erogate), cio opere pubbliche gi finanziate e spesso anche gi avviate o addirittura completate, ma che non possono passare alla fase della liquidazione a causa del vincolo sulla cassa (Marattin (2013), (http://noisefromamerika.org/articolo/quattro-vere-anomalie-patto-stabilitainterno), consultato il 04.12.2013). In realt il PSI non differenzia parte capitale e parte corrente al fine del computo del saldo obiettivo, costituendosi a vincolo per le amministrazioni che di fronte alla prospettiva di un taglio agli investimenti, sono costrette alla ristrutturazione e alla compressione della spesa corrente(Marattin 2013, Ibidem). Questo meccanismo tuttavia viziato dalla natura della spesa di parte corrente, tecnicamente pi rigida perch afferente al funzionamento fisiologico degli enti locali stessi; conseguentemente la spesa in conto capitale, quindi gli investimenti pubblici, che viene sistematicamente ridotta. Come riportato dalla Corte dei Conti nella Relazione sulla gestione finanziaria degli enti locali 2011-2012, le limitazioni introdotte dal PSI del 2012, hanno comportato un contributo alla riduzione dellindebitamento da parte di Comuni e Provincie rispettivamente di 4,2 miliardi di euro e 1,2 miliardi di euro. Tuttavia risulta confermato come queste economie colpiscano in massima parte la spesa per investimento: anche dai risultati di cassa 2012, tuttavia, emerge una prosecuzione della linea discendente della spesa dinvestimento che non si conforma all intento perseguito (Corte dei Conti-Sezione delle Autonomie (2013),

(www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_autonomie/ 2013/delibera_21_2013_sezaut_frg_relazione.pdf), consultato il 27.12.2013). Sicuramente possibile argomentare molte altre criticit sul funzionamento del Patto di Stabilit: dalla complessa applicabilit, ai meccanismi di rilevazione eterogenei, dallinefficienza (rispetto al taglio della spesa) allinefficacia (facilit nellaggirare il vincoli). Il Patto di Stabilit uno strumento molto complesso e

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strettamente connesso ad altre tematiche molto delicate come lindirizzo politico nazionale e comunitario e in generale alla produzione normativa che interessa la contabilit nelle pubbliche amministrazioni. Tuttavia per quanto riguarda il presente lavoro, che in questa fase si propone di fornire una panoramica sugli agenti che si interfacciano a monte dei debiti e dei relativi ritardi di pagamento, sufficiente aver riepilogato come un meccanismo ideato per favorire il pagamento di debiti in conto capitale scaduti, abbia esiti contrastanti e talvolta controproducenti. Inoltre il riferimento al PSI ha introdotto uno dei campi sui quali il legislatore intervenuto con i provvedimenti del decreto sblocca debiti, la cui trattazione occuper il prossimo paragrafo.

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1.3.3. Il DL 35/2013. Funzionamento e stato attuativo dello Sblocca-debiti. Il decreto legge 35 dellaprile 2013 nasce sostanzialmente dallammissione, nellambito della Relazione al Parlamento approvata dal Consiglio dei Ministri il 21 marzo 2013, che il tema dei ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione, nonostante una serie di misure correttive nel corso degli ultimi anni, si configuri oramai come una piaga sociale e un comburente per i colpi gi duri della crisi economica, e in quanto tale debba essere affrontata nellimmediato. Nellambito dellAudizione in merito allesame della predetta Relazione, la Banca dItalia cita alcune dei vari interventi volti a ridurre i debiti commerciali delle Amministrazioni Pubbliche e ad attenuare le difficolt finanziarie delle imprese fornitrici nel 2011 e nel 2012 (Camera dei Deputati (2013), p. 5,

(http://www.bancaditalia.it/interventi/altri_int/2013/franco_280313.pdf), consultato il 03.12.2013.

Tuttavia, subito dopo, lefficacia di queste misure viene definita limitata citando ad esempio i due miliardi messi a disposizione sotto forma di titoli di Stato, dei quali solo quindici milioni sono stati effettivamente erogati, o il tema della piattaforma elettronica coi suoi ritardi e i suoi disservizi, discussi nel paragrafo sulla gestione. Da questo statement, il Governo prende le mosse per definire le proporzioni del problema con gli studi di istituti specializzati e che linee guida adottare per legiferare. Dando seguito a quanto indicato nella Relazione al Parlamento 2013 e nelle relative risoluzioni di approvazione della stessa, stato emanato il DL 8 aprile 2013, n. 35, poi convertito in legge, con modificazioni, con L. n.64 del 6 giugno 2013. Il decreto legge definisce un insieme di regole e procedure volte ad accelerare il recupero dei crediti nei confronti delle amministrazioni vantati da imprese, cooperative e professionisti, per un importo complessivo di circa 40 miliardi di euro, da erogarsi fra il 2013 e il 2014. I contenuti del decreto, sono tesi in primo luogo a rimuovere quegli ostacoli che hanno limitato lefficacia delle misure precedenti, identificati dalla Banca dItalia come la complessit delle procedure operative, e in termini di certificazione, i troppi casi di esenzione e la mancanza di sanzioni (Camera dei Deputati 2013, Ibidem). In secondo luogo, mettono a disposizione la liquidit necessaria per permettere alle amministrazioni di pagare.

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i.

Lesclusione per il 2013 dal Patto di stabilit interno dei pagamenti di debiti di parte capitale per un importo di : 5 miliardi di euro per gli enti locali. 1,4 miliardi di euro per le Regioni. 800 milioni per investimenti cofinanziati dai fondi strutturali europei.

ii.

Istituzione nel bilancio dello Stato di un Fondo unico per assicurare la liquidit per pagamenti di debiti certi, liquidi ed esigibili, dotato di 10 miliardi per il 2013 e 16 miliardi di euro per il 2014. Il fondo tripartito con sezioni dedicate al pagamento dei debiti di : Enti locali, per un importo di due miliardi per ciascuno degli anni 2013, 2014. Regioni e Provincie autonome per importi di 3 miliardi nel 2013 e 5 miliardi nel 2014 per debiti diversi da quelli finanziari e sanitari. Enti del Servizio Sanitario Nazionale per importi di 5 miliardi nel 2013 e 9 miliardi nel 2014.

iii.

Una misura a breve termine con lampliamento del limite massimo del ricorso alle anticipazioni di tesoreria per gli enti locali sino al 30 settembre 2013.

iv.

Lincremento delle erogazioni per i rimborsi dimposta per 2,5 miliardi nel 2013 e 4 miliardi nel 2014.

v.

Il rifinanziamento di 500 milioni di euro in un apposito fondo per il pagamento dei debiti delle amministrazioni centrali.

Vengono inoltre stabilite scadenze, criteri e procedure, fissando la data del 30 aprile come termine ultimo per comunicare al MEF, tramite listituto della certificazione, quali sono gli spazi necessari a Comuni e Province per il pagamento di debiti di parte capitale certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2012. Oltre questa scadenza sono previste sanzioni pecuniarie e disciplinari da indirizzare direttamente al management responsabile8. E rilevante anche la sospensione, allinterno del PSI 2013 del Patto nazionale orizzontale, che consente la rimodulazione orizzontale degli obiettivi finanziari tra i comuni a livello nazionale, consentendo agli enti che lo generano, di sfruttare il proprio surplus per smaltire i residui passivi di parte

Per un pi esauriente prospetto delle scadenze e degli adempimenti, rimandiamo allAppendice (A) per il Prospetto riepilogativo delle scadenze e dei principali adempimenti previsti dal decreto legge.

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capitale nei propri bilanci. Per il reperimento di queste risorse liquide il decreto autorizza lemissione di titoli di Stato per un importo di 20 miliardi per ciascuno degli anni 2013 e 2014. Questa operazione sicuramente ha una rilevanza centrale in termini del rispetto del limite di massimo indebitamento netto della PA, e sono sorte diatribe sulla contabilizzazione di queste cifre e la valutazione ai fini del calcolo dellindebitamento. In conclusione data la peculiarissima attualit del tema, ci riserviamo uno spazio per un aggiornamento sulla situazione dimplementazione delle misure anti-debito. Col DL n.102 del 31 agosto, il Governo ha aperto unulteriore fase di reperimento risorse per i pagamenti pubblici, incrementando gli stanziamenti previsti per il 2013 di 7,2 miliardi senza intaccare la quota 2014. Complessivamente lo Stato ha quindi messo a disposizione per il pagamento di debiti arretrati al 31 dicembre 2012 limporto di 47 miliardi da esaurire in 12 mesi: un vero choc positivo per leconomia reale (MEF (2014), (http://www.mef.gov.it/primo-piano/article_0118.html), consultato il 06.03.2014). I dati sulla situazione dimplementazione dei decreti sono stati resi disponibili solo a fine anno, attraverso la pubblicazione di rendiconti come quello proposto in Tab. 1, una sintesi degli stanziamenti finanziari, dei fondi erogati e dei pagamenti effettuati ai soggetti creditori grazie alle disposizioni dei decreti 35 e 102 del 2013.
Pagamento debiti delle Pubbliche Amministrazioni al 31/12/2012 (decreti legge 35 e 102 del 2013) (mln di euro) Enti debitori Stato Regioni e Province autonome Province e Comuni Importi totali (valori assoluti) Risorse stanziate 3000 15808 8411 27219 Risorse effettivamente rese disponibili agli enti debitori 3000 13499 7849 24348 0,89 Pagamenti effettuati ai creditori 3008 12993 6796 22798 0,84

Importi totali (in percentuale delle risorse stanziate)

Tabella 1 Sintesi degli stanziamenti finanziari, dei fondi erogati e dei pagamenti effettuati ai soggetti creditori per effetto dei DL 35 e 102 del 2013. Fonte: MEF (2014), http://www.mef.gov.it/primo-piano/article_0118.html

Aggiornando ulteriormente lorizzonte temporale della situazione in Tabella, le risorse erogate agli enti debitori entro la fine del mese di febbraio sono pari

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complessivamente a 24,3 miliardi di euro. Le stime dei pagamenti effettuati dagli enti debitori ai soggetti creditori su queste risorse sono pari a 22,8 miliardi (l84% del totale, il 94% delle risorse erogate), con un residuo ancora da erogare alle Regioni di 2,3 miliardi presso il Tesoro (MEF 2014, Ibidem). Per quanto riguarda una criticit tipicamente italiana come la rapidit dimplementazione delle norme, un interessante resoconto fornito dal Ministero dellEconomia e delle Finanze. Mettendo a sistema le risorse messe a disposizione e i pagamenti effettivamente liquidati ai fornitori, Figura 1.5 riproduce levoluzione nel corso del 2013 delle disponibilit e dei pagamenti.

Figura 1.5 Evoluzione delle disponibilit e dei pagamenti Fonte: MEF (2014), http://www.mef.gov.it/primo-piano/article_0118.html

Per quanto riguarda la parte delle risorse (in blu) interessante notare limprovviso aumento fra ottobre e novembre. Esso dovuto allattivazione dei 7 miliardi di liquidit messi a disposizione dal DL 102 di agosto, che stato convertito, con modificazioni, in legge con la L. n.24 del 28/10. Pi viscosa ma omogenea invece la crescita dei pagamenti che sembrano tendere a pareggiare le risorse disponibili in un prossimo futuro. Da rilevare lassenza di pagamenti nei mesi precedenti a luglio, fatto che sar determinante nella scelta di alcuni campioni di fatture da studiare nel secondo capitolo. Infine per quanto riguarda le risorse messe a disposizione dallo Stato per i pagamenti, si riscontra la ricorrenza di diverse modalit derogazione:

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Anticipando risorse finanziarie, direttamente dal Tesoro ovvero attraverso la Cassa Depositi e Prestiti

Creando spazi di disponibilit finanziaria sul patto di stabilit interno Disponendo deroghe al patto di stabilit interno per specifiche categorie di spese per investimento (MEF, 2014, http://www.mef.gov.it/primo-piano/article_0118.html)

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2. RICOGNIZIONE EMPIRICA
Mentre la macchina pubblica si mette lentamente in moto e il DL 35/2013 rende disponibili le prime risorse per lo sblocco dei pagamenti, opportuno chiedersi quale sia la dimensione del fenomeno che si vuole contrastare. Oltre ai fallimenti tecnici presentati nel primo capitolo, la sussistenza di sistemi contabili inadeguati responsabile in Italia e in Europa di una stima del tutto imprecisa del valore del debito commerciale. Con linteresse mediatico sul tema e la necessit di legiferare, molti operatori si sono applicati alla stima dello stock di debito e alla valutazione dei ritardi, generando risultati spesso diversi tra loro, testimonianza della mancanza stessa di confini condivisi del fenomeno o di strumenti unici per la sua misurazione. Col supporto di materiale on-line, prevalentemente pubblicazioni e articoli, proveremo a fornire un panorama dello status quo. Mentre il precedente capitolo stato pi istituzionale, con la presentazione dei ritardi nellambito originario, la Pubblica Amministrazione, questo secondo capitolo si concentrer sullentit del fenomeno, la difficolt nella stima, la sua diffusione e gli effetti generati sul sistema economico.

2.1 Il debito commerciale


Le imprese acquirenti potrebbero far ricorso al debito commerciale invece che al debito bancario a breve termine se il primo fosse meno costoso oppure se fossero razionate dal sistema finanziario (Finaldi Russo, Leva (2004), p. 12). Questa, tra le altre, una delle teorie finanziarie alla base del ricorso delle imprese al debito commerciale. Nel seguito del sopracitato lavoro, parte dei Temi di Discussione del Servizio Studi di BdI, con lausilio di una regressione econometrica, si dimostra come la probabilit di ricorrere allindebitamento per motivi finanziari pi elevata per imprese che hanno minori margini disponibili sulle linee di credito accordate o che sono razionate dal sistema bancario. Astraendo da questo ambito con un azzardato ma plausibile paragone, e sfruttando strumentalmente quanto detto, possibile vedere

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la moderna Pubblica Amministrazione come una fattispecie di impresa, diversa dallimpresa tradizionale per natura, ma ugualmente razionata nel credito. Mentre in passato la linea di credito della quale poteva godere lamministrazione pubblica (quindi i suoi fornitori), era pressoch illimitata, oggi il legislatore ha operato nel senso di unaziendalizzazione degli enti locali e sanitari, creando entit responsabili dal punto di vista sia gestionale che (almeno negli intenti del decisionmaker) finanziario. Nella congiuntura attuale quindi, un ente-azienda non si trova solo a dover confrontare il costo di denaro a credito e il costo della dilazione dei pagamenti, per valutare il pi vantaggioso, ma anche soggetto a razionamenti (per esempio il PSI), rispettivamente dalla parte delle entrate e delle uscite. Come riportato nei paragrafi precedenti, gli enti pubblici non possono sottoscrivere mutui se non in specifiche circostanze, primo fra tutti il limite costituzionale di accensione per lacquisizione di nuovo patrimonio a finanziamento di spesa corrente, e il meccanismo dei saldi imposto dal Patto di Stabilit taglia, di fatto, la liquidit disponibile. Inoltre, regolato anche laccesso alle linee di finanz iamento a breve termine, tramite i limiti di accesso alle anticipazioni di tesoreria A fronte di questa situazione, il grado di sostituibilit fra le due forme di finanziamento, complice anche il potere di mercato che una Pubblica Amministrazione pu esercitare, ha determinato un massiccio e deliberato superamento dei termini contrattuali coi fornitori, generando in termini di dilazioni e volumi, le criticit che il governo si propone di affrontare.

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2.2 La rassegna del debito


Sicuramente la voce autorevole che, dopo anni di torpore, riporta in auge il tema dei debiti commerciali scaduti della PA, come elemento cruciale nella ripresa nazionale, quella di Gianni Trovati. Il 18 febbraio 2013, in un articolo del Sole 24 Ore, presenta la questione dellinsoluto non finanziario pubblico come un mare da 136,9 miliardi di euro, mutuando a base del proprio lavoro i dati (2010), forniti da Bureau Van Dijk per Comuni e Provincie, e dalla Corte dei Conti per le Regioni. Complici le vicine elezioni (e relative ricette anticrisi), largomento presto salito alla ribalta nel dibattito economico-politico. Il direttore generale di Confindustria Giorgio Squinzi, nellambito di un intervento del 17 marzo a Che tempo che fa, parla di 71 miliardi secondo la valutazione di Banca dItalia. Effettivamente, a pagina 148 della relazione annuale della Banca dItalia per il 2011, si pu trovare una stima secondo la quale alla fine del 2011 lindebitamento commerciale complessivo delle Amministrazioni pubbliche si sia collocato intorno al 5 per cento del PIL; circa un quinto sarebbe stato ceduto a intermediari finanziari. Lincremento delle consistenze rispetto alla fine del 2010 valutabile in circa l8 per cento. Considerato che il Pil nel 2011 stato pari a 1.612,3 miliardi di euro, lindebitamento commerciale complessivo delle PA nel 2011 sarebbe dovuto ammontare a circa 80,6 miliardi di euro. Se consideriamo il documento omologo relativo al 2012, la stima del debito non finanziario ri sulta di poco superiore a 90 miliardi, sostanzialmente stabile rispetto allanno precedente(Banca dItalia, (2013), (http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/

relann/rel12/rel12it/rel_2012.pdf), p.155, consultato il 06.03.2014). In realt laggettivo stabile sarebbe pi opportuno se attribuito al trend di crescita del debito, poich dal 2010 al 2011 ha segnato un +8% e dal 2011 al 2012 circa un +10%. Al di l delle imperfezioni cronologiche, le stime di Via Nazionale soffrono altre lacune che rischiano di sottostimare il fenomeno, spingendoci a includere nella rassegna altre fonti di stima. Nel lontano luglio 2012, nellambito di unaudizione presso le Commissioni, Biagio Mazzotta, capo dell'Ispettorato generale del bilancio della Ragioneria generale dello Stato:

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Nella sostanza il messaggio il seguente: non riusciamo a smaltire tutti i residui. Non ci riusciamo, nel senso che in parte li paghiamo, ma in parte se ne formano, e se ne formano di pi di quelli che si pagano. Rispetto al totale delle spese i residui vengono pagati, una volta formati, il 50 % nel primo anno in cui si sono formati, il 35 % nel secondo e il 10 % nel terzo. Ci vogliono tre o quattro anni mediamente per smaltire i residui. Quello il tasso di smaltimento Commissione V (2012), (http://www.camera.it/leg17/461?stenog=/_dati/leg16/lavori/stencomm/05/indag/rendiconto/201 2/0731&pagina=s010#Mazzotta%20Biagio%203%202), p.10, consultato il 19.12.2013.).

Pertanto esisteva, pi di due anni fa, la consapevolezza di una situazione che si andava aggravando, chiaramente delineata da grafici i cui trend negativi partivano addirittura dal 2001. Tuttavia lunica maniera in cui si intervenuti fino al 2012, quando lart. 35 DL n.1 del 24 gennaio9 ha messo a disposizione le prime risorse specifiche , stato modificare i termini di perenzione dei residui passivi, una sorta di prescrizione che interviene a svuotare i conti del bilancio, per poi riversare i residui perenti10 nel conto del patrimonio, dove si accumulano fino ad avvenuto pagamento. Mazzotta prosegue presentando quella che la situazione dello stock di residui passivi nel rendiconto 2011, lo stesso anno di riferimento della stima riportata per Bankitalia, specificando che la Ragioneria Generale dello Stato per natura pi vicina alle origini dei dati contabili pubblici, di quanto non lo siano altri enti, e denuncia un debito commerciale totale di circa 185 miliardi di euro, di cui circa 95 perenti e i restanti 93-94 correnti. Con il supporto grafico in Figura 2.1, possiamo mostrarne levoluzione negli anni.

convertito, con modificazioni, dalla L. 24 marzo 2012, n.2

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I residui perenti sono crediti commerciali per i quali intervenuto listituto della perenzione. Finch i residui passivi rimangono allinterno del bilancio, si possono pagare in qualsiasi momento, purch si doti il relativo capitolo delle risorse di cassa, mentre una volta che vengono iscritti nel conto del patrimonio e dichiarati perenti, necessario istituire un fondo di riserva. Nel 2007 stata varata la norma che ha portato il termine di conservazione dei residui da 7 a 3 anni, ridotto ulteriormente a 2 anni nel 2011, per effetto dellart. del DL n.98/2011.

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200000 180000 160000 140000 120000 100000 80000 60000 40000 2006 2007 2008 Residui passivi perenti (patrimonio) Totale Residui Passivi Figura 2.1 Stock dei residui passivi iscritti in bilancio e iscritti nel conto del patrimonio (perenti). 2006 2011 (milioni di euro) Fonte: Nostra rielaborazione grafico 12 (Camera dei Deputati (2013), (http://leg16.camera.it/461?stenog=/_dati/leg16/lavori/stencomm/05/indag/rendiconto/2012/0 731&pagina=s020#21n1) , p. 35.) 2009 2010 Residui passivi iscritti in bilancio

E curioso notare un andamento simmetrico e inversamente proporzionale di residui passivi perenti (in blu) e residui passivi iscritti in bilancio (in rosso). Questo dovuto a interventi normativi che hanno modificato il tempo massimo di conservazione nei bilanci per i residui passivi. Nel 2006-2007 si passati da 7 a 3 anni e si pu apprezzare proprio in prossimit di questi anni, il calo dei residui iscritti, proporzionato al rispettivo incremento dei perenti. La situazione si poi mantenuta relativamente stabile fino al 2011, anno nel quale gli anni di conservazione in bilancio dei residui passivi di c/capitale diventano 2, e si registra un incremento ulteriore dellammontare di residui perenti da indirizzare allapposita sezione. Di seguito in Figura 2.2, il documento depositato da Mazzotta, con lo storico dello stock di residui passivi iscritti in bilancio dal 2003 al 2011. Anche in questo caso valgono le considerazioni precedentemente fatte. Si pu inoltre notare come al di fuori di alcuni anni in cui i residui finali sono minori di quelli iniziali a causa della fuoriuscita dei residui perenti dal bilancio, tendenzialmente, si riscontra una costante crescita dei residui finali di anno in anno, indice di pagamenti che sono sistematicamente inferiori agli impegni di spesa.

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Figura 2.2 Residui iniziali, pagamenti in c/residui e residui al 31/12: confronto 2003 2011 (dati in milioni di euro) Fonte: Nostra rielaborazione Tavola 4 (Commissione V (2012), p. 31.)

Lo stesso Mazzotta ammette che s, i residui perenti esistono e sono doppi rispetto ai residui in bilancio, ma un dato che va trattato con le pinze, poich circa un miliardo allanno di scaduto viene cancellato perch non sussistono creditori che ne chiedano il pagamento (Camera dei Deputati (2013), (http://leg16.camera.it/ 461?stenog=/_dati/leg16/lavori/stencomm/05/indag/rendiconto/2012/0731&pagin a=s020#21n1), p.10 e seg.). Anche a fronte del mismatching fra i dati che le pi autorevoli istituzioni dello Stato riescono a fornire, sono evidenti la confusione e limpreparazione alla ribalta mediatica che ha interessato lo scaduto delle PA a primavera 2013, testimoniata dalle stime pi disparate, adottate dalluna o dallaltra testata giornalistica. Curioso

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anche laggiornamento delle stime di Via Nazionale che passano dai 71 miliardi citati da Squinzi ai 91 miliardi del 28 marzo (BdI 2013, Ibidem). Unaltra intervista che ha avuto forte impatto mediatico, pi per la cifra outlier che per limpianto teorico di rilevazione di primordine, stata quella di Emanuele Padovani, professore di Public management allUniversit di Bologna in collaborazione col Bureau Van Dijk, societ specializzata in commercializzazione di informazioni sulle aziende, che gestisce la banca dati dei dati finanziari della Pubblica Amministrazione locale, Aida Pa. Con una tecnica bottomup, quindi non con una stima, ma con una capillare rilevazione dei residui scaduti interni ai bilanci di Comunit montane, Comuni, Provincie, Regioni, lindagine ha generato la cifra cumulativa di 136,9 miliardi di euro. Nella Figura 2.3 rappresentata la distribuzione territoriale e al contempo la segmentazione sulla titolarit del debito rispetto agli aggregati amministrativi di Comuni, Provincie Regioni, secondo la rielaborazione del Sole 24 Ore nellarticolo di Gianni Trovati sui 136,9 miliardi di debito.

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Grafico 2.3 I residui passivi negli enti territoriali. Fonte: G.Trovati, Il Sole 24 Ore, 2013, 18 Febbraio

(*) Dato compreso nel valore della Regione (**)In Valle dAosta non c la provincia

I residui finali della spesa corrente, cio quella destinata al personale o ai servizi, sono pari a 56,9 miliardi di euro, mentre i residui relativi a quella in conto capitale, la spesa che finanzia opere che si protraggono per pi esercizi, quindi gli investimenti, raggiungono circa gli 80 miliardi. La natura di questi residui li porta ad essere meno determinabili: allinterno di quella cifra ci possono essere alcuni miliardi che sono stati impiegati per opere il cui stato di costruzione non ancora tale da motivare la liquidazione delle stesse. Tuttavia non sbagliato considerarli nel computo, poich prima o poi, tranne rare eccezioni, sarebbero diventati residui passivi. Questa la radice della cifra tonda e altisonantedi 150 miliardi che ha solcato numerosi titoli giornalistici. Una delle voci che ha dato pi eco a questa indagine stata la Cgia di Mestre, che stima per il 2011 il dato di 150 miliardi considerando

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laggregato dellindagine sugli enti locali fornita dal Bureau Van Dijk, pi una quota residuale di debito ascrivibile genericamente allamministrazione centrale o alle partecipate pubbliche. Il segretario della Cgia Mestre, Giuseppe Bortolussi apre cos il suo comunicato stampa: Qualsiasi Paese civile dovrebbe conoscere lammontare dei propri debiti nei confronti dei creditori (Cgia Mestre (2013),

(http://www.cgiamestre.com/2013/03/pagamenti-quanti-debiti-ha-la-stato/), consultato il 19.12.2013). E Eurostat la prima a contraddire, almeno parzialmente Bortoluss i, nella prima rassegna mai realizzata dei debiti commerciali in Europa. Il confronto, pubblicato nellOttobre 2012 e riferito agli anni 2008 2011, vede lItalia col peggior risultato11 in termini di crediti commerciali (in rapporto sul Pil). Nonostante un dato Istat di 67 miliardi, (sottostimato e sucessivamente corretto poich non teneva conto della parte in c/capitale), abbiamo incassato linvito del Vice Presidente della Commissione Europea Olli Rehn ad aumentare il commitment del nostro Paese per la liquidazione dello stock di scaduto delle PA (European Commission, (2013), (http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-13-317_en.htm), consultato il

20.12.2013). Tabella 2 riporta la raccolta pubblicata da Eurostat rispetto ai debiti commerciali rilevati nei singoli Stati Membri.

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In Appendice (B) il grafico a istogramma con Debito/PIl sui vari Stati Membri.

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Tabella 2 Stock di debito commerciale dichiarato dai 27 Stati membri. Fonte: Eurostat (2013), (http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/government _finance_statistics/documents/Note_on_AF.71L-Oct_2013.pdf), consultato il 06.03.2014.

Il dato pi interessante per, contenuto nelle note della tabella pubblicata da Eurostat, riportate in Figura 2.4.

Figura 2.4 La nota sui crediti commerciali elencati per Stato membro, pubblicata per la prima volta nellOttobre 2012. Fonte: sito Eurostat, http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/ portal/government_finance_statistics/documents/Note_on_AF.71L-Oct_2012.pdf

Per circa la met dei Paesi della survey, Italia compresa, i dati forniti al centro statistico europeo sono frutto di stime, serie storiche portate a nuovo, provvisori o

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comunque incompleti. Addirittura in Paesi come Austria e Germania, i dati non sono disponibili e si stanno sviluppando gli strumenti di misurazione. Emerge quindi, anche a livello europeo un generale spiazzamento rispetto questa complessa tematica, implicando un ruolo assolutamente primario delle scelte metodologie di stima o di calcolo del debito commerciale.Poich sulle misurazioni quantitative dellaggregato di debito che saranno costruti i provvedimenti legislativi e contabili atti a contrastarlo, evidente che rilevare un dato inesatto equivale a non avere alcuna informazione, se non addirittura fuorviante. Esistono due macroprospettive danalisi (Padovani (2013), (http://www.dexiacrediop.it/SITE_BINARY_DATA/00090000001005006.pdf), consultato il

28.01.2014.): la prima extramoenia prevede di calcolare i debiti scaduti della PA dallesterno, con indagini allinterno dei bilanci dei fornitori, mentre la seconda, intramoenia, approccia i residui passivi dallinterno della contabilit pubblica.Esse sono soggette a diversi pregi e difetti, e la natura della metodologia dindagine influenza significativamente il risultato. Per questo nei prossimi paragrafi saranno presentate e confrontate due rilevazioni del caso italiano per lanno 2011, differenti in termini di origine metodologica e risultati ottenuti.

2.2.1 Un approccio esterno. In contrasto con un'esauriente rassegna del debito delle amministrazioni locali di Bankitalia (Supplemento al bollettino statistico, n. 55, 31 ottobre 2013), singolare la specificazione nella nota metodologica del documento, dellesclusione del debito commerciale dal computo del debito degli enti locali (BdI, 2013,

(http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimfpr/sb55_13/suppl_55_13.pdf) consultato il 10.03.2014). Emblematica dellimpasse nellaffrontare questa nuova problematica e dellopacit dei bilanci pubblici, lapparente difficolt per gli organismi preposti di identifica re le componenti e stimare le dimensioni dei ritardati pagamenti della PA in Italia. Nella Relazione Annuale del 31 maggio 2013, relativa allanno 2012, la Banca dItalia ha riportato una stima complessiva del debito commerciale in Italia, calcolato in pi

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di 90 miliardi di euro. Pur mantenendo rigore scientifico e con tutte le premesse del caso, questa ricerca presenta fonti che potrebbero definirsi residuali. Lo stesso ente di via Nazionale la definisce una soluzione di ripiego *+ rispetto alla raccol ta diretta delle informazioni sulle passivit commerciali di ciascun ente pubblico. Infatti, nella valutazione sono inclusi sia i debiti commerciali rilevati nei bilanci delle imprese12, sia quelli ceduti con clausola pro soluto agli intermediari finanziari, cercando appunto in via residuale, le risposte che i bilanci degli enti non sono in grado di fornire (BdI, (2013), (http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/

relann/rel12/rel12it/rel_2012.pdf), p.155 e seg.) Senza soffermarsi ulteriormente sullattuale inadeguatezza dei bilanci nel valutare le proprie voci, la cifra stimata dalla Banca dItalia a meritare ulteriore attenzione, per capire cosa comprenda, a che periodo faccia riferimento e quanto sia affidabile. Mentre i crediti ceduti agli intermediari con formula pro soluto13, vengono contabilizzati come debito pubblico ai sensi di una decisione dellEurostat del 31 luglio 2012, e rilevati dalla Centrale dei Rischi, i debiti commerciali scaduti nei bilanci delle imprese (inclusivi di quelli ceduti a intermediari con clausola pro solvendo), vengono stimati applicando il rapporto tra crediti e fatturato verso le Amministrazioni pubbliche dichiarato da un campione di imprese, alla spesa complessiva sostenuta dalle Amministrazioni pubbliche.

Crediti verso la PA

* Spesa complessiva della PA = Totale dei crediti insoluti

___________________________________________________________________

Fatturato verso la PA

Il campione dellanalisi Invind alla base del primo rapporto, mentre la spesa complessiva approssimata con un aggregato che somma le spese per consumi intermedi, prestazioni sociali in natura e investimenti. I dati campionari cui BdI fa
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Il riferimento a indagini campionarie con imprese con almeno 20 addetti sia nei settori industriali e dei servizi privati non finanziari (indagine Invind), sia delle costruzioni.
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La clausola pro soluto implica che durante operazioni di factoring nelle quali i crediti vengono acquistati da intermediari creditizi, questi rinuncino al diritto di rivalsa sul cedente nel caso di inadempimento del debitore. Al contrario, con clausola pro solvendo, permane in capo agli intermediari creditizi il diritto di rifarsi sullimpresa cedente, nel caso la PA venga meno alla propria obbligazione.

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riferimento sono stati raccolti nella primavera del 2012 e si riferiscono al periodo 2011 per le imprese industriali e dei servizi con almeno 20 addetti. Il campione risultato composto da 2.936 imprese dellindustria in senso stretto (di cui 2.779 della manifattura), da 1.184 imprese dei servizi privati non finanziari e da 502 imprese del settore delle costruzioni, pari rispettivamente all8,5, al 3,6 e al 5,9 per cento del totale delle imprese delle popolazioni di riferimento. Ulteriori punti di forza per questanalisi sono la consistenza della popolazione di riferimento poich le imprese con oltre 20 addetti incidono significativamente sulleconomia nazionale, e la possibilit di distinguere tra i principali sotto -settori delle Amministrazioni pubbliche. Di seguito, in Tabella 3, un prospetto dellincidenza del campione Invind.
(valori percentuali) (%) Industria in senso stretto Di cui: Manifattura Servizi privati non finanziari Occupazione dipendente 70,5 69,3 59,2 Fatturato 80,7 79,0 54,2 Investimenti 72,7 69,1 52,0

Costruzioni

32,0

41,0

38,5

Tabella 3 Incidenza delle imprese con 20 addetti e oltre sul totale dellec onomia. Fonte: Supplementi al Bollettino Statistico - Indagine sulle imprese industriali e dei servizi,26 Luglio 2012, n.38, http://www.bancaditalia.it/statistiche/indcamp/indimpser/boll_stat/sb38_12/suppl_38_12.pdf

A fronte di praticit di utilizzo ed economicit, esistono anche criticit che un sistema basato su campioni e stime deve scontare. Lindagine della Banca dItalia, infatti, non rileva n imprese al di sotto dei 20 addetti, n quelle operanti nei servizi sociali e sanitari, che intrattengono scambi intensi con le amministrazioni pubbliche (Camera dei Deputati (2013), (http://www.bancaditalia.it/interventi/altri_int/ 2013/franco_280313.pdf), consultato il 03.12.2013). 2.2.2 Un approccio interno. La metodologia alla base del valore di 136,9 miliardi interna al confine della Pubblica Amministrazione e consta nella raccolta dei dati disponibili in maniera sistematica e puntuale, quindi nella sommatoria degli stessi per generare un aggregato totale.

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Il dato di partenza rappresentato dal concetto di residuo passivo, ossia dalle somme impegnate, secondo le modalit statuite nel primo comma dellarticolo 183 (Tuel), e non pagate entro il termine dellesercizio (Farneti 2004, p.106). In realt la spesa non si compone solo di impegno di spesa e pagamento, ma conta, a valle della fase di previsione, ben due altre fasi intermedie: liquidazione e ordinazione. Mentre ai fini della nostra rilevazione, trattando in prevalenza dati secondari, piuttosto superfluo considerare tutte le fasi di spesa, esse diventano fondamentali nel capire quando e per responsabilit di chi, si originano i residui passivi nelle amministrazioni. Una volta che una stata perfezionata lobbligazione giuridica mediante un atto di impegno, lo stesso responsabile del servizio titolare della spesa, si applica in un secondo controllo formale di conformit degli atti e delle prestazioni acquistate, atto che prende il nome di Liquidazione e determina la somma certa e liquida da pagare al creditore. Interviene quindi una fase intermedia chiamata Ordinazione, poich include lordine al tesoriere dellente di procedere alla predisposizione del mandato di pagamento corredato di tutte le voci a termini di legge (art.185 Tuel). Solo nellultima fase, quella del Pagamento, il tesoriere eroga la somma dovuta al creditore, che ne accerta la regolarit e provvede ad emettere quietanza (Farneti 2004). Prima di procedere con le rilevazioni empiriche del capitolo, riteniamo utile aprire uno spunto di riflessione sulle procedure contabili appena esposte. Si noti come il cursus della spesa per passare da impegno a effettivo pagamento, includa svariati attori e fasi critiche come quella di Liquidazione, individuando possibili matrici di rallentamento per i pagamenti e i conseguenti accumuli di residui. Proprio alla ricerca del valore totale dei residui, Bureau Van Dijk e Corte dei Conti hanno raccolto le informazioni disponibili sui bilanci pubblici: il primo per Comuni e Provincie con Aida PA, la banca dati dedicata alle pubbliche amministrazioni, la seconda per le Regioni, che integrano la Sanit. Una volta raggruppati ed elaborati, questi dati si prestano a molteplici interpretazioni. Con una rilevazione puntuale infatti possibile non solo calcolare un aggregato totale, ma soprattutto filtrare i dati secondo criteri come la posizione geografica o la dimensione dellente di riferimento, generando pi di una fotografia sulla situazione dello scaduto delle PA nel Paese.

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E un sistema inclusivo poich eccetto i debiti fuori bilancio, il rendiconto pubblico dovrebbe contenere tutte le passivit dellente e la fonte dinformazione primaria e non filtrata dalla contabilit delle imprese. Sicuramente pi gravoso in termini di tempistiche e costo, il metodo di rilevazione interno si presta ad un vizio di funzionamento potenzialmente grave. Essendo per definizione legata alle risultanze dei bilanci pubblici, una rilevazione con approccio interno, mutua la propria qualit dalla qualit stessa del rendiconto cui fa riferimento. Nonostante un impianto metodologico e una versatilit dutilizzo migliore, lapplicazione di questo tipo di rilevazione non pu prescindere da un controllo di veridicit a monte. E lintento mostrato dal legislatore con lenforcement sullistituto della certificazione prodotto col DL 35/2013. Tuttavia non escluso che si debba andare ancora pi indietro nella produzione della contabilit e rivoluzionare la tecnica contabile stessa, inespressiva dello stress dei conti pubblici prima, e colpevole della scarsa implementazione della certificazione poi.

2.2.3 Il confronto fra le statistiche disponibili: possibile una sintesi? Nellambito dei ritardi di pagamento spesso citato il caso spagnolo come esempio di sanatoria di residui passivi accumulati nei bilanci pubblici. La Corte dei Conti nel Rapporto 2013 sul coordinamento di finanza pubblica argomenta come linapplicabilit di un analogo intervento in Italia, sia cau sata dallassenza di una sistematica e organizzata documentazione sui crediti dei propri fornitori e sulle fatture associate: Una grave carenza di rendicontazione che preclude, al momento, la rilevazione quantitativa puntuale dei debiti maturati dalle amministrazioni pubbliche, le opportune classificazioni dei crediti commerciali per data, per tipologia, per importo o settore produttivo e che, conseguentemente, rende pi difficile organizzare, intorno a criteri selettivi razionali, le graduatorie di accesso alle risorse disponibili per la liquidazione dei crediti maturati dalle imprese (Corte dei Conti-Sezioni Riunite (2013), (http://www.corteconti.it/_documenti/ controllo/sezioni_riunite/sezioni_riunite_in_sede_di_controllo/2013/28_maggio_2 013_rapporto_2013_finanza_pubblica.pdf), p.78, consultato il 10.03.2014).

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Questo autorevole statement sullo stato dellarte, implica che il pi rigoroso approccio metodologico alla rilevazione, possa rivelarsi comunque impreciso, quando i dati raccolti sono mancanti, eterogenei, imprecisi. Accettata questa condizione come data nel breve periodo, comunque possibile con un atteggiamento costruttivo, proporre un confronto fra gli esiti dei due diversi sistemi di rilevazione del debito, investigando soprattutto sui fattori che possono spiegarne la varianza. Poich la stima BdI, nonostante per ammissione dello stesso ente, sia una soluzione d ripiego, presa in forte considerazione da stampa e operatori del settore, importante valutare che peso ha avuto produrre una stima, piuttosto che una rilevazione puntuale. Per propria natura una stima si basa su un campione, ed proprio nel campione di imprese (Invind) scelto da BdI che pesano alcune esclusioni; lindagine, comprendente le imprese campione che hanno comunicato il proprio credito verso le PA, coinvolge solo aziende con pi di venti dipendenti. Nonostante un peso significativo sulla popolazione di riferimento (vedi Tab.3), il campione rischia di essere scarsamente rappresentativo in un Paese nel quale le microimprese con meno di dieci dipendenti sono 4,3 milioni e rappresentano il 95% del totale, occupando il 47% degli addetti (Istat, 2009,

(http://www.istat.it/it/files/2011/06/Report.pdf), consultato il 03.01.2014). Inoltre, se vero che le imprese fornitrici di amministrazioni pubbliche hanno vantaggio ad essere di grosse dimensioni per sfruttare le economie di scala e offrire prezzi vantaggiosi in sede di gare dappalto, per lo stesso motivo sono le uniche a godere del potere contrattuale sufficiente per sollecitare i pagamenti e concordare i tempi. Tutto il resto delluniverso di piccole e medie imprese invece, si confronta in primis con la necessit di sottostare alle condizioni dellente appaltante, e in secundis, a causa di una dotazione di capitale fisiologicamente pi bassa, a fronteggiare conseguenze potenzialmente fatali nel caso di pagamenti ritardati. Nellindagine sullentit del differenziale, inoltre impossibile non fare riferimento alla questione sanitaria. Come detto, il campione dimprese utilizzato dalla Banca dItalia per la sua indagine non comprende, fra gli altri, imprese operanti nei servizi sociali e sanitari. Se confrontiamo questo dato con la stima - rilevata dalla stessa Banca dItalia (Tab.4) - per cui stabilmente circa il 50% del credito commerciale nei

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bilanci delle imprese vantato verso Regioni e ASL, risulta che: 1) Nella stima totale non sono computati tutti quei crediti imputabili a crediti di core business nella Sanit, quali forniture biomedicali, servizi ad hoc e tutti quei beni o servizi erogati da imprese del settore. 2)Data lincidenza nazionale del debito commerciale delle ASL presumibile che lintegrazione di uneventuale stima del punto 1) riveda di molto al rialzo la stima totale.
(miliardi di euro) 2010 Totale (a) + (b) di cui: regioni e ASL Iscritti nei bilanci delle 84 41 74 37 di cui: Regioni e ASL Ceduti pro soluto a 10 4 di cui: Regioni e ASL 11 4 11 4 100 41 100 39 100 38 0,6 0,3 0,7 0,3 0,7 0,3 2011 91 44 80 40 2012 (quote percentuali) (%) 2010 100 48 100 49 2011 100 48 100 50 2012 (in % del PIL) 2010 5,4 2,6 4,8 2,4 2011 5,8 2,8 5,1 2,5 2012

imprese (a)

intermediari finanziari (b)

Tabella 4 Stima del totale dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche. Fonte: Audizione in merito allesame della Relazione al Parlamento28 marzo 2013, Testimonianza del direttore Daniele Franco (tavola 3), http://www.bancaditalia.it/interventi/altri_int/2013/franco_280313.pdf

Queste direttrici di critica erano gi state prese da Giuseppe Bortolussi, Presidente di Cgia di Mestre, quando a fine estate 2013 commentava cos la stima di via Nazionale:
I dati della Banca dItalia si riferiscono ad una indagine campionaria riferita al 31 -122011, ovvero realizzata pi di un anno e mezzo fa nella quale non sono comprese le aziende con meno di 20 addetti che, ricordo, costituiscono il 98% del totale delle imprese italiane. In questa ricerca, inoltre, non sono state coinvolte le imprese che operano nei settori della Sanit e dei servizi sociali che, storicamente, sono quelli dove si annidano i ritardi di pagamento pi eclatanti. Alla luce di questi elementi, riteniamo che lammontare dei debiti scaduti stimato dalla Banca dItalia sia sottodimensionato di circa 30 miliardi di euro (Cgia Mestre (2013), (www.cgiamestre.com/2013/07/debiti-pa-lultimo-fornitore-ricevera-i-soldi-afine-2018/), consultato il 10.01.2014).

54

Sempre di una stima si tratta, ma probabile che essa spieghi gran parte del differenziale fra i due approcci di rilevazione, stringendoli in un range relativamente accettabile per fare ipotesi sullo stock di debiti commerciali scaduti. A sintesi di quanto detto, Figura 3. raccoglie il dato quantitativo dei due lavori (colore nero), mettendo in risalto il differenziale fra la rilevazione BvD e la stima di Bankitalia. Questultima integrata con un secondo aggregato (in grigio), che rappresenta la stima di Cgia Mestre di circa 30 miliardi per portare a nuovo il dato di via Nazionale. Si noti come il valore ottenuto (121 miliardi di euro) sia relativamente molto pi compatibile con la rilevazione puntuale esterna, avvalorandone quindi la consistenza.

Un confronto grafico
Stock debiti commerciali Stima Cgia Debiti Commerciali Partecipate

BvD Rilevazione "Esterna"

137mld

BdI Stima "Interna"

91mld

30mld

Figura 2.5 Rappresentazione grafica del confronto fra due diversi modelli di rilevazione e stima del debito commerciale italiano. Fonte: Nostra elaborazione.

Esiste per un macro-tema che esula da entrambe le rassegne sul debito, perch in qualche maniera esterno sia allente pubblico che allimpresa privata, in quanto ibrido intermedio: le partecipate pubbliche, graficamente presentate come solidi sfumati, che espandono indefinitamente lo stock di debito oltre le rilevazioni disponibili. Come anticipato nel Capitolo 1 infatti (Par. 1.1.4), esiste un settore pubblico allargato, un universo di societ che vedono nel proprio capitale sociale la partecipazione di amministrazioni pubbliche locali e centrali.

55

La quota di debito da ricondurre alla contabilit delle partecipate (anche in Figura 2.5) un aggregato che compartecipa ad aggravare le stime dello stock di debiti commerciali, ma indefinito poich esterno al bilancio pubblico. Data lampiezza del fenomeno e il potenziale ruolo che potr giocare nella determinazione del debito commerciale opportuno trattare la questione delle partecipate in un paragrafo dedicato.

56

2.3 La questione delle partecipate


Riprendendo brevemente il paragrafo 1.1.4, levoluzione normativa degli organismi partecipati dagli Enti locali si caratterizza per limposizione di vincoli sempre pi stringenti al fenomeno della esternalizzazione dei servizi pubblici locali e delle funzioni strumentali alle attivit istituzionali delle Amministrazioni locali. Questa fase sembra essere la naturale riparazione ad una recente fase storica nella quale le esternalizzazioni si sono moltiplicate, anche in base al comune sentimento che azienda o societ, anche se emanazione diretta degli enti pubblici, fossero sinonimo di modernit ed efficienza. Almeno fino al 2006 il Patto di stabilit interno sembrava costruito apposta per ingigantire il fenomeno, che permetteva di far uscire dal bilancio dell'ente spese e assunzioni in slalom rispetto ai vincoli di finanza pubblica. (Trovati, (2013), (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/201309-21/babele-partecipate-082105.shtml?uuid=AbbdPCZI), consultato il 29.01.2014). Assistiamo quindi ad un riadeguamento coatto delle partecipate alle condizioni del pubblico, una pubblicizzazione(Corte dei Conti, (2013),

(http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_auto nomie/2013/delibera_21_2013_sezaut_frg_relazione.pdf), p.296) Si contano 5.521 organismi partecipati diretti, dei quali il 28% costituito da S.r.l., il 26% da S.p.A. e il 17% da consorzi. Gli OO.PP. in attivit rappresentano il 90,5%, mentre la parte residua composta da organismi cessati (1,6%), inattivi (0,2%) e in liquidazione (7,8%). Peculiare anche il dato che emerge dai questionari raccolti presso gli enti locali: il 95% dei Comuni che hanno comunicato OO.PP. ha una popolazione inferiore ai 30.000 abitanti (il 65% dei Comuni ha meno di 5.000 abitanti).14Nonostante un saldo impianto di rilevazione e una certa autorevolezza istituzionale, i dati della Corte dei Conti deviano dal nostro interesse verso limpatto delle societ partecipate, a causa del focus pi orientato agli enti locali di riferimento. A causa delleterogeneit delle forme giuridiche e delle concatenazioni di partecipazioni azionarie, il numero di organi partecipati operant i in Italia tuttaltro
14

Si rimanda allAppendice (C ) per la Tab. 3/OO.PP. ripresa dallanalisi di Corte dei Conti, relativa alla composizione degli enti rispondenti

57

che chiaro e condiviso. C chi parla di 12.000 societ nei primi tre livelli di partecipazione (Farneti (2011), p.786); tuttavia per fornire una panoramica pi accurata della situazione, forse pi opportuno prendere in considerazione unanalisi parziale ma empirica e dettagliata, come quella inserita allinterno del venticinquesimo rapporto Eurispes per il 2013, a cura di Eurispes e Bureau van Dijk. Questo studio prende in considerazione le societ di capitale (spa o srl) a partecipazione pubblica, con un particolare focus sulle societ a partecipazione pubblica locale di amministrazioni comunali e provinciali: ununit di analisi ridotta ma ben definita e consistente poich include almeno il 54% (26% Srl + 28% Spa) degli OO.PP. rilevati dalla CdC nella propria banca dati. Le fonti sono rappresentate dalle banche dati Bureau van Dijk della suite AIDA, in particolare le seguenti tre origini: aida, aida pa, aida spl. In aggiunta sono state considerate le societ a partecipazione diretta ente pubblico che possiede le quote di partecipazione o indiretta ente pubblico che possiede quote di partecipazione tramite una societ partecipata o una concatenazione di societ partecipate dei seguenti azionisti:
amministrazioni pubbliche centrali: Stato ANAS enti di previdenza Equitalia amministrazioni pubbliche decentrate: amministrazioni comunali province regioni e province autonome enti dipendenti dalle regioni ASL, ospedali e IRCSS comunit monante e altre unioni di EE.LL. CCIAA universit autorit e enti portuali parchi nazionali

(Padovani, (2013), (http://www.dexia-crediop.it/SITE_BINARY_DATA/00090000001005006.pdf), consultato il 28.01.2014.

Sono state prese in analisi solo le societ nelle quali la partecipazione pubblica sia almeno il 20% del capitale sociale, per evitare luniverso di realt con apporti minimi di capitale pubblico.

58

Delle variabili indagate dallo studio, le pi interessanti al fine di inferire sul peso delle partecipate sono quelle di Numerosit, Capitale investito, Redditivit operativa. Trattando le societ dello studio come un campione rappresentativo della popolazione delle partecipate pubbliche, le variabili citate serviranno rispettivamente per riportarne il numero e la diffusione geografica, per valutarne il giro daffari e per fornire un indice di competitivit di questa particolare fattispecie societaria. Numerosit. Come evidenziato in Fig. 2.6, dallanalisi risultano 4.686 societ, partecipate ad almeno il 20% da capitale pubblico, delle quali 2.850 sono

partecipate con patrimonio pubblico comunale e 698 col patrimonio pubblico provinciale15. Pur non essendo un valore rappresentativo di tutte le realt partecipate italiane, questo dato ci fornisce un campione molto consistente e definito con chiarezza, sul quale sono disponibili informazioni di indotto e performance. In Figura 2.7, un confronto Figura 2.6 quantitativo fra partecipate per Regione.
Numerosit delle societ a partecipaz. pubblica (>20%) nelle diverse Regioni Fonte: Dati BVD - EURISPES

15

Nel prosieguo dellanalisi si tenga conto del fatto le partecipate pubbliche appartenenti alle categorie Comuni e Provincie non sono a s stanti ma fattispecie integranti della categoria Stato che le comprende.

59

Figura 2.7 Confronto Numerosit partecipate: Stato Comuni Provincie Fonte: Elaborazione dati BVD - EURISPES

Capitale investito. Il capitale investito identifica le

dimensioni aziendali in termini di valore del capitale aziendale

complessivo (immobili di propriet, attrezzature, investimenti azionari,

crediti, rimanenze, liquidit, etc.) ed rilevato allinterno del bilancio, come totale (Padovani, dellattivo 2013) . patrimoniale Anche se

fortemente correlato col grado di intensit del capitale nel business specifico, esso costituisce un buon indicatore di dimensione aziendale, offrendo una panoramica del capitale
Figura 2.8 Capitale investito delle societ a partecipaz. pubblica (>20%) nelle diverse Regioni Fonte: Dati BVD - EURISPES

in gioco nel settore. Un dato di immediata rilevanza che

emerge da Fig.2.8 un totale di capitale investito pari a 832 miliardi di euro, circa il 40% del PIL. E inoltre possibile apprezzare come limpatto delle partecipate da

60

Comuni (in rosso) e Provincie (in blu), sia piuttosto marginale rispetto allaggregato totale(in nero). Una plausibile spiegazione di questo gap risiede nellaggregato territoriale residuo: le Regioni e i rispettivi sistemi sanitari. Fa eccezione il caso del Lazio che assimila quasi il 75% del capitale investito totale, in gran parte grazie ad enti e agenzie dincidenza nazionale con sede legale in Roma. Redditivit operativa. Indica la redditivit e l'efficienza economica della gestione caratteristica a prescindere dalle fonti utilizzate: esprime, cio, quanto rende il capitale investito in quell'azienda. Come indice per la rilevazione stato utilizzato il ROI (Return On Investments), una misura sintetica di quanto la gestione del core business valorizzi linvestimento di capitale. Si calcola rapportando il reddito operativo, calcolato come la differenza fra valore della produzione e costi della produzione, al capitale investito operativo, cio il totale degli impieghi caratteristici al netto degli ammortamenti e degli accantonamenti. Il ROI rientra fra gli indicatori di performance pi importanti per unimpresa, poich non solo termometro della buona salute di funzionamento di unimpresa, ma soprattutto perch viene confrontato col tasso di costo del danaro per valutare la profittabilit di raccogliere e investire capitali in prestito. Mentre nel settore privato si auspica un alto valore di ROI a segno di un buon ritorno finanziario, nel pubblico forte linflusso del tipo di ambito operativo. Nei settori aperti al mercato libero come lenergia, le dinamiche del ROI si conformano a quelle del privato, mentre nei settori inerenti a beni pubblici non profit come la salute, la cultura, linformazione, un alto ROI potrebbe essere spia di un ingiustificato ed eccessivo prelievo fiscale verso i contribuenti, tendendo a zero quando una corretta gestione ha coperto i costi di gestione. Tuttavia c da tenere in considerazione che valori negativi di ROI testimoniano lincapacit di bilanciare le risorse consumate (costi) con quelle introitate (proventi da tariffe ed eventuali contributi pubblici), determinando una performance negativa e lincapacit per la societ di rendersi economicamente sostenibile nel lungo periodo.

61

Conseguentemente dinteresse partecipate, pubblico,

particolarmente il ROI delle del

valutare costole nate e col

aziendali nobile

intento

dellefficienza

della

sostenibilit

economica, valutando la differenza di punteggio fra aggregati territoriali. La Figura 2.9 fornisce una rassegna della redditivit operativa media delle

partecipate. Ponendosi trasversalmente ai settori daffari, permette di classificare spaccati regionali di performance delle partecipate pubbliche, allinterno dei quali possibile discernere lapporto specifico di partecipate comunali e Figura 2.9 Redditivit operativa media delle
nelle diverse regioni.
Fonte: Dati BVD - EURISPES

provinciali (fondamentale ricordare che il societ a partecipazione pubblica (>20%) dato per Comuni e Provincie sempre incluso nella voce Stato). I valori medi sono complessivamente negativi e a livello aggregato emerge il dato fortemente sotto la media delle partecipate provinciali. La situazione di queste ultime caratterizzata dalla presenza di forti outliers come il Piemonte che segna 27,45%. Questo in termini pratici traducibile come la perdita media di quasi il 30% del proprio investimento su una delle 54 partecipate provinciali piemontesi. Naturalmente un basso numero di partecipate acuisce limpatto di un ipotetico elemento in crisi, come nel caso dellUmbria.

62

E tuttavia innegabile un difetto di efficienza diffuso, graficamente illustrato in Figura 2.10.

Figura 2.10 Confronto Redditivit operativa media: Stato Comuni Provincie


Fonte: Elaborazione dati BVD - EURISPES

Da un primo confronto geografico emerge come a fronte di una situazione tuttaltro che positiva ma eterogenea nelle Regioni del Nord e del Centro, nellarea Sud persista una serie di indici di redditivit sistematicamente negativi. In secondo luogo si denota una maggiore tenuta delle partecipate comunali, che in alcuni casi si rivelano addirittura in controtendenza rispetto alle provinciali (worst in class) e alla media delle partecipate pubbliche in generale(Stato). Una volta definite le caratteristiche principali del soggetto danalisi, possibile approfondire la ricerca entrando nel merito del taglio di questo lavoro: i pagamenti delle partecipate pubbliche. Stante la scarsit di informazioni a riguardo, vitale lapporto conoscitivo del Primo Rapporto Cerved sui pagamenti di PA, Partecipate e Fornitori. Per gestire una tematica tanto particolare come i pagamenti, il campione danalisi si definisce nellincrocio fra due banche dati, Cerved PA e Payline. Lintersezione delle 14 mila partecipate pubbliche fino al terzo livello, mappate in Cerved PA, con le 382 mila

63

fatture scadute a giugno 2013 gestite da Payline, ha generato un campione danalisi di 58 mila fatture verso 1.700 partecipate, per un valore di 160 milioni di euro Cerved (2013),

(http://www.cervedgroup.com/documents/10156/105548/cerved_PAPF1_13.pdf), consultato il 16.12.2014. Le statistiche elaborate indicano che le partecipate pubbliche non hanno saldato in media il 37% delle fatture scadute a giugno, con un dato in leggero miglioramento rispetto al corrispettivo del secondo trimestre 2012, ma pagando uno scarto sempre troppo alto dalle imprese private che non hanno saldato mediamente il 21% delle fatture.

Figura 2.11 Diffusione geografica dello scaduto delle partecipate Fonte: Osservatorio Cerved, 2013,p. 8

In una segmentazione geografica del ritardo (Fig.2.11), si riscontra come le partecipate del Nord Est siano comparabili al totale delle imprese, mentre per quelle con sede nel Mezzogiorno, la situazione dello scaduto gravissima. Sicuramente una situazione in cui otto fatture su dieci non trovano liquidazione entro la scadenza ha un forte peso sul dato nazionale e costituisce una pericolosa zavorra per leconomia locale.

64

In una segmentazione per tipo di partecipazione emerge un dato molto significativo e meritevole di ulteriori analisi. In Fig. 2.12 in rilievo la pessima performance di imprese partecipate da Regioni e autonomie locali, in termini di fatture non pagate sullo scaduto. Mentre comunali e provinciali segnano rispettivamente una percentuale di fatture non liquidato del 36,1% e del 19,6%, le partecipate

regionali non hanno pagato addirittura l82,2% dello scaduto a giugno, con un forte peggioramento

rispetto al dato 2012. Una possibile spiegazione a


Figura 2.12 Pagamenti dello scaduto per ente controllante F onte: Osservatorio Cerved, 2013, p. 8

questa situazione peculiare di stress finanziario

riconducibile allaggregato amministrativo regionale, da ricercarsi in una sezione dellanalisi Cerved dedicata allo studio dei pagamenti di fattura per settore doperazione. Dal campione analizzato sembra che il gap di fatture non saldate si concentri in un settore outlier in particolare: nellambito dei servizi non finanziari, settore che comprende la Sanit, sono scadute e non saldate il 68% delle fatture, il 62% in termini di valore, contro percentuali del 16% e del 24% nel resto delle imprese (Cerved (2013),

(http://www.cervedgroup.com/documents/10156/105548/cerved_PAPF1_13.pdf), p.9). Se a seguito di una panoramica sullo stato di salute delle partecipate si vuole capire come esse performino in termini di tempi di pagamento rispetto al privato o alla pubblico, la strutturazione del campione Cerved che raccoglie anche informazioni dalla PA e dai suoi fornitori consente un confronto dei tempi e dei ritardi di pagamento. In Figura 2.13 il triste primato delle partecipate pubbliche in termini di dilazioni dei pagamenti.

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Figura 2.13. Confronto pubblico privato dei tempi di pagamento Fonte: Osservatorio Cerved, 2013, p. 4

Nel secondo trimestre hanno pagato i fornitori in media in 130,8 giorni, 24 in pi rispetto allo stesso periodo dellanno precedente. Ha inciso un forte incremento dei ritardi che sono passati da 37,7 a 62,4 giorni, a fronte di livelli pressoch immutati di termini concordati. Sempre in termini di ritardi da segnalare il caso della categoria delle grandi partecipate (fatturato > 50 milioni di euro) che toccano quota 150 giorni come tempo medio di pagamento, con un ritardo di 78 giorni rispetto ai termini contrattuali, pi che triplo rispetto al ritardo delle corrispettive grandi imprese private. Per quanto frutto di diversi campioni di studio e differenti variabili analizzate, i due studi presentati in questo paragrafo sembrano dare testimonianza di una situazione piuttosto complessa nel settore delle partecipate pubbliche. Coesistono entrambi gli elementi (un grosso giro daffari e una performance mediamente negativa) per candidarsi ad essere una grossa minaccia per le amministrazioni controllanti, soprattutto nel caso queste abbiano lonere di ripianare il debito delle imprese partecipate. Solo 150 sugli 832 miliardi di euro del capitale investito nelle partecipate sono di competenza di aziende comunali e provinciali, le uniche di cui abbiamo dati cos accurati. Proprio grazie a questi stessi dati sappiamo anche che le aziende partecipate da Comuni e Provincie scontano mediamente una cattiva performance in termini di redditivit, esponendo il capitale investito a un rischio tangibile di svalutazione. Ha senso concentrarsi sulla dimensione locale decentrata per approcciare il problema delle partecipate, perch la relativa reperibilit delle

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informazioni e la permeabilit del processo di decision making, consentono di operare in maniera pi diretta sul problema e testare le possibili soluzioni. E evidente la presenza di un quarto forte catalizzatore di partecipazioni, oltre Comuni, Provincie e Regioni: lamministrazione centrale, che partecipa in grandissime aziende nazionali, meno numerose delle omologhe locali, ma

dimensionalmente preponderanti nello spiegare lo scostamento registrato sulle tre variabili fra la categoria aggregata Stato e le fattispecie Comuni e Provincie. A questo proposito da notare la correlazione fra scarsa informazione e livello amministrativo. Mentre gli studi su Comuni e Provincie muovono i primi passi basando i propri dati su dati primari forniti dalle amministrazioni stesse, entrando nellambito delle grandi realt nazionali come la Sanit, afferente alle Regioni, o la pletora di partecipate nazionali dalla grande cubatura, di competenza dellamministrazione centrale, i confini si fanno confusi e le informazioni sono carenti o frutto di stime residuali. Sicuramente rendicontare sul macro pi difficile che farlo sul livello micro locale, per fattualmente, al crescere degli interessi in gioco, diminuiscono la trasparenza e conseguente opportunit di gestione dei fenomeni.

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2.4 tempi e ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione.


Una volta trattata la parte quantitativa in termini di stock di residui passivi scaduti, cruciale offrire anche una panoramica dei ritardi accumulati dai pagamenti pubblici rispetto alle scadenze prefissate. La quantit di ritardo pu essere intesa come indice di disordine amministrativo e inefficienza della Pubblica Amministrazione, cos come direttamente

proporzionale alla sofferenza di liquidit inflitta alle imprese. Infatti, pi si protraggono le dilazioni di pagamento della PA, pi limpresa creditrice erode liquidit per far fronte alle proprie obbligazioni non rimandabili, ricorrendo anche al debito. Proprio come nella stima della quantit di debito commerciale, anche nella determinazione dei tempi medi di pagamento vasto il panorama delle rassegne disponibili e la varianza tra le stime fornite notevole. Nel determinare quanti giorni impieghi un impegno di spesa a passare alla fase di liquidazione, sono molte le variabili in campo in grado di modificare quel valore, e spesso mancano punti di riferimento condivisi sui quali basare le misurazioni. Inoltre spesso le rilevazioni sono strumentali allente che le produce, mettendo i n risalto aspetti diversi del medesimo oggetto di studio e generando una situazione di disordine cronologico e statistico. A fronte di siffatta situazione, ci sembra opportuno affrontare il tema dei tempi di pagamento differentemente rispetto a quanto st ato fatto nel paragrafo 2.2 La rassegna del debito. Per quanto funzionale agli obiettivi della trattazione, pensiamo che il focus non sia sul dato quantitativo specifico del ritardo, rendendo futile una zelante rassegna dei contributi di stima, ma che si debba fornire unidea quantitativa della dilazione temporale con la quale il debito commerciale della Pubblica Amministrazione italiana grava sulle spalle dellintero tessuto economico, della situazione nazionale a confronto con le realt europee e uno scorporo del dato medio in misure meno consistenti ma pi significative. Per identificare una metro chiaro e condiviso del fenomeno, si scelto di utilizzare il concetto di Tempo di pagamento, il periodo che intercorre tra la fatturazione e la

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liquidazione del fornitore. Il concetto di Ritardo di pagamento vi intrinsecamente connesso, ma risulta difficile isolarlo a causa di dilazioni legali di pagamento e accordi pattizi tra le parti disomogenei e particolari. Inoltre in linea con una rilevazione sistematica dei tempi di pagamento del settore sanitario, presentata nel prosieguo del lavoro.

2.4.1 Evoluzione cronologica e raffronto europeo dei ritardi di pagamento. Intrum Justitia una multinazionale quotata in borsa, leader nel settore dei servizi di gestione e recupero crediti di circa 90.000 clienti in tutta Europa. I dati forniti da questa societ sono alla base di rielaborazioni prestigiose come quelle di Cgia Mestre, Banca dItalia e I-Com, garantendo al tempo stesso una comparabilit a livello europeo in accordo con un portafoglio clienti internazionale. Ogni anno vengono pubblicate le statistiche relative alle dinamiche di pagamento Paese per Paese, rendendo disponibili dati interni come quelli rappresentati in Tab. 5 per lItalia.
Pubblica Amministrazione Anno Tempi di pagamento medi concordati Tempi di pagamento medi effettivi Ritardi medi di pagamento 2005 76,0 138,3 62,3 2008 95,0 135,0 40,0 2009 76,0 128,0 52,0 2010 100,0 186,0 86,0 2011 90,0 180,0 90,0 2012 90,0 180,0 90,0 2013 80,0 170,0 90,0

Imprese Tempi di pagamento medi concordati Tempi di pagamento medi effettivi Ritardi medi di pagamento 75,2 96,8 21,6 68,0 88,0 20,0 67,0 88,0 21,0 66,0 96,0 30,0 69,0 103,0 34,0 65,0 96,0 31,0 65,0 96,0 31,0

Tabella 5 Confronto Pubblico Privato in termini di pagamenti ai fornitori. Fonte: Nostra rielaborazione dati Intrum Justitia.

Affiancando i report annuali prodotti dallimpresa di riscossione crediti, stato possibile sintetizzare graficamente lo sviluppo dei tempi medi di pagamento verso fornitori della PA italiana negli ultimi sei anni (pi il 2005), affiancandolo alle corrispondenti voci relative allimpresa.

69

Possiamo quindi proporre in Figura 2.14 un primo confronto interno tra le dinamiche di pagamento ai fornitori del settore pubblico rispetto al privato.
200,0 190,0 180,0 170,0 160,0 150,0 140,0 130,0 120,0 110,0 100,0 90,0 80,0 70,0 60,0 50,0 2005 2008 2009 2010 2011 2012 2013

Tempi di pagamento medi effettivi PA Tempi di pagamento medi effettivi Impresa

Figura 2.14 Confronto pubblico privato nellevoluzione dei pagamenti ai fornitori. Fonte: Nostra rielaborazione dati Intrum Justitia.

La prima considerazione da farsi a proposito del grafico notare il costante gap che divide il mondo del pubblico e del privato quando si tratta di pagare i fornitori. Dai dati riportati risulta che la Pubblica Amministrazione impiega in media dai 40 ai 90 giorni in pi delle imprese per pagare i propri fornitori. E anche possibile denotare un timido miglioramento del settore pubblico che nel 2013 recupera 10 giorni, auspicando Mestre,2013, finalmente limpatto delle contromisure legislative adottate (Cgia (www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2013/05/NUOVO-

GOVERNO1.pdf),consultato il 12.01.2014 ). Tuttavia arricchendo il grafico precedente dei dati relativi ai ritardi medi di pagamento, la situazione assume contorni differenti (Figura 2.15).
200,0 190,0 180,0 170,0 160,0 150,0 140,0 130,0 120,0 110,0 100,0 90,0 80,0 70,0 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 2005 2008 2009 2010 2011 2012 2013

Tempi di pagamento medi effettivi PA Tempi di pagamento medi effettivi Impresa Ritardi medi di pagamento PA

Figura 2.15 (Fig. 2.14) + confronto Pubblico Privato nellevoluzione dei ritardi di pagamento Fonte: Nostra rielaborazione dati Intrum Justitia.

70

I ritardi medi (linee pi chiare e sottili), rimangono di fatto stabili poich il miglioramento nella performance in termini di tempo di pagamento annullato da una diminuzione del tempo di liquidazione concordato coi fornitori. In altre parole il creditore aumenta il proprio potere contrattuale, ottenendo in media laccordo per un pagamento a 80 giorni contro i 90 del 2012, ma una volta decorso il termine, la PA paga in media con lo stesso ritardo di 90 giorni accusato nei due anni precedenti. Queste considerazioni possono suggerire un impatto piuttosto blando delle contromisure prese prima del DL 35/2013, poich allinasprimento dei termini legali di dilazione e della more previste, non seguita unefficace iniezione di liquidit, comportando anzi unerosione della stessa proprio a causa degli interessi maggiorati. Data la complessit e la generale resilienza del comparto pubblico, sar possibile verificare gli effetti delle novit introdotte nel corso del 2013 su indicatori aggregati di questo tipo, solo fra un anno. Intrum Justitia, con la partecipazione di migliaia di imprese europee e lintegrazione di dati di settore disponibili, monitora altre due misure sintetiche che meritano un accenno: il Risk Index e la perdita sui crediti. Per quanto legati al sistema Paese e non in grado di isolare leffetto dei mancati pagamenti della PA, questi indicatori considerano rispettivamente il rischio che grava sui pagamenti di una nazione e la quota di perdite sui crediti in percentuale del fatturato totale. Ponderando i dati in Tab. 6 per la dimensione del settore pubblico in Italia e per la situazione di maggior dissesto che questo sconta, immediato concludere che la situazione dei crediti commerciali della PA ha un peso centrale nella performance nazionale.

71

2009 Risk Index Italia


16

2010 163

2011 164

2012 164

2013 168

162

Perdite sui crediti (% del fatturato totale)

2.5

2.6

2.6

2.6

2.7

Tabella 6 Risk Index e Perdite sui crediti in Italia. Fonte: Risk Index Italia, Intrum Justitia, 2013, http://www.intrum.com/Documents/Italy/EPI/2013/Risk%20Index%20Italia%202013.pdf

I valori del Risk Index delineano un profilo di rischio che associa ad ogni range di valori, una specifica panoramica del rischio sui pagamenti. Grazie alla diffusione del campione dimprese che hanno risposto al questionario EPI (Eurepean Payment Index), stato possibile creare una rappresentazione grafica della situazione del rischio sui pagamenti in Europa (Figura 2.16).

Figura 2.16 Profilo di Rischio e confronto europeo coi valori di Rischio Nazionale. Fonte: Rapporto Risk Index Italia, Intrum Justitia, 2013, http://www.intrum.com/Documents/Italy/EPI/2 013/Risk%20Index%20Italia%202013.pdf

16

Il Risk Index misura il pericolo di incorrere in problemi finanziari o in difficolt economiche a causa di ritardi e/o perdite sui crediti. Dal 2000, Intrum Justitia raccoglie dati da decine di migliaia di aziende in Europa. Questi dati sono arricchiti sia con i dati statistici ed economici sia con i dati provenienti dai sistemi di gestione di Intrum Justitia. Il Country Risk Payment e lEuropean Payment Index sono due indicatori elaborati dalla multinazionale analizzando tutti questi dati.

72

E subito evidente come la situazione non sia delle pi rosee, con buona parte dei 31 Paesi presi in considerazione, che scontano alti gradi di rischio e necessitano urgenti contromosse. In particolare la situazione di alto rischio del nostro Paese, molto prossimo alla classe dei peggiori, sembra essere in linea con i dati europei messi a confronto in termini di tempi di pagamento (Tab. 7). Nella rielaborazione di Cgia Mestre su dati Intrum Justitia, emerge il miglioramento di 10 giorni citato in precedenza rispetto al 2012, secondo solo a quello greco, ma rimane ben evidente il dato che indica la nostra PA come peggiore pagatrice delleurozona, con uno scarto di pi di cento giorni rispetto alla media europea. Ci sono poi alcuni aspetti che spingono ad indagare pi in profondit sul dato di 170 giorni. Pensiamo infatti che per una pi completa comprensione e spendibilit abbia destrutturarlo
Tabella 7 Confronto tempi di pagamento PA Privato nellEurozona. Fonte: Cgia Mestre su dati Intrum Justita, 2013, www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2013/05/NUOVOGOVERNO1.pdf

del

dato, senso nelle

componenti peculiari, per poi declinarlo secondo categorie

alcune significative.

73

2.4.2 Le dinamiche interne del ritardo La situazione si complica quando il tempo di pagamento medio di 170 giorni, rilevato da Intrum Justitia dalla parte delle imprese, viene a confrontarsi coi dati dellOsservatorio Cerved17 sulla puntualit dei pagamenti, nellambito del rapporto I pagamenti della Pubblica Amministrazione, delle Partecipate e dei fornitori, (Cerved, 2013, http://www.cervedgroup.com/documents/10156/105548/

cerved_PAPF1_13.pdf). Il nuovo Osservatorio sui pagamenti della PA e dei fornitori basa il proprio lavoro sullincrocio dei dati di Payline, database di pagamenti che coinvolge circa 2 milioni di operatori economici italiani, con le informazioni del portale Cerved PA, che gestisce un portafoglio di 12.600 enti pubblici, 14.000 partecipate e 500.000 fornitori del pubblico. Di un aggregato di 382 mila fatture gestite su Payline, 125 mila sono quelle emesse verso enti della PA, coinvolgendo 3.500 amministrazioni pubbliche fra quelle del portale Cerved PA. Su questo campione18 di fatture in scadenza a giugno 201319 ed emesse verso enti della PA si lavorato per isolare i parametri pi interessanti e fare inferenza. Una rappresentazione grafica della puntualit della PA nei pagamenti (Figura 2.17), mostra come secondo
PA nei pagamenti. Fonte: Osservatorio Cerved p. 2

lOsservatorio, nonostante la situazione di profonda Figura 2.17 Puntualit della difficolt, almeno un quarto degli enti pubblici paghi i

17

Cerved la business unit dedicata ai servizi per le banche e per le finanziarie. Offre infatti soluzioni per valutare la solvibilit di imprese e persone, fornendo una vasta gamma di informazioni che consentono di valutare la struttura economico-finanziaria e laffidabilit delle imprese. Payline, il database di Cerved Group che contiene 53 milioni di informazioni fornite dagli aderenti alla business community sui pagamenti di oltre 2 milioni di operatori economici italiani, include un numero consistente di fatture emesse verso enti della PA, partecipate pubbliche e fornitori della PA censiti in Cerved PA, il portale di Cerved su e per la Pubblica Amministrazione.
18

Il campione di analisi, bench molto ampio, potrebbe non riflettere l'universo delle fatture della PA per una diversa struttura degli aderenti alla business community rispetto alla popolazione delle imprese.
19

La scelta del secondo trimestre e in particolare di giugno non casuale. Secondo i dati del Ministero dello Sviluppo i primi pagamenti compresi nel DL sblocca-debiti sono stati liquidati nel mese di luglio. Con riferimento alle fatture scadute in giugno quindi si ha il quadro della situazione nel momento di crisi pi profonda, senza leffetto esterno dei pagamenti per effetto del decreto.

74

propri

fornitori

entro

termini

pattuiti

(Cerved,

(2013),

(http://www.cervedgroup.com/documents/10156/105548/cerved_PAPF1_13.pdf). Oltre ad evidenziare un forte peggioramento della performance di pagamento del pubblico anche a fronte di un lieve miglioramento della situa zione nellimpresa, la Figura 2.18 prende in considerazione i tempi pattuiti medi per il secondo trimestre 2013, permettendoci, con laiuto della segmentazione fornita in Fig. 2.17, una stima del totale tempo medio di pagamento, confrontabile con il dato di 170 giorni di Intrum Justitia.

Figura 2.18.Giorni di pagamento degli enti della PA e delle imprese. Fonte: Osservatorio Cerved, p. 6

Lobiettivo quello di isolare la quota di pessimi pagatori del 15,9% (in rosso), attraverso un confronto della media ponderata, calcolata sui dati della rilevazione Cerved (Fig. 2.19), con il valore dei tempi medi di pagamento per il 2013 elaborato da Intrum Justitia. Tenendo costante le quote minori, quindi assumendo che tutti i puntuali paghino a 57 giorni e tutti i pessimi pagatori a 118, possibile stimare il range allintero del quale si muove la stima ponderata dei tempi di pagamento. Questa stima compresa tra 100 (situazione nella quale tutto il comparto centrale paga il giorno dopo la scadenza del tempo pattuito medio) e 131,4 giorni (situazione nella quale tutto il comparto centrale (Fig. 2.19) paga nel sessantesimo giorno di ritardo oltre i

75

termini pattuiti), ed proprio allinterno


15,9% Pagano con un ritardo oltre i 60 gg ( > 117 gg)

di

questo

intervallo, che si pone il dato di 107,7 giorni rilevato dei

dallOsservatorio
59% Pagano con un ritardo entro i 60 gg (57 - 117)gg

pagamenti pubblici. Payline un database che si sviluppato negli ultimi anni,

Pagano puntuali (57 gg) 25,1% Enti PA Figura 2.19 Distribuzione ritardi nei pagamenti delle fatture (% del totale). Fonte: Rielaborazione dati Osservatorio Cerved.

l'Osservatorio

potrebbe

sottostimare il numero di fatture con molti anni di anzianit e quindi la

percentuale di fatture ancora

da saldare, l'ammontare dello scaduto e i tempi di pagamento delle fatture pagate (Cerved, 2013, (http://www.cervedgroup.com/documents/10156/105548/

cerved_PAPF1_13.pdf), p. 3). Questa considerazione di critica importanza poich segnala una carenza dei dati Cerved proprio nella stima della quota dei pessimi pagatori. In questo senso la scelta di confrontare il range stimato con un dato pi strutturato come quello di Intrum Justitia, ha il significato di valutare empiricamente quanto del gap rilevato pu essere spiegato dalla quota di pessimi pagatori. Anche assumendo una situazione limite, nella quale tutti i pagatori puntuali e tutti i ritardatari pagano nel rispettivo ultimo giorno utile, affinch il tempo di pagamento medio ponderato uguagli il dato di 170 giorni, tutti i pessimi pagatori dovrebbero liquidare in media 218 giorni dopo la fatturazione. Questo ragionamento legittima a riflettere sulleterogeneit della distribuzione dei ritardi dentro la Pubblica Amministrazione, ipotizzando nello specifico la presenza di outliers con una forte varianza, alta al punto di influire significativamente sulla media ponderata dei tempi di pagamento dellintero aggregato pubblico. Grazie allapporto dellOsservatorio Cerved possibile indagare sulla clusterizzazione degli outlier, elemento centrale per declinare dati numerici in informazioni di senso compiuto atte allo sviluppo di politiche ad hoc. Nel tentativo di differenziare il dato,

76

la base dati di Cerved Group consente anche di isolare le abitudini di pagamento in base al tipo di ente della Pubblica Amministrazione, confermando una specifica difficolt del sistema sanitario nazionale. Nel secondo trimestre del 2013 non sono state pagate l82 % delle fatture scadute: a dicembre 2013, ad almeno 153 giorni dal ricevimento fattura, la Sanit aveva pagato solo il 18% delle fatture campione in scadenza a giugno. In termini di tempi di pagamento (presentati in Figura 2.20), lOsservatorio riscontra un peggioramento rispetto al 2012 con 137,7 giorni nel secondo trimestre 2013, in massima parte motivato da un

innalzamento dei termini pattuiti. A nostro avviso la contrazione dei tempi di


Figura 2.20 Tempi medi di pagamento per tipologia di ente.
Fonte: Osservatorio Cerved, pg. 6

ritardo a fronte di un innalzamento dei tempi pattuiti pi che proporzionale, un segnale da leggere con molta attenzione poich pu celare labuso di potere contrattuale dellappaltante verso gli aggiudicatari e testimoniare laccesso alle gare dappalto riservato ai soli fornitori con spalle abbastanza larghe per sopportare lammanco di liquidit conseguente. La Sanit si configura quindi come settore critico nellottica dello studio dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, catalizzatore di un gran numero di cattivi pagatori e responsabile dellappesantimento dei debiti commerciali delle Regioni per poco meno del 50% dellintero stock di debito calcolato dalla Banca dItalia. Abbiamo quindi considerato la Sanit come porzione della PA, significativa in termini di peso allinterno del bilancio dello Stato, contenuta in termini numerici e standardizzata nella struttura. Abbiamo sfruttato la contingenza con lo sviluppo di strumenti di trasparenza e pubblicazione come quelli della bussola della trasparenza e del DL 33/2013 per sviluppare una rassegna empirica e puntuale su ASL e AO di

77

tutta Italia, raccogliendo i dati dichiarati, e commendando la strutturazione degli stessi o la compliance dellapparato alle riforme. Lapporto di questo progetto vuole essere quello di confutare pragmatica mente alcuni dei temi trattati nella parte teorica, offrendo finalmente un termine di paragone per testimoniare di come le riforme non trovino fine nei soli provvedimenti legislativi, ma che sia necessaria una fase di monitoraggio ex post che verifichi la qualit degli output dei processi.

78

3. UN GAP INFORMATIVO: LA SANITA 3.1 Obblighi di trasparenza e tempi di pagamento della PA: Il caso sanitario.
Dal 20 aprile 2013 in vigore il decreto legislativo 14 marzo 2013, n.33 riguardante gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni (G.U., 2013, http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/ 2013/04/05/13G00076/sg , consultato il 06/02/14). Lintento del legislatore quello di standardizzare e regolare le modalit di rendicontazione della Pubblica Amministrazione, consentendo un miglior

monitoraggio e comparabilit degli indicatori prescritti. A fronte di questa standardizzazione, la legge prevede uno strumento di controllo che nel testo definito amministrazione trasparente, un riepilogo di indicatori sul sito internet dellamministrazione, definito nel dettaglio di forma e contenuti dal decreto. In allegato al testo inserito un prospetto nel quale sono elencate le 23 voci di amministrazione trasparente con le rispettive sotto-sezioni e il rimando all articolo di riferimento nel testo per definirne con precisione il contenuto20. Fra gli elementi di cui si richiede obbligatoriamente pubblicazione presente lindicatore di tempestivit dei pagamenti. Il d.lgs prevede che questo framework sia rigidamente riprodotto e ricalcato nella parte del sito internet dedicata alla trasparenza. Oltre ad aver precisato ex lege quali sono i requirements per la comunicazione e la trasparenza, questa standardizzazione degli indicatori ha permesso al Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, di mettere in campo un sistema di misurazione della compliance: La bussola della Trasparenza dei siti web. Si tratta di un portale telematico pensato sia per affiancare la PA nel processo dimplementazione del decreto, sia per aprire un canale di trasparenza col cittadino in linea con i principi di open government. Il portale consente di raccogliere, consultare e confrontare tutti i siti delle amministrazioni pubbliche interessate dal decreto.

20

In Appendice (D) lallegato completo al testo di legge

79

Lo strumento messo in campo dalla bussola permette di verificare la rispondenza agli indicatori postulati dal decreto sui siti delle diverse realt amministrative, assegnando a ognuna di esse un punteggio. Il sito della Bussola della Trasparenza stato insignito del prestigioso premio European public sector award 2013, organizzato dalla comunit europea e dall'EIPA, perch ha saputo creare una serie di indicatori standard (circa 70 e riconducibili alle sotto-sezioni di primo e secondo livello) sui quali si pu misurare la performance di trasparenza dei siti e ordinare le amministrazioni in una classifica di virtuosit. Essendo basato su categorie stagne e predefinite quindi possibile confrontare i siti internet e valutare quello pi trasparente, o estrapolare informazioni aggregate per territorio o per categoria di ente. Trasparenza e disponibilit dei dati fanno di questo sito unopportunit molto concreta per la riforma dellapparato pubblico richiesta dalle istanze odierne. 3.1.1 I tempi di pagamento di AO e ASL pubblicati in rispondenza agli obblighi di trasparenza Dopo una rassegna dei tempi di pagamento fin qui caratterizzata fortemente dalleterogeneit dei dati, dalla farraginosit delle fonti, e sempre frutto di stime esterne alla Pubblica Amministrazione, nel sito della Bussola della trasparenza trova spazio una pubblicazione sistematica dei dati interni, consentendo finalmente laccesso a dati originati della PA, altrimenti filtrati dai vari studi successivi. Purtroppo per quanto riguarda la purezza dei dati raccolti, permane il problema di un metodo di calcolo plurivoco secondo lamministrazione in causa, tema di tale sostanza da meritare una successiva trattazione ad hoc. Proprio la recente accessibilit ai dati ispirazione per lidea di mappare sistematicamente i tempi di pagamento di un pezzo di Pubblica Amministrazione, valutare sul campo non solo se, ma anche come linformazione stata veicolata e quanto sia stata efficace la rilevazione della Bussola. La strutturazione su indicatori e la sistematica raccolta dei dati, consente al sito sviluppato dal Ministero di isolare le singole sotto-sezioni e generare mappe interattive che mostrino la compliance degli enti pubblici, su aggregato regionale.

80

Un esempio di esse in Figura 3.121. sezione Selezionando di la sottolivello

secondo

Indicatore di tempestivit dei pagamenti, i punteggi di tutte le amministrazioni database presenti messi nel a

vengono

sistema su scala regionale e ordinati in base alla percentuale di rispondenza a quella precisa sottosezione (n PA della Regione
Figura 3.1 Incidenza delle amministrazioni che comunicano lindicatore di tempestivit sul totale delle amministrazioni per Regione. Fonte: Sito della Bussola della Trasparenza (2013), (http://www.magellanopa.it/bussola/page.aspx?s=crusc otto-bussola&qs=I/LavitAEpUzr|ZVIfNgwQ), consultato il 03.03.2014

X con sezione del sito dedicata allindicatore di tempestivit dei pagamenti /n Tot. PA della Regione X coinvolte).

Sembra definirsi un continuum dal Sud al Nord in termini di comunicazione degli indici di tempestivit di pagamento. Fa eccezione il caso del Trentino che misura la percentuale pi bassa. A livello aggregato risulta che il 60,58% del totale degli enti presenti in database (11.046), dedichi una sotto-sezione specifica del proprio sito internet allindicatore di tempestivit dei pagamenti. Sar interessante confrontare il dato delle amministrazioni in generale, con il corrispettivo sanitario, estratto empiricamente nel prosieguo del lavoro. Il pezzo di Pubblica Amministrazione scelto per lapprofondimento proprio il comparto della Sanit. Nei paragrafi precedenti emerso come per gli altri aggregati amministrativi esista un filone di ricerca gi timidamente avviato e una traccia su cui basarsi. Di contrasto, per quanto riguarda il settore sanitario, linformazione disponibile ancora a livello embrionale. Fatto che risulta quantomeno inconsueto per un livello amministrativo che rappresenta il 9,2% del PIL (dato 2011), secondo il rapporto OECD Healt Data 2013 (OECD, (2013),
21

In Appendice (E) la versione integrale di Figura 3.1

81

(http://www.oecd.org/els/health-systems/Briefing-Note-ITALIA-2013-in-Italian.pdf), consultato il 20.02.2014). Inoltre la Sanit si configura come un aggregato relativamente omologato e omogeneo, ma al tempo stesso trasversale alle realt locali nazionali, identificando quindi un campione danalisi potenzialmente interessante su cui lavorare e inferire. In realt Farneti (2004, p.280) definisce differenziati i diversi sistemi sanitari, in linea con la crescente autonomia concessa alle Regioni, ma segnala anche che gli strumenti informativo-contabili vengono spesso realizzati solo formalmente e nella sostanza sono suscettibili di scarsa utilizzazione a fini gestionali (Farneti, Ibidem). Fatto saldo questo punto come premessa, abbiamo quindi deciso di operare una ricerca sistematica su Aziende Sanitarie Locali (ASL) e Aziende Ospedaliere (AO), due delle diciassette22 categorie di PA classificate dalla Bussola, riconducibili al settore sanitario; il tutto declinato sulla tematica dei tempi di pagamento e del relativo indicatore. 3.1.2 Un approccio operativo mediante la bussola della trasparenza Una volta rintracciate e isolate le classifiche dindicatori soddisfatti relative a AO e ASL, per ciascuno degli enti nella rispettiva lista abbiamo verificato i due link disponibili: per la homepage del sito internet dellente e per la verifica delle voci dellamministrazione trasparente, elencate per singolo indicatore. Questo layout permette al cittadino di cliccare su un indicatore di trasparenza ed essere direttamente reindirizzato ad una sezione ad hoc nel sito internet dellente. La bussola riassume lesistenza o meno della sezione collegata allindicatore tramite luso di segnali grafici (smile) verdi o rossi. Mentre il sito della bussola sembra fermarsi a questo livello formale del monitoraggio sugli obblighi di trasparenza delle pubbliche amministrazioni, questo lavoro si spinge oltre, andando a valutare in

22

Nel complesso, le categorie di PA classificate dalla Bussola della trasparenza sono : Agenzie Fiscali, Altri Enti, Aziende Ospedaliere, Aziende Sanitarie Locali, Camere di Commercio, Comuni, Comunit Montane, Enti di Previdenza, Enti di Ricerca, Enti Parco, IACP, Ministeri, Province, Regioni, Scuole, Unioni di Comuni, Universit

82

termini di contenuti (limitatamente alla voce pagamenti dellamministrazione) la consistenza delle sezioni ad hoc per la trasparenza. Mentre sulla home dei siti internet sono stati raccolti alcuni dati identificativi come Provincia, Regione, P.Iva, e nel caso delle ASL stato sviluppato un piccolo punteggio che da 0 a 5 valuta lintuitivit e laccuratezza del sito, nella sez ione dedicata ai pagamenti della PA abbiamo identificato lurl identificativo della pagina specifica, il riferimento cronologico dellultimo aggiornamento (se disponibile), e tutti i tempi di pagamento pubblicati nella sezione, mantenendo la nomenclatura del sito. Il riferimento alla disponibilit di vari tipi di indicatori dato dalla natura del testo normativo di riferimento che citiamo: Le pubbliche amministrazioni pubblicano, con cadenza annuale, un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato:

indicatore di tempestivit dei pagamenti(ex art. 33 d.lgs 33/2013). Non esistono quindi prescrizioni legislative per lutilizzo di categorie di pagamento specifiche o indicazioni operative sulle modalit di costruzione degli indicatori. Questa una premessa operativa fondamentale, poich a monte della nostra analisi, delinea una situazione di forte soggettivit dei dati e dei modelli di rilevazione. Per consultare le rassegne su AO e ASL in forma integrale si rimanda alle Appendici (F) e (G), dove tutte le 88 Aziende Ospedaliere e le 143 Aziende Sanitarie Locali sono state analizzate singolarmente.

83

3.2 Quante sono le aziende che pubblicano i propri tempi di pagamento?


Approcciando il lavoro con un primo intento formale di verifica empirica delloperato della bussola nasce la prima elaborazione dei dati raccolti. Raggruppando gli enti per aggregati regionali e costruendo alcune colonne di raccolta abbiamo potuto generare le tabelle 8 e 9, testimoni rispettivamente della performance di AO e ASL nel comunicare o meno un indicatore di tempestivit di pagamento. Il dato pi rilevante quello che traspare dalla colo nna Non pubblica tempi di pagamento. Essa conta quanti sono i casi in cui gli enti non hanno espresso i propri tempi di pagamento in alcuna forma: n tempi medi di pagamento, n dilazioni specifiche previste per determinate categorie di forniture. Il dato nazionale rileva come nel 68% dei casi le aziende ospedaliere non abbiano fornito alcun indicatore di tempestivit di pagamento. C da dire che molte sotto sezioni dedicate sembravano complete di materiale informativo, ma si trattava spesso di documenti di contabilit generica, senza alcun riferimento specifico ad un indicatore cronologico di pagamento dei fornitori espresso in giorni, come previsto dal d.lgs 33/2013. Spesso questo ha ingannato il sistema della bussola che segnalava la presenza dellindicatore di tempestivit a fronte di unassenza fattuale di questultimo; quantomeno in una forma accessibile. Tempo medio di pagamento fornitori, in Tabella 8 , una categoria generica nella quale abbiamo annoverato tutti quegli enti che pubblicavano tempi di pagamento assimilabili a un indicatore frutto della media aritmetica dei tempi di liquidazione verso fornitori generici, senza fornire alcuna specificazione ulteriore. Rientrano in questa categoria anche gli enti che non pubblicano un tempo di pagamento rilevato dalla propria contabilit, ma dichiarano tramite documenti ufficiali che lAzienda Ospedaliera in questione paga regolarmente a tot. giorni. Nel campione di 88 aziende, il 31% ha scelto una misura sintetica media, mentre solo il 17% stato in grado di fornire indicatori differenziati per fornitura. Nel caso

84

delle AO nessuno ha pubblicato sia una misura sintetica che degli indicatori diversi (colonna Pubblica misura media e diverse).

41% Pubblica solo una misura di tempo medio di pagamento BASILICATA 0% CALABRIA 0% CAMPANIA 13% EMILIA R. 50% FRIULI V. G. 100% LAZIO 0% LIGURIA 0% LOMBARDIA 46% MARCHE 0% PIEMONTE 63% PUGLIA 0% SARDEGNA 0% SICILIA 25% TOSCANA 75% UMBRIA 0% VENETO 0%

ITALIA

17%

0%

68%

Pubblica Non pubblica Pubblica solo misura media tempi di misure diverse e diverse pagamento 0% 0% 0% 25% 0% 0% 100% 29% 0% 13% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% 100% 88% 25% 0% 100% 0% 21% 100% 25% 100% 100% 75% 25% 100% 100%

31% Tempo medio di pagamento fornitori

13% Indicatori diversi

Tabella 8 Subtotale AO. Fonte: Forma sintetica di Appendice(F)

Nellambito delle ASL abbiamo potuto lavorare su un campione pi numeroso (143 enti), interessando tutti gli aggregati regionali, ma con esiti complessivamente simili a quelli delle AO. Si nota una diminuzione relativa di coloro (il 64% del campione) che non pubblicano alcuna misura delle proprie tempistiche di pagamento. Mentre nel caso delle AO, in 8 Regioni su 16 nessuna delle Aziende Ospedaliere regionali ha comunicato alcun indicatore di tempestivit, la situazione nelle ASL si prospetta pi eterogenea con solo 4 Regioni su 20 le cui ASL sembrano non implemantare completamente le disposizioni dellart. 33 del decreto legislativo. Si registra un aumento della quota di ASL che comunicano sia un indicatore sintetico di tempi medi, sia indicatori specifici per fornitura (Pubblica misura media e diverse), contrapposto al calo di enti che ricadono nella colonna Pubblica solo misure diverse (Tabella 9).

85

ITALIA

ABRUZZO BASILICATA CALABRIA CAMPANIA EMILIA R. FRIULI V. G. LAZIO LIGURIA LOMBARDIA MARCHE MOLISE PIEMONTE PUGLIA SARDEGNA SICILIA TOSCANA TRENTINO A.A. UMBRIA VALLE D'AOSTA VENETO

45% Pubblica solo una misura di tempo medio di pagamento 67% 33% 0% 0% 45% 83% 27% 0% 56% 0% 0% 33% 0% 13% 33% 36% 100% 50% 100% 48%

7% Pubblica solo misure diverse 0% 0% 0% 0% 45% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 13% 0% 0% 0% 0% 0% 10%

8% Pubblica misura media e diverse 0% 33% 0% 0% 0% 0% 0% 80% 13% 0% 0% 0% 0% 0% 11% 0% 0% 0% 0% 0%

64% Non pubblica tempi di pagamento 33% 33% 100% 100% 9% 17% 73% 20% 31% 100% 100% 67% 100% 75% 56% 64% 0% 50% 0% 43%

41% Tempo medio di pagamento fornitori

11% Indicatori diversi

Tabella 9 Subtotale ASL. Fonte: Forma sintetica di Appendice (G) Rassegna ASL Totale

Sul caso delle ASL stata fatta unulteriore verifica che ci permette di prendere in causa la classificazione della bussola. Delle 143 Aziende elencate, per 38 uno smile rosso segnalava lassenza dellindicatore di tempestivit dei pagamenti. Quindi le ASL che lo pubblicavano avrebbero dovuto essere circa 105 (143-38). In realt dalla rilevazione empirica presentata risulta che solo 77 (41%(143) + 11%(143)) enti hanno realmente riempito di contenuti adeguati la sotto-sezione dedicata allindicatore. 28 enti non rispondenti in termini di contenuti (schema di sintesi in Fig. 3.2), congiuntamente a 6 (su un totale di 38) bollini rossi che invece celavano sotto-sezione e relativi contenuti, invitano alla prud enza prima dellutilizzo indiscriminato dei dati della bussola e rendono auspicabili i controlli progressivi dei contenuti dei siti annunciati nella homepage (Bussola della Trasparenza (Sito Internet) (2013), (http://www.magellanopa.it/bussola/page.aspx?s=cruscotto-

bussola&qs=I/LavitAEpUzr|ZVIfNgwQ), consultato il 03.03.2014).

86

Bussola della trasparenza

Rilevazione

105 ok indicatore di tempestivit dei pagamenti

77 ok indicatore di tempestivit dei pagamenti

38 Nessun indicatore di tempestivit dei pagamenti

6/38 ASL con bollino rosso avevano l'indicatore di tempestivit

Figura 3.2 Schema di sintesi sulladerenza della bussola ai dati della rilevazione empirica .

87

3.3 Quali sono i tempi di pagamento degli enti sanitari italiani?


Prima di proseguire con lanalisi necessaria una chiosa aggiuntiva di carattere operativo. Come testimoniato sinteticamente nella colonna delle note, durante la review dei siti internet, molti di questi segnalavano che la sezione di Amministrazione trasparente era in allestimento, in alcuni casi questultima era completamente inesistente e quando lindicatore era disponibile, difficilmente era riconducibile a una precisa fattispecie. Spesso non specificato il processo contabile alla base dei giorni di dilazione dichiarati, ma il fattore di eterogeneit maggiore il riferimento cronologico della rilevazione dellindicatore. La maggior parte degli enti pubblica il dato riferito allesercizio 2012 (preso anche a riferimento in casi di pi dati disponibili), ma ricorrentemente risultano disponibili solo i dati per il 2011 o il 2013, oppure quelli su base trimestrale. Una tale disomogeneit suggerirebbe una complessiva cattiva qualit dei dati in grado di influire sullinferenza stessa. Tuttavia a seguito di quanto premesso allinizio del paragrafo e nel contesto di grave scarsit di fonti nel quale operiamo, pensiamo che in una fase pionieristica di studio, come questa parte di lavoro, abbia senso optare per un atteggiamento inclusivo, nella direzione di disporre del numero maggiore di informazioni possibili. La categoria Tempo medio di pagamento fornitori la conseguenza di questo atteggiamento. Come spiegato, essa non una voce traslata dalla sotto-sezione indicatore di tempestivit dei pagamenti come le colonne successive, ma un contenitore di tutte le informazioni disponibili il cui significato semantico fosse riconducibile a una misura sintetica di tempo medio di pagamento verso fornitori generici. La naturale frequenza di questa fattispecie fra gli enti ci ha spinto a ricondurre ad essa tutte quelle informazioni di ritardo che sembravano divergere solo in termini di sintassi della definizione, cos da creare una colonna principale con tempi di pagamento in grado di gerarchizzare la performance degli enti sanitari. Fatta questa premessa possibile proseguire con lanalisi dei dati che in seconda istanza approfondisce la tematica dei pagamenti in termini di giorni dichiarati dalle PA. Nel file delle AO abbiamo utilizzato i subtotali regionali visti in precedenza per sviluppare uninformazione aggiuntiva. Mediante i dati disponibili in colonna

88

Tempo medio di pagamento fornitori, abbiamo calcolato le medie regionali di pagamento. Come evidente da Tabella 10 tutte le Regioni che non hanno fornito alcun dato sui tempi medi di pagamento, hanno come media un valore nullo(#DIV/0), mentre la consistenza dei restanti valori medi, deve essere ponderata per la percentuale di enti che ha fornito i dati di pagamento. In altri termini mentre il valore medio totale della Campania 250 giorni poich solo una delle 8 aziende campane (13%) ha fornito il dato, nel caso del Friuli Venezia Giulia, il valore di 62,63 giorni frutto della media dei tempi medi di pagamento fornitori di tutte le aziende ospedaliere friulane.
ITALIA 41% Pubblica solo una misura di tempo medio di pagamento 0% 0% 13% 50% 100% 0% 0% 46% 0% 63% 0% 0% 25% 75% 0% 0% 17% 0% Pubblica solo Pubblica misura misure media e diverse diverse 0% 0% 0% 25% 0% 0% 100% 29% 0% 13% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 68% Non pubblica tempi di pagamento 100% 100% 88% 25% 0% 100% 0% 21% 100% 25% 100% 100% 75% 25% 100% 100% 40% Tempo medio di pagamento fornitori

BASILICATA CALABRIA CAMPANIA EMILIA R. FRIULI V. G. LAZIO LIGURIA LOMBARDIA MARCHE PIEMONTE PUGLIA SARDEGNA SICILIA TOSCANA UMBRIA VENETO

#DIV/0! #DIV/0! 250,00 261,00 62,63 #DIV/0! #DIV/0! 71,58 #DIV/0! 212,00 #DIV/0! #DIV/0! 212,50 121,67 #DIV/0! #DIV/0!

Tabella 10 Tempo medio pagamento fornitori per aggregato regionale (AO)

Nonostante un impianto di dati piuttosto debole, a rinforzo della necessit di canali informativi pi forti su questi temi, possibile fare alcune considerazioni superficiali. Il Friuli Venezia Giulia come accennato, ha il comportamento pi virtuoso in termini di Aziende Ospedaliere poich i suoi tre enti presenti in banca dati, risultano pagare in media a 62,63 giorni, un tempo molto vicino per eccesso al termine di legge per le forniture sanitarie, ma soprattutto molto, molto lontano per difetto dalle cifre nazionali per la Sanit discusse nel paragrafo precedente. Interessante anche il caso della Lombardia. Essa si avvale di un sistema di gestione finanziario integrato chiamato G3S FIN-LOMBARDIA, il quale in gran parte responsabile del dato di

89

29% degli enti lombardi che pubblicano pubblica solo misure diverse (seconda colonna). Considerando i tempi forniti dal sistema GS3 FIN come riconducibili alla categoria dei tempi medi di pagamento fornitori, la Lombardia consegue una performance media di pagamento di 71,58 giorni, calcolata sui dati di 21 Aziende Ospedaliere lombarde su un totale di 28 (46%+29%). Tenuto conto dei risultati disponibili per le altre Regioni, il programma informativo della Lombardia sembra gestire relativamente meglio il sistema dei pagamenti. Considerata la scarsa incisivit degli aggregati dovuta alla penuria di dati stessi, e al contempo le significative differenze di performance di pagamento fatte registrare dai singoli enti, pensiamo sia opportuno estrapolare dal settore AO una riclassificazione in termini di virtuosit, alla luce dei tempi medi di pagamento dichiarati. In Tabella 11 proposta la top ten dei migliori pagatori in termini di rapidit della liquidazione del fornitore23, seguite dalle migliori AO delle Regioni non presenti fra le prime dieci. Per consolidare la significativit della classifica sono stati integrati alla colonna pilota Tempo medio di pagamento fornitori, alcuni indicatori di tempestivit che prima non erano stati presi in considerazione, tra i quali quelli forniti dal sistema G3S. Il risultato ricalca quanto accennato in precedenza rispetto alla qualit della gestione pagamenti di Friuli Venezia Giulia e Lombardia, con laggiunta di alcune informazioni specifiche sullente virtuoso e il punteggio che aveva conseguito sul sito della Bussola della trasparenza (Indicatori soddisfatti/Tot).

23

In Appendice (H) disponibile la classifica integrale delle AO secondo il dato di pagamento pubblicato

90

Aziende Ospedaliere

Regione Localit

P.Iva

Indicatori soddisfatti/Tot.

Tempo medio di pagamento fornitori

Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia FVG UD 02445630300 19/67 Udine Azienda Ospedaliera SantAntonio 2 LOM VA 02411250125 65/67 Abate di Gallarate Azienda Ospedaliera Spedali Civili 3 LOM BS 01109200178 66/67 di Brescia Azienda Ospedaliera della Privincia 4 LOM PV 01949220188 01/67 di Pavia 5 Ospedale "Bolognini" LOM BG 02585160167 66/67 OSPEDALE DI CIRCOLO - BUSTO 6 LOM VA 02411080126 66/67 ARSIZIO 7 Azienda Ospedaliera Carlo Poma LOM MN 01736140201 0/67 Azienda Ospedaliera "Ospedale 8 LOM CO 02166380135 48/67 Sant'Anna"di Como Azienda Ospedaliera Istituti Clinici 9 LOM MI 04408300152 67/67 di Perfezionamento 10 A.O. "Papa Giovanni XXIII" LOM BG 00837210160 66/67 AZIENDA OSPEDALIERA 23 TOS SI 00388300527 65/67 UNIVERSITARIA SENESE Azienda Sanitaria Ospedaliera 30 PIE CN 01127900049 31/67 S.Croce e Carle Cuneo 31 A.O. Cannizzaro SIC CT 04721280875 0/67 ARCISPEDALE S. MARIA NUOVA 32 AZIENDA OSPEDALIERA DI REGGIO EMR RE 01614660353 66/67 EMILIA AZIENDA OSPEDALIERA DI RILIEVO 37 NAZIONALE SANTOBONO CAM NA 06854100630 66/67 PAUSILIPON Ospedale Pausilipon Tabella 11 Top ten delle Aziende Ospedaliere virtuose Fonte: Parte di Appendice H 1

46 59,66 60 60 60 60 63,22 64,75 65 65,71 97 160 162

170

250

Lintento di questa tabella vuole anche essere provocatorio. Se si potesse disporre di dati verificati e universali, imposti con politiche forti di trasparenza ed efficientamento amministrativo, la possibilit per i fornitori di valutare classifiche di questo genere a priori, fungerebbe da opportunit per gli enti virtuosi e da handicap per quelli pi lenti a pagare. Anche per le ASL siamo partiti dal calcolo di un indice di pagamento per aggregato regionale (Tab. 12). Anche se frutto di una sommaria inferenza, dallanalisi dei dati emerge una forte polarizzazione territoriale con alcune Regioni del Nord (Val dAosta, Trentino A.A., Friuli V.G., Lombardia) piuttosto virtuose sia in termini di bassa percentuale di non comunicazione (Non pubblica tempi di pagamento), sia in termini di celerit di pagamento; in contrasto con il Sud che segnala una forte incidenza di Regioni in cui nessuna ASL ha comunicato indicatori di tempestivit.

91

ITALIA

45% Pubblica solo una misura di tempo medio di pagamento

7% Pubblica solo misure diverse

8% Pubblica misura media e diverse

64% Non pubblica tempi di pagamento 33% 33% 100% 100% 9% 17% 73% 20% 31% 100% 100% 67% 100% 75% 56% 64% 0% 50% 0% 43%

51% Tempo medio di pagamento fornitori

ABRUZZO BASILICATA CALABRIA CAMPANIA EMILIA R. FRIULI V. G. LAZIO LIGURIA LOMBARDIA MARCHE MOLISE PIEMONTE PUGLIA SARDEGNA SICILIA TOSCANA TRENTINO A.A. UMBRIA VALLE D'AOSTA VENETO

67% 33% 0% 0% 45% 83% 27% 0% 56% 0% 0% 33% 0% 13% 33% 36% 100% 50% 100% 48%

0% 0% 0% 0% 45% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 13% 0% 0% 0% 0% 0% 10%

0% 33% 0% 0% 0% 0% 0% 80% 13% 0% 0% 0% 0% 0% 11% 0% 0% 0% 0% 0%

213,00 72,50 #DIV/0! #DIV/0! 149,88 46,71 277,33 105,00 76,41 #DIV/0! #DIV/0! 121,25 #DIV/0! 180,00 133,68 198,03 41,74 60,00 45,00 152,98

Tabella 12 Tempo medio pagamento fornitori per aggregato regionale (AO)

Si riscontrano inoltre una serie di situazioni intermedie e variabili esogene che, come gi accennato, rendono abbastanza sterile un approfondimento del tema delle ASL attraverso gli aggregati regionali, nonostante il tema meriterebbe attenzione proprio per la potest regionale in termine di Sanit. Approfittiamo quindi della natura puntuale del nostro studio e procediamo con la classificazione delle singole Aziende Sanitarie per virtuosit nei pagamenti. In Tab. 13 le migliori dieci ASL in termini di tempi di pagamento e a seguire la miglior azienda di ciascuna Regione non comparsa nella top ten.

92

Aziende Sanitarie Locali 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 17 19 22 24 27 32 35 40 47 49 ASS 3 Alto Friuli TRENTO ASS 4 Medio Friuli AUSL AOSTA Ass 6 Friuli occidentale ASS 5 Bassa Friulana ASS 1 Triestina ASL MATERA ASM ASL CREMONA ASS 3 Alto Friuli AUSL Umbria 1 Azienda ULSS 9 TREVISO CN1 ASP SIRACUSA ASL 2 Savonese ASL Teramo AZIENDA USL FERRARA PISA ASL RM H ASL OLBIA

Regione FVG TAA FVG VDA FVG FVG FVG BAS LOM FVG UMB VEN PIE SIC LIG ABR EMR TOS LAZ SAR

Localit UD TN UD AO PN UD TS MT CR UD PG TV CN SR SV TE FE PI RM OT

P.Iva 825260300 1429410226 1880290307 177330073 1278420938 1199500305 52420320 1178540777 1150400198 845262174,6 3301860544 3084880263 1128930045 1661590891 1062990096 115590671 1295960387 1311020505 4737811002 2362600344

Indicatori soddisfatti/Tot 66/67 54/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/68 22/67 66/67 66/67 66/67 57/67 66/67 66/67 66/67 01/67 58/67

Tempo medio di pagamento fornitori 39,55 41,74 43 45 48 51 52 55 56,15 56,6 60 60 75 85 90 97 120 139,8 172 180

Tabella 13 Top ten delle Aziende Sanitarie Locali virtuose Fonte: Parte di Appendice I

Nel caso delle ASL la top ten mostra una composizione pi varia con alcuni casi virtuosi che dichiarano tempi inferiori a quelli legislativi di riferimento per la Sanit. Le informazioni disponibili coprono un range che parte dai 39,55 giorni dellASL ASS 3 Alto Friuli e termina coi 363 giorni dichiarati dallAUSL RFM. Uno spettro di questo tipo ci invita a elaborare ulteriormente la classifica completa (Riportata integralmente in Appendice (I) per motivi di estensione)per comprenderla maggiormente e per dare un volto grafico al volume di enti non rispondenti ai dettami dellart. 33 d.lgs 33/2013. Per concludere abbiamo aggregato classifiche di AO e ASL in un unico corpo, poi suddiviso in 6 range di tempi di pagamento. Come stato pi volte segnalato, linformazione disponibile frutto di metodi di misurazione sconosciuti e probabilmente molto eterogenei fra loro. Per questo piuttosto che commentare dettagliatamente tutti gli indicatori forniti da ogni singolo ente, pensiamo sia pi utile raggruppare le aziende secondo fasce di tempo medio di pagamento. Sono quindi state identificate sei fasce delimitate da cinque misure limite: 60 giorni, 90 giorni, 120 giorni, 240 giorni, 365 giorni.

93

Una classificazione come quella in Tabella 14, consente di ordinare la criticit dei tempi di pagamento delle amministrazioni, individuando al contempo i casi specifici e la performance rispetto alle aziende dello stesso gruppo.
60 giorni ASS 3 Alto Friuli 40 tra 61 e 90 giorni AO Carlo Poma AO "Ospedale Sant'Anna"di Como AO Istituti Clinici di Perfezionamento A.O. "Papa Giovanni XXIII" AO SAN GERARDO AO San Poalo Polo Universitario AO Fatebenefratelli e Oftalmico AO di Desio e Vimercate AO"St. Maria deli Angeli" Pordenone AO della Valtellina e della Valchiavenna AO "Guido Salvini" AOU"Ospedali Riuniti" Trieste ASL MANTOVA AO "ospedale di melegnano" ASL PAVIA ASL CN1 Ospedale Luigi Sacco AO Polo Universitario ULSS ASOLO ASP SIRACUSA Azienda ULSS7 Veneto ASL DI POTENZA ASP ASL 2 Savonese ASL 3 Genovese ASL VCO ULSS n 3 Bassano del Grappa ULSS n.2 FELTRE 63 tra 91 e 120 giorni Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi AO Istituto Ortopedico Gaetano Pini ASL Teramo tra 121 e 240 giorni ASL AT Asti 92 AO "Ospedale San Carlo Borromeo" 136 130 tra 240 e 365 giorni AO SANTOBONO PAUSILIPON AO Garibaldi 263 140 Azienda U.L.S.S. 15 "Alta Padovana" Policlinico di Modena AUSL LATINA 297 150 150 AO Maggiore della Carit Asl 1 329 150 Azienda Unit Socio Sanitaria di Dolo Mirano ESTAV CENTRO 341 151 151 Azienda ULSS 14 Chioggia AUSL RMF 300 >365 giorni

250

TRENTO

42

65

95 97

ASS 4 Medio Friuli AUSL AOSTA AOU St. Maria Misericordia Ass 6 Friuli occidentale ASS 5 Bassa Friulana ASS 1 Triestina ASL MATERA ASM ASL CREMONA ASS 3 Alto Friuli AO SantAntonio Abate di Gallarate ASL SONDRIO A.S.L. DI MILANO ASL MONZA E BRIANZA ASL VARESE ASL LODI ASL Vallecamonica - Sebino AUSL Umbria 1 Azienda ULSS 9 TREVISO AO Spedali Civili di Brescia AO Privincia di Pavia Ospedale "Bolognini" Ospedale di circolo - BUSTO ARSIZIO

43

65

ASL PISA

270 290

45 46 48 51

66 67 68 69

AOU SENESE AO "Osperdale Niguarda c Granda" Azienda Ulss 17 ASP DI TRAPANI Ospedale Meyer di Firenze AZIENDA USL FERRARA ASL 1 Imperiese ASL 4 Chiavarese Azienda ULSS 16 PADOVA

97 100 108 110

ASP CATANIA AZIENDA USL MODENA AZIENDA USL PARMA Azienda USL 12 Viareggio AOU Pisana AO "Ospedale Civile di Legnano" AO della Provincia di Lecco AZIENDA USL BOLOGNA Azienda Sanitaria Ospedaliera S.Croce e Carle Cuneo A.O. Cannizzaro ASL 2 LUCCA ARCISPEDALE S. MARIA NUOVA AO DI REGGIO EMILIA ASL RM H AZIENDA USL CESENA

140 150

52

69

118

330

55

70

120

151

56 57

71 71

120 120

349 363

60 60 60 60 60 60

72 73 73 74 75 79

120

160 162 166 170 172 178

60 60 60 60 60 60 60

80 85 86 90 90 90 90 90 90

ASL OLBIA ASL 13 NO ESTAV SUD EST ASL CN2 ALBA-BRA ASP MESSINA AO- Sant'Anna DI TORINO AOUPoliclinico S. Orsola-Malpighi

180 190 194 200 200 200 232 *In nero ASL In blu AO

Tabella 14 Classifica AO + ASL categorizzata per fasce di tempi medi di pagamento

94

Per motivi di spazio per, una simile rappresentazione non include un fattore dal quale non possiamo prescindere per concludere largomento: il numero di aziende che non pubblicano tempi medi di pagamento. A questo pro la stesura del grafico in Figura 3.3, basato sulle medesime caratteristiche della classificazione appena mostrata, ma incentrato su una rappresentazione dei volumi in gioco.

24 26

12 131 24 11

Figura 3.3 Rappresentazione grafica dei volumi delle osservazioni disponibili

Lobiettivo del grafico a torta quello di mettere in risalto il segmento relativo alle amministrazioni che non pubblicano una misura media di pagamento (in grigio). Ogni categoria riporta il colore e, in etichetta, il numero di osservazioni convogliate in Tab. 14, la cui somma non raggiunge il numero di 131 enti per cui manca uninformazione media. E inoltre da commentare lassenza di tempi medi di pagamento nella categoria >365 gg. Probabilmente questo dovuto al fatto che i debiti oltre i 365 giorni ricadrebbero sotto la categoria dei debito a medio-lungo termine e pertando sarebbero a tutti gli effetti da ascrivere al debito pubblico. Ritornando allevidente predominanza delle informazioni non pubblicate, essa buon incipit per spiegare lassenza di rassegne dei peggiori dieci pagatori, a fronte della presentazione dei corrispettivi virtuosi. La scelta dovuta proprio alla non presenza di un numero cos importante di informazioni sui tempi di pagamento. A nostro avviso una classifica worst ten sarebbe una sterile rassegna dei peggiori pagatori fra gli enti che hanno comunicato il dato, a fronte di una situazione in cui

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pi della met dei dati disponibili non classificabile. Esiste infatti il tangibile rischio che molti degli enti sanitari non comunichino lindicatore di tempestivit di pagamento perch non in grado di calcolarlo, fatto che in s costituisce una minaccia pi seria dei ritardi di pagamento stessi, poich toglie qualsiasi punto di riferimento ad ogni tentativo di riparazione o monitoraggio.

3.3.1 Un saggio della robustezza dei dati Data la ricorrenza di precisazioni operative sulla consistenza dei dati rilevati e le considerazioni conclusive del paragrafo precedente rispetto allalta percentuale di amministrazioni che non forniscono un indicatore, abbiamo allargato il data set per approfondire le informazioni disponibili e valutarle attraverso un confronto puntuale. Assobiomedica la federazione di Confindustria che rappresenta le imprese che forniscono alle strutture sanitarie italiane pubbliche e private dispositivi medici. Si tratta di un particolare tipo di fornitura, lontano dallessere omnicomprensivo per un ambito vasto come la Sanit. Tuttavia la naturale esposizione di questo tipo di business allinsolvenza del settore pubblico, 3.744.035 miliardi di euro di scoperto secondo i dati Assobiomedica, cagione dello sviluppo di misuratori contabili piuttosto complessi da parte delle imprese associate. Questo stato il filo conduttore che ci ha guidato nella scelta dei dati Assobiomedica come termine di confronto, tramite il documento DSO per ente disponibile sul sito http://www.assobiomedica.it/it/index.html. I DSO (Days Sales Outstanding) sono i tempi medi di incasso di unimpresa, il tempo medio in cui essa rimane scoperta della liquidit ricavata dalle vendite. Si configura quindi come la contropartita, vista dal punto di vista della PA, dei tempi di pagamento. Il documento redatto dallassociazione che fa capo a Confindustria scelto per il confronto, mette a disposizione i DSO rilevati nel 2013 declinati per ente, Aziende Sanitarie Locali e Aziende Ospedaliere, dandoci la straordinaria possibilit di raffrontare azienda per azienda, i valori di DSO per le imprese di fornitura e i tempi

96

di pagamento dellamministrazione rilevati dalla bussola della trasparenza e pubblicati dagli enti stessi. Questo matching stato operativamente portato a termine mediante il numero di P.Iva, che ha funto da driver per le identit delle varie aziende sanitarie, che sono state raccolte in un unico file, comprensivo, per ogni ente, di tempi medi di pagamento fornitori pubblicati e DSO accusati dalle imprese fornitrici. A questa premessa operativa dovuta la perdita di alcuni dati rimasti allesterno delloperazione di matching. Si tratta in ogni caso di una quota di enti

assolutamente marginale rispetto al valore aggiunto delloperazione nel complesso. Nella valutazione del differenziale fra DSO e tempi di pagamento bisogna tener presente che i primi fanno riferimento a una specifica fornitura, mentre i secondi sono riferiti a indicatori sintetici di tempi medi verso fornitori generici. Non si persegua quindi la perfetta collimazione dei due termini di confronto, ma si intendano i DSO come saggio consistente sul quale valutare le misure pubblicate dagli enti. I DSO tenuti a sistema nella nostra elaborazione sono stati quelli riferiti a gennaio 2013, i dati pi prossimi al periodo 2012, anno di riferimento per la rilevazione dei tempi di pagamento. In prima istanza abbiamo ordinato AO e ASL del database secondo la performance in termini di DSO. In Figura 3.4 abbiamo sviluppato uno strumento che possa fornire sinteticamente una panoramica dellinformazione, veicolata nella classifica che disponibile solo in Appendice (J) per motivi di spazio. Le 187 informazioni disponibili sui DSO si susseguono dai 60,95 giorni dellASS Medio Friuli ai 1630,27 giorni dellASL Napoli 1 Centro, a fronte della corrispondente distribuzione dei valori di tempi di pagamento medi.

97

Figura 3.4 Distribuzione comparata di tempo medio di pagamento fornitori e pagamenti Assobiomedica Gen.2013

Grazie ai DSO ordinati dal minore al maggiore (in rosso) possibile disporre di un riferimento consistente sul quale misurare le peculiarit dei tempi di pagamento disponibili, rilevando alcune evidenze empiriche: 1) La quasi totalit dei valori medi di pagamento sono inferiori ai corrispettivi DSO (solo in 8 casi su 187 i tempi medi pubblicati superano i giorni rilevati dai DSO). 2) Sono disponibili solo 86 informazioni in termini di tempi medi di pagamento, a fronte di 212 DSO24 misurati da Assobiomedica. 3) Si riscontra una sommaria correlazione di performance, come testimoniato nel grafico dalla linea di tendenza esponenziale riferita alla distribuzione del tempo medio di pagamento fornitori (linea nera). Con lallungarsi dei DSO, inoltre, si registra un vertiginoso aumento degli enti che non pubblicano il dato medio di pagamento. Dei riscontri fatti, quello pi meritevole di ulteriori approfondimenti sicuramente il terzo. In questi termini, abbiamo ritenuto opportuno procedere con lanalisi del vero valore aggiunto di questa parte di lavoro: il differenziale fra DSO e tempi di pagamento medi pubblicati. Nel calcolo del differenziale fra le categorie, abbiamo continuato a usare i DSO Assobiomedica come driver e abbiamo considerato tutte le informazioni non
24

Nel data set Assobiomedica per gennaio 2013 sono disponibili DSO solo 187 informazioni su 212 enti matchati

ASS 4 Medio Friuli OSPEDALE DI ASL BERGAMO ULSS ASOLO AO Spedali Civili AO SAN GERARDO AO Treviglio ULSS n 3 AO "ospedale di ASL BAT AUSL PARMA A.O.U. Cagliari AOU - ASL 2 Savonese FIRENZE ULSS 6 Vicenza Ifo, Istituti ASP AGRIGENTO TO3 A.S.L AL AOU- AUSL Rieti Policlinico di ASL RM G AUSL FROSINONE ASL Caserta AO Tempo medio di pagamento fornitori Pagamenti Assobiomedica Gen. 2013 Espo. (Tempo medio di pagamento fornitori) 98

1800,0 1600,0 1400,0 1200,0 1000,0 800,0 600,0 400,0 200,0 0,0

disponibili di tempo medio di pagamento uguali a zero. Si tratta di una decisione arbitraria penalizzante per gli enti non pubblicanti, che non riflette una situazione fattuale, ma necessaria per fare una buona inferenza e lavorare sui dati disponibili. La prima rappresentazione grafica (Figura 3.5), considera solo gli enti che hanno fornito un tempo medio di pagamento (triangolini blu), mettendo in evidenza (in verde) il differenziale rispetto alla distribuzione dei rispettivi DSO (in rosso). Assumendo che uno scarto ridotto fra tempi medi di pagamento dichiarati dalla PA e DSO rilevati dalle imprese di Assobiomedica, possa essere considerato un indice di buona performance contabile nella misurazione della propria tempestivit di pagamento, molto interessante la dinamica della distribuzione dei differenziali.
600,0 550,0 500,0 450,0 400,0 350,0 300,0 250,0 200,0 150,0 100,0 50,0 0,0 -50,0 -100,0 -150,0 -200,0 -250,0 -300,0 -350,0 Tempo medio di pagamento fornitori Pagamenti Assobiomedica Gen. 2013 -400,0 -450,0 Differenziale Poli. (Differenziale) -500,0 Figura 3.5 Rappresentazione grafica della distribuzione del differenziale Tempi medi DSO con relativa linea di tendenza polinominale

Nel complesso si rileva una correlazione tra la performance di pagamento, ordinata secondo i DSO Assobiomedica, e la capacit di misurazione della performance stessa. Come testimoniato dalla linea di tendenza (in nero), mentre gli enti pi tempestivi mostrano differenziali mediamente prossimi allo zero, con laumentare dei tempi di DSO, si registra un aspro innalzamento dei differenziali che si

99

allontanano dallo zero, comportando, secondo ipotesi, una performance contabile peggiore. Per quanto concerne la frequenza degli enti che non pubblicano indicatori di tempestivit di pagamento, abbiamo operato nellordine di verificare unipotesi accennata in conclusione del precedente paragrafo, riguardo i ritardi di pagamento che superano i 365 giorni. Nonostante i debiti commerciali per natura siano considerati di funzionamento, poich lorizzonte temporale limitato che li contraddistingue si rif alla natura ordinaria delle forniture acquistate, quando essi superano i 365 giorni di vita diventano in tutto e per tutto un debito di finanziamento, concorrendo impropriamente ai tradizionali accessi al credito. Per questo convenzione contabile che i debiti over 365 vengano considerati di medio-lungo periodo, ricadendo, secondo gli accordi internazionali, sotto la voce aggregata di debito pubblico. Per disincentivare questo meccanismo lo Stato prevede lapertura di profili di irregolarit contabile contro le amministrazioni con debiti vetusti. Questa ipotesi si aggiunge a quella dellincapacit contabile di monitorare i propri tempi di pagamento e consiste nel verificare empiricamente se possibile che le amministrazioni, consce di tempi di pagamento oltre lanno, decidano deliberatamente di non pubblicare il proprio indicatore o ne pubblichino uno sottostimato e comunque inferiore alla soglia limite di 365 giorni per non incorrere in sanzioni. A questo proposito la Tabella 15 raccoglie tutti i casi del database in cui i DSO superino i 365 giorni.

100

AO +ASL 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 ESTAV CENTRO Azienda ULSS n. 10 "Veneto Orientale" ASL BR AUSL Rieti Asl 1 AUSL Viterbo ASL RM B Azienda ULSS 21 Legnago AO Complesso Ospedaliero San Giovanni - Addolorata AUSL RMF Policlinico di Modena Azienda Sanitaria Ospedaliera S.Croce e Carle Cuneo ASP ENNA AO di Padova AO DI RILIEVO NAZIONALE SANTOBONO PAUSILIPON CN1 ASL RM E ASL RM G ULSS n 1 Belluno AO Policlinico di Bari AOU Sant'Andrea dell'A.O.U. OO.RR. FOGGIA Azienda Ulss 12 Veneziana AO Maggiore della Carit AUSL FROSINONE AO Universitaria Integrata Verona PISA ASL FG MASSA CARRARA ASP Catanzaro Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" ASL Caserta AO "A. CARDARELLI" - NAPOLI NAPOLI 2 NORD ASL NAPOLI 3 SUD AOU OO.RR. S.Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona AO di Catanzaro "Pugliese-Ciaccio" ASREM AO MATERDOMINI AO Universitaria "Federico II" LAO santAnna e san Sebastiano di Caserta ASL Salerno NAPOLI 1 CENTRO

Tempo Pagamenti medio di Localit P.Iva Assobiomedica pagamento Gen. 2013 fornitori FI 5577300485 340,5 366,00 VE BR RI AQ VT RM VR RM RM MO CN EN PD NA CN RM RM BL BA RM FG VE NO FR VR PI FG MS CZ RM CE NA NA NA SA CZ CB CZ NA CE SA NA 2799490277 1647800745 821180577 1792410662 1455570562 4734201009 2574230237 4735061006 4743741003 2241740360 1127900049 1151150867 349040287 6854100630 1128930045 4736011000 4733471009 300650256 4846410720 6019571006 2218910715 2798850273 1521330033 1886690609 3901420236 1311020505 3499370710 294690458 2865540799 2133120150 3519500619 6853240635 6321661214 6322711216 3020860650 1991520790 1546900703 1991530799 6909360635 2201130610 4701800650 6328131211 250,00 75,0 363,0 290,00 160,00 366,04 367,32 367,55 369,22 370,05 370,13 372,32 374,50 377,46 382,72 392,29 395,53 396,91 421,74 425,05 428,19 428,90 444,85 450,13 463,78 478,35 483,01 487,77 520,24 540,36 551,28 607,65 613,93 626,98 632,26 711,40 749,91 755,18 811,69 949,69 1005,51 1131,55 1148,43 1430,30 1446,15 1496,99 1630,27

Differenziale -25,50 -366,04 -367,32 -367,55 -40,22 -370,05 -370,13 -372,32 -374,50 -14,46 -92,72 -232,29 -395,53 -396,91 -171,74 -350,05 -428,19 -428,90 -444,85 -450,13 -463,78 -478,35 -483,01 -187,77 -520,24 -540,36 -411,48 -607,65 -613,93 -626,98 -632,26 -711,40 -749,91 -755,18 -811,69 -949,69 -1005,51 -1131,55 -1148,43 -1430,30 -1446,15 -1496,99 -1630,27

329,0

300,00

139,8

*ASL in nero; AO in blu

Tabella 15 Prospetto degli enti che pagano oltre i 365 giorni secondo i DSO Assobiomedica

Solo in 9 casi su 43 il dato viene fornito e quando disponibile paga un grosso gap in termini di differenziale dai valori di DSO. In Tab. 16 sono disponibili alcuni dati di confronto per meglio commentare lipotesi prima descritta. Consideriamo 365 giorni di pagamento DSO come una misura limite sulla quale costruire due categorie, >365 giorni e <365 giorni per una categoria

101

di confronto nella quale esista la stessa probabilit che i sistemi contabili non sappiano rilevare corretti indicatori di tempestivit, ma nel complesso non sussista il rischio di dissimulazione dei tempi per non incorrere in sanzioni.
ASL + AO > 365 giorni < 365 giorni Non pubblicano 79,07% 53,47% Differenziale Medio -169,58 -51,51 Tabella 16 Prospetto riassuntivo del confronto fra enti con pagamenti entro e oltre i 365 giorni

In primis risalta lalta percentuale di enti che non pubblica: quasi l80% di coloro che scontano DSO superiori ai 365 giorni, non pubblica alcun indicatore di tempestivit di pagamento. In secundis, poich come gi segnalato, non abbiamo riscontro di alcun tempo di pagamento medio dichiarato superiore allanno, per entrambe le categorie abbiamo analizzato il differenziale medio limitatamente allinformazione disponibile. In questo confronto la categoria over 365 fa registrare un differenziale medio pi che triplo rispetto allomologo under 365 giorni. Sicuramente sono da tenere in considerazione svariati fattori che possono influire su una rilevazione di questo tipo: per esempio plausibile pensare che la probabilit di avere scarsi sistemi di rilevazione non sia la medesima su tutto il database, ma che sia in qualche maniera correlata con la performance dellamministrazione. Tuttavia esiste unevidenza empirica di una situazione di incertezza quantomeno anomala nella parte di distribuzione che raccoglie gli enti con DSO superiori a 365 giorni, che dovrebbe essere presa in considerazione in sede danalisi del fenomeno

102

3.3.2 Un confronto fra dato empirico e letteratura Una volta presentata la rassegna puntuale dei tempi di pagamento dichiarati per tutte le AO e le ASL italiane, inevitabile chiudere questa seconda parte dinferenza con un confronto fra i dati empirici risultati dalla rilevazione e quando riportato dalla letteratura disponibile (Paragrafo 2.4 Tempi e ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione). In particolare il riferimento va alle statistiche dellOsservatorio Cerved per la Pubblica Amministrazione. Queste attribuiscono al Sistema Nazionale Sanitario in termini di medie ponderate espresse in giorni, 137,7 e 125,5 giorni al secondo trimestre, rispettivamente del 2013 e del 2012, per portare a liquidazione le fatture del campione considerato (vd. Figura 2.4.2, paragrafo 2.4.2 Le dinamiche interne del ritardo). Come ampiamente spiegato in precedenza, il dato Cerved trova origine nellanalisi puntuale di un campione di fatture scadute emesse verso la PA, quindi rileva il tempo di pagamento dallesterno dellAmministrazione stessa. Grazie alla mappatura di AO e ASL tramite la bussola della Trasparenza, possiamo disporre finalmente di un corrispettivo dato di origine interna da affiancare per un confronto. Operativamente grazie alle classifiche riportate (in parte) nelle Tabelle 11 e 13, possiamo computare la media aritmetica di tutte le osservazioni disponibili relative alla categoria aggregata Tempo medio di pagamento fornitori, cos da ottenere due dati sintetici empirici per i tempi di pagamenti medi di AO e ASL. Il confronto grafico fra i dati ottenuti presentato in Figura 3.6.

103

124,4 giorni

Tempo Medio AO: 120,8 giorni. 40 osservazioni disponibili su 88 Tempo Medio ASL: 126,8 giorni. 60 osservazioni disponibili su 143 Tempo Medio Totale: 124,4 giorni. Totale delle osservazioni disponibili (100) su 231

125,5 giorni

Tempo Medio Pagamenti SSN (2012 dati Cerved)

Figura 3.6 Confronto Dati empirici interni Dati Cerved esterni sui tempi medi di pagamento della Sanit.

Per rappresentare il dato esterno Cerved si preferito scegliere il valore di 125,5 giorni poich essendo riferito al secondo trimestre del 2012 il pi possibile coerente col dato interno che, ricordiamo, nel complesso relativo a quellanno. Estraendo la media di tutte le osservazioni pubblicate dai singoli enti, sono risultati tempi medi di pagamento medi rispettivamente di 120,8 giorni per le AO, calcolati su 40 informazioni su un totale di 88, e 126,8 giorni per le ASL, calcolati su 60 informazioni su un totale di 143. Per ottenere un dato aggregato confrontabile con quello relativo al Sistema nazionale sanitario, abbiamo unito le colonne Tempo medio di pagamento fornitori, ottenendo un data set di 100 osservazioni disponibili su un totale di 231 enti sanitari. La media di questo aggregato di 124,4 giorni, un valore eccezionalmente simile al dato Cerved esterno di 125,5 giorni. Considerata lorigine completamente diversa degli elementi del confronto interessante riscontrare che pervengono biunivocamente ad una misura sostanzialmente identica. Dalla Figura 3.6 traspare anche la principale ombra che grava sulla significativit del risultato appena descritto: il ruolo giocato dalle circa 131 amministrazioni che non hanno comunicato un indicatore sintetico dei tempi medi di pagamento e non hanno de facto partecipato alla rilevazione dallinterno. Come ampiamente

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argomentato, questultimo punto determina una costante riserva sulla qualit dellinferenza e delle considerazioni estrapolate, ma proprio in qualit di costante, non ci impedisce di proseguire coerentemente il lavoro con linformazione che ci disponibile.

105

3.4 Esistono indicatori specifici per tipologia di fornitura?


Per completare la trattazione del lavoro empirico sui dati della bussola della Trasparenza, rimane da trattare la tematica di tutti quegli indicatori di pagamento riferiti a specifici ambiti di forniture, ma spesso diversi luno dallaltro. Essi sono stati riportati nelle diciture originarie allinterno delle rassegne integrali in Appendice (F) e (G). Come accennato in apertura di capitolo, complice una forte autonomia legislativa concessa nellart.33 del decreto legge, in molti casi le amministrazioni sviluppano propri indicatori di tempestivit di pagamento a seconda dei fattori pi diversi. Dal tipo di business alle caratteristiche del sistema contabile, dai progetti regionali alla semplice volont di fare trasparenza per i propri stakeholder, sono molteplici i fattori determinanti per ladozione di diversi schemi di indicatori di tempestivit nei pagamenti. La scarsa standardizzazione operativa dallalto e la peculiare frammentariet delle forniture nel settore sanitario, cagionano il frequente ricorso degli enti sanitari analizzati, alle nomenclature pi disparate per la pubblicazione dei propri indicatori di tempestivit. In Tabella 17 un riepilogo
Indicatori diversi AO Pagamento medio sistema G3S FIN - LOMBARDA Pagamento tramite mandati diretti Tempi Medi pagamento Alimentari Tempi Medi Pagamento Altri beni, servizi e forniture Materiale Sanitario Materiale non sanitario Servizi, noleggi Investimenti in c/capitale, lavori Utenze Beni servizi, convenzioni Forniture CONSIP Stato Avanzamento Lavori (SAL) Pubbliche Assitenze Prodotti farmaceutici Frequenza 10 1 1 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

delle categorie riportate almeno una volta nei siti delle Aziende Ospedaliere. Come mostrato in figura, in 12 casi su 14 gli indicatori utilizzati ricorrono una sola volta, quindi sono utilizzati da un solo ente. Fa eccezione il caso dei pagamenti rilevati col sistema G3S FIN, implementato in Lombardia e quindi condiviso da parecchie Aziende Ospedaliere di quellarea. Entrambe le

categorie Pagamento medio sistema G3S FIN-Lombardia e Tempi Medi pagamento Alimentari e le relative osservazioni, sono state incluse nella macro-categoria Tempo

Tabella17 Indicatori diversi e ricorrenza nel data set AO-

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medio di pagamento fornitori in sede di inferenza, perch semanticamente riconducibili. La situazione degli indicatori diversi nellambito delle ASL pi complessa. In totale sono state 27 le diverse nomenclature per i tempi di pagamento reperite nei siti internet. In questo caso inoltre, si sono riscontrate e registrate alcune forti ricorrenze dindicatori, ancora una volta legate agli aggregati regionali di riferimento degli enti sanitari.
Indicatori diversi ASL Servizi Sanitari da Accreditati Farmaceutica convenzionata Forniture CONSIP Stato Avanzamento Lavori (SAL) Pubbliche assistenze Fatture in C/Capitale Beni Sanitari Beni non Sanitati Servizi Sanitari Servizi non sanitari e Utenze Soggetti privati Prestazioni Ospedaliere Soggetti privati Laboratori diagnostici Professionisti Convenzionati MMG, PLS, SAI Farmacie territoriali Istituti di assistenza e di riabilitazione Fornitori di Beni Fornitori di Servizi Fornitori di Beni Durevoli Beni economali e farmaceutici Servizi in appalto Case di cura Case di cura cedute Factoring Assistenza termale Cooperative sociali Enti gestori case protette Protesica Frequenza 8 9 3 3 4 1 1 1 1 1 1 1 3 2 1 1 1 1 5 5 5 1 5 5 5 5

In Tabella 18 mostrato come permanga una forte frammentazione degli indicatori utilizzati. Fanno per eccezione i casi di sistemi regionali che implementano la condivisione di comuni metri di

misurazione dei pagamenti. Ne sono esempi la Liguria (evidenziata in alto in blu), ma soprattutto lEmilia Romagna (evidenziata in basso in verde), in cui 5 ASL su 11 utilizzano lo stesso set di (almeno) otto indicatori comuni. Si pu inoltre notare la ricorrenza

trasversale di due indicatori, Servizi Sanitari da Accreditati e Farmaceutica convenzionata. Nel primo caso il fenomeno attribuibile alla diffusione in Italia del modello sanitario dei quasi-mercati (modello

lombardo), per cui le ASL tengono una contabilit accreditati. Anche la farmaceutica convenzionata specifica per i fornitori

Attrezzature 5 Tabella 18 Indicatori diversi e ricorrenza nel data set ASL-

costituisce un fattore stagno a s stante.

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E quindi comprensibile che molte ASL abbiano


ASL 1 2 3 4 5 6 7 8 9 AUSL FORLI' ASL PAVIA ASL POTENZA ASP AUSL IMOLA AUSL REGGIO EMILIA AUSL RIMINI AUSL RAVENNA ASL MANTOVA ASP CATANIA Pagamento (gg) medio 26 30 30 30 30 30 30 30 Farmaceutica convenzionata 0 24,28

sotto controllo un settore cos specifico e strategico, anche sotto il profilo dei tempi di liquidazione. Dai dati raccolti possiamo indagare su

performance delle ASL disponibili e media dei tempi dichiarati per la specifica fornitura. In Tabella 19 uno specchietto della situazione dellindicatore Farmaceutica convenzionata. Importante rilevare il caso di Forl che dichiara pagamenti immediati, a 0 giorni, ma nel complesso ricorrono comunque tempistiche di

Tabella 19 Performance e media dei pagamenti per Farmaceutica Convenzionata nelle ASL

pagamento enormemente pi brevi di quelle discusse fino a qui (tutte le 9 ASL pagano a meno di 30 giorni). Come accennato, questo dovuto alla peculiarit del tipo di fornitura poich il flusso relativo alla farmaceutica convenzionata quello che, a livello regionale, viene monitorato in modo pi puntuale e sufficientemente omogeneo, essendo oggetto di rilevazione automatica fin dalla fine degli anni 80 ed oggi ricondotto al flusso informativo sulle prescrizioni farmaceutiche previsto dallart. 50 del Decreto Legge 269/2003 (Ministero della Salute, 2009, (http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=1376&area=tr acciabilita%20farmaco&menu=vuoto), consultato il 27.02.2014). Nel settore delle forniture legate allistituto dellaccreditamento possibile trovare una situazione simile anche se i tempi di pagamento si dilatano molto. Anche in questo caso plausibile identificare in normative di settore, D.lgs 502/92 e 517/93 per linnovazione e la concorrenza della Sanit, lo sprono per limplementazione di specifiche contabilit rinvenibili in diverse ASL.

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In Tabella 20 possiamo vedere come quasi tutte le ASL per cui questo indicatore era disponibile, facciano parte del sistema sanitario regionale lombardo, che con l.r. 31/1997 stato fra i principali pionieri del modello dei quasi-mercati. Con un tempo medio di pagamento di 77,8 giorni, il comparto degli accreditamenti sembra
ASL 1 2 3 4 5 6 ASL COMO AUSL REGGIO EMILIA ASL Vallecamonica Sebino ASL BERGAMO ASL CREMONA

Servizi Sanitari da Accreditati 52,1 60 60 90

operare con pi efficienza nel confronto coi tempi medi di pagamento verso fornitori generici.

90 ASL SONDRIO 90 ASL MONZA E 7 BRIANZA 90 8 AUSL Umbria 2 90 Pagamento medio (gg) 77,8 Tabella 20 Performance e media dei pagamenti per Servizi Sanitari da Accreditati nelle ASL

Largomento degli indici diversi, mentre costituisce quasi un ostacolo dal punto di vista operativo e dellinferenza, ha importantissimi risvolti in termini di governance ed efficienza. Leterogeneit dellorigine dei dati, sia internamente che esternamente alla macro-categoria dei tempi medi di pagamento verso fornitori generici, ha pesantemente minato la solidit e linterpretabilit del lavoro della bussola della trasparenza e degli studi derivati. Abbiamo potuto confutare tutti i casi in cui un indicatore sintetico di tempestivit dei pagamenti non era stato fornito nella sezione dedicata, a dispetto delle cristalline prescrizioni dellart. 33 d.lgs 33/2013. Purtroppo la stessa natura astratta dellarticolo non ha disposto linee guida contabili per la costruzione di indicatori condivisi, costringendoci per linferenza ad aggregazioni forzose e scelte arbitrarie. Sicuramente la pubblicazione a livello nazionale di un indice unico e sintetico dei tempi di pagamento sarebbe un grande obiettivo e sulla linea dellapproccio di questo lavoro. potrebbe fungere da matrice per classifiche di merito ed elaborazioni funzionali. Tuttavia nonostante si tratti di un obiettivo ancora lontano, si configura come una prospettiva non sufficiente per limplementazione di una contabilit sanitaria aggregata ed efficiente. Riflettendo sulla complessit del settore sanitario, esemplificata dalle 41 diverse categorie di pagamenti rintracciate tra AO e ASL, evidente che riduttivo e sbagliato pensare di ricondurre tutto questo allinterno di un solo valore.

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Riflettendo sullopportunit di aumentare il livello di trasparenza oltre quanto richiesto dal decreto, e fornire dati di pagamento relativi ai tipi di fornitura, interessante citare il caso emiliano-romagnolo. Come accennato e mostrato in Tab. 18 in precedenza, il sistema sanitario regionale dellEmilia-Romagna sembra aver adottato e proposto ai suoi enti sanitari la convergenza su un numero limitato di indicatori condivisi, in grado per di cogliere la variabilit dei diversi business interni alla Sanit e proiettarla su indicatori di pagamento coerenti con s stessi e confrontabili allesterno (gli altri aderenti allo stesso sistema di indici). In questo modo il singolo ente sanitario gestisce una misura di performance con cui valutare e intervenire sugli specifici settori, investiti di una nuova accountability, e contemporaneamente anche il fornitore privato pu monitorare ex ante la situazione dei pagamenti del settore sanitario con cui si interfaccia. Sarebbe quindi interessante pensare allo sviluppo parallelo di un indicatore unico sintetico e di un set di indicatori specifici su scala nazionale, per favorire la comparabilit e la competizione di servizi sanitari locali, in linea con quanto ispirato dalle moderne riforme nel campo della Sanit.

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4. RASSEGNA DEI DATI E CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE


Lungo il corso della trattazione, molti sono stati gli approfondimenti resisi necessari per definire i confini e le interazioni di una problematica come quella dei pagamenti della Pubblica Amministrazione. Per questo motivo pensiamo che in ultima istanza sia funzionale al trattato, lintroduzione e il commento di alcuni schemi riassuntivi che possano sinteticamente dare lidea dello stato delle cose al termine del lavoro. Trattandosi di una ricerca che si servita (prevalentemente) di fonti secondarie, sia per la scarsit delle stesse, sia per la precisa intenzione di confrontarle e consolidarle, in una prima elaborazione proponiamo una tabella (Tab. 21) che raccoglie variabili macroeconomiche e osservazioni su debito commerciale e tempi di pagamento, il tutto declinato sugli aggregati amministrativi nazionali.
Enti # Spesa Corrente/ PIL 2011 % Amm. Centrale Regioni di cui Sanit Provincie Comuni 155 22 260 107 8092 22,20 11 7,10 0,69 4,04 21,90 11,16 7,10 48.533 54.200 11.158 48.413 2012 Indebitamento 2011 2012 Spesa Corrente 2011 2012 Spesa c/capitale 2011 2012 Debiti commerciali 2011 2012 Tempi di pagamento 2012 (giorni) 93 68.688 37.500 19.609 48.430 N.D. 93 124 245 (2011) 146

(milioni di euro) 1.882.380 40.995 N.D. 8.903 48.736

(milioni di euro) 350.742 170.417 111.593 8.633 49.486 343.506 171.500 110.842

(milioni di euro) 26.191 21.470 / 2.330 14.357 29.159 20.821 /

(milioni di euro)

Istat Bureau Van dijk DEF 2013 Sez II Cerved (2012) BdI Nostra elaborazione CdC

Tabella 21 Rassegna complessiva delle amministrazioni territoriali e delle relative performance di pagamento.

Sono le fonti dellinformazione stessa a ricoprire un ruolo di primordine. E possibile costatare come sia

difficile recuperare un rapporto omogeneo, completo e coerente. Per costruire una rassegna degli aggregati territoriali, completa di dati macroeconomici (Spesa corrente, Spesa c/capitale, Spesa corrente/ PIL, Indebitamento), siamo dovuti ricorrere alle cifre pubblicate da diversi operatori economici, cifre spesso in disaccordo luna con laltra o non complete, mentre per integrarla con le variabili dindirizzo di questa trattazione (Debiti commerciali e Tempi di pagamento), ci siamo confrontati con una diffusa assenza dei dati o lunivocit delle fonti.

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Nella prima parte (in grigio), alcuni indicatori canonici sottolineano la dimensione dei livelli amministrativi in termini di spesa o indebitamento: il ruolo marginale delle provincie, il massiccio peso dellamministrazione centrale, lelevata incidenza del capitolo Sanit nei conti regionali (circa il 70% della spesa corrente in Sanit), il ridimensionamento della spesa per investimenti. Nella seconda parte di Tab. 21, le voci vengono integrate con dati relativi a debiti commerciali e tempi di pagamento, per fornire una misura di performance rispetto ai macro-temi trattati nei precedenti capitoli. Rispettivamente trattiamo singolarmente le due categorie appena citate, iniziando dallo scaduto commerciale, presentato in Tab. 22.
Amm. Centrale Bureau Van Dijk BdI (Migliaia di euro) Regioni Provincie Comuni (Sanit) 19.609.00 48.430.00 68.688.000 0 0 44.000.000 (Miliardi di euro) Dato complessivo nazionale 137 91

Cgia Mestre 150 Tabella 22 Confronto di stime sullo stock di debiti commerciali: per aggregato amministrativo e complessivo.

Tabella 22, relativa alla quota di debiti commerciali, rappresentativa di come i dati disponibili siano veramente poco approfonditi e diversi fra loro. E importante rammentare che il debito commerciale non da considerarsi parte

dellindebitamento complessivo, poich per natura i debiti commerciali, con scadenza fisiologica entro 365 giorni, non si considerano mezzo di finanziamento. Questa pu essere una delle concause per cui la contabilit pubblica fatica a estrapolare gli stock di debito commerciale. Questa considerazione in linea con quanto riportato dalla Corte dei Conti nella trattazione dei debiti commerciali della Sanit, di cui la determinazione esatta presenta difficolt di non poco momento per diverse ragioni (Corte dei Conti, 2013,(http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_ autonomie/2013/delibera_20_2013_referto_regioni_2013_volume_I.pdf), p. 434, consultato il 20.01.2014). In primo luogo limpossibilit di distinguere nei conti del patrimonio i debit i scaduti e insoluti dai debiti non scaduti che prevedendo un termine dilatorio del

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pagamento secondo normali prassi commerciali si trascinano fisiologicamente allesercizio successivo, fonte di rumore nella rilevazione, anche se, come visto, ritardi di pagamento che superano i due anni stanno a testimoniare una dimensione ben pi critica e patologica del problema. In secondo luogo, come accennato, inefficienze organizzative e inadeguati sistemi informativi possono causare unerrata (o assente) contabilizzazione; strettamente connessa a questo la diffusa impasse nellintegrazione e nel consolidamento dei dati fra aziende o fra aziende e aggregati regionali (Corte dei Conti, 2013, http://www.corteconti.it/export/sites/ portalecdc/_documenti/controllo/sez_autonomie/2013/delibera_20_2013_referto _regioni_2013_volume_I.pdf). Di conseguenza in fase di rassegna, dopo aver trattato singolarmente i metodi di rilevazione del debito, lassenza di una specificazione del dato complessivo, impedisce qualsiasi inferenza o considerazione aggiuntiva in merito alle evidenti differenze di stima. Anche i tempi di pagamento meritano una trattazione specifica (in Tab. 23), nellordine di riassumere le stime citate dalla letteratura e di costituire un punto di partenza per commentare la rilevazione empirica fatta sulla Sanit.
(giorni) Amm. Centrale Region i Sanit 93 124 Provinci e 245 Comun Dato i nazionale 146 140 86 156 180 184 250 medio

Tempi di pagamento 93 Icom, 2010 Ance, 2011 Intrum Justitia, 2012 Assosistema, 2011 Banca d'Italia, 2012 Cerved, 2012

93 93 125 93 75 83 Assobiomedica, 2013 288 Tabella 23 Raccolta delle stime dei tempi di pagamento. Confronto fra aggregati amministrativi e dato medio nazionale.

Nella prima riga sono riportati i termini di pagamento degli aggregati amministrativi introdotti in Tab. 21. Per il dato di pagamento della Sanit abbiamo preso a riferimento il risultato del lavoro empirico presentato nel terzo capitolo, mentre per gli aggregati residui, abbiamo potuto contare sui dati Cerved e BVD. Il dato provinciale (245 giorni), relativo al 2011, e il dato comunale (146 giorni), sono frutto

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di rielaborazioni BVD su dati del Ministero dellInterno, al contrario del Rapporto Cerved nel quale amministrazioni centrali, provinciali e regionali, sono contenute in una categoria residuale (altri enti) che pagano a 93 giorni, mentre per i Comuni era disponibile il dato specifico di 75 giorni (Cerved, 2013). Abbiamo privilegiato quindi, quando disponibili, i dati forniti da BVD, perch nonostante siano frutto anchessi di stime campionarie, sono stati sviluppati specificatamente per laggregato amministrativo di riferimento e non computati residualmente. Il computo della media delle cifre sopra descritte per avere un riferimento nazionale, consente un confronto coi contributi disponibili in materia (in verde). Nel confronto specifico sulle stime sanitarie (in blu), si ripresenta il parallelo fornito in Figura 3.6, paragrafo 3.3.2: Cerved con la sua stima esterna, frutto dellanalisi di un campione di fatture emesse dalla Sanit verso i fornitori, elabora per il 2012 un dato medio di circa 125 giorni, molto prossimo al valore empirico frutto del nostro lavoro sulla bussola della trasparenza. E necessario per tenere conto che la rassegna dei tempi di pagamento delle aziende facenti parti del SSN, stata portata a termine internamente alla PA, quindi senza tenere conto di tutti quei casi che non pubblicavano alcun indicatore di tempestivit. Per sovvenire a questa lacuna abbiamo integrato nellanalisi il database Assobiomedica, che essendo un coacervo dimprese sanitarie, misura i tempi di pagamento della PA sulle proprie fatture, identificandosi come una fattispecie simile a Cerved in termini di metodi di rilevazione. Con tutte le osservazioni Assobiomedica disponibili, relative a gennaio 2013, abbiamo calcolato il valore medio di 288 giorni. Mentre nel primo caso il differenziale fra 124 e 288 giorni stato ampiamente commentato come possibile conseguenza dellalto numero di defezioni dagli oneri di pubblicazione, il raffronto fra tempi di pagamento stimati da Assobiomedica (288 giorni) e da Cerved (125 giorni), ci spinge ad avvalorare lipotesi che il metodo di rilevazione perfezionato da questultimo, paghi nel complesso una certa dose di sottostima del fenomeno. Per una considerazione conclusiva che si limiter alla valutazione della qualit dei dati, premiabile il metodo di Cerved, che consente una disaggregazione dei dati ed figlio di una precisa metodologia operativa. E forse da addebitare alla novit del

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rapporto (dicembre 2013) e della banca dati di riferimento, lerrore per difetto che esso paga rispetto alle altre stime complessive di tempo di pagamento. Un tema che ricorre in queste conclusioni come nel resto dello studio, lassoluta necessit di sviluppare e diffondere un sistema condiviso di contabilit in grado di prendere in considerazione criticit come quelle di cui si trattato, sistematizzandole allinterno dei tradizionali indicatori di performance economica. Un cambiamento di questo tipo solo a valle di una radicale inversione di tendenza nel concepire la Pubblica Amministrazione e la contabilit pubblica. Senza le corrette contromisure strutturali e gli opportuni strumenti di misurazione, tutte le risorse messe a disposizione per il pagamento dello scaduto commerciale pubblico e la riduzione dei tempi di pagamento, non saranno altro che palliativi, assorbiti da un meccanismo guasto. Come assistiamo a felicitazioni degli operatori per limplementazione di leggi come il decreto 35/2013 o le promesse di sblocco integrale dei debiti della PA (Cgia Mestre, 2014, (http://www.cgiamestre.com/2014/02/bortolussi-bene-sblocco-

totale-debiti-pa-ma-si-puo-finalmente-sapere-a-quanto-ammonta-lo-stock/), consultato il 28.02.2014), con ancora maggior impegno si dovrebbe fare pressione sulla compliance degli enti pubblici rispetto alla parte normativa degli interventi, mettendo al centro il concetto di accountability, la responsabilizzazione dei funzionari per ci che fanno nellesercizio delle proprie funzioni. Inserito in un siffatto contesto, questo lavoro lascia a prossimi contributi ogni velleit di completezza. Ciascuna delle macro-sezioni presentate, proprio per peculiarit e complessit della materia, meriterebbe un approfondimento hegeliano, composto da tesi, antitesi e sintesi, poich lapproccio a questi temi spesso aperto dal come dovrebbe essere, continua col come in realt e chiude col come potrebbe essere. Ha prevalso uno spirito, pragmatico: di curiosit verso un tema odierno, sperimentale per verificare lo status quo, sintetico per comprendere il tutto in un solo contributo. Lo stesso pragmatismo che ci spinge ad ammettere lincompletezza dei dati raccolti e a indicarne le criticit riscontrate, nella speranza di facilitare il compito a chi nella posizione di migliorarne la trasparenza.

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Al termine di una fase conclusiva, legata inevitabilmente ai dati e al commento degli stessi, in qualit di uniche vere cartine al tornasole, di un fenomeno che si rivelato essere molto complesso per una serie di interazioni coi pi diversi ambiti del settore pubblico, abbiamo avvertito la necessit di superare le conclusioni stesse, per aprire un link alla comprensione complessiva del tema dei ritardati pagamenti della PA. Azzardando un approccio cognitivo tripartito del fenomeno dei ritardati pagamenti, si intuisce come tutto quanto descritto finora non sia che la prima fase, la tesi del fenomeno. E ancora tutta da chiarire lantitesi, quindi il mondo dellimpresa e i fenomeni consequenziali ai pagamenti che vi si registrano. Abbiamo quindi voluto superare la parte finale della trattazione, costruendo una traccia per il prosieguo organico della stessa. Solo grazie ad una compiuta analisi dello stato dellarte nelluniverso che si interfaccia con la PA, sar possibile integrare tesi ed antitesi e considerarne la sintesi come vero e completo strumento danalisi.

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EPILOGO
Al termine di un lavoro inquadrato prevalentemente allinterno del settore pubblico, origine dei ritardi di pagamento analizzati, sarebbe interessante valutare anche gli effetti che il relativo scaduto provoca sulla controparte privata, i fornitori che vantano crediti verso la PA. Evidentemente largomento meriterebbe la stessa, se non maggiore, attenzione con la quale si trattato il tema dalla parte della fonte, ma ci limiteremo a tracciare un outline delle maggiori emergenze, includendo gli ultimi sviluppi che stanno coinvolgendo la questione dei pagamenti pubblici. Nel perseguimento di questo scopo, faremo spesso riferimento alla Relazione dellAssociazione Nazionale dei Costruttori Edili (ANCE) al Vice-Presidente della Commissione Europea sullattuazione della Direttiva 2011/7/UE del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. A seguito del recepimento della Direttiva europea sui ritardi di pagamento, con d.lgs 9 novembre 2012, n.192, nata la necessit di monitorare leffettiva applicazione della normativa europea nel nostro Paese. La sopracitata relazione il resoconto di Paolo Buzzetti, presidente di ANCE e rapporteur designato, per rendicontare al Vice Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani, sul primo anno di attuazione della nuova norma europea in Italia. Ne nata una concreta campagna di sensibilizzazione e di monitoraggio che va ben oltre il solo settore edilizio: dallistituzione di un portale web (www.pagamentipa.ance.it) allidea di fare rete fra imprese per far fronte alle conseguenze delle dilazioni di pagamento della PA, sono molteplici le iniziative per contrastare quella che sembra essere una vera e propria piaga economica.

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Mentre stata largamente trattata la parte de iure, con riferimento alle novit introdotte dai decreti sbloccadebiti, meno spazio trova la parte de facto con riferimento alla risposta concreta delle amministrazioni alle nuove leggi, raccolta in Figura 4.1. Come dalle evidenze dello studio di ANCE, lintroduzione di misure pi severe e restrittive ha comportato una reale compliance delle amministrazioni solo per un quarto delle imprese che vi si relazionano. Per il resto si sono generate esternalit negative nella fronte delle novit contrattuali introdotte dalla direzione opposta: sono frequenti le
direttiva europea. Figura 4.1 Comportamenti evasivi della PA a

situazioni in cui le amministrazioni disattendono esplicitamente le indicazioni europee e si moltiplicano le pratiche gravemente inique da parte della PA (ANCE (2014), (http://www.assindca.it/docs/news_04_02_2014_16068.pdf), consultato il 03.03.2014). Trattandosi di un rapporto consuntivo degli sviluppi intercorsi durante il 2013, abbiamo la possibilit di analizzare quantitativamente limpatto delle nuove misure sui tempi di pagamento dichiarati dalle imprese dalliniz io alla fine del primo anno dattuazione della direttiva. Segnali di ripresa e sensibilit al tema si riscontrano nella diminuzione dei giorni medi di pagamento della PA, dai 220 giorni di maggio 2013 ai 206 giorni di Ottobre 2013, ma i ritardi rimangono due o tre volte maggiori rispetto ai termini di legge e permangono picchi che toccano i due anni. Inoltre importante fare inferenza su quantit e numeri solo una volta che assicurato un elevato grado di monitoraggio. Se le amministrazioni sono libere di utilizzare il proprio potere contrattuale per ottenere fatturazioni ritardate, dilazioni di pagamento, rinunce a interessi di mora, qualsivoglia segno di miglioramento o ripresa sarebbe in realt ininfluente sulla sofferenza delleconomia reale.

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Il lieve miglioramento nella tempestivit di pagamento attribuibile in buona parte allimmissione di liquidit nel sistema, in attuazione dei decreti 8 aprile 2013, n.35, convertito con modificazioni con legge 6 giugno 2013, n.64, e 31 agosto 2013, n.102, convertito con modificazioni con legge 28 ottobre 2013, n.124. La riduzione di stress finanziario sugli enti pubblici, con la smobilitazione di debiti scaduti per 27 miliardi di euro (dovranno essere 47,32 nel biennio 2013-2014), ha influito positivamente anche sui tempi di pagamento, generando una leggera distensione che ha interessato il pubblico e il suo indotto (Ministero dellEconomia e delle Finanze (2014), (http://www.mef.gov.it/primo-piano/article_0118.html), consultato il 06.03.2014). E di primaria importanza evidenziare come linosservanza dei termini di pagamento da parte dalla PA, possa costituirsi a vero e proprio cancro per leconomia, contagiando un gran numero di soggetti che operano al di fuori dei canonici confini del settore pubblico. E il caso dei fornitori della PA. Cerved nel proprio database Cerved PA, ne mappa ben 500.000 contando solo i pluri-aggiudicatari che abbiano vinto almeno due gare. Pur scontando deficit meno gravi in termini di pagamenti rispetto a partecipate e enti pubblici, lo studio campionario Cerved (circa 200.000 fatture emesse nei confronti di 5000 fornitori pubblici e scadute a giugno 2013) testimonia lesistenza di un sensibile gap fra imprese standard e imprese fornitrici della PA in termini di performance di pagamento. Come evidenziato in Figura 4.2, le imprese fornitrici accusano un ritardo di pagamento delle fatture di almeno 20 giorni rispetto al totale delle imprese (Cerved, (2013),

(http://www.cervedgroup.com/docu ments/10156/105548/cerved_PAPF1 _13.pdf), p. 13). E evidente che lespansione del problema dei ritardi di pagamento ad un aggregato di queste proporzioni, non possa che minaccia determinare al mondo

unulteriore
Figura 4.2 Confronto dei tempi medi di pagamento (giorni) tra Fornitori PA e Imprese private. Fonte: Osservatorio Cerved, pg. 13

imprenditoriale. Lemergenza non

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quindi da limitare al settore pubblico, seppur con le proprie estroflessioni partecipate, ma da intendere come una malerba che da tempo entrata nei bilanci delle imprese private italiane. Nel mondo del privato si avverte anche un forte senso di frustrazione dovuto a un paradosso che Tajani somatizza cos: E inaccettabile vedere Equitalia inseguire i cittadini che, sbagliando, non pagano le tasse, ma nessuno che insegue le pubbliche amministrazioni quando non pagano le imprese facendole fallire (ANCE, 2014, (http://www.pagamentipa.ance.it/Views/ DettaglioDocumenti.aspx?ID=325), consultato il 01.03.2014).Mentre per i tempi di pagamento ci sono segni di ripresa, per quanto riguarda lo stock di debiti commerciali scaduti da saldare, troviamo riscontro nella relazione ANCE che definisce largomento Il rebus ricognizione dei debiti. La situazione si prospetta, infatti, molto complessa poich a pi di cinque mesi di distanza dal termine del 15 settembre 2013, giorno nel quale il decreto pagamenti PA prevedeva la pubblicazione integrale dei debiti al 31 dicembre 2012, il reale ammontare dello scaduto pubblico ancora lontano da una rassegna complessiva: Entro il termine previsto ha risposto meno del 40% degli interessati, oltretutto fornendo dei dati poco attendibili (poco pi di 3 miliardi di euro)(Cgia Mestr e, 2014, (http://www.cgiamestre.com/2014/02/bortolussi-bene-sblocco-totale-debiti-pama-si-puo-finalmente-sapere-a-quanto-ammonta-lo-stock/) , consultato il

28.02.2014). E questo lo specchio delle difficolt burocratiche, legislative e contabili che incontrano le amministrazioni nella determinazione del proprio insoluto. Nel riepilogo c anche posto per il riscontro negativo rilevato dalle imprese nei confronti degli istituti della certificazione e della compensazione. Per quanto concerne il primo, oltre ai citati pesanti ritardi di implementazione, le imprese lamentano in particolare lassenza di sanzioni per coloro che sono responsabili della (mancata) certificazione e il costo comportato dal fatto che la procedura di certificazione non automatica, ma attivata su richiesta degli enti creditori, facendo gravare su questi ultimi i connessi oneri burocratici. Per quanto riguarda la compensazione dei crediti commerciali con debiti erariali, le imprese sottolineano che abbastanza sterile lattivismo del legislatore nel fornire strumenti a valle della certificazione (come la compensazione), quando allorigine fa

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difetto il meccanismo volto a identificare e legittimare la quota di debito in questione (ANCE 2014,Ibidem). Trattando lambito delle imprese, dobbligo un accenno a come questultime stanno approcciando il ritardo pubblico nei pagamenti e la conseguente crisi di liquidit. In Figura 4.3 una rassegna dei provvedimenti aziendali conseguenti alle criticit dei pagamenti pubblici. Fra coloro che fanno ricorso a strumenti finanziari, la

maggior parte (72%) richiede lanticipo delle fatture in

banca, sostenendo il costo di commissione dellintermediario, mentre

solo il 13% e il 5% del campione ricorre

rispettivamente a cessioni pro soluto e pro solvendo dei crediti, conseguentemente alla difficolt lamentata dalle

imprese, di reperire istituti


Figura 4.3 Rassegna delle risposte delle imprese agli scompensi di liquidit dovuti ai ritardi di pagamento pubblici.

finanziari disponibili a opere di smobilizzo dei crediti. Il costo

degli strumenti finanziari per induce unalta quota dimprese alla scelta dellautofinanziamento (29%). Coerentemente con quanto detto sui fornitori della PA, interessante il dato di 54% di aziende che dilazionano i pagamenti ai propri fornitori e/o sub appaltatori, allungando la catena di disagi e ritardi che trae origine nei pagamenti pubblici. Tuttavia lelemento chiave, cruciale nella comprensione della centralit che i tempi di pagamento pubblici hanno assunto nel dibattito politico italiano, da ricercare nella terza e quarta voce elencate in Fig. 4.3. I ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione hanno avuto gravi ripercussioni anche in termini di ridimensionamento dellattivit dimpresa: il 41% delle imprese dovuto ricorrere ad una riduzione degli investimenti, mentre nel

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37% dei casi si ricorso alla riduzione del numero di dipendenti. In entrambe le fattispecie si tratta di scelte rilevanti, il cui peso graver sulleconomia soprattutto negli anni venturi. Lopera di monitoraggio condotta dalla relazione dellANCE ha portato allavvio da parte di Antonio Tajani di una procedura dinfrazione nei confronti dellItalia. Il 3 febbraio 2014 partita la prima lettera che concede al nostro Paese cinque settimane per dimostrare la non infrazione della direttiva europea, al termine delle quali scatter la lettera di messa in mora (ANCE (2014),

(http://www.pagamentipa.ance.it/Views/DettaglioDocumenti.aspx?ID=317), consultato il 28.02.2014. E importante che esista un monitoraggio esterno e super partes, che applichi gli strumenti punitivi quando necessario, in primo luogo per mantenere alta lattenzione mediatica sul tema e in secondo luogo per incitare il governo a dare attuazione alle ricette presentate in campagna elettorale. Contrastare e risolvere il tema dei pagamenti nella PA un fatto economico, perch le imprese efficienti non possono soccombere a causa di inefficienze pubbliche, un fatto di competitivit nazionale, perch una PA che paga con ritardo costituisce ulteriore freno per gli investimenti stranieri in Italia, ed un fatto di credibilit internazionale. Questo contributo si proposto di approcciare un tema in fieri, con uno spirito di integrazione e sintesi di tutte quelle componenti che ne fanno un argomento cos ostico e sfuggevole. Non si voluto rinunciare a un vezzo sperimentale di misurazione empirica, ad integrazione di una rassegna delle fonti secondarie spesso lacunosa e incoerente. Come detto, per ogni singolo soggetto trattato esiste unopportuna letteratura e tutto lo spazio cognitivo per approfondirne di molto le dinamiche; ma in unottica pragmatica e inclusiva, il lavoro si intende come una ricognizione di una problematica poco conosciuta, nella speranza possa fungere da prospetto illustrativo per coloro che vi si approcciano e, ci auguriamo, da punto di partenza per gli operatori che in un prossimo futuro saranno chiamati a fronteggiare la soluzione improrogabile di unemergenza insostenibile.

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Ministero dellEconomia e delle Finanze (2012), Decreti per accelerare i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni, disponibile allindirizzo (http://www.mef.gov.it/certificazionecrediti/documenti/slides_crediti_pa.pdf), consultato il 20.11.2013. Ministero dellEconomia e delle Finanze (2014), Pagamento debiti della PA ai fornitori, disponibile allindirizzo (http://www.mef.gov.it/primo piano/article_0118.html), consultato il 06.03.2014. Ministero dellEconomia e delle Finanze (2013), Rafforzare la finanza dimpresa , febbraio 2013 Ministero della Salute (2013), I piani di rientro, disponibile allindirizzo (http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2239&area=pi aniRientro&menu=obiettivi), consultato il 26.11.2013 Ministero della Salute (2009), Farmaceutica convenzionata, disponibile allindir izzo (http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=1376&area=tr acciabilita%20farmaco&menu=vuoto), consultato il 27.02.2014. Nomisma (2011), Il ruolo dei servizi pubblici locali nelle economie territoriali, disponibile allindirizzo (http://download.confservizi.net/apri_documento.aspx?I0=17850592-cd42-400d820d-bd13126e1632), consultato il 10.01.2014. OECD (2013), Healt Data 2013, Dove si colloca lItalia, disponibile allindirizzo (http://www.oecd.org/els/health-systems/Briefing-Note-ITALIA-2013-in-Italian.pdf), consultato il 28.02.2014. Padovani E. (Bureau van Dijk Eurispes) (2013), Mappatura delle societ a partecipazione pubblica, in 25 Rapporto Italia (Eurispes), disponibile allindirizzo (http://www.eurispes.eu/content/rapporto-italia-2013-0), consultato il 17 03.2014. Padovani E. (2012), Finanza locale e negoziazione sociale: come leggere i bilanci comunali, in Oggidomani anziani n.4 2012, pp. 161-196. Padovani E. (2013), Leconomista Emanuele Padovani: I debiti dello Stato vers o le imprese sono molti di pi di 70 miliardi (intervista), disponibile allindirizzo (http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/noveinpunto/2013-0312/leconomista-emanuele-padovani-debiti-133206.php), consultato il 19.12.2013.

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Padovani E. (2013), Rapporto Dexia Crediop 2013 sulla congiuntura della finanza locale, disponibile allindirizzo (http://www.dexiacrediop.it/SITE_BINARY_DATA/00090000001005006.pdf), consultato il 28.01.2014. Privatization Barometer (2013), The Privatization Report 2012, Milano, disponibile allindirizzo (http://www.kpmg.com/IT/it/IssuesAndInsights/ArticlesPublications/Documents/PB KPMGENI.pdf), consultato il 02.03.2014. Trovati G. (2013), La babele delle partecipate, il Sole 24 Ore, disponibile allindirizzo (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-21/babelepartecipate-082105.shtml?uuid=AbbdPCZI), consultato il 29.01.2014. Trovati G. (2013), Ecco lItalia dei pagamenti bloccati, il Sole 24 Ore (18 febbraio n. 48).

129

APPENDICE A
APPENDICE A Prospetto riepilogativo delle scadenze e dei principali adempimenti previsti dal decreto legge. Fonte: Camera dei Deputati-Servizio Studi (2013), (http://documenti.camera.it/leg17/dossier/Testi/D13035_0.htm), pp. 32 e segg., consultato il 13.12.2013. Scadenze e adempimenti per il pagamento dei debiti della PA Entro il 14 aprile 2013 Il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) stipula con la Cassa depositi e prestiti S.p.A. (CdP) un apposito addendum alla Convenzione del 23 dicembre 2009 volto a dare immediata operativit alla Sezione relativa agli enti locali del Fondo per il pagamenti dei debiti istituito dal decreto legge. Trasferendo al contempo le disponibilit della predetta sezione su apposito conto corrente acceso presso la Tesoreria centrale dello Stato, su cui Cassa depositi e prestiti autorizzata ad effettuare operazioni di prelevamento e versamento. Ai fini della certificazione delle somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, Le amministrazioni pubbliche sono obbligate a registrarsi sulla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni predisposta dal Dipartimento della ragioneria generale dello Stato. La mancata registrazione sulla piattaforma elettronica entro il termine rilevante ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporta responsabilit dirigenziale e disciplinare; i dirigenti responsabili sono altres assoggettati ad una sanzione pecuniaria pari a 100 euro per ogni giorno di ritardo nella registrazione. a) I comuni e le province comunicano mediante il sistema web della Ragioneria generale dello Stato, gli spazi finanziari di cui necessitano per sostenere i pagamenti che vengono esclusi dai vincoli del patto di stabilit interno per un importo complessivo di 5.000 milioni di euro - di debiti di parte capitale certi liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012, ovvero dei debiti di parte capitale per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il termine del 30 aprile 2013, ivi inclusi i pagamenti delle province in favore dei comuni, sostenuti nel corso del 2013 dagli enti locali. Ai fini del riparto si considerano solo le comunicazioni pervenute entro il termine; b) Gli enti locali che non possono far fronte ai pagamenti dei debiti a causa di carenza di liquidit chiedono alla Cassa depositi e prestiti S.p.A., secondo modalit stabilite nel predetto addendum, l'anticipazione di liquidit da destinare ai pagamenti. c) Le regioni e le province autonome che non possono far fronte ai pagamenti dei debiti diversi da quelli finanziari e sanitari, ivi inclusi i pagamenti in favore degli enti locali, a causa di carenza di liquidit, con certificazione congiunta del Presidente e del responsabile finanziario chiedono al MEF l'anticipazione di somme da destinare ai predetti pagamenti a valere sulle risorse della apposita "Sezione per assicurare la liquidit alle regioni e alle province autonome per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari" del Fondo unico. d) Ciascun Ministero trasmette al MEF l'elenco, in ordine cronologico con l'indicazione dei relativi importi, dei debiti relativi a somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali maturati alla data del 31 dicembre 2012 . Assieme agli elenchi, le Amministrazioni formulano le richieste per l'accesso al riparto della dotazione di un fondo, appositamente rifinanziato, per il pagamento dei debiti. La Conferenza Stato-citt ed autonomie locali ha facolt di individuare le modalit di riparto: a) degli importi dei pagamenti da escludere dal patto di stabilit per ciascun ente locale; b) dell'anticipazione di liquidit da parte della CdP per il pagamento dei debiti degli enti locali. In caso di mancata pronuncia da parte della Conferenza Stato-citt ed autonomie locali, il riparto dei pagamenti e delle anticipazioni operato su base proporzionale.

Entro il 29 aprile 2013

Entro il 30 aprile 2013

Entro il 10 maggio2013

La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano pu individuare modalit di riparto, diverse dal criterio proporzionale, per l'anticipazione di somme da concedere a regioni e province autonome per il pagamento di debiti diversi da quelli finanziari e sanitari. Entro il 15 maggio2013 a) Con decreto del MEF sono individuati, per ciascun ente locale, gli importi dei pagamenti da escludere dal patto di stabilit interno in misura pari al 90% dell'importo di 5 miliardi di euro. Nelle more dell'emanazione del predetto decreto del MEF, ciascun ente locale pu comunque effettuare i pagamenti nel limite massimo del 13 per cento delle disponibilit liquide detenute presso la tesoreria statale al 31 marzo 2013 e, comunque, entro il 50 per cento degli spazi finanziari che intendono comunicare entro il 30 aprile 2013. b) La CdP provvede all'anticipazione di liquidit per il pagamento dei debiti degli enti locali che ne siano sprovvisti. Entro i 30 giorni successivi alla concessione della anticipazione gli enti locali che abbiano deliberato il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale sono tenuti a modificare conseguentemente il proprio piano di riequilibrio. c) Con decreto del MEF sono altres stabiliti gli importi da concedere in anticipazione alle regioni e alle province autonome per i pagamenti dei debiti diversi da quelli finanziari e sanitari. All'erogazione delle somme si provvede soltanto qualora la Regione abbia assolto alcuni adempimenti (quali l'adozione di misure idonee per la copertura annuale del rimborso dell'anticipazione di liquidit, la presentazione di un piano di pagamento dei debiti cumulati e la sottoscrizione di un contratto con il MEF nel quale siano definite le modalit di erogazione e di restituzione delle somme) indicati all'art.2, comma 3, del decreto e soggetti a verifica da parte di un apposito Tavolo istituito presso a Ragioneria generale dello Stato. d) Il MEF provvede in via d'urgenza con decreto direttoriale a un primo riparto fra le regioni dell'anticipazione di liquidit per favorire l'accelerazione dei pagamenti dei debiti degli enti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), fino a concorrenza massima dell'importo di 5 miliardi di euro. Anche in questo caso all'erogazione delle somme si provvede, anche in tranche successive, in seguito alla predisposizione, da parte regionale, di taluni adempimenti indicati all'art.3, comma 5, del decreto. e) In caso d'insufficienza delle risorse stanziate rispetto ai debiti accertati dei Ministeri, con decreto del MEF ripartito un apposito Fondo - all'uopo rifinanziato di 500 milioni di euro per l'anno 2013 con criteri proporzionali rispetto alle richieste formulate dalle Amministrazioni entro il termine perentorio del 30 aprile 2013. Le regioni trasmettono al MEF, con certificazione congiunta del Presidente e del responsabile finanziario, l'istanza di accesso all'anticipazione di liquidit disposta in via d'urgenza con decreto direttoriale del MEF fino a concorrenza dell'importo di 5 miliardi di euro - per il pagamento dei debiti degli enti del SSN. Qualora l'ammontare dei debiti dei Ministeri dovesse risultare superiore alle risorse stanziate, i Ministeri interessati definiscono, con apposito decreto del Ministro competente di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da comunicare alle competenti Commissioni Parlamentari e alla Corte dei conti, un piano di rientro volto al conseguimento di risparmi attraverso misure di razionalizzazione e riorganizzazione della spesa. Le pubbliche amministrazioni centrali e locali comunicano ai creditori, anche a mezzo posta elettronica, l'importo e la data entro la quale provvederanno ai pagamenti dei propri debiti. L'omessa comunicazione rileva ai fini della responsabilit per danno erariale a carico del responsabile dell'ufficio competente. In relazione alle richieste pervenute sino a dieci giorni prima rispetto a tale data, si procede, con un ulteriore decreto del MEF, al riparto della quota residua del 10 per cento (dei 5 miliardi di euro stanziati al fine di escludere i pagamenti dei debiti di

Entro 31 maggio2013

Entro il 15 giugno

Entro il 30 giugno 2013

Entro il 15 luglio 2013

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parte capitale dal patto di stabilit interno), unitamente alle disponibilit non assegnate con il primo decreto. In caso di mancata adozione del piano di rientro dei debiti delle amministrazioni centrali, il Ministro competente invia alle competenti Commissioni Parlamentari e alla Corte dei conti una relazione recante l'indicazione delle cause dell'inadempienza. Entro il 31 luglio 2013 Con provvedimento del Direttore generale del tesoro del MEF sono stabilite le modalit attraverso le quali la piattaforma elettronica istituita per le finalit di surrogazione nei contratti di finanziamento. utilizzata anche per la stipulazione e notificazione degli atti di cessione dei crediti della PA.. Le pubbliche amministrazioni debitrici comunicano, utilizzando la piattaforma elettronica per il rilascio delle certificazioni delle somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, l'elenco completo dei debiti certi, liquidi ed esigibili, maturati alla data del 31 dicembre 2012, con l'indicazione dei dati identificativi del creditore. L'ABI comunica al MEF l'elenco completo dei debiti certi, liquidi ed esigibili nei confronti di pubbliche amministrazioni maturati alla data del 31 dicembre 2012 che sono stati oggetto di cessione in favore di banche o intermediari finanziari autorizzati, con indicazione dei dati identificativi del cedente, del cessionario e dell'amministrazione debitrice e distinguendo tra cessioni pro-soluto e cessioni prosolvendo. E incrementato da 3 a 5 dodicesimi il limite massimo di ricorso da parte degli enti locali ad anticipazioni di tesoreria. L'utilizzo di tale maggiore anticipazione vincola per i comuni una quota corrispondente delle entrate dell'imposta municipale propria per l'anno 2013 e per le province una quota dell'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilit civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori, per il medesimo anno 2013. Una quota, non superiore al 10 per cento, della dotazione complessiva delle sezioni del Fondo per il pagamento dei debiti, unitamente alle disponibilit non assegnate in prima istanza, assegnata ad anticipazioni di liquidit per il pagamento dei debiti degli enti locali e di quelli delle regioni e delle province autonome diversi da quelli finanziari e sanitari, richiesti in data successiva al 30 aprile 2013 ma, comunque, non oltre il 30 settembre 2013. Alla luce delle risultanze emerse in sede di Tavolo di verifica degli adempimenti regionali in materia sanitaria, con decreto direttoriale del MEF si stabilisce il riparto definitivo fra le regioni, comprensivo degli importi previsti per l'anno 2014, dei 14 miliardi di euro destinati all'anticipazione di liquidit per il pagamento dei debiti degli enti del servizio sanitario nazionale. Le somme sono erogate al netto di quanto concesso a valere sui primi 5 miliardi di euro da assegnare entro il 15 maggio 2013. Le regioni trasmettono al MEF l'istanza di accesso all'anticipazione della liquidit ripartita in via definitiva anche per l'anno 2014 - destinata al pagamento dei debiti degli enti del SSN. Con decreto del MEF sono stabiliti gli ulteriori importi da concedere in anticipazione alle regioni e alle province autonome per i pagamenti dei debiti diversi da quelli finanziari e sanitari.

Entro il 15 settembre

Sino al 30 settembre 2013

Entro il 31 ottobre2013

Entro il 30 novembre2013

Entro il 15 dicembre2013 Entro il 15 febbraio2014

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APPENDICE B
APPENDICE B Istogramma rappresentativo dei 27 Paesi Membri UE in termini di debiti commerciali su PIL Fonte: Eurostat (2013), (http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/government_finance_statistics/documents/Note_on_AF.71LOct_2013.pdf), consultato il 06.03.2014.

1 Italia

NB: nei casi (*) il dato stimato poich non disponibile dalla contabilit.

133

APPENDICE C
APPENDICE C Comuni con OO.PP. presenti in banca dati per fascia demografica e per Regione- esercizio 2011 Fonte: Corte dei Conti-Sezione delle Autonomie (2013), (www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_autonomie/2013/delibera_21_2013_sezaut_fr g_relazione.pdf), p. 312, consultato il 27.12.2013.

134

APPENDICE D
APPENDICE D Versione integrale dellAllegato al d.lgs 33/2013 Fonte: Gazzetta Ufficiale (2013), (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/04/05/13G00076/sg), consultato il 03.03.2014.

135

136

137

138

APPENDICE E
APPENDICE E Grafico 12 in versione integrale. Fonte: Bussola della Trasparenza (2013), disponibile allindirizzo (http://www.magellanopa.it/bussola/page.aspx?s=cruscotto-bussola&qs=I/LavitAEpUzr|ZVIfNgwQ), consultato il 03.03.2014

Regione Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino-Alto Adige Umbria Valle d'Aosta Veneto TOTALE

Numero PA 245 124 336 564 481 251 448 219 1525 258 119 1251 363 419 426 381 177 105 69 673 8434

Totale PA 372 180 513 854 591 287 663 298 1889 332 175 1429 501 517 665 482 337 163 85 816 11149

% 65,86% 68,89% 65,50% 66,04% 81,39% 87,46% 67,57% 73,49% 80,73% 77,71% 68,00% 87,54% 72,46% 81,04% 64,06% 79,05% 52,52% 64,42% 81,18% 82,48% 75,65%

139

Ospedali dei Colli - Monaldi - Cotugno C.T.O. Azienda Ospedaliera Gaetano RummoBenevento

LAzienda ospedaliera santAnna e san Sebastiano di Caserta

Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico S. Orsola-Malpighi Azienda Ospedaliera Universitaria "Federico II" Azienda Ospedaliera Universitaria OO.RR. S.Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

AZIENDA OSPEDALIERA DI RILIEVO NAZIONALE SANTOBONO PAUSILIPON Ospedale Pausilipon

Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara - Arcispedale Sant'Anna

Azienda Ospedaliera "San Giuseppe Moscati"

ARCISPEDALE S. MARIA NUOVA AZIENDA OSPEDALIERA DI REGGIO EMILIA

Azienda Ospedaliera di Catanzaro "Pugliese-Ciaccio"

AZIENDA OSPEDALIERA S CARLO POTENZA

Azienda Ospedaliera "Bianchi Melacrino Morelli", Reggio CAL

AZIENDA OSPEDALIERA "A. CARDARELLI" - NAPOLI

AZIENDA OSPEDALIERA MATERDOMINI

Policlinico di Modena

BASILICATA

CAMPANIA

17% 9% 9% 90% RC CZ CZ 013671908060199152079001991530799 0,00% 0,00% 0,00% 0/67 0/67 0/67 67/67 100% 1 1 1 100% 1 1 0% 0 0 0 0% 0 0 0% 0 0 0 0% 0 0 0 0 0

Regione BAS Pubblica solo una misura di tempo 0 medo di pagamento Pubblica solo misure 0 diverse Pubblica misura 0 media e diverse Non pubblica tempi 1 di pagamento Localit PZ P.Iva 01186830764 % 85,07% Indicatori 57/67 soddisfatti/Tot. Indirizzo pagina 0% 0 0 0 0% 0 0 1 66/67 66/67 Layout del sito inappropria to e inadeguato alle direttive di legge

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RE FE MO BO 01614660353012959503880224174036002553300373 98,51% 98,51% 74,63% 61,19%

EMILIA R.

ITALIA

01066380328

66/67

66/67

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NOTE

25%

APPENDICE F Rassegna completa AO

APPENDICE F

13%

Aggiornato a TEMPO MEDIO PAGAMENTO FORNITORI Pagamento medio sistema G3S FIN LOMBARDA Pagamento tramite mandati diretti Tempi Medi pagamento Alimentari Tempi Medi Pagamento Altri beni, servizi e forniture Materiale Sanitario Materiale non sanitario Servizi, noleggi Investimenti in c/capitale, lavori Utenze Beni servizi, convenzioni Forniture CONSIP Stato Avanzamento Lavori (SAL) Pubbliche Assitenze Prodotti farmaceutici INDICATORI DIVERSI #DIV/0! 0 0

http://www.ospedalesancarlo.it/trasparenza_valutazione_merito/trasparenza/pagamenti_dell_amministrazione/indicatore_di_tempestivita http://www.aocatanzaro.it/?q=node/990 http://www.ospedale.caserta.it/indicatoreditempestivita.htm http://www.aosgmoscati.av.it/web/amministrazione-trasparente/pagamenti-dell-amministrazione http://www.santobonopausilipon.it/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti http://www.magellanopa.it/bussola/Struttura_sito_di_prova/AmministrazioneTrasparente/Pagamenti/IndicatoreTempestivitaPagamenti.html http://www.policlinico.unina.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/993 http://www.sangiovannieruggi.it/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti http://www.ospedalideicolli.it/amministrazione-trasparente/pagamenti-dellamministrazione/ http://www.asmn.re.it/Sezione.jsp?titolo=Indicatore%20di%20tempestivit%C3%A0%20dei% http://www.ospfe.it/amministrazione-trasparente/pagamenti-dellamministra http://www.policlinico.mo.it/trasparenza/amministrazione_tras http://www.aosp.bo.it/content/indicatore-tempes Esiste una sezione Layout del Layout del Layout del dedicata, sito Esiste una Esiste una Esiste una Esiste una sito sito ma inappropria sezione sezione sezione sezione inappropria inappropria 90 gg di sprovvista to e Esiste una dedicata, dedicata, dedicata, dedicata, to e to e Esiste una tempo di alcun inadeguato sezione ma ma ma ma inadeguato inadeguato sezione medio di dato (In alle dedicata, sprovvista sprovvista sprovvista sprovvista alle alle dedicata, pagamento corso di direttive di ma recante di alcun di alcun di alcun di alcun direttive di direttive di ma recante al inserimento legge altri dati. dato dato dato dato legge legge altri dati. 31/12/2013 set-13 giu-13

Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato

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250

250,00

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30

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Azienda Ospedaliera "Ospedale Civile di Legnano" Azienda Ospedaliera "Guido Salvini"

Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico

Azienda Ospedaliera Istituti Clinici di Perfezionamento

Policlinico Universitario campus Bio medico

AZIENDA COMPLESSO OSPEDALIERO SAN FILIPPO NERI

Azienda Ospedaliero - Universitaria "Ospedali Riuniti" Trieste

Ifo, Istituti Fisioterapici Ospitalieri, IRCCS "Istituto Regina Elena" e "Istituto San Gallicano

Azienda Ospedaliero "Santa Maria deli Angeli" Pordenone

Policlinico Universitario "Agostino Gemelli"

Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia Udine

Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Tor Vergata

Azienda Ospedaliero Sant'Andrea

Azienda Ospedaliero San CamilloForlanini di Roma

FVG 0 0 0 1 TS PN UD 010663803280130297093202445630300 98,51% 95,52% 28,36% 66/67 64/67 19/67 66/67 66/67 55/67 53/67 0/67 0/67 1 1 100% 1 1 1 1 1 1 1 0 0 0% 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0% 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0% 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1

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RM RM RM RM RM RM RM RM RM 047350610060601957100610110821005010330110060473870100404733051009021331201500480205100505865511009 98,51% 98,51% 82,09% 79,10% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0/67 0/67 0/67

MI MI MI BG BS MI MI 12314450151118094801520440830015200837210160019710109861231348015911390840152 100,00% 100,00% 100,00% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 66/67 67/67

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Azienda Ospedaliera "Osperdale Niguarda c Granda" Ospedale San Martino LIGURIA LAZIO

Azienda Ospedaliera Complesso Ospedaliero San Giovanni Addolorata

Umberto I Policlinico di Roma

Azienda Ospedaliera "Mellino Mellini"

A.O. "Papa Giovanni XXIII"

FRIULI V. G.

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65,71

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150 - 180 60- 90 30 90

141

Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco

Azienda Ospedaliera di Desenzano del Garda Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna Azienda Ospedaliera "ospedale di circolo di melegnano" Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi Azienda Ospedaliera Istituto Ortopedico Gaetano Pini

Azienda Ospedaliera della Privincia di Pavia

Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia

Azienda Ospedaliera San Poalo Polo Universitario

Azienda Ospedaliera "Ospedale San Carlo Borromeo"

Azienda Ospedaliera SantAntonio Abate di Gallarate

Azienda Ospedaliera di Cremona

Azienda Ospedaliera Carlo Poma

Azienda Ospedaliera "Ospedale Maggiore" di Crema

Azienda Ospedaliera "Ospedale Sant'Anna"di Como

Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate

OSPEDALE DI CIRCOLO - BUSTO ARSIZIO

Ospedale Luigi Sacco Azienda Ospedaliera Polo Universitario

Azienda Ospedaliera Treviglio

AZIENDA OSPEDALIERA SAN GERARDO

Ospedale "Bolognini"

LOM 0 0 0 1 1 1 0 1 1 1 1 1 0 1 0 0 1 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

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LC CR MB MB BS BG BG VA MI MI MI VA VA MI SO MI CR CO PV MN BS 02166640132010713101950273339096300745800961011092001780258558016602585160167024110801260441092015311385730152044441501570241125012500413270125123194201590020203014400903310159 1151550199 02166380135019492201880173614020101972400988 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 97,01% 97,01% 97,01% 97,01% 92,54% 92,54% 74,63% 71,64% 52,24% 1,49% 0,00% 0,00% 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 35/67 65/67 65/67 65/67 62/67 62/67 50/67 65/67

LOMBARDIA

02432930416

48/67

gen-67

0/67

0/67

http://www.ospedali.lecco.it/index.php/it/azienda-ospdaliera/amministrazione-trasparente-2013/pagamenti-dellamministrazione http://www.ospedale.cremona.it/public/htm/trasparenza-valutazione-at3-istituti-ospitalieri-cremona.php?&l1_id=17&l2_id=5 http://www.aodesiovimercate.it/web/index.php/Trasparenza/mostra/61.html http://hsgerardo.org/pagamenti-dell-amministrazione http://www.spedalicivili.brescia.it/upload/spedalicivili_brescia/gestionedocumentale/INDICATORE%20DI%20TEMPESTIVITA'%20DEI%20PAGAMENTI_784_9930.pdf http://www.ospedale.treviglio.bg.it/281.asp http://www.bolognini.bg.it/ITA/Default.aspx?SEZ=1&PAG=123&NOT=624 http://www.aobusto.it/aziendaospedaliera/trasparenza-valutazione-e-merito/pagamenti-dell-amministrazione-trasparenza/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti http://www.gazzettaamministrativa.it/opencms/export/sites/default/_gazzetta_amministrativa/amministrazione_trasparente/_LOM/_azienda_ospedaliera_polo_universitario_luigi_sacco_di_milano/170_pag_amm/010_ind_ http://www.sancarlo.mi.it/trasparenza/dlgs33_2013_pagamenti.htm http://www.ao-sanpaolo.it/area_amministrativa/op-trasparenza/tempestivita-pagamenti.php http://www.ospedaledigallarate.it/docamministrazione/cat_view/28-amministrazione-trasparente/99-pagamenti-dellamministrazione/119-indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti http://www.ospedalivarese.net/trasparenza/indicatoretempestivita http://www.aomelegnano.it/amministrazione-trasparente/237 http://www.aovv.it/4481_Indicatori_di_tempestivita_dei_pagamenti.html http://www.gpini.it/main-menu/amministrazione-trasparente/pagamenti-dellamministrazione/#indicatore http://www2.hcrema.it/amministrazionetrasparente/pagamenti-indicatore-tempestivita-pagamenti.php http://www.hsacomo.org/v2/1/?s=10&p=s38 http://www.ospedali.pavia.it/aopavia/servlet/RenderingDocument?Document=Tempi_m https://www.aopoma.gov.it/indicatore-di-tempestivit-dei-pagamenti/ http://www.aod.it/ Il DG attesta Si evidenzia Il DG attesta Il DG attesta Il DG attesta Non L'Azienda Il valore l'inesistenza che non LAzienda l'inesistenza l'inesistenza l'inesistenza risultano attesta include Layout del di fatture stata Ospedaliera di fatture di fatture di fatture Adotta debiti certi, l'inesistenza anche i Esiste una sito scadute al effettuata Spedali scadute scadute scadute pagina liquidi ed di fatture documenti sezione inappropria 31/12/2012 alcuna Civili di oltre i oltre i oltre i istituzionale esigibili scadute al pagati oltre dedicata, to e e non comunicazio Brescia in termini termini termini conforme maturati al 31/12/2012 i termini ma inadeguato pagate alla ne ai sensi attuazione previsti dai contratti e contratti e all'art. 51 31 dicembre e non contrattuali sprovvista alle data del del primo di quanto singoli non inviate non inviate D.Lgs n. dell'anno pagate alla per la di alcun direttive di 31/05/2013 periodo del previsto dal contratti al al 33/2013 2012 e non data del presenza di dato legge giu-13 Rilevazione dall'1/13 al 16/09/2013 set-13 gen-ago 2013 gen - dic 2013 nov-13

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60*

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142

Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga

Azienda Ospedaliera Citt della Salute e della Scienza C.T.O. - C.R.F. Maria Adelaide

Azienda Sanitaria Ospedaliera S.Croce e Carle Cuneo

Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti MAR Nord

Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Papardo PIE

Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia Cervello

Azienda ospedaliera Maggiore della Carit Azienda Ospedaliero-Universitaria Molinette -San Giovanni Battista di Torino

Azienda Ospedaliero - Universitaria "Policlinico - Vittorio Emanuele"

Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona

A.O. CITTA' DELLA SALUTE E DELLA SCIENZAO.I.R.M. - Sant'Anna DI TORINO

Azienda Ospedaliera Policlinico di Bari

Azienda Ospedaliera Nazionale ss.Antonio e Biagio e c.Arrigo Alessandria

AZIENDA OSPEDALIERA ORDINE MAURIZIANO DI TORINO

MAR 0 63% 0 13% 0% 25% 0 1 0 1 PU AN 0243293041601464630423 98,51% 0,00% 66/67 0/67 66/67 66/67 66/67 65/67 65/67 65/67 65/67 31/67 AL TO TO TO TO NO TO CN 0164056006409059340019955703600161077118001410771180014015213300331077118001401127900049 98,51% 98,51% 98,51% 97,01% 97,01% 97,01% 97,01% 46,27% 1 100% 0 1 1 0 0 0 0 0 0 0% 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0% 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0% 0 0 0 1 1 1 1 1 0 0

MAR

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PIE

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100% BA FG 0484641072002218910715 98,51% 98,51% 66/67 66/67 CA CA SS 023155209200310856092502268260904 98,51% 98,51% 82,09% 66/67 66/67 55/67

ME PA PA CT RG 0305188083305841770828058417808270472129087401426410880 100,00% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51%

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http://www.ospedaliMARnord.it/3/amministrazione-trasparente/pagamenti-dellamministrazione/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti.html http://www.ospedaliriuniti.MAR.it/portale/index.php?id_sezione=76 http://www.ospedale.al.it/MisureTempestive.aspx?div=325&idPagina=45 https://www.mauriziano.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/996 http://www.sanluigi.PIE.it/amministrazione_trasparente/pagamenti_amministrazione/Indicatore%20di%20tempestivita%20dei%20pagamenti.shtml http://www.cittadellasalute.to.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4004%3Aindicatori-di-tempestivita-dei-pagamenti&catid=270&Itemid=362 http://www.cittadellasalute.to.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4004%3Aindicatori-di-tempestivita-dei-pagamenti&catid=270&Itemid=362 http://www.maggioreosp.novara.it/site/home/lospedale-maggiore/amministrazione-trasparente/pagamenti-dellamministrazione/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti.html http://www.cittadellasalute.to.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4004%3Aindicatori-di-tempestivita-dei-pagamenti&catid=270&Itemid=362 http://www.ospedale.cuneo.it/index.php?id=246 http://www.sanita.PUG.it/portal/page/portal/SAUSSC/Aziende%20Sanitarie/AZIENDE%20OSPEDALIERE/Azienda%20Ospedaliero%20Universitaria%20Consorziale%20Policlinico/Amministr http://www.sanita.PUG.it/portal/page/portal/SAUSSC/Aziende%20Sanitarie/AZIENDE%20OSPEDALIERE/Azienda%20Ospedaliera%20Ospedali%20Riuniti%20-%20Foggia/Amm http://www.aobrotzu.it/index.php?xsl=87&s=9&v=9&c=4466&nodesc=2 http://www.aoucagliari.it/index.php?xsl=87&s=10&v=9&c=4014&nodesc=2 http://www.aousassari.it/index.php?xsl=87&s=11&v=9&c=4161&esn=Primo+piano http://www.aorpapardoPIE.it/amministrazione_trasparente/pagamenti_dell_amministrazione/ind http://www.ospedalecivicopa.org/trasparenza/17_1.htm http://www.ospedaliriunitipalermo.it/indicatore_di_tempestivita_dei_p http://www.policlinicovittorioemanuele.it/pagamenti-del http://app1.websanity.it/MENU/trasparenza Esiste una Esiste una Esiste una dopo dopo Dopo Esiste una Alla data del sezione sezione sezione l'accredito l'accredito l'accredito sezione 30 giugno dedicata, dedicata, dedicata, Esiste una dei fondi di dei fondi di dei fondi di Esiste una Esiste una Esiste una Esiste una Esiste una Esiste una dedicata, Esiste una 2013 non Esiste una ma ma ma sezione cui al DL cui al DL cui al DL sezione sezione sezione sezione sezione sezione ma sezione risultavano sezione sprovvista sprovvista sprovvista dedicata, 35/2013 35/2013 35/2013 dedicata, dedicata, dedicata, dedicata, dedicata, dedicata, sprovvista dedicata, debiti dedicata, di alcun di alcun di alcun ma (prima (prima (prima ma ma ma ma ma ma di alcun ma commerciali ma dato (In dato. dato (In sprovvista tranche tranche tranche sprovvista sprovvista sprovvista sprovvista sprovvista sprovvista dato (In sprovvista emessi al sprovvista corso di Pubblicato corso di di alcun erogata il erogata il erogata il di alcun di alcun di alcun di alcun di alcun di alcun corso di di alcun 31/12/2012 di alcun inserimento solo un inserimento dato 30/07/2013) 30/07/2013) 30/07/2013) dato dato dato dato dato dato inserimento dato certi, liquidi dato dic-12

Civile Maria Patern Arezzo A.O.U. Cagliari A.O.U. Sassari A.O. Brotzu

dell'A.O.U. OO.RR. FOGGIA

ARNAS - Ospedale Civico e Benefratelli

SARDEGNA

PIEMONTE

MARCHE

PUGLIA

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200

200

300 200*

160 215

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Azienda Ospedaliera "Santa Maria" Terni

Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione Garibaldi

Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico G.Martino

Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana

Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona

Azienda Ospedaliero di Perugia

Azienda Ospedaliera di Padova UMBRIA


UMB 0 0% VEN 0 0 0% 0 0 0% 0 1 100% 1 0/67 64/67

A.O.U.C. Azienda OspedalieroUniversitaria Careggi

Ospedale Meyer di Firenze

AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA SENESE

A.O. Cannizzaro

TOSCANA

SIC 0 25% 0 0% 0% 75% FI FI SI PI 04612750481021756804830038830052701310860505 98,51% 98,51% 97,01% 0,00% 66/67 66/67 65/67 0/67 1 0 0 0 0 0 0 0 0% 25% 0 1 ME CT CT 030518908320472128087504721270876 95,52% 0,00% 0,00% 64/67 0/67 0/67 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0% 0 0 1 1 1 0 1 1 1 75% 0

SIC

SIC

TOS

TOS

TOS

TOS

UMB

VEN

0%

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0%

1 PG TR 0210105054600679270553 32,84% 0,00% 22/67

100%

VR PD 0390142023600349040287 95,52% 91,04%

61/67

http://www.polime.it/node/1006 http://www.aocannizzaro.it/d-tempest-pagamenti/tempipagamento2012.pdf http://www.ao-garibaldi.catania.it/servizi-e-attivit/amministrazione-trasparente/pagamenti-dell-amministrazione/documenti-pagamenti-dell-amministrazione/indicatori-di-tempestivita-dei-pagamenti.pdf http://www.aou-careggi.TOS.it/internet/index.php?option=com_content&task=view&id=1550&Itemid=191 http://www.meyer.it/lay_cat.php?IDCategoria=1289 http://www.ao-siena.TOS.it/AMMINISTRAZIONE_TRASPARENTE/16%20PAGAMENTI/Indicatore_tempestivita_pagamenti.html http://www.ao-pisa.TOS.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3122%3Aamministrazione-trasparente-indicatore-di-tempestivita-dei-pag http://www.ospedale.perugia.it/pagine/amministrazione-trasparente-000/pagamenti-dellamministrazione http://www.aospterni.it/azienda/trasparenza/trasparenza.htm http://www.ospedaleuniverona.it/ecm/home/l-azienda/amministrazione-trasparente/p http://www.sanita.padova.it/amministrazione-trasparente/pagamenti-de "presto Esiste una I debiti Contenuto online" sezione Layout del certi, liquidi in Pubblicazio dedicata, sito ed esigibili allestiment ne on line di Dati ma inappropria al o. debiti al disponibili sprovvista to e 31.12.2012 Pubblicazio 31/12/2012 solo per II Valore di alcun inadeguato dell'Azienda ne dello non ancora (112 gg) e III riferito al III dato (In alle Ospedaliera scaduto pagati al trimestre trimestre corso di direttive di Universitari suddiviso 26/09/2013 (118 gg) 2013 inserimento legge a Integrata per fasce di set-13 ott-13 dic-13 set-13

VENETO

SICILIA

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263

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97

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Regione
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Indicatori Indirizzo soddisfatti/Tot Punteggio sito NOTE Pagina . 67/67 67/67 67/67 4/5 4/5 5/5 3/5 3/5 4/5 3/5 2/5 4/5 5/5 4/5 4/5 4/5 3/5 2/5 2/5 3/5 3/5 4/5 3/5 2/5 2/5 2/5 3/5 2/5 1/5 1/5 4/5 2/5 2/5 4/5 2/5 3/5 2/5 3/5 67/67 67/67 67/67 67/67 67/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 4/5 4/5

Tempo medio Aggiornato a di pagamento fornitori

Servizi Farmaceutica Stato Fatture in Forniture Pubbliche Beni Sanitari da convenzionat Avanzamento C/Capital CONSIP assistenze Sanitari Accreditati a Lavori (SAL) e

Beni non Servizi Sanitati Sanitari

APPENDICE G Rassegna completa ASL

APPENDICE G

ASL MILANO 1 ASL 13 NO AZIENDA SANITARIA LOCALE DI POTENZA ASP Azienda U.L.S.S. 15 "Alta Padovana" AZIENDA USL MODENA FIRENZE TO4 ULSS n 3 Bassano del Grappa ASL BERGAMO ASL BRESCIA ASL CREMONA ASL MANTOVA ASL PAVIA ASL SONDRIO A.S.L. DI MILANO ASL MONZA E BRIANZA A.S.L AL AUSL AREZZO ASL 1 Imperiese ASL 2 LANCIANO VASTO CHIETI ASL 4 Chiavarese ASL BA ASL FG ASL LE ASL NAPOLI 3 SUD ASL ORISTANO ASL RM B ASL RM C ASL RM G ASL Teramo ASP CALTANISSETTA ASP Catanzaro ASP DI TRAPANI ASP ENNA ASP MESSINA ASP RAGUSA ASP SIRACUSA Asp Vibo Valentia Ass 6 Friuli occidentale ASS 1 Triestina ASS 3 Alto Friuli ASS 4 Medio Friuli ASS 5 Bassa Friulana AUSL FROSINONE ASL MATERA ASM ASL Salerno Azienda Ulss 12 Veneziana Azienda Ulss 19 Adria Azienda ULSS 9 TREVISO
12313930153 1522670031 1722360763 347610289 2241850367 100,00% 4612810483 100,00% 100,00% 9736160012 913430245 2584740167 3436310175 1150400198 1838560207 1748780184 727690141 12319130154 2734330968 2190140067 1458450515 1083060085 2307130696 1038700991 6534340721 3499370710 4008300750 6322711216 681110953 4734201009 4734201009 4733471009 115590671 1825570854 2865540799 02363280815 1151150867 3051870834 1426410880 1661590891 1278420938 52420320 825260300 1880290307 1199500305 1886690609 1178540777 4701800650 2798850273 1013550296 3084880263

LOMBARDIA PIEMONTE BASILICATA VENETO E.R TOSCANA PIEMONTE VENETO LOMBARDIA LOMBARDIA LOMBARDIA LOMBARDIA LOMBARDIA LOMBARDIA LOMBARDIA LOMBARDIA PIEMONTE TOSCANA LIGURIA 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% ABRUZZO LIGURIA PUGLIA PUGLIA PUGLIA CAMPANIA SARDEGNA LAZIO LAZIO LAZIO ABRUZZO SICILIA CALABRIA SICILIA SICILIA SICILIA SICILIA SICILIA CALABRIA FRIULI.V.G FRIULI.V.G FRIULI.V.G FRIULI.V.G FRIULI.V.G LAZIO BASILICATA CAMPANIA VENETO VENETO VENETO CH GE BA FG LE NA OR RM RM RM TE CL CZ TP EN ME RG SR VV PN TS UD UD UD FR MT SA VE RO TV VI BG BS CR MN PV SO MI MB AL AR IM 100,00% PD MO FI TO 100,00% PZ 100,00%

MI NO

100,00% 100,00%

http://www.aslmi1.mi.it/pagamenti-dellamministrazione/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti.html 56,6 http://www.asl13.novara.it/intranet/Trasparenz/Pagamenti-/Indicatore/Tempi-medi-pagamento-fornitori-2012_da-pubblicare.pdf 190

http://www.aspbasilicata.net/sites/default/files/allegati/AmmTrasparente/Tempi_medi_di_pagamento.pdf 30.04.2013 90 60 30

http://www.ulss15.pd.it/nqcontent.cfm?a_id=702 270 http://www.ausl.mo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9883 150 http://www.asf.toscana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1818%3Aindicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti&catid=202%3Apagamm&Itemid=246 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.aslto4.piemonte.it/trasparenza/AmmTraspFogliaText.asp?id=60 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento)

http://www.aslbassano.it/index.php?p=indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti 30 gg valutazione merce + 60 gg pagamento 90 http://www.asl.bergamo.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=16864&idCat=38845&ID=38953&TipoElemento=Categoria Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.aslbrescia.it/bin/index.php?id=2486 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato https://karin.aslcremona.it/docs_file/Indicatore_tempi_medi_pagamento_20130930.pdf Disponibile solo dato 2013 1.1 - 30.9.2013 56.15 https://www.aslmn.net/OpTrasp_DocsAz_vis_pub.asp?IDLivello1=50&IDLivello2=429&IDInfo=24640 04.04.2013 73 60 30 http://www.asl.pavia.it/webasl/trasparenza.nsf/AmministrazioneTrasparenteH/95E89431B3163B7EC1257BB0003E8B37?OpenDocument Disponibile solo dato 2013 1.1 - 19.11.2013 74,49 52,1 24,28 http://www.asl.sondrio.it/sitoazienda/index.php/documenti/category/146-indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti Se contratti antecedenti il 24.12.2010 (90 gg) 60 http://www.asl.milano.it/ITA/Default.aspx?SEZ=17&PAG=470&NOT=5881 19.11.2013 60 http://www.aslmonzabrianza.it/ITA/Default.aspx?SEZ=3&PAG=213&NOT=842 Disponibile solo dato 2013 30.08.2013 ( I trimestre) 60 http://www.aslal.it/Sezione.jsp?idSezione=5040 Esiste una sezione dedicata, 29.10.2013 ma sprovvista di alcun dato http://www.usl8.toscana.it/index.php/amministrazione-trasparente/pagamenti-dellamministrazione Esiste una sezione dedicata, 12.12.2013 ma sprovvista di alcun dato http://www.asl1.liguria.it/pagamenti.asp?template2.asp?codmenu=2&itemID=1060&level=1&label=Amministrazione%20trasparente&direct=1 21.11.2013 120 90 60 30 75

http://lnx.asl2abruzzo.it/a/it/72-pagamenti-dell-amministrazione/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.asl4.liguria.it/ovinternet/servlet/urd/run/portal.show?c=990 05.07.2013 120 90 60 http://www.sanita.puglia.it/portal/page/portal/SAUSSC/Aziende%20Sanitarie/ASL/ASL%20Bari/Amministrazione%20trasparente/Pagamenti%20dell'amministrazione/Indicatore%20di%20tempesti Esiste una sezione dedicata, 27.06.2013 ma sprovvista di alcun dato http://www.sanita.puglia.it/portal/page/portal/SAUSSC/Aziende%20Sanitarie/ASL/ASL%20Foggia/Amministrazione%20trasparente/Pagamenti%20dell'amministrazione/Indicatore%20di%20tempe Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.sanita.puglia.it/portal/page/portal/SAUSSC/Aziende%20Sanitarie/ASL/ASL%20Lecce/Amministrazione%20trasparente/Pagamenti%20dell'amministrazione/Indicatore%20di%20tempes Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.aslnapoli3sud.it/sitoweb/jportal/JPBlocco.do?id=217 Non esiste una sezione dedicata http://www.asloristano.it/index.php?xsl=87&s=5&v=9&c=3763&nodesc=2 58,99 16,18 44,89 http://www.aslromab.it/azienda/operazionetrasparenza/15_01_indicatore_tempestivita_pagamenti.php Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.aslrmc.com/index.php?option=com_content&view=article&id=843:pagamenti-dell-amministrazione&catid=57:trasparenza&Itemid=742 Non esiste una sezione dedicata http://www.aslromag.info/web/index.php?option=com_content&view=article&id=2143&Itemid=941 La sezione contiene dati diversi http://www.gazzettaamministrativa.it/opencms/opencms/_gazzetta_amministrativa/amministrazione_trasparente/_abruzzo/_azienda_usl_di_teramo/170_pag_amm/010_ind_tem_pag/ Fonte: Assobiomedica. Dati riferiti al 2013 97 http://www.asp.cl.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=20390&idCat=20391&ID=20391 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.asp.cz.it/?q=node/1679 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.asptrapani.it/upload/asp_trapani/gestionedocumentale/tempo_medio_pagamento_2012_784_3280.pdf 109,7 http://www.gazzettaamministrativa.it/opencms/opencms/_gazzetta_amministrativa/amministrazione_trasparente/_sicilia/_azienda_sanitaria_provinciale_4_di_enna/170_pag_amm/010_ind_tem_ Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.asp.messina.it/operazionetrasparenza/amministrazione_trasparente/12_1.pdf 200 http://app1.websanity.it/MENU/trasparenza1.asp?ID_Serv=1000&sezione=9048&sottosezione=10904803 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.asp.sr.it/default.asp?id=738&mnu=719 Il dato riferito al 2013 e considera il ritardo oltre scadenza 85 5/5 4/5 5/5 4/5 5/5 2/5 4/5 3/5 5/5 2/5 3/5

http://www.ass6.sanita.fvg.it/it/azienda_informa/trasparenza/15_pagamenti/tempestivita_pagamenti.html 23.12.2013 48 http://www.ass1.sanita.fvg.it/servlet/page?_pageid=103&_dad=pass1&_schema=PASS1&menu=3&pagina=/AmministrazioneTrasparente/Pagamenti/IndicatoreTempestivitaPagamenti.html&bricio 52 http://www.ass3.sanita.fvg.it/stc/amministrazionetrasparente/Pagamenti/IndicatoreTempestivitaPagamenti.asp 39,55 http://trasparente.mediofriuli.it/17-pagamenti-dell-amministrazione/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti 43 http://www.ass5.sanita.fvg.it/servizi/trasparenza/tempestivita_pagamenti.htm 51 http://www.asl.fr.it/amministrazione-trasparente/pagamenti-dellamministrazione/indicatore-di-tempestivit%C3%A0-pagamenti Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.mo53.sassuolo.info:8080/upload/asm_matera/gestionedocumentale/Piani%20dei%20pagamenti_784_2176.pdf L'azienda non adotta un piano di indicatori, ma una55 delibera, la 678 del 13.06.2013 per la standardizzazione dei tempi di pagamento. http://www.aslsalerno.it/index.php/tvm/9-uncategorised/665 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.ulss12.ve.it/default.aspx?idC=1082&idMA=91 La classificazione si rif 03.07.2013 all' art. 33 del DLgs 33/2013 http://www.ulss19adria.veneto.it/nqcontent.cfm?a_id=32020 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.ulss.tv.it/categorie/link-utili/operazione-trasparenzaNEW/pagam-dell-amministraz/indicatore-tempest.html 60

145

Soggetti Soggetti Servizi Professionisti privati privati Farmacie non Convenzionati Prestazioni Laboratori territorial sanitari e MMG, PLS, Ospedalier diagnostic i Utenze SAI e i Fornitori di Servizi Fornitori di Beni Durevoli ASL MILANO 1 ASL 13 NO AZIENDA SANITARIA LOCALE DI POTENZA ASP Azienda U.L.S.S. 15 "Alta Padovana" AZIENDA USL MODENA FIRENZE TO4 ULSS n 3 Bassano del Grappa ASL BERGAMO ASL BRESCIA ASL CREMONA ASL MANTOVA ASL PAVIA ASL SONDRIO A.S.L. DI MILANO ASL MONZA E BRIANZA A.S.L AL AUSL AREZZO ASL 1 Imperiese ASL 2 LANCIANO VASTO CHIETI ASL 4 Chiavarese ASL BA ASL FG ASL LE ASL NAPOLI 3 SUD ASL ORISTANO ASL RM B ASL RM C ASL RM G ASL Teramo ASP CALTANISSETTA ASP Catanzaro ASP DI TRAPANI ASP ENNA ASP MESSINA ASP RAGUSA ASP SIRACUSA Asp Vibo Valentia Ass 6 Friuli occidentale ASS 1 Triestina ASS 3 Alto Friuli ASS 4 Medio Friuli ASS 5 Bassa Friulana AUSL FROSINONE ASL MATERA ASM ASL Salerno Azienda Ulss 12 Veneziana Azienda Ulss 19 Adria Azienda ULSS 9 TREVISO 39,66 180 150 30 30 180 420 240 420

Istituti di assistenza Fornitori e di di Beni riabilitazi one

Beni Case di economali Servizi in Case di cura e appalto cura cedute farmaceuti Factoring ci

Assistenz Cooperati a termale ve sociali

Enti gestori Attrezzatur :)/:( case Protesica e BUSSOLA protette

146

Regione
P.Iva

Localit

Indicatori Indirizzo soddisfatti/Tot Punteggio sito NOTE Pagina . 98,51% 3/5 3/5 4/5 4/5 3/5 5/5 5/5 3/5 5/5 5/5 3/5 3/5 4/5 4/5 3/5 2/5 4/5 2/5 2/5 3/5 2/5 4/5 4/5 3/5 2/5 1/5 1/5 1/5 1/5 4/5 5/5 1/5 3/5 3/5 2/5 2/5 2/5 3/5 4/5 1/5 4/5 3/5 4/5 3/5 4/5 3/5 4/5 5/5 4/5 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 98,51% 97,01% 97,01% 97,01% 97,01% 97,01% 97,01% 95,52% 95,52% 94,03% 94,03% 94,03% 92,54% 92,54% 92,54% 91,04% 89,55% 89,55% 89,55% 88,06% 86,57% 86,57% 86,57% 85,07% 80,60% 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 65/67 65/67 65/67 65/67 65/67 65/67 64/67 64/67 63/67 63/67 63/67 62/67 62/67 62/67 61/67 60/67 60/67 60/67 59/67 58/67 58/67 58/67 57/67 54/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67

Tempo medio Aggiornato a di pagamento fornitori

Servizi Farmaceutica Stato Fatture in Forniture Pubbliche Beni Sanitari da convenzionat Avanzamento C/Capital CONSIP assistenze Sanitari Accreditati a Lavori (SAL) e

Beni non Servizi Sanitati Sanitari

Azienda ULSS n. 10 "Veneto Orientale" Azienda ULSS n. 5 Ovest Vicentino Azienda Unit Socio Sanitaria di Dolo Mirano AZIENDA USL CESENA AZIENDA USL FERRARA AZIENDA USL FORLI' AZIENDA USL IMOLA AZIENDA USL PIACENZA AZIENDA USL REGGIO EMILIA AZIENDA USL RIMINI CN1 EMPOLI ESTAV CENTRO ESTAV SUD EST LIVORNO NAPOLI 2 NORD PISA PISTOIA TO1 TO3 TO5 ULSS n.2 FELTRE ULSS ASOLO AUSL AOSTA ASL VCO ASL CAGLIARI ASL CARBONIA ASL NUORO ASL SASSARI AZIENDA USL PARMA AZIENDA USL RAVENNA ASL SANLURI ULSS n 1 Belluno ASL AT Asti Azienda ULSS 22 GROSSETO ASL LECCO ASL VARESE Azienda ULSS 16 PADOVA ASL LANUSEI ULSS 6 Vicenza Azienda ULSS 21 Legnago AZIENDA USL BOLOGNA ASL MILANO 2 ASL OLBIA Azienda ULSS 18 Rovigo ASL 2 LUCCA ASL 2 Savonese TRENTO VENETO
2799490277 913220240 2799530270 1254310400 1295960387 2483810392 705271203 91002500337 1598570354 2483810392 1128930045 4616830487 5577300485 1166590529 615860491 6321661214 1311020505 1241740479 9737640012 9735650013 6827170017 300620259 896810264 177330073 634880033 2261430926 2261310920 977680917 92005870909 1874230343 2483810392 2265950929 300650256 1120620057 2576210237 315940536 2356390134 2413470127 349050288 978060911 2441500242 2574230237 2406911202 12319440157 2362600344 01013470297 559320460 1062990096 1429410226

VE VI VE CF FE FC BO PC RE RA CN FI FI SI LI NA PI PT TO TO TO BL TV AO VB CA CI NU SS PR RA VS BL AT VR GR LC VA PD OG VI VR BO MI OT RO LU SV TN

http://www.gazzettaamministrativa.it/opencms/opencms/_gazzetta_amministrativa/amministrazione_trasparente/_veneto/_azienda_ulss_10_veneto_orientale/170_pag_amm/010_ind_tem_pag/ L'indicatore di tempestivit di pagamento considerato "dato non pertinente" http://www.ulss5.it/operazionetrasparenza/-categoria166/pagina516.html Allega la quantit di scaduto 30.10.2013 per fascia di ritardo, ma non stima un ritardo medio

VENETO VENETO E.R E.R E.R E.R E.R E.R E.R PIEMONTE TOSCANA TOSCANA TOSCANA TOSCANA CAMPANIA TOSCANA TOSCANA PIEMONTE PIEMONTE PIEMONTE VENETO VENETO V. D'AOSTA PIEMONTE SARDEGNA SARDEGNA SARDEGNA SARDEGNA E.R E.R SARDEGNA VENETO PIEMONTE VENETO TOSCANA LOMBARDIA LOMBARDIA VENETO SARDEGNA VENETO VENETO E.R LOMBARDIA SARDEGNA VENETO TOSCANA LIGURIA TRENTINO A.A.

http://www.ulss13mirano.ven.it/media//ulss13/amministrazione_trasparente/pagamenti_amministrazione/Report_tempestivita_pagamenti.pdf 330 http://www.ausl-cesena.emr.it/AmministrazioneTrasparente/Indicatoreditempestivit%C3%A0deipagamenti.aspx 178 http://www.ausl.fe.it/azienda/organizzazione/amministrazione-trasparente/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti-e-misure-organizzative-finalizzate-alla-tempestivita-dei-pagamenti Tempo di pagamento massimo 120 http://www.ausl.fo.it/AziendaUSLdellaRomagnaForl%C3%AC/Amministrazionetrasparente/Pagamentidellamministrazione/Indicatoreditempestivit%C3%A0deipagamenti/tabid/3480/Default.aspx 0 http://www.ausl.imola.bo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6451 30 http://trasp.ausl.pc.it/Series.aspx?idSeries=107 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato

http://pubblico.ausl.re.it/cittadini/AmministrazioneTrasparente/AmmTrasp.aspx?ContainerId=-32656&ContainerIdDocumentSeries=52&Name=Indicatore+di+tempestivit%C3%A0+dei+pagamenti&Par Disponibile solo dato 2013 17.01.2014 30 http://www.ausl.rn.it/attachments/article/1602/tempi_medi_pagamento_dic_2012.pdf 30 http://www.aslcn1.it/amministrazione-trasparente/pagamenti-dellamministrazione/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti/ Disponibile solo dato 2013 75 http://www.usl11.toscana.it/pagina_0.php?pag=ammtrasp|100111 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.estav-centro.toscana.it/attachments/article/2187/Indicatore_tempestivita_pagamenti-4%C2%B0trim2013.pdf Disponibile solo dato 2013 340,5 http://www.estav-sudest.toscana.it/amministrazione-trasparente/pagamenti-dellamministrazione/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti Disponibile solo dato 2013 193,5 http://www.usl6.toscana.it/usl6/index.php?option=com_content&view=article&id=1844:indicatori-di-tempestivita&catid=117:amministrazione-trasparente&Itemid=350 Esiste una sezione dedicata, 09.10.2013 ma sprovvista di alcun dato http://www.aslnapoli2nordservizionline.it/it/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.usl5.toscana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=24123:indicatori-di-tempestivita-dei-pagamenti&catid=265&Itemid=6662 139,8 http://www.usl3.toscana.it/Sezione.jsp?idSezione=4387 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.asl102.to.it/trasparenza/pag.html Non esiste una sezione dedicata http://www.aslto3.piemonte.it/amministrazione_trasparente/pagamenti_amministrazione/Indicatore%20di%20tempestivita%20dei%20pagamenti.shtml La sezione contiene dati diversi http://www.aslto5.piemonte.it/pagina.aspx?IDPagina=919 http://www.ulssfeltre.veneto.it/area/amministrazionetrasparente/pagamenti-tempestivita.html 90 https://www.ulssasolo.ven.it/Legal/Amministrazione-trasparente/Pagamenti-dell-amministrazione/Indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti 80,45 http://www.ausl.vda.it/datapage.asp?id=1358&l=1 45 http://www.aslvco.it/TrasparenzaDoc.asp?Id=160 La sezione contiene dati diversi http://www.aslcagliari.it/index.php?xsl=87&s=8&v=9&c=4087&esn=Primo+piano&b=1 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.aslcarbonia.it/index.php?xsl=87&s=7&v=9&c=3943&esn=Primo+piano Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.aslnuoro.it/index.php?xsl=87&s=3&v=9&c=4280&esn=Primo+piano Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.aslsassari.it/index.php?xsl=87&s=1&v=9&c=4391&esn=Primo+piano&b=1 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.ausl.pr.it/page.asp?IDCategoria=625&IDSezione=27798&ID=522955 Disponibile solo dato 2013 12.09.2013 150 http://www.ausl.ra.it/index.php?option=com_content&view=article&id=25023 30 http://www.aslsanluri.it/index.php?xsl=87&s=6&v=9&c=3801&esn=Primo+piano Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.ulss.belluno.it/?pagina=sezione&cat=33&vedi=406 Allega la quantit di scaduto per fascia di ritardo, ma non stima un ritardo medio http://portale.asl.at.it/Apps/portaleasl.nsf/anag_V_modulistica/380837AED85F54E0C1257BAC00523094/$FILE/misure%20pagamento.pdf 130 http://www.ulss22.ven.it/context.jsp?ID_LINK=2142&area=7 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.usl9.grosseto.it/default.asp?idlingua=1&idContenuto=3727 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.asl.lecco.it/TEMPL_infodet.asp?IDLivello1=0&IDLivello2=0&IDLivello3=0&IDLT=1&IDInfo=2058 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.asl.varese.it/tvm/tempestivita-pagamenti#main60 http://www.ulss16.padova.it/it/amministrazione-trasparente/pagamenti-dell-amministrazione/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti/,633 120 http://www.asllanusei.it/index.php?xsl=87&s=4&v=9&c=3871&nodesc=2 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.ulssvicenza.it/nodo.php/2233 Per fornitori generici non specifica 120 http://www.aulsslegnago.it/trasparenza/amm_trasparente/p_pagamenti_liv2.html Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.ausl.bologna.it/amministrazione-trasparente/pag/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti Disponibile solo dato 2013 151,4 http://www.aslmi2.it/web/documenti.nsf/vw0/FED3667F562B824FC1257B630032540D?OpenDocument Esiste una sezione dedicata, 30.04.2013 ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.aslolbia.it/documenti/2_159_20131126122310.pdf 28.11.2013 180 http://www.azisanrovigo.it/nqcontent.cfm?a_id=33790 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.usl2.toscana.it/documenti/tempidipagamento.pdf Disponibile solo dato 2013 166,33 http://www.asl2.liguria.it/template3.asp?itemID=486&codmenu=1&livello=2&label=Pagamenti%20dell'amministarzione&direct=1 Disponibile solo dato 2013 90 90 90 90 90 http://www.apss.tn.it/Public/ddw.aspx?n=49748 41,74

147

Soggetti Soggetti Servizi Professionisti privati privati Farmacie non Convenzionati Prestazioni Laboratori territorial sanitari e MMG, PLS, Ospedalier diagnostic i Utenze SAI e i Fornitori di Servizi Fornitori di Beni Durevoli Azienda ULSS n. 10 "Veneto Orientale" Azienda ULSS n. 5 Ovest Vicentino Azienda Unit Socio Sanitaria di Dolo Mirano AZIENDA USL CESENA AZIENDA USL FERRARA AZIENDA USL FORLI' AZIENDA USL IMOLA AZIENDA USL PIACENZA AZIENDA USL REGGIO EMILIA AZIENDA USL RIMINI CN1 EMPOLI ESTAV CENTRO ESTAV SUD EST LIVORNO NAPOLI 2 NORD PISA PISTOIA TO1 TO3 TO5 ULSS n.2 FELTRE ULSS ASOLO AUSL AOSTA ASL VCO ASL CAGLIARI ASL CARBONIA ASL NUORO ASL SASSARI AZIENDA USL PARMA AZIENDA USL RAVENNA ASL SANLURI ULSS n 1 Belluno ASL AT Asti Azienda ULSS 22 GROSSETO ASL LECCO ASL VARESE Azienda ULSS 16 PADOVA ASL LANUSEI ULSS 6 Vicenza Azienda ULSS 21 Legnago AZIENDA USL BOLOGNA ASL MILANO 2 ASL OLBIA Azienda ULSS 18 Rovigo ASL 2 LUCCA ASL 2 Savonese TRENTO 330 240 160 210 210 90 30

Istituti di assistenza Fornitori e di di Beni riabilitazi one

Beni Case di economali Servizi in Case di cura e appalto cura cedute farmaceuti Factoring ci

Assistenz Cooperati a termale ve sociali

Enti gestori Attrezzatur :)/:( case Protesica e BUSSOLA protette

270 150

120 150

120

120 180

90 90

90 90

270 170

330 120

160 180

145 120

110 120

110 90

130 90

175 90

165 210

150

120

120

120

120

180

210

148

Regione
P.Iva

Localit

Indicatori Indirizzo soddisfatti/Tot Punteggio sito NOTE Pagina . 77,61% 73,13% 70,15% 68,66% 65,67% 58,21% 52,24% 50,75% 47,76% 46,27% 40,30% 37,31% 32,84% 32,84% 32,84% 32,84% 28,36% 23,88% 20,90% 14,93% 13,43% 11,94% 8,96% 4,48% 2,99% 1,49% 1,49% 1,49% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 06/67 03/67 02/67 01/67 01/67 01/67 0/67 0/67 0/67 0/67 0/67 0/67 0/67 0/67 0/67 0/67 0/67 0/67 0/67 0/67 0/67 0/67 0/67 3/5 3/5 1/5 2/5 1/5 1/5 0/5 3/5 0/5 0/5 0/5 0/5 0/5 0/5 0/5 1/5 2/5 1/5 52/67 49/67 47/67 46/67 44/67 39/67 35/67 34/67 32/67 31/67 27/67 25/67 22/67 22/67 22/67 22/67 19/67 16/67 14/67 10/67 09/67 08/67 4/5 3/5 3/5 5/5 3/5 2/5 4/5 3/5 1/5 4/5 3/5 1/5 3/5 3/5 3/5 1/5 1/5 2/5 3/5 3/5 1/5 3/5

Tempo medio Aggiornato a di pagamento fornitori

Servizi Sanitari da Accreditati

Farmaceutica Stato Fatture in Forniture Pubbliche Beni convenzionat Avanzamento C/Capital CONSIP assistenze Sanitari a Lavori (SAL) e

Beni non Servizi Sanitati Sanitari

ASP CATANIA Azienda USL 12 Viareggio ASL 5 Spezzino ASL 3 Genovese ASL LODI SIENA Azienda ULSS 14 Chioggia AUSL RMF ASL Benevento AUSL LATINA Azienda ULSS7 Veneto ASP PALERMO AUSL Umbria 1 ASL CN2 ALBA-BRA PERUGIA AUSL Umbria 2 ASL RM E ASL RM D Azienda Ulss 17 Azienda USL PRATO 4 ASP AGRIGENTO Azienda Ulss 20 Azienda Ulss n.4 "Alto Vicentino" ASUR ASL BIELLA
4721260877 523180461 962520110 3399650104 11387440156 388270522 2798310278 4743741003 1009680628 1684950593 896790268 5841760829 3301860544 2419170044 3301860544 1499590550 4736011000 4733491007 348220286 1683070971 2570930848 2573090236 913490249 2175860424 1810260024 2072150986 4737811002 821180577 2356740130 1792410662 628970766 6391740724 1647800745 2638720801 1546900703 317460319 1397530682 1455570562 3519500619 294690458 6328131211 9737190018 1811110020

SICILIA TOSCANA LIGURIA LIGURIA LOMBARDIA TOSCANA VENETO LAZIO CAMPANIA LAZIO VENETO SICILIA UMBRIA LOMBARDIA UMBRIA UMBRIA LAZIO LAZIO VENETO TOSCANA SICILIA VENETO VENETO MARCHE PIEMONTE BS RM RI CO AQ PZ BT BR FG RC CB GO PE VT CE PG MS NA TO VC VI AN BI

CT LU SP GE LO SI VE RM BN LT TV PA PG CN PG TR RM RM PD PO AG VR

https://www.aspct.it/amministrazione-trasparente/pagamenti-dell-amministrazione/indicatore-di-tempestivit-dei-pagamenti/pagam.pdf 140 90 30 http://www.usl12.toscana.it/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti/ 150 http://www.asl5.liguria.it/AmministrazioneTrasparente/Pagamentidellamministrazione/Indicatoreditempestivit%C3%A0deipagamenti.aspx Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.asl3.liguria.it/frameset.htm?http://www.asl3.liguria.it/operazione_trasparenza/gestione_pagamenti.htm Disponibile solo dato 2013 14.01.2014 90 90 60 30 90 http://www.asl.lodi.it/contenuto/contenuti--ecm/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti.ashx 05.07.2013 60 http://www.usl7.toscana.it/index.php/amministrazione-trasparente/pagamenti-dell-amministrazione/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.asl14chioggia.veneto.it/index.cfm?method=mys.page&content_id=186 349 http://www.aslrmf.it/joomla/pdf/amministr_trasparente/Pagamenti%20alla%20Asl/TEMPI%20DI%20ATTESA/C%20I%20n%201271%20-%20Adempimenti_delib._108_del_2013__Invio_Report.pdf 363 http://www.aslbenevento1.it/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=277 Non esiste una sezione dedicata http://www.asl.latina.it/modules/Trasparenza/templates/16pagamenti/IndicatoriTempestivitaPagamenti.pdf 297 http://www.ulss7.it/magnoliaPublic/istituzionale/azienda-ulss7/amministrazione-trasparente/pagamenti/temp-pagamenti.html Dato relativo alla gestione sanitaria 86 http://www.asppalermo.org/auslinforma-dettaglio.asp?ID=58 Non esiste una sezione dedicata http://www.uslumbria1.gov.it/amministrazione-trasparente/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti Disponibile solo dato 2013 20.08.2013 60 http://www.aslcn2.it/azienda-asl-cn2/amministrazione-trasparente/pagamenti-dellamministrazione/ 200 http://www.uslumbria1.gov.it/amministrazione-trasparente/indicatore-di-tempestivita-dei-pagamenti Disponibile solo dato 2013 20.08.2013 60 http://www.uslumbria2.it/amministrazione-trasparente/pagamenti-dellamministrazione Non esiste una sezione dedicata http://www.asl-rme.it/index.php?p=2242&&i=5129 Non esiste una sezione dedicata http://www.aslromad.it/Sezione.aspx?Section=336 La sezione contiene dati diversi http://www.ulss17.it/index.cfm?method=mys.page&content_id=613 108,42 http://www.usl4.toscana.it/?act=i&fid=6487&id=20140110152759931 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.aspag.it/trasparenza/ Non esiste una sezione dedicata http://www.ulss20.verona.it/data/27/Trasparenza/DEBITO_SCADUTO_singola_azienda.pdf Allega la quantit di scaduto per fascia di ritardo, ma non stima un ritardo medio

http://www.ulss4.veneto.it/web/ulss4/Azienda/amministrazione_trasparente/indicatore_pagamenti Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.asur.marche.it/viewdoc.asp?CO_ID=19173&tree=3876 Non esiste una sezione dedicata http://www.aslbi.piemonte.it/index.php?module=ContentExpress&file=index&func=display&ceid=202&meid=236 Non esiste una sezione dedicata

ASL Vallecamonica - Sebino LOMBARDIA LAZIO LAZIO LOMBARDIA ABRUZZO BASILICATA PUGLIA PUGLIA PUGLIA CALABRIA MOLISE FRIULI.V.G MARCHE LAZIO CAMPANIA UMBRIA TOSCANA CAMPANIA PIEMONTE PIEMONTE ASL RM H AUSL Rieti ASL COMO Asl 1 ASL 1 VENOSA ASL BAT ASL BR ASL FG /2 Cerignola Asp Reggio Calabria ASREM ASS2 Isontina Ausl Pescara AUSL Viterbo ASL Caserta FOLIGNO MASSA CARRARA NAPOLI 1 CENTRO TO2 VC

http://amministrazionedigitale.aslvallecamonicasebino.it/pagine/amministrazione_trasparente/indicatore_pagamenti 90 gg per contratti stipulati prima del 24.12.2010 60 http://www.aslromah.it/trasparenza/pagamenti/index.php# Dato relativo al 2011 172 http://www.asl.ri.it/trasparenza/pagamenti/tempestivita-pagamenti.php Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.asl.como.it/index.php/amministrazione-trasparente/category/61-indicatore-di-tempestivit%C3%A0-dei-pagamenti.html Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.asl1abruzzo.it/pagina173_indicatore-di-tempestivit-dei-pagamenti-dei-fornitori.html 329 http://www.asl1venosa.it/ Non implementato il progetto "Amministrazione trasparente" http://www.aslbat.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1162&Itemid=199 Non implementato il progetto "Amministrazione trasparente" http://www.sanita.puglia.it/portal/page/portal/SAUSSC/Aziende%20Sanitarie/ASL/ASL%20Brindisi/Amministrazione%20trasparente Non implementato il progetto "Amministrazione trasparente"

http://www.asp.rc.it/?q=node/130 Non implementato il progetto "Amministrazione trasparente" http://www.asrem.org/ Non implementato il progetto "Amministrazione trasparente" http://amministrazioneaperta.regione.fvg.it/AmministrazioneAperta-FE/public/ricercaEnte.html?pEnte=S06102 Non implementato il progetto "Amministrazione trasparente" http://www.ausl.pe.it/ Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.asl.vt.it/Trasparenza/pagamenti_amministrazione.php Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato (In corso di inserimento) http://www.aslcaserta.it/portale/Bacheca/OperazioneTrasparenza/tabid/158/language/it-IT/Default.aspx Non implementato il progetto "Amministrazione trasparente" 1/5 0/5 1/5 3/5 http://www.usl1.toscana.it/sezioni.php?seid=850 Non implementato il progetto "Amministrazione trasparente" http://www.aslnapoli1centro.it/en/trasparenza-valutazione-e-merito Non implementato il progetto "Amministrazione trasparente" http://151.8.153.8/AmministrazioneTrasparente/SeriesGrid.aspx?IdSeries=104 Esiste una sezione dedicata, ma sprovvista di alcun dato http://www.aslvc.piemonte.it/delibere/DL33/Allegati/903.pdf Dato relativo al 2011 90

149

Soggetti Servizi privati non Prestazioni sanitari e Ospedalier Utenze e Fornitori di Servizi Fornitori di Beni Durevoli ASP CATANIA Azienda USL 12 Viareggio ASL 5 Spezzino ASL 3 Genovese ASL LODI SIENA Azienda ULSS 14 Chioggia AUSL RMF ASL Benevento AUSL LATINA Azienda ULSS7 Veneto ASP PALERMO AUSL Umbria 1 ASL CN2 ALBA-BRA PERUGIA AUSL Umbria 2 ASL RM E ASL RM D Azienda Ulss 17 Azienda USL PRATO 4 ASP AGRIGENTO Azienda Ulss 20 Azienda Ulss n.4 "Alto Vicentino" ASUR ASL BIELLA ASL Vallecamonica - Sebino ASL RM H AUSL Rieti ASL COMO Asl 1 ASL 1 VENOSA ASL BAT ASL BR ASL FG /2 Cerignola Asp Reggio Calabria ASREM ASS2 Isontina Ausl Pescara AUSL Viterbo ASL Caserta FOLIGNO MASSA CARRARA NAPOLI 1 CENTRO TO2 VC 30

Soggetti privati Laboratori diagnostic i

Istituti di Professionisti Farmacie assistenza Convenzionati Fornitori territorial e di MMG, PLS, di Beni i riabilitazi SAI one

Beni Case di economali Servizi in Case di cura e appalto cura cedute farmaceuti Factoring ci

Assistenz Cooperati a termale ve sociali

Enti gestori Attrezzatur :)/:( case Protesica e BUSSOLA protette

FALSO FALSO FALSO

FALSO

FALSO

FALSO

150

APPENDICE H
APPENDICE H Classifica integrale delle AO secondo il dato di pagamento pubblicato

Aziende Ospedaliere 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 AOU Santa Maria della Misericordia Udine AO SantAntonio Abate di Gallarate AO Spedali Civili di Brescia AO della Provincia di Pavia Ospedale "Bolognini" OSPEDALE DI CIRCOLO BUSTO ARSIZIO AO Carlo Poma AO "Ospedale Sant'Anna"di Como AO Istituti Clinici di Perfezionamento A.O. "Papa Giovanni XXIII" AO SAN GERARDO AO San Poalo Polo Universitario AO Fatebenefratelli e Oftalmico AO di Desio e Vimercate Azienda Ospedaliero "Santa Maria deli Angeli" Pordenone AO della Valtellina e della Valchiavenna AO "Guido Salvini" AOU"Ospedali Riuniti" Trieste AO "ospedale di circolo di melegnano" Ospedale Luigi Sacco AO Polo Universitario Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi AO Istituto Ortopedico Gaetano Pini AOU SENESE AO "Osperdale Niguarda c Granda" Ospedale Meyer di Firenze AO "Ospedale San Carlo Borromeo" Azienda OspedalieroUniversitaria Pisana AO "Ospedale Civile di Legnano" AO della Provincia di Lecco Azienda Sanitaria Ospedaliera S.Croce e Carle Cuneo A.O. Cannizzaro ARCISPEDALE S. MARIA NUOVA AO DI REGGIO EMILIA A.O. CITTA' DELLA SALUTE E DELLA SCIENZAO.I.R.M. -

Regi one FVG LOM LOM LOM LOM LOM LOM LOM LOM LOM LOM LOM LOM LOM FVG LOM LOM FVG LOM LOM LOM LOM TOS LOM TOS LOM TOS LOM LOM PIE SIC EMR

NO TEMPI 0 0 0 0 0 0 0 0 0 #RIF! 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

Localit UD VA BS PV BG VA MN CO MI BG MB MI MI MB PN SO MI TS MI MI VA MI SI MI FI MI PI MI LC CN CT RE

P.Iva 02445630300 02411250125 01109200178 01949220188 02585160167 02411080126 01736140201 02166380135 04408300152 00837210160 00745800961 04444150157 11809480152 02733390963 01302970932 00202030144 12314450151 01066380328 12319420159 04410920153 00413270125 00903310159 00388300527 11390840152 02175680483 11385730152 01310860505 12313480159 02166640132 01127900049 04721280875 01614660353

Indicatori soddisfatti/Tot 19/67 65/67 66/67 01/67 66/67 66/67 0/67 48/67 67/67 66/67 66/67 65/67 67/67 66/67 64/67 62/67 67/67 66/67 62/67 66/67 65/67 50/67 65/67 66/67 66/67 35/67 0/67 66/67 66/67 31/67 0/67 66/67

Tempo medio di pagamento fornitori 46 59,66 60 60 60 60 63,22 64,75 65 65,71 66,88 68,2 68,88 69 69,9 70,6 71,31 71,98 73,4 79,3 92 95 97 100,2 118 136 150 151 151 160 162 170

33

PIE

TO

10771180014

65/67

200

151

Sant'Anna DI TORINO 34 AO Citt della Salute e della Scienza C.T.O. C.R.F. Maria Adelaide AOU Molinette -San Giovanni Battista di Torino AOU di Bologna Policlinico S. OrsolaMalpighi AO DI SANTOBONO PAUSILIPON Ospedale Pausilipon AO di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione Garibaldi Policlinico di Modena AO Maggiore della Carit AO S CARLO POTENZA AO "Bianchi Melacrino Morelli", Reggio CAL AO di Catanzaro "Pugliese-Ciaccio" AO MATERDOMINI LAO santAnna e san Sebastiano di Caserta AO "San Giuseppe Moscati" AO Gaetano RummoBenevento AO Universitaria "Federico II" AOU OO.RR. S.Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona Ospedali dei Colli Monaldi - Cotugno C.T.O. AO "A. CARDARELLI" NAPOLI AOU di Ferrara Arcispedale Sant'Anna AO Complesso Ospedaliero San Giovanni - Addolorata Azienda Ospedaliero Sant'Andrea AOU Policlinico Tor Vergata IRCCS "Istituto Regina Elena" e "Istituto San Gallicano AZIENDA COMPLESSO OSPEDALIERO SAN FILIPPO NERI Azienda Ospedaliero San Camillo-Forlanini di Roma Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" Policlinico Universitario campus Bio medico Umberto I Policlinico di Roma Ospedale San Martino AO "Mellino Mellini" AO di Cremona AO Treviglio AO "Ospedale Maggiore" di Crema AO di Desenzano del Garda PIE 0 TO 10771180014 65/67 200

35

PIE

TO

10771180014

65/67

200

36

EMR

BO

02553300373

41/67

232

37

CAM

NA

06854100630

66/67

250

38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56

SIC EMR PIE BAS CAL CAL CAL CAM CAM CAM CAM CAM CAM CAM EMR LAZ LAZ LAZ LAZ

0 0 0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

CT MO NO PZ RC CZ CZ CE AV BN NA SA NA NA FE RM RM RM RM

04721270876 02241740360 01521330033 01186830764 01367190806 01991520790 01991530799 02201130610 01948180649 01009760628 06909360635 03020860650 06798201213 06853240635 01295950388 04735061006 06019571006 10110821005 01033011006

0/67 50/67 65/67 57/67 0/67 0/67 0/67 67/67 66/67 66/67 66/67 66/67 44/67 0/67 66/67 66/67 66/67 55/67 53/67

263 290 300

57

LAZ

RM

04738701004

0/67

58 59 60 61 62 63 64 65 66 67

LAZ LAZ LAZ LAZ LIG LOM LOM LOM LOM LOM

1 1 1 1 0 0 1 1 1 1

RM RM RM RM GE BS CR BG CR BS

04733051009 02133120150 04802051005 05865511009 02060250996 01971010986 01071310195 02585580166 1151550199 01972400988

0/67 0/67 0/67 0/67 66/67 66/67 66/67 66/67 65/67 0/67

152

68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88

AO Ospedali Riuniti MAR Nord AOU - Ospedali Riuniti di Ancona AO Nazionale ss.Antonio e Biagio e c.Arrigo Alessandria AO ORDINE MAURIZIANO DI TORINO AOU San Luigi Gonzaga AO Policlinico di Bari A.O.U. OO.RR. FOGGIA A.O. Brotzu A.O.U. Cagliari A.O.U. Sassari AO Ospedali Riuniti Papa rdo PIE ARNAS - Ospedale Civico e Benefratelli AO Ospedali Riuniti Villa Sofia Cervello AOU "Policlinico Vittorio Emanuele" Civile Maria Patern Arezzo AO Universitaria Policlinico G.Martino A.O.U.C. Careggi Azienda Ospedaliero di Perugia AO "Santa Maria" - Terni AOU Integrata Verona AO di Padova

MAR MAR PIE PIE PIE PUG PUG SAR SAR SAR SIC SIC SIC SIC SIC SIC TOS UMB UMB VEN VEN

1 1 0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

PU AN AL TO TO BA FG CA CA SS ME PA PA CT RG ME FI PG TR VR PD

02432930416 01464630423 01640560064 09059340019 95570360016 04846410720 02218910715 02315520920 03108560925 02268260904 03051880833 05841770828 05841780827 04721290874 01426410880 03051890832 04612750481 02101050546 00679270553 03901420236 00349040287

66/67 0/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 55/67 67/67 66/67 66/67 66/67 66/67 64/67 66/67 22/67 0/67 64/67 61/67

153

APPENDICE I
APPENDICE I Classifica integrale delle ASL secondo il dato di pagamento pubblicato
Indicatori soddisfatti/Tot 66/67 54/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/68 66/67 66/67 66/67 62/67 44/67 01/67 22/67 22/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 27/67 67/67 57/67 46/67 0/67 67/67 66/67 66/67 14/67 66/67 66/67 66/67 66/67 62/67 63/67 66/67 52/67 67/67 65/67 49/67 60/67 58/67 01/67 66/67 58/67 Tempo medio di pagamento fornitori 39,55 41,74 43 45 48 51 52 55 56,15 56,6 60 60 60 60 60 60 60 60 60 73 74,49 75 80,45 85 86 90 90 90 90 90 90 97 108,42 109,7 120 120 120 120 130 139,8 140 150 150 150 151,4 166,33 172 178 180

Aziende Sanitarie Locali 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 ASS 3 Alto Friuli TRENTO ASS 4 Medio Friuli AUSL AOSTA Ass 6 Friuli occidentale ASS 5 Bassa Friulana ASS 1 Triestina ASL MATERA ASM ASL CREMONA ASS 3 Alto Friuli ASL SONDRIO A.S.L. DI MILANO ASL MONZA E BRIANZA ASL VARESE ASL LODI ASL Vallecamonica - Sebino AUSL Umbria 1 PERUGIA Azienda ULSS 9 TREVISO ASL MANTOVA ASL PAVIA CN1 ULSS ASOLO ASP SIRACUSA Azienda ULSS7 Veneto AZIENDA SANITARIA LOCALE DI POTENZA ASP ASL 2 Savonese ASL 3 Genovese VC ULSS n 3 Bassano del Grappa ULSS n.2 FELTRE ASL Teramo Azienda Ulss 17 ASP DI TRAPANI AZIENDA USL FERRARA ASL 1 Imperiese ASL 4 Chiavarese Azienda ULSS 16 PADOVA ASL AT Asti PISA ASP CATANIA AZIENDA USL MODENA AZIENDA USL PARMA Azienda USL 12 Viareggio AZIENDA USL BOLOGNA ASL 2 LUCCA ASL RM H AZIENDA USL CESENA ASL OLBIA

Regione FVG TAA FVG VDA FVG FVG FVG BAS LOM FVG LOM LOM LOM LOM LOM LOM UMB UMB VEN LOM LOM PIE VEN SIC VEN BAS LIG LIG PIE VEN VEN ABR VEN SIC EMR LIG LIG VEN PIE TOS SIC EMR EMR TOS EMR TOS LAZ EMR SAR

Localit UD TN UD AO PN UD TS MT CR UD SO MI MB VA LO BS PG PG TV MN PV CN TV SR TV PZ SV GE VC VI BL TE PD TP FE IM GE PD AT PI CT MO PR LU BO LU RM CF OT

P.Iva 825260300 1429410226 1880290307 177330073 1278420938 1199500305 52420320 1178540777 1150400198 845262174,6 727690141 12319130154 2734330968 2413470127 11387440156 2072150986 3301860544 3301860544 3084880263 1838560207 1748780184 1128930045 896810264 1661590891 896790268 1722360763 1062990096 3399650104 1811110020 913430245 300620259 115590671 348220286 02363280815 1295960387 1083060085 1038700991 349050288 1120620057 1311020505 4721260877 2241850367 1874230343 523180461 2406911202 559320460 4737811002 1254310400 2362600344

154

50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102

ASL 13 NO ESTAV SUD EST ASL CN2 ALBA-BRA ASP MESSINA Azienda U.L.S.S. 15 "Alta Padovana" AUSL LATINA Asl 1 Azienda Unit Socio Sanitaria di Dolo Mirano ESTAV CENTRO Azienda ULSS 14 Chioggia AUSL RMF ASL 2 LANCIANO VASTO CHIETI ASL 1 VENOSA ASP Catanzaro Asp Vibo Valentia Asp Reggio Calabria ASL NAPOLI 3 SUD ASL Salerno NAPOLI 2 NORD ASL Benevento ASL Caserta NAPOLI 1 CENTRO AZIENDA USL FORLI' AZIENDA USL IMOLA AZIENDA USL PIACENZA AZIENDA USL REGGIO EMILIA AZIENDA USL RIMINI AZIENDA USL RAVENNA ASS2 Isontina ASL RM B ASL RM C ASL RM G AUSL FROSINONE ASL RM E ASL RM D AUSL Rieti AUSL Viterbo ASL 5 Spezzino ASL BERGAMO ASL BRESCIA ASL LECCO ASL MILANO 2 ASL COMO ASUR Ausl Pescara ASREM TO4 A.S.L AL TO1 TO3 TO5 ASL VCO ASL BIELLA

PIE TOS LOM SIC VEN LAZ ABR VEN TOS VEN LAZ ABR BAS CAL CAL CAL CAM CAM CAM CAM CAM CAM EMR EMR EMR EMR EMR EMR FVG LAZ LAZ LAZ LAZ LAZ LAZ LAZ LAZ LIG LOM LOM LOM LOM LOM MAR MAR MOL PIE PIE PIE PIE PIE PIE PIE

NO SI CN ME PD LT AQ VE FI VE RM CH PZ CZ VV RC NA SA NA BN CE NA FC BO PC RE RA RA GO RM RM RM FR RM RM RI VT SP BG BS LC MI CO AN PE CB TO AL TO TO TO VB BI

1522670031 1166590529 2419170044 3051870834 347610289 1684950593 1792410662 2799530270 5577300485 2798310278 4743741003 2307130696 628970766 2865540799 2638720801 6322711216 4701800650 6321661214 1009680628 3519500619 6328131211 2483810392 705271203 91002500337 1598570354 2483810392 2483810392 317460319 4734201009 4734201009 4733471009 1886690609 4736011000 4733491007 821180577 1455570562 962520110 2584740167 3436310175 2356390134 12319440157 2356740130 2175860424 1397530682 1546900703 9736160012 2190140067 9737640012 9735650013 6827170017 634880033 1810260024

67/67 66/67 22/67 66/67 67/67 31/67 0/67 66/67 66/67 35/67 34/67 66/67 0/67 66/67 66/67 0/67 66/67 66/67 66/67 32/67 0/67 0/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 65/67 0/67 66/67 66/67 66/67 66/67 19/67 16/67 01/67 0/67 47/67 66/67 66/67 62/67 59/67 0/67 03/67 0/67 0/67 67/67 66/67 66/67 66/67 66/67 66/67 02/67

190 193,5 200 200 270 297 329 330 340,5 349 363

155

103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134

TO2 ASL BA ASL FG ASL LE ASL BAT ASL BR ASL FG /2 Cerignola ASL ORISTANO ASL CAGLIARI ASL CARBONIA ASL NUORO ASL SASSARI ASL SANLURI ASL LANUSEI ASP CALTANISSETTA ASP ENNA ASP RAGUSA ASP PALERMO ASP AGRIGENTO FIRENZE AUSL AREZZO EMPOLI LIVORNO PISTOIA GROSSETO SIENA Azienda USL PRATO 4 MASSA CARRARA AUSL Umbria 2 FOLIGNO Azienda Ulss 12 Veneziana

PIE PUG PUG PUG PUG PUG PUG SAR SAR SAR SAR SAR SAR SAR SIC SIC SIC SIC SIC TOS TOS TOS TOS TOS TOS TOS TOS TOS UMB UMB VEN VEN VEN VEN VEN VEN VEN VEN VEN VEN VEN

TO BA FG LE BT BR FG OR CA CI NU SS VS OG CL EN RG PA AG FI AR FI LI PT GR SI PO MS TR PG VE RO VE VI BL VR VI VR RO VR VI

9737190018 6534340721 3499370710 4008300750 6391740724 1647800745 681110953 2261430926 2261310920 977680917 92005870909 2265950929 978060911 1825570854 1151150867 1426410880 5841760829 2570930848 4612810483 1458450515 4616830487 615860491 1241740479 315940536 388270522 1683070971 294690458 1499590550 2798850273 1013550296 2799490277 913220240 300650256 2576210237 2441500242 2574230237 01013470297 2573090236 913490249

0/67 66/67 66/67 66/67 0/67 0/67 0/67 66/67 65/67 65/67 65/67 65/67 64/67 61/67 66/67 66/67 66/67 25/67 09/67 67/67 66/67 66/67 66/67 66/67 63/67 39/67 10/67 0/67 22/67 0/67 66/67 66/67 66/67 66/67 64/67 63/67 60/67 60/67 58/67 08/67 06/67

Azienda Ulss 19 Adria Azienda ULSS n. 10 "Veneto 135 Orientale" Azienda ULSS n. 5 Ovest 136 Vicentino 137 ULSS n 1 Belluno 138 139 140 141 142 143 Azienda ULSS 22 ULSS 6 Vicenza Azienda ULSS 21 Legnago Azienda ULSS 18 Rovigo Azienda Ulss 20 Azienda Ulss n.4 "Alto Vicentino"

156

APPENDICE J
APPENDICE J AO + ASL ordinate secondo la performance in termini di DSO
AO +ASL 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 ASS 4 Medio Friuli AO "Guido Salvini" ASS 1 Triestina ASS 5 Bassa Friulana AO della Valtellina e della Valchiavenna Ospedale "Bolognini" AOU - Universitaria "Ospedali Riuniti" Trieste OSPEDALE DI CIRCOLO - BUSTO ARSIZIO TRENTO AO Carlo Poma AO "Ospedale Sant'Anna"di Como AOU-Universitaria Santa Maria della Misericordia Udine AO di Desenzano del Garda AO di Cremona ASL BERGAMO AO "Ospedale Civile di Legnano" AO Istituto Ortopedico Gaetano Pini ASS 3 Alto Friuli AOU "Santa Maria deli Angeli" Pordenone ASL 4 Chiavarese AOU Universitaria - Ospedali Riuniti di Ancona ULSS ASOLO ASS2 Isontina Azienda ULSS7 Veneto Ausl Pescara AOU di Perugia AO "Osperdale Niguarda c Granda" Ospedale Luigi Sacco AO Polo Universitario AO Spedali Civili di Brescia AO di Desio e Vimercate AO Istituti Clinici di Perfezionamento AO SantAntonio Abate di Gallarate AO "Ospedale Maggiore" di Crema ASL Teramo ASL ORISTANO AO SAN GERARDO ASL SANLURI AO Fatebenefratelli e Oftalmico Azienda ULSS 9 TREVISO ULSS n.2 FELTRE AUSL AOSTA ASL 3 Genovese AO Treviglio AO San Poalo Polo Universitario Azienda Ulss n.4 "Alto Vicentino" AO della Privincia di Pavia Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi ASL MONZA E BRIANZA Localit UD MI TS UD SO BG TS VA TN MN CO UD BS CR BG MI MI UD PN GE AN TV GO TV PE PG MI MI BS MB MI VA CR TE OR MB VS MI TV BL AO GE BG MI VI PV VA MB P.Iva 1880290307 12314450151 52420320 1199500305 202030144 2585160167 1066380328 2411080126 1429410226 1736140201 2166380135 2445630300 1972400988 1071310195 2584740167 12313480159 903310159 825260300 1302970932 1038700991 1464630423 896810264 317460319 896790268 1397530682 2101050546 11390840152 4410920153 1109200178 2733390963 4408300152 2411250125 1151550199 115590671 681110953 745800961 2265950929 11809480152 3084880263 300620259 177330073 3399650104 2585580166 4444150157 913490249 1949220188 413270125 2734330968 60,00 92,00 60,0 68,20 68,88 60,0 90,0 45,0 90,0 97,0 79,30 60,00 69,00 65,00 59,66 86,0 80,5 151,00 95,00 39,6 69,90 120,0 46,00 41,7 71,98 Tempo medio di pagamento fornitori 43,0 71,31 52,0 51,0 70,60 Pagamenti Assobiomedica Gen. 2013 60,95 64,57 71,92 72,25 74,02 78,08 80,23 80,49 81,55 82,17 84,42 85,15 85,52 86,68 87,55 88,69 90,08 90,92 91,34 91,75 92,11 92,31 92,64 92,90 93,49 93,86 94,81 94,88 98,26 102,21 102,53 102,55 103,45 103,82 104,62 105,08 105,20 105,43 106,35 106,89 111,95 114,44 116,97 119,25 119,48 123,91 125,53 125,70 Differenziale -17,95 6,74 -19,92 -21,25 -3,42 -78,08 -8,25 -80,49 -39,81 -82,17 -84,42 -39,15 -85,52 -86,68 -87,55 62,31 4,92 -51,37 -21,44 28,25 -92,11 -11,86 -92,64 -6,90 -93,49 -93,86 -94,81 -15,58 -38,26 -33,21 -37,53 -42,89 -103,45 -6,82 -104,62 -105,08 -105,20 -36,55 -46,35 -16,89 -66,95 -24,44 -116,97 -51,05 -119,48 -63,91 -33,53 -65,70

157

49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102

ASL Vallecamonica - Sebino ULSS n 3 Bassano del Grappa A.S.L. DI MILANO Azienda ULSS 22 AUSL Umbria 2 ASUR AO "Mellino Mellini" AUSL Umbria 1 AO "ospedale di circolo di melegnano" AO della Provincia di Lecco Ospedale San Martino ASP RAGUSA Civile Maria Patern Arezzo ASL DI POTENZA ASP AO "Ospedale San Carlo Borromeo" ASL BAT EMPOLI ASL CARBONIA AO S CARLO POTENZA AUSL 12 Viareggio VC ASL 1 Imperiese AUSL PARMA ASL NUORO ASP PALERMO A.O. "Papa Giovanni XXIII" AO "San Giuseppe Moscati" AUSL PRATO 4 ASL CAGLIARI A.O.U. Cagliari ASL MATERA ASM Azienda ULSS n. 5 Ovest Vicentino ASL 2 LUCCA PISTOIA ASL 5 Spezzino Azienda Ulss 17 AOU - Universitaria "Policlinico - Vittorio Emanuele" AUSL MODENA ASL AT Asti AO Ospedali Riuniti MAR Nord ASP CATANIA ASL 13 NO Azienda Ulss 20 ASL 2 Savonese ASP CALTANISSETTA ESTAV SUD EST LIVORNO ASL BA AO ORDINE MAURIZIANO DI TORINO AO di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione Garibaldi FIRENZE AUSL CESENA Ospedali dei Colli - Monaldi - Cotugno C.T.O. AUSL REGGIO EMILIA

BS VI MI VR TR AN BS PG MI LC GE RG RG PZ MI BT FI CI PZ LU VC IM PR NU PA BG AV PO CA CA MT VI LU PT SP PD CT MO AT PU CT NO VR SV CL SI LI BA TO CT FI CF NA RE

2072150986 913430245 12319130154 2576210237 1499590550 2175860424 1971010986 3301860544 12319420159 2166640132 2060250996 1426410880 1426410880 1722360763 11385730152 6391740724 4616830487 2261310920 1186830764 523180461 1811110020 1083060085 1874230343 977680917 5841760829 837210160 1948180649 1683070971 2261430926 3108560925 1178540777 913220240 559320460 1241740479 962520110 348220286 4721290874 2241850367 1120620057 2432930416 4721260877 1522670031 2573090236 1062990096 1825570854 1166590529 615860491 6534340721 9059340019 4721270876 4612810483 1254310400 6798201213 1598570354

60,0 90,0 60,0

126,22 128,26 129,57 131,16 131,97 133,35 135,43

-66,22 -38,26 -69,57 -131,16 -131,97 -133,35 -135,43 -76,53 -140,01 10,57 -141,04 -142,57 -142,57 -52,92 -143,41 -147,22 -147,24 -148,58 -151,16 -6,31 -66,97 -41,98 -13,55 -165,57 -166,69 -169,33 -170,84 -171,24 -178,58 -181,79 -126,91 -186,77 -20,88 -189,87 -190,04 -81,96 -191,06 -53,43 -75,95 -207,17 -69,03 -20,44 -215,98 -126,15 -222,19 -33,26 -228,22 -231,20 -231,20 30,79 -233,77 -58,32 -239,76 -79,61

60,0 151,00

136,53 140,01 140,43 141,04 142,57 142,57

90,0

142,92 143,41 147,22 147,24 148,58 151,16

150,0 90,0 120,0 150,0

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55,0 166,3

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108,4

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150,0 130,0 140,0 190,0 90,0 193,5

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263,00

232,21 233,77

178,0

236,32 239,76

165,0

244,61

158

103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152

AUSL IMOLA ASL LE ASP MESSINA ULSS 6 Vicenza ARNAS - Ospedale Civico e Benefratelli Azienda U.L.S.S. 15 "Alta Padovana" AO "Bianchi Melacrino Morelli", Reggio CAL ASL BIELLA AO Nazionale ss.Antonio e Biagio e c.Arrigo - Alessandria ARCISPEDALE S. MARIA NUOVA AO DI REGGIO EMILIA Ifo, Istituti Fisioterapici Ospitalieri, IRCCS "Istituto Regina Elena" e "Istituto San Gallicano TO5 ASL VCO ASL CN2 ALBA-BRA AOU-Universitaria di Bologna Policlinico S. Orsola-Malpighi A.O. Brotzu TO1 ASP AGRIGENTO AUSL FERRARA AO "Santa Maria" - Terni A.O. Cannizzaro AZIENDA COMPLESSO OSPEDALIERO SAN FILIPPO NERI A.O.U.C. AOU-Universitaria Careggi AO Universitaria Policlinico Tor Vergata TO3 ASP SIRACUSA Azienda Unit Socio Sanitaria di Dolo Mirano AUSL LATINA ASL 2 LANCIANO VASTO CHIETI AO Ospedali Riuniti Villa Sofia Cervello AOU-Universitaria Pisana A.S.L AL AOU San Camillo-Forlanini di Roma AUSL BOLOGNA ASL RM H Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Pap ardo PIE Umberto I Policlinico di Roma ASL RM D AOU-Universitaria di Ferrara - Arcispedale Sant'Anna TO2 TO4 A.O. CITTA' DELLA SALUTE E DELLA SCIENZAO.I.R.M. - Sant'Anna DI TORINO ESTAV CENTRO Azienda ULSS n. 10 "Veneto Orientale" ASL BR AUSL Rieti Asl 1 AUSL Viterbo ASL RM B Azienda ULSS 21 Legnago

BO LE ME VI PA PD RC BI AL RE RM TO VB CN BO CA TO AG FE TR CT RM FI RM TO SR VE LT CH PA PI AL RM BO RM ME RM RM FE TO TO TO FI VE BR RI AQ VT RM VR

705271203 4008300750 3051870834 2441500242 5841770828 347610289 1367190806 1810260024 1640560064 1614660353 1033011006 6827170017 634880033 2419170044 2553300373 2315520920 9737640012 2570930848 1295960387 679270553 4721280875 4738701004 4612750481 10110821005 9735650013 1661590891 2799530270 1684950593 2307130696 5841780827 1310860505 2190140067 4733051009 2406911202 4737811002 3051880833 5865511009 4733491007 1295950388 9737190018 9736160012 10771180014 5577300485 2799490277 1647800745 821180577 1792410662 1455570562 4734201009 2574230237

120,0 200,0

247,21 247,63 248,06 248,07 257,32

-127,21 -247,63 -48,06 -248,07 -257,32 12,20 -263,14 -269,22 -274,18 -104,33 -279,02 -279,79 -281,00 -82,55 -50,86 -287,12 -288,99 -290,03 -172,14 -292,64 -130,87 -294,09 -294,53 -297,99 -301,87 -221,03 20,57 -15,71 -315,12 -319,37 -173,09 -325,13 -329,39 -180,32 -160,28 -332,70 -339,62 -343,45 -344,40 -346,15 -353,65 -161,62 -25,50 -366,04 -367,32 -367,55 -40,22 -370,05 -370,13 -372,32

270,0

257,80 263,14 269,22 274,18

170,00

274,33 279,02 279,79 281,00

200,0 232,00

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85,0 330,0 297,0

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150,00

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151,4 172,0

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200,00 340,5

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153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204

AO Complesso Ospedaliero San Giovanni Addolorata AUSL RMF Policlinico di Modena Azienda Sanitaria Ospedaliera S.Croce e Carle Cuneo ASP ENNA AO di Padova AO DI RILIEVO NAZIONALE SANTOBONO PAUSILIPON Ospedale Pausilipon CN1 ASL RM E ASL RM G ULSS n 1 Belluno AO Policlinico di Bari AOU Sant'Andrea dell'A.O.U. OO.RR. FOGGIA Azienda Ulss 12 Veneziana AO Maggiore della Carit AUSL FROSINONE AO Universitaria Integrata Verona PISA ASL FG MASSA CARRARA ASP Catanzaro Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" ASL Caserta AO "A. CARDARELLI" - NAPOLI NAPOLI 2 NORD ASL NAPOLI 3 SUD AO Universitaria OO.RR. S.Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona AO di Catanzaro "Pugliese-Ciaccio" ASREM AO MATERDOMINI AO Universitaria "Federico II" LAO santAnna e san Sebastiano di Caserta ASL Salerno NAPOLI 1 CENTRO GROSSETO SIENA ASL 1 VENOSA ASL SONDRIO ASL LANUSEI ASL Benevento Azienda Ulss 19 Adria ASL CREMONA Ass 6 Friuli occidentale AUSL AREZZO ASL PAVIA ASL MANTOVA ASL LECCO ASL COMO ASL VARESE Azienda ULSS 14 Chioggia ASL BRESCIA

RM RM MO CN EN PD NA CN RM RM BL BA RM FG VE NO FR VR PI FG MS CZ RM CE NA NA NA SA CZ CB CZ NA CE SA NA GR SI PZ SO OG BN RO CR PN AR PV MN LC CO VA VE BS

4735061006 4743741003 2241740360 1127900049 1151150867 349040287 6854100630 1128930045 4736011000 4733471009 300650256 4846410720 6019571006 2218910715 2798850273 1521330033 1886690609 3901420236 1311020505 3499370710 294690458 2865540799 2133120150 3519500619 6853240635 6321661214 6322711216 3020860650 1991520790 1546900703 1991530799 6909360635 2201130610 4701800650 6328131211 315940536 388270522 628970766 727690141 978060911 1009680628 1013550296 1150400198 1278420938 1458450515 1748780184 1838560207 2356390134 2356740130 2413470127 2798310278 3436310175 60,0 349,0 74,5 73,0 56,2 48,0 60,0 139,8 300,00 250,00 75,0 363,0 290,00 160,00

374,50 377,46 382,72 392,29 395,53 396,91 421,74 425,05 428,19 428,90 444,85 450,13 463,78 478,35 483,01 487,77 520,24 540,36 551,28 607,65 613,93 626,98 632,26 711,40 749,91 755,18 811,69 949,69 1005,51 1131,55 1148,43 1430,30 1446,15 1496,99 1630,27 N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D.

-374,50 -14,46 -92,72 -232,29 -395,53 -396,91 -171,74 -350,05 -428,19 -428,90 -444,85 -450,13 -463,78 -478,35 -483,01 -187,77 -520,24 -540,36 -411,48 -607,65 -613,93 -626,98 -632,26 -711,40 -749,91 -755,18 -811,69 -949,69 -1005,51 -1131,55 -1148,43 -1430,30 -1446,15 -1496,99 -1630,27 N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D.

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205 206 207 208 209 210 211 212

ASL LODI ASL MILANO 2 AO UNIVERSITARIA SENESE AO Gaetano Rummo- Benevento Ospedale Meyer di Firenze A.O.U. Sassari AO Universitaria Policlinico G.Martino Policlinico Universitario campus Bio medico

LO MI SI BN FI SS ME RM

11387440156 12319440157 388300527 1009760628 2175680483 2268260904 3051890832 4802051005

60,0 97,00 118,00

N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D.

N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D. N.D.

*In nero: ASL In blu: AO

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