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SABATO 8 NOVEMBRE 2003

LA REPUBBLICA 37

DIARIO
di

QUARANTANNI FA LASSASSINIO DI KENNEDY


La leggenda di questuomo nacque il giorno della sua morte Era il 22 novembre del 1963 Da allora le generazioni di tutto il mondo si sono passate la sua immagine come fosse un racconto epico
ALEXANDER STILLE

VITTORIO ZUCCONI Washington a ormai quasi let delluomo che ha sostituito ma a lui concesso il miracolo che agli umani negato, pi passa il tempo e pi ringiovanisce. Nacque alle 12 e 30 del 22 novembre 1963 in una stradina insignificante di Dallas chiamata Elm Street, partorito da una levatrice assassina che elimin un essere umano perch al suo posto potesse nascere quel mito Kennedy che da allora le generazioni si trasmettono come una chanson epica nella quale ciascuno canta la propria verit immaginaria. Aveva 46 anni, JFK quando fu ucciso (ne avrebbe dunque 86 oggi) ed era soltanto un Presidente americano con appena 1.035 giorni di governo alle spalle e davanti una rielezione difficile. Neppure i suoi amici o i produttori del primo presidente made for and by TV, fatto dalla televisione e per la televisione, avrebbero potuto immaginare che dopo quarantanni la loro creatura avrebbe potuto generare una colata interminabile di rivelazioni e di rimpianti che ha una matrice comune: il sospetto che non fu lassassinio di un uomo, ma fu lesecuzione pubblica del progressismo americano che con lui doveva finire e fin, nella capitale dellodio sudista e di destra, come la chiamava lo stesso Kennedy che mor pronunciando queste ultime parole vedendo gli applausi dei passanti: Non posso proprio dire che Dallas mi odi. Poi QUASI 30 MILA oggi gli spari. C una genesi politiLIBRI SONO nella storia del mito STATI SCRITTI ca, dei Kennedy, alimentata dal fatto che, dopo di SU DI LUI lui, la sinistra americana non ha pi prodotto un Presidente, lasciando il campo al moderatismo di destra e di centro. La stessa Jacqueline Kennedy la accredit, confessando il timore che suo marito si aspettasse di essere ucciso dagli oppositori politici: Non ha avuto neppure la soddisfazione di essere ammazzato per i diritti civili. Questa, la versione alla Oliver Stone del mito, la chiave ideologica per spiegarne la tenacia. Ma solo una parte. Una ricerca via Internet restituisce 28.144 titoli di libri in commercio su John F. Kennedy e 1.699 soltanto sul suo assassinio. Un lettore diligente che volesse sapere tutto dovrebbe leggersi un libro al giorno per ottantuno anni e arriverebbe alla fine della propria vita senza conoscere una verit ormai inconoscibile, perch la verit vera (ammesso che ci sia) ucciderebbe il mito e questo noi tutti fingiamo di volere, ma non vogliamo. Tra quei 30 mila libri ci sono studi serissimi, come il recente La truffa Zapruder (settembre 2003) scritto dal professore James Fetzer dellUniversit del Minnesota con laiuto di specialisti di cinematografia. Dimostra le falsificazioni compiute su quei 27 secondi di film amatoriale girate da Abraham Zapruder, che sono la stele di Rosetta del complottismo, sui quali si fonda la leggenda del secondo sparatore. Ma per un libro serio o per un magnifico documentario televisivo che la rete Abc si prepara a mandare in onda il 21 novembre do-

Il mito che ha vinto il tempo

JFK

po due anni di ricerche accuratissime e conclude senza alcun dubbio che Oswald ag da solo, arriva in libreria La Mafia Francese assassin JFK, firmato da Seymour e OLeary, e vende. Mancavano soltanto la Mano Nera e i Corsi, tra Cosa Nostra, Cia, Kgb, Castro, Ufo (ci sono pure quelli), mercanti darmi, militari golpisti, nella fila dei candidati al vero assassino. Ogni rifiuto di una verit insopportabilmente banale, che un folle solo o un gruppo di fanatici assassini, da Gavrilo Prinzip a Bresci a Mohammed Atta, possa cambiare la storia, ha la propria radice in convinzioni politiche indimostrabili e perci eterne, che Kennedy volesse ritirarsi dal Vietnam, che intendesse accordarsi con Krusciov per ridurre gli arsenali, che volesse demolire lapartheid nel Sud. O che l11 settembre sia stato fatto dalla Cia e dal Mossad. Forse, ma non basta lestinguersi con lui della sinistra liberal come forza politica rilevante, ridotta oggi al dinosauro Ted Kennedy, a spiegare tutto. Se il mito politico di un presidente rivoluzionario regge perch coincide con le immagini e i simboli. Gi da vivo Jack, come era chiamato dagli amici, era largamente un prodotto della propaganda, della sua corte, la Camelot costruita attorno a un ben strano re Art che frugava stagiste nei guardaroba della Casa Bianca e inghiottiva pillole a manciate per i propri malanni, mentre la LABC PREPARA regina Jacqueline cercava consolazione con UN GRANDE Agnelli e Onassis a Capri. I primi estensori della DOCUMENTARIO chanson des Kennedy de- SULLA SUA VITA scrivevano una famiglia chic e vecchio-europea, quando europeo era ancora un complimento (JFK stato lultimo vero presidente prodotto dalla Costa Atlantica, dunque ancora rivolta verso di noi). Ingaggiavano designers, esibivano fratelli fascinosamente dentoni con ciuffi scompigliati dal vento dellAtlantico mentre si passavano la palla sulla spiaggia o veleggiavano avvolti nei loro caldi maglioni di lana irlandese. Costruivano un passato a memoria futura come se gi sapessero che luomo sarebbe stato ucciso e avrebbe dovuto vivere soltanto in quellalbum. Fu il primo reality show e c tanto di trash anche in questa leggenda kennedyana che neppure le critiche hanno mai potuto dissuadere il pubblico dal guardare. Da quando luomo scomparso, migliaia di dettagli sordidi sono emersi, ma le pietre della lapidazione non lo colpiscono pi, al contrario rafforzano la muraglia del mito. E il fenomeno di isteria transgenerazionale che abbiamo visto con la principessa Diana dInghilterra, o dopo l11 settembre, perch Dallas fu per i giovani del 1963 quello che Ground Zero sar per i giovani del 2001 e per i loro figli, il segnalibro della propria vita personale, e chi vuol demolire Jack attacca tutti noi. La risposta pi semplice alla domanda del perch il mito? dunque la solita, perch ne abbiamo bisogno e ogni leggenda migliore del presente.

SEBBENE il termine Camelot gi si usasse quando John F. Kennedy era in vita - alludeva al musical preferito del presidente, al suo ritratto idealizzato di Re Art, e ai Kennedy visti come metafora di una corte regale - con il passare del tempo ha evocato un periodo altrettanto distante: una specie di paradiso perduto della politica americana. Ma oggi un abisso ci separa da quel mondo che precedette la caduta. Scorrono alcune istantanee: la violenta morte di Kennedy, la guerra del Vietnam, le proteste per i diritti civili violati, lassassinio di Martin Luther King, quello di Bob Kennedy, luccisione dei pacifisti, Nixon e il Watergate, e infine il graduale e inesorabile abbandono dei programmi sociali. Naturalmente, lidea di una Camelot simile a un Paradiso Perduto sottende a un quadro eccessivamente roseo del nostro passato. Razzismo e povert furono allora problemi pi gravi di quanto lo siano oggi. Ma qualcosa di fondamentale si perso. Allepoca di Kennedy la grande maggioranza degli americani credeva nei suoi governanti. Oggi la fiducia se ne andata e con essa si sono perse le grandi visioni per una societ pi giusta. Camelot finita.

CAMELOT.

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LE TAPPE

LA FAMIGLIA Nasce a Brookline (Boston) nel 1917 da una ricca famiglia dorigine irlandese. Laureato ad Harvard nel 1940, tre anni pi tardi da ufficiale partecipa alla guerra

DECISION Gli appunti del Presidente sui quaderni conservati alla Kennedy Library di Boston. Qui sopra, la parola decision , pi volte annotata durante un incontro nel periodo della crisi di Cuba

IL MATRIMONIO Entra in politica nel 1946. Sette anni dopo, lelezione al Senato e il matrimonio con Jacqueline. Nel 1960 si candida per le presidenziali

IL MITO/ CHE COSA RAPPRESENT PER LA SUA GENERAZIONE E LE SUCCESSIVE

QUELLO STRANO IDEALISTA CHE CAMBI LA NOSTRA STORIA


ARTHUR M. SCHLESINGER JR.
(segue dalla prima pagina)

I LIBRI
ARTHUR SCHLESINGER I mille giorni di John F. Kennedy (1966), Rizzoli 1992 MICHAEL BESCHLOSS Guerra fredda. Kennedy e Krusciov Mondadori 1991 DAVID HALBERSTAM The Best and the Brightest Random House 1972 NOAM CHOMSKY Alla corte di re Art: il mito Kennedy, Eleuthera 1994 SEYMOUR HERSH The dark side of Camelot Little, Brown 1997 RICHARD REEVES President Kennedy Profile of power Simon&Schuster JIM GARRISON JFK. Sulle tracce degli assassini, Sperling & Kupfer 1991 NORMAN MAILER Il racconto di Oswald, Bompiani 1995 MANUEL VASQUEZ MONTALBAN Ho ammazzato J. F. Kennedy (1970), Feltrinelli 2001 JOHN K. GALBRAITH Facce note. Quasi unautobiogra fia, Rizzoli 2000

GLI rappresentava la generazione che combatt la seconda guerra mondiale, una generazione avvezza a moderare gli entusiasmi, a disdegnare la pomposit, insofferente rispetto alle pose e al bigottismo del passato, pronta ad accettare la complessit del presente con disinvoltura, aperta mentalmente verso le incertezdei diritti civili, ma la reputavaze del futuro. nedy non ebbe esitazioni a reCos inizi la grande avventuno unistanza collocabile nel spingere le raccomandazioni ra della presidenza. Si rivel mamedio periodo, per il momento dei militari. teria di leggenda, il vigoroso gioIl 1963 fu anche lanno in cui non sostenibile politicamente. vane presidente che attraversa la rivoluzione per i diritti civili Poi nella primavera del 1963 la come un lampo le nostre vite ilraggiunse il culmine. La spinta televisione mostr agli ameriluminando il cielo, poi, un giordei neri americani a rivendicare cani bianchi il ringhio dei cani e no a Dallas quarantanni fa, lei propri diritti costituzionali poil vibrare degli idranti brutalroe trucidato, una vita che un se Kennedy di fronte ad una dumente usati a Birmingham, Alatragico fato deruba della sua ra sfida interna. I Kennedy (Robama per disperdere i cortei piena realizzazione. Il dramma bert in qualit di responsabile non violenti guidati da Martin della vita e della morte di John per lapplicazione delle leggi e Luther King Jr. LAmerica bianKennedy tocca corde profonde per le decisioni giudiziarie) eraca ne fu sconvolta e i diritti civili primordiali. no in linea di principio a favore divennero infine unopzione Il suo fu un trionfo di stile, e i critici hanno sostenuto che non fu nulla di pi, che Kennedy era affascinante ma superficiale, pi preoccupato dellimmagine che dei risultati, che parlava tanto ma concludeva poco e che amava il rischio, sia nella vita privata che in quella pubblica. Ma i nastri recentemente pubblicati relativi alla crisi dei missili a Cuba, alla richiesta di giustizia e alla lotta per i diritti civili hanno capovolto lopinione dei revisionisti. I nastri della Casa Bianca dimostrano che la presidenza Ken- John e Bob Kennedy. In alto e a destra, il simbolo della presidenza Usa disegnato da JFK nedy non fu un mero trionfo di stile ma anche un trionfo sostanziale. Essi forJAMES ELLROY niscono materiale storico grezzo, disadorno, intonso. Mostrano Kennedy alle prese con la Jack Kennedy venne fatto massima crisi internazionale fuori al momento ottimale per degli anni Sessanta levitare assicurarne la santit. Le la guerra nucleare nel mondo e la massima crisi nazionale menzogne continuano a la rivendicazione della giustizia vorticare attorno alla sua razziale negli Usa. La crisi dei missili non fu solo fiamma eterna. giunto il il momento di massimo pericomomento di rimuovere la sua lo nella guerra fredda. Fu il mourna mento di massimo pericolo in tutta la storia dellumanit. Mai American Tabloid in precedenza due potenze anMondadori 1995 tagoniste furono in possesso delle risorse tecniche per far saltare il pianeta. Kennedy era risoluto a rimuovere i missili nucleari da Cuba ed era risoluto a NORMAN MAILER farlo in via pacifica. Lo stato maggiore americano sosteneva con forza la tesi di eliminare i Era un eroe di cui lAmerica missili effettuando attacchi aeaveva bisogno, un eroe rei a sorpresa, seguiti da uninchiave per il suo tempo, un vasione. Sappiamo oggi che le forze sovietiche di stanza a Cuuomo con una personalit che ba erano dotate di testate nulasciava immaginare cleari tattiche ed erano autorizzate a farne uso per respingere contraddizioni e misteri uninvasione. Se linvasione capaci di toccare i circuiti avesse avuto luogo e i russi avesdellinconscio sero utilizzato armi nucleari contro i soldati americani dio Superman comes to the solo sa come sarebbe andato a supermarket (1960) finire il conflitto. Ma John Ken-

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Aveva unintelligenza fredda e un fascino straordinario, sapeva toccare le corde profonde del popolo

politica. Nellestate del 1963 il presidente Kennedy si pose a capo della crociata per la giustizia razziale. Fu il primo presidente a dichiarare i diritti razziali Un principio morale...antico quanto le scritture... e chiaro quanto la costituzione americana. Il fatto che quarantanni dopo leredit di Kennedy susciti tanto interesse sintomo che, con la mote di JFK, il mondo ha perso qualcosa di vitale. Forse ad andar persa stata la visione degli Usa come repubblica umana, razionale, democratica, che collabora con gli altri paesi, con lOnu e le istituzioni internazionali per promuovere la democrazia, i diritti umani e la pace. Il presidente Kennedy disse nel 1961: Dobbiamo affrontare il dato di fatto che gli Usa non sono n onnipotenti n onniscienti... che rappresentiamo solo il 6% della popolazione mondiale... che non possiamo imporre il nostro volere sul restante 94% dellumanit... che non possiamo raddrizzare ogni torto o metter riparo ad ogni avversit e che quindi non ci pu essere una soluzione americana a tutti i problemi del mondo. La grande forza della democrazia sta proprio nella sua capacit di autocorregersi. LAmerica di Wilson e di Roosevelt, lAmerica di Kennedy, un giorno torner. (Traduzione di Emilia Benghi)

COME IL NEW YORK TIMES DIEDE LA NOTIZIA IL GIORNO DOPO

QUANDO LAMERICA SCOPR LE LACRIME


JAMES RESTON LAmerica ha pianto stasera, non solo per care di placare gli imprenditori invitandoil suo giovane presidente defunto, ma per li a credere che la sua non era una linea pose stessa. Il dolore stato generale perch litica ostile alle imprese. E dal principio alin qualche modo la parte peggiore della la fine della sua amministrazione ha cernazione ha prevalso sulla migliore. Sotto cato di smorzare la violenza degli estremiaccusa non solo il sicario, perch un sti di destra. Il destino ha voluto per che qualcosa di insito nella nazione stessa, giungesse alla Casa Bianca in un periodo una vena di pazzia e violenza, ha distrutto di violento cambiamento, in cui tutte le il pi alto simbolo della legge e dellordine. nazioni e le istituzioni si ritrovavano sra() dicate dal passato. Suo tema centrale era C un risvolto ironico in questa morte, la necessit di adeguarsi al cambiamento perch il presidente ha dedicato la sua e ci lo ha posto in conflitto con chi al breve amministrazione quasi interamencambiamento si opponeva. te a vari tentativi di porre freno proprio a Cos, mentre corrispondeva alla sua inquesta vena di violenza insita nel carattedole evitare il conflitto violento, puntare al re americano. Quando gli storici riuscicompromesso, mediare e pacificare, i suoi ranno nellimpresa di dare un giudizio sui programmi in campo fiscale, a favore deltre anni del suo mandato molto probabiluguaglianza razziale, per lassistenza sale che a colpirli saranno proprio gli sforzi nitaria, per Cuba, causarono tutti profonprofusi per frenare coloro che avevano inde fratture nel paese. E persino ove le sue tenzioni pi violente nella guerra fredda politiche di mediazione ottennero il magoltreoceano e nella lotta razziale in patria. gior successo nei rapporti con lUnione Oggi il presidente era in Texas a cercare Sovietica egli fu oggetto di aspra condi placare la politica violenta di quello stadanna. () to. La scorsa settimana era in Florida a cerConsola comunque il fatto che seppur

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LA CASA BIANCA Nel 1961 diventa presidente degli Stati Uniti. Dopo un incontro teso con Kruscev, fronteggia la crisi di Cuba. Nel giugno del 63 comincia la distensione

VIETNAM Altra parola ossessivamente annotata sui suoi quaderni durante un incontro della National Security il 18 aprile del 1962

LUCCISIONE A DALLAS Il 22 novembre del 1963 viene ucciso a Dallas: ha 46 anni. Il 25, i funerali in forma solenne: il figlio John rende omaggio al feretro con il saluto militare

IL TALENTO/ GRANDE COMUNICATORE SCONFISSE NIXON IN UN DIBATTITO

IL PRESIDENTE CHE INTU LENORME FORZA DELLA TV


DAVID HALBERSTAM
A CARATTERISTICA pi significativa ed affascinante del presidente deve essere rintracciata nella sua modernit. John Fitzgerald Kennedy era un politico con un autentico senso del passato e della tradizione, che aveva compreso tuttavia che il mondo stava cambiando irreversibilmente. Il suo approccio inedito alla politica, gestito con innata abilit di comunicatore, trovava in quegli anni un contraltare in personaggi del suo staff di diversissimo spessore e personalit, come quel galantuomo di Schlesinger ma anche linquietante McNamara, che poi continu a mantenere il proprio ruolo anche con lamministrazione Johnson. Ci che rendeva Kennedy diverso, e soprattutto moderno, era la curiosit che riusciva a divenire cultura, la grande attenzione per il linguaggio e limmagine, ed una nuova interpretazione, estremamente attuale per i suoi tempi, del classico mito americano della frontiera. La questione pi spesso posta se lattenzione allimmagine e al linguaggio abbia finito per coprirne eventuali limiti e difetti. Innanzitutto eliminerei il termine eventuale: Kennedy stato un personaggio importante ma controverso, che non si pu glorificare in maniera uniforme. La sua una presidenza incompiuta, durante la quale sono stati commessi anche gravi errori politici. Detto questo, evidente che labilit

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oratoria e la bella presenza hanno finito per giocare un ruolo fondamentale nel suo successo. Kennedy intu per primo il ruolo della televisione nella politica moderna, ed utilizz a pieno, e con grande intelligenza, le sue potenzialit. La vittoria nel dibattito televisivo con Richard Nixon, che gli assicur la presidenza per una manciata di voti, dovuta soprattutto ad un fatto di immagine. Non pensabile comprendere la sua personalit senza rifarsi co-

Govern negli stessi anni del pontificato di Papa Giovanni e tra i due c un rapporto da approfondire
stantemente a quello che hanno significato la sua famiglia, la religione, e, non ultimo, il suo ceto sociale. Kennedy viveva nello stesso tempo le frustrazioni di un pregiudizio anticattolico molto diffuso tra i Wasp, e i privilegi che gli derivavano dallaristocrazia cui apparteneva. Sin da piccolo ha frequentato le scuole giuste, i club esclusivi, e poi Harvard, dove ha continuato a vivere i vantaggi e le frustrazioni di questa situazione. Tutto ci lo ha reso assoluta-

Il presidente guarda se stesso in televisione La sequenza del momento in cui John Kennedy viene colpito a Dallas durante il corteo presidenziale. Accanto a lui, Jacqueline cerca di soccorrere il marito

DON DE LILLO

non gli sia stato concesso tempo di portare a termine nulla e neppure di realizzare le proprie potenzialit, egli non ha lasciato il paese in uno stato di crisi o di pericolo n negli affari interni n esteri. Su tutti i continenti stato stabilito un ragionevole equilibrio di potere. Lo stato di tregua in Corea, Stretto di Taiwan, Vietnam e Berlino quantomeno pi tollerabile rispetto a quando egli assunse lincarico. LEuropa e lAmerica Latina nutrivano sempre pi dubbi sulla sua leadership, ma se sono state in grado di permettersi linee di azione indipendenti fuori dallalleanza stato in gran parte grazie ad un certo miglioramento nei rapporti con lUnione Sovietica ottenuto dal presidente Kennedy. () Il presidente Kennedy esercitava persino sui suoi avversari politici un fascino

umano straordinario ed significativo che, a differenza di tanti presidenti del passato, ad amarlo e rispettarlo maggiormente fossero proprio coloro che lo conoscevano meglio. Era un razionalista e un intellettuale, che ha dato dimostrazione nella campagna del 1960 e nella crisi di Cuba dellanno scorso di saper dare il meglio di s nelle situazioni difficili. Senza dubbio sarebbe stato rieletto, come la maggioranza dei presidenti al primo mandato, e il sottile dualismo del suo carattere avrebbe avuto pi tempo per realizzare il suo sogno. Ma se ne andato, a 46 anni, prima di aver raggiunto let in cui la maggioranza dei presidenti ha iniziato la grande avventura. Nel suo libro Profiles in Courage tutti i suoi eroi affrontano lardua alternativa di cedere allopinione pubblica o di sfidarla e diventare martiri. Aveva sperato di evitare questo amaro dilemma, ma ha finito comunque per essere un martire e stasera la nazione triste , per lui e per se stessa. (Traduzione di Emilia Benghi)

In quasi tutte le fotografie lui brilla, nel vero senso della parola. Dovremmo credere che sia leroe del nostro tempo. Si mai visto un uomo con una simile fretta di diventare grande?
Libra Einaudi 2000

GORE VIDAL

Egli era consapevole che la vanit forse il sentimento umano pi forte, quello a cui si pi vicini quando si sulla cima scivolosa E stata pi forte la morte di JFK che la sua vita
The Holy Family (1967)

mente unico tra i presidenti americani, contribuendone ad ingigantirne il mito. Lanalisi del suo background culturale e religioso ci deve far riflettere anche sul suo celebre clan: rispetto agli altri membri della sua grande famiglia, John era certamente il pi raffinato, e quello dotato istintivamente di maggior talento politico. Tra i Kennedy era per molti versi il meno legato ad alcuni elementi fondamentali della cultura irlandese. Aveva ad esempio una concezione della famiglia fondata sul rispetto dellautonomia, e un legame con listituzione famigliare meno estremo, specie se si pensa al fratello Bob e ai suoi undici figli. Ma un quadro generale della sua matrice culturale non pu essere completo se non si ricorda che gli anni della presidenza Kennedy coincidono con quelli del papato di Giovanni XXIII. Io non credo che sia stato ancora analizzato a sufficienza il rapporto tra questi due personaggi in relazione alle grandi novit di quel pontificato. Quanto a uno dei momenti pi oscuri della presidenza Kennedy mi riferisco alla guerra in Vietnam credo di aver dimostrato sin da allora cosa pensavo di quella guerra in una serie di articoli con i quali vinsi il premio Pulitzer. Tuttavia sono convinto che Kennedy non avrebbe lasciato in sospeso un situazione cos critica nel corso della campagna elettorale che stava per iniziare. La candidatura di Barry Goldwater che si andava profilando gli avrebbe dato facile gioco per una scelta nella direzione della fine del coinvolgimento militare. Si molto chiacchierato su questo cambiamento di strategia, sul quale certamente Kennedy rifletteva e sono state formulate anche fantasiose ipotesi di complotto, per mai dimostrate. Come cronista e storico che ha studiato il personaggio posso dirle solo che Kennedy sapeva guidare le proprie scelte con grande senso di realismo politico. Da questo punto di vista c da riflettere molto riguardo ai politici che costantemente si rifanno a Kennedy nel tentativo di imitarne lapproccio politico, e la speranza di reinterpretarne il carisma. Tra coloro che si sono affacciati pi recentemente alla ribalta evidente che Clinton lo ha studiato con attenzione, ma con esiti decisamente alterni. Si vedono in giro molti aspiranti, ma nessun erede: il mondo completamente diverso, a cominciare dalla debolezza dei democratici e dalla loro totale mancanza di ispirazione. Molti dei temi di allora, come ad esempio i conflitti razziali, hanno oggi fattori nuovi e impensabili, e in un periodo postmoderno un presidente moderno non ha alcun senso. (Testo raccolto da Antonio Monda)

I FILM
THIRTEEN DAYS Missili nucleari a Cuba: JFK, e Bob Kennedy si dividono tra Krusciov e i servizi segreti russi Regia di Roger Donaldson (2000) DUE SCONOCIUTI UN DESTINO Casalinga e kennediania alla morte del presidente Lurene molla tutto per andare ai funerali. Di Jonathan Kaplan (1993) RUBY, IL TERZO UOMO A DALLAS Biografia ambigua di Jack Ruby luomo che uccise John Kennedy. Di John Mackenzie (1992) JFK UN CASO ANCORA APERTO Un procuratore distrettuale di New Orleans indaga per conto suo sullomicidio Kennedy. Di Oliver Stone (1991) CIAO AMERICA Tre amici in attesa di partire per il Vietnam uno ossessionato dal delitto Kennedy . Di Brian De Palma (1968) PT 109 La storia del giovane Kennedy durante la seconda guerra mondiale ufficiale di marina nel Pacifico. Di Leslie H.Martinson (1964)

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CULTURA

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JFK Il futuro presidente, sui cui il padre aveva riposto tutte le sue ambizioni politiche

JOE JR. Il pi grande dei fratelli, mor in guerra nel 1944 allet di ventinove anni

BOB, IL COLLABORATORE Bob, nato nel 1925, sempre a fianco del fratello. Anche lui fu ucciso, nel 1968

JOSEPH, IL PATRIARCA Joseph Kennedy (1888-1969) e la moglie Rose ebbero nove figli

TED, IL SENATORE Edward Kennedy, nato nel 1932, lultimo dei fratelli maschi del clan.

IL CLAN KENNEDY

La famiglia Kennedy stata un clan, una dinastia politica, dalle fondamentali radici cattolico-irlandesi

DALLE CRAVATTE CHE FECERO MODA AGLI ABITI INDOSSATI CON NATURALEZZA

BELLO, COLTO E FOTOGENICO LO STILE DI UN EROE ROMANTICO


NATALIA ASPESI
u la televisione a far vincere le elezioni presidenziali del novembre 61 a John Fitgerald Kennedy: nei dibattiti tra lui e il rivale Nixon, che era il candidato favorito, chi li aveva ascoltati alla radio preferiva Nixon, chi li aveva visti in televisione sceglieva Kennedy, e alla fine lo vot la maggioranza, sia pure per un minimo scarto, 49,75% contro 49,55%. Kennedy aveva 44 anni, e la nazione non aveva mai avuto un presidente cos giovane; era attraente come un attore, sapeva dire con forza e dolcezza frasi semplici e memorabili, era molto ricco, era cattolico, di famiglia irlandese, si era gi schierato, da senatore, contro la discriminazione razziale ottenendo la scarcerazione di Martin Luther King. Aveva una bella moglie trentenne dal sorriso incantevole, due piccini di 4 e un anno. Era un eroe romantico e travolgente, e anche lEuropa, con i suoi leader canuti o calvi, i De Gaulle e i Gronchi, i Macmillan e i Krusciov, ne rimase folgorata. Dopo la sua tragica morte ci hanno raccontato il lato oscuro suo e della sua famiglia, ma nei mille giorni del suo regno, fu per il mondo limmagine magica, luminosa e rassicurante dellAmerica giovane, generosa e forte, nel momento pi drammatico della guerra fredda e della minaccia atomica. In privato e in pubblico JFK aveva quasi sempre vicino la moglie, la bella signora pi giovane di lui di 12 anni, e qualunque fossero i loro rapporti, incantavano sempre per la complicit da sposi con cui, sorridendosi, sfiorandosi, parlandosi, toglievano ogni ufficialit anche agli incontri di Stato. Jacqueline Bouvier, sposata nel 1953, non divenne la tipica moglie del presidente, dedita a vegliare gli ammalati e consolare gli orfani: il suo compito fu di rappresentare accanto al marito, il sogno americano di bellezza e felicit. Abituato sin da ragazzo ai grandi eventi della formale aristocrazia americana del denaro, lui sapeva portare con la stessa noncuranza il tight, il frac col cilindro, il dinner jacket con il farfallino nero, alle cene con il marziale De Gaulle, alle feste in onore dello Shah di Persia e della moglie Farah Diba, allincontro con la giovane regina Elisabetta dInghilterra. Ma poi nelle occasioni che contavano, a Vienna o a Parigi o nella sala ovale della Casa Bianca, indossava completi leg-

SEMPRE INSIEME Jacqueline non era la tipica moglie del presidente dedita a vegliare malati e consolare orfani: il suo compito fu di rappresentare, accanto al marito, il sogno americano di bellezza e felicit

Era un personaggio travolgente e anche lEuropa, con i suoi leader canuti e calvi, i De Gaulle e i Gronchi, i Macmillan e i Krusciov, ne rimase folgorata

CON JOHN JOHN Il presidente aveva due figli: Carolin di quattro anni e John John, di un anno, che qui abbraccia festosamente (foto in alto) e che morir tragicamente nel luglio 1999 in un incidente aereo

LE DONNE Il presidente Kennedy esercitava grande fascino sulle donne e gli sono state attribuite molte amanti. Tra queste anche celebri attrici come Marilyn Monroe, Kim Novak e Angie Dickinson

geri quasi sempre scuri o gessati, spesso spiegazzati: mai un doppiopetto, mai fotografato col cappello (che talvolta teneva in mano) in testa, spesso in maniche di camicia ma con cravatta, nelle riunioni di lavoro informali. Sempre con la giacca abbottonata, la punta di un fazzoletto bianco nel taschino, non sempre le famose cravatte strette, bruttine, che divennero di moda anche in Europa. La sua era una eleganza poco americana, leggermente trasandata, morbida, quasi preArmani, portata con squisita timidezza e naturalezza, e nessuno si accorgeva che quel suo corpo scattante era in realt sofferente per mali di schiena indicibili peggiorati

da una azione di guerra, e per quel morbo di Addison che lo aveva reso fragile sin dallinfanzia. Cos lo descrive, nel suo bel libro di memorie, Palinsesto, (Fazi Editore) Gore Vidal, imparentato vagamente con Jacqueline perch le loro rispettive madri avevano sposato lo stesso miliardario: Kennedy sembra pi vecchio rispetto alle fotografie. Ha una figura snella e giovanile, ma il viso pesantemente segnato dallet. Sul labbro ci sono quelle sottili rughe verticali tipiche di unet pi avanzata. Di solito ha unabbronzatura da sole, mentre i capelli sono, come direbbe una romanziera, castani: con un accenno al grigio. Gli occhi sono

I CONTRIBUTI
ARTHUR M. Schlesinger Jr., ex consigliere del presidente Kennedy, considerato uno dei massimi storici americani. Tra le sue opere, la pi accreditata biografia del presidente, I mille giorni di John Fitzgerald Kennedy, e la monumentale autobiografia Il mio secolo americano.Ricordi duna vita (Rizzoli). David Halberstam, giornalista e autore di numerosi saggi, si distinse - allepoca della guerra in Vietnam - per una serie di reportage assai critici verso il presidente. I suoi articoli sul New York Times fecero infuriare il presidente, che ne chiese la testa alleditore, senza ottenerla. James Reston (1909-1995) stato uno dei pi famosi giornalisti americani, anche se scozzese di nascita. Premio Pulitzer, inviato e corrispondente dallestero, commentatore politico molto influente e infine direttore del New York Times.

JFK aveva sempre accanto la bella moglie. Comunque fossero i loro rapporti, incantavano tutti per la loro complicit e la confidenza

stranissimi. Sono di un azzurro opaco, tenebroso...danno unimpressione di piattezza, mentre le lunghe ciglia bionde proteggono le espressioni a piacimento. Le dita tozze da ragazzo tendono a tamburellare nervosamente sui tavoli, sulle tazze e sui bicchieri. E vestito in modo impeccabile: anche se qualche pelo bianco del petto gli esce dal colletto. Spettava a Jacqueline, abbigliata esclusivamente da Oleg Cassini, (una sola volta, durante la presidenza, lo trad con una toilette da sera di Givenchy con la scusa di far piacere a De Gaulle durante una visita ufficiale in Francia), onorare la moda americana. Divennero celebri i cappottini dal collo scostato, gli abiti diritti senza maniche col filo di perle, il cappello a tamburello sulla nuca, i guanti da sera sino allascella, i colori pastello, una eleganza molto femminile, lussuosamente semplice. Ma era la massiccia invasione di fotografie sulla vita privata della famigliola presidenziale che incantava la gente: nella loro bella villa di Hyannis Port, sulla spiaggia, sul loro yacht o sul dinghy dei bambini, immagini di felicit familiare e domestica: Jacqueline molto moderna in pantaloni e maglietta e foulard in testa, oppure incinta del terzo bambino che vivr solo tre giorni dellagosto 63, tre mesi prima di Dallas; JFK che esce dallacqua in boxer da bagno, che gioca a tennis a piedi nudi, oppure in perfetta tenuta da barca o mentre legge il giornale con un sigaro in bocca: gesti affettuosi e felici coi bambini biondi e bellissimi, giochi con coi cani o con la folla privilegiata di venti altri piccoli Kennedy, figli delle sorelle Eunice, Patricia, Jean e dei fratelli Robert e Edward. Una folla magnifica di bambini, lidea di un futuro meraviglioso, che per alcuni di loro diventato tragedia, per altri, come Maria Shriver, figlia di Eunice, diventato Schwarzenegger. Belli e colti, Jacqueline, laureata in letteratura con studi a Parigi, fotografa e giornalista, John Fitgerald laureato ad Harvard, vincitore di un premio Pulitzer per il saggio Profiles in Courage, divoratore di libri, riuscirono a convincere il mondo che non contavano solo la politica e il fasto presidenziale, ma che anche la cultura era molto glamour, dal momento che loro due lamavano.

LA CLASSE John Kennedy era abituato a indossare con la stessa noncuranza il tight, il frac (come quello che porta nella foto, insieme al fratello Bob) con il cilindro, il dinner jacket con il farfallino nero

STILE INFORMALE Il presidente tiene per mano il figlio John Jr. Kennedy introdusse alla Casa Bianca uno stile informale: niente doppiopetti o cappelli, vestiti sportivi, spezzati, giacca sbottonata

GUERRA IN MARINA John Fitzgerald Kennedy sulla motosilurante Pt 109 da lui comandata durante la guerra. Venne affondata nel 1943 e Jfk venne decorato. Non ho scelto di essere un eroe: mi hanno colato a picco.

Sapeva portare con la stessa noncuranza il tight, il frac col cilindro, il dinner jacket col farfallino nero

Fondatore Eugenio Scalfari

Direttore Ezio Mauro 8,10)

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Anno 28 - Numero 263

1,20 in Italia (con il 5 cd AFRO BAHIA

sabato 8 novembre 2003


1,40); Regno Unito Lst. 1,30; Rep. Ceca Kc 56; Slovenia Sit. 280; Spagna 1,20 (Canarie 1,40); Svezia Kr. 15; Svizzera Fr. 2,80; Svizzera Tic. Fr. 2,5 (con il Venerd Fr. 2,80); Ungheria Ft. 300; U.S.A $ 1. Concessionaria di pubblicit: A. MANZONI & C. Milano - via Nervesa 21, tel. 02/574941

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Lo sconcerto della Commissione per le frasi del premier in difesa di Putin: La posizione europea non cambia

DIARIO

LaUesconfessaBerlusconi
Solo opinioni personali sulla Cecenia. Scontro con Prodi
Tensione nel Polo dopo laut aut di Bossi

Kennedy il presidente che si trasform in mito


ARTHUR M. SCHLESINGER JR.

No di Udc e An alla fiducia sulle riforme


Il premier: niente rimpasto ma aumenter i ministri

BRUXELLES scontro tra la Commissione europea e Berlusconi, presidente di turno della Ue. Dopo la difesa della posizione del presidente russo Putin sulla Cecenia e sulla vicenda Yukos, al premier sono giunte critiche dallesecutivo guidato da Prodi e dallEuroparlamento. Il portavoce del presidente della Commissione ha affermato che Bruxelles non condivide il punto di vista del premier Berlusconi, n sullaffare Yukos n sulla situazione presente o passata in Cecenia. Quelle del presidente del Consiglio le definirei opinioni personali. Da Roma giunta la replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Bonaiuti. Chi non era daccordo poteva parlare subito. Se la Commissione e Prodi avevano qualcosa da dire in contrasto con Berlusconi potevano farlo liberamente. Il portavoce del presidente della Commissione ha risposto che il problema in questione era in effetti stato sollevato durante il vertice sia dallo stesso Prodi che dal commissario Ue alle relazioni esterne, Chris Patten. Sul problema ceceno Bruxelles continua ad avere con le autorit russe gli stessi problemi riscontrati in passato, ha inoltre spiegato il portavoce. ALLE PAGINE 2, 3 e 5

Abbattuto un altro elicottero: sei vittime. Una forza speciale per prendere Saddam

Iraq, i morti Usa superano quelli del 91


LE IDEE

LAmerica ignor i rischi del dopoguerra


CARLO DE BENEDETTI
L vicesegretario alla Difesa americano, Paul Wolfowitz, ora dice che nessuno poteva prevedere il livello di resistenza incontrato e il caos dopo loccupazione dellIraq. Non vero. Non solo lo si poteva prevedere. Ma lo si era previsto. E non in un centro studi della vecchia e stanca Europa, ma allinterno della stessa amministrazione americana. Gi nella primavera del 2002 il Dipartimento di Stato guidato da Colin Powell aveva avviato una ponderosa indagine per considerare ogni possibile sviluppo nellIraq del dopo Saddam. SEGUE A PAGINA 15

John Fitzgerald Kennedy

Militare Usa a Bagdad

ALLE PAGINE 10 e 11

La fuga dei cervelli: clamorosa protesta dei giovani scienziati in attesa di unassunzione

Fini, Follini e Berlusconi ALLE PAGINE 6 e 7

Ricerca, la rivolta dei 1700


Vincono il concorso ma non lavorano: Via dallItalia
In 200mila con la Fiom. Polemica con Cisl e Uil

IL CASO

Andreotti dovrebbe difendere Violante


FRANCESCO MERLO
ER amor proprio Giulio Andreotti dovrebbe difendere Luciano Violante. Dovrebbe farlo per se stesso, dovrebbe vedersi in quello come in uno specchio, riconoscere in lui il suo migliore autore. Se infatti ciascuno di noi impiega una vita a cercare il proprio autore, laltro che possa dare una sostanza al nulla che siamo, ebbene Andreotti finalmente lo ha trovato. SEGUE A PAGINA 15

Roma, sfilano le tute blu

DE GENNARO A PAGINA 9

ROMA Sono 1.700 e minacciano di lasciare lItalia per andare a far ricerca allestero, dove avrebbero finalmente un contratto duraturo e retribuzione adeguata. Sono i giovani cervelli che da un paio danni lavorano con paghe da colf nelle universit e negli istituti di ricerca. Hanno vinto concorsi per posti di ruolo, ma anche questanno il governo ha bloccato le loro assunzioni. Ora lanciano lultimo appello: dateci ci che ci spetta o accettiamo le offerte dei laboratori esteri. Ci dispiace, non vorremmo andarcene, ma non abbiamo scelta. In pericolo migliaia di progetti di ricerca. DI GIORGIO A PAGINA 18

Per i film comprati allestero chieste altre indagini su Mediaset

Appropriazione indebita nuove accuse al Cavaliere


PIERFRANCESCO FEDRIZZI A PAGINA 17

Nuna fredda giornata di gennaio quarantadue anni fa John Fitzgerald Kennedy, eletto presidente, ma non ancora in carica, giunse a Cambridge, Massachusetts, per assistere ad una riunione del Comitato degli Ispettori di Harward. Dopo, si insedi a casa mia e tenne una serie di colloqui per assegnare gli incarichi in seno alla nuova amministrazione. Tra un colloquio e laltro, il presidente eletto mi invit a far parte dei suoi assistenti particolari alla Casa Bianca. Risposi che pochi storici avrebbero saputo resistere di fronte allopportunit di veder fare la storia di prima mano. Non so bene, aggiunsi che cosa far come suo assistente particolare, ma se pensa che possa essere daiuto, mi farebbe molto piacere venire a Washington. Al che il presidenteeletto disse: Neanchio so bene che cosa far da presidente, poi dopo una pausa, con perfetto tempismo aggiunse: Ma sono certo che alla Casa Bianca ci sar da fare a sufficienza per tenerci entrambi occupati. Inizi cos lesperienza pi esaltante della mia vita. JFK aveva 43 anni quando assunse lincarico, il pi giovane presidente americano della storia, nonch il primo nato nel ventesimo secolo e, ovviamente, il primo presidente cattolico. Le immagini televisive ci hanno conservato il personaggio dal fascino straordinario, lintelligenza fredda, analitica, larguzia fulminea, autoironica (alla domanda come fosse diventato un eroe di guerra rispose Fu involontario. Affondarono la mia imbarcazione), lobiettivit e lironia nella visione di se stesso e della storia. SEGUE A PAGINA 34 ASPESI, HALBERSTAM STILLE e ZUCCONI ALLE PAGINE 33, 34, 35 e 36

PASSAPAROLA

CON REPUBBLICA

Quattro mesi di spettacoli dedicati al potere del petrolio. A partire da Pasolini

Loro nero di Napoli


Grasso sulle talpe: in guerra si fucilavano
CURZIO MALTESE
N MOLTE religioni il nome di Dio proibito. Il dio delleconomia, della politica, della societ dei consumi, in una parola il Petrolio, il grande innominato negli anni delle guerre in Medio Oriente, il movente nascosto della sacra rappresentazione del Bene in lotta col Male. Petrolio anche il titolo dellultimo romanzo di Pier Paolo Pasolini, il gigantesco affresco cui ha lavorato dal 73 al 75, prima di essere ucciso. SEGUE A PAGINA 46

Oggi il 5 Cd Brasil I cantautori


Il 5 cd della serie a richiesta a soli 6,90 euro in pi

Chi ha tradito ha messo a rischio la vita dei giudici antimafia


FRANCESCO VIVIANO A PAGINA 21

Oramai occupano tutti gli spazi

Teocoli attacca: Costanzo Ricci e Guard via dalla tv


ANNA BANDETTINI A PAGINA 45

LEnciclopedia luned l11 volume


L11 volume dellopera a richiesta a soli 12,90 euro in pi